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Lutto per Stefano De Martino: è morto il padre Enrico, il suo primo maestro

(Adnkronos) –
Lutto per Stefano De Martino, il popolare presentatore di ‘Affari tuoi’ su Rai 1. È morto questa mattina il padre Enrico, all’età di 61 anni. La notizia della scomparsa è stata confermata all’Adnkronos dall’entourage del noto volto della tv pubblica. Il papà era malato da tempo e le sue condizioni di salute erano peggiorate negli ultimi mesi. 

In gioventù ballerino professionista, Enrico De Martino ha dedicato tutta la vita alla danza, collaborando con scuole e compagnie della Campania e danzando anche al Teatro San Carlo di Napoli. Nel 2025 gli era stato conferito al Teatro Verdi di Salerno il premio alla carriera nell’ambito della XXIV edizione del Premio Salerno Danza, sotto la direzione artistica di Corona Paone, étoile del San Carlo, e Luigi Ferrone, primo ballerino del Massimo partenopeo. Enrico De Martino ricordava con orgoglio il proprio percorso artistico e la sua carriera interrotta a 25 anni, quando la moglie gli annunciò di essere incinta di Stefano. “A quel punto ho dovuto assumermi una responsabilità. La danza è diventata un hobby, ma ho fatto di tutto perché Stefano potesse vivere quella passione”, aveva spiegato in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. Fino ai 40 anni, Enrico De Martino aveva combinato la danza con l’attività di ristoratore, continuando a collaborare con varie scuole della Campania. 

Il rapporto tra Stefano De Martino e il padre è stato negli anni profondo e complesso. Più volte il conduttore ha raccontato come Enrico fosse inizialmente contrario alla sua scelta di intraprendere la carriera nella danza, ritenuta troppo dura e incerta. Una posizione spiegata dallo stesso Enrico in diverse interviste, nelle quali aveva sottolineato le difficoltà fisiche e mentali del mestiere. Con il tempo, il legame tra padre e figlio si è progressivamente rafforzato, trovando un nuovo equilibrio soprattutto dopo la nascita di Santiago, che ha contribuito a rendere il rapporto più disteso e consapevole. Enrico ricordava anche la soddisfazione di vedere il figlio affermarsi come conduttore televisivo: “Ho seguito tutta la sua evoluzione, passo dopo passo. Vederlo condurre programmi importanti è una gioia enorme. Il regalo più grande è che è rimasto la persona che era, senza montarsi la testa”. Tra i ricordi più preziosi, anche quello del primo incontro con Maria De Filippi, talent scout di Stefano ad “Amici”: “Fu un bell’incontro. Mi chiese se ero contento della carriera di mio figlio e cosa potevo rispondere? Contentissimo”. E il padre amava sottolineare come il successo di Stefano non abbia cambiato la sua umanità: “Ci ha sempre fatto bei regali, ma il dono più grande è che è rimasto il ragazzo che conoscevamo”. 

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Bassetti di nuovo contro Belen, nel mirino una ‘cura anti-age’

(Adnkronos) –
Matteo Bassetti di nuovo all’attacco di Belen Rodriguez. Tre giorni fa l’infettivologo aveva commentato un post della showgirl che raccontava sui social di essere rimasta per 3 giorni a letto, immobilizzata da febbre e tosse, con considerazioni vaghe sui vaccini. “Chi fa spettacolo si occupi di quello e lasci a medici e sanitari le questione sanitarie. Se Belen avesse fatto il vaccino dell’influenza, probabilmente avrebbe avuto meno problemi”, aveva detto l’infettivologo. 

 

In un video pubblicato oggi su Facebook, Bassetti ‘prende di mira’ un trattamento fatto da Belen: “Un mese fa si mostrava sui social in poltrona con una flebo mentre le iniettavano la nicotinammide adenina dinucleotide (Nad), un trattamento che a parete di sogni ringiovanisce. La Signora Belen critica i vaccini, ma si è mai chiesta quali sono le evidenze scientifiche del NADH?”, scrive l’infettivologo che nel video ricorda che si parla di “una cura che ringiovanisce”: “Bene sono andato a guardare se ci fossero dei dati, delle evidenze scientifiche che la supportavano negli esseri umani. Bene, zero”.  

“Ormai lo sport nazionale è criticare i vaccini”, facendo un riferimento anche a Ether Parisi. “Si criticano i vaccini e poi si fa la terapia anti-age, si prendono tanti altri farmaci che hanno decisamente meno evidenza. Cerchiamo di avere un po’ di educazione e di restare nel proprio, senza volere continuamente fare lo scienziato”, conclude Bassetti.  

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Valeria Marini canta, Fiorello ride e la mamma della showgirl gli dà ragione

(Adnkronos) – Valeria Marini canta, Fiorello ride e, Gianna Orrù, la mamma della showgirl, si schiera a La volta buona. Le performance canore di Valeria Marini diventano un segmento de La pennicanza, il programma radiofonico di Fiorello.  

“Sentite la versione di ‘Brava’ di Mina cantata da Valeria Marini… Pensate, quando Mina ha sentito questa versione di Valeria Marini si è rotolata nel letto. Mina non esce mai da Lugano ma quando ha sentito questa versione si è messa in viaggio verso Roma. ‘Che vieni a fare?’, le ho chiesto. ‘Io sono contro la violenza ma questa volta farò un’eccezione'”, la ‘ricostruzione’ di Fiorello. Quindi, ecco l’audio della versione di ‘Bambola’ interpretata da Valeria Marini a Domenica In. “Signori, la bambola è morta!”, annuncia Fiorello. 

Mentre scorrono le immagini, nello studio di La volta buona Gianna Orrù ascolta e commenta. Il verdetto della mamma di Valeria Marini è senza appello: “Ha ragione Fiorello a prendere in giro Valeria. Ma perché si mette a cantare? Vada a lezione, si studia e si impara a cantare, come tutte le cose”. 

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Femminicidio Torzullo: al marito contestati l’omicidio aggravato e l’occultamento di cadavere

Contestato anche l’occultamento di cadavere a Claudio Carlomagno, accusato dell’omicidio aggravato della moglie Federica Torzullo, la 41enne di Anguillara Sabazia (Roma) della quale non si avevano più notizie dall’8 gennaio scorso. L’uomo è stato trasferito ieri sera nel carcere di Civitavecchia dopo il ritrovamento del corpo della donna, sepolto in una buca scavata con un mezzo meccanico e coperta da rovi, all’interno di un terreno ad Anguillara, adiacente alla ditta di movimento terra della famiglia Carlomagno.

I pm della procura, guidata da Alberto Liguori, nelle prossime ore conferiranno l’incarico al medico legale per eseguire l’autopsia sul corpo della donna e chiederanno al gip la convalida del fermo. Non è escluso che il marito della vittima possa essere sentito dal pm in giornata. Intanto si cerca ancora l’arma del delitto e l’esito degli esami sulle tracce ematiche repertate dai carabinieri è atteso fra il fine settimana e l’inizio della prossima.

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Julio Iglesias chiede l’archiviazione dell’indagine per presunti abusi

(Adnkronos) –
Julio Iglesias ha chiesto l’archiviazione dell’indagine aperta nei suoi confronti per presunte aggressioni sessuali, sostenendo l’assenza di giurisdizione dei tribunali spagnoli e, di conseguenza, della Procura dell’Audiencia Nacional di Madrid. È quanto emerge da un atto depositato oggi, lunedì 19 gennaio, e visionato dai media spagnoli. 

Secondo la difesa dell’82enne cantante spagnolo, le presunte vittime avrebbero dovuto presentare denuncia nei luoghi in cui i fatti sarebbero avvenuti, ovvero nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas, dove le due ex collaboratrici affermano di aver subito abusi nel 2021 mentre lavoravano per l’artista. Iglesias ha sempre respinto ogni accusa. 

Nel documento, composto da 15 pagine e indirizzato al procuratore capo dell’Audiencia Nacional, l’avvocato dell’artista, Javier Choclán, definisce “non ammissibile” che la Procura continui ad assumere una competenza “di cui è notoriamente priva”. Oltre all’archiviazione, la difesa chiede l’accesso immediato agli atti dell’indagine e una partecipazione attiva al procedimento. 

L’avvocato Choclán, legale di molti vip tra cui il calciatore Cristiano Ronaldo, denuncia inoltre un grave “pregiudizio reputazionale” per il suo assistito, sostenendo che le denuncianti avrebbero diffuso il contenuto della denuncia attraverso fughe di notizie e interviste alla stampa, rendendo il caso di imputazione di dominio mediatico prima ancora di qualsiasi decisione giudiziaria. Una circostanza che, secondo la difesa, avrebbe amplificato il danno all’immagine pubblica del cantante. 

Nel testo viene anche contestata la possibilità che le presunte vittime vengano ascoltate come testimoni protetti pur avendo scelto, secondo l’avvocato, di esporsi mediaticamente. Una situazione definita “processualmente anomala”, dal momento che – si legge negli atti – la trasformazione volontaria del caso in un tema di dibattito pubblico farebbe venir meno le condizioni per l’anonimato nei confronti dell’indagato. La difesa insiste infine sulla necessità che Julio Iglesias possa essere presente durante eventuali dichiarazioni delle denuncianti, al fine di dimostrare quella che definisce la “falsità” delle accuse. “Il diritto a una difesa immediata è evidente e non ammette ritardi”, si afferma nel documento depositato in tribunale. 

Iglesias si riserva inoltre la possibilità di intraprendere ulteriori azioni legali per tutelare i propri diritti, denunciando quello che considera un uso abusivo dello strumento penale e campagne mediatiche che, in assenza di una decisione giudiziaria, gli starebbero causando un danno personale e reputazionale “difficilmente riparabile”. (di Paolo Martini) 

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Caso Garlasco, difesa Stasi: “Analisi Poggi irrilevanti, faremo accertamenti su pc Chiara”

(Adnkronos) –
La difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, prende le distanze dai nuovi approfondimenti informatici diffusi dai consulenti della famiglia della vittima. Secondo quanto sostenuto, l’ipotesi di un accesso alla cartella ‘Militare’ presente sul computer di Stasi la sera del 12 agosto 2007, alla vigilia del delitto di Garlasco, “oltre ad essere totalmente irrilevante in considerazione del rapporto tra Alberto e Chiara, va considerato con grande cautela, come certamente sanno i consulenti di parte che lo hanno fornito alla stampa”. 

In una nota, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis spiegano di aver “incaricato un consulente informatico di parte per effettuare nuovi accertamenti, soprattutto sull’accesso al file della tesi, in ipotesi avvenuto tra le 22.09 e le 22.14″. Dai primi riscontri, riferisce la difesa,”il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato, come peraltro già stabilito in una perizia”. “All’esito delle analisi, la difesa Stasi si riserva tutte le azioni necessarie per la tutela dei diritti del proprio assistito, nonché il deposito dei risultati ottenuti in tutte le sedi competenti” si legge nella nota degli avvocati. 

“La difesa Stasi estenderà l’analisi forense, a questo punto, anche al computer di Chiara Poggi, per tutto quanto di interesse. Se un incidente probatorio deve essere promosso, infatti, alla luce delle nuove indagini in corso, è proprio su questo computer e non certo su quello di Alberto Stasi, che non potrà in nessun caso essere riprocessato e che, peraltro, è già stato oggetto di decine di consulenze e persino di due perizie, tutti documenti in atti”. 

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Meloni chiude la missione in Asia, sponda con Seul mentre sale la tensione sui nuovi dazi

(Adnkronos) – Questa volta, a differenza della trasferta in Giappone, nessuna immagine in stile anime. Il selfie con il padrone di casa, però, fa capolino lo stesso sui social. Ma soprattutto resta identico il messaggio politico: l’Italia intende consolidare i rapporti con i principali attori dello scenario orientale, perché le attuali turbolenze geopolitiche impongono flessibilità e rapidità di adattamento. E la costruzione di nuove sponde affidabili, in un contesto sempre più instabile. Nel segno del soft power coreano – dal K-pop in giù – Giorgia Meloni conclude a Seul la terza e ultima tappa della missione asiatica, incontrando il presidente sudcoreano Lee Jae-Myung nella Blue House (Cheong Wa Dae), il palazzo presidenziale dai tetti tradizionali a padiglione. 

“Sono molto contenta di essere il primo leader europeo a venire in visita in Corea dalla sua elezione e dal suo insediamento”, afferma la presidente del Consiglio, rimarcando come Italia e Corea del Sud condividano “molti valori, una vocazione verso la creatività e l’innovazione pur rimanendo ancorate alla tradizione” e dispongano di “un potenziale straordinario ancora inespresso, nonostante rapporti bilaterali già estremamente solidi”. Al termine del faccia a faccia, spiega Meloni, la dichiarazione congiunta individua “i settori prioritari sui quali sviluppare partenariati di alto livello”, con l’obiettivo di “rafforzare il dialogo politico” e rendere la cooperazione “realmente strategica”. 

Il baricentro dell’intesa è tecnologico. “Sono particolarmente fiera della firma di oggi di un’intesa nel settore dei semiconduttori, materia particolarmente strategica per noi”, sottolinea la premier, definendola “un passo fondamentale per rafforzare l’autonomia strategica, ridurre le dipendenze esterne e sostenere l’innovazione” in settori chiave come elettronica, automotive e telecomunicazioni. Accanto ai chip, entra nel perimetro della cooperazione anche il tema delle materie prime: “Ripensare le catene di approvvigionamento e renderle più solide e controllabili è una priorità strategica”, osserva Meloni, evidenziando come la collaborazione tra Paesi alleati possa rafforzare la tenuta industriale. 

Il rafforzamento del partenariato passa anche dall’economia reale. “Le nostre nazioni possono migliorare la cooperazione anche in settori come i trasporti e le infrastrutture”, afferma la presidente del Consiglio, valorizzando il contributo delle aziende italiane e definendo “strategico” l’interscambio degli investimenti. Per Roma, aggiunge, è centrale la presenza dei grandi gruppi coreani, in particolare nei comparti “ad alto contenuto innovativo come la robotica, la microelettronica e l’automotive”. Sul tavolo anche il sostegno alle Pmi e l’obiettivo di “superare alcune barriere non tariffarie all’ingresso dei nostri prodotti”. 

Il quadro politico fa da cornice a questa agenda. Italia e Corea, ricorda Meloni, sono “nazioni amiche e alleate, oltre a essere democrazie mature e tecnologicamente avanzate”, una convergenza che diventa un vantaggio competitivo in “uno scenario globale nel quale l’incertezza è ormai diventata la normalità”. Da qui l’apprezzamento per l'”approccio pragmatico” del presidente Lee – riferimento, non esplicitato, al riavvicinamento con la Cina avviato da Seul – e la volontà di trasformare la visita in un punto di partenza per “un dialogo politico più strutturato” su dossier complessi, anche a livello personale, con l’invito a una visita in Italia nel corso dell’anno. 

Affiora anche la dimensione storica del rapporto bilaterale. “Questo stride un po’ con l’assenza, da diciannove anni, di un presidente del Consiglio italiano in visita ufficiale in Corea”, osserva Meloni, citando il libro fotografico sull’ospedale della Croce Rossa italiana durante la guerra combattuta nella penisola coreana, ricevuto in dono. Un passaggio ripreso da Lee Jae-Myung, che parla di “lunga amicizia” e di “profonda gratitudine per l’aiuto ricevuto”, ricordando che “nel 1951 l’Unità Medica Italiana fondò l’Ospedale della Croce Rossa”. La visita si chiude con la firma di una serie di intese: un memorandum tra la Protezione civile italiana e il ministero dell’Interno coreano, un accordo sulla tutela del patrimonio culturale e un’intesa industriale nel settore dei semiconduttori. Il tutto inserito in una dichiarazione congiunta che rilancia il Dialogo strategico bilaterale, prevede un nuovo Piano d’azione 2026-2030 e rafforza la cooperazione su sicurezza, Indo-Pacifico, Africa e principali sfide globali. 

Ma il richiamo all’incertezza non resta confinato alle dichiarazioni ufficiali. A pesare sono le tensioni geopolitiche che attraversano l’Occidente, come dimostra l’avvio in calo delle Borse europee nella prima seduta della settimana, dopo l’annuncio di Donald Trump di nuovi dazi contro i Paesi europei che hanno deciso di inviare militari in Groenlandia. Una scelta criticata da Giorgia Meloni sia pubblicamente sia nel colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti. 

Il dossier resta aperto. I contatti tra la presidente del Consiglio – impegnata in un ruolo di mediazione – e i partner europei, a partire dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, proseguono. Il prossimo passaggio è fissato per il 22 gennaio, quando il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha convocato una riunione straordinaria dei 27 per fare il punto sul caso Groenlandia e sullo stato, sempre più fragile, delle relazioni transatlantiche. Non è ancora confermata, invece, la partecipazione al vertice a margine del forum di Davos. 

Al centro del Consiglio europeo ci sarà anche il cosiddetto “bazooka”, lo strumento di coercizione commerciale che Bruxelles potrebbe valutare come risposta ai dazi annunciati da Washington. La linea di Meloni resta però improntata alla cautela: tenere aperto il canale del confronto per evitare una spirale di ritorsioni che rischierebbe di aggravare ulteriormente le tensioni tra le due sponde dell’Atlantico. 

 

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Ricerca Randstad su Milano-Cortina, 128 candidature per ogni offerta di lavoro

ROMA (ITALPRESS) – I Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 genereranno un importante ritorno economico attraverso il turismo, lo sviluppo di infrastrutture, la promozione internazionale dei territori e anche dal punto di vista occupazionale. Secondo le stime dell’Università Bocconi e dell’Università Cà Foscari, si prevede complessivamente la creazione di circa 36.000 posti di lavoro comprensivi anche dell’indotto generato, nei settori dell’edilizia, dell’organizzazione e del turismo, concentrati principalmente nell’area lombarda e delle Dolomiti. Ma la legacy dei Giochi sarà molto più ampia, se si considerano le competenze acquisite dai lavoratori: operare nell’organizzazione di un grande evento come questo permetterà di sviluppare alcune skill tecniche, ma soprattutto trasversali fortemente richieste dal mercato.
E’ quanto emerge dalla ricerca “Oltre il Traguardo: la Legacy di Competenze di Milano Cortina 2026”, realizzata da Randstad Italia, HR Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, attraverso il centro di ricerca Randstad Research, che ha analizzato oltre 750 annunci di lavoro pubblicati da Fondazione Milano Cortina 2026 nel corso del 2023, del 2024, fino all’autunno 2025, con le relative professioni e competenze richieste.
Complessivamente sono state circa 100.000 le candidature ricevute da Randstad per lavorare all’organizzazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Dall’analisi degli annunci di lavoro emerge una notevole attrattività: in media, dal 2023 fino all’autunno 2025, sono state ricevute 128 candidature per ogni offerta pubblicata. Il settore più gettonato è quello dei servizi di educazione, formazione e lavoro, con una media di 390 candidature per posizione aperta. Mentre la maggior parte degli annunci riguarda il settore della logistica e trasporti, con circa il 33% delle offerte.
“In un contesto in cui l’intelligenza artificiale è spesso vista come uno strumento che può ridurre le opportunità di apprendere attraverso l’esperienza diretta, il caso dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 rappresenta l’esatto opposto: un’intensa esperienza di apprendimento pratico, con un impatto forte e duraturo sul bagaglio di competenze dei lavoratori – ha detto Emilio Colombo, Coordinatore del Comitato scientifico di Randstad Research, nel corso della presentazione della ricerca al Coni -. Normalmente, in contesti ordinari, richiederebbe molto tempo, ma qui è possibile ottenerla in un periodo breve. Questa esperienza potrà avere ricadute benefiche sul mercato del lavoro in vario modo: direttamente sui lavoratori coinvolti e indirettamente sulle imprese e sui territori che saranno arricchiti dal nuovo sapere. Con la possibilità di mettere a frutto conoscenze e competenze acquisite, soprattutto trasversali, in qualità di formatori, tutor o mentor in differenti livelli formativi”.
“Una parte fondamentale della legacy dei Giochi prende vita attraverso le persone e le competenze che sviluppano lungo questo percorso – ha aggiunto Diana Bianchedi, Chief Strategy, Planning & Legacy Officer per Fondazione Milano Cortina 2026 -. Randstad è sempre stato un partner determinante: grazie al suo contributo abbiamo formato nuove professionalità e reso concreta un’eredità che ci ha ispirati e guidati da subito e che continuerà a generare valore ben oltre il 2026. Lo studio di Randstad Research ne offre una testimonianza chiara, perchè misura ciò che rappresenta uno dei pilastri di Milano Cortina 2026: lasciare al Paese un patrimonio duraturo di esperienza, capacità e lavoro di squadra. L’Italia è leader a livello internazionale per eventi sportivi e i Giochi daranno una spinta eccezionale a questo trend”.
“Ringrazio Randstad, perchè la partnership con loro è fondamentale – ha sottolineato Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina -. L’attività della Fondazione Milano Cortina non è atipica, ma unica, perchè si può configurare come fosse una start up, con la differenza che però dal momento della sua creazione c’è anche già la data di scadenza della stessa. Per questo è una bella sfida e per vincerla c’è bisogno di competenze. Una sfida difficile l’organizzazione dei Giochi. Aggravata dagli anni del Covid, dalle guerre e da quattro governi che sono cambiati. Ma al di là di queste competenze posso dire di esser orgoglioso del lavoro fatto fin qui, anche se il nostro è un Paese che se si fanno 199 cose bene, poi ci si sofferma sull’unica cosa che viene meno bene”.
Il concetto di legacy dei Giochi Olimpici e Paralimpici viene usato solitamente per parlare di beni materiali, come gli investimenti infrastrutturali che rimangono al territorio al termine della Manifestazione. Ma esiste una legacy che si riferisce alle persone coinvolte nell’organizzazione dei Giochi sia come lavoratori che come volontari, e che riguarda le competenze acquisite. Benchè si tratti di un’occupazione a tempo determinato, infatti, la peculiarità dell’esperienza lavorativa all’interno del grande evento Olimpico e Paralimpico rappresenta un unicum in termini di competenze professionali e personali, un bagaglio di esperienza spendibile nel mercato del lavoro.
Analizzando le posizioni lavorative e i relativi annunci di lavoro aperti da Fondazione Milano Cortina 2026 (759 annunci di lavoro pubblicati dal 2023 a settembre 2025) Randstad Research ha indagato l’impatto dell’evento in termini di legacy di competenze e professionalità. Per tutte le professioni emerge la richiesta di skill comunicative a tutto tondo, dalla conoscenza approfondita di una lingua straniera (inglese), alla capacità di esprimersi con chiarezza, alla capacità di saper comunicare attraverso strumenti tecnologici. Tutti i profili, più o meno tecnici, inoltre, sono accomunati da una richiesta di competenze trasversali, per operare in contesti multidisciplinari, multiculturali, multilinguistici. Nel complesso, sono ricercati professionisti ibridi e versatili, capaci di svolgere i loro compiti superando le barriere, in un mercato del lavoro estremamente dinamico e collaborativo.
Inoltre, la partecipazione stessa all’organizzazione e allo svolgimento dei Giochi rappresenta un acceleratore di competenze, soprattutto trasversali. In particolare, si svilupperanno problem solving durante lo svolgimento di attività complesse da svolgere in tempi e spazi contingentati; capacità di lavoro in team; capacità di interazione e comunicazione in un ambiente internazionale e multiculturale; gestione dello stress, lo svolgimento di numerose attività in contemporanea e il rispetto di scadenze molto ravvicinate.
Il settore che ha ricevuto più richieste è quello dei servizi di educazione, formazione e lavoro (in media 390 candidature per posizione aperta), seguito dalle attività ricreative e sportive (209), dai servizi culturali e dello spettacolo (157), servizi turistici (138), trasporti e logistica (101), i servizi digitali (81) e di public utilities (50). L’ultimo posto appartiene al settore dell’edilizia, con una media di undici candidature per offerta.
Per numero di annunci, invece, il settore che presenta il maggior numero è trasporti e logistica, con circa il 33% delle offerte. Seguono i servizi turistici (27,9% delle offerte) e attività ricreative e sportive (il 13,8%). In generale, turismo e servizi ricreativi e sportivi hanno raggiunto il miglior incontro tra domanda e offerta.
Circa il 67% degli annunci riguarda professioni di carattere amministrativo, il 24,9% posizioni manageriali, il 7,9% apprendistato o tirocini (considerando che l’analisi è condotta a un anno circa dall’inizio dell’evento, per cui le figure ricercate sono soprattutto prettamente organizzative di livello medio alto, perchè quelle operative sono state cercate successivamente).

– foto mec/Italpress –
(ITALPRESS).

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Governo, sbloccato il 99% delle risorse stanziate

ROMA (ITALPRESS) – Sbloccato il 99,2% di risorse stanziate dal Governo Meloni. Lo riporta la tredicesima relazione sul monitoraggio dei provvedimenti legislativi e attuativi del governo Meloni con aggiornamento al 31 dicembre 2025. Il tasso di adozione dei decreti attuativi è “ai massimi da inizio legislatura: il numero dei decreti adottati supera quota 1.000″.

Alla data del 31 dicembre 2025, il governo Meloni ha adottato complessivamente “1.077 decreti attuativi, di cui: 794 previsti da disposizioni di propria iniziativa e 283 riferiti a provvedimenti ereditati dalla precedente legislatura.

Sempre al 31 dicembre 2025, risultano disponibili il 99,2% delle risorse stanziate per gli anni 2022-2025, per un totale di circa 292,4 miliardi di euro, a cui si aggiungono 9,3 miliardi sbloccati mediante l’adozione di provvedimenti della scorsa legislatura. In totale, il Governo Meloni ha reso utilizzabili circa 301,7 miliardi di euro.

Si attesta all’82% la percentuale di atti legislativi di iniziativa governativa entrati in vigore nel trimestre senza rinvio a successivi decreti attuativi, evidenziando il costante e progressivo impegno del Governo a rendere immediatamente efficaci le misure adottate.

Il tasso di adozione dei decreti attuativi sale al 68,7%, il valore più alto dall’inizio della legislatura. Lo stock complessivo dei decreti ancora da adottare scende a 490 unità.
Particolarmente significativo il dato relativo alle risorse finanziarie: il tasso di attuazione dei decreti che sbloccano fondi pari o superiori a 10 milioni di euro raggiunge il 79,1%, a fronte del 62,6% di quelli che non prevedono risorse finanziarie.

Tra i principali provvedimenti attuativi adottati nel trimestre:
Ripartizione del fondo previsto per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, per un importo complessivo di 18,4 miliardi; Individuazione delle prestazioni di telemedicina per i grandi anziani; Ripartizione del fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo per il finanziamento del teatro urbano, del teatro sociale, di manifestazioni, rassegne e festival; Ripartizione del fondo per l’apertura di nuove librerie sul territorio da parte dei giovani fino a 35 anni di età”.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).

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McDonald’s, ampia adesione volontaria dei licenziatari al Contratto Integrativo

MILANO (ITALPRESS) – Lo scorso ottobre McDonald’s Italia e le Organizzazioni Sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno sottoscritto il Contratto Integrativo Aziendale per i 3.600 dipendenti diretti. Contestualmente il modello di contratto prevedeva l’opportunità di adesione al CIA da parte dei licenziatari su base volontaria. “Considerando le adesioni dei licenziatari finora pervenute, l’applicazione dello strumento riguarda oltre 14.000 lavoratrici e lavoratori – fa sapere McDonald’s attraverso una nota -. Un dato che pone l’operazione tra quelle di maggiore successo in Italia per contratti integrativi e benchmark per il proprio settore. L’accordo riserva particolare attenzione ai temi della sicurezza. E’ prevista l’installazione nei ristoranti del Bottone d’Emergenza, collegato direttamente alle Forze dell’Ordine, e il rafforzamento delle misure per il contrasto alla violenza di genere, attraverso l’impegno di McDonald’s e la collaborazione con il numero nazionale antiviolenza 1522”.
“Questo risultato positivo è un’ulteriore conferma della centralità delle persone nella cultura aziendale di McDonald’s e dell’impegno concreto e costante dei nostri licenziatari per i propri dipendenti e per le comunità in cui operano – ha detto Giorgia Favaro, Amministratrice Delegata di McDonald’s Italia -. Ogni licenziatario è libero di scegliere se aderire al CIA e ringrazio chi lo ha già fatto. Ricordo inoltre che oltre il 90% della rete già applicava misure di welfare aggiuntive al contratto di primo livello, in base alle esigenze dei propri territori: tali buone pratiche sono state recepite nel recente accordo. Infine, da sempre la nostra rete di licenziatari sviluppa presso le proprie comunità i nostri progetti di impatto sociale nazionali come la donazione di pasti caldi ai più bisognosi e le giornate di volontariato aziendale dedicate al ripristino del decoro urbano”.
Il CIA per i dipendenti McDonald’s Italia introduce nuove misure di welfare a sostegno del reddito e della conciliazione vita-lavoro, con congedi parentali rafforzati, permessi per studenti e caregiver e maggiore flessibilità per le lavoratrici in maternità. E’ prevista una banca ore solidale, con il contributo dell’azienda, per supportare i dipendenti in situazioni di grave necessità.

– foto ufficio stampa McDonald’s –
(ITALPRESS).

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“Dovrebbe restituire 8 milioni”, stoccata di Ranucci a Barbareschi

(Adnkronos) – “Dovrebbe restituire otto milioni di euro. Ora ‘Allegro ma non troppo’ può cominciare”. Così Sigfrido Ranucci ha chiuso ieri sera la puntata di ‘Report’. Una stoccata che segna un nuovo round delle scintille a distanza in tv tra il giornalista e conduttore e Luca Barbareschi. 

Tutto è iniziato domenica scorsa quando, in apertura del suo programma ‘Allegro ma non troppo’ in onda in seconda serata su Rai3 dopo ‘Report’, Barbareschi si era rivolto direttamente al collega: “Vorrei ringraziare il conduttore di ‘Report’ e ricordargli che mi chiamo Luca Barbareschi e dopo il suo programma c’è il nostro, ma lui fa fatica a dirlo – aveva scandito – E allora voglio ricordargli che non dovrebbe fargli fatica, perché il suo consulente commerciale è quello che mi sta spiando da due anni, l’ho letto sui giornali, e per questo verrà querelato. Io non spio voi ma, almeno, ricordatevi il nome. Watch out, stai attento”. 

Immediata era stata la replica di Ranucci, che dal suo profilo Facebook aveva risposto secco: “Indegno sproloquio di Luca Barbareschi, frutto di una campagna di fango esercitata dal il ‘Giornale’ contro Gian Gaetano Bellavia – aveva scritto il giornalista e conduttore – che è stato vittima di un furto, che nessun organo giudiziario ha accusato di spionaggio o dossier”.  

Ieri, Ranucci ha chiuso la sua trasmissione proprio con un’inchiesta sui finanziamenti pubblici al Teatro Eliseo, di cui è proprietario lo stesso Barbareschi, chiosando: “Barbareschi dovrebbe restituire otto milioni di euro al ministero della Cultura che glieli ha anche chiesti, ma lui si è rifiutato – ha scandito il conduttore – Ora ‘Allegro ma non troppo’ può cominciare”.  

 

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Sonno ‘medicina’ trascurata da over 60, non conta orario della sveglia ma bisogna dormire 7 ore

(Adnkronos) – Il sonno è una vera e propria medicina troppo spesso trascurata, in particolare quando gli anni avanzano e si superano i 60. “In realtà a 60anni si è abbastanza giovani, ma andando avanti si tende a dormire di meno. Quindi bisogna attuare tutte le strategie utili per favorire un riposo sufficientemente lungo e ininterrotto. Questo perché il sonno è una delle cose più importanti e più trascurate del ciclo dell’attività giornaliera”, spiega all’Adnkronos Salute Giorgio Sesti, docente di Medicina interna all’università Sapienza di Roma. 

 

Il sonno, infatti, “serve per ricaricare le batterie organiche, la biologia del nostro corpo – illustra il medico – perché riduce la frequenza cardiaca, quindi mette a riposo il cuore, mette a riposo il cervello, mette a riposo i polmoni, mette a riposo il metabolismo e così via”. La prova del 9 è l’insonnia. “Tutti quelli che ne soffrono hanno più problemi cardiovascolari, più problemi di metabolismo, di diabete. Addirittura se si dorme di meno si aumenta di peso: sembra un paradosso, ma in realtà la mancanza di sonno incide sul setting ormonale. Durante il sonno anche nell’età adulta (seppure molto meno rispetto all’età pediatrica) noi produciamo l’ormone della crescita, molto importante perché serve anche a mantenere la massa muscolare e le funzioni biologiche dei vari organi. Anche la piccola quantità che si produce da adulti durante la notte è estremamente rilevante. Abbiamo assolutamente bisogno di un sonno riposante”.  

 

Ma come si fa per dormire? “Bisogna creare le condizioni per farlo – suggerisce Sesti – Innanzitutto quelle ambientali. Al buio, perché tutte le fonti di luce stimolano il cervello. Si deve ridurre il rumore. Si discute anche dell’inquinamento da elettrodomestici, cellulari, radio, televisione. Non abbiamo molti dati su quest’ultimo tema, ma in ogni caso l’ideale sarebbe quello di non averne nella camera da letto”. 

“Inoltre la temperatura della stanza deve essere tra i 19-21 gradi, quindi né troppo fredda né troppo calda, perché esagerare in un senso o nell’altro non facilita il sonno. Ovviamente bisogna avere un buon letto, un materasso riposante: non deve troppo duro (che ci fa agitare) o troppo morbido, dove si sprofonda. Importante anche scegliere l’altezza giusta del cuscino e tutti gli elementi di comfort”, aggiunge. 

  

Da evitare poi tutti gli elementi che impediscono l’addormentamento. “Per esempio – prosegue l’internista – andare a letto subito dopo aver mangiato non facilita perché servono almeno un paio di ore per la digestione, l’organismo è occupato a digerire e il riposo non è favorito. Stessa cosa per l’attività motoria, da non fare troppo tardi perché è un eccitante, è utile evitare di fare ginnastica alle 10 di sera”. 

Il sonno, inoltre, deve essere sufficientemente lungo “7-8 ore” e senza interruzioni. “Le ore di ‘sonnellino’ pomeridiano – precisa Sesti – non si sommano a quelle notturne. E una dormita pomeridiana può essere deleteria perché può rendere più difficile l’addormentamento notturno. Un riposino di 10 minuti durante la giornata può andar bene, ma va evitato un sonno più lungo se rischia di ‘sabotare’ il riposo durante la notte”.  

L’orario della sveglia, se si rispettano le 7-8 ore di sonno, “non incide. Dipende dalle abitudini e dalle esigenze. Ci sono le persone abituate a svegliarsi tutti i giorni alle 6 del mattino, ma se sono andati a letto alle 10 di sera va benissimo”, conclude l’esperto.  

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Putin, rito nell’acqua gelida per Epifania

(Adnkronos) – Vladimir Putin sfida l’acqua gelida e si immerge per il tradizionale rito dell’Epifania ortodossa. Il presidente russo, come mostra un video diffuso dai media locali, davanti a telecamere e fotografi ha partecipato al rito. In costume azzurro, Putin è entrato nella vasca davanti ad una croce di ghiaccio. Il presidente russo, dopo i rituali segni della croce, si è immerso nell’acqua gelata per 3 volte – in omaggio alla Trinità – prima di risalire le scale e rivestirsi. 

 

Il gesto del leader è stato enfatizzato sui social in particolare da Kirill Dmitriev, uno dei principali consiglieri del presidente: “Unitevi alla Russia nella sua lotta al satanismo”, il messaggio. 

Spicca la differenza rispetto alla resistenza di Aleksandr Lukashenko, presidente bielorusso. Anche il leader di Minsk ha celebrato l’Epifania. Lo ha fatto, però, con un approccio più prudente rispetto a Putin. 

 

 

Lukashenko non ha nascosto il disagio per la temperatura bassissima dell’acqua e, seguito a stretta distanza dal suo volpino, si è immerso una sola volta per archiviare rapidamente la pratica. 

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Maltempo, è allerta rossa in Sardegna e Sicilia: strade chiuse e prime evacuazioni

(Adnkronos) –
Allerta rossa e scuole chiuse in Siclia e Sardegna per l’arrivo del ciclone Harry. Strade chiuse, prime persone evacuate e sale il livello di guardia. A seguito dell’allerta meteo diramata dalla Protezione Civile, è stata effettuata anche una riduzione su alcune linee ferroviarie tra Sicilia e Calabria: Calabria Reggio Calabria-Catanzaro Lido, Lamezia Terme-Catanzaro Lido, Catanzaro Lido-Taranto; in Sardegna Cagliari-Decimomannu; in Sicilia Caltagirone-Catania, Messina-Catania-Siracusa, Siracusa-Caltanissetta. Lo comunica Rfi. 

Il maltempo avanza in Sardegna e il Comune di Torpé ha disposto l’evacuazione delle zone a rischio. L’ordinanza urgente riguarda una ventina di località rurali con abitazioni in prossimità della diga e dei corsi d’acqua. Il livello sta salendo in modo preoccupante ed è arrivato l’ordine di lasciare le case e recarsi nel centro di accoglienza predisposto nella palestra comunale o in altre abitazioni che si trovino in zone sicure.  

L’ordinanza del Comune in provincia di Nuoro, al confine con la Gallura vicino a Posada, riguarda le seguenti località: Baddore, Matta Erva, Ena De Puleu, Filinita, Sa Tanca Noa, San Pietro, Ussela, Sas Luas, L’Unità, Terra Teulasa, Tiedda, Giunne Pala, Su Puttu, Poiu, Badu Arghentu, Pasu e Lana, Binzarena e Multalditana. Ai cittadini vien chiesto di chiudere gli allacci di acqua, luce e gas e non lasciare medicinali o altri effetti personali urgenti nelle abitazioni. Il Comune di Torpè “invita le famiglie che abbiano componenti impossibilitati a muoversi autonomamente o comunque non autosufficienti a segnalare al comune i loro nominativi e recapito chiamando al n° 3484022762”. 

La pioggia continua a cadere in modo incessante su mezza Sardegna e si registrano già i primi allagamenti con chiusura al traffico di alcune strade. Così capita a Teulada dove ci sono disagi in quel tratto della Statale 195, ma a destare particolare preoccupazione è la parte che collega Cagliari a Capoterra. Quel lembo d’asfalto a pochi metri dal mare è interessato dalle mareggiate e c’è un monitoraggio costante attivo già da ieri e ora arriva la chiusura.  

“Il tratto costiero della strada statale 195 “Sulcitana”, compreso tra il chilometro 5,220 e il km 10,600 circa, tra Cagliari e Capoterra, è stato temporaneamente chiuso al traffico in entrambi i sensi a causa dell’intensificarsi del maltempo che sta interessando l’Isola – annunciano dall’Anas -. Il traffico può utilizzare un percorso alternativo lungo la Strada Statale 130 fino allo svincolo per la Strada Provinciale 2. Da qui si prosegue sulla strada consortile di Macchiareddu e sulla viabilità locale per raggiungere la Strada Provinciale 91”. Tante le preoccupazioni anche sulle zone orientali della Sardegna. A Urzulei è scattato il divieto di percorrere le strade di campagna e ora sale il livello di preoccupazione.  

“Si avvisa la cittadinanza annunciano dal Comune -, e in particolare gli allevatori che hanno il bestiame al monte, del fatto che il livello dell’acqua nei fiumi sta salendo molto velocemente e perciò è assolutamente da evitare il transito”. Tutti i Comuni interessati dall’allerta rossa stanno monitorando la situazione, in costante contatto con la direzione regionale della Protezione civile. Il Comune di La Maddalena ha chiuso l’accesso all’isola di Caprera perché “le intense precipitazioni previste e in corso potrebbero ammorbidire in modo significativo il terreno, aumentando il rischio di cedimenti e caduta di rami o alberi, con possibili pericoli per l’incolumità delle persone”. 

Il sindaco Roberto Barbagallo ha disposto l’evacuazione “temporanea e immediata” degli immobili situati in alcune zone costiere di Acireale, nel Catanese.. Le avverse condizioni meteo con forti venti, precipitazioni intense e mareggiate, infatti, potrebbero determinare, spiegano dal Comune, “situazioni di grave pericolo per le aree più esposte del territorio”.  

L’ordinanza, che ha efficacia dalla mezzanotte di oggi fino alle 8 del 21 gennaio, “salvo diverse disposizioni legate all’evoluzione dell’evento”, riguarda le case che si trovano nelle vie Garitta e Rapallo e lungomare Martinez nella frazione di Capo Mulini e via Molino nella frazione di Santa Maria La Scala. “La popolazione che non fosse in grado di provvedere autonomamente a una sistemazione alternativa – spiega il Comune – potrà contattare il Centro operativo comunale (Coc) al numero 095/895545 per ricevere assistenza”. L’Amministrazione comunale invita tutti i cittadini “al massimo senso di responsabilità, a seguire le indicazioni delle autorità e a limitare gli spostamenti allo stretto necessario”. 

Alla luce dell’allerta meteo in Sicilia orientale e delle misure straordinarie adottate da numerosi Comuni, tra cui la chiusura delle scuole, il Codacons lancia un appello per la tutela delle persone senza fissa dimora, tra le categorie maggiormente esposte ai rischi legati agli eventi meteorologici estremi. “Le condizioni previste con piogge intense, forti raffiche di vento, possibili allagamenti e criticità idrogeologiche – sottolinea l’associazione dei consumatori – rappresentano un pericolo concreto e immediato per chi vive in strada, spesso privo di ripari adeguati e di un’assistenza sanitaria continuativa, con potenziali conseguenze gravi per l’incolumità e la vita stessa”. 

Da qui l’appello del Codacons a sindaci, Protezione civile, Regione siciliana, Prefetture e Aziende sanitarie provinciali affinché venga attivata “senza alcun ritardo” una task force straordinaria dedicata all’assistenza dei clochard e delle persone in condizioni di grave marginalità. “Di fronte a un’allerta meteo rossa non è sufficiente limitarsi alle ordinanze di chiusura – dice Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons -. E’ necessario intervenire anche per chi non ha una casa in cui rifugiarsi, servono azioni immediate e coordinate, come l’apertura di strutture di accoglienza straordinarie, l’attivazione di presidi mobili sul territorio, l’assistenza sanitaria di base e un rapido censimento delle persone che vivono in strada”. 

L’Azienda sanitaria provinciale di Trapani invita a recarsi in ospedale solo per le emergenze. “Considerato che nella Cittadella della salute di Erice Casa Santa e negli ospedali di Castelvetrano, Salemi e Trapani – si legge in una nota dell’Asp di Trapani – insistono alberi ad alto fusto, la cui caduta potrebbe causare danni agli utenti e alle loro autovetture, l’Azienda sanitaria provinciale di Trapani invita la cittadinanza, nei giorni di lunedì 19 e martedì 20 gennaio, a recarsi presso nei presidi sanitari solo in situazioni di emergenza, avendo comunque cura di non sostare e transitare in prossimità di alberi ad alto fusto”. 

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Groenlandia, Ue: “No scontro con Usa ma pronti a reagire”

(Adnkronos) – L’Europa sta preparando delle contromisure dopo che il presidente degli Usa Donald Trump ha minacciato dazi aggiuntivi nei confronti dei Paesi europei che hanno inviato soldati in Groenlandia. Secondo quanto ha affermato il vice portavoce capo della Commissione Europea Olof Gill, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, sono in corso “intense consultazioni tra i leader dell’Ue”, “la priorità è interagire” ed “evitare una escalation” nei rapporti con gli Usa, “non” cercare lo “scontro” con Washington. Ma se i dazi minacciati dagli Usa dovessero essere effettivamente imposti, l’Ue “ha strumenti a sua disposizione ed è preparata a reagire, se necessario”, per “proteggere gli interessi” dell’Unione, ha affermato. 

Sulle relazioni transatlantiche, il presidente Antonio Costa convocherà una riunione speciale del Consiglio Europeo giovedì 22 gennaio alle 19, fanno sapere i portavoce della presidenza del Consiglio Europeo. 

 

“Sulla Groenlandia l’approccio giusto ad una questione così seria è con una calma discussione tra alleati”, ha detto Keir Starmer rispondendo alle domande dei giornalisti dopo aver parlato ieri al telefono con Trump al quale ha detto che “usare i dazi contro gli alleati è completamente sbagliato, non è il modo giusto di affrontare le differenze all’interno di alleanza, né è utile inserire usare gli sforzi per rafforzare la sicurezza della Groenlandia come giustificazione per pressioni economiche”. 

“Una guerra commerciale non è nel nostro interesse, e quindi il mio primo obiettivo è assicurare che non avvenga, sono impegnato su questo”, ha risposto a chi gli chiedeva se vi saranno dazi agli Usa, apparentemente minimizzando questa possibilità. “Dobbiamo trovare un modo pragmatico, sostenibile di affrontare tutto questo che eviti alcune delle conseguenze che sarebbero molto gravi per il nostro Paese”, ha detto ancora il premier britannico. “Queste misure danneggiano i lavoratori britannici, il business britannico e l’economia britannica – ha detto ancora parlando dei dazi – e per questo so molto chiaro su questa questione. Una guerra commerciale non è nell’interesse di nessuno e il mio compito è sempre agire nell’interesse nazione del Regno Unito”.  

Nel rispondere alle domande dei giornalisti, Starmer ha detto “di non credere che sia giusto dover scegliere tra Stati Uniti e Europa, non è una nuova posizione, questa è una posizione che abbiamo sempre tenuto, come hanno fatto i governi precedenti”.  

Il premier britannico ha poi ribadito che il futuro della Groenlandia deve essere deciso solo dalla sua popolazione e dalla Danimarca. “C’e’ un principio che non può essere messo da parte, perché va al cuore di come funziona una cooperazione internazionale stabile e affidabile – ha affermato – e ogni decisione sullo status futuro della Groenlandia appartiene solo alla sua popolazione e al regno di Danimarca. Questo diritto è fondamentale e noi lo sosteniamo”.  

Starmer ha poi però riconosciuto come la questione della sicurezza dell’isola artica, posta da Trump come motivo principale della sua volontà di annessione, “è una cosa importante, e lo sarà di più a causa dei cambiamenti climatici che stanno cambiando l’Artico, con rotte marine che si aprono e la competizione strategica che si intensifica. L’High North – ha concluso usando la terminologia con cui ci si riferisce anche all’Artico – richiederà maggiore attenzione, più grandi investimenti e una più forte difesa collettiva”.  

 

Il Cremlino sta monitorando attentamente gli sviluppi in Groenlandia, da dove stanno arrivando ”notizie allarmanti”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov nel corso di una conferenza stampa. “Negli ultimi giorni sono arrivate molte informazioni allarmanti. Naturalmente, stiamo monitorando tutto ciò che sta accadendo molto attentamente e lo stiamo analizzando”, ha detto Peskov. 

 

In una lettera indirizzata al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, Trump è intanto tornato a ribadire che “il mondo non è sicuro se non abbiamo il controllo completo e totale della Groenlandia”. ”La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un ‘diritto di proprietà”? Non ci sono documenti scritti, è solo che una nave è sbarcata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo navi che sbarcavano lì”, ha aggiunto il presidente americano. ”Ho fatto più per la Nato di chiunque altro dalla sua fondazione, e ora la Nato dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti”, ha sostenuto Trump. 

Sulla sua piattaforma social Truth Social, ha poi scritto che “per 20 anni la Nato ha detto alla Danimarca che avrebbe dovuto rimuovere la minaccia russa dalla Groenlandia. Sfortunatamente, la Danimarca non è stata in grado di fare nulla al riguardo”. Secondo lui, “Ora è il momento, e lo faremo!” 

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Epifani: ‘La sovranità digitale non è tecnologia, è potere. E l’Europa rischia di perderlo’

(Adnkronos) – Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, docente universitario ed editorialista, Stefano Epifani lavora da anni sul rapporto tra tecnologia, democrazia e potere, sia in ambito accademico sia nel confronto con istituzioni e imprese, in Italia e all’estero. Il suo ultimo libro, Il teatro delle Macchine Pensanti, smonta dieci falsi miti sull’intelligenza artificiale e invita a guardare oltre la retorica dell’innovazione, riportando al centro la questione della governance, delle responsabilità e delle scelte politiche che stanno dietro gli algoritmi. 

In questa intervista con l’Adnkronos Epifani parte dal caso Cloudflare e dallo scontro con Agcom per allargare lo sguardo su un tema che attraversa oggi regolazione, geopolitica e democrazia: la sovranità digitale. Un concetto spesso evocato, ma raramente affrontato nella sua dimensione più profonda, che non riguarda solo infrastrutture o localizzazione dei dati, bensì la capacità degli Stati di decidere come le tecnologie incidono sui processi decisionali, sull’informazione e sul funzionamento delle istituzioni pubbliche. 

Dal ruolo dell’informatica pubblica alla dipendenza algoritmica, dal rapporto tra regolazione europea e modello americano fino ai limiti di una sostenibilità digitale priva di reale controllo sulle architetture tecnologiche, Epifani mette a fuoco una domanda centrale: l’Europa sta davvero costruendo una propria capacità di governo del digitale, o sta semplicemente adattandosi a decisioni prese altrove? 

Partiamo dal caso Cloudflare e dallo scontro con Agcom. È solo una controversia tecnica?
 

“È molto di più. Cloudflare è solo la punta dell’iceberg di un processo di ridefinizione dei rapporti di forza globali. Non è una battaglia da qualche milione di euro di multa: è uno scontro sul principio di responsabilità di ciò che transita nella rete. E dietro Cloudflare non c’è solo un’azienda, ma un’idea americana di internet, oggi rafforzata da una precisa postura politica”. 

In che senso?
 

“Perché tocca il cuore della filosofia che per anni ha retto il web statunitense: l’idea che chi fornisce infrastrutture o servizi non sia responsabile di ciò che vi passa sopra. Ma quella visione è stata stiracchiata per quindici anni, mentre le piattaforme sono passate dall’essere semplici intermediari a soggetti che influenzano attivamente visibilità, priorità, comportamenti. Oggi non possiamo più far finta che infrastruttura e contenuto siano la stessa cosa, né che nessuno sia responsabile”. 

Il rischio, però, è che norme come il Pirate Shield finiscano per dare troppe responsabilità agli operatori.
 

“Il rischio esiste davvero, perché si tende a confondere ruoli diversi. Ci sono soggetti che gestiscono le autostrade di internet e altri che gestiscono i servizi che vi transitano sopra. Le prime non possono controllare cosa passa, sarebbe pericoloso sia dal punto di vista tecnico sia da quello democratico. Ma chi offre servizi digitali sa benissimo che tipo di contenuti e di traffico sta gestendo. Il problema, quindi, non è se qualcuno debba essere responsabile, ma stabilire con chiarezza chi lo è e fino a che punto, evitando di affidare poteri di controllo senza regole o senza garanzie”. 

Responsabilità però non significa censura privata.
 

“Non vuol dire che un attore privato possa decidere autonomamente cosa passa e cosa no. Altrimenti ricadiamo nello stesso problema che la normativa americana voleva evitare: concentrare un potere enorme senza controllo democratico. La responsabilità va accompagnata da regole, trasparenza e controllo pubblico”. 

Questo ci porta al tema più ampio della sovranità digitale. Lei sostiene che venga spesso fraintesa.
 

“Perché la riduciamo a una questione industriale: cloud nazionale, data center sul territorio, tecnologia “made in Europe”. Ma la sovranità digitale è un’altra cosa: è la capacità di decidere. Decidere dove stanno i dati che contano, chi li governa, come vengono elaborati e trasformati in decisioni. Senza questa capacità, la sovranità non è stata persa: non è mai stata esercitata”. 

La localizzazione dei dati, quindi, non basta.
 

“È necessaria ma non sufficiente. Possiamo anche tenere i dati in Europa, ma se l’azienda che li gestisce è soggetta al Cloud Act americano, quei dati restano accessibili. Il problema vero è che stiamo esternalizzando le infrastrutture della conoscenza: sistemi che non solo conservano dati, ma li rielaborano e li presentano, diventando strumenti di intermediazione cognitiva”. 

È qui che entra in gioco la dipendenza algoritmica.
 

“Non dipendiamo solo da infrastrutture esterne, ma da modelli decisionali, metriche, criteri di rilevanza definiti altrove. Algoritmi che stabiliscono cosa vediamo, cosa conta, cosa è rilevante. Importarli senza governarli significa importare visioni del mondo senza mandato democratico. Questa è la vera perdita di sovranità”. 

Eppure si continua a parlare di sovranità come semplice “proprietà del dato”.
 

“Perché è più semplice. Ma è una semplificazione pericolosa. La questione non è solo dove sta il dato, ma come viene elaborato. Oggi utilizziamo dati pubblici per alimentare infrastrutture private che diventano critiche per il funzionamento della democrazia, del lavoro, dell’informazione. Senza controllo sull’architettura digitale, qualsiasi politica pubblica può saltare”. 

Mi scusi, ma è mai esistita davvero una sovranità digitale europea?
 

“No, non nel senso pieno del termine. Ma questo non significa che sia impossibile costruirla oggi. Significa che dobbiamo smettere di raccontarci che basti rallentare il modello americano con la regolazione. Serve un progetto”. 

Che tipo di progetto?
 

“La costruzione di uno stack tecnologico europeo. E questo implica collaborazione, che è la cosa che in Europa sappiamo fare peggio. Abbiamo competenze distribuite, ma non ecosistemiche. E ogni volta che un Paese cerca una scorciatoia bilaterale con gli Stati Uniti, depotenzia qualsiasi tentativo di costruzione comune”. 

Norme o investimenti?
 

“Entrambi. Senza infrastrutture, la normativa resta lettera morta. Senza regole, l’infrastruttura diventa caos. Se diciamo che è sensato investire il 5% del Pil in difesa militare, non capisco perché non si possa dire che è sensato investire una quota simile in infrastrutture digitali strategiche. Sono armi di difesa, solo di un altro tipo”. 

In questi casi però serve sempre una guida, un motore, qualcuno che metta sul tavolo una proposta e consenta agli altri di seguirlo.
 

“Non dovrebbe farlo una singola nazione, ma un settore. E in Europa quel settore è ancora il pubblico. L’informatica pubblica deve tornare a essere una competenza strategica. Le infrastrutture critiche – energia, servizi, telecomunicazioni – sono spesso pubbliche, ma il software che le governa no. È lì che va recuperato controllo”. 

Con quale modello?
 

“Pubblica amministrazione, università, centri di ricerca e imprese private che lavorano insieme. Partendo dai dati pubblici, costruendo architetture europee, sfruttando il riuso del software, che è già previsto dalla normativa. Non è facile, ma se non si comincia non si arriva mai”. 

L’intelligenza artificiale può essere il terreno su cui recuperare terreno?
 

“Solo se smettiamo di pensare che basti comprare potenza di calcolo. La partita non è sull’hardware, ma sugli algoritmi e sui modelli. Rischiamo di investire in supercomputer senza sapere cosa farne, mentre altri investono nelle logiche che governano quei sistemi”. 

E il quantum computing? Può essere il salto generazionale?
 

“È fondamentale investire nel quantum, ma pensare di saltare i prossimi dieci anni aspettando il quantum è una forma di benaltrismo. Questi dieci anni saranno decisivi per gli equilibri geopolitici e tecnologici. Non possiamo permetterci di rinunciare a giocare la partita adesso”. 

Qual è il rischio più grande per l’Europa?
 

“Continuare ad accelerare nella direzione sbagliata, chiamando innovazione una progressiva rinuncia alla capacità di decidere. La sovranità digitale non si perde con una crisi: si perde per inerzia. E oggi l’inerzia è il nostro avversario principale”. (di Giorgio Rutelli) 

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Omicidio Sharon, rinviata la sentenza. Legale di Sangare: “Punti che non tornano a suo favore”

(Adnkronos) – È stata rinviata al 25 febbraio la sentenza nel processo di Moussa Sangare, per l’omicidio pluriaggravato di Sharon Verzeni. Lo ha deciso la Corte d’Assise di Bergamo, presieduta dalla giudice Patrizia Ingrascì, dopo che il nuovo legale del 31enne, Tiziana Bacicca, nominata a istruttoria già chiusa e a meno di una settimana dall’ultima udienza, ha depositato istanza dei termini a difesa. Il pm Emanuele Marchisio, che ha chiesto l’ergastolo per Sangare, non si è opposto.  

“Certamente ci sono dei punti che non tornano a favore” di Moussa Sangare nell’inchiesta sull’omicidio di Sharon Verzeni. A sostenerlo, al termine dell’udienza davanti alla Corte d’Assise di Bergamo in cui è stato deciso in rinvio della sentenza al 25 febbraio, è stato il nuovo legale del 31enne, Tiziana Bacicca, che ha assunto l’incarico meno di una settimana fa. Un lasso di tempo così breve da non permetterle di studiare il corposo fascicolo sull’omicidio della 33enne, uccisa a coltellate in strada a Terno d’Isola la notte tra il 29 e il 30 luglio 2024. Da qui la richiesta, accolta dalla Corte, di un rinvio dell’ultima udienza. “È un termine che la legge concede a garanzia del diritto di difesa”, ha sottolineato il difensore, che nell’udienza del 25 febbraio potrà “contro-replicare, se ci saranno delle repliche” del pm Emanuele Marchisio e “non escluso di depositare anche una memoria difensiva”. 

Il 31enne, che ha confessato l’omicidio al momento del fermo e di fronte al gip nell’udienza di convalida, ha ritrattato la sua versione a processo. “Lui si proclama innocente e aveva bisogno di essere assistito anche per questa fase”, spiega il legale, che ha incontrato la prima volta Sangare sabato nel carcere di San Vittore e di nuovo questa mattina in aula a Bergamo. “L’ho trovato molto dimesso, molto giù di morale, probabilmente ha preso contezza della richiesta del pm e si è reso conto della situazione processuale in cui si trova. Mi ha chiesto se fossi disponibile a tenere la sua stessa linea difensiva, avevo dato un’occhiata agli atti che avevo a disposizione e a quel punto ho assunto la difesa”. Ora “devo ancora studiare e approfondire tutte le carte processuali per capire dove sta la verità. Certamente ci sono dei punti che non tornano a suo favore”. Quanto alla scelta di cambiare legale dopo la requisitoria del suo ex avvocato, Giacomo Maj, Sangare “non parlato male del precedente difensore, credo più che altro che non abbia compreso la discussione del collega che nella parte finale si era incentrato in punto di pena”. 

“Credo che la nomina di un nuovo avvocato non cambi la sostanza dei fatti: Moussa Sangare è e resta l’assassino di Sharon Verzeni. E l’ha uccisa con premeditazione e per motivi futili”. Lo ha detto l’avvocato Luigi Scudieri, legale della famiglia Verzeni e del compagno della vittima, Sergio Ruocco. “L’imputato ha esercitato una sua facoltà, così come ha esercitato le altre facoltà di rispondere all’esame e di rendere dichiarazioni spontanee”, ha commentato Scudieri. I parenti e il compagno della 33enne uccisa a Terno d’Isola la notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 oggi in aula non erano presenti. “Sapevamo che era molto probabilmente un rinvio, non c’è nessun motivo diverso che ne giustifichi l’assenza”, ha spiegato l’avvocato. A chi gli chiedeva se il rinvio al mese prossimo della sentenza allungherà la sofferenza dei suoi assistiti, il legale ha risposto: “Sergio Ruocco e la famiglia Verzeni combattono tutti i giorni con il dolore per aver perso Sharon per mano dell’imputato, quindi un rinvio di un mese non cambia assolutamente nulla”. 

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Caso Signorini, Antonio Medugno sentito in procura a Milano come testimone

(Adnkronos) –
Antonio Medugno, l’ex concorrente del Grande Fratello Vip, viene sentito in Procura a Milano per rispondere alle domande sulla denuncia presentata contro il conduttore Alfonso Signorini, indagato per violenza sessuale ed estorsione. Il modello viene sentito come testimone dai pm Letizia Mannella e Alessandro Gobbis. Al centro della denuncia ci sarebbero presunte avances da parte di Signorini avvenute nella primavera del 2021. Contatti che sarebbero iniziati prima telefonicamente e poi di persona. Medugno avrebbe però subito chiarito la sua posizione, interrompendo i contatti con il giornalista.  

Signorini era già stato sentito per circa tre ore in procura a Milano lo scorso 7 gennaio 2026, per difendersi dalle accuse. Assistito dai suoi legali, Daniela Missaglia e Domenico Aiello, il presentatore tv si è difeso davanti ai pm Letizia Mannella e Alessandro Gobbis: “Non ho commesso nessuna violenza”. Nelle sue dichiarazioni spontanee, intervallate da domande di precisazioni, il conduttore ha anche parlato delle chat che si è scambiato con Medugno. 

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Groenlandia, Tajani “Unità Occidente è fondamentale”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Europa non può fare a meno degli Usa ma anche gli Usa non possono fare a meno dell’Europa. L’unità dell’Occidente è fondamentale. E’ fondamentale anche per la Groenlandia che è ricchissima di materie prime e minerali. Su questo Paese hanno puntato gli occhi i cinesi e noi abbiamo il dovere di tutelare i nostri interessi; tutta la strategia per Groenlandia e l’Artico che abbiamo presentato punta a far sì che venga tutelato questo grande patrimonio attraverso l’azione della Nato e dell’Ue, quindi insieme”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Mattino Cinque. “Trump vuole che gli Usa abbiano più influenza, io credo che si debba fare chiarezza: solo i groenlandesi e i danesi possono decidere che fine fa la Groenlandia”, aggiunge.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).

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Carta d’identità elettronica al posto dello Spid, come fare

(Adnkronos) – Lo Spid a pagamento sta spingendo molti a usare la Carta d’Identità elettronica (Cie),obbligatoria in Italia a partire dal prossimo agosto, per l’autenticazione digitale e sul web. 

 

Per attivare e utilizzare la Carta d’identità elettronica al posto dello Spid, così da accedere, ad esempio, alla propria pagina dell’Agenzia delle Entrate o a quella dell’Inps, servono codice Pin e codice Puk, a seconda delle modalità d’accesso previste. In fase di autenticazione sarà richiesto anche il numero di serie sulla carta, facile da reperire perché scritto sulla carta stessa. 

Discorso diverso invece per Pin e Puk, che spesso vengono dimenticati o smarriti. Come recuperarli lo spiega il ministero dell’Interno, nella sezione dedicata alla Carta d’identità elettronica, dove si spiega che il Pin serve per accedere ai servizi online, mentre il Puk è necessario per sbloccare il Pin nel caso in cui risulti bloccato o ci sia bisogno di crearne uno nuovo. 

 

Non essendo scritti sulla carta, né Pin né Puk, possono essere difficili da reperire. Entrambi i codici da otto cifre vengono consegnati all’utente insieme alla Cie, venendo divisi a metà e non dati tutti insieme (prime quattro cifre al momento della richiesta, le altre quattro direttamente a casa alla consegna della carta). 

In caso di smarrimento del Pin, è facile recuperarlo se hai il codice Puk, che svolge come detto proprio questa funzione. Si può andare sull’apposita app CieID e alla sezione ‘Sblocca carta’, dove si potrà reimpostare, se necessario, il Pin. 

 

Nel caso invece non si abbia il Puk è possibile recuperarlo andando sempre su CieID dove c’è un’apposita sezione ‘Recupero Puk”, che funziona avvicinando la Carta allo smartphone e inserendo il numero di serie. A questo punto sarà necessario inserire i dati forniti al Comune in fase di erogazione. Dopodiché passeranno 48 ore e si riceverà, tramite Sms o mail, un link che permetterà di ultimare la procedura e recuperare il Puk. 

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Alberto Tomba: “Milano Cortina al via, saremo pronti. Italia invidiata da tutto il mondo”

(Adnkronos) – Ci sono stati anni con domeniche scandite dai suoi impegni. Pranzi dalla nonna, tv accese, divani pieni, urla forti e braccia alzate a fare il tifo. Alberto Tomba ha preso per mano più generazioni e le ha fatte innamorare dello sci con classe in pista e uno stile dirompente fuori. Ha segnato un’epoca ed è diventato un mito, uno degli sportivi italiani più grandi. Ha vinto ori olimpici, mondiali, Coppe del mondo, fermato addirittura Festival di Sanremo e creato una schiera di ‘seguaci’. E guai a chiamarli follower, visto che i social proprio non gli piacciono. Oggi, a 59 anni, ogni tanto ripercorre i suoi momenti d’oro, tra un aneddoto e l’altro e il gusto sempre vivo per il racconto. L’Adnkronos lo ha incontrato nella presentazione di ‘Legend Reimagined’ di Salvatore Ferragamo, di cui è brand ambassador: “Un vincente – racconta in esclusiva – deve essere elegante, sempre. Da emiliano è matematico che mi piaccia avere un certo stile. Mio papà aveva un negozio di abbigliamento nel centro di Bologna. Ce l’ho nel sangue”.  

Alberto, di recente si è raccontato con l’autobiografia “Lo Slalom più lungo” (Sperling & Kumpfer). Perché?
 

“Tanti conoscono i miei slalom, ma questo è un po’ più lungo e dettagliato. Per chiudere il libro ho lavorato molto e sono soddisfatto anche per qualche chicca. Dentro c’è una raccolta di foto. E la copertina può diventare un poster, una cosa pensata per i più giovani”.  

Qual è stato il suo slalom più lungo?
 

“Ho smesso 28 anni fa. Il mio slalom è durato dal 1986 al ‘98, ma 12 anni di vittorie sono passati velocemente”.  

I numeri tornano spesso nelle pagine. Da dove nasce questa tendenza?
 

“Dai pettorali di gara, mi piaceva giocarci. Mettevo insieme le cose. Guardi Calgary ‘88, le mie prime Olimpiadi, numero 1 in gigante e numero 11 in slalom. In mezzo all’11 ho piazzato un +. Uno più uno, uguale due ori. Mi sono divertito tanto anche con i nomi. Calgary dov’è? In Canada, Stato dell’Alberta. Ecco, io lì non potevo tradire”.  

E poi, Albertville…
 

“Olimpiadi invernali 1992, nella città di Alberto. Caso curioso. Oro nello slalom e argento in gigante. Non so se era destino, di certo in quegli anni lì combaciava tutto. Con nomi e numeri mi caricavo. In Francia fu il 6, quello che avevo in gigante. ‘Sei unico, sei grande’ ricordava il mio fan club. Straordinario quel 18 febbraio ‘92, arrivai davanti a Girardelli e a un grande Aamodt su una pista molto tecnica e pericolosa. Un’ora prima la Compagnoni vinse l’oro nel SuperG”.  

E per Lillehammer ‘94, in cui conquistò la sua ultima medaglia olimpica, qual è il numero?
 

“Più che un numero, lì mi colpì una cosa”.  

Quale?
 

“Furono le prime Olimpiadi invernali disputate due anni dopo le precedenti, per allineare i Giochi al calendario del Cio. E ci fu la mia rimonta indimenticabile nello slalom, dal dodicesimo posto. Dopo la prima manche avevo un ritardo di quasi due secondi, vinsi l’argento a soli 15 centesimi dall’austriaco Stangassinger. I norvegesi festeggiarono me e non lui, che aveva l’oro al collo. Ci rimasi un po’, con il –30° della Norvegia non fu una cosa facile da capire. Nel pubblico c’erano pure le renne per il freddo”.  

È sempre riuscito a spostare grandi folle e anche a fermarle, come accadde con il Festival di Sanremo, interrotto nel 1988 per la diretta del suo slalom d’oro alle Olimpiadi…
 

“Se vinci e sei costante c’è tanta gente che si muove, è normale. Con me partì tutto da lì. La chiamavano Tombamania, Albertite. Pure i cronisti erano impazziti”.  

La ‘marea’ più iconica a Madonna di Campiglio, nel 1988.
 

“Quarantamila persone, bloccarono tutto. Strade ferme da Pinzolo a Dimaro, un delirio. Pensi, dopo allora non fecero più la gara di domenica ma di martedì. Avevo il numero 7, arrivai primo”.  

Su quella pista, l’iconica 3Tre, ha vinto tre volte…
 

“Vede, mica lo faccio apposta. L’ultimo successo nel 1995, poche settimane fa ha compiuto 30 anni”.  

3Tre, tre per tre uguale nove.
 

“È un altro numero che mi ha accompagnato. Iniziai con quel pettorale nel ‘Parallelo di Natale alla Montagnetta di San Siro, la Gazzetta scrisse il giorno dopo ‘Un azzurro della squadra B beffa i grandi’. Finii poi con quel numero a Crans-Montana, la mia ultima gara. Nove sono anche le medaglie vinte in carriera, 5 olimpiche e 4 mondiali. E nove sono le Coppe del mondo, otto di specialità e la generale del 1994-95″.  

A proposito di San Siro, la aspettiamo per la cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026?
 

“Ok. Va bene”. E sorride.  

Che Olimpiadi saranno per l’Italia?
 

“Spero che siano Olimpiadi sportive, nel vero senso del termine. Giochi leali. Siamo criticati e invidiati da tutto il mondo per questo evento, funziona così. Da italiani arriviamo sempre all’ultimo momento, è tipico. Ma il 6 febbraio, al via, penso che ogni cosa sarà al suo posto. Le piste saranno in condizioni ottimali, speriamo che si risolva tutto anche per qualche strada da sistemare e qualche cantiere ancora aperto”.  

L’Italia dello sci guarda soprattutto a Federica Brignone e Sofia Goggia.
 

“Federica ha vinto alla grande l’anno scorso. Poi ha avuto un brutto infortunio, sta rientrando e ricomincerà a Kronplatz. Speriamo bene. Sofia al momento arranca un po’, ma arriverà in forma per le Olimpiadi. Ci scommetto”.  

L’ultimo weekend di Coppa del Mondo ha regalato grandi gioie agli azzurri, con i primi successi di Nicol Delago e Giovanni Franzoni. Magia olimpica?
 

“Complimenti a Nicol, in discesa a Tarvisio è stata bravissima. E complimenti a un grande Giovanni Franzoni, vittorioso a Wengen nel SuperG. Ha messo dietro anche Odermatt, l’imbattibile. Poi ha chiuso al terzo posto la discesa. Ci siamo scritti su Whatsapp, so che è una carica in più”.  

 

Cosa gli ha detto?
 

“Se mi batti lo svizzero (Odermatt, ndr), ti faccio un bel regalo. Cose da atleti, insomma”.  

Lindsey Vonn è tornata in pista a 41 anni per gareggiare a Cortina e chiudere la sua carriera con le Olimpiadi. Lei ha raccontato di aver fatto, in passato, un pensiero sul ritorno per Torino 2006…
 

“Lindsey è stata grandiosa. È tornata e ha vinto in Coppa del Mondo dopo anni di stop. Potevate dirmelo che sarebbe andata a finire così. Anche io avrei fatto le Olimpiadi nel 2006 dopo essermi ritirato nel 1998. Avevo solo 39 anni…”.  

Da fuoriclasse lei ha reso popolare uno sport prima considerato d’élite, come sta facendo Sinner con il tennis.
 

“Io a 21 anni ho vinto le Olimpiadi, Sinner a 23 i primi Slam. Complimenti a lui, è fortissimo. Lui e Alcaraz sono grandiosi, da soli al comando. Jannik ha il merito di aver portato il tennis a livelli mai visti in Italia”.  

Un po’ come fatto da Tomba con lo sci…
 

“Qualche somiglianza con Alberto c’è. Io, nato in città, andai a vincere sulle montagne. Jannik è partito dalle nevi ed è andato a vincere in città”. (di Michele Antonelli) 

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Brignone: “Il rientro in gara prima delle Olimpiadi è una scelta non conservativa. Preferisco vivere a modo mio”

(Adnkronos) – “Non gareggio per un grande risultato, ma per me stessa. Essere in gara domani sarà già un successo. Sono qui per gareggiare”. Lo dice Federica Brignone, in conferenza stampa prima del suo rientro a Kronplatz per la prova di Coppa del mondo di gigante. “Non c’è posto migliore per tornare in gara. La pista di Kronplatz mi è sempre piaciuta. Sono qui per testare mente, corpo e gamba”. 

Tornare a gareggiare in Coppa del mondo, invece di rientrare direttamente ai Giochi invernali, “sicuramente è una scelta non conservativa” ha spiegato la campionessa azzurra. 

“E’ molto difficile, però io ho uno stile di vita e ho dei valori e dei principi nella mia vita che non sono così conservativi: preferisco vivere e fallire che non vivere per paura di fallire, e quindi questo è un po’ il mio obiettivo. Ne abbiamo parlato con gli allenatori, con mio fratello, con chi mi segue, però alla fine della fiera è prevalso questo mio atteggiamento, questa mia voglia, e ripeto: preferisco vivere e sbagliare e provarci, ma non agire per paura di non farcela. Ho detto o mi alleno o faccio la gara, se vengo qua – sottolinea – è per fare la gara, per mettermi in gioco: ho un obiettivo di performance dal punto di vista mio, di vedere come reagirà il tutto, il mio fisico, la mia gamba”.  

Brignone ha concluso: “Il programma è di tornare a Cortina e di fare allenamento, se avrò voglia e me la sentirò di fare altre gare prima delle Olimpiadi le farò, se non me la sentirò non le farò, e idem per le Olimpiadi e post Olimpiadi, e continueremo con il nostro programma settimana per settimana, di giorno in giorno, ho la possibilità di farlo e la fortuna di farlo, e quindi continueremo così, però sicuramente se sto bene, io voglio far le gare. Sono qua per questo”.  

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Box office, ‘Buen Camino’ da record supera i 70 milioni. Gran debutto per ‘La Grazia’

(Adnkronos) –
‘Buen camino’, la commedia con Checco Zalone diretta da Gennaro Nunziante, raggiunge un traguardo senza precedenti nella storia del cinema italiano. Con un totale di 70.183.458 di euro realizzato in venticinque giorni di programmazione (8.736.227 presenze in sala), come sottolineato da Cinematografo.it, batte il record detenuto da ‘Avatar’ (68.600.000 euro) e diventa il film con il maggiore incasso di sempre al box office nazionale. Un primato consolidato nel weekend dal 15 al 18 gennaio, in cui il film con Zalone si è confermato al primo posto del botteghino con 3.580.565 euro (registrando una flessione del 37% rispetto al precedente fine settimana) e una media di 5.235 euro in 684 cinema. Sempre in tema di record, da segnalare che Zalone potrebbe battere se stesso anche sul fronte degli spettatori: dopo averlo superato per incassi, ‘Buen camino’ potrebbe superare le 9.368.154 presenze di ‘Quo vado?’. 

La performance del campione d’incassi traina tutto il mercato: il weekend si è chiuso con 10.632.918 euro e 1.394.927 spettatori con 3.231 schermi accesi, in crescita del 10% di incasso rispetto allo stesso periodo del 2025. Come fa notare Cineguru, il 2026 è partito con 64.724.906 euro e 8.184.511 spettatori: meglio del 2025 (incassi +32%, presenze +23%) e del 2024 (incassi +70%, presenze +52%). Il weekend segna anche il grande esordio di ‘La grazia’, secondo classificato della top ten: dopo le anteprime mattutine del periodo natalizio, che hanno raccolto 302.830 euro, il film di Paolo Sorrentino ha ottenuto 2.307.865 euro con una media di 4.000 euro in 577 sale, arrivando a un totale di 2.610.695 euro.  

Si tratta della miglior apertura di sempre per un film del regista napoletano e la pellicola entra così direttamente nella top 5 dei cinque maggiori incassi italiani di stagione. Il migliore incasso nella carriera del regista è ‘Parthenope’ con 7.643.587 euro. Terzo posto per ‘Avatar: Fuoco e cenere’, che resiste con 702.302 euro e una media di 2.776 euro per 253 schermi. Il totale è 24.733.130 euro, di cui 11.698.472 euro con le proiezioni in 3D.  

Oltre a Sorrentino, due altri debutti in top ten: la commedia italiana Prendiamoci una pausa, quarta con 673.948 euro, e 28 anni dopo: ‘Il tempio delle ossa’, ottavo con 362.667 euro. Completano la classifica cinque titoli che stanno funzionando bene col pubblico italiano. Il polpettone storico ‘Norimberga’ è quinto con 572.455 euro con un clamoroso totale di 7.864.743 euro (miglior risultato nei mercati internazionali).  

Il thriller ‘Una di famiglia’ è sesto con 558.909 euro per un totale di 2.987.511 euro. Settimo ‘No Other Choice’ di Park Chan-wook, vera sorpresa del periodo, con 387.367 euro per un totale di 2.553.788 euro. Due titoli family chiudono la top ten: ‘Spongebob – Un’avventura da pirati’ è nono con 266.343 euro e un totale di 3.432.958 euro, il longseller ‘Zootropolis 2’ è decimo con 235.317 euro e un totale di 18.827.324 in quasi due mesi. Fuori dalla top ten, da segnalare i 2 milioni superati da ‘Primavera’ grazie a un weekend da 192.188 euro (totale 2.172.723 euro), i 318.501 euro raccolti finora da Sirat e il milione e mezzo (1.502.259 euro) di ‘Father Mother Sister Brother’. 

spettacoli

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Reggio Emilia, “abusi sessuali su 8 alunne”: misura cautelare per collaboratore scolastico

(Adnkronos) –
Avrebbe indotto otto alunne minorenni a subire atti sessuali consistiti in contatti fisici: abbracci forzati, baci sulle guance e sul collo, trattenendo le minori in luoghi isolati della scuola, come aula magna e antibagni, e approfittando del suo ruolo di collaboratore scolastico. Una serie di episodi che ha portato all’applicazione di misure cautelari nei confronti di un collaboratore scolastico di 28 anni, in servizio in un istituto comprensivo della bassa reggiana.  

L’indagine è partita da una denuncia presentata presso la stazione dei carabinieri di Castelnuovo di Sotto in seguito alle confidenze fatte dalle alunne ai docenti. I militari hanno raccolto testimonianze e riscontri che hanno delineato un quadro di presunti abusi seriali. La Procura di Reggio Emilia ha richiesto e ottenuto dal Gip del Tribunale l’applicazione nei confronti dell’uomo della sospensione immediata dal pubblico servizio per 12 mesi e l’obbligo di dimora con divieto di uscire nelle ore serali. Il provvedimento cautelare è stato eseguito dai carabinieri di Castelnovo di Sotto, che hanno condotto le indagini.  

Secondo quanto ricostruito il 28enne, tra l’ottobre e il novembre 2025, avrebbe tenuto sistematici atteggiamenti inappropriati nei confronti di otto alunne, tutte di età inferiore ai 14 anni. Sfruttando i momenti di minor sorveglianza nei corridoi, avrebbe indotto le minori a subire contatti fisici, baci sul collo e abbracci forzati, arrivando in alcuni casi a sollevarle di peso o a trattenerle in locali isolati come l’aula magna o gli antibagni. Il 28enne avrebbe instaurato un clima di pressione psicologica, cercando di apparire come una figura di riferimento “affettuosa” per confondere le vittime e indurle al silenzio. 

cronaca

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Fondo monetario taglia stima Pil Italia in 2026

(Adnkronos) – Dopo un 2025 che si sarebbe chiuso con una crescita dell’economia italiana dello 0,5%, il Fondo monetario internazionale abbassa leggermente a +0,7% la stima per il nostro Pil per l’anno in corso (con un taglio di 0,1 punti rispetto alla valutazione di ottobre scorso) ma rialza in pari misura la previsione per il 2027, anche qui portandola a +0,7%.  

La previsione dell’Fmi nell’aggiornamento del World Economic Outlook, vede l’Italia nel 2026 fanalino di coda fra le grandi economie europee con una Germania in ripresa a +1,1%, la Francia a +1% mentre la Spagna dovrebbe continuare la sua corsa (+2,9% nel 2025, +2,3% quest’anno e +1,9% nel 2027). 

Il Fondo monetario internazionale prevede inoltre che l’inflazione globale complessiva diminuirà dal 4,1% stimato per il 2025 al 3,8% nel 2026 e scenderà ulteriormente al 3,4% nel 2027, sostanzialmente invariate rispetto a quelle di ottobre con un calo dell’inflazione più graduale negli Stati Uniti rispetto ad altre grandi economie: gli Usa dovrebbero ritornare a un dato dell’inflazione ‘core’ soltanto nel 2027 mentre nell’Eurozona tale dato dovrebbe essere inferiore. Il Fondo stima che i prezzi dei prodotti energetivi dovrebbero accelerare la loro discesa (-7% nel 2026) . 

 

economia

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Ascolti tv, il ‘Milionario’ vince con 16,6%. Bene ‘Ornella senza fine’ su Nove

(Adnkronos) –
Il game show condotto da Gerry Scotti ‘Chi Vuol Essere Milionario – Il Torneo’ in onda ieri, domenica 18 gennaio, su Canale 5, ha vinto la sfida del prime time con 2.241.000 spettatori e il 16,6% di share mentre Rai1 con ‘Prima di noi’ ha conquistato 1.921.000 spettatori e l’11,2% di share. Bene il Nove che con lo speciale ‘Ornella senza fine’ di ‘Che tempo che fa’ ha incollato allo schermo 1.702.000 raggiungendo il 10,5% di share. 

Fuori dal podio troviamo Rai3 con ‘Report’ ha raccolto 1.548.000 (8,2% share) mentre Italia 1 con ‘Le Iene’ ha raggiunto 1.171.000 spettatori (9% share). Seguono: Rete 4 con ‘Fuori dal Coro’ (638.000 spettatori, 4,8% share); Rai 2 con ‘Il mio regno per una farfalla’ (608.000 spettatori, 3,1% share); La7 con ‘The Peacemaker’ (344.000 spettatori, 1,9% share); Tv8 con ‘Nonno questa volta è guerra!’ (297.000 spettatori, 1,6% share).  

In access prime time ‘La Ruota della Fortuna’ su Canale 5 ha raccolto 4.876.000 spettatori (24,1% share) mentre Rai con ‘Affari tuoi’ ha interessato 4.468.000 spettatori (22,1% share). 

 

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Sanità, per l’Ecm nasce Meduspace: “Nuovo polo formativo in mercato frammentato”

(Adnkronos) – Secondo i dati più recenti, solo il 70% dei professionisti sanitari in Italia partecipa attivamente alla formazione continua in medicina, lasciando scoperto un preoccupante 30% della categoria. Una situazione che si aggrava considerando che il 67% degli operatori lamenta la mancanza di tempo per partecipare ai corsi Ecm, nonostante l’obbligo di raggiungere 150 crediti entro il 31 dicembre 2025 per il triennio 2023-2025. In questo scenario critico, Koinos Capital Sgr ha lanciato un’operazione di consolidamento senza precedenti nel settore dell’educazione continua in medicina – si legge in una nota – creando Meduspace, il primo polo italiano di eccellenza dedicato alla formazione medico-scientifica. L’iniziativa nasce dall’acquisizione del 100% di tre realtà specializzate: Dynamicom Education, Formedica e Mp, che costituiranno il nucleo iniziale di un ambizioso progetto di aggregazione. Meduspace si posiziona come pioniere di questa trasformazione, puntando a diventare il riferimento nazionale per l’eccellenza nella formazione medico-scientifica. 

“Siamo di fronte a un mercato del valore di circa 1 miliardo di euro, caratterizzato da una frammentazione estrema con oltre mille piccoli e medi operatori – afferma Giorgio Maggiani, presidente di Meduspace – Questa dispersione impedisce di offrire servizi di qualità omogenea e accessibili a tutti i professionisti sanitari che ne hanno bisogno”. Il mercato dell’Ecm italiano – spiega la nota – presenta caratteristiche uniche: è anticiclico, estremamente resiliente e registra un tasso di crescita annuo del 4%. Tuttavia, la forte frammentazione degli operatori rappresenta un ostacolo significativo per l’evoluzione del settore. La mancanza di un player istituzionale di eccellenza che possa fungere da punto di riferimento nazionale ha creato un vuoto che Meduspace intende colmare. 

“Il nostro obiettivo è trasformare radicalmente l’approccio alla formazione continua in medicina – continua Maggiani – Vogliamo creare una piattaforma che non solo risponda agli obblighi normativi, ma che diventi un vero catalizzatore di innovazione e crescita professionale per tutto il settore sanitario”. La nuova realtà, che conta già su un team di circa 70 professionisti, prevede di raggiungere un fatturato di circa 100 milioni di euro nell’arco dei prossimi 3 anni, con circa 35 milioni già previsti per l’esercizio 2025. Sono inoltre in corso numerose due diligence su possibili target ad alto valore aggiunto, con l’obiettivo di aggregare complessivamente oltre 10 società nell’arco dei prossimi 12-18 mesi. 

L’operazione si inserisce in un contesto di crescente digitalizzazione del settore sanitario. Nel 2025 – prosegue la nota – il mercato dell’informatica sanitaria continuerà a crescere, con un focus particolare su telemedicina e monitoraggio remoto, elementi che potrebbero rivoluzionare anche l’approccio alla formazione continua. 

“La nascita di Meduspace rappresenta ad oggi la vera evoluzione, in ambito privato, nel settore dell’educazione medico continua – dichiara Susanna Priore, amministratore di Formedica e responsabile dei rapporti istituzionali di Meduspace – Saremo riferimento importante per tutti gli stakeholders del sistema, società scientifiche, aziende sanitarie, Ordini professionali, aziende farmaceutiche ed elettromedicali e professionisti sanitari, con grande attenzione alle innovazioni tecnologiche che governeranno il futuro della salute degli italiani”. Per Maddalena Milone, Ceo di Mp, “l’ingresso in Meduspace è una scelta strategica che valorizza competenze ed esperienze consolidate nella progettazione dell’attività formativa in ambito medico-scientifico, e il nuovo assetto ci permette di lavorare all’interno di una visione condivisa di lungo periodo, basata su realtà aziendali solide e complementari”.  

Migliorare l’accesso e la qualità della formazione continua in medicina – si legge ancora – significa garantire che i professionisti sanitari siano sempre aggiornati sulle ultime scoperte scientifiche e sulle migliori pratiche cliniche, con benefici diretti sulla qualità delle cure offerte ai pazienti. “Non si tratta solo di rispettare gli obblighi formativi – rimarca Maggiani – Il nostro scopo è elevare il livello complessivo della competenza medica italiana, contribuendo a un sistema sanitario più efficiente e all’avanguardia”. Le prospettive future del mercato Ecm appaiono promettenti nonostante le sfide attuali, conclude la nota. La crescente consapevolezza dell’importanza della formazione continua, unita alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, potrebbe trasformare radicalmente il settore nei prossimi anni. 

salute

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Femminicidio Federica Torzullo, al marito contestato anche occultamento cadavere

(Adnkronos) – Contestato anche l’occultamento di cadavere a Claudio Carlomagno, accusato dell’omicidio aggravato della moglie Federica Torzullo, la 41enne di Anguillara Sabazia (Roma) della quale non si avevano più notizie dall’8 gennaio scorso. L’uomo è stato trasferito ieri sera nel carcere di Civitavecchia dopo il ritrovamento del corpo della donna, sepolto in una buca scavata con un mezzo meccanico e coperta da rovi, all’interno di un terreno ad Anguillara, adiacente alla ditta di movimento terra della famiglia Carlomagno. 

I pm della procura, guidata da Alberto Liguori, nelle prossime ore conferiranno l’incarico al medico legale per eseguire l’autopsia sul corpo della donna e chiederanno al gip la convalida del fermo. Non è escluso che il marito della vittima possa essere sentito dal pm in giornata. Intanto si cerca ancora l’arma del delitto e l’esito degli esami sulle tracce ematiche repertate dai carabinieri è atteso fra il fine settimana e l’inizio della prossima.  

 

In ricordo della 41enne, è prevista una fiaccolata per stasera alle ore 21 che partirà dalla piazza del Comune.  

Stamattina, alle ore 9.55, entrambe le sedi del liceo ‘Vian’ di Anguillara Sabazia e Bracciano hanno invece osservato “un minuto di rumore perché non cali il silenzio sulla vita di Federica e di tutte quelle donne cadute per mano chi doveva amarle e proteggerle”. Sul sito internet l’istituto sottolinea che la vicenda ha sconvolto il territorio “e non può non interrogare anche la nostra comunità educante”. “Abbiamo appreso in queste ore, che Federica era stata una studentessa di questo istituto”, si legge in un messaggio della dirigente scolastica dove si sottolinea che “al di là di quelli che saranno gli esiti delle indagini, Federica non c’è più e non potrà vedere suo figlio diventare adolescente e poi uomo”.  

La dirigente ricorda le azioni di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere. “Occorre agire con ancora più efficacia, occorre un cambiamento culturale profondo – aggiunge – Occorre agire non solo a livello legislativo e normativo; per sradicare il fenomeno del femminicidio è necessaria un’azione continua di sensibilizzazione e di educazione a un’affettività sana che affondi radici profonde nel rispetto dell’altro. Occorre una rivoluzione culturale che accolga il valore della vita umana come non negoziabile. Ancora una vittima da piangere, una donna, una mamma, e un figlio costretto a vivere con un’assenza terribile e una tragedia che non può avere una spiegazione”. “Ancora una volta – continua – ci ritroviamo a piangere una giovane vita spezzata e a sentire tutto il peso del fallimento educativo. Ma nel vuoto che avvolge il nostro tempo, dobbiamo rivendicare il ruolo primario che la scuola ha nella vita di tanti giovani, confermando il nostro impegno quotidiano ad estirpare una cultura di morte e di sopraffazione. Ci uniamo al dolore della famiglia con l’impegno di continuare nella nostra azione di formazione e di educazione all’affettività e di non restare in silenzio”. 

 

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Gaza, Cremlino annuncia: “Putin invitato da Trump a far parte del Board of Peace”

(Adnkronos) – Il leader del Cremlino Vladimir Putin è stato invitato dal presidente americano Donald Trump a far parte del ‘Board of Peace’ per Gaza. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ai giornalisti, come riporta l’agenzia di stampa Tass. L’invito di Trump a Putin è ”in fase di valutazione”, ha aggiunto Peskov. 

Anche Putin ha ricevuto un’offerta attraverso i canali diplomatici per unirsi a questo ‘Consiglio di Pace’. Stiamo attualmente studiando tutti i dettagli di questa proposta”, ha detto Peskov ai giornalisti. “Speriamo di contattare la parte americana per chiarire tutti i dettagli”, ha aggiunto. 

 

Anche l’Italia, come annunciato dalla premier Giorgia Meloni, “è stata invitata a far parte del Board of peace per Gaza”. “Penso che l’Italia possa giocare un ruolo di primo piano nel processo di pace”, ha affermato la presidente del Consiglio. 

Molti i Paesi invitati, tra i quali Turchia, India, Egitto, Ungheria nonché il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Dall’Onu è arrivato il via libera. “Il segretario generale ritiene che gli Stati membri siano liberi di partecipare a varie organizzazioni”, ha detto il portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, commentando l’adesione degli Stati membri delle Nazioni Unite al Board of Peace.  

Il ‘Board of Peace’ per Gaza nasce per porre fine al conflitto. Trump ha nominato il segretario di Stato Marco Rubio, Steve Witkoff, Jared Kushner, l’ex premier britannico Sir Tony Blair, l’ad di Apollo Management Marc Rowan, il banchiere statunitense ed ex ad di Mastercard Ajay Banga, il viceconsigliere Usa per la Sicurezza Nazionale Robert Robert Gabriel.  

Il ‘Board of Peace’, sottolinea la Casa Bianca, “svolgerà un ruolo essenziale nell’attuazione di tutti i 20 punti del piano” degli Stati Uniti “fornendo supervisione strategica, mobilitando risorse internazionali e garantendo la responsabilità durante la transizione di Gaza dal conflitto alla pace e allo sviluppo”. 

 

internazionale/esteri

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Salvini “Dl sicurezza in lavorazione, divieto lame soprattutto per giovani”

ROMA (ITALPRESS) – “Il decreto è in lavorazione da alcuni mesi, sono una sessantina di articoli ed era già previsto il divieto di possesso di lame di qualsiasi genere soprattutto da parte di ragazzi. In alcune scuole problematiche i presidi avevano già richiesto controlli e metal detector”. Così il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, a Rtl 102.5. “Anche sui minori non integrati nel decreto ci sono alcuni provvedimenti come la cessazione di accoglienza per chi commette reati. Non puoi militarizzare ma ci sono alcune scuola problematiche, ci sono alcune realtà con tassi di studenti stranieri che sono superiori al 50%, non è automatico, ma se c’è una quantità di etnie, di famiglie problematiche e difficoltà a parlare in italiano è chiaro che l’attenzione va portata”, aggiunge.

foto: IPA Agency

(ITALPRESS).

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Gauff, debutto ok agli Australian Open e capelli rossi in ‘omaggio’ a Sinner

(Adnkronos) –
Jannik Sinner fa notizia agli Australian Open anche se non gioca. A Melbourne, nei primi giorni di match dello Slam australiano, non è passato inosservato il nuovo look di Coco Gauff. La tennista americana, vincitrice dell’ultimo Roland Garros e campionessa degli Us Open 2023, ha deciso di tingersi i capelli di rosso in occasione del debutto vincente all’Australian Open 2026 contro l’uzbeka Rakhimova.  

In conferenza stampa, ha poi giustificato così il cambiamento: “Ho pensato fosse una buona idea visto che c’è un tizio coi capelli rossi nel tour che se la cava piuttosto bene. Jannik ha un bel record di vittorie qui, io invece no”. 

sport

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Catania, tenta di soffocare figlia neonata: fermata dalla sorella e dai carabinieri

(Adnkronos) –
Si è chiusa in camera da letto e ha tentato di soffocare la figlia neonata di soli 5 mesi. Tragedia sfiorata domenica pomeriggio a Catania dove solo l’intervento dei carabinieri del nucleo Radiomobile ha scongiurato il peggio.  

L’allarme è scattato dopo la chiamata al 112 della sorella della donna, preoccupata per lo stato di forte agitazione della familiare che, dopo essersi chiusa a chiave nella camera da letto con la neonata, aveva inviato un messaggio. “Vivrò, morirò premendo il cuscino, morirò anch’io. State bene ragazzi”, aveva scritto. Un equipaggio a sirene spiegate ha raggiunto la palazzina in una manciata di minuti, salendo all’ultimo pieno ed entrando nell’appartamento dove la giovane madre si era barricata in camera da letto.  

Dopo aver forzato la porta, i carabinieri sono riusciti a bloccare in tempo la donna che stava soffocando la neonata con le mani e con un cuscino e a praticare il massaggio cardiaco alla piccola, che fortunatamente ha ripreso conoscenza dopo pochi istanti. La bambina è stata affidata alle cure del personale sanitario e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale San Marco, dove è attualmente ricoverata nel reparto di Pediatria per accertamenti, ma non in pericolo di vita. La madre, invece, è stata sottoposta a Tso ed è stata ricoverata nel reparto di Psichiatria per l’avvio delle cure e degli accertamenti specialistici. 

cronaca

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Studente accoltellato a La Spezia, oggi interrogatorio del ragazzo fermato

(Adnkronos) – È previsto per oggi l’interrogatorio di garanzia per il ragazzo di 19 anni accusato di aver ucciso a coltellate venerdì 16 gennaio Abanoud Youssef, suo compagno di scuola all’istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia.  

Sarebbe stata una foto scambiata con una ragazza a scatenare l’aggressione che ha portato alla morte dello studente 18enne, secondo quanto avrebbe riferito al gip durante l’interrogatorio Zouhair Atif. 

Intanto questa mattina un centinaio di studenti di La Spezia, provenienti da diversi istituti, si sono riuniti davanti all’ingresso dell’Einaudi-Chiodo. Oggi la scuola ha riaperto e gli studenti si sono recati per ricordare il giovane in una veglia durante la quale non sono mancati momenti di tensione.  

Tra gli studenti c’è chi ha portato cartelli con cui accusano la scuola di essere “complice” di quanto è accaduto. La tensione in città è palpabile, mentre il sindaco Pierluigi Peracchini, dopo avere escluso in un primo tempo la possibilità di proclamare lutto cittadino, è tornato sui suoi passi annunciando sui social la giornata di lutto nel giorno del funerale di Youssef, che deve ancora essere fissato.  

cronaca

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Vicenzaoro January 2026: il meglio del gioiello in mostra all’hub di Ieg

Vicenzaoro January 2026, nel quartiere fieristico di Ieg – Italian exhibition group a Vicenza, apre oggi le porte agli oltre 1.300 brand espositori – un sold-out ormai consolidato – e a 560 buyer provenienti da 65 Paesi, il cui coinvolgimento è stato sostenuto dal lavoro portato avanti da Ieg in collaborazione con Ice Agenzia. Numeri che confermano la centralità della manifestazione, aperta al pubblico fino al 20 gennaio, che chiama a raccolta nella città veneta, tra i poli mondiali dell’oreficeria e del gioiello, tutta la filiera internazionale del settore. Al centro dell’edizione 2026 il nuovo manifesto People · Product · Places, che racconta un ecosistema fatto di eccellenza manifatturiera, relazioni e territori. Tra le novità, il debutto dei VO Awards, dedicati a creatività, innovazione e sostenibilità. In parallelo torna VO Vintage, con apertura al pubblico per gioielli e orologi d’epoca. Un calendario di eventi, talk e seminari rafforza il ruolo di Vicenzaoro come hub internazionale di business e tendenze.

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Vicenzaoro January 2026: Poliero (A.F.E.M.O), ‘T.Gold rappresenta migliori tecnologie e innovazioni

“T.Gold è la prima manifestazione dell’anno e si svolge a Vicenza. Si occupa di rappresentare le migliori tecnologie e le innovazioni che ci sono nel mondo orafo, quindi alta gioielleria, oreficeria, argenteria. Sono presenti aziende internazionali e quelle italiane: parliamo di oltre 350 espositori per circa 4.000 metri quadri di area espositiva”. Sono le parole di Massimo Poliero, presidente dell’Associazione Italiana di Fabbricanti ed Esportatori di Macchine Orafe (A.F.E.M.O.) durante la fiera di Vicenzaoro January 2026, in svolgimento fino al 20 gennaio, che da oltre 70 anni riunisce l’intera filiera del settore orafo, gioielliero e orologiero nella città veneta. T.Gold è l’evento internazionale di riferimento per macchinari e soluzioni tecnologiche dedicate all’oreficeria e ai preziosi.

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Morto Roger Allers, co-regista de ‘Il re leone’: aveva 76 anni

(Adnkronos) – Il mondo del cinema d’animazione piange la morte di Roger Allers, acclamato regista e animatore. Figura centrale del cosiddetto “Rinascimento disneyano” e noto al grande pubblico soprattutto come co-regista de ‘Il re leone’, è morto sabato 17 gennaio nella sua casa di Santa Monica, in California, a seguito di una breve malattia, all’età di 76 anni. 

La notizia della scomparsa è stata confermata da un portavoce di Disney Animation, mentre il collega e amico fraterno Rob Minkoff, che con Allers ha diretto il capolavoro Disney del 1994 ha condiviso sul suo profilo Instagram il suo dolore per una perdita definita “improvvisa e devastante”. “E’ difficile elaborare l’improvvisa perdita del mio caro amico e collaboratore, Roger Allers”, esordisce Minkoff nel suo post corredato da una serie di fotografie che li ritraggono insieme nel corso degli anni . “Abbiamo pranzato insieme di recente, ed era in ottima salute. Pensare che tutto possa cambiare così rapidamente è davvero devastante” 

Il sodalizio tra i due artisti ha radici profonde (“Ho incontrato Roger nell’estate del 1983”) ma il loro loro legame si cementò proprio durante la lavorazione del classico Disney: “Vivere quell’esperienza insieme ha cambiato le nostre vite in modi troppo numerosi da menzionare. Ha forgiato un’amicizia e una vicinanza che sono durate ben oltre la fine del film”. 

E aggiunge: “Roger non era solo un collaboratore, né solo un amico, ma un fratello. E ora tutti noi dobbiamo affrontare un futuro reso un po’ meno luminoso senza di lui”. Resta però l’eredita artistica: “”L’unica consolazione è sapere che il suo lavoro continuerà a vivere attraverso i tanti meravigliosi film che ha contribuito a portare nel mondo”, conclude Minkoff.  

 

Nato il 29 giugno 1949 a Rye, nello stato di New York, Allers aveva scoperto molto presto la passione per l’animazione. Dopo la laurea in belle arti all’Arizona State University, aveva avviato una lunga carriera che lo avrebbe portato a diventare uno dei nomi più influenti dell’animazione internazionale. Il debutto alla regia arriva nel 1994 con “Il re leone”, diretto insieme a Rob Minkoff per Walt Disney Animation Studios. Il film si rivelò un fenomeno globale: quasi 979 milioni di dollari di incasso mondiale nella prima uscita cinematografica, diventando il film di maggior successo del 1994 e uno dei titoli simbolo della storia Disney. 

Prima e dopo “Il re leone”, Allers ha contribuito a numerosi classici dell’animazione, lavorando come autore e animatore a film come “La sirenetta”, “La bella e la bestia”, “Aladdin”, “Oliver & Company” e “Basil l’investigatopo”, oltre a partecipare allo sviluppo di “Tron” (1982), primo grande film a fare largo uso della computer grafica. 

Nel 1998 Roger Allers ha adattato con Irene Mecchi la sceneggiatura del musical di “The Lion King” per Broadway, lavoro che gli valse una nomination ai Tony Award per il miglior libretto di un musical. Nel 2006 ha codiretto per Sony Pictures il film d’animazione “Boog & Elliot – A caccia di amici” e nello stesso anno ha ricevuto una nomination agli Oscar per il cortometraggio animato “La piccola fiammiferaia”. Nel 2015 ha scritto e diretto “The Prophet”, adattamento animato dell’opera di Kahlil Gibran, prodotto da Salma Hayek. 

Numerosi i messaggi di cordoglio dal mondo del cinema e dell’animazione, a partire da Rob Minkoff, con il quale ha diretto “Il re Leone”. “È difficile elaborare l’improvvisa perdita. Abbiamo pranzato insieme di recente, ed era in ottima salute”, ha scritto Minkoff su Instagram pubblicando una carrellata di foto insieme. “Siamo diventati partner per ‘Il Re Leone’. Vivere quell’esperienza insieme ha cambiato entrambe le nostre vite”, ricordando come quell’esperienza forgiò “un’amicizia e una vicinanza che sono durate ben oltre la fine del film”.  

“Roger Allers era un visionario creativo, le cui straordinarie contribuzioni alla Disney vivranno per generazioni”, ha dichiarato l’amministratore delegato Disney Bob Iger. “Ha saputo unire personaggi indimenticabili, emozione e musica in storie senza tempo”.Parole di affetto anche dal produttore de “Il re leone”, Don Hahn: “Roger era una persona rara: curioso, giocoso e profondamente umano. Vive nelle sue opere e nel cuore di tutti noi”. Il produttore e collaboratore di lunga data Dave Bossert ha definito Allers “un artista e cineasta straordinariamente dotato” e “un vero pilastro del Rinascimento del’animazione Disney”. Roger Allers lascia i figli Leah, attrice, e Aidan e il compagno Genaro. (di Paolo Martini) 

spettacoli

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Australian Open, oggi Djokovic-Martinez – Il match in diretta

(Adnkronos) –
Novak Djokovic torna protagonista agli Australian Open 2026. Oggi, lunedì 19 gennaio, il tennista serbo affronta lo spagnolo Pedro Martinez, numero 71 del mondo nel primo turno del primo Slam della stagione, a cui Jannik Sinner arriva da bicampione in carica dopo i successi del 2024 e 2025. Djokovic è reduce dal forfait alle ultime Atp Finals per problemi fisici.
 

Dove vedere Djokovic-Martinez? Come tutte le partite degli Australian Open, sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. Lo Slam sarà trasmesso, sempre su Eurosport, anche da Dazn, TimVision e Prime Video Channels, oltre che da Discovery+ e HBO Max. 

I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello di Melbourne che sarà quindi il loro primo incrocio. 

sport

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Tumori, report stime 2026: tassi mortalità e previsioni

(Adnkronos) – Nel 2026 nell’Unione europea si registreranno circa 1.230.000 decessi per tumore, con un tasso di mortalità di 114 per 100.000 uomini (-7,8% rispetto al 2020-2022) e di 74,7 per 100.000 donne (-5,9%). Previsioni positive, in particolare per il tumore del polmone nelle donne, con tassi di mortalità che si stabilizzeranno intorno a 12,5 decessi per 100.000 (-5% rispetto al 2020-2022). Sono alcuni dei risultati, pubblicati oggi sugli ‘Annals of Oncology’, che provengono da uno studio in cui sono stati stimati i tassi di mortalità per tumore nell’Ue e nel Regno Unito per il 2026. Lo studio è stato coordinato dall’Università Statale di Milano in collaborazione con l’Università di Bologna e l’Università di Parma e sostenuto da Fondazione Airc per la Ricerca sul Cancro. 

I ricercatori, coordinati dal professor Carlo La Vecchia, docente di statistica medica ed epidemiologia all’Università Statale di Milano, e dalla professoressa Eva Negri, docente di epidemiologia ambientale e medicina del lavoro dell’Università di Bologna, hanno analizzato, per il sedicesimo anno consecutivo, i tassi di mortalità per tumore dal 1970 considerando complessivamente i 27 Stati membri dell’Ue e, separatamente, il Regno Unito, utilizzando i dati dai database dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e delle Nazioni Unite. Per ciascun Paese e per entrambi i sessi sono stati esaminati i seguenti tipi di tumori: stomaco, colon-retto, pancreas, polmone, mammella, utero (inclusa la cervice), ovaio, prostata, vescica e leucemie, con particolare attenzione al tumore del polmone. Per quest’ultimo, il miglioramento registrato nelle donne riguarderà le donne fino a 64 anni, mentre nelle fasce più anziane i tassi di mortalità sono ancora in aumento. 

“Il tumore del polmone rimane la principale causa di morte per tumore in entrambi i sessi nell’Ue. I tassi di mortalità continuano a diminuire tra gli uomini, pur rimanendo nel 2026 quasi doppi rispetto a quelli osservati nelle donne. Questo andamento è coerente con le differenze storiche nei comportamenti di consumo di tabacco tra uomini e donne. Nella maggior parte dei Paesi considerati, le precedenti tendenze in aumento tra le donne sembrano stabilizzarsi, a eccezione della Spagna. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito le donne hanno iniziato a fumare prima rispetto alle donne europee, ma hanno anche smesso prima. Attualmente, la prevalenza del fumo in entrambi i sessi è inferiore al 10% negli Stati Uniti e nel Regno Unito, mentre resta più elevata nell’Ue. In particolare, le donne spagnole e francesi hanno iniziato a fumare più tardi rispetto a quelle di altri Paesi dell’Ue, ma hanno anche smesso più tardi. Lo stesso vale per le donne italiane, che però hanno sempre fumato meno”, ha spiegato Claudia Santucci, ricercatrice dell’Università Statale di Milano e prima autrice dell’articolo. 

 

Secondo le stime, nel 2026 nell’Ue si registreranno circa 1.230.000 decessi per tutti i tumori, corrispondenti a un tasso di mortalità standardizzato per età di 114 per 100.000 uomini (-7,8% rispetto al periodo 2020-2022) e di 74,7 per 100.000 donne (-5,9%). Le previsioni di mortalità per le diverse sedi tumorali analizzate sono favorevoli nella maggioranza dei Paesi, a eccezione dei decessi femminili per tumore del pancreas nell’Ue (in aumento dell’1%) e dei decessi femminili per tumore del colon-retto nel Regno Unito (in aumento del 3,7%). Stimiamo che, a partire dal picco del 1988, siano stati evitati complessivamente circa 7,3 milioni di decessi per cancro nell’UE e 1,5 milioni nel Regno Unito, assumendo che i tassi di mortalità fossero rimasti costanti ai livelli del 1988. Tra gli uomini, circa 1,8 milioni di decessi per tumore del polmone sono stati evitati in questo periodo, mentre tra le donne non si osservano decessi evitati per questo tumore”. Ha evidenziato la professoressa Eva Negri. 

Il docente di statistica medica ed epidemiologia dell’Università di Parma co-autore della ricerca, Matteo Malvezzi, aggiunge: “A differenza dei maggiori paesi dell’Ue, la mortalità per tumore del colon-retto è in aumento nei giovani adulti del Regno Unito, probabilmente a causa di aumentata prevalenza di sovrappeso, obesità e conseguentemente diabete”.  

 

Tuttavia, l’invecchiamento della popolazione comporterà un aumento modesto del numero assoluto dei decessi: tra gli uomini nell’Ue si passerà da 666.924 (2020-2022) a circa 684.600 nel 2026, e tra le donne da 534.988 a circa 544.900. Nel Regno Unito, invece, i decessi rimarranno stabili: circa 91.400 negli uomini e 80.500 nelle donne nel 2026. 

“I nostri risultati sottolineano la persistente importanza del fumo nella mortalità per tumore. Il controllo del tabacco rimane il pilastro della prevenzione del tumore del polmone e contribuisce anche alla prevenzione di altri tumori, come quello del pancreas. Le politiche di limitazione dell’uso del tabacco hanno evitato milioni di decessi legati al fumo, ma la loro applicazione resta disomogenea in Europa. Nel complesso, i tassi di mortalità per tumore restano generalmente favorevoli e la mortalità per tumore del pancreas sembra essersi stabilizzata, un dato incoraggiante dopo i precedenti aumenti. Ciò probabilmente riflette i miglioramenti nella riduzione delle esposizioni professionali e ambientali a sostanze cancerogene. Persistono inoltre disparità nei tassi di mortalità per cancro tra Paesi analizzati e sessi. In diversi Paesi, oltre a ritardi nel controllo del tabacco, i programmi di screening, la diagnosi e la gestione del tumore possono e devono essere migliorati per allinearsi ai recenti progressi, soprattutto nei Paesi dell’Europa centrale e orientale”, ha concluso il professor Carlo La Vecchia. 

 

Gli autori sottolineano infine che “rafforzare la tassazione sul tabacco, introdurre divieti pubblicitari, ampliare gli spazi liberi dal fumo e potenziare i servizi di supporto alla cessazione rappresentano misure fondamentali per ridurre le disuguaglianze regionali e socioeconomiche e ottenere una riduzione duratura della mortalità per tumore in Europa. Inoltre, il controllo del sovrappeso e dell’obesità, il miglioramento delle abitudini alimentari, la riduzione del consumo di alcol e il potenziamento dei programmi di screening per la diagnosi precoce dei tumori della cervice uterina, della mammella e del colon-retto restano strategie chiave nella prevenzione oncologica”. 

 

 

 

cronaca

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Lazio-Como: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) – Torna in campo la Lazio. Oggi, lunedì 19 gennaio, i biancocelesti sfidano il Como – in diretta tv e streaming – all’Olimpico nel posticipo della 21esima giornata di Serie A. La squadra di Sarri è reduce dalla vittoria in trasferta contro l’Hellas Verona, battuto 1-0 con l’autogol di Nelsson, mentre quella di Fabregas ha perso in casa contro il Milan per 3-1. 

 

La sfida tra Como e Lazio è in programma oggi, lunedì 19 gennaio, alle ore 20.45 allo stadio Olimpico di Roma. Ecco le probabili formazioni: 

Lazio (4-3-3-): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Taylor, Cataldi, Belahyane; Zaccagni, Noslin, Cancellieri. All. Sarri 

Como (4-2-3-1): Butez; Van der Brempt, Diego Carlos, Ramon, Moreno; Perrone, Da Cunha; Vojvoda, Nico Paz, Rodriguez; Douvikas. All. Fabregas 

 

Lazio-Como sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull’app e sulla piattaforma web di Dazn. 

 

sport

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Fiere, a ‘VicenzaOro’ Martin Rapaport e incontro promosso da Assocoral sugli artigiani di domani

(Adnkronos) – Perché scende il prezzo dei diamanti? La risposta arriva da Martin Rapaport, ospite di Vicenzaoro January durante uno dei talk organizzati dalla Confederazione internazionale della gioielleria (Cibjo) nella terza giornata del salone internazionale della gioielleria di Italian Exhibition Group in corso a Vicenza. È cambiata la società, non i meccanismi di mercato. Per la generazione Z, i diamanti naturali non sono più desiderabili come potevano esserlo nel secolo scorso. Ma i diamanti sono un tipo particolare di bene: più cresce il loro prezzo e più persone li desiderano. È un esempio di “beni Veblen”. Rapaport, perciò, ieri ha lanciato agli operatori del mercato presenti al suo talk un messaggio: coltivare le relazioni con il cliente che può acquistare il meglio in termini di qualità e rarità. Vale soprattutto per i gioiellieri indipendenti e piccole maison che non lavorano sulle grandi produzioni.  

Se Rapaport ha ripetuto una nota legge di mercato, non significa che anche beni di lusso che vivono della loro rarità non possano portare benefici a chi probabilmente non è uno dei clienti dell’alta gioielleria. Con accanto il presidente di Cibjo, Gaetano Cavalieri, Rapaport ha ricordato la storia di The Peace Diamond da 709 carati, il 14esimo più grande al mondo, trovato nel 2017 in Sierra Leone, e venduto sul mercato alla condizione di devolvere parte del ricavo al villaggio di Koryardu dove acqua potabile e scuole erano un miraggio. 

Ieri, nella terza giornata di Vicenzaoro January di Ieg, l’Educational Hub del quartiere fieristico vicentino ha ospitato l’incontro, promosso da Assocoral, ‘La forza del saper fare artigiano: giovani in prima linea’. Al centro, il racconto di un modello virtuoso che, grazie alla collaborazione tra Fondazione Cologni, Istituto Francesco Degni e Assocoral, negli ultimi anni sta generando risultati concreti nell’inserimento professionale dei giovani artigiani.  

Ciro Mazza, docente di “Design del gioiello” del liceo artistico Francesco Degni di Torre del Greco del Liceo ha ricordato come la scuola, unica al mondo per la formazione in incisione e glittica, da quasi 100 anni accompagni i giovani verso il mondo del lavoro. Grazie alla collaborazione con Fondazione Cologni e Assocoral, i ragazzi possono partecipare a borse di studio e iniziative che valorizzano il loro talento. Un progetto che conferma come scuola, istituzioni e imprese insieme possano aprire concrete opportunità professionali nei mestieri d’arte. 

La giornata di ieri al Vo Vintage ha celebrato una vera icona dell’orologeria. In Sala Canova è andato in scena l’incontro “Sua maestà il Gilt”, dedicato al celebre Gmt-Master Ref. 1675 con quadrante Gilt, raccontato attraverso le voci degli esperti e degli autori del volume Gmt-Master 1675 – The Gilt Era, di Andrea Piccinini e Marco Di Falco. A fare da ideale cornice, una delle mostre più affascinanti dell’edizione: 15 esemplari Gilt prodotti tra il 1960 e il 1967, esposti in ordine cronologico e accompagnati da memorabilia e materiali pubblicitari d’epoca.  

Il segnatempo d’epoca è stato protagonista, sempre in Sala Canova, anche della registrazione live del podcast ‘Laboratorio’ condotto da Dody Giussani, direttore de L’Orologio, e con Pietro Pannone, co-autore del podcast, e Giorgia Mondani, fondatrice di Mondani Web: ‘Il collezionista, questo sconosciuto?’ tra passioni, rituali e dinamiche del mercato vintage, ha tratteggiato il profilo del collezionista contemporaneo. 

economia

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Vicenzaoro January 2026, Squarcialupi (Confindustria Federorafi): “Il 90% del fatturato settoriale viene da export”

(Adnkronos) – “L’importanza dell’edizione di gennaio di questa fiera risiede soprattutto nel fatto che è dedicata in modo particolare ai clienti internazionali e, come è noto, il nostro settore vive di export, come dimostra il fatto che circa il 90% del fatturato settoriale provenga appunto da esso”. Lo ha detto Maria Cristina Squarcialupi, presidente nazionale Confindustria Federorafi, partecipando oggi all’inaugurazione di Vicenzaoro January 2026, la manifestazione fieristica fiore all’occhiello dell’intera filiera del settore orafo, gioielliero e orologiero, a Vicenza fino al 20 gennaio. 

 

“Il settore orafo nel 2025 ha avuto una battuta d’arresto, dopo tre anni di grande espansione, e i dati relativi ai primi nove mesi dell’anno segnano un -15,2%, una flessione dovuta a diversi fattori, come l’instabilità geopolitica, la grande volatilità del prezzo dei metalli preziosi e le tariffe imposte dagli Stati Uniti – prosegue – Se noi proiettassimo questi dati al 31 dicembre 2025, vedremmo una perdita netta di circa 2 miliardi in termini di export. Il 2026 non si apre con i migliori auspici: oro e argento hanno raggiunto valori inimmaginabili e, in più, sono sorte altre tensioni geopolitiche, come quella che interessa l’Iran, che sta destabilizzando il Medio Oriente, nostro mercato di riferimento”. 

 

“Ci aspettiamo quindi un 2026 ancora incerto e complesso. Confido però nella capacità del settore di reagire, di ripartire e di rimescolare le carte, fermandosi un attimo per capire veramente come affrontare questi nuovi scenari – conclude – Noi siamo la terza manifattura al mondo per quanto riguarda la gioielleria, dopo colossi come Cina e India, e questo grazie alle competenze, alla creatività e alla qualità dei nostri produttori. Le aziende stanno continuando a crescere, soprattutto dimensionalmente. Stiamo infatti vivendo un periodo in cui l’aggregazione sembra la chiave per poter vincere in questi tempi complessi”. 

lavoro

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Vicenzaoro January 2026, Stefani (Regione Veneto): “Il settore è fiore all’occhiello per il Veneto”

(Adnkronos) – “Il comparto dell’oreficeria, soprattutto per il distretto di Vicenza, ha dimostrato di avere dei numeri molto importanti, anche in controtendenza rispetto ad altre realtà nazionali. Pertanto, siamo orgogliosi di poterne far parte oggi e di incontrare chi tutti i giorni vive questa realtà. Sono qui anche per ascoltare le loro richieste e le loro prospettive. Si tratta di un settore capace di internazionalizzare ed è un fiore all’occhiello per il nostro territorio veneto”. Lo ha detto Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, all’inaugurazione di Vicenzaoro January 2026, la fiera dedicata all’eccellenza della filiera del settore orafo, gioielliero e orologiero in svolgimento fino al 20 gennaio nel polo fieristico della città veneta. 

In questo momento, il settore dell’oro vive alcune difficoltà che, secondo il presidente di Regione Veneto “sono da affrontare in sinergia. Proprio per questo motivo abbiamo aperto in Regione dei tavoli di confronto con il mondo dell’impresa – spiega – Il 26 gennaio sarà il primo giorno del primo tavolo sulla sburocratizzazione, ma ce ne saranno anche molti altri che verranno realizzati già nei primi giorni del prossimo mese”. 

“Vi è la necessità di guardare alle emergenze che hanno le imprese: tra le principali, si annovera la manodopera qualificata: entro il 2030, infatti, mancheranno in Veneto 280mila lavoratori qualificati. Per risolvere questa grande emergenza c’è la necessità di integrare sempre di più gli istituti di formazione professionale e gli istituti di formazione tecnica con il mondo delle imprese del nostro territorio – dichiara Stefani – Non è necessario laurearsi per forza nella vita: credo che un giovane possa essere valorizzato e possa sentirsi realizzato anche se fa parte di un percorso professionale e, soprattutto, grazie ad un percorso professionale o tecnico nella sua fase di studi superiore possa essere integrato nel mondo dell’impresa”. 

“Oggi, un giovane che entra all’interno del mondo dell’impresa contribuisce al benessere del proprio territorio e al progresso imprenditoriale di questo straordinario territorio. Pertanto, questa forma di integrazione, su cui già stiamo lavorando, è importante – continua – Oltre a questo stiamo accompagnando un percorso con i rettori delle università per lanciare un progetto di trattenimento dei talenti nel nostro territorio. Recentemente abbiamo aperto, infatti, un tavolo proprio con i rettori e continueremo questo lavoro nei prossimi giorni e nel corso del tempo lanceremo un programma di iniziative”. 

lavoro

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Trump, la lettera e la ‘vendetta’: “Niente Nobel? Ora penso solo agli Usa”

(Adnkronos) –
“Non mi avete dato il Nobel per la Pace, ora penso solo agli interessi degli Stati Uniti e voglio la Groenlandia”. E’ il testo della lettera che Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, secondo l’emittente PBS avrebbe inviato al premier norvegese Jonas Gahr Støre. A giudicare dal contenuto della missiva che sarebbe stata consegnata anche a diplomatici europei a Washington, Trump attribuisce alla Norvegia la responsabilità per la consegna del premio Nobel per la pace a Maria Corina Machado, leader dell’opposizione venezuelana al regime di Nicolas Maduro.  

“Caro Jonas, considerando che il tuo Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato più di 8 guerre, non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla Pace, anche se sarà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è giusto e appropriato per gli Stati Uniti d’America”, dice Trump introducendo il tema Groenlandia. 

“La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbe avere un ‘diritto di proprietà’? Non ci sono documenti scritti, solo una nave è sbarcata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo delle navi che sono sbarcate lì”, sostiene Trump mettendo in dubbio il legame tra l’isola artica e la Danimarca, che controlla il territorio in questione. Quindi, il riferimento al ruolo degli Stati Uniti nella Nato. “Ho fatto per la Nato più di chiunque altro dalla sua fondazione e ora la Nato dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti. Il mondo non è sicuro se non abbiamo il controllo completo e totale della Groenlandia”, conclude Trump. 

 

internazionale/esteri

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Musetti-Collignon: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) – Torna in campo Lorenzo Musetti. Nella notte tra oggi, lunedì 19 gennaio, e domani, martedì 20, il tennista azzurro sfida il belga Raphael Collignon – in diretta tv e streaming – nel primo turno dello Slam di Melbourne. Musetti è reduce dalla finale persa nel torneo preparatorio di Hong Kong, che ha aperto la sua stagione, dove si è arreso ad Alexander Bublik, ma grazie a cui ha raggiunto il suo best ranking, volando al terzo posto della classifica Atp. 

 

La sfida tra Musetti e Collignon è in programma martedì 20 gennaio non prima dell’1.30 ora italiana. I due tennisti non si sono mai affrontati in carriera, con quello degli Australian Open che sarà il loro primo incrocio. 

 

Musetti-Collignon, come tutte le partite degli Australian Open, sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. Lo Slam sarà trasmesso, sempre su Eurosport, anche da Dazn, TimVision e Prime Video Channels, oltre che da Discovery+ e HBO Max. 

 

sport

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Meloni in Corea del Sud, vede Lee: “Rafforzare dialogo e cooperazione”

(Adnkronos) – “Sono molto contenta di essere il primo leader europeo a venire in visita in Corea dalla sua elezione e dal suo insediamento. Le nostre nazioni condividono molti valori, una vocazione verso la creatività e l’innovazione pur rimanendo ancorate alla tradizione e condividono un potenziale straordinario ancora inespresso, nonostante rapporti bilaterali già estremamente solidi”. Così la premier Giorgia Meloni, rivolgendosi al presidente coreano Lee Jae-Myung a margine del loro incontro alla Blue House. 

“Nella dichiarazione congiunta che adotteremo al termine dei lavori – ha proseguito la presidente del Consiglio – abbiamo definito i settori prioritari sui quali sviluppare partenariati di alto livello. L’obiettivo della visita è rafforzare il dialogo politico e stabilire le materie sulle quali la nostra cooperazione può diventare realmente strategica”. 

“Il governo coreano mi ha donato un libro fotografico dell’ospedale della Croce rossa, con il quale l’Italia fece la sua parte durante la guerra: erano immagini commoventi e quindi voglio ringraziare il popolo coreano per ricordare ancora questo impegno italiano, che racconta anche quanto siano stati lunghi e importanti i nostri solidi rapporti. Questo stride un po’ con l’assenza, da diciannove anni, di un presidente del Consiglio italiano in visita ufficiale in Corea”, ha sottolineato Meloni che ha concluso questa mattina la missione in Oriente: la premier ha infatti lasciato Seoul per rientrare in Italia dopo le precedenti tappe in Oman e Giappone. 

“Sono particolarmente fiera della firma di un’intesa nel settore dei semiconduttori, materia particolarmente strategica per noi. È un passo fondamentale per rafforzare l’autonomia strategica, ridurre le dipendenze esterne e sostenere l’innovazione in comparti come l’elettronica, l’automotive e le telecomunicazioni”, ha detto ancora la presidente del Consiglio  

“Apprezzo molto il suo approccio pragmatico in una situazione internazionale molto complessa e sono molto interessata al suo punto di vista, in particolare su questa area del mondo. Credo che questa visita possa essere l’inizio di un dialogo politico più strutturato per affrontare insieme sfide particolarmente complesse”, ha poi affermato Meloni, rivolgendosi al presidente coreano. “Immagino quindi questa visita come l’inizio di un nuovo rapporto anche di dialogo politico e di livello personale”, ha aggiunto la premier, ringraziando Lee per aver accettato l’invito a visitare l’Italia nel corso di quest’anno. 

“Italia e Corea sono nazioni amiche, nazioni alleate, oltre a essere democrazie mature e tecnologicamente avanzate, e questa affinità rappresenta uno straordinario valore aggiunto che dobbiamo saper sfruttare e valorizzare per muoverci al meglio in uno scenario globale nel quale l’incertezza è ormai diventata la normalità e la velocità delle trasformazioni geopolitiche, produttive ed economiche impone una grande capacità di reazione e di adattamento”, ha affermato Meloni. 

La Corea del Sud rappresenta “per noi il quarto partner in Asia ed è la prima destinazione per l’export italiano in termini pro capite. C’è dunque molta attenzione per i prodotti italiani. Possiamo certamente lavorare per rafforzare ulteriormente questo rapporto, ed è la ragione per cui la Corea è inserita nel nostro piano d’azione per l’export. Credo che si possa fare ancora molto anche per l’export coreano in Italia, anche grazie al lavoro straordinario di soft power che state portando avanti, in particolare con il K-pop, che io sperimento quotidianamente, dato che mia figlia è una fan del genere”, ha quindi sottolineato. 

 

Italia e Corea del Sud rafforzano la loro partnership e rilanciano la cooperazione bilaterale su economia, sicurezza, tecnologia e grandi sfide globali. E’ quanto si legge Dichiarazione congiunta adottata al termine dell’incontro. 

Nel documento, i due leader esprimono la volontà di “rafforzare ulteriormente la cooperazione in corso, sia a livello bilaterale sia nei fori multilaterali, al fine di contribuire in modo proattivo al mantenimento della pace e della sicurezza internazionali e di affrontare le sfide globali”. Sul piano politico, Italia e Corea concordano di dare nuovo impulso al Dialogo Strategico, che viene indicato come “la piattaforma principale per lo scambio di vedute e l’individuazione di sinergie sui principali sviluppi regionali e globali”. In questo quadro, viene annunciata la decisione di convocare “al più presto la prossima sessione del Dialogo Strategico” e di elaborare un nuovo Piano d’Azione bilaterale per il periodo 2026-2030. 

Ampio spazio è dedicato alla cooperazione economica e industriale, con particolare attenzione ai settori tecnologici avanzati. I due leader sottolineano “l’importanza di rafforzare la cooperazione industriale in settori chiave quali l’intelligenza artificiale, l’aerospazio, i semiconduttori e le materie prime critiche”, evidenziando la necessità di promuovere partenariati tra istituzioni pubbliche e imprese private. In questo contesto, viene ribadita la volontà di “continuare ad ampliare la cooperazione del settore privato nel campo dei semiconduttori attraverso la conclusione di un Memorandum d’Intesa sulla cooperazione in tale settore”. 

Particolare rilievo assume anche il tema della sicurezza delle catene di approvvigionamento. Italia e Corea concordano sull’esigenza di “intensificare gli sforzi congiunti per sviluppare catene di approvvigionamento resilienti e affidabili per i minerali critici”, sia a livello bilaterale sia nell’ambito di iniziative multilaterali come la Minerals Security Partnership, attualmente presieduta da Seoul. Sul fronte internazionale, i due Paesi ribadiscono il comune impegno per “un Indo-Pacifico pacifico e prospero” e condividono la volontà di “collaborare strettamente per promuovere la stabilità nella regione”. Nella Dichiarazione viene inoltre riaffermato l’impegno per “la completa denuclearizzazione e una pace e una stabilità durature nella Penisola Coreana”. 

La cooperazione si estende anche a scienza, ricerca e istruzione superiore. I due leader esprimono l’intenzione di “promuovere ulteriormente progetti di ricerca congiunti, scambi accademici e di ricercatori e la cooperazione tra le rispettive istituzioni scientifiche”, valorizzando l’avvio di progetti comuni in settori come le scienze quantistiche, i materiali avanzati, l’intelligenza artificiale applicata al patrimonio culturale e l’aerospazio. 

Infine, Italia e Corea riconoscono il valore strategico della diplomazia culturale e degli scambi tra le persone. Nel documento si sottolinea l’importanza di “approfondire la cooperazione culturale” e di rafforzare la tutela del patrimonio culturale “quale strumento prezioso per favorire la comprensione reciproca tra i due Paesi”, nonché di promuovere la cooperazione sportiva anche in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. 

 

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Sinner-Gaston: orario, precedenti e dove vederla in tv

(Adnkronos) –
Esordio agli Australian Open 2026 per Jannik Sinner. Nella terza giornata dello Slam di Melbourne che inizia della notte di oggi, lunedì 19 gennaio, il tennista azzurro giocherà nella mattinata di martedì 20 contro il francese Hugo Gaston – in diretta tv e streaming – al primo turno del tabellone maschile. Sinner arriva al primo appuntamento della stagione da bicampione in carica dopo i successi del 2024 e del 2025. 

 

La sfida tra Sinner e Gaston è in programma martedì 20 gennaio non prima delle ore 9. I due tennisti si sono affrontati in due precedenti, vinti entrambi dall’azzurro. L’ultimo confronto risale al Masters 1000 di Miami del 2021, dove Jannik si è imposto in due set. 

 

Sinner-Gaston, come tutte le partite degli Australian Open, sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. Lo Slam sarà trasmesso, sempre su Eurosport, anche da Dazn, TimVision e Prime Video Channels, oltre che da Discovery+ e HBO Max. 

 

sport

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Terremoto nel Messinese, serie di scosse nella notte fino all’alba

(Adnkronos) – Diverse leggere scosse di terremoto sono state avvertite oggi lunedì 19 gennaio all’alba nel Messinese. Alle 5.17 si è verificata una scossa di magnitudo 3.5 (la più forte) a 4 km da Militello Rosmarino e a una profondità di 8.8 km, mentre alle 5.47 ne è stata avvertita un’altra di magnitudo di 2.7 nei pressi di Alcara Li Fusi.  

La terra aveva tremato già domenica: una scossa di magnitudo 4 era stata registrata alla 14:54 a 2 km a sud di Militello Rosmarino. Dopo un’altra serie, una decina, si sono seguite nella notte fino all’alba.  

cronaca

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Australian Open 2026, Arnaldi eliminato: i risultati

(Adnkronos) –
Matteo Arnaldi eliminato al primo turno degli Australian Open 2026. L’azzurro, oggi 19 gennaio, è stato sconfitto dal russo Andrei Rublev, testa di serie numero 13, che si è imposto agevolmente per 6-5, 6-2, 6-3 in 1h52’. Spicca il k.o. del canadese Felix Auger-Aliassime, testa di serie numero 7, che all’inizio del quarto set si è ritirato contro il portoghese Nuno Borges. 

Tra le altre teste di serie, avanti l’australiano Alex De Minaur (numero 6) che ha piegato in 3 set lo statunitense McDonald, e il russo Daniil Medvedev (numero 11), che non ha perso nemmeno un set contro l’olandese De Jong. 

sport

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Scende dall’auto per recuperare la valigia, muore investito sull’autostrada A19

(Adnkronos) – Scende dalla sua auto per tentare di recuperare una valigia finita sulla carreggiata ma viene investito e muore. E’ accaduto nella serata di ieri sulla carreggiata in direzione Catania dell’autostrada A19, nei pressi di Resuttano (Caltanissetta).  

L’automobilista appena sceso dalla sua auto è stato subito investito da un’altra vettura, morendo sul colpo. Sul posto sono arrivate le forze dell’ordine e le squadre Anas per la gestione e il ripristino della viabilità nel più breve tempo possibile. 

cronaca

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Scontro tra due treni ad alta velocità in Spagna, almeno 24 i morti

(Adnkronos) –
Almeno 24 morti e 170 feriti lievi, 75 persone ricoverate tra cui 15 presentano ferite gravi. E’ questo il bilancio del grave incidente ferroviario avvenuto domenica nel sud della Spagna, dove due treni dell’alta velocità si sono scontrati: almeno 21 i morti e numerosi feriti. Un convoglio, operante sulla tratta Malaga-Madrid e che trasportava circa 300 passeggeri, è uscito dai binari in prossimità di Cordoba alle 19:45. Successivamente, ha impattato contro un convoglio proveniente da Madrid e diretto a Huelva, che trasportava circa 200 passeggeri. L’operatore ferroviario Adif ha confermato la dinamica dell’incidente. 

L’incidente è avvenuto in prima serata nei pressi del villaggio di Adamuz, Il ministro dei Trasporti spagnolo, Oscar Puente, ha affermato che la causa dell’incidente rimane sconosciuta. Ha definito l’evento “veramente strano”, dato che si è verificato su un tratto di binario pianeggiante che era stato oggetto di rinnovamento nel mese di maggio. Ha inoltre specificato che il treno che ha causato il deragliamento aveva meno di quattro anni di servizio. 

Il treno coinvolto nel deragliamento apparteneva alla compagnia privata Iryo, mentre il secondo convoglio, che ha subito l’impatto più significativo, era gestito dalla compagnia ferroviaria pubblica spagnola Renfe. 

Secondo Puente, la parte posteriore del primo treno è deragliata, impattando contro la testa dell’altro convoglio. Un impatto che ha causato il deragliamento delle prime due carrozze, che sono precipitate lungo un pendio di quattro metri. Il ministro ha evidenziato che i danni maggiori si sono registrati nella sezione anteriore del treno Renfe e che l’indagine potrebbe richiedere fino a un mese. 

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Australian Open, terzo giorno con Sinner e Musetti: programma completo

(Adnkronos) –
Terzo giorno agli Australian Open 2026, tocca ai big italiani. A partire dalla notte tra lunedì 19 gennaio, e martedì 20, scenderanno in campo Jannik Sinner, bicampione in carica dopo i successi del 2024 e 2025, e Lorenzo Musetti, oltre a Lorenzo Sonego e Luciano Darderi, mentre nel tabellone femminile toccherà a Elisabetta Cocciaretto. Esordio al primo turno anche per Taylor Fritz e Stefanos Tsitsipas. 

 

Il programma completo del terzo giorno degli Australian Open: 

ROD LAVER ARENA – dall’1:30 ora italiana
 

Oleksandra Oliynynkova (UKR) – Madison Keys [9] (USA) 

[8] Ben Shelton (USA) – Ugo Humbert (FRA) 

non prima delle 9:00 

Hugo Gaston (FRA) – Jannik Sinner [2] (ITA) 

[16] Naomi Osaka (JPN) – Antonia Ruzic (CRO) 

MARGARET COURT ARENA – dall’1:30
 

[5] Lorenzo Musetti (ITA) – Raphael Collignon (BEL) 

[5] Elena Rybakina (KAZ) – Kaja Juvan (SLO) 

non prima delle 9:00 

Katie Boulter (GBR) – Belinda Bencic [10] (SUI) 

Shintaro Mochizuki (JPN) – Stefanos Tsitsipas [31] (GRE) 

JOHN CAIN ARENA – dall’1:00
 

Tereza Valentova (CZE) – Maya Joint [30] (AUS) 

[15] Karen Khachanov (RUS) – Alex Michelsen (USA) 

non prima delle 7:00 

Valentin Royer (FRA) – Taylor Fritz [9] (USA) 

non prima delle 8:30 

Maddison Inglis (AUS) – Kimberly Birrell (AUS) 

KIA ARENA – dall’1:00
 

Shuai Zhang (CHN) – Taylah Preston [WC] (AUS) 

Karolina Pliskova (CZE) – Sloane Stephens [Q] (USA) 

[Q] Dane Sweeny (AUS) – Gael Monfils (FRA) 

Grigor Dimitrov (BUL) – Tomas Machac (CZE) 

1573 ARENA – dall’1:00
 

Cristian Garin (CHI) – Luciano Darderi [22] (ITA) 

[28] Joao Fonseca (BRA) – Eliot Spizzirri (USA) 

Rebecca Sramkova (SVK) – Jelena Ostapenko [24] (LAT) 

Laura Siegemund (GER) – Liudmila Samsonova [18] (RUS) 

ANZ Arena – dall’1:00
 

[22] Leylah Fernandez (CAN) – Janice Tjen (INA) 

[WC] Christopher O’Connell (AUS) – Nishesh Basavareddy [Q] (USA) 

Hubert Hurkacz (POL) – Zizou Bergs (BEL) 

Daria Kasatkina (AUS) – Nikola Bartunkova [Q] (CZE) 

Court 5 – dall’1:00
 

Ashlyn Krueger (USA) – Sara Bejlek (CZE) 

Giovanni Mpetshi Perricard (FRA) – Sebastian Baez (ARG) 

[Q] Rei Sakamoto (JPN) – Rafael Jodar [Q] (ESP) 

COURT 6 – dall’1:00
 

Varvara Gracheva (FRA) – Viktorija Golubic (SUI) 

[16] Jakub Mensik (CZE) – Pablo Carreno Busta (ESP) 

[WC] James Duckworth (AUS) – Dino Prizmic [LL] (CRO) 

COURT 7 – dall’1:00
 

Match di doppio 

Xinyu Wang (CHN) – Anhelina Kalinina [Q] (UKR) 

Luca Nardi (ITA) – Yibing Wu [Q] (CHN) 

Vit Kopriva (CZE) – Jan-Lennard Struff (GER) 

COURT 13 – dall’1:00
 

Lorenzo Sonego (ITA) – Carlos Taberner (ESP) 

Lulu Sun (NZL) – Linda Fruhvirtova [Q] (CZE) 

[31] Anna Kalinskaya (RUS) – Sonay Kartal (GBR) 

Sorana Cirstea (ROU) – Eva Lys (GER) 

COURT 14 – dall’1:00
 

Panna Udvardy (HUN) – Katerina Siniakova (CZE) 

Ethan Quinn (USA) – Tallon Griekspoor [23] (NED) 

COURT 15 – dall’1:00
 

Match di doppio 

Julia Grabher (AUT) – Elisabetta Cocciaretto (ITA) 

 

Sinner, testa di serie numero 2 e detentore del titolo, scenderà in campo nella mattina italiana di martedì 20 gennaio contro il francese Hugo Gaston nel primo match della sessione serale della Rod Laver Arena. 

Musetti, testa di serie numero 5, nella notte italiana tra lunedì e martedì all’1.30 giocherà contro il belga Raphael Collignon sul campo della Margaret Court Arena. 

 

Dove vedere i match di Sinner e Musetti? Gli Australian Open saranno trasmessi in diretta televisiva sui canali Eurosport, visibili tramite smart tv. Lo Slam sarà trasmesso, sempre su Eurosport, anche da Dazn, TimVision e Prime Video Channels, oltre che da Discovery+ e HBO Max. 

 

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Ci pensa Fullkrug, il Milan batte il Lecce ed è a -3 dall’Inter

MILANO (ITALPRESS) – Il Milan scardina il fortino del Lecce e si impone per 1-0 nel posticipo della domenica. E’ la prima rete in Italia di Fùllkrug, inizialmente in panchina, a regalare una preziosa vittoria a Maignan e compagni. La prima occasione è per i padroni di casa e arriva al 6′. Ricci allarga sulla destra per Saelemaekers, che si porta la palla sul sinistro e ci prova con una conclusione a rientrare ma la sfera esce a lato. Il belga è il più attivo dei suoi e al 34′ imbuca in area per Pulisic che, da posizione defilata, ci prova con un destro sul primo palo che Falcone salva in corner con i piedi. Il primo tempo si chiude senza ulteriori sussulti e le due squadre vanno al riposo sullo 0-0. Nella ripresa, è Gabbia il primo a provarci all’8 con un’incornata che termina però alta. Quattro minuti dopo, ci vuole un super Falcone per salvare i suoi con una parata in tuffo sul primo palo che nega la gioia del gol a Ricci. Al 17′, Leao manda in porta Pulisic con un delizioso tocco di prima ma il destro ravvicinato dello statunitense viene respinto da un nuovo super intervento in tuffo sulla sua sinistra. Al 28′, il solito Falcone si getta in mischia sul neo entrato Fùllkrug e gli impedisce di concludere a rete da pochi passi. Il tedesco entra alla grande in partita e, al 31′, sblocca il match. Gabbia lancia Saelemaekers sulla destra, il belga pennella un gran pallone in mezzo e Fùllkrug insacca di testa per l’1-0, siglando la sua prima rete con la nuova maglia. Nel finale, i salentini non riescono a impensierire Maignan e anzi in pieno recupero c’è ancora tempo per un miracolo di Falcone su Nkunku, con il risultato che non cambierà più. Il Milan si prende tre punti fondamentali e si riporta a -3 dall’Inter capolista. I giallorossi restano invece al terzultimo posto a quota 17, al pari della Fiorentina.
– foto Image –
(ITALPRESS).

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Cibo spazzatura manda il cervello in tilt, l’effetto sulla memoria: lo studio

(Adnkronos) –
Il cibo spazzatura ha effetti sulla salute. Un regime alimentare ricco di grassi saturi aumenta i rischi di obesità, con un quadro caratterizzato da una serie di fattori: dall’aumento di peso alla salute del cuore con conseguenze su pressione, colesterolo, glicemia. Uno studio recente, però, evidenzia che il ‘junk food’ ha effetti anche sull’efficienza del cervello e in particolare sulla memoria, aumentando il rischio di disfunzioni cognitive. 

Uno studio recente condotto dai ricercatori della UNC School of Medicine analizza come il cibo spazzatura rischi di riprogrammare il centro della memoria del cervello: gli elementi raccolti dagli scienziati possono rivelarsi utili per interventi precoci che possano prevenire anche la perdita di memoria a lungo termine associata all’obesità. 

 

Guidati dalla professoressa Juan Song, autore principale dello studio e docente di di farmacologia della UNC School of Medicine, e da Taylor Landry, professore del Dipartimento di Farmacologia, i ricercatori hanno scoperto che uno speciale gruppo di cellule cerebrali nell’ippocampo, gli interneuroni CCK, diventa iperattivo dopo una dieta ricca di grassi a causa di una ridotta capacità del cervello di ricevere glucosio. 

Tale iperattività anomala, secondo lo studio, condiziona il modo in cui l’ippocampo elabora la memoria, anche dopo solo pochi giorni di dieta ricca di grassi. Un simile regime alimentare è associabile al cibo spazzatura occidentale ricco di grassi saturi: in sostanza, cheeseburger e patatine fritte. Gli scienziati evidenziano anche che la proteina PKM2, che controlla il modo in cui le cellule cerebrali utilizzano l’energia, svolge un ruolo chiave in questo processo. 

“Sapevamo che la dieta e il metabolismo potevano influenzare la salute del cervello, ma non ci aspettavamo di trovare un gruppo così specifico e vulnerabile di cellule cerebrali, gli interneuroni CCK nell’ippocampo, che vengono direttamente danneggiati dall’esposizione a breve termine a una dieta ricca di grassi”, afferma Song, membro dell’UNC Neuroscience Center. “Ciò che ci ha sorpreso di più è stata la rapidità con cui queste cellule hanno modificato la loro attività in risposta alla ridotta disponibilità di glucosio e come questo cambiamento da solo fosse sufficiente a compromettere la memoria”, prosegue. 

Nella ricerca, topi vengono sottoposti a una dieta ricca di grassi simile a quella del cibo spazzatura prima di iniziare i test comportamentali. Entro 4 giorni dall’assunzione di una dieta ricca di grassi, i risultati mostrano che gli interneuroni CCK nel centro della memoria del cervello diventano attivi in maniera anomala. La ricerca, quindi, autorizza a ritenere che il cibo spazzatura ricco di grassi possa influenzare il cervello quasi immediatamente, ben prima dell’insorgenza di aumento di peso o diabete. 

Lo studio, inoltre, mostra quanto i circuiti della memoria siano sensibili alla dieta: tale elemento sottolinea l’importanza dell’alimentazione nel mantenimento della salute del cervello. Secondo la ricerca, una dieta ricca di grassi saturi potrebbe aumentare il rischio di sviluppare malattie neurodegenerative, come la demenza e l’Alzheimer. 

 

Il quadro è caratterizzato anche da una notizia positiva: il ripristino dei livelli di glucosio nel cervello ‘calma’ i neuroni iperattivi e risove i problemi di memoria nei topi. Modifiche del regime alimentare o l’uso di farmaci può rivelarsi efficace per preservare la salute del cervello in caso di neurodegenerazione correlata all’obesità. “Questo lavoro evidenzia come ciò che mangiamo possa influenzare rapidamente la salute del cervello e come interventi precoci, sia attraverso la dieta che attraverso la medicina, potrebbero proteggere la memoria e ridurre il rischio di problemi cognitivi a lungo termine legati all’obesità e ai disturbi metabolici”, afferma Song. “A lungo termine, tali strategie potrebbero contribuire a ridurre il crescente peso della demenza e dell’Alzheimer legati ai disturbi metabolici”. 

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Groenlandia, Ue prepara risposta ai dazi di Trump: piano da 93 miliardi

(Adnkronos) –
Una risposta da 93 miliardi di euro ai dazi di Donald Trump. L’Europa si appresta a reagire alle tariffe annunciate dal presidente degli Stati Uniti per colpire i paesi che hanno inviato militari in Groenlandia: nel mirino Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Olanda, Finlandia e Regno Unito. Dal primo febbraio, scattano dazi del 10% che saliranno al 25% da giugno. L’obiettivo della Casa Bianca è aumentare il pressing per arrivare all’acquisto dell’isola, territorio autonomo danese, ritenuta indispensabile per la sicurezza nazionale. 

 

A Bruxelles si sono riuniti gli ambasciatori dell’Unione Europea. L’Ue, secondo il Financial Times, valuta una risposta durissima a Trump con il varo di un’azione da 93 miliardi di euro tra dazi e provvedimenti che colpirebbero le aziende americane. La strategia darebbe ai leader europei gli strumenti per trattare con il presidente degli Stati Uniti a Davos, dove in settimana si svolge il World Economic Forum. Il presidente americano sarà in Svizzera martedì e mercoledì. 

“Data l’importanza dei recenti sviluppi e al fine di un ulteriore coordinamento, ho deciso di convocare una riunione straordinaria del Consiglio europeo nei prossimi giorni”, ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, elencando i punti fondamentali secondo Bruxelles: “Unità sui principi del diritto internazionale, dell’integrità territoriale e della sovranità nazionale; Unità a sostegno e solidarietà con la Danimarca e la Groenlandia; Riconoscimento dell’interesse transatlantico condiviso per la pace e la sicurezza nell’Artico, in particolare attraverso la Nato; Valutazione condivisa secondo cui i dazi comprometterebbero le relazioni transatlantiche e sarebbero incompatibili con l’accordo commerciale Ue-Usa; Prontezza a difenderci da ogni forma di coercizione; Disponibilità a continuare a collaborare in modo costruttivo con gli Stati Uniti su tutte le questioni di interesse comune”. 

 

L’obiettivo dell’Ue è trovare un compromesso che eviti una rottura profonda nell’ambito della Nato, con conseguenze potenzialmente disastrose per la sicurezza del Vecchio Continente. 

La lista dei dazi sarebbe sostanzialmente pronta: è stata preparata già lo scorso anno ma sospesa per evitare una guerra commerciale totale. La riattivazione della procedura, secondo il FT, è stata discussa nei colloqui del 18 gennaio. Sul tavolo anche l’utilizzo dell’Anti-Coercion Instrument (ACI), mai utilizzato dalla sua creazione nel 2023: consentirebbe di limitare l’accesso di aziende americane al mercato europeo. 

“Ci sono chiari strumenti di ritorsione a portata di mano se questo continua…”, le parole di un diplomatico europeo, secondo cui Trump “usa metodi puramente mafiosi”. “Allo stesso tempo vogliamo pubblicamente invitare alla calma e dargli l’opportunità di abbassare il livello” dello scontro. Il messaggio è… carota e bastone”. 

 

Lo scontro tra Stati Uniti e Europa rischia di avere conseguenze sulla solidità della Nato, come ribadisce il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen. L’ordine geopolitico globale “così come lo conosciamo” e il “futuro” della Nato sono in gioco, dice durante una visita in Norvegia, uno dei paesi presi di mira dalla minaccia del presidente americano. “Non ho dubbi che ci sia un forte sostegno europeo” per la Danimarca nella controversia, afferma Rasmussen in una conferenza stampa, aggiungendo che l’Europa è più forte “quando mostriamo collettivamente i muscoli”. 

Un ruolo di mediatore potrebbe essere svolto da Mark Rutte, segretario generale della Nato e figura stimata da Trump. Il numero 1 dell’Alleanza ha parlato con il presidente degli Stati Uniti e con lui ha discusso della “situazione della sicurezza”. “Ho discusso con il presidente degli Stati Uniti della situazione della sicurezza in Groenlandia e nell’Artico. Continueremo i nostri sforzi su questo tema e non vedo l’ora di incontrarlo a Davos”, scrive Rutte su X, senza fornire ulteriori dettagli sul contenuto di questa attesissima conversazione telefonica. 

 

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Allerta meteo rossa in Sardegna, arancione in Sicilia e Calabria: le regioni a rischio

(Adnkronos) – Il maltempo torna a dominare il quadro meteo in Italia, con vento e pioggia che colpiranno in particolare le regioni meridionali. Da Roma in giù le previsioni segnalano raffiche intense, in particolare sulle coste di Sicilia e Sardegna. Oggi, lunedì 19 gennaio, scatta quindi l’allerta meteo rossa su gran parte della Sardegna. E’ arancione invece su parte di Sardegna, Sicilia e Calabria. Gialla su Basilicata e Toscana.  

 

L’inizio della settimana sarà caratterizzato da venti di burrasca dai quadranti orientali sulla Sicilia, in estensione a Sardegna e Calabria, con intensificazione nella giornata di martedì 20 gennaio fino a burrasca forte con raffiche di tempesta, attese, inoltre, forti mareggiate lungo le coste esposte. Dalla serata di oggi pioggia diffusa, anche con temporali, su Calabria e Sardegna in particolare.  

Maltempo, quindi, ma non freddo. Una circolazione depressionaria centrata sul Nord-Africa continua a richiamare correnti umide sud-orientali sul territorio del nostro Paese. Il risultato, tra la giornata di oggi e quella di martedì, è l’arrivo di piogge abbondanti e persistenti sulle due Isole Maggiori e sulla Calabria, specie sui versanti orientali. A completare il quadro, raffiche violente di scirocco con forti ed estese mareggiate lungo le coste esposte. 

 

Scuole chiuse oggi in tre città della Sicilia a cause delle avverse condizioni meteorologiche. A Messina, a Catania e Agrigento i sindaci hanno firmato l’ordinanza. A Messina prevista, inoltre, la chiusura di tutti i cimiteri comunali, delle ville comunali e degli impianti sportivi comunali. Quest’ultimi saranno chiusi anche a Catania insieme a musei, biblioteche comunali, mercati storici e rionali e manifestazioni ed eventi all’aperto. Ad Agrigento le scuole resteranno chiuse anche martedì 20.  

 

La sala operativa della Protezione civile regionale della Toscana ha emesso un bollettino di criticità con codice giallo per vento che, dalle ore 13 di oggi, lunedì 19 gennaio, interesserà le pianure centro-settentrionale della regione: l’area fiorentina, il bacino Bisenzio-Ombrone pistoiese, il Valdarno inferiore e la Valdelsa-Valdera. Nel pomeriggio di oggi potranno esserci nevicate, inizialmente oltre 1000-1200 metri e in calo, nella sera, fino a circa 500 metri su Alto Mugello e versanti orientali dell’Appennino in genere.  

Codice giallo oggi a Firenze per rischio vento forte. L’allerta riguarda, oltre la nostra città, anche i Comuni di Bagno a Ripoli, Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa.  

 

 

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Libia, Tajani a Misurata: “Porto chiave per ruolo Italia nel Mediterraneo’

(Adnkronos) – Misurata, 19 gen. (Adnkronos) 

Passa dal porto di Misurata la strategia italiana nel Mediterraneo. Lo ha spiegato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in visita oggi nella città-Stato sulla costa libica – blindata per l’occasione dalle milizie affiliate al governo – per la cerimonia di posa della prima pietra del terminal container della Zona Franca. 

Il progetto di sviluppo del porto vede coinvolte la compagnia italiana Msc e la Al Maha Qatari Company. Secondo alcune stime, gli investimenti complessivi potrebbero raggiungere 2,7 miliardi di dollari in tre anni, rendendo l’iniziativa uno dei più rilevanti progetti di espansione delle infrastrutture portuali del Nord Africa. 

La presenza di Msc – “che è la più grande impresa di trasporto marittimo al mondo” – è “fondamentale” per l’Italia, ha affermato Tajani nel corso di un punto stampa, evidenziando come per un Paese il cui Pil dipende per circa il 40% dall’export, il rafforzamento delle infrastrutture logistiche sia strategico. “E’ importante per rinforzare la presenza italiana in questo Paese con il quale abbiamo delle relazioni storicamente di altissimo profilo”, ha aggiunto Tajani, secondo cui il porto di Misurata “non sarà assolutamente alternativo a Gioia Tauro”, ma contribuirà a rafforzare la presenza italiana nel Mediterraneo. 

La Zona Franca di Misurata, progetto nato con l’ex dittatore Muammar Gheddafi nel 2000, sta ricevendo con Dbeibah impulsi per un ulteriore sviluppo: la zona si estende oggi per circa 2.800 ettari intorno al porto, con una capacità di espansione ulteriore fino a 20mila ettari. “Per il nostro gruppo si tratta di un impegno e un investimento di lungo periodo che portiamo avanti in partnership con Al Maha Qatari Company e la Libia”, ha commentato il presidente di Msc, Diego Aponte, presente alla cerimonia di firma. 

La visita di Tajani a Misurata ha avuto anche una dimensione politica. Il titolare della Farnesina, infatti, ha avuto incontri bilaterali con il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, e con il primo ministro del governo di unità nazionale, Abdul Hamid Dbeibah.  

Tanti i temi sul tavolo dell’incontro con il leader di Tripoli, da poco tornato alle attività pubbliche dopo un intervento chirurgico. Dai rapporti economici agli investimenti, dal ruolo di Eni in Libia alla lotta contro l’immigrazione irregolare. 

Sul tema migratorio, il titolare della Farnesina ha evidenziato “un aumento delle partenze” dalla Libia negli ultimi mesi (nel 2025, gli arrivi dal Paese nordafricano sono stati 58.408, in aumento del 38% rispetto ai 42.279 del 2024), ribadendo la volontà di “rinforzare la cooperazione, anche attraverso la formazione della polizia libica e il coinvolgimento dei Paesi di origine e transito”, come il Bangladesh. 

La visita di Tajani si è tenuta a distanza di circa tre anni dall’ultima missione (gennaio 2023 insieme al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e all’Ad di Eni, Claudio Descalzi) e segue la vista della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a ottobre 2024 in occasione del Business Forum a Tripoli.  

“Vogliamo far sì che le nostre imprese possano continuare a lavorare sempre di più in Libia. Con questo Paese vogliamo continuare a collaborare e ottenere i migliori risultati possibili”, ha concluso Tajani. (Dall’inviato Piero Spinucci) 

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Colesterolo e salute del cuore, i cinque cibi promossi: lo studio

(Adnkronos) –  

Una cinquina per tenere a bada il colesterolo e migliorare la salute del cuore, riducendo i rischi cardiovascolari durante l’invecchiamento e il pericolo di infarto. Riflettori accesi sui polifenoli, composti organici di origine vegetale, ampiamente noti per le loro potenti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. 

Uno studio recente del King’s College di Londra evidenzia che un maggiore consumo di alimenti ricchi di polifenoli è stato associato a una migliore salute cardiaca, sottolineando in particolare la funzione di scudo svolta da composti vegetali chiave come flavonoidi e acidi fenolici. 

 

Lo studio, pubblicato su BMC Medicine, ha monitorato oltre 3.100 adulti, sulla base dei dati raccolti da TwinsUK, il database che contiene dati relativi ai gemelli adulti nel Regno Unito, per oltre dieci anni. Nel quadro generale, le diete ricche di determinati gruppi di polifenoli sono collegate a livelli di pressione sanguigna e colesterolo più sani, con una conseguente riduzione del rischio rischio cardiovascolare. 

Per la prima volta, i ricercatori hanno anche valutato un ampio insieme di metaboliti contenuti nelle urine. Questi biomarcatori hanno mostrato che le persone con metaboliti dei polifenoli presenti in misura più rilevante (in particolare quelli legati ai flavonoidi e agli acidi fenolici) avevano punteggi di rischio cardiovascolare più bassi e tendevano anche ad avere anche livelli più elevati di colesterolo HDL, noto anche come colesterolo ‘buono’. 

I ricercatori hanno osservato che, sebbene il rischio cardiovascolare aumenti con l’età, i soggetti che hanno scelto un’alimentazione ricca di polifenoli hanno sperimentato un aumento più lento del rischio durante il periodo di follow-up di 11 anni. 

 

L’analisi ha consentito di individuare gli alimenti da inserire in un regime alimentare funzionale alla salute cardiovascolare: frutti di bosco, olio d’oliva, cacao, frutta secca e cereali integrali. Promossi anche tè e caffè, da assumere con moderazione e senza eccessi. 

La professoressa Ana Rodriguez-Mateos, docente Nutrizione Umana al King’s College di Londra e autrice dello studio, afferma che “i nostri risultati mostrano che l’aderenza a lungo termine a diete ricche di polifenoli può rallentare sostanzialmente l’aumento del rischio cardiovascolare mentre l’età avanza. La scelta di puntare su alimenti come frutti di bosco, tè, caffè, frutta secca e cereali integrali può contribuire a proteggere il cuore nel tempo”. 

Per il professor Yong Li, coinvolto nella realizzazione dello studio, “la ricerca fornisce solide prove del fatto che includere regolarmente alimenti ricchi di polifenoli nella dieta è un modo semplice ed efficace per supportare la salute del cuore. Questi composti vegetali sono ampiamente disponibili negli alimenti di uso quotidiano: questa è una strategia pratica per la maggior parte delle persone”. 

 

 

 

 

 

cronaca

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Rigore allo scadere, ma Brahim Diaz sbaglia il cucchiaio: clamoroso in finale di Coppa d’Africa

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Clamoroso in finale di Coppa d’Africa. Negli ultimi minuti della partita di oggi, domenica 18 gennaio, tra Marocco e Senegal, sul punteggio ancora fermo sullo 0-0, Brahim Diaz ha sbagliato un calcio di rigore provando a battere Mendy con un improbabile pallonetto, parato dall’ex portiere del Chelsea. Succede tutto al 96′ minuto, in pieno recupero, quando un giocatore del Marocco finisce a terra in area dopo un contrasto con un avversario. L’arbitro lascia inizialmente correre, ma viene richiamato dal Var e dopo revisione assegna il calcio di rigore. 

Seguono proteste roventi dei giocatori del Senegal, con pioggia di ammonizioni e caos allo stadio, tanto che la partita deve essere sospesa per rischio disordini. Una volta riportata la calma, ben 27 minuti dopo il novantesimo, sul dischetto si presenta Brahim Diaz. L’attaccante del Real Madrid, passato anche per la Serie A dove ha vestito la maglia del Milan, prende la rincorsa e prova un’improbabile ‘cucchiaio’, che però non inganna Mendy. 

Il portiere del Senegal resta infatti immobile e blocca il tiro di Diaz, che si dispera del dischetto mentre i giocatori, e i tifosi, avversari esultano. La partita prosegue quindi ai supplementari, dove è proprio il Senegal, per la legge più antica del calcio, a trovare il gol del vantaggio con Gueye. 

 

sport

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Anguillara, corpo di Federica Torzullo era in una buca ricoperta di rovi. Marito fermato per omicidio aggravato

(Adnkronos) – E’ stata la giornata della svolta sul caso di Anguillara. Il cadavere della 41enne Federica Torzullo è stato ritrovato domenica 18 gennaio in un terreno vicino alla ditta del marito Claudio Carlomagno, dopo giorni di ricerche. Il cadavere era stato sepolto in una buca con un mezzo meccanico e ricoperto di rovi in un fondo vicino a quello in cui ha sede la ditta di movimento terra della famiglia Carlomagno. L’uomo, rende noto il procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori, è stato fermato per omicidio aggravato. Il riconoscimento della donna, che era scomparsa dall’8 gennaio, è avvenuto grazie agli indumenti e agli oggetti che aveva addosso. Il ritrovamento è avvenuto nella via comunale di San Francesco. 

Tracce di sangue sono state trovate anche nella cabina armadio, sul mezzo meccanico e sui vestiti da lavoro. Per la procura è incongruente la ricostruzione del marito sui suoi movimenti. 

 

“Manca l’arma del delitto” e “Carlomagno, se libero”, si legge nella nota della procura, “potrebbe ostacolarne la ricerca, nonostante nell’immediatezza la Procura di Civitavecchia abbia sequestrato l’abitazione, le autovetture e l’azienda”. “Per tali ragioni la Procura di Civitavecchia in data odierna ha proceduto al fermo di Carlomagno”. 

 

All’interno della macchina di Agostino Claudio Carlomagno “sono state repertate tracce di sangue, compreso il bagagliaio e varie tracce biologiche nel vano dell’auto; tracce di sangue sui vestiti da lavoro dell’indagato, sul pavimento dell’ingresso, nella cabina armadio della camera da letto di Federica, sul manico del badile e sul mezzo meccanico all’interno del magazzino della ditta di famiglia e, infine, su un asciugamano trovato all’interno di una cava per inerti”.  

 

Il procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori mette l’accento in una nota sull’incongruente “ricostruzione, fornita dall’indagato, sia in sede di denuncia che in sede di sommarie informazioni”. Non è vero, si sottolinea nella nota del procuratore, che l’uomo la mattina del 9 gennaio non è tornato a casa dal lavoro “in quanto le telecamere lo immortalano, mentre fa rientro” ne’ che ha “trascorso la giornata recandosi nei posti dallo stesso indicati, lo smentisce la geolocalizzazione dell’autovettura utilizzata in posti diversi”. Secondo la ricostruzione della procura “è vero, invece, che Federica non esce da casa dalle ore 19,30 dell’8 gennaio e che invece l’indagato lo farà giorno 9 gennaio alle 7,30 per recarsi al lavoro per pochi minuti, per poi far rientro in casa, differentemente da quanto sostenuto dal Carlomagno quando ha affermato che in casa non aveva fatto rientro nonostante convinto di avervi lasciato il portafoglio”.  

“L’indagato si porta sul posto di lavoro presso la ditta familiare, trasportando con la sua macchina il corpo di Federica che, nel frattempo, aveva già ucciso in casa tra la ultime ore dell’8 gennaio e le prime luci del 9 gennaio”. A testimoniarlo, si legge nella nota, c’è anche il fatto che “il cellulare dell’indagato e quello di Federica sono localizzati nella zona della ditta e alla guida della macchina c’è solo il marito”. Il cellulare di Federica Torzullo non è stato ancora trovato. 

 

“So che era sua intenzione recarsi autonomamente in caserma, ma fondamentalmente è stato arrestato prima” ha detto l’avvocato Andrea Miroli, legale di Carlomagno.  

cronaca

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Spagna, deragliano due treni in Andalusia: morti e feriti

(Adnkronos) – Il deragliamento di due treni ad alta velocità ad Adamuz nella zona di Cordoba nel pomeriggio di oggi, domenica 18 gennaio, ha provocato diversi feriti e possibili vittime, secondo la Guardia Civil. Sebbene le prime notizie suggeriscano che potrebbero esserci due morti, le stesse fonti invitano alla cautela fino a quando non verrà confermata la notizia. I servizi di emergenza sono intervenuti sul posto e stanno aiutando a salvare i passeggeri intrappolati. Circa 300 persone erano a bordo dei treni.  

Il gestore dell’infrastruttura ferroviaria spagnola, Adif, ha segnalato il deragliamento di un treno Iryo partito da Malaga alle 18,40 e diretto alla stazione di Puerta de Atocha a Madrid. L’incidente è avvenuto appena 10 minuti dopo la partenza, al binario morto di Adamuz, dove il treno deragliato ha attraversato la linea adiacente, colpendo le carrozze 7 e 8 di un altro treno diretto a Huelva.  

I passeggeri di entrambi i treni sono stati evacuati, secondo Adif, e sul posto sono intervenute squadre di emergenza e vigili del fuoco. Hanno confermato i feriti, ma non il numero. Il servizio ferroviario ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia è sospeso a causa dell’incidente. Il servizio sul resto della rete ferroviaria funziona normalmente. Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, si è recato al centro di emergenza H-24 della Renfe presso la stazione di Atocha a Madrid per monitorare la situazione.  

internazionale/esteri

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Gomitata in campo all’avversario, calciatore arrestato in Galles

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Follia in Galles. Un giocatore di terza divisione ha tirato una gomitata in pieno viso a un avversario, al momento della battuta di una rimessa laterale, scatenenando un caos che ha portato all’arresto dello stesso calciatore. È successo tutto durante Treaddur Bay-Porthmadog, quando Tom Taylor, nel club dal 2024, ha colpito, senza nessun apparente motivo se non quello di ottenere un vantaggio in campo sull’avversario, Danny Brookwell, ma rimanendo impunito, visto che l’arbitro non ha visto la gomitata, salvandolo così da espulsione certa. 

Il gesto ha creato grande scalpore in Galles, tanto che il suo stesso club si è dissociato e ha provveduto a sospendere il giocatore: “Il Trearddur Bay Football Club non tollera alcuna forma di violenza e riconosce che l’incidente non avrebbe dovuto verificarsi”, si legge in un comunicato ufficiale dopo che il caso è scoppiato su X, “il club porge le sue più sincere scuse al giocatore avversario coinvolto, al Porthmadog, agli ufficiali di gara, ai tifosi e all’intera comunità calcistica”. 

 

 

“Il club collaborerà pienamente con qualsiasi indagine esterna o procedimento disciplinare e non rilascerà ulteriori commenti in questo momento finché queste questioni saranno in corso”. La polizia ha infatti arrestato Taylor per aggressioni, dichiarando che un uomo di 35 anni si trova al momento in custodia: “Gli agenti hanno svolto indagini per stabilire le circostanze dell’incidente… le indagini sono in corso e chiediamo ai cittadini di non fare supposizioni mentre le indagini proseguono”. Brookwell, dal canto suo, ha rimediato una commozione celebrale. 

 

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Leao segna in contropiede, l’arbitro annulla: cos’è successo in Milan-Lecce

(Adnkronos) – Episodio arbitrale in Milan-Lecce. Nella sfida di oggi, domenica 18 gennaio, valida per la 21esima giornata di Serie A, i rossoneri si sono visti annullare un gol per fuorigioco. Succede tutto al 9′ del primo tempo. Pulisic vede il taglio di Leao e lo serve alle spalle della difesa salentina, il portoghese si presenta così solo davanti a Falcone e lo batte con un morbido pallonetto, andando a esultare sotto i suoi tifosi. 

Immediata però la bandierina alzata dell’assistente, con l’arbitro Zufferli che annulla la rete. Le immagini mostrano infatti la posizione irregolare di Leao al momento del tocco di Pulisic, con il portoghese che è partito quindi oltre l’ultimo difensore del Lecce. 

 

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Subito Malen, la Roma sfata il tabù Torino e si prende il quarto posto

TORINO (ITALPRESS) – Con il primo gol in giallorosso di Donyell Malen e il ritorno alla rete di Paulo Dybala: la vince così la Roma a Torino contro gli uomini di Marco Baroni, che in stagione avevano battuto due volte su due i giallorossi. All’Olimpico granata finisce 0-2 con la squadra di Gasperini che tiene il passo del Napoli, portandosi a -1 dai partenopei e allungando a +3 sulla Juventus, sconfitta ieri a Cagliari. Senza Ferguson e Dovbyk, infortunati, tocca a Malen, approdato a Trigoria quattro giorni fa e schierato immediatamente titolare. L’impatto dell’olandese (che compirà domani 27 anni) è subito devastante. Al 23′ va in gol dopo un gran dribbling in area, ma il Var cancella tutto per una posizione irregolare sul tocco di Dybala. L’intesa con l’argentino è già totale: appena tre minuti dopo, ancora su invito della Joya, Malen mette in mostra il resto del repertorio. Non solo strappi e velocità, ma un controllo fulmineo seguito da una conclusione chirurgica che vale il vantaggio giallorosso. Dopo un primo tempo opaco, il Toro si rende subito pericoloso ad inizio ripresa: Vlasic crossa dalla sinistra, Lazaro arriva a calciare ma Svilar è attento e blocca a terra in tuffo. La Roma abbassa i ritmi, ma raddoppia al 72′. Mancini accompagna un’azione d’attacco e rimette in vita una respinta di Paleari, Rensch crossa al centro per Dybala che tocca in rete e torna al gol in campionato dopo quasi tre mesi. La partita dell’argentino e di Malen finisce al 77′. Gasperini si gioca la carta Pisilli e lancia un altro debuttante, il 18enne Robinio Vaz, arrivato dal Marsiglia per 25 milioni bonus inclusi. Il nuovo attaccante giallorosso mostra qualche spunto incoraggiante (rendendosi pericoloso con un tiro respinto da Paleari), ma perde anche un pallone sanguinoso che innesca una ripartenza granata conclusa da Adams con un diagonale che sibila il palo. Le speranze di rimonta del Toro si fermano qui. E’ il terzo 2-0 consecutivo per una Roma che si regala il quarto posto in solitaria e la certezza di avere un nuovo bomber in attacco.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Auto contro un muretto nel Barese, morti fratello e sorella

(Adnkronos) – Due giovani di Altamura, Antonio Bigi di 21 anni e la sorella Cecilia, di 24 anni, sono morti nell’incidente stradale di questa mattina sulla strada provinciale 41 Altamura-Laterza, al km 7, in territorio di Altamura. Erano a bordo di un Suv, guidato da un loro amico, che nel perdere il controllo è finito fuori strada dove ha impattato contro un muretto. Il ragazzo è morto sul colpo, vani i soccorsi del 118. La ragazza non ce l’ha fatta, è deceduta nella rianimazione del Policlinico di Bari nel pomeriggio.  

A bordo dell’auto c’erano cinque ragazzi, tutti di Altamura. Gli altri tre ragazzi sono in prognosi riservata nel Policlinico di Bari, nel Miulli di Acquaviva delle Fonti e nell’ospedale della Murgia di Altamura. 

cronaca

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Fognini, l’incontro con Pellegrini e la battuta sulla gravidanza: “Ehi cicciona…”

(Adnkronos) – Selfie tra campioni a Milano. Federica Pellegrini e Fabio Fognini si sono incontrati nel corso di un evento organizzato da EA7 Emporio Armani, fornitore ufficiale delle divise del Team Italia per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.  

L’occasione ha permesso all’ex tennista e all’ex nuotatrice di ritrovarsi e di scambiare qualche parola. Amici di vecchia data, i due si sostengono da tempo anche fuori dal mondo sportivo. Fognini, reduce dall’esperienza di Ballando con le stelle, ha ricevuto più volte il supporto della campionessa olimpica che sui social aveva incitato i follower a votare per lui.  

L’incontro è stato immortalato da un selfie condiviso sui social: “Ballerino”, ha scritto lei ironicamente. Affettuosa e scherzosa la replica di Fognini: “Ehi tu cicciona”, accompagnata da emoticon sorridenti. Un commento che fa riferimento al pancione di Pellegrini, oggi al settimo mese di gravidanza. Lo ha raccontato anche oggi ospite e Verissimo, dopo la campionessa ha spiegato che sarà un parto cesareo ed è previsto per il mese di aprile.  

sport

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Serie A, oggi Milan-Lecce – Diretta

(Adnkronos) – Il Milan torna in campo in Serie A. Oggi, domenica 18 gennaio, i rossoneri ospitano il Lecce – in diretta tv e streaming – a San Siro nel posticipo della 21esima giornata di campionato. La squadra di Allegri arriva dal successo nel recupero infrasettimanale contro il Como, mentre i salentini hanno perso l’ultima partita contro l’Inter.  

Nella prossima giornata di Serie A, il Milan sfida la Roma all’Olimpico mentre il Lecce ospiterà la Lazio. 

 

sport

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Federica Pellegrini incinta: “Il parto sarà cesareo. Il nome? È ancora top secret”

(Adnkronos) – “Sarà un parto cesareo”. Federica Pellegrini e Matteo Giunta, ospiti oggi a Verissimo, hanno parlato dell’emozione che stanno vivendo ora che la famiglia si sta allargando. Presto, nel mese di aprile, i due diventeranno genitori per la seconda volta.  

“Sono molto contento. Preoccupato, ma molto contento. Sono contento che nostra figlia Matilde abbia una sorellina, anche se sarò in minoranza”, ha confidato l’allenatore a Silvia Toffanin. 

La campionessa olimpica, al settimo mese di gravidanza, ha già deciso che il suo sarà un parto cesareo programmato: “L’altra volta è stato tosto anche per la bambina. Ho fatto un parto cesareo d’urgenza. Questa volta sappiamo già come andrà”.  

La coppia ha già scelto il nome della loro seconda bambina. “Questa volta il nome l’ha scelto Matilde. È un’appassionata di libri e si è appassionata a una storia in particolare la cui protagonista è entrata nelle nostre vite”. Il nome è già stato scelto quindi, ma la coppia non ha voluto rivelarlo: “Possiamo dirvi però che significa ‘calma’”. 

 

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La Fiorentina sbanca Bologna, 2-1 nel ricordo di Commisso

BOLOGNA (ITALPRESS) – La Fiorentina domina il Bologna e ricorda nel migliore dei modi il presidente Rocco Commisso. Sotto il diluvio del Dall’Ara, la Viola batte per 2-1 un brutto Bologna e trova la prima vittoria in trasferta del suo campionato. I gol portano le firme di Mandragora e Piccoli per gli ospiti e di Fabbian, ma solo nel finale, per i rossoblù. Nonostante il profondo dolore, la Fiorentina è voluta scendere ugualmente in campo per onorare Commisso, indossando il lutto al braccio e una maglia celebrativa nel riscaldamento. Inoltre, tutto il gruppo squadra ha partecipato alla trasferta, compresi gli infortunati (tra cui Kean). Il primo tempo è un monologo viola, anche per demerito di un Bologna spento e in affanno nel contenere le iniziative avversarie sulle fasce. Al 17′ la rete di Ndour viene annullata per il fuorigioco di rientro di Parisi a inizio azione. La formazione emiliana, però, non coglie il campanello d’allarme e, due minuti più tardi, si lascia nuovamente sorprendere, stavolta da Mandragora. Su assist di Gudmundsson, il centrocampista attacca il secondo palo e devia il pallone in rete, firmando l’1-0 e punendo la staticità della difesa del Bologna.
Dopo il gol Mandragora ha rivolto un pensiero a Commisso, mostrando una maglia della Fiorentina col “suo” numero 5 e il nome Rocco sul retro. Al 45′ è arrivato anche il raddoppio targato Piccoli, la cui marcatura è stata inizialmente annullata per fuorigioco e poi convalidata dal Var. Su azione di ripartenza, l’assist di Dodo carambola sui piedi di Freuler e finisce casualmente alla punta ex Cagliari che segna con la punta.
I quattro cambi del Bologna all’intervallo rendono l’idea dell’insoddisfazione di Italiano: entrano dunque Rowe, Fabbian, Moro e Zortea per Orsolini, Odgaard, Freuler e Holm. Nella ripresa, però, continuano le difficoltà dei padroni di casa ed è anzi la Fiorentina con Pongracic a sfiorare il tris al 52′. Con l’orgoglio ci prova il Bologna nel finale: segna Fabbian al 88′ su assist di Rowe, poi l’occasione di Cambiaghi non evita agli emiliani la sconfitta. La Fiorentina si conferma in grande ripresa, agganciando il Lecce (impegnato stasera a San Siro col Milan) al terz’ultimo posto; il Bologna, invece, rimane ottavo, ma la Lazio domani potrebbe sorpassarlo.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Clizia Incorvaia dopo il proscioglimento: “Sarcina? Nostro amore era tossico, voglio preservare mia figlia”

(Adnkronos) –
Clizia Incorvaia è stata prosciolta dalle accuse dell’ex marito Francesco Sarcina. Ospite a Verissimo, l’influencer ha parlato per la prima volta pubblicamente della vicenda giudiziaria in cui era stata accusata per trattamento illecito di dati personali per aver pubblicato sui social immagini della figlia minore senza il consenso del padre.  

“Quando io e Francesco – ha spiegato Incorvaia – stavamo insieme pubblicavamo sempre Nina sui social, fu lui a portarmi in un’agenzia di pubblicità di influencer marketing”. Dopo la separazione, tra i due ci sarebbe stato solo un accordo verbale: “Avevamo stabilito che avrei potuto mostrare mia figlia solo di spalle. Nulla di scritto”.  

L’influencer ha poi sottolineato la disparità di comportamento: “Lui pubblica il suo secondogenito sui social, lo fa da quando è nato”. I rapporti tra i due sono oggi “freddi e distaccati”. Incorvaia ha definito la relazione con l’ex marito come un “amore tossico”. “Non è stato un rapporto sano, per tanto tempo ho pensato di potermi accontentare di quell’amore fatto di pianti, pensavo fosse un amore normale. Poi ho capito che non era un amore giusto”.  

Clizia Incorvaia ha lasciato intendere dei tradimenti da parte di lui senza però entrare nei dettagli: “Poi quando è venuto meno il rispetto ho capito che dovevo prendere le distanze. Ci sono state cose molto pesanti che io ho sotterrato, mi bruciò più di sei paia di scarpe. Il motivo era legato a litigi e discussioni, niente di che. All’epoca non ho denunciato perché non volevo che Nina leggesse questo”.  

E alla domanda di Silvia Toffanin su eventuali violenze fisiche, Clizia Incorvaia ha preferito il silenzio: “Non voglio che ci sia tutto sui giornali, voglio preservare mia figlia. Ci sono delle cose che è meglio omettere”. 

Francesco e Nina hanno un bellissimo rapporto: “Io non ho mai cercato di infangare la sua figura con mia figlia. Lui sarà sempre il papà di Nina e sono contenta di questo”. L’influencer ha spiegato che a marzo ci sarà una nuova udienza per ristabilire le “nostre responsabilità genitoriali”.  

spettacoli

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Malen segna all’esordio, ma l’arbitro annulla: cos’è successo in Torino-Roma

(Adnkronos) – Gol ed episodi arbitrali in Torino-Roma. Oggi, domenica 18 gennaio, i giallorossi si sono visti annullare il primo gol con la maglia romanista di Donyell Malen, appena arrivato in prestito con opzione di riscatto dall’Aston Villa, per fuorigioco. Succede tutto al 23′ del primo tempo: Malen riceve palla da Dybala al vertine sinistro dell’area di rigore, coverge superando un difensore e batte Paleari sul palo lontano. 

La Roma esulta, l’arbitro Chiffi però viene richiamato dal Var, che sta controllando proprio la posizione di partenza dell’olandese. Le immagini infatti mostrano che, al momento del passaggio in profondità di Dybala Malen si trova di mezza spalla avanti rispetto all’ultimo difensore del Torino. Motivo per cui il direttore di gara annulla la rete per fuorigioco, tra il rammarico e le proteste di Gasperini. 

Poco male, con Malen che si rifà appena quattro minuti dopo, segnando di nuovo in un’azione fotocopia alla precedente. E questa volta in posizione regolare, per il vantaggio della Roma allo stadio Olimpico Grande Torino. 

 

sport

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Guerriglia in A1, scontri nati da furto di bandiera romanista?

(Adnkronos) – A far degenerare i tafferugli tra ultras giallorossi e fiorentini sull’autostrada A1, all’altezza di Casalecchio, potrebbe esserci stato il tentativo di sottrarre bandiere e striscioni agli avversari. In alcuni post di ambienti ultras che circolano sul web si parla (con tanto di foto) di una bandiera dei romanisti che sarebbe stata ‘rubata’ durante gli scontri di oggi. 

cronaca

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Serie A, Torino-Roma 0-0 – Diretta

(Adnkronos) – La Roma torna in campo in Serie A. I giallorossi sfidano oggi, domenica 18 gennaio, il Torino – in diretta tv e streaming – in trasferta nella 21esima giornata di campionato. La squadra di Gasperini è reduce dalla vittoria contro il Sassuolo, battuto 2-0 all’Olimpico, mentre quella di Baroni è stata superata con lo stesso risultato dall’Atalanta a Bergamo, mentre in Coppa Italia ha superato gli ottavi di finale vincendo proprio contro la Roma per 3-2. 

 

Questa sera invece è previsto il match tra Milan e Lecce a San Siro. 

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Referendum, Fedez: “Io testimonial del Sì? Porcheria totalmente infondata”

(Adnkronos) – “Una porcheria totalmente infondata”. Fedez definisce così il contenuto dell’articolo del Fatto Quotidiano che lo associa al Sì al referendum sulla riforma della giustizia e lo indica come ‘testimonial’ ingaggiato dal governo. 

“Ieri mi stavo serenamente godendo il weekend quando vengo raggiunto da insistenti telefonate da parte di un numero che non avevo in rubrica. Chiedo per messaggio chi fosse. Mi dice di essere un giornalista del ‘Fatto quotidiano’ e di voler sapere la mi posizione in merito al referendum sulla giustizia. Gli faccio notare che chiamare con così tanta insistenza non è cosa a me gradita e che se mai volessi esprimermi sul tema lo farei attraverso i miei canali. Fine della conversazione”, scrive il rapper sui social. 

“Per tutta risposta questa mattina trovo un articolo sul ‘Fatto quotidiano’ a firma di questo giornalista che insinua che io sarei stato ingaggiato dal Governo Meloni come testimonial per il sì. Eccomi qui a dover rendere conto dell’ennesimo racconto di fantasia travestito da giornalismo”, aggiunge l’artista. 

“Ci tengo a raccontare quanto accaduto -spiega- perchè la dice lunga sulla genesi di certe notizie che potete leggere sui maggiori quotidiani italiani e sullo stato di salute dell’informazione del nostro Paese. L’unico ‘fatto’ certo è che al mio podcast fino ad oggi ho avuto solo ospiti che si stanno spendendo per il No (Gherardo Colombo e Nicola Gratteri). Pregherei gentilmente il ‘Fatto quotidiano’ di pubblicare la smentita di questa porcheria totalmente infondata o altrimenti pubblicare le prove di ciò che hanno scritto. Complimenti per l’ottimo lavoro. Come sempre. Ovviamente senza nessuna prova giornalistica ma con un mio virgolettato che lascia quasi intendere che abbia qualcosa da nascondere. Follia pura”.  

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Bologna-Fiorentina 1-2, vittoria viola con dedica a Commisso

(Adnkronos) – La Fiorentina supera il Bologna al Dall’Ara per 1-2 nella 21esima giornata di Serie A, all’indomani della scomparsa del presidente viola Rocco Commisso, a cui la squadra ha tributato un omaggio in fase di riscaldamento con maglie bianche che sul dorso avevano “Rocco 1” e sul davanti un “Grazie Rocco”. I gol della Fiorentina sono stati realizzati da Mandragora e Piccoli. Il Bologna ha accorciato le distanze con Fabbian. La vittoria consente alla formazione toscana di salire a 17 punti. Il Bologna rimane a quota 30. 

 

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Cina, ricavi record nel 2025 per il mercato delle arti performative di Pechino

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Nel 2025 Pechino ha registrato un mercato delle arti performative particolarmente vivace, con ricavi annuali che per la prima volta hanno superato i 5 miliardi di yuan (circa 713,5 milioni di dollari), segnando un aumento del 27% su base annua, secondo l’ufficio municipale della cultura e del turismo.

Le statistiche mostrano che lo scorso anno nella capitale si sono svolti oltre 60.000 spettacoli commerciali, attirando più di 14 milioni di spettatori. Entrambi i dati sono cresciuti rispettivamente del 5% e del 9% rispetto all’anno precedente.

Numerose produzioni nazionali e internazionali hanno debuttato in Cina proprio a Pechino, tra cui i musical originali “Singin in the Rain” e “Sunset Boulevard”.

Nel 2025 gli spettacoli di grande formato, inclusi concerti e festival musicali, hanno continuato a riscuotere enorme successo, con un aumento del 37% su base annua. In una delle principali aree per le arti performative del distretto di Haidian è stato creato un cerchio di vita di cinque ore attorno agli eventi musicali: oltre 60 esercizi di ristorazione hanno prolungato l’orario di apertura fino alle 2 di notte e più di 20 hotel convenzionati hanno offerto sconti ai possessori dei biglietti, trasformando l’affluenza del pubblico in vitalità dei consumi.

– Foto Xinhua –

(ITALPRESS).

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Poche emozioni al Tardini, pari senza reti tra Parma e Genoa

PARMA (ITALPRESS) – Parma e Genoa non si fanno del male. Lo scontro salvezza del Tardini, valevole per la ventunesima giornata di Serie A 2025/2026, termina con un pareggio a reti bianche. La formazione ospite si rende pericolosa dopo appena 4′ con una bella iniziativa di Colombo, che rientra sul mancino ma calcia alto sopra la traversa. La squadra gialloblù prova a reagire, ma al 16′ sono ancora i liguri a mettere in affanno la difesa avversaria con Colombo che, imbeccato da Ellertson, si presenta a tu per tu con Corvi; quest’ultimo è bravo a chiuderlo con un’uscita bassa. I padroni di casa fanno fatica e i nervi diventano un pò tesi, tanto che Pairetto è costretto ad estrarre tre cartellini gialli nell’arco di 15′. Al 29′ arriva la prima occasione per gli uomini di Carlos Cuesta con Bernabè che, dopo un uno-due con Keita, calcia ad incrociare trovando la risposta di Leali. Nel finale di primo tempo il Genoa si ritaglia una doppia chance prima con un colpo di testa di Sabelli, finito di poco a lato, e poi con un calcio di punizione di Vitinha deviato da Leali. Si va a riposo sul parziale di 0-0.
Il Parma, anche in apertura di ripresa, soffre il possesso palla avversario, ma con il passare dei minuti inizia a prendere fiducia. Al 68′ Valenti si rende protagonista di un’ottima incursione e serve Oristanio, il quale calcia troppo centrale per impensierire Leali. La girandola di sostituzioni effettuata da entrambi gli allenatori, spezza il ritmo della gara e le occasioni da rete latitano. A due minuti dal 90′, però, i rossoblù costruiscono una clamorosa chance con Colombo, che si invola versa lo porta e calcia, ma Corvi si supera e salva i suoi, blindando lo 0-0 finale.
Il Parma sale a 23 punti e mantiene un vantaggio di tre lunghezze sul Genoa, che si porta a quota 20. Nel prossimo turno gli emiliani saranno impegnati nella trasferta della New Balance Arena contro l’Atalanta di domenica 25 gennaio, mentre i liguri ospiteranno il Bologna al Ferraris.

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Piers Morgan cade e si rompe il femore: “Colpa di Trump”

(Adnkronos) – Piers Morgan in ospedale per un’operazione dopo una caduta. “Colpa di Donald Trump…”, scrive l’anchorman britannico sul proprio profilo X nel post in cui pubblica la proprio foto dall’ospedale. Morgan racconta la propria disavventura con un elenco dettagliato degli eventi. “1. Sono inciampato su un piccolo gradino. 2 In un ristorante di un hotel a Londra. 3 Femore fratturato. 4. Così male che ho avuto bisogno di un’anca nuova. 5. Convalescenza in ospedale. 6. Stampelle per 6 settimane. 7. Niente spostamenti lunghi per 3 mesi. 8. Partenza scoppiettante per il nuovo anno”, scrive Morgan prima del punto numero 9, tra ironia e mistero: “Do la colpa a Donald Trump”. 

 

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Scontri tra 200 ultras di Fiorentina e Roma in autostrada a Bologna: auto danneggiate

(Adnkronos) – Scontri in autostrada oggi, domenica 18 gennaio, tra l’autogrill Cantagallo e l’uscita per Bologna Casalecchio tra ultras della Fiorentina e della Roma, in viaggio per raggiungere i luoghi delle trasferte delle rispettive squadre, a Bologna e a Torino. Alcune auto sono rimaste danneggiate nel corso dei tafferugli. Sono al vaglio le immagini delle videocamere per ricostruire quanto è accaduto.  

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Groenlandia, Paesi europei minacciati: “Con dazi Trump si rischia una pericolosa spirale”

(Adnkronos) – Le minacce di Donald Trump di nuovi dazi per la Groenlandia rischiano di “minare le relazioni transatlantiche e rischiano di innescare una pericolosa spirale”. E’ quanto si legge nella dichiarazione congiunta degli otto Paesi – Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Norvegia, Svezia e Regno Unito – che sarebbero colpiti da nuovi dazi il primo febbraio per aver inviato militari nell’isola artica, territorio autonomo danese, che Trump vuole annettersi.  

Nella loro dichiarazione i Paesi europei, tutti membri della Nato, affermano di essere “impegnati a rafforzare la sicurezza dell’Artico nell’ambito di interessi transatlantici condivisi”. E sottolineano che l’esercitazione di questo weekend, guidata dalla Danimarca in Groenlandia, Artic Endurance, rientra nell’ambito di questo impegno. “La minaccia di dazi mina le relazioni transatlantiche e rischia di innescare una pericolosa spirale, noi continueremo ad essere uniti e coordinare le nostre risposte, siamo impegnati a difendere la nostra sovranità”, conclude la dichiarazione delle otto nazioni, tutte tranne Norvegia e Regno Unito nella Ue, ribadendo la solidarietà alla Danimarca e al popolo groenlandese e sottolineando che è il dialogo, non le minacce di dazi, a risolvere le differenze. “Costruire sul processo avviato la scorsa settimana – affermano riferendosi all’incontro di Washington tra Usa, Danimarca e Groenlandia – noi siamo pronti ad un dialogo fondato sui principi di sovranità e integrità territoriale”.  

 

“In un mondo instabile e imprevedibile, la Danimarca ha bisogno di stretti amici e alleati” ha detto il ministro degli esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, ha annunciato un tour diplomatico, che lo porterà oggi a Oslo, domani a Londra e giovedì a Stoccolma, all’indomani della minaccia di Donald Trump di imporre dazi aggiunti a otto Paesi Europei, tra i quali i tre Paesi che Rasmussen visita, che si oppongono alle sue mire espansionistiche sull’isola artica, territorio autonomo danese.  

“I nostri Paesi condividono la stessa posizioni sulla necessità di rafforzare il ruolo della Nato nell’Artico e sono ansioso di discuterne con loro”, ha aggiunto il capo della diplomazia danese.  

 

Il team di ricognizione di 15 militari tedeschi inviato nei giorni scorsi in Groenlandia lascerà oggi l’isola artica per recarsi a Copenhagen. Lo ha reso noto un portavoce militare tedesco alla Dpa, riferendosi ai militari arrivati venerdì nell’ambito della missione ricognizione guidata dalla Danimarca in vista della prevista esercitazione militare. Il portavoce del centro comando e controllo delle forze tedesche ha spiegato che la missione si è conclusa e che “i risultati della ricognizione saranno analizzati nei prossimi giorni”.  

Il rientro dei militari tedeschi arriva all’indomani che Donald Trump ha annunciato dazi aggiuntivi da partire dal primo febbraio per gli otto Paesi europei che hanno inviato militari nell’isola, territorio autonomo danese, che hanno annunciato la partecipazione alle esercitazioni.  

 

 

 

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