Massa, 37 denunciati per lo sciopero del 3 ottobre. La solidarietà di Sinistra Anticapitalista
Nel mirino della repressione i militanti e le organizzazioni ritenute promotrici del corteo che ha raggiunto la stazione ferroviaria. Tra loro il nostro compagno Enio Minervini ★ direzione nazionale e Sinistra Anticapitalista Massa Carrara ★
In queste ore sono stati recapitati gli avvisi di conclusione indagini con le relative denunce a 37 persone – studentз, sindacalistз, lavoratorз – “pescati” tra le migliaia di manifestanti che, lo scorso 3 ottobre, hanno dato vita nella città di Massa allo sciopero generale e generalizzato convocato da Cgil, Usb e altre sigle del sindacalismo conflittuale per denunciare l’orrore del genocidio in corso a Gaza e la complicità del governo italiano con i piani coloniali dello stato di Israele. Tra i reati contestati quello di blocco ferroviario e di manifestazione non autorizzata.
Quel giorno un corteo partecipatissimo e pacifico ha raggiunto la stazione ferroviaria dando vita a un’invasione simbolica dei binari senza scontri, senza danneggiamenti e senza alcuna tensione con le forze dell’ordine.
Invasione simbolica perché la circolazione era già sospesa di fatto da alcune ore anche per effetto della buona adesione allo sciopero generale. Il giorno dopo tutta quella gente si è riversata a Roma per la più imponente manifestazione da quando è in corso il genocidio. Lo abbiamo chiamato l’equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla, che proprio in quei giorni era stata attaccata dalla marina israeliana. Ed è stato l’unico momento in cui la narrazione del governo Meloni è stata messa in crisi.
Una mobilitazione popolare resa possibile anche dalla convergenza sindacale su uno sciopero che si è generalizzato in strade e piazze di tutta Italia ovunque con le stesse caratteristiche di consapevolezza politica e partecipazione pacifica e di massa.
Per questo, a tre mesi di distanza dai fatti, queste denunce hanno il sapore di una vendetta e rivelano il potenziale liberticida del cosiddetto Pacchetto Sicurezza, la sommatoria di norme varate negli anni – e recentemente rafforzate dal governo Meloni/Salvini – per criminalizzare il dissenso, la libertà di movimento e il conflitto sociale. Solo per fare un esempio, per l’occasione è stato utilizzato il nuovo reato di blocco ferroviario, di dubbia costituzionalità, introdotto dal decreto sicurezza 48/25.
L’elenco dei destinatari delle denunce rivela che, oltre al tentativo di scoraggiare i giovanissimi, si vogliono colpire in primo luogo le organizzazioni sindacali, politiche e sociali che si sono messe a disposizione della mobilitazione. Tra loro c’è anche il nome del nostro compagno Enio Minervini (nemico dei sionisti, amico dei bambini), militante della direzione nazionale di Sinistra Anticapitalista e Rsu Cgil nella Sanità. A tuttз loro va la nostra solidarietà.

Ma lo stillicidio di denunce ha anche l’obiettivo di intralciare l’attività politica e sindacale di tuttз, con il tentativo di costringere le varie organizzazioni e il maggior numero di militanti a operazioni di autodifesa.
Crediamo che la risposta più efficace sia nel rilancio della convergenza sociale, politica e sindacale che ha dato vita alle mobilitazioni di settembre e ottobre 2025 su una piattaforma capace di mettere insieme la denuncia della repressione con le battaglie contro il riarmo, il genocidio, l’imperialismo, per il salario e i diritti di tuttз. Solo la convergenza delle lotte potrà fermare questo governo antipopolare e complice dell’imperialismo.
