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Più spazio bordo, sicurezza al top e soluzioni digitali da categoria superiore. La ricetta di Clio

Ammicca alle auto sportive la nuova Clio, non solo per via dei fari posteriori e del volante di dimensioni contenute ripreso da Austral e Rafale. Ci sono anche un design distintivo e dotazioni destinate a evocare “alti livelli di tecnicità”, tipo il freno di stazionamento automatico o l’Adaptive Cruise Control, entrambi di serie a partire dalla declinazione Evolution. Inoltre, la telecamera per il parcheggio e la camera con visione a 360° si avvalgono di riprese ad alta definizione: in previsione della norma GSR2.3, Renault ne ha già inserita una interna, nel montante del parabrezza per rilevare i momenti di stanchezza e distrazione del conducente.

Una chicca? Il sistema multimediale OpenR Link con Google integrato, che in questo segmento è per ora inedito. Assieme ai due schermi da 10,1” ci sono un infotainment di livello elevato, la connettività con le mappe di Google che comprende l’assistente vocale di Mountain View (anche per i comandi di alcune funzioni del veicolo) e l’accesso a Google Play con oltre 100 App disponibili. Tra queste anche esclusive applicazioni dei partner: pratici tool di navigazione ottimizzati, le migliori radio del mondo con Radioplayer for Renault, piattaforme musicali in alta definizione come Amazon Music, i must del video streaming come Prime Video. C’è anche l’accesso diretto a internet con il browser Vivaldi. Il costruttore ha anticipato che per utilizzare le App scaricate da Google Play, la prima volta – per 3 anni o fino alla fine del contratto di noleggio del veicolo con Mobilize Financial Services – sono inclusi 2 GB/mese di dati. Che tradotto significa 40 ore di musica in audio streaming oppure 3 di video streaming.

C’è anche una crescita della qualità percepita che traspare dall’integrazione di nuovi materiali e dalla cura dedicata all’ambient lighting. A seconda degli allestimenti, il rivestimento di fronte al passeggero è in tessuto e integra una fonte luminosa LED retroilluminata la cui tinta si può selezionare tra una tavolozza di 48 colori.

Sulla variante top di gamma Esprit Alpine è stato scelto l’Alcantara, mentre le estremità della plancia hanno una colorazione Spectral Titanium ottenuta con un’innovativa tecnica di cromatura e che richiama gli scarichi delle auto da corsa.

Con i suoi 4,12 metri di lunghezza e un passo di 2,59, la nuova Clio ha nondimeno il primato di abitabilità: per questo i passeggeri sono coccolati con “sedili posteriori come nessun altro veicolo del segmento”. C’è più spazio per le ginocchia di chi viaggia dietro per effetto dell’adozione delle sedute anteriori con schienali meno “ingombranti” e comunque capaci di garantire un sostegno migliore grazie all’inserimento di un filo di acciaio all’interno dei supporti laterali, che permettono di far scivolare facilmente i piedi sul pavimento.

La sesta generazione della compatta transalpina dispone poi di più vani portaoggetti rispetto al modello precedente: la consolle centrale ha uno scompartimento chiuso da un coperchio flessibile articolato (secondo le versioni), proprio come la custodia dei tablet. L’abitacolo ospita anche due prese Usb-C all’anteriore, caricatore a induzione (in base agli allestimenti) e presa da 12 V al posteriore. In sostanza è possibile sia collegare un adattatore Usb oppure alimentare un apparecchio, tipo un piccolo frigorifero portatile o, per fare un esempio, un compressore di gonfiaggio.

Capitolo sicurezza. Oltre ai 29 sistemi di assistenza alla guida (Adas), mai così tanti anche se non tutti di serie, il tecno-armamentario della nuova Renault Clio include anche il Safety Score e il Safety Coach. Il primo, dopo ogni viaggio assegna un punteggio tra 0 a 100 sulla conduzione, il secondo personalizza i consigli per migliorare la “guida sicura”.

La citycar francese, che ha sempre ottenuto le cinque stelle (il massimo dei voti) ai crash test condotti nell’ambito del programma continentale EuroNcap, grazie a questi equipaggiamenti non avrà problemi a confermarsi nelle nuove verifiche. Anche perché i tecnici transalpini garantiscono “dotazioni di bordo delle gamme superiori di Renault”.

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Uno stile che accende la passione. La nuova Clio si riconosce al primo sguardo

La nuova Renault Clio “parla” con i fari. L’inedita firma luminosa, con le grandi luci diurne che richiamano la losanga del logo, è uno degli elementi che caratterizza la sesta generazione, che esteticamente esibisce anche passaruota neri (opachi sulla variante di accesso e lucidi negli allestimenti più pregiati) che ne accentuano la sportività assieme ai generosi cerchi che possono essere anche da 18”.

E, infatti, Paula Fabregat-Andreu, direttrice dei progetti di design, parla della Clio VI come di quella “più espressiva e più dinamica che mai, sempre fedele alla sua identità con una carrozzeria, quasi liquida, che avvolge con eleganza gli elementi ultra-tecnici”, precisa.

Retrovisori esterni, fondo piatto, cerchi, spoiler e fari posteriori: sono gli elementi sui quali designer e ingegneri di Renault sono intervenuti per migliorare l’aerodinamica della Clio VI. Il relativo approfondito lavoro nella galleria del vento ha comportato ad una significativa riduzione del coefficiente di penetrazione: il Cx è sceso da 0,32 a 0,30 con un inevitabile e positivo impatto sulle emissioni che beneficiano anche dell’adozione di pneumatici a basso consumo.

Tra le varie soluzioni adottate dal c’è anche la valvola mobile situata nella presa d’aria del paraurti anteriore, che permette di regolarne l’apertura in base alla velocità. Per una migliore gestione del rollio, alla nuova Renault Clio sono state allargate le carreggiate: di 39 millimetri all’anteriore (identiche a quelle della Captur) e di 10 al posteriore. Il costruttore ha pertanto potuto ritoccare il diametro massimo delle ruote (da 17” a 18”): “L’altezza dei fianchi degli pneumatici resta invariata per preservare il comfort”, precisa tuttavia Renault.

La sesta generazione, infine, è disponibile con una tavolozza di sette colori: oltre alle confermate bianco Ghiaccio, grigio Aviation, grigio Scisto, nero Étoilé e blu Iron ci sono le inedite rosso Assoluto (con vernice colorata) e verde Assoluto.

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Renault Clio, 35 anni di successi. Da icona della mobilità urbana a modello globale

Erede di una leggenda come la Renault 5, la Renault Clio debutta nel 1990 con un obiettivo chiaro: diventare la citycar di riferimento in Europa. Compatta, moderna e ben equipaggiata per l’epoca, centra subito il bersaglio conquistando il titolo di Auto dell’Anno 1991 e avviando una carriera commerciale straordinaria.

Negli anni Novanta e Duemila la Clio evolve senza snaturarsi. La seconda e la terza generazione migliorano comfort, sicurezza e qualità costruttiva, mentre l’immagine si rafforza anche grazie alle versioni sportive, dalla Williams alle successive RS, che ne consolidano il mito.

Con la quarta serie, lanciata nel 2012, arriva una svolta stilistica: linee più personali e un design coerente con il nuovo corso Renault. La quinta generazione del 2019 segna un salto tecnologico, con interni più raffinati e l’introduzione dell’ibrido E-Tech.

Ma è nel 2025 che la Clio compie un ulteriore passo avanti con la sesta generazione (nella foto): design più maturo, forte digitalizzazione dell’abitacolo, sistemi di assistenza evoluti e una gamma motori sempre più orientata all’efficienza. Anche per questo il costruttore francese assicura che “oggi Clio VI rifà la rivoluzione non solo all’interno, ma anche all’esterno”.

Già al debutto, come detto nel 1990, fu la prima citycar a soddisfare gli standard del segmento superiore e aveva “tutto di una grande”, uno slogan inossidabile che Renault ha voluto trasferire a tutte le generazioni. Si tratta, del resto, dell’auto francese più venduta di tutti i tempi: se i 17 milioni di esemplari commercializzati in questi 35 anni in 120 nazioni venissero messi in fila, si otterrebbe una colonna di 68.000 chilometri, pari a 1,7 volte la circonferenza della Terra. Per soddisfare la richiesta dei clienti, lo stabilimento di Bursa viaggia al ritmo di oltre 1.000 unità prodotte al giorno. Dopo aver collezionato record, dunque, la Clio continua a rinnovarsi restando fedele al suo ruolo chiave nel segmento B europeo.

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Groenlandia, l’auto europea nel mirino. Dalla Germania la VDA lancia l’allarme sui dazi USA

L’ipotesi di nuovi dazi statunitensi contro i Paesi europei che sostengono la Groenlandia apre un fronte delicato soprattutto per l’industria automobilistica, uno dei settori più esposti nei rapporti commerciali tra Europa e Stati Uniti. A lanciare l’allarme è l’associazione tedesca dell’auto, la VDA, che parla di costi “enormi” per i costruttori europei, a partire dalla Germania.

Il mercato americano è infatti strategico per i grandi gruppi tedeschi. Marchi come Volkswagen, BMW e Mercedes-Benz esportano ogni anno centinaia di migliaia di veicoli negli Stati Uniti, dove realizzano una quota rilevante dei loro ricavi. L’introduzione di dazi del 10%, con la minaccia di un aumento fino al 25%, inciderebbe direttamente sui prezzi finali delle auto europee, riducendone la competitività rispetto ai modelli prodotti localmente o provenienti da Paesi non colpiti dalle tariffe.

Per i costruttori tedeschi il problema non riguarda solo le vetture finite. I dazi colpirebbero anche componenti e semilavorati, con effetti a catena su tutta la filiera: fornitori, logistica e stabilimenti produttivi. In un settore già sotto pressione per la transizione verso l’elettrico e per l’aumento dei costi energetici, un ulteriore aggravio tariffario rischia di comprimere i margini e rallentare gli investimenti.

Le conseguenze si estenderebbero rapidamente oltre i confini tedeschi. L’industria automobilistica europea è fortemente integrata: molte auto esportate dalla Germania contengono componenti prodotti in altri Paesi dell’UE. Un calo delle vendite negli Stati Uniti potrebbe quindi tradursi in minori volumi produttivi anche in Francia, Italia, Europa orientale e nei Paesi nordici.

Secondo la VDA, una risposta frammentata sarebbe inefficace. Serve invece una strategia comune dell’Unione Europea (ra le possibili opzioni lo Strumento anti-coercizione evocato dal presidente francese Macron), capace di tutelare un settore che rappresenta uno dei pilastri dell’economia continentale in termini di occupazione, innovazione ed export. Ne va della tenuta dell’industria dell’auto continentale e del futuro delle relazioni commerciali transatlantiche.

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