Referendum, l’appello agli studenti del procuratore di Palermo: “Appuntamento importante anche per neo diciottenni”
Un appello al voto ai diciottenni per il referendum sulla separazione delle carriere. È quello lanciato da Maurizio de Lucia, il procuratore capo di Palermo che si è rivolto agli alunni dei licei Cassarà e Cannizzaro di Palermo, Impastato di Partinico e Palmeri di Termini Imerese. “Il referendum è un appuntamento importante che riguarda anche tanti giovani, tanti neo diciottenni. Non so quanti di voi ne abbiano sentito parlare però è importante comunque la partecipazione attiva. Parliamo di un referendum, visto che abbiamo citato la Costituzione, che è un momento importante perché è proprio l’appello al popolo per decidere se il parlamento – in questo caso se il governo – ha fatto bene o no a modificare un pezzo di Costituzione“, ha detto il capo dell’ufficio inquirente siciliano durante il convegno dal titolo “Il pensiero e l’impegno di Paolo Borsellino e Rocco Chinnici per le giovani generazioni”, organizzato dalla giunta dell’Anm di Palermo nel giorno del compleanno dei due magistrati uccisi dalla mafia. De Lucia non ha dato indicazioni di voto: “Io non voglio dire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato in questa sede, però una cosa è certamente giusta che se non andate a votare altri decideranno per voi. Vi dico: questo è un diritto che vi è stato concesso e lo dovete sfruttare”. Poi ha aggiunto: “La seconda cosa è che non si deve andare mai a votare con la pancia, quindi ci sono due mesi per ragionare e formarsi una propria coscienza e andare a votare nel modo che voi ritenete più corretto”.
Il procuratore capo ha aggiunto: “Oggi certamente, non mi sentirei di dire, e ci mancherebbe altro, che la magistratura è una struttura corrotta. La magistratura è una struttura sana in cui si possono individuare dei soggetti che deviano dal percorso, ma quando succede nella magistratura questi soggetti vengono individuati, processati e condannati. In altri casi, in altri sistemi in altre categorie non sempre succede”. Rispondendo a una studentessa che gli ha chiesto se oggi può esistere la magistratura corrotta, come è accaduto in passato, de Lucia replica: “Non direi che la magistratura in passato è stata corrotta e non è più corrotta oggi. Dico, però, che alcuni non hanno seguito il percorso che dovevano seguire allora e, probabilmente, anche oggi c’è qualcuno che non segue il percorso che deve seguire. Oggi, però, le cose sono diverse perché è diverso il sistema, proprio grazie al sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino fu istituito un sistema di investigazione giudiziaria nei confronti della mafia che sono: la Direzione distrettuale antimafia e la Direzione nazionale antimafia, che consente di mettere insieme le cose. Per cui anche se c’è qualcuno che rallenta, e spesso c’è qualcuno che rallenta, questo qualcuno si può mettere fuori dalla strada”.
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