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“Se lassù fai fatica a dormire chiedi, qualcuno che sa rollare lo trovi”: Luciana Littizzetto dedica l’ironica (e dolce) letterina a Ornella Vanoni

Una letterina intensa ma allo stesso tempo ironica. Così durante lo speciale “Ornella senza fine”, andato in onda sul Nove, Luciana Littizzetto ha voluto omaggiare Ornella Vanoni, definendola “unica”.

“Siamo tutti qui per te, qui e a casa, le persone che ti hanno voluto bene, i tuoi colleghi, il tuo teatro la tua città”, ha esordito la comica. Littizzetto ha voluto cominciare con una confessione alla cantante, scomparsa lo scorso 21 novembre. “Ti ricordi quando sono stata male l’anno scorso e tu mi chiamavi per darmi consigli di dieta? Molto yogurt, biscotti, parmigiano, olive, quelle grosse. Ornella, ora te lo posso dire, i consigli non funzionavano, avevi tanti talenti ma quello medico proprio no. Però le tue chiamate mi hanno fatto meglio di tante medicine”.

Littizzetto nella letterina definisce “un privilegio” poter parlare con Vanoni, che era capace, con le sue canzoni di “sollevare morali, salvare serate, far ballare e piangere, innamorare e tradire”. Una voce, ha ricordato ancora l’attrice e scrittrice, che è “passata per onde lunghe e medie, dal vinile alla cassettina, dalla cassettina al cd, dal cd al digitale rimanendo sempre la stessa”.

“Poi tu facevi ridere Ornella, come sanno fare solo le persone che vivono con i piedi in questo pianeta, ma col cervello gironzolano in dimensioni sconosciute“, continua ancora Littizzetto, sottolineando che la cantante ha “dimostrato che si può invecchiare dicendo la verità senza chiedere scusa per ogni ruga, intensa e volubile, libera e disinibita”.

Non avevi paura di morire Ornella, avevi paura di annoiarti perché eri appassionata di vita. Ti piaceva il giallo perché ti dava gioia, il gelato perché ti consolava, la marijuana perché ti stuonava e così riuscivi a dormire. Ma soprattutto te ne fregavi delle apparenze, dei modi a modo, delle carinerie da salotto del bon ton fasullo e delle maniere ipocrite di stare davanti al pubblico per questo ti amavamo e lo facciamo ancora”, dice ancora Littizzetto.

“Non ti disturbo più Ornella, non vorrei che questa letterina diventasse come una tua chiamata – conclude – però voglio ricordare di te un’ultima cosa, il tuo hobby, guardare il mare, e la tua passione, Venezia, che è una malinconia che galleggia senza mai affondare, un po’ come te”

Poi il saluto finale: “Grazie di tutto Ornella, sappi che qui noi continuiamo ad ascoltarti, un po’ commossi un po’ malinconici. Ah se lassù fai fatica a dormire, chiedi, qualcuno che sa rollare lo trovi di sicuro”.

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