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A Torino la chiusura delle celebrazioni per i 120 anni dell’Automobile Club d’Italia

Tra passato e futuro, la storia dell’Automobile Club d’Italia si intreccia con quella del Paese e delle sue strade. Un viaggio lungo 120 anni che si chiude simbolicamente al Mauto – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, dove autorità, istituzioni, rappresentanti della politica e protagonisti del mondo automotive si ritrovano per celebrare un anniversario che guarda avanti.

Fondata nel 1905, quando in Italia circolano poco più di duemila automobili, l’Aci accompagna lo sviluppo della motorizzazione fino ai numeri attuali: oltre 41 milioni di auto e più di 55,5 milioni di veicoli complessivamente presenti sulle strade. Una crescita che racconta non solo l’evoluzione dei mezzi, ma anche il ruolo di un’istituzione chiamata a interpretare e governare il cambiamento della mobilità.

“I primi 120 anni dell’Automobile Club d’Italia raccontano una grande storia», dichiara il Commissario Straordinario dell’Aci, il generale Tullio Del Sette, richiamando l’impegno di donne e uomini che credono nell’automobile come strumento di progresso. Un percorso che, sottolinea, continua oggi con l’obiettivo di accompagnare le trasformazioni verso una mobilità sempre più innovativa, sicura, sostenibile, accessibile e inclusiva, mettendo competenze ed energie al servizio di cittadini e istituzioni. La cornice del Museo dell’Automobile, che ospita una delle più importanti collezioni di vetture al mondo, diventa anche il luogo dell’annullo filatelico del francobollo celebrativo che Poste Italiane dedica all’ACI, inserito nella serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”.

“Basta osservare queste auto straordinarie, sintesi del genio italiano, per comprendere quanto la storia del Paese sia intrecciata a quella dell’automobile”, dichiara il subcommissario Aci e presidente di ACI Storico, Giovanni Tombolato, ricordando il contributo dell’ente nella tutela del patrimonio motoristico e nella diffusione di una cultura della mobilità più libera, efficiente e sicura. Per il presidente eletto dell’Aci, Antonino Geronimo La Russa, l’anniversario non è una celebrazione del passato, ma “un’assunzione di responsabilità verso il futuro”.
(foto presa dal sito ufficiale Aci)

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Catania, il disastro a San Giovanni Li Cuti dopo il ciclone Harry. ll ristoratore: “È tutto distrutto”

Dopo l’ondata di maltempo e il passaggio del ciclone Harry che nei giorni scorsi ha investito la costiera jonica, in Sicilia e in particolare a Catania si fa la conta dei danni. Nel borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti, in provincia di Catania, la mareggiata ha distrutto il ristorante Andrews, storico locale sulla spiaggetta locale. “Il locale è devastato ed è tutto distrutto, i danni non si possono quantificare perché sono ingenti” ha raccontato il titolare Luca Faro. “Bisogna rifare un locale nuovo. La grande fortuna è che nessuno si è fatto male. Confido nelle istituzioni affinché possano aiutarci perché le somme sono importanti, ma la cosa più importante è che nessuno si sia fatto male e che nessuno sia morto”.

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Bandiera rossa sulla Casa Bianca: Mario Portanova presenta il nuovo numero di MillenniuM

Non solo Mamdani: la neosindaca socialista di Seattle, i No Kings, i disobbedienti del congresso, i sindacati. Ecco la nuova onda che sfida Trump.

REPORTAGE/ Le retate dell’Ice (di Nicolò Filippo Rosso)
DOCUMENTO/ “Signor Bertolt Brecht, lei è comunista?”. L’interrogatorio si fa teatro.

Il numero di gennaio di MillenniuM sarà disponibile in alcune edicole selezionate fino a metà febbraio 2026. A partire dal numero di febbraio, troverete MillenniuM solo in libreria, negli store online e tramite abbonamento.

Scopri l’elenco di edicole e librerie selezionate dove trovare MillenniuM: https://ilfat.to/LibrerieMillennium

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Monopattini elettrici, verso l’avvio degli obblighi di targa e assicurazione

Il percorso di regolamentazione dei monopattini elettrici in Italia sta entrando in una fase decisiva. A partire dalla primavera del 2026 scatterà l’obbligo di dotare questi mezzi di una targa identificativa e di un’assicurazione di responsabilità civile verso terzi, con sanzioni per chi non si adegua.

Il nuovo Codice della Strada ha incluso i monopattini elettrici tra i veicoli soggetti a regole più stringenti rispetto al passato, segnando un cambio di passo netto: da strumenti di micromobilità utilizzati con ampi margini di libertà a veri e propri mezzi di trasporto urbano, inseriti in un quadro normativo strutturato.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, manca solo l’ultimo passaggio operativo: l’attivazione della piattaforma online necessaria per richiedere il cosiddetto “targhino”, il contrassegno adesivo che dovrà essere applicato su ogni monopattino. Una volta resa disponibile la piattaforma, i proprietari avranno un periodo di tempo definito (indicativamente 60 giorni) per mettersi in regola. Solo al termine di questa fase transitoria potranno scattare le multe, che andranno da 100 a 400 euro.

Il targhino non sarà una targa tradizionale come quelle di auto e moto, ma un adesivo plastificato con una combinazione alfanumerica univoca. L’obiettivo è consentire l’identificazione del veicolo e del proprietario, rendendo più semplici i controlli e l’applicazione delle sanzioni in caso di infrazioni o incidenti.

Accanto alla targa diventerà pienamente operativo anche l’obbligo di assicurazione RC. La copertura servirà a risarcire eventuali danni causati a pedoni, ciclisti o altri utenti della strada. Anche in questo caso, la norma è già prevista, ma la sua applicazione concreta è legata all’entrata in funzione del sistema di registrazione dei monopattini.

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Auto globale, meno tensioni sui dazi. Ma il 2026 sarà un anno complicato

Il settore automobilistico mondiale affronta il 2026 in un contesto meno critico sul fronte dei dazi rispetto a quanto si temeva a inizio 2025, ma con prospettive che restano improntate alla prudenza. È quanto emerge dall’Industry Credit Outlook 2026 di S&P Global Ratings, che analizza l’evoluzione del settore dal punto di vista del credito.

Le pressioni tariffarie si sono attenuate soprattutto per gli OEM (Original Equipment Manufacturer, ovvero i costruttori di veicoli) con una presenza produttiva rilevante negli Stati Uniti. Tuttavia, le strategie messe in campo per compensare i maggiori costi (come la riallocazione della produzione o la rinegoziazione dei contratti di fornitura) richiederanno tempo prima di produrre benefici concreti sui risultati finanziari e sulla qualità creditizia.

A pesare maggiormente sullo scenario è il rallentamento della domanda globale. Europa, Cina e Stati Uniti mostrano una perdita di slancio delle vendite, che aumenta la pressione competitiva sia per i costruttori tradizionali sia per quelli cinesi, oltre che per i fornitori della filiera. In questo contesto, la concorrenza si gioca sempre più su prezzi, volumi e contenuto tecnologico dei veicoli.

Sul piano regolamentare, l’Unione Europea ha ammorbidito il divieto di vendita di auto con motori a combustione interna previsto per il 2035. Tuttavia, i vincoli intermedi restano stringenti: entro il 2030 i costruttori dovranno comunque raggiungere una riduzione del 55% delle emissioni medie di CO₂ per chilometro dell’intera flotta venduta. Questo obiettivo continua a spingerli verso l’elettrificazione, limitando i margini di flessibilità strategica nel breve periodo.

Le previsioni per il 2026 indicano il persistere di venti contrari legati alla domanda e all’accessibilità economica. In Cina si sta esaurendo la domanda arretrata accumulata negli anni precedenti, mentre negli Stati Uniti viene meno l’effetto degli acquisti anticipati. A ciò si sommano inflazione ancora elevata, aumento della disoccupazione e maggiori difficoltà per i consumatori nel sostenere il costo complessivo di un’auto nuova.

La pressione sui prezzi resterà quindi elevata: molto intensa in Cina, in aumento in Europa e altamente incerta negli Stati Uniti. Parallelamente cresce la pressione sul mix di prodotto, cioè sulla composizione delle vendite: la spinta ai volumi tramite modelli a contenuto più basso rischia di comprimere i margini di profitto, penalizzando la redditività dei vari marchi e, a cascata, dei loro fornitori.

Tra i principali rischi rispetto allo scenario di base figurano una prolungata instabilità geopolitica e il processo di deglobalizzazione, che potrebbero generare volatilità nei risultati e nei flussi di cassa. Le rinegoziazioni commerciali, incluso l’accordo USMCA (United States–Mexico–Canada Agreement), rappresentano un ulteriore elemento di incertezza. Infine, restano rilevanti le pressioni sui costi della supply chain, legate all’ottimizzazione del footprint produttivo, ai colli di bottiglia nei componenti e alla dipendenza da materiali critici come le terre rare.

Nel complesso, secondo S&P, il 2026 si profila dunque come un anno di transizione difficile: meno shock improvvisi rispetto al passato, ma tante sfide strutturali ancora aperte.

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Un libro, un corso: Mappa Mundi. La lezione di Alessandro Aresu: “La grandezza composta. il modello cinese”

Giovedì 22 gennaio alle 18 arriva la terza lezione gratuita della Scuola di cittadinanza del Fatto Quotidiano. Sarà Alessandro Aresu a tenere la lezione dal titolo “La grandezza composta: il modello cinese”

La Scuola di Cittadinanza del Fatto Quotidiano ha tra i suoi fondatori una mente d’eccezione, il sociologo Domenico De Masi, che ha contribuito a idearla e l’ha costruita con profondità e originalità per trasformare la “solitudine intellettuale del cittadino” di fronte alle difficoltà crescenti di una realtà contemporanea sempre più complessa, in coscienza civica e cittadinanza attiva.

Per approfondire la conoscenza e il pensiero di questo straordinario sociologo, sempre attento a recepire e comprendere i fenomeni più vitali della società, ecco una serie di 10 corsi (5 lezioni da 2 ore) dedicati singolarmente ad alcuni dei suoi libri pubblicati nell’arco di una lunga carriera di professore, studioso e intellettuale militante.
Ogni libro dà il titolo al corso e costituisce il principale oggetto di studio del corso stesso, in cui si potranno esaminare e ampliare i temi fondamentali, con l’aiuto di 5 professori di diverse discipline.

Domenico De Masi. Un libro, un corso” permetterà ai partecipanti di conoscere in modo approfondito il pensiero, il metodo conoscitivo e le proposte culturali di uno degli studiosi italiani più acuti per quel che riguarda l’indagine sul futuro.

Mappa Mundi. Modelli di vita per una società senza orientamento è il libro con cui proseguiamo questo viaggio aperto a tutti coloro che vogliono comprendere lo spirito che guida la Scuola del Fatto.

Mappa Mundi rappresenta una straordinaria guida orientativa per conoscere i principali modelli di società in atto nel mondo, da quello indiano a quello cinese, da quello ebraico a quello musulmano, per metterli a confronto e poterli “misurare” dal punto di vista del loro avanzamento culturale, tecnologico, politico ed economico. Riconoscere quali siano i modelli di società più efficaci, anche in vista di nuove proposte politico-economiche, sarà certamente uno degli scopi del corso, che si avvarrà di economisti, storici, sociologi, esperti dei diversi Paesi e che, nel loro insieme, andranno a delineare in 5 lezioni un vero e proprio affresco mondiale.

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Travaglio a La7: “Trump ci sta sbattendo in faccia quello che gli Usa fanno da 20 anni”. Frecciata a Macron

È finita l’era euro-atlantica e gli interessi degli Stati Uniti, a prescindere da Trump, non solo divergono da quelli europei ma sono proprio ormai agli antipodi”. Sono le parole pronunciate dal direttore del Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nel corso di Otto e mezzo, il programma condotto da Lilli Gruber su La7. La giornalista interviene in collegamento telefonico da Davos,dopo l’evacuazione dello studio allestito nel centro congressi a causa di un incendio scoppiato in uno chalet vicino.

La domanda rivolta a Travaglio nasce dal durissimo discorso pronunciato poche ore prima da Donald Trump al World Economic Forum, nel quale il presidente americano ha attaccato frontalmente l’Europa, rilanciando il vecchio refrain sulla Nato, secondo cui gli Stati Uniti pagano “praticamente il 100%” mentre gli alleati sarebbero ingrati e poco affidabili. Non è mancata la provocazione storica trumpiana: “Senza di noi, ora parlereste tutti tedesco e forse un po’ di giapponese”.

È alla luce di questo attacco che Gruber chiede al direttore del Fatto se l’Europa stia finalmente capendo che Trump non è “una grande opportunità” ma “una minaccia e un rischio”. Travaglio allarga subito il quadro, sostenendo che il problema va oltre la figura del presidente americano: “Francamente sono anni che mi domando che cosa doveva ancora accadere nei rapporti fra Stati Uniti e Unione Europea e Gran Bretagna, perché ci rendessimo conto che è finita l’era euro-atlantica. Ma di segnali ne abbiamo avuti da vent’anni a questa parte”.
Travaglio spiega che Trump banalmente rende esplicito ciò che per decenni è stato nascosto: “Trump ci sta svegliando perché ce lo sta dicendo in faccia senza infingimenti, senza belletti, senza ipocrisie. Sta togliendo la maschera agli Stati Uniti e quindi ci dice: io mi prendo quello che mi serve, la Groenlandia mi serve. Prima i suoi predecessori ci avrebbero raccontato una storia sulla democrazia da esportare”. Un linguaggio brutale che costringe l’Europa a prendere atto di una realtà ignorata finché gli interessi coincidevano: “Finché convergevano con i nostri abbiamo finto di non vederli. Adesso che divergono, Trump con la sua volgarità, con la sua brutalità e il suo bullismo ce lo sta sbattendo in faccia”.

Travaglio respinge anche l’idea che, finita la parabola trumpiana, si possa tornare alla normalità: “Io non credo che, quando sarà caduto Trump, si tornerà a quel prima, perché già quel prima non era il prima che ci raccontiamo noi”. E ricorda le pressioni americane precedenti: “Già ci avevano detto che dovevamo comprare il gas da loro pagandolo il quadruplo, che dovevamo acquistare le loro armi, che dovevamo smetterla di rifornirci di gas dalla Russia”.
E menziona il conflitto in Ucraina, letta come snodo strategico: “La guerra è scoppiata perché l’Europa stava cominciando a impensierire gli americani dal punto di vista economico e commerciale, con l’unione fra il gas a basso prezzo della Russia e l’industria europea”. Un processo che, secondo Travaglio, Washington aveva già deciso di fermare.

Quanto alla Nato, le lamentele di Trump sugli alleati vengono inserite in una continuità politica: “Già Obama ci aveva detto che eravamo dei portoghesi nella Nato perché non pagavamo abbastanza”. Per questo, conclude, “il ritorno a un’età dell’oro che già non c’era più da vent’anni non ci sarà”.
Trump “ci sta svegliando”, ma la risposta europea non può essere solo muscolare o simbolica. Travaglio, a riguardo, cita sarcasticamente Macron: “La reazione non può essere mettersi gli occhiali da Top Gun, fingersi Tom Cruise e dirgliene quattro”.
Quando Gruber lo interrompe chiedendo se si riferisca a Emmanuel Macron, Travaglio conferma e ribadisce: “La reazione a Trump non può essere a parole”.
“Ma il presidente francese – replica la conduttrice – ha gli occhiali da sole perché un problema agli occhi e quindi deve proteggersi dalla luce”.
“Sì, ma lui ci ha giocato su questa cosa”, chiosa Travaglio.

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Motor Valley Fest 2026, Modena ospita l’ottava edizione della kermesse sull’auto

Dal 28 al 31 maggio 2026 Modena tornerà al centro della scena internazionale dell’automotive con l’ottava edizione del Motor Valley Fest, quattro giorni di eventi diffusi nel cuore della Motor Valley emiliano-romagnola tra industria, innovazione, cultura e passione per i motori. La manifestazione è stata presentata a Bologna nella sede della Regione Emilia-Romagna alla presenza delle istituzioni regionali e locali, dei rappresentanti dell’Associazione Motor Valley e del sistema camerale.

Convegni internazionali, mostre, sfilate di auto, raduni di vetture storiche, musei aperti ed esperienze enogastronomiche trasformeranno la città in un grande palcoscenico a cielo aperto. Un programma diffuso, in gran parte a ingresso gratuito, pensato per appassionati, famiglie e giovani, che mette in rete piazze, teatri, musei e circuiti per valorizzare uno dei distretti motoristici più conosciuti al mondo.

Il Motor Valley Fest si conferma non solo come vetrina dell’eccellenza motoristica italiana, ma anche come luogo di confronto sulle sfide del futuro. Al centro del convegno inaugurale, in programma il 28 maggio al Teatro Storchi, i grandi temi dell’automotive e dell’industria tecnologica: intelligenza artificiale, transizione energetica, digitalizzazione e responsabilità umana. Un momento di dialogo internazionale tra istituzioni, manager ed esperti per riflettere su come coniugare innovazione e valori in uno scenario globale in rapida evoluzione.

Ampio spazio sarà dedicato ai giovani con i Talent Talk del format Innovation & Talent, in programma dal 28 al 30 maggio al Collegio San Carlo, pensati per favorire l’incontro tra studenti, imprese e mondo della formazione. Tra le novità dell’edizione 2026, il ritorno del “Best of Motor Valley” nel Cortile d’Onore dell’Accademia Militare di Modena, con l’esposizione di supercar, moto e vetture storiche dei grandi brand della Motor Valley e degli autodromi regionali.

A rendere il festival ancora più spettacolare saranno inoltre i raduni e le parate di auto storiche e il tradizionale Concours d’Elegance Trofeo Salvarola Terme, che porteranno nel cuore di Modena autentiche icone dell’automobilismo, trasformando la città in un museo a cielo aperto.

“Il Fest racconta a tutti la Motor Valley: una rete straordinaria fatta di autodromi, scuderie, musei e collezioni private, una vera e propria fabbrica dello spettacolo automobilistico”, ha sottolineato Vittorio Brambilla, direttore dell’Associazione Motor Valley.

Per Eugenio Razelli, coordinatore scientifico del Motor Valley Fest, il valore della manifestazione risiede anche nella sua capacità di affrontare i grandi cambiamenti in atto: “In un contesto segnato da una geopolitica meno prevedibile e da un’accelerazione tecnologica ulteriormente arricchita dall’arrivo dell’intelligenza artificiale, incontri come il Motor Valley Fest diventano fondamentali per confrontarsi sui temi prioritari e accelerare i tempi di sviluppo”.

Un ruolo strategico è riconosciuto anche dal sistema camerale. “In una fase di forte trasformazione del settore, il Motor Valley Fest rappresenta uno stimolo all’innovazione e al riposizionamento della motoristica”, ha affermato Stefano Bellei, segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna, sottolineando come la manifestazione abbia acquisito “una caratura sempre più internazionale” e continui a dimostrare “la capacità di adattamento del comparto, con uno sguardo rivolto soprattutto al futuro”.

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Pistole, botte e coltelli: l’Ice di Trump visto da vicino. Segui la diretta di Millennium Live

Giovedì 22 gennaio alle 12 torna l’appuntamento con Millennium Live per la presentazione del nuovo numero del mensile Millenium, in libreria e in edicola dal 23 gennaio. Protagonisti di questo appuntamento il fotografo Nicolò Filippo Rosso, autore di un reportage dai tribunali di New York e Roberto Festa, firma del Fatto su tematiche a stelle e strisce. Il titolo della diretta, moderata da Mario Portanova, è: “Pistole, botte e coltelli: l’Ice di Trump visto da vicino”.

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Incendio a Davos, Lilli Gruber viene evacuata in diretta e conduce Otto e mezzo al telefono: “C’è un’emergenza” – Video

Un incendio scoppiato nelle vicinanze del centro congressi di Davos ha provocato l’evacuazione d’urgenza dell’area che ospita il World Economic Forum, causando un inatteso fuori programma nella conduzione e nello svolgimento di Otto e mezzo, il talk show serale di La7 condotto da Lilli Gruber. Le fiamme hanno interessato un piccolo chalet in legno situato nei pressi del Turmhotel Victoria. L’allarme ha fatto scattare immediatamente le procedure di sicurezza, con lo sgombero del Congress Center, dove era stato allestito lo studio televisivo della trasmissione. Non si registrano feriti, ma la zona è stata rapidamente blindata, con un massiccio intervento di vigili del fuoco, polizia ed elicotteri in sorvolo.

La puntata era iniziata regolarmente: Gruber, in collegamento da Davos, aveva annunciato ospiti e temi della serata, per poi lanciare la sigla e la pubblicità. Al rientro in onda, però, la situazione è apparsa subito anomala. In studio compare soltanto Lina Palmerini, giornalista del Sole 24 Ore, visibilmente impacciata e in difficoltà, costretta a prendere in mano la conduzione di una puntata del tutto improvvisata. Una sorta di trasmissione “autogestita”, come l’ha definita il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio, ospite in studio insieme a Franco Bernabè, già amministratore delegato di Eni e Telecom e oggi presidente del consiglio d’amministrazione dell’Università di Trento.

Dopo alcuni minuti arriva il collegamento telefonico di Lilli Gruber, che spiega quanto sta accadendo fuori dal centro congressi: “Siamo fuori dal Congress Center, ci hanno fatto evacuare tutti quanti d’urgenza e in fretta e furia, abbiamo lasciato tutte le nostre cose all’interno, io però ho preso il mio telefono“.
La giornalista descrive una situazione di forte tensione: “Abbiamo elicotteri che volano sopra le nostre teste, è pieno di pompieri ed è tutto bloccato, e quindi c’è un’emergenza evacuazione. Potete immaginare in un posto come questo, che riunisce in questi giorni tutti i ricchi e potenti del mondo, che cosa si scatena nel momento in cui c’è un’emergenza di qualsiasi tipo, tant’è che abbiamo veramente abbandonato tutto e tutti sono dovuti uscire”.

Gruber chiarisce poi l’origine dell’allarme: “Ha preso fuoco una di queste casupole, capanne di legno, un piccolo chalet, non ci sono feriti, ma ci sono ancora tantissimi vigili del fuoco e polizia. Davos in questi giorni, soprattutto nella via principale, la Promenade che porta al Congress Center, è piena di queste capanne provvisori – spiega – di questi gabbiotti dove si installano le grandi aziende e le multinazionali, soprattutto dell’intelligenza artificiale, che organizzano pranzi, cene ed eventi. È probabile che sia successo un guaio o che qualcuno sia stato poco attento. Potete immaginare il caos che c’è in giro in questo momento nelle stradine di Davos”.

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Al volante della nuova Clio. Equilibrio riuscito tra efficienza, agilità e piacere

Renault ha scelto le strade del Portogallo per le prove su strada della sesta generazione di Clio, da anni uno dei modelli più venduti e perché per proporzioni e caratteristiche si adatta bene agli utilizzi delle famiglie del Vecchio Continente.

Ad esempio per quel diametro di volta di 10,4 metri che la rende decisamente maneggevole nello stretto. Ma anche per quel bagagliaio la cui soglia di carico è stata abbassata di 40 millimetri e la cui capacità è compresa fra 391 e 1.176 litri. Non deve necessariamente, ma può anche essere la sola auto di famiglia, come dimostrano le sue prestazioni.

Il test drive con la pepata ma efficiente variante Full Hybrid da 160 Cv nei dintorni di Lisbona ha confermato l’efficienza del sistema, sviluppato anche sulla base dell’esperienza che Renault ha raccolto in anni di presenza in Formula 1. Il consumo dichiarato è di 3,9 l/100 km con emissioni omologate di 89 g/km di CO2, quello rilevato dal computer di bordo ha avvicinato i 5: un dato convincente, anche perché la guida ibrida richiede determinate attenzioni. In ambito urbano, dove si effettuano molte frenate e ripartenze, Renault parla di una guida a zero emissioni per l’80% del tempo. Tradotto in percorrenza significa parecchio, perché la riduzione dei consumi può arrivare al 40%.

Oltre che intrigare per via di linee fedeli alla tradizione, ma in qualche modo anche “ardite” (di sicuro non passa inosservata) per gli esterni, Clio VI ha anche un abitacolo piacevolmente confortevole, dove spiccano i due schermi da 10,1”. Come pure un volante che, con 2,6 giri tra finecorsa, garantisce uno sterzata diretta e reattiva che si fa apprezzare in modo particolare quando si affrontano con una certa “allegria” le strade più nervose lungo la costa atlantica. Impostando le modalità di guida si ottengono risposte differenti dalla vettura. Lo stesso volante integra anche il comando Multi-Sense che modifica anche la tonalità degli interni. A chi piace viaggiare ascoltando musica, Renault offre (in opzione) l’impianto audio griffato Harman Kardon con 5 ambienti sonori sviluppati assieme a Jean-Michel Jarre. La potenza totale raggiunge i 410 watt.

Dal punto di vista tecnico e meccanico, “Tutto il lavoro di messa a punto è stato effettuato per giungere con successo allo stesso livello di comodità e dinamicità di Clio V, che era il punto di riferimento assoluto del segmento”, informa la casa automobilistica francese. Un obiettivo ambizioso, soprattutto perché l’incremento di peso, in base alle versioni (esclusa quella Eco-G a Gpl) è compreso tra 4 e 49 kg.

Renault ha anche messo a punto due diverse regolazioni del telaio in base al peso della versione, che rientra in un range che va da 1.155 kg a 1.316 kg a seconda del propulsore: “Il lavoro si è concentrato sulla barra antirollio anteriore e sulla taratura degli ammortizzatori anteriori e posteriori”, spiegano gli ingegneri francesi. “Il risultato finale è completamente invisibile per il conducente che, stando al volante, non si accorge della differenza tra i due telai”.

Sempre a garanzia del comfort, sulla Clio VI ci sono livelli di filtraggio del suono e delle vibrazioni che da Parigi non hanno esitato a definire “straordinarie”. Il design specifico dei retrovisori riduce il rumore dell’aria, mentre i montanti dei finestrini anteriori sono dotati di una schiuma isolante: “Queste ottimizzazioni contribuiscono a un notevole grado di silenziosità per la categoria, offrendo una sensazione di calma e comfort degna del segmento superiore”, fa sapere Renault.

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Renzi si accende una sigaretta con la foto di Khamenei: la protesta davanti all’Ambasciata iraniana a Roma

Una foto di Ali Khamenei che brucia, stampata su un foglio di carta, e il leader di Italia Viva ed ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ci si accende la sigaretta. Questa la scena simbolicamente riprodotta su via Nomentana a Roma, di fronte alla sede dell’Ambasciata di Teheran in Italia, che Italia Viva ha organizzato con i vertici del partito e qualche militante per mandare il proprio sostegno alle rivolte iraniane di questi giorni. Il richiamo è alla nota immagine di una giovane ragazza, che in segno di dissenso con il regime si accende una sigaretta con la foto della Guida Suprema Khamenei. “Noi crediamo che sia il caso di scendere in piazza a sostenere i giovani che protestano nelle strade di Teheran e che come unica ‘colpa’ hanno quella di volere libertà” ha detto Renzi. “Donna vita e libertà era lo slogan di qualche anno fa che ancora oggi è molto vero e molto forte. Siccome non lo fa nessuno trovo sia importante”. Non è mancato un breve momento di tensione tra due iraniani giunti al presidio, che hanno iniziato a battibeccare sull’opportunità o meno che lo Scià torni a essere la guida politica dell’Iran. Lite poi sedata da Renzi: “Ragazzi, non iniziamo a litigare o è la fine…”

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Audi, presentato a Berlino il team che debutterà in Formula 1 nel 2026

A Berlino è stato presentato ufficialmente l’Audi Revolut F1 Team, nuovo progetto del marchio tedesco per il debutto nel Campionato del Mondo di Formula 1 a partire dalla stagione 2026. L’evento si è svolto presso la location Kraftwerk, alla presenza di oltre 400 ospiti, e ha segnato la prima apparizione pubblica del team.

Nel corso della serata sono state svelate la livrea ufficiale della monoposto Audi R26, l’abbigliamento della squadra e le tute dei piloti Gabriel Bortoleto e Nico Hülkenberg. La Audi R26 è equipaggiata con la power unit AFR 26 Hybrid, sviluppata internamente presso il sito Audi di Neuburg an der Donau. La prima accensione del propulsore montato sul telaio 2026 risale a dicembre 2025, mentre il primo rollout è avvenuto il 9 gennaio sul circuito di Barcellona, in occasione di un filming day riservato ai team esordienti.

Il debutto in gara è previsto per l’8 marzo in Australia, dopo una fase di preparazione che include uno shakedown a porte chiuse a Barcellona (26–30 gennaio) e due sessioni di test ufficiali in Bahrain, dall’11 al 13 e dal 18 al 20 febbraio. Il progetto si inserisce nel nuovo quadro regolamentare della Formula 1, che dal 2026 introdurrà significative modifiche tecniche, tra cui l’aerodinamica attiva, l’eliminazione del DRS e un maggiore contributo della componente elettrica, oltre all’utilizzo di carburanti sostenibili.

Contestualmente alla presentazione, è stato annunciato il lancio di un content hub dedicato al team, destinato a raccogliere notizie e aggiornamenti sull’attività sportiva.

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Gaffe di Mentana sul viaggio di Trump a Davos: “Andrà a Crans dove ci sarà anche Lilli Gruber”

Una manciata di secondi, una parola sbagliata e la gaffe è servita. In chiusura del TgLa7, il direttore Enrico Mentana annuncia in diretta che Trump “domani sarà a Crans”, spiegando che “a Crans ci sarà anche Lilli Gruber”, assente da Otto e mezzo per lo stesso motivo. Siamo sempre in Svizzera, ma non nella località montana dove è avvenuta la tragedia di Capodanno: Gruber, infatti, si trova a Davos, dove Trump è atteso per il World Economic Forum.

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Tesla, Musk frena sul futuro. Robotaxi e umanoidi partono al rallentatore

La rivoluzione promessa da Tesla si farà attendere ancora un po’. Il debutto produttivo del Cybercab (nella foto), il robotaxi completamente autonomo, e di Optimus, il robot umanoide destinato a cambiare il lavoro industriale e domestico, sarà molto più lento del previsto. A dirlo senza giri di parole è Elon Musk, che ha definito la fase iniziale della produzione “agonizingly slow”, agonizzante, prima di un’accelerazione prevista solo più avanti nel tempo.

Il Cybercab, veicolo elettrico privo di volante e pedali, rappresenta uno dei progetti più ambiziosi di Tesla. Secondo Musk, la produzione su larga scala non partirà prima del 2026, dopo una lunga fase di messa a punto delle linee industriali e dei processi produttivi. Il problema non è solo tecnologico, ma anche manifatturiero: si tratta di un mezzo radicalmente diverso dalle auto attuali, che richiede componenti inedite e una catena di fornitura completamente nuova.

Stesso discorso per Optimus, il robot umanoide che Tesla vede come un futuro pilastro del proprio business. Anche in questo caso, l’avvio della produzione sarà lento e graduale, con i primi esemplari destinati soprattutto all’uso interno nelle fabbriche del gruppo. Solo in una fase successiva si potrà parlare di diffusione su larga scala e di commercializzazione vera e propria.

Le dichiarazioni di Musk arrivano in un momento delicato per Tesla. Le vendite di auto elettriche restano il cuore dei ricavi, ma la crescita si è fatta più complessa e la concorrenza, soprattutto cinese, è sempre più aggressiva. Per questo gli investitori guardano con grande attenzione ai progetti di guida autonoma e robotica, considerati fondamentali per sostenere la valutazione futura del gruppo.

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Alfa Romeo nomina Sara Errani nuova ambasciatrice del marchio

Alfa Romeo amplia la propria presenza nel tennis annunciando Sara Errani come nuova Brand Ambassador. L’ingresso di Errani si affianca alla collaborazione già in corso con Jasmine Paolini e rafforza il legame del marchio con lo sport italiano di alto livello.

La scelta mette insieme due profili diversi ma complementari del tennis nazionale: da una parte l’energia e la fase di crescita di Paolini, dall’altra l’esperienza e la solidità internazionale di Errani. Un abbinamento che punta a rappresentare continuità, affidabilità e rendimento, elementi che Alfa Romeo intende associare alla propria immagine sportiva.

Nei prossimi mesi Sara Errani sarà coinvolta in attività di comunicazione e in eventi in Italia e all’estero, con un ruolo di rappresentanza del marchio nel contesto sportivo e istituzionale.

Nata a Bologna nel 1987 e cresciuta a Massa Lombarda, Errani è una delle tenniste italiane più titolate. Professionista dal 2002, ha raggiunto il numero 5 del ranking WTA in singolare nel 2013 e la prima posizione mondiale nel doppio nel 2012. In carriera ha vinto oltre 40 titoli complessivi, conquistando nove tornei del Grande Slam in doppio e doppio misto. Nel 2024 ha ottenuto la medaglia d’oro olimpica nel doppio ai Giochi di Parigi, in coppia con Paolini. Importante anche il suo contributo alla nazionale, con cinque successi in Billie Jean King Cup.

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AI Festival 2026: a Milano il confronto tra imprese, istituzioni e big tech sull’uso dell’intelligenza artificiale

Il 21 e 22 gennaio 2026 Milano ospiterà la terza edizione di AI Festival, il festival internazionale dedicato all’intelligenza artificiale e alle sue applicazioni nei processi aziendali, istituzionali e sociali. L’evento si terrà presso l’edificio Roentgen dell’Università Bocconi, Main Partner della manifestazione, con Dell Technologies e Intel come Main Sponsor e il patrocinio del Comune di Milano.

L’iniziativa è ideata da Search On Media Group e powered by WMF – We Make Future. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, l’edizione precedente ha registrato oltre 10.000 presenze, confermando il Festival come uno dei principali appuntamenti italiani ed europei dedicati all’AI applicata.

Dall’hype all’adozione: l’AI come infrastruttura decisionale

AI Festival 2026 è presentato come uno spazio di confronto operativo tra imprese, centri di ricerca, startup e istituzioni, con un focus esplicito sull’adozione concreta dell’intelligenza artificiale nei modelli organizzativi e produttivi. L’area espositiva riunirà grandi gruppi tecnologici, PMI e startup, con soluzioni che spaziano dal cloud alla cybersecurity, dalla gestione dei dati all’AI generativa, fino ad applicazioni verticali in ambito industriale, finanziario, sanitario, HR e marketing.

Accanto all’area fieristica sono previsti incontri B2B e momenti di confronto diretto tra aziende e fornitori tecnologici, pensati per favorire l’integrazione di strumenti di AI nei processi decisionali e operativi.

“Empowering the Agentic Era”: l’AI come attore dei processi organizzativi

Il tema scelto per l’edizione 2026, “Empowering the Agentic Era”, richiama l’evoluzione dell’intelligenza artificiale verso sistemi sempre più autonomi, capaci di agire all’interno dei processi umani e organizzativi.

Secondo Cosmano Lombardo, CEO e Founder di Search On Media Group e ideatore di AI Festival, «l’intelligenza artificiale diventa un sistema capace di collaborare e prendere decisioni all’interno dei processi umani e organizzativi». Lombardo sottolinea come governare questa trasformazione richieda «competenze avanzate, visione sistemica e un confronto costante tra industria, società e mercato», indicando nel Festival uno spazio di relazione tra questi attori.

Oltre 150 speaker tra industria, ricerca e istituzioni

Il programma dell’edizione 2026 prevede la partecipazione di oltre 150 speaker internazionali e più di 115 interventi, distribuiti tra la sessione plenaria e diverse sale tematiche dedicate ad aspetti tecnici, applicativi, regolatori e sociali dell’intelligenza artificiale.

Tra le realtà coinvolte figurano ESA – European Space Agency, Microsoft, Lenovo, Istituto Italiano di Tecnologia e Cineca, insieme a rappresentanti del mondo accademico, industriale e istituzionale. È prevista, tra gli altri, la partecipazione di Daniele Pucci, CEO di Generative Bionics, impegnato nello sviluppo di sistemi di robotica ed embodied AI, e di Sasha Luccioni, ricercatrice sui temi del rapporto tra intelligenza artificiale e impatto climatico.

Il ruolo di Milano e delle istituzioni pubbliche

L’evento si inserisce nel quadro di Milano come principale polo italiano dell’innovazione tecnologica. Layla Pavone, membro dell’Innovation Technology Digital Transformation Board del Comune di Milano, sottolinea come l’intelligenza artificiale stia uscendo dalla fase di sperimentazione per incidere in modo concreto sull’organizzazione del lavoro e dei servizi, evidenziando la necessità di un approccio che tenga insieme sviluppo economico, valore sociale e governance.

Sulla stessa linea Fiorenza Lipparini, direttrice di Milano & Partners, che definisce AI Festival un’occasione per rafforzare il posizionamento internazionale della città come luogo di sperimentazione e attrazione di investimenti, talenti e progetti nel campo dell’intelligenza artificiale.

Startup, investitori e selezione dei progetti

All’interno dell’Area Expo è previsto uno spazio dedicato a startup e PMI innovative, con l’obiettivo di favorire l’incontro con venture capital, investitori e aziende. Durante l’evento verranno presentati i sei progetti finalisti della startup competition “AI for Future”, selezionati per l’uso dell’AI in ambiti considerati di impatto sociale e trasformativo.

La call per partecipare alla competizione si è chiusa il 10 dicembre e consente alle startup selezionate di accedere a pitch, incontri B2B e al network internazionale del WMF – We Make Future.

Sponsor ed espositori

Tra sponsor ed espositori dell’edizione 2026 figurano Dell Technologies, Intel, ESA – European Space Agency, Cineca, insieme a numerose aziende attive nei settori dell’AI, del cloud, della consulenza tecnologica, del legal tech e dell’editoria tecnica.

AI Festival 2026, in programma il 21 e 22 gennaio all’Università Bocconi di Milano, si presenta come un luogo di confronto sul ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nelle decisioni economiche, industriali e istituzionali, in una fase in cui la tecnologia è sempre più chiamata a incidere su processi produttivi, lavoro e governance pubblica.

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I sindaci di Taormina e Santa Teresa di Riva travolti da un’onda durante una diretta social sulle mareggiate in Sicilia

I sindaci di Taormina Cateno De Luca e di Santa Teresa di Riva Danilo Lo Giudice, due centri del Messinese colpiti dal maltempo, sono stati travolti da un’onda mentre in diretta Facebook stavano mostrando i rischi provocati dalla violente mareggiate che si stanno abbattendo sulla costa Ionica della Sicilia. Il video dell'”impatto” è stato poi postato da Cateno De Luca, sul proprio profilo social, con la scritta: ‘Non fate quello che abbiamo fatto noi! State lontani dai lungomari e dai torrenti! A Santa Teresa, qualche ora fa, siamo stati travolti da un’ onda mentre con il sindaco Danilo Lo Giudice stavamo facendo vedere in diretta il disastro causato dal ciclone Harry”.

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Sardegna, il ciclone Harry cancella anche la spiaggia di Su Giudeu a Chia: le immagini

Il ciclone Harry cancella ha cancellato anche la spiaggia di Su Giudeu a Chia nel sud della Sardegna. Proprio per la violenza delle mareggiate, l’allerta rossa è stata prolungata anche per anche domani in Sardegna, Sicilia e Calabria. Lo indica un nuovo avviso diramato dalla Protezione civile. Una circolazione depressionaria centrata sulla Tunisia, rileva il bollettino, continua a determinare maltempo e a richiamare correnti umide sud-orientali sulle regioni meridionali italiane.

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Audi e Madonna di Campiglio ospitano il Ducati Lenovo Team e Campioni in Pista

Audi e la località di Madonna di Campiglio hanno ospitato per il quarto anno consecutivo il Ducati Lenovo Team, in occasione dell’evento “Campioni In Pista”. L’iniziativa si inserisce nella partnership avviata nel 2013 tra il marchio dei quattro anelli e la località trentina, legata a un percorso di collaborazione orientato a sport, innovazione e mobilità sostenibile.

L’appuntamento è stata l’occasione per la presentazione ufficiale della squadra MotoGP Ducati Lenovo Team e delle novità della stagione sportiva 2026, oltre a offrire un contesto di celebrazione per il centenario della fondazione di Ducati. L’evento ha richiamato piloti, management e rappresentanti dei brand coinvolti, consolidando il ruolo di Madonna di Campiglio come sede abituale delle attività invernali legate al motorsport del Gruppo Audi.

Durante la manifestazione è stato evidenziato anche il risultato sportivo ottenuto da Ducati nella stagione MotoGP 2025, chiusa con la conquista dei titoli piloti, costruttori e team. Il bilancio comprende 13 vittorie complessive e nuovi record, tra cui il maggior numero di punti conquistati in una singola stagione da un pilota. Sul fronte aziendale, Audi Italia ha chiuso il 2025 con una quota di mercato del 4,51%, la più alta mai registrata dal brand nel Paese.

A sottolineare il legame tecnico e sportivo tra i marchi del gruppo, la Audi RS e-tron GT performance e la Ducati Panigale V4 R sono state protagoniste dello scatto ufficiale dell’evento. La presenza congiunta dei due modelli ha rimarcato il posizionamento del Gruppo Audi come unica realtà attiva sia in Formula 1 sia in MotoGP, attraverso la controllata Ducati Motor Holding

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