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La Sassonia e lo spettro Afd: botte ai 14enni, niente scuola dell’obbligo, abolizione della tv pubblica. Ma l’ascesa degli estremisti sembra irresistibile

Il 6 settembre si vota in Sassonia-Anhalt, la AfD nel più recente sondaggio di Infratest-dimap resta al 41%, in testa. Tanto che il suo candidato di punta Ulrich Siegmund si dà già per vincitore, “vicino al popolo” a presentare “la visione eccezionale” di AfD per il Land. La gente, d’altronde, lo osanna come una pop star, incurante della sua partecipazione nel 2023 nella villa Adlon a Potsdam a discutere col leader del Movimento Identitario Martin Sellner piani di “remigrazione”.

Nulla pare bloccarne l’ascesa. Neppure probabilmente il recente episodio che ha visto coinvolto il compagno di partito ed eurodeputato quarantatreenne Arno Bausemer, accusato di aver fermato, parrebbe anche con una mazza da baseball, due ragazzini di 14 anni colpevoli di aver strappato un manifesto elettorale. Ai danneggiamenti anziché una ramanzina dev’essere seguito qualcosa di più, perché uno dei due giovani ha dovuto ricorrere a cure mediche per una lieve commozione cerebrale, un labbro sanguinante ed altre escoriazioni. Il parlamentare, almeno per ora, è protetto dall’immunità parlamentare, ma la polizia indaga. Bausemer ha pubblicato un post sulla sua pagina Facebook: uno striscione dell’AfD era già stato tagliato e distrutto più volte. Insieme a un compagno di partito, ha “colto i giovani sul fatto”, riporta la mdr.

La sezione principale di AfD in Nord-Reno Vestfalia si sta dividendo in due, tanto è accesa la lotta tra ala moderata e quella di estrema destra, appoggiata anche da Alice Weidel. Non pare che nulla possa invece scalfire la corsa del partito in Sassonia-Anhalt; nonostante un programma in cui indica chiaramente come intenda trasformare il Land ed il Paese. Nei primi cento giorni di governo l’obiettivo è trasformare l’istruzione (sotto il profilo dell’integrazione), la cultura, perfino la gestione della tv pubblica. In particolare per quanto riguarda la scuola il partito di estrema destra ipotizza d’altronde la sospensione dell’obbligo scolastico e di consentire di istruire i bambini a casa: l’obiettivo finale è limitare l’inclusione.

Poi la cultura: l’Afd promette di non assegnare più fondi pubblici alla promozione di “arte antitedesca” che rischia di ricordare un po’ il modo in cui il nazismo chiamò la cosiddetta “arte degenerata” che culminò alla fine nella grande mostra di “artisti vietati” che comprendeva tra gli altri Nolde, Kandinsky, Klee e Picasso. Le associazioni che richiederanno finanziamenti, dice il programma dell’Afd, dovranno presentare una dichiarazione di patriottismo. Ovvio che chi fa cultura – direzioni di musei, teatri, fondazioni, luoghi della memoria, associazioni di artisti e organizzazioni culturali – esprima contrarietà alla richiesta di una “svolta patriottica” nella politica culturale e l’allineamento dei finanziamenti pubblici a concetti di identità nazionale. Con una dichiarazione congiunta 27 istituzioni tra cui la Fondazione Bauhaus Dessau, hanno fatto da apripista e nel frattempo si sono unite alla protesta più di 60 altre istituzioni culturali. Infine la radio e la tv regionali pubbliche: l’Afd semplicemente vorrebbe stracciare il contratto e chiudere tutto.

In questo quadro in evoluzione resta che l’unica forza politica che sembra intenzionata a collaborare con l’Afd è l’Alleanza Sahra Wagenknecht, la cui leader – fuoriuscita anni fa dalla Linke – ha offerto di astenersi a un eventuale terzo turno di votazione nel Landtag sul nome di Siegmund. Certo, bisognerà capire quanti voti prenderà Wagenknecht e se entrerà nel Parlamentino del Land. Intanto queste vaghe intese a distanza hanno prodotto che la dirigenza nazionale ha imposto a quella locale della Turingia di uscire dalla coalizione con Cdu e Spd.

Il resto dei partiti? Nella Cdu si riduce il fronte del blocco anti-Alternative, ribadito invece chiaramente per la Sassonia-Anhalt dal governatore Sven Schulze (i cristianodemocratici qui sono dati al 24%). Il ministro-presidente – come si chiamano i governatori dei Laender – non lascia nulla di intentato per la rielezione, ricorrendo anche ad una alleanza con altri colleghi per smuovere il governo centrale a non intaccare con la riforma delle pensioni le aspettative all’Est, dove la popolazione è largamente anziana, non abbiente, e conta solo sulla pensione di vecchiaia.

Un retroterra in cui la Spd risente dell’erosione dei consensi ed è al 7% nei sondaggi. Il partito è stato soppiantato nella percezione dell’elettorato dalla AfD come espressione dei lavoratori, nonostante il gioco di prestigio di spostare i termini: non più lotta tra capitalisti ed operai, ma tra piccoli artigiani e immigrati. La base socialdemocratica vuole un cambio di corso, ma la dirigenza a Berlino, fedele ai patti di Governo, non può intraprenderlo. Il vero ago della bilancia, oltre alla Linke al 13% che, pur ponendo condizioni, si dichiara disposta a collaborare con la Cdu per fermare l’AfD, potrebbero essere i Verdi che lottano per il 5%. “Speranza significa: nulla è ancora stato deciso” indica il capo del partito Felix Banaszak, che appoggia la campagna di Susan Sziborra-Seidlitz mentre gira il Land con un taxi, un pulmino Mercedes. Sul veicolo però la foto è la sua.

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