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Veglia a Cambridge per Jason Arday, il prof suicidatosi dopo le accuse di plagio: “Ucciso dal razzismo”

Centinaia di studenti di Cambridge si sono riuniti in una veglia per ricordare Jason Arday, il professore trovato morto venerdì scorso nella sua abitazione a Londra, in un caso di sospetto suicidio, dopo la campagna mediatica che lo ha visto protagonista con le accuse di presunto plagio riguardanti la tesi di dottorato e i titoli accademici.

“Un’istituzione può offrirti una stanza e continuare a negarti una casa. Può concederti un titolo e continuare a mettere in discussione il tuo diritto di parola”: sono le parole di una delle dottorande che seguivano il corso di sociologia del professor Arday, il docente di 41 anni che nel 2023 è entrato nella storia di Cambridge come il più giovane professore nero mai nominato dall’ateneo. Tra gli studenti e i colleghi che lo hanno sostenuto serpeggia oggi una convinzione diffusa: che l’università abbia costruito attorno a lui un simbolo di diversità e inclusione, salvo poi abbandonarlo nel momento in cui è diventato bersaglio di attacchi.

Tra gli studenti c’è chi sostiene che il professore sia stato “ucciso dal razzismo”, mentre Shahnaaz Khan, una delle organizzatrici della veglia, ha invocato “giustizia” per il docente, puntando il dito direttamente contro i media britannici. L’accusa, rivolta in primo luogo alle testate di destra ma anche a quelle che progressivamente si sono accodate, è quella di aver condotto una vera e propria “caccia all’uomo”, alimentata da decine di articoli contro Arday. Un trattamento che, secondo Khan, non ha alcun precedente paragonabile nei casi di professori bianchi accusati in passato di plagio, i quali non avevano subito un’esposizione mediatica nemmeno lontanamente simile.

Non solo, il docente, con problemi di autismo e vulnerabile come sottolineato da alcuni colleghi, era stato scagionato dalle accuse di aver copiato parti della tesi di dottorato dalla Liverpool John Moores University, che gli aveva conferito il titolo nel 2015. Per tutte queste ragioni, dopo Cambridge è stata organizzata una manifestazione anche a Londra, a Trafalgar Square, da parte del gruppo Stand Up to Racism, mentre la petizione del Good Law Project, in cui si chiede al governo laburista l’apertura di un’inchiesta pubblica sul ruolo della stampa nella morte di Arday, ha superato le 33.000 firme.

L’iniziativa vede tra i promotori diversi deputati della maggioranza, come Clive Lewis e Nadia Whittome, oltre a numerose personalità pubbliche. Il documento sostiene che la morte dell’accademico sia stata “il risultato diretto e prevedibile” della persecuzione mediatica subita nelle ultime settimane. Sulla vicenda ha rotto il silenzio anche il rettore di Cambridge, Chris Smith, che in un comunicato ha condannato “l’accanimento razzista” scatenato attorno ad Arday, aggiungendo che in generale eventuali accuse di plagio vanno indagate.

L’ateneo aveva avviato un’inchiesta indipendente sul professore in un clima diventato insostenibile, che lo aveva spinto alle dimissioni il 5 agosto scorso. In una vicenda tragica quanto divisiva nel Regno Unito è emblematico il fatto che a dare il via al caso sia stato l’accademico Nathan Cofnas, sostenitore del cosiddetto “realismo razziale” e già allontanato da Cambridge nel 2024 dopo accuse di razzismo.

L'articolo Veglia a Cambridge per Jason Arday, il prof suicidatosi dopo le accuse di plagio: “Ucciso dal razzismo” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Il primo responsabile della tragedia del prof Arday è il sistema distorto di valutazione delle università

Il 5 agosto scorso il Prof. Jason Arday, da tre anni professore di Sociologia dell’Educazione all’università di Cambridge in Inghilterra si è dimesso dalla sua posizione e dopo 9 giorni, il 14 agosto scorso, è stato trovato morto nella sua abitazione; è possibile, ma non certo, che si tratti di suicidio. La storia triste di questo studioso quarantenne solleva molti interrogativi e merita di essere raccontata.

L’università di Cambridge è un centro di assoluta eccellenza su scala mondiale e appare sempre nelle primissime posizioni nelle valutazioni comparative mondiali. Il prestigio di cui gode ha anche un riscontro economico perché permette all’università di esigere tasse di iscrizione di decine di migliaia di sterline dai suoi studenti. Mantenere prestigio e posizione in classifica non è facile e richiede di ottenere punteggi elevati in molti ambiti, uno tra i quali è l’inclusività.

Nel 2023 l’università assume il Prof. Jason Arday, un candidato che aveva già insegnato in altre università del regno, preferendolo a candidati più anziani e in possesso di titoli scientifici più prestigiosi. Perché l’università fa questa scelta? Non lo sappiamo, ma certamente Arday consente di mettere una crocetta in molte caselle del portfolio dell’istituzione: Arday è nero, figlio di immigrati ghanesi (crocetta su inclusività rispetto alle origini etniche); riferisce una storia di autismo e dislessia (crocetta su inclusività rispetto alle disabilità); ha un discreto curriculum di ricerca e riferisce una eccellente storia di attività sportive finalizzate a raccogliere fondi di beneficenza (crocetta su eccellenza scientifica e morale); è il più giovane professore di colore mai assunto dall’ateneo. In pratica Arday rappresenta la prova provata delle politiche di inclusione dell’università di Cambridge.

Dopo appena tre anni un altro professore, Nathan Cofnas, già licenziato dall’università di Cambridge per le sue idee discriminatorie (si definisce “race realist”) e attualmente in ruolo presso l’università di Gent in Belgio, si mette a studiare i titoli accademici di Arday e lo accusa di aver plagiato la tesi di dottorato e anche alcuni articoli.

La stampa britannica riprende e amplifica le accuse di Cofnas con un notevole accanimento (in due mesi appaiono sui giornali oltre 200 articoli su Arday). Inizialmente Arday prova a difendersi rivolgendosi ad uno studio legale prestigioso; poi cede, si dimette e meno di dieci giorni dopo muore.

A questo punto è superfluo chiedersi se le accuse rivolte ad Arday siano vere o false (l’università di Liverpool, nella quale Arday aveva conseguito il dottorato, ha negato che la tesi fosse plagiata): Arday è la vittima di uno scontro tra ideologie e poteri che si trovano ben al di sopra di lui.

Il primo responsabile della tragedia di Arday è il sistema distorto di valutazione delle università, intorno al quale ruotano interessi economici molto grandi. L’università di Cambridge, stretta all’interno del sistema e vittima del suo stesso prestigio, è responsabile di aver assunto Arday e di averne fatto una bandiera senza rendersi conto della sua fragilità e dell’implausibilità di molte parti del suo curriculum.

Gli accusatori di Arday erano a loro volta parte, consapevole o inconsapevole, di un pregiudizio nei confronti di uno straniero nero che aveva raggiunto un ruolo di assoluto prestigio in una istituzione blasonata; più ancora avversavano le politiche di inclusione, responsabili – secondo loro – di abbassare ogni standard valutativo di fronte al membro del gruppo discriminato.

Arday, infine, è stato vittima di se stesso, di una fragilità psico-emotiva che lo ha spinto a gonfiare in misura ridicola il suo curriculum, anche in relazione ad eventi sportivi non inerenti alla posizione per la quale concorreva, e che si sono rivelati in gran parte falsi. Poteva succedere in Italia?

Il nostro sistema è relativamente protetto da questi rischi, in primo luogo grazie al fatto che la normativa concorsuale e di finanziamento dei nostri atenei non ci costringe a inseguire l’eccellenza ad ogni costo, un mito pericoloso e fuorviante: possiamo lamentarci di altri difetti del nostro sistema, ma se non altro non ammazza nessuno.

L'articolo Il primo responsabile della tragedia del prof Arday è il sistema distorto di valutazione delle università proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Connettere Matrix e Telegram. Guida passo-passo

Tu scrivi “A che ora ci vediamo?” su Riot. Il messaggio arriva su Telegram, dove l’altra persona scrive “Facciamo per le cinque?” e la risposta la leggi tranquillamente stando sempre su Riot. Non male, vero? Ed é ancora più interessante sapendo che potenzialmente si può far la stessa cosa con TUTTE le piattaforme di chat esistenti: Whatsapp, Skype, Mastodon, iMessage…

Ma intanto limitiamoci a Telegram e vediamo una guida passo-passo su come far interagire Matrix e Telegram in pochi, semplici passaggi.

 


In una serie di articoli precedenti abbiamo già illustrato:

Cos’é il protocollo Matrix
Che vantaggi ha rispetto a Whatsapp
Come iniziare ad usarlo attraverso il client Riot
Come é possibile che si riesca ad usare Matrix anche se il server é in down
Cosa sono i bridge

L’ultimo post, quello sui sui bridge, é una panoramica che illustra una caratteristica interessantissima di Matrix, ovvero la sua capacità di connettere e far dialogare piattaforme di comunicazione diverse. In pratica con Matrix é possibile creare una stanza (un gruppo di discussione in chat) in cui far interagire utenti che usano Matrix con utenti che usano Whatsapp, utenti che usano Telegram, utenti che usano iMessage, IRC, XMPP, Slack, Discord, Facebook o quant’altro, tutti nella stessa chat. Per fare questo Matrix utilizza dei “programmi aggiuntivi” chiamati appunto bridge.

In sostanza: Matrix é il sistema base, i bridge sono dei componenti aggiuntivi ognuno dei quali permette a Matrix di interagire con una piattaforma di comunicazione diversa (ci sono bridge per Whatsapp, Mastodon, Telegram, ecc.).

In realtà questi bridge sono ancora in via di sviluppo e non sono del tutto pronti per un uso da parte dall’utente comune. In particolare, attualmente, uno dei più grossi scogli é che nella maggioranza dei casi i bridge vanno installati su un proprio server Matrix personale e quindi se non si possiede un server proprio non si ha modo di adoperarli.

Alcuni però si possono già utilizzare.

La maggior parte dei server Matrix di solito offre già alcuni bridge: quello per Slack, (un social molto utilizzato fuori dall’Italia, perlopiù in ambito lavorativo) Discord (social utilizzato soprattutto tra i gamers) e per alcuni dei principali server IRC (sistema di comunicazione nato nel 1988 ed ancora utilizzatissimo soprattutto tra programmatori e hacker).

Ma esiste anche t2bot.io, un server che offre alcuni strumenti aggiuntivi per Matrix tra cui, soprattutto, un bridge Telegram.

Questo bridge Telegram é una versione semplificata del bridge Mautrix, che non é l’unico bridge per Telegram ma é quello attualmente più utilizzato (ricordiamo ancora che i bridge sono ancora in via di sviluppo, per cui é normale che possano esistere più bridge che fanno le stesse cose).

Poiché t2bot.io offre una versione semplificata del bridge, alcune sue funzioni, come vedremo, sono limitate ma per la parte che ci interessa fa il suo dovere!

Le istruzioni su come usare il bridge erano già state illustrate nel precedente post sul bridging ma qui vogliamo andare un po più in dettaglio con una vera e propria guida passo-passo.

 

ISTRUZIONI PASSO-PASSO

L’idea é quella di creare un gruppo Telegram ed una stanza Matrix e metterli in comunicazione fra loro. La procedura che segue può essere effettuata anche con gruppi/stanze già esistenti (il gruppo Telegram “Passeggiate in campagna” e la stanza Matrix “Fotografia all’aria aperta” possono così diventare un’unica grande chat anche se poi, dargli lo stesso nome, sicuramente aiuterebbe a rendere il tutto più chiaro). L’operazione che stiamo facendo in inglese si chiama bridging e la connessione che si stabilisce tra le due piattaforme é chiamata portal.

 

 

SU TELEGRAM

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1) Dalla schermata principale premiamo l’icona in alto a destra per creare una nuova conversazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2) Selezioniamo New Group (nuovo gruppo)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3) Invitiamo nel gruppo l’utente @matrix_t2bot Si tratta di un bot (un programma che agisce come fosse un utente Telegram) che si occuperà di tutte le operazioni di bridging. Una volta che Telegram l’ha trovato, selezioniamolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4) Proseguiamo cliccando su Next (Potremo aggiungere i nostri contatti in seguito)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5) Diamo un nome al gruppo e confermiamo premendo Create

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6) A questo punto il gruppo Telegram é creato e tra i suoi membri c’é il bot @matrix_t2bot!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7)Scriviamo /id nella chat e premiamo invio. Si tratta di un comando per il bot in cui gli chiediamo qual’é il codice ID (identificativo) di questo gruppo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

8) Dopo qualche secondo (a volte può volerci mezzo minuto!) il bot ci risponderà dicendo il codice ID di questo gruppo. Si tratta di un numero di nove cifre preceduto dal segno meno (“-“). Segnamoci il codice ID da qualche parte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SU RIOT

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1) Dalla schermata principale, premiamo il tasto “+” per creare una nuova conversazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2) Selezioniamo Create room (“Crea stanza”)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3) A questo punto abbiamo creato una stanza ancora priva di utenti e di un nome. Premiamo sul tasto “>” per impostarla.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4) Selezioniamo Settings

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5) Diamo un nome alla stanza (per semplicità usiamo lo stesso nome dato alla stanza Telegram) e confermiamo premendo Done

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6) Premiamo nuovamente il tasto “>” per tornare nei dettagli della stanza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7) E poi premiamo il tasto col logo di “invita utenti”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

8) Invitiamo nella stanza l’utente @telegram:t2bot.io Si tratta del bot gemello di quello invitato nel gruppo Telegram. I due bot lavoreranno in tandem per connettere le due piattaforme: sono loro che si occuperanno di trasmettere i messaggi da una piattaforma all’altra! Una volta che Matrix l’ha trovato, invitiamolo nella stanza premendo il tasto “+”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9) Matrix ci chiede una conferma. Premiamo Invite

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10) Ora che il bot é stato aggiunto alla stanza possiamo tornare alla chat vera e propria premendo il tasto “<“

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

11) Scriviamo nella chat il comando !tg bridge seguito dal codice ID del gruppo Telegram (il numero di nove cifre preceduto dal segno meno “-”  che ci eravamo segnati!) e premiamo Send. Per esempio: [    !tg bridge -123456789    ] Questo é il comando più importante: quello che dice al bot di creare il bridge.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

12) A questo punto il bot ci informa che in questa stanza non esiste ancora alcun portale con il gruppo Telegram indicato e ci chiede di dare un comando per attivarlo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

13) Scriviamo nella chat il comando !tg continue e premiamo Send

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

14) Dopo qualche secondo il bot ci informa che il bridging é completo e che la sincronizzazione delle chat comincerà a momenti. Ancora qualche secondo (può volerci un minuto) ed appaiono le notifiche di iscrizione: il bot ha aggiunto alla stanza Matrix gli utenti del gruppo Telegram!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

15) FATTA!

 

TELEGRAM & MATRIX

 

A questo punto tutto ciò che vien scritto nel gruppo Telegram appare nella stanza Matrix e viceversa. La consegna dei messaggi può forse impiegare qualche secondo ma funziona a dovere. Possiamo quindi fare alcune osservazioni:

 

IL BOT SU TELEGRAM E’ -TUTTI GLI UTENTI MATRIX-

Telegram vuole avere solo utenti registrati con numero di telefono ma gli utenti Matrix non sono registrati su Telegram. Quel che succede é che Telegram non vede i singoli utenti Matrix ma solo il bot @matrix_t2bot.io. In pratica, se in una stanza/gruppo ci fossero quattrocento utenti Matrix e cinque utenti Telegram, guardando l’elenco utenti su Telegram ne vedremmo solo sei: i cinque utenti Telegram più il bot, che fa da portavoce per tutti gli utenti Matrix.

Su Telegram dunque non vedremo gli utenti Matrix chiamati Giulia, Filippo, Roberta. Al posto loro vedremo solo l’utente “Matrix Telegram Bridge” che in pratica posta messaggi del tipo “Giulia ha detto…”, “Filippo ha detto…”.

Difatti quando il bot pubblica un messaggio, prima del testo c’é il nome dell’utente Matrix che l’ha scritto.

Al contrario, Matrix non ha problemi sulle registrazioni e quindi crea per ogni utente Telegram un utente “gemello” su Matrix. Restando all’esempio appena fatto, guardando l’elenco utenti su Matrix ne vedremmo tutti e 407: i quattrocento utenti Matrix, i cinque utenti Telegram ed i due bot. Su Matrix, insomma, la gestione degli utenti é decisamente più “pulita”.

 

CHAT NON SICURA

la comunicazione tramite bridge, al momento, non permette la crittografia del testo inviato e ricevuto e pertanto i messaggi vengono trasmessi in chiaro.

 

STICKER ED EFFETTI SPECIALI

Telegram può inviare sticker a Matrix ma questi non sono visualizzabili dalla versione per smartphone di Riot (nella versione desktop invece si vedono). Al contrario, Riot non può proprio mandare sticker verso Telegram.

 

LOGIN

La procedura che abbiamo eseguito passo-passo ha permesso di creare un portale tra una stanza Matrix ed un gruppo Telegram. Tuttavia il bridge utilizzato, Mautrix, permetterebbe anche di sincronizzare un singolo account Matrix con un singoloaccount Telegram. Questo significa che se un utente Matrix avesse anche un vero e proprio account Telegram (ossia registrato con numero di telefono), grazie al bot tutto ciò che scrivesse su Matrix col suo account Matrix, apparirebbe su Telegram come scritto dal suo account Telegram. In sostanza gli utenti Telegram potrebbero interagire con lui senza mai sapere che in realtà sta scrivendo da Matrix.  In realtà questa funzione é solo parzialmente disponibile nella versione del bridge Mautrix presente su t2bot.io (che, come detto, é una versione semplificata). La procedura di login é possibile ed ha alcuni vantaggi (una volta fatto il login, se si crea un nuovo gruppo su Telegram, il bot ne crea in automatico il gruppo gemello su Matrix; i gruppi a cui ci si unisce su Telegram, appaiono immediatamente anche su Matrix) ma al momento non ci pare funzionare benissimo e quindi lo tratteremo in un post successivo.

 

NOTIFICHE DI LETTURA

Il bridge non trasmette notifiche di lettura tra le due piattaforme. Gli utenti Telegram vedranno le notifiche di lettura degli altri utenti Telegram e gi utenti Matrix vedranno le notifiche di lettura degli altri utenti Matrix.

NOME UTENTE E FOTO PROFILO

Su Matrix l’utente Telegram appare col suo nome utente e con la sua foto profilo. Se su Telegram questi cambiano, cambieranno anche su Matrix (anche se a volte può metterci diversi minuti a ricevere la modifica). Al contrario Telegram vede solo il bot e riporta solo l’account di chi scrive senza mai mostrare la foto profilo.

 

INVIO FOTO, VIDEO, PDF

Per l’invio di foto e video non c’é alcun problema in entrambe le direzioni. I messaggi vocali di Telegram vengono inviati a Matrix ma la versione per smartphone di Riot non é in grado di ascoltarli (la versione per Desktop invece non ha problemi): nella chat di Riot appare un file audio e cliccandoci verrà chiesto con che applicazione aprirla. Un qualsiasi lettore audio, ad esempio VLC, riprodurrà il file senza problemi. Anche per i pdf e file di testo di diversi formati (txt, rtf) non c’é nessun problema.

Un elemento di confusione é dato dal fatto che quando un utente Matrix posta un file, il bot lo su Telegram lo trasmette ma senza dire quale utente Matrix l’abbia postato!

 

CHIAMATE AUDIO E VIDEO

Impossibili perché Telegram non le gestisce.

 

GEOLOCALIZZAZIONE

Telegram può inviare la propria posizione geolocalizzata a Matrix ma questa non la riconoscerà perché Matrix non gestisce dati di geolocalizzazione e quindi mostrerà un messaggio di “invalid attachment” (allegato non valido). Per poter trasmettere dati GPS il modo corretto é possibile utilizzare una applicazione apposita, ad esempio un’app di OpenStreetMaps, e da questa inviare attraverso l’applicazione di comunicazione (sia esso Riot o Telegram) le sole e semplici coordinate GPS in formato testuale.

 

GRUPPI, CANALI ECC.

Il bridge funziona con i gruppi Telegram ma non sui canali né con le “Chat segrete”. In teoria il bot può essere aggiunto a qualsiasi gruppo ma a patto che si abbia il permesso di invitare nuovi membri e bot. In sostanza: se volessimo portare su Matrix dei gruppi Telegram pubblici di cui siamo semplici membri, dovremmo chiedere ai loro admin se vogliono aggiungere i bot e fare il bridging.

 

UN MILIONE DI BRIDGE!!!

Una stanza Matrix può essere sincronizzata con un solo gruppo Telegram. Tuttavia nulla vieta di aggiungere alla stanza altri bridge che la colleghino a piattaforme diverse (beninteso che, come ricordato all’inizio, questa cosa al momento la si può fare solo se si possiede un proprio server Matrix). Oltre al bridge per Telegram si potrebbe aggiungere alla stanza un bridge per Whatsapp, uno per IRC, uno per XMPP ecc. Il risultato é che non solo l’utente Matrix sarebbe in contatto con gli utenti di tutte le altre piattaforme, ma anche gli utenti delle altre piattaforme potranno comunicare fra loro grazie al bridge di Matrix!

Matrix dunque si trova nella situazione di poter fungere da anello di congiunzione ed asse portante fra tutte le piattaforme di comunicazione esistenti: se Luca é su Whatsapp ma Sara é su Telegram, i due ovviamente non possono comunicare tra di loro, ma se un terzo utente li collega entrambi tramite bridging, ecco che anche un utente Whatsapp può comunicare con un utente Telegram!

Lo scenario che si prospetta in una stanza Matrix con diversi bridge attivi é una cosa di questo tipo:

Appare forse adesso più chiaro il modo in cui il protocollo Matrix si prefigge di avere un ruolo assolutamente centrale nel panorama della comunicazione digitale: una sorta di passepartout, un adattatore universale, un centro di smistamento… Insomma: una rete universale che si pone al centro di tutte le altre reti, mettendole in comunicazione fra loro!

Per maggiori informazioni sul bridge Telegram é possibile contattare direttamente l’admin di t2bot.io nella stanza Matrix #help:t2bot.io

 

 

Grazie ad Anna, Anxma, Leodurruti e Maupao per l’aiuto nel testare bridge, stanze ecc.

 

 

 

 

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