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Mascotte per gli agenti AI: un volto tenero dietro un potere crescente

Meta e OpenAI affidano a personaggi teneri il compito di rendere più familiari gli agenti capaci di gestire posta, agenda e pagamenti. La strategia cerca di superare la diffidenza degli utenti, ma apre interrogativi su dati, minori e controlli effettivi

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Dalla fabbrica connessa all’AI, il percorso di innovazione delle PMI umbre

L'intelligenza artificiale in Umbria entra nella fase delle applicazioni concrete. L'esperienza maturata dalle PMI con Industria 4.0 mostra che tecnologia, processi, competenze e reti territoriali devono avanzare insieme perché l'innovazione produca valore

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API key rubate dall'AI per attacchi autonomi dei cybercriminali

API key rubate dall'AI per attacchi autonomi dei cybercriminali

Le API key di accesso ai modelli di AI rubate stanno diventando un obiettivo primario per i cybercriminali. Secondo una ricerca di Bitsight, tra febbraio e agosto 2026 i forum underground hanno registrato un aumento del 67% di discussioni su agenti AI, tecniche di prompt injection indiretti e protocolli come il Model Context Protocol (MCP).

Ma quali rischi comporta questa tendenza e come possiamo proteggere i nostri sistemi?

Uno strumento che trasforma le API key rubate dall'AI in minacce automatizzate

In alcuni forum riservati viene offerto Monst3r-AI, un tool di penetration testing che opera in modo completamente autonomo. Gli attaccanti inseriscono API key rubate dall'AI in un pannello di controllo, impostano un budget massimo e indirizzano lo strumento verso i target prescelti. Il vantaggio per i criminali? Tutti i costi di calcolo ricadono sulla vittima, bypassando i controlli di sicurezza di provider come OpenAI, Anthropic e Google.

Il venditore dichiara di aver ottenuto 1.072 risultati su 199 host scansionati, ma Bitsight non può confermare questi dati. Tuttavia, anche una minima parte di queste informazioni potrebbe essere sufficiente per rendere il tool estremamente pericoloso. Gli esperti prevedono che le API key rubate tramite AI verranno sfruttate sempre più spesso per alimentare scanner simili, trasformando le vittime ignare in "bancomat" involontari.

Jailbreak e modelli open sono le nuove frontiere del cybercrimine

Le discussioni sui jailbreak, tecniche per bypassare i limiti di sicurezza dei modelli di intelligenza artificiale, restano le più popolari sui forum underground con un aumento del 75% nel periodo analizzato. Tuttavia, la tendenza emergente riguarda i modelli open-weights come Glm e DeepSeek, sempre più richiesti per la loro flessibilità.

Su board cinesi e russe, gli attaccanti più esperti stanno già valutando i modelli in base alla loro "docilità" verso richieste pericolose. Alcuni arrivano a rimuovere manualmente i comportamenti di sicurezza, una pratica nota come abliteration. L’accesso a questi strumenti è poi reso ancora più economico: un rivenditore come CloseRouter offre modelli sia open che commerciali a circa 10 centesimi per milione di token, contro oltre 1 dollaro dei servizi ufficiali.

Tendenze in crescita e in calo di AI e ransomware

Analizzando il vocabolario dei forum criminali, Bitsight ha rilevato una crescita del 45% nelle discussioni sull’intelligenza artificiale, mentre i riferimenti a ransomware sono crollati del 49% e quelli a phishing dell’8,5%. Questo cambiamento potrebbe essere in parte attribuibile alle azioni di contrasto come i takedown, ma suggerisce anche uno spostamento di attenzione verso nuove minacce.

Anche i chatbot criminali come WormGpt e FraudGpt hanno registrato un calo dell’8,7%, probabilmente a causa di incidenti come la violazione di WormGpt all’inizio del 2026, che ha esposto i dati sensibili di circa 19.000 utenti. Tuttavia, la minaccia non è scomparsa: sta evolvendo verso strumenti più sofisticati e difficili da tracciare.

Come proteggersi dalle API key rubate dall'AI

La priorità è trattare le API key dell'AI rubate con la stessa attenzione riservata a una credenziale Aws violata. Monitorare e revocare tempestivamente le chiavi compromesse può prevenire danni incalcolabili. La difesa, tuttavia, non si ferma qui.

Ecco le azioni concrete da intraprendere oggi:

1. Verifica l’origine di ogni server MPC e plugin di IA: Non fidarti ciecamente dei plugin scaricati da repository pubblici. Ogni strumento deve essere sottoposto a una revisione manuale approfondita e, se possibile, testato in un ambiente isolato. La sicurezza non può essere delegata alla fiducia verso comunità open source o marketplace di terze parti.

2. Blocca l’accesso degli agenti locali a directory sensibili: Gli agenti AI che operano in locale rappresentano un rischio elevato se hanno accesso a file system o comandi shell senza supervisione umana. Imposta politiche di blocco automatico per le directory critiche e limita l’esecuzione di comandi pericolosi a operazioni approvate manualmente.

3. Monitora i login per eventuali API key rubate dall'AI: Gli agenti AI che guidano browser headless operano con una cadenza distinta rispetto agli utenti umani. Tenere sotto controllo i tassi di accesso su Notion, Slack e GitHub può aiutare a identificare attività sospette prima che causino danni. Strumenti di anomaly detection basati su comportamenti anomali sono ormai essenziali.

I prossimi passi per proteggerti

La minaccia delle API key di AI rubate non è più un rischio teorico: è una realtà che sta già colpendo aziende e professionisti. La chiave per proteggersi è agire proattivamente, monitorando costantemente, aggiornando i sistemi e formando i team su queste nuove sfide.

Il futuro della sicurezza informatica passa inevitabilmente dall’AI, ma spetta a noi decidere se sarà un’arma o uno scudo.

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Vulnerabilità Bricksforge WordPress e come proteggere il tuo sito

Vulnerabilità Bricksforge WordPress e come proteggere il tuo sito

Una vulnerabilità critica in Bricksforge per WordPress sta esponendo migliaia di siti a un rischio elevatissimo: l'esecuzione di codice da remoto (RCE). Questa falla di sicurezza, identificata come CVE-2024-25137, ha ricevuto il massimo punteggio di gravità, un CVSS di 10.0.

Cosa significa? Un malintenzionato potrebbe prendere il controllo completo del tuo sito web senza nemmeno doversi autenticare.

Vediamo insieme di cosa si tratta e, soprattutto, come puoi difenderti.

Cos'è Bricksforge in WordPress e perché questa vulnerabilità è così pericolosa?

Bricksforge è un popolare add-on per Bricks Builder, uno strumento molto amato per la creazione di siti WordPress. Aggiunge funzionalità avanzate come form complessi, animazioni e gestione di dati dinamici. Il cuore del problema risiede proprio nella gestione del processo di upload dei file tramite i suoi moduli di contatto. La pericolosità di questa falla è estrema.

Un utente non autenticato può sfruttarla per caricare un file PHP malevolo sul tuo server e poi eseguirlo. Da quel momento, le possibilità per l'attaccante sono infinite:

  • Installare una web shell per avere accesso persistente al sito.
  • Modificare i contenuti delle tue pagine o rubare dati sensibili.
  • Reindirizzare i tuoi visitatori verso siti di phishing o malware.
  • Utilizzare il tuo server per lanciare altri attacchi.

In parole semplici, è come lasciare la porta di casa non solo aperta, ma con un invito scritto per i ladri.

Come funziona l'attacco in dettaglio

Per capire come proteggersi, è utile comprendere il meccanismo dell'attacco e conoscere gli attacchi simili avvenuti in passato. Gli hacker hanno scoperto un modo per aggirare i controlli di sicurezza del plugin.

Il processo di upload ingannato

L'attacco si svolge in due fasi. Inizialmente, l'hacker carica un file che si presenta come un'immagine innocua, ad esempio un file .gif. Il plugin esegue un primo controllo sul tipo di file (MIME type) e, riconoscendolo come immagine, lo accetta e lo salva in una cartella temporanea.

Il problema sorge nella seconda fase. L'hacker invia una richiesta di sottomissione del modulo creata ad hoc. In questa richiesta, specifica il percorso del file "immagine" appena caricato, ma indica una destinazione finale con estensione .php. Il plugin, fidandosi delle informazioni fornite, sposta il contenuto del file (che include codice PHP malevolo) nella nuova posizione con la nuova estensione. A questo punto, all'hacker basta visitare l'URL del file per eseguire il codice e compromettere il sito.

L'automazione degli attacchi

Le analisi dei ricercatori di sicurezza, come Patchstack, mostrano che questi tentativi di attacco sono altamente automatizzati. Sono stati registrati exploit provenienti da decine di indirizzi IP diversi, spesso a pochi secondi di distanza l'uno dall'altro. Questo indica una campagna diffusa che mira a colpire il maggior numero possibile di siti vulnerabili.

Stai usando Bricksforge in WordPress? Ecco come proteggerti da questa vulnerabilità

Se utilizzi Bricksforge nel tuo sito in WordPress, la tua priorità assoluta è agire immediatamente contro questa vulnerabilità. Non attendere di notare comportamenti anomali sul tuo sito, perché a quel punto potrebbe essere già troppo tardi.

Aggiornamento immediato: la prima linea di difesa

La soluzione è semplice e diretta: aggiornare il plugin. Gli sviluppatori hanno già rilasciato le patch correttive.

La falla di sicurezza riguarda tutte le versioni di Bricksforge fino alla 3.1.8.9 inclusa. Aggiorna immediatamente alla versione 3.1.8.10 o successiva.

Il team ha rilasciato anche una correzione per i Pro Forms nella versione 4.0.1. Si raccomanda l'aggiornamento anche se non usi moduli con campi di upload. Non rimandare questo passaggio. È il modo più efficace per chiudere la porta agli aggressori.

Verifica e pulizia del sito: cosa cercare

Se temi che il tuo sito sia già stato compromesso o vuoi fare un controllo di sicurezza, ecco alcuni passaggi da seguire:

  • Ispeziona i log del server: cerca richieste sospette, in particolare verso /wp-json/bricksforge/v1/form_submit.
  • Controlla le cartelle di upload: esamina attentamente la cartella /wp-content/uploads/bricksforge/tmp/ e altre directory di upload alla ricerca di file PHP inaspettati o file con nomi strani.
  • Scansiona il tuo sito: utilizza un plugin di sicurezza affidabile per eseguire una scansione completa alla ricerca di malware e file sospetti.

La vulnerabilità di Bricksforge in WordPress nel contesto globale

Questo incidente non è un caso isolato. Sottolinea ancora una volta un punto cruciale nella gestione di un sito WordPress: la gestione delle vulnerabilità.

I plugin, per quanto utili, possono diventare punti deboli se non vengono mantenuti aggiornati. Le falle di sicurezza legate all'upload di file sono comuni e pericolose perché offrono una via d'accesso diretta al server.

La lezione è chiara: mantieni sempre il core di WordPress, i temi e i plugin aggiornati all'ultima versione. La sicurezza informatica non è un'attività da fare una tantum, ma un processo continuo di vigilanza e manutenzione.

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Malware preinstallato in Android: il tuo nuovo telefono è già infetto?

Malware preinstallato in Android: il tuo nuovo telefono è già infetto?

Il rischio di un malware preinstallato in Android è una minaccia sempre più concreta e purtroppo sottovalutata. Immagina di acquistare uno smartphone nuovo, scartarlo con entusiasmo e scoprire che è già compromesso, ancora prima di installare la tua prima app. Sembra uno scenario da film, ma è esattamente ciò che accade con minacce come il recente "Midnight Mimosa". Si tratta di una scoperta allarmante che mette in discussione la sicurezza dei dispositivi fin dal loro primo avvio.

Ma come è possibile una cosa del genere? E, soprattutto, come puoi proteggerti da un nemico che si nasconde dove non penseresti mai di guardare? Scopriamolo insieme.

Cos'è "Midnight Mimosa" e come funziona?

"Midnight Mimosa" non è una semplice app malevola che scarichi per errore. È molto peggio. Si tratta di un codice dannoso inserito direttamente nel firmware del telefono, ovvero nel software di base che governa il dispositivo. Questo significa che il malware è già presente e in attesa non appena accendi lo smartphone per la prima volta.

Una volta attivo, questo tipo di software può compiere diverse azioni a tua insaputa:

  • Installare altre app indesiderate come adware o spyware.
  • Mostrare pubblicità invasive e continue.
  • Raccogliere i tuoi dati personali per inviarli a server remoti.
  • Prendere il controllo di alcune funzioni del dispositivo.

La sua natura preinstallata lo rende estremamente pericoloso, perché aggira tutte le comuni difese, inclusi i controlli di sicurezza del Google Play Store.

Il malware preinstallato in Android: dov'è la falla?

Forse ti stai chiedendo come un malware possa finire su un telefono nuovo. La risposta è tanto semplice quanto preoccupante: la compromissione avviene lungo la catena di produzione.

Per ridurre i costi, i produttori di dispositivi low-cost si affidano talvolta a fornitori terzi per il software. È in questa fase che dei malintenzionati possono inserire il codice dannoso nel firmware. Questo meccanismo rende la minaccia quasi invisibile.

Non è colpa tua: non hai cliccato su link sospetti né scaricato file strani. Il pericolo era già integrato nel dispositivo che hai acquistato in buona fede.

Come riconoscere un malware preinstallato in Android

Identificare un malware che si nasconde così in profondità è difficile, ma non impossibile. Esistono alcuni campanelli d'allarme che dovrebbero farti sospettare.

Presta attenzione se il tuo nuovo dispositivo manifesta questi comportamenti anomali:

  • Consumo anomalo della batteria: la batteria si scarica molto più velocemente del previsto senza un motivo apparente.
  • Rallentamenti improvvisi: il telefono appare lento e poco reattivo fin dai primi utilizzi.
  • App sconosciute: trovi applicazioni installate che sei sicuro di non aver mai scaricato.
  • Pubblicità invasiva: annunci pubblicitari compaiono all'improvviso, anche fuori dalle app.
  • Traffico dati inspiegabile: il consumo di dati mobili è più alto del normale, segno di comunicazioni in background.

Come difendersi da questa minaccia silenziosa

Proteggersi completamente è complesso, ma puoi adottare alcune strategie per ridurre drasticamente il rischio. La prevenzione, come sempre, è l'arma più efficace.

Scegli marchi affidabili

I grandi produttori come Samsung, Google o Xiaomi hanno controlli di sicurezza molto più rigorosi. Il rischio è più alto su dispositivi ultra-economici o di marche sconosciute, spesso acquistati da canali non ufficiali.

Affidarsi a un brand noto è il primo passo per una maggiore tranquillità.

Aggiorna sempre il sistema operativo

Non appena ricevi una notifica di aggiornamento, installala. Gli aggiornamenti di sicurezza rilasciati da Google e dai produttori contengono spesso patch che neutralizzano queste vulnerabilità. Un dispositivo non aggiornato è un dispositivo molto più esposto ai rischi.

Sicurezza contro il malware preinstallato in Android

Anche se un antivirus non può rimuovere il malware dal firmware, può bloccarne le azioni successive. Una buona app di sicurezza identifica e blocca le app dannose che il malware tenta di installare, fornendo un livello di protezione aggiuntivo che fa la differenza.

Se sospetti un'infezione, il reset di fabbrica potrebbe non bastare. La soluzione più efficace è installare una ROM pulita e ufficiale, una procedura però consigliata solo agli utenti più esperti. Per tutti gli altri, contattare l'assistenza del produttore è la scelta più saggia.

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Anthropic Claude e cyberdifesa: svolta nella sicurezza informatica

Anthropic Claude e cyberdifesa: svolta nella sicurezza informatica

Il rapporto tra Anthropic Claude e la cyberdifesa entra in una fase del tutto nuova. Anthropic ha infatti annunciato un'importante espansione del suo Cyber Verification Program, un'iniziativa che apre le porte dei suoi modelli di intelligenza artificiale più avanzati ai professionisti del settore.

Ma cosa significa per il futuro della lotta contro le minacce digitali? È un passo coraggioso per potenziare chi ci difende, gestendo al contempo il rischio che questi stessi strumenti possano essere usati in modo malevolo.

Il dilemma è noto: gli strumenti di IA che aiutano un difensore a trovare una falla di sicurezza sono spesso gli stessi che potrebbero aiutare un aggressore a sfruttarla. La soluzione di Anthropic è un programma di accesso verificato, che offre ai professionisti modelli come Claude 3 Opus e Claude 3.5 Sonnet con meno restrizioni, in base al loro ruolo e alle loro autorizzazioni. Scopriamo insieme come funziona.

Cos'è il Cyber Verification Program di Anthropic?

Pensa a questo programma come a una chiave speciale. Mentre i modelli Claude accessibili al pubblico mantengono rigide barriere per prevenire abusi, il Cyber Verification Program (CVP) fornisce una "chiave" a team e ricercatori verificati. Questa chiave sblocca capacità avanzate, consentendo loro di usare l'IA per compiti di sicurezza offensiva e difensiva in modo controllato.

L'obiettivo è semplice ma ambizioso: dare ai "buoni" gli strumenti migliori per anticipare, individuare e neutralizzare le minacce. Il programma unifica iniziative precedenti, come il Progetto Glasswing, creando un percorso di accesso strutturato e basato su permessi specifici.

In altre parole, non tutti avranno lo stesso livello di accesso, che dipende dal tipo di lavoro svolto tramite un sistema a tre livelli progettato per bilanciare potenzialità e sicurezza.

Test simili sono giù stati messi in atto, come utilizzare Claude Opus 5 per trovare falle in OpenAI, e correggerle.

I tre livelli di accesso a Claude di Anthropic per la cyberdifesa

Anthropic ha definito tre "tier" di accesso, ognuno con permessi e controlli specifici. Questa suddivisione è fondamentale per garantire che la potenza dell'IA sia usata in modo responsabile.

1. Defense access (accesso difensivo)

È il livello base, pensato per chi lavora in prima linea nella difesa digitale. Include team di sicurezza aziendali, centri operativi di sicurezza (SOC), analisti di malware, università ed enti governativi.

Le attività permesse sono strettamente difensive: analisi di vulnerabilità, incident response e reverse engineering.

Anche i ricercatori indipendenti con una comprovata storia di segnalazioni possono qualificarsi, rendendo lo strumento ampiamente accessibile a chi protegge le infrastrutture.

2. Red team access (accesso per red team)

Questo livello è destinato a chi simula gli attacchi per testare le difese, i cosiddetti red team. Include team interni, agenzie governative e società di penetration testing.

Oltre alle capacità difensive, permette di condurre test di penetrazione autorizzati. Tuttavia, restano attivi dei controlli per bloccare azioni estremamente pericolose, come l'implementazione di ransomware o attacchi a sistemi fisici critici.

3. Specialized access (accesso specializzato)

Siamo al vertice della piramide. Questo livello, con le minori restrizioni possibili, è riservato a un gruppo ristretto di organizzazioni autorizzate a testare le infrastrutture più critiche. Parliamo di reti elettriche, sistemi di controllo del traffico aereo e reti di telecomunicazioni.

L'approvazione per questo livello è molto rigorosa e viene gestita in collaborazione con il governo statunitense.

I risultati dei primi test di cyberdifesa con Claude di Anthropic

Ma funziona davvero? Anthropic ha messo alla prova il suo modello Claude 3.5 Sonnet con CyScenarioBench, un benchmark che misura la capacità di eseguire operazioni cyber complesse.

I risultati sono stati eloquenti:

  • Accesso pubblico: ogni tentativo di operazione malevola è stato bloccato al primo prompt.
  • Defense access: il 92% dei tentativi è stato bloccato, mentre una piccola parte è andata a buon fine.
  • Red team access: nessun blocco iniziale, con un tasso di successo del 68% nelle operazioni, quasi identico a quello del modello senza barriere di sicurezza.

Questi dati, sebbene interni, dimostrano l'efficacia del sistema a livelli. Inoltre, i partner del programma hanno già identificato oltre 129.000 vulnerabilità verificate tra aprile e luglio 2026, un dato che testimonia il potenziale di questa tecnologia per la sicurezza proattiva.

Una nuova era con Anthropic Claude nella cyberdifesa?

L'iniziativa di Anthropic segna un passo deciso verso l'integrazione dell'IA avanzata nelle operazioni di cyberdifesa. Fornendo un accesso controllato e stratificato, l'azienda cerca di risolvere il dilemma del doppio uso, potenziando i difensori senza armare gli avversari. Le organizzazioni possono richiedere l'accesso tramite la piattaforma Claude, Google Cloud Vertex AI e Microsoft Foundry.

La strada è ancora lunga, ma questo approccio pragmatico e basato sulla fiducia potrebbe diventare un modello per l'intero settore.

Stiamo forse assistendo alla nascita di una nuova generazione di difese, dove l'IA non è solo uno strumento, ma un vero e proprio alleato strategico? Solo il tempo potrà dirlo.

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