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InsideAsia – C’è anche la Cina… ai Mondiali di calcio

Carissime lettrici, cari lettori,

ecco a voi una nuova puntata di InsideAsia, la newsletter settimanale di InsideOver dedicata alle notizie asiatiche più importanti e curiose. Io sono Federico Giuliani e, come ogni mercoledì, a partire dalle ore 7 del mattino vi invierò una mail con tutto quello che vi serve per capire cosa è successo, o cosa sta succedendo, in Estremo Oriente. Siete pronti? Iniziamo.

La puntata di questa settimana parla della sorprendente presenza della Cina ai Mondiali di calcio in fase di svolgimento negli Stati Uniti, in Canada e in Messico: pur assente sul campo, Pechino è protagonista dietro le quinte grazie ai suoi sponsor, a un arbitro e persino alla produzione del pallone ufficiale del torneo.

Dedichiamo poi spazio alla visita in Italia del presidente sudcoreano Lee Jae Myung e al rafforzamento delle relazioni tra Roma e Seoul; all’ondata di caldo estremo che sta colpendo l’Asia Meridionale, con India e Pakistan tra i Paesi più colpiti; e alle nuove misure adottate dagli Stati Uniti contro le Big Tech cinesi, ultimo capitolo della competizione tecnologica tra Washington e Pechino.

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La situazione in medio oriente dopo l’accordo Usa-Iran

Sono due i veri punti su cui i riflettori sono stati puntati: lo Stretto di Hormuz da un lato e il fronte libanese dall’altro. Il primo è quello che interessa maggiormente gli Stati Uniti. Il presidente Usa Donald Trump, consapevole dei rischi di portare ancora avanti una guerra contro Teheran, preme per la riapertura dello Stretto al fine di alleviare il peso del prezzo del petrolio in vista delle elezioni di medio termine. L’Iran invece, dal canto suo, vuole portare a casa il massimo dalle trattative sul nucleare e farà leva proprio su Hormuz.

⚡️BREAKING: The Strait of Hormuz will be open to free passage for 60 days, after which Iran will begin charging a “Service Fee” — Fars News

Source told Fars:

"In the final moments of the negotiations, the text of the agreement was changed, and the United States recognized the… pic.twitter.com/vD83Pvq7Fa

— Iran Observer (@IranObserver0) June 15, 2026

Il termometro della situazione passerà tuttavia dal Libano. L’accordo parla chiaro: la riuscita dell’intesa tra Washington e Teheran è subordinata anche al mantenimento del cessate il fuoco in territorio libanese. Vuol dire quindi che Israele deve accettare di non sparare più colpi nel sud del Libano e a Beirut contro Hezbollah, con gli Usa garanti di tale tregua. Tel Aviv non sembra però molto d’accordo. Il premier Netanyahu sta subendo molte pressioni in tal senso dal governo e dall’opposizione, ma per il momento non può far altro che evitare nuove tensioni con l’unico alleato regionale rimasto. Probabilmente, la situazione tornerà a farsi più calda nei giorni in cui, come da accordo, Israele dovrebbe ritirarsi dalle postazioni occupate nel sud del Libano.

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