Stellantis, Landini al Fatto: “Il governo usa Tavares come capro espiatorio. Ma Agnelli-Elkann anche ora non investono in Italia”
“Questo è il governo della propaganda, non dei fatti. Era evidente a tutti quello che rischiava di succedere, quindi hanno costruito un capro espiatorio”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha spiegato a Ilfattoquotidiano.it la giravolta del governo Meloni nei confronti di Stellantis dal giorno in cui, nel novembre 2024, è stato allontanato l’ex amministratore delegato Carlos Tavares.
Fino a quel momento, il ministro delle Imprese Adolfo Urso aveva fortemente criticato l’impegno del gruppo guidato dalle famiglie Agnelli ed Elkann nel nostro Paese. Dopo, con l’arrivo di Antonio Filosa, l’atteggiamento è totalmente cambiato e il mirino per i mancati investimenti è stato puntato contro le regole europee sull’auto.
“In realtà – ha aggiunto Landini prima della celebrazione per i 125 anni della Fiom – anche dopo Tavares, la famiglia ha scelto di tagliare e non investire in Italia. Siamo di fronte a un governo che non si sta assumendo la responsabilità dello sviluppo industriale del nostro Paese, che non si realizza senza investimenti pubblici e privati. Chi rischia di pagare il prezzo sono le lavoratrici e i lavoratori. Noi lo accetteremo”.
L'articolo Stellantis, Landini al Fatto: “Il governo usa Tavares come capro espiatorio. Ma Agnelli-Elkann anche ora non investono in Italia” proviene da Il Fatto Quotidiano.