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In difesa dei modenesi: il Partito Comunista contro autovelox e politiche del PD

La tortura sociale praticata dal Partito Democratico sulla pelle dei modenesi non cessa.

Nuovi autovelox fissi verranno installati sulla tangenziale di Modena, su cui vige il limite di velocità pari a 70 km/h.

Dopo aver costruito piste ciclabili tanto per costruirle, che hanno avuto il solo risultato di aver ostacolato il flusso veicolare con rischiosi salvagenti (Via Nonantolana), ridotto i parcheggi in diverse vie della città e imposto assurdi limiti a 30 km/h, una nuova tegola sulla testa del cittadino, ovvero l’introduzione di ulteriori strumenti punitivi nei confronti degli automobilisti e autotrasportatori.

La nuova misura coercitiva viene giustificata con la solita retorica sulla sicurezza stradale, ma l’obiettivo è ben altro.

Oltre a sottrarre denaro dai conti correnti dei modenesi che utilizzano la tangenziale per recarsi sui luoghi di lavoro, l’introduzione massiva di dispositivi di controllo serve a indurre le persone al disuso del veicolo, considerato obsoleto e inquinante dalla classe dominante, la quale segue pedissequamente l’Agenda 2030, imponendo alla popolazione misure draconiane, ma salvaguardando per se stessa i profitti derivanti dall’incenerimento dei rifiuti.

Tutto ciò segue la logica dell’accumulazione capitalista, seppur mascherato da buoni propositi e bandiere arcobaleno.

Diversamente non si comprenderebbe – ad esempio – il motivo per il quale ad oggi non si sia completato l’anello della Tangenziale e perché i diversi enti gestori dell’infrastruttura (Comune, Provincia e ANAS) non abbiano apportato modifiche alle corsie di immissione e di uscita, necessarie per aumentare il limite di velocità ed evitare i numerosi incidenti che si verificano proprio in prossimità degli svincoli stradali.

Il Partito Comunista sostiene attivamente l’ammodernamento e il potenziamento delle infrastrutture di collegamento stradale che agevolano gli spostamenti nella provincia e nel comune di Modena, e in tal senso ritiene necessario un nuovo piano di investimenti che conduca la Tangenziale ad assolvere appieno il compito di arteria veloce, fondamentale per bypassare il traffico cittadino.

Chiede inoltre che vengano eliminati definitivamente tutti gli autovelox installati o in via di realizzazione, affinché cessi ogni strumento di vessazione nei confronti dei cittadini modenesi.

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Le auto elettriche di Xiaomi in Europa: sbarco ufficiale nel 2027

Le auto elettriche di Xiaomi in Europa: sbarco ufficiale nel 2027

Le auto elettriche di Xiaomi in Europa rappresentano una certezza che si concretizzerà a breve. La strategia del colosso cinese è ambiziosa: non competere solo sul prezzo, ma ridefinire il concetto di auto premium. L'arrivo di Xiaomi si prepara a cambiare in modo significativo il panorama automobilistico del continente.

L'invasione tech dalla Cina non è solo una questione di prezzo

Il mercato europeo ha già visto una prima ondata di costruttori cinesi, molti dei quali hanno puntato su listini aggressivi per guadagnare quote di mercato. Ora, però, lo scenario sta per cambiare con una seconda ondata, più orientata alla tecnologia e alla qualità, e Xiaomi intende esserne protagonista. Il gigante, noto per i suoi smartphone e dispositivi connessi, è entrato nel settore automobilistico solo nel 2024.

In tempo record ha già presentato modelli come la berlina SU7 e il SUV YU7, dimostrando una notevole capacità produttiva e di innovazione. Non si tratta di veicoli economici, ma di auto progettate per competere direttamente con i grandi marchi europei.

Quando vedremo le auto elettriche di Xiaomi in Europa?

La data ufficiale per l'arrivo di Xiaomi nel mercato europeo è fissata per il 2027. L'espansione seguirà un piano preciso, pensato per affrontare uno dei contesti più competitivi al mondo. L'obiettivo dichiarato dal fondatore Lei Jun è molto ambizioso: entrare nella top 5 dei marchi premium in Europa entro il 2030.

Perché proprio la Germania come primo mercato?

La scelta del primo paese non è casuale. Xiaomi inizierà la sua avventura europea dalla Germania, il cuore dell'industria automobilistica continentale. Infatti affrontare la competizione diretta con BMW, Mercedes e Porsche rappresenta il banco di prova definitivo. Superare questa sfida significherebbe ottenere una certificazione di qualità e credibilità a livello globale.

L'azienda vuole essere percepita non come un'alternativa a basso costo, ma come un nuovo punto di riferimento nel segmento premium.

Tecnologia e integrazione: l'arma segreta delle auto elettriche di Xiaomi in Europa

Il vero elemento distintivo delle auto Xiaomi risiede nel suo ecosistema integrato. La strategia "Human × Car × Home" punta a trasformare il veicolo in un'estensione del nostro mondo digitale. Il cuore di questo ecosistema è il sistema operativo HyperOS, che garantisce una comunicazione fluida tra smartphone, auto e dispositivi di domotica.

Sul fronte tecnico, l'azienda si concentra sulla guida intelligente. Modelli come il SUV YU7 sono dotati di sensori LiDAR, radar 4D e piattaforme Nvidia, tecnologie dedicate a un'assistenza alla guida di livello avanzato. La guida autonoma è considerata un fattore competitivo fondamentale per il futuro.

Le sfide e le opportunità nel mercato europeo

Il percorso delle auto elettriche di Xiaomi in Europa non sarà privo di ostacoli. Infatti l'azienda dovrà affrontare diverse sfide, tra cui:

  • I dazi sull'importazione di veicoli.
  • Le complesse normative europee sulla gestione dei dati.
  • La necessità di costruire da zero una rete di vendita e assistenza.
  • La forte lealtà dei consumatori verso i marchi automobilistici storici.

Tuttavia, Xiaomi parte da una posizione di vantaggio unica: una solida presenza commerciale in oltre cento paesi grazie al settore degli smartphone. Se riuscirà a trasferire questa fiducia e questa capillarità nel settore auto, potremmo assistere a un vero e proprio cambiamento epocale.

La seconda ondata di veicoli elettrici cinesi non si limiterà a competere sulle quote di mercato, ma potrebbe ridefinire il concetto stesso di auto del futuro.

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