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Addio Alex Fiorio: l’uomo che sfidò i grandi del rally

È morto Alex Fiorio, vicecampione WRC 1989 e protagonista dell’era Lancia Delta. Dopo le corse si era dedicato ai giovani piloti.

Alessandro “Alex” Fiorio è morto dopo una malattia che lo aveva colpito negli ultimi mesi, lasciando un vuoto profondo nel mondo dei rally italiani e internazionali. Pilota, team manager e poi riferimento per la formazione di nuove generazioni di concorrenti, Fiorio ha attraversato oltre quarant’anni di motorsport legando soprattutto il proprio nome alla stagione irripetibile della Lancia Delta nel Mondiale Rally.

La scomparsa di Fiorio chiude una storia sportiva che aveva avuto nella velocità il proprio filo conduttore fin dall’adolescenza. Prima delle automobili c’era stato infatti lo sci: a 17 anni aveva conquistato il titolo italiano nella discesa libera e nello slalom gigante con lo Ski Club Cervino, arrivando anche a superare le prove per diventare maestro.

Il passaggio alle quattro ruote avvenne all’inizio degli anni Ottanta. Dopo le prime esperienze nel Panda Ice Trophy e nel campionato dedicato alla Fiat Uno, Fiorio entrò rapidamente nel gruppo di piloti che avrebbe caratterizzato una delle fasi più importanti della storia italiana nei rally.

Fu soprattutto con la Lancia Delta e con il copilota Gigi Pirollo che costruì la parte più conosciuta della propria carriera. In un periodo nel quale Lancia dominava il Mondiale grazie a un’organizzazione tecnica e sportiva diventata un riferimento internazionale, Fiorio seppe ritagliarsi un ruolo di primo piano in una squadra popolata da piloti destinati a entrare nella storia della specialità.

Uno dei passaggi fondamentali arrivò al Rally dei 1000 Laghi, oggi Rally di Finlandia, dove al volante di una Delta del Jolly Club conquistò il titolo mondiale di Gruppo N al termine di un confronto con Tommi Mäkinen, destinato successivamente a diventare quattro volte campione del mondo WRC.

Il risultato più prestigioso nella massima serie arrivò però nel 1989, quando Fiorio concluse il Campionato del Mondo Rally al secondo posto, alle spalle di Miki Biasion. Una stagione che rappresentò il vertice della sua carriera e che lo inserì stabilmente tra i protagonisti dell’epoca d’oro del rally italiano.

Nel complesso Fiorio conquistò nove podi nel WRC, con sei secondi posti e tre terzi posti. Numeri ottenuti in un contesto tecnico particolarmente competitivo, quando le evoluzioni delle vetture, la gestione degli pneumatici e l’affidabilità meccanica potevano modificare radicalmente l’esito di una gara e il ruolo del pilota restava centrale nello sviluppo dell’auto.

Dopo il progressivo disimpegno di Lancia dai rally e una successiva esperienza con Ford, Fiorio trasferì le competenze maturate nelle competizioni verso la gestione sportiva. Nel 2000 diventò team manager dell’Honda Benetton Playlife Racing Team nella classe 125 del Motomondiale, lavorando con Masao Azuma, Mirko Giansanti e Stefano Bianco. In quella stagione arrivò anche il titolo costruttori.

Dal 2001 al 2004 passò quindi al BMW Cibiemme Team, impegnato nei campionati FIA Super Produzione e Turismo. Anche questa fase della carriera racconta la capacità di Fiorio di muoversi oltre il ruolo di pilota, portando esperienza organizzativa e conoscenza delle competizioni in categorie tecnicamente molto differenti dal rally.

Ma proprio ai rally sarebbe tornato nella parte più recente della sua vita. Dopo il trasferimento in Puglia, alla Masseria Camarda di Ceglie Messapica, Fiorio aveva trasformato la propria esperienza agonistica in un progetto rivolto ai giovani. Insieme all’ex pilota Alex Bruschetta aveva creato la Rally University, struttura nella quale aspiranti piloti potevano apprendere tecniche di guida, impostazione delle traiettorie e gestione della vettura in un ambiente dedicato alla formazione.

Dallo stesso contesto è nata anche la Fiorio Cup, competizione arrivata alla quinta edizione e capace di attirare alcuni dei nomi più importanti del rally contemporaneo. Nell’albo d’oro figurano i tre successi del pluricampione italiano Andrea Crugnola, quello di Andrea Mabellini e, nel 2024, la vittoria di Kalle Rovanperä, campione del mondo rally nel 2022 e nel 2023.

È forse proprio questa la parte più significativa dell’eredità lasciata da Fiorio. Dopo aver vissuto in prima persona una delle epoche più importanti del motorsport italiano, aveva scelto di trasformare quell’esperienza in formazione e confronto tra generazioni. Non soltanto memoria della Lancia Delta e dei grandi rally del passato, dunque, ma continuità con il presente attraverso piloti che oggi competono ai vertici nazionali e internazionali.

Alex Fiorio lascia la moglie Oxana, le figlie Mariapaola e Francesca, i genitori Cesare e Francesca, il fratello Cristiano, la sorella Giorgia e gli altri familiari. Con lui scompare uno dei protagonisti di una generazione che ha contribuito a rendere il rally italiano un riferimento mondiale, prima al volante e poi dall’altra parte del muretto, nella gestione e nella formazione sportiva.

Addio Alex Fiorio: l’uomo che sfidò i grandi del rally
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Addio Alex Fiorio: l’uomo che sfidò i grandi del rally

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La prima Ferrari completamente elettrica venduta a un’asta di beneficenza per 40 milioni di dollari: è record

Il primo veicolo completamente elettrico di Ferrari ha è stato venduto per 40 milioni di dollari, diventando l’auto nuova più costosa mai venduta all’asta. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando una nota della casa automobilistica. L’asta di beneficenza di Sotheby’s si è tenuta questo weekend durante la Monterey Car Week in California. Il modello “realizzato su misura” della Luce ha infranto il record stabilito lo scorso anno, quando una una Ferrari Daytona SP3 personalizzata fu venduta per 26 milioni di dollari.

L’acquirente di entrambe le auto è il miliardario repubblicano Herbert Wertheim, che negli Stati Uniti è conosciuto come “Dr. Herbie”. Parte della sua fortuna deriva dalle sue invenzioni, come quella brevettata a fine anni Sessanta: delle tinte che assorbono la luce ultravioletta per le lenti oftalmiche in plastica, una scoperta che ha contribuito alla diffusione di occhiali con lenti a protezione UV e ha successivamente portato alla fondazione dell’azienda Brain Power Incorporated nel 1970.

Il veicolo segna una rottura con la tradizione Ferrari delle auto sportive con motore a combustione. Quando a maggio Ferrari aveva svelato la Luce, con un prezzo di 550.000 euro (636.356 dollari), aveva sollevato, oltre ad un’ondata di critiche, anche un calo del prezzo delle azioni della società, che hanno poi recuperato terreno lo scorso mese dopo che il gruppo ha alzato le previsioni sull’intero anno, ha pubblicato risultati solidi e ha spiegato che gli ordini per la Luce stanno procedendo in linea con le attese.

In una nota Ferrari ha informato che “tutti i fondi ricavati saranno devoluti a progetti formativi negli Stati Uniti e nel mondo”, elencando i “progetti più importanti” come M-TECH Alfredo Ferrari, un “centro di formazione” che aprirà a Maranello, in Italia, nel 2029, con “l’obiettivo di ispirare e formare talenti da tutto il mondo, promuovendo l’innovazione tecnologica nel settore automobilistico”. Altri progetti citati sono le collaborazioni con Save the Children per aiutare nella ricostruzione della Aveson Charter School dopo gli incendi del 2025 in California, l’ampliamento di programmi di matematica e alfabetizzazione nelle aree a basso reddito del Texas orientale, la collaborazione con la Second Round Foundation, un’organizzazione no-profit co-fondata dal campione NBA e tre volte All-Star Jalen Brunson, focalizzata sulla promozione dell’istruzione nelle aree urbane svantaggiate di New York City e, infine, il finanziamento di programmi di lettura e matematica doposcuola con The Boys and Girls Clubs, che coprono un’area a basso reddito della Florida meridionale.

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Lamborghini, Foschini “La nuova Revuelto SV fiore all’occhiello a Monterey”

Lamborghini, Foschini

LOS ANGELES (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Il fiore all’occhiello in questa settimana di Monterey è la presentazione della nuova Revuelto SV, che rappresenta il pinnacle della nostra gamma, innalza il livello già molto alto della Revuelto grazie a una serie di interventi”. Lo ha detto Federico Foschini, Chief Marketing & Sales Officer Automobili Lamborghini, in occasione della Monterey Car week 2026.
f11/fsc/gtr

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Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit

Hyundai avvia a İzmit la produzione della IONIQ 3, primo elettrico made in Turchia, dopo un investimento di 250 milioni di euro.

Hyundai Motor Türkiye avvia ufficialmente la produzione della IONIQ 3 nello stabilimento di İzmit, un passaggio che segna l’ingresso della Turchia nella mappa produttiva europea dei veicoli elettrici Hyundai. La notizia ha un peso specifico che va oltre il singolo modello: si tratta del primo veicolo 100% elettrico assemblato in territorio turco dal gruppo coreano, un traguardo reso possibile da un investimento dedicato di 250 milioni di euro che negli ultimi due anni ha trasformato oltre il 50% dello stabilimento, storicamente dedicato a motorizzazioni termiche e ibride tradizionali.

La scelta di Hyundai va letta all’interno di una logica di diversificazione della capacità produttiva europea che i grandi costruttori stanno perseguendo per bilanciare rischi geopolitici, costi di manodopera e prossimità ai mercati di sbocco. La Turchia, con la propria collocazione geografica tra Europa e Asia, offre condizioni di costo competitive rispetto agli stabilimenti dell’Europa occidentale mantenendo comunque un accesso doganale privilegiato al mercato dell’Unione Europea, un fattore che negli ultimi anni ha spinto diversi costruttori internazionali a rafforzare la propria presenza industriale nel Paese, in un momento in cui la pressione competitiva dei produttori cinesi di veicoli elettrici sul mercato europeo si fa sempre più intensa.

Lo stabilimento di İzmit non è una new entry nella geografia industriale Hyundai: fondato nel 1997, rappresenta il primo e più longevo impianto produttivo del gruppo coreano fuori dalla Corea del Sud, con un investimento complessivo accumulato in quasi trent’anni di attività che sale ora a 1,185 miliardi di euro. Il dato racconta una strategia di investimento progressivo e non episodico, in cui la produzione della IONIQ 3 rappresenta l’ultimo tassello di un percorso di modernizzazione continua piuttosto che una discontinuità improvvisa nella storia dello stabilimento.

Sul piano occupazionale, la trasformazione ha coinvolto oltre 1.000 dipendenti, chiamati ad assumere ruoli diversi nel corso del processo di riconversione produttiva, un dato che segnala come il passaggio all’elettrico in uno stabilimento esistente comporti un impatto significativo sulla riqualificazione della forza lavoro, un tema che accomuna tutti i costruttori impegnati nella conversione dei propri impianti storici verso l’elettrificazione. Oggi Hyundai Motor Türkiye impiega complessivamente circa 2.400 persone tra lo stabilimento di İzmit e la sede di Istanbul, un bacino occupazionale che l’azienda punta a consolidare ulteriormente attraverso i futuri piani di investimento.

Il capitolo più rilevante per il posizionamento produttivo turco riguarda però il proseguimento dei piani industriali: parallelamente a IONIQ 3, Hyundai sta già preparando la produzione delle prossime generazioni di BAYON e i20, confermando İzmit come polo produttivo capace di ospitare contemporaneamente motorizzazioni elettriche e a combustione, secondo quella logica di gamma flessibile che il gruppo coreano applica sistematicamente ai propri stabilimenti europei per rispondere a una domanda di mercato ancora fortemente eterogenea tra i diversi Paesi. A questo si aggiunge un elemento di filiera particolarmente significativo: la collaborazione con Hyundai Mobis, società affiliata del gruppo, per la realizzazione di uno stabilimento dedicato all’assemblaggio dei sistemi batteria all’interno del sito di İzmit, destinato in prospettiva a supportare anche la produzione di batterie per i veicoli ibridi. È un tassello che avvicina ulteriormente la componentistica critica dell’elettrificazione al sito di assemblaggio finale, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e i relativi rischi logistici.

Il target produttivo iniziale, secondo quanto dichiarato dal Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco Mehmet Fatih Kacır durante la cerimonia di avvio, è di 30.000 unità IONIQ 3 all’anno, un volume che colloca il nuovo modello in una fascia produttiva significativa ma non massiccia, coerente con la fase di lancio di un modello ancora nuovo sul mercato europeo. Il ministro ha inquadrato l’operazione anche in chiave di politica industriale nazionale, presentando l’investimento Hyundai come una conferma della Turchia quale “polo produttivo affidabile e scalabile” per i grandi gruppi automotive internazionali, un posizionamento che il Paese sta costruendo da anni attraverso condizioni fiscali e logistiche favorevoli agli investimenti esteri nel settore manifatturiero.

Per Xavier Martinet, Presidente e CEO di Hyundai Motor Europe, l’avvio della produzione rafforza le capacità produttive del gruppo e aumenta la flessibilità nella risposta alla domanda europea di mobilità elettrificata, un obiettivo che si inserisce nella più ampia strategia con cui Hyundai punta a diversificare geograficamente la propria produzione europea, riducendo la concentrazione su un singolo sito e distribuendo il rischio industriale su più stabilimenti del continente. Il CEO di Hyundai Motor Türkiye, Alex Kim, ha definito IONIQ 3 un impegno di lungo periodo condiviso tra la casa madre coreana, la divisione europea e quella turca, anticipando ulteriori investimenti futuri per rafforzare la capacità produttiva del sito.

Sul piano commerciale, IONIQ 3 sarà disponibile sui mercati europei a partire da settembre, con tempistiche differenziate in base al singolo Paese, proposta in due configurazioni di batteria e motore, un dettaglio che conferma la volontà di Hyundai di offrire fin dal lancio una segmentazione di prodotto capace di intercettare fasce di clientela diverse all’interno del segmento delle compatte elettriche europee, uno dei più competitivi e affollati dell’attuale panorama automotive continentale.

Scheda 

  • Stabilimento: Hyundai Motor Türkiye, İzmit (fondato nel 1997, primo impianto Hyundai fuori dalla Corea del Sud)
  • Modello: Hyundai IONIQ 3, primo veicolo 100% elettrico prodotto in Turchia
  • Investimento dedicato: 250 milioni di euro
  • Investimento complessivo storico dello stabilimento: 1,185 miliardi di euro
  • Quota di stabilimento modernizzata: oltre il 50%
  • Dipendenti coinvolti nella trasformazione: oltre 1.000
  • Occupazione totale Hyundai Motor Türkiye: circa 2.400 persone (İzmit + sede Istanbul)
  • Target produttivo iniziale: 30.000 unità IONIQ 3 all’anno
  • Altri modelli in preparazione a İzmit: nuove generazioni di BAYON e i20
  • Partnership correlata: Hyundai Mobis, stabilimento per assemblaggio sistemi batteria
  • Disponibilità sul mercato: da settembre, due configurazioni batteria/motore
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit
Hyundai IONIQ 3: produzione avviata in Turchia a İzmit

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Lamborghini, Winkelmann “A Monterey celebriamo passato e futuro del marchio”

Lamborghini, Winkelmann

LOS ANGELES (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Per quanto riguarda il fatturato abbiamo avuto un altro semestre da record. Monterey Car Week è l’evento più importante negli Stati Uniti e lo utilizziamo per far vedere anche delle anteprime mondiali”. Lo ha detto Stephan Winkelmann, Chairman & Chief Executive Officer di Automobili Lamborghini, in occasione della Monterey Car week 2026.
f11/fsc/gtr

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Ferrari Luce “Tailor Made”, asta record da 40 milioni di dollari

Ferrari Luce “Tailor Made”, asta record da 40 milioni di dollari

MONTEREY (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Nell’ambito della Monterey Car Week, l’esemplare unico Ferrari Luce “Tailor Made” ha stabilito un record d’asta raggiungendo la cifra di 40 milioni di dollari USA. Con l’intero ricavato destinato alla Ferrari Foundation, questo risultato rafforzerà il sostegno di lunga data del Cavallino Rampante a programmi educativi globali, offrendo accesso a opportunità di apprendimento e sostenendo iniziative scolastiche per le generazioni future.
Venduto all’asta in collaborazione con RM Sotheby’s, il primo telaio di produzione della Luce è stato oggetto di una vivace gara di offerte durante uno degli eventi più prestigiosi del mondo automobilistico. Questo risultato arriva a un anno di distanza dal precedente record stabilito da Ferrari – 26 milioni di dollari USA – con un esemplare unico di Ferrari Daytona SP3 “Tailor Made” del 2025.
Creata grazie alla competenza congiunta di Ferrari Tailor Made e del Ferrari Design Studio, la “Chassis 0” – caratterizzata da una livrea Madreperla cangiante e semi-metallizzata – riflette in ogni suo elemento il tema della luce, da cui trae il nome. La Luce “Tailor Made” “mette in risalto l’avanguardia tecnica di Ferrari, la profonda innovazione in termini di design, materiali e colori, nonchè la maestria artigianale”, si legge in una nota.
Tutti i fondi raccolti saranno devoluti a sostegno di opportunità educative negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

– Foto ufficio stampa Ferrari –

(ITALPRESS).

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