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“Sono tutti uguali”: Van der Vaart sotto accusa per la frase sui giapponesi. “È un pagliaccio”. Poi le scuse

Un’analisi del gol del 2-2 del Giappone contro l’Olanda ha scatenato diverse critiche nei confronti di Rafael Van der Vaart, ex calciatore e oggi opinionista nella tv pubblica NOS. Van der Vaart stava parlando dell’azione che ha portato al gol subito dall’Olanda su calcio d’angolo, criticando la marcatura di Micky Van de Ven, difensore dell’Olanda che si è perso Kamada, autore del gol del 2-2 di testa.

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Argomentando la questione, Van der Vaart ha pronunciato una frase che ha scatenato diverse polemiche. “Comunque, si assomigliano tutti (i giapponesi)…”, ha detto l’ex nazionale olandese, prima di aggiungere rapidamente: “Era solo uno scherzo. Ultimamente ho paura di dire qualsiasi cosa“. E infatti le sue parole si sono diffuse rapidamente sui social, con molte persone che hanno accusato l’ex calciatore di aver fatto un commento discriminatorio sull’aspetto fisico delle persone asiatiche. “Ma questo tizio ha perso il senso dell’umorismo?”, ha commentato un utente su Twitter. Un altro, invece, ha scritto su Reddit: “Non c’è da stupirsi che Zlatan Ibrahimovic lo abbia preso a calci all’epoca”. Molti tifosi hanno definito Van der Vaart “un pagliaccio” senza mezzi termini, sostenendo che la sua successiva spiegazione non ha fatto altro che peggiorare la situazione.

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La situazione stava infatti diventando insostenibile e così l’ex Real Madrid tra le tante ha spiegato che la sua intenzione non era “mai stata quella di insultare, ferire o discriminare nessuno“, sottolineando di nutrire il massimo rispetto per le persone di ogni origine e provenienza. “Capisco che alcune persone abbiano trovato le mie parole offensive. Me ne rammarico sinceramente. Se con questo ho offeso qualcuno, chiedo scusa. Non era assolutamente mia intenzione. Prendo sul serio le reazioni che si sono susseguite e comprendo che le parole possono essere interpretate in modi diversi”, ha concluso Van der Vaart.

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In Olanda “campi di detenzione bellica”

Nel 2020 iniziava a circolare la notizia dei “campi di detenzione sanitaria” che Germania e Paesi Bassi avrebbero costruito per i non vaccinati: una misura estrema, certamente lesiva dei diritti umani.
Oggi giunge conferma che, i perimetri individuati come “campi di detenzione sanitaria” sarebbero stati convertiti in Olanda in luoghi di detenzione bellica. Veri e propri campi di concentramento, progettati dall’Olanda (con assenso di UE e Germania) per la detenzione dei prigionieri russi di guerra. L’UE sarebbe così favorevole ad internare i russi a Marnehuizen, in considerazione del conflitto UE-Russia che si dovrebbe consumare entro il 2030.
L’esercito olandese (sotto lo sguardo compiacente di Berlino e Londra) sta così testando il progetto del campo di prigionia. A Marnehuizen si preparano alla possibilità di contenere fino a 2.000 soldati russi, che UE e Nato prevedono catturare in un conflitto su larga scala: lo scrive il giornale olandese AD (come da fonte governativa olandese).
È da metà ‘900 che i Paesi Bassi non conducevano una sperimentazione e formazione sulla detenzione in larga scala.
L’esercitazione (spiega il quotidiano olandese) “fa parte di un cambiamento più ampio nella pianificazione militare, poiché scenari che coinvolgono la cattura di massa delle truppe nemiche vengono nuovamente trattati come plausibili”. La struttura temporanea, nell’area di formazione di Groningen, “ha lo scopo di dimostrare come un gran numero di detenuti potrebbe essere processato e tenuto lontano dalla linea del fronte”.
Il generale di brigata olandese Nicole de Wolf è a capo del Comando di supporto operativo dell’esercito, ha dichiarato in conferenza stampa che “l’obiettivo non è quello di ricreare i vecchi modelli di strutture di detenzione.. Se hai disarmato un nemico, vuoi tenerlo il più lontano possibile dalla linea del fronte”, parole della de Wolf riportate da AD.
Il progetto prevede che, i soldati catturati vengano tradotti per centinaia di chilometri nella retrovia: nel campo saranno registrati, interrogati e trattenuti fino ad un possibile scambio con i soldati olandesi catturati.
Il progetto ingegneristico pare differisca in modo significativo dai tradizionali dei campi di concentramento e prigionia. Ma ci sono comunque le tradizioni “torri di guardia” con militari di vedetta: il sito viene monitorato anche utilizzando pali alti dotati di telecamere di ultimissima generazione e con i sistemi militari pii avanzate. Sono anche previsti drone di supporto, per trasmettere in diretta i video del campo al comando centrale.
La notizia ha già destato sgomento, ilarità e critiche nel mondo dell’informazione: “La generalessa Nicole può serenamente tornarsene nella vetrina dalla quale l’hanno estratta e continuare serenamente a svolgere il suo primo onesto lavoro – riporta la pagina Facebook di Ugo Gaudenzi – che Putin non ha nessuna intenzione di attaccare l’Olanda: Sospettiamo che manco sappia che esista”.

L'articolo In Olanda “campi di detenzione bellica” proviene da Visione TV.

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