Talossa, il paese nato in una camera da letto
Il 26 dicembre 1979, in una casa di Milwaukee, un ragazzo di quattordici anni decise che la sua camera sarebbe diventata un paese. Il suo nome è Robert Ben Madison, viveva nell’East Side della città e quel giorno proclamò l’indipendenza del Regno di Talossa. Il territorio iniziale coincideva con una stanza al secondo piano e il sovrano, cioè lui, era anche l’unico cittadino. Eppure quella fantasia, nata nel chiuso di una casa americana, continuò oltre l’adolescenza del suo fondatore, negli anni prese forma, attirò nuovi partecipanti e diventò una piccola comunità. (www.talossa.com).
Il nome Talossa venne scelto da Madison dopo aver scoperto una parola finlandese che significa “dentro casa”; all’inizio era davvero così, Talossa era dentro casa, era una geografia inventata sopra il pavimento di una stanza, con confini che esistevano perché qualcuno aveva deciso di tracciarli. Madison si proclamò Re Robert I e cominciò a costruire tutto quello che serve a uno Stato per sentirsi tale. Nacquero così una bandiera, una storia ufficiale e una lingua propria, poi arrivarono anche le prime forme di governo e un giornale interno, che serviva a raccontare la vita del piccolo regno. Negli anni successivi amici e parenti entrarono nel regno, e Talossa iniziò a comportarsi come una comunità vera. Si tennero elezioni, nacquero piccoli schieramenti politici e comparvero riti nazionali che davano continuità a quella finzione. Madison pubblicava giornali interni e compilava documenti con una cura quasi archivistica. Le ricostruzioni giornalistiche dedicate a Talossa hanno descritto un archivio cresciuto in vent’anni di vita parallela, dove le leggi del regno e le cronache interne finivano per dare consistenza a un paese nato dentro una camera.
L’aspetto più sorprendente della storia è la sua durata. Molte micronazioni nascono da una provocazione, Talossa, invece, si comportò come una piccola istituzione, nel 1985 divenne una monarchia costituzionale, nel 1997 adottò una legge organica, una sorta di costituzione, e si diede un parlamento bicamerale chiamato Ziu, formato da una camera bassa e da un senato. Il re, col tempo, perse il ruolo assoluto dei primi anni e venne inserito dentro un sistema di procedure e votazioni. La lingua fu uno degli elementi più ambiziosi del progetto. Madison creò il talossano, una lingua artificiale di base romanza, arricchita nel tempo da una grammatica propria e da un lessico vastissimo. Il glossario ufficiale del Regno cita il Treisour del Glheþ Talossan, il tesoro della lingua talossana, con circa 30.000 voci nella sua edizione storica. Per una nazione nata in una camera da letto, era un apparato culturale enorme. Talossa chiedeva ai suoi cittadini di partecipare alla finzione e di imparare un mondo.
La svolta arrivò però nel 1996, quando Madison portò Talossa online. Fino a quel momento il regno era rimasto una comunità locale, legata a Milwaukee e ai suoi dintorni. Con il sito internet, la cittadinanza diventò accessibile a persone lontane da quella stanza, enntrarono così appassionati di lingue artificiali e persone attratte dall’idea di partecipare alla costruzione di uno Stato immaginario. Nel solo 1996 aderirono più persone di quante ne fossero entrate nei diciassette anni precedenti.
La rete trasformò Talossa in qualcosa di diverso, prima era solo il regno di Madison e del suo cerchio più vicino, poi divenne una comunità globale. Nel 2000 la stampa statunitense raccontava Talossa come una delle prime micronazioni capaci di vivere anche sul web, con circa 60 cittadini impegnati a simulare una vita nazionale. Quell’esperimento sembrava anticipare un fenomeno che conosciamo bene…
Il nuovo popolo di Talossa portò anche nuovi problemi, i cittadini arrivati tramite internet iniziarono a chiedere più spazio, alcuni contestavano il peso del fondatore e il rapporto tra la vecchia comunità di Milwaukee e i nuovi arrivati. Nel 2004 una parte dei talossani diede vita a una Repubblica di Talossa separata. Per Madison fu una ferita profonda. Quella fase venne raccontata come una specie di guerra civile digitale, con accuse di autoritarismo e una scissione che mise in discussione l’identità stessa del piccolo regno. Nel 2005 Madison abdicò e scelse come successore un bambino di otto anni, il principe Louis Adam, suo nipote acquisito. La soluzione durò poco, la famiglia del bambino chiese di trovare un altro sovrano, anche per l’evidente stranezza di un minore messo al centro di una comunità adulta online. Nel 2007 il trono passò a John Woolley, cittadino talossano entrato nel regno pochi anni prima. La Repubblica separatista sarebbe poi rientrata nel Regno nel 2012, chiudendo formalmente la frattura.
John Woolley, dopo un lungo regno, ha abdicato il 30 novembre 2024. Il nuovo sovrano è King Txec, indicato dal sito talossano come il monarca attuale. Il dato sembra quasi assurdo, perché stiamo parlando di una micronazione con un riconoscimento limitato alla propria comunità, con un territorio simbolico e con un potere valido solo nei propri spazi interni, eppure Talossa continua ad avere un re, una vita politica interna e cittadini che discutono ancora del futuro del loro paese immaginario. Talossa oggi rivendica ancora una porzione dell’East Side di Milwaukee. Nel tempo ha attribuito alla propria geografia simbolica anche altri luoghi, tra cui l’isola di Cézembre al largo della Bretagna e una zona dell’Antartide chiamata Pengöpäts. Queste pretese restano simboliche sul piano internazionale, per chi vi partecipa, invece, Talossa esiste abbastanza da meritare tempo e discussioni.
La storia di Talossa è una storia bizzarra, certo, eppure racconta qualcosa di molto attuale. Molto prima che internet diventasse il luogo in cui milioni di persone costruiscono pezzi della propria identità, un ragazzo di Milwaukee aveva già intuito una cosa a noi molto cara: a volte una stanza basta a fondare l’idea di un paese che vorremmo, e per farlo durare serve una comunità disposta a continuare a crederci. Chi ha visto nascere una comunità attorno a un blog conosce bene questa forza, una pagina può diventare un luogo, e quel luogo può arrivare a cambiare la storia politica di un paese.
L'articolo Talossa, il paese nato in una camera da letto proviene da Il Blog di Beppe Grillo.