❌

Modalità di lettura

Ucraina, Zelensky chiede all’Ue altri 70 miliardi per il 2027. I Ventisette rinviano la decisione a fine anno

Aggiornato alle 06:25

BRUXELLES — Settanta miliardi di euro in più, entro un anno. È la cifra che Volodymyr Zelensky ha messo ieri sul tavolo dei Ventisette, al secondo giorno del Consiglio europeo. «La guerra costerà 155 miliardi di euro l’anno prossimo. E ci servono almeno 70 miliardi in più da voi», ha detto il presidente ucraino ai leader, riferisce l’AFP. «È una cifra realistica e vi chiedo di trovare questo sostegno. Ci aiuterà a tenere indietro la Russia».

Nessuna decisione. I leader hanno incaricato la Commissione europea di preparare proposte, e il dossier tornerà sul tavolo tra novembre e dicembre insieme al bilancio pluriennale. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, ha confermato che i 70 miliardi «vanno coperti» e ha chiesto ai partner di «farsi avanti». Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che i sostenitori di Kiev «esamineranno» la richiesta; il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha rinviato la discussione a fine anno.

Il buco è noto da tempo. Il prestito europeo da 90 miliardi approvato sei mesi fa copre l’Ucraina fino alla fine del 2027, ma non basta: un alto funzionario dell’Ue conferma la stima dei 70 miliardi mancanti. Tra i Paesi terzi, finora, solo la Norvegia si è fatta avanti. Il cancelliere austriaco Christian Stocker ha criticato l’opacità dei conti di Kiev.

Zelensky ha chiesto altre due cose. Un «pacchetto invernale» con 300 intercettori Patriot «specificamente contro i missili balistici», per difendere le centrali elettriche. E un «custode controllato dall’Ue» per i circa 200 miliardi di euro di riserve della banca centrale russa immobilizzate in Europa, in gran parte in Belgio, «per ridurre il rischio che vengano scongelati e spartiti tra chi chiaramente non vuole il bene dell’Europa». Il premier belga Bart De Wever ha frenato: «Nessuno potrebbe mai sognarsi di rendere operativi quegli asset senza unanimità qui attorno al tavolo». Dal dicembre scorso lo scongelamento richiede appunto l’unanimità dei Ventisette.

Il diesel di Putin

Mentre Bruxelles conta, Washington allenta. Il 9 ottobre Donald Trump ha annunciato un’intesa che consente alla Russia di fornire 300mila tonnellate di diesel agli Stati Uniti e al mercato mondiale. Il giorno dopo, davanti alla Casa Bianca, ha detto che Zelensky «avrebbe potuto chiudere questa guerra molte volte» e, alla domanda sui rischi per gli ucraini: «Suggerisco che si trovino un nuovo leader capace di fare un accordo». Domenica ha scritto su Truth Social che è in vigore un «cessate il fuoco energetico» accettato «da entrambe le parti». Zelensky ha risposto: «Per me è una novità». Gli attacchi russi alle centrali sono proseguiti quel giorno.

Il conto presentato ieri ai Ventisette è, in sostanza, la fattura del disimpegno americano: quello che Washington trattiene finisce nella colonna dell’Europa.

Il segnale più concreto è arrivato al fronte. Da mercoledì notte SpaceX impone ai terminali Starlink in movimento un tetto di 160 chilometri l’ora, come ha confermato il consigliere di Zelensky per le comunicazioni militari: sotto restano i droni intercettori ucraini, sopra la connessione cade. L’ordine di rallentare Starshield, la versione militare del sistema, è partito dall’interno della Casa Bianca, secondo funzionari americani che hanno parlato in forma anonima. Elon Musk ha scritto su X che quei sistemi sono «sotto il controllo» del governo americano e che ogni limite «è deciso dai militari statunitensi e in ultima istanza dal presidente». La Casa Bianca non ha risposto. Il ministero della Difesa di Kiev dice che il servizio è stato ripristinato, ma il tetto resta. A chi gli chiedeva se Trump lo stia usando come capro espiatorio, Zelensky ha sorriso: «Questa è la mia risposta».

Da Roma, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito la stretta su satelliti e intelligence «un errore completo, un grande errore» che rischia di prolungare l’invasione, ha detto alla BBC. «La pace arriverà quando Putin sarà convinto che c’è uno stallo, che non può avanzare oltre». Il sostegno militare italiano continuerà «finché questo governo resterà in carica», ma far approvare nuove forniture sarà «più difficile» con l’avvicinarsi delle elezioni: «È difficile spiegare a un cittadino in difficoltà alla pompa di benzina che non possiamo fare concessioni alla Russia».

A Mosca le parole di Trump sul «nuovo leader» hanno aperto i notiziari della tv di Stato. Per Mark Galeotti, direttore della società di consulenza Mayak Intelligence, l’intesa sul diesel è uno «sbalorditivo regalo di compleanno» per Putin, arrivato due giorni dopo i suoi 74 anni. António Costa, presidente del Consiglio europeo, ha detto che le sanzioni dell’Ue restano fino alla fine della guerra.

  •  
❌