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Blackout sempre più frequenti: siamo davvero preparati?

Nell’aprile del 2025, la penisola Iberica con gran parte della Francia, affronta un blackout su larga scala per diverse ore, causato da un malfunzionamento della linea di distribuzione elettrica.

All’epoca parlammo già di questo episodio con un articolo ad hoc.

Quest’anno, purtroppo, è toccato al nostro paese.

Negli ultimi giorni diverse zone del Nord Italia sono rimaste improvvisamente senza energia elettrica. Guasti alle linee e cabine elettriche hanno lasciato centinaia di famiglie al buio per diverse ore. Episodi simili sono stati segnalati in numerose aree del Paese.

Per molti si è trattato semplicemente di un disagio temporaneo: qualche ora senza luce, il condizionatore fermo e il frigorifero spento. Ma questi eventi rappresentano anche un’occasione per fermarsi a riflettere su un aspetto che spesso diamo per scontato: quanto dipendiamo dall’energia elettrica?

Fino a pochi decenni fa un’interruzione della corrente significava principalmente accendere una candela e attendere il ritorno dell’energia. Oggi la situazione è completamente diversa. La nostra vita quotidiana ruota attorno all’elettricità: lavoriamo da casa, comunichiamo attraverso Internet, paghiamo con strumenti elettronici, utilizziamo cancelli automatici, pompe dell’acqua, sistemi di allarme, elettrodomestici e dispositivi medici. Basta osservare una normale abitazione per rendersi conto di quanto ogni attività dipenda, direttamente o indirettamente, dalla presenza della corrente.

Naturalmente nessuno può affermare che questi blackout siano il segnale di un imminente collasso della rete elettrica italiana. Sarebbe una conclusione affrettata e priva di fondamento. Tuttavia è altrettanto vero che le reti di distribuzione stanno affrontando nuove sfide. Le estati sempre più calde comportano un utilizzo massiccio dei climatizzatori, gli eventi meteorologici estremi diventano più frequenti e molte infrastrutture, realizzate decenni fa, richiedono continui interventi di manutenzione e ammodernamento. In questo contesto è ragionevole aspettarsi che episodi di interruzione dell’energia possano verificarsi con maggiore frequenza rispetto al passato.

Il Sole 24 Ore spiega bene cosa sta accadendo, cosi come il Post.

La preparazione, però, non nasce dalla paura. Nasce dal buon senso.

Uno dei principi fondamentali del prepping consiste proprio nel prepararsi agli eventi più probabili, non necessariamente a quelli più catastrofici. Un blackout di alcune ore è infinitamente più probabile di molti altri scenari di cui spesso si parla sui social. Eppure sono proprio questi piccoli eventi a coglierci impreparati.

Provate ad immaginare una normale serata estiva. Fuori ci sono oltre trenta gradi, il sole è appena tramontato e improvvisamente tutta la casa rimane al buio. Il condizionatore si spegne, il Wi-Fi scompare, il cancello automatico non si apre più e la batteria del telefono è quasi scarica. Se l’interruzione dovesse protrarsi per qualche ora, anche il frigorifero inizierebbe lentamente a perdere la propria capacità di conservazione e molte persone inizierebbero a chiedersi semplicemente: “E adesso cosa faccio?”

Perché aumentano i blackout?

Le principali cause sono:

  • temperature sempre più elevate;
  • utilizzo contemporaneo di milioni di climatizzatori;
  • infrastrutture elettriche datate in alcune aree;
  • temporali, vento e alberi che danneggiano le linee;
  • guasti improvvisi alle cabine di trasformazione.

In molti casi non è la produzione di energia a mancare, ma è la rete di distribuzione locale ad andare in difficoltà.

Nota Ecologica

Caldo, blackout e città sempre più invivibili: non è un caso.

I cavi elettrici che portano energia nelle case passano sottoterra.

Quando aumenta l’uso dei condizionatori, si surriscaldano e devono disperdere più calore.

Il problema? Coprendo il suolo naturale con asfalto e cemento, nelle città le temperature salgono molto di più (a Torino oltre 65°C sull’asfalto). Questo impedisce ai cavi di raffreddarsi.

Risultato:

  • blackout
  • cibo che si rovina
  • allarmi che impazziscono
  • Persone fragili a rischio vita

E non finisce qui:

  •  Temperature più alte = nubifragi più violenti
  •  Strade, cantine e garage allagati
  •  Altri danni, altri costi.

Il punto è semplice: Il consumo di suolo non è progresso. Il È uno spreco che crea problemi reali per tutti. (nota personale a cura di Lavino Pasquale)

Cosa succede durante un blackout?

Molti pensano semplicemente:

“Si spegne la luce.”

In realtà gli effetti possono essere molto più ampi.

Ad esempio:

  • il frigorifero smette di raffreddare;
  • il congelatore inizia lentamente a scongelarsi;
  • modem e Wi-Fi si spengono;
  • cancelli elettrici potrebbero non aprirsi;
  • ascensori fuori servizio;
  • pompe dell’acqua ferme dove presenti;
  • POS e bancomat potrebbero non funzionare;
  • distributori di carburante temporaneamente inutilizzabili;
  • difficoltà nelle comunicazioni se le batterie delle antenne si esauriscono.

La differenza tra vivere questa situazione con tranquillità oppure con ansia spesso dipende da pochi semplici accorgimenti preparati in anticipo. Avere una torcia facilmente raggiungibile evita di cercare una candela al buio. Una power bank mantenuta carica consente di utilizzare il telefono anche dopo diverse ore. Una piccola radio portatile permette di ricevere informazioni nel caso in cui le reti dati risultino congestionate o temporaneamente non disponibili. Sono oggetti di uso comune, economici e facilmente reperibili, ma che acquistano un valore enorme proprio quando vengono realmente utilizzati.

Anche il comportamento durante un blackout può fare la differenza. Una delle prime reazioni istintive è quella di aprire continuamente il frigorifero per controllare il cibo. In realtà ogni apertura disperde il freddo accumulato, riducendo il tempo di conservazione degli alimenti. Se lo sportello rimane chiuso, un frigorifero moderno riesce generalmente a mantenere una temperatura sicura per circa quattro ore, mentre un congelatore pieno può conservare gli alimenti anche per uno o due giorni.

Frigo e Congelatore – la prima preoccupazione

in caso di disservizio elettrico (blackout), il frigorifero è l’elettrodomestico che occupa il primo posto nei nostri pensieri.
Per ovvie ragioni perderà relativamente velocemente la capacità di raffreddamento degli alimenti, così come quella di congelamento, la cosa sarà più celere nel momento in cui apriamo lo sportello.
Ebbene c’è una alternativa di backup anche per questo.
Il pozzetto congelatore ad apertura verticale lavora meglio.
Il frigorifero ha lo sportello ad apertura frontale, per tanto l’aria fredda incamerata, essendo più pesante e posizionata sul fondo della camera, ad ogni apertura uscirà completamente facendo entrare aria più calda.
Il pozzetto congelatore invece aprendosi verso l’alto mantiene più facilmente l’aria fredda incamerata, oltre a consumare meno corrente di un qualsiasi frigorifero.

Il dubbio spontaneo che sorge è: il pozzetto però congela! È possibile con qualche accorgimento intelligente adattarne l’uso come frigorifero.

Prima di tutto occorre procurarsi una presa termostata con sonda, quest’ultima andrà inserita all’interno del congelatore in modo da rilevare la temperatura.

La presa poi va collegata ad una power station in modo da alimentare il pozzetto in caso di blackout.

Impostare la temperatura della presa termostata sui 4°\6° che è orientativamente quella del frigorifero.

Collegare poi un pannello solare alla power station.

Come funziona il tutto? Il pozzetto comincerà a raffreddare, ma quando raggiungerà la temperatura impostata sulla presa, questa toglierà alimentazione fino a quando la temperatura del pozzetto non incomincia ad essere più alta di quella impostata

Le prime cose da fare

Quando manca la corrente:

  1. mantenere la calma
  2. verificare se il blackout riguarda solo casa propria
  3. controllare il contatore
  4. osservare se anche i vicini sono senza corrente
  5. evitare di aprire continuamente frigorifero e congelatore
  6. scollegare gli apparecchi elettronici più delicati
  7. lasciare accesa una sola luce per capire quando ritorna l’energia

Vale la pena ricordare anche che non tutti i sistemi di pagamento continuano a funzionare durante un’interruzione prolungata. Alcuni negozi potrebbero non riuscire ad utilizzare i terminali POS, i distributori di carburante potrebbero essere fuori servizio e perfino la rete telefonica, se il blackout dovesse protrarsi a lungo, potrebbe iniziare a risentirne con il progressivo esaurimento delle batterie di backup installate presso le stazioni radio base.

Per questo motivo l’Associazione Italiana Prepper invita da sempre a sviluppare una cultura della resilienza domestica. Non significa riempire il garage di attrezzature costose o immaginare scenari apocalittici. Significa semplicemente essere in grado di affrontare serenamente le prime ventiquattro o quarantotto ore di un imprevisto, riducendo lo stress e aumentando la sicurezza della propria famiglia.

Prepararsi ad un blackout è probabilmente una delle forme di prevenzione più semplici, economiche e concrete che ogni cittadino possa mettere in pratica. Una torcia, una radio, una riserva d’acqua, qualche alimento pronto al consumo e una fonte di energia portatile rappresentano un investimento minimo rispetto alla tranquillità che possono offrire quando tutto, improvvisamente, si spegne.

Il kit anti-blackout

L’Associazione Italiana Prepper consiglia di predisporre un piccolo kit dedicato.

Illuminazione

  • torcia LED
  • lampada ricaricabile
  • batterie di ricambio

Energia

  • power bank
  • batterie ricaricabili
  • caricatore da auto
  • power station

Comunicazioni

  • radio AM/FM
  • radio PMR446
  • telefono sempre carico

Alimentazione

  • acqua potabile
  • alimenti che non richiedono cottura

Sicurezza

  • candele (solo se utilizzate con attenzione)
  • fiammiferi
  • accendino

Comfort

  • ventilatore USB
  • ghiaccio sintetico per frigorifero
  • coperta termica (utile sia in inverno che in estate)

In fondo è proprio questa la filosofia del prepping: non aspettare che si verifichi un’emergenza per iniziare a chiedersi cosa sarebbe stato utile avere. Prepararsi prima significa affrontare dopo qualsiasi imprevisto con maggiore lucidità, sicurezza e consapevolezza. Perché la resilienza non si improvvisa nel momento del bisogno: si costruisce un piccolo passo alla volta, molto prima che si spengano le luci.

Box AIP – La Checklist del Blackout

Puoi affrontare serenamente 24 ore senza corrente?

  • ☐ Ho almeno due torce funzionanti.
  • ☐ Ho batterie di ricambio.
  • ☐ Ho una power bank sempre carica.
  • ☐ Ho una power station sempre carica.
  • ☐ Ho una radio a batterie.
  • ☐ Ho acqua potabile per almeno tre giorni.
  • ☐ Ho alimenti pronti al consumo.
  • ☐ Tutta la famiglia sa dove si trova il kit di emergenza.
  • ☐ So come aprire manualmente il cancello o il garage.
  • ☐ Ho salvato sul telefono i numeri utili del distributore di energia.

L'articolo Blackout sempre più frequenti: siamo davvero preparati? proviene da Associazione Italiana Preppers.

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Blackout – Cosa fare e cosa non fare

Il 28 aprile 2025, un blackout su vasta scala ha colpito Spagna, Portogallo e parte della Francia, lasciando milioni di persone senza elettricità per diverse ore. Le prime ricostruzioni parlano di un guasto alla rete elettrica europea interconnessa, evidenziando quanto possa essere fragile l’infrastruttura energetica moderna. Anche se l’Italia non è stata coinvolta direttamente, il rischio esiste anche da noi e non va sottovalutato.

Il contesto italiano: siamo davvero pronti?

In Italia, il Dipartimento della Protezione Civile riconosce i blackout come rischio potenziale. Il “Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico (PESSE)” prevede misure di coordinamento tra Protezione Civile, Terna e ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), oltre all’uso di sistemi di allerta come IT-alert. Tuttavia, come dimostrano i precedenti storici, anche il nostro Paese ha vissuto momenti critici.

Blackout storici in Italia

28 settembre 2003 – Il più grande blackout italiano della storia recente
Un guasto alla rete svizzera, seguito da una cascata di errori nella gestione della rete interconnessa europea, provocò un blackout totale in Italia durato circa 12 ore. Furono coinvolti 57 milioni di persone. Le cause furono tecniche, ma mostrarono la vulnerabilità dei sistemi elettrici interdipendenti.

2004 e 2007 – Blackout localizzati per carico eccessivo
Anche in anni successivi si verificarono blackout estivi dovuti al sovraccarico delle reti durante le ondate di calore, soprattutto nelle grandi città come Milano e Roma.

Blackout regionali e temporanei si verificano ancora oggi durante eventi meteo estremi (es. nevicate, incendi, alluvioni), con impatti variabili da alcune ore a giornate intere in zone rurali.

E se il blackout fosse globale? L’evento di Carrington (1859)

Un riferimento importante viene dalla storia astronomica: il cosiddetto Evento di Carrington, la più potente tempesta solare geomagnetica mai registrata, avvenuta nel settembre 1859. Colpì la Terra con tale intensità che:

  • Le linee telegrafiche presero fuoco.
  • Gli operatori ricevettero scosse elettriche.
  • Le aurore boreali furono visibili anche nei Caraibi.

Se un evento simile colpisse oggi, secondo la NASA potrebbe mandare in tilt reti elettriche, satelliti, sistemi GPS, e internet globale, causando blackout su scala continentale per settimane o mesi. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e diverse agenzie nazionali monitorano costantemente il sole per prevenire conseguenze simili, ma non esiste difesa perfetta contro eventi di tale portata.

Cosa accade durante un blackout esteso

Nel concreto, un blackout può causare:

  • Blackout informativo (nessuna connessione, telefoni fuori uso).
  • Blocchi nei pagamenti elettronici e ATM.
  • Stop nei trasporti pubblici.
  • Interruzione dei rifornimenti di carburante nei distributori.
  • Interruzione nella distribuzione d’acqua e alimenti freschi.
  • Interruzione della fornitura di gas.
  • Rischi per persone fragili che dipendono da dispositivi elettrici.

In caso di blackout

Radio a manovella multifunzione

Cosa fare

  • Mantenere la calma, valutare l’estensione del blackout.
  • Usare radio a batterie o manovella per ricevere notizie.
  • Limitare l’uso del cellulare e risparmiare energia.
  • Conservare acqua e cibo.
  • Staccare gli elettrodomestici sensibili dalla rete.


Cosa NON fare

  • Non usare generatori a combustione interna al chiuso (rischio di monossido).
  • Non muoversi in auto se non necessario (strade pericolose).
  • Non usare candele incustodite.
  • Non diffondere notizie non verificate: consultare solo fonti ufficiali (Protezione Civile, Terna, ARERA, IT-alert).

Come prepararsi in caso di Blackout

Torce di varia forgia e potenza

✓ Prima del blackout:

  • Preparare una scorta minima di:
    • Torce LED e batterie.
    • Power bank carichi.
    • Radio a manovella.
    • Scorte di carburante.
    • Scorte d’acqua e alimenti non deperibili.
    • Fornello di emergenza per poter cucinare (a gas o a combustibile solido\gel).
    • Kit di pronto soccorso e farmacia di emergenza.
    • Denaro contante in piccoli tagli.
    • Opzioni di riscaldamento alternative.
  • Piano di Emergenza Familiare
  • Conoscere i punti critici della casa: quadro elettrico, chiusura gas.
  • Installare luci solari da esterno che si possono usare anche dentro casa.
  • Procurarsi strumenti, attrezzi, utensili per cucinare manuali o a batteria.
  • Predisporre l’acquisto di generatori a combustibile (persino bi-fuel) o accumulatori di energia con pannelli solari.
  • Congelare delle masse d’acqua da usare come volano termico per frigo e congelatore.

✓ Durante il blackout:

Sistema di accumulo Bluetti
  • Rimanere calmi e informarsi tramite radio o app d’emergenza (se disponibili).
  • Evitare di intasare inutilmente i numeri delle emergenze se non necessario.
  • Evitare ascensori e spostamenti inutili.
  • Conservare la batteria del telefono.
  • Comunicare con eventuali vicini di casa per prestare mutuo soccorso.
  • Mantenere frigo e freezer chiusi.
  • Adoperarsi per attività ludiche e ricreative per intrattenere se stessi ed eventuali familiari.

✓ Dopo il blackout:

  • Controllare eventuali danni agli elettrodomestici.
  • Evitare il consumo di alimenti deperibili se la corrente è mancata per molte ore.
  • Fare il punto su cosa ha funzionato e cosa no nella propria preparazione.

Best Practice

Piccoli accorgimenti per agevolarvi nel momento dell’emergenza

In Casa

  1. Quando manca l’energia in casa, attendere qualche secondo rimanendo immobili per abituare gli occhi alla mancanza di luce, si eviteranno spiacevoli incidenti domestici.
  2. Posizionare in ogni stanza delle torce in punti di facile accesso, magari dotandole di adesivo fluorescente in modo da individuarle subito.
  3. Dotarsi di un telefono per rete fissa a filo, i cordless in mancanza di elettricità non funzioneranno.
  4. Dotare il router della rete fissa ed eventualmente anche un PC di un UPS, se la linea internet domestica è ancora attiva questo accorgimento vi consentirà di avere accesso alla rete.
  5. Se si hanno apparecchi elettromedicali per persone bisognose, pensare di dotarli di apparato di emergenza per consentirne l’utilizzo anche in questi casi.
  6. Prima di contattare l’azienda fornitrice del servizio elettrico, uscire fuori di casa e verificare se il blackout e generale o localizzato; di notte è più facile vedere manca elettricità ovunque poiché le luci cittadine non si riflettono su eventuali nubi in cielo, non si vedono i bagliori tipici delle zone metropolitane e si noterà un cielo stranamente più luminoso in caso di blackout generalizzato.
  7. Verificare se ci sono persone bloccate in ascensore. Se non c’è nessuno sarebbe opportuno mettere un cartello almeno al piano terra che lo conferma per evitare il reiterarsi dell’operazione. Se ci sono persone bloccate rassicuratele ricordando che c’è sempre aria nell’ascensore e non c’è mai pericolo di cadere e chiamate il 115.
Luce di Emergenza Lampeggiante
Triangolo di Emergenza Luminoso

In Auto

  1. Se si è alla guida, a patto che non sia un EMP, l’auto è funzionante e quindi provvista di elettricità.
  2. Se ci si accorge dell’improvviso blackout, accostare in un luogo sicuro il prima possibile, niente elettricità niente illuminazione stradale e niente semafori, attendere e verificare che non siano sopraggiunti incidenti.
  3. Tentare di contattare i familiari qualora siano ancora attive le linee telefoniche mobili e chiedere eventuali riscontri.
  4. Ascoltare le eventuali comunicazioni via radio.
  5. Se si conosce l’area che si sta percorrendo, scegliere l’eventuale percorso di ritorno a casa meno trafficato, se non si conosce la zona installare preventivamente una app di navigazione off-line in modo da poter avere un supporto di navigazione.
  6. Avere in auto una torcia a ricarica USB, una luce magnetica di segnalazione in caso di guasti sempre disponibile, eventuale cibo e acqua

Conclusione

Ricordiamo che se la Protezione Civile e le associazioni annesse, hanno divulgato questi consigli è per il semplice motivo che si verificano tutt’oggi incidenti a seguito di blackout.
Non tutti gli abitanti di un paese hanno le stesse condizioni casalinghe, c’è chi è più organizzato e chi è più indigente, per tanto vanno considerati sempre le situazioni peggiori.

  • Il blackout del 28 aprile è stato un promemoria per tutti: la rete elettrica è vulnerabile.
  • Prevenzione e consapevolezza sono le armi del prepper moderno.
  • L’autosufficienza non è paranoia: è responsabilità.

Dai blackout locali italiani al rischio di eventi geomagnetici globali, passando per il blackout iberico del 2025, una cosa è chiara: l’autosufficienza e la preparazione preventiva sono la chiave per affrontare eventi di questo tipo senza panico. L’obiettivo non è allarmare, ma educare alla resilienza, individuale e collettiva.

Come Associazione Italiana Prepper, riteniamo fondamentale promuovere una cultura della prevenzione attiva, in linea con i principi della Protezione Civile, ma potenziata da buone pratiche familiari e comunitarie. Condividi questo articolo, preparati oggi per non trovarti in difficoltà domani.

L'articolo Blackout – Cosa fare e cosa non fare proviene da Associazione Italiana Preppers.

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