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Scandalo nella famiglia reale in Norvegia: condannato per stupro il figlio della principessa ereditaria Marius Borg Hoiby

È stato condannato a quattro anni per stupro, violenze domestiche e altri reati minori il figlio della principessa ereditaria di Norvegia Marius Borg Hoiby. Assoluzioni per altre due accuse di stupro che però non hanno ridimensionato il caso che ha travolto la famiglia reale, è stato prevedibilmente molto seguito sui media.

Marius Borg Hoiby era nato da una relazione precedente della madre Mette-Marit con il principe ereditario Haakon, che avrebbe sposato nel 2001. Ha 29 anni e ufficialmente non fa parte della famiglia reale. Aveva confessato di aver commesso alcuni dei reati ma aveva rigettato ogni accusa per quelli più gravi. Haakon è l’unico figlio maschio del re Harald V ed è l’erede al trono di Norvegia.

Il figlio della principessa era accusato di una quarantina di reati, commessi a partire dal 2018. È stato riconosciuto colpevole di due dei quattro casi di violenza sessuale dei quali era accusato. La sentenza ha condannato anche le accuse di ripetute violenze domestiche contro una ex compagna, minacce e infrazioni al codice della strada.

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Mostra abilitazione falsa, denunciato parrucchiere “etnico”

LUCCA - Occorreva attendere per poter avere il “privilegio” di essere trattati personalmente da un noto acconciatore etnico operante in Garfagnana. Il suo salone di bellezza assicurava extension e acconciature particolari presentandosi come novità del territorio. Ma nel corso di un controllo i finanzieri della Tenenza di Castelnuovo di Garfagnana hanno scoperto che il titolare dell’esercizio operava senza autorizzazione, esibendo Continue Reading

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Premio Truth 2026, grande successo per la II Edizione: a Pozzuoli celebrate le Eccellenze del Made in Italy Agroalimentare

Premio Truth 2026, grande successo per la II Edizione: a Pozzuoli celebrate le Eccellenze del Made in Italy Agroalimentare

Una serata di cultura, impresa e territorio dedicata a chi sta costruendo il futuro del cibo italiano

POZZUOLI – Una celebrazione delle eccellenze italiane, delle imprese virtuose e delle storie che raccontano il valore del nostro Paese. È questo lo spirito della seconda edizione del Premio Truth – “Il Cibo Protagonista del Cambiamento”, andata in scena nella prestigiosa cornice del Truth Restaurant&Events di Pozzuoli.

Un appuntamento che ha riunito istituzioni, imprenditori, professionisti, mondo accademico e rappresentanti della cultura, con l’obiettivo di valorizzare il sistema agroalimentare italiano attraverso i temi dell’innovazione, della sostenibilità, della ricerca e della tutela delle identità territoriali.

La serata è stata condotta dalle presentatrici Paola Mercurio e Magda Mancuso, che hanno accompagnato il pubblico lungo il percorso della manifestazione, dando voce ai protagonisti e alle storie delle aziende premiate.

Paola Mercurio ha aperto al cerimonia delle premiazioni chiamato sul palco la proprietaria del Truth e CEO Founder di Truth Event Dorotea Ragucci, anima e promotrice del Premio, che ha dato il via ufficiale alla serata insieme alla Prof.ssa Anna Maria Colao, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico del Premio, Professore Ordinario di Endocrinologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, titolare della Cattedra UNESCO “Educazione alla Salute e Sviluppo Sostenibile” e Vice Presidente del Consiglio Superiore di Sanità.

La Prof.ssa Colao ha sottolineato il ruolo centrale del cibo come elemento di salute, cultura, ricerca e sviluppo sostenibile, confermando la visione scientifica e culturale alla base del progetto.

La manifestazione porta la firma di Alfredo Mariani Art Director dell’iniziativa, ideatore di un percorso capace di unire comunicazione, impresa e valorizzazione delle eccellenze italiane, con la perfetta direzione artistica della struttura affidata a Fabio Ragucci.

Il preserata è stato condotto da Magda Mancuso, mentre la serata è stata impreziosita dalle atmosfere musicali dell’Arturo Caccavale Swing Quintet, che ha accompagnato gli ospiti con eleganza e raffinatezza.

Le Aziende premiate e i protagonisti della seconda edizione

Sul palco del Premio Truth sono state celebrate importanti realtà del panorama agroalimentare italiano, premiate per il loro impegno nella qualità, nell’innovazione e nella valorizzazione dei territori.

Quest’anno premiate:

GranTerre (Emilia Romagna), uno dei principali gruppi dell’agroalimentare italiano, il riconoscimento è stato ritirato dal Dott. Alberto Tarallo, a consegnare il premio il Magnifico Rettore dell’Università AUGE, Prof. Avv. Giuseppe Catapano, che subito dopo la premiazione ha voluto coinvolgere sul palco Sua Eccellenza Ernest Ndabashinze, Ambasciatore del Burundi in Italia, insieme alla diplomatica Fiume Giallo Imperatore, in un momento dedicato al dialogo internazionale e alla collaborazione tra culture.

Sanpellegrino ( Lombardia gruppo Nestlè) leader indiscusso nel mondo. Premiata  dal Prof. Avv. Gennaro Famiglietti, Presidente dell’Istituto di Cultura Meridionale, Console Generale della Bulgaria e Segretario Generale del Corpo Consolare e Diplomatico di Napoli, ritirato dal responsabile Sud Italia Nicola Ferrucci

 

Biffi FORMEC ( Emilia Romagna) ha ritirato il premio il responsabile aziendale Danilo Agliano, premiato da Dario Duro, Fiduciario AMIRA Napoli – Associazione Maître Italiani Ristoranti e Alberghi.

Granata 1936  (Campania) il riconoscimento è stato ritirato dal responsabile aziendale Raffaele Abbate, premiato da Lady Chef Alessandra Baruzzi, Coordinatrice Nazionale del compartimento Federazione Italiana Cuochi.

La Fiammante ( Campania) ha ritirato il premio Giuseppe Urciuolo, premiato dall’attrice Rosa Miranda.

Stuzzicante ( Campania) il riconoscimento è stato ritirato dal CEO Catello Sorrentino, premiato dal regista cinematografico Rosario Errico, vincitore del Globo d’Oro e nomination agli Oscar.

Dorella – Oleificio Candela ( Campania) ha ritirato il premio il responsabile Giorgio Tramontano, premiato dal giornalista Diego Paura, responsabile della redazione Cultura e Spettacolo del ROMA.

O Sole ‘e Napule ( Campania) il premio è stato ritirato da Daniele Calabria, consegnato dall’ Avv. Ivana Petrone per la Fondazione E. Novation che ha portato i saluti del Presidente Massimo Lucidi da Washington.

Enodelta ( Campania) ha ritirato il riconoscimento il fondatore Antonio Caputo, premiato da Pasquale Brillante, Maestro dei Vini per AMIRA Campania.

Dorotea Ragucci: “Guardiamo già alla terza edizione”

Al termine della serata, Dorotea Ragucci, CEO Founder Truth Event e ideatrice del progetto insieme al team del Premio in particolare Attilio Mattiacci Direttore Generale Sunset Cash-Food&Beverage  e allo staff del Truth con il direttore Gianni Aiello, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al successo della seconda edizione:

“Sono profondamente grata a tutti coloro che hanno reso possibile questa seconda edizione del Premio Truth. Questo risultato nasce dalla collaborazione, dalla passione e dalla volontà di raccontare un’Italia che ogni giorno lavora, innova e difende le proprie eccellenze. Il cibo è cultura, identità e futuro. Da questa energia ripartiamo già guardando alla terza edizione, con l’obiettivo di ampliare ancora di più il nostro sguardo verso il futuro del Made in Italy, sostenendo chi continua a creare valore attraverso qualità, ricerca e visione.”

La seconda edizione del Premio Truth ha così confermato la propria vocazione: raccontare quelle realtà che trasformano ogni giorno il cambiamento in opportunità, attraverso innovazione, sostenibilità, sicurezza alimentare e capacità imprenditoriale.

Un viaggio dentro il cuore produttivo dell’Italia, dove il cibo non è soltanto una risorsa economica, ma cultura, identità e patrimonio da custodire e innovare.

“Il Cibo Protagonista del Cambiamento” si conferma una visione concreta del futuro: un futuro costruito da persone, aziende e territori capaci di rappresentare il meglio del Made in Italy.

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Gramsci  alla Fiera Più Libri Più Liberi  avrebbe firmato il modulo sull”antifascismo?

Gramsci  alla Fiera Più Libri Più Liberi  avrebbe firmato il modulo sull”antifascismo?

Credo proprio di no. Avrebbe usato l’arma dell’ironia sulle sinistre del nostro tempo

 

Pierfranco Bruni

 

 

Se ci fosse oggi Antonio Gramsci cosa penserebbe della farsa della sottoscrizione di antifascismo per partecipare come editore alla Fiera di Più Libri più Liberi di Roma?Immaginiamolo. Antonio Gramsci entra a Più libri più liberi. Non con la tessera del Partito, ma con i Quaderni sotto il braccio. Zoppica, sì. Ma il pensiero, quello, non zoppica mai. Si ferma davanti al banco delle firme. Legge: “Dichiara di essere antifascista”. Sorride. Di quel sorriso sardo, tagliente, che è già una glossa a margine della Storia.

 

Dunque cosa avrebbe detto? Avrebbe detto, forse, che la cultura muore due volte: quando la si imbavaglia e quando la si imbalsama. La prima è dittatura. La seconda è retorica. E tra le due, Gramsci, che del carcere fece cultura, avrebbe scelto la terza via: l’ironia. Perché l’ironia è l’arma di chi non ha cannoni, ma ha concetti. Di chi sa che una firma imposta è già una resa, anche se la firma è sulla parola “libertà” o meglio falsa libertà. Gramsci ha passato la vita a spiegare che l’egemonia non si decreta. Si costruisce. È direzione intellettuale e morale, non dichiarazione giurata. È il lento lavoro della talpa, non il timbro del notaio. Trasformare l’antifascismo in autocertificazione significa non aver capito nulla dei Quaderni, chiaramente per li ha letti e capiti. Significa confondere il consenso con il consenso informato, la battaglia delle idee

con la fila allo sportello.

 

Lui, che scriveva che “la cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore”, avrebbe guardato quel foglio e avrebbe mormorato: “Ecco l’analfabetismo degli istruiti”. Perché l’antifascismo, per Gramsci, non era etichetta da appuntare al petto. Era metodo. Era capacità di leggere il mondo, di smontare il senso comune, di farsi Stato senza diventare statale.  Chiedere a un editore di firmare di essere antifascista è come chiedere a un filosofo di firmare di essere intelligente. Se lo firmi, dimostri che non lo sei. Gramsci avrebbe firmato? Forse sì. Ma sotto, con la sua grafia minuta, avrebbe aggiunto: “Firmo perché sono in carcere. Voi perché siete liberi, perché firmate?”. La polemica ha fatto scadere il tono della Fiera. E Gramsci, che del tono fece questione politica, lo avrebbe notato subito. Perché il tono è egemonia. È la musica che sta sotto le parole. Quando la cultura alza la voce, smette di convincere. Quando chiede patenti, smette di educare.

 

Più libri più liberi era nata come spazio franco dove il piccolo editore poteva esistere accanto al colosso, dove l’idea eretica aveva la stessa sedia dell’idea ortodossa. Metterci il gabbiotto del pedaggio etico significa trasformare l’isola in dogana. E Gramsci, che sulle isole – Ustica, poi il carcere – costruì biblioteche, sapeva che la dogana è il luogo dove le idee muoiono: vengono aperte, controllate, tassate. L’ironia feroce è questa: per difendere l’antifascismo, si usa la grammatica del fascismo. L’obbligo, il giuramento, l’esclusione. Gramsci avrebbe citato Machiavelli: “Gli uomini dimenticano più facilmente la morte del padre che la perdita del patrimonio”. Noi abbiamo dimenticato più facilmente il metodo del fascismo che i suoi simboli. E così lo replichiamo, con le migliori intenzioni, su carta intestata.

 

Nei Quaderni l’editore non c’è. Ma c’è l’intellettuale organico, colui che organizza la cultura, che salda il blocco storico. L’editore, oggi, è il suo pronipote laico. Non deve giurare sulla Costituzione: deve farla vivere. E la fa vivere pubblicando anche ciò che lo indigna, perché “dire la verità è sempre rivoluzionario”, ma la verità non ha timbro.  Gramsci avrebbe difeso l’editore che pubblica un libro sgradevole più dell’editore che firma un foglio gradito. Perché il primo rischia il mercato, il secondo rischia nulla. E senza rischio, diceva, non c’è egemonia. C’è solo conformismo. Quel conformismo che lui chiamava “il più grande nemico della rivoluzione”. Oggi lo chiamerebbe “il più grande nemico della Fiera”.

 

Alla fine, forse, Gramsci avrebbe firmato. Ma non il modulo. Avrebbe firmato una nota a margine, come faceva nei Quaderni:

“Io sono antifascista perché penso. Se smetto di pensare, firmate pure per me. Ma sappiate che quel giorno avrete firmato la mia condanna, non la mia adesione”. E se ne sarebbe andato, zoppicando, tra gli stand. A cercare un libro non allineato. Perché sapeva che la libertà non sta nel dichiararla. Sta nel praticarla. Anche, e soprattutto, quando nessuno ti guarda. Anche, e soprattutto, quando firmare sarebbe più comodo.

 

La cultura, per Gramsci, era “conoscere sé stessi”. La Fiera, oggi, sembra averlo dimenticato. Ha chiesto agli altri di dichiararsi, per non dover dichiarare a sé stessa la propria paura. E la paura, diceva sempre lui, “è il vero analfabetismo”. Il resto è modulo. È anticultura. È l’ala che diventa timbro.  E Gramsci, delle ali, se ne intendeva. Anche dal carcere. Ma Gramsci conosceva. Aveva un pensiero. Condivisibile o meno. Ma il pensiero c’era.  I libri li aveva abitati e scritti.  Studiava e soprattutto capiva. E oggi? Si affonda. Si chiedono firme, sottoscrizioni e giuramenti. Per cosa? Per una una storia che è finita dal 1945.  Si sono superati tutti i limiti del ridicolo.

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Alberto Stasi e Jean Valjean: il difficile ritorno alla libertà

Alberto Stasi e Jean Valjean: il difficile ritorno alla libertà

La scarcerazione di una persona che ha trascorso anni in carcere da innocente rappresenta sempre un momento complesso, carico di significati giuridici, umani e sociali. In questo senso, pur appartenendo a mondi profondamente diversi, la vicenda di Alberto Stasi e quella di Jean Valjean, il protagonista del romanzo I Miserabili di Victor Hugo, offrono uno spunto di riflessione sul rapporto tra libertà riconquistata e giudizio della società.

Naturalmente le differenze sono enormi. Jean Valjean è un personaggio letterario dell’Ottocento francese, condannato per il furto di un pane e successivamente perseguitato da un sistema penale che Hugo descrive come severo e disumano. Alberto Stasi è invece una figura reale, protagonista di uno dei casi giudiziari più discussi della cronaca italiana contemporanea. Le loro storie non sono sovrapponibili né per contesto né per contenuti.

Esiste però un punto di contatto simbolico: il momento in cui il carcere si apre e la persona peraltro sempre innocente come Stasi si trova di fronte alla necessità di ricostruire la propria esistenza. Per Jean Valjean la libertà non coincide immediatamente con la reintegrazione. Una volta uscito dal carcere, scopre che il peso del passato continua a seguirlo ovunque. La diffidenza degli altri, il marchio dell’ex detenuto e l’impossibilità di essere giudicato per ciò che è diventato rappresentano ostacoli quasi insormontabili.

Anche nelle vicende contemporanee ad alta esposizione mediatica, la scarcerazione non segna necessariamente la fine della pena sociale. Quando un caso ha occupato per anni le prime pagine dei giornali e il dibattito televisivo, l’attenzione dell’opinione pubblica può continuare ben oltre il termine della detenzione. La persona torna libera sul piano giuridico, ma resta spesso oggetto di discussione, interpretazioni e giudizi.

Victor Hugo aveva compreso con straordinaria lucidità questo meccanismo. Nei Miserabili il vero conflitto non è soltanto tra il detenuto e la legge, ma tra l’individuo e lo sguardo della collettività. Jean Valjean riesce a cambiare la propria vita, ma deve continuamente confrontarsi con un’identità che gli altri sembrano voler fissare per sempre nel suo passato.

La riflessione che emerge è attuale ancora oggi: una società moderna deve certamente garantire l’accertamento delle responsabilità e l’esecuzione delle pene previste dalla legge, ma deve anche interrogarsi sul significato del reinserimento. Se la libertà ritrovata non è accompagnata dalla possibilità concreta di costruire un nuovo percorso, il rischio è che la pena continui a esistere in forme diverse, al di fuori delle mura del carcere. Con la vicenda di Alberto Stasi “I Miserabili” sono erano fuori dal carcere.

Per questo la figura di Jean Valjean conserva una forza universale. La sua storia non offre risposte semplici, ma pone una domanda essenziale: quando una persona esce di prigione, la società è davvero pronta a riconoscerle la possibilità di una nuova vita? È una questione che attraversa la letteratura, il diritto e la cronaca, e che continua a interrogare la coscienza collettiva ben oltre il singolo caso. Alberto Stasi invece ha subito il carcere da innocente e questo fatto dovra’ fare la differenza sul resto della sua vita da vivere.(con l’ausilio dell’AI)

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Auto in un fosso a Grosseto, morto 34enne e ferita bimba di 6 anni

Auto in un fosso a Grosseto, morto 34enne e ferita bimba di 6 anni

Un uomo di 34 anni è morto e una bimba di 6 anni è rimasta ferita in un incidente stradale avvenuto all’alba di oggi lungo la strada provinciale della Trappola, nel comune di Grosseto.

Un uomo di 34 anni è morto e una bimba di 6 anni è rimasta ferita in un incidente stradale avvenuto all’alba di oggi lungo la strada provinciale della Trappola, nel comune di Grosseto. L’allarme è scattato alle 5:53, quando il personale del 118 è stato attivato per un’auto finita fuori strada e ribaltata in un fossato. Il medico intervenuto sul posto ha purtroppo constatato il decesso dell’uomo alla guida del veicolo. La bambina, estratta dal veicolo dai vigili del fuoco, è stata trasportata in codice 2 al Meyer di Firenze con l’elicottero Pegaso. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Grosseto, che stanno effettuando i rilievi necessari per ricostruire la dinamica dell’incidente. Alle 7:46 la strada provinciale della Trappola risultava ancora chiusa al traffico per consentire lo svolgimento delle operazioni di soccorso e i rilievi.

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Tragedia nel Grossetano: un morto e una bambina ferita

Un uomo è morto è una bambina di sei anni è rimasta ferita in un incidente stradale nel Grossetano, sulla strada della Trappola. La tragedia all'alba di lunedì 15 giugno intorno alle sei del mattino. L'auto sulla quale viaggiavano l'uomo e la bambina è uscita di strada ed è finita nel fosso. La vittima aveva 34 anni. Altre notizie nei Continue Reading

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Parterre, Ceccardi e Ghiozzi (Lega): “Minacce a una bambina per come si veste, inaccettabile”

«Quanto accaduto al Parterre di Livorno, dove una bambina di 12 anni è stata aggredita e minacciata di morte perché vestiva “all’occidentale”, è un fatto gravissimo che non può essere minimizzato.» Lo dichiarano l’europarlamentare della Lega e vicepresidente del gruppo Patriots for Europe Susanna Ceccardi e Carlo Ghiozzi, Segretario Provinciale Lega Livorno e Capogruppo Consiglio Comunale.

«Si tratta di un episodio che colpisce i valori fondamentali della nostra società – spiegano Ceccardi e Ghiozzi – : libertà personale, tutela dei minori, parità uomo-donna e rispetto della legge italiana. Nessuno può imporre il proprio credo religioso con intimidazioni o violenza. Esprimiamo piena solidarietà alla bambina e alla sua famiglia, che ha avuto il coraggio di denunciare.»

«Davanti a questa vergogna – incalzano i due esponenti del Carroccio – registriamo l’ennesimo, assordante silenzio del Pd di Livorno. Siamo di fronte al festival dell’ipocrisia e dei due pesi e due misure: la sinistra locale è sempre pronta a salire sulle barricate per pontificare sul patriarcato, ma scatta il reato di lesa maestà e si gira dall’altra parte se il patriarcato in questione è quello islamico. Evidentemente, per il Partito Democratico la difesa dei diritti delle donne e delle bambine vale solo a giorni alterni e a seconda della nazionalità di chi calpesta la nostra libertà.»

«Da tempo – concludono gli esponenti leghisti – denunciamo il rischio di radicalismo e di pressioni culturali incompatibili con i nostri principi. L’integrazione non è a senso unico: chi vive in Italia deve rispettarne le regole, i valori e le libertà. Chiediamo alle autorità di fare piena luce sulla vicenda, identificare i responsabili e agire con fermezza.»

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Traffico droga, riciclaggio e immigrazione clandestina, 40 misure

Traffico droga, riciclaggio e immigrazione clandestina, 40 misure

Gli investigatori del servizio centrale operativo della Polizia di Stato e della squadra mobile di Prato, coordinati dalla Dda della procura di Firenze, stanno eseguendo una vasta operazione con oltre 40 misure di custodia cautelare nei confronti di diversi soggetti.

Gli investigatori del servizio centrale operativo della Polizia di Stato e della squadra mobile di Prato, coordinati dalla Dda della procura di Firenze, stanno eseguendo una vasta operazione con oltre 40 misure di custodia cautelare nei confronti di diversi soggetti, italiani e stranieri, ritenuti coinvolti a vario titolo di associazione a delinquere, traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di cittadini cinesi. Impiegati circa 150 uomini della polizia.

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Blitz ad Arzano contro clan Camorra della “167”, 17 misure cautelari

Blitz ad Arzano contro clan Camorra della “167”, 17 misure cautelari

ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 17 persone, indagate a vario titolo per associazione mafiosa, estorsione aggravata e usura. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Le indagini, condotte tra il 2021 e il 2022, hanno raccolto gravi indizi sul clan della “167” di Arzano, gruppo criminale considerato l’articolazione territoriale del clan “Amato-Pagano”, storico sodalizio della zona nord di Napoli.

Secondo gli investigatori, la consorteria esercitava un controllo egemone sul territorio di Arzano e nei comuni limitrofi, in particolare attraverso il racket. Gli indagati avrebbero infatti preso di mira numerosi imprenditori e commercianti locali con continue richieste di denaro. L’inchiesta ha inoltre fatto emergere la particolare violenza del gruppo, utilizzata anche all’interno dello stesso sodalizio, con pestaggi punitivi per risolvere i contrasti interni.

– Foto: Uffico stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).

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Traffico internazionale di droga e immigrazione clandestina, maxi blitz Polizia

Traffico internazionale di droga e immigrazione clandestina, maxi blitz Polizia

ROMA (ITALPRESS) – Vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) della Procura di Firenze. Nel blitz sono impiegati circa 150 agenti. Gli investigatori del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Prato stanno eseguendo oltre quaranta misure di custodia cautelare nei confronti di diverse persone, sia italiane che straniere. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di cittadini cinesi.

pc/mca3 (fonte video: Polizia di Stato)

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Maxi blitz contro il traffico internazionale di droga e l’immigrazione clandestina

Maxi blitz contro il traffico internazionale di droga e l’immigrazione clandestina

ROMA (ITALPRESS) – Vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) della Procura di Firenze. Nel blitz sono impiegati circa 150 agenti.

Gli investigatori del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile di Prato stanno eseguendo oltre quaranta misure di custodia cautelare nei confronti di diverse persone, sia italiane che straniere.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di cittadini cinesi.

È stata inoltre, eseguita una misura in Spagna in collaborazione con la Polizia Spagnola ed Europol. I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una Conferenza Stampa che verrà convocata in mattinata dalla Procura della Repubblica di Firenze.

– Foto: Da video Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

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Scoperta maxi frode fiscale da 200 milioni in Lombardia, 8 arresti

Scoperta maxi frode fiscale da 200 milioni in Lombardia, 8 arresti

LODI (ITALPRESS) – Un’organizzazione criminale capace di riciclare oltre 200 milioni di euro trasferendoli in Cina attraverso canali bancari clandestini. È quanto scoperto dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Lodi, nell’ambito dell’indagine “Green River” coordinata dalla locale Procura. I finanzieri hanno eseguito 8 misure cautelari personali e un maxi sequestro da 31 milioni di euro che ha colpito 44 soggetti.

L’inchiesta, partita nel 2024 da verifiche su una società fantasma del lodigiano, ha svelato un sofisticato sistema di “underground banking”. L’organizzazione utilizzava 41 società “cartiere”, gestite da un ufficio anonimo a Chiari (in provincia di Brescia), per emettere fatture false per 200 milioni di euro a favore di imprese clienti. I soldi venivano inviati all’estero tramite “Iban virtuali” per ostacolare i controlli, per poi essere restituiti in contanti agli imprenditori italiani in cambio di una commissione del 10%.

Grazie a questo meccanismo, i clienti ripulivano i profitti di vari reati (anche legati a droga e criminalità organizzata), mentre la comunità cinese rimpatriava i propri guadagni. Alcune società compiacenti hanno persino utilizzato falsi crediti d’imposta legati al sisma in Abruzzo del 2009 e alla pandemia Covid per azzerare i propri debiti con il Fisco.

Una delle aziende fantasma serviva invece a frodare l’Iva sulle importazioni di merci dall’India. Tra gli arrestati figura anche un commercialista italiano, che gestiva la contabilità e i modelli F24 del gruppo. Il capo dell’organizzazione è finito ai domiciliari con il braccialetto elettronico. I sigilli dei militari hanno riguardato conti correnti, immobili, auto e beni di lusso. Durante le perquisizioni, i cani “cash dog” delle Fiamme Gialle hanno scovato oltre 100.000 euro in contanti nascosti in case e vetture.

– Foto GDF –

(ITALPRESS).

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Roma, controlli sulla movida a Trastevere: un arresto e sanzioni per 20mila euro

Roma, controlli sulla movida a Trastevere: un arresto e sanzioni per 20mila euro

ROMA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha messo in campo un servizio straordinario di controllo orientato al contrasto dei reati e dello spaccio di sostanze stupefacenti, nonché alla tutela della sicurezza urbana. L’operazione, coordinata dal Commissariato di P.S. Trastevere, si è sviluppata lungo le direttrici maggiormente interessate dai flussi del divertimento serale: da Piazza Trilussa a Ponte Sisto, passando per Piazza Sonnino, la Scalinata del Tamburino, Piazza San Calisto, Piazza Santa Maria in Trastevere e viale di Trastevere. Nel corso delle attività sono state identificate 91 persone e controllati 5 veicoli. Il bilancio operativo restituisce un arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e due denunce all’Autorità Giudiziaria, rispettivamente per ricettazione e per frode in commercio.

pc/mca3 (fonte video: Polizia di Stato)

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Davanti alla pressione mafiosa e agli attentati incendiari a Palermo, dov’è la strategia straordinaria dello Stato?

Gli attentati incendiari che da mesi colpiscono Palermo, gli imprenditori sotto pressione e gli arresti eseguiti nelle ultime ore raccontano una realtà che non va assolutamente sottovalutata. Siamo di fronte a una pressione mafiosa di particolare virulenza che tenta di riaffermare controllo del territorio, capacità intimidatoria e dominio economico.

Le autorità locali dimostrano di essere all’altezza della situazione. Magistratura, Prefettura ed inquirenti stanno svolgendo il proprio compito con professionalità, determinazione e spirito di servizio. Quando arrivano gli arresti, vengono sequestrati patrimoni e individuati gli autori di attentati ed estorsioni, il merito è di quelli che lavorano sul territorio, con organici e risorse mai proporzionati alla complessità delle sfide che devono affrontare.

Ed è proprio qui che nasce una domanda che la politica nazionale dovrebbe avere il coraggio di affrontare. Da tempo i segnali erano evidenti. La pressione criminale cresceva, gli episodi intimidatori si moltiplicavano, gli imprenditori lanciavano allarmi sempre più preoccupati e, in attesa dei tempi necessari allo sviluppo delle indagini, avevano bisogno di vedere una risposta straordinaria di controllo del territorio. Non stiamo parlando di un’emergenza improvvisa esplosa nel giro di pochi giorni ma di una situazione che avrebbe dovuto indurre, da mesi, una riflessione strategica sul tipo di risposta da costruire in via immediata a sostegno delle istituzioni locali.

Se una città viene considerata così problematica da richiedere ripetute visite del Ministro dell’Interno e la convocazione di comitati da lui presieduti ai massimi livelli istituzionali, significa che il problema ha assunto una dimensione che supera la gestione ordinaria. E se è davvero così, la domanda diventa inevitabile: dov’è la strategia straordinaria dello Stato? Altrimenti si crea il paradosso che, da una parte, si comunica che lo Stato è presente e, dall’altra, si lascia che siano quasi esclusivamente le strutture territoriali a sostenere il peso della risposta.

Il Sindaco di Palermo lo ha detto con parole che meritano attenzione: la solidarietà non basta, serve una risposta straordinaria dello Stato. E da tempo chiede che il centro sostenga le autorità locali. E con lui lo chiedono a gran voce tutti gli organismi, enti e cittadini. Ciò che si è visto finora è soprattutto una continua narrazione della sicurezza in cui emergono ringraziamenti, celebrazioni e rassicurazioni. Quasi nessun rinforzo reale. Nessun rafforzamento visibile delle strutture investigative. Nessuna strategia capace di sostenere concretamente chi combatte ogni giorno questa battaglia.

Del resto, è esattamente questo che dovrebbe fare uno Stato moderno quando ritiene che un territorio stia affrontando una sfida straordinaria. Negli ultimi anni, invece, si moltiplicano le zone rosse, anche a Palermo, si annunciano controlli, si diffondono statistiche e si realizza una narrazione permanente della sicurezza non accompagnata dalle risorse necessarie a trasformarla in risultati.

L’esito finale è quello che emerge anche in altre città italiane. A Milano, ad esempio, si scopre che dodici zone rosse dovrebbero essere controllate da appena sedici agenti di polizia locale, poco più di uno per area, al punto che la stessa stampa parla apertamente di “controlli farsa”. È la fotografia perfetta della differenza tra annunciare e realizzare.

È lo stesso rischio di Palermo e di altre realtà del Paese. Penso a Foggia e al Gargano, dove negli anni successivi al grande intervento di sistema avviato nel 2017 lo Stato dimostrò quanto potesse essere efficace una strategia che mise insieme investigatori, controllo del territorio, Procure, Prefettura e forze di polizia in un’unica azione coordinata. Oggi, progressivamente, quell’intervento di sistema si è ridotto e si stanno riaffacciando fenomeni criminali che sembravano appartenere al passato perché quella strategia non appare più sostenuta con la stessa determinazione di allora. Altri tempi, altri ministri e capi della Polizia.

Per questo Palermo non riguarda soltanto Palermo. Riguarda l’idea stessa di sicurezza che vogliamo costruire. Sarebbe davvero bello se al termine dell’ennesimo Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica annunciato a Palermo e presieduto dal Ministro dell’Interno non leggessimo il solito comunicato fatto di ringraziamenti, rassicurazioni sulla presenza dello Stato e di telecamere, ma l’illustrazione di una strategia operativa e organizzativa straordinaria, immediata e concreta, capace di sostenere il lavoro dei magistrati e di tutte le istituzioni locali che ogni giorno combattono questa battaglia, sindaco compreso.

Perché la mafia non teme le dichiarazioni, le statistiche o le conferenze stampa. Teme gli uomini, le indagini, il controllo del territorio e la continuità dell’azione dello Stato.

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Marciapiedi ostacolati da biciclette e scooter: cresce il malcontento tra i cittadini

LIVORNO – Tornano le segnalazioni sui problemi di accessibilità tra via Mentana e piazza dei Mille, dove la presenza di biciclette e scooter parcheggiati sui marciapiedi continua a suscitare proteste tra residenti e cittadini.

Le fotografie inviate alla redazione mostrano marciapiedi in più punti occupati da mezzi in sosta, con uno spazio di passaggio notevolmente ridotto. Una situazione che, secondo chi frequenta quotidianamente la zona, crea disagi soprattutto alle persone con mobilità ridotta.

Il problema più rilevante riguarda infatti l’impossibilità, in diversi tratti, di consentire il passaggio agevole di sedie a rotelle, carrozzine per bambini e ausili per la deambulazione. In alcuni casi lo spazio residuo tra i mezzi parcheggiati e gli edifici appare insufficiente per permettere il transito in sicurezza, costringendo gli utenti a fermarsi o a scendere dal marciapiede.

Secondo le segnalazioni raccolte, la situazione sarebbe particolarmente critica in piazza dei Mille, dove il problema viene denunciato da anni senza che sia stata trovata una soluzione definitiva.

I cittadini chiedono controlli più frequenti e interventi capaci di garantire la piena fruibilità dei marciapiedi, evitando che le aree riservate ai pedoni vengano trasformate in parcheggi improvvisati per biciclette e scooter.

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C’è un indagato per la morte della giovane Imane le cui ossa furono ritrovate in A1

C’è un indagato per la morte della giovane Imane le cui ossa furono ritrovate in A1

C’è un indagato per omicidio e occultamento di cadavere per la morte di Imane Laloua, una giovane donna di origine marocchina, scomparsa da Prato, dove viveva, nel 2003, e le cui ossa furono poi ritrovate da un camionista casualmente tre anni dopo in un sacco abbandonato nella boscaglia lungo l’A1, a Barberino del Mugello (Firenze). Lo scrive La Repubblica nell’edizione fiorentina.

La procura di Firenze ha notificato a un 45enne di origine albanese residente a Firenze, un avviso di accertamenti irripetibili, da eseguire su alcuni oggetti, mai analizzati, rinvenuti nella sua auto – poche settimane prima del ritrovamento del resti – e rimasti per tutto il tempo negli uffici di un commissariato nelle Marche.
Gli inquirenti avrebbero chiesto di verificare se ci siano tracce del Dna della vittima: un ‘match’ che si annuncia tutt’altro che scontato, anche a causa della forte distanza di tempo, ma su cui i familiari ripongono ora forti speranze: la madre della giovane donna non si è mai arresa in questi 23 anni dalla scomparsa della figlia. “Credo che ci sia ancora molto da fare — dice a Repubblica l’avvocato Francesco Filograsso, che assiste la madre di Imane, Chakir Zoubida -. Lo abbiamo sostenuto a ottobre 2024 con l’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura, e lo abbiamo ribadito nella nostra istanza di riapertura delle indagini presentata lo scorso marzo. Diverse persone sono rimaste nell’ombra nei precedenti accertamenti”.
La nuova pista si è sviluppata in modo complesso, incrociandosi con l’inchiesta a Prato su Vasile Frumuzache, la guardia giurata sotto processo per gli omicidi di due giovani escort romene: ipotizzando altri delitti, gli inquirenti hanno setacciato casi di donne scomparse e morti irrisolte. Non sono emersi collegamenti con persone vicine alla guardia giurata, ma la scoperta di quei reperti potenzialmente riconducibili al delitto ma mai analizzati, ha spinto a indagare ancora. Sarebbe così emerso, riferisce Repubblica, che prima di essere fermato, l’uomo avrebbe viaggiato lungo l’autostrada passando anche dalla Toscana: da qui la trasmissione degli atti alla procura di Firenze, che ha sviluppato la pista poi arrivata a discovery con l’avviso notificato all’indagato.

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Fiom, 125 anni di storia: oggi la targa celebrativa in piazza dei Domenicani

Livorno 15 giugno 2026 Fiom, 125 anni di storia: oggi la targa celebrativa in piazza dei Domenicani La Fiom quest’anno compie 125 anni. La Fiom è nata il 16 giugno 1901, nella sede della Fratellanza Artigiana, a Livorno, dove si svolse il congresso fondativo. Il primo articolo dello Statuto così recitava: «Con deliberato del I …

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Gorgona, la libertà passa dal teatro. L’emozione dei detenuti-attori

Isola di Gorgona, 15 giugno 2026 – “E chi me lo doveva dire che un giorno avrei fatto emozionare le persone?”. Sullo sfondo di un mare ‘a patana’, come dicono qui a Livorno quando le onde scompaiono e il vento trova pace, Michele si racconta, insieme agli altri detenuti di Gorgona. Spiega cosa ha provato nelle vesti di attore, dopo la messa in scena dell’ultimo spettacolo, “Le Città Invisibili”, curato dalla Compagnia Teatro popolare d’arte di Lastra a Signa, in provincia di Firenze. Qui, nell’unica isola carcere d’Europa, tutto si trasforma in metafora, non solo le parole. Le onde, che oggi si nascondono, ma sanno bene come mugghiare e ferire durante le tempeste; il mare che a volte è un ponte e altre un invalicabile confine; i gatti, che sembrano liberi, ma che non se ne possono andare davvero e finiscono per rifugiarsi nelle celle insieme ai detenuti. E il teatro che diventa strumento per guardarsi allo specchio, per provare a chiudere un sipario e riaprirlo su qualcosa di diverso.

Attori alla Gorgona

Il teatro sull’isola-carcere

“Quando interpretiamo i diavoli – racconta Louis, un altro detenuto attore – sento di lasciare me stesso proprio lì, sotto quel ponte, dove andiamo in scena. E di correre via diventando ciò che voglio essere”. Il teatro, a Gorgona, lo ha portato sette anni fa la Compagnia popolare d’arte, guidata da Gianfranco Pedullà. Stagione dopo stagione, sono stati messi in scena Omero, Ovidio e Shakespeare, all’interno del progetto “Il Teatro del Mare”, davanti agli spettatori arrivati appositamente in barca dalla terraferma. Poi, con “Le Città Invisibili”, i detenuti hanno scelto di raccontare loro stessi, le proprie tempeste, le emozioni, mantenendo i racconti di Italo Calvino come un tenue fil rouge, insieme agli arcani maggiori dei Tarocchi. Il percorso di scrittura teatrale a cura dello stesso Pedullà, di Chiara Migliorini e Francesco Giorgi ha viaggiato così attraverso sogni e incubi, rimpianti e desideri di chi da molti anni vive in carcere. “Sentite come è leggero il sacco dei miti e come è pesante quello dei rimpianti” dice l’attore che interpreta il Matto, aspettando il pubblico in cima alle scale, accanto alla chiesetta dell’isola, dove i fiori di cappero mostrano i sottilissimi stami purpurei, che pure sfidano il sole cocente e la salsedine.

I sacchi dei ricordi

“Ci sono i sacchi delle cose dette e quelli delle cose non dette. E poi i sacchi dei ricordi e i sacchi da buttare per fare spazio ad altri sacchi”. Gli stessi in cui provano a fare spazio loro, i detenuti dell’isola. Uomini di ogni parte del mondo e di età differenti che, per le regole stesse del carcere, hanno già scontato pene molto lunghe e hanno reati gravi alle spalle, spesso contro la persona. Ma che, durante la detenzione, si sono anche distinti per buona condotta, predisposizione al lavoro e alla socialità. “Siamo una comunità – spiegano incontrando gli spettatori a fine spettacolo – chi non sa stare con gli altri non è adatto a vivere qui. La mattina lavoriamo 4 ore, durante il giorno possiamo partecipare a corsi e laboratori”. Anche il teatro, che all’inizio li ha visti quasi tutti diffidenti. E poi li ha stregati. “Mi sono avvicinato perché Pedullà è calabrese come me – racconta un altro attore, 17 anni di carcere già scontato -. Posso essere sincero? Il teatro non mi convinceva per nulla. Poi Gianfranco mi disse: ‘Prova, se non ti piace te ne vai’. La prima volta mi tremavano le gambe e da allora non ho più smesso. Ho cercato di dare una mano anche fra un’udienza e l’altra, quando la testa era altrove”.

Un percorso itinerante

Lo spettacolo, come già in altre edizioni, è un percorso itinerante in cui detenuti e spettatori si muovono, sotto la scritta azzurra che campeggia sul porticciolo riportando l’articolo 27 della Costituzione: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità, ma devono tendere alla rieducazione del condannato”. Pubblico e attori percorrono insieme i vicoli dell’isola carcere, i giardinetti dei colloqui con i familiari, la spiaggia dove il mare è vietato a chi deve scontare la pena. Passano in pertugi, scale e passaggi, che si aprono come crepe nell’antico villaggio dei pescatori. “C’è più vita di quanto non si possa credere nelle crepe. Voi avete attraversato le nostre” dicono a un passo dal mare ,mostrando le ultime carte dei Tarocchi. Il Mondo, il luogo in cui è possibile rinascere. E la Morte, perché ogni fine ha bisogno di un nuovo inizio.

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“Serve il medico di emergenza”. Rosignano, anche il sindaco scende in piazza

Rosignano, 15 giugno 2026 – “Oltre 200 firme in appena 2 ore, molte persone che già ci contattano per chiedere quali saranno i prossimi appuntamenti per venire ai nostri banchetti”. Così il gruppodi maggioranza Rosignano nel Cuore sulla manifestazione per chiedere il medico di emergenza. “Rosignano: 30mila residenti, 120mila turisti, 0 medici di emergenza” recita lo striscione esposto sul lungomare Colombo a Caletta dove si svolgeva la festa del pesce.

Un'iniziativa aperta a tutti i cittadini

“La nostra iniziativa, come già detto nelle settimane passate, è aperta a tutti i cittadini – spiaga Rosignano nel Cuore – le associazioni e le forze politiche che vogliano aderire, indipendentemente dal proprio colore, è una battaglia che secondo noi dovrebbe essere trasversale. Ringraziamo chi ha partecipato i e chi lo farà anche alle iniziative future. Nei prossimi giorni pubblicheremo date e luoghi dei prossimi appuntamenti, vi aspettiamo a firmare”. A soiegare i motivi della richiesta anche il sindaco Claudio Marabotti che ha partecipato al presidio.

Il declassamento del servizio

“Il medico di emergenza è stato sostituito dall’infermiere – spiegano i 5 Stelle che fano partte della maggioranza – per cui abbiamo massima stima ma producendo, di fatto, un declassamento del servizio, medico e infermiere infatti per legge sono figure diverse ed il secondo purtroppo ha possibilità di intervento minori.

In caso di bisogno il medico dovrà arrivare da Cecina oppure, se già impegnato, da Livorno, con un notevole aumento dei tempi. Questo sistema a nostro avviso presenta una falla enorme: è sbagliato tenere un medico di emergenza in comuni dove c’è già un pronto soccorso attrezzato e raggiungibile in pochi minuti, lasciando invece scoperto il territorio di Rosignano, uno dei più vasti e popolati delle Valli Etrusche.

La raccolta firme per l'automedica

Noi non rimaniamo in silenzio di fronte a questa ingiustizia, abbiamo organizzato per questo un presidio di protesta sul lungomare Colombo in località Caletta, nell’ex area di posizionamento della padella in occasione della festa del pesce. Contestualmente è iniziata una raccolta firme per chiedere l’automedica a Rosignano”.

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Attraccata la nave con 35 persone salvate nel Mediterraneo

Intorno alle 11.30 di questa mattina (domenica 14 giugno) ha attraccato al porto di Livorno la nave ong Solidaire. L’imbarcazione ha a bordo 35 migranti soccorsi nei giorni scorsi nelle acque del Mediterraneo durante un’operazione di ricerca e salvataggio a sud di Malta. Per la maggior parte i naufraghi sono di origine bengalese, ma ci sono a bordo anche somali ed egiziani. Con loro in origine c’erano anche 23 minori non accompagnati che però, spiegano dalla prefettura di Livorno, sono stati fatti sbarcare al porto di Civitavecchia (nel Lazio). I migranti adulti saranno accompagnati in un centro di accoglienza in provincia di Siena, mentre per i minori già sbarcati in Lazio è previsto il trasferimento in Abruzzo, in una apposita struttura in provincia di Chieti.

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La nuova vita di Alberto Stasi

L'ordinanza del tribunale di sorveglianza prevede alcune limitazioni: potrà uscire di casa dalle 06:30 alle 23; non può stare fuori la notte e ha all'obbligo di dimora in Lombardia

© RaiNews

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Open Arms: “Il patto europeo lascia morire i migranti nel Mediterraneo”

Da ieri è entrata in vigore una parte del Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo. Una riforma che si presenta come la risposta europea strutturale al fenomeno migratorio, ma che non prevede misure dedicate al soccorso delle persone in difficoltà nelle acque del Mediterraneo. Non sono stati infatti approntati meccanismi di coordinamento, risorse o riconoscimenti del ruolo delle organizzazioni umanitarie che ogni giorno operano in quelle acque. Secondo i numeri rilasciati dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, nei primi cinque mesi del 2026, 1.239 persone sono morte o disperse nel Mediterraneo. Un incremento superiore al 150% (dato OIM) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: il dato più alto per questo periodo dell’anno dal 2014. Intanto, solo il 21% delle persone arrivate in Italia nei primi cinque mesi del 2026 è stato soccorso da navi delle ONG nel Mediterraneo.

“Il Mediterraneo non ha bisogno di più controllo. Ha bisogno di più soccorso, di più mezzi, di più persone formate per farlo. Il Patto va nella direzione opposta.” – afferma Valentina Brinis, advocacy officer di Open Arms, ONG che lavora da oltre 10 anni e ha affiancato al lavoro di ricerca e soccorso nel Mediterraneo anche una vera e propria attività di monitoraggio dei flussi. Il Patto evidenzia un approccio securitario e il peggioramento delle condizioni di accoglienza con un aumento generalizzato delle espulsioni, violando il principio di non respingimento e la Costituzione italiana, che prevede la valutazione individuale per le richieste d’asilo. Le misure che sono appena entrate in vigore disegnano un’idea molto precisa di cosa l’Europa voglia fare della migrazione: gestirla come una minaccia da contenere, non come una realtà umana da governare con strumenti adeguati. Le modifiche approvate rafforzano un’impostazione che svuota progressivamente il diritto d’asilo della sua dimensione individuale, sostituendo l’esame effettivo delle singole storie con presunzioni di sicurezza, automatismi e procedure accelerate.

La procedura accelerata obbligatoria per chi proviene da paesi con tasso di riconoscimento inferiore al 20% è forse la misura più preoccupante: chi arriva da determinati paesi viene giudicato in base alla propria nazionalità, non alla propria storia. Un esempio su tutti è quello delle migrazioni ambientali provenienti dal Bangladesh. Da anni Open Arms soccorre nel Mediterraneo un numero crescente di persone provenienti dal Bangladesh: nei primi tre mesi del 2026, i bangladesi rappresentano il 29% di tutti gli arrivi via mare in Italia. Con l’entrata in vigore del Patto, queste persone – dopo un anno di viaggio, dopo aver attraversato deserti, frontiere e il Mediterraneo – saranno automaticamente sottoposte a procedura accelerata e, nella grande maggioranza dei casi, rimpatriate poiché il paese d’origine è ritenuto, sicuro nonostante l’innalzamento del livello del mare ha postato allo sfollamento di circa 20 milioni di persone e il paese sia terzo paese al mondo con il più alto rischio di sfollamento per alluvione.

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Bambina di 12 anni minacciata al Parterre

LIVORNO - Una ragazzina di 12 anni è stata minacciata da una donna che indossava il burqa. L'aggressione sarebbe scaturito perché la ragazzina non indossava abiti considerati consoni ai dettami dell'Islam. Sull'episodio è intervenuto Carlo Ghiozzi capogruppo della Lega in consiglio comunale a Livorno: "Quanto accaduto al Parterre è un episodio di una gravità inaudita, fuori da ogni logica e Continue Reading

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Trump, 80 anni sotto i riflettori

Compie oggi 80 anni il presidente americano Donald Trump: dalla dinasty immobiliare alla carriera in tv alla politica

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Sorelle scomparse in Abruzzo da una casa-famiglia: maxi operazione di ricerca. Al vaglio i rapporti con i genitori

È passata una settimana da quando Alisya, 16 anni, e sua sorella Sarah, di 12 anni, sono scomparse dalla casa-famiglia “Ofh Hope” di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. Le ricerche si sono concentrate nelle ultime ore nel lago di Barrea, non lontano dal luogo della sparizione: i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno effettuato una ricognizione dello specchio d’acqua. Si sono soffermati in particolare sotto i due ponti, mentre droni e unità cinofile continuano a perlustrare il territorio dell’Alto Sangro. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Sulmona, Stefano Iafolla, proseguono a tutto campo, ma non hanno ancora fornito elementi utili per il ritrovamento delle due sorelle.

Le due minori, scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno, stando alle prime ricostruzioni degli investigatori, sono uscite da una porta-finestra lasciando dietro i sé i cellulari. Ad attenderle all’esterno non si esclude la possibilità che ci fosse un’auto. Le telecamere nel comune abruzzese hanno ripreso il passaggio di alcuni mezzi fra le 2 e le 5 del mattino. Gli agenti hanno aperto un fascicolo per sottrazione di minori, mentre i carabinieri stanno verificano ogni possibile pista, compresa appunto l’eventualità che qualcuno abbia aiutato le due ragazzine ad allontanarsi dalla struttura. I carabinieri della compagnia di Castel di Sangro hanno effettuato diversi sopralluoghi nella casa-famiglia, in particolare nelle camere da letto delle ragazze che sono state poste sotto sequestro. A tre giorni dalla scomparsa erano state perquisite, senza risultati, anche le abitazioni dei genitori e quella dei nonni materni.

Le due sorelle sono entrate nel circuito delle case-famiglia tre anni fa, dopo una difficile separazione dei genitori. Inizialmente la più grande, Alisya, era stata ospitata in una struttura di Cassino, per poi essere trasferita a Civitella Alfedena. Sarah invece dopo un periodo sempre a Cassino, era stata trasferita a Colli sul Velino, in provincia di Rieti. Sono state ricongiunte solo un anno fa nella struttura abruzzese da cui sono scomparse, dopo due anni di separazione. Mentre erano ospitate nelle case-famiglia, a entrambi i genitori era stata revocata la responsabilità genitoriale a causa della “conflittualità” a seguito del divorzio. A fine maggio però il Tribunale per i minori di Cassino l’aveva restituita solo al padre. L’uomo sta seguendo le operazioni di ricerca tra Barrea e Villetta Barrea accompagnato dal proprio legale, Francesco Riccardi. “Ci tengo a dire che non è vero che Alisya e Sarah non mi volevano né vedere né sentire – ha fatto sapere il padre smentendo le informazioni rivelate nei giorni passati dal legale della ex moglie -, il mercoledì precedente alla scomparsa, mi hanno contattato tramite Whatsapp e mi hanno raccontato tutto quanto avevano fatto durante la giornata”. Il padre ha anche denunciato i gestori della struttura dove le adolescenti erano ospitate in quanto “corresponsabili” della loro scomparsa, lamentando una presunta mancanza di controlli.

La madre invece ha lanciato un appello rivolto direttamente alle sue figlie: “Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata e ricordate che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme. Mamma vi aspetta”. Questo il contenuto di un audio che la donna ha consegnato al proprio avvocato, Enrico Mastantuono. La donna, a differenza del marito, non ha mai riottenuto la responsabilità genitoriale e, stando a quanto riferito dal legale, l’ultima volta che ha visto le due minori era il 17 maggio, uno degli incontri regolari che avvenivano nella casa-famiglia. “So che le ragazze hanno sempre rifiutato di incontrare il padre – ha detto Mastantuono – erano speranzose di poter tornare con la mamma, come testimoniano le numerose lettere che scrivevano con affetto alla mia assistita”. Per questo motivo l’avvocato ha fatto sapere che il provvedimento che ha ridato la potestà al padre “è soggetto a impugnazione“. Tutte accuse smentite dal legale del padre: “La verità è che un Tribunale minorile ha disposto l’allontanamento delle minori dalla madre due anni fa – ha detto Riccardi -. Molte relazioni di esperti attestano condotte materne pericolose e inadeguate. C’è anche un tribunale civile che pronuncia la decadenza della potestà genitoriale materna e condanna la madre a risarcire il danno alle figlie e al mio assistito”.

Intanto, dalle indagini è emersa anche una vecchia lettera scritta a gennaio dalla più grande delle due ragazze, in cui spiegava quanto fosse brutto stare senza i propri genitori, a cui ricordava di volere molto bene. “Molti pensieri invadono la mia testa, è come se non ci fosse un domani”, scriveva sei mesi fa. Alisya fa le superiori, mentre la sorellina frequenta la scuola media.

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Bologna, il bus si ferma oltre la pensilina: stacca a morsi un pezzo di orecchio all’autista

Ha fermato il bus qualche metro dopo la pensilina, non accorgendosi della richiesta di fermata. È bastato questa piccola svista del conducente del mezzo per far infuriare un passeggero che, non appena salito a bordo, lo ha aggredito sputandogli addosso e staccandogli a morsi un pezzo di orecchio. L’episodio, come riporta Il Resto del Carlino, è avvenuto nella mattina del 13 giugno a Bologna, in piazza Minghetti.

Il conducente del bus 96 Tper ha cercato di allontanare il suo aggressore e da lì è nata la colluttazione. L’autista è stato medicato dai sanitari del 118 mentre il passeggero è fuggito dopo essersi accorto dell’arrivo della polizia. Gli agenti hanno acquisito le registrazioni della videosorveglianza del mezzo per identificarlo. Stando alle prime ricostruzioni si tratta di un uomo sulla sessantina, italiano e di circa un metro e 65 di altezza.

L’assessore alla mobilità del capoluogo emiliano, Michele Campaniello, ha parlato di “atto di inaudita e inaccettabile violenza” e di “un’offesa profonda a tutta la comunità civile” che “nessun disservizio, vero o presunto, potrà mai giustificare”.

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Morti due alpinisti sul Monte Pasubio: salvato il terzo membro della cordata. Nove vittime nel weekend

Altri due giovani alpinisti sono morti mentre stavano scalando il versante vicentino del Monte Pasubio. Sono un ragazzo di 26 anni e una ragazza di 25: con loro anche un terzo compagno di cordata che è però rimasta illeso ed è stato recuperato dall’elisoccorso di Trento mentre ancora era appeso alla parete. Le due vittime si aggiungono alla lunga lista che ha segnato un fine settimana drammatico per gli escursionisti delle montagne italiane. Il 12 giugno erano morti tre alpinisti sul Gran Paradiso, mentre nella mattina di sabato altri quattro hanno perso la vita tra il versante francese del Monte Bianco, il Cervino e il ghiacciaio della Brenva.

La tragedia è avvenuta poco prima delle 12, nella zona dello Sojo d’Uderle, un’area nota agli escursionisti ma che presenta tratti esposti e impegnativi. I ragazzi che hanno perso la vita sono precitati per circa 100 metri e l’allarme è scattato poco dopo con l’immediato intervento dei soccorritori. Le operazioni di recupero e salvataggio del terzo amico che era con loro sono state rese più complesse dalle difficili condizioni meteo e dalla forte presenza di nebbia. Le salme non sono ancora state recuperate e sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Immagine d’archivio

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Fi-Pi-Li, incidente e code in entrambe le direzioni nel pomeriggio

Livorno, 11 giugno 2026 – Traffico in difficoltà nel pomeriggio di giovedì 11 giugno lungo la Strada di Grande Comunicazione Firenze-Pisa-Livorno a causa di un incidente.

Il sinistro si è verificato intorno alle 17:30 nel tratto tra Montelupo Fiorentino ed Empoli Est, in direzione Firenze, e ha coinvolto una moto.

Pesanti le ripercussioni sulla viabilità, con code fino a tre chilometri verso Firenze e rallentamenti anche in direzione opposta, dove si sono formate ulteriori code.

Nel corso della gestione dell’emergenza si è registrato anche un tamponamento nei pressi di Montelupo, che ha contribuito ad aggravare la situazione del traffico.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi e la Polizia stradale per i rilievi e la regolazione della circolazione. La viabilità risulta ancora rallentata.

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Sbarcati a Livorno 35 migranti dalla nave della Ong Solidaire: trasferiti nel Senese

LIVORNO – Nuovi arrivi di migranti sulle coste toscane. Ha attraccato intorno alle 11,30 di questa mattina (14 giugno) al porto di Livorno la nave della ong Solidaire, con a bordo 35 naufraghi soccorsi nei giorni scorsi nelle acque del Mediterraneo nel corso di un’operazione di ricerca e salvataggio scattata in un’area a sud dell’isola di Malta.

Il gruppo originario dei passeggeri comprendeva anche 23 minori non accompagnati che tuttavia, secondo quanto spiegato dalla prefettura di Livorno, non sono arrivati nello scalo labronico in quanto fatti sbarcare preliminarmente per ragioni logistiche al porto di Civitavecchia, nel Lazio. Per quanto riguarda la nazionalità, i migranti sono per la maggior parte di origine bengalese, ma tra loro si registrano anche cittadini somali ed egiziani.

La macchina dell’accoglienza si è attivata immediatamente sulla banchina livornese per gestire le procedure di prima assistenza. Sotto il coordinamento della prefettura, tutti i migranti adulti sono stati sottoposti ai primi necessari controlli sanitari da parte del personale medico e alle successive operazioni di identificazione e fotosegnalamento gestite dalle forze dell’ordine. Una volta ultimate le pratiche burocratiche nel perimetro portuale, i profughi verranno fatti salire a bordo di appositi pullman per essere accompagnati e distribuiti in un centro di accoglienza straordinaria situato in provincia di Siena. Destinazione diversa, invece, per i minori rimasti a Civitavecchia: per loro è già stato predisposto il trasferimento in Abruzzo, dove verranno ospitati all’interno di una struttura protetta e dedicata in provincia di Chieti.

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Massafra. Giorno ricevimento sindaco.

Massafra. Giorno ricevimento sindaco.

 

Si ricorda che, da lunedì 15 giugno e sino a venerdì 18 settembre 2026, gli Uffici Comunali osserveranno la chiusura il giovedì pomeriggio.

 

Pertanto, in tale periodo, il giorno di ricevimento del Sindaco Giancarla Zaccaro avrà luogo il martedì pomeriggio sempre negli stessi orari (dalle ore 16,30 alle 18,00) e nello stesso luogo (Ufficio del Sindaco 3° piano – via Livatino n.18).

 

Nella. Foto il sindaco Giancarla Zaccaro.

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Ragazzina di 12 anni minacciata al Parterre perché non indossa il velo: scoppia il caso

LIVORNO – Una dodicenne accerchiata e minacciata di morte in un parco pubblico perché non indossava abiti conformi alle regole islamiche.

La denuncia, presentata in questura da una madre di 45 anni originaria del Bangladesh ma residente a Livorno, ha fatto scoppiare un vero e proprio caso politico. I fatti, consumati al parco del Parterre durante un pomeriggio di giochi, descrivono il blitz di un gruppo di adulti connazionali guidati da una donna in burqa, che avrebbe intimato alla bambina di coprirsi in quanto figlia di un musulmano. Di fronte al rifiuto della piccola, la situazione è degenerata in intimidazioni verbali e minacce, scatenando il panico nella giovane vittima, che ora si rifiuterebbe persino di uscire di casa.

La vicenda solleva il velo su una realtà complessa, definita nella querela come una pressione sistematica operata da un gruppo radicale per indottrinare e imporre il rigore religioso alla comunità bengalese locale, anche a costo di minacciare chi difende la propria libertà, come nel caso di questa famiglia dove la madre professa l’induismo e il padre l’islam.

Sul gravissimo episodio è intervenuto duramente il senatore della Lega Manfredi Potenti: “Aver minacciato di morte una minore per imporle il burqa – dice – in un parco pubblico è un fatto di una gravità inaudita che non può restare impunito: via dal nostro paese chi non si integra e incita alla violenza. Quanto accaduto a Livorno, dove una ragazzina di 12 anni è stata aggredita perché non indossava abiti consoni ai dettami islamici, dimostra come certa gente rifiuti categoricamente di adeguarsi alle regole occidentali e alle nostre leggi civili. E non siamo di fronte a un caso isolato”.

​“Bene ha fatto la madre della giovane a rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare questo grave episodio – spiega Potenti – Confidiamo che le indagini portino rapidamente a individuare i responsabili: chi compie tali azioni va identificato ed espulso immediatamente dall’Italia. Auspico, inoltre, che si adottino delle cautele per monitorare questa comunità. Contro queste derive la Lega è in prima linea anche con la proposta di legge che introduce un nuovo reato per punire chi costringe altre persone a indossare tali coperture, con sanzioni che arrivano fino a 30 mila euro. Nel nostro paese – conclude – la libertà e la legalità si difendono senza arretramenti”.

Rincarano la dose il responsabile provinciale e comunale della Lega, Carlo Ghiozzi e Michele Gasparri: “Quanto accaduto al Parterre documentato da specifica querela, dove una bambina di soli 12 anni è stata aggredita e minacciata di morte, è un episodio di una gravità inaudita, fuori da ogni logica e che offende la nostra città. Esprimiamo la nostra piena vicinanza alla piccola e alla sua famiglia per il trauma subito. La misura è colma. La linea della Lega, a livello locale e nazionale, è ferma: chi viene in Italia ha il dovere imprescindibile di integrarsi, rispettando le nostre normative, la nostra cultura e i nostri costumi. Chi non vuole rispettare le nostre regole deve fare le valigie immediatamente, altrimenti deve essere espulso senza “se” e senza “ma”. Non c’è spazio nel nostro Paese per chi pensa di poter imporre modelli comportamentali antidemocratici e violenti”.

“Chi si rende protagonista di minacce di morte deve essere trattato con tolleranza zero: pretendiamo che vengano processati e puniti penalmente con la massima severità, senza alcuna scusante, attenuante o sconto di pena. A questo deve seguire, in via automatica, l’espulsione dal territorio nazionale. Per questo motivo, ribadiamo la necessità urgente di realizzare i Cpr (Centri di permanenza per i rimpatri) anche in Toscana, strutture fondamentali per agevolare e rendere concrete le espulsioni di chi non ha diritto di stare qui e si macchia di tali nefandezze. Ritardare la realizzazione di questi centri significa essere complice di queste nefandezze. La gente è stanca. Gesti simili sono totalmente incompatibili con la civiltà italiana e la nostra sicurezza. Ci domandiamo, a questo punto, dove siano le esponenti del Partito Democratico e la Commissione pari opportunità. Ci aspettiamo che si indignino pubblicamente di fronte a questa violenza, altro che le battaglie ideologiche e strumentali sul ‘patriarcato’ a cui ci hanno abituato. Quando la violenza colpisce una donna o una bambina, il silenzio della sinistra diventa complice. La Lega presenterà immediatamente una mozione in consiglio comunale per richiedere una condanna ferma e senza appelli verso gli autori di questo vile gesto. Non tollereremo ulteriori ambiguità: chiediamo a tutto il consiglio comunale di prendere una posizione chiara e netta. Basta con l’insicurezza: serve protezione per i nostri figli e rispetto assoluto per la nostra cultura”.

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Ruiu: "Una società giusta tutela la vita dal concepimento alla morte naturale"

(Adnkronos) - “Siamo scesi in piazza ancora una volta per affermare che scegliere la vita non è soltanto urgente e necessario, ma anche qualcosa di bello. Il nostro è un corteo fatto di famiglie, bambini, musica e speranza, perché siamo convinti che una società possa ripartire soltanto se rimette al centro la tutela della vita umana. Non esiste una società davvero giusta se non è in grado di garantire questo diritto fondamentale, dal bambino non ancora nato fino alla persona con disabilità, all'anziano e a chi si avvicina al naturale tramonto della vita”. Dal palco della manifestazione nazionale 'Scegliamo la Vita' 2026 Maria Rachele Ruiu, portavoce dell'iniziativa, ha rilanciato le richieste rivolte al mondo della politica.

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Ruiu: "Una società giusta tutela la vita dal concepimento alla morte naturale"

(Adnkronos) - “Siamo scesi in piazza ancora una volta per affermare che scegliere la vita non è soltanto urgente e necessario, ma anche qualcosa di bello. Il nostro è un corteo fatto di famiglie, bambini, musica e speranza, perché siamo convinti che una società possa ripartire soltanto se rimette al centro la tutela della vita umana. Non esiste una società davvero giusta se non è in grado di garantire questo diritto fondamentale, dal bambino non ancora nato fino alla persona con disabilità, all'anziano e a chi si avvicina al naturale tramonto della vita”. Dal palco della manifestazione nazionale 'Scegliamo la Vita' 2026 Maria Rachele Ruiu, portavoce dell'iniziativa, ha rilanciato le richieste rivolte al mondo della politica.

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Ruiu: "Una società giusta tutela la vita dal concepimento alla morte naturale"

(Adnkronos) - “Siamo scesi in piazza ancora una volta per affermare che scegliere la vita non è soltanto urgente e necessario, ma anche qualcosa di bello. Il nostro è un corteo fatto di famiglie, bambini, musica e speranza, perché siamo convinti che una società possa ripartire soltanto se rimette al centro la tutela della vita umana. Non esiste una società davvero giusta se non è in grado di garantire questo diritto fondamentale, dal bambino non ancora nato fino alla persona con disabilità, all'anziano e a chi si avvicina al naturale tramonto della vita”. Dal palco della manifestazione nazionale 'Scegliamo la Vita' 2026 Maria Rachele Ruiu, portavoce dell'iniziativa, ha rilanciato le richieste rivolte al mondo della politica.

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Pro Vita & Famiglia: Ruiu, 'Una società giusta tutela la vita dal concepimento alla morte naturale'

(Adnkronos) - "Siamo scesi in piazza per affermare che scegliere la vita non è soltanto urgente e necessario, ma anche qualcosa di bello. Non esiste una società davvero giusta se non è in grado di garantire il diritto alla vita di ciascuno, dal bambino non ancora nato fino alla persona più fragile". Sono le parole di Maria Rachele Ruiu, portavoce della Manifestazione, in occasione della Manifestazione Nazionale "Scegliamo la Vita" 2026, organizzata da Pro Vita & Famiglia Onlus presso Piazza della Repubblica a Roma.

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Pro Vita & Famiglia: Brandi, 'un figlio non toglie il futuro, un figlio è il futuro'

(Adnkronos) - "Nessuna donna dovrebbe essere costretta a rinunciare a un figlio perché lasciata sola. Difendere la vita significa sostenere concretamente mamme, papà e bambini e affermare il diritto universale alla vita di ogni essere umano, senza esclusioni". Lo ha affermato Toni Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, in occasione della Manifestazione Nazionale "Scegliamo la Vita" 2026, organizzata da Pro Vita & Famiglia Onlus presso Piazza della Repubblica a Roma.

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Pro Vita & Famiglia: Gandolfini, 'Il diritto alla vita è il fondamento di ogni società civile'

(Adnkronos) - "Vogliamo mantenere alta l'attenzione sul diritto fondamentale alla vita, che rappresenta il presupposto di ogni altro diritto in una società civile. Per questo continuiamo a contrastare aborto, suicidio assistito ed eutanasia e a testimoniare che il popolo della vita è vivo e presente". Così Massimo Gandolfini, portavoce della Manifestazione Nazionale "Scegliamo la Vita" 2026, alla Manifestazione Nazionale "Scegliamo la Vita" 2026, organizzata da Pro Vita & Famiglia Onlus presso Piazza della Repubblica a Roma.

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Pride Bologna, media Tel Aviv: "Israeliani spintonati, anche donna incinta"

(Adnkronos) - Alcuni israeliani sarebbero stati spintonati e aggrediti verbalmente durante il Pride Lgbtq a Bologna. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni a Canale 12, riporta The Times of Israel, un gruppo di israeliani sarebbe stato spintonato e aggredito verbalmente da alcuni partecipanti alla parata. Il gruppo sventolava una versione arcobaleno della bandiera israeliana, cosa che ha suscitato la reazione di altri manifestantanti. A quanto raccontato dai testimoni, una donna incinta tra gli israeliani sarebbe stata spinta violentemente.

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Gandolfini: "Vogliamo fermare legge su suicidio assistito"

(Adnkronos) - "Stiamo facendo una grande battaglia per fermare la legge sul suicidio assistito. Ogni giorno stiamo cercando di far capire alla politica che una legge sul fine vita è disumana. È inoltre una falsità che una norma sarebbe a costo zero. I soldi che ci sono bisogna necessariamente spenderli per le cure palliative, non per altro, perché non si cura il sofferente uccidendolo". Così Massimo Gandolfini, portavoce della manifestazione nazionale 'Scegliamo la Vita' dal palco in piazza San Giovanni in Laterano al termine del corteo.

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Pro vita, organizzatori corteo Roma: "Siamo 20 mila, stop ddl suicidio assistito e più fondi per diritto a non abortire"

(Adnkronos) - "Siamo in 20.000, in corteo a Roma, a ricordare che una comunità non può dirsi pienamente giusta se lascia nell'ombra il bambino non ancora nato, l'anziano, il malato, chi soffre in silenzio, perché, come ha affermato qualche giorno fa Papa Leone XIV, 'la difesa della vita umana è una meta di civiltà' Ebbene, oggi ribadiamo che una società davvero sana è solo quella che tutela la vita dal concepimento alla morte naturale, nella ferma convinzione di voler abrogare qualsiasi legge che consenta la lesione di questi diritti". Così gli organizzatori della manifestazione nazionale 'Scegliamo la Vita' che si è svolta oggi nella Capitale con un corteo da piazza della Repubblica a piazza di San Giovanni in Laterano.

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Migranti, sbarcata a Livorno la nave Ong Solidaire con 35 naufraghi

Livorno, 15 giugno 2026 - Ha attraccato intorno alle 11.30 di questa mattina, 14 giugno, al porto di Livorno la nave ong Solidaire, con a bordo 35 migranti soccorsi nei giorni scorsi nelle acque del Mediterraneo durante un'operazione di ricerca e salvataggio a sud di Malta. Con loro in origine c'erano anche 23 minori non accompagnati che però, come spiegano dalla prefettura di Livorno, sono stati fatti sbarcare preliminarmente al porto di Civitavecchia (Roma). Per la maggior parte i naufraghi sono di origine bengalese, ma ci sono a bordo anche somali ed egiziani. Le operazioni sono coordinate dalla Prefettura, che ha spiegato che dopo le procedure di screening volte all'identificazione e all'accertamento dello stato di salute e di vulnerabilità dei naufraghi, salvati nel corso di un'operazione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, i migranti adulti sono stati destinati dal Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno all'accoglienza presso un centro di accoglienza in provincia di Siena dove saranno accompagnati. Mentre per i minori già sbarcati in Lazio è previsto il trasferimento in Abruzzo, in una apposita struttura in provincia di Chieti.
Maurizio Costanzo 

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Ossa umane in A1, a 23 anni da una scomparsa c’è un indagato

PRATO - C'è un indagato per omicidio e occultamento di cadavere per la morte di Imane una donna scomparsa da Prato dove viveva nel 2003 e le cui ossa furono ritrovate da un camionista casualmente tre anni dopo in un sacco abbandonato nella boscaglia nella zona di Barberino del Mugello. la procura di Firenze ha notificato  ad uyn 45enne un Continue Reading

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Protesta alla Fiera di Sant’Antonino contro la vendita di animali vivi

LIVORNO – Momenti di protesta alla Fiera di Sant’Antonino, dove un gruppo di attivisti per i diritti degli animali ha manifestato contro la presenza di animali vivi destinati alla vendita all’interno della tradizionale manifestazione cittadina.

Cartelli con slogan come Gli animali non sono merce e La loro vita non è in vendita hanno accompagnato il presidio, attirando l’attenzione di numerosi visitatori e passanti. Al centro della contestazione vi sono le condizioni in cui alcuni animali vengono esposti durante la fiera e, più in generale, il principio stesso della loro commercializzazione in contesti pubblici.

Secondo i manifestanti, pratiche come la vendita di uccelli, pesci e piccoli roditori non sarebbero più compatibili con una crescente sensibilità verso il benessere animale. La protesta si inserisce infatti in un dibattito che da anni divide l’opinione pubblica tra chi considera queste attività parte della tradizione fieristica e chi ne chiede il superamento.
Durante la manifestazione non sono mancati momenti di tensione verbale tra alcuni attivisti e operatori presenti nell’area della fiera, segno di una questione che continua a suscitare opinioni contrastanti.

L’iniziativa ha comunque riportato al centro dell’attenzione cittadina il tema della tutela degli animali e del loro impiego nelle manifestazioni pubbliche, alimentando un confronto destinato a proseguire anche oltre i giorni della storica fiera livornese.

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Incendio sul Monte Faeta, il “Grazie” del Comune

SAN GIULIANO - Due mesi sui monti pisani si rivisse il dramma del terribile incendio avvenuto molti anni prima nell'area calcesana. L'emergenza per l'incendio sul Monte Faeta alimentato per giorni da un fortissimo vento di grecale è stata una vera emergenza anche per i comuni che sono a ridosso di tutta l'area. Per questo il sindaco di san Giuliano Matteo Continue Reading

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Rissa tra giovani, sei feriti

E' di sei feriti il bilancio della rissa scoppiata sabato sera nel quartiere di Porta del Foro ad Arezzo. I disordini sarebbero iniziati nel cortile di un circolo per poi proseguire nella zona di Porta San Lorentino dove alcuni giovani avrebbero aggredito un altro gruppetto di ragazzi utilizzando bottiglie ed un coltello. Tutti sono finiti in codice giallo all'ospedale. Sul Continue Reading

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“Duce, Duce”, “musulmano pezzo di me***” e “deportiamoli”: ecco i cori e i saluti romani al corteo per la “remigrazione” a Roma

Sono alcune migliaia le persone che hanno raggiunto Roma ieri, rispondendo all’appello del ‘Comitato per la Remigrazione e Riconquista’, per sfilare proprio in favore della proposta di legge sulla remigrazione. Tra i leader del movimento Luca Marsella, già portavoce di Casapound Italia. La manifestazione si è caratterizzata per i centinaia e centinaia di tricolori sventolati tra le strade del quartiere Prati della capitale. Slogan e cori contro gli antifascisti, i comunisti e i musulmani. Intonato più volte l’inno d’Italia. Non sono mancati cori inneggianti a Mussolini – “duce, duce, duce” – alle camicie nere e alcuni saluti romani. Il corteo, da piazza della Libertà, è arrivato in piazza del Risorgimento, procedendo su via Cola de Rienzo, come da accordi

A metà percorso, verso piazza Risorgimento, i manifestanti hanno invitato una signora affacciata alla finestra della sua abitazione a fare il saluto fascista. Accolta la richiesta, i partecipanti hanno risposto a loro volta con il saluto romano e applausi per poi modificare le parole di un brano riprodotto alle casse con inni a Mussolini. Dalle finestre c’è anche chi ha contestato il corteo. Numerosi poi i negozianti che hanno momentaneamente chiuso i locali commerciali al passaggio della manifestazione.

Video Agenzia Vista

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Scambio di provette all’Istituto dei Tumori di Milano: a una paziente somministrata la terapia sbagliata

L’Istituto nazionale dei Tumori di Milano è considerato un polo di eccellenza nella sanità lombarda. Eppure, a gennaio 2026, come riporta il Corriere della Sera, proprio nella struttura è stato commesso un errore a causa dello scambio di campioni di biopsie. Il primo prelievo era stato eseguito su un paziente ammalato gravemente, che però non è stato sottoposto a terapie e che doveva solo fare delle analisi di controllo: non ha avuto problemi in seguito all’errore. Il secondo campione è stato invece preso da una paziente ammalata ma a uno stadio meno grave: nonostante ciò, a causa dello scambio di provette, è stata sottoposta a cicli chemioterapici con maggiori effetti collaterali e un più alto indice di rischio. La paziente ha scoperto solo dopo che quelle cure non fossero necessarie. Intanto l’Ats di Milano ha fatto sapere che manderà i suoi ispettori per un controllo.

L’Istituto è corso subito ai ripari, comunicando alla paziente che non si trova in pericolo di vita. Non è escluso ora che la vittima dell’errore possa procedere legalmente contro l’ospedale, che comunque ha fatto sapere di aver già attivato l’assicurazione per quantificare il risarcimento dovuto. Per Maria Teresa Montella, direttrice generale dell’Istituto dal gennaio 2025, “il rischio zero purtroppo non esiste, malgrado la formazione sulla sicurezza che ritengo un punto nevralgico in ospedale – dice al Corriere -. In una struttura che si occupa esclusivamente di tumori, il rischio è ancora più alto”. Subito dopo si è scusata con la vittima e con la sua famiglia: “Faremo di tutto perché l’errore non accada di nuovo“.

Come procedura interna, l’Istituto, tramite il proprio Risk management, ha inviato una mail a un primario, alla direzione generale, sanitaria e medica, ad alcuni tecnici e ai medici. Nell’oggetto c’era scritto: “Evento sentinella: errata attribuzione campioni biologici” e invitava i destinatari a una riunione urgente per discutere dell’accaduto. Gli eventi sentinella sono particolarmente gravi secondo l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), e sono quelli che possono causare morte o gravi danni al paziente. Come si legge sul portale dell’Agenzia: “Determinano una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del Servizio sanitario“.

Un piccolo estratto del contenuto del messaggio, visionato dal Corriere, spiega di come gli operatori sanitari si siano accorti dell’errore: “La valutazione del campione operatorio rilevava un aspetto morfologico non usuale. Procedendo al confronto con il precedente campione bioptico, si osservava una differente morfologia tra biopsia iniziale e materiale operatorio”. Più semplicemente, si sono accorti che il materiale prelevato al paziente durante l’intervento era diverso da quello della prima biopsia fatta perché apparteneva a un altro paziente.

“Andremo a controllare”, ha confermato il direttore generale di Ats Milano, Silvano Casazza. All’Istituto nazionale dei Tumori arriveranno quindi gli ispettori: “Lo scopo è capire come mai si è verificato questo evento, se sono state decise azioni migliorative e se vengono rispettate”. L’episodio è stato comunque segnalato anche al ministero della Salute per evitare che questi eventi possano riaccadere. Le segnalazioni, oltre a essere utili per il risarcimento dei pazienti, sono necessarie per prendere consapevolezza dell’errore e capire dove intervenire diventando casi di studio: tutto contro una cultura che la direttrice Montella definisce del “no blame“, “nessuna vergogna”. I numeri di segnalazioni sono infatti aumentati negli ultimi anni e solo l’anno scorso, riporta il Corriere, ne sono state fatte 177 tra gli ospedali pubblici e privati lombardi.

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A12 Collesalvetti-Civitavecchia chiude per lavori

COLLESALVETTI - Il tratto di autostrada A12 Livorno-Civitavecchia tra Collesalvetti e Rosignano. Acausa di interventi di manutenzione verrà chiuso al traffico il tratto in questione in direzione sud, con conseguente chiusura dell'area di servizio Savalano, dalle 22 di domenica 14 giugno alle 6 di lunedì 15 giugno. Per raggiungere Rosignano dunque ecco gli itinerari alternativi:    chi proviene da Livorno deve Continue Reading

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Venezia, a 17 anni uccide la zia e getta il corpo nel fiume trasportandolo su una carriola: ha confessato nella notte

Ha 17 anni, sarà maggiorenne solo tra qualche mese. Ha confessato di aver ucciso a coltellate la zia e di aver gettato il suo corpo nel fiume dopo averlo trasportato su una carriola. È accaduto a San Stino di Livenza, nel veneziano. Il giovane ha raccontato l’accaduto durante la notte messo alle strette dal pubblico ministero Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone che indaga sul caso. Il magistrato ha poi trasmesso il caso alla Procura dei minori di Trieste. Sul posto per i rilievi ci sono i carabinieri e il medico legale Antonello Cirnelli. Il movente dell’omicidio sarebbe legato a gravi dissidi familiari dovuti a una presunta eredità che stava contrapponendo la vittima e il fratello, cioè il padre del ragazzo.

Il ragazzo, cittadino italiano, originario proprio di San Stino di Livenza, avrebbe riferito al pm di aver ucciso la donna, Chiara Guerra, 53 anni, giovedì scorso e di aver poi trasportato il corpo nella zona tra via Canaletta e via Verdi, gettandolo vicino a una chiusa del canale Malgher che scorre nei pressi dell’abitazione dove è accaduto l’omicidio. Un’area intorno alla quale si stanno concentrando le ricerche dei vigili del fuoco. La scomparsa della donna era stata denunciata dai parenti nella giornata di ieri. Dopo alcune ore di indagini, gli investigatori hanno messo alle strette il giovane la cui ricostruzione dei giorni precedenti presentava alcune lacune.

Il cadavere, nonostante le ricerche siano state avviate ieri sera, non è stato ancora trovato. Sul caso stanno operando i vigili del fuoco del locale distaccamento ai quali da stamani si sono aggiunti in rinforzo i sommozzatori del reparto specializzato di Venezia. Sospese durante la notte, le ricerche sono riprese all’alba.

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Villaggio delle Rose in pericolo: perché vogliono spianare le nostre vite con le ruspe

​Siamo i rom di Chiesa Rossa, il villaggio delle rose. Oggi vi scriviamo con il cuore pesante. Stiamo vivendo giorni di profonda ansia e incertezza: il rischio che le nostre case, il nostro villaggio e le nostre vite vengano spianate dalle ruspe è reale. ​Il Comune ha deciso di superare il nostro campo e metterci nelle case popolari. Noi non lo vogliamo.

​Da 26 anni viviamo nell’area regolare di Chiesa Rossa. Il Comune ci ha messo lì, e lì noi abbiamo costruito le nostre vite, investito tutto quello che avevamo nelle nostre case prefabbricate e mobili. Siamo stati felici perché, con tutti i limiti e i problemi, siamo stati insieme nella nostra comunità, insieme con le nostre famiglie allargate. Per questo non ci piace vivere separati negli appartamenti, non vogliamo perdere i nostri legami, la nostra lingua e pensiamo che nelle case popolari ci dovrebbero andare quelli che le desiderano e le aspettano da anni. Si sta avvicinando la scadenza e noi non abbiamo ancora nessuna risposta. Abbiamo paura di dover lasciare il villaggio. Noi non possiamo farlo. Non abbiamo un’altra vita da innestare altrove da un giorno all’altro. ​In questi anni ci siamo messi in gioco, abbiamo partecipato, abbiamo aperto le porte del nostro villaggio e delle nostre storie alla vita della città. Abbiamo costruito ponti, non muri. All’amministrazione comunale abbiamo presentato proposte pratiche, concrete, ragionevoli e perfino belle per il futuro di quest’area. Proposte che dimostrano che un’alternativa allo sgombero e anche alle case popolari esiste.

​Abbiamo proposto al Comune di Milano di superare il campo in modo diverso, abbiamo costruito un progetto bellissimo e sostenibile di una cooperativa di abitanti che trasforma l’area di Chiesa Rossa da campo in un villaggio autogestito con le nostre risorse. Il Comune lo ha condiviso e ha aperto un tavolo con noi, ma al primo problema tecnico si è fermato. Ad oggi, perciò, non sappiamo ancora se le nostre idee verranno accolte. Ora abbiamo bisogno di voi. Ci rivolgiamo a tutti coloro che in questi anni ci sono stati vicini, e a cui noi siamo stati vicini. A chi è venuto ai nostri eventi e ha condiviso momenti di festa. A chi ha bevuto un caffè nelle nostre case, ascoltando le nostre storie. A studenti e ricercatori che hanno scritto tesi su di noi. A giornalisti e registi che hanno realizzato servizi e film insieme a noi. A chi ha partecipato alle presentazioni dei nostri libri su di noi. A chi è entrato nelle nostre case e nelle nostre vite e ci ha detto: “Che bello questo posto!”. A chi, ogni anno, ha commemorato con noi il Porrajmos per non dimenticare l’orrore del passato. A chi abbiamo votato e ci ha chiesto il voto. E anche a tutti quelli che non ci hanno mai visto e conosciuto, ma che credono che in una società civile anche noi esprimiamo un valore per quello che siamo e siamo degni di rispetto. Oggi abbiamo bisogno di sostegno e di amicizia. Incontriamoci lunedì 15 giugno alle ore 17 in piazza della Scala.

 

Le famiglie del villaggio delle rose di via Chiesa rossa 351

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Docente e attivista di Extinction Rebellion fermata e perquisita in aeroporto per tre volte in pochi mesi. “Ma non ho precedenti”

Tre perquisizioni “casuali” in aeroporto nel giro di pochi mesi, due in entrata e una in uscita dall’Italia. È accaduto ad Annalisa, professoressa torinese e attivista di Extinction Rebellion, il movimento che manifesta per la giustizia climatica con azioni non violente. È stata lei stessa a rendere pubblico l’accaduto con un post sui social, poi diffuso da XR con un comunicato di denuncia. “Venerdì 5 giugno – racconta al fattoquotidiano.it – stavo rientrando dal Canada con mio marito, convalescente perché aveva fatto un incidente. A Malpensa abbiamo appoggiato i passaporti sul lettore digitale: con il suo il tornello si è aperto, con il mio è apparsa una x rossa sul display. Io me l’aspettavo, era la terza volta che capitava. A quel punto l’addetto aeroportuale mi ha fatto passare e mi ha detto di dare il passaporto al poliziotto che stava nel gabbiotto. L’agente ha digitato i dati sul pc, poi ha guardato lo schermo per 5 minuti buoni senza dirmi cosa stava capitando. In tutti e tre i casi mi hanno detto che era ‘un problema della macchina’”.

L’attivista ha filmato con lo smartphone sia i colloqui con i funzionari dello scalo, sia le risposte evasive degli agenti che l’hanno trattenuta per circa un’ora. “Stiamo controllando i suoi precedenti”, spiega uno di loro in un video condiviso su Instagram, rispondendo a una domanda dell’interessata, che replica: “Io non ho precedenti”. “A quel punto – prosegue Annalisa – un agente mi ha chiesto di andare con lui in ufficio. Entro e mi fanno sedere in una saletta con altre persone per lo più non italiane. Mi hanno tenuta lì altri 20 minuti, poi mi hanno chiesto di rintracciare il mio bagaglio perché dovevano controllarlo. Ci hanno accompagnati alla dogana e lì hanno chiesto a un funzionario doganale di perquisire la mia valigia. Lui era visibilmente seccato di doverlo fare e ha anche scherzato con me. Stavolta mi sono impuntata e alla fine ho ottenuto un verbale”. Si tratta di un documento della Polizia di frontiera, indirizzato alla Dogana di Malpensa, in cui si dà atto della perquisizione, mentre nelle occasioni precedenti il verbale le è sempre stato negato. “Mi è accaduta la stessa cosa alla partenza per Montréal, il 25 maggio. Ho rischiato di perdere un volo da 1.800 euro comprato d’urgenza. Per passare ho dovuto mostrare la chat con mio marito dove c’era la sua foto nel letto d’ospedale. La prima invece è stata a dicembre 2025 alle tre di notte, stavo rientrando dal Marocco dove studia mia figlia”, racconta Annalisa. Le richieste dei funzionari in quel caso sono state documentate con una registrazione audio da suo figlio, che viaggiava con lei.

Secondo Extinction Rebellion, negli ultimi due anni ci sono state “decine di segnalazioni di blocchi al controllo passaporti, in uscita e rientro nell’area Schengen, per persone che hanno anche solo occasionalmente partecipato a proteste del movimento”. Ora il documento rilasciato all’attivista è in mano agli avvocati Marino Careglio e Gianluca Vitale, che valutano iniziative per capire sulla base di quali informazioni sia stata trattenuta. Le denunce a suo carico infatti sono state tutte archiviate con formula piena (perciò non ne resta traccia sul casellario), così come la gran parte di quelle che hanno colpito gli aderenti al movimento in tutta Italia. L’unica banca dati istituzionale che potrebbe menzionare anche gli attivisti usciti indenni da inchieste e processi è il C.e.d., che raccoglie i cosiddetti precedenti di polizia. Del resto, nel report sulle attività di ordine pubblico svolte nel 2024, XR è definito “movimento ambientalista oltranzista”, da includere nel novero delle sigle dell’“estremismo di sinistra” insieme agli antagonisti e al “fronte comune di mobilitazione contro l’approvazione del Ddl 1660”, ovvero il Ddl Sicurezza. “So di altri di noi che hanno fatto accesso agli atti per capire se sono nel Ced della Polizia, ma hanno dato esito negativo”, afferma Annalisa. Una questione su cui ora il pool legale vuole vederci chiaro. “Mi fa rabbia che la gente non capisca quanto sia preoccupante”.

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Fiera di Sant’Antonino, il Partito Animalista contro la vendita di animali vivi: “Basta considerarli merce”

Livorno 14 giugno 2026 Fiera di Sant’Antonino, il Partito Animalista contro la vendita di animali vivi: “Basta considerarli merce” Il Partito Animalista di Livorno prende posizione contro la presenza di commercianti ambulanti che espongono e vendono animali vivi durante la Festa di Sant’Antonino, svoltasi in città nelle giornate del 12 e 13 giugno 2026. In un …

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Coppa Barontini, emozioni incredibili: vince il Borgo, secondo il Labrone. Il Venezia si incaglia sotto il ponte

Livorno, 13 giugno 2026 – Nella lotta contro il tempo vince il Borgo Cappuccini, con il Labrone secondo che arriva davvero vicinissimo alla vittoria. Tutto anche a causa dell’incredibile incidente accaduto all’armo del Venezia: sotto il ponte dei Francesi la barca si incastra in una parete del ponte stesso. L’equipaggio si blocca e non terminerà la sua prova.

Fuori dai giochi dunque, mentre il Borgo in un disperato serrate finale riesce appunto a impiegare cinque secondi in meno rispetto allo stesso Labrone, che ha fatto una grandissima gara. Terza piazza per il San Jacopo. Un’edizione 2026 insomma da ricordare ma che vede nell’incidente del Venezia un momento decisivo. Venezia che arrivava dalla vittoria della Risiatori ed era tra i favoriti. 

Grande successo di pubblico per un sabato sera 13 giugno con tanta gente sulle spallette della Venezia. Non sono mancati i tifosi, quelli veri, dei vari armi. Con fuochi d’artificio e fumogeni al passaggio delle varie barche. Contorno perfetto a una serata di emozioni. Nella categoria femminile a dieci remi, la vittoria è invece andata al Labrone. Adesso tutti guardano all’ultima gara del trittico, quel Palio Marinaro che si corre sabato 27 giugno davanti alla Terrazza Mascagni. 

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Vomero, biblioteca Croce: nuove proteste per il perdurare della chiusura

Vomero, biblioteca Croce: nuove proteste per il perdurare della chiusura

Oltre 300mila euro annunciati a marzo scorso ma lavori mai partiti

 

            Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della circoscrizione Vomero, il quale, dopo la notizia che i locali posti al piano terra del polifunzionale di via Morghen, 84, di proprietà del Comune di Napoli, sarebbero stati liberati da cose e persone, a seguito della diffida, inoltrata dall’ufficio patrimonio dell’amministrazione comunale, alla fondazione Francesco De Martino che, dal 2009, occupava quei locali, aveva auspicato che la biblioteca comunale “Benedetto Croce”, trasferita nel 2008 nei locali posti in via De Mura, al piano interrato dell’edificio scolastico Vanvitelli, locali chiusi al pubblico dal 2019, quindi da ben sette anni, potesse tornare in tempi rapidi nella sede che le era stata destinata fin dalla costruzione dell’edificio di via Morghen, dalla quale fu trasferita proprio per far posto alla succitata fondazione, esprime, anche a nome delle tante persone che, quando era aperta, frequentavano quest’unica biblioteca comunale a disposizione dei vomeresi,  la più profonda delusione e un grande rammarico per il fatto che, nonostante siano trascorsi oltre due anni da quando i locali al piano terra di via Morghen sono stati liberati, l’importante presidio culturale del Vomero non sia stato ancora riaperto al pubblico nei nuovi locali. Al riguardo lo stesso Capodanno, risultati vani i numerosi appelli per la riapertura della biblioteca in questione, aveva, in più occasioni, chiesto l’intervento del sindaco di Napoli, Manfredi, senza però ricevere a tutt’oggi alcun riscontro operativo.

 

            ” Purtroppo – afferma Capodanno – anche dal sopralluogo effettuato in questi giorni, a seguito delle segnalazioni e delle proteste delle tante persone che, in passato, frequentavano la biblioteca vomerese, ho potuto constatare che nella è cambiato e che il trasferimento nella nuova sede non è stato ancora effettuato mentre i locali dell’attuale sede restano sbarrati e nel più totale degrado e abbandono “.

 

            “ Quando ero presidente della circoscrizione, negli anni ’80  – puntualizza Capodanno -, intrapresi una vera e propria battaglia per trasferire la biblioteca Croce nella nuova sede comunale, posta in via Morghen, 84, in una palazzina strappata, dopo una lunga battaglia sostenuta dalla Circoscrizione e dai residenti, all’utilizzo originario, fissato dall’allora sindaco-commissario Valenzi, a silos multipiano per parcheggi. Successivamente, nel 2009, i locali della biblioteca, senza che venissero mai chiariti i motivi di una tale decisione, vennero destinati a sede di una delle tante fondazione che, negli ultimi anni, sono state create nel capoluogo partenopeo.  Da qui scaturì il trasferimento della biblioteca comunale nell’attuale sede. Eppure il Vomero, con i suoi quasi 45mila residenti, avrebbe bisogno di più di una biblioteca pubblica, anche come luoghi d’incontro e di aggregazione, dopo la chiusura di diverse librerie, come Guida e Loffredo, e di numerose sale cinematografiche “.

 

                        ” A questo punto – conclude Capodanno – lancio un nuovo pressante appello al sindaco di Napoli, Manfredi, affinché i fondi annunciati a marzo scorso, a seguito dell’approvazione del progetto esecutivo da parte della Giunta comunale, per un importo complessivo  di 332mila euro, finalizzati all’ammodernamento degli spazi e per migliorare la fruibilità e l’efficienza dei servizi bibliotecari, garantendo al quartiere Vomero una struttura all’avanguardia, vengano immediatamente utilizzati dando inizio ai lavori di adeguamento dei locali vuoti e inutilizzati del polifunzionale in via Morghen, trasferendo, in tempi rapidi, la biblioteca Croce dagli attuali locali di via De Mura, al fine di restituire al quartiere Vomero una struttura storica fondamentale e di grande importanza non solo per la cultura ma anche come luogo d’incontro e d’aggregazione, segnatamente per i giovani “.

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Malore mentre è al lavoro, muore 63enne

VENTURINA-LIVORNO - Un operaio di 63 anni ha perso la vita a causa di un malore mentre era impegnato all’apposizione della segnaletica orizzontale nel cantiere per la realizzazione del nuovo ponte di via Cerrini a Venturina Terme. E' successo poco prima delle 12, l'uomo è stato subito soccorso dai colleghi e poi dai sanitari, è stato attivato anche l'elisoccorso pegaso Continue Reading

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Si accascia a terra mentre lavora in strada, muore operaio 63enne

Campiglia Marittima, 13 giugno 2026 – Si è accasciato a terra mentre stava lavorando in strada. Ed è morto nonostante i tentativi di cure e rianimazione dei medici. Un operaio di 63 anni, di origine albanese, questa mattina, sabato 13 giugno, ha accusato un malore improvviso. E’ accaduto in via Cerrini a Campiglia Marittima. L’uomo, intorno alle 12, è crollato in strada mentre stava lavorando alla segnaletica provvisoria di via Cerrini. 

L’allarme dei colleghi

Il 63enne è stato in poco tempo soccorso dagli operatori del 118 allertati dai colleghi dell’operaio. Sul posto è intervenuta la Croce Rossa di Venturina ed è stato richiesto arrivato anche l’elisoccorso Pegaso. L’operaio è stato defibrillato più volte nel tentativo di far ripartire l’attività cardiaca. Dopo le prime manovre rianimatorie attivate sul posto è stato trasferito in codice rosso all’ospedale Le Scotte di Siena. Le sue condizioni sono rimaste gravissime, fino al decesso. 

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In arresto cardiaco mentre sistema la segnaletica di cantiere: muore un operaio di 63 anni

CAMPIGLIA MARITTIMA – Un drammatico malore sui luoghi di lavoro si è trasformato in tragedia a Campiglia Marittima, lasciando nel dolore l’intera comunità della Val di Cornia. Un operaio di 63 anni, di nazionalità albanese, è deceduto dopo essere stato colpito da un improvviso arresto cardiaco mentre si trovava impegnato nelle proprie mansioni professionali in via Cerrini, nella frazione di Venturina Terme. L’uomo stava lavorando all’apposizione della segnaletica orizzontale nel cantiere aperto per la realizzazione del nuovo ponte della zona, quando si è accasciato improvvisamente al suolo intorno alle 11,30 di oggi (13 giugno)

La macchina dei soccorsi sanitari si è attivata immediatamente non appena i colleghi e i presenti hanno lanciato l’allarme. Sul posto sono giunti tempestivamente i sanitari del 118 che hanno riscontrato la gravità assoluta della situazione, iniziando subito le manovre di rianimazione cardio-polmonare. L’uomo è stato defibrillato per diverse volte sul posto nel tentativo disperato di far ripartire il cuore. Considerate le condizioni critiche del 63enne, la centrale operativa ha richiesto anche l’intervento dell’elisoccorso Pegaso, che è atterrato nello spazio dello stadio Santa Lucia di Venturina sotto gli occhi di molti cittadini preoccupati.

L’operaio è stato caricato a bordo del velivolo e trasportato d’urgenza in codice rosso verso l’ospedale di Siena. Durante il volo, l’uomo è rimasto in uno stato di attività elettrica senza polso, una condizione di estrema gravità in cui il cuore mostra impulsi elettrici ma non riesce a produrre un battito efficace per pompare il sangue. Nonostante i ripetuti sforzi dei medici e del personale sanitario, purtroppo ogni tentativo di salvargli la vita si è rivelato vano e l’uomo è deceduto poco dopo il suo arrivo nel nosocomio senese.

La notizia della scomparsa del lavoratore ha sollevato profondo cordoglio e commozione. L’amministrazione comunale di Campiglia Marittima si è subito stretta intorno alla famiglia e alle persone care dell’operaio in conseguenza della tragedia consumatasi nell’area di via Cerrini. A farsi portavoce del dolore della comunità è la sindaca Alberta Ticciati, che ha voluto esprimere il proprio pensiero a nome delle istituzioni cittadine, offrendo le più sincere condoglianze e la massima partecipazione al lutto di parenti, amici e conoscenti per questa improvvisa e dolorosa perdita.

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Furto di rame all’ex scuola di Montenero: un arresto dopo l’intervento di carabinieri e polizia municipale

Furto di rame all'ex scuola di Montenero: un arresto dopo l'intervento di carabinieri e polizia municipale

Livorno 13 giugno 2026 Furto di rame all’ex scuola di Montenero: un arresto dopo l’intervento di carabinieri e polizia municipale Tentato furto di rame all’ex scuola di Montenero, a Livorno, conclusosi con l’arresto di uno dei presunti responsabili grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine, allertate dai cittadini tramite il Numero Unico di Emergenza 112. …

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Incendio a Ghiaccioni, richiesto intervento di 3 elicotteri

PIOMBINO - I vigili del fuoco del Comando di Livorno, distaccamento Piombino, sono occupati su un Intervento per Incendio di interfaccia rurale e urbana a Piombino, Località Ghiaccioni. L'Incendio ha interessato parte del bosco sviluppandosi in chioma comportando un possibile rischio per gli edifici limitrofi. Sul posto 2 Elicotteri regionali con DO più un Elicottero del Reparto volo VVF di Continue Reading

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Prato, sciopero al Fish Nude: ristorante chiuso e tensione con sindacato e Questura

Prato, sciopero al Fish Nude: ristorante chiuso e tensione con sindacato e Questura

Lo sciopero si allarga e il ristorante non riapre. Continua la mobilitazione del sindacato Sudd Cobas nel campo della ristorazione: il caso più caldo è quello della protesta dei lavoratori del ristorante Fish Nude di Prato. Oggi si è svolto un nuovo sciopero con presidio davanti al locale di via Baldinucci, alla prima periferia di Prato, dopo la protesta avviata nei giorni scorsi da alcuni dipendenti.

La prima iniziativa risale a domenica scorsa, quando quattro lavoratori hanno denunciato turni di lavoro fino a dieci ore al giorno per sei giorni alla settimana e difficoltà nell’esercizio di diritti come ferie e malattia. Oggi hanno aderito alla protesta dieci lavoratori e l’organizzazione rappresenterebbe ormai oltre la metà del personale di cucina e di sala.
Nel frattempo il ristorante risulta chiuso da giovedì. Per il sindacato si tratta di una vera e propria serrata, una scelta definita ritorsiva e collegata alla crescente sindacalizzazione dell’azienda. Sudd Cobas sostiene inoltre che sui dipendenti sarebbero state esercitate pressioni per spingerli a rassegnare le dimissioni.

Un altro elemento riguarda la società Hu Lanfen, con la quale i lavoratori risultano attualmente contrattualizzati. L’azienda avrebbe comunicato la disdetta anticipata del contratto di affitto del ramo d’azienda a partire dal prossimo 15 luglio per motivi economici. Secondo il sindacato, il rischio è quello di aggirare le tutele previste dalla legge sulla continuità occupazionale dei dipendenti.

Polemiche anche sul presidio di oggi. La Questura avrebbe infatti disposto che la manifestazione si svolgesse sul marciapiede opposto rispetto a quello del ristorante. Una prescrizione contestata dal sindacato, che parla di una limitazione del diritto di sciopero e di manifestazione.

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Paura in collina per un rogo di vaste proporzioni tra la vegetazione dei Ghiaccioni

PIOMBINO – Con l’arrivo dei primi caldi ricomincia, purtroppo, la stagione degli incendi in Toscana. Nel primo pomeriggio di oggi si è infatti sviluppato un rogo di vaste proporzioni tra la vegetazione dei Ghiaccioni, nota località della zona di Salivoli, all’interno del territorio comunale di Piombino.

Le fiamme hanno subito preso vigore a causa delle condizioni meteo e il fronte del fuoco si è esteso rapidamente. La densa colonna di fumo sprigionata dal rogo è diventata in breve tempo ben visibile persino dall’isola d’Elba, destando forte preoccupazione tra i residenti e i bagnanti della costa. La situazione appare particolarmente delicata poiché l’incendio sta interessando un’area rurale a ridosso della quale si trovano anche diverse civili abitazioni. A complicare e appesantire le operazioni di spegnimento è soprattutto il forte vento, che sta spingendo il fronte del fuoco minacciosamente verso le strutture.

La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente per tentare di arginare il rogo prima che possa causare danni alle case. Sul posto è intervenuto inizialmente un elicottero dei vigili del fuoco, a cui si è subito affiancato un secondo mezzo aereo inviato dal servizio antincendio boschivo della Regione Toscana. Da terra operano incessantemente le squadre e i mezzi della protezione civile di Piombino, coordinati sul campo dal direttore delle operazioni di spegnimento, impegnati nel tentativo di circoscrivere il perimetro delle fiamme e mettere in sicurezza le abitazioni minacciate.

L’Incendio ha interessato parte del bosco sviluppandosi in chioma comportando un possibile rischio per gli edifici limitrofi.

Sul posto sono stati impegnati due elicotteri regionali con un direttore delle operazioni più un elicottero del reparto volo di Cecina. A terra squadre dei vigili del fuoco di Piombino, Follonica e Cecina coordinate dal funzionario di guardia. Presenti anche i volontari regionali dell’Aib. 

In serata l’incendio è stato definito sotto controllo e sono state fatte rientrare in casa alcune famiglie residenti in zona che erano scappate per paura. Si registrano solo danni a strutture per ricoveri attrezzi ma nessun ferito.

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Migranti, attesa domani a Livorno la Ong Solidaire 

Livorno 13 giugno 2026 Migranti, attesa domani a Livorno la Ong Solidaire  Domani mattina, 14 giugno, attraccherà al porto di Livorno la nave della ONG Solidaire con a bordo 56 migranti, di cui 23 minori non accompagnati. Questa mattina in Prefettura si è tenuta la consueta riunione di coordinamento per definire nel dettaglio le procedure …

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Turista Usa assalito col coltello per rapina a Firenze, 2 arrestati

Turista Usa assalito col coltello per rapina a Firenze, 2 arrestati

Sotto minaccia di coltello, si sono fatti consegnare denaro da un turista e sono scappati. Ma i presunti autori della rapina – a Firenze – sono stati arrestati dai carabinieri, poco prima di mezzanotte di venerdì, in piazza Indipendenza, nel centro. A dare l’allarme è stata la stessa vittima, un cittadino Usa, che ha fermato una pattuglia dell’Arma impegnata nei servizi di controllo.

L’uomo, secondo quanto ricostruito, è stato fermato all’improvviso da una coppia di sconosciuti. I due armati di coltello gli hanno intimato di consegnare tutto il denaro che aveva con sé. Il turista, spaventato, ha obbedito, ma appena i malviventi si sono allontanati, ha fermato una pattuglia di carabinieri cui ha chiesto aiuto. I militari, sulla base della descrizione, hanno individuato, nella stessa piazza, i presunti autori della rapina e li hanno arrestati. Le indagini proseguono.

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Porto di Livorno, atteso lo sbarco di 56 migranti soccorsi dalla Ong Solidaire

LIVORNO – Domani mattina (14 giugno) attraccherà al porto di Livorno la nave della Ong Solidaire con a bordo 56 migranti, di cui 23 minori non accompagnati.

Questa mattina (13 giugno) in prefettura si è tenuta la consueta riunione di coordinamento per definire nel dettaglio le procedure di screening volte all’identificazione e all’accertamento dello stato di salute e di vulnerabilità dei naufraghi, salvati nel corso di un’operazione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo.

La nazionalità prevalente dei migranti è del Bangladesh, ma sono stati soccorsi anche alcuni cittadini somali ed egiziani.

I migranti adulti sono stati destinati dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’interno all’accoglienza in un centro nel Senese; i minori andranno invece in una struttura di accoglienza nella provincia di Chieti.

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Comunità ebraica: “Alla Festa dei quattro altari dipinto antisemita”. La Chiesa: “Dispiacere”

L’opera compare tra le installazioni della ricorrenza religiosa più sentita di Torre del Greco. Rappresenta una scena dal Vangelo di Luca: tra i peccatori davanti a una tavola imbandita il pubblicano Levi conta il denaro, ma raffigurato come un vecchio barbuto con cappello. La...

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‘Ospedali e sanità di prossimità’: se ne parla al Centro giovani di Piombino

PIOMBINO – Ospedali e sanità di prossimità: questo il titolo dell’iniziativa in programma giovedì (18 giugno) dalle 17 alle 19 a Piombino al Centro giovani in via della Resistenza 4. L’incontro è organizzato dalla Cgil Livorno.

Al dibattito – presieduto da Gianfranco Francese (segretario generale Cgil Livorno) e introdotto da Filippo Bellandi (segretario Cgil Livorno con delega alla sanità) – parteciperanno Giuseppe Bartoletti (segretario generale Spi-Cgil Livorno), Mauro Scalabrini (segretario generale Fp-Cgil Livorno), Sandra Scarpellini (presidente Società della Salute Valli Etrusche) e Monia Monni (assessore regionale alla sanità). Le conclusioni saranno affidate a Rossano Rossi (segretario generale Cgil Toscana).

L’iniziativa è organizzata dalla Cgil Livorno nell’ambito della campagna lanciata a livello nazionale dalla Cgil insieme ad un vasto numero di organizzazioni e associazioni della società civile per la raccolta di firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare sulla sanità mirante a rendere effettivo il diritto alla tutela della salute nel rispetto della Costituzione e della legge 833/1978, rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

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Sicurezza sul lavoro, l’Asl Toscana Nord Ovest alza gli obiettivi: Livorno sotto la lente

LIVORNO – Una presenza costante sulle banchine del porto, nei cantieri e all’interno delle fabbriche del territorio per arginare la piaga degli infortuni professionali.

Domenico Gullì, direttore della struttura di Prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro (Pisll) dell’Asl Toscana Nord Ovest, delinea le strategie operative di un servizio dove gli operatori non sono burocrati dietro una scrivania, ma tecnici e medici impegnati sul campo. L’attività della struttura unisce la vigilanza diretta e senza preavviso alle iniziative di assistenza, promuovendo buone prassi e tavoli di confronto con le parti sociali. Durante i sopralluoghi, l’equipe composta da tecnici della prevenzione, medici del lavoro, ingegneri, geologi e chimici verifica l’applicazione dei piani di sicurezza, l’efficienza dei macchinari e l’uso dei dispositivi di protezione individuale, arrivando alla sospensione immediata delle attività e al sequestro delle aree nei casi di grave e imminente pericolo.

La Toscana, e in particolare l’area costiera, si conferma un territorio all’avanguardia sul fronte dei controlli. A fronte di un obiettivo nazionale che prevede il monitoraggio del 5% delle aziende attive, la Regione supera da anni questo parametro, registrando una quota ispettiva compresa tra il 7,5% e l’8%. Nella macro-azienda nord ovest, che ospita oltre la metà delle imprese toscane a rischio di incidente rilevante classificate dalla direttiva Seveso, la frequenza dei monitoraggi nei comparti chiave supera addirittura il 100%. Nell’ultimo anno i servizi Pisll hanno esaminato complessivamente oltre 5000 aziende, rilevando violazioni e irregolarità in circa il 30% dei casi. Per i prossimi mesi, la pianificazione prevede un ulteriore incremento delle verifiche mirate, calibrando gli interventi sulle specifiche fasi produttive e logistiche che registrano la maggiore incidenza di lesioni.

Un nodo centrale dell’azione di contrasto riguarda la qualità della formazione professionale dei lavoratori. L’azienda sanitaria punta il faro contro i corsi fittizi, spesso ridotti a lezioni puramente teoriche superate in modo fraudolento con test condivisi sulle piattaforme di messaggistica dello smartphone. La struttura tecnica attiverà un monitoraggio diretto sulla reale conformità della formazione dei dipendenti, promuovendo parallelamente lo sviluppo della cultura della tutela fisica a partire dalle scuole superiori del territorio. Ai datori di lavoro viene chiesta la massima responsabilità nella manutenzione dei mezzi e degli impianti, evitando soluzioni di ripiego ed esigendo l’uso costante dei presidi protettivi da parte del personale, per un cambio di mentalità in cui la sicurezza si trasformi da vincolo burocratico a prerequisito fondamentale dell’attività produttiva.

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Domenica atteso l’arrivo della nave Ong Solidaire

LIVORNO - Attesa in porto a Livorno per la giornata di domenica 14 giugno una nuova nave ong con a bordo 56 migranti. Si tratta della nave umanitaria Ong Solidaire. All'imbarcazione infatti le autorità hanno assegnato lo scalo cittadino come “place of safety” dopo un’operazione di soccorso nel Mediterraneo a sud di Malta dove l'equipaggio ha salvato 56 migranti. L'arrivo Continue Reading

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Scontro frontale, morti due giovani in vacanza all’isola d’Elba

Scontro frontale, morti due giovani in vacanza all’isola d’Elba

Morti due giovani in vacanza all’Isola d’Elba nel tardo pomeriggio di ieri in un incidente con lo scooter. Secondo ricostruzioni erano appena sbarcati dal traghetto e provenivano dalla provincia di Lucca. L’incidente è stato nella zona di Marina di Campo, in via dell’Acquedotto, a causa di uno scontro frontale tra il mezzo a due ruote e una vettura di cui sono rimasti feriti gli occupanti.

Sul posto i soccorritori e le ambulanze del 118 che ha mobilitato anche l’elisoccorso Pegaso 3. Un giovane, 23 anni, è morto subito, l’altro poco dopo. Il medico ha constatato i due decessi dopo i tentativi di rianimazione in strada. Causa e dinamica dell’incidente ora sono al vaglio dei carabinieri. L’incidente c’è stato verso le 19, col sole al tramonto. Gli altri feriti dell’auto, dove viaggava una famiglia del Piemonte in vacanza, sono stati assistiti e portati al pronto soccorso

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Nicolò e Gabriele, gli amici di 23 anni morti all’Elba: la vacanza appena iniziata e il tragico incidente in scooter

Isola d’Elba (Livorno), 13 giugno 2026 – Erano da poco sbarcati dal traghetto a Portoferraio, pronti a godersi i primi giorni di vacanza, ma quel viaggio tanto atteso si è trasformato in una tragedia che sconvolge. Un incidente stradale che è costato la vita, nella prima serata di venerdì 12 giugno, a due ragazzi di appena 23 anni. Le vittime sono Nicolò Guazzelli, nato a Massa e residente a Pietrasanta, e Gabriele Seragini, nato a Pietrasanta e residente a Seravezza.

https://www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/incidente-mortale-elba-eg3fq2hx

L’incidente con lo scooter a noleggio

Non erano ancora le 19. I due ragazzi avevano preso a noleggio uno scooter a Portoferraio. Insieme erano saliti in sella, diretti verso la zona di Campo nell’Elba. Il viaggio, però, si è interrotto bruscamente in via dell’Acquedotto a Marina di Campo, sulla strada che costeggia l'aeroporto della Pila.

La curva dove è avvenuto il tragico incidente stradale

Lo scontro con l’auto

Per cause che i carabinieri della stazione di Portoferraio e la polizia municipale stanno ancora cercando di accertare con precisione, lo scooter con a bordo i due giovani si è scontrato frontalmente con una Kia. A bordo dell'auto si trovava una famiglia di Novara (padre, madre, due figli e la nonna), rimasta sotto choc a causa dell'impatto. 

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Nicolò Guazzelli, 23 anni

I soccorsi disperati

Uno dei due ragazzi è morto sul colpo, l’altro successivamente in conseguenza delle gravi ferite riportate. Imponente la macchina dei soccorsi che è stata mobilitata. Presente l’équipe medica della Pubblica Assistenza di Campo nell’Elba e del Santissimo Sacramento di Portoferraio. E’ stato fatto levare in volo anche l’elisoccorso Pegaso 3. 

Sul luogo del disastro, data la gravità dell'accaduto, è intervenuto personalmente anche il sindaco di Campo nell'Elba, Davide Montauti. La notizia ha fatto immediatamente il giro dell'isola e, nel giro di poche ore, ha raggiunto la Versilia, dove risiedono le famiglie di Nicolò e Gabriele. 

Le due salme sono a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sul posto sono intervenuti per i rilievi i carabinieri di Campo nell’Elba e poi quelli del nucleo radiomobile di Portoferraio. 

Nicolò, il padre autista della squadra di calcio

Nicolò Guazzelli, 23 anni, era residente a Pietrasanta. Il padre Luca è un autista di scuolabus e del Asd Seravezza Pozzi Calcio, molto conosciuto in Versilia. Il presidente della squadra Lorenzo Vannucci “esprime il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla famiglia di Luca Guazzelli, autista della società, per la tragica scomparsa del figlio. In questo momento di immenso dolore, il pensiero della società va all’amico Luca e ai suoi familiari, ai parenti e a tutte le persone che hanno voluto bene a un ragazzo che inseguiva la vita in vacanza con gli amici, condividendo il loro lutto con affetto e partecipazione. Il Seravezza Pozzi Calcio si stringe con commozione attorno alla famiglia Guazzelli, porgendo le più sentite condoglianze e un abbraccio sincero in un momento così difficile”.

Gabriele Seragini, 23 anni

Gabriele, promessa del pugilato

Lutto nel mondo del pugilato versiliese. Gabriele Seragini era un pugile che si allenava nella palestra di Stiava, frazione del comune di Massarosa. “Una notizia tristissima – commentano dalla palestra in un post su Facebook –. A causa di un incidente stradale mentre si trovava in vacanza all’isola d’Elba è deceduto Gabriele Seragini, un nostro pugile e bravissimo ragazzo”. “È stato per diverso tempo un nostro agonista – scrive Niccolò Bresciani, maestro di pugilato – L’ho allenato, ho condiviso molto con lui. La società Boxe Pietrasanta si unisce al dolore dei suoi familiari e amici. A lui mandiamo un pensiero e lo ricordiamo come un ragazzo solare, un atleta di talento”. 

Pietrasanta, annullata partita del Torneo delle contrade

La Contrada Africa Macelli del Carnevale di Pietrasanta comunica che a seguito della morte dei due ragazzi “nostri tifosi e contradaioli”, stasera è stata annullata la partita del Torneo delle contrade. “Non ci sono parole per notizie come queste, solo dolore e tristezza. Ci striamo alle loro famiglie per la tragica scomparsa”. 

Il dolore a Pietrasanta: “Mancano le parole”

"Davanti a una tragedia così mancano davvero le parole – il cordoglio del Comune di Pietrasanta e del sindaco Alberto Stefano Giovannetti –. So bene che in momenti come questo non c’è modo di portare consolazione o di alleviare un dolore così straziante per i genitori, i parenti e gli amici. A nome di tutta la città di Pietrasanta e dell’amministrazione comunale voglio esprimere la nostra vicinanza più sincera ai familiari di Nicolò e Gabriele, uniti anche dalla passione per una delle nostre contrade del Carnevale, l’Africa Macelli. Un pensiero anche alla comunità di Seravezza, colpita insieme a noi da questo dramma”. 

Il Comune di Seravezza: “Dolore e vicinanza”

Anche Seravezza esprime profondo dolore per quanto accaduto. “Il sindaco Lorenzo Alessandrini – si legge in una nota – e tutta l’amministrazione comunale esprimono profondo cordoglio alle famiglie Seragini e Guazzelli per la tragica scomparsa dei giovanissimi Gabriele e Niccolò. L’amministrazione comunale rinnova grande vicinanza e partecipazione a questo immenso dolore che accomuna due famiglie e due comunità”.

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Porto Pulito: “Preoccupano i dati della centralina sui fumi navali”. Nei primi 25 giorni media benzene di 5,88 mg

Livorno 13 giugno 2026 Porto Pulito: “Preoccupano i dati della centralina sui fumi navali”. Nei primi 25 giorni media benzene di 5,88 mg Mercoledì 10 si è tenuto un nuovo incontro del Tavolo Permanente voluto dal Prefetto sui fumi navali. Presenti come sempre Comune di Livorno, Autorità Portuale, Arpat ed ASL. Purtroppo, a differenza delle …

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Libertà Livorno lancia la campagna “Sì al gas russo”: 100 manifesti in città. “Costa meno, inquina meno, è più sicuro”

Libertà Livorno lancia la campagna "Sì al gas russo": 100 manifesti in città

Livorno 13 giugno 2026 Libertà Livorno lancia la campagna “Sì al gas russo”: 100 manifesti in città Libertà Livorno, movimento apartitico e nonviolento, lancia un messaggio di buon senso e pragmatismo sull’acquisto del gas russo, con l’affissione di 100 manifesti 100x140cm per tutta la città di Livorno. “Il nostro rispetto per la vita umana e …

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“Finalmente” videosorveglianza in piazza della Vittoria, approvata mozione Guarducci (FI)

Livorno 13 giugno 2026 Finalmente videosorveglianza in piazza della Vittoria, approvata mozione Guarducci (FI) Piazza della Vittoria sarà finalmente controllata da un sistema di telecamere. Il Consiglio comunale, nella seduta di lunedì scorso, ha infatti approvato la mozione del consigliere Alessandro Guarducci (Forza Italia) avente per oggetto  “l’nstallazione di un sistema di videosorveglianza in Piazza …

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Pierburg, convocato il tavolo al MIT. Cgil: ora servono garanzie e impegni vincolanti 

Livorno 13 giugno 2026 Pierburg, convocato il tavolo al MIT. Cgil: ora servono garanzie e impegni vincolanti  La convocazione del nuovo incontro presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per il prossimo 23 giugno rappresenta un passaggio importante nella vertenza aperta a seguito della cessione della divisione Power Systems di Rheinmetall al …

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Medici di famiglia, a Livorno in pensione il dottor Massimo Scardigli

medico di famiglia

Livorno 13 giugno 2026 Medici di famiglia, a Livorno in pensione il dottor Massimo Scardigli Nell’ambito Livorno giovedì 18 giugno termina la convenzione con il dottore Massimo Scardigli. Gli assistiti in carico al medico dovranno effettuare una nuova scelta assistenziale.   Con l’occasione ricordiamo che per effettuare la scelta del medico o pediatra è comunque sempre consigliabile …

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I 75 anni dal ritorno di Mascagni a Livorno: “Riappropriarsi dell’identità cittadina”

Livorno, 13 giugno 2026 – Pietro Mascagni è senza dubbio uno dei cittadini più illustri della nostra città, oggi Livorno lo celebra fregiandosi dell’aver dato i natali ad uno dei compositori più grandi della musica italiana, ma non tutti forse sanno che in passato non è sempre stato così. Dopo la sua morte infatti Mascagni dovette attendere sei anni per poter far ritorno nella sua Livorno, il perchè? Si riteneva che fosse stato troppo vicino al fascismo e che quindi non meritasse di esser seppellito in città. Solo nel 1951 il celebre compositore potè far ritorno nella sua patria natale, accolto finalmente dalla sua gente quest’anno ricorre il 75esimo anniversario di quel giorno ragion per cui il Comune di Livorno insieme alla Fondazione Goldoni, a Modigliani Produzioni e al Mascagni Festival ha deciso di celebrare la ricorrenza con una due giorni all’insegna dei capolavori del maestro livornese.

Il convegno “Il ritrovato abbraccio”

Il 19 giugno infatti l’Hotel Palazzo ospiterà il convegno intitolato “Il ritrovato abbraccio” all’interno del quale Mario Menicagli, Fulvio Venturi, Enrico Mannari, Massimo Sanacore e Fabio Bertini ripercorreranno le ragioni dell “esilio” di Mascagni fino al ricongiungimento con la sua città.

La Messa in Gloria a Montenero

Il 20 giugno invece alle 21 nella piazza del Santuario di Montenero andrà in scena la Messa in Gloria in fa maggiore per soli, coro e orchestra, ilpreludio dello spettacolo vedrà invece l’esecuzione dell’Inno al Sole tratto dall’opera “Iris“.

Le voci dei protagonisti

“Ricordare i 75 anni dal ritorno della salma di Pietro Mascagni a Livorno è un modo per riappropriarsi dell’identità cittadina - ha spiegato l’assessora Rafanelli -. Segna il momento in cui Livorno rivendica la propria storia e il proprio orgoglio attraverso il legame con il suo illustre cittadino, la cui figura è stata per troppo tempo messa in ombra”. La mente dietro al progetto è quella di Mario Menicagli, che ha dichiarato: “Quella per i 75 anni dal ritorno di Mascagni a Livorno è una celebrazione più che doverosa, il rientro della salma fu un evento grandioso e molto mediatico già per l’epoca”. Ad impreziosire quella che sarà una vera e propria anteprima del Mascagni Festival, la sera del 20 giugno la partecipazione del maestro Marco Fornaciari (violino solista) e di Emanuele Barresi che interpreterà il discorso con cui l’allora sindaco Furio Diaz accolse la salma di Mascagni in città. L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

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Scontro frontale, morti due giovani in vacanza all’Elba

MARINA DI CAMPO -  Tragedia all'isola d'Elba dove ieri, nel tardo pomeriggio, due ragazzi hanno perso la vita in un incidente con lo scooter. Secondo ricostruzioni erano appena sbarcati dal traghetto e provenivano dalla provincia di Lucca. L'incidente è stato nella zona di Marina di Campo, in via dell'acquedotto, a causa di uno scontro frontale tra il mezzo a due Continue Reading

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Lo scooter a noleggio, poi lo scontro fatale: tragedia all’Isola d’Elba, morti due giovani di 23 anni

Isola d’Elba (Livorno), 12 giugno 2026 – Terribile doppio incidente mortale all'Isola d'Elba. Erano arrivati sull’isola in una splendida giornata di sole e avevano affittato uno scooter a Portoferraio, ma nel tardo pomeriggio di oggi, 12 giugno, sono rimasti vittime di uno scontro fatale contro un’auto in via dell’Acquedotto a Marina di Campo, si tratta di una strada che costeggia l'aeroporto della Pila. 

https://www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/incidente-mortale-isola-delba-gpvrz6bx

Le vittime

Le vittime sono due ragazzi giovani di 23 anni, sarebbero originari di Seravezza e Pietrasanta. Ancora non è chiara la dinamica dell'incidente ma secondo quanto emerso entrambi sono stati  sbalzati a terra dal veicolo a causa del forte impatto, uno di loro è morto sul colpo. L'altro, le cui condizioni sono apparse immediatamente molto gravi, non ce l'ha fatta ed è morto poco dopo in seguito ai gravi traumi riportati per il violento impatto. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione operati dai sanitari. Sempre secondo una prima ricostruzione entrambe le vittime indossavano il casco. Ferite le due persone che erano a bordo dell'auto, una Kia, ma le loro condizioni al momento non destano particolari preoccupazioni. Nella macchina una famiglia di Novara composta da padre, madre, due figli e la nonna.

https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/sequestro-bambina-stazione-q04u83ht

I soccorsi

Imponente la macchina dei soccorsi intervenuta: la Pubblica Assistenza di Campo nell' Elba, il Santissimo Sacramento di Portoferraio, i carabinieri della stazione di Portoferraio la polizia municipale. Si è attivato anche l'intervento dell’elisoccorso Pegaso 3, ma purtroppo non è stato necessario. Secondo quanto emerso sul posto è intervenuto anche il sindaco di Campo nell'Elba Davide Montauti. 

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Incidente mortale all’Isola d’Elba, due giovani perdono la vita

Marina di Campo (Livorno), 12 giugno 2026 – Tragedia all’Isola d’Elba dove due giovani hanno perso la vita in un incidente stradale. Secondo le prime informazioni i due erano a bordo di uno scooter noleggiato a Portoferraio quando, per cause in corso di accertamento si sono scontrati con un’auto. L’impatto è stato violentissimo, tanto che uno dei due sarebbe morto sul colpo. L'altro poco dopo l’arrivo dei soccorsi. Da accertare la provenienza delle due vittime.

L’incidente è accaduto a Marina di Campo in via dell'Acquedotto nel pomeriggio di oggi, 12 giugno. Sul posto sono intervenuti il Santissimo Sacramento di Portoferraio la pubblica assistenza di Marina di Campo, i carabinieri di Portoferraio e Pegaso tre.

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Livorno, ristorante nei guai: Nas trovano sporco e infestanti, locale chiuso

Livorno, 12 giugno 2026 – Un controllo dei Carabinieri del Nas in un ristorante della città ha portato alla chiusura temporanea del locale e a una sanzione per il titolare.

Secondo quanto accertato durante l’ispezione, gli ambienti presentavano condizioni igieniche critiche, con sporco accumulato e tracce della presenza di insetti infestanti in diverse aree del locale.

I militari hanno elevato una multa da 3.000 euro e informato le autorità sanitarie. L’Asl ha poi disposto lo stop immediato dell’attività di cucina e somministrazione di cibi, che potrà riprendere solo dopo gli interventi di sanificazione richiesti.

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Incendio Vicopisano, Comune Pisa, inquinanti sotto limiti legge

Incendio Vicopisano, Comune Pisa, inquinanti sotto limiti legge

Lo afferma in una nota l’assessore all’ambiente Elena Del Rosso che stamani ha partecipato alla riunione convocata dalla Regione Toscana dedicata alla gestione della fase post emergenziale dell’incendio all’azienda Delca di Lugnano, dove è bruciato un capannone con circa 2500 tonnellate di rifiuti plastici.

“Ci tengo a rassicurare i cittadini, con la massima trasparenza ma con fermezza nel voler smentire notizie allarmistiche prive di fondamento: Arpat ha confermato che le rilevazioni effettuate continuano a evidenziare valori di Pm10, Pm2,5 e degli altri parametri monitorati ampiamente al di sotto dei limiti di legge, senza criticità rilevate per il territorio comunale di Pisa” ha dichiarato l’assessora. All’incontro erano presenti i sindaci dell’area interessata all’incendio, l’Arpat e l’Asl Toscana Nord Ovest.

“Invitiamo tutti – aggiunge Del Rosso – ad affidarsi alle comunicazioni ufficiali delle istituzioni e degli enti preposti ai controlli ambientali. In questa fase serve rigore, responsabilità e attenzione ai dati oggettivi. La tutela della salute pubblica resta la nostra priorità assoluta e continueremo a seguire con la massima attenzione ogni sviluppo della situazione e prendere decisioni sulla base dei dati scientifici forniti dagli organismi tecnici competenti”. Resta in vigore l’ordinanza comunale che dispone, in via precauzionale, di lavare accuratamente con abbondante acqua corrente tutta la frutta e la verdura coltivata all’aperto sul territorio comunale prima del consumo e di prestare attenzione agli animali da affezione e da cortile, evitando che ingeriscano cibo o acqua potenzialmente esposti alla ricaduta di ceneri o fumi e proteggendo adeguatamente le relative scorte.

Proseguono comunque i commenti e le reazioni. Per la Cgil Pisana “ora si apre una fase decisiva: accertare con chiarezza le cause dell’incendio e garantire la massima trasparenza sui dati relativi agli impatti ambientali e sanitari, per questo chiediamo che Arpat e Asl rendano disponibili in modo tempestivo i risultati dei monitoraggi e dei campionamenti effettuati su aria, terreni, vegetazione e colture”. Per i lavoratori della Delca Energy, aggiunge il sindacato, “chiediamo l’attivazione immediata degli ammortizzatori sociali e la piena salvaguardia dei posti di lavoro e del reddito”. Infine, secondo il sindacato “l’episodio riapre una questione più generale relativa al sistema di gestione dei rifiuti in Toscana, il quale non può essere derogato al settore privato e alla logica del profitto”.

“Pur comprendendo la necessità di misure cautelative, auspichiamo che i provvedimenti siano costantemente aggiornati sulla base delle evidenze disponibili e calibrati in modo da consentire, ove possibile e in condizioni di sicurezza, la prosecuzione delle attività”, la richiesta invece di Confcommercio di Pisa. “Abbiamo scritto – spiega l’associaizone – al prefetto e ai sindaci di Vicopisano, Cascina e Calcinaia dove le ordinanze di misure cautelative sono ancora in vigore, chiedendo i necessari chiarimenti in merito alle ricadute sulla salute e sulla salubrità dell’ambiente, nonché informazioni puntuali sulla durata e sull’eventuale estensione delle ordinanze adottate”.
Sul fronte della politica Matteo Bagnoli, capogruppo Comunità e territori provincia di Pisa, rende noto di aver “protocollato una richiesta per l’istituzione di una commissione speciale temporanea del Consiglio provinciale di Pisa affinché si faccia piena luce sulle conseguenze dell’incendio” e “si apra finalmente una riflessione seria sul sistema impiantistico dei rifiuti presente nel nostro territorio”. “La provincia di Pisa – rileva – ospita una concentrazione di impianti per il trattamento, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti tra le più rilevanti della Toscana. È doveroso domandarsi se questo carico ambientale sia proporzionato rispetto ad altri territori e se siano state adottate tutte le misure necessarie per garantire sicurezza e tutela delle comunità locali”.
Il consigliere regionale di Fdi Diego Petrucci e quello comunale di Vicopisano Gianmatteo Giorgi chiedono invece che “la Regione coinvolga il ministero dell’Ambiente nella valutazione dei rischi. La cittadinanza è preoccupata e pretende risposte”. “Per prima cosa occorre capire cosa hanno respirato i cittadini e se ci siano state contaminazioni. Sappiamo che Arpat e Asl stanno procedendo con le analisi ma c’è da dire che le prime comunicazioni dell’Agenzia regionale sono arrivate troppo tardi: a quasi 24 ore dallo scoppio dell’incendio”. “Su quest’incendio – sottolinea poi Pterucci – ho trovato un lampante disinteressamento della Regione Toscana tanto che né l’assessore Barontini né il presidente Giani hanno riferito in Consiglio regionale sulla vicenda nonostante che l’assessore avesse dato la parola di farlo”

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Riqualificazione del lungomare, domani inaugurazione della nuova piazzetta di fronte all’ingresso dell’Acquario

Riqualificazione del lungomare, domani inaugurazione della nuova piazzetta di fronte all'ingresso dell'Acquario

Livorno, 12 giugno 2026 Riqualificazione del lungomare, domani inaugurazione della nuova piazzetta di fronte all’ingresso dell’Acquario Inaugurazione ufficiale domani, sabato 13 giugno alle ore 11, della nuova piazzetta sul viale Italia di fronte all’ingresso dell’Acquario e di un noto stabilimento balneare.  Sarà il sindaco Luca Salvetti a tagliare il nastro insieme alla Giunta, all’Ufficio Progettazione …

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Remigrazione: Bundu multata per il presidio antifascista in piazza Europa (Prato) il 6 e 7 marzo scorso

Remigrazione: Bundu multata per il presidio antifascista in piazza Europa (Prato)  il 6 e 7 marzo scorso

La contestazione è la violazione dell’articolo 18, commi 1 e 3, del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, così come modificato dall’articolo 9 del decreto-legge 24 febbraio 2026 n. 23, il cosiddetto “decreto sicurezza”. La sanzione per Bundu  va da 1.000 a 10.000 euro e sarà quantificata dal Prefetto di Prato.

Bundu ha potuto leggere la PEC solo ieri: il suo telefono è finito in mare durante il sequestro della Global Sumud Flotilla in acque internazionali da parte delle forze armate israeliane, e per settimane è rimasta priva degli strumenti per comunicare.

Il 7 marzo a Prato  (nel giorno in cui si ricorda quanto accaduto nel  1944: dopo gli scioperi operai contro l’occupazione nazista e i collaborazionisti fascisti, 133 cittadini pratesi furono rastrellati e deportati nei campi di concentramento di Mauthausen ed Ebensee):  il comitato “Remigrazione e Riconquista” aveva scelto di portare in piazza Europa, su appello nazionale, le proprie parole d’ordine sulla deportazione degli stranieri e sulla “remigrazione”. In risposta  lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, sindacato, associazioni e forze politiche presidiarono  lo spazio pubblico perché in quella piazza, in quel giorno, non si celebrasse “l’apologia di ciò che ottant’anni prima aveva riempito i vagoni diretti ai lager”.

Il verbale contesta a Bundu di aver contribuito al montaggio di una tenda, di aver preso pubblicamente la parola nel corso di una conferenza stampa e di aver diffuso sui propri profili social l’invito al presidio. “Le si addebita, in sostanza, di aver fatto politica e antifascismo alla luce del sole. Non ci risulta che difendere la memoria di una deportazione e contrastare un raduno neofascista costituisca un pericolo per l’ordine pubblico: ci risulta semmai il contrario”afferma in un comunicato Toscana Rossa. .

“Il profilo giuridico merita attenzione, perché è qui che si misura l’arbitrio. L’articolo 18 del TULPS è una norma del 1926, consolidata nel testo unico fascista del 1931. La Corte costituzionale lo ha colpito a più riprese: con la sentenza n. 27 del 1958, con la n. 90 del 1970 e con la n. 11 del 1979. Proprio quest’ultima ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il punto che equiparava i promotori della riunione a chi semplicemente vi prende la parola. Contestare ad Antonella Bundu di aver “preso la parola” significa fondare un provvedimento punitivo su una norma che la Corte costituzionale ha cancellato dall’ordinamento mezzo secolo fa” prosegue il comunicato.

Che prosegue ” il decreto sicurezza viene presentato come una depenalizzazione, perché trasforma il reato di omesso preavviso, prima punito con l’arresto, in illecito amministrativo. Ma la sanzione pecuniaria introdotta (fino a 10.000 euro per l’omesso preavviso e fino a 12.000 per l’inosservanza delle prescrizioni) è ben più afflittiva della vecchia ammenda. Si toglie il timbro penale e si moltiplica per dieci il costo economico del dissenso. È una depenalizzazione di facciata che colpisce il portafoglio per scoraggiare la piazza”.

La notifica a Bundu si aggiunge alle sanzioni già recapitate al Sudd Cobas per lo stesso presidio: a ciascuna delle sindacaliste e dei sindacalisti colpiti sono state contestate tre violazioni per omesso preavviso, fino a 10.000 euro, e due per non aver obbedito all’ordine di scioglimento, fino a 20.000 euro.

È uno dei primi utilizzi in Toscana del nuovo decreto sicurezza “e non è un caso- conclude il comunicato-  che colpisca chi organizza il conflitto sindacale e l’antifascismo militante. Lo stesso strumento, denuncia il sindacato, viene usato anche per punire chi sciopera: un attacco a 360 gradi alle libertà democratiche e al diritto di sciopero.

Non è una vicenda solo pratese. A Firenze la Prefettura ha già notificato verbali con sanzioni fino a 10.000 euro a chi, il 28 marzo, aveva espresso contrarietà all’apertura della sede di Futuro Nazionale in piazza Tanucci.

“Quello che è in gioco non è la regolarità di un preavviso, ma la libertà di riunione garantita dagli articoli 17 e 21 della Costituzione. Il decreto sicurezza si inserisce in una più ampia operazione di disciplinamento sociale: criminalizzare il dissenso, spaventare chi organizza il conflitto, alzare il prezzo della partecipazione politica fino a renderla un lusso. È la grammatica del capitalismo di guerra, che disinveste da salari e servizi pubblici per riversare risorse nel riarmo e ha bisogno di una società irreggimentata e silenziosa”.

Sinistra Progetto Comune e SUDD Cobas non si fanno ovviamente spaventare e anzi si impegneranno con tutte le altre realtà colpite per costruire una risposta ampia diffusa, che porti alla cancellazione di queste norme, oltre che all’annullamento delle sanzioni”.

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Lutto nella sanità: è scomparso il dottor Sirio Malfatti pioniere delle Cure Palliative

Lutto nella sanità è scomparso il dottor Sirio Malfatti pioniere delle Cure Palliative

LIVORNO, 12 giugno 2026 Lutto nella sanità è scomparso il dottor Sirio Malfatti pioniere delle Cure Palliative L’Azienda USL Toscana nord ovest, la Direzione ospedaliera di Livorno, la Zona Distretto Livornese e tutta la comunità degli operatori sanitari esprimono profondo cordoglio per la scomparsa del dottor Sirio Malfatti, medico stimato e tra i pionieri del …

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Il Roan Livorno partecipa al progetto Meravigliosamente Diversi

Il Roan Livorno partecipa al progetto Meravigliosamente Diversi

Livorno 12 giugno 2026 Il Roan Livorno partecipa al progetto Meravigliosamente Diversi Si è svolta presso la spiaggia dei Tre Ponti di Livorno la giornata conclusiva del progetto “Meravigliosamente diversi”, promosso dall’Istituto di Istruzione Superiore “Vespucci Colombo” e ideato in collaborazione con Scuola Italiana Cani Salvataggio (SICS), che ha tra gli obbiettivi, tra l’altro, quelli …

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Allenatore offende ragazze e istiga a violenza, squalificato per 4 anni

Allenatore offende ragazze e istiga a violenza, squalificato per 4 anni

E’ stato accusato di aver rivolto “frasi offensive, irriguardose e lesive della dignità e dell’autostima” anche “contenenti allusioni sessualmente esplicite e di carattere discriminatorio” nei confronti delle giocatrici di calcio che allenava.

Non solo: avrebbe inoltre esortato tre delle calciatrici da lui allenate a procurare un infortunio ad una loro compagna di squadra. Per questi comportamenti, nei confronti di un allenatore di calcio del settore femminile – all’epoca dei fatti era tecnico di un club di Prato, nella stagione 2024/25 – è stata confermata, nelle scorse settimane, dalla Corte federale d’Appello, la squalifica di quattro anni emessa in primo grado. Lo scrivono i quotidiani La Nazione e Il Tirreno.

Disposta dalla Corte una squalifica di sei mesi per il presidente del club e il responsabile societario del safeguarding, anch’egli accusato di non aver attuato azioni preventive di controllo. All’allenatore squalificato veniva contestato di aver chiesto a tre calciatrici, il 18 novembre 2024, di “commettere una condotta illecita, nello specifico di procurare alla loro compagna di squadra un grave infortunio (‘spaccare una gamba’) e, a seguito del loro netto rifiuto, di aver chiesto alle medesime calciatrici di isolarla progressivamente dal gruppo squadra per indurla ad abbandonare lo stesso, giustificando tali richieste con la finalità di impedirle di svolgere l’attività sportiva e così di porre termine ad asserite pressioni subìte dal consulente e sponsor della società nonché genitore della predetta calciatrice, affinché quest’ultima venisse schierata come titolare”.

L’allenatore aveva citato la testimonianza di una calciatrice che smentiva quella delle sue tre compagne, ma i giudici non l’avrebbero ritenuta credibile, riportano ancora i quotidiani. L’uomo, nel frattempo si era dimesso da tecnico. “Personalmente non ho mai assistito a comportamenti scorretti dell’allenatore – spiega il presidente, riportano i quotidiani -. Mi rimetto a quello che è scritto nella sentenza. Siamo stati noi a segnalare il caso alla giustizia sportiva. Noi credevamo che il genitore della ragazza, in quanto parte attiva della componente femminile del club (anche se non è tesserato, ndr), stesse rappresentando con quell’esposto anche la volontà” del club “di chiedere di indagare sull’accaduto. Tra l’altro lo stesso genitore ha sempre detto anche in circostanze ufficiali di avere agito per conto della nostra società”.

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Addio al dottor Sirio Malfatti, pioniere delle Cure Palliative

Livorno, 12 giugno 2026 – Ha dedicato la propria vita ad accompagnare i pazienti nei momenti più difficili, contribuendo a costruire e sviluppare un modello di assistenza che oggi rappresenta un punto di riferimento per tutta la sanità toscana. Livorno piange il dottor Sirio Malfatti, medico tra i pionieri delle Cure Palliative a livello regionale e nazionale, scomparso nelle scorse ore.

Profondo cordoglio: “Una figura di straordinaria sensibilità”

L’Azienda USL Toscana nord ovest, la direzione ospedaliera di Livorno, la zona distretto livornese e l’intera comunità sanitaria hanno espresso profondo cordoglio per la perdita di una figura che ha lasciato un segno indelebile nella medicina del territorio, sia sul piano professionale che umano.

Nel corso della sua lunga carriera, si legge in una nota, il dottor Malfatti si è distinto per competenza, sensibilità e straordinaria capacità di ascolto, interpretando la professione medica come un autentico servizio alla persona. Un approccio che lo ha portato a mettere sempre al centro il paziente, la sua dignità e i suoi bisogni, contribuendo a diffondere una cultura dell’assistenza capace di guardare alla persona nella sua interezza.

Il suo fondamentale ruolo nelle cure palliative

Tra i soci fondatori dell’associazione Cure Palliative di Livorno, Malfatti ha avuto un ruolo determinante nella crescita di una realtà che negli anni è diventata un punto di riferimento fondamentale per il sostegno ai malati e alle loro famiglie, offrendo accompagnamento e supporto in momenti particolarmente delicati della vita.

A ricordarne il valore è la direttrice delle Cure Palliative dell’Azienda USL Toscana nord ovest, Costanza Galli: "La perdita del dottor Sirio Malfatti – dice la direttrice – ci addolora profondamente. È stato un medico molto valido dal punto di vista professionale e umanamente impareggiabile nella relazione con i pazienti e i loro familiari. A lui, insieme alla dottoressa Antonella Mazzoni, si deve la nascita delle Cure Palliative a Livorno. Ha anticipato una concezione dell'assistenza capace di accompagnare la persona nella sua globalità, non soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo umano, psicologico e relazionale. È una grande eredità quella che ci lascia, fatta di competenza, visione e profonda umanità, che cercheremo di portare avanti ogni giorno nel nostro lavoro”.

Un professionista che si distingueva per la sua capacità di ascolto

I ricordi tratteggiati restituiscono il profilo di un professionista capace di guardare oltre la malattia, promuovendo un modello di cura basato non solo sugli aspetti clinici, ma anche sull’ascolto, sulla relazione e sul sostegno alle famiglie. Una visione che, quando iniziò il suo percorso nelle Cure Palliative, era ancora poco diffusa e che oggi costituisce uno dei pilastri dell’assistenza ai pazienti affetti da patologie inguaribili.

Nel ricordarne la figura, l’azienda sanitaria ha espresso vicinanza ai familiari, agli amici, ai colleghi e a tutte le persone che hanno avuto modo di conoscerlo e lavorare al suo fianco. L’eredità professionale e umana lasciata dal dottor Malfatti continuerà infatti a rappresentare un riferimento per gli operatori delle Cure Palliative e per quanti credono in una medicina fondata sulla competenza, sull’ascolto e sulla centralità della persona.

L’ultimo saluto al dottor Sirio Malfatti è previsto per domani, sabato 13 giugno, alle ore 15, nella chiesa della sala mortuaria dell’ospedale di Livorno.

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Scontro tra auto e camion a Collesalvetti, donna estratta dalle lamiere: è grave

Livorno, 12 giugno 2026 – Grave incidente nel pomeriggio di ieri, 11 giugno, sulla strada di collegamento tra il casello A12 di Collesalvetti e lo svincolo della Fi-Pi-Li.

Nel violento impatto tra un’auto e un camion, una donna è rimasta incastrata all’interno dell’abitacolo.

Immediato l’intervento dei soccorsi con ambulanze, personale sanitario e vigili del fuoco. Attivato anche l’elisoccorso Pegaso, atterrato in un’area vicino alla carreggiata.

Dopo le operazioni di estrazione, la donna è stata trasportata in gravi condizioni all’ospedale di Pisa.

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Uccise l’uomo che la derubò, imprenditrice condannata a 18 anni

Uccise l’uomo che la derubò, imprenditrice condannata a 18 anni

La Corte di Assise di Lucca ha condannato per omicidio a 18 anni Cinzia Dal Pino, 65 anni, che l’8 settembre 2024 a Viareggio uccise il ladro che l’aveva derubata della borsa.

La Corte di Assise di Lucca ha condannato per omicidio a 18 anni Cinzia Dal Pino, 65 anni, che l’8 settembre 2024 a Viareggio uccise il ladro che l’aveva derubata della borsa, Noureddine Mezgui, detto Said, marocchino di 52 anni, travolgendolo con l’auto. Dal Pino ha ascoltato la sentenza in aula accompagnata dalla figlia senza mostrare reazioni. La Corte ha stabilito l’espiazione della condanna alla detenzione domiciliare. “Mi aspettavo una soluzione diversa sia sul piano della qualificazione giuridica, sia sul piano dell’entità della pena”. Farete appello? “Aspettiamo le motivazioni”, 90 giorni, “ma penso di sì”. Così l’avvocato Enrico Marzaduri, difensore di Cinzia Dal Pino, ai cronisti dopo la lettura della sentenza della corte di assise che condanna la 65enne per aver ucciso col Suv Nourdine Mezgoui dopo che l’aveva derubata a Viareggio. Dal Pino era in aula. “La mia assistita non ha detto nulla”, non ha commentato la sentenza che la condanna a 18 anni, ha riferito l’avvocato difensore. “Penso – ha aggiunto – che avesse la speranza di una soluzione meno pesante” ma “poteva andare anche peggio”. A chi gli domanda se la donna provasse rimorso, Marzaduri rimanda a quanto già emerso nel corso della vicenda. “Si è espressa in sede di esame dibattimentale, ha già chiarito” i suoi sentimenti, ha detto l’avvocato difensore, e “comunque – ha ricordato – prima di essere arrestata era andata a pregare in chiesa”. Riguardo alla detenzione domiciliare per scontare la pena – anziché il carcere -, Marzaduri si è limitato a dire che si tratta di “una decisione” tecnica “autonoma, che non è coinvolta dalla decisione odierna” mentre il percorso di giustizia riparativa proposto dalla difesa “è stato avviato e ci sarà una prima occasione di incontro presto, mi sembra il 22”.

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Aggressione nella notte a Firenze: clochard picchiato brutalmente in via Pietrapiana

Aggressione nella notte a Firenze: clochard picchiato brutalmente in via Pietrapiana

Un 51enne è stato preso a calci, pugni e colpi di cartello stradale in via Pietrapiana da un giovane rintracciato poco dopo dalla polizia grazie alle telecamere. La vittima non è in pericolo di vita.

Martedì sera la polizia è intervenuta per la segnalazione di una violenta aggressione in via Pietrapiana a Firenze. Gli agenti delle volanti hanno soccorso la vittima – 51enne cittadino tedesco, senza fissa dimora – che ha raccontato di essere stata improvvisamente aggredita con violenza da un giovane mentre dormiva sul ciglio del marciapiede. Dalla centrale operativa è partito l’alert dopo aver visionato le telecamere in dotazione: un 27enne, poi rintracciato, anch’egli senza fissa dimora, si era avvicinato alla vittima e senza alcuna motivazione lo aveva aggredito con calci, pugni e un palo della segnaletica stradale. I poliziotti hanno rintracciato il 27enne poco dopo in via Farini. La vittima non è in pericolo di vita.

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Scoperta stamperia di euro falsi in casa in lucchesia

Scoperta stamperia di euro falsi in casa in lucchesia

Gestendo la stamperia clandestina digitale allestita all’interno della propria abitazione, produceva banconote false da 10, 20 e 50 euro.

E’ quanto accertato dai militari del nucleo operativo antifalsificazione monetaria di Roma, supportati dai militari della compagnia carabinieri di Lucca, nell’ambito di un’attività investigativa, avviata nel mese di febbraio, finalizzata alla neutralizzazione di un traffico internazionale di valuta falsa, coordinata dalla procura della Repubblica del tribunale di Lucca. La stamperia è stata scoperta ad Altopascio (Lucca). Un 33enne di nazionalità colombiana ma residente nella provincia di Lucca è stato denunciato. Lo stesso, utilizzando un nickname “procedeva direttamente alla vendita della valuta al prezzo corrispondente del 12% circa del valore nominale, utilizzando il social media Telegram con pagamenti in criptovaluta e spedizioni postali perfezionate con vettori privati”, spiegano i militari. La valuta falsa, ascrivibile alle classi di contraffazione generate dallo stesso falsario, risulta complessivamente quantificabile in 35 mila euro circa e le rispettive banconote sono risultano diffuse in Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Belgio, Germania, Lituania, Austria e Malta. La perquisizione personale, locale ed informatica ha consentito il sequestro ed il conseguente smantellamento della stamperia digitale realizzata con computer, stampanti e strumenti di perfezionamento grafico di elevato livello. Nella circostanza è stata sequestrata valuta falsa per un valore nominale complessivo di euro 10 mila euro circa in banconote da 10, 20 e 50 euro. Gli investigatori hanno riscontrato diverse spedizioni postali contenenti valuta falsa, perfezionate dallo stesso uomo con società di spedizioni private, indicando mittenti e destinatari fittizi, destinate a Roma, Forino (Avellino), Montebelluna (Treviso) e Palma di Montechiaro (Agrigento).

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Firenze: 16enne indagato per terrorismo, ipotesi di arruolamento

Firenze:  16enne indagato per terrorismo, ipotesi di arruolamento

Gli accertamenti sul 16enne indagato dalla procura dei minori di Firenze  sono scaturiti dalla vicenda dello studente 15enne immigrato dalla Tunisia fermato nel maggio scorso e poi ristretto in un carcere minorile con la stessa accusa di promuovere reclutamento di potenziali terroristi.

Al setaccio il cellulare di un 16enne originario del Pakistan, indagato dalla procura dei minori di Firenze con l’ipotesi di reato di arruolamento a fini di terrorismo internazionale. Gli inquirenti, secondo quanto emerge, vogliono esaminare i suoi contatti. Gli accertamenti sul 16enne, che vive in Toscana, sono scaturiti dalla vicenda dello studente 15enne immigrato dalla Tunisia fermato nel maggio scorso e poi ristretto in un carcere minorile con la stessa accusa di promuovere reclutamento di potenziali terroristi.

Il 16enne, come anticipato dal Corriere Fiorentino, sarebbe uno dei contatti del tunisino, immigrato nella Val di Chiana senese coi familiari.

La Digos di Firenze  è risalita da lui al 16enne pakistano esaminando le chat dove i due minori avrebbero interagito, quindi lo ha perquisito e gli ha sequestrato il telefonino per fare gli accertamenti tecnici. I due potrebbero essersi conosciuti di persona in una comunità per giovani immigrati.

Dai dispositivi elettronici del 15enne tunisino erano emersi contatti con esponenti del Daesh, organizzazione terroristica del fondamentalismo islamico, cui chiedeva dove procurarsi armi e si consigliava teorizzando azioni eversive in Italia.

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Venturina, in caserma per obbligo firma e aggredisce carabiniere, arrestato

Venturina,  in caserma per obbligo firma e aggredisce carabiniere, arrestato

Nella serata di ieri, i carabinieri di Venturina (Livorno) hanno tratto in arresto in flagranza per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale un 24enne marocchino, che sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma ha aggredito un militare davanti alla caserma.

Il video dell’aggressione è subito diventato virale sui social. Il gip di Livorno oggi ha convalidato l’arresto e disposto la misura della custodia cautelare in carcere.
In merito all’aggressione di Venturina  è intervenuto anche il sindaco di Piombino (Livorno), Francesco Ferrari: “Quanto accaduto presso la caserma dei carabinieri di Venturina – scrive Ferrari – è un episodio grave e inaccettabile che merita una ferma condanna da parte di tutta la comunità. A nome dell’Amministrazione comunale di Piombino esprimo piena solidarietà e vicinanza al carabiniere coinvolto, nostro concittadino. A tutti gli uomini e le donne che ogni giorno indossano una divisa e operano con professionalità, equilibrio e senso del dovere al servizio della sicurezza dei cittadini va il nostro ringraziamento. Il rispetto delle regole, delle istituzioni e di chi le rappresenta non è un principio negoziabile”.

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Livorno, Comunità Ebraica: targa per bimbi Gaza è narrazione unilaterale

Livorno, Comunità Ebraica:  targa per bimbi Gaza è narrazione unilaterale

Così una nota del Consiglio della Comunità Ebraica diLivorno, una delle più storiche d’Italia, in merito ad una recente mozione approvata dal Consiglio comunale, su proposta dalla consigliera della lista”Livorno Popolare” Camilla Barontini. L’atto chiede la realizzazione di una targa “in memoria dei bambini palestinesi di Gaza e di tutti bambini vittime delle guerre”.

“Dinanzi al tragico coinvolgimento dell’infanzia nei teatri di guerra è particolarmente necessario?evitare narrazioni unilaterali che trasformano una tragedia?complessa in un racconto a senso unico” afferma in una nota la Comunità Ebraica di Livorno.

Per la Comunità Ebraica livornese “non vi sono e non vi devono essere differenze tra bambini e bambini: ogni vita innocente spezzata merita lo stesso rispetto,la stessa pietà e la stessa memoria, indipendentemente dalla?nazionalità o dalla parte coinvolta nel conflitto. La criticità della mozione sta proprio nel pensare di aver risolto la questione menzionando esplicitamente i soli bambini palestinesi e relegando invece tutti gli altri bambini vittime delle guerre in un indistinto calderone, di rango inferiore”.

“In questo modo – prosegue – la morte di innocenti rischia di essere?strumentalizzata per sostenere una narrativa politica di parte, nella quale viene implicitamente individuato un unico?responsabile della tragedia che ogni guerra rappresenta”.

Il comunicato cita il caso Dreyfus, per sottolineare si legge, “quanto l’opinione pubblica possa essere guidata da rappresentazioni parziali e simboliche, arrecando danno all’intera società e al convivere civile”.

Secondo la Comunità ebraica “la scelta di dedicare?una targa pubblica esclusivamente ai bambini palestinesi vittime del conflitto, accennando solo indistintamente agli altri, in un luogo che dovrebbe unire e non dividere, rafforza una lettura selettiva del conflitto invece di promuovere una memoria?condivisa e non contribuisce, pur nelle limitate possibilità di?un ente locale, ad avvicinare le posizioni e a favorire il dialogo”.

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Unicoop Firenze, 3,2 miliardi vendite nel 2025, utile a 20,4 milioni

Unicoop Firenze, 3,2 miliardi vendite nel 2025, utile a 20,4 milioni

Vendite per 3,2 miliardi di euro, con un incremento del 5,1% a valore e dello 0,9% a volume rispetto all’anno precedente, e un utile di esercizio di 20,4 milioni, al netto delle imposte di circa 24 milioni di euro.

E’ quanto emerge dal bilancio 2005 di Unicoop Firenze. In un anno ancora caratterizzato da una ripresa dell’inflazione (+1,5%, variazione media 2025 vs 2024 – Fonte Istat), e in particolare dell’inflazione alimentare (+2,8%, Fonte Istat), si sottolinea in una nota, la cooperativa, nei suoi 127 punti vendita, ha difeso il potere d’acquisto dei soci e delle famiglie con forti iniziative commerciali che hanno riscosso un notevole apprezzamento: nel corso del 2025 sono stati erogati sconti e punti spesa per un totale di 162 milioni di euro. Mediamente ciascun socio ha usufruito di uno sconto esclusivo pro-capite di 113 euro. L’ottimo risultato raggiunto ha permesso il consolidamento e l’aumento della base sociale: a fine anno i soci erano 1.191.459, con un aumento di 64mila soci (+5,7%), grazie anche all’acquisizione dei 16 punti vendita nei territori fra Lucca, Livorno e Massa Carrara. Grazie al risultato positivo del 2025, il patrimonio netto della cooperativa cresce anche quest’anno, e arriva a 1.824 milioni di euro. Il prestito sociale ammonta a 1.576 milioni di euro, coperto e garantito dalla sottoscrizione di titoli di Stato italiani per complessivi 1.628 milioni di euro, oltre alla liquidità presente nei conti correnti della cooperativa. Nel 2025 il risultato della gestione finanziaria è positivo per circa 4 milioni di euro, e in equilibrio. Al 31 dicembre 2025 lavorano in cooperativa 9.913 persone, con un incremento di 1.053 posti di lavoro (+11,88%) rispetto al 2024. L’85% dei contratti di lavoro in cooperativa è a tempo indeterminato. Ai dati positivi sul fronte dell’occupazione, si aggiunge l’impegno della cooperativa nell’ambito del welfare aziendale, attraverso il piano MyWelfare. Secondo le stime Irpet, complessivamente il contributo di Unicoop Firenze all’economia Toscana è di 1,2 miliardi di euro, pari all’1% del Pil regionale. L’indotto occupazionale generato (direttamente e indirettamente) è di circa 14mila lavoratori. Nel 2025 sono stati investiti 3,2 milioni di euro per le attività svolte per la solidarietà, l’ambiente, la cultura e il benessere.
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Plures Alia, sciopero il 12 giugno, garantiti i servizi essenziali

Plures Alia, sciopero il 12 giugno, garantiti i servizi essenziali

In occasione dello sciopero proclamato a livello nazionale il 12 giugno dai sindacati di base Adl Cobas, Clap, Cobas Lavoro Privato e Sial Cobas, saranno garantiti i servizi minimi essenziali nei 65 Comuni gestiti nelle province di Firenze, Pistoia e Prato.

In occasione dello sciopero proclamato a livello nazionale il 12 giugno dai sindacati di base Adl Cobas, Clap, Cobas Lavoro Privato e Sial Cobas, saranno garantiti i servizi minimi essenziali nei 65 Comuni gestiti nelle province di Firenze, Pistoia e Prato. Lo comunica Plures Alia. Saranno dunque garantiti, si spiega in una nota, raccolta e trasporto rifiuti definiti pericolosi; raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani per mense pubbliche e private, ospedali, case di cura, ospizi, centri di accoglienza, orfanotrofi, stazioni ferroviarie ed aeroportuali, caserme e carceri. E ancora, pulizia di mercati, aree sosta attrezzate, e aree di interesse turistico e museale. Saranno anche garantite le attività di raccolta delle siringhe, nonché disinfestazione, derattizzazione e disinfezione per casi urgenti e su segnalazione dell’autorità sanitaria e per ogni altro caso oggetto di ordinanza da parte dell’Autorità sanitaria e/o di pubblica sicurezza, oltre al presidio di pronto intervento e al servizio di centralino.

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Tragedia a Rosignano: muore sul lavoro un 33enne

Oggi, giovedì 4 giugno, a perdere la vita a soli 33 anni è un uomo, un lavoratore di origini straniere, precipitato nel vuoto all’interno dello stabilimento della ditta Omp in via degli Artigiani a Rosignano.
Ma c’è un dettaglio in questa vicenda che pesa più degli altri e che trasforma il dolore in rabbia: l’operaio indossava i dispositivi di sicurezza previsti.
Troppo spesso, di fronte agli incidenti sul lavoro, si cerca l’errore umano, la distrazione, la fatalità o la noncuranza delle regole da parte della vittima. Questa volta no. Il lavoratore, dipendente di una ditta esterna, era salito su quel solaio a 6-7 metri d’altezza e dalle prime informazioni sembrava protetto da tutto ciò che doveva tenerlo al sicuro.
Il cedimento improvviso del solaio ha squarciato il velo di una sicurezza apparente, trasformando un normale turno di manutenzione in una trappola mortale. La caduta, terminata tragicamente contro un macchinario in funzione, non ha lasciato scampo.

I tentativi disperati dei sanitari e dei Vigili del Fuoco di strapparlo alla morte si sono infranti contro la realtà di un decesso constatato sul posto. Ora scatteranno le indagini, si cercheranno le responsabilità legali e tecniche di quel solaio venuto giù.

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Chiude TiscaliNews: qualcuno racconterà

Oggi è l'ultimo giorno di pubblicazione di TiscaliNews. L'azienda ha deciso di chiudere la redazione e la testata. Un giorno qualcuno racconterà di come sia stato stato possibile far finire in condizioni tanto critiche uno degli ultimi miracoli industriali e tecnologici italiani.  Un giorno...

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Ecco perché escort e calciatori non sono indagati, l'inchiesta è sullo sfruttamento. Caccia ai conti degli arrestati e ragazze testimoni

Un doppio binario investigativo, soldi che evaporano all’estero e un mosaico di nomi che affiorano dai telefoni sequestrati. L’inchiesta della Procura di Milano sul presunto giro di escort, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione entra nella sua fase più delicata: quella in cui i...

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Vada, smaltiva rifiuti in tre discariche abusive: denunciato. Video e foto

Vada, smaltiva rifiuti in tre discariche abusive: denunciato. Video e foto Nelle tre aree di sua di proprietà i carabinieri del Nucleo tutela ambientale di Grosseto, con l'aiuto della compagnia di Cecina, hanno trovato di tutto: bombole del gas, scarti di lavori edili, infissi in alluminio. Il tutto veniva smaltito senza le necessarie autorizzazioni e per questo un...
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Borseggiatrici aggredite in metro': finiscono in ospedale

Borseggiatrici aggredite in metro': finiscono in ospedale L’aggressione in metro, poi la chiamata al 112 e l’intervento delle ambulanze. Due donne di 33 e 24 anni, entrambe cittadine bosniache, sono rimaste leggermente intossicate dopo essere state aggredite con dello spray urticante nel mezzanino della M3 di Duomo a Milano nel pomeriggio di domenica 23...
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Sospesa la circolazione sulla metro M2 di Milano

Sospesa la circolazione sulla metro M2 di Milano È stata sospesa la circolazione dei treni sulla metropolitana M2 di Milano (la linea “Verde”) nella mattinata di lunedì 24 marzo a causa di un convoglio guasto. La circolazione sulla linea è ripresa nel corso della mattinata, ma con diversi rallentamenti. Per il momento non è chiaro quale...
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Morte Davide Garufi: si indaga sul suicidio del tiktoker 21enne

Morte Davide Garufi: si indaga sul suicidio del tiktoker 21enne I carabinieri di Sesto San Giovanni (Milano) stanno indagando sulla morte di Davide Garufi, un giovane tiktoker di 21 anni (quasi 300mila follower e 1,5 mln di like). Recentemente, Davide aveva rivelato sul suo profilo TikTok di essere una donna transgender, chiedendo di essere chiamato Alexandra...
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Rapinano una donna sull’autobus, ma anche lei è una borseggiatrice

Rapinano una donna sull’autobus, ma anche lei è una borseggiatrice Le cose sono due: o a Milano ci sono talmente tanti borseggiatori che alcuni di loro, senza rendersene conto, finiscono per derubare un “collega”, oppure è un caso più unico che raro quello avvenuto nell’ottobre 2024, quando un giovane ha rapinato su un autobus una donna. Fino a che si è scoperto...
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La Federazione delle Associazioni Italia-Israele contro la risoluzione del Consiglio comunale di Firenze: “Hamas è un gruppo terroristico, Nardella chiarisca”

Il presidente Bruno Gazzo contro il documento approvato dalla maggioranza: “C’è da domandarsi se le richiamate 'pace, giustizia e dignità dei popoli' enunciati nell’atto possano basarsi su presupposti che non hanno alcun rapporto con la realtà”

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Firenze, sembrava un incendio, si scopre che erano stati assassinati: un fermato per l’omicidio di una coppia di anziani

Clamorosa svolta nell'indagine sul fatto di Bagno a Ripoli dello scorso 5 dicembre. I coniugi ritrovati senza vita nella loro abitazione non sarebbero morti a causa del rogo, ma per una spietata aggressione. Ipotesi usura. Lei picchiata e poi forse strangolata

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