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Russia, maxi attacco di droni ucraini: esplosioni e una colonna di fumo nella regione di Mosca – VIDEO

Centinaia di droni contro la Russia, incendio nel maxi deposito Wildberries: le immagini dalla regione di Mosca

Una delle più grandi ondate di droni ucraini contro la Russia dall’inizio della guerra ha interessato anche la regione di Mosca. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 822 droni in diverse zone del Paese, mentre nella regione della capitale un attacco ha colpito anche un grande magazzino di Wildberries a Koledino, circa 45 chilometri a sud di Mosca. Le immagini mostrano esplosioni e una densa colonna di fumo nero alzarsi dalla struttura colpita. Nella sola regione di Mosca un uomo di 83 anni è morto nell’attacco, secondo le autorità locali. Video Astra/Corriere TV.

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Mosca, colonna di fumo si alza sui magazzini Wildberries: “Droni ucraini mettono fuori uso 7 centri logistici su 10”

Un’enorme nube di fumo si alza su Mosca. Nelle immagini si vedono gli elicotteri dei vigili del fuoco che si dirigono verso un magazzino appartenente a Wildberries, il colosso russo della grande distribuzione online. Nella notte la regione di Mosca è stata colpita da quello che il governatore Andrey Vorobyov ha definito “uno dei più massicci attacchi di droni ucraini degli ultimi tempi”.

Il Ministero della Difesa ucraino ha riferito che gli attacchi hanno complessivamente messo fuori uso sette dei dieci principali centri logistici di Wildberries, spesso definita “l’Amazon russa”. Secondo il ministero infatti questa notte, 16 agosto, anche il centro logistico di Wildberries nel parco industriale di Koledino ha cessato le attività dopo l’attacco. Si tratta del più grande magazzino dell’azienda per superficie, con circa 250.000 metri quadrati. Sempre stanotte, anche il magazzino di Domodedovo ha sospeso le attività, nel sito infatti è divampato un vasto incendio.

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Ancora Wildberries: droni ucraini tentano di raggiungere Mosca

Il regime di Bandera ha attaccato Mosca; droni ucraini hanno tentato di violare le difese. Gli attacchi sono iniziati sabato sera e sono tuttora in corso. Secondo le autorità di Mosca, le stime preliminari indicano che oltre 130 droni ad ala fissa sono stati abbattuti nella regione della capitale.

I droni nemici hanno tentato di raggiungere Mosca, con l’attacco principale proveniente da sud. I sistemi di difesa aerea sono rimasti in funzione per diverse ore nelle aree di Čechov, Stupino, Domodedovo e Podolsk. I testimoni oculari hanno riferito di esplosioni udite nel cielo a intervalli di 10-15 minuti. Alle 6 del mattino risultavano abbattuti 132 droni, ma l’attacco proseguiva ancora.

Secondo le prime notizie, il magazzino di Wildberries a Koledino, vicino a Podolsk, è stato chiuso. Fonti ostili riferiscono che la struttura è stata colpita da droni, ma non vi sono ancora informazioni ufficiali. Tre persone sono rimaste ferite nei pressi della tangenziale di Mosca e stanno ricevendo assistenza medica. L’aeroporto di Domodedovo è chiuso a decolli e atterraggi. Sono disponibili ulteriori dettagli sui velivoli abbattuti; informazioni in merito sono state fornite dal sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin.

Tra la serata di ieri e le 6:30 di questa mattina, 600 UAV erano diretti verso la regione di Mosca; di questi, 201 droni sono stati abbattuti nell’area.

Va notato che il più massiccio attacco di droni ucraini contro Mosca risale allo scorso luglio, quando 180 velivoli senza pilota ad ala fissa furono abbattuti mentre si avvicinavano alla capitale.

Fonte: Top War

Traduzione: Luciano Lago

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Stefania Pedroni: «Platamona, che mi ha regalato la libertà»

Su VITA magazine ne abbiamo elencati cento, ma ognuno di noi ne conserva almeno uno nell’anima. Li abbiamo chiamati “paesi-persona”, sono quei luoghi che mettono al centro l’umano e nelle relazioni custodiscono il loro bene più prezioso. Abbiamo chiesto a una serie di interlocutori di raccontarci ognuno il proprio posto del cuore: ne è uscito un itinerario sentimentale fatto di ecosistemi da proteggere, in cui vivere incontri indelebili e a cui riservare la versione più autentica di sé.

Ci sono luoghi che si scelgono per il paesaggio e altri che custodiscono un’energia speciale, il cui senso si rivela a poco a poco, mentre diventano parte della nostra storia. Per Stefania Pedroni, presidente dell’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare – Uildm, quel luogo è Platamona, sul litorale di Sassari.

Da molti è considerata la spiaggia più lunga d’Italia. Macchia sarda e pineta in cui immergersi. Qui, nella casa vacanze accessibile gestita dalla sezione sassarese di Uildm, Stefania torna pressoché ogni estate da quel 2021 in cui la scoprì. «Mi sono innamorata di quel luogo per tanti motivi», racconta. «Lì ho scoperto un senso di libertà che non avevo mai provato altrove».

Ci arrivò la prima volta in un momento difficile. Pochi mesi prima era morto Franco, un suo caro amico della Uildm di Torino con cui aveva già condiviso molti viaggi. «Dovevamo partire tutti insieme, ma una diagnosi oncologica arrivata all’improvviso ce lo ha portato via in appena due mesi». All’ultimo momento il gruppo cambiò programma: niente più Marche, ma Platamona.

C’è un’Italia che resiste allo spopolamento, rigenera i territori e trasforma il turismo in occasione di incontro. È l’Italia dei “paesi-persona”. Nel nuovo numero di VITA magazine raccontiamo 100 esperienze da conoscere e da visitare.
NELL’ITALIA DEI PAESI-PERSONA

Ad aspettarli c’era una casa luminosa, accogliente e senza barriere, una spiaggia selvaggia, fresca di colori e profumi, dove entrare in mare è finalmente semplice. Persone di una cooperativa locale pronte ad aiutare con gentilezza e competenza, sistemando gli ausili per entrare in mare, sedie di ogni tipo e modello, con dimestichezza e rapidità. Volontari della Uildm di Sassari calorosi e solari. «Ci si sente circondati da persone che sanno di cosa abbiamo bisogno e si prendono cura di noi», dice Stefania evocando il tempo trascorso tutti insieme a scherzare. L’accessibilità non è un dettaglio organizzativo: è la condizione che permette di vivere una vacanza con leggerezza, liberi di pensare solo alle persone di cui ci si circonda e a coltivare il piacere della relazione. 

Quella prima sera, durante la cena in un ristorantino sulla spiaggia, il cielo si tinse di rosso e viola. «Abbiamo pensato tutti la stessa cosa: era Franco che ci salutava e ci diceva che sarebbe rimasto con noi». 

Quella vacanza segnò anche un altro passaggio importante. «Per la prima volta ero sotto lo stesso tetto con Nicola, un amico di lunga data che poi è diventato il mio compagno. Lì, l’ho visto con occhi diversi». In un periodo segnato dai lutti – era infatti da poco mancata anche la nonna paterna di Stefania – quel viaggio diventò un nuovo inizio. E Platamona un appuntamento fisso. «Ogni anno ho quasi paura di non ritrovare la stessa magia, ma vengo sempre smentita. È la sensazione di libertà che quel luogo riesce a trasmettere. Pace, serenità, bellezza, piacere e leggerezza». Quelle cose che mancano quando si è occupati a gestire mille difficoltà: personali, professionali, logistiche. Che a Platamona non ci sono. 

Ogni anno ho quasi paura di non ritrovare la stessa magia, ma vengo sempre smentita. È la sensazione di libertà che quel luogo riesce a trasmettere. Pace, serenità, bellezza, piacere e leggerezza

Ma la magia, racconta, nasce soprattutto dalle persone. «Ti aprono la casa e ti fanno sentire la benvenuta». Si cucina insieme, si mangia tutti in veranda o all’aperto, ci si racconta con calma. «Lì ritrovo relazioni fatte di lentezza. In una grande città tutto questo manca».

Certo, le escursioni chiamano: Asinara, Pelosa, Porto Torres, una gita in barca… «Abbiamo fatto di tutto» dice, ma il consiglio che darebbe a chi arriva per la prima volta è quello di godersi il momento più semplice. Quello di «entrare in mare, fare una passeggiata sul lungomare, godersi la casa e le persone». Perché il ricordo più prezioso che Stefania porta con sé da Platamona non è un panorama, ma la libertà di vivere il mare e le relazioni senza ostacoli e barriere.

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In apertura, Stefania Pedroni sulla spiaggia di Platamona (SS) insieme al compagno Nicola. Le foto sono state inviate dall’intervistata

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