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Vannacci sorpassa la Lega in tilt: Salvini a rischio sgombero propone l’assembleona

Piove sul bagnato. Secondo la rilevazione settimanale di Sky Tg24 e Youtrend il partito di Vannacci avrebbe ormai superato, sia pur solo di un decimale, la Lega: 5.9% contro il 5,8% di Salvini. Altre rilevazioni non offrono lo stesso risultato ma nessuno mette in dubbio la corsa del generale e questa per una Lega già tramortita è una pessima notizia.

Per non riconoscere la crisi profondissima del Carroccio bisognerebbe essere ciechi e per quanto si sforzi di tenere gli occhi ben chiusi neppure a Salvini sfugge l’impietoso dato. Solo che non sa cosa fare e deve vedersela con un partito che se non mira a cacciarlo nel Nord ha tutte le intenzioni di ingessarlo. Il federale convocato per due giorni fa è saltato senza ulteriori spiegazioni e di una nuova convocazione per ora non si parla. Riunirsi sarebbe stato inutile, anzi dannoso, perché l’accordo tra il Capitano e i nordici che lo vogliono sotto tutela non è ancora stato trovato e anche nel Carroccio settentrionale i pareri sono discordi. La ventilata vicesegreteria dei due generali del nord, Luca Zaia e il governatore del Friuli-Venezia Giulia Fedriga, si è allontanata di parecchi chilometri. La proposta di Zaia, appoggiata anche dal governatore lombardo Fontana di duplicare il partito sul modello della Cdu-Csu tedesca, con una Lega nazionale e una regionale del Nord, invece è proprio naufragata e del resto non avrebbe avuto alcun senso. Caos totale. “Siamo peggio del Pd perché noi a questo casino non siamo abituati”, sbotta un pezzo da novanta come Massimo Garavaglia.

I nodi arriveranno al pettine nel raduno leghista fissato per il 4 e 5 luglio a Treviso. Una scelta di qualche tipo comunque s’impone, pena un’agonia senza vie d’uscita. Salvini si presenterà proponendo una cabina di regia di massa con dentro di tutto: governatori, ministri, amministratori. Sarebbe composta da 15 persone, ufficialmente per coinvolgere i territori e prestare orecchio alle loro esigenze, in realtà perché l’assembleona è il modo più sicuro per lasciare tutte le leve del potere nelle mani di Salvini. Va intesa in questo senso la mossa delle primarie per il candidato sindaco a Milano del prossimo weekend. Non ci sono candidati. Si può votare per chiunque, dunque anche per il segretario il quale è convinto di ottenere un risultato plebiscitario. Immagina di presentarsi allo showdown di Treviso forte proprio di quella legittimazione popolare. Dall’altra parte dela barricate però lo aspettano affilando le armi: “Ogni tanto ci vuole una rivoluzione e adesso ci sarà”, promette Garavaglia. Una rivoluzione non vuol dire necessariamente e comunque non soprattutto sostituire Salvini, che come frontman è difficilmente rimpiazzabile. Significa in compenso cassare dopo anni prima trionfali e poi sempre più mesti la sua scommessa politica: la Lega nazionale come rappresentante da nord a sud di una destra radicale, xenofoba e sovranista.

Quello spazio politico certamente esiste, non era un miraggio di Salvini. È esattamente quello che sta occupando Vannacci. Il capitano c’era riuscito nel 2019 ma non è riuscito a tenere la posizione. La ha persa per i suoi errori, per l’impossibilità di coniugare la demagogia e il governo ma anche perché Meloni, decisa a non concedere spazi alla sua destra, gli ha reso il compito decisamente più difficile. Calcolo miope: continuare ad avere a che fare col ringhioso ma quasi inoffensivo leghista invece che con lo spregiudicato e sgomitante generale sarebbe per lei molto più facile e vantaggioso. Ma è storia di ieri. Salvini spera ancora di recuperare quella postazione ma si tratta probabilmente di un miraggio che rimarrebbe tale anche se, per improbabilissimo miracolo, la premier si decidesse a concedere al disastroso ministro dei Trasporti il palcoscenico eminente del Viminale. Probabilmente sarebbe per Salvini troppo tardi persino disponendo di quella carta a cui mira da sempre.

I nordici, si sa, hanno tutt’altra idea. Tornare alla rappresentanza degli interessi territoriali del Nord, lasciarsi alle spalle gli anni della destra estrema. Garavaglia giura che l’ascesa di Vannacci per lui è la sola buona notizia: “Adesso non siamo più noi i fascisti ed essendo io totalmente antifascista mi fa piacere”. Se anche Salvini cedesse di nome o di fatto le redini e la scomessa dei governatori del Nord si dimostrasse vincente, la cosa non risolverebbe comunque i problemi del centrodestra con l’intruso Vannacci. I voti nordici eventualmente recuperati sarebbero presi per lo più da FdI e Fi e per la coalizione sarebbe un gioco a somma zero. Ma per la Lega significherebbe aver recuperato comnque una ragione d’esistere politicamente che oggi latita sempre di più.

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Sondaggi politici elettorali: Vannacci supera Salvini, cosa succede alle coalizioni dopo sorpasso storico di Futuro Nazionale sulla Lega

Stanno facendo centro la remigrazione, l’attacco al reato di femminicidio, l’appello a sgomberare tutte le case occupate, l’appretto: perché a pochi giorni dall’Assemblea Costituente, una due giorni a Roma, Futuro Nazionale ha già superato la Lega secondo il sondaggio Youtrend per SkyTg24. “Qui c’è la sporca dozzina e i figli di nessuno – ha dichiarato il generale Roberto Vannacci – Noi quelli bravi non li vogliamo, li lasciamo a Pd, M5S e Avs. A noi continua a interessarci l’Italia e gli interessi degli italiani. E con la sporca dozzina e i figli di nessuno ce la faremo”.

Come si accennava in apertura, la notizia più determinante e rumorosa è il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega: il partito del generale Roberto Vannacci, fondato pochi mesi fa, ha superato il Carroccio che all’autore de Il mondo al contrario aveva steso tappeti rossi: lo aveva candidato alle elezioni europee, lo aveva nominato vice segretario, gli aveva offerto la sua infrastruttura. Prima dello strappo, prima dell’assemblea che lo scorso fine settimana ha riunito a Roma tutto lo stato maggiore del partito neonato ma già influente: così tanto da aver guadagnato l’1,5% rispetto all’ultima rilevazione Youtrend di fine maggio. Secondo l’indagine FN al momento è al 5,9%, la Lega al 5,8%: un sorpasso che potrebbe compromettere equilibri e rapporti di forza nel centrodestra.

 

📊 #Sondaggio Youtrend per @SkyTG24: sorpasso di Futuro Nazionale (5,9%, +1,5 punti rispetto al 29 maggio) sulla Lega (5,8%, -0,1). Nella stessa rilevazione risultano in crescita il PD (22,2%, +0,5), FI (8,2%, +0,4) e AVS (6,8%, +0,4), mentre cala il M5S (12,1%, -1,4). pic.twitter.com/VY8yY7Z3lN

— Youtrend (@you_trend) June 18, 2026

Perché risulta determinante tutto quello che sta succedendo in questo momento in quanto le alleanze si stanno definendo, le coalizioni stanno disegnando i loro perimetri per ora molto variabili tra aperture, dialoghi, veti incrociati, inclusioni ed esclusioni. La fine della legislatura è prevista nel 2027 e fino ad allora potrà succedere ancora di tutto, anche considerando la grande instabilità internazionale e non soltanto in campo geopolitico. Secondo lo stesso sondaggio: il 55% degli italiani esprime un giudizio negativo sul Governo Meloni mentre il 35% lo giudica positivamente.

Se Fratelli d’Italia resta comunque in vetta al listone dei partiti, al 27,8%, appare in crescita di mezzo punto percentuale il Partito Democratico che sale al 22,2%. In crescita, entrambi dello 0,4%, si Forza Italia all’8,2% che Alleanza Verdi Sinistra al 6,8%. Crolla invece il Movimento 5 Stelle, addirittura dell’1,4%, che scivola al 12,1%. Segno meno, anche se praticamente impercettibile, anche per Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi, al 3,1% e al 2,1%. Partito Liberaldemocratico e Ora! sono stabili rispettivamente all’1,2 e all’1,1%. +Europa è all’1%, Noi Moderati allo 0,9%. Alla generica voce “un altro partito” l’1,8%, una percentuale in calo dello 0,9%. Gli indecisi e astenuti sono il 32,2% degli intervistati.

Al momento 56% degli elettori di FdI si dice d’accordo con l’ipotesi di allargare la coalizione a Vannacci mentre solo il 16% degli elettori di FI, Lega o Noi Moderati e il 38% di quelli che oggi voterebbero Futuro Nazionale si dicono d’accordo. A oggi, se il centrodestra dovesse includere Futuro Nazionale, il Campo Largo sarebbe al 46,4%. Sarebbe al 44,3% con Vannacci fuori dalla coalizione. Il sondaggio conferma inoltre che il cavallo di battaglia di Vannacci al momento è la remigrazione: l’85% dei suoi elettori è favorevole. La proposta convince anche il 67% degli elettori del centrodestra, mentre il 77% di quelli del campo progressista è contrario.

 

📊 #Sondaggio Youtrend per @SkyTG24: il campo progressista è al 44,3% nello scenario in cui il CDX (43,2%) corre separato da Vannacci (4,9%), mentre è al 46,4% in quello in cui il CDX, inglobando FN, è 45,4% (-2,7 punti in meno rispetto alla loro somma in una corsa separata). pic.twitter.com/lgJVSOFPaQ

— Youtrend (@you_trend) June 18, 2026

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Salvini si auto-candida sindaco a Milano, ma Forza Italia lo liquida: “Abbiamo altre idee”

Potrebbe essere la perfetta exit strategy per Matteo Salvini, anche per distrarsi dall’ennesima giornataccia sul fronte di ritardi dei treni. Ma è già densa di troppe incognite e comunque è stata subito rispedita al mittente da Forza Italia. Salvini candidato sindaco a Milano? Vade retro. L’idea, che sottotraccia circola già da qualche giorno, è stata messa nera su bianco da Alessandro Morelli in un’intervista alla Verità di Maurizio Belpietro. “Sabato e domenica la Lega ha organizzato le primarie per le Comunali di Milano, con i gazebo in piazza. Invitiamo tutti a votare Matteo Salvini”, ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio.

Morelli è un fedelissimo di Salvini, un pasdaran del Capitano, e non dice nulla senza essersi prima consultato col segretario. Dunque l’idea, se arriva da lui, significa che ha avuto la benedizione dall’altro. “Buttiamola lì e vediamo l’effetto che fa”. Bisogna dire che per il segretario leghista sarebbe l’exit strategy perfetta. Con la Lega sempre più in crisi di consensi, col generale Vannacci ormai a un niente dal sorpasso e il malcontento dei governatori che lo assediano per un cambio di leadership, per Salvini potrebbe essere una via d’uscita assai onorevole: fare il sindaco di Milano lasciando la guida del partito a Luca Zaia. O a Massimiliano Fedriga.

Insomma, farsi da parte, mantenendo una posizione di grande rilievo. Anche se la strada, oltre a essere un azzardo, è assai lunga. In primo luogo, non è assolutamente detto che Salvini candidato e sostenuto da tutto il centrodestra riesca a spuntarla. Vero che il centrosinistra un candidato ancora non ce l’ha, ma comunque Milano non è mai stata una roccaforte di voti leghisti. Anzi. E poi i tempi: alle Comunali si voterà nella primavera del 2027 e il Carroccio rischia di arrivarci già svuotato da Futuro Nazionale.

Intanto, però, si registra il primo stop. “Salvini candidato della Lega è una proposta legittima, visto che ogni partito può avanzare il proprio nome, ma Forza Italia ha altre idee. Noi restiamo per un nome civico, anche noi abbiamo dei nomi e quando verrà convocato il tavolo del centrodestra, ci confronteremo”, afferma Alessandro Sorte, coordinatore lombardo del partito berlusconiano. “Dire no a prescindere è sempre sbagliato. Al tavolo Salvini porterà il nome scelto dal popolo leghista. Siamo contenti che su Milano ci sia dibattito, ma bisogna partire dal presupposto che l’avversario è la sinistra…”, gli risponde a stretto giro lo stesso Morelli.

Nel frattempo dichiarazioni di voto in favore di Salvini arrivano da due altri pezzi grossi: il governatore lombardo Attilio Fontana e il deputato ultra-salviniano Igor Iezzi annunciano la loro scelta pro-Salvini per Milano. Insomma, nonostante la prima bocciatura forzista, la partita non sembra finita qui e si attende il risultato dei gazebo di domenica. Ma l’idea non renderà felice nemmeno Ignazio La Russa, che da tempo si sta spendendo per portare avanti la candidatura di Maurizio Lupi. Nome sostenuto naturalmente anche dai centristi della coalizione. Ma non tutta Fratelli d’Italia sarebbe contraria al Capitano: candidare il segretario leghista a Milano potrebbe essere il modo per facilitare il passaggio di leadership a Zaia e questa operazione non è mal vista a Via Della Scrofa. Anzi, potrebbe essere anche sostenuta dal partito meloniano, nonostante la contrarietà, al momento, di La Russa. Certo è che a Salvini non ne va una liscia: liquidato da Forza Italia come fosse l’auto-candidatura di un qualunque consigliere di municipio.

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