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“A 100 anni mangio la spigola e bevo molta acqua, la disidratazione alla mia età è una nemica. Mi bastavano 2 ore di sonno per studiare”: lo rivela il professor Leonardo Santi

Leonardo Santi è uno dei più importanti ricercatori italiani nel campo della lotta ai tumori. Ha pubblicato più di 300 lavori scientifici su argomenti di oncologia sperimentale, patologia oncologica, specialmente per quanto concerne il tumore del polmone, i tumori professionali e i Biological Response Modifiers. Il 3 aprile scorso il professore ha tagliato il traguardo dei 100 anni. “Non ho voluto festeggiare”, ha confessato a Il Corriere della Sera.

Il segreto per una vita così lunga? “Mangio pesce, prediligo la spigola. Bevo molta acqua perché la disidratazione alla mia età è una nemica. La casa è disseminata di bottigliette, come vede, sistemate nei posti strategici da mia moglie Lia Eva, il mio traino”.

E ancora: “Da ragazzo non mi sono fatto mancare niente. Sci, barca, lunghe nuotate all’isola d’Elba. Però il tipo di alimentazione lasciava molto a desiderare. Mangiavo come capitava. Dolce e salato insieme, tanto poi nello stomaco si mescola tutto, mi giustificavo con i collaboratori che mi osservavano allibiti. Da vecchi invece bisogna stare attenti”.

“Da giovani non si pensa alla vecchiaia, tantomeno quando eravamo giovani noi. – ha aggiunto il professore – Nessuno ci parlava di prevenzione e mangiar sano. Per mia scelta non ho mai fumato né bevuto alcol. I collaboratori si stupivano del mio scarso bisogno di sonno, mi bastavano due ore e passare la notte in bianco spesso era una scelta. Utilizzavo quel tempo per prendere appunti, studiare, organizzare. E la mattina arrivavo in ospedale con tanti fogli scritti a mano”.

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“A 60 anni camminare non basta. Bisogna nuotare, correre, fare trekking. L’obiettivo non è vincere le gare di Triathlon, ma curare elasticità”: i consigli di Antonio Robecchi Majnardi

Antonio Robecchi Majnardi, fisiatra e direttore dell’Unità di Medicina Riabilitativa dell’Istituto Auxologico di Milano, non ha dubbi: “Grazie alla medicina, i 60 anni sono i nuovi 40“. E allora qual è il segreto per arrivare in forma alla soglia dei 60? “L’obiettivo non è arrivare a vincere le gare di Triathlon, ma curare elasticità muscolare e postura”, ha dichiarato a Il Corriere della Sera.

E ancora: “Camminare fa bene, ma è un’attività che utilizza sempre le stesse lunghezze muscolari. Invece, per invecchiare al meglio, bisogna esplorare ampiezze articolari diverse. E soprattutto, ricordarsi di essere dei sapiens. Nel senso di preistorici”.

“Abbiamo dimenticato che l’uomo è un animale, -ha continuato Robecchi Majnardi – evoluto ma pur sempre animale. Un tempo correva per inseguire una preda, si tuffava per pescare, si arrampicava per sfuggire al leone. Oggi, vive seduto: lavora seduto, mangia seduto, guarda la tv in poltrona. È del tutto innaturale, per questo i muscoli si accorciano e perdono forza”.

E il cibo? Al netto che un buon nutrizionista può dare consigli ad hoc, vale la regola generale: “Mangiare meno, soprattutto carboidrati. Ed essere consapevoli di ciò che si mangia, senza infilarsi qualcosa in bocca tanto per fare. Primo trucco: non portare il piatto di portata in tavola, ma prepararsi la propria porzione e limitarsi a quella”.

I pasti di Robecchi Majnarsi sono: “Tre: colazione, a pranzo un primo con verdure poco condite, a cena un secondo sempre con le verdure. La colazione serve, rompe il digiuno, avvia l’organismo”.

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