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Il Castello delle Cerimonie verso la chiusura? Il messaggio che non lascia speranze all’hotel “La Sonrisa” dopo la decisione del Consiglio di Stato

“Siamo spiacenti ma non ci sono camere disponibili nel periodo selezionato o ci sono restrizioni nel numero di pernottamenti minimi richiesti”. È questo il messaggio in cui ci si imbatte provando a effettuare prenotazioni sul sito del Grand Hotel “La Sonrisa”, meglio noto come “Il Castello delle Cerimonie”. E poco importa se si seleziona il periodo estivo, quello autunnale o addirittura gennaio 2027. La situazione non cambia modificando il numero degli ospiti e le date di arrivo e partenza. Nella location di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, sembra ormai impossibile entrare. Ci si sta definitivamente avviando verso la chiusura? È quel che viene da pensare soprattutto alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi, quando il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso che i Polese, proprietari della location, avevano presentato sperando di poter ribaltare l’ordinanza del Tar Campania, che a sua volta aveva già confermato la revoca delle licenze da parte del Comune.

La decisione dei giudici

I giudici si sono pronunciati tenendo conto della sentenza definitiva datata febbraio 2024, secondo cui i locali de “La Sonrisa” sarebbero abusivi e senza la destinazione turistica-ricettiva. Stando così le cose, la struttura pur rimanendo formalmente aperta non può svolgere attività alberghiera e di ristorazione, e in tal senso andrebbe letta anche la mancata disponibilità di camere evidenziata dal sistema di prenotazione, sebbene proprio nella giornata di ieri si sia svolto un evento dedicato alla scaramanzia napoletana. È giunto il momento di scrivere la parola ‘fine’ per l’hotel del compianto don Antonio Polese?

La voce dei dipendenti

Il prossimo 24 novembre ci sarà l’udienza pubblica per la decisione definitiva nel merito, e prima, il 9 luglio, toccherà alla Cassazione pronunciarsi sui ricorsi avanzati dagli avvocati dei Polese. Certo, ci sarebbe anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo davanti alla quale i legali dell’hotel hanno portato la vicenda, ma come scrive Fanpage i tempi di Strasburgo “sono lunghi e difficilmente potrebbero incidere sulla stagione in corso”. Nel frattempo persone molto vicine alla struttura, come Gaetano Nino Davide, uno dei volti storici che da anni lavora nell’hotel, si mobilitano sui social raccogliendo il sostegno e la solidarietà delle persone. “Il lavoro di una vita merita rispetto e tutela, non può essere cancellato all’improvviso. Lo Stato non deve dimenticarsi di noi: ha il dovere di tutelarci, e farlo con amore prima di ogni altra cosa” si legge in uno degli ultimi post di Nino.

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Napoli su Gila, blitz per blindare la difesa: la Lazio fa il prezzo con il Real Madrid dietro le quinte

Il Napoli segue Mario Gila per rinforzare la difesa. La Lazio valuta il centrale spagnolo circa 30 milioni, ma metà dell’eventuale incasso spetterebbe al Real Madrid.

Gila-Napoli: lo spagnolo è uno dei profili seguiti per la difesa

Mario Gila è tra i nomi valutati dal Napoli per il reparto arretrato. Il difensore della Lazio piace per età, caratteristiche tecniche e margini di crescita. Il club azzurro cerca un centrale affidabile, rapido nelle letture difensive e in grado di giocare con continuità in una squadra che vuole restare competitiva su più competizioni.

La Lazio, però, non ha nessuna fretta di cedere lo spagnolo. Il contratto di Gila scade nel 2027 e la richiesta si aggira attorno ai 30 milioni di euro. Il Napoli avrebbe impostato la trattativa su cifre inferiori, vicine ai 25 milioni. La distanza non è ampia, ma resta rilevante in una trattativa che coinvolge anche valutazioni di bilancio.

Gila è arrivato alla Lazio dal Real Madrid e il club spagnolo ha mantenuto una percentuale del 50% sulla futura rivendita. Questo elemento incide direttamente sulla posizione biancoceleste. Se il difensore venisse ceduto per 30 milioni, circa 15 milioni andrebbero al Real Madrid.

Lazio, plusvalenza possibile ma incasso dimezzato

Per la Lazio una cessione di Gila produrrebbe comunque un effetto positivo sul bilancio. Il costo storico del giocatore è inferiore alla valutazione attuale e la vendita consentirebbe una plusvalenza. L’incasso netto per il club romano, però, sarebbe condizionato dalla quota da riconoscere al Real Madrid.

La società biancoceleste dovrebbe poi reinvestire parte della somma per sostituire il difensore. Per questo motivo Lotito non sembra intenzionato ad abbassare troppo la richiesta. La Lazio sa che il mercato dei centrali giovani e già pronti ha prezzi elevati, soprattutto quando il giocatore ha esperienza in Serie A.

Dal lato Napoli, l’operazione sarebbe sostenibile sul piano dell’ingaggio. Gila non avrebbe uno stipendio paragonabile ai difensori più pagati del panorama europeo e rientrerebbe in una fascia gestibile. Il costo principale riguarderebbe il cartellino, con ammortamento pluriennale e impatto da valutare in rapporto alle altre operazioni in entrata. Per l’attacco, invece, il club campano guarda al 21enne israeliano Khalaili che gioca in Belgio.

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Il Gattablu di Scampia. Esperienze di de-istituzionalizzazione della psichiatria

Questo testo, curato da Nicola Valentino per le edizioni “Sensibili alle foglie”, racconta l’esperienza del “Gattablu”, uno dei primi centri di riabilitazione psichiatrica e psicosociale espressione del vasto movimento basagliano nato in Campania nei primi anni ’90, durante la fase di  chiusura dell’ex Ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi, il cosiddetto “Frullone”. Un’operazione coraggiosa, affrontata con l’entusiasmo e l’ottimismo di quel momento storico, dal prof. Sergio Piro e da un gruppo di operator3 che occuparono piccole costruzioni in stato di abbandono diventate poi la casa della comunità che cura, di cui questo libro ci racconta.

Qui, come in altri centri diurni con la medesima ispirazione ideale, iniziano i processi di affrancamento dalle solitudini, si inizia ad allenare relazioni e dialogo, si potenziano strumenti e abilità che consentono di raggiungere uno stato di benessere soggettivo, sociale, e funzionale. Il Gattablu rappresenta uno snodo cruciale di quel processo di de-istituzionalizzazione che ha rivoluzionato la psichiatria e che ha contribuito e contribuisce a migliorare la vita degli utenti e delle famiglie.

I pazienti vengono coinvolti a vari livelli nella gestione delle attività del centro, anche la preparazione collettiva del cibo stimola l’attività e la tessitura di relazioni affettive. L’arte ha un ruolo centrale come forma di “autocura” , quando l’esistenza diventa difficile, è una risorsa vitale, un mondo in cui ci si rifugia e che rigenera, un’esperienza che esce dal centro ad incontrare il mondo fuori: “dall’arte reclusa all’arte pubblica”.

Le opere diventano installazioni in giardini pubblici, fanno parte di mostre e incontrano collezionisti o appassionati, sono sul carro di carnevali di quartiere a Napoli. Molte opere hanno trovato acquirenti e il ricavato di ogni vendita è andato a beneficio di tutta la comunità, nell’ottica di qualcosa di proteso verso un futuro diverso per ognun.

La vocazione inclusiva del centro, all’interno dell’ampio movimento associativo creato dal basso in quegli anni, porta il Gattablu a intessere relazioni con una vasta rete di soggetti e situazioni. Al Gattablu, (nome probabilmente derivato da un gatto che abitava le strutture, e il blu un probabile riferimento al cavallo blu basagliano), nei più di trent’anni di attività, sono state organizzate iniziative, incontri con altre associazioni, progetti con scuole, occasioni di socialità.

Il libro cerca di raccontare proprio il valore umano e sociale di questa rete di legami sociali indispensabile per la cura della sofferenza psichica, una rete che tiene insieme, come osservava Sergio Piro, sofferenza individuale e sofferenza sociale.

Per tornare sull’arte come come modo per uscire fuori dal centro diurno e aprirsi al mondo, è molto interessante la vasta produzione artistica che include dipinti, disegni, sculture, scrittura di racconti, poesie, pensieri.

La stessa ristrutturazione delle palazzine è stata impreziosita da mosaici e installazioni che, insieme a quanto è rimasto nella struttura, costituiscono un patrimonio che ha bisogno di essere innanzitutto preservato, in particolare da quando, a gennaio 2026, l’ASL ha chiuso il centro e stabilito di procedere alla demolizione delle strutture. In questa fase di regressione nei metodi della cura della malattia mentale e di tagli alla sanità, l’incontro con l’archivio “arte ir-ritata” della Coop Sensibili alle foglie, assume un particolare valore per la divulgazione e la protezione di questo patrimonio a rischio di dispersione o di appropriazione indebita. In attesa  che si apra una nuova prospettiva di esistenza per questa preziosa esperienza di cura e solidarietà.

 Il Gattablu         

Una narrazione delle attività artistiche e sociali del Centro Diurno di salute mentale di Napoli Scampia  a cura di Nicola Valentino

Edizioni : Sensibili alle foglie (pag. 109)

recensione a cura di Nadia Nardi

 

 

 

 

 

 

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