❌

Modalità di lettura

Da Spicer a Zacharia, tutti gli ex portavoce di Trump

Sette portavoce in due mandati, tra scontri con la stampa, briefing ridotti e addii lampo. L'ultima, Katie Zacharia, è rimasta in carica appena cinque giorni, stabilendo un nuovo record di brevità alla Casa Bianca

© RaiNews

  •  

Katie Zacharia dice che la Casa Bianca non le ha mai chiesto se avesse superato l’esame di abilitazione alla professione forense

La portavoce della Casa Bianca Katie Zacharia – finita al centro delle polemiche – ha dichiarato che nessuno nell’amministrazione Trump le ha mai chiesto se avesse superato l’esame di abilitazione alla professione forense prima di nominarla all’incarico. La rivelazione giunge dopo una settimana di accertamenti sui suoi titoli professionali e in seguito ad accuse secondo cui avrebbe lasciato intendere, erroneamente, di essere abilitata all’esercizio della professione legale.

Punti chiave

  • Venerdì mattina, nel corso di un’intervista su Fox News, a Zacharia è stato chiesto se si pentisse di non aver comunicato al presidente Donald Trump di non aver mai superato l’esame di abilitazione.
  • Zacharia, 42 anni, ha risposto che “tali domande non sono state poste”, aggiungendo: “Sono stata assunta come portavoce della Casa Bianca, non come consulente legale della Casa Bianca”.
  • Per anni, in interviste ai media, Zacharia si è definita avvocato e ha ricoperto il ruolo di “consulente legale generale” (general counsel) per diverse organizzazioni, nonostante non vi sia alcuna prova che abbia superato l’esame di abilitazione in alcuno Stato.
  • A creare ulteriore confusione, questa settimana Zacharia ha dichiarato ai giornalisti di aver superato l’esame di abilitazione in Cina – Paese in cui, tuttavia, ai cittadini stranieri non è consentito sostenere tale prova – per poi riferire al New York Times di aver frainteso la domanda, ammettendo di non essere mai stata un avvocato abilitato.
  • In seguito, ha sostenuto di aver evitato deliberatamente di definirsi “attorney” – termine che indica una persona che ha superato l’esame di abilitazione ed è legalmente autorizzata a esercitare la professione – preferendo il termine “lawyer”, che identifica chi ha conseguito una laurea in legge.
  • Ha inoltre affermato di aver sempre dichiarato di fornire “analisi giuridiche, non consulenza legale”; una distinzione che, a suo dire, sarebbe stata chiarita con “molte persone del settore”, tra cui il preside della facoltà di giurisprudenza della Pepperdine University.

Dichiarazione chiave

“Sono qui, ho avuto modo di viaggiare al suo fianco… e spero di riuscire a costruire un rapporto di fiducia e stima con chi mi circonda”, ha dichiarato Zacharia venerdì mattina ai conduttori di “Fox & Friends“, rispondendo a una domanda sul fatto se godesse ancora della “fiducia del presidente”. Contesto
Zacharia è stata nominata addetta stampa della Casa Bianca al posto di Karoline Leavitt.

Lunedì ha tenuto il suo primo briefing ufficiale con la stampa, che è stato duramente criticato a causa della brevità del suo intervento, di un’esposizione impacciata e di alcune gaffe imbarazzanti, tra cui quella in cui ha definito suo marito “il mio presidente”. In seguito, mentre si trovava al fianco di Trump fuori dalla Casa Bianca, un giornalista le ha chiesto in quale Stato avesse superato l’esame di abilitazione alla professione forense.

Lei ha risposto per due volte: “Quando mi sono trasferita in Cina”, lasciando Trump visibilmente perplesso. Mercoledì, l’organizzazione di controllo “Campaign for Accountability” ha presentato un esposto all’Ordine degli avvocati della California (California State Bar Association), chiedendo di verificare se Zacharia si sia “ripetutamente presentata al pubblico come abilitata all’esercizio della professione legale, pur non avendone il titolo”.

Più tardi, nello stesso giorno, ha dichiarato al New York Times di aver frainteso la domanda, pensando che il giornalista le avesse chiesto: “Dove si trovava dopo aver terminato gli studi di legge?”. In seguito ha spiegato di non aver superato l’esame di abilitazione in California nel 2011, giustificandosi col fatto che, sapendo di doversi trasferire in Cina, era “estremamente distratta, sopraffatta ed entusiasta per il fatto di essersi finalmente sposata”. Zacharia ha comunque conseguito la laurea presso la facoltà di legge della Pepperdine University.

L’articolo Katie Zacharia dice che la Casa Bianca non le ha mai chiesto se avesse superato l’esame di abilitazione alla professione forense è tratto da Forbes Italia.

  •  

“Lawyer sì, attorney no”: il caso di Katie Zacharia e il significato dei titoli legali negli Usa

La nuova portavoce della Casa Bianca, Katie Zacharia, ha dichiarato che la Pepperdine University, dove ha conseguito la laurea in Giurisprudenza, le aveva comunicato che poteva definirsi “lawyer” (giurista), ma non “attorney” (avvocato abilitato all’esercizio della professione). In una nuova intervista al New York Times, Zacharia sembra quindi aver ammesso di non aver superato l’esame di abilitazione alla professione forense.

I fatti principali

  • Zacharia ha raccontato di aver consultato il presidente della Pepperdine University per capire come potesse presentare le proprie qualifiche durante le apparizioni sui media. Quest’ultimo le avrebbe consigliato di non utilizzare i termini “attorney” o “esquire”, spiegandole però che poteva definirsi “lawyer”.
  • Zacharia si è inoltre presentata come “general counsel” (responsabile degli affari legali) di diverse organizzazioni, una qualifica che, secondo Erwin Chemerinsky, preside della facoltà di Giurisprudenza dell’Università della California a Berkeley, sarebbe impropria se non avesse superato l’esame di abilitazione. Come ha spiegato al Times, “non si può ricoprire il ruolo di responsabile degli affari legali di un’azienda negli Stati Uniti senza essere abilitati all’esercizio della professione forense”.
  • Le qualifiche professionali di Zacharia sono state messe in discussione questa settimana, dopo la pubblicazione di diverse inchieste secondo cui non avrebbe superato l’esame di abilitazione in nessuno Stato americano. Tra queste, un articolo del Wall Street Journal ha riferito che Zacharia non avrebbe superato l’esame nel 2011, poco dopo essersi laureata in Giurisprudenza.
  • La distinzione tra “lawyer” e “attorney” è poco chiara. Alcuni esponenti della comunità giuridica sostengono che tutti gli “attorney” siano “lawyer”, ma che non ci si possa definire “attorney” senza essere iscritti all’albo degli avvocati. Il dizionario Merriam-Webster considera invece i due termini sinonimi, mentre l’Associated Press definisce “lawyer” un termine generico per tutti gli iscritti all’albo e “attorney” una persona legalmente nominata o autorizzata ad agire per conto di un’altra, generalmente, ma non necessariamente, un avvocato.
  • Zacharia ha inoltre dichiarato al Times di aver frainteso la domanda di un giornalista durante la conferenza stampa di martedì. Quando le è stato chiesto dove avesse superato l’esame di abilitazione, avrebbe capito invece “dove sei stata dopo la facoltà di Giurisprudenza?”.
  • Zacharia aveva risposto “quando mi sono trasferita in Cina”, suscitando numerose critiche e perplessità, dal momento che ai cittadini stranieri non è consentito sostenere l’esame di abilitazione né esercitare la professione legale in Cina.

La denuncia

Mercoledì, l’organizzazione di vigilanza Campaign for Accountability ha presentato un esposto allo State Bar della California, chiedendo di indagare sulle dichiarazioni di Zacharia relative alla sua qualifica di avvocato e ipotizzando che possa aver commesso un reato qualora si fosse presentata falsamente come tale.

L’esposto richiama il California Business and Professions Code, secondo cui “chiunque pubblicizzi o dichiari di esercitare la professione legale, o di essere autorizzato a esercitarla, oppure la eserciti effettivamente, senza essere un membro attivo dello State Bar o senza essere altrimenti autorizzato dalla legge o dalle norme giudiziarie a esercitare la professione legale nello Stato al momento dei fatti, è colpevole di un reato minore punibile con una pena fino a un anno di reclusione in una prigione della contea o con una multa fino a 1.000 dollari”, oppure con entrambe le sanzioni.

Il contesto

Zacharia, assunta per sostituire Karoline Leavitt, che si è dimessa ad agosto, ha tenuto martedì la sua prima conferenza stampa ufficiale. L’intervento è stato duramente criticato da ex portavoce della Casa Bianca e commentatori per la sua brevità — è durato meno di 15 minuti e Zacharia ha risposto soltanto a tre domande — e per diverse incertezze nelle sue dichiarazioni.

Commentatrice conservatrice ed ex dipendente del Dipartimento di Stato, Zacharia ha elogiato il presidente Donald Trump nel suo discorso introduttivo, dichiarando ai giornalisti che desiderava “lavorare per lui da moltissimo tempo”. Trump ha difeso Zacharia, dichiarando ai giornalisti subito dopo la conferenza stampa: “Penso che sia stata molto brava”.

L’articolo “Lawyer sì, attorney no”: il caso di Katie Zacharia e il significato dei titoli legali negli Usa è tratto da Forbes Italia.

  •  
❌