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Majorette, a Bologna tre cinquine da collezione

Il fascino della scala 1:64 continua a raccogliere consensi tra i collezionisti adulti, e Majorette dimostra di saper intercettare questa tendenza con tre nuove confezioni multiple di grande impatto visivo, presentandole in eleganti "showroom" che ne esaltano la natura espositiva. Queste "Collection" da cinque pezzi abbandonano la logica del modellismo singolo per abbracciare quella della rassegna tematica, offrendo veri e propri capitoli di storia dell'auto.

Volkswagen Golf GTI: l’evoluzione di una leggenda

La prima vetrina è un doveroso tributo al mito di Wolfsburg, la Volkswagen Golf GTI. Il cofanetto ripercorre l'evoluzione della celebre compatta sportiva tedesca: si parte dalle origini con una magnifica prima serie declinata in un vibrante rosso pastello, subito seguita da una variante speciale in livrea bianca impreziosita dalla vistosa dicitura rossa "35 Jahre" stampata a grandi caratteri sul cofano anteriore. Il salto temporale ci porta poi a una grintosa declinazione moderna in grigio scuro metallizzato, fortemente caratterizzata da grafiche a nido d'ape sulle fiancate e dal numero "40" a contrasto sul tetto. Chiudono la cinquina le evoluzioni più recenti e filanti della Golf, proposte in un candido bianco puro e in un aggressivo rosso intenso con tetto scuro panoramico.

Mini Icons, tra tradizione britannica e nuove grafiche

Non meno affascinante è il set Mini Icons, un viaggio che unisce le radici della genialità britannica alle sue interpretazioni più moderne includendo ben due soggetti "Exclusive". La tradizione è splendidamente rappresentata da due Mini classiche, una in livrea verde scuro con elementi bianchi a creare un ottimo contrasto e l'altra in un caldo rosso amaranto, impreziosita dalla patriottica Union Jack che decora interamente il tetto. Le declinazioni moderne del modello si fanno notare per le personalizzazioni: una versione bianca sfoggia elaborate grafiche geometriche ispirate agli orologi, l'esemplare in grigio metallizzato strizza l'occhio al mondo delle competizioni con l'immancabile tetto a scacchiera. Completa la cinquina la Mini in blu, capofila della collection, con grafiche votate alla "graphic art".

Lancia Delta HF Integrale, cinque livree per il mito italiano

Ma il vero pezzo forte che farà palpitare i cuori degli appassionati italiani, e non solo, è la confezione monografica interamente dedicata alla Lancia Delta. Majorette ha scelto di onorare la leggendaria HF Integrale del 1992, riproducendola in cinque meravigliose tinte. Partendo da sinistra, la vetrina si apre con il radioso e ambitissimo Giallo Ginestra, seguito da un elegante esemplare in tonalità blu scuro solcato da una sottile striscia chiara longitudinale. Al centro della confezione domina il classico e immancabile rosso acceso, magistralmente affiancato dall'algida e purissima versione in bianco. Chiude questa superba parata da salotto una variante in blu. Tutti gli esemplari Delta sfoggiano cerchi ben profilati che riempiono adeguatamente i generosi passaruota, confermando l'ottimo livello di dettaglio di queste piccole grandi "storie" di metallo. Tutti i modelli offrono almeno una parte mobile, cofano o portiere, offrendo possibilità di esposizioni differenti. La presentazione al pubblico è fissata presso lo stand Majorette in occasione della kermesse bolognese "Auto e Moto d'epoca" che si terrà nella città felsinea dal 22 al 25 ottobre.

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Ferrari 156 “Sharknose”, il morso rosso del 1961

Guardando le Ferrari 156 F1 del 1961 si comprende facilmente perché qualcuno, a un certo punto, decise di chiamarla "Sharknose" (naso di squalo). Basta guardarle: muso basso, prese d’aria frontali spalancate e la carrozzeria che si assottiglia progressivamente verso il pilota. Werk83 ha scelto di raccontare con due interpretazioni in scala 1:18: la numero 20 di Wolfgang von Trips, schierata al Gran Premio di Francia di Reims, e la numero 38 di Phil Hill, terza classificata al Gran Premio di Monaco, che regalerà alla Ferrari il primo mondiale titolo costruttori.

Rosso, bianco e raggi sottili

Il muso è naturalmente il punto di osservazione privilegiato e questo modello riesce a riproporlo con una buona pulizia e proporzione delle forme. La verniciatura rossa è brillante, ma non finisce per divorare i particolari. Anzi, proprio il contrasto con il bianco ne valorizza ancor più il tono. I cerchi a raggi sono ben realizzati: sottili e fitti quanto basta per dare quella sensazione quasi artigianale che oggi associamo alle monoposto degli anni 60. Gli pneumatici hanno un battistrada scolpito e una consistenza visiva adeguata a una vettura che, rispetto alle Formula 1 moderne, sembra quasi appartenere a un altro pianeta. Il cockpit è altrettanto caratteristico.

Gloria e tragedia

Non c'è praticamente nulla di superfluo: sedile, volante, strumentazione raccolta davanti al pilota e un parabrezza di ottima trasparenza. Un modello storicamente ricco di ricordi, se da una parte nel 1961 aprì le porte a titoli piloti e costruttori per la casa modenese, dall'altra fu coinvolta nel più grave incidente nella storia della F1, con la morte a Monza del pilota Von Trips e 14 spettatori. Tra le tante Ferrari che riempiono normalmente le mensole dei collezionisti, la Sharknose la si noterà sempre anche affiancandola alle strette leggere e tremendamente pericolose monoposto dell'epoca. Interessante la proposta economica fissata a 79,95 euro sul sito del produttore (ck-modelcars.de) per tutte e 7 le versioni prodotte.

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