Coppa del Mondo di scherma: trionfo Favaretto e podio tutto azzurro


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ROMA (ITALPRESS) – “Domani è la settima giornata, poi ne mancheranno 31. Dobbiamo andare a Torino consapevoli che giochiamo contro una grandissima squadra, che fin qui ha raccolto poco di quello che ha seminato. Mi interessa andare a fare una partita di coraggio e mentalità. Sulla carta sono più forti di noi, ma voglio vedere una squadra che se la gioca”. Gennaro Gattuso è concentrato solo sulla Juventus, rivale domani allo Stadium di una Lazio che si ritrova in testa alla classifica in compagnia dell’Inter.
Il tecnico biancoceleste preferisce guardare semmai gli aspetti da migliorare perchè “a volte ci addormentiamo e non andiamo sulle preventive. Contro il Monza eravamo in 4-5 contro due e spesso loro prendevano palla dando la possibilità di far salire la squadra. Dobbiamo migliorare su questo aspetto”.
Per migliorare, quindi è necessario evitare “quei black out che abbiamo avuto ultimamente”. Bocca cucita sulla formazione (“Non rispondo, darei dei vantaggi agli altri”) anche se conferma il reintegro di Luca Pellegrini: “Oggi partirà con noi. La società ha deciso così, quindi è a disposizione”.
Tanti elogi per diversi giocatori, a cominciare da Taylor: “Fa funzionare la catena. Si abbassa facendo uscire la palla. All’inizio non pressava come ora, mentre adesso sa farlo. Per noi è un giocatore importantissimo”.
Gattuso sottolinea poi il miglioramento di diversi elementi, passati da riserve a pedine importanti nel suo scacchiere: “Se un giocatore l’anno scorso non trovava spazio e ora gioca bene, è merito suo. Belahyane? E’ stato bravo e ora gioca da protagonista, come molti altri”, conclude Gattuso.
– foto Ipa Agency –
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SHANGHAI (CINA) (ITALPRESS) – Finale tutta spagnola al “Rolex Shanghai Masters”, penultimo Atp 1000 della stagione, con montepremi totale pari a 9.415.725 dollari, in corso sul cemento del “Qi Zhong Tennis Center” della metropoli cinese. A sfidare Alejandro Davidovich Fokina, reduce dal successo su Alexander Zverev con il punteggio di 5-7 6-4 6-3, sarà il connazionale Rafa Jodar: il 20enne madrileno, testa di serie numero 12, si è imposto per 6-3 6-4 su Daniil Medvedev, quinta forza del tabellone.
Davidovich Fokina è all’ottava finale della carriera: due finora i titoli conquistati, entrambi in questa stagione, a Maiorca (erba) e poi a Chengdu (cemento) poche settimane fa, piegando nell’ultimo atto Hubert Hurkacz. Terza finale in carriera per Jodar, che in questa stagione ha conquistato il suo primo titolo sulla terra di Marrakech lo scorso aprile battendo Trungelliti, mentre a inizio agosto si è arreso a Fritz nell’ultimo atto a Washington. Fra Davidovich Fokina e Jodar nessun precedente.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

FIRENZE (ITALPRESS) – L’auspicio del ministro dello Sport e dei giovani Andrea Abodi, in vista dell’assemblea elettiva della Figc del prossimo 14 dicembre, è che “si ritrovi compattezza e coesione, che ci sia una chiarezza sull’agenda delle cose da fare e che si apprezzi il fatto che le cose non debbano soltanto essere fatte, ma fatte bene, rispettando tutto e tutti, a partire dalle regole. Io sono sempre a disposizione perché non ho fatto mai mancare la mia disponibilità ad affrontare gli argomenti che sono di interesse comune e non individuale”, le parole di Abodi a margine dell’evento “Luce!” a Palazzo Vecchio, a Firenze.
-Foto IPA Agency-
(ITLAPRESS).

Livorno 17 ottobre 2026 Gli amaranto vanno avanti due volte con la doppietta di Malagrida, poi inseguono gli ospiti nella ripresa. Malotti e Mancini tengono in piedi il Livorno in una sfida ricca di emozioni e continui ribaltamenti. LIVORNO – Otto gol, continui capovolgimenti di fronte e un finale da brividi. Livorno e Grosseto danno …
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LIVORNO – Grande attesa ed emozione in casa Ladies Libertas Livorno per il debutto casalingo nel campionato di serie A1 Credem Banca. Domani (18 ottobre), alle 18, le amaranto scenderanno in campo al PalaModigliani per affrontare la Brixia Brescia, nella prima partita stagionale davanti al proprio pubblico (atteso in massa) dopo le due trasferte a Campobasso e Roseto.
La squadra di coach Luca Andreoli è ancora ferma a quota zero in classifica, dopo due sconfitte che hanno lasciato qualche rammarico per come sono maturate. In entrambe le occasioni, infatti, le Ladies sono rimaste in partita fino alla fine, senza però riuscire a raccogliere punti. Adesso l’obiettivo è trasformare quanto di buono mostrato nelle prime uscite in una vittoria, sfruttando anche la spinta del pubblico amaranto.
Di fronte ci sarà una Brixia Brescia che, come Livorno, non ha ancora conosciuto il successo. La formazione lombarda, guidata in campo dall’esperta D’Alie, si è inoltre rinforzata nelle ultime ore con l’arrivo della guardia americana Madeline Burke. Un inserimento che impone alle amaranto un focus ultriore, soprattutto alla luce di quanto accaduto nell’ultima trasferta a Roseto, dove il nuovo innesto, Landrum, avversario ha creato diversi problemi alla difesa livornese.
Tra le note più positive delle prime due giornate in casa Lll, c’è sicuramente Jodie Cornelie. Nell’ultima uscita la francese ha fatto registrare la sua miglior prestazione realizzativa in Italia, con 20 punti, accompagnati da 14 rimbalzi e una valutazione di 31. Numeri che la rendono una delle giocatrici più attese anche nella sfida di domenica.
Attenzione anche ad Amandine Toi, altra francese in forza alla Brixia, che ha segnato 16 punti in entrambe le gare disputate, tirando con il 37% da tre punti su un numero considerevole di tentativi. La formazione bresciana ha mostrato nelle prime uscite di essere ancora alla ricerca dei giusti equilibri, ma il recente innesto di Burke aggiunge una freccia importante all’arco lombardo..
“Finalmente giochiamo in casa, dopo aver girato l’Italia in lungo e in largo nelle prime due partite – dice coach Andreoli – Siamo stati competitivi, ma non è bastato, e questo lo abbiamo ben chiaro. Ci aspetta una sfida contro un’altra squadra che ha raccolto due sconfitte, diverse dalle nostre, ma che ha inserito una nuova americana. Dovremo quindi farci trovare più pronti rispetto a Roseto, dove una situazione simile ci ha fatto male. Sappiamo dove dobbiamo migliorare: dobbiamo essere solide per 40 minuti, senza vivere di alti e bassi, e avere idee precise su dove mettere la palla, senza sbagliare la gestione degli ultimi possessi. Vogliamo mettere tanta energia in campo e c’è stata grande attenzione nel preparare questa partita. Questo è l’unico obiettivo che dobbiamo avere e sul quale abbiamo lavorato durante la settimana”
La partita tra Ladies Libertas Livorno e Brixia Brescia sarà trasmessa in diretta sulla piattaforma Flima.tv.

Gasperini rimpiange il talento sfumato sul mercato, mentre Mourinho deve decidere quanto farlo giocare. Ma lassù, evidentemente, qualcuno ha già espresso una preferenza. Altro che indicazioni tattiche, lavagnette magnetiche e discorsi motivazionali. Per segnare alla Roma basta avere il numero giusto in rubrica. Possibilmente quello di Dio.
Endrick, gioiellino brasiliano del Real Madrid, ha raccontato il curioso retroscena della sua serata all’Olimpico. Mentre i compagni correvano e sudavano, lui era seduto in panchina a conversare con l’Onnipotente. Poi, improvvisamente, la chiamata dalla panchina. Quella terrena, stavolta.
«Ero in panchina a parlare con Dio», ha confessato il ragazzo, spiegando di aver continuato a pregare anche mentre si preparava a entrare. Risultato? Ingresso devastante e gol alla Roma. Una specie di assistenza divina, senza bisogno di passare dal centrocampo.
E pensare che il brasiliano, inseguito durante il mercato proprio dai giallorossi, avrebbe potuto indossare la maglia della Roma. Gasperini e D’Amico lo avevano messo nel mirino, ma il talento è rimasto a Madrid. Salvo presentarsi all’Olimpico per ricordare quanto sarebbe stato comodo averlo dalla parte giusta.
Il problema, adesso, è capire chi abbia più voce in capitolo sul futuro del ragazzo: José Mourinho oppure il suo interlocutore celeste. Alla domanda su un possibile aumento del minutaggio, Endrick risponde con prudenza. Le scelte spettano all’allenatore, che deve pensare agli interessi della squadra. Lui promette lavoro, sacrificio e pazienza. Un atteggiamento ammirevole. Ma con una linea diretta così privilegiata, potrebbe anche chiedere una piccola raccomandazione. Magari senza disturbare San Pietro.
Intanto, dopo appena quattro minuti giocati nella Liga, il brasiliano si è trasformato nel protagonista della rimonta madrilena: dal 3-1 al 4-3, con gol del pareggio e premio di migliore in campo.
A favorire Endrick potrebbe arrivare anche la squalifica di Vinicius, fermato per quattro giornate nel campionato spagnolo. Il giovane attaccante difende il compagno, giudicando eccessivo il provvedimento e denunciando quello che considera un accanimento nei suoi confronti. Nel frattempo, però, qualche posto nell’attacco del Real potrebbe liberarsi. E il brasiliano è pronto ad approfittarne.
Per la Roma resta una beffa doppia: aver sfiorato un talento sul mercato e averlo poi visto segnare all’Olimpico, contribuendo a una rimonta che sembrava impossibile. Per Mourinho, invece, si profila un problema di abbondanza. E forse anche di competenze: fino a ieri il suo celebre soprannome era Special One. Adesso, con Endrick che conversa direttamente con il Padreterno, rischia di essere retrocesso a semplice intermediario.
L'articolo Endrick, il gol alla Roma con l’aiuto di Dio: «Parlavo con Lui in panchina». Mourinho può mettersi in coda proviene da Affaritaliani.it.

Più che una deposizione, una sceneggiatura per Sergio Leone. Claudio Lotito entra idealmente nel saloon della giustizia romana con due pistole, una collezione di nemici e la convinzione che qualcuno voglia strappargli la Lazio. Mancano soltanto la polvere del deserto e la colonna sonora di Ennio Morricone.
Il presidente biancoceleste, ascoltato il 30 giugno dalla Procura di Roma come persona informata sui fatti, ha descritto un universo di minacce, contestazioni e possibili interessi nascosti. Una ricostruzione personale che i magistrati dovranno verificare.
Il particolare più cinematografico arriva dall’audizione del 5 marzo davanti alla Commissione parlamentare Antimafia. Lotito racconta di aver girato per un periodo armato con due pistole: un’automatica e una Smith & Wesson. Una davanti, l’altra dietro. Altro che doppio centravanti.
Secondo il senatore, sarebbero state le forze dell’ordine a imporgli simili precauzioni. Una delle armi, sostiene, gli avrebbe perfino salvato la vita in una circostanza che non ha dettagliato.
Lotito ritiene che dietro le contestazioni esista una strategia per indurlo a cedere il club. Parla di ambienti ultras, campagne mediatiche, manifesti e settori della politica che gli sarebbero ostili. Ma quando i magistrati chiedono di identificare gli eventuali registi, non arrivano indicazioni precise. Il sospetto ha una trama, ma per ora il cast rimane sconosciuto.
Intanto la Procura indaga per ipotesi di aggiotaggio su Luigi Bisignani, Mauro Masi e Francesco Maiolini, sospettati di un possibile intervento informativo volto a influenzare il titolo della Lazio. Accuse ancora da dimostrare, con gli indagati da considerare innocenti.
Il patron sostiene che una parte del tifo organizzato abbia interessi economici legati a merchandising e locali dove seguire le partite. Racconta di migliaia di manifesti comparsi contro di lui e di una contestazione che, a suo giudizio, avrebbe superato i confini dello stadio. Anche queste restano affermazioni di parte, prive nel verbale di specifici riscontri. Va inoltre ricordato che gli ultras coinvolti nella vecchia vicenda della presunta scalata alla Lazio furono assolti.
Dal canto suo, Bisignani respinge ogni accusa: sostiene di aver voluto aiutare Lotito, non danneggiarlo, e nega collegamenti con il tifo organizzato. Il finale, dunque, è ancora tutto da scrivere. La Procura cerca eventuali responsabilità, Lotito denuncia una guerra contro la sua presidenza e i tifosi continuano a chiedere risposte.
Nel frattempo, tra pistole, finanza e politica, la Lazio sembra diventata un western ambientato a Piazza Affari. Con una differenza: nel Far West i duelli si risolvevano all’alba. Qui serviranno le prove.
L'articolo Per Lotito esisterebbe un complotto contro la Lazio. Qualcuno vuole fargliela vendere proviene da Affaritaliani.it.


Livorno 17 ottobre 2026 Dopo due trasferte consecutive la Libertas Livorno 1947 torna al Modigliani Forum per un sabato sera impegnativo. Avversario di turno la Wegreenit Urania Milano che fino ad ora ha effettuato il percorso inverso agli Amaranto. Se la squadra di Andrea Diana è imbattuta, quella di Pino Sacripanti non ha ancora vinto. …
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Livorno 17 ottobre 2026 Finalmente ci siamo. Dopo mesi di allenamenti in palestra, test contro altre squadre e tornei contro avversari di altissima caratura, oggi pomeriggio alle 18 comincia il campionato di Serie C della Perullo Volley Livorno. Per le ragazze di coach D’Alesio, confermato dalla passata stagione sulla panchina gialloblù, l’esordio sarà tra le mura amiche del PalaFollati in Banditella contro …
L'articolo Volley Livorno: comincia il campionato di Serie C, al PalaFollati arriva il Volley Club Le Signe proviene da Livornopress.

Livorno 17 ottobre 2026 Dopo il successo sul campo del Sancat Firenze, il terzo consecutivo nelle prime tre giornate di campionato, l’US Livorno Basket torna in campo sabato alle 18.15 al PalaCosmelli, dove affronterà il Basket Sansepolcro. Un appuntamento importante per gli amaranto, chiamati a confermare l’ottimo avvio di stagione davanti al proprio pubblico. …
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Livorno, 16 ottobre 2026: Contro il Grosseto gli amaranto volevano la vittoria e visto l'avvio non sembrava un risultato impossibile. Una difesa un po' ballerina ha complicato però la situazione, nonostante le ben 4 reti segnate, rispettivamente da Malagrida (doppietta), Malotti e Mancini. Ad una super prestazione dell'attacco ha infatti risposto una difesa tutt'altro che impeccabile, capace di subire a sua volta 4 reti. Da sottolineare la super prestazione di Manuele Malotti, autore di due assist oltre al gol del 3-3. Ecco le pagelle degli amaranto:
Martinez: 5 Quando un portiere subisce 4 gol vuol dire che qualcosa è andato storto, in alcune occasioni poteva fare meglio.
Gentile: 5.5 Non benissimo così come tutta la difesa in occasione della rete dell’1-1 ma nel complesso prestazione ordinata. Dal 45’ Pittino: 5 Fatica come tutto il reparto a contenere le incursioni biancorosse.
Bachini: 5 In calo, dopo essersi imposto come pilastro della difesa amaranto ha iniziato a concedere troppo.
Veseli: 5.5 In crescita, bravo nel prendere posizione sugli avversari ma anche lui incappa in qualche sbavatura.
Rizza: 5 Come quarto di difesa fatica, non riesce a dare il meglio in fase offensiva e nel reparto arretrato concede molto.
Arrigoni: 5.5 Qualche buono spunto per lui ma la sua partita finisce troppo presto. Dal 45’ Bacciardi: 5 Si vede veramente troppo poco
Haas: 5 Colpevole in occasione della rete del 2-2, si perde completamente Andreoli, bravo però nel ripulire tanti palloni.
Malagrida: 7.5 Ritrova la maglia da titolare e si regala una serata da sogno, doppietta e tanta qualità per lui. Dal 65’ Morachioli: 5 Non riesce ad incidere sulla partita.
Aramu: 6.5 Si vede poco, nel primo tempo tocca pochi palloni ma nella ripresa serve uno splendido assist per la rete del 3-3. Dal 77’ Mancini: S.v.
Malotti: 8.5 Questa sera è sceso in campo in forma smagliante, grande imbucata per l’1-0 e splendido pallonetto per il 2-1, ciliegina sulla torta la rete del 3-3.
Gabbiani: 6 Bravo a mettere in difficoltà la difesa biancorossa ma spesso cade vittima della trappola del fuorigioco. Dall’85’ Badoro: S.v.


Livorno, 16 ottobre 2026 – Una partita che vale tre punti, ma che per Livorno e Grosseto significa molto di più. Stasera, alle 20.30, lo stadio Armando Picchi ospita il derby toscano tra amaranto e biancorossi, una sfida dal sapore particolare anche per la presenza sulla panchina maremmana di Paolo Indiani, protagonista della promozione del Livorno nella passata stagione.
Il Livorno è quarto con 15 punti e cerca una vittoria che manca da due turni, dopo la sconfitta interna con il Pescara e il pareggio per 1-1 sul campo del Forlì. Ancora una volta, a lasciare l’amaro in bocca agli amaranto è stato il gol subito nel finale, che ha impedito alla squadra di Cristiano Lucarelli di tornare dalla Romagna con il bottino pieno.
Dall’altra parte c’è un Grosseto che si è ritagliato un ruolo da protagonista in questo primo scorcio di campionato. I maremmani occupano il terzo posto con 18 punti e hanno già dimostrato di poter competere con le formazioni più attrezzate del girone. Il successo esterno contro la Vis Pesaro ha confermato la solidità di una squadra giovane, organizzata e capace di trovare con continuità la via del gol.
Per il Livorno sarà quindi un banco di prova significativo, davanti al proprio pubblico e in una gara che i tifosi amaranto sentono particolarmente.
Livorno, dubbi in campo e lo choc per la salute di Regazzetti
Cristiano Lucarelli deve sciogliere alcuni dubbi sull’assetto da utilizzare. La scelta potrebbe ricadere sulla difesa a tre, con Pittino pronto ad affiancare Bachini e Veseli, oppure su una linea a quattro. Sulle corsie esterne Mawete e Rizza sono candidati a partire dal primo minuto.
A centrocampo è atteso il ritorno di Arrigoni dal primo minuto, insieme ad Haas. Per l’altro posto si giocano una maglia Bonassi e Bacciardi. In avanti Gabbiani appare il riferimento principale, mentre alle sue spalle restano aperte le possibilità di vedere Aramu o Malotti.
Restano da valutare le condizioni di alcuni elementi offensivi, tra cui Di Carmine e Peralta. Le scelte definitive saranno confermate soltanto con la pubblicazione delle formazioni ufficiali.
Grosseto, Indiani punta sulla qualità del gruppo
Il tecnico biancorosso Paolo Indiani, ex della sfida, può contare su una squadra che ha saputo sorprendere per rendimento e personalità. Il Grosseto ha raccolto 18 punti nelle prime nove giornate, con cinque vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta.
Tra i possibili protagonisti c’è Lorenzo Sabattini, altro ex amaranto, che potrebbe agire sulla trequarti insieme a Fiorini e Fabri, alle spalle di Gori. In difesa resta da verificare la disponibilità di Brenna: in caso di forfait, Pitti è tra le alternative. Anche per i biancorossi la disposizione tattica potrebbe variare in base alle scelte finali dell’allenatore.
Livorno (3-5-2): Martinez; Pittino, Bachini, Veseli; Mawete, Haas, Arrigoni, Bonassi, Rizza; Aramu, Gabbiani. All. Cristiano Lucarelli.
Grosseto (4-2-3-1): Marcu; Ciraudo, Pitti, Ampollini, Montini; Damiani, Andreoli; Fiorini, Fabri, Sabattini; Gori. All. Paolo Indiani.
Il derby si gioca stasera, venerdì 16 ottobre, alle 20.30, allo stadio Armando Picchi di Livorno, ed è valido per la decima giornata del campionato di Serie C, girone B.
La partita sarà trasmessa in diretta su Sky Sport Arena e Sky Sport 251. Per chi preferisce seguire il match in streaming, sarà disponibile su NOW.







LIVORNO – Torna davanti al pubblico amico la prima squadra della Pallacanestro Don Bosco, impegnato nel duro campionato di serie C. Lo fa ospitando, sabato prossimo, una delle tre capolista del campionato, il Basket San Vincenzo. Infatti, la compagine di coach Baroni ha iniziato il campionato con le marce alte, vincendo tutte le prime tre partite disputate, buona ultima quella di domenica scorsa nella tana della matricola Valdelsa.
Non certo un avversario semplice per la compagine di coach Lorenzo Grison; per capirlo, oltre alla classifica basta dare uno sguardo al roster a disposizione di Baroni, nel quale spiccano elementi esperti come il centro Leonardo Salvadori, che viaggia in campionato a 14 di media, top scorer dei suoi, e l’ala forte Lorenzo Pistillo, con i suoi 12,3 a partita altro elemento in doppia cifra quanto a punti realizzati. Accanto a questa coppia, occhio all’ex di turno Stefano Mori, ed ai piccoli Bertini, Bongini ed al figlio d’arte Biancani.
Per fermare una squadra così attrezzata, la Pallacanestro Don Bosco dovrà giocare una partita senza sbavature, riuscendo ad imprimere alla partita il ritmo prediletto, quello fatto di tanta corsa ed altrettanta intensità come, ad esempio, successo nella vittoria casalinga contro Pino Firenze.
Lo afferma convinto anche coach Lorenzo Grison, che presenta così la sfida: “Arriviamo alla sfida di sabato, contro San Vincenzo, con l’intento di mettere in campo tutta quella energia che non siamo riusciti ad avere con continuità nelle partite precedenti, nelle quali, per un motivo o per l’altro, abbiamo avuto dei cali durante la partita. Vogliamo far tesoro delle esperienze pregresse, facendo sabato una partita di grande intensità ed altrettanta concentrazione, portando la sfida sui nostri ritmi prediletti, contro una squadra in forma, che sta vincendo sempre. Per tutti questi motivi, mi aspetto una partita molto interessante”.
Appuntamento sabato prossimo al PalaMacchia con palla a due in calendario per le 18,45


Livorno, 16 ottobre 2026 – Una notizia delicata, che scuote la Livorno calcistica e non. Una vicenda personale che merita rispetto e una presa di posizione netta contro chi ha scelto di trasformare un problema di salute in un’occasione per attaccare il Livorno. La conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Grosseto si è aperta con un chiarimento sulle condizioni di Samuele Regazzetti, difensore amaranto di 22 anni, operato lunedì scorso per un tumore al testicolo.
A intervenire è stato il direttore sportivo Alessandro Lucarelli, che ha ricostruito quanto accaduto con il consenso del calciatore e della sua famiglia. Il club aveva comunicato nei giorni scorsi l’indisponibilità temporanea del giocatore per un intervento programmato. Un annuncio che aveva provocato commenti sui social, con utenti pronti a criticare la società per aver ingaggiato un calciatore che avrebbe dovuto fermarsi.
Dietro quell’operazione, però, c’era una situazione ben diversa da quella ipotizzata da alcuni tifosi. Regazzetti aveva scoperto di avere un tumore poco prima della partita contro la Pianese, disputata il 26 settembre. Nonostante la diagnosi, aveva scelto di continuare ad allenarsi e a giocare fino all’intervento, scendendo in campo in altre due occasioni.
«Avrei preferito non dover affrontare questo argomento alla vigilia di una partita, ma era necessario fare chiarezza», ha spiegato Alessandro Lucarelli, criticando duramente i messaggi comparsi dopo la comunicazione ufficiale. «Quando si scrivono certe cose bisognerebbe prima collegare il cervello, soprattutto se non si conosce la situazione».
L’operazione è stata eseguita lunedì 12 ottobre all’ospedale di Livorno dal primario di Urologia, il dottor Maurizio De Maria. Il calciatore è stato dimesso nella stessa serata e il giorno successivo è tornato al campo per salutare i compagni. Un segnale che ha rincuorato l’ambiente amaranto, anche se per conoscere i tempi del rientro sarà necessario attendere l’evoluzione del recupero.
Per la società, in questa fase, l’aspetto sportivo passa inevitabilmente in secondo piano. «La cosa importante è che Samuele risolva il suo problema di salute. Quando sarà pronto, noi saremo qui ad aspettarlo», ha sottolineato il direttore sportivo.
Parole condivise anche dall’allenatore Cristiano Lucarelli, che non ha nascosto lo sdegno per gli attacchi rivolti al ragazzo. «Leggendo quei commenti mi sono vergognato di essere livornese per la prima volta in 51 anni», ha dichiarato. Il tecnico ha poi voluto sottolineare la scelta di Regazzetti di continuare a giocare nonostante la notizia ricevuta, un gesto che ha colpito profondamente la squadra.
La gara contro il Grosseto avrà così anche un significato particolare per gli amaranto. «Ognuno di noi vorrà fare una bella prestazione da dedicargli», ha aggiunto l’allenatore, spiegando che la vicenda ha dato alla partita una componente emotiva ulteriore.
Sul campo, Lucarelli si aspetta una sfida impegnativa contro una formazione che, nonostante le difficoltà societarie, si sta confermando tra le sorprese del campionato. Il pensiero del gruppo, però, sarà rivolto anche al compagno, con l’auspicio che possa superare al meglio questo momento e tornare a vestire la maglia amaranto quando le condizioni lo permetteranno.

Sabato 17 ottobre h. 16 grande festa della Dynamo Dora al parco della Certosa di fronte al Mezcal.
Per fare sport ci servono SPAZI, per vivere in salute ci servono SPAZI, per conoscerci, intrecciarci, cospirare ci servono SPAZI. A Torino sempre più progetti di speculazione e privatizzazione stanno togliendo ossigeno alla nostra possibilità di fare sport popolare. Oltre ai parchi, anche gli spazi sociali vengono sempre più colpiti da questi disegni e per questo vogliamo dare il nostro contributo per attraversarli e renderli vivi.
Oltre al rugby, la Dynamo ha deciso di dedicarsi a un incredibile TORNEO a coppie DI BOCCE (petanques) 🧨 unito a fiumi di PASTIS.
Chi salirà sull’Olimpo della vecchiaia? Quale squadra trionferà nell’arte di sbocciare?
Vi attendono sfide all’ultimo punto e all’ultimo bicchiere!
Poi che altro?! Dimostrazioni di rugby 🏉, giochi da fiera che manco la Pellerina 🎡 , cibo e musica con i migliori dj’s dello sport popolare… iniziamo presto, finiamo presto!
Programma:
16 iscrizione torneo bocce
16:45 inizio torneo di bocce
18-19 prova il giuoco del rugby
19 apertura giochi da fiera
Birrette, cibo e musichette…
Ci si può presentare come squadra o come singolx, come super atletx o come principianti. Si formeranno franchigie per dare a tuttx la possibilità di giocare. La partita di rugby verrà svolta secondo le esigenze del momento e cercando di tutelare le volontà di chi gioca.
E' il momento giusto per provare il rugby! Consigliato l'uso di scarpe con tacchetti e paradenti. Eventi come questi garantiscono l'esistenza di squadre autogestite e miste come la nostra.
Fai girare e supporta la tua squadra di rugby preferita!
segui i canali social per aggiornamenti

Livorno 15 ottobre 2026 Si chiude con risultati di prestigio il fine settimana internazionale del Fides Livorno, protagonista sulle pedane di Tashkent, Lima e Orlando, con medaglie nelle prove di Coppa del Mondo Under 20 e nel circuito americano. A Tashkent, in Uzbekistan, Andrea Tribuno ha conquistato la medaglia di bronzo nella prova a squadre …
L'articolo Fides Livorno, un fine settimana ricco di medaglie tra Italia, Perù e Stati Uniti proviene da Livornopress.











INCORONATA (FG) – Prosegue il progetto di ampliamento dell’interporto di Foggia-Incoronata, dove FHP Group, attraverso FHP Intermodal, sta portando avanti lo sviluppo di una piattaforma logistica integrata destinata a rafforzare i collegamenti commerciali nazionali e internazionali della Puglia.
L’intervento prevede investimenti infrastrutturali per circa 50 milioni di euro, articolati in due lotti funzionali, con FHP Intermodal nel ruolo di concessionario e il Consorzio ASI Foggia quale soggetto pubblico attuatore. Di questi, 10 milioni di euro sono a carico di FHP Intermodal.
Il completamento delle opere è previsto entro dicembre 2027. L’avanzamento dei lavori punta tuttavia a consentire l’utilizzo dei nuovi magazzini già dalla primavera del prossimo anno, anticipando la disponibilità di una parte delle infrastrutture rispetto alla conclusione complessiva del progetto.
Magazzini, binari e servizi ferroviari
Il piano di sviluppo comprende la realizzazione di nuovi depositi merci per una superficie complessiva di 12mila metri quadrati, nuovi fasci di binari con lunghezza fino a 750 metri, piazzali logistici e ulteriori infrastrutture ferroviarie. È inoltre prevista l’integrazione di servizi di officina.
L’obiettivo è aumentare l’efficienza dei trasporti, contenere i costi di movimentazione e rafforzare la competitività del sistema produttivo pugliese e nazionale, attraverso una maggiore integrazione tra logistica e trasporto ferroviario.
La posizione di Foggia-Incoronata lungo la direttrice adriatica rappresenta un elemento centrale del progetto, che mira a consolidare il ruolo del terminal nei collegamenti commerciali e ad ampliare le opportunità di sviluppo industriale del territorio.
«Siamo molto felici di vedere come tutti gli attori, istituzionali e non, coinvolti in questo progetto stiano lavorando con impegno e passione alla sua realizzazione.» – sottolinea Paolo Cornetto, Amministratore Delegato di FHP Group – «È davvero un grande esempio di coesione di una comunità unita intorno ad una visione di sviluppo. Grazie alla posizione strategica lungo la direttrice adriatica, il terminal FHP di Foggia-Incoronata rappresenterà una ulteriore importante opportunità di crescita industriale per questo territorio e di consolidamento della nostra presenza nel mercato nazionale della logistica, in particolare in segmenti strategici come quello vitivinicolo e cerealicolo. Siamo certi che il nuovo impianto faciliterà l’avvicinamento di nuovi traffici al trasporto ferroviario, favorendo l’insediamento di nuove attività produttive di sicuro valore economico e occupazionale per tutta la ‘Capitanata’, e a minor impatto sull’ambiente. Il nuovo terminal di FHP Intermodal offrirà servizi e prestazioni di eccellenza europea poiché potrà ricevere convogli lunghi sino a 750 metri, non appena saranno terminati i lavori di adeguamento della linea ferroviaria adriatica da parte del gestore dell’infrastruttura.»
Il profilo di FHP Group
FHP Group (FHP), espressione di F2i SGR, il maggiore gestore indipendente italiano di fondi infrastrutturali, è il primo operatore portuale-ferroviario italiano nel settore delle rinfuse.
Il gruppo opera nell’Alto Adriatico e nel Tirreno, con una presenza in sette porti attraverso dieci terminal in gestione e quattro aree intermodali distribuite lungo la penisola. Con oltre 1.000 persone, movimenta 10 milioni di tonnellate di merci all’anno e percorre in Europa oltre 6 milioni di chilometri su ferrovia, grazie a una flotta composta da 50 locomotori e più di 1.000 carri ferroviari.
FHP integra servizi logistici dedicati alle rinfuse, alle merci varie, al general cargo e al project cargo. I suoi terminal si trovano a Carrara, Livorno, Savona, Monfalcone, Marghera, Chioggia e Torre Annunziata, mentre le aree intermodali sono ubicate a Fiorenzuola d’Arda, Incoronata, Piedimonte San Germano e Villa Selva.
Il gruppo partecipa al Global Compact delle Nazioni Unite e aderisce al suo approccio basato sui principi per un business responsabile.
L'articolo Interporto Foggia-Incoronata, FHP investe 50 mln per la nuova piattaforma integrata proviene da Corriere Marittimo.









Se c’è un’alternativa, perché scegliere la salita? Con la fatica abbiamo un rapporto sempre più complicato. Possibilmente va evitata, aggirata, risparmiata. Se poi di mezzo ci sono bambini e adolescenti, sottrarli alle difficoltà può perfino sembrare una forma di cura. Eppure, imparare a faticare, anche fisicamente, è uno degli allenamenti più semplici che abbiamo a disposizione per prepararci alla vita: uscire dalla zona di comfort per esporsi allo sforzo non rende fragili, ma più capaci di sostenerlo. Un po’ come accade alle ossa, che hanno bisogno di essere sottoposte al carico e alle sollecitazioni per rafforzarsi, così anche la capacità di reggere la fatica si costruisce esercitandola.
Alberto Pellai lo dice senza troppi giri di parole nel suo libro Ti farò correre in salita. Come e perché educare alla fatica le nuove generazioni (in uscita il 13 ottobre per Mondadori): la fatica è «buona» perché, nel kit di attrezzi dell’educatore, è «un ingrediente necessario e inevitabile nell’allenamento alla vita». Un’affermazione che suona quasi controcorrente in un tempo nel quale, osserva Pellai, la parola che ricorre più spesso quando si parla di giovani è «fragilità».
Il punto, però, non è rimpiangere un passato nel quale i ragazzi avrebbero sopportato tutto senza lamentarsi. Ma chiedersi: che cosa succede se dalla crescita eliminiamo sistematicamente l’attrito? Se davanti a un ostacolo la prima soluzione diventa toglierlo, davanti alla fatica evitarla, davanti alla possibilità di fallire rinunciare a provarci? Insistere sulla necessità di proteggere i ragazzi da un mondo ostile può finire, secondo Pellai, per convincerli che non valga la pena rischiare e faticare. Meglio starne fuori, restare in camera. Eppure «per “correre” su terreni sempre più impervi, non bisogna mai smettere di uscire di casa e incamminarsi nel mondo». Così facendo può succedere, ad esempio, di scoprire di farcela.
Pellai parte da una storia di scuola e di sport, che da il titolo al libro. A un gruppo di studenti viene proposto di partecipare a una corsa campestre di dodici chilometri. Non si offre nessuno. Il dirigente scolastico decide allora di estrarre a sorte dieci partecipanti. Molti ragazzi cercano immediatamente una via d’uscita e chiedono ai genitori una giustificazione; diverse famiglie li assecondano. Non quella di Leonardo, che alla corsa dovrà andarci. Leonardo comincia quindi ad allenarsi. Corre, fa fatica, si prepara. E il giorno della gara, arrivato alla ripida salita finale di cui gli aveva parlato il professore, mentre alcuni compagni non riescono a proseguire nell’affanno, lui scopre qualcosa che fino a quel momento non sapeva di sé: ce la fa. Anzi, se la cava benissimo. Arriva tra i primi dieci della provincia e si qualifica per le regionali. Quella che aveva vissuto come una sfortuna diventa la scoperta delle proprie capacità.
«Se vuoi allenare i muscoli, la resistenza, la capacità di “fare fiato”, devi andare in salita. E allenando questa abilità svilupperai al contempo la percezione di te come capace di affrontare anche future salite, quando magari non ci sarà a disposizione nessuna scorciatoia o nessun percorso in discesa», scrive Pellai. Lo sport, da questo punto di vista, è una formidabile scuola di realtà. Il risultato non arriva immediatamente. Tra il desiderio e la sua soddisfazione si infilano allenamenti, ripetizioni, errori, sconfitte, giornate in cui non si ha voglia. Il corpo, soprattutto, non si lascia convincere dalle buone intenzioni: per correre più a lungo bisogna correre, per diventare più forti bisogna allenarsi, per arrivare in cima bisogna affrontare la salita.
Tutto questo stride con l’ambiente nel quale trascorriamo ormai una parte crescente delle nostre giornate. Anna Lembke, psichiatra alla Stanford University School of Medicine e autrice di L’era della dopamina (ROI Edizioni), osserva come «abbiamo trasformato il mondo, che era caratterizzato dalla scarsità, in un luogo contraddistinto da una traboccante abbondanza». In questo ecosistema, scrive la studiosa, «lo smartphone è una sorta di “ago ipodermico” della contemporaneità che somministra “dopamina digitale”, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, a una generazione sempre connessa». Il mondo digitale e i social media moltiplicano le occasioni di ricompensa e rendono particolarmente facile ripetere comportamenti capaci di darci piacere immediato. Citando un’efficace metafora riportata nel suo saggio, Lembke ci ricorda che «siamo dei cactus nella foresta pluviale. E come cactus adattati al clima arido, stiamo annegando nella dopamina».
La fatica funziona secondo una logica temporale diversa. Chiede di sopportare un disagio presente in vista di qualcosa che non c’è ancora. Ed è proprio questo intervallo a renderla educativa, perché permette di fare esperienza del rapporto tra impegno e risultato. Correre in salita significa anche scoprire che il disagio non coincide con il pericolo e che sentirsi incapaci non significa esserlo davvero. Di fronte alla difficoltà è normale «dubitare della propria capacità di riuscire ad affrontarla», scrive Pellai. Il compito dell’adulto non è eliminare quella difficoltà, ma sostenere il ragazzo mentre prova ad attraversarla.
Qui entra in gioco quella che in psicologia viene chiamata autoefficacia percepita, cioè la percezione di essere capaci di affrontare una situazione e produrre un risultato attraverso le proprie azioni. A volte serve anche un adulto che dica, come l’allenatore di Leonardo: «Non mollare. Ti sei allenato bene. Fidati. Vedrai che ce la farai». All’estremo opposto c’è l’«impotenza appresa», concetto sviluppato dallo psicologo Martin Seligman: quando si consolida la convinzione di non avere alcun controllo sugli eventi, si può finire per non provarci più anche nelle situazioni nelle quali l’impegno potrebbe invece fare la differenza. «Quando compare un senso di impotenza appresa», scrive Pellai, «il soggetto perde la dimensione dell’autoefficacia e generalizza tale vissuto a molti altri contesti, smettendo di provarci e di tentare, anche in situazioni nuove in cui l’impegno verrebbe premiato e le sue abilità sarebbero oggettivamente in grado di reggere lo sforzo che viene richiesto».

Sono poco più di 5 milioni, un milione in meno rispetto a vent’anni fa. Un tempo li raccontavamo come ribelli da domare, oggi come cristalleria da proteggere. Sono gli adolescenti, che guardiamo sempre solo con le lenti della psicologizzazione, della criminalizzazione, dell’aiuto. «Non ci vedete», dicono loro, prima ancora che «non ci capite».
ADOLESCENTI, QUELLO CHE NON VEDIAMO
Per affrontare esperienze nuove servono infatti problem solving, gestione delle emozioni e dello stress, capacità di affrontare i conflitti: quelle competenze trasversali che Pellai richiama parlando di life skills. E lo sport offre un terreno particolarmente concreto sul quale esercitarle. Si perde. Si arriva ultimi. Si scopre che qualcuno è più forte. Si deve ricominciare. A volte, invece, dopo aver pensato per settimane «non ce la farò mai», si arriva in cima. Oppure no, ma non sarebbe comunque una catastrofe.
Per questo, secondo Pellai, servono adulti capaci di indicare e presidiare il percorso: abbastanza presenti da sostenere, abbastanza fermi da non rimuovere immediatamente ogni ostacolo. Famiglia e scuola hanno anche il compito di non abbassare continuamente l’asticella nel tentativo di rendere qualsiasi percorso più facile. Perché evitare sistematicamente fatica, limiti e frustrazioni non significa imparare a gestirli. Significa, semmai, rinunciare alle occasioni in cui tensioni ed energie possono trovare un terreno sul quale essere messe alla prova, regolate e incanalate.

Forse per questo la domanda più interessante nella storia raccontata da Pellai non riguarda il preside che obbliga alcuni studenti a partecipare alla campestre. È un’altra: perché, davanti alla possibilità di correre dodici chilometri, non si era offerto nessuno? Pellai mette insieme diverse ragioni. C’è l’ansia performativa dell’«E se poi arrivo ultimo, che figura ci faccio?», un senso più debole di appartenenza alla comunità scolastica — «Perché dovrei andarci io, con tutti quelli che ci sono in questa scuola?» — e anche una più prosaica pigrizia: «Sai che sbatti doversi preparare per partecipare a una gara così impegnativa. Chi me lo fa fare?». Una pigrizia che, se tollerata, osserva Pellai, spingerà sempre più a usare il tempo libero per fare cose «facili, divertenti e fonte di gratificazione istantanea».
Gratificazioni che l’ambiente mette a disposizione con pochissimo sforzo, alimentando un’incessante fuga dal disagio. «Il motivo per cui siamo tutti così infelici potrebbe dipendere dal fatto che stiamo lavorando tanto alacremente per evitare di essere infelici», scrive la psichiatra Lembke. C’è quasi un rovesciamento temporale tra le due logiche. La gratificazione immediata offre il piacere subito e presenta il conto dopo; la fatica chiede di sostenere il costo prima, in vista di una gratificazione che arriverà più tardi. «La scienza ci insegna che ogni piacere esige un prezzo», scrive Lembke. La necessità educativa indicata da Pellai è allora anche quella di imparare che alcune delle esperienze più importanti e gratificanti richiedono tempo, costanza, frustrazione e perfino un po’ di noia. La fatica fisica dello sport ha un vantaggio: rende tutto questo visibile e tangibile. Il fiato corto, le gambe pesanti, la voglia di fermarsi sono reali. Ma reale è anche quello che accade qualche settimana dopo: la stessa salita sembra meno ripida. Non è cambiata la montagna. È cambiato chi la sta salendo.
Foto di Dolomiti Extreme Trail (bambine e bambini al via della corsa in montagna Mini DXT)
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PISA – È stato inaugurato questa mattina il nuovo terminal Arrivi dell’aeroporto Galileo Galilei di Pisa, primo intervento del più ampio progetto di ampliamento e riqualificazione dello scalo. Alla cerimonia hanno partecipato il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, gli assessori regionali Filippo Boni, Alberto Lenzi e Alessandra Nardini, il sindaco di Pisa Michele Conti, gli europarlamentari Susanna Ceccardi e Dario Nardella, il direttore generale di Enac Fabio Nicolai, il comandante della 46ª Brigata Aerea, colonnello Fabio De Michele, il CEO di Corporacion America Martin Eurnekian, il presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai e l’amministratore delegato Roberto Nardi.
Nel corso dell’evento è stato trasmesso anche un videomessaggio del vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti Matteo Salvini. La cerimonia si è conclusa con l’esibizione a sorpresa del tenore Andrea Bocelli, che ha interpretato l’inno di Mameli e Con te partirò.
Giani: «Pisa e Firenze insieme fanno sistema»
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha sottolineato il valore strategico della nuova infrastruttura per lo sviluppo del sistema aeroportuale regionale e per il rafforzamento dei collegamenti internazionali.
“Un obiettivo raggiunto- ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani- Questo nuovo terminal esalta la vocazione di Pisa per i voli intercontinentali ed apre grandi prospettive per la Toscana, perché conferma la scelta di Firenze come city airport e Pisa come perno dei collegamenti dalla Toscana verso gli altri continenti”. “Pisa e Firenze insieme fanno sistema ed è un sistema vincente – ha aggiunto- anche perché se Pisa e Firenze non lavorassero insieme, il traffico aereo della Toscana centrale si indirizzerebbe verso Bologna. Oggi è una giornata di festa per cui ringrazio Toscana Aeroporti e Corporacion America. Sentiamo la necessità di fare sempre più sistema tra Pisa, Firenze e anche l’isola d’Elba, perché una realtà complessa e dinamica come la Toscana, che anche solo per turismo vede oltre 50 milioni di presenze l’anno, ha bisogno di aerostazioni moderne e in sinergia tra loro. Avevamo detto ‘prima Pisa’ ed è stato, ora tocca a Firenze. Un gioco di squadra che vogliamo continuare a perseguire”.
Nel quadro della strategia aeroportuale toscana, il nuovo terminal rappresenta quindi una prima tappa del percorso di ammodernamento delle infrastrutture regionali, in vista anche degli interventi previsti per lo scalo fiorentino.
Boni: «Un momento cruciale per la strategia aeroportuale»
L’assessore regionale ai Trasporti Filippo Boni ha evidenziato l’importanza dell’intervento, collegandolo alla crescita dei flussi di passeggeri e al più ampio programma di sviluppo degli aeroporti toscani.
“Oggi è un momento cruciale per la strategia aeroportuale toscana, ma anche nazionale – ha aggiunto l’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni- Inauguriamo una nuova struttura che fa parte di un grande progetto di ampliamento dell’aerostazione. Siamo felici che il cronoprogramma dei lavori possa procedere al meglio e ricordiamo che questo riguarda un progetto strategico che abbraccia tutta la Toscana, anche Firenze. Stiamo andando verso numeri record per quanto riguarda i passeggeri che arrivano e ripartono dalla Toscana ogni anno, grazie anche al grande richiamo turistico, culturale e industriale che questa terra ha ormai da moltissimo tempo. Nel contempo c’è anche un progetto di ampliamento aeroportuale che riguarda Firenze, al quale guardiamo con grande attenzione e che seguiamo quotidianamente”.
Una nuova struttura da 7.100 metri quadrati
Il nuovo terminal Arrivi si sviluppa su una superficie di circa 7.100 metri quadrati ed è progettato per garantire l’autonomia energetica attraverso un impianto fotovoltaico da 300 kW.
Dopo l’inaugurazione prenderanno avvio le attività di collaudo necessarie alla successiva entrata in esercizio della struttura. Una volta conclusa questa fase, tutti i flussi in arrivo saranno trasferiti nel nuovo terminal, mentre l’edificio attuale sarà destinato esclusivamente alle Partenze. La separazione dei due flussi consentirà così di distinguere le aree dedicate ai passeggeri in arrivo da quelle riservate a chi deve imbarcarsi.
Il piano di riqualificazione: investimento da 80 milioni
Il programma di ammodernamento del Galilei proseguirà con la ristrutturazione degli spazi attualmente utilizzati per gli Arrivi, pari a 1.580 metri quadrati al primo piano, e delle aree Partenze, che occupano 3.680 metri quadrati al piano terra. Tra gli interventi previsti figura anche un significativo ampliamento della hall d’imbarco Extra Schengen.
Al completamento dei lavori, l’intero aeroporto raggiungerà una superficie complessiva di 50.600 metri quadrati, con un incremento del 28% rispetto alla configurazione precedente. L’investimento complessivo ammonta a 80 milioni di euro e porterà la capacità dello scalo a un volume compreso tra 6 e 7 milioni di passeggeri all’anno.
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Ripartono i lunedì brillanti al csa next emerson - Mese di Ottobre
Tutti i lunedì dalle 18:00 apertura palestra arrampicata
Dalle 19:00 corso di pugilato
dalle 20:30 cena sociale e poi culturale
Lunedì 5 cena autofinanziamento laboratorio serigrafia
Lunedì 12 Presentazione della palestra popolare Barrio Bravo direttamente dal Messico
Lunedì 19 Proiezione docu-film e presentazione del progetto Climbing for a reason
È ancora una volta il calciomercato a mettere nei guai il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. L’imprenditore e il figlio Luigi sono indagati dalla Procura di Bari per bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali in merito all’operazione che, nell’estate del 2023, portò al trasferimento del calciatore Elia Caprile dal Bari al Napoli. Stando alle accuse dei pubblici ministeri baresi l’operazione di cessione del portiere dal Bari al Napoli nel 2023, due società entrambe di proprietà della Filmauro spa, società della famiglia De Laurentiis, avrebbe provocato un ingiusto profitto nei confronti del Napoli.
Si tratta di una tesi nota ma difficilmente dimostrabile in sede giudiziaria. Secondo gli inquirenti nel giro di due anni il Napoli realizzò una plusvalenza di circa 7 milioni di euro: nel bilancio di esercizio del 2024 della Ssc Bari infatti non sarebbero evidenziati i criteri adottati per la determinazione del corrispettivo e la valutazione del potenziale valore futuro del calciatore, ceduto per 2,2 milioni di euro dalla società pugliese a quella campana. Il Napoli poi cedette Caprile al Cagliari per 8 milioni di euro: per la Procura quella plusvalenza sarebbe riconducibile a un percorso di valorizzazione sportiva che avrebbe potuto porre in essere il Bari.
Quanto all’ipotesi di bancarotta fraudolenta, per gli inquirenti il valore di 2,2 milioni di euro con cui Caprile fu ceduto dal Bari al Napoli non risponderebbe al valore effettivo dell’asset e, dunque, la mancata plusvalenza maturata dal Bari avrebbe causato un danno al patrimonio della società pugliese guida da Luigi De Laurentiis. L’inchiesta ha portato a perquisizioni nelle sedi delle due società da parte della finanza: i destinatari delle perquisizioni per questa vicenda (non indagati) sono i direttori sportivi del Bari,Ciro Polito e del Napoli Cristiano Giuntoli (fino al giugno 2023) e Mauro Meluso (da luglio 2023 a maggio 2024), oltre al procuratore sportivo di Caprile Graziano Battistini.
La Procura ha chiesto formalmente l’apertura della liquidazione giudiziale, una procedura che di fatto corrisponde alla richiesta di fallimento per la società biancorossa. L’inchiesta sul passaggio di Caprile dal Bari al Napoli si fonda infatti su una serie di approfondimenti della Guardia di Finanza sui bilanci del club pugliese, che secondo gli inquirenti si trova da tempo in una situazione di perdita sistemica con “rossi” accumulati tra il 2019 e il 2025 che avrebbero raggiunto la cifra di circa 30 milioni di euro. Un deficit accompagnato da un pesante indebitamento, a cui la proprietà non avrebbe contrapposto un piano concreto e solido per risanare i conti.
Per il patron del Napoli non è il primo problema con la giustizia legato alla compravendita di calciatori. Aurelio De Laurentiis nel novembre 2025 è stato rinviato a giudizio dal Gup di Roma per l’accusa di falso in bilancio in un procedimento che riguarda presunte plusvalenze fittizie legate agli acquisti dei calciatori Victor Osimhen (dal Lille nell’estate del 2020) e Kostas Manolas (dalla Roma nell’estate 2019).
A niente è servito tutto il polverone, il caso più clamoroso scoppiato ai Mondiali di calcio in corso tra USA, Canada e Messico, sollevato soltanto incidentalmente dal campo quanto piuttosto dalla Casa Bianca: da Donald Trump che in spregio a ogni pudore e formalità aveva telefonato alla FIFA per chiedere conto dell’espulsione del capocannoniere statunitense Folarin Balogun. E la FIFA aveva eseguito: squalifica sospesa all’attaccante americano per un anno, abile e arruolabile per gli ottavi di finale. E Belgio esterrefatto, UEFA all’attacco, ogni appassionato sconvolto, anche in Italia tra l’altro nei giorni dello scontro frontale con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 4 a 1 è finita ieri sera a favore dei Diables Rouges. Con Folarin in campo. USA fuori.
Poche ore prima della partita, dalla Casa Bianca, Trump aveva ammesso di aver telefonato alla FIFA per il cartellino rosso rimediato da Balogun per un intervento involontario ma pericoloso e scomposto nella partita contro la Bosnia Erzegovina. “Ho visto la partita, e capisco davvero bene lo sport. Quello non era un fallo; non era nemmeno un’infrazione. Erano due ragazzi che correvano a tutta velocità e che sono capitati a sbattere l’uno contro l’altro. Non puoi prendere il tuo piede e posizionarlo correttamente sul piede di qualcun altro. Questo arbitro è un po’ sospetto: se controlli il suo passato, non voglio dirlo perché non mi piace creare controversie, ma è molto sospetto”.
Anche Gianni Infantino, il presidente della FIFA, ieri aveva respinto le polemiche e aveva spiegato che ogni decisione presa dagli organi giudiziari della FIFA sono indipendenti, che “la loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio”, che parla abitualmente con Trump e con altri Capi di Stato, funzionari governativi e stakeholder e che “quello che faccio sempre, però, è rispettare quelle decisioni e l’autonomia degli organi che le prendono. Che ci piaccia personalmente una decisione o no è irrilevante. Il rispetto per le istituzioni indipendenti e il rispetto della legge sono ciò che protegge l’integrità delle nostre competizioni e la credibilità della FIFA in ogni momento”. Aveva confermato la telefonata ma negato che abbia influito in qualche modo sulla decisione di sospendere la squalifica dell’attaccante.
La FIFA aveva così respinto il ricorso del Belgio, giudicato “inammissibile” in quanto la Nazionale “non è parte del procedimento e, pertanto, non ha titolo per impugnare la decisione” proprio mentre Trump spiegava e argomentava le ragioni della sua telefonata, ammettendo tra le altre cose che non conosceva il significato di un cartellino rosso nel gioco del calcio. “Non sapevo cosa significasse, non pensavo significasse molto. Poi ho iniziato a sentire che non può giocare nella prossima partita, almeno nella prossima partita. Quando prendono il tuo miglior giocatore e dicono che non puoi giocare è molto ingiusto. Un conto è penalizzare qualcuno per la partita, ma come fai a penalizzare per una partita che non è ancora stata giocata? È molto ingiusto. Quindi, sì, ho chiesto una revisione alla FIFA. Ho parlato con un uomo molto rispettato, per cui il livello di rispetto è aumentato di dieci volte”.
Alcuni avevano lanciato un appello all’allenatore degli USA, Mauricio Pochettino, affinché non schierasse Balogun che, nella notte italiana, alla fine ha giocato e non ha brillato. È stato giudicato come uno dei peggiori in campo. Due gol e un assist per Charles De Ketelaere, terzo gol di Hans Vanaen, nei minuti di recupero il quarto gol di Romelu Lukaku, attaccante del Napoli, ex Inter e Roma, che ha esultato con la “Trump Dance”. L’unico gol degli USA è stato segnato da Malik Tillman. “Ribalta questo”, ha postato l’account ufficiale del Belgio che ai quarti di finale giocherà contro la Spagna, il 10 luglio al Los Angeles Stadium, in California. Con l’uscita degli Stati Uniti tutte le nazionali dei Paesi organizzatori sono fuori dai Mondiali.
Ai campionati europei di sollevamento pesi che si sono svolti in Moldava brilla la stella di Genna Toko Kegne che sale sul gradino più alto del podio per la seconda volta consecutiva e conquista il titolo continentale nella categoria fino a 76 kg. Una gara pazzesca, giocata kilo su kilo da parte... 