Modalità di lettura

Yael Trepy rischia di annegare in piscina in Sardegna: il giocatore del Cagliari è ricoverato in terapia intensiva

L’attaccante del Cagliari, Yael Trepy, è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Il 20enne, di origini francesi, ha infatti rischiato di annegare nella piscina di una villa in Costa Smeralda ieri pomeriggio, 17 agosto.

Secondo una prima ricostruzione, l’incidente è avvenuto intorno alle 18 quando il giocatore è finito nella parte della piscina dove l’acqua è più alta e si è trovato in difficoltà visto che non sapeva nuotare. Quando Trepy è stato tirato fuori, la gravità della situazione ha reso necessario l’intervento del 118 e il trasporto in elisoccorso a Sassari. Il 20enne ha esordito in Seria A con la maglia del Cagliari durante la scorsa stagione e ha segnato il gol fondamentale di pareggio nella partita con la Cremonese.

Proprio lo scorso venerdì, 14 agosto, è partito titolare nella gara vinta dal Cagliari contro l’Arezzo in Coppa Italia. “Il club – si legge in una nota – è in costante contatto con la struttura sanitaria e con la famiglia del calciatore e segue con la massima attenzione l’evolversi delle sue condizioni. In questo momento ogni pensiero del Cagliari Calcio è rivolto a Yael e ai suoi familiari. Il club invita inoltre al massimo rispetto della loro privacy e comunicherà eventuali aggiornamenti quando disponibili”.

L'articolo Yael Trepy rischia di annegare in piscina in Sardegna: il giocatore del Cagliari è ricoverato in terapia intensiva proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Rodri torna in Spagna, il Barcellona piazza il colpo: tutte le cifre dell’affare dell’estate

Il Barcellona ha trovato l’intesa con il Manchester City per riportare Rodri in Spagna. L’operazione può raggiungere 76,5 milioni di euro e porterà il centrocampista a firmare fino al 2030. I Citizens lavorano già sull’arrivo di Ayyoub Bouaddi dal Lille.

Il Barça versa 60 milioni subito, altri 16,5 sono legati a bonus, prestazioni e risultati

Il Barcellona può spendere complessivamente 76,5 milioni di euro per riportare Rodri nella Liga. L’intesa con il Manchester City prevede una prima parte da 60 milioni, alla quale si aggiungono 11,5 milioni di bonus considerati facilmente raggiungibili dai due club.

Altri 5 milioni di euro dipenderanno invece dalle prestazioni individuali del centrocampista e dai risultati ottenuti dal Barcellona durante la stagione. Se scatteranno tutte le variabili previste, l’incasso del City arriverà quindi ai 76,5 milioni complessivi.

La situazione contrattuale di Rodri ha inciso sulla trattativa. Il capitano della Spagna campione del mondo è legato al Manchester City fino al 30 giugno 2027 e aveva già aperto alla possibilità di tornare nel campionato spagnolo. Il Barça gli ha proposto un contratto di quattro anni, fino al 30 giugno 2030.

L’operazione deve ora essere completata con le firme, lo scambio dei documenti e le visite mediche. Rodri aveva già espresso la propria disponibilità al trasferimento e i due club hanno definito la parte economica dell’affare.

Il Manchester City sta contemporaneamente lavorando sul nuovo centrocampo. L’opzione Enzo Fernández non si è concretizzata e il club inglese ha accelerato per Ayyoub Bouaddi, talento del Lille nato nel 2007.

Per il centrocampista marocchino, in possesso anche del passaporto francese, l’investimento può arrivare a circa 100 milioni di euro. Il City vuole portarlo subito in Inghilterra e inserirlo nella rosa dopo la partenza di Rodri.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT

L'articolo Rodri torna in Spagna, il Barcellona piazza il colpo: tutte le cifre dell’affare dell’estate proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Cagliari, apprensione per Trepy: rischia di annegare in piscina, è in terapia intensiva

Yael Trepy, attaccante del Cagliari, è ricoverato in terapia intensiva a Sassari dopo aver rischiato di annegare nella piscina di una villa in Costa Smeralda. Il giocatore è stato soccorso, intubato e trasferito in ospedale con l’elisoccorso.

Trepy sarebbe finito nella parte più profonda della piscina e non saprebbe nuotare

L’incidente è avvenuto domenica alle 18. Secondo una prima ricostruzione, Trepy sarebbe finito nella zona della piscina dove l’acqua è più alta e si sarebbe trovato in difficoltà perché, a quanto si è appreso, non saprebbe nuotare.

Il calciatore è stato tirato fuori dall’acqua, ma la gravità della situazione ha richiesto l’intervento del 118. I sanitari lo hanno intubato e successivamente trasferito con l’elisoccorso all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari.

Trepy si trova ora ricoverato in terapia intensiva.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT

L'articolo Cagliari, apprensione per Trepy: rischia di annegare in piscina, è in terapia intensiva proviene da Affaritaliani.it.

  •  

“Racconto non attendibile, difetto di prova oltre ogni ragionevole dubbio”, ecco perché due giovani schermidori sono stati assolti dall’accusa di violenza sessuale

Non ci sarebbe una prova sufficiente per affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che quella notte sia stata commessa una violenza sessuale di gruppo. È questo il punto centrale delle motivazioni con cui il tribunale di Siena ha assolto due giovani schermidori italiani, accusati di abusi ai danni di una 17enne tesserata per l’Uzbekistan, per un episodio risalente al 4-5 agosto 2023 durante un raduno a Chianciano Terme. La sentenza era stata pronunciata il 18 maggio 2026 con rito abbreviato, con la formula piena “perché il fatto non sussiste”. Le motivazioni del gup Andrea Grandinetti sono state depositate il 14 agosto. Il pubblico ministero aveva chiesto per entrambi gli imputati una condanna a 5 anni e 4 mesi di carcere.

Per il giudice, il processo non ha raggiunto la soglia probatoria necessaria per una condanna. Nelle motivazioni si parla di un “difetto di prova oltre ogni ragionevole dubbio”, legato in particolare alla possibilità di ritenere provata l’esistenza della condotta contestata. Il tribunale rileva inoltre nel racconto della giovane un “basso grado di coerenza interna“. Uno dei punti esaminati riguarda le condizioni psicofisiche della ragazza nella notte dei fatti, soprattutto il suo stato di coscienza e quindi la capacità di intendere e di volere. Secondo il giudice, le dichiarazioni sull’assunzione di alcolici risultano incoerenti e sarebbero state smentite sia da alcune testimonianze sia da un video acquisito agli atti.

Nel filmato, secondo quanto riportato nelle motivazioni, la giovane viene mostrata mentre cammina in condizioni di piena coscienza e arriva anche a saltare per gioco sulle spalle di uno degli imputati. Il tribunale prende in considerazione anche la circostanza che la ragazza non avrebbe consumato bevande alcoliche dopo la chiusura del bar. Tra quel momento e l’ingresso nella stanza dove si trovavano i due imputati e un loro amico sarebbero trascorsi “almeno 90 minuti”. Un intervallo che, secondo il giudice, porta a ritenere verosimile che la giovane fosse lucida.

Anche la positività ai cannabinoidi non viene ritenuta un elemento sufficiente per ricostruire lo stato della ragazza al momento dei rapporti sessuali. Il dato, scrive il giudice, non può essere “razionalmente valorizzata al fine di datare l’intervenuta assunzione” della sostanza e quindi non può essere collegato con certezza temporale ai fatti contestati. Un altro passaggio fondamentale delle motivazioni riguarda il consenso. Anche su questo aspetto il tribunale rileva un “difetto di attendibilità” nelle dichiarazioni della giovane, parlando sia di una carenza di “coerenza estrinseca”, sia di elementi emersi attraverso le testimonianze. In particolare, viene presa in esame la deposizione di un’amica della ragazza, alla quale quest’ultima avrebbe confidato di aver avuto rapporti sessuali con altri ragazzi presenti al ritiro nei giorni precedenti. L’amica aveva inoltre messo a verbale i nomi dei due imputati.

È uno degli elementi che il giudice considera nella valutazione complessiva dell’attendibilità del racconto e dell’assenza di consenso. La conclusione è netta: per il tribunale è impossibile “attribuire ‘fede’ alle dichiarazioni di parte civile in ordine all’assenza di consenso”. La decisione arriva quasi tre anni dopo i fatti contestati. Alla lettura della sentenza, il 18 maggio, la giovane, oggi maggiorenne, era presente in aula ed era scoppiata in lacrime. Nelle motivazioni depositate nei giorni scorsi, il giudice ricostruisce quindi un quadro nel quale, secondo il tribunale, gli elementi raccolti non consentono di superare la soglia del ragionevole dubbio. Il punto non è dunque l’affermazione di una diversa verità dei fatti, ma l’impossibilità, per il giudice, di considerare sufficientemente provati gli elementi dell’accusa.

L'articolo “Racconto non attendibile, difetto di prova oltre ogni ragionevole dubbio”, ecco perché due giovani schermidori sono stati assolti dall’accusa di violenza sessuale proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Juventus, ufficiale l’acquisto di Lucumi dal Bologna

Juventus, ufficiale l’acquisto di Lucumi dal Bologna

TORINO (ITALPRESS) – La Juventus ha ufficializzato l’acquisto di Jhon Lucumi dal Bologna, “a fronte di un corrispettivo di € 19,5 milioni, pagabili in tre esercizi, oltre ad oneri accessori pari a € 0,6 milioni; sono inoltre previsti premi per un ammontare non superiore a € 2 milioni, al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi”, si legge nel comunicato. Il difensore ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2030. Dal 2022 in Italia, al Bologna, il colombiano ha raccolto complessivamente 152 presenze nelle ultime quattro stagioni, facendo il suo esordio anche in Champions League – in cui ha segnato una delle due reti messe a referto negli anni con la squadra rossoblù.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

  •  

Masters 1000 Cincinnati, Sonego battuto da Tiafoe. Avanti Musetti

Masters 1000 Cincinnati, Sonego battuto da Tiafoe. Avanti Musetti

CINCINNATI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Lorenzo Sonego esce di scena al secondo turno del Masters 1000 di Cincinnati. L’azzurro, numero 88 del ranking, è stato battuto in due set da Frances Tiafoe, testa di serie numero 17 del tabellone, col punteggio di 6-3 6-4. Sonego ha subito la sesta sconfitta contro un top 30 in questa stagione. Il suo ultimo successo contro un top 30 sul cemento outdoor risale proprio alla vittoria contro l’allora n. 13 Tiafoe al Masters 1000 di Shanghai 2023. Stavolta sorride lo statunitense che nel prossimo turno affronterà il connazionale Learner Tien, numero 12 Atp.

La prima vittoria contro un top 30 se la regala invece il portoghese Jaime Faria, numero 79 al mondo, che batte Ben Shelton, campione a Montreal, col punteggio di 6-4 6-4. Faria, reduce dalle qualificazioni, dovrà ora vedersela con l’australiano Adam Walton, numero 98 del ranking.

AVANTI MUSETTI

Debutto vincente per Lorenzo Musetti. Il 24enne carrarino, decima testa di serie e in tabellone direttamente al secondo turno, ha regolato per 6-4 6-2 il tedesco Daniel Altmaier. Ora la sfida contro Michael Zheng, 22enne statunitense numero 110 Atp, proveniente dalle qualificazioni, che ha eliminato Ugo Humbert, numero 24 del seeding, per 6-4 6-3. Fra i due nessun precedente. Per quanto riguarda gli altri big, iniziano col piede giusto Felix Auger-Aliassime e Daniil Medvedev: il canadese, seconda forza del tabellone, supera 6-3 7-5 Stefanos Tsitsipas mentre il 30enne moscovita (n.4) si è imposto per 6-4 7-5 su Marco Trungelliti.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

  •  

Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma

Un europeo da incorniciare per Simona Quadarella, che ha polverizzato la concorrenza nel mezzofondo in acqua. Il tris di medaglie d’oro la pone in cima alle nuotatrici più vincenti di tutti i tempi ma soprattutto restituisce all’Italia un talento purissimo che si prende la rivincita nella piscina di Parigi, amarissima due anni fa.

Il retroscena: la delusione di Parigi, l’impegno sui libri e il “veleno” in acqua

Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma

La svolta arriva dopo la delusione di Parigi 2024, olimpiade chiusa con due quarti posti e tanti rimpianti. Simona non si scompone, trasforma la delusione in benzina e si dedica allo studio,: sacrificio, disciplina e voglia di vincere. Non a caso, sua madre la chiama “veleno”, termine spiccatamente romano per indicare una feroce determinazione nell’inseguire un obiettivo. E Simona, i suoi, li mette tutti in fila: arriva la laurea in Comunicazione Digitale, poi il prepotente ritorno alla vittoria al Settecolli e infine i tre ori collezionati sparecchiando il tavolo e sbaragliando la concorrenza con la vittoria nei 400 stile libero, dopo aver poggiato per prima la mano sulla piastra anche negli 800 e nei 1500.

Il segreto: il cambio di allenatore e  preparazione, l’Australia e Los Angeles

Dietro i successi di Simona c’è il cambio di allenatore e una preparazione quotidiana impegnativa, al limite dello sfinimento. Con Gianluca Belfiore è cambiato il modo di lavorare e Quadarella ha trascorso gran parte delle sue giornate in piscina, alternando il lavoro in acqua alla palestra. Due volte al giorno, quattro giorni alla settimana e una gli altri due giorni. Il passaggio dalla piscina alla palestra è fondamentale , un’alternanza studiata per sostenere la resistenza e la forza necessarie nelle gare di fondo. Quanto al futuro, Simona non invecchierà in acqua, per sua stessa ammissione. E la sua carriera sembra già avere una data di scadenza. L’ultima gara potrebbe arrivare nel 2029. Scelta non casuale, dopo le Olimpiadi di Los Angeles, in programma nell’estate del 2028. Una nuova rivincita, prima di lasciare.

Simona fuori dalla piscina: Roma e la Roma, i viaggi, la fotografia e la carbonara

Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma

Fuori dall’acqua, Simona Quadarella conserva il legame fortissimo con la sua città. È una grande tifosa della Roma e quando gli impegni glielo consentono, frequenta da tifosa lo stadio Olimpico. Tra le sue passioni ci sono anche i viaggi, il mare e soprattutto la fotografia, ereditata dal padre. Anche in vacanza, tuttavia, non manca lo sport: Simona ama il trekking e predilige cammini collinari e percorsi di montagna che le permettono di vivere lo sport anche lontano dalla piscina. Per quanto riguarda l’alimentazione, Simona segue le esigenze di un’atleta di altissimo livello, ma quando arriva il momento dello “sgarro”, si concede una scelta che non potrebbe essere più romana: una gustosa pasta alla carbonara. Un piccolo piacere che però racconta quanto sia forte e indissolubile il legame con la sua città.

L'articolo Simona “veleno” Quadarella, Regina d’Europa fra libri, piscina e Roma proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Raduno al Maneo per la nuova Libertas Livorno: volti vecchi e nuovi a lavoro per il campioneto

LIVORNO – Primo ciak della stagione 2026/27 della Libertas Livorno 1947.

Ieri pomeriggio (16 agosto)  la squadra amaranto si è radunata nella struttura del campo sportivo Maneo in via delle Margherite all’Ardenza.

Sotto gli occhi dell’amministratore delegato Ferencz Bartocci e del consigliere Gianfranco Morelli, i giocatori confermati hanno dato il benvenuto nel gruppo ai volti nuovi Giovanni Vildera, David Reginald Cournooh, Filippo Gaeta, ed Eduardo Sakine. L’altro nuovo acquisto, Jayvon Graves, si aggregherà alla squadra nei prossimi giorni. Felice, sorridente e già tirato a lucido Matt Tiby, eletto Mvp straniero per la stagione scorsa.

Coach Andrea Diana si è intrattenuto per qualche minuto con i giocatori a cui ha presentato Alex Latini che da quest’anno fa parte dello staff tecnico che comprende anche il confermato Matteo Bonaccorsi.

Da questa settimana la squadra inizierà la marcia di avvicinamento al campionato.

  •  

Škoda vince il Barum Rally: Březík davanti a Suninen

Adam Březík vince il Barum Rally Zlín con la Škoda Fabia RS Rally2. Suninen secondo, primo podio ERC per la Lancia Ypsilon Rally2.

Adam Březík ha conquistato il 55° Barum Czech Rally Zlín firmando la vittoria più importante della sua carriera e imponendosi in una delle gare su asfalto più selettive del Campionato Europeo Rally FIA. Il pilota ceco ha costruito il successo con la Škoda Fabia RS Rally2 del Team Samohýl Škoda, gestendo senza errori un percorso dove grip variabile, velocità elevate e sollecitazioni sugli pneumatici hanno messo in crisi diversi protagonisti.

La vittoria assume un significato particolare anche sul piano tecnico. Březík ha corso con pneumatici Hankook e ha trovato nel pacchetto vettura-assetto uno dei punti di forza del fine settimana. Partito domenica con 9,7 secondi di vantaggio, il trentenne non si è limitato a controllare: ha vinto tre speciali consecutive, comprese Pindula e Semetín, portando il margine fino a 21,2 secondi quando mancavano tre prove al termine.

La gestione della Fabia RS Rally2 è stata uno degli elementi chiave. Březík ha spiegato di non avere modificato l’assetto durante la stagione, affidandosi al lavoro svolto da Roman Kresta, tre volte vincitore del Rally di Zlín. Una scelta che racconta bene l’approccio adottato dal team: continuità di setup, conoscenza profonda delle reazioni della vettura e sfruttamento dell’esperienza del pilota sulle strade di casa.

Per Březík, al decimo anno dalla prima partecipazione alla gara, il risultato rappresenta un salto di qualità netto. Nelle precedenti otto presenze nell’ERC il miglior piazzamento era stato il quarto posto ottenuto proprio a Zlín nel 2024. Questa volta, invece, il ceco ha trasformato la conoscenza del percorso in prestazione pura, mantenendo un ritmo elevato senza esporsi agli errori che hanno condizionato molti rivali.

Alle sue spalle, Teemu Suninen ha chiuso secondo e ha rafforzato la propria posizione nella corsa al titolo ERC. Il finlandese, equipaggiato con pneumatici Pirelli, ha mostrato una notevole capacità di adattamento alla sua prima esperienza al Barum, imponendosi nella seconda percorrenza di Pindula e vincendo il duello diretto con Miko Marczyk.

Proprio il confronto tra Suninen e Marczyk è stato uno dei temi tecnici della giornata. Il campione ERC in carica, sostenuto da Michelin, aveva iniziato Pindula con 1,6 secondi di margine, ma Suninen ha ribaltato la situazione guadagnando 2,7 secondi. Marczyk ha risposto a Semetín riprendendosi momentaneamente la seconda posizione, prima di perderla nuovamente a Kateřinice. Sul traguardo, il finlandese è riuscito a conservare il vantaggio.

Il terzo posto di Andrea Mabellini aggiunge un altro elemento importante al weekend ceco. Con la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale, novità della stagione 2026, l’italiano ha ottenuto il primo podio ERC del modello. Un risultato significativo per il progetto sportivo Lancia, perché arriva su una gara particolarmente impegnativa e contro una concorrenza consolidata nel Rally2.

Mabellini aveva già mostrato competitività vincendo la super speciale del venerdì e nella Power Stage conclusiva ha completato la rimonta su Marczyk. Il risultato assume ancora più valore considerando l’uscita in un fosso affrontata a Semetín nella mattinata di domenica, senza conseguenze tali da compromettere definitivamente la gara.

Più complesso il fine settimana di Filip Mareš. Il pilota della Toyota GR Yaris Rally2 aveva il passo per inserirsi nella lotta per le prime posizioni, ma un danno allo pneumatico posteriore destro nei pressi del traguardo di Semetín gli ha fatto perdere terreno. A Kateřinice è arrivato poi un testacoda ad alta velocità che ha danneggiato la parte posteriore della vettura, relegandolo al settimo posto.

Davanti a lui hanno concluso Jakub Matulka, ancora competitivo dopo il podio ottenuto in Polonia, e Simone Tempestini, sesto nel giorno della 50ª partecipazione ERC del Team MRF Tyres. Nella top ten sono entrati anche Simon Wagner, Václav Pech e Roberto Blach.

La gara ha sottolineato ancora una volta quanto Zlín sia severa sul piano dell’affidabilità. Erik Cais, partito settimo domenica, si è ritirato dopo un problema al turbocompressore, mentre Jan Kopecký aveva già abbandonato sabato per un guasto al tubo dei freni mentre era ancora coinvolto nella lotta per la vittoria. Per l’ex campione ERC è così sfumata la possibilità di conquistare il tredicesimo successo nella gara di casa.

Nelle categorie inferiori, Ville Vatanen ha vinto il Trofeo ERC Fiesta Rally3 e la classifica FIA ERC3, chiudendo tredicesimo assoluto. Nel Junior ERC, invece, Tom Heindrichs ha centrato il secondo successo consecutivo davanti al compagno Timo Schulz.

Il Barum lascia quindi due indicazioni importanti in vista della parte finale della stagione. Da un lato, Březík ha dimostrato che un pacchetto tecnico ben conosciuto e stabile può ancora fare la differenza anche contro equipaggi con ambizioni di titolo. Dall’altro, Suninen e Mabellini escono da Zlín con risultati pesanti in chiave campionato e sviluppo vettura. Il prossimo confronto sarà al JDS Machinery Rali Ceredigion, in Galles, dal 4 al 6 settembre, ancora una volta interamente su asfalto.

Classifica finale:

1. A Březík / Z Bělák CZE Škoda Fabia RS Rally2 1h 57m 13.5s
2. T Suninen / A Haapala FIN Škoda Fabia RS Rally2 +08.3s
3. A Mabellini / V Lenzi ITA Lancia Ypsilon HF Rally2 +15,8 s
4. M Marczyk / S Gospodarczyk POL Škoda Fabia RS Rally2 +17.1s
5. J Matulka / D Syty POL Škoda Fabia RS Rally2 +55.9s
6. S Tempestini / F Maior ROU Škoda Fabia RS Rally2 +1m 33.7s

L'articolo Škoda vince il Barum Rally: Březík davanti a Suninen proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Italia regina d’Europa: doppio oro e medagliere vinto in faccia alla Gran Bretagna

Italia regina d’Europa

L’Italia si conferma regina dell’atletica europea. A Birmingham gli azzurri chiudono al primo posto nel medagliere con 22 podi complessivi: 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi. Non viene raggiunto il record delle 24 medaglie stabilito nell’edizione casalinga di Roma 2024, ma il presidente della Fidal Stefano Mei celebra comunque quella che considera «la spedizione migliore di sempre».

Il primato arriva soltanto al termine di un’ultima giornata da cinque medaglie, decisa dall’ultima gara dell’intera manifestazione. Dopo il momentaneo sorpasso della Gran Bretagna, seconda nella staffetta femminile 4×400 davanti alle azzurre, all’Italia serve la vittoria nella prova maschile per tornare in testa. Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati completano la missione in 2’59”16, battendo proprio i padroni di casa e consegnando alla squadra azzurra il primo posto finale.

Nella 4×400 femminile l’Italia conquista invece il bronzo con il tempo di 3’23”57. L’argento britannico aveva temporaneamente permesso alla Gran Bretagna di portarsi davanti, prima del definitivo ribaltamento firmato dalla formazione maschile.

L’altro oro della serata porta il nome di Larissa Iapichino. Alla saltatrice azzurra basta il primo tentativo per mettere una seria ipoteca sul titolo: il suo salto da 7 metri rimane infatti insuperato. La britannica Sawyers si ferma a un solo centimetro, conquistando l’argento con 6,99, mentre la francese Kpatcha completa il podio con 6,98. La classe 2002 migliora così il secondo posto ottenuto agli Europei di Roma e aggiunge un altro risultato prestigioso all’argento indoor vinto ai Mondiali di Torun dello scorso marzo.

La mattinata era stata invece dominata dalla maratona. Nella prova maschile Pietro Riva conquista la medaglia d’argento al termine di una gara gestita con grande lucidità. L’azzurro rimane nel gruppo degli inseguitori del tedesco Amanal Petros, che taglia il traguardo in 2h09’11. Riva conclude appena sette secondi più tardi, in 2h09’18, aggiungendo un altro podio personale all’argento nella mezza maratona e all’oro a squadre ottenuti a Roma 2024.

Più indietro gli altri italiani: Ahmed Ouhda termina al 18° posto in 2h11’45, Daniele Meucci è 23° in 2h14’33 e Xavier Chevrier chiude 32° in 2h18’21. Badr Jaafari è invece costretto al ritiro tra il decimo e il quindicesimo chilometro.

Un altro argento arriva dalla classifica a squadre della maratona femminile. La migliore delle azzurre è Rebecca Lonedo, sesta in 2h27’55, immediatamente davanti a Sofiia Yaremchuk, settima in 2h28’02. Determinante anche la prestazione di Giovanna Epis, 21ª in 2h33’02, mentre Alessia Tuccitto conclude in 31ª posizione. L’Italia sale sul secondo gradino del podio alle spalle della Gran Bretagna e davanti alla Spagna.

Nelle altre finali di giornata, Osama Zoghlami resta a lungo a contatto con il gruppo di testa nei 3000 siepi, ma perde terreno nella parte conclusiva e termina undicesimo in 8’33”25. Il gemello Ala è tredicesimo con 8’34”65, mentre Yassin Bouih si piazza sedicesimo in 8’36”15.

Nel lancio del giavellotto Paola Padovan ottiene il settimo posto grazie a una misura di 58,91 metri. Ludovica Cavalli chiude invece dodicesima e ultima nella finale dei 1500 metri, corsi in 4’18”91.

Matteo Oliveri termina al tredicesimo posto nel salto con l’asta dopo aver fallito i tre tentativi a 5,70 metri. Il titolo va ancora una volta a Mondo Duplantis, protagonista dell’ennesima prova dominante e del nuovo record dei campionati, fissato a 6,15 metri.

Amaro, infine, l’epilogo della staffetta 4×100 mista. La gara dell’Italia si interrompe già al secondo cambio, a causa di un errore nel passaggio del testimone tra Vittoria Fontana e Fausto Desalu. Un contrattempo che non rovina però il bilancio complessivo di Birmingham: gli azzurri lasciano la Gran Bretagna con il primo posto europeo e 22 medaglie.

L'articolo Italia regina d’Europa: doppio oro e medagliere vinto in faccia alla Gran Bretagna proviene da Affaritaliani.it.

  •  

Lazio fuori a sorpresa in Coppa Italia, avanti Genoa, Frosinone e Verona

Lazio fuori a sorpresa in Coppa Italia, avanti Genoa, Frosinone e Verona

ROMA (ITALPRESS) – La Coppa Italia regala sorprese e gol nei quattro match dei trentaduesimi di finale. Il risultato più clamoroso arriva dall’Olimpico, dove la Lazio di Gennaro Gattuso cade 2-0 contro il Mantova di Francesco Modesto e saluta subito la competizione. Dopo un primo tempo equilibrato, i lombardi sbloccano la gara al 75′: Bragantini riceve da Trimboli, entra in area e mette al centro per Ruocco, che non sbaglia. Nel finale Cajazzo approfitta degli spazi e firma il raddoppio in contropiede. Amaro, dunque, l’esordio ufficiale di Gattuso sulla panchina biancoceleste. Il Mantova affronterà ai sedicesimi la vincente di Palermo-Lecce. Spettacolo anche al Bentegodi, dove il Verona supera l’Entella soltanto ai calci di rigore dopo il 2-2 dei tempi regolamentari. Liguri avanti al 18′ con Vilanova, ma la squadra di Baroni ribalta tutto in poco più di un quarto d’ora: Compagnon pareggia al 20′, mentre al 36′ Amin Sarr firma un gol di pregevole fattura dopo una lunga azione personale. L’Entella non molla e all’84’ trova il pari con Franzoni su rigore. Dal dischetto, però, il Verona è più preciso e conquista la qualificazione. Ai sedicesimi ci sarà il Cagliari. Successo netto invece per il Genoa di Daniele De Rossi, che al Ferraris batte 4-1 l’Ascoli. I marchigiani passano in vantaggio al 25′ con Silipo, ma i rossoblù reagiscono prima dell’intervallo grazie a Marcandalli e Baldanzi, autore del sorpasso. Nella ripresa Colombo firma il 3-1, mentre Havel chiude definitivamente i conti all’80’. Il Genoa affronterà il Sùdtirol.
Quattro gol anche per il Frosinone, che al Benito Stirpe supera 4-1 la Juve Stabia. Protagonista assoluto Kvernadze, autore di una doppietta e già decisivo al 20′ per il vantaggio ciociaro. Cichella e Raimondo completano il poker, mentre Patanè accorcia momentaneamente le distanze per gli ospiti. Nel finale la Juve Stabia resta anche in dieci per l’espulsione di Sanà Fernandes. Il Frosinone attende ora la vincente di Sassuolo-Cesena.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

  •  

Atletica italiana regina d’Europa, Iapichino e 4×400 uomini d’oro a Birmingham

Atletica italiana regina d’Europa, Iapichino e 4×400 uomini d’oro a Birmingham

BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Due ori e un bronzo per chiudere in maniera trionfale gli Europei di atletica a Birmingham. L’Italia vince il medagliere (10-6-6), piazzando i due acuti vincenti in coda.

Larissa Iapichino si impone nel salto in lungo: l’azzurra, già argento continentale a Roma 2024 e campionessa europea indoor un anno dopo, reduce dall’argento indoor ai Mondiali di Torun del marzo scorso, vince con la misura di 7 metri raggiunta al primo tentativo, senza poi migliorarsi negli altri salti. L’argento va alla britannica Jazmin Sawyers (6.99), davanti alla francese Hilary Kpatcha (6.98). “Non è stata la gara che volevo, io pretendo moltissimo da me stessa. Dopo il primo salto speravo di migliorare, ma ho bisticciato un po’ con le rincorse. È stata una gara di altissimo livello. Sono molto felice di essermi regalata questa medaglia, che significa tantissimo. Dal punto di vista familiare abbiamo aggiunto un titolo, perché mia madre non aveva mai vinto un titolo europeo”. 

In chiusura di serata il capolavoro della 4×400 maschile: Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati trionfano con il tempo di 2’59″16 davanti alla Gran Bretagna, argento in 2’59″19 e seconda così nel medagliere finale, terza l’Olanda (2’59″49). “Sono tre giorni che dico ai ragazzi che ci saremmo giocati il medagliere alla nostra gara – esulta Scotti – Ho detto anche agli inglesi che avremmo rovinato la loro festa. Eravamo qui per questo e l’abbiamo fatto”.

Da applausi anche la staffetta femminile che poco prima si prende il bronzo: nella 4×400 Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione e Eloisa Coiro firmano il tempo di 3’23″57 nella finale vinta dall’Olanda in 3’21″10, davanti alla Gran Bretagna in 3’21″68. “Sono veramente orgogliosa di questo quartetto, delle ragazze che ci hanno portato in finale e dei ragazzi che hanno vinto l’oro – commenta Coiro – Siamo una squadra fantastica, è bellissimo essere qua e vivere queste emozioni”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

  •  

Europei di atletica, Italia d’oro fino all’ultimo giorno: incredibile successo nella staffetta maschile 4×400, Larissa Iapichino trionfa nel salto in lungo

L’Italia vince fino all’ultimo secondo agli Europei di atletica leggera di Birmingham. All’ultima giornata di gare arrivano le medaglie d’oro nella staffetta maschile 4×400 con Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati e di Larissa Iapichino nel salto in lungo. Con il successo nella gara finale della staffetta, che ha chiuso il programma della settimana di competizioni nel Regno Unito, l’Italia ha anche conquistato il primato nel medagliere per numero di vittorie (dieci) e anche di totale di metalli (22).

La finale delle finali: l’Italia trionfa nella 4×400 maschile

La finale della 4×400 maschile – in altri sport si chiamerebbe una madre di tutte le partite – è stata una delle più emozionanti di tutta la rassegna. L’Italia parte bene ma meglio parte la Gran Bretagna: al primo cambio sono i britannici in testa davanti a Italia (Scotti, lodigiano, 26 anni, tesserato Carabinieri) e Belgio, ma con distacchi minimi. E’ a metà gara che arriva la svolta. Sito (23 anni, milanese, Fiamme gialle) consegna a Soudassi il testimone per primo e Soudassi (20 anni ancora da compiere, siracusano della Enterprise Sport & Service di Ariano Irpino) riesce anche a incrementare il vantaggio di mezzo passo sui britannici. L’ultima frazione vede Benati (24enne romano, delle Fiamme Azzurre) scappare dall’ultimo frazionista della staffetta del Regno Unito, Charlie Dobson, che all’ultima curva sembra anche in difficoltà. Gli ultimi 60 metri sembrano infiniti per Benati che conclude sul traguardo quasi per inerzia e senz’altro incredulo. L’Italia vince per tre centesimi in 2’59″16: un risultato da stropicciarsi gli occhi.

Iapichino salta nell’oro, primo successo outdoor

Iapichino vince al termine di una finale thriller con 5 atlete ristrette in 6 centimetri. Iapichino ha avuto ragione della beniamina di casa, la britannica Jazmin Sawyers, grazie a un solo centimetri: 7 metri contro 6.99. Sawyers è stata più continua, ha compiuto vari salti intorno ai 6.90, ma il salto più importante è stato il primo di Iapichino. Al terzo posto la francese Hilary Kpatcha. Iapichino – 24 anni, Fiamme Oro, come noto figlia d’arte di Fiona May e Gianni Iapichino che è anche suo allenatore – era già campionessa europea in carica indoor, ma è al primo titolo nelle gare outdoor.

La staffetta femminile del miglio conquista il bronzo

Ma la raccolta di medaglie della squadra azzura non finisce qui e lo stato di salute della Nazionale di pista e pedane è confermato – se ce ne fosse bisogno – dall’ennesima medaglia: il bronzo nella 4×400 donne con Alessandra Bonora, Anna Polinari, Alice Mangione ed Eloisa Coiro. La loro è stata una gara entusiasmante in cui ha trionfato la staffetta dei Paesi Bassi guidata dal fenomeno Femke Bol davanti alla Gran Bretagna. Le azzurre hanno retto agli attacchi della squadra del Belgio e sono arrivate a un soffio dal primato italiano.

Il medagliere: l’Italia vince in tutti i settori, dalla velocità ai salti

L’Italia negli 8 giorni di gare ha conquistato medaglie in quasi tutti i settori: salti, lanci, velocità, mezzofondo, marcia, maratona. Una condizione di superiorità nel continente del tutto trasversale. Gli ori sono stati 10, gli argenti 6 così come i bronzi: 22 podi. Al secondo posto, quindi, nonostante un certo predominio nella velocità, resta inchiodata la Gran Bretagna, che doveva essere la gran favorita, anche per essere la padrona di casa. I britannici si fermano a 19 medaglie divise in 9 ori, 8 argenti e 2 bronzi. Segue la Germania, tornata in salute dopo un periodo così così, che ha raccolto molti podi (21), ma con 6 ori, 10 argenti e 5 bronzi.

Notizia in aggiornamento

L'articolo Europei di atletica, Italia d’oro fino all’ultimo giorno: incredibile successo nella staffetta maschile 4×400, Larissa Iapichino trionfa nel salto in lungo proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Coppa delle Coppe: Dal 17 al 22 agosto la MKF Saronno difende il titolo fra Bollate e Caronno

La MKF Saronno del presidente Massimo Rotondo da lunedì 17 a sabato 22 agosto sarà impegnata fra Bollate e Caronno, dove difenderà il titolo della Coppa delle Coppe vinta lo scorso anno a Parigi.

La A.B. Caronno Softball semifinalista della Coppa Italia 2025 ospiterà la competizione continentale organizzata dalla WBSC Europe Softball, alla quale partecipano le seguenti formazioni:

Crazy Chicklets (Austria), Beveren Lions (Belgio), Wesseling Vermins (GER), Sparks Haarlem Honk- en Softbal (Olanda), Eagles Praha (Rep. Ceca), Viladecans (Spagna) e Zürich Barracudas (Svizzera), oltre ovviamente alla Rhea Caronno ed il Saronno Softball Baseball ASD.

Il roster delle atlete neroazzurre rispetto al campionato di Serie A1 è stato rinforzato dalla presenza degli esterni, che hanno già vinto la Coppa delle Coppe lo scorso anno, Emma Fagioli proveniente dal Macerata e Sofia Fabbian in prestito dal Castelfranco. Dalla stessa società proviene anche la lanciatrice statunitense Olivia Rose Bruno, alla prima apparizione in maglia saronnese.

Gli accoppiamenti delle finali di sabato 22 agosto saranno stabiliti dalla classifica della prima fase, che vedrà tutte le compagini iscritte al torneo affrontarsi in un girone all’italiana con incontri di sola andata.

Questo il programma delle gare della MKF Saronno:
17/08/2026
ORE 09.30 a Bollate | Viladecans – MKF Saronno
ORE 14.30 a Caronno | MKF Saronno – Wesseling Vermins
18/08/2026
ORE 15.00 a Caronno | MKF Saronno – Beveren Lions
19/08/2026
ORE 15.00 a Caronno | MKF Saronno – Crazy Chicklets Wiener Neustadt
ORE 20.00 a Caronno | MKF Saronno – Caronno
20/08/2026
ORE 20.00 a Caronno | Eagles Praha – MKF Saronno
21/08/2026
ORE 09.30 a Bollate | Sparks Haarlem – MKF Saronno
ORE 15.00 a Caronno | Zürich Barracudas – MKF Saronno
sabato 22/8/2026 le finali in base alla classifica
A Caronno
ORE 18:00 finale per il bronzo
ORE 20:30 finale per l’oro

ph Lorenzo Stoppani

 

Saronno Softball Baseball Asd

Fabrizio Campagnano
Ufficio stampa
cell: +39-331.366.34.17

email: saronnosoftballbaseball@gmail.com

L'articolo Coppa delle Coppe: Dal 17 al 22 agosto la MKF Saronno difende il titolo fra Bollate e Caronno proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Agli Europei di nuoto tris d’oro Quadarella, argento Pilato, Ceccon e staffette

Agli Europei di nuoto tris d’oro Quadarella, argento Pilato, Ceccon e staffette

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Una straordinaria Simona Quadarella cala il suo personale tris d’oro agli Europei di nuoto che si stanno per concludere a Parigi. Dopo aver vinto 800 e 1500, la classe 1998 romana vince anche i 400 stile libero con il tempo di 4’01″34 (nuovo record dei campionati), davanti alle tedesche Isabel Gose, argento in 4’02″41, e Maya Werner, bronzo in 4’03″43. “Ho cercato di aspettare il più possibile, anche se a un certo punto non pensavo di vincere, sembrava le altre non molassero niente. Negli ultimi 50 metri mi sono detta di provarci. Non me l’aspettavo neanche io – ammette la tricampionessa europea – La cosa che più mi impressiona è la costanza e riuscire sempre a stare lì, magari anche con qualche difficoltà come nei 1500, dove non ero così contenta del mio tempo nonostante l’oro. Prima nei 400 non riuscivo ad esprimermi tanto bene, adesso ho trovato la chiave giusta”.

L’oro della Quadarella compensa la parziale amarezza per gli argenti di Benedetta Pilato nei 50 rana e Thomas Ceccon nei 100 dorso, entrambi beffati per un centesimo. La classe 2005 tarantina, già oro continentale a Budapest 2021 e argento a Roma 2022 sulla distanza, chiude in 29″94 la finale vinta dalla lituana Ruta Meilutyte in 29″93. “Questo centesimo mi perseguita in questo posto – commenta Pilato, che ai Giochi di Parigi nel 2024 aveva mancato la medaglia proprio per un centesimo nei 100 rana – Sono contenta, perché per me nuotare tre volte sotto i 30″ è importante. Sicuramente è l’inizio di un percorso. Mi sarebbe piaciuto vincere, ma va bene così. Ho cambiato tutto quest’anno”.

Beffa anche per Ceccon: il classe 2001 veneto (52″28) cede infatti pure lui per un solo centesimo al greco Apostolos Christou, oro in 52″27, mentre il bronzo va al russo (sotto bandiera neutrale) Pavel Samusenko in 52″57.

In chiusura di serata arrivano anche altri due argenti grazie alle staffette 4X100 misti. Sara Curtis, Benedetta Pilato, Anita Gastaldi ed Emma Virginia Menicucci nuotano in 3’53″60 (nuovo record italiano) e vengono superate nel finale dall’Inghilterra, oro in 3’53″50. “Sono veramente contenta perché nessuno tranne noi avrebbe scommesso su questa staffetta – le parole di Curtis – Eravamo vicine al record dei campionati e al record europeo: ci prenderemo tutto. I centesimi nel nostro sport sono quelli, ma un argento è come una vittoria per questa staffetta”. Poco dopo tocca agli uomini conquistare la seconda piazza: il quartetto formato da Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Alberto Razzetti e Carlos D’Ambrosio tocca in 3’28″86, arrendendosi solo alla Russia. “Abbiamo lottato – si fa portavoce Ceccon – Sapevamo di essere in 3-4 nazioni a giocarcela e ce la siamo giocata. Il mio argento nei 100 dorso? Quel centesimo brucia, ma anche il tempo è abbastanza lento”.

L’Italia chiude al secondo posto il medagliere. La spedizione azzurra raccoglie 13 medaglie d’oro, 15 d’argento e 15 di bronzo, per un totale di 43 podi, più di qualsiasi altra nazione. A vincere, però, è la Gran Bretagna grazie ai 14 ori, uno in più dell’Italia, che si uniscono alle 4 medaglie d’argento e alle 8 di bronzo. Terzo posto per la Russia (sotto bandiera neutrale) a 10-9-13.

RAZZETTI QUINTO NEI 200 MISTI

Alberto Razzetti è quinto nei 200 metri misti uomini. L’azzurro nuota in 1’56″60 la finale vinta dall’ungherese Hubert Kos in 1’54″24 (record dei campionati), davanti allo spagnolo Hugo Gonzalez de Oliveira, argento in 1’54″44, e al russo (sotto bandiera neutrale) Mikhail Shcherbakov in 1’56″16 (record del mondo Juniores).

BORRELLI SESTA NEI 200 FAFALLA

Paola Borrelli è sesta nei 200 metri farfalla donne. L’azzurra nuota in 2’08″23 la finale vinta dalla britannica Keanna Macinnes, oro in 2’05″90, davanti alla danese Helena Rosendahl Bach, argento in 2’06″14, e alla spagnola Laura Cabanes Garzas, bronzo in 2’07″21.

GUATTI OTTAVO NEI 50 STILE LIBERO

Giovanni Guatti è ottavo e ultimo nei 50 stile libero uomini. L’azzurro nuota in 21″83 la finale vinta dall’ucraino Nikita Sheremet 21″13 davanti al russo (sotto bandiera neutrale) Egor Kornev e al serbo Andrej Barna, entrambi argento ex aequo in 21″37.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

  •  

Libertas, oggi primo raduno della squadra

Libertas, oggi primo raduno della squadra

Livorno 16 agosto 2026 Primo ciak della stagione 2026/27 della Libertas Livorno 1947. Questo pomeriggio la squadra amaranto si è radunata nella struttura del Campo Sportivo ‘Maneo’ in Via delle Margherite, Ardenza. Sotto gli occhi dell’Amministratore Delegato Ferencz Bartocci e del Consigliere Gianfranco Morelli, i giocatori confermati hanno dato il benvenuto nel gruppo ai volti …

L'articolo Libertas, oggi primo raduno della squadra proviene da Livornopress.

  •  

DP World Tour: ottima prova di Filippo Celli, secondo in Danimarca

DP World Tour: ottima prova di Filippo Celli, secondo in Danimarca

 

Nel Danish Golf Championship successo del giocatore di casa Jeff Winther. Per l’azzurro è la migliore prestazione sul circuito continentale

 

Filippo Celli, con un ottimo giro finale in 66 (-6) colpi, parziale più basso di giornata, e lo score di 276 (67 70 73 66, -12), si è classificato al secondo posto, sua miglior prestazione sul DP World Tour, nel Danish Golf Championship, giunto alla 12ª edizione e vinto dal giocatore di casa Jeff Winther con 273 (71 67 68 67, -15).

Sul percorso del Great Northern (par 72), a Kerteminde in Danimarca, l’azzurro è stato affiancato dal finlandese Oliver Lindell, dall’inglese Matthew Jordan, dal cinese Yanhan Zhou e dal danese Rasmus Hojgaard. In settima posizione con 277 (-11) l’altro danese Marcus Helligkilde e il francese Romain Langasque, leader dopo tre turni, in nona con 278 (-10) il tedesco Freddy Schott, lo svizzero Joel Girrbach, lo scozzese Ewen Ferguson e ancora un danese, Jacob Skov Olesen. Non hanno reso come ci si attendeva gli statunitensi Bubba Watson (due major) e Caleb Surratt, 13.i con 279 (-9), entrambi membri della LIV Golf.

Degli altri italiani ha disceso la graduatoria di otto gradini Matteo Manassero, 33° con 283 (-5), e ne ha guadagnate tredici Gregorio De Leo, 53° con 286 (-2) alla pari con Francesco Laporta. Più indietro Renato Paratore, 76° con 292 (+4).

Jeff Winther, 38enne di Gladsaxe, ha ottenuto il secondo titolo alla 244ª presenza sul circuito a distanza di quasi cinque anni dal primo (Mallorca Golf Open 2021) per un palmarès che comprende anche 20 top ten e tre successi sulla Nordic Golf League.

E’ il secondo danese a imporsi nell’Open di casa, dopo l’expoit di Rasmus Hojgaard nel 2023 e runner up lo scorso anno, e ha firmato la vittoria numero 52 dei danesi nel tour continentale. Winther ha rimontato dal sesto posto con un 67 (-5) e ha messo fuori gioco la concorrenza con un eagle alla buca 16 (par 4, 304 yards) dove ha imbucato il secondo colpo per l’eagle, dopo aver segnato cinque birdie e due bogey. La prodezza gli ha reso un assegno di 510.000 dollari su un montepremi di 3.000.000 di dollari ed è salito dalla 97ª alla 31ª posizione nella Race to Dubai (ordine di merito).

Filippo Celli, 25enne romano, un titolo sull’HotelPlanner Tour, è risalito dal 25° posto realizzando sei birdie senza bogey. E’ passato dal 157ª alla 97ª piazza nel ranking. E’ uscito al taglio Edoardo Molinari, 113° con 147 (+3).

 

L'articolo DP World Tour: ottima prova di Filippo Celli, secondo in Danimarca proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Europei nuoto, terzo oro per Quadarella: argenti amari per Ceccon, Pilato e le staffette. Italia seconda nel medagliere

Arriva il terzo oro per Simona Quadarella in altrettante finali agli europei di nuoto di Parigi. Dopo i trionfi negli 800 e nei 1500 metri, l’atleta romana ha vinto anche i 400 stile libero con il tempo di 4’01″34, riuscendo a rimontare nelle ultime due vasche le tedesche Isabel Gose e Maya Werner, rispettivamente argento e bronzo. Per Quadarella è l’11esima vittoria europea: “È un oro speciale, tra i più speciali. Sono molto contenta per come ho condotto la gara. Gli ultimi cinquanta non si preparano: dai tutto quello che hai. Ero una bambina nel 2018, adesso ho una consapevolezza diversa. Ci speravo, ma non me l’aspettavo. Non so se prima avrei sprintato negli ultimi cinquanta. Sento di ringraziare la mia famiglia e il mio allenatore”, ha detto la 27enne. Al termine della manifestazione l’Italia si piazza seconda nel medagliere dietro la Gran Bretagna, con un oro in meno (13 contro 14) ma molte più medaglie vinte (43 contro 26).

Ceccon e Pilato beffati per un centesimo

Nell’ultimo giorno della rassegna, infatti, sfumano per un solo un centesimo di secondo altre due medaglie d’oro per la nostra nazionale. Dopo il bronzo di mercoledì nei 100 metri rana, Benedetta Pilato ha ottenuto la medaglia d’argento nei 50 rana con il tempo di 29.94 secondi, un solo centesimo più lenta della lituana Rūta Meilutytė (titolare del record mondiale) che ha chiuso a 29.93. Poco dopo anche Thomas Ceccongià bronzo nei 200 dorso – si è arreso sempre per un centesimo ad Apostolos Christou nei 100 dorso, con 52″28 contro i 52″27 del greco campione in carica, che è riuscito a superare l’atleta veneto nell’ultimo tratto. Alle loro spalle il vuoto: il russo Pavel Samusenko ha conquistato il bronzo con 52.57, a tre decimi dal vincitore.

L’ironia di Benedetta: “Questo centesimo mi perseguita…”

Nella finale dei 50 rana femminili, tre nuotatrici più veloci sono arrivate praticamente insieme: è sempre di un centesimo, infatti, la distanza tra Pilato e la terza classificata, l’irlandese Mona McSharry con 29.95. Pilato era arrivata alla finale con il miglior tempo di qualificazione, 29.84, peggiorato di un decimo. Anche alle Olimpiadi del 2024, sempre a Parigi, Pilato aveva mancato il podio per un centesimo: “Questo centesimo mi perseguita“, ha ironizzato al microfono di Rai Sport in zona mista. “Sono comunque contenta, tre volte sotto i 30 secondi, anche se di poco, è importante. Sicuramente è l’inizio di un percorso, ovvio, mi sarebbe piaciuto vincere ma va bene così. Penso sia un punto di partenza, ho cambiato tutto quest’anno e va bene così”.

Argenti “amari” anche nella staffetta

Due argenti un po’ amari arrivano anche nelle staffette miste 4×100, le gare di chiusura della manifestazione. Il quartetto femminile formato da Sara Curtis, Benedetta Pilato, Anita Gastaldi ed Emma Menicucci viene beffato all’ultima vasca, finendo dieci centesimi dietro alla Gran Bretagna che vince con 3’53″50 (nuovo record dei campionati). L’oro sfuma per pochissimo anche nella staffetta maschile: il quartetto composto da Thomas Ceccon, Nicolo Martinenghi, Alberto Razzetti e Carlos D’Ambrosio chiude in 3’28″86, battuto per appena 19 centesimi dalla squadra russa (atleti neutali B) che vince con 3:28.67.

Le altre gare: Razzetti quarto nei 200 misti

Niente medaglie per l’Italia, invece, nella finale dei 50 stile libero,vinta dall’ucraino Nikita Šeremet con 21″13: il nostro Giovanni Guatti, qualificato un po’ a sorpresa, ha chiuso ottavo e ultimo con 21″83. Manca il podio nei 200 misti anche Alberto Razzetti, già argento nei 400 misti: l’azzurro ha chiuso quarto a 1’56″60, ad un soffio dal record personale. L’oro è andato all’ungherese Hubert Kós in 1’54″24, l’argento allo spagnolo Hugo González de Oliveira, il bronzo al russo Mikhail Shcherbakov. Sesta Paola Borrelli nella finale dei 200 farfalla agli Europei di nuoto: la nuotatrice milanese ha chiuso in 2’08″23. Oro alla britannica Keanna Macinnes in 2’05″90, davanti alla danese Helena Bache alla spagnola Laura Cabanes Garzas.

L'articolo Europei nuoto, terzo oro per Quadarella: argenti amari per Ceccon, Pilato e le staffette. Italia seconda nel medagliere proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Livorno, il post Reggiana di mister Lucarelli: "Vogliamo andare avanti anche in Coppa"

Livorno, 16 agosto 2026 - Chi ben comincia è a metà dell'opera recita il famoso detto, l'augurio in questo caso è che la vecchia saggezza popolare si riveli esatta dal momento che il 3-1 rifilato dagli amaranto alla Reggiana in Coppa Italia fa ben sperare per l'imminente inizio di campionato.

Considerato però che siamo sempre ad agosto è bene tenere a freno l'entusiasmo nonostante l'ottima prestazione portata in campo dal Livorno in occasione del primo turno di Coppa Italia, per il momento quindi è meglio dire buona la prima in attesa di scoprire cosa la stagione 26-27 riserverà agli amaranto.

A commentare il match contro la Reggiana è stato ovviamente il tecnico labronico Cristiano Lucarelli, che nel post spartita ha spiegato: "Oggi siamo partiti molto bene, abbiamo trovato il vantaggio abbastanza presto ma proprio per questo abbiamo iniziato a gestire un po' troppo e abbiamo subito gol. Nel secondo tempo - ha proseguito il mister - abbiamo ripreso a giocare da Livorno e abbiamo fatto altri due gol".

Ciò che ha colpito un po' tutti confrontando la partita con quanto visto nel corso della passata stagione è stata l'ottima qualità di gioco espressa dagli amaranto ma anche l'atteggiamento della squadra, a tal proposito Lucarelli ha spiegato: "Alle mie squadre chiedo sempre di giocare più offensivo possibile. Deve essere la forza dell'avversario a costringerci a gestire, mai una scelta nostra".

E sebbene quella amaranto appaia ad oggi una rosa già alquanto competitiva il tecnico livornese ha spiegato come ci sia ancora qualche tassello da aggiungere per completare il puzzle.

"Dobbiamo decidere se prendere un sesto centrocampista o un altro attaccante. Abbiamo superato questo turno di Coppa Italia e anche questa competizione per noi è importante e vogliamo cercare di arrivare in fondo. Per farlo però servono 23 giocatori che siano da Livorno ma che ovviamente rispettino anche i parametri economici. Con la società restiamo vigili cercando di capire se ci siano delle opportunità ma prendere tanto per prendere - ha concluso Lucarelli - crea solo malumori in rosa".

  •  

Cristiano Ronaldo vicino al ritiro “Probabilmente sarà il mio ultimo anno nel calcio”

Cristiano Ronaldo vicino al ritiro “Probabilmente sarà il mio ultimo anno nel calcio”

ROMA (ITALPRESS) – Cristiano Ronaldo si prepara a chiudere uno dei capitoli più importanti della sua vita. Il fuoriclasse portoghese, oggi 41enne e capitano del Portogallo e dell’Al Nassr, ha annunciato che la prossima stagione potrebbe essere l’ultima della sua carriera da calciatore.Probabilmente questo sarà il mio ultimo anno nel calcio e voglio lasciare un’eredità straordinaria”, ha dichiarato Ronaldo in un’intervista rilasciata a ‘Vogue’.

Il portoghese ha già iniziato a immaginare la sua vita lontano dal campo e assicura di avere diversi progetti per riempire il vuoto lasciato dal calcio: “Ho già pianificato tutto il mio futuro. Ho così tante cose per tenermi occupato che è difficile indicarne soltanto una. Il calcio può lasciare un grande vuoto, quindi bisogna riempire il tempo in diversi modi, non con una sola attività”.

Tra i suoi programmi ci sono anche più viaggi e tanto padel, una delle sue grandi passioni: “Voglio anche divertirmi di più, viaggiare di più, vedere e giocare a padel, che mi piace molto, e continuare a godermi ciò che ho conquistato. Alla fine, sono stati 25 anni di grandi sacrifici”.

L’intervista è stata realizzata nei giorni del matrimonio con Georgina Rodriguez, celebrato la scorsa settimana nella loro casa di Cascais con una cerimonia riservata alla famiglia.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

  •  

Francesco Massini si candida alla presidenza dell’Aia: “La priorità è l’unità e la serenità degli arbitri”

Francesco Massini si candida alla presidenza dell’Aia: “La priorità è l’unità e la serenità degli arbitri”

ROMA (ITALPRESS) – Francesco Massini, attuale vicepresidente vicario dell’Associazione Italiana Arbitri, si candida alla presidenza dell’Aia, in vista delle elezioni che si terranno il prossimo 10 ottobre con l’assemblea generale.

“Le priorità sono l’unità e la serenità dell’Aia. Dopo un momento di grande difficoltà, dobbiamo continuare sulla strada di questa ritrovata serenità”, ha detto all’Italpress Massini che nei prossimi giorni annuncerà la squadra che lo accompagnerà nel processo elettorale.

Tra gli obiettivi del programma figurano autonomia economica, riforme regolamentari, professionalizzazione degli arbitri di vertice, centralità delle sezioni, oltre ad una governance che sia moderna, trasparente, partecipata e sempre più vicina agli Associati.

-Foto archivio sito aia-figc.it-
(ITALPRESS).

  •  

La pioggia sorprende piazza del Campo: il Palio di Siena rinviato di un giorno

Il Palio di Siena è stato rinviato a domani, 17 agosto. Un’improvvisa pioggia caduta su piazza del Campo ha imposto l’esposizione della bandiera verde, simbolo dell’annullamento della corsa prevista al tramonto di oggi, domenica. Anche altre volte il Palio è stato rinviato e il motivo è stato sempre lo stesso: acquazzoni che hanno reso precarie le condizioni della pista con rischi di tenuta del tufo steso in piazza del Campo e conseguenti pericoli per l’incolumità di cavalli e fantini. Oggi la pioggia ha cominciato intorno alle 14 – spiegano dal Comune – “rendendo impossibile lo svolgimento del Corteo Storico e della Carriera“. Lo stesso programma sarà replicato domani lunedì 17 agosto: Corteo Storico e Corsa si svolgeranno, sempre meteo permettendo, con i medesimi orari.

Alle 15 e alle 15,30 gli spari del mortaretto per il primo e secondo preavviso, quindi alle 16,10 l’inizio dello sgombero della pista per permettere alle 16,45 la sfilata del drappello dei Carabinieri a cavallo. Quindi alle 16,50 l’ingresso in piazza del Campo del Corteo Storico. Alle 19 l’uscita dei cavalli dal Cortile del Podestà per il Palio. Per il pubblico che vuole assistere alla corsa nel centro di piazza del Campo, dalle 16 alle 18 sarà possibile accedervi, fino alla capienza massima consentita, esclusivamente da via Dupré.

L'articolo La pioggia sorprende piazza del Campo: il Palio di Siena rinviato di un giorno proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Spidercam precipita da 20 metri durante la partita di calcio e sfiora un operatore

Si è sfiorata la tragedia durante l’amichevole di calcio tra Ungheria e Kazakistan. Durante la partita a Debrecen una telecamera è precipitata da circa 20 metri, sfiorando un operatore a bordo campo. La spidercam aveva iniziato a emettere fumo, mentre era sospesa sui cavi. L’incidente ha costretto l’arbitro a interrompere l’incontro per alcuni minuti.

L'articolo Spidercam precipita da 20 metri durante la partita di calcio e sfiora un operatore proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Atletica, Europei Birmingham: Riva argento nella maratona maschile, Italia seconda a squadre tra le donne

Atletica, Europei Birmingham: Riva argento nella maratona maschile, Italia seconda a squadre tra le donne

BIRMINGHAM (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – L’Italia è ancora protagonista nelle prove su strada a Birmingham, dove oggi si concludono gli Europei di atletica. Pietro Riva è medaglia d’argento nella maratona maschile, mentre il team azzurro è secondo nella prova a squadre femminile che combina i tempi delle tre migliori atlete per nazionalità.

Si tratta della diciottesima e della diciannovesima medaglia in questa edizione, con l’Italia sempre al comando del medagliere (8-6-5) davanti alla Gran Bretagna (7-5-2).

Per Riva, già argento nella mezza maratona e oro a squadre agli Europei di Roma 2024, decisiva una condotta di gara che lo ha mantenuto nel gruppetto di inseguitori del tedesco Amanal Petros, oro in 2h09’11, per poi effettuare l’azione decisiva nel momento giusto e chiudere secondo in 2h09’18. “Su strada mi trovo bene, perché c’è questa componente mentale nella quale lavoro tanto per essere vicino alla perfezione, oggi lo sono stato – conferma infatti il portacolori delle Fiamme Oro -. Non ho avuto paura a lasciar andare chi era davanti perché ero fiducioso di quello che stavo facendo”.

Il bronzo va all’israeliano Gashau Ayale in 2h09’21. Il secondo degli italiani è Ahmed Ouhda, diciottesimo in 2h11’45, mentre Daniele Meucci è 23° in 2h14’33 e Xavier Chevrier è 32° in 2h18’21. Si ritira tra il 10 e il 15° km l’altro azzurro Badr Jaafari. L’oro a squadre va a Israele, davanti a Germania (argento) e Francia (bronzo), con l’Italia quinta.

Gara a squadre che porta invece un argento nella prova femminile, dove la migliore delle azzurre è Rebecca Lonedo, sesta in 2h27’55 appena davanti a Sofiia Yaremchuk, settima in 2h28’02. Decisivo anche il 21° posto in 2h33’02 di Giovanna Epis, mentre Alessia Tuccitto è 31^ in 2h39’23.

L’Italia chiude dietro alla Gran Bretagna, oro, e davanti alla Spagna, bronzo. Nella gara individuale vince dominando la finlandese Alisa Vainio (2h22’26), davanti all’ungherese Lili Anna Vindics-Tóth (2h27’21) e alla britannica Abbie Donnelly (2h27’33).

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

  •  

Guardia di Finanza: le congratulaioni del Comandante Generale ad Andy Diaz

Livorno 16 agosto 2026 Il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Andrea De Gennaro, a nome di tutti i finanzieri, esprime le più vive congratulazioni al finanziere Andy Díaz Hernández per la straordinaria prestazione con la quale, ieri sera, a Birmingham, ha conquistato il titolo europeo nel salto triplo. Con la misura di …

L'articolo Guardia di Finanza: le congratulaioni del Comandante Generale ad Andy Diaz proviene da Livornopress.

  •  

Andy vola nel salto triplo ed è medaglia d’oro agli Europei

BIRMINGHAM - Andy vola in alto agli Europei  di atletica leggera. Gli azzurri, a Birmingham conquistano il successo nel salto triplo: Andy Diaz – cubano naturalizzato italiano, 31 anni, tesserato delle Fiamme Gialle – è campione d’Europa superando i 18 metri: per l’esattezza 18.15 che è nuovo record italiano e la quarta misura della storia di questa specialità. Diaz, già Continue Reading

L'articolo Andy vola nel salto triplo ed è medaglia d’oro agli Europei proviene da Telegranducato di Toscana.

  •  

Andy Diaz nella storia: vola 18,15 metri, oro europeo e nuovo record italiano

Livorno 16 agosto 2026 Andy Diaz, Livorno vola con lui: oro europeo e record italiano nel triplo C’è anche un importante pezzo di Livorno sul tetto d’Europa. Andy Diaz, livornese d’adozione e portacolori dell’Atletica Unicusano Libertas Livorno, ha conquistato a Birmingham la medaglia d’oro nel salto triplo, firmando una prestazione destinata a entrare nella storia …

L'articolo Andy Diaz nella storia: vola 18,15 metri, oro europeo e nuovo record italiano proviene da Livornopress.

  •  

Semifinali Serie A Gold: San Marino raddoppia, Parma pareggia

In allegato anche le foto di Ettore Giulianelli e Josè Colmenares del San Marino (credits PhotoBass/FIBS) e Yomel Rivera del Parma Clima (Corrado Benedetti/FIBS).

Semifinali Serie A Gold: San Marino raddoppia, Parma pareggia

I titani battono Bologna per 6-5, trascinati in battuta da Pieternella e grazie alla chiusura di Giovannelli. I ducali superano per 4-3 Macerata con la mazza di Garcia e la salvezza di Rivera

Il San Marino che raddoppia, il Parma Clima che rimette la serie in equilibrio, sull’1-1. Le semifinali della Serie A Gold, dopo due partite, propongono copioni diversi. I campioni d’Italia hanno bissato il successo di Gara 1 battendo la Unipol Bologna anche nel secondo atto, per 6-5; decisive le due valide, compreso un fuoricampo, con 3 RBI di Pieternella e la salvezza al debutto con i titani di Giulianelli. I ducali hanno invece superato per 4-3 la Hotsand Macerata grazie soprattutto alla mazza di Garcia, autore dell’home-run del sorpasso, e alla chiusura di Rivera, che ha stoppato la rimonta dei marchigiani.

IL RESOCONTO COMPLETO SUL SITO FIBS

Programma e risultati delle semifinali

Parma Clima-Hotsand Macerata 1-1

Gara 1: 4-8

Gara 2: 4-3

Gara 3: 18 agosto ore 21 a Macerata

Gara 4: 19 agosto ore 21 a Macerata

Gara 5: 20 agosto ore 21 a Macerata

Ev. Gara 6: 23 agosto ore 20.30 a Parma

Ev. Gara 7: 24 agosto ore 20.30 a Parma

San Marino-Unipol Bologna 2-0

Gara 1: 6-1

Gara 2: 6-5

Gara 3: 18 agosto ore 20 a Bologna

Gara 4: 19 agosto ore 20 a Bologna

Ev. Gara 5: 20 agosto ore 20 a Bologna

Ev. Gara 6: 23 agosto ore 20 a San Marino

Ev. Gara 7: 24 agosto ore 20 a San Marino

TUTTO SULLA SERIE A GOLD BASEBALL 2026

 

 

L'articolo Semifinali Serie A Gold: San Marino raddoppia, Parma pareggia proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Canottaggio – Italia quattro volte d’oro ai Mondiali Universitari: in Canada en plein con undici medaglie e il Trofeo FISU

 

Canottaggio – Italia quattro volte d’oro ai Mondiali Universitari: in Canada en plein con undici medaglie e il Trofeo FISU

LONDON (Canada), 15 agosto 2026 – Sorride l’Italia del Canottaggio al termine dei Mondiali Universitari. A London (Canada) sono undici le medaglie conquistate dagli undici equipaggi finalisti. Quattro gli ori firmati da otto maschile, quattro senza maschile, singolo femminile e due senza maschile. Due gli argenti arrivati grazie al quattro di coppia misto e al doppio femminile. Cinque i bronzi conquistati dall’otto femminile, dal singolo maschile, dal doppio maschile, dal quattro senza femminile e dal due senza femminile. Risultati di grande prestigio che valgono alla delegazione FIC-Federcusi la conquista del Trofeo FISU come nazione capace di totalizzare il maggior punteggio della competizione.

L’otto maschile domina la sua finale con un’azione autorevole e perentoria. Paolo Falossi, Filippo Angella, Valentino Perugini, Giovanni Acatrinei, Mattia Soldo, Luigi Tommaso Riccelli, Guglielmo Melegari e Giulio Zuccalà con al timone Ilaria Colombo. Ammiraglia in testa dalla prima all’ultima palata, con la Gran Bretagna e l’Olanda staccate al traguardo rispettivamente di 3.58 e 5.15. Gradino più alto del podio anche per il quattro senza maschile di Alessandro Timpanaro, Giuseppe Bellomo, Francesco Pallozzi e Simone Pappalepore, capace di fare la differenza negli ultimi 500 metri e di imporsi così sulla Gran Bretagna. Oro anche per la singolista Sara Borghi, capace di guadagnare ampio margine nel terzo parziale di gara e di ben difendersi nella parte finale di gara, chiusa con 45 centesimi di vantaggio sull’olandese Tijhuis. Il poker viene calato dal due senza maschile di Lorenzo Cracco e Leonardo Sostegni, bravi a prendere il comando dopo il primo quarto di gara senza farsi impensierire da Germania e Gran Bretagna.

Melissa Schincariol, Elena Sali, Sebastiano Renzi e Paolo Falossi conquistano l’argento con il quattro di coppia misto, preceduti al traguardo di due secondi e quattro decimi dalla Germania. Seconda posizione anche per il doppio femminile di Elena Sali e Melissa Schincariol, superate soltanto dalla Gran Bretagna, ma giunte davanti alla Germania per 52 centesimi.

Bronzo per il due senza femminile di Matilde Barison e Susanna Pedrola, in una finale vinta dall’Olanda davanti alla Gran Bretagna con le azzurre brave a contrastare il ritorno delle canadesi padrone di casa. Terzo Edoardo Rocchi sia in singolo, dove è autore di una prova di costanza lungo tutto il percorso, sia nel doppio maschile dove porta a termine una bella rimonta con Sebastiano Renzi. Grande soddisfazione anche per il quattro senza femminile di Sara Lisi, Sofia Ascalone, Giorgia Sciattella e Irene Gattiglia: sorpasso compiuto nelle ultime palate ai danni delle statunitensi, precedute di cinque centesimi. Bronzo anche per l’otto femminile di Alessandra Grasselli, Maria Lanciano, Benedetta Bonino, Aurora Spirito, Giulia Orefice, Lucrezia Monaci, Matilde Paoletti e Giulia Clerici, con al timone Martina Bonalumi.

Nelle foto (ph Canottaggio.org / Anthony Benoit): il quattro senza maschile; l’otto maschile; Sara Borghi; il due senza maschile

Risultati e Liste di partenza
Tabella riassuntiva azzurri

Mondiali Universitari: le voci dei protagonisti delle finali
Mondiali Universitari: i risultati delle finali

Galleria foto Finali 15/08 (ph Canottaggio.org / Anthony Benoit)

Speciale Mondiali Universitari – London

L'articolo Canottaggio – Italia quattro volte d’oro ai Mondiali Universitari: in Canada en plein con undici medaglie e il Trofeo FISU proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Livorno-Reggiana 3-1, le pagelle amaranto

Livorno, 15 agosto 2026 – Si apre con una vittoria la stagione 26-27 del Livorno grazie ad una prestazione molto molto convincente. Certo è ancora presto, è pur sempre calcio estivo ma se chi ben comincia è a metà dell'opera c'è da ben sperare. Gli amaranto giocano un buon calcio, pressano e creano tanto, ad esser fiscali forse da sistemare qualcosa in difesa ma la squadra di Lucarelli può veramente ambire a qualcosa di grande. Ecco le pagelle degli amaranto.

Martinez: 7.5 Sempre pronto a fare la sua parte, sorprenderlo è quasi impossibile solo la gran botta di Portanova è riuscito a superarlo.


Gentile: 6 Qualche errore in fase di impostazione per lui ma nel complesso una buona prestazione.

Bachini: 6.5 Anche lui fa buona guardia, fondamentale nelle mischie anche se a volte si fa un po’ sorprendere dalle incursioni avversarie.

Pittino: 7.5 Insuperabile, ottimo lavoro in fase di copertura fa valere il fisico con lui Cavaliere non ha avuto vita facile.

Regazzetti: 7 Fa un ottimo lavoro in difesa in coppia con Pittino e serve l’assist per il 3-1 di Mancini.

Arrigoni: 6.5 Si mette subito a disposizione di mister Lucarelli che lo incorona capitano, è lui a dettare il gioco amaranto.

Bacciardi: 8 E’ sua la prima rete della stagione amaranto, gol a parte dimostra di aver quel che serve per indossare la maglia amaranto. Dal 78’ Bonassi: s.v.

Malotti: 7 Dimostra grande qualità anche se a tratti un po’ troppo lezioso, con un pizzico di fortuna trova la rete del 2-1. Dal 66’ Malagrida: 6 Lotta e tenta qualche azione personale ma con scarsi risultati.

Peralta: 6.5 Buona partita, va vicino alla rete e viene spesso a legare il gioco contribuendo alla manovra amaranto. Dal 55’ Aramu: 6 Si vede molto poco, ma si sa che a giocatori del suo calibro basta un tocco.


Mawete: 6.5 Maturato rispetto alla scorsa stagione, dimostra maggior visione di gioco a far la differenza però è sempre la sua velocità. Dal 78’ Calabrò: s.v.

Di Carmine: 6.5 Anche a 37 anni si conferma una certezza, dà battaglia alla difesa avversaria e fa salire la squadra. Dal 66’ Mancini: 7.5 Il fisico è quello del 9 vero e il gol di testa all’esordio ne è la prova.

  •  

Livorno, esordio vincente in Coppa Italia: Reggiana battuta 3-1

Livorno, 15 agosto 2026 – Esordio stagionale di successo per il Livorno che supera il primo turno di Coppa Italia imponendosi per 3-1 contro la Reggiana dimostrando grande qualità e tanto carattere.

E’ un Livorno propositivo quello visto nel corso dei primi minuti di gioco contro la Reggiana, gli amaranto prendono subito in mano il gioco e al 6’ creano il primo pericolo per Furlan con la conclusione improvvisa da fuori area di Gentile. Risponde la Reggiana all’8’ con il colpo di testa di Sipos che termina al lato del palo.

Sono i tifosi amaranto però ad esultare per primi, al 14’ infatti dopo alcuni minuti di ottimo gioco è Bacciardi a portare in vantaggio il Livorno con un’insidiosa conclusione che manda in confusione Furlan. Livorno vicinissimo al raddoppio al 19’ con Peralta che dal limite dell’area tenta il tiro a giro colpendo il palo.

Sul più bello però al rientro dal cooling break del primo tempo il gioco viene interrotto a seguito dell’improvviso spegnimento dei riflettori. Dopo una pausa di circa 10 minuti l’arbitro dice che il gioco può riprendere nonostante il guasto ai riflettori non sia stato risolto.

Il gioco riprende lì dove si era fermato, con il Livorno molto più propositivo e pericoloso. Nonostante il predominio amaranto al 54’ il Ravenna trova il pareggio con un gran destro di Portanova che spacca la porta lasciando Martine con ben poco da fare. Il primo tempo fra Livorno e Reggiana termina 1-1.

Riparte forte il Livorno che nei primi minuti fa subito due squilli agli avversari con Peralta e Malotti. Nel secondo cala fisiologicamente il ritmo degli amaranto ne approfitta la Reggiana che inizia a presentarsi con sempre più frequenza dalle parti di Martinez che si fa trovare pronto.

Proprio nel momento migliore della Reggiana il Livorno riesce a trovare la rete del raddoppio, al 65’ dalla distanza Malotti calcia e trova la porta grazie ad una deviazione vincente. Arriva puntuale la risposta della Reggiana che al 66’ ancora una volta con Portanova costringe Martinez ad una gran parata. La partita si chiude all’80’ con il colpo di testa del nuovo acquisto Tommaso Mancini che si libera bene e trafigge Furlan segnando la rete del 3-1.

La Reggiana sfrutta gli ultimi 10 minuti di gioco per cercare di accorciare le distanze, ma anche in questo caso il Livorno ne esce a testa alta chiudendosi in difesa del suo portiere. Al Picchi fra Livorno e Reggiana termina 3-1 per gli amaranto.

  •  

Sofia Fiorini regina d’Europa: oro nella maratona di marcia e record del mondo

fiorni 18.04.2021 Atletica Libertas Runners Livorno

Livorno 15 agosto 2026 Sofia Fiorini regina d’Europa: oro nella maratona di marcia e record del mondo Impresa straordinaria per Sofia Fiorini, 21enne originaria di Bibbiena, che ai Campionati Europei di Atletica Leggera di Birmingham ha conquistato il titolo europeo nella maratona di marcia. L’atleta azzurra ha chiuso la gara con il tempo di 3h15’11”, …

L'articolo Sofia Fiorini regina d’Europa: oro nella maratona di marcia e record del mondo proviene da Livornopress.

  •  

Coppa Italia Serie C, Livorno-Reggiana: Il racconto in diretta della partita

Livorno, 15 agosto 2026 – Stasera i riflettori dello Stadio Armando Picchi di Livorno tornano ad accendersi per illuminare il cammino della nuova stagione sportiva amaranto.
Di fronte ai padroni di casa, ci sarà la Reggiana guidata da Attilio Tesser.
Gli emiliani, appena retrocessi dalla Serie B, sono tra i favoriti per la vittoria della Coppa Italia e la promozione.
Il fischio d’inizio è fissato per le ore 21:00.
Per seguire il racconto in diretta della partita, copia e incolla il seguente link: https://toscana.news-24.it/2026/08/15/coppa-italia-serie-c-livorno-reggiana-il-racconto-in-diretta-della-partita/

  •  

Sofia Fiorini, oro e record del mondo per Livorno agli europei di Birmingham

Birmingham, 15 agosto 2026 – Oro e record mondiale agli europei di atletica di Birmingham in Inghilterra nella marcia sulla distanza di 42 chilometri per la bibbienese adottata livornese Sofia Fiorini, 21 anni. Giovanissima e promettente talento, si conferma come una delle campionesse della marcia mondiale. Si allena da anni a Milano con il maestro Alessandro Gandellini e fa parte della Libertas Unicusano Livorno. Per Livorno e tutta la Toscana una data e una vittoria da ricordare. Gara dominata dal primo metro, Sofia abbatte di addirittura nove minuti, con un tempo straordinario, il precedente record.

  •  

Livorno, dalla Juve NG arriva Tommaso Mancini: punta classe 2004

Livorno, 15 agosto 2026 – Il Livorno punta su un giovane per rinforzare il reparto offensivo, Tommaso Mancini. L’attaccante classe 2004 arriva in amaranto dopo l’ultima stagione disputata con la maglia della Virtus Verona, nel girone A di Serie C.

Cresciuto nel settore giovanile della Juventus, il centravanti ha costruito il proprio percorso tra campionati giovanili e calcio professionistico, mettendosi in evidenza soprattutto nel campionato Primavera 1, dove ha collezionato 41 presenze, realizzando 13 reti e fornendo 5 assist, mentre in Primavera 2 ha segnato 10 gol in appena 13 partite.

Nel corso della sua carriera ha inoltre maturato esperienza in Serie B, in Serie C e nella UEFA Youth League, totalizzando complessivamente 136 presenze, 29 gol e 7 assist. Nell’ultima stagione alla Virtus Verona ha disputato 30 partite nel campionato di Serie C.

  •  

Giovani dalla Terra Santa a San Marino: il calcio diventa un linguaggio di pace

Giovani dalla Terra Santa a San Marino: il calcio diventa un linguaggio di pace

La Repubblica di San Marino si prepara a ospitare “Un Calcio per la Pace”, una manifestazione internazionale che si terrà dal 23 al 28 agosto 2026 promossa e organizzata da UPF San Marino in collaborazione con UPF Israel.

Protagonisti di questa iniziativa saranno diciotto giovani, di età compresa tra i tredici e i quattordici anni, provenienti dalle comunità ebraica, musulmana e cristiana. Saranno accompagnati da un team di educatori, allenatori e responsabili, che avranno il compito di seguire e coordinare i ragazzi durante l’intero evento.

L’iniziativa si propone di offrire ai partecipanti occasioni di dialogo, pratiche di rispetto reciproco e la costruzione di rapporti destinati a durare nel tempo attraverso il linguaggio universale dello sport e in particolare del calcio.

Il calendario delle attività comprende sessioni di allenamento e partite amichevoli, che offriranno l’occasione di confrontarsi sul campo in uno spirito di sana competizione e fair play. Il programma prevede, inoltre, incontri istituzionali, attività di formazione, percorsi culturali, momenti ricreativi e occasioni di condivisione con i coetanei sammarinesi.

Il primo impegno ufficiale è in programma per lunedì 24 agosto, quando la delegazione sarà ricevuta dai rappresentanti della Federazione Sammarinese Giuoco Calcio (FSGC) presso la Casa del Calcio. Al termine dell’incontro i ragazzi scenderanno in campo per la prima sessione di preparazione atletica della settimana.

Un altro evento istituzionale si terrà martedì 25 agosto alle ore 14:00 quando i giovani saranno ricevuti da esponenti della Segreteria di Stato per l’Industria e lo Sport presso la Parva Domus.

“Con Un Calcio per la Pace, desideriamo offrire ai giovani un’autentica esperienza di amicizia e fiducia”, afferma Giorgio Gasperoni, Presidente di UPF San Marino. “Non sosteniamo che una singola partita di calcio possa risolvere conflitti complessi. Tuttavia, crediamo fermamente che ogni autentica relazione costruita tra giovani rappresenti un seme prezioso. Prima che la pace possa diventare un accordo, deve innanzitutto essere un’esperienza umana”.

Il progetto s’inserisce in un contesto internazionale più ampio, nel quale il calcio giovanile è sempre più riconosciuto come uno strumento prezioso per il dialogo e la riconciliazione. Recenti iniziative nel calcio internazionale rafforzano una profonda convinzione: lo sport può aprire porte all’incontro laddove la politica e la diplomazia tradizionali spesso incontrano ostacoli significativi.

La manifestazione vuole inoltre valorizzare San Marino come luogo d’incontro, dialogo e responsabilità internazionale, offrendo ai giovani partecipanti un ambiente sicuro e accogliente in cui sperimentare collaborazione, rispetto reciproco e una rinnovata speranza per il futuro.

San Marino, con la sua lunga storia, la tradizione di neutralità e la sua vocazione all’ospitalità, rappresenta un contesto particolarmente significativo per un progetto di questo tipo. In un periodo segnato da conflitti, paure e divisioni, l’iniziativa vuole trasmettere un messaggio semplice ma essenziale: la pace non si costruisce soltanto attorno ai tavoli delle trattative diplomatiche, ma anche attraverso incontri quotidiani, gesti di fiducia, esperienze condivise e la capacità di riconoscere nell’altro non un avversario, ma un essere umano con cui condividere un percorso.

La manifestazione è promossa e organizzata da UPF San Marino, in congiunta iniziativa con UPF Israel, con il patrocinio della Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, della Segreteria di Stato per il Turismo e della Segreteria di Stato per l’Industria e lo Sport, in collaborazione con la Federazione Sammarinese Giuoco Calcio (FSGC) per gli aspetti sportivi e tecnici del programma, e con il coinvolgimento dei partner istituzionali e operativi che sostengono l’iniziativa.

Per informazioni contattare UPF San Marino – Universal Peace Federation – Giorgio Gasperoni

Email: giorgiogasperoni@gmail.com

 

L'articolo Giovani dalla Terra Santa a San Marino: il calcio diventa un linguaggio di pace proviene da politicamentecorretto.com.

  •  

Ippodromo Federico Caprilli: venerdì 14 agosto l’edizione numero 81 della Coppa del Mare

Siamo finalmente arrivati alla serata più attesa all’ippodromo Caprilli, quella Coppa del Mare giunta all’edizione numero 81. La serata avrà inizio alle 20:38 con 6 corse in programma.

L’81^ Coppa del Mare sarà la 5^ corsa in programma con partenza alle 22:45
Da quest’anno la corsa è stata promossa a Super Handicap con una dotazione complessiva di 44.000 Euro ed è stata scelta come TTQ nazionale. In un comunicato a parte gli 8 partenti sono presentati uno a uno e qui sintetizziamo il pronostico. Lo scorso anno la Alma Racing di Max Allegri realizzò una storica doppietta conquistando i primi due posto nella Coppa del Mare. Il vincitore, Strong Alpha, si è presentato anche quest’anno in forma smagliante e che è imbattuto nelle quattro corse disputate sulla pista.
Vola Gesso arriva a questa corsa sulle ali di una forma in crescita. Cleone Jet affronta per la prima volta la pista ma le prestazioni lo segnalano in forte miglioramento.

Il Premio Regione Toscana è un handicap di classe 4 per i 3 anni sui 1.350 metri
Al proprietario una coppa offerta dalla presidenza della Regione Toscana. Well Again ha vinto facile ma adesso la categoria è diversa e il peso impegnativo. Sta correndo bene Benvoluta (ancora maiden in carriera) mentre scende di categoria Principote.

Non poteva mancare in questa giornata una corsa dedicata a Federico Caprilli, il livornese che ha rivoluzionato l’equitazione inventando il sistema di monta naturale. È un handicap di classe 4 per i 3 anni sui 1.950 metri nel quale sembra avere una ghiotta occasione Wait for End, ben messo al peso. Insiena e Zafferano sono reduci da affermazione e pronti a replicare. L’oggetto misterioso di questa corsa porta il nome di Genuine Warrior.

La nota internazionale è data dal Premio Fegentri World Championship Ladies un handicap di classe 1 per i 4 anni e oltre sui 1.950 metri. Alla corsa partecipano quattro amazzoni estere: Lize Ghys Dieteren (Belgio), Nora Cronauer (Germania), Earine Dubourg (Francia) e Sophie O’Brien (Stati Uniti). Per l’Italia parteciperà Francesca Cecchini che ha vinto due corse all’estero nell’ambito di questo campionato internazionale.

Il 15 agosto 1894 è la data dell’inaugurazione dell’Ippodromo dell’Ardenza dedicato, poi, a Federico Caprilli dal 1937. Buona occasione per Tenace nonostante il peso. Mezzombra Curaro e Light le alternative.

Quante edizioni della Coppa del Mare avrà commentato Giampiero Celati? Davvero tante, con il suo stile unico e inconfondibile e lo ricordiamo con questa corsa nella quale Meran è il cavallo da battere. Goldrain ha vinto facile all’ultima e può replicare mentre Thanatos è reduce da due prestazioni contrastanti e prova ad allungare la distanza.

  •  

Addio a Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito

ROMA – Si è spento a Roma, dopo una lunga malattia, Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito e figura di riferimento per il settore dell’autotrasporto italiano. La sua attività sindacale e associativa ha accompagnato per decenni l’evoluzione di un comparto strategico per l’economia nazionale, spesso impegnato a confrontarsi con criticità strutturali, squilibri nei rapporti di mercato e carenze infrastrutturali.

Tra i temi che hanno caratterizzato il suo impegno figurano il ruolo della committenza, l’efficacia degli interventi pubblici destinati al settore e le condizioni operative degli autotrasportatori. Questioni che Longo ha affrontato con continuità, sostenendo le ragioni di un tessuto imprenditoriale composto in larga parte da piccole aziende e operatori indipendenti, per i quali la sostenibilità economica dell’attività è spesso rimasta una sfida quotidiana.

Il percorso professionale di Longo si interrompe dopo anni segnati dalla malattia, affrontata senza rinunciare alla partecipazione attiva alla vita associativa e al confronto sulle prospettive del comparto. Un impegno che lo ha accompagnato fino agli ultimi mesi, nonostante le crescenti difficoltà fisiche.

Nato a Latina il 10 settembre 1962, inizialmente promettente nel calcio dilettantistico, Longo si era progressivamente avvicinato al mondo dell’autotrasporto fino a diventarne uno dei maggiori esperti e rappresentanti. Tra le iniziative più significative della sua carriera si ricordano le battaglie sindacali condotte alla guida di Fita-Cna, comprese le mobilitazioni nazionali della categoria.

Nel 2008 aveva fondato Trasportounito insieme a Franco Pensiero, storico presidente e amico personale. L’obiettivo era dare vita a un’organizzazione interamente dedicata alla tutela delle imprese dell’autotrasporto, in un contesto in cui, secondo la visione sostenuta dal sindacato, il peso strategico del settore per il sistema produttivo nazionale non aveva trovato un adeguato riconoscimento istituzionale ed economico.

Nel corso degli anni Trasportounito ha più volte richiamato l’attenzione sulle dinamiche contrattuali tra vettori e committenti, denunciando la persistente asimmetria nei rapporti di forza e sostenendo la necessità di interventi capaci di favorire un riequilibrio strutturale del mercato.

La lunga malattia non ha però allontanato Longo dai tavoli di confronto. Presente nei dibattiti sul futuro dell’autotrasporto, spesso anche in posizioni differenti rispetto ad altre organizzazioni di rappresentanza, ha continuato a portare avanti le proprie convinzioni con determinazione. Una presenza costante, caratterizzata da una forte capacità di analisi e da una profonda conoscenza delle problematiche del settore.

Per molti operatori e osservatori del comparto, Maurizio Longo ha rappresentato una delle figure più riconoscibili dell’autotrasporto italiano. La sua scomparsa lascia un vuoto in un settore che lo ha visto protagonista per gran parte della sua vita professionale, sempre impegnato nella difesa delle imprese e nel riconoscimento del loro ruolo all’interno della filiera economica del Paese.

L'articolo Addio a Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito proviene da Corriere Marittimo.

  •  

Accordo ANCIP-Sapienza per formazione su regolazione dei trasporti e del mercato portuale

ROMA – Rafforzare il collegamento tra mondo accademico e sistema portuale per sviluppare competenze specialistiche sui temi della concorrenza, della regolazione economica e dei trasporti. È questo l’obiettivo della convenzione sottoscritta tra l’Associazione Nazionale Compagnie Imprese Portuali (ANCIP) e il Dipartimento di Studi giuridici ed economici dell’Università Sapienza di Roma, che avvia una collaborazione nell’ambito del Master universitario di II livello in “Concorrenza e Regolazione dei Mercati – CORE”.

L’intesa si inserisce in un contesto caratterizzato dalla crescente complessità dei mercati regolati e dall’evoluzione del quadro normativo che interessa infrastrutture strategiche come porti, logistica e trasporti. In questo scenario, la formazione di figure professionali capaci di coniugare competenze giuridiche, economiche e operative assume un ruolo sempre più rilevante per accompagnare i processi di trasformazione del settore.

La collaborazione vedrà ANCIP impegnata nelle attività didattiche e scientifiche dedicate alla regolazione dei trasporti e del mercato portuale attraverso seminari, testimonianze professionali, progetti di ricerca e occasioni di confronto tra studenti, imprese, istituzioni e mondo accademico. Un contributo che punta a trasferire nell’ambito universitario l’esperienza maturata dagli operatori portuali sui temi dell’organizzazione del lavoro, della concorrenza e dell’accesso alle infrastrutture.

Particolare attenzione sarà dedicata al modulo di Regolazione dei Trasporti del Master CORE, diretto dal professor Alessandro Zampone, ordinario di Diritto della navigazione e dei trasporti presso la Sapienza e vicedirettore del corso. Il Master è invece diretto dal professor Angelo Castaldo, associato di Scienza delle Finanze.

L’accordo prevede inoltre l’ingresso di ANCIP nel Comitato di indirizzo allargato del Master, con l’obiettivo di contribuire all’aggiornamento dell’offerta formativa e di rafforzare il raccordo tra ricerca universitaria e fabbisogni professionali del settore. Al centro dell’iniziativa vi sono i temi della regolazione del mercato portuale, della concorrenza tra operatori, dell’efficienza dei servizi e della tutela del lavoro, aspetti che assumono un peso crescente in una fase di forte sviluppo delle catene logistiche e delle reti intermodali.

«L’accordo con ANCIP rappresenta un passaggio particolarmente significativo per il Master CORE, perché rafforza il dialogo tra formazione universitaria, ricerca ed esperienza concreta degli operatori del settore portuale. La collaborazione offrirà agli studenti strumenti preziosi per comprendere le nuove sfide della regolazione dei trasporti e dei porti, conciliando concorrenza, efficienza, innovazione, qualità dei servizi e tutela del lavoro. Sono inoltre particolarmente lieto di poter riflettere con Gaudenzio Parenti, la cui competenza e conoscenza diretta del sistema portuale renderanno questo confronto ancora più ricco e stimolante», dichiara il professor Angelo Castaldo, direttore del Master CORE.

Per il mondo accademico, la collaborazione rappresenta anche l’opportunità di approfondire le dinamiche che interessano il sistema portuale italiano, sempre più centrale nelle strategie nazionali ed europee per la competitività logistica e la sostenibilità delle catene di approvvigionamento.

«Sono molto grato al direttore generale, Gaudenzio Parenti, per avere come noi fortemente creduto nella collaborazione tra ANCIP e Sapienza. La stipula della convenzione, infatti, qualifica e impreziosisce la già ricca offerta formativa del Master CORE e, in particolare, del Modulo Regolazione dei Trasporti che coordino. Sono certo che tale collaborazione consentirà agli studenti di godere di uno sguardo privilegiato sul settore delle infrastrutture portuali, nodi essenziali delle catene logistiche e produttive e delle reti intermodali. Il filo diretto con ANCIP, in particolare, consentirà di approfondire le delicate questioni dell’accesso alla infrastruttura e alle attività portuali e di verificare progressivamente il grado di integrazione fra le categorie del lavoro, l’impresa, le attività marittime in senso ampio, le attività di regolazione, il contesto sociale che si riferisce alla dimensione portuale e con la quale interagisce», dichiara il professor Alessandro Zampone.

Per ANCIP, l’intesa costituisce un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione delle competenze e del confronto con il mondo della ricerca, in un momento in cui il settore portuale è chiamato a confrontarsi con sfide che spaziano dalla digitalizzazione alla sostenibilità ambientale, fino alla revisione degli assetti regolatori e organizzativi.

«Questa convenzione rappresenta per ANCIP un motivo di grande orgoglio», dichiara il direttore generale Gaudenzio Parenti, che entrerà a far parte del Comitato di indirizzo allargato del Master. «La Sapienza è un punto di riferimento assoluto nel panorama accademico nazionale e internazionale. Per me l’accordo assume anche un particolare valore personale: vi ho conseguito due lauree e ho avuto la fortuna e l’onore di avere come professore proprio Angelo Castaldo. Con il professor Alessandro Zampone condivido, oltre alla profonda stima professionale, la passione per la portualità e un costante confronto sulle principali questioni giuridiche, economiche e regolatorie del settore. Ringrazio entrambi per l’attenzione riservata ad ANCIP. Crediamo concretamente nell’importanza della regolazione dei trasporti e del mercato portuale. Il confronto tra conoscenza scientifica ed esperienza operativa è fondamentale per elaborare soluzioni normative realmente applicabili, capaci di accompagnare l’evoluzione dei porti salvaguardando i principi e gli equilibri del nostro sistema», conclude Parenti.

L'articolo Accordo ANCIP-Sapienza per formazione su regolazione dei trasporti e del mercato portuale proviene da Corriere Marittimo.

  •  

Il fischio della fine

P eriferia di Gerusalemme Est, febbraio 2041. Il presidente della FIFA Gianni Infantino, in occasione dei festeggiamenti per il venticinquesimo anno del suo mandato, inaugura commosso il Memoriale della Pace eterna e duratura: una statua dorata di Donald Trump in stile Colosso di Nerone che, allargando le braccia, accoglie simbolicamente il pubblico nello stadio da 65.000 posti costato 7 miliardi di dollari. Un’oasi in un territorio quasi del tutto desertificato, costruita direttamente con i soldi della FIFA World Bank ‒ un ente di credito per club e società sportive che non fa capo ad alcuna autorità nazionale sovrana ‒ per ospitare l’edizione del mondiale di calcio del 2052, assegnata a quello che viene ormai universalmente riconosciuto come Stato di Israele, esteso da Beirut a Ramallah. Voluto dalla FIFA “a eterna memoria delle vittime collaterali del processo israeliano di raggiungimento della pace in Medio Oriente”, anche lo stadio è intitolato a Trump, 45°, 47°, 48° e 50° presidente degli Stati Uniti d’America, morto da poco più di un anno.

La folla dei presenti si riunisce all’esterno di un edificio imponente, la cui costruzione, durata soltanto dieci mesi, ha provocato la morte di oltre duecento operai, causata da “imperizie dei singoli nell’attendere alle norme di sicurezza previste dai protocolli”, tutti lavoratori migranti importati per l’occasione con visti speciali da Paesi con manodopera a basso costo. Infantino, dopo aver svelato la statua, è entusiasta di annunciare i nuovi regolamenti per le partite di calcio che la FIFA sperimenterà durante quella edizione del mondiale: è abolito il fuorigioco; è vietato il retropassaggio, pena l’ammonizione; la distanza massima tra il primo e l’ultimo giocatore di movimento della stessa squadra può essere al massimo di 35 metri, pena un calcio di punizione indiretto; è introdotto il tempo effettivo nello svolgimento del gioco; è abolito il calcio di rigore, sostituito da un calcio di punizione diretto anche dentro l’area.

L’arbitrò potrà finalmente essere sostituito da un sistema intelligente di controllo della buona condotta del calciatore e dell’adattamento alle norme previste dal nuovo regolamento – margine di errore stimato all’1.7%, in linea con le medie umane ma con un sostanziale risparmio economico nonché con l’impossibilità per i giocatori di protestare con alcun chi per eventuali errori. Divieto assoluto per i giocatori di interrompere o sospendere il gioco, pena la radiazione da ogni campionato.

La sicurezza negli impianti sportivi sarà appaltata a un’azienda privata qatariota che produce cani robot, steward, camerieri e inservienti robot, droni, rilevatori biometrici di sicurezza. Le persone che andranno allo stadio avranno maxischermi a ogni angolo dello stadio, minischermi su ogni seggiolino, device e visori personalizzati, così tanti elementi di intrattenimento e distrazione che seguire la partita sarà pressoché impossibile.

I campionati mondiali sono “la più potente macchina mitologica dell’industria culturale” e il calcio, in quanto strumento privilegiato della contemporanea industria dell’intrattenimento, non fa che riflettere i paradigmi e le infrastrutture dell’economia che lo produce.
Le gare, che si potranno giocare soltanto in notturna a causa delle temperature elevate, saranno visibili da casa solo in differita e in modalità smart: allo spettatore sarà consentito saltare ogni momento morto della partita, evitando a proprio piacere le rimesse dal fondo, le rimesse laterali, la preparazione di un calcio di punizione, le sostituzioni, i fraseggi nella propria metà campo, le corse all’indietro e le azioni inconcludenti. In occasione di ogni gol lo spettatore potrà scegliere se guardarlo dal punto di vista di chi segna, del portiere avversario o di un qualsiasi altro giocatore, grazie alle bodycam applicate su ognuno. Chi possiederà DAZN Gold avrà accesso a queste funzioni gratis, per gli abbonati Premium e Standard ogni 5 skip partirà una pubblicità di 10 secondi di uno dei partner economici del mondiale. La totalità della visione della partita è finalmente abolita.

Questa visione allucinata di un possibile mondiale del futuro ricalca il paradigma interpretativo di Luca Pisapia nel suo ultimo saggio Il calcio è potere (2026). Per Pisapia il calcio è “il più efficace linguaggio universale in grado di raccontare attraverso il mito come si sono evolute le relazioni materiali tra gli esseri umani nel corso degli ultimi centocinquant’anni di storia” e i campionati mondiali sono “la più potente macchina mitologica dell’industria culturale”. Lo scopo della produzione di queste mitologie è permettere al capitalismo di esercitare la propria egemonia in ogni fase dello sviluppo del calcio. Come emerge anche dal suo saggio precedente, Fare gol non serve a niente (2024), il calcio, in quanto strumento privilegiato della contemporanea industria dell’intrattenimento, non fa che riflettere i paradigmi e le infrastrutture dell’economia che lo produce.

Nel suo ultimo lavoro, Pisapia racconta la storia dei mondiali di calcio attraverso tre principali categorie interpretative: 1) il collegamento tra la storia, o per meglio dire le narrazioni, del calcio e la produzione di miti secondo le interpretazioni di Furio Jesi e Roland Barthes, ovvero del mito come radice della cultura di destra, una macchina linguistica che lavora attraverso luoghi comuni, stereotipi e frasi fatte che rimuovono la dimensione materiale dei rapporti economici e sociali tra gli individui, nonché del mito come puro linguaggio, “impossibile da storicizzare e privo di ogni verità”; 2) l’analisi del tardo capitalismo secondo la lettura critica di Marx, dei marxisti e dei critici del postmodernismo; 3) l’idea che la corruzione, nel tardo capitalismo, sia la norma, l’orizzonte di senso che regola i rapporti di potere tra istituzioni calcistiche e istituzioni politiche.

Il saggio ripercorre lo svolgersi delle edizioni dalla prima del 1930 in Uruguay all’ultima negli Sati Uniti contestualizzando ogni edizione nella sua cornice storica, economica e politica. Sono molti i casi concreti citati da Pisapia a dimostrazione della creazione di questa macchina mitologica: dal falso racconto di Meazza che calcia un rigore decisivo tenendosi con una mano i pantaloncini calanti come simbolo dell’eroismo fascista, alla finta idea di una nazionale francese “postcoloniale” che vince i mondiali con una rosa piena di giocatori neri, immigrati di prima o seconda generazione ‒ mito che si racconta oggi come sessant’anni fa. I miti si incarnano sia nei collettivi sia nei singoli e ogni celebrazione prevede anche un’espulsione, un rimosso della coscienza e un’emarginazione dal sistema: nella storia dei miti del calcio coesistono Beckham, il divo conosciuto in tutto il mondo più per il gossip dei tabloid che per le sue prestazioni, e Maradona, il fenomeno che si oppose alla corruzione della FIFA e sostenne apertamente Che Guevara e Fidel Castro e per questo fu punito dai vertici del calcio tramite una squalifica per uso di cocaina; i connazionali Garrincha, il brasiliano bianco dissoluto che antepone i vizi e l’autosabotaggio al successo, e Pelè, “un house negro nella definizione di Malcolm X”, che accetta di diventare il portavoce delle peggiori dittature.

La FIFA ha prestato volentieri il fianco alla più becera propaganda di governi di ogni tipo per aumentare il loro prestigio, favorendo la buona riuscita della manifestazione o semplicemente amplificando la macchina mitologica che tiene in piedi non soltanto il calcio, ma anche i governi stessi.
In questo vortice di corruzione, tardocapitalismo e miti di destra, la FIFA, formalmente un’organizzazione senza fini di lucro secondo il diritto svizzero, che genera tuttavia bilanci e flussi di denaro miliardari, non può che essere un’organizzazione asservita alle peggiori dittature. Pisapia dimostra come fin dai mondiali assegnati nel 1934 all’Italia di Mussolini ‒ e vinti proprio dall’Italia grazie a palesi favoritismi ‒ la FIFA abbia prestato volentieri il fianco alla più becera propaganda di governi di ogni tipo per aumentare il loro prestigio, favorendo la buona riuscita della manifestazione o semplicemente amplificando la macchina mitologica che tiene in piedi non soltanto il calcio, ma anche i governi stessi.

È stato il caso delle dittature sudamericane nel corso del Novecento ed è quello più recente dei rapporti sempre più stretti tra Infantino, Trump e i dittatori affaristi del petrolio degli Emirati Arabi, dell’Arabia Saudita e del Qatar. A Donald Trump è stato assegnato nel 2025 un non meglio identificato FIFA Peace Prize ‒ poco dopo non aver ricevuto il Nobel ‒ e gli è stata addirittura donata la versione originale del trofeo del mondiale per club, giocato nello stesso anno negli Stati Uniti e vinto dal Chelsea. Alla fine dei mondiali del 2026 Trump ha voluto affiancare Infantino nella consegna della coppa ai vincitori, contro un protocollo secondo cui è solo il presidente della FIFA a consegnarla, infranto rarissime volte nella storia e sempre da dittatori.

Nelle precedenti due edizioni hanno ospitato il Mondiale Paesi come la Russia (2018) o il Qatar (2022): l’assegnazione di un evento così importante è lo strumento per garantire prestigio e riconoscimento ai governi, nonché per favorire l’ingresso di capitali e investimenti esteri nel Paese ospitante. A maggior ragione, quindi, la storia delle relazioni tra FIFA e governi è anche la storia della progressiva perdita di centralità dell’Europa, sia come centro di produzione calcistico sia come potenza politica ed economica. Se cento anni fa le nazionali europee dominavano le partite di calcio nel numero di partecipanti e nei risultati, oggi sono tanto marginali sul campo quanto lo sono i loro governi nei tavoli di negoziazione delle principali questioni internazionali. Il calcio si conferma il riflesso dei poteri che governano la società contemporanea.

Il calcio è potere è la prosecuzione coerente di Fare gol non serve a niente. Pisapia incornicia il suo nuovo saggio in un quadro teorico ben riconoscibile, che aveva permesso all’autore di strutturare anche la sua analisi del rapporto tra le forme del gioco e le forme dei flussi del capitale dalla seconda metà dell’Ottocento a oggi, quando siamo arrivati al paradosso per cui le quattro principali squadre rivali del campionato saudita, ad esempio, sono riconducibili alla stessa proprietà, in un mondo in cui i flussi di capitale sono impalpabili, inafferrabili e vorticosi e pochi imprenditori e fondi finanziari gestiscono l’economia globale. Pisapia riusa il proprio materiale in modo coerente, cita storie, teorie e aneddoti contenuti nei suoi libri precedenti per tracciare una linea di continuità tra i diversi elementi della sua riflessione teorica. Si tratta di una riflessione articolata e ricca di citazioni di pensatori che difficilmente si penserebbero associati a una riflessione sullo sport ‒ tra cui i filosofi della Scuola di Francoforte, Frederic Jameson, Guy Debord, Edward Said, Walter Benjamin, Jean Baudrillard e bell hooks , inseriti nel discorso in maniera coerente non tanto per analizzare il fatto sportivo in sé, quanto per sostenere la riflessione culturale più ampia che sta dietro al libro.

Il merito principale del lavoro di Pisapia è dare profondità teorica all’analisi dello sport, demitizzando il calcio come evento e approfondendo le sue strutture economiche. La storia dei mondiali diventa quindi uno degli epifenomeni di un secolo di storia dell’economia politica e di storia della cultura. La prosa di Pisapia va anche in cerca di soluzioni letterarie, di un bel ritmo, dell’affabulazione del lettore, e per questo non mancano riferimenti più direttamente giornalistici e letterari, come nel caso dei brani meravigliosi di Splendori e miserie del gioco del calcio (1995) del giornalista uruguaiano Eduardo Galeano o delle citazioni di James Ballard e di Jeff VanderMeer che scandiscono le fasi della storia che Pisapia racconta.

Il merito principale del lavoro di Pisapia è dare profondità teorica all’analisi dello sport, demitizzando il calcio come evento e approfondendo le sue strutture economiche. La storia dei mondiali diventa quindi uno degli epifenomeni di un secolo di storia dell’economia politica e di storia della cultura.
In questa operazione risiede, a mio parere, uno scarto rispetto alle tendenze di chi prova a “elevare” lo sport associandolo alla letteratura, all’arte, allo studio della società e del costume. Si dice spesso, per dare valore e credito sociale allo sport, che esso sia pari all’arte, che il gesto tecnico sia un gesto artistico. Così facendo si rischia, dal mio punto di vista, di riprodurre nello sport gli stessi meccanismi di estrazione del valore che regolano l’arte contemporanea. Pisapia si impegna, invece, nell’operazione opposta, ovvero il tentativo di svelare e possibilmente rimuovere dalla contemplazione del gesto tecnico ‒ a cui mai i tifosi dovrebbero rinunciare ‒ ogni possibile sovrastruttura che permette al calcio di essere feticcio del potere politico e economico. Nell’intento di Pisapia, credo, mentre guardiamo una partita e vediamo muoversi il pallone devono comparirci davanti agli occhi i flussi di soldi che qualche società fantasma con sede in paradisi fiscali sta muovendo per ingrassare le casse di imprenditori e affaristi. Non per impedirci di esultare quando la nostra squadra farà gol, ma perché, proprio a partire dal disvelamento e dal sospetto, si possano gettare le basi per una nuova struttura nel calcio.

L'articolo Il fischio della fine proviene da Il Tascabile.

  •  

Aurelio e Luigi De Laurentiis indagati per bancarotta, l’inchiesta sulla cessione del portiere Caprile tra Bari e Napoli

È ancora una volta il calciomercato a mettere nei guai il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. L’imprenditore e il figlio Luigi sono indagati dalla Procura di Bari per bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali in merito all’operazione che, nell’estate del 2023, portò al trasferimento del calciatore Elia Caprile dal Bari al Napoli. Stando alle accuse dei pubblici ministeri baresi l’operazione di cessione del portiere dal Bari al Napoli nel 2023, due società entrambe di proprietà della Filmauro spa, società della famiglia De Laurentiis, avrebbe provocato un ingiusto profitto nei confronti del Napoli.

Si tratta di una tesi nota ma difficilmente dimostrabile in sede giudiziaria. Secondo gli inquirenti nel giro di due anni il Napoli realizzò una plusvalenza di circa 7 milioni di euro: nel bilancio di esercizio del 2024 della Ssc Bari infatti non sarebbero evidenziati i criteri adottati per la determinazione del corrispettivo e la valutazione del potenziale valore futuro del calciatore, ceduto per 2,2 milioni di euro dalla società pugliese a quella campana. Il Napoli poi cedette Caprile al Cagliari per 8 milioni di euro: per la Procura quella plusvalenza sarebbe riconducibile a un percorso di valorizzazione sportiva che avrebbe potuto porre in essere il Bari.

Quanto all’ipotesi di bancarotta fraudolenta, per gli inquirenti il valore di 2,2 milioni di euro con cui Caprile fu ceduto dal Bari al Napoli non risponderebbe al valore effettivo dell’asset e, dunque, la mancata plusvalenza maturata dal Bari avrebbe causato un danno al patrimonio della società pugliese guida da Luigi De Laurentiis. L’inchiesta ha portato a perquisizioni nelle sedi delle due società da parte della finanza: i destinatari delle perquisizioni per questa vicenda (non indagati) sono i direttori sportivi del Bari,Ciro Polito e del Napoli Cristiano Giuntoli (fino al giugno 2023) e Mauro Meluso (da luglio 2023 a maggio 2024), oltre al procuratore sportivo di Caprile Graziano Battistini.

La Procura ha chiesto formalmente l’apertura della liquidazione giudiziale, una procedura che di fatto corrisponde alla richiesta di fallimento per la società biancorossa. L’inchiesta sul passaggio di Caprile dal Bari al Napoli si fonda infatti su una serie di approfondimenti della Guardia di Finanza sui bilanci del club pugliese, che secondo gli inquirenti si trova da tempo in una situazione di perdita sistemica con “rossi” accumulati tra il 2019 e il 2025 che avrebbero raggiunto la cifra di circa 30 milioni di euro. Un deficit accompagnato da un pesante indebitamento, a cui la proprietà non avrebbe contrapposto un piano concreto e solido per risanare i conti.

Per il patron del Napoli non è il primo problema con la giustizia legato alla compravendita di calciatori. Aurelio De Laurentiis nel novembre 2025 è stato rinviato a giudizio dal Gup di Roma per l’accusa di falso in bilancio in un procedimento che riguarda presunte plusvalenze fittizie legate agli acquisti dei calciatori Victor Osimhen (dal Lille nell’estate del 2020) e Kostas Manolas (dalla Roma nell’estate 2019).

  •  

USA fuori dai Mondiali, nella partita del caso Balogun il Belgio dilaga ed esulta con la Trump Dance: “Ribalta questo”

A niente è servito tutto il polverone, il caso più clamoroso scoppiato ai Mondiali di calcio in corso tra USA, Canada e Messico, sollevato soltanto incidentalmente dal campo quanto piuttosto dalla Casa Bianca: da Donald Trump che in spregio a ogni pudore e formalità aveva telefonato alla FIFA per chiedere conto dell’espulsione del capocannoniere statunitense Folarin Balogun. E la FIFA aveva eseguito: squalifica sospesa all’attaccante americano per un anno, abile e arruolabile per gli ottavi di finale. E Belgio esterrefatto, UEFA all’attacco, ogni appassionato sconvolto, anche in Italia tra l’altro nei giorni dello scontro frontale con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 4 a 1 è finita ieri sera a favore dei Diables Rouges. Con Folarin in campo. USA fuori.

Poche ore prima della partita, dalla Casa Bianca, Trump aveva ammesso di aver telefonato alla FIFA per il cartellino rosso rimediato da Balogun per un intervento involontario ma pericoloso e scomposto nella partita contro la Bosnia Erzegovina. “Ho visto la partita, e capisco davvero bene lo sport. Quello non era un fallo; non era nemmeno un’infrazione. Erano due ragazzi che correvano a tutta velocità e che sono capitati a sbattere l’uno contro l’altro. Non puoi prendere il tuo piede e posizionarlo correttamente sul piede di qualcun altro. Questo arbitro è un po’ sospetto: se controlli il suo passato, non voglio dirlo perché non mi piace creare controversie, ma è molto sospetto”.

Anche Gianni Infantino, il presidente della FIFA, ieri aveva respinto le polemiche e aveva spiegato che ogni decisione presa dagli organi giudiziari della FIFA sono indipendenti, che “la loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l’integrità del calcio”, che parla abitualmente con Trump e con altri Capi di Stato, funzionari governativi e stakeholder e che “quello che faccio sempre, però, è rispettare quelle decisioni e l’autonomia degli organi che le prendono. Che ci piaccia personalmente una decisione o no è irrilevante. Il rispetto per le istituzioni indipendenti e il rispetto della legge sono ciò che protegge l’integrità delle nostre competizioni e la credibilità della FIFA in ogni momento”. Aveva confermato la telefonata ma negato che abbia influito in qualche modo sulla decisione di sospendere la squalifica dell’attaccante.

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Belgian Red Devils (@belgianreddevils)


La FIFA aveva così respinto il ricorso del Belgio, giudicato “inammissibile” in quanto la Nazionale “non è parte del procedimento e, pertanto, non ha titolo per impugnare la decisione” proprio mentre Trump spiegava e argomentava le ragioni della sua telefonata, ammettendo tra le altre cose che non conosceva il significato di un cartellino rosso nel gioco del calcio. “Non sapevo cosa significasse, non pensavo significasse molto. Poi ho iniziato a sentire che non può giocare nella prossima partita, almeno nella prossima partita. Quando prendono il tuo miglior giocatore e dicono che non puoi giocare è molto ingiusto. Un conto è penalizzare qualcuno per la partita, ma come fai a penalizzare per una partita che non è ancora stata giocata? È molto ingiusto. Quindi, sì, ho chiesto una revisione alla FIFA. Ho parlato con un uomo molto rispettato, per cui il livello di rispetto è aumentato di dieci volte”.

Alcuni avevano lanciato un appello all’allenatore degli USA, Mauricio Pochettino, affinché non schierasse Balogun che, nella notte italiana, alla fine ha giocato e non ha brillato. È stato giudicato come uno dei peggiori in campo. Due gol e un assist per Charles De Ketelaere, terzo gol di Hans Vanaen, nei minuti di recupero il quarto gol di Romelu Lukaku, attaccante del Napoli, ex Inter e Roma, che ha esultato con la “Trump Dance”. L’unico gol degli USA è stato segnato da Malik Tillman. “Ribalta questo”, ha postato l’account ufficiale del Belgio che ai quarti di finale giocherà contro la Spagna, il 10 luglio al Los Angeles Stadium, in California. Con l’uscita degli Stati Uniti tutte le nazionali dei Paesi organizzatori sono fuori dai Mondiali.

  •  

Sollevamento pesi, la livornese Genna Toko Kegne campionessa d'Europa. VIDEO

Sollevamento pesi, la livornese Genna Toko Kegne campionessa d'Europa. VIDEO Ai campionati europei di sollevamento pesi che si sono svolti in Moldava brilla la stella di Genna Toko Kegne che sale sul gradino più alto del podio per la seconda volta consecutiva e conquista il titolo continentale nella categoria fino a 76 kg. Una gara pazzesca, giocata kilo su kilo da parte...
  •  

Arresti Ultras, ecco il metodo San Siro: "Decidono loro chi entra"

Emergono nuovi dettagli sull'inchiesta che ha portato all'arresto di 19 capi ultras di Inter e Milan. Dagli atti della Procura viene fuori un quadro sempre più inquietante, i capi delle curve, stando alle accuse, non tenevano sotto scacco solo le società ma tutto quello che ruotava intorno a San Siro, avevano agganci con gli steward, con i parcheggiatori nei sotterranei del Meazza e come ammesso da più persone "decidevano loro chi entrava". Dalle intercettazioni questo viene fuori in maniera chiara. "Dimmi, cosa succede?". Al telefono risponde "Renatone" Bosetti. È il re - riporta Il Corriere della Sera - dei biglietti della Nord, il "gestore occulto degli ingressi illeciti allo stadio", spiegano gli inquirenti. A chiamarlo è il delegato alla sicurezza per lo stadio dell’Inter. È preoccupato. La curva esplode di gente. Segui su affaritaliani.it

  •  
❌