TPL, Amadio (FdI): “Aumenti inaccettabili del biglietto dell’autobus”
“Cosa ne pensa il sindaco Salvetti, a lui vanno bene i diktat di Firenze e che i livornesi spendano 2 euro anziché 1,70?”
“L’aumento del prezzo del biglietto degli autobus e degli abbonamenti – si legge in una nota a firma Marcella Amadio consigliere regionale e comunale Fratelli d’Italia – con il ritocco tariffario sulle tratte extraurbane che penalizzerà soprattutto i pendolari e gli studenti della provincia di Livorno, è semplicemente inaccettabile.
Con che coraggio si ritoccano i prezzi ? Il presidente Giani e l’assessore Boni si sono ben guardati fino ad oggi dal paventare qualsiasi notizia di aumento sia in Consiglio regionale che nelle competenti commissioni, eppure l’aumento scatterà il prossimo agosto. L’ennesima dimostrazione che la gara unica sull’intero territorio regionale voluta dal Partito Democratico e fortemente osteggiata da Fratelli d’Italia non regge economicamente e allo stesso tempo non riesce neppure a garantire un servizio efficiente. Solo pochi mesi fa,annunciando la variazione di bilancio, Giani aveva annunciato una partita di giro di circa 25 milioni di euro destinata al trasporto pubblico locale. Oggi ci ritroviamo l’aumento del biglietto, l’ennesimo atto di sudditanza di Giani & C. , nei confronti di una multinazionale straniera a cui si regala un aumento di entità mai vista – quasi il 18% – a fronte di nessun investimento e nessun miglioramento del servizio da parte dell’azienda francese.
“Giani – prosegue Amadio – oggi lancia frecciate ai Comuni dicendo che mettono pochi soldi rispetto alla Regione? E il sindaco Salvetti che ne pensa? Incassa in silenzio? Invece di alzare la voce e difendere le tasche dei lavoratori, degli studenti e delle famiglie livornesi, il sindaco si adegua, accettando supinamente il diktat di Firenze? Quest’aumento graverà pesantemente sulle tratte urbane ed extraurbane della nostra provincia, ma da Palazzo Civico tutto tace”.
“Caro sindaco – conclude la nota – ai livornesi non serve un primo cittadino ‘non capace’ ma un primo cittadino che faccia i loro interessi”.