Due Paesi, una sola intelligence: al Senato Usa la proposta di rendere obbligatorio fornire informazioni a Israele

Dopo “Due Paesi, un esercito”, almeno sul piano tecnologico, ecco al Senato Usa la proposta per rafforzare la condivisione di intelligence da Washington verso Israele: il senatore repubblicano Tom Cotton, eletto in Arkansas, ha presentato una proposta di legge sulle attività di spionaggio che contiene una sezione esplicitamente dedicata a questo tema. Lo rivela Responsible Statecraft, già attiva nel segnalare nei recenti provvedimenti sulla Difesa Usa una legge che apriva alla fusione tra tecnologie israeliane e strutture militari Usa.
Il presidente dovrà documentare il rifiuto di fornire intelligence a Israele
Ora la Sezione 622 del disegno di legge sul finanziamento dell’attività di spionaggio per il 2027 chiede esplicitamente di “rafforzare la partnership securitaria con Israele”, di “consolidare la collaborazione tramite una robusta condivisione d’intelligence”.
Per la precisione, la legge spiega che il Presidente, il Direttore dell’Intelligence Nazionale e il segretario alla Difesa dovrebbero “espandere la condivisione d’intelligence con Israele” in ogni caso che non sia legato a “precise preoccupazioni di sicurezza nazionale” che il presidente dovrebbe documentare apertamente e dettagliatamente al Congresso prima di definire. Insomma, un’apertura esplicita di canali d’intelligence senza precedenti e che porterebbe Washington e Tel Aviv a delle vere e proprie “porte girevoli” informative. Il proponente è un ferreo alleato di Israele: Cotton, 49 anni, senatore dal 2015, è presidente della Conferenza Repubblicana del Senato e, soprattutto, dell’influente Senate Intelligence Committee, l’organo di vigilanza di Capitol Hill sugli apparati di spionaggio federali.

Usa-Israele, la spinta di Cotton per la cooperazione
Noto “falco” repubblicano, Cotton è uno dei più solidi sostenitori di Tel Aviv al Senato e in precedenza, da deputato, Cotton aveva giocato di sponda con l’allora collega del Kansas, Mike Pompeo, futuro direttore della Cia e Segretario di Stato, per sabotare i negoziati con l’Iran dell’amministrazione di Barack Obama, affermando che quella tra la trattativa e la guerra era una “falsa alternativa”.
Per Responsible Statecraft, “questa proposta è una delle diverse mosse recenti di coloro che a Washington fanno il gioco del governo israeliano, volte a mantenere gli Stati Uniti legati a Israele nonostante il calo di consensi tra l’opinione pubblica americana. La forma più rilevante di sostegno statunitense a Israele è rappresentata da oltre 300 miliardi di dollari in aiuti economici e soprattutto militari”, che spesso peraltro finanziano ricerche tecnologiche che ora per legge gli Usa intendono incoprorare nei loro apparati. Curioso sottolineare come questa proposta di legge sia emersa proprio mentre è in corso una grande e sostanziale operazione di controllo sulla penetrazione spionistica israeliana in America su cui lo stesso Pentagono ha acceso il faro mentre tra Washington, Tel Aviv e Iran è in atto un balletto importante tra pace, diplomazia e guerra.
Tre indizi fanno una prova
Cotton, tra i politici maggiormente sostenuti dal sistema filoisraeliano nello Stato che rappresenta, si sta preparando alla campagna per la rielezione per un terzo mandato di sei anni al Senato e tutti i sondaggi lo danno nettamente in vantaggio sulla sfidante democratica Hallie Shoffner. Dunque, è altamente probabile che possa mantenere la sua carica anche nella seconda parte dell’amministrazione di Donald Trump qualora il Senato restasse repubblicano, o comunque esercitare un’influenza di peso sulle scelte strategiche del governo americano.
La sua firma su questo provvedimento mostra un innalzamento della spinta a saldare i rapporti tra Usa e Israele poco dopo l’inizio, con la guerra in Iran, tanto di un’operazione militare congiunta quanto di una fase politicamente turbolenta in cui gli obiettivi di Washington e Tel Aviv. Dopo il voto sulla “fusione” tecnologica e la notizia sull’invio di paracadutisti dell’82esima divisione aerotrasportata in Israele durante la guerra con l’Iran, rivelata dal giornalista Ken Klippenstein, il provvedimento sulla cooperazione di spionaggio è la terza manifestazione di una spinta a rafforzare i rapporti Washington-Tel Aviv nella direzione di un saldo sostegno unilaterale della prima alla seconda, che per molti esponenti delle istituzioni americane sembra essere un fine da perseguire a ogni costo.
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