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VISIONE A 360.

Se in un giorno qualunque vi avventuraste ad osservare il mondo, anziché nella realtà, attraverso lo schermo distorto dei social, vi accorgereste presto che questi ultimi si popolano per lo più di infinite discussioni tra le squadre dei “pro” e i “contro”, attinenti all’argomento del momento che appare su quella che è la disinformazione u iciale. Il cosiddetto mainstream.

Questo, a mio parere, ha raggiunto lo scopo principale, quello di polarizzare la discussione e impedire un ragionamento e un dialogo reale su quanto ci sta succedendo attorno, con l‘e etto
ultimo di nascondere ai più la realtà.

Pochissimi sono coloro che tentano di capire, nel mare magnum dell’informazione, quale sia il punto nave e quali le rotte che le diverse imbarcazioni in gioco stanno seguendo. L’eccesso di informazione poi, ottiene lo scopo di confondere ancora di più chi legge o ascolta e mediamente il senso che si ottiene è quello di sgomento e disorientamento.

Personalmente mi sono creato alcune convinzioni che discendono da osservazioni, analisi finanziarie (oggetto di una mia precedente attività) ed esperienze reali, che cercherò di riassumere
in questo post.

È palesemente innegabile che siano in corso alcune trasformazioni importanti nel mondo, la principale causa scatenante credo sia la decadenza evidente del modello (e impero) americano,
che mostra tutti i suoi limiti in questo momento. La lettura di Ray Dalio “Principle for dealing with the Changing World Order“, può aiutare la comprensione di quanto sta succedendo.

La tesi del volume e che ogni impero della storia abbia avuto cicli di crescita, espansione e declino.

È successo nel corso della storia a quello romano, a quello spagnolo, a quello olandese e infine a quello britannico, per fare esempi che tutti conoscono. Questi momenti sono caratterizzati da importanti trend sociali, militari ed economici che si ripetono ogni volta diversi nella forma (dipendendo dal periodo storico) ma uguali a sé stessi nella sostanza.

Ora pare proprio che ci troviamo nel pieno della fase di declino dell’impero USA e nella espansione di quello antagonista Cinese. Le tensioni che si stanno determinando ad ogni livello dipendono
essenzialmente da questo. Se avete vissuto la fine degli anni ’80, tutto quanto succedeva nel panorama geopolitico, era figlio (diretto o indiretto) del crollo dell’impero sovietico e della definitiva consacrazione di quello americano, che tra i vincitori della WW2 restava l’unico soggetto in campo. Solo con il tempo abbiamo compreso la profondità di questo fenomeno. Alcune delle conseguenze le abbiamo viste con fenomeni migratori (dall’est Europa), delocalizzazioni produttive e altri rivolgimenti sociali.

 

Nuovo ordine mondiale
Un mondo in trasformazione: tra conflitti, competizione economica e nuovi equilibri geopolitici.

 

Molta acqua è passata sotto i ponti e da allora abbiamo avuto l’11 settembre, le infinite guerre mediorientali, l’espansione della Nato, il COVID-19 e i recenti avvenimenti: Ucraina, Gaza, Venezuela e infine … Iran. Molti di questi eventi, penso siano dovuti alla crescente disperazione delle varie amministrazioni USA (democratiche e repubblicane) di vedersi sfuggire il ruolo di egemone. Minato da un debito pubblico insostenibile, da una macchina statale e militare divenuta pesantissima e dalla crescita dei BRICS che minacciano direttamente l’egemonia del dollaro.

Limitare la loro crescita cercando di controllare le fonti energetiche è, a mio avviso, la causa scatenante delle apparenti follie di Trump. La reindustrializzazione degli USA e le trappole daziarie
sono destinate a fallire. Ormai il sistema industriale cinese non è replicabile in tempi ragionevoli in altre parti del globo con la stessa e icienza e con la stessa economicità (ammissione, tra gli
altri, dello stesso CEO della Apple, Tim Cook).

Le risorse da destinarvi sarebbero così ingenti che occorrerebbe fare una scelta verso lo sviluppo pacifico di un mondo multipolare anziché accanirsi per la via militare che porta più rapidamente
alla rovina. In ogni caso una pesante sconfitta strategica per gli Stati Uniti ed i paesi occidentali. Chiunque abbia avuto l’occasione di viaggiare recentemente in Cina e negli USA, si rende conto di
quanto il sorpasso dell’economia del dragone sia già nei fatti, di come i servizi, i trasporti, le città, tutto quanto appaia molto più civile, scintillante e ben organizzato. Mentre nel gigante asiatico si
respirano e icienza, energia e crescita del benessere, nelle città Americane si respira un’aria di decadenza.

Nel PIL a parità di potere di acquisto delle persone il sorpasso ci è già stato.

Nel tempo ho poi maturato una ulteriore convinzione, che vorrei fosse una base di ragionamento, e cioè che quello che vediamo è solo una parte del tutto. Come un fiume carsico che ogni tanto appare in superficie e poi scompare di nuovo sottoterra, vi sono stati avvenimenti in questi ultimi anni che hanno portato alla luce un mondo nascosto, fatto di servizi di intelligence, di potentati finanziari e di centri di potere politico, che solo a tratti sono stati svelati e quasi mai del tutto. Il caso Epstein è solo uno degli esempi più recenti.

Il tempo (e una rozza ma e icace strategia comunicativa), quasi in un gioco di nascondino alla pubblica opinione, hanno fatto reimmergere fatti importanti nell’oscurità e nell’oblio, ma un fattore comune di tutti questi, che dovrebbe fare alzare immediatamente la soglia di attenzione, è stata la reazione rabbiosa e violenta dei soggetti che li hanno ricacciati nel profondo. Alcuni esempi di questi avvenimenti storici si chiamano Mattei o Moro per quanto riguarda casa nostra, oppure Kennedy, Assange e Snowden per quanto riguarda casi di rilevanza internazionale.

Cercare di comprendere questi fenomeni non è, come viene spesso additato da una forma di ignoranza oscurantista, una forma di complottismo, o vedere fantasmi dove la narrazione u iciale
ce li vuole nascondere, ma sforzarsi di analizzare le circostanze da diversi punti di vista. Ognuno di noi dovrebbe fare un gioco molto in voga anni fa in cui ci si divertiva ad unire i puntini
per svelare un disegno complessivo. I puntini sono tantissimi oggi e il gioco è sempre più difficile, a volte si può svelare solo una parte del disegno, tuttavia qualcosa dovrebbe apparire …

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