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Cena a Versailles, l’invito in pompa magna di Macron a Trump per provare a sedurlo. Le opposizioni: “Leccapiedi”

Versailles? Non è una facciata placcata d’oro. È roba seria”. Se c’è un uomo che apprezza il lusso, le dorature e la scenografia del potere, quell’uomo è Donald Trump. Ed Emmanuel Macron lo sa perfettamente. Al termine di tre giorni di G7, a Evian, il presidente degli Stati Uniti è invitato questa sera a una cena fastosa alla reggia del re Sole. Ufficialmente si celebrano i 250 anni dell’indipendenza americana, consacrata dal trattato firmato proprio a Versailles nel 1783. Per l’Eliseo quindi niente di più coerente. Gli oppositori invece criticano Macron “leccapiedi” di Trump, anche se il presidente non ha mai smesso di lanciare frecciatine all’Ue e al leader francese – che “sbaglia sempre” – e se, proprio nel giorno di apertura del G7, ha minacciato Parigi di introdurre dazi al 100% sui vini e sullo champagne francese in rappresaglia ad un eventuale irrigidimento della tassa sui colossi Usa del digitale. Proprio lo champagne insomma con cui brinderà questa sera.

“Non sono rancoroso”, ha spiegato Macron in tv. La strategia è preservare il dialogo con il leader della prima potenza mondiale, anche a costo di ingoiare qualche rospo. Ufficiosamente la cena di stasera è soprattutto “un’operazione seduzione”, un escamotage per trattenere Trump al G7 fino all’ultimo minuto e scongiurare il suo rientro anticipato a Washington comme accadde al G7 dello scorso anno in Canada. Per Macron la posta in gioco è alta: il summit di Evian è il suo ultimo G7. A meno di un anno dalle presidenziali del 2027, il presidente cerca ancora di accreditarsi come il leader europeo capace di parlare con tutti e che ha dato – o quantotemo tentato di dare – alla Francia e all’Ue un ruolo di primo piano nelle crisi internazionali in corso, in Ucraina e in Medio oriente. Le critiche più feroci arrivano dalla sinistra, che accusa Macron di stendere il “tappeto rosso” ad un presidente che on ha risparmiato attacchi né alla Francia né all’Europa.

Mathilde Panot, capogruppo di La France insoumise, liquida la strategia dell’Eliseo: “La lusinga non funziona”. Il segretario del Partito comunista, Fabien Roussel, ritiene che Macron si comporti in modo “naïf” e “ossequioso”. Per l’ex presidente ps François Hollande l’errore di Macron è stato di voler “sedurre” Trump, anziché rispondere con fermezza alle sue provocazioni. Il rischio per Macron insomma è di passare per un cortigiano e non per un interlocutore alla pari. A Le Monde, lo storico Fabien Oppermann, autore tra l’altro di Le Versailles des présidents. 150 ans de vie républicaine chez le Roi-Soleil (Fayard, 2015), conferma che “Macron punta chiaramente a impressionare un leader notoriamente affascinato dalla pompa monarchica, nella speranza di mantenere saldo il legame transatlantico in una fase particolarmente delicata delle relazioni con gli Stati Uniti. Da mezzo secolo a questa parte – ha aggiunto -, Emmanuel Macron è il primo presidente ad avere una visione pienamente consapevole e sistematica di ciò che il castello di Versailles può rappresentare per la Francia e agli occhi del mondo, trasformandolo in una vera e propria succursale diplomatica dell’Eliseo”.

Nel 2017, appena eletto, Macron invitò a Versailles Vladimir Putin e, nel 2022, vi riunì i leader Ue in un summit per l’Ucraina. Diversi specialisti ritengono però che, di fronte all’imprevidibilità di Trump, neanche i fasti di Versailles produrranno necessariamente risultati politici. Parlando all’Huffington Post, Romuald Sciora, direttore dell’Osservatorio politico e geostrategico degli Stati Uniti presso l’IRIS, l’Istituto delle relazioni internazionali e strategiche, giudica eccessiva la strategia dell’Eliseo: “Macron ha ragione a essere educato, elegante e rispettoso – ha detto -. Ma trasformare il G7 in un evento costruito su misura per evitare che Trump se ne vada è troppo”. Secondo l’esperto, il presidente francese rischia addirittura di ottenere l’effetto contrario: “Così Macron non otterrà quello che vuole. A Donald Trump piacciono gli uomini dal pugno di ferro“. Per frenare le critiche, Macron ha assicurato: “Non è una cena di gala”.

All’ultimo il programma della serata è stato anche modificato all’insegna della “sobrietà”: l’Eliseo ha rinunciato ai fuochi d’artificio e al suggestivo spettacolo delle Grandes Eaux nocturnes. La lista degli invitati resta riservata, ma tutti dovranno essere a Versailles prima delle 19. Macron e la moglie Brigitte accoglieranno Trump alle 19.15 nel cortile del castello davanti alle telecamere delle tv. Il presidente Usa arriverà dall’aeroporto di Orly scortato da un convoglio di una sessantina di veicoli. L’intero percorso fino a Versailles sarà chiuso al traffico. Il centro della città è già paralizzato da questa mattina: sono mobilitati circa 200 poliziotti e otto unità di polizia antisommossa CRS, oltre agli artificieri, alle unità speciali del RAID e alla Guardia repubblicana. La cena è prevista alle 19.45, ma prima i due leader visiteranno la Galleria degli Specchi e la mostra Versailles et les États-Unis. Trump ripartirà intorno alle 22.30.

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