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INCATENATI DUE VOLTE: LA BEFFA DIETRO IL PATTO DI STABILITÀ | Con Carlo Iannello e Giorgio Bianchi

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Più di tre decenni dopo la caduta del Muro di #Berlino, l’Italia è davvero più libera? Per Giorgio Bianchi e Carlo Iannello no: il Paese non si è liberato del 'vincolo esterno', ma lo ha raddoppiato, sommando alla sudditanza atlantista le regole economiche europee.

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ZELENSKY: "ELEZIONI IN UCRAINA? CERTO CHE NO"

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Credits: @PiersMorganUncensored
VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=2KrGqdxy_Ag

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"TRUMP NON STA SOLO APPALTANDO LA GUERRA ALL'EUROPA: IL PIANO PER NOI È UN ALTRO" | David Colantoni

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Le limitazioni a Starlink e al sistema militare Starshield denunciate da Kiev dopo i raid russi sulle infrastrutture energetiche hanno riportato l’attenzione sul ruolo degli Stati Uniti nel conflitto. Elon Musk ha precisato che Starshield risponde al governo americano e, in ultima istanza, al presidente; Donald Trump ha smentito uno stop all’intelligence. “È un grande errore, morirà gente”, avverte Volodymyr Zelensky.

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PRESENTATA LA PRIMA AUTO CHE PUÒ VOLARE

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Tesla ha presentato ieri sera la nuova Roadster presso un impianto SpaceX in Texas. L’hypercar, che Musk definisce l’ultima auto Tesla a guida umana, integra propulsori a gas freddo sviluppati con SpaceX.

Durante la dimostrazione ha guidato a testa in giù su una rampa grazie a un sistema di aspirazione, ha spiccato il volo, fatto salti e ribaltamenti sopra Cybertruck, Semi e altri modelli. Ha raggiunto lo 0-100 km/h in 0,81 secondi, con velocità di punta oltre 370 km/h e autonomia superiore a 480 km.

A quanto pare nel futuro ci sono davvero le macchine volanti 🚀

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LA VERITÀ SUL DIESEL RUSSO CHE L’EUROPA SCOPRIRÀ PRESTO

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Sono giorni movimentati sull’asse Stati Uniti, Russia e Ucraina. Donald Trump ha dato il via a una serie di mosse strategiche che non riguardano soltanto Washington, ma che potrebbero spostare ancora una volta gli equilibri sullo scacchiere geopolitico mondiale.

Ricostruire le intenzioni di Trump sulla questione ucraina apre nuovi scenari e aiuta a comprendere le posizioni dei protagonisti. Sullo sfondo ci sono l’Unione europea e l’Italia, alle prese con le possibili conseguenze economiche ed energetiche di questa svolta.

Dai colloqui estivi al nuovo scontro diplomatico, ripercorriamo le tappe che hanno coinvolto Trump, Putin e Zelensky, fino alle scelte che attendono Bruxelles e il governo italiano.

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DDL antisemitismo, il punto sfuggito a molti che mette fuori gioco anche la logica

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Ho già chiarito le ragioni per cui ritengo il disegno di legge sull’antisemitismo letteralmente inqualificabile, osceno. In estrema sintesi, ricapitolando quanto più estesamente ho mostrato altrove, detto disegno di legge adopera l’alibi della lotta contro l’antisemitismo per giustificare l’immunizzazione di Israele e delle sue politiche nefande rispetto a ogni possibile critica. L’obiettivo è quello di mettere fuori legge ogni dissenso rispetto all’agire genocidario di Netanyahu, subito liquidandolo come espressione dell’antisemitismo.

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RICORSI CONTRO LA LEGGE ELETTORALE ▷ "È LA SOLITA CASTA CHE DECIDE?" LA RISPOSTA DI CARLO IANNELLO

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Trenta ricorsi in altrettanti tribunali, annunciati per il 26 ottobre, giorno dell’entrata in vigore della nuova legge elettorale: la rete di avvocati coordinata da Roberto Zaccaria punta a portare il testo davanti alla Corte costituzionale, sollevando sei profili di dubbio.

Tra questi, la raccolta firme: per le forze prive di un gruppo parlamentare si passa da 1.500-2.000 a 6-7mila sottoscrizioni per collegio, mentre restano esentati i partiti con gruppi in entrambe le Camere. Stefania #Craxi difende la stretta come 'una norma di buonsenso' contro le liste civetta. Ne ha parlato in diretta ai nostri microfoni Carlo #Iannello.


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"PAGA IN TRE RATE": CONVIENE DAVVERO?

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Sembra un regalo e invece...
Francesca Pierri ci spiega perché non è oro tutto ciò che luccica


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"UNA PROVA DI GUERRA NUCLEARE SI STA SVOLGENDO IN QUESTO MOMENTO SOPRA LE NOSTRE TESTE" | M. Dinucci

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Da martedì 13 ottobre i cieli italiani ospitano Steadfast Noon, l’esercitazione nucleare annuale della #NATO: diciassette Paesi coinvolti, aerei a doppia capacità in volo fino al 20 ottobre, nessuna arma reale a bordo. La conferma ufficiale è arrivata dalla responsabile della politica nucleare dell’Alleanza, Nassima Barrows, dopo che il deputato di Avs Angelo Bonelli aveva denunciato in un’interrogazione al ministro Crosetto la mancata informazione del Parlamento. Il segretario generale Mark Rutte parla di addestramento di routine, pianificato da tempo, non diretto contro alcun Paese. Per l’Italia è la settima volta dal 2010.

Già il nome, per Manlio Dinucci, dice più di quanto sembri: “Viene tradotto ‘mezzogiorno risoluto’, ma non è esatto: vuol dire ‘fermi sul mezzogiorno’, perché gli scienziati atomici americani pubblicano da tanti anni l’orologio dell’Apocalisse con la mezzanotte nucleare. Nel ‘91 la lancetta segnava 17 minuti a mezzanotte. Oggi segna 85 secondi. Vuol dire che gli scienziati, non gli scrittori di fantascienza, ritengono prossima una catastrofe dovuta all’uso delle armi nucleari e dell’intelligenza artificiale per la guerra. Questo è un giudizio scientifico, non un videogioco”.

Quello che il comunicato non dice

Le rassicurazioni della NATO, del resto, convincono poco: “L’esercitazione non sarebbe collegata agli attuali avvenimenti mondiali e non sarebbe diretta contro alcun Paese. Pensate, si esercitano così, per divertirsi. Le notizie vere non ce le dà la NATO, che parla di 17 Paesi ma non li elenca, mentre l’anno scorso lo faceva. Si stringono le maglie del segreto”.

Le informazioni più concrete arrivano infatti da un’altra fonte: “Una mappa dell’ENAV relativa alle restrizioni sui voli civili indica che sul Tirreno convergono aerei dalle basi di Ghedi, in Lombardia, Aviano, in Friuli Venezia Giulia, Amendola e Gioia del Colle, in Puglia, e Trapani, in Sicilia. A queste si aggiunge Pratica di Mare, nel Lazio. L’epicentro dell’esercitazione è il Tirreno centrale, tra la Sardegna e la costa laziale e campana. Partecipano, credo per la prima volta anche se non ne ho le prove, anche droni di vario tipo. In Sardegna viene usato il poligono di Salto di Quirra, che gli aerei d’attacco nucleare raggiungono volando a bassa quota”.

Un dettaglio tutt’altro che casuale. A tirare le fila, del resto, è sempre lo stesso attore: “Il tutto si svolge sotto la direzione del Gruppo di pianificazione nucleare, guidato dal Gruppo di alto livello, che gli Stati Uniti presiedono. In pratica tutta questa esercitazione, come le altre attività nucleari della NATO, si svolge sotto la direzione degli Stati Uniti d’America. E così è sempre stato”.

Una bomba, quattro potenze

Ciò che né la NATO né i grandi media raccontano lo mette nero su bianco il Centro per le armi nucleari dell’Aeronautica statunitense: Steadfast Noon serve soprattutto ad addestrare le forze all’uso della nuova B61-12. “È una testata nucleare con quattro opzioni di potenza, selezionabili a seconda dell’obiettivo da distruggere, fino a 50 chilotoni: il triplo della bomba di Hiroshima. Non viene sganciata in verticale come la precedente B61, ma a distanza dall’obiettivo, guidata da un sistema satellitare. In Italia è schierata ad Aviano, pronta a essere lanciata dagli F-16 statunitensi, e a Ghedi, pronta per i Tornado italiani. Ancor più idonei all’attacco nucleare sono gli F-35A, già operativi anche nell’Aeronautica italiana. Non è escluso che, oltre che in Italia, Germania, Belgio, Olanda e Turchia, queste bombe siano schierate anche in Polonia, le cui forze aeree partecipano anche quest’anno all’esercitazione, pur non avendo ufficialmente armi nucleari sul proprio territorio”.

Il salto di qualità, però, riguarda la sua erede: “La B61-12 può penetrare nel sottosuolo ed esplodere in profondità per distruggere i bunker dei centri di comando, così da ‘decapitare’, come si dice in gergo, il Paese nemico con un first strike, un attacco nucleare di sorpresa. Per accrescere questa funzione è stata prodotta una variante specifica, la B61-13, con una potenza fino a 360 chilotoni, 24 volte Hiroshima. L’esercitazione comprende quasi sicuramente anche l’addestramento al suo uso. Ed ecco perché gli aerei diretti al poligono in Sardegna arrivano a bassa quota: è la tecnica per entrare in territorio nemico sotto i radar, con aerei stealth, seguendo a poche centinaia di metri, con un sistema automatico satellitare, il contorno del terreno”.

Qui l'approfondimento a Grandangolo, con #ManlioDinucci



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Kaja Kallas rilancia l'allarme sui sabotaggi russi e avanza un'altra richiesta

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La signora Kallas, tra le più impenitenti euroinomani delle brume di Bruxelles, tra le più incallite, nomina sunt omina, sostenitrici della russofobia radicale e dell’esigenza di contrastare senza se e senza ma la Russia, magari giungendo presto alla guerra con essa, ha svolto in questi giorni alcune dichiarazioni che meritano davvero di essere pur celermente commentate.

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"CONSEGNATI DATI DEI CITTADINI A ISRAELE": TUSK ACCUSA IL GOVERNO PRECEDENTE

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Il premier polacco Donald Tusk ha definito un "crimine contro lo Stato" l’utilizzo del software di sorveglianza Pegasus da parte dell’esecutivo precedente, guidato dal partito conservatore Diritto e Giustizia.

Pegasus è un potente strumento spia sviluppato dall’azienda israeliana NSO Group, capace di penetrare nei telefoni e raccogliere dati, messaggi e informazioni senza che l’utente se ne accorga. Secondo Tusk, la Polonia ha speso oltre 60 milioni di zloty (circa 14 milioni di euro), di cui una parte consistente proveniente da un fondo destinato alle vittime di reati, per un sistema sul quale le autorità polacche non avevano un controllo effettivo:.

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MANTI IN COMMISSIONE COVID ▷ "TAGLIARONO FUORI DE DONNO DALLA SPERIMENTAZIONE SUL PLASMA"

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Ci sono storie della pandemia che non hanno mai trovato una risposta definitiva, e quella del plasma iperimmune è tra queste.
Nella primavera del 2020, all’ospedale Carlo Poma di Mantova, il primario di pneumologia Giuseppe #DeDonno e il collega del Servizio trasfusionale Massimo Franchini cominciarono a trattare i malati di Covid con il plasma dei guariti. Quando arrivò il momento di una sperimentazione nazionale, però, la scelta cadde sullo studio Tsunami, promosso da Aifa e Istituto superiore di sanità e guidato dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa insieme al Policlinico San Matteo di Pavia. I risultati, resi noti nell’aprile 2021, non evidenziarono benefici significativi del plasma rispetto alla terapia standard. Pochi mesi dopo, nell’estate dello stesso anno, De Donno veniva trovato senza vita. Oggi quella vicenda è tornata a Palazzo San Macuto, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid.

A riportarla in aula è #FeliceManti, giornalista del Giornale, che nel 2020 firmò insieme a Edoardo Montolli una serie di articoli sul presunto conflitto di interessi del Pd sul plasma.
Querele o diffide? La risposta non lascia spazio a ripensamenti: “Tutto ciò che ho scritto era una rappresentazione veritiera della realtà, e quindi inevitabilmente qualcuno si è sentito toccato. Di fronte a una terapia domiciliare sostanzialmente inesistente, basata su tachipirina e vigile attesa, il professor De Donno aveva provato a sperimentare una cura basata sul plasma: si prendeva il plasma delle persone guarite e lo si somministrava ai malati, nella speranza che gli anticorpi li aiutassero a guarire. Non si può parlare di trial, perché è stato fatto tutto in maniera spontanea. Però quella cura funzionava, e in quel periodo tristissimo che ricordiamo tutti l’esperienza di De Donno divenne una best practice”.

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Lo scontrino del PNRR mette i BRIVIDI: ascoltate bene quanto pagheremo di soli INTERESSI

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Ricordate quando vi parlavo del PNRR? Vi ricordate quando vi dicevo che non esistono i contributi a fondo perduto dell’Unione Europea, e che sarebbe stata una fregatura? Bene, oggi sappiamo che i prestiti, perché si tratta di prestiti del PNRR ottenuti dall’Unione Europea, evidenziano un esborso di interessi nettamente superiore a quello che avremmo avuto con una presunta emissione autonoma di titoli di Stato.

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"SARANNO MOLTO ECONOMICHE": COSA DICEVA DELLE SANZIONI CHI OGGI HA APPROVATO IL PACCHETTO MAXI

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Un vecchio video torna a fare il giro dei social, e con lui una frase che all’epoca era passata quasi inosservata. A riportarla in superficie è chi l’ha accostata all’immagine di un cimitero ucraino, file di croci a perdita d’occhio, trasformando un passaggio da convegno in un caso politico. Le parole risalgono all’ottobre 2023 e sono di Kajsa Ollongren, allora ministra della Difesa dei Paesi Bassi: sostenere l’Ucraina contro la Russia, spiegava, rappresenta un modo molto economico per evitare che Mosca diventi una minaccia per la NATO.

Il prezzo della sicurezza

Il contesto è quello del Warsaw Security Forum. Alla ministra veniva chiesto quanto fosse ottimista sulla capacità dell’Occidente di garantire aiuti a Kiev per tutto il tempo necessario, con il timore che il sostegno americano potesse interrompersi per effetto delle dinamiche elettorali negli Stati Uniti. La risposta andava oltre la rassicurazione di rito. Per Ollongren l’opinione pubblica doveva convincersi che la guerra russa non riguarda l’Ucraina, ma la sicurezza dell’Europa, e i governi europei non potevano limitarsi ad attendere l’esito del voto americano.

Da qui l’appello a Washington, e la frase incriminata. Secondo la ministra, gli Stati Uniti condividono in fondo lo stesso interesse dell’Europa, perché sostenere Kiev conviene a tutti. Una logica contabile, quasi da bilancio aziendale, che oggi suona assai diversa agli occhi di chi conta le vittime al fronte.

Dall’Aia a Bruxelles

Non si trattava di un’uscita isolata. Durante il suo mandato il governo olandese ha destinato ulteriori 2 miliardi di euro in aiuti militari all’Ucraina per il 2024, e nel giugno dello stesso anno Ollongren dichiarò che i Paesi Bassi non si sarebbero opposti all’impiego degli F-16 forniti a Kiev per colpire obiettivi in territorio russo. Il suo incarico alla Difesa si è chiuso il 2 luglio 2024.

La carriera, però, è proseguita ai piani alti delle istituzioni europee. Lo scorso giugno l’Alta rappresentante Kaja Kallas l’ha nominata segretaria generale del Servizio europeo per l’azione esterna, il vertice amministrativo della diplomazia Ue, con insediamento fissato al primo settembre. Una nomina che riflette la priorità che Bruxelles assegna oggi alla difesa europea. Ed è proprio questo a dare nuovo peso a quel video: la funzionaria che oggi guida la macchina diplomatica dell’Unione è la stessa che liquidava il sostegno a Kiev come un affare vantaggioso. Testuale: “Sostenere l’Ucraina è un modo molto economico per assicurarsi che la Russia, con questo regime, non sia una minaccia per l’Alleanza atlantica”.

Il pacchetto più pesante dalla guerra

E proprio dal Servizio europeo per l’azione esterna, la struttura che Ollongren oggi dirige, è partita la proposta del nuovo giro di vite contro Mosca. Presentato il 16 settembre, il pacchetto ha ottenuto il via libera degli ambasciatori Ue il 7 ottobre: 1.646 nuovi nomi nella lista nera, di cui 743 persone e 826 entità legate all’industria militare russa, più della metà coinvolte nella produzione di missili, a cui si aggiungono 77 deputati della Duma eletti nei territori ucraini occupati. Si tratta del più ampio allargamento delle sanzioni dall’inizio dell’invasione, e prevede congelamento dei beni, divieto di ingresso nell’Unione e stop ai finanziamenti. La ratifica formale spetta ai ministri degli Esteri riuniti a Lussemburgo sotto la presidenza di Kaja Kallas, che già in estate aveva tracciato la rotta senza ambiguità: “La pressione deve continuare a crescere finché Mosca non metterà fine alla guerra”.

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TRUMP VIETA L'ENERGIA RUSSA ALL'EUROPA, MA INTANTO WASHINGTON ALLENTA LE SANZIONI | GIORGIO BIANCHI

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"Devono smettere di comprare energia dalla #Russia". Con queste parole Donald #Trump ha richiamato l’Europa davanti all’Assemblea generale dell’Onu. Bruxelles ha deciso di azzerare le forniture di Mosca entro il 2027, ma nei primi nove mesi del 2026 nei porti europei sono comunque arrivate quantità record di GNL russo. #Washington, di fronte ai rincari legati alla crisi di Hormuz, ha autorizzato a più riprese la vendita di greggio russo già in mare. Segnali contrastanti, su cui interviene Giorgio Bianchi, in diretta ai nostri microfoni.

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Manuale DI SOPRAVVIVENZA per i DIMENTICATI dell'economia: Regola n. 1 | Valerio Malvezzi

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A settembre 2026 l'ISTAT ha registrato una fluttuazione negativa generalizzata, segnalando un calo marcato nel clima di fiducia sia dei consumatori sia delle imprese. In particolare, l'indice di fiducia dei consumatori subisce una contrazione significativa, scendendo da quota 94,5 a quota 91,2. Parallelamente, l'indicatore composito relativo al clima di fiducia delle aziende diminuisce anch'esso passando dal 97 al 95,9.

Sono indicatori statistici e quindi dicono poco. Quello che però è importante è capire il senso di queste misure, e cioè la gente non ha più fiducia. Questo arretramento delle imprese interrompe bruscamente una fase relativamente positiva durata 3 mesi consecutivi di crescita costante. E per quanto concerne i consumatori, la dinamica congiunturale risente in parte anche di alcuni aggiornamenti tecnici introdotti nella rete di rilevazione.
Ecco, io in merito al tema della fiducia delle imprese vi voglio dire che non è proprio assoluto. Cioè, le statistiche sono un po' come nella poesia di Trilussa, in cui uno mangia 2 polli, uno ne mangia 0 e in media hanno mangiato un pollo a testa.

Questi discorsi statistici lasciano il tempo che trovano. Io farò un evento a Milano il 26 novembre, sarà dal vivo e io parlerò agli imprenditori e parlerò della solitudine dell'imprenditore. Parlerò soprattutto di come fare a uscire dal ragionamento statistico per entrare in un ragionamento personale. Non mi appassionano più i discorsi statistici come non mi appassionano i discorsi politici.

L'imprenditore oggi è solo, ebbene, allora deve prenderne atto e coraggiosamente fare il proprio compito, cioè di fare navigare la nave anche in momenti difficili. E vi posso dire che moltissimi ci riescono. Quindi il deterioramento degli indici riflette le crescenti preoccupazioni dei cittadini di fronte all'incertezza del quadro macroeconomico generale, e la frenata della fiducia produttiva evidenzia le difficoltà incontrate dagli operatori in un quadro di costi elevati e domanda debole. Va benissimo, ma quello che io faccio con gli imprenditori è prendere atto della situazione ma poi risolverla. Cioè, piangersi addosso non serve a nulla, capite?

Leggere i giornali o leggere le statistiche, i dati diffusi dell'ISTAT, è diventato opposto al discorso su chi ha voglia di fare, investire, e le cose gli vanno molto bene. Quindi la media del pollo secondo me statisticamente poco interessante. Meglio essere quello che mangia il pollo piuttosto che quello che rimane a pancia vuota.

#MalvezziQuotidiani

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Mark Rutte ribalta (di nuovo) la verità sulla Russia | Diego Fusaro

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È recentemente intervenuto, tanto per cambiare, l’immarcescibile Rutte, segretario della NATO e alfiere di una russofobia estrema ed esasperata. Dopo Stoltenberg, alla NATO arrivò Rutte. E come dicevano i latini, non senza buone ragioni, nomina sunt omina. Il Rutte ha dichiarato con sicumera che Vladimir Putin è attualmente nel panico, sic, e che la NATO è più forte della Russia. Si tratta, con tutta evidenza, di dichiarazioni programmaticamente e platealmente demenziali. Dichiarazioni che, a ben vedere, poco ci dicono sulla Russia ma molto ci trasmettono sull’Occidente e sullo spaesamento tragicomico in cui è incagliato.

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PREMIER SLOVACCO SBEFFEGGIA L'UE: "ORA COMPRIAMO BENZINA COSTOSA DAGLI USA, MA VIENE DALLA RUSSA"

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"Ben fatto cara UE! Ora compriamo costoso petrolio americano, ma viene dalla Russia!"

Robert Fico, premier della Slovacchia, sbeffeggia l'UE.

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"L'IA HA INFRANTO UNA LEGGE DI ASIMOV E LE CONSEGUENZE SONO PIÙ VICINE CHE MAI" | Michele Kettmajer

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Il documentario #Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor, prodotto dal #Guardian, porta in sala le testimonianze anonime di soldati e uomini dell’intelligence israeliana sul sistema di scelta degli obiettivi a Gaza. Il tema era emerso già nel 2024 con le inchieste su Lavender: l’esercito israeliano ha sempre negato di usare l’IA per identificare i miliziani, definendo il software “un database” per incrociare fonti d’intelligence. Un’altra vicenda riguarda #Minab, in Iran: secondo un’inchiesta di Bloomberg, la revisione interna del Pentagono sull’attacco alla scuola del 28 febbraio, con oltre 150 morti, ha indicato tra le cause l’eccessivo affidamento a uno strumento di #Palantir.

La guerra senza responsabili

“A me pare una pazzia questa cosa”, dice Michele #Kettmajer, esperto di intelligenza artificiale, a proposito dell’idea di mettere le guerre in mano a “sistemi di cui non conosciamo ancora bene le potenzialità, gli sviluppi, gli errori”. Un principio, ricorda, era già scritto da Asimov: “la prima legge robotica era quella che i robot non potessero mai fare del male agli umani”. Regola che, afferma, “è stata infranta nel momento in cui i droni, che sono dei robot a tutti gli effetti, hanno iniziato a uccidere le persone ovunque”.

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GIORGIO BIANCHI REAGISCE A NAZA: "TRA I PRODUTTORI C'È UN NOME CHE SPIEGA TUTTO"

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#Naza, sigla ebraica per “danno collaterale”, è il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor prodotto dal Guardian, con Jonathan #Glazer produttore esecutivo. Ventiquattro tra soldati e uomini dell’intelligence israeliana, in anonimato, parlano di notte sui tetti di Tel Aviv del sistema di individuazione degli obiettivi a Gaza. Il film, Premio speciale della giuria a Venezia, è uscito nelle sale italiane a fine settembre. L’esercito israeliano ne respinge le accuse: “Dobbiamo difendere la reputazione dell’esercito israeliano”, ha dichiarato il capo di Stato maggiore Eyal Zamir.

Una sala in silenzio

“La sala non ha fiatato nessuno”, racconta Giorgio #Bianchi ai nostri microfoni dopo aver visto Naza dalla prima fila. “Molti sono usciti con le lacrime agli occhi, me compreso”, e la visione al cinema era per lui obbligata: “io rimango di quelli che i film vanno visti al cinema”. Da documentarista, aggiunge, “la messa in scena, proprio ragionando da documentarista, secondo me è straordinaria”.

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"È UN MiG-23, È TUTTO PIENO DI SCRITTE RUSSE": STORIA DI UNA BUFALA DECENNALE SU USTICA

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Il 27 giugno 1980 il DC-9 Itavia precipita al largo di #Ustica. Il 18 luglio un MiG-23 libico si schianta sul costone di Castelsilano, in Calabria. Due tragedie distinte, che la vulgata ha fuso in un solo, cinematografico scenario: la battaglia nei cieli, il caccia rimasto nascosto nei boschi per tre settimane. Ad Astrea, Rosanna Piras mette questa versione davanti a chi c’era davvero.

C’è l’ammiraglio Sergio #Biraghi, che quel 18 luglio riceve la telefonata del generale Tascio: “È un MiG-23, è tutto pieno di scritte russe”. Manda sul posto il suo interprete, ascolta le comunicazioni del gregario che chiama per minuti un compagno che non risponde più. E consegna al giudice Priore un intero armadietto di documenti, che a un certo punto sparirà. Per fortuna, lui aveva tenuto le copie.

C’è il comandante #Cecconello, pilota collaudatore del Reparto Sperimentale di Volo, che arriva sul relitto tre giorni dopo: serbatoi a secco, nessun incendio, nessun segno di combattimento. “Zero segni di qualsiasi natura”.

E c’è Vittorio Argento, giornalista aeronautico, che legge in diretta le parole dei magistrati sulle perizie che collegavano i due eventi, e ricorda la telefonata con il sindaco di Castelsilano, esasperato da una domanda che si sente rivolgere da quarant’anni.

Una puntata che non chiude il mistero di Ustica, ma toglie di mezzo uno dei suoi equivoci più duri a morire. Il racconto completo, con i dettagli dell’armadietto scomparso e del finto “missile” ripescato in mare, è nella video-intervista di Rosanna Piras.

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