Modalità di lettura

Muore in un incidente a Mykonos, era nell’isola per il suo addio al nubilato

Muore in un incidente a Mykonos, era nell’isola per il suo addio al nubilato

Tragedia a Mykonos, una delle più note isole della Grecia. Una donna di 37 anni, Sara Ceccantini, residente ad Arezzo e impiegata in un’importante azienda del Valdarno, ha perso la vita a seguito di un gravissimo incidente stradale avvenuto nella giornata di ieri. Secondo le prime informazioni raccolte, la donna si trovava sull’isola greca insieme ad altre persone per il suo addio al nubilato. Proprio nelle prossime settimane avrebbe dovuto sposarsi con un coetaneo valdarnese.

Le circostanze dell’incidente sono ancora in fase di accertamento e le notizie che arrivano dalla Grecia risultano al momento frammentarie. La conferma della tragedia è giunta nelle ultime ore anche nell’azienda in cui la donna lavorava, dove già dalla mattinata avevano iniziato a circolare le prime indiscrezioni. La notizia ha suscitato profondo cordoglio tra colleghi, amici e conoscenti.

  •  

Fine vita: presidente Cnr: “non ci sono strumenti per autosomministrazione farmaci letali”

Fine vita: presidente Cnr: “non ci sono strumenti per autosomministrazione farmaci letali”

“Allo stato attuale alla presidenza dell’ente non risultano reperibili ed esperibili strumenti in commercio per la auto-somministrazione di farmaci che siano impiegabili nella procedura di morte medicalmente assistita per persone immobilizzate o impossibilitate né risultano allo studio progetti relativi”. L’ha detto il presidente del Cnr, Andrea Lenzi nella sua audizione sul disegno di legge sul fine vita che si sta tenendo al Senato davanti alle commissioni Giustizia e Affari sociali.

Lenzi ha citato il caso di una donna toscana, chiamata sui media Libera, affetta da sclerosi multipla che, su istanza promossa nel 2024, è morta per auto-somministrazione di un farmaco letale, “usando un cosiddetto dispositivo a comando oculare su autorizzazione del tribunale di Firenze data direttamente a un dipendente del Cnr, i cui costi di produzione sono stati a carico dell’Asl toscana nordovest”. E ha aggiunto: “L’eventuale immissione in commercio di un dispositivo di questo tipo, indipendentemente dalla necessità, presupporrebbe che il Cnr fosse un ente che opera con finalità produttive ovvero di commercializzazione di prodotti e non invece come un ente che ha come funzione primaria la ricerca scientifica”.

  •  
❌