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Mattarello-Acquaviva (Trento), sabato 17 e domenica 18 ottobre: Due giorni contro carcere e guerra. Programma completo

Riceviamo e diffondiamo:

Qui la chiamata in pdf: DUE GIORNI CONTRO CARCERE E GUERRA

Qui il programma completo dell’iniziativa: Due giorni contro carcere e guerra2 Due giorni contro carcere e guerra2

DUE GIORNI CONTRO CARCERE E GUERRA

La guerra è sempre un fatto di politica interna.

Sia perché le sue basi materiali sono vicine a noi (come industrie, logistica, ricerca) sia perché ha un ritorno altrettanto materiale (nei termini di guerra al nemico interno, intruppamento della società, costi che vengono fatti pagare alla classe proletaria).

Se il compito di rovesciare la guerra tra Stati e tra gli sfruttati in guerra contro gli sfruttatori non può gravare sulle spalle di un qualunque movimento specifico, a noi rimane il compito di dare concretezza alla solidarietà internazionalista e capire come essere all’altezza delle sfide della nostra epoca.

Un anno fa la due giorni contro “carcere e guerra” al terreno No Tav di Acquaviva (Trento) è stata occasione per ritrovarsi tra compagni e compagne e pensare la lotta fuori dalle carceri unita a quella dentro di esse, anche grazie a contributi scritti di diversi prigionieri. Cadendo a ridosso delle giornate di blocco di settembre e ottobre, ha anche permesso un confronto rispetto a quello che stava accadendo. A un anno di distanza, tanto è successo ma non sono venute meno le ragioni per discutere di “carcere e guerra”.

Il genocidio a Gaza continua, con l’estensione della guerra totale a Yemen, Iran e Libano.

L’imperialismo statunitense mostra i muscoli in Sudamerica dietro la facciata della lotta “al narco-terrorismo” e si rivale sui suoi alleati-vassalli europei, scatenando nel frattempo la violenza anti-proletaria per le strade delle proprie città (coi raid tecnologicamente equipaggiati dell’ICE).

La competizione tra le potenze – che per quanto ci concerne si concretizza nel riarmo dell’Occidente – si traduce in una feroce predazione delle risorse necessarie a un capitalismo digitale che sviluppa l’IA come nuova atomica, mentre rende progressivamente il pianeta inadatto alla vita (come testimoniano le temperature record dell’estate trascorsa).

Emerge in tutta la sua arroganza una tecno-oligarchia che non ha problemi a considerare gran parte dell’umanità massa eccedente e a trattarla come bestiame da macello.

Il razzismo sistemico si riverbera nelle periferie e nell’intera società occidentale.

L’altra faccia del riarmo è la crescente repressione, in Italia strutturata attorno ai costantemente aggiornati decreti sicurezza: impunità per gli omicidi di Stato, allargamento della sorveglianza tecnologica, criminalizzazione della gioventù immigrata, finanche la proposta di messa al bando degli “anarchici e antifascisti” dopo la morte di Sara e Sandrone…

Ma non viviamo in un tempo in cui i soli colpi vengono assestati dal nemico di classe.

Insurrezioni e sommosse si succedono per tutto il mondo (dall’Indonesia alla Bolivia).

Nel ventre della Bestia alle resistenze contro l’ICE si aggiungono quelle contro i progetti di datacenter e una crescente rabbia contro gli oligarchi capitalisti (testimoniata dai vari attacchi a CEOs e dal ritorno del sabotaggio).

In Albania un progetto immobiliare israelo-saudita-statunitense ha scatenato un movimento di massa contro il governo.

In Italia i moti del “Blocchiamo tutto” hanno palesato la disponibilità al conflitto di nuove generazioni, riemersa poi in momenti di conflittualità come la piazza bolognese per Fakir.

Le sfide che ci pone la tendenza alla guerra mondiale necessitano tanto di riflessione quanto di iniziativa.

Proponiamo questa due giorni con in testa, più che delle proposte, degli interrogativi da affinare assieme, per avere più slancio nelle lotte a cui partecipiamo e parteciperemo.

Che strada dovremmo prendere come internazionalisti contro un mondo di guerra, genocidio e incarcerazione tecnologica?

Che cosa significa essere con la resistenza palestinese e contro lo Stato di Israele?

Quali valutazioni e quali prospettive possiamo condividere a partire da quanto si è mosso nell’ultimo anno, in Italia e non solo, contro colonialismo e genocidio?

Quali le possibilità di lotta a partire dai nervi scoperti che strutturano i rapporti tra Israele e stati occidentali, dalle reti logistiche alla trama dell’interesse economico?

A quali scenari di incarcerazione tecnologica lavorano gli stati e che ruolo giocherà l’apparato di controllo nel disinnescare e reprimere la protesta alle nostre latitudini?

Che forme di rivolta ed evasione sono praticabili contro le sue manifestazioni più tangibili, come i data center?

Come sta cambiando la forma del potere (e dunque la possibilità di attaccarlo) oggi che l’apparato tecnologico sta riempiendo il mondo di enormi “contenitori” di dati necessari al suo stesso mantenimento?

Quello che sta venendo vidimato, decreto dopo decreto, è la costruzione di un diritto penale da stato di guerra.

La lotta dentro le carceri è punita sempre più duramente e lottando fuori è sempre più facile finirci dentro: con l’art. 270 quinquies è sufficiente la disponibilità di testi o materiale video per essere arrestati con l’accusa di terrorismo, mentre alle mobilitazioni al fianco della resistenza palestinese hanno fatto seguito decine di misure cautelari, non ci dimentichiamo dei due compagni che hanno perso la vita mentre erano sottoposti a tali misure.

Con quali prospettive possiamo immaginare di affrontare il carcere di oggi nell’eventualità di essere arrestati/e?

Quali insegnamenti traiamo dall’esperienza dei Prisoners for Palestine e dalla mobilitazione internazionale in loro sostegno?

Come provare dunque a dare una dimensione internazionale alle lotte all’interno del carcere?

In che modo un movimento contro la guerra si fa carico di sostenere i propri prigionieri a partire dai prigionieri palestinesi attualmente detenuti in Italia?

Come si possono affrontare le nuove forme di repressione economica (es. multe per manifestazioni e “grida sediziose”)?

Come affrontare collettivamente la risposta repressiva agli ultimi blocchi e alla mobilitazioni per la Palestina?

Con Sara e Sandrone nel cuore.

Anche quest’anno la due giorni si terrà al Terreno Notav di Acqua Viva (Mattarello, Trento), Sabato 17 e Domenica 18 Ottobre. Sarà disponibile campeggiare e sono gradite le distro.

Pranzi e cena saranno benefit per spese legali e mantenimento dei prigionieri.

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Udine-Trieste, 11 e 22 settembre: Due iniziative solidali e contro il 41-bis

Riceviamo e diffondiamo:

DUE INIZIATIVE IN SOLIDARIETÀ CON UN COMPAGNO DELL’ASSEMBLEA CONTRO IL CARCERE E LA REPRESSIONE DEL FRIULI E DI TRIESTE.

DUE INIZIATIVE CONTRO IL REGIME DI TORTURA DEMOCRATICA DEL 41 BIS.

DUE INIZIATIVE CONTRO IL SISTEMA AUTORITARIO, PREVARICATORE, SFRUTTATORE E VIOLENTO CHE PRODUCE LA SOCIETÀ BASATA SUI PRIVILEGI.

Il prossimo 21 settembre, lunedì mattina alle h 9:00, si svolgerà a Trieste, presso il tribunale, l’udienza di appello per un procedimento che vede imputato un nostro compagno.

Saremo davanti al tribunale per manifestare la nostra solidarietà e ribadire che il regime di carcerazione del 41 bis è una tortura autorizzata dallo Stato democratico verso i soggetti che non accettano di piegarsi. È il tentativo di blindare questa situazione per accelerare il processo di criminalizzazione del conflitto e portarci alla guerra.

L’11 settembre, venerdì sera alle h 20:00, a Udine, allo Spazio autogestito (via de Rubeis), verrà proiettato il documentario autoprodotto 181 giorni contro il 41 bis. Lo sciopero della fame di Alfredo Cospito, che ripercorre e rievoca le mobilitazioni e le piazze “agitate” dell’inverno 2022-’23, al fianco del prigioniero rivoluzionario anarchico Alfredo Cospito, tutt’ora rinchiuso al regime infame del 41 bis. Sarà anche un’occasione di approfondimento e discussione sul recente passato, sulla gestione autoritaria della pandemia covid-19, sulla risposta repressiva dello Stato alle richieste, a volte molto lucide e coscienti, dei detenuti, sull’imposizione del bavaglio a chiunque abbia osato schierarsi al loro fianco. Sulla necessità di non dimenticare e continuare la lotta!

liberetutti [at] autistiche.org

zardinsmagneticsradio.noblogs.org

t.me/zardins

Associazione “Senza Sbarre”

casella postale 129

34121 TRIESTE

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Assemblea permanente
contro il carcere e la repressione
del Friuli e di Trieste

liberetutti@autistiche.org

Associazione “Senza sbarre”
c.p.129, 34121 Trieste

zardinsmagneticsradio.noblogs.org

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Attacco incendiario contro il parco auto dell’Istituto federale per le attività immobiliari, contro la NATO, contro la Bundeswehr, contro la guerra (Pinneberg, Germania, 16 agosto 2026)

Riprendiamo da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/08/17/attacco-incendiario-contro-il-parco-auto-dellistituto-federale-per-le-attivita-immobiliari-contro-la-nato-contro-la-bundeswehr-contro-la-guerra-pinneberg-germania-16-agosto-2026/

Attacco incendiario contro il parco auto dell’Istituto federale per le attività immobiliari, contro la NATO, contro la Bundeswehr, contro la guerra (Pinneberg, Germania, 16 agosto 2026)

Ciao, oggi vogliamo presentarvi l’Istituto federale per le attività immobiliari (BImA). Non lo conoscete? Sembra noioso? Anche noi la pensavamo così fino a poco tempo fa. Ma la collaborazione tra il settore civile e quello militare sta dando risultati sorprendenti.
Per questo motivo, nella notte tra il 15 e il 16 agosto 2026, abbiamo dato fuoco al parco auto della BImA a Pinneberg (Schleswig-Holstein), al numero 1 di Eggerstedtstraße.

La BImA si occupa della gestione e della valorizzazione di tutte le caserme e gli immobili dell’esercito federale tedesco. Il compito principale della BImA è garantire gli spazi e i terreni di cui hanno bisogno varie istituzioni federali, in particolare l’esercito federale, la polizia federale e la dogana.
Inoltre, la BImA organizza programmi edilizi, ad esempio per la costruzione di nuovi alloggi per le forze armate. La BImA è coinvolta anche in numerose strutture della NATO, ad esempio nella gestione dei beni immobili delle truppe NATO e nella gestione della rete di condutture di quest’ultima.
Come potete vedere, quindi, ci sono molti motivi per interessarsi all’“Istituto federale per la gestione immobiliare”. La cooperazione civile-militare offre inoltre diverse opportunità…

Sabotiamo la Bundeswehr, sabotiamo ogni manovra della NATO, sabotiamo la guerra!
Contro ogni Stato, ogni nazione e il servizio militare obbligatorio!
Per la vita, l’auto-organizzazione e l’azione diretta!

[Pubblicato in tedesco in https://de.indymedia.org/node/858133 | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/08/17/attacco-incendiario-contro-il-parco-auto-dellistituto-federale-per-le-attivita-immobiliari-contro-la-nato-contro-la-bundeswehr-contro-la-guerra-pinneberg-germania-16-agosto-2026/]

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Comunicato di rivendicazione per l’attacco alla residenza di Dominic MacDuff-Auger, fondatore di Munera Intelligence, azienda produttrice di droni IA, e per il lancio di bottiglie molotov contro una sede Microsoft da parte di Fronte Rivoluzionario Anarchico di Liberazione (Montreal, Canada, 5 agosto 2026)

Riprendiamo da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/08/13/comunicato-di-rivendicazione-per-lattacco-alla-residenza-di-dominic-macduff-auger-fondatore-di-munera-intelligence-azienda-produttrice-di-droni-ia-e-per-il-lancio-di-bottiglie-molotov-contro-una/

Comunicato di rivendicazione per l’attacco alla residenza di Dominic MacDuff-Auger, fondatore di Munera Intelligence, azienda produttrice di droni IA, e per il lancio di bottiglie molotov contro una sede Microsoft da parte di Fronte Rivoluzionario Anarchico di Liberazione (Montreal, Canada, 5 agosto 2026)

Visita a domicilio a uno sviluppatore di droni AI e attacco con bottiglie Molotov contro Microsoft

Nella notte di mercoledì 5 agosto, sono state sfondate le finestre e la porta di un’abitazione e una sede di Microsoft è stata presa di mira con delle bombe molotov.

L’azione era diretta contro la residenza ufficiale del fondatore e la sede centrale di Munera Intelligence. Munera sviluppa droni basati sull’intelligenza artificiale che, grazie alla tecnologia AI, sorveglieranno le nostre strade, come previsto da un accordo con il Comune di Montreal annunciato a giugno. Le finestre e la porta dell’abitazione di Dominic MacDuff-Auger sono state distrutte.

Il Comune ha dichiarato che i droni verranno utilizzati esclusivamente nelle zone di cantiere. Tuttavia, come qualsiasi sistema di videosorveglianza, i dati raccolti non faranno altro che rafforzare il sistema di controllo che la polizia sta implementando per coprire l’intera città. Il programma sui droni fa parte di un progetto più ampio che include l’installazione, recentemente annunciata, di telecamere alimentate dall’intelligenza artificiale e gestite dalla polizia in tutta la città. L’obiettivo è normalizzare le crescenti intrusioni nelle nostre vite e condurre una guerra costante contro la nostra capacità di vivere in libertà. Se si consentirà al Comune di sviluppare l’uso dei droni con intelligenza artificiale, non c’è dubbio che il nostro futuro assomiglierà sempre più a un mondo in cui il cielo sarà pieno di robot che effettuano consegne per Amazon e vigilano sulla nostra totale obbedienza a governi sempre più autoritari.

La stessa notte, sono state lanciate bottiglie molotov contro una sede della Microsoft. Questo attacco è una risposta alla silenziosa espansione dei data center, settore in cui Microsoft riveste un ruolo di primo piano. I data center rappresentano un elemento fondamentale del potere capitalista contemporaneo. Sono al centro dell’ascesa dell’intelligenza artificiale che, da un lato, sta distruggendo il pianeta e, dall’altro, sta creando nuovi strumenti di sorveglianza. La tecnologia di Microsoft, tra le altre, è utilizzata dal governo israeliano nella sua campagna di genocidio contro il popolo palestinese. Durante l’attacco si sono verificate delle difficoltà nell’accendere le bottiglie molotov, difficoltà che non si erano presentate durante le prove. State certi che in futuro queste difficoltà verranno risolte.

Ci era stato detto che ci attendeva un futuro migliore, un futuro in cui le persone avrebbero avuto tutto ciò di cui avevano bisogno, in cui l’acqua e il cibo sarebbero stati abbondanti e sani e l’aria perfettamente respirabile, in cui il lavoro sarebbe stato ridotto al minimo e le persone avrebbero vissuto senza padroni né dei. Che fine ha fatto questo futuro? Dobbiamo forse aspettare che la fantascienza di 1984, Mad Max o Blade Runner diventi realtà, mentre facciamo da cavie per le sette tecnologiche? No, finché una rivoluzione è ancora possibile, potete contarci: andremo fino in fondo!

Niente più pietà. È ora di dichiarare guerra all’intelligenza artificiale, alla sorveglianza e ai loro sviluppatori! I metodi che adotteremo dovranno essere all’altezza della gravità della nostra situazione: bombe molotov, attacchi alle abitazioni e altro ancora. Non possiamo più rimandare il momento di combattere, lottare e attaccare fino alla vittoria totale. La vittoria totale della rivoluzione sociale. La vittoria totale della vita. L’IA deve essere distrutta!

Giorni migliori ci attendono. Viva la rivoluzione anarchica!

Revolutionary Anarchist Liberation Front [Fronte Rivoluzionario Anarchico di Liberazione]

[Pubblicato in inglese in https://mtlcounterinfo.org/house-visit-for-ai-drone-developer-and-molotov-attack-on-microsoft/ | Pubblicato in francese in https://mtlcontreinfo.org/attaque-residentielle-contre-le-developpeur-des-drones-ia-et-attaque-molotov-contre-microsoft/ | Tradotto in italiano e pubblicato in https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/08/13/comunicato-di-rivendicazione-per-lattacco-alla-residenza-di-dominic-macduff-auger-fondatore-di-munera-intelligence-azienda-produttrice-di-droni-ia-e-per-il-lancio-di-bottiglie-molotov-contro-una/]

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Contro il DDL salva-sionismo, resistenza a oltranza! Roma, 9 settembre: presidio contro il ddl Romeo

Riceviamo e diffondiamo questo importante testo e appuntamento:

Scarica la chiamata in pdf: testo su 9 (rev REV)

Resistenza a Oltranza

I fronti di guerra si allargano sempre di più e il genocidio in Palestina continua senza sosta. L’Italia è in prima fila in ogni massacro. È in prima fila in Asia occidentale con la guida della missione Aspides, con l’invio di ben 700 soldati in Arabia Saudita e con l’utilizzo delle basi militari in territorio italiano, nonché con l’uso di radar per i bombardamenti. È in prima fila in Ucraina, fornendo materiale bellico, supporto logistico e politico, inviando addestratori e dando appoggio incondizionato al governo fantoccio di Kiev. È da sempre in prima fila nel sostenere il genocidio del popolo palestinese, fornendo copertura politica, economica e cooperazione a tutti i livelli all’entità sionista, arrivando addirittura a lucrare sul massacro stesso, riuscendo, ad esempio, ad accaparrarsi lo sfruttamento del gas di fronte alle coste di Gaza tramite Eni. Per permettere che questa carneficina continui indisturbata, lo Stato italiano deve blindare sempre di più il fronte interno e quindi portare la guerra alle classi subalterne e a tutte le forme di opposizione e resistenza, anche potenziali, alla macchina da guerra. Da qui nasce l’esigenza di varare una lunga serie di provvedimenti liberticidi che hanno preso la forma di decreti o pacchetti sicurezza. Anche il disegno di Legge Romeo si inserisce in questo apparato repressivo ed è rivolto in particolare al movimento in sostegno alla Palestina nato per opporsi al genocidio in corso. Come Coordinamento di solidarietà col popolo palestinese ci siamo subito resi conto della pericolosità di questo ennesimo attacco e insieme alla Rete Liberi di Lottare abbiamo prodotto un’opuscolo “da battaglia” che spiega nel dettaglio i contenuti nonché la genesi di questo ddl e lo abbiamo presentato in decine di spazi e contesti sociali. Per questo non approfondiremo qui i contenuti specifici ma ci limiteremo a dire che il DDL mira ad equiparare l’antisemitismo all’antisionismo, adottando la faziosa definizione formulata dall’International Holocaust Remebrance Alliance (IHRA, organizzazione governativa costituita dai Paesi NATO, a cui si aggiungono Argentina ed Israele). Ci teniamo invece a sottolineare come nella Commissione Parlamentare dedicata, tutti i partiti dell’arco parlamentare abbiano partecipato attivamente alla stesura del testo. La cosiddetta opposizione si è spinta addirittura a proporre varie altre formulazioni perfettamente sovrapponibili a quella votata al Senato (es. Del Rio). Il decreto è stato approvato al Senato anche con i voti del PD e la ridicola opposizione di M5S e AVS. Infatti, se da un lato il M5S è responsabile insieme al PD dell’adozione della definizione di antisemitismo dell’IHRA sotto il 2° governo Conte, dall’altro ricordiamo tutti le scomposte e imbarazzanti prese di distanza dei vertici di AVS da Hannoun e compagni che continuano a restare in galera accusati di terrorismo. Sono tutti complici. Quindi a chi parla di difesa della democrazia facciamo presente che il regime democratico capitalista e genocidario occidentale è la causa di tutte le guerre e i massacri a cui stiamo assistendo e non può essere riformato ma solo combattuto con tutte le forze di cui disponiamo. A chi si spinge a suggerire allo Stato forme alternative e più sostenibili di repressione (ad es. la Dichiarazione di Gerusalemme), ricordiamo che le barricate hanno solo due lati: o si sta con l’imperialismo occidentale o si sta con le popolazioni martoriate e oppresse da esso. L’illusione di poter riformare il sistema è sepolta sotto un cumulo di macerie insanguinate. Per noi esiste un’unica risposta possibile a questo ennesimo attacco repressivo: Resistenza a Oltranza! Continueremo a difendere la gloriosa resistenza del popolo palestinese in tutte le sue forme! Continueremo a gridare “Palestina libera dal fiume fino al mare!” Continueremo a difendere i prigionieri politici, palestinesi e non, perseguitati dallo Stato! Continueremo a sostenere che il 7 ottobre è stato un atto di legittima resistenza! Continueremo a dire che Israele è un’entità coloniale, suprematista e genocida!

Per questo il 9 settembre saremo sotto il Parlamento italiano dove avrà inizio la discussione sul ddl “salva-sionismo” che rappresenta una intollerabile forma di censura che di fatto istituisce il “terrorismo della parola” per chi non si allinea con il sionismo.

E continueremo poi, il 17 settembre alle 16:30 in aula Majorana al dipartimento di Fisica, dove abbiamo convocato una assemblea a cui invitiamo a partecipare tutti coloro che non vogliono rassegnarsi al silenzio o al collaborazionismo per organizzarci e reagire insieme alla deriva repressiva. Avremo anche i contributi di Georges Abdallah e dei compagni della rivista francese Supernova.

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