Modalità di lettura

Sull’orlo del vuoto come di un fiordo. Una raccolta di fototesti, libri d’artista e fotolibri

Giovedì 22 febbraio, alle ore 18.30, presso Église si inaugura la mostra a cura di Cristina Costanzo Sull’orlo del vuoto come di un fiordo. Una raccolta di fototesti, libri d’artista e fotolibri, con il coordinamento di Iole Carollo. Esiste una distinzione tra le diverse espressioni della “forma-libro” nell’intersezione tra immagine e scrittura? Qual è il confine tra fotolibro, fototesto e libro d’artista? Qual è il ruolo del testo e della didascalia rispetto all’immagine? Il percorso espositivo, il cui titolo trae spunto da Lettura di un’immagine di Lalla Romano, prova a rispondere ad alcuni quesiti attraverso le ricerche e le narrazioni di artisti, fotografi e scrittori internazionali confluite nei libri in mostra. Si tratta di libri che assemblano fotografie e testi e sono animati da una particolare sensibilità rispetto ai luoghi e agli spazi. La mostra è organizzata e promossa da Église in collaborazione con Zazie Books ed è patrocinata dal PRIN 2020 “Fototesti.Retoriche, poetiche e aspetti cognitivi”. La mostra sarà aperta dal 23 febbraio al 15 marzo, visitabile dal martedì al venerdì, dalle 10.30 alle 18.00 o su appuntamento, scrivendo a eglisepalermo@gmail.com. Una seconda tappa sarà organizzata da Zazie Books, libreria di Paola Contino.
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Strage di Rigopiano: la sentenza di appello

Da giorni nevica e la strada che collega l’hotel di Rigopiano al paese di Farindola è bloccata. Nonostante le telefonate di allarme alle autorità, data anche la presenza da settimane di uno sciame sismico, nessuno fa nulla: non si trova alcun mezzo per sgombrare la strada per evacuare le 40 persone presenti – 12 lavoratori e 28 clienti - completamente isolate. Nel pomeriggio del 18 gennaio 2017, dalla montagna sovrastante, si stacca una enorme valanga che investe l’albergo, spostandolo di 10 metri, sfondandone le pareti e seppellendo i presenti; moriranno in 29, tra lavoratori e clienti. Alle...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Sesto S.Giovanni)
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Liquid Sky | II Edizione

Apre al pubblico mercoledì 28 febbraio dalle ore 10:00 la seconda edizione della rassegna d'arte contemporanea Liquid Sky, curata da Benedetta Spagnuolo e organizzata da ARTISTI ITALIANI - arti visive e promozione, con il patrocinio della Regione Liguria e del Comune di Genova. Liquid Sky ospita opere di fotografia, video, installazione, pittura, grafica e illustrazione, che trovano collocazione tra le pareti della Galleria delle Esposizioni, all'interno del Galata Museo del Mare, uno splendido edificio antico affacciato sul porto di Genova e avvolto in un grande involucro di vetro e acciaio. La rassegna rimarrà aperta tutti i giorni, dalle 10:00 alle 19:00, fino al 6 Marzo 2024. L’intento di Liquid Sky è quello di creare una rassegna, un appuntamento fisso pensato appositamente per il museo, al quale si presentano artisti contemporanei e spesso inediti provenienti da tutta Italia e dall’estero che si confrontano su un elemento di forte rappresentazione dell’identità storica della città di Genova: l’acqua. Nel caso di questa esposizione, l’acqua è vista come elemento principale di connessione con il “cielo” (sky), con il quale confina sia visivamente sia concettualmente, e ne risalta ogni sfaccettatura fino a diventarne parte. Il titolo che abbiamo scelto è liberamente tratto dall’omonima opera cinematografica di Slava Tsukerman del 1982, un cult movie seminale a tutti gli effetti che collega un luogo, rappresentazione scenografica di una vicenda interiore, e i suoi protagonisti. Per Carl Gustav Jung, l’acqua e il suo simbolismo sono un elemento essenziale e fondamentale per quel viaggio interiore che è l’introspezione, base di partenza della moderna psicologia e psichiatria: “L’acqua, il mare, è il simbolo dell’inconscio per eccellenza, con tutti i contenuti rappresentati da tutti gli esseri che vivono nelle sue profondità. Noi tutti abbiamo navigato nel mare uterino delle nostre madri e l’acqua ci ricollega a uno stato in cui non ci sentivamo ancora separati dal grande universo”. L’aspetto materno dell’acqua coincide con la natura dell’inconscio, in quanto quest’ultimo (specialmente nell’uomo) può essere considerato madre o matrice della coscienza. In tal modo l’inconscio, quando interpretato in riferimento al soggetto, ha al pari dell’acqua significato materno. Diventano così importanti anche gli elementi connessi all’acqua: la barca, che da sempre è non solo un veicolo o uno strumento ma anche compagna dell’uomo, tanto da ricevere spesso un nome che ha un forte significato sentimentale, ed essa è anche espressione di un archetipo, ovvero colei che ci porta nel nostro “viaggio terreno da una sponda all’altra”; l’io, che nel viaggio individuale deve confrontarsi e relazionarsi con le intemperie che il destino gli pone; la vela, perché si muove con il vento che nessuno può comandare, sinonimo degli accadimenti della nostra vita; il vento, simbolo del destino, che interferisce nel dialogo tra mare, barca e vela, e che quindi durante l’esistenza spinge ad adattare le vele il meglio possibile; il destino stesso, metafora delle attitudini, delle caratteristiche e delle qualità. Questo avvicinarsi al significato simbolico dell’acqua ha riscontro nella mitologia greca: nell’Iliade troviamo infatti “Oceano, che a tutti i numi fu origine” e Teti, “la madre”, quale origine del mondo e delle divinità. Il significato dell’acqua non si esaurisce nella mitologia, nelle religioni o nell’antichità perché questi contenuti simbolici appartengono profondamente alla nostra psiche e ancora oggi si manifestano a livello psicologico attraverso i sogni o le immaginazioni fantastiche di ognuno di noi. È importante riuscire a leggerle, ancora una volta, per ricercare un equilibrio nella nostra vita. L’acqua fa parte delle nostre origini: da acque mitologiche si originò l’universo, da acque oceaniche affiorarono le terre emerse, in acque marine si formò la vita, in acquosità uterine si sviluppa il feto; nei sogni e nelle fantasie il mare o una qualsiasi vasta distesa d’acqua rappresentano l’inconscio. [...] Benedetta Spagnuolo Artisti Davide Aicardi, Davide Barzaghi, Teresa Bellini, Maria Rosa Benso, Roberto Fabio Brucci, Benedetta Cari, Antonio Cesare, Tina Cosmai, Nariman Darbandi, Alessandro De Petre, Diberto, Katharina Eisenberg, Riva GLDF, Fabiola Ledda, Elisa Lelli, Lorenzo Enrico Lemmo, Cinzia Mazzoni, Daniela Moretti, Valerio Murri, Ada Nori, Flavio Palazzina, Silvana Rocco, Vasiliy Sad, Andrea Scopelliti, Serena Serrani, Giovanna Sposato, Rosetta Tronconi.
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TRAVEL TALES III

Siamo quasi alla fine dell’edizione TTA -  TRAVEL TALES AWARD 2023, MA in realtà quest’anno non sarà cosi…. Ci aspetta la convention Photo Travelers a Milano il 1,2 e 3 marzo 2024, dove tra le varie presentazioni chiuderemo l’edizione TTA 2023 e lanceremo le call per il TTA 2024! la Convention viene organizzata da  Viaggio Fotografico (https://viaggiofotografico.it/) e da TTA – Travel Tales Award (https://traveltalesaward.com). L’evento verrà ospitato a Milano da Parco (www.parco.center/), nuova struttura nascente in zona Navigli/Barona, e sarà un evento riservato con partecipazione ad iscrizione che offrirà ai partecipanti, tutti fotografi appassionati o professionisti, occasioni di incontro tra loro,  spazi di confronto e di gratificazione ai loro lavori, contenuti di loro produzione. Esperti e speakers esterni alle due community contribuiranno a costruire il palinsenso dei due giorni. Alla convention verrà presentato il volume TRAVEL TALES III, che contiene 16 storie, selezionate tra le 50 storie finaliste TTA 2023. Ecco le storie che comporranno il volume con i rispettivi Autori: Stefano Bianchi – Armenia, Luigi Cipriano – Timeless Istanbul, Nicola Ducati – Steel Life, Lello Fargione – Polaroid Instant world, Roberto Malagoli – Mauritania, Roberto Manfredi – once upon a time there was a sea, Francesco Merella – Coptic Christian Rites – Ethiopia, Robertino Radovix – Wakhan paradise in danger, Roberto Renai – Activities and Crafts, Luigi Rota – India, a magic place, Tina Salipante – Mare Fecunditatis, Marijn Schulte – Jumping Boys Stone Town, Claudio Varaldi – Camargue e Abrivado,  Roberta Vitali – desert is magic, Sergio Volani – Cambogia e la serie di Yuliy Valisev, vincitore di Plodviv Festival 2023. www.traveltalesaward.com
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TRAVEL TALES III

Siamo quasi alla fine dell’edizione TTA -  TRAVEL TALES AWARD 2023, MA in realtà quest’anno non sarà cosi…. Ci aspetta la convention Photo Travelers a Milano il 1,2 e 3 marzo 2024, dove tra le varie presentazioni chiuderemo l’edizione TTA 2023 e lanceremo le call per il TTA 2024! la Convention viene organizzata da  Viaggio Fotografico (https://viaggiofotografico.it/) e da TTA – Travel Tales Award (https://traveltalesaward.com). L’evento verrà ospitato a Milano da Parco (www.parco.center/), nuova struttura nascente in zona Navigli/Barona, e sarà un evento riservato con partecipazione ad iscrizione che offrirà ai partecipanti, tutti fotografi appassionati o professionisti, occasioni di incontro tra loro,  spazi di confronto e di gratificazione ai loro lavori, contenuti di loro produzione. Esperti e speakers esterni alle due community contribuiranno a costruire il palinsenso dei due giorni. Alla convention verrà presentato il volume TRAVEL TALES III, che contiene 16 storie, selezionate tra le 50 storie finaliste TTA 2023. Ecco le storie che comporranno il volume con i rispettivi Autori: Stefano Bianchi – Armenia, Luigi Cipriano – Timeless Istanbul, Nicola Ducati – Steel Life, Lello Fargione – Polaroid Instant world, Roberto Malagoli – Mauritania, Roberto Manfredi – once upon a time there was a sea, Francesco Merella – Coptic Christian Rites – Ethiopia, Robertino Radovix – Wakhan paradise in danger, Roberto Renai – Activities and Crafts, Luigi Rota – India, a magic place, Tina Salipante – Mare Fecunditatis, Marijn Schulte – Jumping Boys Stone Town, Claudio Varaldi – Camargue e Abrivado,  Roberta Vitali – desert is magic, Sergio Volani – Cambogia e la serie di Yuliy Valisev, vincitore di Plodviv Festival 2023. www.traveltalesaward.com
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Il silenzio di Dio

Il silenzio di Dio   Paolo di Giosia   Loggiato “Riccardo Cerulli” Polo Museale Civico Giulianova (Te)   info: info@paolodigiosia.it   videoinstallazione   12/17 febbraio 2024 orario apertura Loggiato   Ingresso libero E dopo “Il senso del cielo” installato a Teramo nei giorni scorsi, Paolo di Giosia, porta avanti il tema della Shoah presentando “Il silenzio di Dio” in una videoinstallazione negli spazi del Loggiato Riccardo Cerulli del Polo Museale Civico di Giulianova, all’interno della mostra in corso “La Razza nemica. La propaganda antisemita fascista e nazista” del Museo della Shoah di Roma. «Ne “Il silenzio di Dio" (2016) siamo alla fine della parabola dell’Olocausto che ha prodotto una quantità smisurata di scarpe e resti umani difficili da smaltire. È ciò che rimane del genocidio programmato, ultime propaggini di individui che poco prima erano ammucchiati all’interno delle stesse fosse dove giacciono ora le eccedenze. Di Giosia evoca, per moltiplicazione, la superfetazione delle calzature e, per sottrazione, le anime a cui sono appartenute.» (Martina Lolli) «Ancora una volta il bravissimo Paolo di Giosia ci offre una occasione di riflessione […] di grande suggestione per non dimenticare la tragedia dell’olocausto passato […] ponendo al centro le persone, la vita, in quella ferialità ordinaria che la Shoah distrusse irreparabilmente. Per dirci che la distrugge ancora oggi. Per farci capire la ferocia della Shoah in ogni tempo e luogo. Scegliere il prima e il dopo dell’orrore con i tanti volti dell’umiliazione della violenza e della morte, ci dice quanto quel tempo abbia potuto togliere a chi lo ha attraversato: la bellezza della vita.» (Leo Nodari) La videoinstallazione, della durata di 5’12” è riprodotta in loop, sarà visibile fino al 17 febbraio e sarà il preludio della presentazione del nuovo libro fotografico dell’artista: “Lontano dagli occhi. Shoah: uno sguardo contemporaneo”. «Un progetto al quale di Giosia ha lavorato anni e che finalmente trova compimento nella pubblicazione di un meraviglioso volume d’arte. Il libro, edito da Ricerche&Redazioni, è un lavoro che parte da lontano, maturato dopo diverse visite effettuate dall’autore nei centri di detenzione e sterminio legati alla Shoah. Anni di lavoro, affinamento, per approdare a degli esiti di straordinaria sensibilità e originalità.» (Giacinto Damiani) Dalla prefazione di Paolo Coen: «Paolo di Giosia […] La sua ricerca, iniziata ormai da qualche decennio, ha principalmente a che fare con la forma e con la luce. Fra l’occhio e l’interpretazione del reale si frappone l’apparecchio fotografico, che in tal modo assume la funzione di interfaccia. Rapide scorrono dinanzi ai nostri occhi di fruitori le immagini in bianco e nero. L’una diversa dall’altra. In linea con un filone consistente dell’intera contemporaneità, dinanzi alle sue immagini si possono chiamare in causa i valori di energia, di riflessione, di forza: certo non il valore di bellezza, almeno in termini tradizionali. Si tratta di una delle principali caratteristiche positive di questi scatti, che “non fanno presepe”, per impiegare le parole di Nunzio, un altro grande artista abruzzese. Ve ne sono molte che trattano argomenti complessi, dolorosi o addirittura atroci. La Shoah. L’HIV. La povertà. A un livello concettualmente diverso, non si vuole dire più elevato: la solitudine, l’abbandono, l’oblio. Esattamente come l’Hokusai che si auto-descrisse nella postfazione del 1835, Paolo studia queste situazioni e queste realtà; le studia una per una, evitando così di appiattirle e di banalizzarle. Lasciando ad altri la pornografia dell’orrore.»    Per info: 3406905880  
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M90, l'orso condannato a morte e abbattuto

In questo mondo alla deriva, il sistema capitalistico globalizzato, selvaggio e criminale sta subendo l’ennesima crisi e ha sguinzagliato ancora una volta i signori della guerra per nuove distruzioni, morte, genocidi, povertà e abbrutimento sociale, per poi, come da prassi, ricostruire le città, curare i feriti, riempire nuovamente gli arsenali e sostenere i superstiti, elargendo fondi alle multinazionali del cemento, delle armi, dell’alimentazione e della farmaceutica, pompando così, nuovo ossigeno nei polmoni del capitale. E la storia continua… In questa macelleria umana e ambientale,...

(Pasquale Aiello)
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Presentazione della rivista Monochrome e incontro

Venerdì 16 febbraio dalle ore 19 avremo il piacere di ospitare la presentazione della nuova rivista fotografica Monochrome insieme alla fotografa Susanna D’Aliesio. L’incontro è gratuito e aperto a tutti. Monochrome è una rivista indipendente nata dalla convinzione che la fotografia meritasse di essere trattata in una maniera differente. Questo progetto editoriale, unico nel suo genere, nasce con l’obiettivo di piantare un seme e con la volontà di offrire delle riflessioni sui temi della cultura visuale. In questo numero si parlerà del conflitto in Ucraina, dell’evoluzione della fotografia, del sistema editoriale italiano e della crisi dell’informazione, di iper connessione e molto altro ancora. IL NUMERO “0” USCIRÀ IN UN’ EDIZIONE LIMITATA DA COLLEZIONE DISPONIBILE IN SOLE 50 COPIE. Una bellissima serata per conoscere un nuovo progetto editoriale e chiacchierare con la fotografa e curatrice del progetto, Susanna D’Aliesio.
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Fashion Week Fashion Trip: presentazione del libro di Massimiliano Faralli

Venerdì 9 febbraio dalle ore 19, ospiteremo presso la sede del WSP Photography in Via Costanzo Cloro 58 Roma, la presentazione del libro “Fashion Week Fashion Trip” insieme all’autore, il fotografo Massimiliano Faralli. Modera l’incontro il fotografo Aldo Feroce. Milano 2018-2023 La Settimana della Moda a Milano è un evento della durata di circa una settimana che permette agli stilisti ed alle case di moda di presentare le ultime collezioni ed al pubblico di vedere quali siano le ultime tendenze. Durante la fashion week Milano si popola più che mai di curiosi e di non addetti ai lavori, di turisti della moda, ma anche di orde di fotografi, di modelli di modelle e di aspiranti tali. Le Fashion Victims, in cerca del loro quarto d’ora di celebrità, si aggirano sul palcoscenico delle strade milanesi con occhiali da sole e cellulare vivendo ed incarnando il sogno dell’effimero, tra il vorticare dei colori e il lampeggiare dei flash. “Fashion Week-Fashion Trip” è un long term project che inizia nel 2018 e continua stratificandosi su sé stesso, documenta i costumi i volti, i cangianti attori/spettatori di un fenomeno sociale, restituendo negli anni le loro pose istrioniche o stupite, l’atmosfera di festa, i sorrisi e rubando attimi di fugace bellezza. Il racconto di chi vive l’evento da fuori, nelle strade intorno ai circuiti delle grandi sfilate, il teatro della moda dove talvolta lo spettacolo più interessante si svolge fuori dalle passerelle. Massimiliano Faralli è nato e cresciuto a Prato. Ha praticato fotografia come professionista per molti anni nel settore wedding e fotografia urbana. Dal 2016, attratto da nuove tecniche, intraprende percorsi fotografici diversi che lo portano a sperimentare nuove visioni. Trova nella “street photography” lo strumento ideale per la sua crescita personale, un momento personale dove scopre felicemente sé stesso in mezzo alle persone. Gli piace fotografare in contesti aperti, eventi popolari, manifestazioni, dove cerca spunti creativi e storie di gente comune da raccontare. L’empatia è l’emozione che guida gran parte del suo lavoro, si muove con le persone che ritrae, vicino a loro, ed entra nella scena: non si nasconde ma interagisce. Tiene un suo Workshop di Street Photography e collabora con Fotoclub e Associazioni Culturali per corsi di fotografia e fotografia di strada. I suoi lavori hanno avuto molti riconoscimenti, menzioni d’onore in Italia e all’estero, sono stati pubblicati in riviste nazionali e internazionali e su vari siti di arte e fotografia, esposti in mostre collettive e personali in molte città e nei principali festival di fotografia in Europa e nel mondo. Ha vinto importanti concorsi internazionali, tra i principali l’Overall Winner Urban al Trieste Photo Days, il Miami Street Photography Festival, il Fujifilm Moment Street Photo Awards. Nel 2023 pubblica il suo primo libro “Fashion Week, Fashion Trip” Edizione Scripta ManentI suoi lavori fotografici si trovano su:http://www.instagram.com/fara.massi http://www.flickr.com/photos/faramassi
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Incontro sulla fotografia con Fabio Sgroi

Fabio Sgroi, palermitano, fotografo della generazione punk, si avvicina alla fotografia nel 1984 scattando fotografie ai suoi amici, giovani vicini alla musica underground. Contemporaneamente dedica il suo lavoro alla sua città e alla sua terra, la Sicilia, concentrandosi sulle ricorrenze,  le cerimonie religiose e la vita quotidiana. Dal 1986 ha lavorato per circa due anni con il quotidiano “L’Ora” di Palermo, per l’agenzia fotografica IF (Informazione Fotografica) di Letizia Battaglia e Franco Zecchin.  Viaggia e lavora attraverso l’Europa e altre parti del mondo. Nei primi anni duemila si dedica al formato panoramico concentrandosi sul paesaggio urbano e sull’archeologia. Ha preso parte a numerose mostre collettive e personali sia in Italia che all’estero. Ha partecipato a diversi progetti internazionali e residenze fotografiche. In 30 anni di carriera ha pubblicato diversi libri fotografici in tutta Europa nei quali si possono apprezzare le sue ruvide immagini in bianco e nero che rispecchiano il suo carattere sensibile ed introverso.
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Presentazione della rivista Monochrome e incontro

Venerdì 16 febbraio dalle ore 19 avremo il piacere di ospitare la presentazione della nuova rivista fotografica Monochrome insieme alla fotografa Susanna D’Aliesio. L’incontro è gratuito e aperto a tutti. Monochrome è una rivista indipendente nata dalla convinzione che la fotografia meritasse di essere trattata in una maniera differente. Questo progetto editoriale, unico nel suo genere, nasce con l’obiettivo di piantare un seme e con la volontà di offrire delle riflessioni sui temi della cultura visuale. In questo numero si parlerà del conflitto in Ucraina, dell’evoluzione della fotografia, del sistema editoriale italiano e della crisi dell’informazione, di iper connessione e molto altro ancora. IL NUMERO “0” USCIRÀ IN UN’ EDIZIONE LIMITATA DA COLLEZIONE DISPONIBILE IN SOLE 50 COPIE. Una bellissima serata per conoscere un nuovo progetto editoriale e chiacchierare con la fotografa e curatrice del progetto, Susanna D’Aliesio.
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Fashion Week Fashion Trip: presentazione del libro di Massimiliano Faralli

Venerdì 9 febbraio dalle ore 19, ospiteremo presso la sede del WSP Photography in Via Costanzo Cloro 58 Roma, la presentazione del libro “Fashion Week Fashion Trip” insieme all’autore, il fotografo Massimiliano Faralli. Modera l’incontro il fotografo Aldo Feroce. Milano 2018-2023 La Settimana della Moda a Milano è un evento della durata di circa una settimana che permette agli stilisti ed alle case di moda di presentare le ultime collezioni ed al pubblico di vedere quali siano le ultime tendenze. Durante la fashion week Milano si popola più che mai di curiosi e di non addetti ai lavori, di turisti della moda, ma anche di orde di fotografi, di modelli di modelle e di aspiranti tali. Le Fashion Victims, in cerca del loro quarto d’ora di celebrità, si aggirano sul palcoscenico delle strade milanesi con occhiali da sole e cellulare vivendo ed incarnando il sogno dell’effimero, tra il vorticare dei colori e il lampeggiare dei flash. “Fashion Week-Fashion Trip” è un long term project che inizia nel 2018 e continua stratificandosi su sé stesso, documenta i costumi i volti, i cangianti attori/spettatori di un fenomeno sociale, restituendo negli anni le loro pose istrioniche o stupite, l’atmosfera di festa, i sorrisi e rubando attimi di fugace bellezza. Il racconto di chi vive l’evento da fuori, nelle strade intorno ai circuiti delle grandi sfilate, il teatro della moda dove talvolta lo spettacolo più interessante si svolge fuori dalle passerelle. Massimiliano Faralli è nato e cresciuto a Prato. Ha praticato fotografia come professionista per molti anni nel settore wedding e fotografia urbana. Dal 2016, attratto da nuove tecniche, intraprende percorsi fotografici diversi che lo portano a sperimentare nuove visioni. Trova nella “street photography” lo strumento ideale per la sua crescita personale, un momento personale dove scopre felicemente sé stesso in mezzo alle persone. Gli piace fotografare in contesti aperti, eventi popolari, manifestazioni, dove cerca spunti creativi e storie di gente comune da raccontare. L’empatia è l’emozione che guida gran parte del suo lavoro, si muove con le persone che ritrae, vicino a loro, ed entra nella scena: non si nasconde ma interagisce. Tiene un suo Workshop di Street Photography e collabora con Fotoclub e Associazioni Culturali per corsi di fotografia e fotografia di strada. I suoi lavori hanno avuto molti riconoscimenti, menzioni d’onore in Italia e all’estero, sono stati pubblicati in riviste nazionali e internazionali e su vari siti di arte e fotografia, esposti in mostre collettive e personali in molte città e nei principali festival di fotografia in Europa e nel mondo. Ha vinto importanti concorsi internazionali, tra i principali l’Overall Winner Urban al Trieste Photo Days, il Miami Street Photography Festival, il Fujifilm Moment Street Photo Awards. Nel 2023 pubblica il suo primo libro “Fashion Week, Fashion Trip” Edizione Scripta ManentI suoi lavori fotografici si trovano su:http://www.instagram.com/fara.massi http://www.flickr.com/photos/faramassi
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Incontro sulla fotografia con Fabio Sgroi

Fabio Sgroi, palermitano, fotografo della generazione punk, si avvicina alla fotografia nel 1984 scattando fotografie ai suoi amici, giovani vicini alla musica underground. Contemporaneamente dedica il suo lavoro alla sua città e alla sua terra, la Sicilia, concentrandosi sulle ricorrenze,  le cerimonie religiose e la vita quotidiana. Dal 1986 ha lavorato per circa due anni con il quotidiano “L’Ora” di Palermo, per l’agenzia fotografica IF (Informazione Fotografica) di Letizia Battaglia e Franco Zecchin.  Viaggia e lavora attraverso l’Europa e altre parti del mondo. Nei primi anni duemila si dedica al formato panoramico concentrandosi sul paesaggio urbano e sull’archeologia. Ha preso parte a numerose mostre collettive e personali sia in Italia che all’estero. Ha partecipato a diversi progetti internazionali e residenze fotografiche. In 30 anni di carriera ha pubblicato diversi libri fotografici in tutta Europa nei quali si possono apprezzare le sue ruvide immagini in bianco e nero che rispecchiano il suo carattere sensibile ed introverso.
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Il senso del cielo

Il senso del cielo   Paolo di Giosia   Biblioteca Dèlfico Teramo   info: info@paolodigiosia.it videoinstallazione   5/8 febbraio 2024 orario apertura biblioteca Ingresso libero   In continuità con l’impegno artistico e sociale degli anni precedenti Paolo di Giosia torna ad esprimersi con una nuova videoinstallazione negli spazi della Biblioteca Dèlfico di Teramo. Il senso del cielo, con cui pone l’attenzione ai bambini durante il dramma della Shoah. Furono oltre un milione e mezzo i bambini uccisi dal nazifascismo… Non erano solo Ebrei, ma anche Rom, Sinti, Polacchi e Sovietici che vivevano nelle zone occupate dalla Germania, nonché bambini tedeschi con handicap fisici e mentali provenienti dagli istituti di cura. La maggior parte di loro aveva meno di 13 anni… “Ancora una volta il bravissimo Paolo di Giosia ci offre una occasione di riflessione […] di grande suggestione per non dimenticare la tragedia dell’olocausto passato […] ponendo al centro le persone, la vita, in quella ferialità ordinaria che la Shoah distrusse irreparabilmente. Per dirci che la distrugge ancora oggi. Per farci capire la ferocia della Shoah in ogni tempo e luogo. Scegliere il prima e il dopo dell’orrore con i tanti volti dell’umiliazione della violenza e della morte, ci dice quanto quel tempo abbia potuto togliere a chi lo ha attraversato: la bellezza della vita.” (Leo Nodari) La videoinstallazione, della durata di 7’41” è riprodotta in loop, sarà visibile fino all’8 febbraio e sarà il preludio della presentazione del nuovo libro fotografico dell’artista: Lontano dagli occhi. Shoah: uno sguardo contemporaneo. “Per la seconda volta un'insolita location appositamente studiata per l'occasione: l'imponente scala nobile di Palazzo Dèlfico. Un evento molto atteso che sorprenderà per le innovative soluzioni allestitive adottate e per l'intima atmosfera che si respirerà durante la serata. Un progetto al quale di Giosia ha lavorato anni e che finalmente trova compimento nella pubblicazione di un meraviglioso volume d’arte. Il libro, edito da Ricerche&Redazioni, è un lavoro che parte da lontano, maturato dopo diverse visite effettuate dall’autore nei centri di detenzione e sterminio legati alla Shoah. Anni di lavoro, affinamento, per approdare a degli esiti di straordinaria sensibilità e originalità.” (Giacinto Damiani) Durante l’evento dell’8 febbraio verranno proiettati anche il video The Waiting Room che quest’anno compie dieci anni e il nuovo lavoro GAME OVER realizzato sempre con la collaborazione del videomaker Vito Bianchini. L'evento è patrocinato dalla Città di Teramo e dalla Rete Universitaria per il Giorno della Memoria, e rientra tra le attività del Patto per la Lettura della Città di Teramo del quale Ricerche&Redazioni è cofirmatario. Nel libro è presente un saggio critico a firma del professore Paolo Coen dell’Università degli Studi di Teramo. Sponsor del volume Banca Generali Private Agenzia di Teramo.   Per info: 3406905880  
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OPEN DAY IIF: sabato 17 febbraio 2024

Istituto Italiano di Fotografia apre le porte fisicamente a tutti gli interessati all’offerta formativa per l’anno accademico 2024/2025 per un open day in sede. Sabato 17 febbraio 2024 IIF allestirà set fotografici di moda, ritratto e still life per far provare ai partecipanti a scattare su un set professionale. I referenti orientamento illustreranno il percorso del Corso Professionale Biennale di Fotografia e dei Corsi Serali Annuali Full e Full Advanced e daranno informazioni relative ai corsi serali e workshop weekend. Durante l’open day sarà inoltre possibile visitare la struttura, visitare le mostre allestite, visionare le centinaia di pubblicazioni e sapere di più sulle collaborazioni commerciali portate avanti negli oltre 30 anni di attività di IIF. Al termine dell’evento verrà lasciato del tempo per le eventuali domande individuali. La prenotazione è necessaria e i posti sono limitati (ti chiediamo di segnalare eventuali accompagnatori). PRENOTA UN POSTO: https://www.istitutoitalianodifotografia.it/eventi/sabato-17-febbraio-2024-open-day-iif/ QUANDO: Sabato 17 febbraio 2024, ingressi disponibili: 11:00-12:15 oppure 15:00-16:15 DOVE: Via Enrico Caviglia 3, Milano (M3 Corvetto) Per informazioni: info@iifmilano.com | 02 58105598
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OPEN DAY IIF: sabato 17 febbraio 2024

Istituto Italiano di Fotografia apre le porte fisicamente a tutti gli interessati all’offerta formativa per l’anno accademico 2024/2025 per un open day in sede. Sabato 17 febbraio 2024 IIF allestirà set fotografici di moda, ritratto e still life per far provare ai partecipanti a scattare su un set professionale. I referenti orientamento illustreranno il percorso del Corso Professionale Biennale di Fotografia e dei Corsi Serali Annuali Full e Full Advanced e daranno informazioni relative ai corsi serali e workshop weekend. Durante l’open day sarà inoltre possibile visitare la struttura, visitare le mostre allestite, visionare le centinaia di pubblicazioni e sapere di più sulle collaborazioni commerciali portate avanti negli oltre 30 anni di attività di IIF. Al termine dell’evento verrà lasciato del tempo per le eventuali domande individuali. La prenotazione è necessaria e i posti sono limitati (ti chiediamo di segnalare eventuali accompagnatori). PRENOTA UN POSTO: https://www.istitutoitalianodifotografia.it/eventi/sabato-17-febbraio-2024-open-day-iif/ QUANDO: Sabato 17 febbraio 2024, ingressi disponibili: 11:00-12:15 oppure 15:00-16:15 DOVE: Via Enrico Caviglia 3, Milano (M3 Corvetto) Per informazioni: info@iifmilano.com | 02 58105598
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BORSE DI STUDIO PER STUDENTI – ASSISTENTI AL CORSO PROFESSIONALE BIENNALE DI FOTOGRAFIA 2024/2026

Istituto Italiano di Fotografia assegna diverse borse di studio per il ruolo di STUDENTE – ASSISTENTE al Corso Professionale Biennale di Fotografia per l’a.a. 2024/2026. Per partecipare inviare una mail a didattica2@iifmilano.com con: - curriculum vitae contenente: foto, data di nascita e luogo di domicilio - lettera motivazionale - 10 fotografie in bassa risoluzione in formato jpg Requisiti: età minima 20 anni, età massima 30 anni. Termine invio candidature: entro mercoledì 3 aprile 2024 Si specifica che l’invio della candidatura non obbliga a procedere con l’iscrizione né come borsista né come studente senza borsa. La candidatura può essere ritirata fino al momento di selezione per il training. Selezione: 1° step: screening sulla base di cv, immagini e lettera motivazionale 2° step: colloquio motivazionale individuale 3° e ultimo step: training formativo e di selezione da lunedì 26 agosto a mercoledì 4 settembre 2024 (sabato 31 agosto compreso; orario 09:00-18:00) SCOPRI IL BANDO: https://www.istitutoitalianodifotografia.it/borse-di-studio-per-studenti-assistenti-al-corso-professionale-biennale-di-fotografia-2024-2026/
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comment-1

Grazie per la guida e soprattutto per il reverse engineering.

Un suggerimento

Traducete il blog post in inglese e postatelo su news.ycombinator.com !

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AI - AD INTERIM

AI – AD INTERIM Convegno dedicato all’uso dei software AI nei settori dell’immagine e della comunicazione. Organizzatori Starring e P.AR.CO Giovedì 14 marzo 2024 presso P.AR.CO via Ambrogio Binda 30-20143 Milano ISCRIZIONE EURO 40 PER OGNI PARTECIPANTE, PER TUTTA LA GIORNATA CON TUTTI I CONTENUTI. PROGRAMMA Mattino 9.30-13.00 AI, i nuovi mondi visuali 9.30/10.30 speech AI Vibes con Pasquale Diaferia, creativo e AD. Spunti e case history su adv realizzate con software AI 10.30-12.00: ROUNDTABLE  “I nuovi mondi visuali“, con Elisabetta Rotolo ( CEO  MIAT)  Dario Piana ( Regista) Paolo Monesi (Voce, Sound designer, Regista) e Domenico Stigliani (CEO Manava.Plus). Moderatore Pasquale Diaferia 12.00-13.00: speech con proiezione di Tania Betti, fotografa ed artista visuale. l’utilizzo dell’AI nella comunicazione sul fashion   Pomeriggio 15.00 – 19.00 Sintografie, odi et amo 14.30:  Performance The artists are present di Vanessa Rusci, artista visuale. una performance provocazione sull’impatto delle intelligenze artificiali sulla nostra vita che vede protagonista VaRu, il suo avatar realizzato da Questit. 15.00-16.00: speech  AI e Fotografia collaborazione possibile? Con Michele Smargiassi, giornalista. L’impatto dell’AI sulla fotografia, limiti e problemi 16.00-17.30: ROUNDTABLE  “Sintografie odi et amo“, con Tania Betti, Vanessa Rusci, Paolo Dalprato. modera Alessandro Curti. 17.30 -18.00 : speech di Alessandro Curti sul rapporto tra fotografie e sintografie presentazione suo nuovo libro  “Fotografia e Intelligenza Artificiale“. 18.00-19.00: speech OPEN SOURCE E AI con Paolo Dalprato Gli strumenti Open Source e gratuiti con l’Intelligenza Artificiale dedicati alle immagini. Per iscriversi Il convegno richiede un fee di iscrizione di 40  euro ( iva compresa) per accedere a tutta la giornata e a tutti i contenuti, Per iscriversi è sufficente mandare una mail con i propri dati  ad angelo@star-ring.it, riceverete le info per il pagamento della quota.
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AI - AD INTERIM

AI – AD INTERIM Convegno dedicato all’uso dei software AI nei settori dell’immagine e della comunicazione. Organizzatori Starring e P.AR.CO Giovedì 14 marzo 2024 presso P.AR.CO via Ambrogio Binda 30-20143 Milano ISCRIZIONE EURO 40 PER OGNI PARTECIPANTE, PER TUTTA LA GIORNATA CON TUTTI I CONTENUTI. PROGRAMMA Mattino 9.30-13.00 AI, i nuovi mondi visuali 9.30/10.30 speech AI Vibes con Pasquale Diaferia, creativo e AD. Spunti e case history su adv realizzate con software AI 10.30-12.00: ROUNDTABLE  “I nuovi mondi visuali“, con Elisabetta Rotolo ( CEO  MIAT)  Dario Piana ( Regista) Paolo Monesi (Voce, Sound designer, Regista) e Domenico Stigliani (CEO Manava.Plus). Moderatore Pasquale Diaferia 12.00-13.00: speech con proiezione di Tania Betti, fotografa ed artista visuale. l’utilizzo dell’AI nella comunicazione sul fashion   Pomeriggio 15.00 – 19.00 Sintografie, odi et amo 14.30:  Performance The artists are present di Vanessa Rusci, artista visuale. una performance provocazione sull’impatto delle intelligenze artificiali sulla nostra vita che vede protagonista VaRu, il suo avatar realizzato da Questit. 15.00-16.00: speech  AI e Fotografia collaborazione possibile? Con Michele Smargiassi, giornalista. L’impatto dell’AI sulla fotografia, limiti e problemi 16.00-17.30: ROUNDTABLE  “Sintografie odi et amo“, con Tania Betti, Vanessa Rusci, Paolo Dalprato. modera Alessandro Curti. 17.30 -18.00 : speech di Alessandro Curti sul rapporto tra fotografie e sintografie presentazione suo nuovo libro  “Fotografia e Intelligenza Artificiale“. 18.00-19.00: speech OPEN SOURCE E AI con Paolo Dalprato Gli strumenti Open Source e gratuiti con l’Intelligenza Artificiale dedicati alle immagini. Per iscriversi Il convegno richiede un fee di iscrizione di 40  euro ( iva compresa) per accedere a tutta la giornata e a tutti i contenuti, Per iscriversi è sufficente mandare una mail con i propri dati  ad angelo@star-ring.it, riceverete le info per il pagamento della quota.
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Atlante umano siciliano |Francesco Faraci

ATLANTE UMANO SICILIANO Di Francesco Faraci Dal 2 al 14 febbraio 2024  Vernissage Venerdì febbraio ore 19:00 Ingresso libero. Orari: dal lunedì al venerdì 10:13; 16:19 Tre parole che insieme formano una frase, ma se messe in proprio ognuna di esse ha una sua identità precisa. Sicilia porta d’Europa, per qualcuno inizio di una nuova vita, punto d’approdo dalla vicina africa. Per altri, invece autoctoni è sguardo sul mondo, odora di radici. Terra infima e meravigliosa dove nulla è mai come appare. Per contingenza, greca illusione. Atlante è viaggio, ma non importa il come, bensì il dove e il perché. Percorrendo una geografia dell’anima, mediterranea, fatta di sensazioni, di percezioni che sgorgano dalla terra nuda dopo la mietitura. Il vento, il cielo, le correnti marine, il sole, la luna e il sale sulla pelle. Tutto concorre a tracciare su una cartina immaginaria i segni del passaggio del viandante, che nulla ha con sé se non le ossa, nudo e aperto com’è di fronte alla sorpresa, al fato, al destino. Umano perché terreno. Perché l’uomo, in fondo, è al centro della ricerca. La sua condizione di “moderno” in una terra che fatica ad evolversi e che quando lo fa, o ci prova, cede ogni volta un pezzo della sua atavica identità. Un lavoro sui contrasti, sugli opposti: vitamorte, caossilenzio, gioiatristezza, rassegnazioneriscatto. Paesi ormai semi abbandonati, dove chi parte non fa più ritorno e l’età di mezzo è ormai un’utopia. Rimangono i vecchi, le pietre delle case dalle porte e dalle finestre sbarrate con la scritta “Vendesi”, che raccontano di ciò che si è stato e di cosa sarà nel prossimo futuro. Dalla Sicilia si fugge, ma il territorio muore e nemmeno troppo lentamente. Si tratta di provare a salvare, a imprimere su carta quel che c’è. Il paradosso è che non mancano l’energia e nemmeno la poesia. Nell’eterna lotta fra andare e restare ho scelto di resistere e raccontare la terra in cui vivo, in controtendenza forse con la fotografia esotica che fa dell’altrove, il più lontano possibile da noi, un vessillo. Eppure, aprendo le porte di casa, spalancando le finestre metaforiche di noi stessi, quindi aprendosi, il mondo accoglie, chiede di raccontarne la storia. La vita, la morte, i sogni e le sconfitte. Siciliano, dunque, per appartenenza non sempre fiera. Esserlo (siciliano) significa, oggi, mettersi in cammino, scavare a fondo nella terra sapendo che il mare, unico e definitivo confine, ha nella linea dell’orizzonte e nelle direzioni dei venti il suo unico limite. Tre parole per dire di un luogo di frontiera, dunque. La ricerca di una piccola America. Ispirato da Robert Frank e dal suo “The Americans” mi sono messo in viaggio, ecco il senso di questo lavoro che implorava di venire fuori. In collaborazione con Kromart gallery  https://www.csfadams.it/eventi/atlante-umano-siciliano-francesco-faraci/ http://www.kromart.it/atlante-umano-siciliano-francesco-faraci/  
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È USCITO IL NUOVO LIBRO DI DANIELE PERRA: “Il Caucaso dall’Imam Šamil a Ramzan Kadyrov”

Lev Tolstoj, nel suo racconto I cosacchi, così descrive la prima penetrazione del mondo russo nell’area caucasica: “Molto, molto tempo fa i loro avi, vecchi credenti, scapparono dalla Russia e si stabilirono oltre il Terek, tra i ceceni del Greben’, la prima striscia di montagne boschive della Grande Cecenia. Vivendo tra i ceceni, i cosacchi si mescolarono con loro e si appropriarono delle usanze, del modo di vita e dei gusti dei montanari; ma mantennero anche lì, in tutta la sua bellezza primitiva, la lingua russa e la vecchia fede. La leggenda ancora oggi più viva tra i cosacchi dice che lo zar Ivan il Terribile venne sul Terek, chiamò a sé dal Greben’ i vecchi, regalò loro la terra da questo lato del fiume, lì esorto a vivere in pace e promise di non costringerli né alla sudditanza, né a cambiare la fede. Ancora oggi le stirpi cosacche si considerano dello stesso ceppo dei ceceni e l’amore per la libertà, per l’ozio, per il saccheggio e per la guerra costituisce il tratto principale del loro carattere”.

Tolstoj, come noto, militò nel corpo di spedizione dello Zar in Caucaso, nel corso della guerra pluridecennale che infiammò la regione a metà del XIX secolo ed almeno fino al 1864, anno che convenzionalmente ne segna la fine. Dunque, chi meglio di lui poteva raccontare, arricchendola di espedienti narrativi, l’epopea caucasica della Russia? Tuttavia la sua opera fu in qualche modo l’espressione più tardiva di quello che si potrebbe definire l’“orientalismo russo”, ed anche quella meno incline alla fascinazione immaginifica per l’Oriente che si ritrova, invece, in altri interpreti del calibro di Puškin e Lermontov. Tolstoj, di fatto, racconta la guerra caucasica per quello che sostanzialmente è stata: una guerra sì di espansione (talvolta brutale, a differenza dell’estensione imperiale verso la Siberia) ma con caratteristiche precipuamente russe. E quali sono queste caratteristiche?

Daniele Perra, nella sua opera Il Caucaso dall’Imam Šamil a Ramzan Kadyrov (edita dalla storica casa editrice parmense Edizioni all’insegna del Veltro, che ha in catalogo diversi testi sull’“altra Europa”), cerca di dare una risposta a questa domanda, partendo dall’affermazione dello storico Andreas Kappeler secondo cui “la trasposizione semplicistica dei concetti di imperialismo e colonialismo nella realtà russa, diffusa soprattutto nella ricerca americana, finisce per occultare molto più di quanto spieghi”. Facendo nostro per un attimo il pensiero di uno dei padri della “scienza” geopolitica, Friedrich Ratzel, si potrebbe addirittura affermare che, avendo seguito una direttrice lineare nello spazio e nel tempo, l’utilizzo della categoria “colonialismo” in rapporto all’espansione russa sia del tutto fuorviante. Questa, in realtà, fu una storia di incontro, scontro, assimilazione, convivenza, vantaggio ed arricchimento reciproco (soprattutto culturale) che ha plasmato in modo determinante l’autocoscienza del gigante eurasiatico, a prescindere dalle pulsioni nazionalistiche (in molti casi eterodirette) che l’hanno ciclicamente minacciato (non esclusa l’esperienza dell’Imamato di Šamil, che, come fa notare Perra, ebbe la sua buona dose di sostegno da parte turca, francese e britannica). Eppure, c’è chi ancora oggi parla di “de-colonization of Russia”, sostenendo la necessità di smantellarla territorialmente per renderla innocua sia sul piano demografico che su quello economico e militare.

Ad onor del vero, parte di questo piano è stato portato a compimento con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, che, come osserva lo stesso Perra, fu “l’erede geopolitica” dell’Impero zarista. A tale proposito, l’ormai veterano della rivista di studi geopolitici “Eurasia” fa notare che, con il crollo del colosso socialista (provocato da spinte sia interne che esterne), la Russia “si ritrovò privata di circa 5,3 milioni di chilometri quadrati di territorio, una superficie superiore a quella dell’intera Unione Europea odierna (4,3 milioni di chilometri quadrati) o dell’India (2,3 milioni di chilometri quadrati). A ciò si aggiunga il fatto che si vide totalmente tagliata fuori da diverse aree di primaria importanza strategica (nel Baltico, nel Caucaso ed in Asia Centrale) e sulle quali con grande difficoltà poteva ristabilire una certa influenza”. Parte della strategia dell’arco di crisi di Brzezinski e soci consisteva proprio nella destabilizzazione dei confini russi, in primo luogo nella fascia meridionale. Prosegue inoltre l’autore: “con la disintegrazione dell’URSS, i diversi anelli che formavano il complesso energetico integrato sovietico finirono per trovarsi al di fuori dei confini della Russia. Mosca, sul finire degli anni ’90, era in una posizione in cui, da un lato, doveva affrontare la crescente concorrenza di ex Repubbliche sovietiche come Turkmenistan, Azerbaigian e Kazakistan (capaci di aumentare in breve tempo la produzioni di idrocarburi grazie a massicci investimenti occidentali) e, dall’altro, doveva affrontare altri Paesi di nuova indipendenza come Ucraina, Bielorussia e Moldavia tutti fortemente indebitati con la Russia per il mancato pagamento di approvvigionamenti energetici”.

È in un tale contesto che si inserisce il conflitto ceceno, che viene esaminato nella seconda parte di questo lavoro (la prima è dedicata più in generale alla storia del Caucaso). Ed è in Cecenia che, nonostante gli errori ed orrori di una “guerra sporca” (e fratricida) ben raccontata dall’autore di Obiettivo Ucraina (Anteo Edizioni 2022), rinasce una Russia capace di opporsi a quello che Perra definisce come un processo di “occidentalizzazione dello spazio” o di “desacralizzazione dello spazio”. Si ha infatti a che fare con un mero consumo di territorio, cultura e vita, che nello specifico caso caucasico è rappresentato dalla perniciosa penetrazione del wahhabismo (“l’Islam americano”), la quale, minando i fondamenti tradizionali dei popoli della regione, ha suscitato l’opposizione anche di molti esponenti del separatismo ceceno della prima ora. In Cecenia, dunque, rinasce la Russia, la quale, mantenendo la sua presenza nel Caucaso ed evitando la parcellizzazione etnico-settaria, attraverso la Cecenia ha saputo ritagliarsi uno spazio di rilievo nel mondo musulmano, del quale essa stessa fa parte.

Il libro di Daniele Perra, approfondendo anche tradizione e aspetti peculiari dell’Islam caucasico, presenta nel dettaglio la storia e la geopolitica di una regione che rimane centrale per comprendere la complessità e le sfumature dell’odierna “guerra mondiale a pezzi”. Di conseguenza, la sua lettura è assolutamente consigliata.

Daniele Perra, Il Caucaso dall’Imam Šamil a Ramzan Kadyrov, Edizioni all’insegna del Veltro, Parma 2024, pp. 192, € 24,00.

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CHE SIGNIFICA LA ‘MOSSA’ IRANIANA

Anche se il quadro del conflitto in Medio Oriente si presenta estremamente articolato e complesso, nonché foriero di pericolose escalation, è impossibile non osservare come l’Asse della Resistenza – ed in particolar modo l’Iran ed Hezbollah – abbia sinora mostrato una grande capacità di gestione strategica e tattica del conflitto, calibrando con grande attenzione ogni mossa. Ragion per cui ha destato non poco stupore il molteplice attacco iraniano dell’altro giorno, proprio perché sembra essere una rottura di quella capacità di equilibrio sinora manifestata. Ma è davvero così?

Consideriamo innanzi tutto gli aspetti principali dell’attacco. Ad essere stati colpiti sono obiettivi ostili in Siria (ISIS) ed Iraq (Mossad), due paesi più che amici, e Pakistan (Jaish Ul-Adl), un paese con cui Teheran ha buoni rapporti – in questi giorni, era addirittura programmata una esercitazione navale congiunta.
Di là dal fatto che l’Iraq, e soprattutto il Pakistan, abbiano protestato in modo significativo, cosa peraltro quasi obbligata sotto il profilo politico-diplomatico, resta il fatto che questi attacchi sono stati portati a termine senza che vi fosse un tentativo di reazione; infatti in alcun caso è stato attivato il sistema di difesa anti-missile. Ciò significa che, certamente per quanto riguarda la Siria (e quindi la Russia) ed il Pakistan, i paesi sul cui territorio si trovavano i bersagli sono stati preavvertiti. Per quanto riguarda l’Iraq, il cui governo sicuramente era stato allertato, c’è da aggiungere una ulteriore considerazione: i missili balistici utilizzati hanno compiuto un volo di oltre 1200 km, poiché sono stati volutamente lanciati da una posizione lontana, nel sud dell’Iran, laddove trovandosi il bersaglio nel kurdistan iracheno sarebbe stato assai più semplice colpire a partire dall’omologa regione iraniana.
Questa scelta ha avuto un doppio valore, politico e militare, ovvero dimostrare la capacità iraniana di colpire con grande precisione ed a grande distanza (messaggio rivolto soprattutto ad Israele), ma anche che i sistemi di intercettazione e difesa anti-missile statunitensi, largamente presenti sia in Iraq che in Siria, sono stati colti di sorpresa/bypassati.

Per quanto riguarda l’attacco alla base del Mossad ad Erbil, va aggiunto che (nonostante la regione del kurdistan iracheno sia una enclave largamente autonoma, e fortemente legata sia agli USA che ad Israele) è evidente che ha mostrato anche la capacità di penetrazione dell’intelligence di Teheran.
La questione dell’attacco sul Belucistan pakistano, alla luce della forte reazione di Islamabad, appare più complessa, ma anche qui – oltre alla mancata attivazione delle difese anti-missile – va tenuto conto della particolare natura dello stato pakistano, al cui interno sicuramente agiscono poteri (interni ed esterni) anche assai diversi e conflittuali. Le forze armate, ed i servizi segreti (ISI), sono molto ben collegati con gli Stati Uniti, sin dai tempi della guerriglia anti-sovietica in Afghanistan, ma anche abbastanza permeati da influenza fondamentaliste islamiche, mentre il governo (anche in funzione anti-indiana, storicamente filo russa) ci tiene a mantenere un rapporto privilegiato con Washington. Vale appena la pena di ricordare come, proprio su mandato statunitense, sia stato liquidato il presidente scomodo Imran Khan… È assai probabile, quindi, che alcune delle forze interne non abbiano gradito la mossa iraniana, ed abbiano imposto una reazione adeguata. È di oggi la notizia che il Pakistan ha effettuato una serie di attacchi mirati contro i “nascondigli terroristici” in Iran; specularmente a Teheran, Islamabad ha dichiarato che rispetta la sovranità dell’Iran, e la sua è una azione esclusivamente antiterroristica. Ed anche in questo caso, le difese iraniane non sono state attivate…

Tornando quindi alla questione iniziale, se siamo di fronte o no ad un venir meno della moderazione iraniana, aggiungendo al quadro la rivendicazione dell’attacco a due navi israeliane nell’Oceano Indiano, ma anche l’assenza di mosse dirette contro gli USA, credo si possa affermare che siamo di fronte a qualcos’altro.
L’Iran ha davanti a sé grandi prospettive, derivanti non solo dagli stretti rapporti con la Russia e la Cina, entrambe capofila della spinta al multipolarismo, ma anche dai grandi vantaggi che la sua posizione geografica strategica offre nella prospettiva dei corridoi euroasiatici. Non ha pertanto interesse ad arrivare allo scontro con gli Stati Uniti, e preferisce di gran lunga esercitare – come sta efficacemente facendo – una forte pressione finalizzata ad espellerne le basi militari dalla regione, senza arrivare al conflitto aperto. Ma, al tempo stesso, e proprio nella prospettiva di cui prima, avverte sia la necessità di affermare il proprio ruolo di potenza regionale di primo piano, sia che sono maturate le condizioni interne ed internazionali perché ciò avvenga.
In questo senso, la mossa iraniana va letta come un segnale alle altre potenze regionali – Arabia saudita e Turchia innanzi tutto – nonché allo storico nemico israeliano, perché comincino a misurarsi con l’idea che l’Iran (a più di quarant’anni dalla rivoluzione khomeinista), non solo non è liquidabile né emarginabile, ma è un soggetto geopolitico con cui devono fare i conti, e con cui è meglio cercare una pacifica convivenza piuttosto che inseguire il sogno di rovesciarne il governo. Vedremo chi e come recepirà il messaggio.

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Passa al sistema Filtri H&Y con uno sconto del 15%

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Sfida per la Casa Bianca

Il 5 novembre 2024 gli Stati Uniti d’America sceglieranno il nuovo presidente. Ai blocchi di partenza ci sono sempre loro due, Donald Trump e Joe Biden. Ex presidente e presidente uscente, 77 e 81 anni a testa. In un Paese sempre più diviso. Tra ricorsi storici e ricorsi in aule di giustizia, quest’elezione segnerà forse più di altre il presente e il futuro, non solo dell’America ma dell’intero Occidente. Vi racconteremo le grandi storie, dei nostri giorni e del passato, quelle che hanno fatto grande gli Stati Uniti d’America. E faremo chiarezza, per capire insieme come, tra caucus, primarie, congressi, grandi elettori, si diventa presidente del più forte e importante Paese del mondo. Un podcast mensile di Gerardo Greco e Giulio Ucciero.

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Atlante umano siciliano |Francesco Faraci

ATLANTE UMANO SICILIANO Di Francesco Faraci Dal 2 al 14 febbraio 2024  Vernissage Venerdì febbraio ore 19:00 Ingresso libero. Orari: dal lunedì al venerdì 10:13; 16:19 Tre parole che insieme formano una frase, ma se messe in proprio ognuna di esse ha una sua identità precisa. Sicilia porta d’Europa, per qualcuno inizio di una nuova vita, punto d’approdo dalla vicina africa. Per altri, invece autoctoni è sguardo sul mondo, odora di radici. Terra infima e meravigliosa dove nulla è mai come appare. Per contingenza, greca illusione. Atlante è viaggio, ma non importa il come, bensì il dove e il perché. Percorrendo una geografia dell’anima, mediterranea, fatta di sensazioni, di percezioni che sgorgano dalla terra nuda dopo la mietitura. Il vento, il cielo, le correnti marine, il sole, la luna e il sale sulla pelle. Tutto concorre a tracciare su una cartina immaginaria i segni del passaggio del viandante, che nulla ha con sé se non le ossa, nudo e aperto com’è di fronte alla sorpresa, al fato, al destino. Umano perché terreno. Perché l’uomo, in fondo, è al centro della ricerca. La sua condizione di “moderno” in una terra che fatica ad evolversi e che quando lo fa, o ci prova, cede ogni volta un pezzo della sua atavica identità. Un lavoro sui contrasti, sugli opposti: vitamorte, caossilenzio, gioiatristezza, rassegnazioneriscatto. Paesi ormai semi abbandonati, dove chi parte non fa più ritorno e l’età di mezzo è ormai un’utopia. Rimangono i vecchi, le pietre delle case dalle porte e dalle finestre sbarrate con la scritta “Vendesi”, che raccontano di ciò che si è stato e di cosa sarà nel prossimo futuro. Dalla Sicilia si fugge, ma il territorio muore e nemmeno troppo lentamente. Si tratta di provare a salvare, a imprimere su carta quel che c’è. Il paradosso è che non mancano l’energia e nemmeno la poesia. Nell’eterna lotta fra andare e restare ho scelto di resistere e raccontare la terra in cui vivo, in controtendenza forse con la fotografia esotica che fa dell’altrove, il più lontano possibile da noi, un vessillo. Eppure, aprendo le porte di casa, spalancando le finestre metaforiche di noi stessi, quindi aprendosi, il mondo accoglie, chiede di raccontarne la storia. La vita, la morte, i sogni e le sconfitte. Siciliano, dunque, per appartenenza non sempre fiera. Esserlo (siciliano) significa, oggi, mettersi in cammino, scavare a fondo nella terra sapendo che il mare, unico e definitivo confine, ha nella linea dell’orizzonte e nelle direzioni dei venti il suo unico limite. Tre parole per dire di un luogo di frontiera, dunque. La ricerca di una piccola America. Ispirato da Robert Frank e dal suo “The Americans” mi sono messo in viaggio, ecco il senso di questo lavoro che implorava di venire fuori. In collaborazione con Kromart gallery  https://www.csfadams.it/eventi/atlante-umano-siciliano-francesco-faraci/ http://www.kromart.it/atlante-umano-siciliano-francesco-faraci/  
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Photo Travelers Convention: l’evento che aspettavi!!

Tutto è pronto nella nuovissima e supertecnologica sede di P.AR.CO , a Milano, per la Convention organizzata da Travel Tales Award e Viaggio Fotografico che si terrà il prossimo 1-2-3 marzo e vedrà  confrontarsi, raccontarsi e condividere tempo ed esperienze centinaia di appassionati di viaggi e fotografia provenienti da  tutta Italia e non solo. L’evento che mancava, unico in Italia. E che gli appassionati di fotografia e i viaggiatori per passione aspettavano ormai da molto tempo. Una convention che è soprattutto un’occasione imperdibile di incontro e confronto tra persone che condividono le stesse passioni. Il prossimo 1-2-3 marzo nella sede di P.AR.CO, una struttura tecnologicamente innovativa  che sorge nel cuore della storia della Milano fotografica,  a pochi metri da via Tortona, prenderà il via una tre giorni di  tavole rotonde, racconti, incontri, scoperte e condivisioni che avrà  come protagonisti indiscussi i membri di due community numerose e coese : i partecipanti alle varie edizioni di Travel Tales Award e i compagni di tante avventure ed esperienze fatte con Viaggio Fotografico. Il programma Il programma ricchissimo di eventi e occasioni imperdibili d’incontro con alcuni dei più importanti protagonisti della scena della fotografia e della documentazione di viaggio nazionale e internazionale si aprirà in grande spolvero  venerdì 1 marzo alle 18.00 con l’inaugurazione della mostra #TRAVELGRAM2023 (selezione di 40 immagini singole tra quelle che hanno partecipato all’edizione 2023 del premio su IG), accompagnata dalla  coinvolgente musica dal vivo dei TupaRuja, e da una proiezione in loop su videowall delle storie protagoniste delle varie edizioni del premio Travel Tales Award. Si proseguirà poi sabato 2 marzo con incontri assolutamente da non perdere con personalità come Carlo Bevilacqua,  Roberto Polillo, Valentina Tamborra, Fiorella Baldisserri, Isabella Franceschini,  Marco Trovato , Marco Garofalo, Camilla Ferrari, Eugenio Manghi e Alessandro Bavari ognuno dei quali ci offrirà un originale articolato e arricchente punto di vista sul rapporto tra viaggio e fotografia. La convention si concluderà  domenica 3 marzo, dopo  un contributo da non perdere sull’editoria di viaggio di Renato Scialpi e la tavola rotonda “Imaginary Tales” moderata da Sonia Pampuri con  Paolo Dalprato e Alessandro Bavari che ci illustreranno le potenzialità dell’AI nella costruzione di immagini di viaggio, con il lancio della quarta edizione del premio Travel Tales Award . Il programma completo, che vedrà anche il contributo dei partner storici del premio Travel Tales Award come Il Fotografo, Photographers.it, Viaggio Fotografico.it, Italian Street Photography, Corigliano Calabro Fotografia, Colorno Photo Life, Plovdiv Photo Salon e OTTO Gallery, lo trovate qui Come iscriversi Per partecipare alla Photo Travelers Convention, basta iscriversi compilando il form che trovate al link  la quota di iscrizione è di sole 70 euro per l'esperienza di tre giorni completa mentre è di sole 40 euro per quanti preferiscono scegliere una sola giornata ( l'ingresso di venerdì in questo secondo caso è omaggio). Affrettatevi però perché le iscrizioni saranno limitate a un massimo di 150 partecipanti, nel rispetto della capienza dello spazio disponibile. Non vediamo l’ora di darVi il benvenuto alla Photo Travelers Convention! Per approfondimenti e info Viaggio Fotografico: https://viaggiofotografico.it/viaggi/photo-travelers-convention/ TTA – Travel Tales Award: https://traveltalesaward.com/photo-travelers-convention/ P.AR.CO.:https://www.parco.center  
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Photo Travelers Convention: l’evento che aspettavi!!

Tutto è pronto nella nuovissima e supertecnologica sede di P.AR.CO , a Milano, per la Convention organizzata da Travel Tales Award e Viaggio Fotografico che si terrà il prossimo 1-2-3 marzo e vedrà  confrontarsi, raccontarsi e condividere tempo ed esperienze centinaia di appassionati di viaggi e fotografia provenienti da  tutta Italia e non solo. L’evento che mancava, unico in Italia. E che gli appassionati di fotografia e i viaggiatori per passione aspettavano ormai da molto tempo. Una convention che è soprattutto un’occasione imperdibile di incontro e confronto tra persone che condividono le stesse passioni. Il prossimo 1-2-3 marzo nella sede di P.AR.CO, una struttura tecnologicamente innovativa  che sorge nel cuore della storia della Milano fotografica,  a pochi metri da via Tortona, prenderà il via una tre giorni di  tavole rotonde, racconti, incontri, scoperte e condivisioni che avrà  come protagonisti indiscussi i membri di due community numerose e coese : i partecipanti alle varie edizioni di Travel Tales Award e i compagni di tante avventure ed esperienze fatte con Viaggio Fotografico. Il programma Il programma ricchissimo di eventi e occasioni imperdibili d’incontro con alcuni dei più importanti protagonisti della scena della fotografia e della documentazione di viaggio nazionale e internazionale si aprirà in grande spolvero  venerdì 1 marzo alle 18.00 con l’inaugurazione della mostra #TRAVELGRAM2023 (selezione di 40 immagini singole tra quelle che hanno partecipato all’edizione 2023 del premio su IG), accompagnata dalla  coinvolgente musica dal vivo dei TupaRuja, e da una proiezione in loop su videowall delle storie protagoniste delle varie edizioni del premio Travel Tales Award. Si proseguirà poi sabato 2 marzo con incontri assolutamente da non perdere con personalità come Carlo Bevilacqua,  Roberto Polillo, Valentina Tamborra, Fiorella Baldisserri, Isabella Franceschini,  Marco Trovato , Marco Garofalo, Camilla Ferrari, Eugenio Manghi e Alessandro Bavari ognuno dei quali ci offrirà un originale articolato e arricchente punto di vista sul rapporto tra viaggio e fotografia. La convention si concluderà  domenica 3 marzo, dopo  un contributo da non perdere sull’editoria di viaggio di Renato Scialpi e la tavola rotonda “Imaginary Tales” moderata da Sonia Pampuri con  Paolo Dalprato e Alessandro Bavari che ci illustreranno le potenzialità dell’AI nella costruzione di immagini di viaggio, con il lancio della quarta edizione del premio Travel Tales Award . Il programma completo, che vedrà anche il contributo dei partner storici del premio Travel Tales Award come Il Fotografo, Photographers.it, Viaggio Fotografico.it, Italian Street Photography, Corigliano Calabro Fotografia, Colorno Photo Life, Plovdiv Photo Salon e OTTO Gallery, lo trovate qui Come iscriversi Per partecipare alla Photo Travelers Convention, basta iscriversi compilando il form che trovate al link  la quota di iscrizione è di sole 70 euro per l'esperienza di tre giorni completa mentre è di sole 40 euro per quanti preferiscono scegliere una sola giornata ( l'ingresso di venerdì in questo secondo caso è omaggio). Affrettatevi però perché le iscrizioni saranno limitate a un massimo di 150 partecipanti, nel rispetto della capienza dello spazio disponibile. Non vediamo l’ora di darVi il benvenuto alla Photo Travelers Convention! Per approfondimenti e info Viaggio Fotografico: https://viaggiofotografico.it/viaggi/photo-travelers-convention/ TTA – Travel Tales Award: https://traveltalesaward.com/photo-travelers-convention/ P.AR.CO.:https://www.parco.center  
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U.S.A.: COA(LI)ZIONE A RIPETERE

L’attacco USA-UK contro lo Yemen mostra ancora una volta come gli Stati Uniti siano irrimediabilmente prigionieri di sé stessi, o meglio ancora dell’immagine di sé che hanno sempre proiettato sul mondo. C’è, in questa mossa assolutamente sciocca, l’ennesimo riverbero della presunzione d’essere il gendarme del mondo, l’ente superiore cui spetta il compito di mantenere il fantomatico “ordine internazionale basato sulle regole” – che poi null’altro è se non un inesistente fantoccio, una copertura che Washington adatta di volta in volta a giustificazione del proprio agire nel proprio esclusivo interesse.
Che queste presunte regole ordinatrici del mondo non siano altro che l’interesse egemonico statunitense, ed in senso più ampio dell’occidente, è cosa chiarissima alla stragrande maggioranza del pianeta, e non certo da oggi, ma una serie di cambiamenti geopolitici intervenuti negli ultimi tempi – uno su tutti, la guerra in Ucraina – hanno mostrato che questo ordine a stelle & strisce è sfidabile, non è più qualcosa cui sia necessario sottomettersi, sia pure obtorto collo.

Questi cambiamenti hanno reso più visibile ciò che si sapeva, a partire dal fatto – appunto – che questo presunto “ordine internazionale basato sulle regole” non solo è una mera invenzione americana, un contenitore vuoto cui di volta in volta gli USA danno il significato che vogliono, ma che è anzi in netto contrasto con l’unico ordine internazionale cui si possa fare legittimamente riferimento, ovvero quello delineato nei trattati internazionali e nella Carta della Nazioni Unite – pur con tutti i suoi limiti. E infatti l’attacco anglo-americano avviene non solo senza alcun mandato dell’ONU, ma in patente violazione delle sue regole.
Ma la illeicità dell’azione militare è, per certi versi, l’aspetto meno rilevante, giacché – come si diceva all’inizio – si tratta di una mossa sciocca, del tutto priva di alcuna efficacia; anzi, capace di sortire esattamente l’effetto opposto a quello dichiarato.
Se, infatti, il blocco imposto dagli Houti sullo stretto di Bab al-Mandeeb, pur relativo esclusivamente alle navi dirette in Israele o ad esso connesse, ha comunque determinato un massiccio spostamento delle rotte commerciali, indipendentemente dalla destinazione, è del tutto evidente che determinare addirittura uno stato di guerra significa amplificare al massimo la minaccia, e spingere ancor di più il traffico marittimo a scegliere rotte alternative.

Del resto, la micro-coalizione messa in piedi da Washington sa perfettamente che, a meno di avventurarsi in una folle invasione terrestre dello Yemen, non è assolutamente in grado di sconfiggere gli Houti, ma solo di infiammare ancor più la regione. E questa impossibilità non deriva semplicemente dal fatto che dietro vi sia la potenza dell’Iran, né tantomeno dalla consapevolezza che gli Houti dispongono di un potentissimo arsenale missilistico, ma dalla semplice constatazione storica: dal 2015, lo Yemen è stato in guerra con i 6 paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, guidati dall’Arabia Saudita, supportati da Marocco, Giordania, Sudan e Pakistan – oltre ovviamente che dagli USA. E questa potente coalizione non è riuscita a piegare il governo yemenita degli Ansarullah, sostenuto da Teheran, ma è quasi arrivata ad esserne sconfitta. Solo la mediazione cinese, che ha posto fine allo storico scontro tra Iran ed Arabia, ha portato poi al cessate il fuoco.
Dunque Washington e Londra sanno benissimo che qualche salva di missili non servirà assolutamente a piegare gli Houti.

Oltretutto, anche a prescindere dal rischio di allargare il conflitto, con contraccolpi potenzialmente devastanti per l’occidente, la piccola squadra navale anglo-americana deve confrontarsi con un problema pratico, ovvero la sua inadeguatezza a sostenere uno scontro prolungato – che è poi il gigantesco problema dell’intero NATOstan. Tutta la struttura dello strumento militare occidentale, infatti, è tarata non soltanto sulle guerre asimmetriche, ma sulla possibilità di risolverle rapidamente, grazie alla potenza soverchiante di un first strike. Quando questa possibilità non sussiste, il sistema entra in crisi.
Innanzi tutto, per restare allo specifico quadrante di guerra, sia la marina statunitense che quella britannica sono abbastanza vecchie, e scontano soprattutto un grandissimo deficit, quello della mancanza di un numero adeguato di navi rifornimento. Anche se gli USA dispongono di numerose basi nell’area medio-orientale, rifornire di munizioni la squadra navale è una operazione complicata; proiettili d’artiglieria e missili dovrebbero essere imbarcati su elicotteri in grado di atterrare su una portaerei, e poi da questa trasferiti alle altre navi. O, semplicemente, ad un certo punto la squadra dovrebbe allontanarsi per rifornirsi in un porto amico.
Tenendo presente che che gli yemeniti potrebbero lanciare ondate di attacchi usando droni da 5.000 $, per abbattere i quali le navi dovrebbero usare missili da 1.000.000 di dollari…

Per quale ragione, quindi, USA e UK hanno portato a termine un attacco pieno di controindicazioni?
Non favorirà la ripresa del traffico marittimo, semmai il contrario.
Non fermerà l’azione yemenita in sostegno della Palestina.
Esporrà le basi statunitensi in M.O., e la stessa flotta, ad un incremento degli attacchi da parte della Resistenza islamica.
Renderà più evidente la strafottenza americana verso le Nazioni Unite e le regole del diritto internazionale.
Alimenterà una possibile escalation del conflitto, col rischio che diventi regionale se non addirittura più vasto.
Sminuirà l’azione dei medesimi Stati Uniti per evitare l’espandersi del conflitto, mostrandone la doppiezza politica (col povero Blinken costretto a sostenere l’inverosimile tesi che bombardare lo Yemen non è una escalation ma il suo contrario…).
La risposta alla domanda è tristemente facile quanto ovvia: coazione a ripetere. Gli USA sono consapevoli di aver perso il loro principale strumento di dominio, la capacità di deterrenza (che si riassume nel poter utilizzare lo strumento bellico soprattutto come minaccia), e cercano disperatamente di ripristinarlo, ripetendo uno schema d’azione consolidato, indifferenti al fatto che i cambiamenti geopolitici l’hanno reso obsoleto ed inefficace.

La coazione a ripetere, il tentativo di ottenere una vittoria rifacendo all’infinito le stesse mosse, non è che un sintomo dell’incapacità dell’impero americano di affrontare i cambiamenti intervenuti nel quadro geopolitico globale. La sua inadeguatezza a comprenderlo ed affrontarlo è causa ed effetto del suo rifiuto di accettare il mutamento. Così come una leadership spaventosamente approssimativa è, allo stesso tempo, il prodotto del declino imperiale e la causa che accelera il declino stesso. Tutto ciò lo rende sempre più inevitabile, ma al tempo stesso moltiplica il rischio che alla fine prevalga la ricerca di un risolutivo Armageddon.

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Chi vuole allargare la guerra in Medio Oriente (e perché)

Per tutta la prima fase del rinnovato conflitto palestinese, a partire dall’attacco della Resistenza del 7 ottobre, la stampa israeliana ha martellato sul pericolo costituito da Hezbollah; del resto, quando Israele tentò di invadere (nuovamente) il Libano, nel 2006, prese una bella batosta proprio dalla milizia sciita, che all’epoca era assai meno potente. Non a caso, oltre 230.000 israeliani sono stati fatti sfollare dal nord del paese, proprio per timore degli attacchi dal Libano, e l’IDF mantiene lì gran parte dei suoi sistemi antimissile Iron Dome.

Il governo israeliano è ben consapevole che un confronto con Hezbollah è potenzialmente devastante, anche perché mobiliterebbe immediatamente, ad un livello ben maggiore dell’attuale, tutte le formazioni dell’Asse della Resistenza; non solo in Libano, ma anche in Iraq, in Yemen ed in Siria. Già ora si ritiene che nel paese dei cedri vi siano alcune migliaia di combattenti iracheni. E chiaramente il supporto americano – che certamente non mancherebbe – non potrebbe andare molto oltre un appoggio aereo-navale: le poche migliaia di militari statunitensi presenti nell’area sono praticamente quasi ovunque circondati da forze ostili.

Di fondo, quindi, per quanto potrebbe piacergli, a Tel Aviv sanno bene che una guerra con Hezbollah avrebbe un costo assai elevato; ma, oltre al desiderio di eliminare quella che considerano una spina nel fianco, l’ambizione maggiore è riuscire a colpire l’Iran, almeno in modo tale da rinviare il più possibile la possibilità di costruire un ordigno nucleare, e di effettuare un first-strike contro Israele. Ma anche l’Iran non è più quello di qualche anno fa, ed un conflitto con Teheran avrebbe costi enormi per Israele. A meno, ovviamente, di trascinarvi dentro anche gli USA. O meglio, il calcolo israeliano prevede comunque di subire grossi danni, ma grazie all’intervento americano – ritiene – il potenziale bellico (nucleare e non) iraniano verrebbe annientato, e quindi il gioco varrebbe la candela.

Il punto è che a Washington non sono affatto dell’idea di farsi coinvolgere in un conflitto del genere, adesso. Intanto, perché paralizzerebbe le rotte commerciali e farebbe salire alle stelle il prezzo del petrolio: Bab el Mandeeb ed Hormuz verrebbero immediatamente chiusi totalmente al traffico marittimo. Poi perché stanno ancora cercando come uscire dal pantano ucraino, e Israele dipende al 100% dai rifornimenti statunitensi. Per non parlare del fatto che in quell’area gli USA hanno moltissime basi militari, che si trasformerebbero in un attimo in altrettanti obiettivi. E non per i razzetti con cui le punzecchiano le milizie irachene, ma con gli ipersonici iraniani. E non solo le basi in Iraq e Siria, ma quelle strategiche a Gibuti ed in Qatar. Gli USA vogliono distruggere il regime degli ayatollah almeno quanto gli israeliani, ma non adesso.

Il problema è che Israele è in un cul-de-sac. La campagna genocida nella Striscia di Gaza ha chiaramente fallito l’obiettivo di provocare un esodo dei palestinesi verso l’Egitto o altrove, non solo perché non se ne vanno, ma anche perché il progetto di una nuova Nakba appare inaccettabile persino ai migliori amici di Israele. La guerra contro la Resistenza poi è un fallimento totale. A quasi tre mesi dal 7 ottobre, l’IDF non è riuscita né a prendere il controllo della Striscia, né a distruggere la rete infrastrutturale di Hamas e degli altri gruppi armati, né tanto meno a liberare anche un solo prigioniero. Al contrario, le perdite – per quanto cerchino di nasconderle – sono elevatissime, sia in termini di uomini che di mezzi. Nei primi tre giorni dell’anno, l’IDF ha ammesso la perdita di oltre 70 militari ed ufficiali. Un disastro, preludio alla sconfitta conclamata.

Da qui, l’urgenza spostare non solo l’attenzione, ma l’intero asse del conflitto. Tutta la banda di fanatici estremisti che governa il paese sa bene di avere i giorni contati, e che la fine della guerra significa anche la loro fine politica; tanto più se dovesse finire appunto con una sconfitta. Uno shock per l’intera Israele, che all’inizio si scaricherebbe proprio sui vertici politici e militari.
Dunque, mentre gli Stati Uniti ritirano dal Mediterraneo orientale la squadra navale guidata dalla portaerei G. Ford, e balbettano alle porte del mar Rosso con la fallimentare ‘missione navale internazionale’, ecco che vengono messi a segno in brevissimo tempo tre attacchi miratissimi (anche e soprattutto in senso politico): un attacco aereo in Siria uccide un alto generale dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, poi l’uccisione del numero due di Hamas a Beirut, nel cuore di un quartiere controllato da Hezbollah, ed infine il devastante attentato terroristico in Iran (oltre 100 morti) a pochi passi dalla tomba del generale Soleimani e nel giorno dell’anniversario dell’attentato in cui fu ucciso. L’intento di provocare una reazione è smaccatamente evidente, e lo scopo è proprio quello di rilanciare per coprire il fatto che Israele sta perdendo.

Una mossa azzardatissima, che rischia di scatenare un conflitto potenzialmente devastante bel oltre l’ambito regionale, e che darebbe fuoco alle polveri in un’area di interesse strategico mondiale, in cui tra l’altro militari russi e americani si trovano a pochi chilometri gli uni dagli altri (in Siria). Senza dimenticare che, se per gli USA è inimmaginabile lasciar distruggere Israele, per la Russia (ma anche per la Cina) è inaccettabile lasciar distruggere l’Iran; che, non va dimenticato, è non solo un importante partner militare – soprattutto per Mosca – ed un membro dei BRICS+, ma anche uno snodo fondamentale nelle rotte commerciali euroasiatiche che Russia e Cina stanno sviluppando.

Scatenare un conflitto in quell’area, in cui si intrecciano molteplici interessi strategici, sarebbe una vera e propria follia. Ma Israele ha sempre mostrato di essere totalmente disinteressata al resto del mondo, e di considerare solo e soltanto quello che crede il proprio interesse. Per di più, in questa fase lo stato ebraico si trova in una congiuntura particolare, con un governo fanatico ma fragile, con le forze armate che hanno perso in 48 ore l’aura di invincibilità e che annaspano in palese difficoltà, e con un paese stordito e spaventato, che si rifugia nel fanatismo religioso e nel razzismo esasperato come antidoto alla paura.

Siamo insomma ad un passaggio in cui le possibilità di evitare un disastro epocale sono quasi esclusivamente in carico a coloro che consideriamo barbari, autocrati e terroristi, poiché è dalla loro lungimiranza, dalla loro capacità di non cadere nelle gravissime provocazioni, che dipende l’esplosione o meno del conflitto più prossimo ad una guerra mondiale.
Fortunatamente per noi, Khamenei, Nasrallah, Haniyeh, Jibril e gli altri, hanno sinora dimostrato di possedere questa capacità. Resta da vedere sin dove si spingerà Israele, se questo non dovesse bastare, e quanto loro sapranno e potranno non prestare il fianco al nemico.

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Call for entry Cosmo photofest 2024

Cosmo -la fotografia fra scienza e arte- I° edizione Festival Internazionale – Colleferro “La bellezza del cosmo è data non solo dall’unità nella varietà, ma anche dalla varietà nell’unità” La fotografia, fin dal suo avvento, ha avuto un ruolo insostituibile nella costruzione di una nuova storia visiva del mondo con particolare riferimento al procedere inarrestabile del pensiero scientifico e alla sua divulgazione. È con pari consapevolezza che registriamo l’assenza di momenti di riflessione collettiva attorno a questo tema. Da qui l’esigenza di colmare questo vuoto con la proposta di organizzare un festival internazionale che si concentri sulla fotografia e il suo rapporto tra Scienza ed Arte nella storia dell’uomo. Il tema del festival, dunque, affronta la vocazione dell’uomo di abitare l’altrove, attraverso la scoperta scientifica non rinunciando alla dimensione onirica del sogno, quindi un incessante dibattersi tra curiosità e propensione alla meraviglia. Il festival come luogo di ricerca, di riflessione, dunque di cultura. Cultura, capace di dialogare ed esprimere in modo perentorio la vocazione storica di un territorio, quello di Colleferro, polo di eccellenza nella ricerca e nella realizzazione delle tecnologie spaziali e non solo. Presentazione alla stampa venerdì 26 gennaio 2024 ore 19:00 presso i locali del Centro Sperimentale di Fotografia Adams E’ possibile partecipare anche online – https://www.csfadams.it/eventi/presentazione-cosmo-la-fotografia-fra-arte-e-scienza/
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IL RITORNO DELLA GUERRA ‘RISOLUTIVA’

La guerra di Corea è probabilmente l’ultima che gli Stati Uniti abbiano combattuto con l’intento strategico e la volontà di vincerla sul campo. Come sappiamo, è finita in un pareggio. Da quel momento in avanti, gli USA – che pure sono certamente il paese più guerrafondaio dell’era moderna – hanno fatto delle forze armate, e quindi della guerra, essenzialmente uno strumento di deterrenza, volto a contenere i nemici comunisti – URSS, Repubblica Popolare Cinese – nella loro espansione politico-ideologica oltre i confini (rispettivamente) dell’est europeo e della Cina continentale.
A partire dalla fine degli anni cinquanta del novecento, gli Stati Uniti non hanno mai preso seriamente in considerazione l’ipotesi di uno scontro diretto con una delle due potenze socialiste; hanno ovviamente ingaggiato un confronto per cercare di raggiungere la supremazia nucleare, ed altrettanto ovviamente hanno elaborato strategie e tattiche in funzione di un ipotetico scontro di tal genere, ma si è trattato di pure ipotesi di scuola. Sul piano concreto, questa possibilità non è mai stata veramente considerata possibile, né tantomeno desiderabile.

Fintanto che è esistita l’Unione Sovietica, questa ha anzi costituito uno dei pilastri su cui si è fondata l’egemonia americana sull’Europa occidentale. Fedele agli accordi spartitori di Yalta, Washington non è mai intervenuta direttamente contro Mosca, anche quando (Berlino ‘53, Budapest ‘56, Praga ‘68) ne avrebbe avuto un ottimo pretesto. E quando il confronto militare c’è stato, si è collocato in periferia, ed è sempre stato indiretto. Vietnam ed Afghanistan docet.
Se guardiamo alla storia dell’espansionismo militare statunitense, ed alla infinita serie di guerre e guerricciole che ha alimentato, dalla seconda metà del secolo scorso in avanti, ci rendiamo però conto di come le vittorie militari, quelle sul campo di battaglia e quelle strategiche, non solo non si sono quasi mai concretizzate, ma probabilmente non erano nemmeno messe in conto.
La grande strategia egemonica americana si è basata sulla deterrenza, piuttosto che sulla vittoria.
Tutti i paesi che, per una ragione o per un’altra, si sono trovati a dover confrontarsi militarmente con gli USA, hanno pagato un prezzo elevatissimo, che ha quasi sempre comportato la devastazione pressoché completa. E quanto più alta e duratura è stata la sfida all’egemone, tanto più è stato duro il prezzo da pagare.

Oltre ai già citati Vietnam ed Afghanistan, ricordiamo l’Iraq, la Siria, la Libia… Tutte guerre che, da un punto di vista strategico, possiamo considerare perdute. Ma che sono costate a quei paesi un prezzo tale che, a distanza di decenni, non ha consentito loro di riprendersi.
Questo è l’assioma su cui si è costruita la strategia imperialista americana: semplicemente, la deterrenza del potere distruttivo.
Nei confronti delle potenze avverse – Russia e Cina – la strategia prevedeva il contenimento (da qui l’enorme rete di basi militari lungo i confini di questi due paesi), nella convinzione che prima o poi sarebbe avvenuta la loro caduta per strangolamento, o che – nella peggiore delle ipotesi – sarebbero rimaste confinate nei propri spazi.
Ragione per cui le forze armate degli Stati Uniti non si sono mai veramente preparate a scontrarsi con le forze armate sovietiche o con quelle cinesi – men che meno con entrambe.

Il conflitto in Ucraina, da questo punto di vista, rappresenta un giro di boa. Gli Stati Uniti, e la loro armata imperiale allargata, la NATO, non si erano mai impegnati in questa misura in un confronto diretto con una delle potenze antagoniste. Non si erano mai impegnati in un conflitto che non fosse marcatamente asimmetrico. Non si erano mai impegnati in una guerra d’attrito prolungata.
E lo hanno fatto senza prima mettersi in condizione di condurre e sostenere un conflitto di tal genere.
Non erano pronti strategicamente (capacità di produzione bellica industriale, riserve di armi e munizioni), non erano pronti al combattimento (sistemi d’arma mai effettivamente testati sul campo, misconoscenza delle capacità del nemico), non erano pronti sotto il profilo dottrinario (strategie e tattiche, strutturazione delle forze armate, sostanzialmente identiche a quelle dei precedenti conflitti asimmetrici).
La battuta d’arresto era inevitabile.

Il conflitto russo-ucraino segna, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, il passaggio ad una fase in cui la deterrenza viene destrutturata, la devastazione si registra nel campo occidentale, e l’inadeguatezza della potenza imperiale si manifesta nella sua piena evidenza.
Questo passaggio, parzialmente oscurato dal difficile scontro politico interno nel paese egemone, richiede pertanto una radicale riconversione complessiva delle politiche imperiali, che deve necessariamente investire sia il piano logistico-strutturale che quello più squisitamente operativo militare. Un processo, questo, che non può chiaramente essere portato a termine in breve tempo, e che quindi apre ad una stagione di interludio, in cui la capacità dello strumento militare non è più in grado di esercitare la propria storica funzione deterrente, e non è ancora in grado di passare ad una in cui la deterrenza viene sostituita dalla capacità di sconfiggere il nemico sul campo.

Il mutamento del quadro geopolitico e strategico complessivo, di cui questa crisi militare statunitense è in parte il prodotto, ma che ne è al tempo stesso causa, finisce pertanto col determinare una estrema instabilità – di cui ciò che accade in Palestina è la manifestazione più evidente – che a sua volta va ad incidere sui tempi e sui modi con cui gli USA cercheranno di rispondere alla crisi.
Ciò che possiamo vedere già adesso, comunque, è la direzione di massima intrapresa. E che potremmo riassumere nel passaggio dalla guerra come deterrenza alla guerra come soluzione.
La prossima guerra Washington la deve vincere, deve sconfiggere il nemico e metterlo in ginocchio. E poiché non sarà un paese debole, ma una delle grandi potenze belliche del pianeta, e quindi tra l’altro dotato di armamenti nucleari tali da distruggere l’America, non sarà per niente facile.
Lo schema, con ogni probabilità, sarà lo stesso della seconda guerra mondiale. Il grosso delle truppe lo dovrà mettere l’Europa, e sarà questo il campo di battaglia.

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LA CATABASI IMPERIALE

Benché sia una delle cose che capitano più di frequente, non bisognerebbe mai dimenticare la lezione di von Clausewitz, la guerra come proseguimento della politica con altri mezzi. Dunque non solo la guerra – ogni guerra – è già di per sé un atto politico, ma i suoi obiettivi, benché si cerchi di conseguirli attraverso lo strumento militare, sono e restano di natura politica. Dunque, una guerra che fallisce i suoi obiettivi politici è una guerra persa, anche se ha prevalso in ogni battaglia.

La guerra ucraina, ad esempio, è cominciata con obiettivi politici ovviamente diversi, per l’una e l’altra parte; ma soprattutto, ad un certo punto ha visto la Russia modificare i suoi, o meglio ancora, l’ha vista modificare la strategia militare attraverso cui conseguirli. Tra questi obiettivi, le conquiste territoriali sono sempre state secondarie, mentre il focus principale è sempre stato sulla smilitarizzazione dell’Ucraina (e la sua denazificazione). Obiettivo che Mosca ha dovuto alfine perseguire attraverso la via più radicale, ovvero la distruzione materiale delle forze armate ucraine. Obiettivo ormai quasi completamente conseguito, ed ottenuto applicando una tattica ed una strategia basata sul logoramento massivo del nemico. Non una blitzkrieg, né una campagna distruttiva devastante, seguita da un’azione conclusiva delle truppe di terra. Entrambe queste strade, a parte ogni altra considerazione, non avrebbero in realtà inferto il colpo duraturo che era invece necessario infliggere. Quindi, per quanto questo procedere abbia un costo più elevato, è stata scelta una via basata sul fattore tempo. Più tempo, più logoramento della forza nemica, maggiori risultati; e soprattutto, di più lunga durata. Mosca ha scommesso ancora una volta sulla propria capacità di sfruttare questo fattore meglio di chiunque altro, ed ha vinto la scommessa.

A ben vedere, ciò che sta accadendo in Palestina è assai simile. Anche se i rapporti di forza appaiono invertiti, rispetto al fronte ucraino, la strategia messa in atto dal Fronte della Resistenza (in senso ampio, non solo quella palestinese) ricalca in qualche modo quella adottata dai russi in Ucraina.
Le forze della Resistenza sanno che il nemico ha bisogno di concludere in fretta, per una serie di motivi che vanno dagli aspetti economici agli equilibri interni ed internazionali. Per questo, l’asse USA-Israele sta mettendo in campo uno sforzo considerevole, cercando di ottenere delle vittorie quantomeno tattiche, che le consentano di accelerare la conclusione del conflitto – o quanto meno di congelarlo temporaneamente per riprendere fiato.
Ovviamente, il problema gigantesco con cui devono confrontarsi gli israelo-americani, ancor prima della Resistenza armata, è la mancanza di obiettivi politici reali, e quindi di una strategia elaborata in funzione di questi. E per reali si intende realisticamente perseguibili, quindi politici in senso proprio, e non certo i sogni messianici con cui li stanno sostituendo. Per tacere poi del fatto che i due poli dell’asse hanno oltretutto interessi ed obiettivi non sovrapponibili, anche se per molti versi coincidenti.

Va tenuto presente che l’operazione della Resistenza è molto più vasta di quanto appaia. Non solo c’è un completo coordinamento tra le formazioni politico-militari della Resistenza palestinese, che hanno una Joint Operations Room (il centro di comando e coordinamento delle varie brigate) operativo su Gaza. Da tempo è presente in Libano un ulteriore centro di coordinamento, in cui sono rappresentate – oltre alle formazioni palestinesi – anche alcune delle milizie irachene e siriane, ed ovviamente Hezbollah. Non ci sono notizie certe sulla presenza anche di Ansarullah (Yemen). In tal modo, tutte le forze della Resistenza possono coordinare le proprie azioni a livello strategico, calibrando la pressione su Israele e sugli USA, ed alternandola tra i vari fronti aperti – Gaza, confine israelo-libanese, mar Rosso…
L’intento è quello di tenere impegnate le forze israeliane in una guerra d’attrito, il cui livello d’intensità varia nel tempo – così da risultare tatticamente imprevedibile – e nello spazio; può acuirsi a Shuja’iya come a Khan Younis, a Metula oppure ad Eilat, sulle alture del Golan o a Kiryat Shmona.
Tutte le formazione che fanno parte del Fronte della Resistenza sono in grado di sviluppare un attacco assai più intenso e massiccio contro il territorio israeliano, ma non è questo l’intento – poiché qualsiasi accelerazione produrrebbe una reazione altrettanto intensa e massiccia; l’obiettivo è invece risparmiare al massimo possibile le proprie forze, e puntare sul logoramento di Tsahal su tempi medio lunghi.

La situazione per le forze israeliane, nonostante i bombardamenti genocidi sulla Striscia di Gaza facciano da cortina fumogena, è di crescente difficoltà. Le perdite, in uomini e mezzi, cominciano a diventare significative, e soprattutto emerge sempre più la difficoltà – da parte dell’IDF – nel gestire tatticamente il confronto. Sul fronte libanese, sono costretti a tenere impegnate una parte significativa delle forze di terra e dell’aviazione; e nonostante abbiano schierate ben 8 delle 12 batterie di Iron Dome (di cui due certamente già distrutte o danneggiate), la minaccia dei missili di Hezbollah è così significativa che gran parte degli insediamenti e delle città vicine al confine sono state evacuate – con i conseguenti danni all’economia, e le crescenti tensioni interne.
Il blocco dello stretto di Bab el-Mandeeb per le navi dirette in Israele, oltre agli attacchi verso Eilat e gli insediamenti vicini, sono praticamente senza difesa, a difficilmente l’operazione navale Prosperity Guardian riuscirà a risolverli, se non a prezzo di mettere seriamente in pericolo le flotte NATO, e rischiare un blocco totale anche sullo Stretto di Hormuz – un disastro per le economie occidentali.

La situazione non è certo migliore nella Striscia di Gaza, dove le truppe israeliane devono confrontarsi con un nemico sfuggente, di cui non riescono a prendere le misure, e che mantiene intatta la capacità non solo di resistere ai tentativi di penetrazione, ma anche di sviluppare offensive tattiche. I periodici lanci di missili verso Ashkelon o Tel Aviv, le sanguinose imboscate contro le unità IDF, il continuo martellamento – a distanza ravvicinata – contro i corazzati israeliani, testimoniano il permanere di una significativa potenza di fuoco, e soprattutto di un inalterato coordinamento tattico.
Le fonti informative israeliane testimoniano che il numero dei morti e dei feriti è tenuto coperto, e viene comunicato solo parzialmente. Il ritiro della Brigata Golani, forse la migliore unità dell’IDF, per via delle perdite subite, così come il mancato conseguimento degli obiettivi tattici dati continuamente per raggiunti (la rete di tunnel sotterranei è chiaramente ancora perfettamente operativa, non è stato scoperto un solo centro comando, un solo deposito di armi, una sola delle fabbriche che producono i missili…), non sono che i più evidenti segni di tale difficoltà.

A più di due mesi dall’inizio dei combattimenti, non solo l’IDF non è ancora penetrato in tutte le aree urbane della Striscia, ma continua ad essere impegnato in scontri a fuoco anche laddove la penetrazione è avvenuta. Nessuno dei prigionieri è stato liberato manu militari – i due soli tentativi sono tragicamente falliti, e l’unico caso di cui avrebbero potuto menar vanto è stato azzerato da una applicazione ottusa delle regole d’ingaggio. Da almeno un paio di settimane viene data per imminente la morte di Yahya Sinwar, che invece continua a sfuggire.
Nonostante tutta la potenza di cui dispone (aviazione, carri armati e corazzati, artiglieria, intelligence elettronica…), Tsahal non riesce a prevalere.
Persino la guerra della comunicazione vede chiaramente in vantaggio le forze della Resistenza, che documentano inequivocabilmente in video gli attacchi portati contro le forze israeliane, mentre queste inanellano figure barbine una dopo l’altra, mostrando filmati propagandistici per di più malamente costruiti su veri e propri set.

Esattamente come in Ucraina, quindi, anche in Palestina le forze che combattono contro l’imperialismo USA-NATO mettono in campo una strategia di logoramento delle forze avversarie, ed in entrambe i casi puntano sul fattore tempo per mettere in difficoltà il nemico. Che, oltretutto, si trova oggi ad essere impegnato su due fronti, con le difficoltà dell’uno che si riverberano sull’altro, mentre i suoi avversari agiscono separatamente.
A riprova che la geografia è ineludibile, e che la politica non può prescinderne. Ed oggi la situazione globale è che i tradizionali strumenti del dominio imperiale anglo-americano, la potenza talassocratica e la proiezione a grande distanza, hanno fatto il loro tempo e risultano inadeguati. L’impero è costretto a combattere guerre assai problematiche ed impegnative, su fronti diversi; e sia la potenza navale, che quella derivante dalla più estesa rete di basi militari della storia, rischiano di risolversi in un problema più che in un atout. Per la semplice ragione che i nemici non sono più così deboli da poter essere rapidamente schiacciati (ma anzi possono a loro volta colpire), e che sanno scegliere le strategie e le tattiche più efficaci per combattere.

L’impero ha perso la sua arma più potente, la capacità di deterrenza. E, costretto ad usare la forza in tempi e modi che non gli sono congeniali, arretra. I suoi nemici, invece, lo sfidano, non arretrano più dinanzi alla minaccia. Ingaggiano il combattimento, ne impongono i tempi ed i modi. E per vincere, gli basta resistere un minuto in più.

L'articolo LA CATABASI IMPERIALE proviene da Giubbe Rosse News.

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La gravità delle forze nascoste

Alla Cappella dell’Incoronata, una delle sedi del Museo Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, dal 20 dicembre 2023 al 20 gennaio 2024 l’artista siciliano Sasha Vinci presenta per la prima volta “La gravità delle forze nascoste”, un progetto inedito a cura di Serena Ribaudo dedicato interamente a Palermo, al suo tessuto urbano e sociale. Vinci, noto per le sue audaci sperimentazioni sulla contemporaneità, crea opere che parlano con profondità alla realtà odierna, affrontando le distanze, le paure e le contraddizioni che caratterizzano il presente. Attraverso uno sguardo trasversale, l'artista indaga sulle fratture di questo momento storico, riconsiderando i rapporti tra la natura, l'essere umano contemporaneo e il suo ambiente sociale, con l'obiettivo di acquisire una nuova coscienza etica, estetica e politica, aprendo le porte a nuove prospettive di comprensione e di interazione con il mondo che ci circonda. Ciò che distingue la ricerca artistica di Sasha Vinci è la continua sperimentazione di diversi linguaggi artistici, utilizzando media come il disegno, la scultura, l'installazione, la performance, la fotografia e il suono. In questo progetto dedicato a Palermo, questi mezzi espressivi convergono per creare un'opera d'arte totale e unica nel suo genere, che coinvolgerà gli spettatori in una straordinaria esperienza multisensoriale. Come scrive la curatrice Serena Ribaudo: “Il lavoro di Vinci indaga con originalità, pregnanza e sentimento poetico il tessuto urbano, animico ed eterico della città di Palermo. La gravità delle forze nascoste è un omaggio al capoluogo siciliano, ai suoi profili, ai suoi cieli. Una dichiarazione d'amore ad una città, il cui ductus ardente viene simbolicamente auscultato, e decifrato, nelle sue armonie e dissonanze per essere restituito ai cittadini in una nuova forma espressiva come dono straordinario”. L'artista afferra la gravità, già presente nel titolo stesso della mostra, come una delle forze fondamentali che condiziona corpi, animali e oggetti inanimati. Vinci esplora questa forza onnipresente che regola i moti celesti, unificando l'umanità in una condizione di inevitabile adesione. Anche l'essere umano, pur con la sua presunzione di dominio sulle altre specie, deve piegarsi a questa forza, incapace di controllarla o imprigionarla. Vinci reintroduce diverse simbologie legate alla cosmologia, alla visione platonica del mondo e alla simbologia musicale, impiegando elementi tipici della tradizione siciliana e conferendo loro nuovi significati, sia politici che sociali, risonanti nel tempo presente. La gravità diventa così una metafora potente che permea non solo l'opera di Vinci ma anche le vite di tutti noi. Ad arricchire la mostra sarà l’opera site-specific “NON SI DISEGNA IL CIELO / Il Canto di Palermo”. Quest'opera è parte della serie in continua evoluzione "NON SI DISEGNA IL CIELO", avviata dall'artista nel 2015 a Volterra in Toscana. Attraverso questo progetto, Vinci crea opere sinestetiche e multisensoriali, traducendo lo skyline e le costellazioni di un luogo in armonie musicali, dando voce alla natura e al paesaggio. Attraverso un intreccio sapiente di opere, Vinci crea una continuità tra passato e presente, tra racconto sacro, mitologico e azione civile, conferendo un significato e un'importanza straordinaria per l'essere umano e il cittadino contemporaneo. L’obiettivo della ricerca artistica di Sasha Vinci è quello di creare una visione che va al di là dell'effimero e abbraccia l'essenza stessa dell'esistenza. "La Gravità delle Forze Nascoste" rivela così nuove interazioni tra i corpi, nuovi rapporti che sorgono da noi stessi e che illuminano la vita nelle sue incognite più profonde, lasciando spazio a molteplici possibilità. La gravità è un assioma inconfutabile, a cui nessuno può sottrarsi. Tuttavia, come immersi in un vortice cieco, risorgiamo per manifestarci con una nuova forma, una forma multinaturale. Questa mostra ci invita a guardare oltre la superficie delle cose, a scavare più a fondo nelle fratture del presente.
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WSP Masterclass - Proiezione lavori edizione 2023

Sabato 16 dicembre dalle 19 presenteremo insieme a Fausto Podavini, Giovanni Cocco e Rosy Santella tutti i lavori realizzati durante l'ultima edizione della WSP Masterclass e comunicheremo il progetto vincitore della borsa di studio che ogni anno mettiamo a disposizione. Un'ottima occasione per vedere dei bellissimi progetti e conoscere meglio la nostra WSP Masterclass, in partenza da febbraio 2023, direttamente dalle parole dei suoi partecipanti. Ingresso libero e aperto a chiunque voglia partecipare. Vi aspettiamo!
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LA GUERRA PERDUTA

Quella che si sta combattendo in Medio Oriente, e che per via del delirio che si è impossessato delle classi dirigenti occidentali potrebbe ancora sfociare in una terribile guerra regionale-mondiale, è qualcosa che le leadership sioniste israeliane rifiutano di riconoscere come tale, e con loro l’intero occidente, che alla loro narrativa si abbevera.
Quello che Israele non sa né vuole capire, anzitutto perché ha una classe dirigente assolutamente mediocre, un mix di bigotti fanatici e grassi squali della politica, è che spezzettare la Storia, frammentarla in segmenti separati secondo il proprio comodo, non solo non serve realmente a frantumarla, ma impedisce di coglierne il senso, la direzione; misconoscere il passato inibisce la capacità di comprendere il futuro, di averne una visione.

Sin dalla fondazione dello stato di Israele – che, non va dimenticato, è uno specifico progetto del sionismo – la popolazione autoctona palestinese è sempre stata considerata esclusivamente come un problema [1], negandone in nuce l’umanità. Un problema perché possedeva la terra che loro bramavano, perché era troppo numerosa, perché non chinava abbastanza la testa. Da lì a considerarli apertamente animali il passo è stato più breve di quanto si creda.
Salvo rare, quanto lodevoli ma inascoltate eccezioni, le leadership israeliane sono sempre state vittime di questa distorsione prospettica, che li ha poi portate – appunto – ad una lettura della propria storia nazionale in cui gli arabi sono soltanto un ostacolo, bestie feroci che rendono difficile stabilire la pace nella terra promessa. Questa incapacità di guardare la storia anche dalla parte palestinese, ha fatto sì che non vedessero la Storia, ma solo una serie di incresciosi contrattempi.

Per Israele, il 7 ottobre 2023 è solo l’ultimo – questi maledetti animali, che non accettano la soma e invece di lavorare per noi ci aggrediscono! – e nella sua visione monca ad esso non può che seguire una punizione esemplare. Magari anche risolutiva.
Israele pensa ora di poter completare il lavoro iniziato nel 1948, e poi portato avanti nel 1967. Per ristabilire l’ordine naturale delle cose.
Per questo non riesce a comprendere due cose fondamentali: quella che si sta combattendo è una guerra di liberazione (come quella algerina, come quella indocinese, come quella sudafricana…), e quel 7 ottobre è la data che segna la svolta, dopo la quale nulla sarà mai più come prima.
Non importa quante bestie feroci uccidi, se dimentichi che sono fiere.

Le potenze coloniali diventano feroci, quando il loro dominio viene messo in discussione. Ed i popoli che si vogliono liberare pagano sempre un prezzo enorme. Gli algerini ebbero 2 milioni di morti, quasi un quinto della popolazione. I vietnamiti 3 milioni di morti. Ma alla fine i francesi dovettero andarsene.
Il dominio coloniale finisce quando la potenza dominante paga un prezzo che non riesce più a sostenere. Ed è questa la differenza. Per i dominanti, il prezzo massimo accettabile è molto basso, ma per i dominati, che lottano per la propria libertà e per quella delle generazioni future, sarà sempre molto più alto.
Liquidare la Resistenza palestinese come una questione di terrorismo – dimenticando tra l’altro di aver fondato Israele facendo larghissimo ricorso a questa pratica… – è ciò che impedirà agli israeliani di capire la Storia di cui fanno parte. E quindi di affrontarla.

Come diceva il non compianto Henry Kissinger, a proposito della guerra del Vietnam, “abbiamo combattuto una guerra militare; i nostri avversari ne hanno combattuto una politica. Abbiamo cercato il logoramento fisico; i nostri avversari miravano al nostro esaurimento psicologico. In questo modo abbiamo perso di vista una delle massime cardinali della guerra partigiana: la guerriglia vince se non perde. L’esercito convenzionale perde se non vince.” E l’IDF, non sta affatto vincendo. Non può vincere. La Resistenza non ha bisogno di infliggere al nemico una sconfitta militare tale che, in sé, ne determini il crollo. Non ha bisogno di vincerlo strategicamente sul campo di battaglia. È sufficiente che riesca a mantenere nel tempo la sua capacità di combattimento, che riesca ad infliggere delle sconfitte tattiche.
L’operazione al-Aqsa flood è l’equivalente palestinese di Dien Bien-Phu per i vietminh, dell’offensiva del Tet per i vietcong.

L’approccio storico-culturale con cui Israele affronta il conflitto, ancor prima che quello strategico e tattico, è il limite insormontabile per Tel Aviv. Ed è la causa da cui derivano gli errori che sta commettendo nella guerra. Non capisce che affrontare le formazioni della Resistenza come se fossero delle gang criminali non la porterà da nessuna parte. Non capisce che imporre domani l’amministrazione militare a Gaza è un enorme favore ad Hamas, che sarà sgravata dall’onere del governo e potrà concentrarsi nella lotta. Non capisce che l’ondata di attacchi militari in Cisgiordania, e l’ulteriore delegittimazione dell’ANP (che è il governo dei suoi ascari), sono un assist per Hamas, che vuole più di ogni cosa riunificare i fronti di Resistenza. Non capisce che minacciare continuamente i suoi vicini non farà che spingerli a saltarle addosso al primo momento di debolezza.
Non capisce che non è più il 1967 né il 1973, e che il suo nemico non sono gli eserciti giordano, siriano ed egiziano, ma un fronte di guerriglia esteso, capace di mettere in campo almeno altrettanti uomini di quanti ne può mobilitare Israele.

L’illusione di potenza, il disconoscimento dei cambiamenti che intervengono nel mondo intorno a noi, sono costante causa di sanguinose avventure. Paradigmatica, sotto questo profilo, è la storia dell’avventura ucraina. Benché sia stata lungamente studiata e preparata, si è – prevedibilmente, verrebbe da dire – risolta in un disastro. È vero che ha troncato, almeno per qualche decennio a venire, i proficui rapporti tra Europa e Russia, ma non solo non ha affatto indebolito quest’ultima, ma ne ha addirittura determinato il rafforzamento – e più in generale, proprio in termini geopolitici, ha prodotto la saldatura politica, economica e militare tra i principali nemici annoverati dagli USA: la Russia, la Cina, l’Iran e la Corea del Nord.
Una delle tante connessioni esistenti [2], infatti, tra la guerra in Ucraina e quella in Palestina, è che entrambe sono state affrontate dalle potenze occidentali con la convinzione di poterle quantomeno gestire, se non vincerle. E che invece hanno entrambe segnato un giro di boa, quel punto della Storia oltre il quale tutto cambia, per sempre.

Oltretutto, ed anche questo sembra incredibilmente sfuggire alla leadership israeliana, la strategia politico-militare adottata per fronteggiare la crisi innescata dall’attacco del 7 ottobre, rischia seriamente di minare alle fondamenta l’esistenza stessa dello stato di Israele in quanto stato ebraico.
Aver scelto infatti la via genocidaria, come strumento presuntamente risolutivo sia del terrorismo palestinese che della minaccia demografica araba, significa al tempo stesso aver portato all’estremo possibile la strategia millenaristica del sionismo. Al di là dell’ecatombe nucleare – che travolgerebbe Israele quanto e più che i suoi nemici – non c’è più un oltre possibile: il genocidio è il limite estremo raggiungibile. E quando si rivelerà inefficace (e ancora una volta, nessuno meglio degli ebrei dovrebbe sapere che non può essere diversamente), metterà in crisi l’idea fondativa di Israele, la sua ideologia nazionale.

Il sogno di una patria esclusiva, degli ebrei e solo per gli ebrei, così come l’illusione perpetrata per ottant’anni che tale sogno fosse effettivamente realizzabile, crollerà. Quando la società israeliana avrà sedimentato nella propria coscienza l’impossibilità materiale, concreta, di realizzarlo – perché i palestinesi non si arrenderanno mai, non smetteranno mai di essere di più, non accetteranno mai di vivere come bestie – allora tutto cambierà anche lì. Certo, non domani. Ci vorranno forse dieci anni (e saranno anni sanguinosi e dolorosi), ma sul medio periodo questo significherà la morte politica del progetto sionista. La liberazione della Palestina libererà dalle sue ossessioni anche Israele. La sua guerra è perduta.


1 – La parola d’ordine su cui il sionismo costruì dapprima l’idea, e poi lo stato israeliano, era la famosa doppia menzogna “una terra senza popolo per un popolo senza terra”. Doppia perché quella terra era abitata dal popolo di Palestina da migliaia di anni, e perché – molto semplicemente – gli ebrei non sono un popolo, ma semplicemente i seguaci di una religione. E seppure questa religione è assai esclusiva (gli ebrei non fanno proselitismo, si è tali per nascita), resta il fatto che i suoi adepti si sono sparsi per il mondo da oltre duemila anni, durante i quali l’etnicità semitica si è sicuramente annacquata assai più di quanto non sia accaduto agli arabi palestinesi – che sono a loro volta semiti. Non a caso, gran parte degli attuali leader israeliani sono polacchi, russi, rumeni… E tra gli ebrei che vivono in Israele ci sono ben due comunità per nulla semitiche, quella dei falascià (ebrei di origine etiope) e quella degli ebrei di origine indiana.
2 – Su questo aspetto di entrambe i conflitti, cfr. “Due guerre”, Giubbe Rosse News e “Info-warfare: la ‘terza guerra’”, Giubbe Rosse News

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cop28: AC-COP-PIAMOLI!

Il tavolo di questo mondo va fatto saltare. Perchè è pieno di bari. Solo e tutti bari. Che nascondono i propri affari dietro promesse false o millenaristiche. AC-COP-PIAMOLI! Gli stessi inquinatori seriali di ogni angolo del pianeta, che con le loro guerre seminano morte, distruzione e aria irrespirabile, prendono “impegni” parolai, rimandandone la verifica al 2050...... Sono solo degli assassini chiacchieroni. Funambolismi verbali sulla “fine dei combustibili fossili” a coprire l'epoca dei petrolieri, delle atomiche e del riarmo generalizzato. Questi “signori”, per difendere...

(SOCIETA' INCIVILE)
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La Federazione delle Associazioni Italia-Israele contro la risoluzione del Consiglio comunale di Firenze: “Hamas è un gruppo terroristico, Nardella chiarisca”

Il presidente Bruno Gazzo contro il documento approvato dalla maggioranza: “C’è da domandarsi se le richiamate 'pace, giustizia e dignità dei popoli' enunciati nell’atto possano basarsi su presupposti che non hanno alcun rapporto con la realtà”

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Firenze, sembrava un incendio, si scopre che erano stati assassinati: un fermato per l’omicidio di una coppia di anziani

Clamorosa svolta nell'indagine sul fatto di Bagno a Ripoli dello scorso 5 dicembre. I coniugi ritrovati senza vita nella loro abitazione non sarebbero morti a causa del rogo, ma per una spietata aggressione. Ipotesi usura. Lei picchiata e poi forse strangolata

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La gravità delle forze nascoste

Alla Cappella dell’Incoronata, una delle sedi del Museo Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, dal 20 dicembre 2023 al 20 gennaio 2024 l’artista siciliano Sasha Vinci presenta per la prima volta “La gravità delle forze nascoste”, un progetto inedito a cura di Serena Ribaudo dedicato interamente a Palermo, al suo tessuto urbano e sociale. Vinci, noto per le sue audaci sperimentazioni sulla contemporaneità, crea opere che parlano con profondità alla realtà odierna, affrontando le distanze, le paure e le contraddizioni che caratterizzano il presente. Attraverso uno sguardo trasversale, l'artista indaga sulle fratture di questo momento storico, riconsiderando i rapporti tra la natura, l'essere umano contemporaneo e il suo ambiente sociale, con l'obiettivo di acquisire una nuova coscienza etica, estetica e politica, aprendo le porte a nuove prospettive di comprensione e di interazione con il mondo che ci circonda. Ciò che distingue la ricerca artistica di Sasha Vinci è la continua sperimentazione di diversi linguaggi artistici, utilizzando media come il disegno, la scultura, l'installazione, la performance, la fotografia e il suono. In questo progetto dedicato a Palermo, questi mezzi espressivi convergono per creare un'opera d'arte totale e unica nel suo genere, che coinvolgerà gli spettatori in una straordinaria esperienza multisensoriale. Come scrive la curatrice Serena Ribaudo: “Il lavoro di Vinci indaga con originalità, pregnanza e sentimento poetico il tessuto urbano, animico ed eterico della città di Palermo. La gravità delle forze nascoste è un omaggio al capoluogo siciliano, ai suoi profili, ai suoi cieli. Una dichiarazione d'amore ad una città, il cui ductus ardente viene simbolicamente auscultato, e decifrato, nelle sue armonie e dissonanze per essere restituito ai cittadini in una nuova forma espressiva come dono straordinario”. L'artista afferra la gravità, già presente nel titolo stesso della mostra, come una delle forze fondamentali che condiziona corpi, animali e oggetti inanimati. Vinci esplora questa forza onnipresente che regola i moti celesti, unificando l'umanità in una condizione di inevitabile adesione. Anche l'essere umano, pur con la sua presunzione di dominio sulle altre specie, deve piegarsi a questa forza, incapace di controllarla o imprigionarla. Vinci reintroduce diverse simbologie legate alla cosmologia, alla visione platonica del mondo e alla simbologia musicale, impiegando elementi tipici della tradizione siciliana e conferendo loro nuovi significati, sia politici che sociali, risonanti nel tempo presente. La gravità diventa così una metafora potente che permea non solo l'opera di Vinci ma anche le vite di tutti noi. Ad arricchire la mostra sarà l’opera site-specific “NON SI DISEGNA IL CIELO / Il Canto di Palermo”. Quest'opera è parte della serie in continua evoluzione "NON SI DISEGNA IL CIELO", avviata dall'artista nel 2015 a Volterra in Toscana. Attraverso questo progetto, Vinci crea opere sinestetiche e multisensoriali, traducendo lo skyline e le costellazioni di un luogo in armonie musicali, dando voce alla natura e al paesaggio. Attraverso un intreccio sapiente di opere, Vinci crea una continuità tra passato e presente, tra racconto sacro, mitologico e azione civile, conferendo un significato e un'importanza straordinaria per l'essere umano e il cittadino contemporaneo. L’obiettivo della ricerca artistica di Sasha Vinci è quello di creare una visione che va al di là dell'effimero e abbraccia l'essenza stessa dell'esistenza. "La Gravità delle Forze Nascoste" rivela così nuove interazioni tra i corpi, nuovi rapporti che sorgono da noi stessi e che illuminano la vita nelle sue incognite più profonde, lasciando spazio a molteplici possibilità. La gravità è un assioma inconfutabile, a cui nessuno può sottrarsi. Tuttavia, come immersi in un vortice cieco, risorgiamo per manifestarci con una nuova forma, una forma multinaturale. Questa mostra ci invita a guardare oltre la superficie delle cose, a scavare più a fondo nelle fratture del presente.
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Cop 28: la fiera delle falsità!

Aperta dal sultano Ahmed al Jaber, il capo dell’industria petrolifera degli Emirati Arabi Uniti – uno di quei paesi dove si macellano e si fanno sparire gli oppositori scomodi, e dove soprattutto si macellano i corpi e le vite di milioni di immigrati e immigrate pakistani, indiani, bengalesi – si è tenuta la ventottesima conferenza sul clima. Mettere in mano la Presidenza di Cop 28 all’amministratore delegato della Abu Dhabi National Oil Corporation è il colmo dell’ipocrisia, ma non deve meravigliare più di tanto chi ha capito cos’è il capitalismo: l’A.D.N.O.C. estrae oltre 4...

(Il pungolo rosso)
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GOLPE - 50 anni di Cile

Sono passati 50 anni dal colpo di Stato in Cile. L’11 settembre del 1973, dopo ore di combattimenti per le strade di Santiago, i vertici militari prendono il potere destituendo Salvador Allende e instaurando una spietata dittatura con a capo il generale Augusto Pinochet. Il Golpe non servì solo a stroncare l’esperienza politica democratica di Allende ma a fare del Cile il primo vero laboratorio delle teorie neo-liberiste. Oggi come allora, nel Cile tutto è privatizzato, dalla scuola alla sanità, dalla previdenza al welfare, ai beni comuni (acqua, energia, trasporti) e nel commercio dominano le multinazionali. Il popolo cileno non solo è povero, ma è anche arrabbiato. Molte proteste, spesso sedate con il sangue, si sono succedute negli anni. Ma come rileggere i fatti alla luce del presente? Testimonianze di politici, giornalisti, artisti, studenti e lavoratori provano a rimettere insieme vicende, esperienze, non dimenticando gli storici legami con l'Italia, le speranze ancora vive e il peso del passato.

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Ben-Hur, un altro film

Il podcast in 20 episodi di Michele Bovi e Pasquale Panella che raccoglie testimonianze e documentazioni esclusive e che segnala i nomi di tutti gli italiani – cineasti, attori, professionisti e artigiani – che lavorarono in incognito per il kolossal del 1959 premiato da 11 Oscar. Immagini e documenti esclusivi su www.benhurunaltrofilm.it

Lo speciale: Ben-Hur, un altro film

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Principe azzurro cercasi per 50enni

Ciao Gianluca,
ho 52 anni, vivo in una media città lombarda, 20 anni fa ho cominciato a frequentare le scuole di ballo ed i locali dove si danza, ballo liscio e caraibico,salsa bachata, ho intrapreso la cosa quasi per scherzo ed invece mi ha coinvolto molto nel tempo,dandomi la possibilità di divertirmi, socializzare e sopratutto conoscere donne di ogni tipo. In questo ventennio di notti danzanti ho vissuto molte avventure, alcune durate una notte altre qualche settimana, altre qualche anno vedendosi ogni tre mesi, sempre chiarendo in modo non troppo"crudele"che non ero molto portato a relazioni stabili.
Nonostante una storia appassionata e complicata con una donna di 55 anni, di cui ti dirò più avanti, ho continuato la ricerca di avventure molto passeggere. Ma in questo ultimo periodo ho notato che è sempre più difficile cogliere dei successi (e guarda che mi rapporto a 55-60enni, non a 20enni!)
E' mai possibile che con nessuna di queste ultra 50enni liberi, ancora in forma, dopo qualche volta che ci si vede, si balla,si parla, si ride, si beve, non si possa considerare, constatato il feeling reciproco, di andare a cena e poi passare una notte di sensualità e piaceri carnali?
Sono troppo pratico nei ragionamenti, Gianluca? Che cosa mi sfugge?è vero che il mio successo in queste cose è andato spesso "a ondate" ma ultimamente mi
sembrano tutte verginelle, sembra che chiedi loro un braccio!e allora mi sono proprio stufato: tenetevele pure le vostre grazie! Tu che ne pensi?

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Bacio di scena

Caro Gianluca,

Da settembre frequento un corso di teatro, fare l'attrice non è il mio lavoro ma ho scoperto che mi diverto tantissimo e penso di farlo anche bene. Abbiamo messo su un gruppo misto di ragazzi e ragazze ben affiatato e tra due settimane mettiamo in scena il nostro spettacolo, una commedia. Il nostro insegnante mi ha dato un ruolo che mi piace molto, ma c'è un ma... a un certo punto della storia è previsto che io baci appassionatamente un ragazzo di cui io, nella finzione, sono completamente innamorata.
Il problema è presto detto: ho omesso di raccontare al mio fidanzato questo passaggio della mia performance da attrice, quando alcuni mesi fa, il regista mi ha dato il ruolo. Né mi sono sentita di rifiutare la parte per un bacio. Ma quando ho cominciato a fare le prove non so perché non me la sono sentita di dirlo al mio fidanzato e così settimana dopo settimana ho rinviato la cosa, e ora che siamo in prossimità del debutto davanti al pubblico non so che fare. Lui è abbastanza geloso anche se non in modo esagerato e mi ha sostenuto quando gli ho detto che cominciavo a fare teatro, ha visto le foto dei partecipanti mi è sembrato tranquillo. Però già so che non la prenderà molto bene questa storia del bacio "per finzione". Ma ora che faccio? se gli dico di prepararsi a vedermi baciare un altro, lui vorrà sapere perché glielo dico solo ora, e ovviamente penserà che io ho una storia con il ragazzo che recita con me, il che è falso. E però non saprei cosa rispondere. Se invece non dico niente lui verrà ad assistere allo spettacolo con amici e parenti e immagino il suo imbarazzo quando voleranno le battute sulla fidanzata che è bravissima a recitare e ancora meglio a baciare. E se la prenderà con me , mi rovinerà la giornata. Che faccio?

Da ascoltare guardando fuori dal finestrino:
Cesaria Evoria - Ausencia
Princess Chelsea - Yulia
Cigarettes after sex - keep on loving you
Yael Naim – Far far

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L'amore frustrato

Ciao Gianluca ,
Sono un ragazzo di 29 anni e già da un anno e mezzo ho terminato una relazione di 4 anni con una ragazza madre di una bambina di 6 anni. Cercai di dimenticarla, ci sentimmo e cercammo di restare amici e qui iniziò lo sbaglio che mi trascino ad oggi : mi comportai esattamente come durante il rapporto. Sono un idiota, mi sono gettato in pasto senza riflettere e mi lasciai sfruttare perché lentamente maturava la volontà di riprovarci.

La detesto come donna, mi viene il rigurgito a pensare lei che copula con un altro. Ho fatto l'errore madornale di manifestare la mia gelosia ripetutamente, e temo di perdere anche il mio ruolo di padre perché mi resta solo questo.

Che dovrei fare, perché so bene di non vederla in nessun caso e lasciarmi tutto alle spalle ma ci sentiamo perché ho accettato la responsabilità di padre, lei piccola sarà l'unica che soffrirà davvero. Non voglio perdere la mia bambina ma quando vedo la madre provo rabbia, le ho detto che non potremmo mai essere amici, di non farmi conoscer questa sua conoscenza e di rispettare i miei spazi di padre, ma più ci provo e più continuo a pensare che ora sta con quello e chissà che altro. La bambina nomina continuamente il nome dell'altro e questo mi fa ribollire di rabbia, ma è la vita e devo farmela passare. Provo rabbia, dolore e non mi sento felice. In sostanza : detesto la madre ma vivo per la figlia.

Perché non riesco a farmene una ragione? Che devo fare e come dovrei comportarmi da padre perché devo tenere a mente il benessere della piccola?

Da ascoltare guardando fuori dal finestrino:
Bebe - Siempre Me Quedará
Cigarettes After Sex - Affection
Monika - Obsession
ZAZ - Je veux

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Figlie che non figliano

Oggi sul nostro treno: la ragazza che subiva il desiderio di nipoti dei genitori; un ex sommergibilista espatriato ad Hong-Kong.

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Sedotta da una voce

Caro Gianluca
ho 51 anni e da circa due mesi sono entrata a far parte di quell' universo di persone che si sveglia all´alba e che per mantenere il posto di lavoro "pendola" sul treno quotidianamente. Sul treno, volta conquistato il proprio posticino c'è chi legge, chi si riposa, chi guarda il telefonino, chi fa due chiacchiere…e gli incontri che possono avvenire in treno sono davvero tanti.

Per quanto mi riguarda, sembrerò asociale, ho voglia di starmene tranquilla a leggere, sonnecchiare, guardare il panorama, ascoltare la radio anche perché già la giornata lavorativa che mi aspetta mi impone di parlare, parlare, parlare…insomma il treno è diventata la mia piccola isola. Ogni tanto però ascolto i discorsi degli altri e devo dire che da qualche tempo sale sullo stesso mio treno un uomo che attira particolarmente la mia attenzione… Non sono mai riuscita a vederlo bene, ma ascolto volentieri i suoi discorsi, che variano ogni giorno e devo dire che mi piace un sacco! Anche se ha un tono a volte un po' malinconico che riflette uno stato d'animo intonato ad una vaga tristezza, ma è intrigante, brillante a volte spiritoso ed è una vera fonte di sapere.

Devo dire che grazie a lui sono informata su tutto (o quasi) diciamo che è… la mia finestra sul mondo! Varia dalla politica, al fatto di cronaca, alle sue esperienze personali a quelle degli altri. Mi piacerebbe ogni tanto intervenire, ma sono sempre fuori tempo. E poi lui non sa neanche che esisto è così concentrato con i suoi interlocutori che hanno sempre da raccontare esperienze "forti".

La mia vita invece non ha nulla di rilevante. Lavoro nello stesso posto da circa trent'anni, ho lo stesso marito da altrettanto tempo, lo stesso ginecologo, lo stesso parrucchiere. Posso giusto ascoltare… E così mentre il treno va verso la meta, trascorre anche la mia vita…che ultimamente si è veramente trasformata o se vuoi deformata. Anche perché, pur non ritenendomi una vecchia babbiona, diciamo però che un cambiamento così radicale l'avrei ammortizzato diversamente se mi si fosse presentato qualche anno fa…

Ecco ora sto arrivando. La stazione in cui approdo ogni giorno è un luogo in cui regna il caos più totale! Ora è arrivato il momento in cui anch'io devo incominciare a correre, quindi a questo punto non mi resta che dire …a domani Gianluca!

Da ascoltare guardando fuori dal finestrino:
Nouvelle Vague - Friday Night Saturday Morning
Natalia Doco - Freezing (In the Sun)
Elena Somarè - Caruso
Maia Vidal - Le Tango de la femme abandonnée

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Due storie, due lezioni

Ciao Gianluca,

Ho superato da poco i 40, vivo e lavoro in una grande città, dove ho studiato, venendo da una di quelle campagne che ti lasciano in bocca un ricordo di terra, un sapore di fango, di pomodori freschi e frutta appena raccolta.

Ho fatto la vita da ragazzone un po' nerd, di quel timido che quando diventa arrogante piace alle donne. Ho le mie storie e trovo un lavoro. Come a volte capita ai fuorisede, mi innamoro di una coinquilina giovane e bella, e lei di me. Questo ormai più di dieci anni fa.

La nostra storia alterna alti e bassi, lasciamo la casa, andiamo a vivere separati, stanze distanti, misurate in fermate di autobus, e nonostante la deriva lenta e centrifuga delle nostre vite, restiamo insieme, ogni giorno sempre più lontane. Tra di noi si crea una sorta di dipendenza affettiva. Non riusciamo a stare insieme e non riusciamo a stare separati. Sento di non poterla lasciare, e lei di non poter lasciare me. Nei momenti più bui del rapporto mi capitano altre storie clandestine, brevi e intese, alle quali mi abbandono con un trasporto e un senso di colpa che non riesco a gestire.

Lo scorso anno è il momento peggiore. Ci allontaniamo senza dire "ti lascio", ci sentiremo spesso ma non torneremo più insieme. Conosco quest'altra ragazza, di un anno più grande di me. E' subito amore e passione. Vivo per qualche mese un rapporto intenso con lei, che ha un passato importante di cui non voglio sapere nulla. E' una persona intelligente simpatica e bella. Ci innamoriamo. Una donna adulta che cercava un uomo adulto in un ragazzone nerd. Poi, come sempre nella vita, le cose precipitano, la crisi dei 40, comprare la casa dopo anni di tentativi, le onnipresenti questioni in famiglia.

Lascio allora questa seconda ragazza, quella perfetta per me, per risolvere tutto gli appesi della mia vita. Ci vuole tempo per sistemare tutto qual marasma che avevo dentro. E ci riesco. Dopo 4 mesi sento di essere finalmente pronto a quell'idea di rapporto che sono riuscito a ripulire da tutti gli psicodrammi degli ultimi anni. La chiamo quindi, e quando la sento sono felice. Erano anni che non mi sentivo così. Quando ci vediamo lei mi lascia parlare. L'ho delusa, allontanata. L'ho fatta soffrire. Alla fine mi racconta di come s'era invaghita di un altro. Provo a essere presente nei mesi successivi, provo a chiederle di uscire. Ma sono io l'incomodo. Le nostre vite si separano così. Innamorato di una donna che non sento più. Un amore che ho rovinato con le mie mani.

Di positivo c'è che quel ragazzone un po' nerd è andato via. Quella donna mi ha fatto il regalo più bello: quello di avermi fatto capire cosa significa essere uomo. E' incredibile quanto le donne riescano a renderci migliori di quel che siamo.

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Un amore senza sensi

Ciao Gianluca,

sono una ragazza siciliana ormai trentenne, vivo a Milano sin dai tempi dell'università e ti scrivo per raccontarti la mia situazione con F.

Con questa persona ho trovato un equilibrio e, soprattutto, la serenità.

Non c'è stato mai nulla di fisico tra noi, ma lunghe ore sul divano a guardare film e coccolarci, mille e più pomeriggi in riva al lago ad immaginare un futuro economico più stabile.

Siamo completamente diversi, ma questo ci permette di migliorarci ogni giorno. Io ero una romanticona, con la testa tra le nuvole, lui totalmente ossessionato dal lavoro al punto da non aver mai avuto né cercato una ragazza.

Trascorrere così tanti giorni insieme ha trasferito i suoi pregi in me e viceversa: lui sta imparando a prendersi cura di un'altra persona, spesso fragile ed emotiva. Io sto iniziando a credere nelle mie capacità e a lottare per realizzarmi nel mondo del lavoro.

Noi non siamo una coppia e non lo saremo mai. Ma siamo una squadra e insieme siamo migliori.

Di amore non c'è una vera definizione. Ed io sono convinta che, pur senza un rapporto fisico, non ci sia forma d'amore più alta del prendersi cura l'uno dell'altro. Io non sono attratta fisicamente da lui. Sono gelosa quando mi parla delle sue storielle notturne ma solo perché ho paura che poi trovi una con cui si fidanzi e il rapporto con me cambi. E' così sbagliato pensarla così? E' così sbagliato pensare che, forse, quei due appartamenti potrebbero essere il futuro di cui ho veramente bisogno?

Forse non sarebbe la storia d'amore folle che immaginavo a 15 anni, non ci sarebbero scalinate e abiti bianchi.
Ma avrei al mio fianco una persona che mi stima, che crede in me e che mi rende felice come mai nessuno è riuscito a fare.

Vivremmo insieme ogni giorno, lui cercherebbe altro di notte.

Potremmo condividere tutto il mondo, tranne una stanza. Non credi?

Da ascoltare guardando fuori dal finestrino:

Papooz – Ulysses and the sea
La Femme - Où va le monde
Juniore - A la plage
Sóley - I'll Drown

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Tre amiche due conigli

Gli strani incontri di questa settimana: la ragazza che viveva con una polacca, una nepalese e due conigli; il più abile stiratore d'italia, orgoglio delle sue donne di casa; la fatina bionda milanese che ostentava il suo libro per celebrare la sua eroina immaginaria, giustiziera di uomini-cani e maiali.

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«Edgardo Ghizzoni», undicesimo racconto in musica estratto da Veglione Rosso

Edgardo Ghizzoni morì nell’agosto del 1929, otto anni e mezzo dopo il Veglione Rosso che costò la vita ai primi due correggesi uccisi dai fascisti, Mario Gasparini e Agostino Zaccarelli. E’ l’undicesimo della serie: più di un omicidio all’anno, in media, per una cittadina di provincia che allora contava poco meno di ventimila abitanti.

Di lui sappiamo pochissimo: operaio, pittore, affascinato dalle idee di Antonio Gramsci, ce lo immaginiamo tra coloro che cercavano di proporre un’arte proletaria del tutto alternativa a quella borghese.

Come sempre, riportiamo qui sotto la scheda biografica preparata in occasione della mostra di Casa del Popolo Spartaco: «1920/2020. In ricordo dei primi martiri antifascisti correggesi».

Edgardo Ghizzoni (1905 – 1929), nato a Budrio di Correggio, operaio di professione, fu anche pittore e realizzò un ritratto a olio di Agostino Zaccarelli, regalato a Vittorio Saltini e gelosamente conservato. Faceva parte di quella gioventù socialista orientata alla corrente gramsciana de L’Ordine Nuovo e come altri militanti fu vittima di bastonature, di cui una particolarmente violenta al capo e alla schiena, nel periodo 1921–1922. Decise allora di intraprendere la strada dell’emigrazione, come fecero anche altri suoi compagni, trasferendosi a Milano.
Di salute ormai irrimediabilmente compromessa, morì di tubercolosi, contratta in seguito alle percosse, il 13 agosto 1929.

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WPY al Superstudio fino al 31/12

Fino al 31 dicembre è aperta la grande mostra Wildlife Photographer of the Year, la mostra di fotografia naturalistica più prestigiosa al mondo – è la 58ª edizione del concorso indetto dal Natural History Museum di Londra –.nella nuova location (Hangar21, Superstudiopiù). Organizzata come sempre dall’Associazione culturale Radicediunopercento, presieduta da Roberto Di Leo, con il patrocinio del Comune di Milano, l’esposizione riunisce le 100 foto vincitrici e finaliste del concorso, selezionate alla fine dello scorso anno tra 40.000 scatti provenienti da 93 paesi; immagini che sembrano ‘vive’ e catturano l’affascinante comportamento degli animali, le specie in estinzione e l’incredibile meraviglia del mondo naturale, condividendo dettagli inediti, scorci indimenticabili e reportage in prima linea sulle crisi del clima e della biodiversità. Un monito sulle azioni umane che continuano a plasmare l’ambiente e un incoraggiamento ad agire urgentemente in difesa del pianeta per un futuro ecosostenibile. La mostra è aperta fino al 31 dicembre con i seguenti orari: martedì, mercoledì, sabato e domenica ore 10-19, giovedì e venerdì ore 10-22. Giovedì 30 novembre, Giovedì 7 dicembre e Venerdì 22 dicembre si svolgeranno le visite guidate alla mostra con il fotografo e naturalista Marco Colombo. Per info e acquisto biglietti ingresso consulta www.radicediunopercento.it/mostre/wildlife-photographer-of-the-year-milano-2023/
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Italia Riflessa, Xiaomi project

‘Italia Riflessa’, il progetto con cui Xiaomi 13T Series cattura la bellezza degli abitanti di Milano, le loro scelte e le nuove occasioni Il progetto di storytelling fotografico coinvolge storyteller, fotografi e content creator locali, con l’obiettivo di raccontare le storie più intime di cittadini immortalati nella loro quotidianità Un viaggio alla scoperta di volti e storie di persone comuni che vivono e animano le strade di Milano. Come guida d’eccezione, la voce dello storyteller Francesco Oggiano, che racconta i retroscena più appassionanti di questa apparentemente semplice quotidianità. “Italia Riflessa”, il progetto con cui Xiaomi celebra l’arrivo di 13T Series, è un omaggio all’arte della fotografia capace di catturare momenti di vita nella loro essenza più pura, rivelandone la bellezza celata, una storia alla volta. Attraverso la lente Xiaomi 13T Series, frutto della collaborazione con Leica, Xiaomi ha realizzato un tour di Milano, oltre che di Roma e Napoli, insieme a tre content creator locali, per catturare i volti e le voci di chi popola ogni giorno queste città, nei bar, nelle botteghe e nelle case d’Italia e trovare così ‘Il capolavoro in ogni storia’. La tappa di Milano ha visto Francesca Noè (amilanopuoi) prestare per prima il volto all’obiettivo e raccontare il suo legame con la città e della sua passione come motore di cambiamento nella sua vita.     “Lavoravo in un’agenzia creativa milanese. Facevo i lavori che nessuno voleva fare. Per il resto, erano solo assenze: di insegnamenti, stimoli e mantenimento di promesse economiche fatte. E io stavo perdendo tutto il mio entusiasmo”. Per ritrovarlo, attorno al 2016 Francesca inizia a capire come crearsi il suo lavoro, per “non aspettarlo dall’alto”. Diventa freelance: molto libera, ma anche molto professionista. Studia come si programma un sito. Nel tempo libero crea A Milano puoi, un progetto che racconta Milano, le sue storie, strade e locali. Il primo posto di cui parla è “un localino in corso Magenta che non si vede dalla strada”. Insieme a lei, tante, tantissime storie di tanti cittadini che contribuiscono a dare vita a una toccante narrazione collettiva del capoluogo lombardo, lontana anche da quell’immagine patinata di cui è spesso preda. Un racconto fotografico emozionante e sincero che invita a ‘rifletterci’ in questi scatti senza filtri e che parlano di e con ciascuno di noi. Il progetto prende vita sulla pagina dedicata al progetto “Italia Riflessa”: https://event.mi.com/it/italia-riflessa e sui canali social di Xiaomi Italia, vedendo la sua tappa conclusiva nel nel podcast Xiaomi ‘Storie di Smart Life’ con lo stesso Francesco Oggiano come ospite.
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One Photo for MSF. Mostra e vendita fotografica a sostegno del Fondo Emergenze MSF

L’Associazione culturale WSP Photography inaugurerà venerdì 15 dicembre dalle ore 19.00, presso la sede in Via Costanzo Cloro 58 a Roma, “One Photo for MSF”, una mostra fotografica con vendita di beneficenza volta a sostenere il Fondo Emergenze di Medici Senza Frontiere (MSF). L’ingresso è gratuito e aperto a tutti. MSF è un’organizzazione medico – umanitaria indipendente fondata nel 1971. Oggi fornisce soccorso in oltre 70 paesi, a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da conflitti armati, violenze, epidemie, disastri naturali o esclusione dall’assistenza sanitaria, ovunque ce ne sia bisogno, senza alcun tipo di discriminazione. L’indipendenza dell’organizzazione è garantita dalle donazioni di privati, che in Italia rappresentano il 100% dei fondi raccolti. Tutto il ricavato della vendita delle fotografie in mostra, gentilmente donate dai fotografi che hanno aderito all’iniziativa, sarà destinato a sostenere il Fondo Emergenze di MSF che, in scenari di guerra o in caso di disastri naturali, permette alle équipe mediche di entrare in azione in modo tempestivo. “One Photo for MSF” nasce da un’idea di WSP Photography con l’intento di creare un momento di condivisione e conoscenza ma anche un’occasione per dimostrare quanto la fotografia, con la sua potente forza comunicativa, possa giocare un ruolo importante nell’avvicinare e sensibilizzare le persone a sostegno di una causa per cui tutti possiamo impegnarci, anche con un piccolo gesto. Tanti i fotografi e le fotografe che hanno aderito al progetto impegnandosi in prima persona mettendo a disposizione le loro opere. Autori da sempre impegnati nel raccontare diritti umani e tematiche sociali e nel dimostrare il valore che la fotografia può avere nel portare alla luce storie nascoste e dimenticate. La lista completa dei fotografi in mostra sarà comunicata nei prossimi giorni. La mostra sarà aperta dal 15 al 21 dicembre 2023 e visitabile dal lunedì al venerdì dalle 18:00 alle 19:00 e per tutta la sua durata sarà possibile acquistare le fotografie esposte e l’intero ricavato sarà destinato a a sostenere il Fondo Emergenze di MSF. Per maggiori informazioni Ufficio Stampa WSP Photography www.collettivowsp.org – ufficiostampa@collettivowsp.org – tel. 371 6900192 WSP Photography – Associazione ideatrice e organizzatrice di “One Photo for MSF” L’Associazione Culturale WSP Photography è composta da un collettivo di fotografi operanti in particolare nel campo del reportage. I loro progetti nascono dalle singole visioni della realtà e da personali espressioni fotografiche, trovando sintesi nella comune idea di una fotografia libera, critica e di inchiesta. Da ottobre 2001 ha aperto una propria sede nel quartiere San Paolo di Roma, uno spazio dedicato alla fotografia, dove portare avanti i propri progetti e le proprie attività quali corsi, workshop, incontri con autori, mostre fotografiche, un luogo dove incontrarsi e intendere la fotografia come mezzo di conoscenza e integrazione. www.collettivowsp.org Medici Senza Frontiere Medici Senza Frontiere (MSF) è un’organizzazione medico – umanitaria indipendente fondata nel 1971. Oggi MSF fornisce soccorso in oltre 70 paesi a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da conflitti armati, violenze, epidemie, disastri naturali o esclusione dall’assistenza sanitaria ovunque ce ne sia bisogno, senza alcun tipo di discriminazione. L’indipendenza dell’organizzazione è garantita dalle donazioni di privati, che in Italia rappresentano il 100% dei fondi raccolti. Nei disastri naturali o in uno scenario di guerra MSF può intervenire in modo tempestivo solo grazie al Fondo Emergenze, che permette alle équipe mediche di entrare in azione in poche ore. www.medicisenzafrontiere.it
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Pietro Bologna "Ettaro"

LAB 1930. Fotografia contemporanea, il nuovo spazio espositivo dedicato alla fotografia contemporanea di via Mantova 21 a Milano, presenta dal 21 novembre 2023 al 20 gennaio 2024 la nuova mostra di Pietro Bologna “Ettaro”. Con testi critici di Angela Madesani e Lóránd Hegyi, "Ettaro" è un progetto fotografico unico, concepito e realizzato dal 2017 al 2022, esplorando la periferia sud di Milano, in particolare la zona della Cascina Battivacco, dove l'artista ha catturato giornalmente immagini del terreno durante le passeggiate con il suo cane, utilizzando un semplice telefono cellulare. Questo processo artistico, iniziato quasi per caso, si è trasformato in una pratica rituale e temporale, sospesa nel tempo, dove ogni fotografia inviata a un gruppo ristretto di amici generava risposte diverse, creando un dialogo tra immagini e parole. Con l'evoluzione del progetto, l’autore ha iniziato a esplorare l'idea di costruire un archivio, un ettaro di fotografia che cresce su se stesso, filtrando consapevolmente le immagini attraverso la lente di un vecchio cellulare per mettere in luce i limiti del mezzo. Tuttavia, come sottolinea lo stesso artista, “Nel momento della trasformazione in progetto di un qualcosa che era nato libero d’aspettative e finalità, totalmente spontaneo, ho sentito la necessità di mettere a nudo il mezzo utilizzato per far fronte alla malizia dello sguardo compromesso. Ecco perché ho deciso di portare da Lab 1930 una sotto-categoria dello stesso progetto che consiste nell’aver sfuocato le immagini rendendole così ancora meno riconoscibili”. Pietro Bologna, un outsider nell'ambiente artistico, ha sempre cercato di indagare le fragilità e le limitazioni dei mezzi fotografici, utilizzando tecniche originali e empiriche. La sua ricerca, focalizzata sulla carta, la stampa e le riflessioni sulle dimensioni, come dimostrato nell'ampliamento delle 7 fotografie in mostra da Lab 1930 su un corpo di 18 (tutte cm 100x100), evidenzia una coerenza e un valore intrinseco nel suo approccio artistico. La poetica attenta del suo sguardo trasmuta quella distesa di terra, in apparenza senza memoria né identità, in tante brevi ed intense narrazioni, in cui ci si può davvero perdere, svelando i particolari che lui rimette in ordine, in fila uno per uno, vocaboli di una storia visionaria infinita. Angela Madesani: “Le sue immagini sono intense, poetiche, rifinite, sia quando escono dalla sua camera oscura, luogo amatissimo, che quando vengono realizzate con un cellulare come in questo caso. Analogico, digitale: questioni marginali. I suoi lavori sono curati, mai affettati, ricercati nel senso più banale e vacuo del termine.” Con "Ettaro", Bologna si distacca dal concetto convenzionale di bellezza, cercando una sua autentica dimensione che possa svelare l'essenza dei fenomeni. Queste fotografie, prive di soggetti riconoscibili, ci invitano a immergerci in un viaggio iconico, in una terra di nessuno, dove il casuale e il trascurato trovano riscatto. Le opere di Bologna rappresentano una cronaca di tracce umane e naturali, in un paesaggio dove l'uomo è fisicamente assente ma la sua presenza è palpabile attraverso segni di esistenza. Orari di apertura: Sabato dalle 15 alle 18 Su appuntamento tutti i martedì e giovedì dalle 15 alle 18 Ingresso libero La Galleria rimarrà chiusa dal 22 dicembre 2023 all’8 gennaio 2024 Opening: Martedì 21 novembre 18-20
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Protocollo K. Mostra fotografica di Fabio Magara

WSP Photography in collaborazione con Il fotografo della Tana, è lieta di presentare “Protocollo K” la mostra fotografica di Fabio Magara, che inaugurerà sabato 2 dicembre alle ore 19 presso la nostra sede in Via Costanzo Cloro 58. In occasione dell’inaugurazione sarà presente l’autore che presenterà anche il libro fotografico “Protocollo K”, Danilo Montanari Editore, in dialogo con Nando Battiati della libreria “Tana libri per tutti”. Protocollo K narra la storia della Repubblica di Cospaia, un microstato posto tra le attuali Umbria e Toscana esistito tra il 1441 ed il 1826. Nata per un errore cartografico tra lo Stato Pontificio e la Repubblica Fiorentina, Cospaia resta nella storia un caso unico di repubblica anarchica, senza leggi se non quella della suprema “ Perpetua et Firma Libertas”.  Per raccontare questa storia conclusa da quasi 200 anni, l’autore ha volutamente usato la fantasia immaginando che la stagione di Cospaia non fosse terminata nel 1826 ma fosse continuata fino al 1930 in piena era fascista, perfetta antitesi del modello Cospaia: l’uomo forte al potere di una nazione contro un microstato in cui c’è libera convivenza tra le famiglie senza capo alcuno.
 L’autore si immagina come l’agente “Mosca “ dell’O.V.R.A. inviato presso la repubblica di Cospaia per raccogliere quante più informazioni, documenti e fotografie al fine di compilare un protocollo che suggerisca il da farsi ai suoi superiori. Protocollo K è anche un libro, edito da Danilo Montanari, premiato nel 2023 come libro d’artista presso il Milano Photofestival, e sarà presentato e acquistabile in occasione dell’inaugurazione della mostra. Fabio Magara è un fotografo umbro nato nel 1981 a Perugia. Nel 2019 esce Star-Off Kosovo con cui è finalista in diverse tappe di Italy Photo Award e Portfolio Italia. Nel 2023 è finalista ad Italian Street Photo Festival. Protocollo K ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Werther Colonna al SiFest nel 2023, la mostra di Protocollo K. è stata esposta nel 2023 al SiFest di Savignano sul Rubicone e al Liberfestival di Altamura. Nel 2023 vince il premio libro d’artista dell’anno a Milano Photofestival con il libro Protocollo K. Danilo Montanari editore e sempre con Protocollo K vince il circuito Off di Narnimmaginaria. Ha pubblicato su riviste come Internazionale, Il Fotografo, CITIES, Fotoit, Riflessioni e su diversi quotidiani locali e nazionali. Conosciuto anche per i suoi lavori documentaristici sui matrimoni con cui ha vinto numerosi premi nazionali ed internazionali. La libreria Tana LIBRI per tutti è una libreria indipendente per l’infanzia, giocattoleria, libri per ragazze e ragazzi, libri per gli adulti, libri e fanzine fotografiche. Il valore aggiunto è quello di dare ai nostri clienti una consulenza a 360° sulla scelta giusta da fare per i vostri acquisti. Giulia e Cristina specializzate in libri e giochi per l’infanzia, Giacomo specializzato in libri per le ragazze e ragazzi, fumetti e libri per adulti, Nando specializzato in libri fotografici. Nando Battiati @ilfotografodellatana Appassionato da sempre della fotografia spaziando tra fotografia documentaria, street  e fotografia di reportage, dal 2016 cura lo spazio fotografico nella libreria Tana LIBRI per tutti con un nutrito scaffale di libri fotografici, inoltre organizza incontri di fotografia con autori/autrici affermati e autori/autrici emergenti al fine di diffondere la cultura fotografica. Come motto prende in prestito la famosa frase di Mario Giacomelli: “La fotografia è una cosa semplice. A condizione di avere qualcosa da dire.”  L’evento è gratuito. La mostra sarà esposta fino al 13 dicembre e visitabile dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 19 o su appuntamento.
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Fragilità - III edizione

FRAGILITÀ III° edizione mostra collettiva di arte contemporanea ARTISTI: Francesca Bianchi - Lorenza Bucci Casari - Olympia Dotti - Enrico Frusciante - Marco Gerani - Sonia Mazzoli - Marisa Muzi - Pigotta 08 - Sabrì - Giovanna Samoggia - Sergio Savarino - Vincenza Spiridione - Violet Or A CURA DI: Sonia Mazzoli e Marina Zatta La Galleria GARD presenta da venerdì 25 Novembre, la III° edizione della mostra “ FRAGILITÀ” Siamo state amate e odiate - adorate e rinnegate - baciate e uccise solo perché donne   ( A. Merini ).  La violenza sulle donne fenomeno diffuso , che troppo spesso culmina nel vituperato crimine del femminicidio, è una piaga sociale contro la quale bisogna assolutamente non restare indifferenti, pertanto in occasione della ricorrenza  del 25 Novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, la Galleria Gard intende sensibilizzare il visitatore con una collettiva di arte contemporanea che affronta questa tematica, allargando la narrazione artistica alla condanna della sub cultura malata, distorta e vigliacca dell'utilizzo della violenza, indirizzata a tutti i soggetti sociali che possono essere sopraffatti fisicamente. Per non dimenticare … L’esposizione si aprirà lunedì 13 novembre e resterà visitabile su appuntamento fino al 26 novembre, 13 sono gli artisti selezionati; Francesca Bianchi - Lorenza Bucci Casari - Olympia Dotti - Enrico Frusciante - Marco Gerani - Sonia Mazzoli - Marisa Muzi - Pigotta 08 - Sabrì - Giovanna Samoggia - Sergio Savarino - Vincenza Spiridione - Violet Or, diversi per stile, linguaggi e tecniche usate, l'obbiettivo è creare un'esposizione ricca di generi artistici. Cenni Storici - Galleria Arte Roma Design:  è una storica galleria aperta negli anni ’90 che ha nel tempo progettato centinaia di eventi d’arte con più di 1.000 artisti. Situata al centro di Roma, nel quartiere Ostiense che vede la presenza del sito archeologico della Piramide Cestia, del Cimitero Acattolico in cui sono sepolti molte personalità della Storia e della Cultura e della Centrale Montemartini, spazio industriale adibito a Museo Archeologico. Soqquadro è un'associazione culturale che nasce nell'ottobre del 2000 e da allora ad oggi ha realizzato più di 150 mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'Estero, collaborando con circa 500 artisti, pittori, scultori, fotografi, video artisti, performer, designer. DOVE: GARD Galleria Arte Roma Design - V. Dei Conciatori 3/i (giardino interno codice entrata 3254 ) M Piramide INAUGURAZIONE: Lunedì 13 Novembre - dalle 18.30 alle 21.30 DURATA : Dal 13 al 26 Novembre 2023 ORARI: Dalle 16.30 alle 19.30 - dal lunedì - al sabato - ( visitabile solo su appuntamento “ WhatsApp o Sms”) INGRESSO: libero - Info e Prenotazioni +39 340.3884778 - Infomail: soniagard@gmail.com
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“Viaggio nella storia, dai primi del '900 al panorama contemporaneo”

ASTA N°27 FOTOGRAFIA “Viaggio nella storia, dai primi del '900 al panorama contemporaneo” a cura di Barbara Frigerio 21 Novembre 2023 ore 17.00 diretta streaming online Catalogo online dal 31 ottobre per presentazione offerte https://aste.gigarte.com/catalogo-asta-gigarte-fotografia-novembre-2023/ Esposizione lotti presso Gigarte Casa d'Aste Piazza Massimo d'Azeglio 22 Viareggio Gigarte Casa d’Aste ha il piacere di annunciare la prima asta di fotografia, curata da Barbara Frigerio, gallerista e art advisor con un'esperienza ventennale nel mondo dell'arte e della fotografia. Con questa selezione si ripercorre un viaggio nel tempo, a partire dalle fine del XIX sec. per arrivare ai giorni nostri, con autori italiani e internazionali e attraverso tecniche e supporti fotografici differenti. Risalgono alla fine del XIX sec. le vedute di Trieste di Giuseppe Wulz, esponente della nota famiglia di fotografi triestini, tra i primi ad immortalare con la macchina fotografica la città e i suoi dintorni. Sempre appartenente all'area triestina è il fotografo Ferruccio Demanins presente con due ritratti realizzati tra gli anni '20 e '40. Messina e Venezia, sono altre città protagoniste di questa selezione, la prima con un album di fotografie realizzate prima del terremoto del 1908, la seconda con una serie di lastre in vetro del fotografo milanese Luigi Saporetti, che ha ritratto anche scene di vita di Algeri, sempre su lastra in vetro. In occasione del cinquantenario della morte del poeta e intellettuale Pablo Neruda abbiamo il piacere di presentare ritratti inediti realizzati negli cinquanta a Milano dal fotografo Marcello Saporetti e mai usciti dal suo laboratorio. La Milano degli anni '60 è la protagonista delle foto di Virgilio Carnisio e sempre di quegli anni sono alcuni scatti di Lanfranco Colombo, vincitore del Premio Nadar 1964. La foto d'autore contemporanea è presente con le opere di Claudio Argentiero, Carmelo Bongiorno e l'artista italo americana Francesca Galliani, qui con una selezione di ritratti analogici. Dal mondo del fotogiornalismo arrivano le fotografie di Massimo Sestini (vincitore del World Press Photo 2015), Giovanni Mereghetti ed Enrico Pescantini (vincitore Premio National Geographic 2018). Sono presenti , inoltre, i seguenti autori contemporanei: Massimiliano Muner, Gianluca Chiodi, Carolina Magnin, Alberto Magrin, Reza Khatir e Francesca Giraudi.
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Pietro Bologna "Ettaro"

LAB 1930. Fotografia contemporanea, il nuovo spazio espositivo dedicato alla fotografia contemporanea di via Mantova 21 a Milano, presenta dal 21 novembre 2023 al 20 gennaio 2024 la nuova mostra di Pietro Bologna “Ettaro”. Con testi critici di Angela Madesani e Lóránd Hegyi, "Ettaro" è un progetto fotografico unico, concepito e realizzato dal 2017 al 2022, esplorando la periferia sud di Milano, in particolare la zona della Cascina Battivacco, dove l'artista ha catturato giornalmente immagini del terreno durante le passeggiate con il suo cane, utilizzando un semplice telefono cellulare. Questo processo artistico, iniziato quasi per caso, si è trasformato in una pratica rituale e temporale, sospesa nel tempo, dove ogni fotografia inviata a un gruppo ristretto di amici generava risposte diverse, creando un dialogo tra immagini e parole. Con l'evoluzione del progetto, l’autore ha iniziato a esplorare l'idea di costruire un archivio, un ettaro di fotografia che cresce su se stesso, filtrando consapevolmente le immagini attraverso la lente di un vecchio cellulare per mettere in luce i limiti del mezzo. Tuttavia, come sottolinea lo stesso artista, “Nel momento della trasformazione in progetto di un qualcosa che era nato libero d’aspettative e finalità, totalmente spontaneo, ho sentito la necessità di mettere a nudo il mezzo utilizzato per far fronte alla malizia dello sguardo compromesso. Ecco perché ho deciso di portare da Lab 1930 una sotto-categoria dello stesso progetto che consiste nell’aver sfuocato le immagini rendendole così ancora meno riconoscibili”. Pietro Bologna, un outsider nell'ambiente artistico, ha sempre cercato di indagare le fragilità e le limitazioni dei mezzi fotografici, utilizzando tecniche originali e empiriche. La sua ricerca, focalizzata sulla carta, la stampa e le riflessioni sulle dimensioni, come dimostrato nell'ampliamento delle 7 fotografie in mostra da Lab 1930 su un corpo di 18 (tutte cm 100x100), evidenzia una coerenza e un valore intrinseco nel suo approccio artistico. La poetica attenta del suo sguardo trasmuta quella distesa di terra, in apparenza senza memoria né identità, in tante brevi ed intense narrazioni, in cui ci si può davvero perdere, svelando i particolari che lui rimette in ordine, in fila uno per uno, vocaboli di una storia visionaria infinita. Angela Madesani: “Le sue immagini sono intense, poetiche, rifinite, sia quando escono dalla sua camera oscura, luogo amatissimo, che quando vengono realizzate con un cellulare come in questo caso. Analogico, digitale: questioni marginali. I suoi lavori sono curati, mai affettati, ricercati nel senso più banale e vacuo del termine.” Con "Ettaro", Bologna si distacca dal concetto convenzionale di bellezza, cercando una sua autentica dimensione che possa svelare l'essenza dei fenomeni. Queste fotografie, prive di soggetti riconoscibili, ci invitano a immergerci in un viaggio iconico, in una terra di nessuno, dove il casuale e il trascurato trovano riscatto. Le opere di Bologna rappresentano una cronaca di tracce umane e naturali, in un paesaggio dove l'uomo è fisicamente assente ma la sua presenza è palpabile attraverso segni di esistenza. Orari di apertura: Sabato dalle 15 alle 18 Su appuntamento tutti i martedì e giovedì dalle 15 alle 18 Ingresso libero La Galleria rimarrà chiusa dal 22 dicembre 2023 all’8 gennaio 2024 Opening: Martedì 21 novembre 18-20
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Cambiamenti climatici: in Italia 54 Comuni ad elevato tasso di erosione costiera

ISPRA pubblica lo stato attuale della linea di costa nazionale a livello comunale con dati aggiornati Tra i 644 comuni costieri italiani, il “Portale delle Coste” dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha individuato quelli che presentano alti tassi di erosione e sottolinea che «sono 54 quelli che ad oggi hanno visto arretrare il loro tratto di costa di più del 50% dell’intero tratto di competenza; sono 22 i comuni che presentano un superamento compreso tra il 50% e il 60% della costa; sono 16 quelli tra 60% e 70%, 8 tra 70% e 80% e 7 tra 80% e 90%»....

(greenreport)
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“Viaggio nella storia, dai primi del '900 al panorama contemporaneo”

ASTA N°27 FOTOGRAFIA “Viaggio nella storia, dai primi del '900 al panorama contemporaneo” a cura di Barbara Frigerio 21 Novembre 2023 ore 17.00 diretta streaming online Catalogo online dal 31 ottobre per presentazione offerte https://aste.gigarte.com/catalogo-asta-gigarte-fotografia-novembre-2023/ Esposizione lotti presso Gigarte Casa d'Aste Piazza Massimo d'Azeglio 22 Viareggio Gigarte Casa d’Aste ha il piacere di annunciare la prima asta di fotografia, curata da Barbara Frigerio, gallerista e art advisor con un'esperienza ventennale nel mondo dell'arte e della fotografia. Con questa selezione si ripercorre un viaggio nel tempo, a partire dalle fine del XIX sec. per arrivare ai giorni nostri, con autori italiani e internazionali e attraverso tecniche e supporti fotografici differenti. Risalgono alla fine del XIX sec. le vedute di Trieste di Giuseppe Wulz, esponente della nota famiglia di fotografi triestini, tra i primi ad immortalare con la macchina fotografica la città e i suoi dintorni. Sempre appartenente all'area triestina è il fotografo Ferruccio Demanins presente con due ritratti realizzati tra gli anni '20 e '40. Messina e Venezia, sono altre città protagoniste di questa selezione, la prima con un album di fotografie realizzate prima del terremoto del 1908, la seconda con una serie di lastre in vetro del fotografo milanese Luigi Saporetti, che ha ritratto anche scene di vita di Algeri, sempre su lastra in vetro. In occasione del cinquantenario della morte del poeta e intellettuale Pablo Neruda abbiamo il piacere di presentare ritratti inediti realizzati negli cinquanta a Milano dal fotografo Marcello Saporetti e mai usciti dal suo laboratorio. La Milano degli anni '60 è la protagonista delle foto di Virgilio Carnisio e sempre di quegli anni sono alcuni scatti di Lanfranco Colombo, vincitore del Premio Nadar 1964. La foto d'autore contemporanea è presente con le opere di Claudio Argentiero, Carmelo Bongiorno e l'artista italo americana Francesca Galliani, qui con una selezione di ritratti analogici. Dal mondo del fotogiornalismo arrivano le fotografie di Massimo Sestini (vincitore del World Press Photo 2015), Giovanni Mereghetti ed Enrico Pescantini (vincitore Premio National Geographic 2018). Sono presenti , inoltre, i seguenti autori contemporanei: Massimiliano Muner, Gianluca Chiodi, Carolina Magnin, Alberto Magrin, Reza Khatir e Francesca Giraudi.
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Cosa possiamo imparare dall’agricoltura tradizionale per la lotta alla crisi climatica

Agnoletti (Unifi): «L’agricoltura intensiva non è riuscita a risolvere il problema della fame nel mondo, con 800 milioni di persone che tuttora ne soffrono» Nell’auditorium di Sant’Apollonia a Firenze si è svolta la giornata di studi Tradizione per la transizione: l’agricoltura della resilienza, cui hanno partecipato rappresentanti di Fao, Unesco, Università, Governo e Regione Toscana. A pochi giorni dall’alluvione che ha devastato la Toscana centrale, il focus della giornata è stato sul ruolo che può esercitare l’agricoltura tradizionale nella lotta alla crisi climatica in...

(greenreport)
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E.D.C.E. – EveryDay Carry Emergency

Di EveryDay Carry se ne parla moltissimo e ognuno ha la sua personale configurazione in base alle proprie esigenze.

Sagoma con interferenze (F1)

In seno all’associazione (durante i ritrovi e i corsi) è emerso sempre più l’aspetto dell’emergenza improvvisa, quella che capita mentre si va al supermercato dietro casa, quando si rientra da lavoro e la macchina si ferma all’improvviso, etc.

In tal senso si è evidenziata l’ipotesi di non avere o perdere il proprio bagaglio (G.H.B., E.D.B. etc.), in questo caso si rischia di essere completamente sguarniti o di avere oggetti non propriamente utili per affrontare una emergenza di media entità come ad esempio:

  • un temporale improvviso,
  • una camminata più lunga del previsto in una zona sprovvista di servizi essenziali come può essere una zona di campagna.

Certo il concetto di survival, il quale prevede situazioni simili, dovrebbe prevalere mettendo in pratica nozioni e conoscenze che mirano all’essenzialismo e all’uso di un unico strumento, ossia la propria conoscenza. Però c’è da dire che tutti dovrebbero (cosa molto utopica) quantomeno frequentare dei corsi e fare molta pratica, ma non è propriamente così, ed è qui che il prepping mette una toppa alla mancanza di addestramento.

Sagoma priva di interferenze (F2)

In questo articolo espanderemo il concetto di E.D.C. ad E.D.C.E. ossia EveryDay Carry Emergency.

“Everyday Carry Emergency” si riferisce agli oggetti e agli strumenti che una persona porta con sé quotidianamente per affrontare situazioni di emergenza o impreviste.
Questi oggetti sono stati selezionati per fornire supporto e assistenza durante eventi emergenziali.

Un Everyday Carry Emergency può includere una varietà di oggetti, a seconda delle esigenze e delle circostanze individuali.

È importante personalizzare l’Everyday Carry Emergency in base:

  • alle proprie esigenze;
  • all’area geografica;
  • alle potenziali minacce;
  • alle situazioni di emergenza a cui ci si può trovare.

Avere un kit di EDCE può fornire una maggiore sicurezza e preparazione in caso di eventi inaspettati.

Premessa “importante”, l’E.D.C., per come è concepito dall’A.I.P., è tutto ciò che può essere indossato senza l’ausilio di borse, zaini, tracolle, ossia l’esclusione di tutto ciò che sporge dalla sagoma umana (F2), poiché tali oggetti possono causare interferenza (F1) con l’attività che si va a compiere, o persino attirare l’attenzione di qualcuno non animato da buone intenzioni.

In uno dei primi articoli si è parlato di una dotazione “basilare” da tutti i giorni, alla quale si aggiungono i seguenti oggetti che comunque rispettano i criteri di poliedricità di utilizzo, poco ingombro e soprattutto tiene conto delle esigenze primarie di ogni individuo che sono:

  1. Riparo
  2. Acqua
  3. Cibo
  4. Igiene e Salute
  5. Illuminazione
  6. Energia
  7. Comunicazione
  8. Segnalazione e Orientamento
  9. Denaro
  10. Sicurezza
  11. Utensili e Riparazione
  12. Fuoco
Configurazione base (F3)

Piccola premessa: questa configurazione è prettamente indicativa, e come tale può essere modificata a piacimento.

Di seguito un refresh degli oggetti del precedente articolo (F3):

  • Chiavi di casa e\o auto
  • Torcia
  • Portafoglio
  • Cellulare
  • Power-bank
  • Accendino
  • Cordino
  • Matita e block-notes
  • Fischietto
  • Fazzoletti
  • Multi-Tool

A questa dotazione si potrebbe aggiungere (F4, F5):

  • Metallina
  • Poncho di emergenza
  • Sacco a pelo di emergenza (*)
  • Bandana o Kefiah
  • IFAK
  • Mini torcia ricaricabile
  • Rifugio di emergenza (*)
  • Mini kit cucito
  • M.U.S.T.
  • Mini kit survival
  • Cannuccia filtrante e compresse potabilizzatrici
  • Penna USB
  • Acciarino
  • Snack vari
  • Bussola
  • Braccialetto multi-tool
  • Swiss Card
  • Salviettine igienizzanti
  • Nastro Telato
  • Nastro isolante
  • Nastro di carta
  • Bic in metallo
  • Pennarello indelebile
  • Elastici
  • Mini Pry-Bar
  • Cordame vario
  • Stick Colla a caldo
Upgrade (F4)
Upgrade (F5)

Un allestimento del genere potrebbe prevedere l’uso di un borsello facendo decadere la premessa iniziale di avere tutto indossato, e qui subentra il fattore abbigliamento. Motivo per cui non è presente una borraccia.

Piccola parentesi, a mali estremi la borsa più idonea da utilizzare è la pouch slim da cintura poiché l’ingombro è ridotto essendo molto sottile e causa meno intralcio nei movimenti di un bagaglio più voluminoso, magari con un aspetto che non dia troppo nell’occhio.

Più volte si è citato l’uso di pantaloni cargo per via delle numerose tasche nelle quali riporre svariati materiali, in quest’ottica anche l’ausilio di gilet tipo da pescatore, una giacca con diverse tasche, consente di distribuire in maniera più equilibrata e soprattutto di occultare la presenza di oggetti che potrebbero o essere persi o attirare l’attenzione di occhi indiscreti.

L’abbigliamento va ovviamente commisurato con in base alla stagione, di conseguenza anche parte del materiale può essere omesso, soprattutto nelle stagioni calde dove il ripararsi dal freddo non è contemplato.
Nel secondo elenco di materiale, alcuni oggetti sono contrassegnati con un asterisco (*), questo perché seguendo il discorso delle stagioni, sono oggetti che non sono indispensabili nelle stagioni calde.

N.B. Non compaiono strumenti per la difesa personale; osservando la foto F3 si può notare un mazzo di chiavi abbastanza corposo, usando un po’ di fantasia e facendo riferimento ad un celebre aforisma “tutto può diventare un’arma”, è facile trarre le dovute considerazioni, ovviamente la soluzione migliore per antonomasia e “rimanere quanto più possibile alla larga dai guai”.

Altri oggetti i quali sarebbe buona norma avere, memori anche della pandemia di COVID che è appena trascorsa, sono:

  • 2 paia di guanti in nitrile
  • 1 o 2 mascherine FFP2
  • flacone di gel mani

Non necessariamente in previsione di una nuova pandemia ma semplicemente perché è una sana prassi igienica, gli operatori sanitari e i volontari delle associazioni di croce rossa lo fanno da anni, tant’è che anche lontani dal servizio non si separano da questi oggetti.
Possono essere tranquillamente contenuti nell’IFAK

Considerazioni Finali

Dopo questa carrellata di oggetti, i più scettici diranno che è impossibile indossare tutto questo materiale solo con l’ausilio delle tasche.

Ebbene a favore di questo articoli vi mostriamo al seguente link come è possibile indossare in maniera totalmente discreta tutti questi oggetti.

N.B. Discorso multi-tool e coltelli rimane invariato in base alla normativa vigente, ossia il porto deve contemplare il giustificato motivo così come il trasporto che deve avvenire nelle modalità previste. Nessuno vieta di avere il moulti-tool con lama, ma va da se che in caso di controllo delle FF.OO. potrebbero sorgere non pochi problemi.

Per tanto l’Associazione Italiana Prepper non si assume responsabilità per il mancato rispetto delle leggi in vigore.

L'articolo E.D.C.E. – EveryDay Carry Emergency proviene da Associazione Italiana Preppers.

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4 cavalieri dell' apocalisse.

I cavalieri dell' apocalisse tra passato, presente, e idee per vivere meglio. I Cavalieri dell'Apocalisse sono quattro figure simboliche introdotte nell'Apocalisse di Giovanni Non hanno nomi tranne l'ultimo chiamato Morte/Peste Particolarmente discussa è la figura del primo cavaliere Il primo cavaliere ad apparire all’apertura dei sigilli è quello che cavalca il cavallo bianco e viene descritto con in mano un arco e una corona in testa. Ci sono opinioni discordanti sul primo cavaliere, c’è chi crede rappresenti Cristo mentre altri ritengono sia il cosiddetto anticristo. Fino al tempo della Riforma protestante, l'opinione più diffusa era che il cavaliere del cavallo bianco fosse Cristo. In seguito indagatori vollero per coerenza drammatica associargli una valenza negativa con la simbologia della conquista militare. Comunque un accordo definitivo non è stato ancora raggiunto , sia per identificare il cavaliere sia per il suo significato. Diverso è per gli altri cavalieri che hanno sicuramente valenze negative e catastrofiche insieme. Sul cavallo rosso, la guerra. Con il cavallo nero la carestia, e sul cavallo pallido, come dicevamo la morte associata a paura e malattie. Nota dell' autore: volendo dare una espressione fotografica mi son preso licenza di interpretare in forma alternativa e libera, come altri autori han fatto, associando alla peste , visto il passaggio del Covid, la forma di un cavaliere completo. Ringraziamenti: Associazione culturale: Veterani delle Fiandre, e per aver partecipato a gratis, magari facendo km in auto. Tutta la famiglia La Rocca con la super Vicky in azione :) Isabella Missio per il dipinto dei cavalli
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TTA ROME WEEKEND

TTA, TRAVEL TALES AWARD  vi aspetta al TTA weekend a Roma! Siamo quasi arrivati quasi alla conclusione del TTA 2023: dopo le assegnazioni di menzioni speciali e pubblicazioni, ci aspetta ora la premiazione finale con il TTA weekend, che si svolgerà il 25 e 26 novembre alla OTTO Gallery di Roma. Il weekend si comporrà di alcuni momenti salienti e di convivialità: Si inaugurerà la mostra TTA 2023 a cura di Simona Ottolenghi, con le 10 storie selezionate dalla giuria. Saranno proiettate tutte le storie a vario titolo premiate finora, che trovate elencate nella sezione dedicata https://traveltalesaward.com/2023-edition/ Infine vi sarà il momento della premiazione dei primi 3 lavori classificati, con la dichiarazione del vincitore assoluto! La mostra è composta dai seguenti lavori: Soumayan Biswas, Salt worker – Jacopo Della Valle, Waterworld – Christian Giudice, Chadar, old iced route – Maurizio Gjivovich, Srilanka – Roberto Malagoli, Mauritania, – Roberto Manfredi, once upon a time there was a sea – Laura Pierangeli, The mattress maker of Bukhara – Suryene Ramaget, Kushti – Luigi Rota, India, a magic place – Yuliy Vasilev, serie vincitrice EFIAP. Vi aggiorneremo prossimamente con il programma dettagliato del weekend 😊 —————————————————- ATTENZIONE: Dopo l’evento di Roma vi aspetteremo a Milano nel  weekend dell’1, 2, 3 marzo 2024, alla Convention PHOTO TRAVELERS, un grande appuntamento che chiuderà l’edizione 2023 e aprirà il TTA 2024: Sarà un  grande evento dedicato alla fotografia di viaggio e ai viaggiatori organizzato da Travel Tales Award e ViaggioFotografico.it in una nuovissima struttura d’eccezione, nel corso del quale  verrà presentato il libro Travel Tales III con le storie selezionate nell’edizione di quest’anno. Un’occasione di incontro e di festa tra fotografi professionisti e amatori specializzati e/o amanti della fotografia di viaggio, con un programma di speech, presentazioni, incontri, letture progetti, consulenze e tante possibilità di confronto! 150 fotografi per una vera convention dedicata al viaggio fotografico e ai viaggiatori fotografi!  E la location…. Beh la location vi lascerà a bocca aperta, con un pixel wall di 5 metri per proiettare in tutto il suo splendore e le sue declinazioni la fotografia di viaggio 😊 A dicembre 2023 apriremo le iscrizioni e daremo una prima bozza del programma.
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Workshop con Model Sharing , master Stefano Rizzi

Workshop di Fotografia con Model Sharing , il 3 e 4 Novembre a Gallarate Centro - Modella La biboot , c/o Punto Amazon, Brt in via Cadolini e poi in Location.Massimo 10 persone. Cercansi sponsors ,a cui dare foto con liberatoria per la propria comunicazione e per redazionali o pubblicitari col proprio brand, oppure per fotografi di altro settore o fotoamatori , che vogliano cimentarsi in fotografia di moda, pubblicità , con modella professionista, studio e location con luci professionali, con la conduzione di Stefano Rizzi, fotografo pubblicitario e di moda , sin dal 1980.   Quota di partecipazione : 100 euro a Giornata.   Masterclass con Stefano Rizzi.
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«Furio Rabitti», decimo racconto tratto da Veglione Rosso

Furio Rabitti aderì prima al circolo socialista poi alla federazione giovanile del neonato Partito comunista d’Italia, come fece la quasi totalità della gioventù socialista di Correggio. Veniva spesso arrestato e anche percosso, in occasione di movimenti di alti gerarchi o di feste socialiste.

Insieme al fratello Ivanoe e al più piccolo Parsifal, che faceva il garzone, aveva aperto un salone di barbiere nel 1923. Duramente bastonato dai fascisti nel 1925, contrasse, in con- seguenza delle gravi lesioni, una nefrite, che lo portò alla morte, a Correggio, il 25 novembre 1930, a ventisei anni di età.

La composizione è di Stefano Pilia, che la esegue per chitarra sola. La voce e il testo sono di Wu Ming 2.

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Ordinaria Sopravvivenza – Richard Evelyn Byrd

Storia di un isolamento estremo

Richard E. Byrd è stato un ammiraglio, aviatore ed esploratore statunitense. Era nato nel 1888 e tra le due guerre mondiali partecipò a diverse spedizioni polari. Per una di queste, nel 1934 Byrd passò più di 100 giorni da solo in Antartide, in una baracca coperta dalla neve, mentre fuori era sempre notte.

Byrd – un discendente di John Rolfe, il famoso colono britannico che aveva sposato la nativa americana Pocahontas – studiò all’accademia navale e dopo la Prima guerra mondiale, durante la quale prestò servizio per la Marina statunitense, si interessò di aviazione. Nel 1921 si offrì volontario per tentare la prima traversata aerea senza scali dell’oceano Atlantico, dagli Stati Uniti alla Francia. Il progetto però fu sospeso e Byrd finì con l’interessarsi di esplorazioni artiche. Durante un viaggio verso la Groenlandia conobbe l’aviatore Floyd Bennett, col quale nel 1926 decise di sorvolare il Polo Nord, una cosa che ancora non aveva fatto nessuno. Non si è mai capito se ci riuscirono davvero o se invece ci andarono solo vicini (si parla di possibili calcoli sbagliati e c’entrano alcuni appunti cancellati da un diario di Byrd), ma al tempo l’impresa ebbe una notevole risonanza.

Nel 1927 Byrd riuscì a sorvolare l’Atlantico (seppur con qualche settimana di ritardo rispetto a Charles Lindbergh) e nel 1929 sorvolò il Polo Sud (primo al mondo e in questo caso senza grandi dubbi sull’impresa). Insomma, alla fine degli anni Venti Byrd era un personaggio notevole: erano state fatte parate in suo onore, era stato alla Casa Bianca e l’allora presidente Calvin Coolidge gli aveva conferito la Medaglia d’onore, la più alta onorificenza militare statunitense. Ormai quarantenne, avrebbe potuto mettersi comodo e godersi fama e successo.

E invece no, nel 1933 organizzò una nuova spedizione antartica. Partendo da Little America, una piccola base sulla costa del continente antartico, e accompagnato da decine di altri compagni d’avventura, compresi molti cani da slitta e persino una mucca, Byrd voleva esplorare e studiare via terra il continente. Fu durante quella spedizione che Byrd si chiese se non fosse il caso di passare l’intera notte antartica, che va da aprile a ottobre, in isolamento tra i ghiacci, con lo scopo di raccogliere dati scientifici in posti in cui, d’inverno e per così tanto tempo, nessuno era mai stato prima.

Come ha raccontato il New York Times, all’inizio Byrd pensò che a quell’isolamento avrebbero potuto partecipare tre persone, ma decise poi che «la spedizione non poteva permetterselo». Considerò quindi se fosse il caso di fare la missione con un solo compagno, scartando però anche questa ipotesi in quanto «due uomini, chiusi per sei mesi al buio e al freddo, probabilmente avrebbero finito con l’ammazzarsi». Dato che era il capo della spedizione, non se la sentì di cercare eventuali volontari: decise che a isolarsi sarebbe stato proprio lui, nonostante un infortunio alla spalla dal quale ancora non si era del tutto rimesso.

Sappiamo quello che successe in seguito grazie ad Alone, un libro pubblicato anni dopo da Byrd, e nel 1948 pubblicato in Italia da Bompiani con il titolo Solo. Nel libro Byrd raccontò che decise di sfruttare l’occasione per sperimentare la vera solitudine, leggere tutti i libri che non aveva potuto leggere e ascoltare in santa pace un po’ di musica classica dal giradischi che decise di portarsi appresso. Era anche curioso di provare a vivere esattamente come avrebbe voluto, senza dover rispondere di niente a nessuno. «Non ne sono certo ora che è passato tutto questo tempo», scrisse, «ma forse desideravo sperimentare un’esistenza più rigorosa di quella che avevo conosciuto fino a quel momento».

Negli ultimi giorni del marzo 1934 Byrd raggiunse in aereo il luogo del suo isolamento, dove altri avevano già portato scorte e strumenti che gli sarebbero serviti per sopravvivere. Era una stanza ricavata sotto la neve, così da essere riparata dai forti e gelidi venti, con una specie di botola sul soffitto per poter uscire e con annessi una serie di corridoi nella neve in cui lasciare le provviste: tanta verdura essiccata e un po’ di carne di foca, tra le altre cose. Il tutto a centinaia di chilometri dai pochi essere umani che sarebbero rimasti a Little America (e a loro volta a migliaia di chilometri dal resto del mondo), sapendo che una volta scesa la notte non ci sarebbe stata possibilità di spostarsi. Fino a ottobre nessun aereo avrebbe potuto volare fino a dove si trovava Byrd, che tra l’altro aveva imposto agli altri membri della missione di non tentare eventuali missioni di soccorso.

Byrd vide il sole tramontare un’ultima volta il 12 aprile e, secondo quanto scrisse nel libro, i primi giorni passarono in relativa tranquillità. Dopo circa un mese le cose si fecero più complicate sotto diversi punti di vista, anche perché Byrd si rese conto che la sua stufetta a olio lo stava lentamente intossicando con il monossido di carbonio. «Ogni giorno», ha scritto il New York Times «si trovò a dover scegliere tra la possibilità di scaldarsi, e forse morire intossicato, oppure respirare in sicurezza, rischiando però il congelamento».

Nel libro Byrd raccontò come passava il tempo, e scrisse che ogni tanto provava anche a uscire all’aperto: solo che era un territorio buio e inospitale, in cui c’era il rischio di perdersi o cadere in qualche crepaccio. Una volta gli capitò di tornare da una “passeggiata” e scoprire che la botola da cui avrebbe dovuto passare per rientrare nel suo rifugio era ghiacciata. Riuscì a rientrare solo trovando – nel buio e nel freddo polare – un badile con cui far leva sulla botola. Tra l’altro, Byrd scrisse anche di esser così debole da non riuscire in certi casi ad aprire la botola nemmeno dall’interno. Secondo alcune sue stime, arrivò a perdere quasi 30 chili.

«Non mi ero preparato», scrisse Byrd, «alla scoperta di quanto un uomo possa allo stesso tempo avvicinarsi alla morte senza morire o voler morire». In un difficile giorno di inizio giugno si annotò questo pensiero: «La parte oscura della mente umana sembra essere un’antenna capace di sintonizzarsi sui pensieri negativi che arrivano da ogni dove».

Tra le tante e grandi difficoltà che attraversò, nel libro c’è anche spazio per quelli che il New York Times ha definito momenti più «lirici», per esempio quelli in cui Byrd descrive le aurore che riusciva a vedere nel cielo sopra la sua botola.

Il 5 giugno si ruppe il generatore elettrico che gli serviva, tra le altre cose, per far funzionare una radio, ma gliene restava comunque una di emergenza, che poteva avviare a pedali e dalla quale poteva mandare messaggi in codice Morse ai colleghi che nel frattempo erano a Little America. Nonostante Byrd avesse detto loro di non farlo, a giugno alcuni di loro provarono a raggiungerlo, probabilmente insospettiti dalla scarsa lucidità di alcune sue comunicazioni. Provarono due volte, ma fallirono.

Facendo un terzo tentativo, tre uomini della missione riuscirono infine ad arrivare da Byrd l’11 agosto. «Lui li accolse offrendo loro un piatto di zuppa», ha scritto il New York Times, «poi collassò al suolo». I quattro restarono nel rifugio alcune settimane, in attesa che arrivasse il sole e qualcun altro potesse raggiungerli.

Nel 1938 Byrd pubblicò Alone, che ebbe grande successo, non solo negli Stati Uniti.

Nel 1939 decise di prendere parte a una nuova missione antartica, ma nel marzo 1940 fu richiamato negli Stati Uniti per via della Seconda guerra mondiale. Dopo la guerra riuscì comunque a guidare una nuova spedizione, compresa la prima delle numerose operazioni “Deep Freeze“. Nel 1954 fu ospite di una trasmissione televisiva americana. «Ora su un aereo di linea puoi volare sopra il Polo Nord e sorseggiare intanto un cocktail», disse l’intervistatore, prima di chiedergli se ci fossero ancora, nel mondo, luoghi inesplorati. Byrd rispose che il Polo Nord «stava diventando sempre più affollato» e disse che l’Antartide già era e sempre più sarebbe diventato il più importante posto al mondo per la ricerca scientifica.

Byrd morì nel sonno, forse per problemi cardiaci, a 68 anni, l’11 marzo 1957.

Fonte “Il Post”

L'articolo Ordinaria Sopravvivenza – Richard Evelyn Byrd proviene da Associazione Italiana Preppers.

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Ancora un appello agli ambientalisti

Palestina, Ucraina e guerre del capitale all'ambiente Noi insistiamo nel riproporre a voi, ai militanti di Fridays for Future, a quanti si sono impegnati in difesa dell’ambiente a tornare in piazza unendo le vostre istanze, i vostri temi a quelli dell’opposizione militante alla guerra. Chiediamo ancora di ritornare nelle piazze globali contro i governi, stati e multinazionali della guerra e della devastazione ambientale. La lotta per la difesa dell’ambiente deve essere parte integrante delle lotte dei proletari, delle lotte delle donne per i loro diritti di autodeterminazione. Non si tratta...

(pasquale cordua)
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Vite senza freni

Una donna appariscente con lo sguardo rivolto fuori dal finestrino, stufa delle attenzioni e dei continui ammiccamenti dei maschi. Un uomo che rievoca la sua giovinezza tra guerre e diserzioni in Africa orientale.

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La ricetta per il desiderio che non c'è

Caro Gianluca
sono una donna sposata da 4 anni e credo che questi anni con mio marito siano stati felici.
Nove mesi fa lui ha cominciato a dare lezioni di cucina (è uno chef di un certo successo). E così si è contornato di un gruppo di donne della buona borghesia, ne ho identificate almeno 3 che potrebbero secondo me fare avances a mio marito o essere pronte ad accettarle.
Naturalmente mi sento ridicola a fare la guardia a mio marito, a spiarlo, ma devo capire se hanno più consistenza le sue dichiarazioni o i miei dubbi e il mio intuito sui suoi comportamenti. Continuo a sentirlo più distante da me e sempre troppo stanco per fare l'amore. Hai presente come fanno le donne quando non hanno alcun desiderio? Accusano stanchezza, mal di testa, stress, ogni volta c'è una scusa. E lui fa lo stesso con me.
Visto che lui dice di amarmi ..ok gli voglio credere, ma quale la soglia di allarme secondo te? E soprattutto voglio sapere come devo comportarmi, se dirglielo chiaramente che non sono soddisfatta oppure non stressarlo ulteriormente e aspettare che gli passi e che torni il desiderio. Oppure mi devo iscrivere a un corso di cucina di un altro chef e farlo ingelosire? anche questo ho pensato..ma forse non me la perdonerebbe?

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Il nome della gelosia

Caro Gianluca,
sono un 40enne sposato da 3 anni con una donna che amo, sì lo dico perché non è afffatto scontato. Ultimamente ho notato che nei resoconti fatti da mia moglie sulle sue giornate compare spesso il nome di un collega, diciamo che si chiama Riccardo. "Sai oggi poi Riccardo in riunione ha proposto questo! Al capo" oppure: "Con Riccardo abbiamo concordato su questa cosa, troppo divertente!" eccetera, insomma ne parla con quel tono che mi ricorda quando al liceo uno si divertiva a fare coppia con un compagno di classe, hai presente l'amico con cui te la intendi sempre fai le bravate e ridi? Ecco, il tono delle sue parole è sempre divertito nel citarlo, e lo fa con un candore che sarebbe al di sopra di ogni sospetto se non fosse che ultimamente ne ha parlato anche nel week end a proposito di temi extralavorativi. Ha detto una cosa del tipo oh questo colore è quello preferito di riccardo. E io da quel momento ho cominciato a fare battute acide ogni volta che lo nomina solo per cercare di sminuirlo ai suoi occhi.

Insomma sono geloso e non so bene perché, credo che ci sia anche un sesto senso maschile, oltre che femminile, e qualcosa mi dice che mia moglie o si sta innamorando di questa persona o forse già se la intende, o forse è combattuta non lo so. Tu dirai, ma come, ma ti pare che se tua moglie avesse una storia con un collega starebbe sempre lì a nominarlo? Io penso che mia moglie non sia affatto così scaltra e così abituata a tradire, o meglio, secondo me non si rende conto di quanto ne parla forse proprio perché il suo nome ce l'ha sempre nella testa. Oppure,ancora peggio, si prende gioco di me, non paga di avere consapevolmente attenzioni per un altro , e me lo vuole far pure capire in un modo così sfacciato?

Da ascoltare guardando fuori dal finestrino:
Kat Frankie - The tops
Tango with Lions - In a Bar
Lotte Kestner - I Want You
Lonely Drifter Karen - La chouette

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Crociera sul Nilo

Oggi ascolteremo:
la vita movimentata di una esperta viaggiatrice che in treno conobbe suo marito e sulle sponde del Nilo si nutrė di passioni audaci.
Il racconto di una apparizione mattutina in un'antica residenza inglese.

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Le amiche del cuore e l'uomo che venne dalla Tanzania

Caro Gianluca,
Ti voglio parlare di due donne che fanno parte del nostro gruppo di amiche, Gaia e Valeria. La prima, Gaia, è l'unica non sposata di noi. E' bella tirata, non ha mai avuto figli, è bionda è alta fa un lavoro gratificante, soprattutto non è sposata e saltella di fiore in fiore con estrema disinvoltura. La seconda è Valeria, il marito l'ha lasciata anni fa e ha vissuto in stato quasi vedovile nell'allevamento dei tre figli fino a un paio di anni fa. Poi le ha preso la smania di viaggiare con quelle agenzie che organizzano gruppi di persone che non si conoscono tra loro. Durante un viaggio in Tanzania ha conosciuto un uomo del posto, una specie di artista performer, che produce opere di arte visuale, non abbiamo capito bene, ma lei è tornata dicendosene innamorata. E' tornata a trovarlo più volte e con intensità. Te la faccio breve, sei mesi fa Valeria è tornata con il suo innamorato e se l'è messo in casa. Eravamo contente per lei, l'abbiamo aiutata il più possibile a farla sentire integrata al nostro gruppo anche con il suo nuovo compagno che è simpatico, espansivo, divertente.

Poi è accaduto l'irreparabile: la sera che ci siamo incontrate con Valeria e Gaia con mariti, figli e amici, il tanzaniano ha passato la serata in allegrissima conversazione con Gaia, che pareva dargli molto spago, anche perché avevano entrambi un po' bevuto. Tutti a casa e si passa alla mattina dopo.

La seducente Gaia, quasi lusingata ha cominciato a postare nei nostri WhatsApp un messaggio che il Tanzaniano le aveva mandato, nulla di che, ma abbastanza marpione. Le diceva che era contento di averla conosciuta, che gli sarebbe piaciuto raccontarle del suo paese… Insomma le buttava un amo. Quella naturalmente era totalmente disinteressata, ma non perdeva un'occasione per dimostrarci la sua supremazia su di noi povere carampane.

Ci siamo consultate e abbiamo deciso di girarlo a Valeria, finora inconsapevole, che lo manteneva in casa da sei mesi. Nel giro di un'ora Valeria lo ha cacciato di casa, senza remissione, senza se e senza ma. Ora però noi ci sentiamo in colpa, non avremmo fatto meglio a stare zitte? Il tanzaniano ora gira per la città come un clandestino (ha documenti regolari e un regolare visto turistico ottenuto quando è entrato in Italia con la nostra amica), sappiamo che è senza denaro, senza casa e senza punti di riferimento. Insomma ci fa molta pena e forse abbiamo esagerato… Che possiamo fare per rimediare? Alla fine che colpa ha questo povero ragazzo se non quella di essere stato gentile? Siamo state noi troppo bacchettone?

Da ascoltare guardando fuori dal finestrino:
Manu Chao - Le p'tit jardin
Rodriguez - Sugar Man
Bebe - Cocaine
Ismaël Lô - Tadieu Bone

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Un insolito viaggio natalizio

Appuntamento speciale natalizio con un viaggio che corre sul binario dell'immaginazione, dei ricordi e del desiderio. Assisteremo all'incontro con un viaggiatore d'eccezione, costretto ad andare in treno perché abbandonato dalle sue renne. Ascolteremo dalle parole di un grande polemista italiano le sue fantasticherie sui giocattoli e la sua ludopedagogia. E infine, la lettera delle lettere rivolta a Babbo Natale dalla ragazza con la chitarra, portavoce di tutte le donne italiane unite in un'unica, impossibile, irrealizzabile richiesta.

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I turbamenti di un giovane di provincia

Caro Gianluca,
Sono il classico ragazzo di provincia, vengo dalle Marche e da sei mesi ho comincato a lavorare in un'azienda a Roma. Lavorare è una parola grossa perché in realtà si tratta di uno stage parzialmente retribuito. Ma per me è molto importante. A 27 anni, sono riuscito a mettere il naso fuori dal mio paese, dove non mi mancava niente, a parte il lavoro. Lì ho anche una fidanzata con cui sto insieme da 6 anni, lei lavora nella panetteria di famiglia e insieme stiamo molto bene, siamo molto uniti e la nostra unione ormai ha coinvolto anche i nostri parenti più stretti. Io faccio una vita da pendolare, il venerdì ritorno nelle Marche e solo raramente la mia fidanzata viene a Roma, visto che l'appartemnto in cui vivo è in condivisione con altri due ragazzi abbruzzesi.

Il problema sta nel fatto che io sento di essere in una fase della mia vita un po' strana, direi di cambiamento. Vivere in una città grande come Roma all'inizio non è stato affatto facile e non lo è tutt'ora. Città caotica e assai poco accogliente, all'inizio mi sentivo come uno studente fuori sede. Poi tramite le amicizie sul lavoro ho cominiciato a frequentare anche altri ambienti e ho conosciuto persone interessanti. A casa di un collega ho conosciuto una ragazza, mia coetanea, lei è di Roma e mi ha subito un po' conquistato. Tieni conto che finora io non ho mai tradito la mia fidanzata perché la cosa non mi interessa. Questa ragazza a cui penso spesso però ha qualcosa di speciale, non lo posso negare. In un certo senso è l'opposto della mia fidanzata, lei fa la musicista, fa tardi quasi tutte le sere, si sveglia tardi, sta sempre in giro e poi a fare le prove con il suo gruppo. Ha una voce incantevole, ma sopratttuto ha carisma. Ci siamo sentiti spesso, non so lei che cosa abbia trovato in me, forse sono diverso da tutti i suoi amici alternativi e fattoni, non lo so.

Fatto sta che mi ha detto se vado ad ascoltare un suo concerto in un locale romano sabato prossimo dicendomi che poi avremmo potuto stare insieme dopo. Mi sembra chiaro che passando la notte insieme, prima o poi ce ne andremo a casa e che insoma possa succedere qualcosa. Ora il mio dubbio che ti giro come lo girerei ad un amico, è questo: io non so se vale la pena per me incasinare tutta la mia vita privata per una notte di passione, che probabilmente lascerebbe in me delle tracce. Cioè per come è fatta questa ragazza, io non penso che si tratti dell'inizio di una storia seria, non lo penso perché siamo troppo diversi, io ancora imbozzolato nel mio guscio di ragazzo di provincia, lei molto più estrema anche se fragile dentro, lei un'artista io un aspirante al posto fisso, diciamo così. E penso che al lungo andare lei si annoierebbe con uno come me. Insomma non mi ci vedo in futuro accanto a lei, o forse non mi ci voglio vedere. Forse temo di essere sedotto e abbandonato. O forse penso che questa ragazza stia mettendo in gioco la mia intera vita per come l'ho impostata fino ad ora.

Siccome so che tu sei andato a vivere a Roma dopo essere cresciuto in Umbria voglio sapere che ne pensi, che cosa dovrei fare secondo te. che cosa mi riserva il fututo se rimango a Roma.
Grazie,
Ciao

Da ascoltare guardando fuori dal finestrino:
Hindi Zahra - Beautiful Tango
Nouvelle Vague - In a Manner of Speaking
Tryö - Apocalypticodramatic
The Growlers - Old Cold River

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Un sorriso troppo giovane

Caro Nicoletti,
da qualche mese nella mia struttura lavorativa è stata assunta una ragazza. Bene, io mi sono semplicemente e stupidamente innamorato di lei. Non c'è il classico problema di non mescolare la vita amorosa a lavoro in quanto abbiamo ruoli e specializzazioni diversissime e non avremo mai a che fare dal punto di vista professionale. Il problema risiede principalmente, e non solo, nella grande differenza di età. Lei ha 24 anni mentre io ne ho appena compiuti 43. In più è anche fidanzata anche se il suo partner appare, a detta di tutti, un tipo insignificante, basso, noioso, assolutamente non bello. Ho pure voluto controllare dalle foto di lei sul suo profilo Facebook: eccola con il suo fidanzato che brindano per il nuovo anno con dichiarazioni di amore. Lui assomiglia a un ritratto di Giacomo Leopardi. Senza collo e più largo che alto. Io sono più vecchio ma lui... ecco a cosa mi sono ridotto, a entrare in competizionepure su l'aspetto fisico; è vero, sono patetico.

Mi sento profondamente stupido. Sono cosciente della follia di questa situazione. C'è un pensiero dominante, un qualcosa di incontrollato e quasi una malattia che è sorta enlla mia mente... Pensavo di non innamorarmi più alla mia età e invece sono caduto in questa modo forse così improbabile.

Cosa mi ha fatto innamorare di lei? Lei non è, dal punto di vista fisico, una ragazza da che fa girare la testa, anzi, diciamo pure che ha quello che chiamano "culone", ma quello che mi incanta sono il viso e il sorriso bellissimo. Mostra una semplicità e un candore rarissime da intravedere nell'umanità femminile a me nota. Con lei ho cordiali rapporti e sono tra quelli con i quali si è aperta di più essendo lei non timida ma credo molto riservata. Sarebbe secondo te enormemente patetico e sbagliato provarci? Confesso che accolgo quasi con fastidio questo innamoramento... E' forse una malattia a cui non dovevo in nessun modo espormi?

Da ascoltare guardando fuori dal finestrino:
Bebe - Adiós
Marcio Faraco - Paris
Tom Waits - Walk Away
Eels - I Need Some Sleep

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Automated Cryptotrading and AI 2023 Overview

Bitonyx is supports Windows Operating System, as well as MacOS and Linux. In order to run Bitonyx be sure to check the technical specifications of the computer that you would like to run Bitonyx on. GRT fell from £0.44 in January 2022 to £0.06 (-86%) in December, while AGIX fell from £0.14 to £0.03 (-78%). Cold wallets are arguably more secure than hot wallets, since hackers can’t target them as easily. However, if you lose your login details for your cold wallet, you won’t get the support regaining access to your keys that you’d get with a hot wallet.

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  • BitDegree.org does not endorse or suggest you to buy, sell or hold any kind of cryptocurrency.
  • This means the crypto market is constantly active, and human traders need to be on their toes 24/7 if they don’t want to miss an opportunity.
  • Choosing the right AI trading bot can be a game-changer, helping to automate crypto trading, manage portfolios, set stop losses, and more.

No trading or coding skills are required; all you need is to monitor your trading progress and take profits. B-Cube prices their service based on which trading bot you want to use. Each bot’s price is based on its historical gains over the past year of trading.

Top Rated Cryptocurrency Exchange

Whether you want to be a day or swing trader, you can customize the bot to work on your behalf. Botcrypto works perfectly well with exchanges like Binance and Kraken. You can use this bot to do dollar-cost averaging strategies and also integrate TradingView so that you can get back tested signals from third-party sources. 3Commas also offers portfolio analysis and copy trading so that beginners can “copy” the strategies of professional traders to also make profits. 3Commas uses AI to scan the crypto market and then suggests the most profitable coin pairs for you to take advantage of. It connects to over 22 crypto exchanges, including Binance, Coinbase, Huobi, Exmo, Kucoin, CEX.IO, Kraken, and Poloniex.

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  • An essential function of AI that can enhance trading in a volatile market is to reduce the human bias and emotion inherent in trading decisions.
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They can be spent or traded, but they’re not issued by central banks or stored in traditional financial institutions. You should always check with the product provider to ensure that information provided is the most up to date. AI algorithms must be developed, tested, and monitored carefully to ensure their effectiveness. Get stock recommendations, portfolio guidance, and more from The Motley Fool’s premium services.

Will Predictive AI End Up Disrupting the Stock Market?

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With so much data to analyse, there has been a shift towards using artificial intelligence (AI) software to lighten the workload. Emotion can be eliminated when traders switch to automated “programmatic” trading if the program has been tested for performance and a predictable outcome. An AI-driven algo trading bot can make trades based on a predefined program strategy and react quickly to changes in the market.

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It is important to approach AI trading systems with caution, using them as tools alongside other strategies and risk management measures to maximize their benefits and mitigate potential risks. 3Commas is an automated crypto trading bot that’s created to help crypto traders increase revenue and reduce losses and risks. It comes with over 20 trading indicators and can help you get profits without being an experienced trader. There is lots of money to be made in the volatility and swing of cryptocurrencies like Bitcoin, Ethereum, and other altcoins.

Render allows artists to harness the computing power necessary to render computer graphics from crypto miners who are willing to rent out their graphics processing units (GPUs). The Graph is a protocol for indexing and querying – data from blockchains in a similar way that Google indexes and queries data from websites. Indexing blockchain data can be challenging, but The Graph aims to change that by organising data into smaller ‘subgraphs’.

What are cryptocurrencies?

Are the reviews generally positive, or are there common complaints? Remember, no bot is perfect, but persistent negative reviews about the same issues can be a red flag. Once a strategy is set, you can run it automatically or manually, depending on your preferences. The platform also offers tools to track and analyze trade performance and sends alerts and notifications to keep you informed about your trades. Reports initially surfaced earlier this week, claiming that Bybit, an exchange based

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  • Periods of low trading volume in crypto have often been followed by bull runs.

It has an internal marketplace where users can browse and pay for AI services in the platform’s native cryptocurrency – AGIX. Finally, an obvious benefit to bot trading or AI trading is that these computer systems can run 24 hours a day, 7 days a week. Moreover, while it is relatively easy to provide parameters for risk management, AI struggles to use these parameters in a way that makes sense considering the volatility.

Featured Content

As such we may earn a commision when you make a purchase after following a link from our website. These connections can be further enhanced with the use of application programming interfaces (APIS) and other tools and developments. Stay one step ahead with real-time alerts on market pumps & dumps and unusual volume activities. This makes them stay in a trade too long out of an irrational attachment to the company or digital asset when exiting is the best strategy. Cryptocurrency volatility is currently not what it was, with major currencies like bitcoin and Ethereum up 50 and 30 percent respectively year to date, trading volumes remain historically low. These models are characterized by their large size and enabled by AI accelerators which process vast amounts of data through data scraping from the Internet.

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ChatGPT will even tell you which parameters you will need to adjust (e.g., the “buy frequency” and the “buy amount”), as well as from where it is pulling its Bitcoin price data. You can rely protection on Pionex to automate your trades 24/7 without sitting in front of a computer to check market updates. The company aggregates the liquidity from top exchanges like Binance and Huobi Global.

B-Cube AI Crypto Trading Review

The advanced and professional plans cost $24.50 and $49.50 respectively. KuCoin is totally free to use, except for the trading fee, which you will pay when you trade coins on the exchange. Bitonyx connects to different exchanges, including Binance, Bittrex, Gemini, Kraken, Bitfinex, BitMEX, and Bitstamp.

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Learn more about Consensus 2024, CoinDesk’s longest-running and most influential event that brings together all sides of crypto, blockchain and Web3. With Cryptohopper you can manage all your exchange accounts and trade from one place. Aside from the more conventional crypto grid services, you’ll also encounter Smart Rebalance, DCA, and Infinity Grid. Blockchain technology is a complicated topic that requires an article (or a few) of its own to figure out in-depth. In fact, we’ve got a few ready – like our beginner’s guide to blockchain and the guide on how it works.

Is bot trading profitable?

In turn, using the processed data, investors can refine and apply their trading strategies. Naturally, even if you have multiple monitors set up, the human eyes and brains cannot process information that quickly. So, what you can do instead is set up an AI crypto trading bot to automatically buy and sell when the market is in the right position. The bot market analysis is done using algorithms (algos for short).

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Use TradeSanta to add take-profit orders, open both long and short positions, and practice in a demo environment completely risk-free. The time it takes to get started with this ai software is less than 10 minutes. I almost want to want to say that it is the most powerful platform on the market when it comes to crypto automation. Another thing to highlight is the spot-on professional support team that deals with inquiries in a fast manner every time you reach out through live chat. Artificial intelligence was previously not available to every trader and you needed to be exceptionally good at computer coding to have a chance at using an AI.

Trading is Efficient

So, you can simply use AI tools to track price changes and other market developments around the clock. These applications are designed to generate alerts when a particular requirement is met. For example, you can set the applications to generate an alert when BTC crosses a particular price – let’s say $30K.

Quadency lets you choose from pre-built popular strategies or customize your own to your liking. In short, greater interoperability will allow for a larger collection of knowledge and insight, and better strategies for automated trading functions in the cryptocurrency market. This could be the – gateway for novice investors to find their place in the trading industry, even with minimal understanding, and further the growth of the crypto market. With CoinScreener’s advanced technical analysis and AI-generated signals, you can take your crypto trading to the next level with confidence.

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11 Best Crypto Exchanges and Apps of September 2023

It is worthwhile to learn about the different types of crypto trading fees before setting on your quest to find the best platform offering free crypto trading. In searching for the best crypto platform for you – think about your level of experience. That is to say, if you are trading digital currencies for the first time, it’s crucial to pick a provider that offers a burden-free user – experience. The above example illustrates the issue of choosing a platform that doesn’t have enough liquidity. Crucially, you won’t be able to buy or sell your chosen crypto at a favorable price – as there isn’t enough capital on the platform to cover your trade. All of the best crypto exchanges discussed today are home to large levels of liquidity – especially eToro and Binance.

  • However, things are a little trickier if you’re on the lookout for the best free crypto trading platform that meets all your expectations.
  • But its array of six crypto trading bots catapults the popular exchange as a standout for traders who prefer to automate their trades.
  • The practice could be responsible for the next “implosion” to hit the crypto space since the FTX saga, according to “Shark Tank” investor and longtime crypto bull Mark Cuban.
  • However, for experienced crypto investors who prefer to trade on a decentralized, KYC-free platform, Bisq offers everything you need to buy and sell cryptocurrency.
  • For example, if you place a $500 sell order on BTC/USD and the pair drops in value by 10% – your profit will amount to $50.
  • There are many exchanges to choose from — some with a longer track record than others.

Supported payment methods at Libertex include debit/credit cards and e-wallets. On top of digital currencies, the broker also supports stocks, indices, commodities, forex, ETFs, and more. Then, it’s just a case of choosing a cryptocurrency to buy, entering your stake, and confirming the order. For example, debit/credit card deposits cost 3.99% and trading commission is set at 1.49% for all orders over $200.

Can I trade crypto for free?

Huobi Wallet is a non-custodial wallet where users have complete control over their assets and offer a fast trading process. The two versions Huobi Pro and Huobi OTC, are devised explicitly for advanced and beginner traders, respectively. A Hong Kong-based exchange, KuCoin is relatively new in the market but is considered as a highly safe platform.

  • If you want to engage in shorting, you will want to choose a crypto platform that supports CFD instruments.
  • That’s because you can’t choose whether your order is processed as a maker or a taker.
  • You could end up buying at a higher price or selling at a lower price than you’d want.
  • With no restrictions for US-based customers, MEXC is an excellent platform for active traders.
  • Like Coinbase, the ease of use and visual portfolio manager differentiates eToro from its competitors.

Erika Rasure is globally-recognized as a leading consumer economics subject matter expert, researcher, and educator. She is a financial therapist and transformational coach, with a special interest in helping women success rate learn how to invest. Exchanges have different requirements, often depending on the type of cryptocurrency you want to buy. As you can see from the image below, we are buying $25 worth of Bitcoin commission-free.

How to Start Crypto Trading

Kraken is a professional platform for investors to buy Ethereum, Bitcoin, and other digital currencies. Touted as one of the most reliable crypto exchanges, Kraken has deep liquidity across its 222 coins and 96 derivative markets. A simple user interface enables beginners to purchase crypto using fiat currencies, including USD, GBP, EUR, and AUD. Additionally, there are plenty of deposit methods for users in different countries to open an account for as little as $10. Some crypto trading platforms will offer heaps of markets, while others focus on a select few. For example, in the case of Coinmama, the platform only supports 8 digital currencies.

It also has a more bare-boned trading interface called Gemini Active Trader with lower rates than Coinbase Pro. Another bonus is that the assets don’t need to be transferred from one platform to the other the way traders have to do on Coinbase. Traders can switch from Gemini to Gemini Active Trader within the Settings dropdown menu, and all of their assets will follow. Coinbase does offer more competitive rates on its Coinbase Pro platform, but it’s tricky to navigate for beginners.

How Does A Cryptocurrency Exchange Work?

If there’s not a lot of volume and you put an order in, that’s called slippage. You could end up buying at a higher price or selling at a lower price than you’d want. The availability of coins alone isn’t sufficient if there are no trades happening. You’ll ideally want to verify that there’s sufficient trading volume in your target coins to ensure liquidity, so you can easily trade your coins and dollars. As crypto has grown more popular and valuable, it’s become a big large target for hackers. Leading exchanges like Binance and KuCoin have been hacked, resulting in tens of millions of dollars in losses.

  • The platform operates a spread-only commission model – meaning that you simply need to cover the difference between the bid and ask price.
  • The encrypted chat app Signal also has a crypto payments solution developed by a third-party partner, MobileCoin.
  • Additionally, it has a good selection of conditional orders, including Market, Limit, Stop loss, Take profit, and Stop loss limit.
  • For crypto-to-fiat transactions, Changelly charges a fee of 5%, which doesn’t make it much convenient and adaptable.

Then, it’s just a case of entering your card details and deciding how much you wish to invest. If you need to contact support, the Kraken customer support line is available to use 24/7 every day of the year. This means that you will never be left alone with any issues that you may have.

What is crypto trading?

That’s because transaction fees are often lower on DeFi exchanges, and fraudsters are aiming to attract as many investors to the tokens they’re trading as possible. Note that you may have to pay the network fee even when using a no-fee crypto exchange or any free crypto trading platform. Traders today are spoiled for choice when it comes to crypto trading platforms.

Celsius Network is a fast-growing app that isn’t actually a trading exchange itself. It’s a platform where crypto investors can transfer over their digital currencies to earn as much as 14% in annual interest. There are now more than a million users with over $28 billion in assets on the platform.

Trade JUST Token to Earn Your Share of 430,000 JST

Or, you can withdraw your coins out to a private Bitcoin wallet of your choosing. You can get this commission reduced even further by holding Binance Coin – which is the cryptocurrency native to the Binance platform. As such, Binance is also a good option if you have your eyes on a number of small altcoins that you wish to invest in, like Shiba Inu, IOTA, Dash Coin, CAKE, KAVA, Digibyte, OMI, and Monero. It’s also an excellent starting point if you’re looking for an NFT platform. This starts at just 0.10% – meaning that a $1,000 order could cost you $1 in fees.

  • That’s because transaction fees are often lower on DeFi exchanges, and fraudsters are aiming to attract as many investors to the tokens they’re trading as possible.
  • You’ll ideally want to verify that there’s sufficient trading volume in your target coins to ensure liquidity, so you can easily trade your coins and dollars.
  • Even during the pandemic in 2020, the value of Bitcoin surged because of unexpected prospects of the job industry.
  • It’s an established exchange for trading crypto and is supported in 200+ countries.
  • The platform supports around 33 cryptocurrencies along with a wide range of trading pairs.

Additionally, traders have access to a comprehensive FAQ section and 24/7 support for any questions or problems. If you decide to keep your coins at Binance, the platform keeps the vast majority of client funds in cold storage. This is a reserve insurance pot to cover clients in the unfortunate event the platform was hacked. Furthermore, Kraken offers a range of educational materials that make it easy for users to navigate the platform and make informed trading decisions. What makes Kraken stand out from the rest is that the exchange offers a large variety of cryptos and you can get started for just $10. This makes it a great choice for those who are looking to split their funds between different tokens or start trading with small amounts of capital.

How to Choose the Best Crypto Trading Platform for You

Not only is Luno great for simplicity, but the app allows you to trade cryptocurrency in a low-cost manner. Although fees will ultimately depend on your country of residence, bank transfer deposits are typically fee-free. You will also benefit from a market taker commission of just 0.10% per slide – and even less if you find yourself trading larger volumes.

  • User verification can take from a few minutes up to several days depending on the exchange and the level of verification required.
  • For each ranking, the sum of weighted values across all or some of these key factors was calculated to award each brokerage or exchange its overall rank.
  • Bybit fees for spot trading start at 0.1% and decrease with higher trading volumes for the month which is similar to Binance.
  • As noted above, Capital.com offers CFD instruments – meaning that you can actively trade crypto assets without owning the underlying coins.

This means you’ll need to enter a unique code every time you log in to your account – which you’ll acquire from your mobile device. Coinbase gives you the option of setting up a 48-hour time-lock on withdrawals, should you want to add an extra layer of security. Coinbase is also one of the best Dogecoin trading platforms in the crypto sphere.

Luno – Best Crypto Broker for Mobile Trading

In this guide, we review the Best Cryptocurrency Trading Platform for 2021 and walk you through the required steps to get started with an account today. In conclusion, we found that eToro is by far the best crypto trading platform in the retail investment market. The provider – which is regulated by three bodies, allows you to trade cryptocurrencies commission-free. The minimum stake is just $25 and the provider allows you to instantly deposit funds with a debit/credit card or e-wallet.

  • Check the website to find out what communication methods are available to support users that need troubleshooting advice or assistance on the exchange.
  • Among other strategies, they now store most customer assets offline and take out insurance policies to cover crypto losses in the case of hacking.
  • The availability of supported payment methods to fund an account should be at the forefront of new investors in the USA.
  • The fall in trading volumes is usually seen when traders are sitting the market out as prices drop.

For example, the likes of eToro, Capital.com, and Libertex are authorized and regulated by several reputable financial bodies. User verification can take from a few minutes up to several days depending on the exchange and the level of verification required. Exchanges often offer tiered verification levels, with lower tiers requiring less information. Lower – verification tiers, however, usually come with lower deposit and withdrawal limits. We chose Cash App as our top pick among Bitcoin-only exchanges as it allows you to seamlessly and securely buy, sell, and store Bitcoin from your smartphone. Moreover, Kraken has limited funding options, with wire transfers being the primary payment method for Kraken users.

Which cryptocurrency trading platform has the lowest fees?

While U.S. users can access and use the trading platform, KuCoin is not licensed in the U.S. The best crypto platforms that we reviewed offer an abundance of educational resources. This is really useful for those of you that have little to no experience in the crypto trading scene. If you like the sound of automated crypto trading, we would argue that you are best off using the Copy Trading feature offered by eToro. In doing so, you’ll get to choose a successful crypto trader that uses eToro – based on past performance and average monthly return. Then, you can copy the trade like-for-like in a fully transparent and regulated environment.

  • Coinbase is also a popular crypto trading platform to invest in Bitcoin as it has a great reputation.
  • For instance, several complaints from users reported withdrawal issues, poor customer support, and a lack of transparency.
  • To help you choose the right provider, below you find in-depth reviews of the best cryptocurrency trading platforms available in the market right now.
  • Most crypto exchanges report their U.S.-based customers holdings to the IRS.

In this way, users may be able to take advantage of potential price appreciation, while the exchange simultaneously benefits from usage. Since you cannot completely get rid of fees anyway, the next best option is to find yourself a crypto exchange with the lowest fees. Zero-commission stock and trading platforms made some good strides in this aspect, but the platform has of late found itself at the receiving end of multiple unwarranted developments. As the names suggest, deposit and withdrawal fees are fees that crypto exchanges charge when users deposit and withdraw funds, respectively.

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A Guide to Automated Crypto Trading for Beginners

Haasbot’s use of technical indicators enhances its appeal to traders. These features provide valuable insights into market trends and help users make informed decisions while minimizing losses and maximizing profits. TradeSanta offers popular strategies like Grid and DCA (dollar cost averaging) to cater to different market conditions and user preferences.

Crypto exchanges reviewed by NerdWallet generally have no account minimums, which means you’re free to create an account and look around without spending a dime. A number of cash and peer-to-peer payment apps now allow users to buy and sell Bitcoin. On balance, these apps are more limited in what they offer than the exchanges and brokers above. Whether you’re a casual trader, a python guru or a complete beginner, Trality provides a comprehensive array of user-friendly tools to help you trade faster, smarter, and more profitably. Below is an overview of some of the most important benefits to be gained from using automated trading.

The best auto trading bot for crypto

Computers give traders the power to automate their moves and take all the emotion out of the deal. By using automated trading software, you can set parameters for potential trades, allocate capital and open or close positions all while you sleep or watch TV. Gainium’s pre-built granimator trading bots are designed to generate profits in any market condition. In addition, beginner-friendly features like copy and paper trading make it more accessible for beginners. It offers multiple trading bots to put your spot trading and futures on autopilot.

And if you want to customize your own trading algorithm, you can do that too with the Strategy Editor, which, like the crypto builder, uses a drag-and-drop interface for ease of use. If you’re unsure about a trading strategy, CryptoHero allows you to perform backtesting using historical market data. This helps you see how your strategy would have performed under different market conditions, giving you more confidence in your decisions. Through their Affiliate Program, users can earn a commission every month as long as their customers stay active. CryptoHopper works closely with exchanges and authorities to ensure account security, and they offer top-notch security measures to protect user data. Also, relying on one AI program to do everything in the crypto market has a risk – programs have limits to what they can predict.

Key features of the best crypto trading bots

Even short periods of down time can result in missed profits when you rely on a cryptocurrency trading bot. Experience fast automated trading, and portfolio management for Bitcoin, Ethereum, Cardano and 100+ other cryptocurrencies. Serious crypto traders can take advantage of Learn2Trade when they want to make the most of their portfolio and get a little bit more than signals. The advanced crypto trading bot from Learn2Trade will automate your investments and use information on live market conditions to help you.

  • These models are characterized by their large size and enabled by AI accelerators which process vast amounts of data through data scraping from the Internet.
  • For example, if the price of Bitcoin goes up by 3% in a 4-hour period, you can instruct the bot to make a purchase.
  • Trades happen in a fraction of second⁠—far faster than anything an individual trader can accomplish.
  • Misuse of AI bots in such illegal activities could lead to severe penalties.
  • The most important thing is to first define what type of automation you are looking for because trading bots and automation comes in many different forms.

And, the programs which use algorithms to trade are crypto trading bots. The safety of automated crypto trading depends on the system design and whether trades are regularly monitored. However, they cannot simply be set and forgotten, expecting them to tackle market volatility and spare traders from losses perfectly. They may, however, be a reliable tool that can ease cryptocurrency trading journeys by optimizing processes and allowing 24/7 hassle-free trading.

Multiple Markets

Whether you are an experienced trader or a beginner, Gainium caters to your needs. You can create and test your trading strategies or utilize the existing trading bots on the platform. Gainium also offers advanced features for technical traders, such – as webhooks and APIs for external integration. Crypto trading bots have been designed to overcome any physical or computational limitations that we as humans have. Bots monitor prices continually, never tire, have no emotions, and move quickly.

  • They may, however, be a reliable tool that can ease cryptocurrency trading journeys by optimizing processes and allowing 24/7 hassle-free trading.
  • The platform is specialized in automated grid bot strategies, arbitrage opportunities, and a different set of order types.
  • It’s important to get the best crypto trading bot for you because you likely shouldn’t intrust your funds with a bad trading bot.
  • Next up as one of the best AI crypto trading bots is Cryptohopper, which is an AI-powered crypto trading bot that helps you save time by automating your trading.
  • When you factor in current favourites in the race — these include Bitcoin, Ether and many other altcoins — they might not even be top of the pile of digital coins in 12, 18, 24 months’ time.
  • On the other hand, copy trading allows investors to track, follow and copy/mirror the trades of the professional traders or successful investors on their personal trading accounts.

Outside of the free plan, the Starter Plan, Advanced Plan and Pro Plan will cost you $22, $37, and $75 per month, respectively. Each plan comes with its own benefits and limitations, so the one that you go for will depend on your individual goals. What we really like about the design interface at Cryptohopper is that the platform also allows beginners to build their own bot. Pionex features low trading commissions and a fully fleshed-out mobile app.

ommas Review 2023: The Best Crypto Trading Bot for Beginners?

Gekko is a 100% free open-source programmable cryptocurrency trading bot that you can download from GitHub and run on your own machine. The software can be installed on all machines including Raspberry PI and on all major operating systems such as Windows, macOS, and Linux. GunBot is a well-fit trading terminal and cryptocurrency trading bot for those who want to automate their Bitcoin trading, with lifelong desktop software and license. Automated cryptotrading with AI would benefit greatly if blockchains were able to connect and share data with the programs that are managing the trading process. This would create smoother automated trading execution on platforms, including handheld devices. The crypto markets trade 24/7, so at any point in time, millions of traders are actively monitoring or trading positions.

  • NerdWallet’s comprehensive review process evaluates and ranks platforms and companies that allow U.S. customers to buy and/or sell cryptocurrency.
  • This allows it to operate 24/7, making trades even while you sleep or are away from your computer.
  • With features such as smart trading, and advanced trading bots, you can make more trades in less time and with greater accuracy.
  • Cryptocurrency volatility is currently not what it was, with major currencies like bitcoin and Ethereum up 50 and 30 percent respectively year to date, trading volumes remain historically low.

These connections can be further enhanced with the use of application programming interfaces (APIS) and other tools and developments. Traders would then be offered the additional advantage of having straight-through-processing of execution. The alternative is the slower and operationally more risky process of executing trades manually. Endor is a leading firm in this department and has been conducting tests and research to improve these tools.

Cornix is the one and only BOT you need

Ideally, you will want the bot to be supported by as many exchanges as possible. This will ultimately increase your chances of profiting from a potential disparity in pricing between one or more exchange platforms. As we have already discussed the ins and outs of arbitrage trading in the context of an automated Bitcoin bot, we won’t expand on this any further. However, it is important to note that most third-party cryptocurrency bots allow you to program the software to detect potential opportunities.

  • The stand-out feature offered by Kryll is its super-simple ‘drag and drop’ strategy builder.
  • In a nutshell, this is where you make small, but frequent, purchases of a particular asset.
  • The second key – and equally as important metric to consider when assessing the benefits of a Bitcoin trading bot is having access to multiple markets.

Stoic charges an upfront annual fee of 5% of assets on your account, and if you start with the minimum account balance of $1,000, you’ll need to pay $50. The customers of this platform seem to be satisfied with its offering, and it is quite unique in its pricing model as the features aren’t split into multiple tiers, just one. It has support for over 25 cryptocurrency brokerages, including Binance, OKEX, KuCoin, Kraken, FTX, Coinbase Pro, and others. The main drawbacks real users have experienced are with the support team and withdrawal issues. A crypto exchange is, very basically, a place where you can purchase a cryptocurrency using either cash or another kind of digital asset. The scoring formulas take into account multiple data points for each financial product and service.

Pros and cons of using a bot

This platform is one of those unique secrets within the crypto world, and if implemented the right way it can provide priceless value for experienced traders for many years to come. The most important thing is to first define what type of automation you are looking for because trading bots and automation comes in many different forms. Trading financial products carries a high risk to your capital, particularly – when engaging in leveraged transactions such as CFDs. It is important to note that between 74-89% of retail investors lose money when trading CFDs. These products may not be suitable for everyone, and it is crucial that you fully comprehend the risks involved. Prior to making any decisions, carefully assess your financial situation and determine whether you can afford the potential risk of losing your money.

  • As Bitcoin is significantly less volatile than it once was, the cryptocurrency often finds itself in a period of consolidation.
  • All you have to do is create an account, choose your trading pairs, and set up the trading bot in a matter of minutes.
  • This will cost you $19, $49, and $99 per month for the Explorer Hopper, Adventure Hopper, and Hero Hopper plan, respectively.
  • AI offers a suite of tools that are growing in importance, but human traders are most often the architects of “program strategies” which need research and back testing.

For serious traders using Cryptohopper, we suggest the Hero package, however, beginners can do just well with Explorer, and note that there is a Free 7-day trial as well. However, this article doesn’t promise that you will generate millions the same way as the big institutions. This is obviously because trading is risky, and many of these large companies actually spent a lot of money and resources on different trading algorithms and systems. The crypto and digital asset trading features are particularly useful for crypto funds and crypto brokers. As part of the balances UI, Algotrader provides a full integration with the Fireblocks API to show balances of different wallet & account types supported by Fireblocks.

TradeSanta

It allows for rapid, precise decision-making and can operate 24/7, capitalizing on opportunities humans might miss. It relies heavily on the quality of the bot, the trading strategy it uses, and the volatility and unpredictability of the markets. Therefore, while bot trading can enhance efficiency and profitability, it should be used alongside a well-considered trading strategy and risk management plan. In addition to the crypto builder, Kryll has a unique offering called the Marketplace. This feature can be incredibly helpful for those who are new to crypto trading or those who are simply looking for new strategies to implement. A selling point of Haasbot is its ability to operate 24/7, providing traders with constant market monitoring and trading opportunities.

  • The trade signals, created using AI, are generated by StormGain experts who employ various analytical methods.
  • Having a tool that can make more informed decisions can be a big help.
  • The safety of automated crypto trading depends on the system design and whether trades are regularly monitored.
  • For example, its top pool uses a Bitcoin covered call strategy that automatically sells call options with a far out-of-the-money strike price.

Although many models and programs claim to be accurate, it takes top-quality software — at a high price — to get the best results. AI has been around for decades, but there is still lots of progress being made. As a result, those developers and programmers who believe they’ve found a ‘secret sauce’ offer their AI products in return for a fee.

Step 4: Align your bot with your chosen cryptocurrency exchange(s)

You will want a bot with a straightforward, user-friendly interface if you’re a beginner. Active support can be invaluable, especially if you’re new to crypto trading bots. While it comes with a monthly subscription fee, the value delivered, especially for active traders, is well worth the investment. Even if you’re averse to centralized exchanges, keep an eye on Coinrule; it’s a vanguard platform pushing the envelope in automated crypto trading. Another reason to use a crypto trading bot is to diversify your crypto holdings in a strategic way.

  • Engage in leveraged trading with their “Any Contract” scanner, and access their platform anytime on Android, iOS, or web.
  • Most crypto trading applications work in a straightforward manner — you authorize the bot to buy or sell an asset if and when it reaches a specific price point or indicator.
  • The trader will now follow the instructions and set up their bot in the exchange they want to use.

NerdWallet does not and cannot guarantee the accuracy or applicability of any information in regard to your individual circumstances. Examples are hypothetical, and we encourage you to seek personalized advice from qualified professionals regarding specific investment issues. Our estimates are based on past market performance, and past performance is not a guarantee of future performance.

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The 5 best cryptocurrency apps and exchanges for 2023

Cryptowatch is a data aggregator which pulls API data from at least 25 crypto exchanges spanning over 4,000 markets. Kraken is another San Francisco-based crypto exchange launched in 2013 by Jesse Powell. It now also supports most of the leading conventional currencies such as the US Dollar and the British Pound. In this guide, we will consider what makes a good cryptocurrency exchange. You will also learn how to choose a trading platform and which exchanges in the market are ideal for your particular situation. Since different platforms offer different features, products, and services, it’s worth considering what matters to you and which exchange can provide it.

This is handy in the event you think a particular digital currency is overvalued and thus – you wish to profit from this. But it’s now valued at around $1.6 billion as the crypto ecosystem has fallen back down artificial intelligence to earth and interest and trading volumes in the industry have waned. Crypto.com was also forced to deny that it was in financial difficulty after FTX, a former large crypto player, went bust in November 2022.

Best Cryptocurrency Exchange for Futures and Margin Traders

Bitmart’s platform enables spot and futures trading on dozens of cryptocurrencies and trading pairs, or combinations that can be traded with each other, according to a Cryptopedia article. A recent Investopedia article called BitMart the top exchange for altcoin. Bitflyer, based in Tokyo, claims the top spot in Bitcoin trading volume in Japan for six years running. The site offers trading on a variety of currencies, including Bitcoin and Ethereum.

  • Before selecting a provider – you’ll need to look at core factors surrounding fees and commissions, regulation, supported markets, payments, and customer service.
  • However, Kraken is a solid option for experienced crypto buyers and sellers focused more on function than form.
  • It’s an established exchange for trading crypto and is supported in 200+ countries.
  • This means that you can look to profit in the event the value of a cryptocurrency goes down.
  • Along with Gemini and bitFlyer, Crypto.com is one of only 15 exchanges allowed to operate in Hawaii.

This influences which products we write about and where and how the product appears on a page. For new traders, there are Gordon bots which are standard DCA bots with prior setups. With Grid bots 3Commas ensures that the bot automatically creates a price range and breaks down the analysis into multiple levels. It is implemented with enhanced security measures and this is the reason for its undoubted growth. In September 2022, the platform raised a fund worth $37 Million from Alameda Research.

Compare the Best Cryptocurrency Exchanges

Firstly, it is home to a huge number of crypto trading markets, which includes hundreds of pairs. This includes major pairs like BTC/USDT and BTC/ETH, but many micro-cap markets, too. Coinbase is also a popular crypto trading platform to invest in Bitcoin as it has a great reputation. Launched way back in 2012, the platform offers some of the best security controls in the industry.

  • Furthermore, the platform rewards users with tokens for spending time in the ecosystem.
  • Most importantly, Robinhood is a commission-free platform – so you can invest in a super low-cost manner.
  • In September 2022, the platform raised a fund worth $37 Million from Alameda Research.
  • This includes stocks from 17 international exchanges, ETFs, indices, forex, precious metals, energies, and more.

Our partners cannot pay us to guarantee favorable reviews of their products or services. NerdWallet, Inc. is an independent publisher and comparison service, not an investment advisor. Its articles, interactive tools and other content are provided to you for free, as self-help tools and for informational purposes only. NerdWallet does not and cannot guarantee the accuracy or applicability of any information in regard to your individual circumstances.

Best Crypto Exchanges In 2023

When it comes to supported markets, Gemini is home to 20+ cryptocurrencies. This means that Americans can now use the eToro platform to safely and legally buy cryptocurrencies (but not trade CFDs). When it comes to getting started, eToro accounts usually take less than 10 minutes to open.

A simple user interface enables beginners to purchase crypto using fiat currencies, including USD, GBP, EUR, and AUD. Additionally, there are plenty of deposit methods for users in different countries to open an account for as little as $10. In conclusion, we found that eToro is by far the best crypto trading platform in the retail investment market. The provider – which is regulated by three bodies, allows you to trade cryptocurrencies commission-free. The minimum stake is just $25 and the provider allows you to instantly deposit funds with a debit/credit card or e-wallet. While this illustrates that the provider offers a good service, this might not be the case regarding customer support.

Best for Low Fees and Best for Experienced Traders

Founded in 2015 by the Winklevoss twins, Gemini is another reputable exchange that prioritises regulatory compliance. It is available in all 50 states of the U.S. and is known for its strong commitment to meeting U.S. regulatory standards. Gemini focuses on Bitcoin, Bitcoin Cash, Ethereum, Litecoin, and Zcash, making it suitable for those interested in these popular cryptocurrencies.

The trading platforms are divided into centralized and decentralized exchanges. Centralized exchanges (CEX) involve the third party which controls the account to carry out a trade. In contrast, decentralized exchanges (DEX) do not require any central authority, and they enable peer-to-peer trade, bringing buyers and sellers together.

Cash App

Crypto.com is a platform that not only allows users to trade cryptocurrencies but also provides unique perks and rewards for its Visa Card users. This exchange offers a good selection of cryptocurrencies to trade and aims to create a seamless experience for both beginners and experts. With its user-friendly interface and various features, Crypto.com has gained popularity among traders. Trading and holding Bitcoin and cryptocurrencies are taxable assets under the US Federal laws.

  • Get in the crypto investing mindset with expert tips to build your crypto portfolio.
  • Some trading platforms, such as Robinhood, even lets you buy as little as a dollar’s worth of crypto.
  • There are two ways to buy and sell crypto on bitFlyer — through the instant buy/sell platform and transactions on bitFlyer’s Lightning Network.
  • Users can also access trading fee discounts when holding the exchange’s native token, BMX.
  • This means that you have access to the Financial Ombudsman Service and the Financial Services Compensation Scheme (FSCS) if an issue arises.
  • Coinbase offers an advanced trade platform ideal for cryptocurrency traders.

If you don’t already have access to some digital coins, you will need to choose a provider that supports fiat currency deposits. It is important to note that even the top cryptocurrency trading platforms charge handsomely for funding your account with a debit or credit card. EToro, founded in 2007, is a social trading and investment platform with 25 million users in 140 countries and stands eighth among the best cryptocurrency exchanges and apps in the US in 2023. It offers diverse financial asset trading, including cryptocurrencies, stocks, and commodities, featuring a unique copy trading system. EToro’s crypto exchange boasts a user-friendly interface and comprehensive educational resources. Known for innovative tools and social trading, it ranked among the top cryptocurrency exchanges in May 2023.

Coinbase Global

There are no deposit fees, but there is a withdrawal fee that depends on the crypto asset. However, Bitget is also quite a popular destination for spot trading — more so now that the exchange – has launched a zero trading fee campaign. Based on our initial observation, the campaign does indeed look impactful, as it enables traders to save substantial amounts in fees.

  • Perhaps most important, Gemini is regulated by the New York State Department of Financial Services (NYSDFS) as a trust company (Gemini Trust Company, LLC).
  • Decentralized exchanges, for instance, don’t always allow users to deposit dollars and exchange them for crypto.
  • The website touts low and transparent fees, ready-to-go portfolios, social trading, and an easy-to-use platform.
  • The San Francisco-based company offers a wide range of coins, and users will find the interface easy to use.
  • Instead of charging commissions, these platforms make a margin from the buy-sell spread (or pricing difference) on shares and more complex products.

The platform offers an easy-to-use interface and emphasises security measures to protect users’ funds. Check the website to find out what communication methods are available to support users that need troubleshooting advice or assistance on the exchange. Some crypto exchanges will provide comprehensive FAQ’s and How-To-Guides which are useful for beginners.

Which crypto exchanges allow shorting?

After logging into your account, search by company name or ‘ticker’ to select the share you want to buy. Fidelity is a good all-rounder and its non-tiered platform fee may appeal to investors with higher-value portfolios. Fidelity offers a good level of customer support, with telephone help available six days a week and our call was answered almost immediately.

  • The requirements, fees, and rewards offered by these apps and exchanges may be available for limited time periods.
  • The site offers a simple signup process with a relatively strong emphasis on additional verification to cater to security concerns.
  • The specific exchange users are also supported for debit and credit cards.

Different platforms offer varying selections of cryptocurrencies available for trading. If you have specific altcoins in mind that you want to trade, ensure that the platform supports those particular cryptocurrencies. Research the supported cryptos on each platform to ensure they align with your investment goals. For expert traders in the cryptocurrency world, having access to advanced features and a wide range of coins is essential. Two platforms that stand out for their offerings to expert traders are KuCoin and Coinbase.

How do cryptocurrency exchanges make money?

DEX users have different needs from CEX users because the typical DEX user is a more advanced crypto user, pays more attention to privacy issues, and is more aware of their needs. So far, we have considered centralized exchanges and which are the best according to various criteria. This section will look into the leading decentralized platform for trading crypto.

When it comes to regulation and safety, eToro does everything by the book. Not only is the platform regulated by the FCA (UK), ASIC (Australia), and CySEC (Cyprus), but it is also registered – with FINRA. Her work has appeared in numerous publications including TheStreet, Mansion Global, CNN, CNN Money, DNAInfo, Yahoo! Finance, MSN Money and the New York Daily News.

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Content

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Əlaqə

Mənzilin açaıq eyvanıda var. Həsən Bəy Zərdabi küç. 20 Yanvar metrosuna yaxın yerləşən 20 mərtəbəli binanın 4-cü mərtəbəsində ümumi sahəsi 45 kvmetr olan 2 otağa düzəlmə – əla təmirli mənzil satılır.Əşyalar mənzildə qalacaq.(televizor,soyuducu və paltaryuyandan başqa)Yatırım üçün də əlverişlidir aylıq 500 azn kirayə vermək mümkündür.

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Bütün infrastrukturlar və iaşə obyektləri yaxınlıqda yerləşir Məktəb, Bağça, Market və s. Binanın 2 sürətli lifti, 24/7 Mühafizə sistemi, Avtomobillər üçün geniş parking mövcuddur. Əlavə məlumat üçün əlaqə saxlaya bilərsiniz + Whatsapp aktivdir. Yeni Günəşlidə D massivində 9 mərtəbəli binanın 1-ci mərtəbəsində, 2 otaqlı yaxşı təmirli mənzil satılır. Sənədi Kupça, Çıxarışdır.

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Hesabın statusunu təsdiqləmək üçün 72 saat ərzində emailə göndərilən məktubdakı şifrə daxil edilməlidir. Sosial şəbəkələr vasitəsilə qeydiyyat üçün Facebook, Google, VKontakte, Odnoklassniki, Twitter və ya Steam hesabınızdan istifadə edə bilərsiniz. Bu zaman sizdən müvafiq icazələr tələb ediləcək və qeydiyyat prosesi məlumatlarınızın oxunması və istifadəsi üçün bir neçə icazəyə razılıq verdikdən sonra tamamlanacaq. Visa, Mastercard, QIWI və WebMoney ilə hesaba pul qoyulması zamanı minimal məbləğ 5 vahid təşkil edir. Vebsaytdakı hesabınıza pul mədaxil etdikdən sonra məbləğ saniyələr içində oyunçu hesabınızda görüləcək və siz mərc edə biləcəksiniz. Ancaq vebsaytda olan hesabınızdan pul çıxarmaq üçün profilinizdə olan şəxsi məlumatları tam olaraq doldurmalısınız.

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Sadiqlik proqramı

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H&Y REVORING Swift: il più innovativo sistema di filtri fotografici

REVORING è l’anello adattatore di H&Y Filters a lamelle variabili che offre a tutti gli utenti la possibilità di utilizzare un unico filtro su obiettivi di diametri diversi, senza dover ricorrere a più anelli graduati. H&Y ha incorporato la tecnologia REVORING nel nuovo sistema di filtri SWIFT e ora potete utilizzare un solo sistema di filtri sui vostri obiettivi. Che cos’è il sistema REVORING Swift?  Il sistema REVORING Swift è un sistema di filtri modulari completamente magnetico che consente a fotografi e videomaker di creare un sistema su misura per le proprie esigenze. Il sistema Swift consente di – risparmiare una grande quantità di tempo per l’installazione, – risparmiare molto denaro dall’acquisto di filtri e anelli graduati – creare innumerevoli combinazioni di filtri per tantissime possibilità creative Per i fotografi Il sistema REVORING Swift è una combinazione di due dei BEST Sellers di H&Y: REVORING e il sistema di filtri a lastra serie K. REVORING diviene la base del sistema, utilizzabile su più obiettivi di diverso diametro, su cui è possibile montare diversi moduli come lo slot per filtri drop-in, il portafiltri a lastra o altri filtri clip-on, con una vastissima possibilità di combinazioni per la massima personalizzazione del sistema. Struttura A – B – C Il sistema REVORING Swift è composto da 3 livelli (BASE, PONTE e ACCESSORI TOP). Il livello BASE è REVORING, che consente di utilizzare il sistema su obiettivi di qualsiasi dimensione, purché dotati di filettaura. Il secondo livello è il PONTE, di cui potete decidere i componenti (VND, slot per filtri Drop-in o solo un anello Bridge) in base alle vostre esigenze di filtri. Il livello superiore è costituito dagli ACCESSORI TOP. Si può scegliere di aggiungere il portafiltri magneticp Clip-On per utilizzare filtri 100mm, il Matte Box o il tappo protettivo. I tre strati possono essere fissati magneticamente l’uno all’altro, rendendo l’installazione estremamente semplice. Una configurazione standard può essere la seguente: Il supporto per filtri a lastra Swift si installa in 3 secondi Primo: ruotate e fissate la base REVORING sull’obiettivo. Secondo: agganciate il portafiltri e l’anello Bridge alla base REVORING. Infine, agganciate i filtri magnetici quadrati e rettangolari da 100 mm. La tenuta magnetica è assolutamente affidabile e resiste anche in situazioni di vento a sfavore. Chi già possiede filtri a lastra può facilmente renderli compatibili al sistema H&Y tramite delle cornici magnetiche, disponibili in formato 100x100mm e 100x150mm, et voilà. È inoltre disponibile un tappo magnetico per proteggere i filtri mentre si è in movimento. Una vasta gamma di filtri creativi H&Y offre una vasta gamma di soluzioni di filtri creativi drop-in e quadrati sia per la fotografia che per la videografia, che possono essere combinati secondo le esigenze del fotografo e della situazione per un kit altamente flessibile e personalizzabile. Per i videomaker L’installazione di Matte Box H&Y REVORING Swift richiede solo la metà del tempo rispetto a un Matte Box di altra marca! Il Matte Box e i filtri (VND/Filtri Drop-in) sono indipendenti e non è più necessario tenere il matte box montato, solo per contenere i filtri. Grazie alla combinazione dei filtri drop-in posteriori e alle vaste opzioni di filtri quadrati, le possibilità creative sono davvero tante. Per scoprire tutto sul sistema H&Y REVORING SWIFT vi invitiamo a guardare i video realizzati dall’Ambassador Giovanni Corona. Al termine del video troverete il link ai successivi: Per scoprire di più sul sistema filtri H&Y REVORING Swift : www.hyfiltri.it
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PHOTOGRAPHY BOOKS & ZINES REVIEWS programma

Dal 15 al 19 novembre 2023 si svolgerà a Milano Bookcity,  #BCM23. Starring  con il suo brand Photographers.it produrrà per Bookcity #BCM23  l’evento dedicato al libro fotografico d’autore, in partnership con Istituto Italiano di Fotografia,  in collaborazione con  Il Fotografo, con il supporto tecnico per le dirette di Hangar Fotografico, e con la collaborazione dei festival  Funzilla e Colorno Photo Life per  le fanzine fotografiche selezionate che da quest’anno il format includerà nelle presentazioni. Ecco quindi che l’evento, inserito nel calendario di Bookcity come evento dedicato all’editoria Fotografica, acquista la nuova dicitura PHOTOGRAPHY BOOKS & ZINES REVIEWS Durante il weekend verrà inoltre svolto un esclusivo workshop con Monika Bulaj: La scrittura creativa e non-fiction del reale La manifestazione si svolgerà nel weekend del 18 e 19 novembre 2023 all’IIF - Istituto Italiano di Fotografia, in via Caviglia 3, 20139 Milano, e sarà così strutturata: sabato 18 novembre Ore 10,00 /11,00  Tavola rotonda dedicata all’editoria fotografica, con Angelo Cucchetto (Starring) Maurizio Cavalli (IIF), Giovanni Pelloso o Federica Berzioli (IL FOTOGRAFO), Michele Di Donato (Hangar Fotografico), Paolo Cardinali (Funzilla) e Gigi Montali (Colorno Photo Life). Ore 11,00 / 13,00 Presentazione fanzine vincitrici del Colorno Photo Life, con Loredana De Pace | Studio CAOS Imprinting del ricordo di Camilla Biella Savage America di Nicolò Rinaldi, Francesco Aglieri Rinella e Alessandro Indaco Il morso del leone di Elisa Bianchi Testoni Ore 14,00 / 15,00 Proiezione dedicata IL FOTOGRAFO, con presentazione ultimo numero del magazine Con Giovanni Pelloso / Federica Berzioli Ore 15,00 /16,30 Presentazione in anteprima libro AMICI MIEI -  di Ottavio Maledusi, con l’autore, Angelo Cucchetto e Roberto Tomesani Crowdbook Editore, 2023  Ore 16,30 / 18,00 Speciale Jazz: presentazione libri fotografare il JAZZ  e Sounding Pictures di Roberto Polillo con l’autore e Marco Pennisi Edizioni Mimesis / Sguardi e visioni, 2023 Edizioni Red Record, 2023 Domenica 19 novembre Ore 10,00 / 11,00 Proiezione dedicata CITIES, con presentazione libro “fashion Week Fashion Trip” di Massimiliano Faralli Con Angelo Cucchetto e Sonia Pampuri Ore 11,00 / 12,30 - Ore 13,30 / 14,30  Spazio Funzilla - Le fanzine selezionate da FunzillaFest, presentate da Paolo Cardinali - Chromophobiae  - The Wounded Deer (Maura Dettoni – Christian N. Tognela) - Ignari Totius Corporis (Giorgio Barbetta) - A-MEN Crosses  (Carola Cunzolo) Fugazine - panoramica delle ultime uscite della casa editrice curate da Paolo Cardinali Ore 15,00 /16,30 Presentazione libro Itinerari nel paesaggio - AAVV con Erminio Annunzi e Leonello Bertolucci studenti ed ex studenti di IIF che hanno lavorato sulla tematica “paesaggio” edito da IIF, a cura di Erminio Annunzi, 2023  Ore 16,30 / 18,00 Presentazione libro Havana Noir di Pino Ninfa con l’autore e Camillo Fornasieri (direttore Centro Culturale Milano) 89books editore, 2023 Ore 18,00 /19,30 Presentazione libro GEOGRAFIE SOMMERSE -  Monika Bulaj Testi, fotografie e progetto editoriale di Monika Bulaj  Con l’autrice, Stampa: EBS 2023    Durante il weekend verrà inoltre svolto un esclusivo workshop con Monika Bulaj: La scrittura creativa e non-fiction del reale I libri e le fanzine presentate saranno disponibili per la visione e l’acquisto diretto presso un apposito desk durante entrambi i giorni.  Le presentazioni verranno trasmette in diretta streaming sui canali social grazie al partner Hangar Fotografico. Photographers.it Istituto Italiano di Fotografia Il Fotografo FunzillaFest Colorno Photo Life Hangar Fotografico Per info acucchetto@gmail.com locandine ufficiali scaricabili da QUI
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Legambiente Carrara si schiera contro la “privatizzazione” dei sentieri sulle Apuane

«Chiudere tutte le cave che ricadono entro il Parco delle Apuane. Un Parco non può dirsi tale quando è fatto continuo oggetto di devastazione legalizzata» Da greenreport Intendiamo innanzitutto esprimere la nostra solidarietà e il nostro grazie ad Athamanta che, con la sua iniziativa di domenica scorsa lungo il sentiero 174, nell’area interessata dalla cava Castelbaito ai piedi del Borla, ha voluto denunciare lo scempio delle Apuane e la “privatizzazione” da parte della Walton, con il servile ausilio del Comune di Fivizzano, di un bene comune come le nostre montagne. Vogliamo inoltre...

(Legambiente Carrara)
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BIG EVENT

Milano si prepara ad abbracciare il “Big Event”, fiera-mercato della fotografia che si svolgerà sabato 14 e domenica 15 ottobre 2023 alle Officine del Volo (ex Officine Aereonautiche Caproni) in via Mecenate 76/5 dalle 9.30 alle 19.00. L’iniziativa, ideata e organizzata da Fabio Prina e Giuseppe Ferraina, responsabili rispettivamente di FcF Forniture Cine Foto e di Milano Sunday Photo, si presenta come una grande Festa della Fotografia e si svolgerà con la collaborazione di Loredana De Pace / Studio CAOS in veste di Culture & Communication Manager. Una vera e propria rivoluzione, che mette insieme non solo tutte le anime della fotografia, aziende leader, addetti ai lavori, professionisti, appassionati e amatori, ma che si rivolge anche al grande pubblico offrendo un’altra prospettiva: persone di tutte le età che si sentono sempre più protagoniste del mondo dell’immagine contemporanea, ma che spesso si affidano al proprio smartphone e non si sono mai confrontate con una vera macchina fotografica. Due giorni intensi aperti a tutti nei quali il pubblico potrà toccare con mano le ultime novità nel campo dell’imaging e della tecnologia più innovativa, incontrare da vicino i grandi fotografi contemporanei e confrontarsi con alcuni nuovi autori che hanno già raggiunto un’ottima capacità artistica ma ancora non sono riconosciuti a livello nazionale e internazionale, e che metteranno in vendita a un prezzo sostenibile una loro opera fotografica. Il tutto in un’atmosfera dinamica, underground di festa e gioia, con ottima musica live e, nelle parti esterne della location scelta per il Big Event, con alcune principali proposte di Street food, così da richiamare anche i semplici curiosi, che non hanno nella fotografia il loro principale interesse, ma che della fotografia amano e riconoscono la magia e vorrebbero saperne di più. Fabio Prina, direttore di FcF Store: “Il Big Event nasce per riportare a Milano un evento che punti non solo sulla tecnologia, rivolgendosi a professionisti, ‘amatori evoluti’ e semplici curiosi che desiderano vedere da vicino le novità del settore e toccare con mani le nuove fotocamere presenti sul mercato, ma che si rivolga anche a tutti coloro che pensano che la fotografia si possa fare esclusivamente con il proprio cellulare e non conoscono la grande differenza che esiste quando uno scatto viene realizzato con una vera macchina fotografica”. Proprio pensando a questa fascia di pubblico il Big Event offre innanzitutto la possibilità di conoscere le novità del settore proposte dai principali Brand della tecnologia fotografica: Sony, Canon, Videndum (Manfrotto, Joby, Gitzo, Lowepro, Avenger, Lastolite, Syrp), Nital (Nikon, DJI, Lexar, Polaroid), Fujifilm (Instax), Attiva (Eizo, Wacom, Lacie), Polyphoto (Om System, Tamron, Angel Bird), Asphot Pro (Godox, Saramonic, Delkin Device, Dorr), FF Distribuzione (Tamrac, Rollei), Rinowa (Tokina, Tenba, Hoya, Benro, Nissin, 7Artisan, TTartisan), Gruppo TFS (Nanlite, Sirui, Kase), Fowa (Panasonic, Hasselblad, Samyang, Zeiss, Kodak), Image Consult (Laowa Venus Optics, Kaiser, Hensel, Billingam, Tethertools, Omnicharge), Aedi Jewels, Canon Sistemi per la stampa fotografica, Polaroid, Insta360, Fujifilm instax. Giuseppe Ferraina, responsabile di Milano Sunday Photo: “La nostra vita è ormai dominata dall’immagine e negli ultimi anni abbiamo assistito a uno ‘tsunami’ che ha spinto tutti a voler diventare protagonisti. Ma la vera fotografia è cura del dettaglio, approfondimento, attenzione, concentrazione. Il Big Event vuole proprio dare voce a chi si sente travolto da questa rivoluzione e vuole farne parte, aiutandoli però a scelte più consapevoli. Abbiamo coinvolto aziende, galleristi, case editrici specializzate e, nello stesso tempo, chiamato ad esporre alcuni dei giovani più interessanti del panorama contemporaneo. Il Big Event vuole superare l’autoreferenzialità in cui spesso si è impantanato il mondo della fotografia, e aprirsi al pubblico, che è sempre più curioso, vuole essere protagonista, ma spesso non sa come fare”. Accanto all’aspetto tecnico e professionale del mondo fotografico, la kermesse propone anche un taglio culturale, con mostre e incontri con alcuni fra i più importanti fotografi internazionali. Loredana De Pace: “All’interno del programma del Big Event sarà dato grande valore anche all’aspetto culturale, dando la possibilità ai visitatori di partecipare a ben 14 talk con grandi autori internazionali, che parleranno del loro fare e sentire l’immagine dialogando con il pubblico; si svolgerà inoltre un incontro dedicato al tema sempre delicato e attuale del ‘diritto d’autore’ e, al piano superiore, saranno allestite tre mostre fotografiche”. I TALKER Lorenzo Morandi (Nikon), Paolo Verzone (Canon Ambassador), Giulia Parmigiani (Sony), Enrico Farro (Manfrotto), Ugo Baldassarre (OM System), Sara Lando (Fujifilm), Paolo Baccolo (Attiva), Emanuele Lucchetti (OM System), Giulio Di Sturco (Fujifilm), Massimo Sestini (Canon), Francesco Brunello (Nikon), Giovanni Auletta (Sony), Avv. Costantino Monteleone (Cosmo Legal Group). AUTORI EMERGENTI PRESENTI Alessandro Accossato, Federica Antico, Piergiuseppina Baffi, Nicola Bertoglio, Selina Bressan, Filipe Casiraghi, Marcello Colombo, Mario Cucchi, Mauro De Bettio, Matteo De Cillis, Dalila De Luca (Flash Photo Center), Francesco Fontana, Giorgio Formenti, Giuseppe Giudici (Fuorigioco), Stefano Germi, Giovanni Grassi, Cesare Gualdoni, Alberto Lagomaggiore, Ivan Manzone, Vito Margiotta, Sonia Marschaleck, Tiziano Masciardi, Carlo Milani (Orti Fotografici), Vittoria Panerai, Alberto Ravelli, Andrea Scabini, Rocco Scattino, Marco Urso, Toby Vignati, Barbara Vittoria Vitale, MADE4ART, Zamenhof Art. LE MOSTRE Spiriti della foresta di Juan Borja, in collaborazione con la Fcf Gallery Volare! di Massimo Sestini / Sponsor Canon Volare! con immagini degli studenti dell’Istituto Italiano di Fotografia di Milano / Sponsor Fujifilm Officine del Volo Via Mecenate 76/5 14 e 15 ottobre 2023 9.30 – 19.00 Biglietto di ingresso Intero € 9 (Ogni biglietto è valido per l’ingresso a una giornata) È possibile acquistare in anteprima il biglietto al costo di € 5,80 direttamente su https://tinyurl.com/3nh8kuwm
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Portrait Experience

La fotografia che si trasforma in visione magica nel tempo e nello spazio attraverso un’audace e attenta rielaborazione illustrata, per trasmettere sentimenti ed emozioni nuove. “Portrait Experience. Fotoritratti illustrati”, in programma dal 10 al 26 ottobre da Lab 1930 in via Mantova 21 a Milano, è la nuova mostra firmata AION artstudio, il duo formato da Douglas Andreetti e Giada Negri, lui affermato ritrattista e lei nota illustratrice, che lavorano insieme dal 2020. Il filo invisibile che unisce fotografia e illustrazione, realtà e finzione narrativa, testimonianza e interpretazione, è il cuore della produzione artistica di AION artstudio, che fissano l’attimo indelebile che inizia nel momento dello scatto e che si trasforma, con estrema perizia tecnica e comunicativa, in una visione illustrata, realtà decorata che rinvia a volte alle fiabe della migliore tradizione europea. “Portrait Experience” vuole essere una mostra work in progress che ha bisogno della partecipazione del pubblico per sbocciare e prendere poco alla volta forma sulle pareti della galleria, arricchendosi giorno dopo giorno di nuovi ritratti. “Portrait Experience” si presenta infatti come un happening che inizierà il giorno dell’inaugurazione (martedì 10 ottobre, 16-20) e si concluderà con il giorno del finissage (giovedì 26 ottobre, 18-20), quando i partecipanti alle sessioni fotografiche potranno finalmente prendere il proprio ritratto incorniciato e portarselo a casa. Durante le due settimane di apertura della mostra, oltre al giorno dell’inaugurazione, sabato 14 e sabato 21 ottobre (fasce orarie 10-13 e 15-19) il pubblico potrà prenotarsi per uno shooting illustrato a pagamento e al quale potranno partecipare tutti: bambini, genitori, nonni, soli oppure insieme, anche in compagnia dei propri amici a quattro zampe. La mostra “Portrait Experience. Fotoritratti illustrati” è inserita nel programma della 18ª edizione di Photofestival, la rassegna di fotografia d’autore che dal 15 settembre al 31 ottobre 2023 propone un ricco programma di mostre e altre iniziative diffuse sul territorio metropolitano di Milano e in alcune province lombarde, per promuovere la cultura dell’immagine (milanophotofestival.it). PORTRAIT EXPERIENCE / MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE Per poter prenotare il proprio photo-shooting bisogna inviare una mail a elena@lab1930.com specificando data e orario in cui si desidera prendere appuntamento. Tre le tipologie di foto ritratto: 1. Fotoritratto: tutto in un solo click, realizzato da Douglas Andreetti, ritrattista affermato che darà la possibilità di portarsi a casa un’opera fotografica che tutti ti invidieranno. 2. Fotoritratto illustrato a pastelli: l’intervento magico di Giada Negri, stimata disegnatrice, renderà ancora più unico il tuo volto con qualche tocco di pastello colorato. 3. Fotoritratto illustrato con pittura digitale e pastelli: se si desidera davvero un sogno da appendere alla parete, Giada Negri prima dipingerà digitalmente sulla foto e poi la ritoccherà a mano con i pastelli, per un meraviglioso ritratto che fonde realtà e immaginazione. Provare per credere! Inaugurazione Martedì 10 ottobre, 16.00-20.00 Orari di apertura mostra domenica 15 e domenica 22 ottobre dalle 15.00 alle 18.00 Tutti i martedì e i giovedì solo su appuntamento dalle 15.00 alle 18.00.
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Romanzo italiano

Si svolgerà dal 12 al 29 ottobre 2023 presso lo Spazio FIELD di Palazzo Brancaccio a Roma, la mostra “Romanzo italiano” con le opere fotografiche di Franco Carlisi e Francesco Cito. Curata da Giusy Tigano, organizzata dall’agenzia fotografica milanese GT Art Photo Agency in collaborazione con SMI Technologies & Consulting Srl, la mostra presenta 120 fotografie in bianco e nero di due autori di rilievo nel panorama fotografico nazionale e internazionale, che si confrontano e lasciano dialogare le proprie fotografie per comporre insieme una narrazione a due voci su un tema comune, quello del matrimonio. Osservando le fotografie di Carlisi e Cito ci si trova di fronte a un romanzo per immagini intenso, incalzante e sorprendente, che esce completamente dagli schemi e rimane impermeabile alle convenzioni classiche della più comune fotografia di settore, ancorata a stereotipi di stile e di linguaggio, per lasciare spazio a un’esplorazione del tema defilata, spiazzante e in controtendenza. Oltre 120 fotografie in bianco e nero si susseguono e si intrecciano come elementi armonici di una partitura che si ripete quasi immutata da secoli, per raccontare - con sguardo a volte poetico, e a volte ironico e disincantato - le sorprese emotive e i molteplici risvolti relazionali e sociali di uno dei riti di passaggio fondamentali della nostra società e della nostra cultura. Le immagini di Franco Carlisi sono una selezione del più ampio progetto “Il Valzer di un giorno”, il cui libro è stato vincitore del Premio Bastianelli nel 2011 e del Premio Pisa nel 2013. Il giorno è quello delle nozze, in una Sicilia nascosta, periferica, esplorata oltre il recinto delle codificazioni e delle convenzioni entro cui i protagonisti del rito matrimoniale costruiscono la loro recita. Nel sontuoso bianco/nero delle stampe, di suggestione quasi barocca, le fotografie accettano la sfida del tempo, per sorprendere nel suo flusso caotico l’attimo in cui il senso si rapprende, in un abbraccio, in una movenza, nella lacrima di una sposa, in una coppia che si invola in una giostra, dispiegandosi in una spazialità ricca di sinuosità e di anfratti, di tonalità intermedie fra lo scuro denso delle ombre e i bianchi accesi di una luce che non si arrende. “L’occhio di Franco Carlisi coglie continuamente dei “fuori campo” e ce li restituisce con straordinaria vivezza e intensità. Le foto matrimoniali anelano all’evanescenza, alla leggerezza, alla purezza, alla solennità. Invece, attraverso lo sguardo di Carlisi, tutto diventa carnale, vissuto forte, reale, senza mezze tinte” (Andrea Camilleri, introduzione al libro fotografico “Il Valzer di un giorno” di Franco Carlisi). La selezione fotografica di Francesco Cito è invece parte del più ampio progetto “Matrimoni Napoletani” (o “Neapolitan Wedding”), vincitore del prestigioso World Press Photo nel 1995 (categoria “Day in the life”, 3° premio). Anche in questo caso, non si rinviene traccia della staticità e della monotona ripetitività della classica fotografia matrimonialista “di mestiere”, spesso assoggettata per necessità alle specifiche richieste degli sposi; si delinea piuttosto una cifra espressiva fortemente autoriale e slegata dai dettami della fotografia di genere convenzionale e stereotipata. “Napoli, perché sposarsi qui non è solo folclore ed esibizione. Non è solo un giorno speciale nella vita. Tutto il contrario è la sospensione dell'ordinario, il trasferimento momentaneo ma radicale di un'intera comunità parentale, amicale, sociale in un'altra dimensione, senza più alcun rapporto con l'esistenza ordinaria di tutti. […] Cito affronta una "struttura" possente, coerente, collaudata, funzionante: il moderno matrimonio foto-genico nella sua fenomenologia più completa e pura. E la de-struttura [...] per comprenderla e smontarla con cura, con i guanti e il monocolo all'occhio” (Michele Smargiassi, introduzione al libro fotografico “Neapolitan Weddings” di Francesco Cito). Durante il cocktail di inaugurazione della mostra, che si terrà giovedì 12 ottobre a partire dalle ore 18.30 alla presenza dei fotografi, è prevista una performance musicale del pianista e compositore Davide Ferro. La mostra è accompagnata da un catalogo completo che potrà essere acquistato presso lo Spazio Field durante tutta la durata dell’esposizione. Tutte le opere presenti in mostra possono essere acquistate come stampe fine art in edizione limitata, certificate e firmate in originale dagli autori, rivolgendosi all’agenzia GT Art Photo Agency. Inaugurazione Giovedì 12 ottobre dalle ore 18.30 Orari di apertura mostra: Martedì-Sabato 19.00-23.00
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«Pico Mariani», nono racconto tratto da Veglione Rosso

Quando ascoltiamo la storia di una persona uccisa dai fascisti, ci aspettiamo sempre un epilogo violento. Invece, anche le bastonate e le torture possono essere letali a distanza di tempo, come una fibra d’amianto.

Pico Mariani morì a Parigi, nel 1926, e il suo nome non starebbe in Veglione rosso, se attorno a lui non ci fosse stata una vasta comunità di esuli correggesi, gente che se lo ricordava malato ancor prima di emigrare. Anzi: che se lo ricordava emigrante proprio perché malato, rotto nel fisico dagli attacchi squadristi, e costretto a scegliere tra la fuga all’estero e la certezza di una nuova, fatale aggressione.

Purtroppo, quelle che aveva già subito si rivelarono sufficienti, lontano da casa, dopo mesi di sofferenze.

Nell’audioracconto che gli abbiamo dedicato, la musica è composta da Antonio Macaretti, che la suona con la sua fisarmonica insieme a Stefano Pilia (chitarra) e Mattia Cipolli (violoncello). I testi e la voce sono di Wu Ming 2.

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Festival della Fotografia Etica di Lodi

Tutto pronto per l’inizio della quattordicesima edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi, in programma dal 30 settembre al 29 ottobre. Saranno cinque weekend ricchi di incontri, presentazioni di libri, talk d’autore, visite guidate e proiezioni.      20 le mostre che comporranno il festival per 200 fotografi coinvolti. Come ogni anno, le tematiche che verranno affrontate e proposte allo sguardo e alla riflessione dei visitatori saranno davvero molte. Dalla realtà sudamericana a quella asiatica, attraversando la penisola araba e il Mediterraneo fino a risalire al cuore dell’Europa dell’est. Otto le sezioni che compongono la kermesse: quella dedicata ai vincitori dell World Report Award 2023, Uno sguardo sul mondo, Vite degli Altri, Spazio approfondimento, lo spazio World Press Photo, lo Spazio Outdoor e lo spazio No Profit. Un insieme assolutamente composito ed eterogeneo di proposte per andare a posare i nostri occhi su quel caleidoscopio complesso e vasto che è il mondo, e la vita che lo attraversa. Il primo weekend prenderà avvio ufficialmente sabato 30 alle ore 11.00,  con la visita guidata alla mostra Elegia Lodigiana  di Gabriele Cecconi, all’ex Cavallerizza in Via Tito Fanfulla. Alle ore 11.30, sarà il turno della mostra Awakenings a cura di Filippo Venturi, progetto selezionato per lo spazio NO-PROFIT 2023 presso il Chiostro ex-Ospedale Vecchio in Piazza Ospitale. Alle 12.00 sarà il turno della mostra fotografica Alpaqueros, a cura di Alessandro Cinque a Palazzo Barni in Corso Vittorio Emanuele II. Alle 16.00, torna Awakenings a cura di Filippo Venturi. Alle 17.00, Alessandro Cinque guida nuovamente il pubblico alla scoperta della sua Alpaqueros. A chiudere la giornata, alle  18.00, la visita alla mostra fotografica Elegia Lodigiana a cura di Gabriele Cecconi. Domenica 1 ottobre sarà invece scandita secondo il seguente programma. Alle ore 11.00, sarà il turno della mostra Awakenings a cura di Filippo Venturi, progetto selezionato per lo spazio NO-PROFIT 2023 presso il Chiostro ex-Ospedale Vecchio in Piazza Ospitale. Alle 11.30 sarà il turno della mostra fotografica Alpaqueros, a cura di Alessandro Cinque a Palazzo Barni in Corso Vittorio Emanuele II. Alle ore 12.00,  la visita guidata alla mostra Elegia Lodigiana di Gabriele Cecconi, all’ex Cavallerizza in Via Tito Fanfulla. Alle ore 15.00, Alessandro Cinque guida nuovamente il pubblico alla scoperta della sua Alpaqueros. Alle  16.00, sarà il turno della mostra Awakenings a cura di Filippo Venturi. Alle 17.00, Gabriele Cecconi guida nuovamente il pubblico alla scoperta della sua Elegia Lodigiana. A chiudere la giornata, alle ore 18.00, la visita guidata al World Press Photo a cura dei coordinatori e curatrice del Festival, presso la Fondazione Banca Popolare – Bipielle Arte. Info: www.festivaldellafotografiaetica.it  
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Wildlife Photographer of the Year

Il Wildlife Photographer of the Year a Milano quest’anno sarà speciale con una veste completamente rinnovata. La mostra di fotografie naturalistiche più prestigiosa al mondo, con i 100 scatti premiati alla 58ª edizione del concorso indetto dal Natural History Museum di Londra, approda dal 29 settembre al 31 dicembre 2023 nella nuova sede Hangar21 di via Tortona 27, all’interno del celebre Superstudiopiù, uno spazio altamente tecnologico dove, per la prima volta nel capoluogo lombardo, le immagini sono presentate in grandi pannelli retroilluminate a led, come nell’esposizione londinese, con dimensioni raddoppiate rispetto alle precedenti edizioni e con una nitidezza e una profondità eccezionali. Un allestimento strepitoso che offre al pubblico uno spettacolo della natura ancora più coinvolgente e immersivo, corredato altresì da un grande schermo di 4 metri con slideshow in loop di altre 25 splendide foto premiate dal pubblico (People's Choice). Infine, una sala video, con monitor da 100 pollici, propone imperdibili filmati di backstage delle foto vincitrici, interviste ai fotografi e altri contenuti legati alla mostra. Organizzata come sempre dall’Associazione culturale Radicediunopercento, presieduta da Roberto Di Leo, con il patrocinio del Comune di Milano, l’esposizione riunisce le foto vincitrici e finaliste del concorso, selezionate alla fine dello scorso anno tra 40.000 scatti provenienti da 93 paesi; immagini che sembrano ‘vive’ e catturano l'affascinante comportamento degli animali, le specie in estinzione e l’incredibile meraviglia del mondo naturale, condividendo dettagli inediti, scorci indimenticabili e reportage in prima linea sulle crisi del clima e della biodiversità. Un monito sulle azioni umane che continuano a plasmare l’ambiente e un incoraggiamento ad agire urgentemente in difesa del pianeta per un futuro ecosostenibile. Il vincitore del prestigioso titolo Wildlife Photographer of the Year 2022 è la fotografa americana Karine Aigner con The big buzz, un’immagine ravvicinata di api cactus maschi ronzanti che si contendono una femmina rotolando come una palla sulla sabbia, in un ranch del Texas. Il Young Wildlife Photographer of the Year 2022 è stato invece assegnato al sedicenne Katanyou Wuttichaitanakorn dalla Thailandia, per l’immagine The beauty of baleen, un dettaglio sorprendente delle immense fauci di una balena di Bryde emersa vicino alla sua barca, immortalata mentre si nutre di minuscole acciughe filtrando l’acqua con i fanoni. I fotografi italiani premiati sono: la vincitrice della categoria giovani (fino a 10 anni) Ekaterina Bee con Battle stations e i tre menzionati speciali Samuel Sloss (italo americano) nella categoria giovani (15-17 anni) per The octopus case, Lorenzo Shoubridge nella categoria Comportamento: Mammiferi per Dormouse as moth-catcher e Alessandro Gruzza nella categoria Le zone umide - la visione d’insieme per The living reservoir. Le foto esposte, realizzate da talentuosi fotografi professionisti e dilettanti, sono state scelte da una giuria internazionale di esperti, in base a creatività, valore artistico e complessità tecnica, come illustrato nelle didascalie. I testi raccontano inoltre le emozioni che hanno motivato l'autore nella realizzazione dello scatto, insieme a dati di carattere scientifico sulle specie fotografate e a citazioni di membri della giuria e dei fotografi. Marco Colombo, noto naturalista e fotografo pluripremiato al Wildlife, sarà a disposizione per la visita guidata alla mostra ogni venerdì (tre turni a partire dalle 18:30 su prenotazione - acquistabile anche on demand), escluso il 22 e il 29 dicembre. Inoltre, quattro giovedì saranno dedicati a speciali visite guidate tematiche (19:30) con l’esperto fotografo naturalista e noto ospite della trasmissione Geo Francesco Tomasinelli che il 16 novembre e il 14 dicembre approfondirà il Mimetismo e il 23 novembre e il 21 dicembre i Predatori. Il Wildlife Photographer of the Year a Milano è una mostra ma anche un grande evento dedicato alla natura. L’Associazione culturale Radicediunopercento come sempre propone serate gratuite di approfondimento e presentazione di libri con rinomati fotografi di natura e divulgatori scientifici che si terranno il sabato (21:00) nella nuova sede di mostra Hangar21. In programma il 18 novembre Francesco Tomasinelli con “Cambiamenti climatici e comportamenti animali”, il 25 novembre Marco Colombo con “Miriade: La Microscopica Moltitudine”, il 9 dicembre Sandra Bartocha con “Ritmo della natura”, il 16 dicembre Marco Colombo, Ugo Mellone e Bruno D'Amicis con “La foca monaca nel Mediterraneo”, e il 23 dicembre Lorenzo Shoubridge con “Attitudine alla vita selvaggia”. www.radicediunopercento.it Tessera associativa € 1 (dai 18 anni) SABATO, DOMENICA E FESTIVI Intero € 13 / ridotto € 11 / € 7 INFRASETTIMANALI Intero € 11 / ridotto € 9 / € 5 Gratuito 0-5 anni PROMOZIONE FAMIGLIE: 1 o 2 genitori o adulti + 1 o 2 bambini (6-13 anni) adulti € 11 / bambini € 7
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NASA’s First Asteroid Sample Has Landed, Now Secure in Clean Room

After years of anticipation and hard work by NASA’s OSIRIS-REx (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification and Security – Regolith Explorer) team, a capsule of rocks and dust collected from asteroid Bennu finally is on Earth. It landed at 8:52 a.m. MDT (10:52 a.m. EDT) on Sunday, in a targeted area of the Department of Defense’s Uta

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Benefit Mafalda

✇unit
di: Unit

Domenica 8 Ottobre 2023, ore 16-21

Acheritivo di autofinanziamento unit hacklab per server autogestito "Mafalda".

Ore 16:00 Email / Thunderbird
Ore 17:00 Torrent
Ore 18:00 Parla Radio Z-AM
Ore 19:00 Chill out live Dj-set by unit electric assembly

Banchetto libretti autoprodotti, PirateBox
e il //ritorno del MAME …

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Linux Celebrates 32 Years with the Release of 6.6-rc2 Version

Today marks the 32nd anniversary of Linus Torvalds introducing the inaugural Linux 0.01 kernel version, and celebrating this milestone, Torvalds has launched the Linux 6.6-rc2. Among the noteworthy updates are the inclusion of a feature catering to the ASUS ROG Flow X16 tablet's mode handling and the renaming of the new GenPD subsystem to pmdomain.

The Linux 6.6 edition is progressing well, brimming with exciting new features that promise to enhance user experience. Early benchmarks are indicating promising results, especially on high-core-count servers, pointing to a potentially robust and efficient update in the Linux series.

Here is what Linus Torvalds had to say in today's announcement:

Another week, another -rc.

I think the most notable thing about 6.6-rc2 is simply that it's
exactly 32 years to the day since the 0.01 release. And that's a round
number if you are a computer person.

Because other than the random date, I don't see anything that really
stands out here. We've got random fixes all over, and none of it looks
particularly strange. The genpd -> pmdomain rename shows up in the
diffstat, but there's no actual code changes involved (make sure to
use "git diff -M" to see them as zero-line renames).

And other than that, things look very normal. Sure, the architecture
fixes happen to be mostly parisc this week, which isn't exactly the
usual pattern, but it's also not exactly a huge amount of changes.

Most of the (small) changes here are in drivers, with some tracing
fixes and just random things. The shortlog below is short enough to
scroll through and get a taste of what's been going on.
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New 'Mirrored' Network Mode Introduced in Windows Subsystem for Linux

Microsoft's Windows Subsystem for Linux (WSL) continues to evolve with the release of WSL 2 version 0.0.2. This update introduces a set of opt-in preview features designed to enhance performance and compatibility.

Key additions include "Automatic memory reclaim" which dynamically optimizes WSL's memory footprint, and "Sparse VHD" to shrink the size of the virtual hard disk file. These improvements aim to streamline resource usage.

Additionally, a new "mirrored networking mode" brings expanded networking capabilities like IPv6 and multicast support. Microsoft claims this will improve VPN and LAN connectivity from both the Windows host and Linux guest. 

Complementing this is a new "DNS Tunneling" feature that changes how DNS queries are resolved to avoid compatibility issues with certain network setups. According to Microsoft, this should reduce problems connecting to the internet or local network resources within WSL.

Advanced firewall configuration options are also now available through Hyper-V integration. The new "autoProxy" feature ensures WSL seamlessly utilizes the Windows system proxy configuration.

Microsoft states these features are currently rolling out to Windows Insiders running Windows 11 22H2 Build 22621.2359 or later. They remain opt-in previews to allow testing before final integration into WSL.

By expanding WSL 2 with compelling new capabilities in areas like resource efficiency, networking, and security, Microsoft aims to make Linux on Windows more performant and compatible. This evolutionary approach based on user feedback highlights Microsoft's commitment to WSL as a key part of the Windows ecosystem.

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Linux Threat Report: Earth Lusca Deploys Novel SprySOCKS Backdoor in Attacks on Government Entities

The threat actor Earth Lusca, linked to Chinese state-sponsored hacking groups, has been observed utilizing a new Linux backdoor dubbed SprySOCKS to target government organizations globally. 

As initially reported in January 2022 by Trend Micro, Earth Lusca has been active since at least 2021 conducting cyber espionage campaigns against public and private sector targets in Asia, Australia, Europe, and North America. Their tactics include spear-phishing and watering hole attacks to gain initial access. Some of Earth Lusca's activities overlap with another Chinese threat cluster known as RedHotel.

In new research, Trend Micro reveals Earth Lusca remains highly active, even expanding operations in the first half of 2023. Primary victims are government departments focused on foreign affairs, technology, and telecommunications. Attacks concentrate in Southeast Asia, Central Asia, and the Balkans regions. 

After breaching internet-facing systems by exploiting flaws in Fortinet, GitLab, Microsoft Exchange, Telerik UI, and Zimbra software, Earth Lusca uses web shells and Cobalt Strike to move laterally. Their goal is exfiltrating documents and credentials, while also installing additional backdoors like ShadowPad and Winnti for long-term spying.

The Command and Control server delivering Cobalt Strike was also found hosting SprySOCKS - an advanced backdoor not previously publicly reported. With roots in the Windows malware Trochilus, SprySOCKS contains reconnaissance, remote shell, proxy, and file operation capabilities. It communicates over TCP mimicking patterns used by a Windows trojan called RedLeaves, itself built on Trochilus.

At least two SprySOCKS versions have been identified, indicating ongoing development. This novel Linux backdoor deployed by Earth Lusca highlights the increasing sophistication of Chinese state-sponsored threats. Robust patching, access controls, monitoring for unusual activities, and other proactive defenses remain essential to counter this advanced malware.

The Trend Micro researchers emphasize that organizations must minimize attack surfaces, regularly update systems, and ensure robust security hygiene to interrupt the tactics, techniques, and procedures of relentless threat groups like Earth Lusca.

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Linux Kernel Faces Reduction in Long-Term Support Due to Maintenance Challenges

The Linux kernel is undergoing major changes that will shape its future development and adoption, according to Jonathan Corbet, Linux kernel developer and executive editor of Linux Weekly News. Speaking at the Open Source Summit Europe, Corbet provided an update on the latest Linux kernel developments and a glimpse of what's to come.

A major change on the horizon is a reduction in long-term support (LTS) for kernel versions from six years to just two years. Corbet explained that maintaining old kernel branches indefinitely is unsustainable and most users have migrated to newer versions, so there's little point in continuing six years of support. While some may grumble about shortened support lifecycles, the reality is that constantly backporting fixes to ancient kernels strains maintainers.

This maintainer burnout poses a serious threat, as Corbet highlighted. Maintaining Linux is largely a volunteer effort, with only about 200 of the 2,000+ developers paid for their contributions. The endless demands on maintainers' time from fuzz testing, fixing minor bugs, and reviewing contributions takes a toll. Prominent maintainers have warned they need help to avoid collapse. Companies relying on Linux must realize giving back financially is in their interest to sustain this vital ecosystem. 

The Linux kernel is also wading into waters new with the introduction of Rust code. While Rust solves many problems, it also introduces new complexities around language integration, evolving standards, and maintainer expertise. Corbet believes Rust will pass the point of no return when core features depend on it, which may occur soon with additions like Apple M1 GPU drivers. Despite skepticism in some corners, Rust's benefits likely outweigh any transition costs.

On the distro front, Red Hat's decision to restrict RHEL cloning sparked community backlash. While business considerations were at play, Corbet noted technical factors too. Using older kernels with backported fixes, as RHEL does, risks creating divergent, vendor-specific branches. The Android model of tracking mainline kernel dev more closely has shown security benefits. Ultimately, Linux works best when aligned with the broader community.

In closing, Corbet recalled the saying "Linux is free like a puppy is free." Using open source seems easy at first, but sustaining it long-term requires significant care and feeding. As Linux is incorporated into more critical systems, that maintenance becomes ever more crucial. The kernel changes ahead are aimed at keeping Linux healthy and vibrant for the next generation of users, businesses, and developers.

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Ws Monika Bulaj - Milano 18-19 novembre

Workshop con Monika Bulaj:  La scrittura creativa e non-fiction del reale. Milano 18-19 novembre 2023 IIF, via Enrico Caviglia 3. Dal 15 al 19 novembre 2023 si svolgerà a Milano Bookcity,  #BCM23. Starring  produrrà per #BCM23 la quarta edizione dell’evento dedicato al libro di Fotografia, da quest’anno con anche la presenza di Fanzine d’autore, in partnership con L’Istituto Italiano di Fotografia, con la collaborazione di  FunzillaFest e di Colorno Photo Life,  con il supporto media di Photographers.it e di Il Fotografo e con il supporto tecnico per le dirette di Hangar Fotografico. Ecco quindi che l’evento, inserito nel calendario di Bookcity come evento dedicato all’editoria Fotografica, evolve ed acquista la nuova dicitura PHOTOGRAPHY BOOKS & ZINES REVIEWS. La manifestazione si svolgerà nel weekend del 18 e 19 novembre 2023 all’IIF - Istituto Italiano di Fotografia ed entro metà ottobre verrà comunicato il programma completo, che comprende le presentazioni di 6 libri d’Autore, delle 3 fanzine vincitrici delle selezioni a Colorno Photo Life, e le fanzine selezionate da Funzilla. Durante il weekend verrà inoltre proposto da Photographers.it e Istituto Italiano di Fotografia un esclusivo workshop di un conosciuto autore che non ha bisogno di presentazioni, Monika Bulaj:  La scrittura creativa e non-fiction del reale. “Il fotoreportage è specchio e relazione. Nasce nella grazia d’un incontro, non nelle aspettative che già contengono le risposte, ma nell’ascolto che fa sì che il racconto diventi indispensabile.  Il mio metodo di insegnamento è un processo maieutico, intuitivo: non crea, né segue regole prestabilite. Cerca di far emergere da ognuno qualcosa di suo, spesso inatteso, e dargli spazio. Richiede attenzione e disponibilità a rompere gli schemi, scardinando i linguaggi verbali e visivi. Le fotografie possono ritrovarsi e dialogare, rinforzarsi in giochi di specchi e antitesi, sviluppi e intrecci, ritmi e contrappunti, rivelazioni e catarsi, sprigionandone il senso, talvolta nascosto e inatteso. “ Monika Bulaj INFORMAZIONI SUL WORKSHOP La scrittura creativa e non-fiction del reale Il workshop di Monika Bulaj è aperto a tutti gli appassionati di fotografia, professionisti del settore e amatori che desiderano approfondire la propria esperienza visiva e conoscitiva dell’immagine. I partecipanti affronteranno le tematiche legate alla visione creativa del reale, all’inquadratura e quindi allo sguardo e alla sua soggettività, sia da un punto di vista tecnico che filosofico-conoscitivo. A partire dai lavori dei singoli partecipanti, da quello dei grandi maestri e da quello della stessa Monika Bulaj, il gruppo sarà guidato all’analisi compositiva e narrativa dell’immagine. È un percorso alla ricerca della propria sensibilità e della percezione univoca che contraddistingue ogni individuo, giungendo a capirne i possibili sviluppi in materia. Il lavoro indagherà l’importanza di vedere la realtà senza trasformarla, senza contaminarla o stravolgerla in alcun modo; da questa tematica si discuterà quindi dell’etica del reportage e delle questioni morali annesse alla post-produzione, approfondendone anche l’evoluzione nella storia dell’immagine, nel linguaggio giornalistico e documentaristico e dei vari cambiamenti in tali ambiti. Si lavorerà sul montaggio delle partiture narrative e sulla costruzione di storie grazie ai preziosi esempi tratti dalla narrativa, dalla poesia, dal cinema, dalla musica e dal teatro. In tale contesto si andranno a toccare le tematiche della progettazione dei lavori a lungo termine quali l’editing di libri, mostre, proiezioni, redazionali e preparazione di portfolio. PROGRAMMA DEL WORKSHOP La scrittura creativa e non-fiction del reale Giorno 1: 18 novembre, ore 10 – 16 in aula Uscita fotografica pomeridiana/serale Giorno 2: 19 novembre, ore 10 – 18 in aula Uscita fotografica mattutina prima dell’incontro. REQUISITI Il workshop è aperto a tutti, con un massimo di 10 iscritti. Per analizzare i progetti è consigliabile portare i propri lavori: una sola storia o raccolta di foto, di 12 o 20 immagini, in formato digitale  (jpg qualità 12, massimo 7 MB, par esempio lato lungo 1500 pixel, risoluzione 200 pixel/pollice), in una chiavetta USB.  E’ consigliabile portare materiale più ampio (massimo 70 foto). ATTREZZATURA NECESSARIA •Macchina fotografica •Computer e programma di editing (consigliato) La partecipazione al workshop, disponibile per qualsiasi adulto over 18 di qualsiasi nazionalità (che parli correttamente Italiano od Inglese), richiede l’iscrizione ed il pagamento del fee di partecipazione di euro 300+iva a persona.  Per iscriversi è sufficiente mandare una mail con tutte le proprie informazioni ad angelo@photographers.it, vi verranno fornite ulteriori informazioni su tutto.
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GRETA THUNBERG E IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Dal n. 128 di "Alternativa di Classe" Praticamente tutto cominciò il 20 Agosto 2018, esattamente solo 5 anni fa, quando una ragazzina di quindici anni, Greta Thunberg, si sedette su un marciapiede davanti al Parlamento di Stoccolma con una scritta: "Sciopero scolastico per il clima". Da quel giorno Greta non andò più a scuola fino alle elezioni legislative del 9 Settembre 2018 in Svezia, in segno di protesta contro il cambiamento climatico. La decisione di scioperare era stata presa dopo che forti ondate di calore avevano colpito la Svezia, favorendo anche diversi incendi...

(Alternativa di Classe)
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Nessuna tregua per gli oranghi

Il bracconaggio di oranghi continua in Indonesia, Malaysia e Thailandia, Pesantemente coinvolti nel traffico Kuwait, Russia e Corea del Sud
Il 19 agosto si è celebrato il World Orangutan Day ma, nonostante la loro intelligenza e somiglianza sia così riconosciuta da sempre che il loro nome significa “Persona della foresta”, per gli oranghi c’è ben poco da festeggiare: il futuro di questi grandi primati – gli unici dell’Asia – è minacciato dalla deforestazione e dal bracconaggio e Traffic denuncia che vengono ancora catturati e venduti nel mercato illegale di animali domestici. Da gennaio a luglio, almeno 161 esemplari vivi sono stati sequestrati in Indonesia, Malaysia e Thailandia. Idati di Traffic mostrano i dati...

(greenreport)
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Il Sin di Piombino tra bonifiche ferme al palo e cittadini ignari

Serve un osservatorio capace di seguire tutte le procedure e le relative attività
Le popolazioni residenti spesso vivono dimentiche dell’enorme fattore di rischio cui sono giornalmente esposte Da greenreport Sento parlare del Sin di Piombino rare volte, e sempre nelle situazioni critiche per la città che nel suo perimetro lo contiene. L’ex polo siderurgico toscano, in passato tra i più importanti del Paese, da tempo riveste lo status di Sin: un acronimo gentile adoperato dalla burocrazia romana per ingentilire i territori inquinati – Siti di interesse nazionale –, devastati e modificati pesantemente in cui operavano con scarsa attenzione per la tutela ambientale...

(Aurelio Caligiore)
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«Ernesto Monselici», ottavo racconto in musica estratto da Veglione rosso

Ernesto Monselici era di idee socialiste, alle quali credeva senza fare mistero di condividere la linea del PSI. Solo nel 1924 aderì al Partito Comunista d’Italia. Mutilato di guerra, trascorreva parte del suo tempo a discutere con i compagni alla cooperativa di consumo di Budrio, frazione di Correggio. Quando nel giugno del 1922 le squadracce devastarono e incendiarono l’edificio, Ernesto fu violentemente bastonato. Caduto a terra, venne soccorso dai compagni e portato in casa di conoscenti. Nell’aprile 1924, mentre transitava per la pubblica via nel suo paese, venne fermato da sei giovani fascisti e nuovamente percosso con colpi di bastone al capo e alle spalle, assieme al compagno Alderigio Veroni.
In seguito alle percosse ricevute venne ricoverato all’ospedale di Modena con la diagnosi «forte uricemia». Lì si spense nel luglio dello stesso anno.

Finora sei brani, degli otto che abbiamo pubblicato, sono stati prodotti a partire dalle registrazioni dei singoli strumenti e della voce, miscelate insieme. Uno (“Antonio Pellicciari”) è il live del concerto di presentazione a Correggio. Questo invece è un live da camera, registrato in presa diretta, a tracce separate, in una sede (inufficiale) della Wu Ming Foundation. Al violoncello: Mattia Cipolli, che ha scritto anche la musica. Testo e voce sono di Wu Ming 2.

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La NASA invita a los medios al lanzamiento de Psyche

Ya está abierto el proceso de acreditación de los medios de comunicación para el próximo lanzamiento de la nave espacial Psyche de la NASA en su misión a un asteroide único y rico en metales que orbita alrededor del Sol, entre Marte y Júpiter.

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[Archive] photos by Paola Ghirotti Chado Joan Katsura Rikyu Collana album 02 Giardino giapponese

[Archive] photos by Paola Ghirotti Chadō  Joan Katsura Rikyū Collana album 02  Giardino giapponese  Libro fotografico di Paola Ghirotti formato ad album 21 x 15 cm (aperto 42 x 15 cm)  64 pagine a 4 colori + 16 pagine in bianco/nero - carta copertina bianco mat da 300 grammi con plastificazione opaca allestimento cucitura filorefe, dorso quadro - ISBN 979-12-210-3375-5 Il filo conduttore di questo progetto sul giardino giapponese è, per il primo album fotografico, la cerimonia del tè. Il progetto grafico dà spazio alle immagini; nell’ultimo sedicesimo in bianco e nero, troverete i testi su Chadō, Joan e Katsura Rikyū in italiano e in inglese, di seguito, le didascalie alle immagini ed il glossario. Le diapositive sono state scattate con Hasselblad SWC e con Olympus Om 1, su pellicola Velvia 50 e 100 e Kodachrome 25    
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negazionisti DOC

Il Rapporto Censis sulla comunicazione in Italia ha un capitolo intitolato “Disinformazione e fake news in Italia”. I dati non sono confortanti per chi è impegnato a combattere il riscaldamento climatico e soprattutto la sua causa principale che, per noi, è il modo di produzione capitalistico. Il 34,7% degli italiani – secondo il Rapporto – è convinto che ci sia allarmismo eccessivo sul cambiamento climatico ed il 25,5% ritiene che l’alluvione in Romagna sia la risposta più efficace a quanti parlano della progressiva desertificazione. I negazionisti “assoluti” sono il 16,2% con...

(Pasquale Cordua)
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«Angelo Mariani», settimo racconto in musica estratto da Veglione rosso

I fratelli Angelo e Pico Mariani, antifascisti come Carlo e Nello Rosselli, a differenza di loro non vennero uccisi insieme, nello stesso momento e luogo. Entrambi perseguitati fin da ragazzi, nei medesimi anni, furono però colpiti a morte in tempi diversi.

Angelo, il maggiore, fu il primo. In questo racconto musicale, il settimo di Veglione rosso, a esporre la sua vicenda è un narratore collettivo, interpretato dalla voce di Wu Ming 2 – mentre tutti i musicisti coinvolti in questo progetto suonano un brano composto per l’occasione da Mattia Cipolli.

Di umili origini, Angelo Mariani (1901 – 1924) cresce nella frazione di Budrio. Trasferitosi a Correggio con la famiglia in cerca di lavoro, si avvicina alla figura di Agostino Zaccarelli che per lui diventa un mentore, tanto che Angelo fu fra i quarantanove (su cinquanta giovani socialisti

totali) che seguirono Zaccarelli nella scissione del 1921 e fondarono la Federazione Giovanile Comunista Italiana di Correggio.

Angelo legge molto e compone poesie dialettali che raccontano il suo ambiente nativo di operai e braccianti. Nel 1922 viene preso di mira e per più volte bastonato dai fascisti. A causa delle percosse inizia ad avere problemi polmonari, contraendo la tubercolosi.

Alla fine del 1923, viene nuovamente picchiato e portato alla sede del Fascio dove gli viene imposto di bere un bicchiere di olio motore. A causa della salute già cagionevole per via della malattia e dello scompenso fisico causato dall’avvelenamento da olio, Angelo viene ricoverato all’ospedale di Correggio dove trova la morte pochi giorni dopo.

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Ufologi in treno di notte, brano tratto da Radio Ufo 78

Brano tratto dalla suite Radio Ufo 78, di Wu Ming 1 e Bhutan Clan, eseguita dal vivo a S. Giovanni in Marignano (RN) la sera del 9 luglio 2023.

Radio Ufo 78 è uno spettacolo nato dall'ibridazione tra il nostro Ufo 78 e i romanzi Tutta quella brava gente e La parola amore uccide dei colleghi Jadel Andreetto – anch'egli sul palco in quanto vocalist e bassista del BC – e Guglielmo Pispisa.

Prodotto dal laboratorio Melologos, c/o Nassau, via de' Griffoni 5/2.

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A qualcuno piace caldo e nega l'evidenza. Ma le bugie hanno le gambe corte...

Che fare? Segui il denaro...
Anche di fronte alle catastrofi più devastanti, c’è sempre qualche bello spirito che nega l’evidenza. Non è una novità. In Italia abbiamo una rilevante esperienza (vedi, per es., il 25 luglio 1943). Altrettanto sta avvenendo oggi, rispetto all’ondata di calore che ha colpito l’Italia (e non solo). La causa risiede nei dissennati sviluppi del modo di produzione capitalistico. Non c’è dubbio (capitalism is dead...). Una constatazione che però lascia il tempo che trova. Ma fino a un certo punto. Veniamo a sapere che Oil&Gas (ovvero il settore petrolifero) ha investito un...

(Dino Erba)
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La legge del patriarcato

Incontriamo la donna che per sottrarsi alla legge del patriarcato un giorno lasciò la campagna per seguire a Londra la zia ex monaca di clausura... 

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Pini di Roma

Passeggiando per Villa Borghese....che silenzio. Roma sussurra la sua storia con i pini che a mezzogiorno in un controluce accecante si stagliano vividi e severi...si agitano dolcemente. L'orecchio è altrove adesso, al canto incessante delle cicale, così alzi la testa verso un mezzo busto antico al centro di una fontanella ...che magia la nostra "mamma Roma"..
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La fotografia di Michela Menon: un'esigenza emotiva

Evanescenza è tutto ciò che è inafferrabile Evanescenza è tutto ciò è tendente all’attenuazione Evanescenza è il termine che descrive la fotografia di Michela Menon. Michela Menon nasce a Rosà nel 1965; fin da piccola cresce in un contesto dove le uniche figure di riferimento sono quelle femminili e, nonostante questo, vive una realtà legata ad archetipi dove la donna ha spazi molto limitati, questo ha permesso di inserire nel suo percorso artistico temi legati alla femminilità, alla sofferenza e al superamento dei limiti (in quanto energia e determinazione). Il suo primo approccio con la macchina fotografica lo ha a soli 14 anni, quando la madre le regala una piccola Olympus analogica, proprio da lì nasce la scoperta (quasi inconsapevole) dell’amore per la fotografia e per la ricerca di nuove visioni parallele alla realtà; da quel momento in poi coltiva costantemente questa passione e nel 2013 si avvicina al mondo digitale grazie all’utilizzo dello smartphone. Le sue conoscenze si ampliano grazie ai corsi di fotografia che frequenta, studiandone teoria, esecuzione e postproduzione; fonte di insegnamento è stato soprattutto il fotografo Giuseppe Santamaria Palombo. La preparazione tecnica acquisita l’aiuta così a sviluppare, sempre più con coerenza, le inquadrature e le luci, rendendo tutti i suoi scatti molto ben strutturati. Abbracci/Self portraits, 2018 - Fotografia digitale Il respiro della natura/Self portraits, 2023 - Fotografia digitale Michela percorre diverse fasi altalenanti nella sua vita e di conseguenza anche il suo modo di fotografare muta e varia: passa così dalla fotografia di ritratto a quella concettuale, dal macro a quella documentaristica e naturalistica. Non si limita mai a delle barriere tecniche e concettuali e cerca costantemente una visione che va oltre ogni definizione, che oltrepassa la descrizione delle immagini; le sue esigenze di espressione la portano pertanto a sperimentare “il mosso naturalistico”: le fotografie in questo caso vengono scattate grazie al movimento della macchina fotografica senza l’utilizzo della post-produzione. Questo “mosso” è appunto  quello che chiamavamo “Evanescente” e se inizialmente si applicava e si limitava a soggetti naturalistici, adesso copre molte e ben più ampie visioni di Michela; una di queste è quella dei “Self Portraits”. Come dice Jean Baudrillard, un’ immagine si deve velare e svelare, come se fosse un fantasma che cerca costantemente la propria identità; viviamo in una realtà ormai senza più misteri, dove l’oggetto di vita è ormai solo “la pornografia dello sguardo”, e qui che Michela propone invece un punto di vista che va ben oltre l’esecuzione e la definizione di una figura, che va oltre l’immagine stessa. Viaggi/Onirico, 2023 - Fotografia digitale Inverno/Evanescente, 2018 - Fotografia digitale Nelle opere “(Abbracci)” e “Vola solo chi osa farlo” del 2018, l’artista dialoga, non solo con il proprio “IO” ma anche con soggetti quali un cappotto e delle farfalle; in questo caso essi appaiono concettualmente come delle figure umane, persone che l’artista ama particolarmente. Il suo percorso di autoanalisi è strettamente legato all’ambiente, il Corpo qui è un “Camaleonte” che cerca di stare bene dappertutto e che non si fa sopraffare dalla paura di nuovi luoghi e di spazi inesplorati. E’ costante negli anni la passione per il “Black & White”, esclusivamente scattato in analogico, ed è proprio l’artista stessa che dichiara a proposito: “nessun digitale può eguagliare l’esecuzione e la stampa di una pellicola”. L’amore per la fotografia analogica si conclude sempre con lo sviluppo e proprio a casa sua, insieme al supporto del marito, che Michela conclude il suo percorso attraverso la camera oscura. In questo viaggio in bianco e nero i contrasti sono forti ma mai del tutto netti e le sfumature di grigio vengono tirate fuori come l’esecuzione di chiaroscuri a matita su carta. L’artista in questo caso documenta vita vissuta, scorci ed inquadrature, un viaggio fatto da un occhio attento e deciso. Visioni nascoste, 2023 - Fotografia analogica La signora di classe, 2023 - Fotografia analogica Michela agisce in una dimensione parallela e cerca se stessa inconsapevolmente attraverso le immagini che scatta; tutto questo oscillare tra forme mosse e composte è sintomo di maturità espressiva e conoscenza. La fotografia è una vera e propria esigenza emotiva ed il suo cammino “Evanescente” non è altro che una continua ricerca verso la definizione, pur sapendo che in questa vita tutto rimane indefinito.   Benedetta Spagnuolo   CURRICULUM www.michelamenon.com/curriculum CONTATTI Official Site: www.michelamenon.com E-mail: michela.menon.mm@gmail.com Instagram: www.instagram.com/michelamenon Facebook: https://www.facebook.com/grace.mayer.121 Linkedin: www.linkedin.com/in/michela-menon-856968249
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Dalle vigne alla techno/2

Viaggio di ritorno con la giovane fanciulla che si dedicò all'azienda vinicola di famiglia senza rinunciare a trovarsi le sue isole personali al ritmo di techno.

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CORTONA ON THE MOVE

Aperta  la 13° edizione del festival internazionale di fotografia Cortona On The Move, che proseguirà tutta l’estate fino al 1° ottobre. In questi giorni di Opening, che andrà avanti fino a domenica 16 luglio, saranno presenti a Cortona i più grandi esperti nazionali e internazionali del mondo della fotografia, impegnati in eventi, presentazioni, talk e workshop, per promuovere la riflessione sull’attualità e sul passato, attraverso uno degli strumenti che meglio sanno indagare la realtà. I fotografi chiamati a interpretare il tema More or Less scelto per questa edizione saranno a Cortona e guideranno i visitatori alla scoperta delle 26 mostre allestite tra il centro storico, la Fortezza del Girifalco e la “Stazione C” nei pressi della stazione ferroviaria di Camucia-Cortona. TUTTE LE MOSTRE DI CORTONA ON THE MOVE 2023 Get Rich or Die Tryin’ - a cura di Lars Lindemann & Paolo Woods. In partnership con Autolinee Toscane Larry Fink – Class Issues Ambiziosamente tua – Amore e classi sociali nel fotoromanzo - a cura di Frédérique Deschamps & Paolo Woods. In partnership con Fondazione Mondadori Massimo Vitali - Standing Still - in partnership con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia Il caso “Africo”. Dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo. A cura di Paolo Woods. Supervisione scientifica di Barbara Costa. Ricerca iconografica di Serena Berno e Silvia Cerri Chauncey Hare - Working Class Heroes Fabiola Ferrero -The Wells Run Dry. In collaborazione con Fondation Carmignac Nick Hannes - Garden of Earthly Delights Reiner Riedler                - Memory Diamonds Barbara Iweins – Katalog Nikita Teryoshin - Nothing Personal – The Back Office of War Michaël Zumstein - Aka Zidane Irina Werning - Lessons on How to Survive Inflation From a Pro James Mollison - Where Children Sleep Sebastián Montalvo Gray – Detonate Karen Knorr – Belgravia Marco Tiberio & Maria Ghetti - Invisible Cities Calais Gerald von Foris - One Day, Son, This Will All Be Yours Hans Eijkelboom - 10-Euro Outfits Zed Nelson - The Anthropocene Illusion. Vincitore Cortona On The Move Award 2022 Marco Zanella - Scalandrê. A cura di Benedetta Donato | GRIN – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale. Progetto vincitore della XVIII edizione del premio Amilcare G. Ponchielli Fausto Podavini – Apnea. In partnership con Medici Senza Frontiere Marco Garofalo - Ultima Chance. In partnership con Autolinee Toscane Focus on China - a cura di Lü Peng e Paolo Woods. In collaborazione con Chengdu Biennale - Hong Lei - A Trilogy of Evolution, Dong Wensheng - Wilderness, Han Lei - Assemblage Marina Planas - Warlike Approaches to Tourism: All Inclusive. In collaborazione con Institut d’Estudis Baleàrics Cince Johnston - Freddy & Ceydie. In collaborazione con Rencontres internationales de la photographie en Gaspésie
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bitume - diritti sociali e digitali - podcast

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di: Unit

Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a "cura" di Unit hacklab Milano.

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Mercoledì 5 luglio 2023, dallo studio radio di ZAM

Diritti sociali e digitali

  • Twitter e la rivoluzione francese

  • Immaginazione teoretica

  • API, social media, scraping e la possibilità di informarsi anonimamente

durata: 50 minuti

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Dalle vigne alla techno/1

Oggi incontriamo la giovane fanciulla che passò l'infanzia tra le vigne e presto imparò a lavorare con i maschi nell'attività di famiglia.

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Creazione di uno shellcode custom in ASM con Keystone-Engine

Introduzione In questo articolo vedremo come creare uno shellcode custom in ASM in Windows x86 tramite l’utilizzo di keystone-engine. Partendo dalle basi creeremo il template, per poi via via aumentare le istruzioni che andremo ad eseguire fino ad avere una reverse shell completa. Consiglio di leggere prima gli scorsi articoli sul Buffer Overflow, certe cose le darò per scontato (specialmente su WinDBG e l’assembly). Per chi non conoscesse l’assembly consiglio Assembly Crash Course e OpenSecurity Training.
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Ufo 78 a Rivalta di Torino, presentazione ad alta densità ufologica e punk

Il 29 giugno 2023 Wu Ming 1 – introdotto da Paolo Fiorino del CISU (Centro Italiano Studi Ufologici) e in dialogo con Filo Sottile – ha presentato Ufo 78 a Rivalta (TO), nello spazio "Libri tra i fiori". Un appuntamento della rassegna «Serre d'estate». La discussione è stata molto ricca di spunti letterari, musicali, storici, sociologici, ufologici. Si è parlato di eroina, riflusso, anni Settanta e Ottanta, concerti, negozi di dischi. Ci si è chiesto: cos'hanno in comune gli avvistamenti di UFO e il formarsi di gruppi punk in luoghi "improbabili" della provincia italiana? Si sono citate diverse canzoni, tra cui Pordenone UFO Attack dei Gaznevada e Non puo sopprimere il mio conflitto [sic] dei giapponesi Isterismo. Buon ascolto.

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«Se vi va bene bene se no seghe» a Condove, epicentro di lotta antimilitarista

Valerio Minnella incontrò Achille Croce e altri militanti nonviolenti valsusini alla marcia Milano-Vicenza del 1970. Parlandoci, fu molto colpito dalla loro determinazione e dal fatto che fossero vegetariani. Poco dopo, infatti, lo diventò anche lui.

Negli anni successivi, quelli della lotta per l’obiezione di coscienza, Valerio ebbe molti rapporti con Torino, dove l'11 marzo 1972 bruciò la cartolina-precetto e si fece arrestare. Alberto Perino – allora esponente del Gruppo Valsusino di Azione Nonviolenta, nel nuovo secolo uno dei nomi più noti del movimento No Tav – esibì il celebre cartello «HO FATTO IL MILITARE E ME NE VERGOGNO» proprio a un corteo in solidarietà ad alcuni obiettori incarcerati, tra i quali Valerio. Quel cartello gli valse una denuncia e un processo per vilipendio alle forze armate.

Quando è venuta l’idea di presentare il libro in valle, ovviamente Condove è il primo posto che ci è venuto in mente. A Condove c'erano Achille Croce, don Giuseppe Viglongo, il GVAN e il giornale «Dialogo in valle». Fu uno degli epicentri della stessa lotta che anche Valerio portò avanti, e fu importante per la sua formazione.

La sera del 30 giugno, nella sala della biblioteca comunale Margherita Hack, abbiamo chiuso un cerchio, rendendo omaggio a tutti i suddetti. C'eravamo tutt'e tre: Valerio, WM1 e Filo. Dopo i saluti del sindaco Jacopo Suppo, abbiamo dialogato fittamente con Maurizio Piccione. Sono poi intervenuti Andrea Galli, presidente del Valsusa FilmFest, e lo stesso Alberto Perino. Buon ascolto.

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Jimmy all’Hallogallo (brano tratto da Radio Ufo 78) Share Flag audioJimmy all’Hallogallo (brano tratto da Radio Ufo 78) Share Flag audioJimmy all’Hallogallo (brano tratto da Radio Ufo 78) Share Flag audioJimmy all’Hallogallo (brano tratto da Radio Ufo 78)

Lo spettacolo Radio Ufo 78 è prodotto dal laboratorio Melologos ed eseguito da Wu Ming 1 & Bhutan Clan. Per sapere di che si tratta, ecco qui la scheda artistica.

La prova generale l’abbiamo fatta in pubblico il 5 maggio scorso, allo spazio Stria di Padova.

Radio Ufo 78 è un’unica suite senza interruzioni tra un brano e l’altro, perciò abbiamo chiesto di applaudire solo alla fine. Non eravamo a organico completo: per cause di forza maggiore mancava Jadel Andreetto, quindi avevamo un solo basso e una sola voce. Ad ogni modo, tutto è andato bene.

Ecco un momento del flusso di quella sera, registrato con un fonografo da Thomas Alva Edison, buonanima (si fa per dire). Qualità da bootleg, ma a chi non ha ancora sentito niente dà una prima idea.

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«Antonio Bellelli». Sesto racconto in musica estratto da «Veglione rosso»

Un audioracconto per ognuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti prima della Seconda guerra mondiale, le cui storie sono raccontate in Veglione rosso; uno per ognuno dei dodici mesi del 2023. Testi di Wu Ming 2, musiche di Stefano Pilia e dell'Ensemble Concordanze.

Di fede prampoliniana, Antonio Bellelli fu l’anima del movimento socialista operaio correggese.
Fu consigliere comunale in quattro occasioni: nel 1899, 1902, 1905 e 1920. Presidente della prima cooperativa di consumo di Fosdondo, membro del Consiglio generale della Camera del lavoro di Reggio Emilia, fu anche delegato ai congressi nazionali del PSI, nel 1904, 1911 e 1913. Nel '21 aderì alla sottoscrizione in favore del popolo russo per sostenere economicamente il primo Paese fondato sui Soviet.

Nella sede del Fascio di Fosdondo, fu costretto dai fascisti a bere un bicchiere di olio, probabilmente di ricino ma non è escluso che si trattasse di olio motore, in quanto questo di solito era il trattamento riservato agli antifascisti più pericolosi. In seguito a tale episodio la sua salute fu irrimediabilmente compromessa. Ricoverato all’ospedale di Correggio per peritonite, vi morì all’età di cinquantacinque anni, il 16 luglio 1923. Poche ore prima di morire, Bellelli disse al parroco don Pivetti, che andò a fargli visita: «Come uomo la visita la accetto, come parroco no»

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La prova più dura

Ascoltiamo oggi la storia dell'uomo che nella vita nulla si risparmiò, arrivando a un passo dalla fine, e ritrovandosi ad affrontare la prova più dura per un genitore.

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Lontano da dove/2

Viaggo di ritorno con la donna campana che provò a sottrarsi a un'ingombrante e ingestibile vita familiare scegliendo di partire per il Nord.

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Lontano da dove/1

Incontriamo la raffinata e colta donna campana che provò a sottrarsi a un'ingombrante e ingestibile vita familiare scegliendo di partire per il Nord.

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Storia di mia sorella

Oggi ascoltiamo una storia di sopraffazione coniugale sfociata in tragedia. A raccontarla è la sorella della protagonista.

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Le tourbillon de la vie/2

Viaggio di ritorno con la donna che attraversò l'oceano e drammi familiari senza mai perdere curiosità verso il mondo e voglia di fare.

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Le tourbillon de la vie

Oggi sul nostro treno ascoltiamo la storia di una pirotecnica viaggiatrice (Mirella Sterzai: un nome un destino) che un giorno partì per la Francia e non smise più di spostarsi passando di nazione in nazione fino a sbarcare oltreoceano nella terra dei sombreri.

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Una vita altrove/2

Viaggio di ritorno con il nostro passeggero dalla complicata vita familiare, questa volta scopriremo che anche lui ha cercato presto una vita altrove

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Una vita altrove

Oggi ascoltiamo una complicata ricostruzione di una vicenda familiare che coinvolge il nostro anonimo passeggero, che rievoca le peregrinazioni di un ragazzo in cerca del padre, sparito per rifarsi una vita altrove.

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Non nell'armadio ma nel camino

Incontriamo oggi una persona che già conosciamo bene, la donna che mai si risparmiò, in nome della passione e dell'amore, avventure e intrighi degni di certa commedia italiana degli anni'70.

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Un'ipocrita vendetta

Oggi sul nostro treno la donna che subì la vendetta ipocrita dell'uomo che prima la condusse a trasgredire e a tradire, poi non potendola avere, decise di rovinarne la reputazione.

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NASA Hosts OSIRIS-REx Sample Lab Media Day in Houston

Ahead of the first asteroid sample collected by the U.S. arriving on Earth in September, media are invited on Monday, July 24, to see NASA’s newly-built OSIRIS-REx Sample Curation Laboratory where the agency will study the sample at its Johnson Space Center in Houston.

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bitume - mare crudele - podcast

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di: Unit

Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a "cura" di Unit hacklab Milano.

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Mercoledì 28 giugno 2023, dallo studio radio di ZAM

Mare crudele

  • IBM aveva una sua AI e la chiamava Watson

  • Aggiornamenti sul sottomarino che scese a visitare il Titanic

  • Viaggi su Marte e altri ambienti scomodi che …

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Siccità: acqua dalla nebbia

Se l’approvvigionamento di acqua dovesse diventare un problema, la raccolta di acqua piovana può essere una soluzione per sopperire al prosciugamento dei pozzi.

E se anche la pioggia dovesse diventare rara, la nebbia può diventare un’importante fonte alternativa.

In questo articolo vedremo come autocostruire una sistema in grado di ricavare l’acqua dalla nebbia con materiale di facile reperibilità ed economico.

La raccolta dell’acqua dalla nebbia è una tecnologia antica che risale a migliaia di anni fa. Nell’antichità si usavano tessuti, canali, strutture in pietra, piante. Oggi si impiegano reti plastiche in grado di catturate grandi quantità di acqua.

Serve la nebbia, e generalmente, le zone nebbiose si trovano in zone costiere o in prossimità di montagne.

Anche in condizioni di tempo normale però, durante la notte l’abbassamento della temperatura e l’umidità dell’acqua consentono comunque una certa condensazione dell’acqua. E’ la rugiada che troviamo al mattino sull’erba, in autunno e inverno ma anche durante le giornate di primavera ed estate.

Il consiglio è di provare. Costruite un sistema nel vostro terreno, anche di soli 1-2 metri quadrati, e registrate i dati durante l’arco dell’anno, parallelamente ai valori di temperatura e umidità.

Dopo un anno di funzionamento, avrete i dati necessari per caratterizzare l’efficienza e l’efficacia del vostro sistema.

Il sistema per un piccolo impianto di prova è semplice. Ecco i passaggi necessari per iniziare.

  1. Costruire la struttura di supporto: la rete di raccolta dell’acqua dalla nebbia viene installata su una struttura solida di supporto. La struttura può essere realizzata con legno, acciaio, alluminio o plastica. L’importante è tenere il tessuto ben disteso.
  2. Installare le reti: Un materiale economico impiegato con successo in diverse zone aride sono i tessuti ombreggianti in polietilene verdi come quello in foto. Le reti non devono essere troppo esposte al vento che può contribuire a disperdere l’acqua depositata.
  3. Installare i tubi di drenaggio: l’acqua intrappolata dalle reti, per gravità cade su un sistema di raccolta, come ad esempio un tubo semicircolare, collegato ad una cisterna di raccolta. I tubi di drenaggio sono generalmente realizzati in PVC o polietilene.
  4. Installare la cisterna di raccolta: la cisterna di raccolta è il contenitore che raccoglie l’acqua proveniente dai tubi di drenaggio. La cisterna può essere realizzata in cemento, acciaio o materiali plastici.
  5. Installare il sistema di distribuzione: l’acqua raccolta viene poi distribuita attraverso un sistema di tubi e pompe. Il sistema di distribuzione può essere utilizzato per fornire acqua potabile (se si rispettano alcune regole igieniche) o per irrigare i campi agricoli.

La raccolta dell’acqua dalla nebbia è una tecnologia semplice che può essere realizzata anche con materiali economici e facilmente reperibili. Può essere una soluzione efficace anche per produrre acqua potabile e per sopperire alla carenza delle risorse idriche classiche.

L'articolo Siccità: acqua dalla nebbia sembra essere il primo su SOPRAVVIVERE.NET.

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Linee guida per la Certificazione OSED

Negli scorsi articoli, come avrete notato, ho pubblicato solo articoli inerenti al Buffer Overflow, partendo dai semplici Stack Overflow per poi via via arrivare alla tecnica ROP e al bypass di DEP. Il motivo principale è perchè stavo preparando la certificazione OSED, che ho superato con successo qualche giorno fa! Windows User Mode Exploit Development (EXP-301) è un corso che insegna agli studenti le basi dello sviluppo di exploit, basato interamente su Windows x86.
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Strage di Viareggio: a 14 anni di distanza la battaglia per ottenere giustizia continua

Anche quest’anno giovedì 29 giugno una delegazione del nostro Comitato sarà a Viareggio, al fianco dell’associazione “Il Mondo che vorrei” che riunisce i familiari delle vittime della strage ferroviaria di via Ponchielli. Dopo il deragliamento di un treno merci e l’esplosione di una cisterna di GPL, il 29 giugno 2009 32 persone morirono bruciate vive nel luogo più sicuro, le loro case. Dalla piccola Iman Ayyad di 3 anni a Mario Pucci, 90 anni. Saremo al fianco dell’associazione “Assemblea 29 giugno” composta da quei ferrovieri che, nonostante le pressioni pesantissime subite...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Sesto S.Giovanni)
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Corigliano Calabro Fotografia

Corigliano Calabro Fotografia Festival, 20° edizione programma del weekend inaugurale Sabato e domenica mattina 16° Portfolio Jonico letture Portfolio, con: Angelo Cucchetto, Manuela De Leonardis, Giorgio Galimberti, Maurizio Garofalo, Fulvio Merlak, Roberto Mutti,  Pino Ninfa, Graziano Perotti, Umberto Verdoliva. Inaugurazione e presentazione mostre Sabato 1 Luglio ore 19,30 Castello Ducale di Corigliano INCONTRI, PRESENTAZIONI LIBRI E PREMIAZIONI Venerdì 30 giugno ore 19,00 – Incontro con Michele Smargiassi, L’occhio del pollo, il futuro della fotografia  nell’epoca dell’intelligenza artficiale Sabato 1 Luglio ore 10,30 – Allessandro Coccimiglio, Guido Guglielmelli, Valentino Guido ECCE HOMO  ore 11,30 – Manuela De Leonardis , Fisheye in una bolla   ore 16,00 – Cities Contemporary Urban Vibes a cura di Angelo Cucchetto Domenica 2 Luglio ore 10,00 – Federico Ficara, Feluche, mille anni di caccia al pesce spada. Presentato da   Maurizio Garofalo. ore 11,00 – Incontro con Piero Gemelli e Maria Vittoria Baravelli, Racconti di fotografia e storie inventate. ore 12,00 – Pino Ninfa, Entrada Proibida, cronache amazzoniche. ore 16,00 – premiazione Maria Pansini, Under the blanket, vincitrice della 4à edizione del Corigliano Calabro Fotografia Book Award ore 17,00 – Proclamazione vincitori 2° Concorso Fotografico Nazionale “Sacro e Profano” ore 18,00 – Premiazione vincitore Portfolio Italia tappa Portfolio Jonio ore 21,00 – CONCERTO / PERFOMANCE Performance di musica e fotografia con i SYD FLOYD Proiezione video Corigliano Calabro FotografiaIn Viaggio da 20 Anni a cura di Gaetano Gianzi Radici Umane di Valerio Bispuri 
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bitume - parliamo d_altro - podcast

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di: Unit

Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a "cura" di Unit hacklab Milano.

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Mercoledì 21 giugno 2023, dallo studio radio di ZAM

Parliamo d'altro!

  • Moderatori di Reddit in sciopero (hanno ragione)

  • Gossipz dai socialz

  • Il sottomarino fermo a 3000 mm di profondità usa un Logitech game joystick

  • Apple Computers denuncia …

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DEP Bypass III - Cloud Me 1.11.2 - VirtualAlloc

Introduzione Terzo articolo della serie DEP Bypass, target: Cloud Me 1.11.2. Altri post in questa serie: DEP Bypass I - Vulnserver TRUN DEP Bypass II - DEP Bypass II - EasyRMtoMP3Converter L’ordine non è casuale, se non viene spiegato qualche dettaglio è perchè è stato spiegato in articoli precedenti. Consiglio di partire dal primo e proseguire in ordine. Lab Setup Per avere un ambiente ad hoc serve: VM con Windows 10 a 32 bit, potete trovarlo qui (se accedete con un computer Windows dovete cambiare l’user agent con Linux/Mac).
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Fondi globali per il clima: solo il 2,4% dei finanziamenti va alle attività a sostegno dei bambini

I finanziamenti per gli hotspot climatici mondiali trascurano i bisogni di bambini/e e ragazzi/e Secondo il nuovo rapporto “Falling short: addressing the climate finance gap for children” pubblicato dalla coalizione Children’s Environmental Rights Initiative (CERI) e Plan International, Save the Children e Unicef, «I bambini vengono esclusi dai finanziamenti per il clima, nonostante paghino il prezzo più alto della crisi climatica. Solo il 2,4% dei principali fondi globali per il clima possono essere classificati come sostegno ad attività che rispondono ai diritti dei bambini. Eppure,...

(greenreport)
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CITIES a Sanremo!

CITIES  C’E’!!! Siamo arrivati a CITIES 12, numero che apparentemente non ha nulla di celebrativo come quelli tondi, a cinquine o a decine, ma che comunque segna il percorso di CITIES come un’altra pietra miliare. Molto più che un’avventura editoriale, il  magazine nasce infatti con l’intento di instaurare un dialogo continuo e senza preclusioni con la comunità che pratica una fotografia mix&match, allergica ai confini di genere e sempre in cerca di nuovi linguaggi, con proposte autoriali che fanno di ogni numero una riflessione sulle tendenze del contemporaneo. Ebbene, quel dialogo oggi ha l’opportunità di accorciare le distanze, uscendo da queste pagine per animarsi di voci e volti lungo lo spazio di un intero weekend: grazie alla collaborazione con l’associazione SpaziVisivi diretta da Roberto Bianchi, organizzatrice della prima edizione del “SANREMO STREET PHOTO FESTIVAL”, CITIES presenta “ALL YOU CAN STREET - Streeter’s FanCon”, un forum destinato a fare il punto sullo stato dell’arte della street condotto dal proprio staff redazionale, e organizzato in tavole rotonde ispirate alla regola delle 5W del giornalismo anglosassone. Ma CITIES vuole fare di più, e Sanremo sarà l’occasione per presentare il primo libro della nuova collana autoriale editoriale CITIES BOOKS, con la prima uscita: Fashion Week – Fashion Trip di Massimiliano Faralli! Ricordiamo anche che nel 2022 CITIES ha iniziato ad offrire ws tematici, prodotti con autori tra i più interessanti nel panorama italiano di fotografia urbana, e che continueremo a farlo anche quest’anno: a fine settembre proponiamo infatti un’imperdibile occasione per entrare nel cuore del Fashion world, con un ws di Massimiliano Faralli alla Fashion week di Milano! CI VEDIAMO A SANREMO DAL 23 GIUGNO!   www.sspf.it/ potete scaricare GRATIS il pdf dIgitale di CITIES 12 da www.italianstreetphotography.com/cities e potete preordinare libro e iscrizione al ws FASHION WEEK - FASHION TRIP a www.italianstreetphotography.com/crowdfunding/fashion-week-fashion-trip
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APPELLO ALL’UNITA’ D’AZIONE PER LA GIUSTIZIA SOCIALE E CLIMATICA

MANIFESTAZIONE NAZIONALE 17 GIUGNO 2023 ORE 16 PIAZZA XX SETTEMBRE – BOLOGNA Il momento è cruciale in Italia per il futuro di milioni di lavoratori, per la democrazia, per lo stato sociale. Alla guerra inter-imperialista in barba alla carta costituzionale del nostro Paese, si aggiunge la guerra scatenata contro i poveri, i lavoratori, le masse popolari, i migranti. Siamo all’epilogo delle politiche dei Governi succedutisi negli ultimi 15 anni: niente di nuovo ma solo una pericolosa e repentina accelerazione nel solco delle politiche attuate da oltre 2 decenni. Emblematico in tal senso il...
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(In)giustizia di classe

In pochi giorni due fulgidi esempi – per le “anime belle” a cui non piace chiamare le cose con il loro nome- di ingiustizia di classe. Cominciamo con la strage di Casale Monferrato. Il 7 giugno la corte d’assise di Novara pronuncia la sentenza di uno dei processi ancora in corso per i morti di amianto, 392 vittime ad oggi sul territorio casalese. L’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny - uno degli uomini più ricchi d’Europa che chiuse la sua fabbrica nel 1986, andandosene a gran velocità e lasciando l’onere della bonifica dell’azienda e del territorio al Comune di Casale)...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio)
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Agricoltura, negli ultimi 40 anni la Toscana ha perso il 38% dei terreni coltivati

Coldiretti: tra il 2012 ed il 2020 la Toscana ha prodotto 105 mila quintali di prodotti alimentari in meno Nell’arco degli ultimi 40 anni l’avanzata del cemento e l’abbandono delle campagne hanno divorato quasi 700mila ettari di superficie agricola, che in Toscana si è ridotta ad appena 1,1 milioni di ettari secondo l’ultimo censimento elaborato dalla Coldiretti regionale. In compenso hanno continuato ad espandersi le aree urbane, con un incremento di 293 ettari di suolo consumato tra il 2020 ed il 2021, pari al 6,7% dell’intera superficie regionale; è anche per effetto delle delle...

(greenreport)
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HackЯocchio - 10 Giugno 2023 @Mezcal Squat

HackЯocchio s. m. [der. di hackЯocchiare] (pl. -chi)
situazione o soluzione raffazzonata, raccogliticcia, approssimativa

Sabato 10 Giugno dalle ore 14. Mezcal Squat, Parco della Certosa, Collegno (TO).

Costruire comunità resistenti complici nelle lotte, saldare relazioni di fiducia tra le moltitudini sommerse nell'estrattivismo cognitivo, riuscire ad immaginare e a costruire tecnologie conviviali che sostituiscano le megamacchine digitali. Non promettiamo la rivoluzione ma il crepuscolo degli dei, per farlo inietteremo lo shellcode nel paese reale, andando nelle case ma sopratutto nei cuori di chi ancora ci crede, a decifrare le blockchain corrotte di un sistema che nulla ha più di umano se non la scalabilità del vostro frigorifero nel cloud, insomma, in una parola, quantum machine learning :)

se non ci hai capito molto, neanche noi, ma trovi tutte le informazioni e il progamma su https://hackrocchio.org/info.

Programma

Seminari dalle 14 di sabato


Radioline

Cosa sono le radioline DMR? Digital Mobile Radio, costi, compromessi, vantaggi, svantaggi e casi d’uso: dalla montagna alla piazza. A seguire laboratorio SDR, capiamo insieme cosa c’e’ nella banda, usciamo il kraken per vedere le onde.


Osservatorio nessuno

Cosa hanno in comune l’ISIS, il processo Ruby Ter, una azienda che fa i tornelli per le palestre, una sgangherata cantina e una inconsueta congrega? Breve viaggio attraverso Tor, il (quasi) neonato Osservatorio Nessuno e quello che deve ancora succedere.


Ok Google, aggira l’autenticazione

Spesso le applicazioni vengono realizzate tramite accrocchi di componenti appiccicati tra loro con lo sputo. A volte, la complessità di queste costruzioni porta con sé la formazione di interstizi digitali tramite i quali un input apparentemente innocuo può raggiungere insperabili profondità. Vedremo come un “apriti sesamo” pronunciato ad alta voce ha permesso di bypassare completamente un’appicazione di gestione delle bollette su Google Voice.


Tentativi di tecnologie conviviali

Negli ultimi anni ci siamo spesso interrogati su come recuperare spazi di manovra in un contesto digitale su cui non abbiamo alcun potere. Anche per questo autogestiamo i servizi di cisti.org. Hackrocchio sembra ottimo per ritagliarci un momento di restituzione su ragionamenti e aggiornamenti fatti sui vari attrezzi che riteniamo sensati da suggerire e su cui ci piacerebbe ricevere suggestioni. una carrellata su gancio.org, zecche, plaid


App moleste sul lavoro

A volte non solo ci tocca dover lavorare, ma ci costringono pure ad installare un’app per farlo! Applicazioni moleste che ci controllano, valutano, sanzionano e appioppano mansioni in nome della Produttività. Ma cosa fanno di preciso sul nostro telefono? Cercheremo di scoprirlo analizzando alcune app fornite ai rider da delle note aziende, monitorandone il comportamento con i potenti strumenti recuperati dagli anfratti dell’internet.


Laboratori

laboratorio bicicultura

La bici è un mezzo che sfida l’urbanistica e la società dei consumi, con il quale riappropiarsi e attraversare diversamente gli spazi cittadini. Ma se oltre a tutto questo ci slegasse anche dal ruolo di clienti? Il suo semplice funzionamento, infatti, permette di fare la maggior parte delle manutenzioni con pochi attrezzi, in questo spazio proporremo una soluzione agli inconvenienti che possono capitare mentre si pedala e alle riparazioni da fare, imparando insieme a conoscere i nostri mezzi. Condividi ciò che sai, apprendi ciò che ti manca


laboratorio fotovoltaico

panoramica componenti, tecnologie, materiali e dimensionamenti. Esempi pratici e dimostrazioni live: dal fotone all’elettrone.


laboratorio pizza

dal primo pomeriggio per avviare il forno e poi la sera pizza bellavita* (cena di condivisione).


Ore 20

Pizza bellavita, porta il tuo condimento preferito.

Ore 22

Concerto RWA, Riderz With Attitude

Dalle 23

Ten minutes talk

(sì, ci si puo' fermare a dormire)

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Ufo 78– Concerto non-identificato

Questo melologoè stato eseguito al Teatro Monte Baldo di Brentonico (TN) il 24 marzo 2023. Wu Ming 1 ha letto i capitoli 2 e 3 del Primo movimento di Ufo 78 – la visione collettiva di Incontri ravvicinati del terzo tipo seguita da una camminata notturna per le vie di Torino – mentre Luca Casarotti lavorava ditastiere, elettronica e ingegneria sonora.

Trattasi di composizione spontanea, senza partiture di sorta ma con chiare premesse teoriche, messe giù nellapresentazione scritta da Luca Casarotti.

Ufo 78– Concerto non-identificato è una produzione Mελóλογος. Grazie a tutte le compagne e i compagni del circolo ARCI di Brentonico per l’organizzazione della serata. Grazie in particolare ad Assia per i riflessi prontissimi di fronte a un problema manifestatosi all’improvviso e la disponibilità messa in campo per risolverlo!

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«Umberto Bizzoccoli», quarto racconto in musica estratto da Veglione rosso

Un audioracconto per ognuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti prima della Seconda guerra mondiale, le cui storie sono raccontate in Veglione rosso; uno per ognuno dei dodici mesi del 2023. Testi di Wu Ming 2, musiche di Stefano Pilia e dell'Ensemble Concordanze.

Umberto Bizzoccoli (Correggio, 19.09.1903 - 22.02.1922) fin da giovane si aggrega al circolo socialista di Correggio di cuiè attivo dirigente e organizzatore con Agostino Zaccarelli. Sarà poi il primo segretario comunista dopo la scissione del 1921.
Per sfuggire all’attenzione fascista, nel maggio 1921 si arruola in Marina nella città ligure di La Spezia. Mentre si trova in libera uscita viene violentemente bastonato su mandato dei fascisti di Correggio.

La violenta bastonatura gli provoca gravi danni ai polmoni, a causa dei quali poco tempo dopo contrae la tubercolosi. Il 29 gennaio scrive ai suoi genitori le sue "naturali ed ultime volontà": «Io professo onestamente una dottrina di amore e fratellanzache esclude le corporazioni religiose di ogni genere. Io obbedisco alla verità che credo di aver veduta».

Muore a Correggio, il 22 febbraio 1922 a soli diciotto anni.

I funerali si trasformano in una grande manifestazione antifascista, con il feretro scortato dai giovani comunisti capeggiatidal segretario della FGCI reggiana Camillo Montanari.

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Volodja, una storia di fantasmi e un radiodramma operaio

Melologo/radiodramma tratto dal racconto di Wu Ming 1 Volodja (2011) e realizzato per il primo Festival di letteratura working class, svoltosi dal 31 marzo al 2 aprile 2023 al presidio degli operai ex-GKN in lotta, Campi Bisenzio (FI).

Wu Ming 1– Voce e vociferazioni
Stefano D'Arcangelo – caverna dell'antimateria

«Volodja è tratto dall’omonimo racconto che scrissi nel 2011 per il progetto «I muri di Mirafiori», nell’ambito del laboratorio urbano Situa.to [...]

Mi viene l’idea di resuscitare il fantasma di Vladimir Majakovskij. Nel racconto il poeta georgiano appare tra gli operai della Fiat nella primavera del 1969, immemore di tutto quanto gli accadde dopo il 1923, quando tornò in Russia dopo le vacanze trascorse con l’amico Viktor Šklovskij sull’isola di Norderney, nel Mare del Nord.

Rinvenuto in forma spettrale, Volodja – diminutivo di Vladimir, così lo chiamavano gli amici – comprende di essere in Italia e si domanda che fare, e decide di fare, ποιεῖν, fare poesia, partecipando a suo modo alle lotte che stanno montando a Mirafiori [...]

Stefano utilizza registrazioni originali della vocedi Majakovskij e musica d’avanguardia sovietica degli anni Venti, come la Sinfonia di sirene di Arsenij Avramov e Fonderia di Aleksandr Mosolov [...]»

Una produzione Melologos, laboratorio di fonologia narrativa c/o Nassau, via de' Griffoni 5/2a, Bologna

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LOST - FOGS OF WAR

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di: Unit

LOST - FOGS OF WAR

FOGS OF WAR

Sabato 25 giugno 2022 alle ore 18.00 @Cox18 - via Conchetta 18 - Milano

Aggiornamento: per motivi termici indipendenti dalla nostra volontà l'incontro inizialmente previsto per le ore 16 è stato posticipato di due ore. L'inizio sarà alle ore 18.00.

La guerra tra Russia e Ucraina, oltre …

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Labyrinthus

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5 maggio 2022 ore 21 - FOA Boccaccio, Monza

Parteciperemo giovedì 5 maggio a LABYRINTHUS 2.0 / Forme di resistenza nello spazio digitale. Dal Web 3.0 al Metaverso, dalle blockchain agli NFT.

La nostra prima reazione è stata: preferiremmo di no, perché siamo contro. "Sì ok, ma per favore potreste …

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bitume - distro dramma n.1 - podcast

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Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica, impreparata e inaspettata, a cura di Unit hacklab di Milano.

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Mercoledì 23 febbraio 2022, dallo studio radio di ZAM

Distro dramma n.1 - Installazione Debian GNU/Linux su Mac AIR/Piccolo

durata: 59 minuti

L'approfondimento satirico della …

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Autodifesa digitale a ZAM

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Sabato 11 dicembre 2021 alle ore 17:00

  • Phreak Phone Forensics (clinica di controllo dei cellulari android)
  • Come scaricare film e altri media da internet

a seguire dalle 19:00 acheritivo e live music by unit electric assembly

unit hacklab @zam via sant'abbondio 4, milano

audio

audio su Radio Zeta-AM …

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Seminario Laboratoriale su Pure Data

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Mercoledì 24 marzo dalle ore 20.45 alle 23 circa

Manuale Minimo di Sopravvivenza a Pure Data n. 1

Seminario Laboratoriale su Pure Data
durata: due ore circa
a cura di k_, Unit hacklab

semlab-puredata

Introduzione e storia, Setup dell'installazione, collegamenti e definizioni: oggetti, box, counter, bang e sequencer. Arriveremo all'oscillatore …

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bitume il virus podcast

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Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

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Puntata di lunedì 07 dicembre 2020: il Virus.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e …

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bitume piattaformazione delle nazioni podcast

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Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

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Puntata di mercoledì 30 settembre 2020: la Piattaformazione delle nazioni.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media …

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Comunicato Unit hacklab su attività durante la pandemonio

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di: Unit

..e dopo aver pensato molto, riflettuto, studiato la storia delle pandemie ed esaminato i modelli trovati in natura.. abbiamo deciso che le attività IRL di Unit Hacklab rimarranno in stato dormiente fino a nuove notizie.
Sembra che Madre Natura ci stia chiedendo (a noi umane/i) di rallentare, riflettere, ri-fare …

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Campagna di autofinanziamento per abbiamoundominio.org di unit hacklab

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Campagna di autofinanziamento per abbiamoundominio.org di unit hacklab.

C'è/Abbiamo bisogno, come ogni anno, di pagare il server e anche il dominio.

Stiamo anche ragionando di allargarci e prendere un server più capace, perchè quello che stiamo usando, pagato attraverso iniziative di autofinanziamento, è arrivato a tappo.

Tutto questo …

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Pandemia - Di tecno-assoluzionismo e di come la tecnologia non ci salverà

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Pandemia. Di tecno-assoluzionismo e di come la tecnologia non ci salverà

In questi mesi abbiamo dovuto lavorare molto di più: sembra buffo, visto che eravamo a casa. Nel frattempo tante cose sono successe su internet e, con l'avvicinarsi di un "dopo" incerto, vorremmo dire la nostra sperando che queste riflessioni …

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bitume decodifiche binarie podcast

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Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

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Puntata di lunedì 27 gennaio 2020: decodifiche binarie.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi …

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bitume decodifiche binarie diretta

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Lunedì 27 gennaio 2020 ore 21

Quarta puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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bitume antropocene podcast

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Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

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Puntata di mercoledì 25 dicembre 2019: antropocene.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi …

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bitume antropocene diretta

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Mercoledì 25 dicembre 2019 ore 22

Terza puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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unit con ghiaccio

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di: Unit

Venerdì 13 dicembre 2019 dalle 18.30 alle 22.30

unit con ghiaccio

acheritivo di autofinanziamento unit hacklab: rooting libero del telefono, elettronica usata a offerta libera. Hai bisogno di un lettore dvd? Di uno scanner? Noi di fare spazio e pagare il server.

spritz'n'lazz

live music by unit electric …

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bitume memestupendo podcast

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Bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

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Puntata di lunedì 10 dicembre 2019: meme stupendo.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media …

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bitume meme-stupendo diretta

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di: Unit

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Lunedì 09 dicembre 2019 ore 21

Seconda puntata di Bitume: trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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bitume datajustice podcast

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Lunedì 18 novembre 2019 ore 21

Prima puntata di bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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bitume datajustice diretta

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Lunedì 18 novembre 2019 ore 21

Prima puntata di bitume, trasmissione radiofonica aperiodica a cura di unit hacklab di Milano.

L'approfondimento satirico della rivoluzione digitale.

Bitume parla di diritti digitali, di nuove forme di protesta incentrate sulla tecnologia, di media caldi e freddi, di server liberi, di hacking, di sicurezza …

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Comunicato Unit ad assemblea Macao

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di: Unit

Salve a tutt*, chiunque voi siate.

Noi non ci conosciamo, almeno non tutti e non bene. Questa è una verità emersa chiaramente in questo periodo, talvolta anche in modo un po' scomposto, e così Unit ha pensato che fosse utile prendersi un momento per guardarsi in faccia tutti quanti e …

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Visioni libere: Stare into the lights my pretties

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di: Unit

Update: la proiezione non è successa

Settima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 20 maggio 2019

Stare into the lights my pretties, Jordan Brown, 2017

ENG sub ITA

pic

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00 …

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Fedeli alla linea (di comando)

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di: Unit

Sabato 11 maggio alle ore 15 presso CSOA COX 18 in Via Conchetta 18, Milano

LOST, le Lunghe Ombre della Scienza e della Tecnica e Unit hacklab presentano:

Fedeli alla linea (di comando)

registrazione audio a cura di cox18stream e Archivio Primo Moroni

Introduzione al terminale e alla riga di …

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Visioni libere: The internet own boy

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Durante Connessioni Caotiche 2019 proiezione del documentario su Aaron Swartz.

Sabato 4 maggio 2019

The Internet’s own boy, Brian Knappenberg, 2014

ENG sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Ore 21:00

Il Ragazzo di internet è Aaron Swartz, attivista
dei diritti in rete accusato di frode informatica …
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Visioni libere: I am a cyborg but that's OK

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di: Unit

Sesta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 6 maggio 2019

I'm a Cyborg, but that's OK, Park Chan-wook, 2006

KOR sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.

Young-goon è una cyborg e ha …
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Visioni libere: The young Karl Marx

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di: Unit

Quinta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Lunedì 29 aprile 2019

Il giovane Karl Marx, Raoul Peck, 2017

FRA sub ITA

Cinemacello Macao, viale Molise 68, Milano.

Inizio proiezioni ore 20:30, inizio film ore 21:00.

I comunisti rifiutano di nascondere le loro opinioni …
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Connessioni Caotiche 2019

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di: Unit

cc-2019

Venerdi 3 e Sabato 4 Maggio 2019 torna Connessioni Caotiche a Macao

Hacking, attivismo, seminari laboratoriali e presentazioni frattali. Making e Breaking in festival nella due giorni in contemporanea ai festeggiamenti per il compleanno del Nuovo Centro per le Arti, la Cultura e la Ricerca Macao a Milano.

Connessioni Caotiche …

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Visioni libere: Life of Brian

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di: Unit

Quarta visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Life of Brian, Monty Python, 1979

ENG sub ITA

... gli unici che odiamo più dei romani
sono il Fronte del Popolo Giudeo.

E il Fronte Popolare dei Giudei.

Ah, sì.
Separatisti.

E il Fronte Popolare della Giudea.
Già …
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Visioni libere: Risk

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di: Unit

Terza visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Risk, Laura Poitras, 2016

Documentario su Julian Assange, fondatore di Wikileaks.

Motivazioni e contraddizioni su Assange e le sue cerchie, con un occhio in particolare sui rischi che sono stati presi. Il documentario copre il periodo dal 2010 …

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Visioni libere: Operazione Vega

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di: Unit

Seconda visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Operazione Vega, RAI, 1962

Sceneggiato di fantascienza RAI tratto dal radiodramma di Friedrich Dürrenmatt.

Vega è il nome della nave spaziale che porta i rappresentanti di un certo blocco di Stati terrestri sul pianeta Venere dove sono confinati …

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Benvenuto pellicano

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di: Unit

Il sito e' stato convertito a pelican, un software per generare siti statici in html.

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Visioni libere: Nirvana

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di: Unit

Prima visione libera del ciclo di proiezioni a cura di Unit hacklab.

Nirvana, Salvatores, 1997

Film cyberpunk girato a Milano (e nei sotterranei di Macao). Fortemente influenzato dai romanzi di Gibson e sua volta ritenuto tra le fonti di ispirazione della trilogia di Matrix. Affronta il tema dell'esistenza autonoma o …

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Comunicato Unit hacklab su annuncio sgombero Macao

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di: Unit

Contesto: Milano 2018. Atmosfera di intolleranza civile.

Unit hacklab e' un laboratorio autogestito di sperimentazione tecnica e politica, le nostre attivita' comprendono dai corsi gratuiti di elettronica e informatica alla divulgazione delle pratiche di gestione della privacy sotto forma di incontri e convegni.

il Comune di Milano, zelante, anticipa l'editto …

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Ponte Morandi: sapevano ma non hanno fatto niente….

..e il 14 agosto 2018 43 persone sono morte nel crollo del viadotto genovese.
Lo ha dichiarato lunedì l’ex amministratore delegato di Edizione, la holding dei Benetton che controllava ASPI (Autostrade per l’Italia) nella sua testimonianza al processo che si sta svolgendo a Genova. Gianni Mion riferisce di una riunione avvenuta nel 2010 in cui si parlò delle criticità del ponte, che però vennero ignorate dai dirigenti perché sarebbe costato troppo porvi rimedio. I dirigenti sapevano quindi che il viadotto sarebbe potuto crollare: corrosione dei cavi, calcestruzzo che mancava, ordini di abbassare a tavolino i coefficienti di rischio rilevati dai tecnici. La risposta...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio)
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Con la stretta europea, giorni contati per il greenwashing made in Italy?

Report Greenwashing 2023: le norme per contrastarlo in Italia e in Europa A Circonomìa, il Festival dell’economia circolare e della transizione ecologica giunto all’ottava edizione, è stato presentato il Rapporto Greenwashing 2023, dedicato alle misure attive in Italia e nel mondo per contrastare le pubblicità e le aziende che dicono di essere “green” senza esserlo. Un rapporto che arriva proprio mentre la Commissione europea sta per presentare proposte volte a contrastare attivamente le pratiche di greenwashing, tutelando da una parte i consumatori contro le pratiche di obsolescenza...

(greenreport)
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«Antonio Pellicciari", quinto racconto in musica estratto da "Veglione rosso"

Un audioracconto per ognuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti prima della Seconda guerra mondiale, le cui storie sono raccontate in Veglione rosso; uno per ognuno dei dodici mesi del 2023. Testi di Wu Ming 2, musiche di Stefano Pilia e dell'Ensemble Concordanze.

Nella sua frazione, Fazzano, Antonio Pellicciari era considerato un’autorità per il modo in cui riusciva a porre i problemi delle rivendicazioni dei contadini e degli operai.

Fu attivo nel movimento cooperativo, quando la voce di Camillo Prampolini spargeva nella provincia di Reggio Emilia il seme educativo di teorie socialiste.
Dal 2 al 4 agosto 1922, assiemeai compagni Bagni, Messori e Pellacani, aderì agli Arditi del popolo e partecipò alla difesa della città di Parma dall’invasione degli squadristi guidati da Italo Balbo.
Duramente perseguitato dai fascisti, bastonato, seviziato più volte tanto da procurargli degli scompensi fisici, morìacausa di una polmonite acuta nel febbraio 1923.

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ALLUVIONE IN EMILIA-ROMAGNA: NON È COLPA NÉ DELLE NUTRIE, NÉ DEGLI ISTRICI! PRATICHIAMO SOLIDARIETÁ, COSTRUIAMO MOBILITAZIONE!

Al di là della facile retorica dell' emiliano - romagnolo, che accetta con spirito costruttivo questo gravissimo evento, in realtà in questi giorni migliaia di attivisti (solo oggi da Platt sono partiti in 500) hanno deciso di autoorganizzare colonne solidali e sono partiti per unirsi a spalare fango, rimuovere detriti, a fianco della popolazione colpita. La narrazione mainstream ha raggiunto apici di tossicità, laddove invece di valorizzare questo fortissimo impegno sociale, ha voluto sminuire e quasi ridicolizzare i movimenti contro il disastro climatico, chiedendo, come fatto ad esempio...

(SI COBAS NAZIONALE)
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Mario De Biasi - Naturalis Historia

Come un’ideale appendice alle Vite parallele di Plutarco, la mostra fotografica “Mario De Biasi - Naturalis Historia”, in programma al Broletto di Como dal 2 giugno al 23 luglio 2023 e curata da Eugenio Bitetti e Massimiliano Mondelli, rintraccia il legame di carattere, inclinazione e disposizione verso il mondo che avvicina Plinio il Vecchio e Mario De Biasi, e lo fa attraverso l’opera di quest’ultimo, vissuto a duemila anni di distanza dal primo. Organizzata da Accademia Pliniana con il contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Alessandro Volta, in collaborazione con l’Archivio De Biasi e Galleria 70 di Milano, patrocinata dal Comune di Como e dal Comitato per le Celebrazioni del Bimillenario Pliniano, la mostra “Mario De Biasi - Naturalis Historia” presenta 74 fotografie in bianco e nero, tutte in edizione vintage e realizzate tra gli anni ’50 e i primi anni ’80. L’esposizione, fra gli eventi più rilevanti delle Celebrazioni pliniane del 2023-2024 e che si svolge in occasione dei 100 anni dalla nascita del grande fotografo bellunese, denota l’impareggiabile capacità di interpretare il reale e l’infallibile istinto per la composizione che per più di trent’anni hanno fatto di De Biasi uno dei massimi protagonisti della fotografia europea. La descrizione del mondo per mezzo di geometrie minute e ritmiche proporzioni vale, per forza di afflato, quella tentata con la parola scritta, duemila anni fa, da Plinio il Vecchio. Queste sorprendenti e al tempo stesso naturalissime correspondances saranno il tema centrale della mostra. Scrittore l’uno, fotoreporter l’altro, i due uomini hanno nutrito lo stesso amore per la conoscenza, la stessa oceanica curiosità per gli aspetti sensibili del mondo, la stessa commovente aspirazione a comprendere e narrare, attraverso le bellezze rispettive della parola e dell’immagine, il più possibile l’inesausta complessità e meraviglia della natura. Quasi sovrapponibile al monumentale indice della Naturalis Historia è lo smisurato repertorio svolto da De Biasi nel corso del lavoro di trent’anni a capo dei servizi fotografici di Epoca (1953-1983): popolazioni, paesi, istituzioni politiche, scienza, medicina e tecnologia, persino astronomia, nei laboratori della NASA prima della missione Apollo 11, e poi al ritorno degli astronauti. E, ovviamente, natura, intesa come campo d’indagine privilegiato per la comprensione e la conoscenza del mondo. Su tale aspetto, in cui l’impegno professionale si fonde con la personale passione, si focalizza la mostra “Mario De Biasi – Naturalis Historia”: foto di strutture naturali, fossero esse piante, minerali o animali, raccolte per sé o per lavoro nel corso dei mille viaggi attorno al mondo da fotoreporter. Geometrie riposte nelle nervature di una foglia come nella successione delle onde dell’oceano o nei fiumi di lava durante l’eruzione dell’Etna, a duemila anni da quella del Vesuvio di Plinio. Il Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bimillenario della nascita di Plinio il Vecchio, al quale partecipano alcune fra le maggiori autorità culturali italiane, è stato istituito con decreto ministeriale n. 87 del 20 febbraio 2023 dal Ministero della Cultura della Repubblica italiana con il compito di programmare, promuovere e curare lo svolgimento delle singole manifestazioni. Le Celebrazioni pliniane 2023-2024, che prevedono un ricchissimo programma di iniziative (programma completo al sito http://www.plinio23.it), sono appoggiate dalle più rilevanti associazioni culturali della Città e del territorio, fra cui il Teatro Sociale di Como con AsLiCo e la Società Palchettisti, Villa Carlotta, Parolario, il Museo della Seta, l’Associazione Villa del Grumello. Apertura al pubblico Venerdì 2 giugno ore 14 Orari di apertura mostra Tutti i giorni dalle 10 alle 13 dalle 14 alle 18 Biglietteria Biglietto intero € 10 | Gratuito sotto i 14 anni
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Intensificare l’azione contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata

Attualmente, uno stock ittico su tre è sovrasfruttato. Con la crescente domanda di alimenti acquatici, è fondamentale garantire che tutti gli stock siano gestiti in modo sostenibile. Per questo, il quarto meeting delle Parti della Fao e dell’Agreement on Port State Measures (PSMA) che si è tenuto dall’8 al 12 maggio a Bali e al quale hanno partecipato 200 delegati in rappresentanza di governi e ONG, ha deciso di intensificare gli sforzi per combattere la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU) estendendo le ispezioni sulle navi, scambiando informazioni a livello globale...

(greenreport)
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IMP in arrivo

IMP – Festival Internazionale di Fotogiornalismo, oggi alla sua quinta edizione, si è affermato tra i più grandi eventi italiani dedicati alla fotografia e come il primo Festival in Italia interamente dedicato al mondo del Fotogiornalismo: oltre 100 autori internazionali, provenienti da cinque continenti, sono già stati ospitati a Padova per incontrare gli oltre 10.000 richiamati ogni anno. L’edizione 2023, che si svolgerà dal 26 Maggio al 25 Giugno, sarà ulteriormente ampliata arrivando a presentare al pubblico le opere di oltre 40 autori internazionali, che ci guideranno nelle esposizioni allestite nelle più prestigiose sedi museali ed espositive della città, oltre ai quali si aggiungeranno altri eventi espositivi a corollario: ospiti d’eccellenza come il grande Uliano Lucas, uno dei padri fondatori del fotogiornalismo italiano, i direttori di FotoEvidence New York David Stuart e Svetlana Bachevanova, quattro workshop con alcuni dei più affermati autori sulla scena internazionale, e oltre 30 tra talk, visite guidate e conferenze aperte al pubblico. Tra le esposizioni principali il Festival ospiterà la straordinaria mostra Biafra: Anno Zero dedicata ad uno dei più iconici progetti del celebre fotoreporter Romano Cagnoni, recentemente scomparso. Ad affiancarla i capolavori dei vincitori del World Press Photo come le città aeroporto di Giulio di Sturco, il baby boom tra i guerriglieri della giungla colombiana raccontato dalla spagnola Catalina Martin Chico, il nazionalismo tra i giovani in Russia e negli Stati uniti dell’americana Sarah Blesener, l’incredibile dietro le quinte della Fashion Week senegalese negli scatti dell’inglese Finbarr O’Reilly. Sarà allestita anche l’imponente esposizione collettiva dedicata al primo anno di guerra in Ucraina, curata da FotoEvidence New York e firmata dai più grandi professionisti che hanno lavorato sul fronte: Paula Bronstein, Fabio Bucciarelli, John Stanmeyer, Narciso Contreras, Giulio Piscitelli, Diego Ibarra Sanchez e molti altri ancora. E ancora, tra le mostre proposte al pubblico, l’incredibile inchiesta sulla tratta di bambine dal Pakistan della fotografa indiana Smita Sharma, la guerra segreta del Laos del reporter Raffaele Petralla, il Kuwait surreale di Gabriele Cecconi e la mostra dedicata al premio ISPA promosso dall’agenzia Parallelozero per promuovere il tema della sostenibilità ambientale. L’evento nasce con la volontà di portare la città di Padova e il suo patrimonio artistico, architettonico e monumentale, sulla scena culturale nazionale e internazionale: sono infatti state individuate 8 sedi espositive principali, da Palazzo Moroni e Palazzo della Gran Guardia, alla Cattedrale Ex Macello e alla Galleria Cavour, facilmente collegate in un circuito accessibile per i visitatori che comprende i principali siti storici e i luoghi turistici più attrattivi della città. L’evento è ideato da Irfoss A.p.s. e realizzato con il contributo del Comune di Padova - Assessorato alla Cultura, promosso dall’Università degli Studi di Padova in collaborazione con Emergency, FotoEvidence with World Press Photo, AIRF, Prospekt Photographers e Parallelozero. Per informazioni: Tel. 049.693251 | Email info@irfoss.it | WS www.impfestival.com  
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Introducing Bavarder: A User-Friendly Linux Desktop App for Quick ChatGPT Interaction

Want to interact with ChatGPT from your Linux desktop without using a web browser?

Bavarder, a new app, allows you to do just that.

Developed with Python and GTK4/libadwaita, Bavarder offers a simple concept: pose a question to ChatGPT, receive a response, and promptly copy the answer (or your inquiry) to the clipboard for pasting elsewhere.

With an incredibly user-friendly interface, you won't require AI expertise (or a novice blogger) to comprehend it. Type your question in the top box, click the blue send button, and wait for a generated response to appear at the bottom. You can edit or modify your message and repeat the process as needed.

During our evaluation, Bavarder employed BAI Chat, a GPT-3.5/ChatGPT API-based chatbot that's free and doesn't require signups or API keys. Future app versions will incorporate support for alternative backends, such as ChatGPT 4 and Hugging Chat, and allow users to input an API key to utilize ChatGPT3.

At present, there's no option to regenerate a response (though you can resend the same question for a potentially different answer). Due to the lack of a "conversation" view, tracking a dialogue or following up on answers can be challenging — but Bavarder excels for rapid-fire questions.

As with any AI, standard disclaimers apply. Responses might seem plausible but could contain inaccurate or false information. Additionally, it's relatively easy to lead these models into irrational loops, like convincing them that 2 + 2 equals 106 — so stay alert!

Overall, Bavarder is an attractive app with a well-defined purpose. If you enjoy ChatGPT and similar technologies, it's worth exploring.

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LibreOffice 7.5.3 Released: Third Maintenance Update Brings 119 Bug Fixes to Popular Open-Source Office Suite

Today, The Document Foundation unveiled the release and widespread availability of LibreOffice 7.5.3, which serves as the third maintenance update to the current LibreOffice 7.5 open-source and complimentary office suite series.

Approximately five weeks after the launch of LibreOffice 7.5.2, LibreOffice 7.5.3 arrives with a new set of bug fixes for those who have successfully updated their GNU/Linux system to the LibreOffice 7.5 series.

LibreOffice 7.5.3 addresses a total of 119 bugs identified by users or uncovered by LibreOffice developers. For a more comprehensive understanding of these bug fixes, consult the RC1 and RC2 changelogs.

You can download LibreOffice 7.5.3 directly from the LibreOffice website or from SourceForge as binary installers for DEB or RPM-based GNU/Linux distributions. A source tarball is also accessible for individuals who prefer to compile the software from sources or for system integrators.

All users operating the LibreOffice 7.5 office suite series should promptly update their installations to the new point release, which will soon appear in the stable software repositories of your GNU/Linux distributions.

In early February 2023, LibreOffice 7.5 debuted as a substantial upgrade to the widely-used open-source office suite, introducing numerous features and improvements. These enhancements encompass major upgrades to dark mode support, new application and MIME-type icons, a refined Single Toolbar UI, enhanced PDF Export, and more.

Seven maintenance updates will support LibreOffice 7.5 until November 30th, 2023. The next point release, LibreOffice 7.5.4, is scheduled for early June and will include additional bug fixes.

The Document Foundation once again emphasizes that the LibreOffice office suite's "Community" edition is maintained by volunteers and members of the Open Source community. For enterprise implementations, they suggest using the LibreOffice Enterprise family of applications from ecosystem partners.

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PER RICORDARE TUTTI I LAVORATORI E I CITTADINI ASSASSINATI IN NOME DEL PROFITTO

Sabato 29 aprile 2023, ore 16 PRESIDIO davanti alla lapide di via Carducci a Sesto S. Giovanni L’amianto, uno dei tanti strumenti dello sfruttamento capitalistico: un assassino silenzioso di lavo-ratori e cittadini che ha ucciso ieri, uccide oggi e continuerà a farlo domani nell’indifferenza di pa-droni, istituzioni e governi. Gli assassini: i padroni e i managers che non hanno esitato a produrre e utilizzare questo cancero-geno di cui conoscevano benissimo gli effetti dai primi del Novecento; le istituzioni e i governi (di tutti i colori) che hanno sempre ignorato – e continuano a farlo...

(Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio Sesto S.Giovanni)
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Tecniche di sopravvivenza: il film estensibile per imballaggio

Il film estensibile per imballaggio, comunemente noto come pellicola in PVC, è un materiale molto versatile e per questo viene utilizzato in molti settori, come il commercio e la logistica. Tuttavia, potrebbe anche essere un materiale molto utile in situazioni di sopravvivenza e di emergenza. Su youtube si possono visionare molti i filmati interessanti al riguardo.

In primo luogo, il film estensibile può essere utilizzato per proteggere e conservare gli alimenti. In caso di emergenza o di situazioni di sopravvivenza, potrebbe essere difficile trovare cibo fresco o conservarlo a lungo termine. Con il film estensibile, è possibile sigillare e conservare gli alimenti in modo più efficace, riducendo il rischio di contaminazione e di deterioramento. Inoltre, il film estensibile può anche essere utilizzato per creare confezioni per il trasporto di cibo, come pacchetti di razioni di emergenza.

In secondo luogo, il film estensibile può essere utilizzato per proteggere le attrezzature e i materiali da esterni, come l’acqua o la polvere. In situazioni di emergenza o di sopravvivenza, può essere difficile proteggere le attrezzature da danni o intemperie. Con il film estensibile, è possibile sigillare e proteggere gli oggetti in modo più efficace, riducendo il rischio di danni o di perdita.

Il film estensibile può essere utilizzato per creare ripari temporanei. In situazioni di emergenza o di sopravvivenza, potrebbe essere necessario creare un riparo improvvisato per proteggersi dalle intemperie o dalle condizioni avverse. Con il film estensibile, è possibile creare un riparo temporaneo in modo rapido ed efficace, riducendo il rischio di esposizione alle condizioni esterne.

Infine, il film estensibile per imballaggio può anche essere utilizzato per costruire un’imbarcazione improvvisata in situazioni di emergenza o di sopravvivenza. Con il film estensibile, è possibile creare una struttura solida e resistente che può essere utilizzata come una barca galleggiante. Il film estensibile può essere utilizzato per creare una struttura resistente all’acqua. Questa soluzione può essere particolarmente utile in caso di necessità di attraversare un corso d’acqua o di raggiungere un’isola o una terraferma altrimenti inaccessibile.

Concludendo, il film estensibile per imballaggio può essere un materiale molto utile in situazioni di emergenza e di sopravvivenza. E’ importante ricordare che il film estensibile è un materiale limitato e che potrebbe non essere disponibile in situazioni di emergenza. Pertanto, è importante preparare qualche scorta per affrontare situazioni di emergenza e di sopravvivenza.

 

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Sopravvivere ad un incontro con un orso: come comportarsi.

Ci sono due specie di orsi che possono essere trovati in alcune zone dell’Italia: l’orso bruno (Ursus arctos) e l’orso marsicano (Ursus arctos marsicanus).

L’orso bruno vive in diverse parti d’Italia, tra cui le Alpi, gli Appennini e le aree montuose della Calabria. Si stima che ci siano circa 50-60 orsi bruni in Italia, la maggior parte dei quali vivono nelle Alpi. Gli orsi bruni sono grandi, robusti e hanno un manto marrone scuro e folto. Si nutrono di frutta, bacche, radici, insetti, piccoli mammiferi e occasionalmente di carcasse di animali più grandi.

L’orso marsicano, invece, è una specie endemica dell’Italia e può essere trovato solo nella regione dell’Appennino centrale, in particolare nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Si stima che ci siano circa 50 orsi marsicani in vita, il che lo rende uno degli animali più rari e minacciati in Italia. Gli orsi marsicani sono più piccoli degli orsi bruni e hanno un manto marrone chiaro e lungo. Si nutrono principalmente di erba, frutta, bacche e insetti.

Entrambe le specie di orsi in Italia sono protette dalla legge italiana e dall’Unione Europea e sono oggetto di programmi di conservazione per preservare le loro popolazioni e il loro habitat.

L’incontro con un orso può essere una situazione spaventosa e pericolosa. Tuttavia, se si seguono alcune linee guida di base, è possibile aumentare le possibilità di sopravvivenza. In questo articolo, esploreremo come sopravvivere all’incontro con un orso.

In primo luogo, è importante comprendere il comportamento degli orsi. Gli orsi possono attaccare se si sentono minacciati, se si avvicinano ai loro cuccioli o se cercano di prendere il loro cibo. Tuttavia, gli orsi di solito evitano gli esseri umani e attaccano solo quando si sentono minacciati o provocati.

Se si incontra un orso, è importante evitare di spaventarlo o provocarlo. Mantenere la calma, parlare in tono calmo e lento, e fare rumore per segnalare la propria presenza. Se l’orso sembra non curarsi della propria presenza, lentamente allontanarsi senza voltarsi.

Se l’orso sembra minacciare o attaccare, è importante avere un piano d’azione. In generale, ci sono due strategie principali: l’approccio passivo e l’approccio attivo.

L’approccio passivo consiste nel fare il minimo rumore possibile e cercare di allontanarsi lentamente dall’orso senza guardarlo negli occhi. Se l’orso attacca, è importante cercare di proteggere il volto e la testa, adottando una posizione fetale e cercando di rimanere immobili. Lasciare che l’orso si allontani prima di rialzarsi e allontanarsi.

L’approccio attivo consiste nell’essere più aggressivi e rumorosi, cercando di far allontanare l’orso. Urlare, agitare le braccia e lanciare oggetti, come pietre o bastoni, possono aiutare a spaventare l’orso e farlo allontanare.

In entrambi i casi, è importante ricordare che gli orsi sono animali selvatici e imprevedibili. Non provare mai ad avvicinarsi a un orso, non cercare di prendergli il cibo e non fargli mai del male. Rispettare la loro presenza e mantenere una distanza di sicurezza è il modo migliore per evitare un incontro pericoloso.

Negli stati uniti gli escursionisti usano portare con se uno spray al peperoncino apposito per gli orsi. Può essere acquistato online ma in Italia è illegale.

Lo spray al peperoncino per gli orsi è un deterrente non letale utilizzato per allontanare gli orsi da un’area senza ferirli. Questo spray contiene una miscela di peperoncino e acqua, che quando spruzzata in faccia all’orso, provoca irritazione agli occhi, al naso e alla gola, rendendolo temporaneamente incapace di attaccare o continuare il suo comportamento indesiderato.

L’utilizzo di uno spray al peperoncino potrebbe essere un’alternativa efficace all’uso di armi letali o al catturare e trasferire l’orso in un’altra area. Tuttavia, l’utilizzo dello spray al peperoncino richiede una formazione adeguata sull’uso corretto dello spray e sulla comprensione del comportamento degli orsi.

In generale, la maggior parte degli esperti consiglia di utilizzare lo spray al peperoncino solo come ultima risorsa, quando altri metodi di dissuasione non hanno funzionato o se l’orso sta attaccando. Inoltre, è importante comprendere che lo spray al peperoncino non funziona su tutti gli orsi, poiché alcuni possono essere meno sensibili alla sostanza irritante.

Per utilizzare lo spray al peperoncino in modo efficace, è importante essere consapevoli della direzione del vento e spruzzare lo spray a una distanza di almeno 6-8 metri dall’orso. Inoltre, è importante mantenere la calma e utilizzare lo spray solo se si è in pericolo immediato.

In conclusione, l’incontro con un orso può essere una situazione spaventosa e pericolosa. Tuttavia, seguendo alcune linee guida di base, è possibile aumentare le possibilità di sopravvivenza. Mantenere la calma, evitare di spaventare o provocare l’orso e avere un piano d’azione possono aiutare a evitare un incontro pericoloso e a sopravvivere in caso di attacco.

 

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Conservazione di benzina e diesel: come farlo correttamente per lunghi periodi

Conservare la benzina e il diesel per lunghi periodi può essere una sfida, poiché questi carburanti possono deteriorarsi nel tempo e diventare meno efficaci. Di seguito alcuni consigli per conservare la benzina e il diesel per lunghi periodi:

  1. Conservare in contenitori ermetici: la benzina e il diesel devono essere conservati in contenitori ermetici per evitare la fuoriuscita di vapori e la contaminazione da parte di acqua, polvere o altre sostanze.
  2. Aggiungere un additivo stabilizzatore: è possibile aggiungere un additivo stabilizzatore alla benzina o al diesel per proteggere il carburante da deterioramento e ossidazione. L’additivo aiuta a mantenere la qualità del carburante e a prevenire la formazione di depositi.
  3. Conservare in un luogo fresco e asciutto: la benzina e il diesel devono essere conservati in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce solare diretta e dalla fonte di calore. Un luogo ideale potrebbe essere un garage o un capannone.
  4. Riempire il serbatoio del veicolo: se si prevede di conservare il veicolo per un lungo periodo di tempo, è consigliabile riempire il serbatoio del veicolo con benzina o diesel per evitare la formazione di condensa.
  5. Effettuare la manutenzione regolare: è importante effettuare la manutenzione regolare del veicolo e del motore per evitare problemi di avviamento e di funzionamento. Ciò può includere l’uso di additivi detergente e la sostituzione periodica del filtro del carburante.

Riassumendo, per conservare la benzina e il diesel per lunghi periodi, è importante conservarli in contenitori ermetici, aggiungere un additivo stabilizzatore, conservarli in un luogo fresco e asciutto, riempire il serbatoio del veicolo e effettuare la manutenzione regolare del veicolo e del motore. Seguendo questi consigli, sarà possibile conservare il carburante in modo efficace e sicuro per lunghi periodi.

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Dengue: febbre spaccaossa

La dengue è principalmente endemica in regioni tropicali e subtropicali, come l’America Latina, l’Africa, l’Asia e il Pacifico.

Purtroppo, la dengue è in crescita in tutto il mondo, con circa 400 milioni di persone che contraggono la malattia ogni anno.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la dengue è una delle malattie a trasmissione vettoriale che cresce più rapidamente al mondo, con un aumento di oltre 30 volte dei casi segnalati negli ultimi 50 anni. Ciò è dovuto a una serie di fattori, tra cui il cambiamento climatico, la globalizzazione e l’urbanizzazione, che hanno aumentato la densità della popolazione e creato condizioni favorevoli alla riproduzione delle zanzare.

Inoltre, la dengue è una malattia complessa che può essere difficile da diagnosticare e trattare. Non esiste un vaccino specifico per la dengue e i trattamenti disponibili sono principalmente sintomatici, mirati a gestire i sintomi della malattia.

La malattia si sta diffondendo anche in alcune parti dell’Europa, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici e dell’aumento dei viaggi internazionali.

In particolare, sono stati segnalati casi di dengue in Spagna, Francia, Italia, Grecia e altri paesi europei. Tuttavia, questi casi sono generalmente limitati e non rappresentano un rischio significativo per la salute pubblica.

In Italia, sono stati segnalati pochi casi di dengue, ma la maggior parte di essi erano casi importati da paesi endemici. Ciò significa che le persone si sono infettate con il virus della dengue all’estero e hanno poi presentato sintomi in Italia. In generale, il rischio di contrarre la dengue in Italia è considerato basso.

La dengue è una malattia infettiva virale trasmessa dalle zanzare Aedes e può causare febbre, mal di testa, eruzione cutanea, dolori muscolari e articolari, e in alcuni casi, può portare a complicazioni potenzialmente letali come la sindrome da shock da dengue.

La dengue è spesso chiamata “febbre spaccaossa” a causa del dolore muscolare intenso che può causare, noto anche come “dolori muscolari da dengue”. Questa condizione è caratterizzata da un forte dolore muscolare, che può essere così intenso da far sentire come se le ossa del corpo stessero per spezzarsi. La febbre spaccaossa è uno dei sintomi più comuni della dengue e può durare da diversi giorni a diverse settimane. Non tutti i pazienti con dengue sviluppano la febbre spaccaossa, ma quando si verifica, può essere molto debilitante e influire sulla qualità della vita.

Il dolore muscolare da dengue è causato dalla reazione del sistema immunitario del corpo al virus della dengue, che può causare infiammazione e dolore muscolare. Questo dolore può essere così intenso da rendere difficile il movimento e può essere accompagnato da altri sintomi come mal di testa, nausea e vomito.

Per alleviare i sintomi della febbre spaccaossa, si consiglia di riposare, bere molti liquidi, assumere antidolorifici come il paracetamolo e applicare impacchi caldi o freddi sulla zona dolorante. In alcuni casi, i pazienti con dengue possono richiedere cure ospedaliere per gestire i sintomi e prevenire complicazioni più gravi.

Per prevenire la dengue, è importante prendere misure preventive per evitare le zanzare e ridurre le probabilità di essere punti. Ecco alcuni consigli per sopravvivere alla dengue:

  1. Evitare le punture di zanzara: indossare abiti a maniche lunghe e pantaloni lunghi, utilizzare spray repellenti per zanzare contenenti DEET, e dormire sotto zanzariere per evitare le punture di zanzara durante la notte.
  2. Eliminare i siti di riproduzione delle zanzare: le zanzare Aedes si riproducono in piccole quantità d’acqua stagnante, come secchi, bidoni dell’immondizia, e altri contenitori. Assicurarsi che non vi siano ristagni d’acqua nei dintorni della propria abitazione, svuotando regolarmente i contenitori di acqua stagnante e pulendo le grondaie.
  3. Monitorare i sintomi: se si risiede in un’area ad alto rischio dengue, è importante conoscere i sintomi della malattia e monitorare attentamente la propria salute. Se si sviluppano sintomi come febbre, mal di testa, eruzione cutanea o dolori muscolari, è bene rivolgersi immediatamente ad un medico.
  4. Mantenere un ambiente pulito: mantenere un ambiente pulito e igienico può aiutare a prevenire la diffusione della dengue. Pulire regolarmente la propria abitazione e l’area circostante, eliminare i rifiuti in modo adeguato e disinfettare le superfici.
  5. Evitare di viaggiare in zone ad alto rischio: se possibile, evitare di viaggiare nelle zone ad alto rischio di dengue, come le aree tropicali e subtropicali.

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La catastrofe ecologica nel Sud e nel Nord del mondo: come fermarla?

Un'iniziativa a Mestre, sabato 22 aprile
La catastrofe ecologica nel Sud e nel Nord del mondo: come fermarla? C’è una catastrofe ambientale globale in corso, misurabile da una serie di indicatori: riscaldamento globale, siccità, desertificazione, inquinamento delle acque, dei terreni, dell’aria, del sottosuolo, fenomeni climatici estremi, crescente scomparsa delle specie animali e vegetali, pandemie, etc. E se tutto ciò non bastasse, è arrivata la guerra in Ucraina che si è aggiunta alle decine di guerre già esistenti, con la prospettiva sempre più minacciosa di un conflitto mondiale. Questa catastrofe colpisce con particolare...

(Comitato permanente contro le guerre e il razzismo Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria – Blog Il Pungolo rosso)
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L'orso del Trentino

Da circa un ventennio gli amministratori del Trentino avevano deciso di riportare gli orsi nei boschi del proprio territorio, sradicandoli dai propri luoghi in Slovenia, attraverso un piano chiamato Life Ursus finanziato con soldi dell’UE. Il fine ultimo di ripristinare la biodiversità avrebbe potuto essere sostenibile se avessero programmato anche di istruire gli umani a conviverci e rispettarli. Invece pare che sia rimasto soltanto un richiamo, nel grande parco nazionale Adamello Brenta dalle bellezze mozzafiato, per i turisti più audaci, trasformando alcuni poveri orsi in fenomeno da baraccone....

(Pasquale Aiello)
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L'inceneritore

“Siamo con i comitati e la loro proposta di alternative. Il referendum è una furbizia, altroché democrazia”. Saremo con i cittadini e le cittadine il 19 aprile, alle 17:00, in Campidoglio per ribadire, dopo un anno dall’annuncio del Sindaco Gualtieri, il nostro NO ad un impianto inutile, antieconomico, obsoleto, dannoso per la salute, basti guardare a Brescia dove c’è stato un incremento del 12% delle malattie tumorali ed un forte SI ad una gestione virtuosa del rifiuto che parta dalla riduzione all’origine e passi per il riutilizzo dell’esistente, vere e proprie miniere di materie...

(Elena Mazzoni, segretaria federazione Roma-Castelli-Litoranea Elio Romano, resp. ambiente segreteria federazione)
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Scoprendo Ghirri

Il mio personale omaggio a Luigi Ghirri , cercando umilmente di imparare la sua lezione, trarre vantaggio “visivo” dalla sua poetica, riprodurre quello che in fondo è stato sempre davanti a noi eppure era invisibile. E’ forse la grande lezione di Giorgio Morandi: il ricominciare a guardare le cose come una riconfigurazione dello sguardo stesso..Un'occhiata dovuta alla mia Sicilia, della cui bellezza ogni qualsiasi aggettivo risulterà inadeguato a descrivere una dea eternamente al sole.
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Carlo Riggi "Essere HOLGA"

Inaugura giovedì 13 aprile alle ore 18 presso il nuovo Spazio Ardire di Piazzale Nizza 3 a Milano la mostra fotografica “Essere HOLGA” di Carlo Riggi, dedicata al nome della storica fotocamera che ha appassionato generazioni di fotografi a partire dal 1982, anno della sua comparsa sul mercato, e che è rimasta a lungo il simbolo di un particolare modo di fare fotografia. L’esposizione, a cura di Giusy Tigano e organizzata da GT Art Photo Agency in occasione dei suoi primi dieci anni di attività, si svolgerà contemporaneamente, ma con differenti proposte fotografiche, anche presso la Libreria Hoepli di Milano di Via Ulrico Hoepli 5, dove venerdì 14 alle ore 11.00 Carlo Riggi firmerà le copie del libro fotografico che porta lo stesso titolo della mostra, “Essere Holga”, e dal quale sono state tratte tutte fotografie in mostra. Il volume, edito da EBS (pagine 150) e in vendita in tutte le librerie italiane, è testimonianza viva e sintesi narrativa di un legame molto speciale tra l’autore e la sua fotocamera preferita, che ha condizionato fortemente non solo il linguaggio ma anche l’essenza stessa della ricerca fotografica, della poetica e della sensibilità creativa del fotografo. Il fil-rouge che tiene insieme le 110 fotografie in bianco e nero che compongono il volume, delle quali 60 in mostra (42 da Spazio Ardire e 18 da Hoepli) non è un tema o un soggetto particolare, ma la capacità creativa e interpretativa del fotografo in relazione intima con questo apparecchio spartano, essenziale, antimoderno, i cui limiti oggettivi diventano amplificatori sensoriali, capaci di mettere in contatto in modo unico le immagini prodotte con le risonanze emotive di autore e fruitore. Come scrive Giusy Tigano nell’introduzione al libro, “Assecondando negli anni l’identità stessa dell’autore, Holga ha saputo descriverla fedelmente e con generosità attraverso il tempo, appagandone i bisogni creativi e la necessità di autorappresentarsi, tracciandone la crescita come fotografo e l’evoluzione personale”. La scelta di organizzare una mostra “diffusa” da parte di due realtà che operano da tempo nell’ambito della fotografia – GT Art Photo Agency e Libreria Hoepli - ha consentito di allestire due esposizioni contemporanee e speculari dello stesso autore ma organizzate con opere diverse, che offrono una selezione corposa del lavoro di ricerca espressiva condotto da Carlo Riggi con questa particolare fotocamera nell’arco della sua vita e che si ritrova anche nel libro fotografico. Tutte le opere esposte possono essere acquistate come stampe fine art in edizione limitata, certificate e firmate in originale dall’autore, rivolgendosi all’Agenzia GT Art Photo Agency che ne cura la vendita in esclusiva. Carlo Riggi / Nota biografica Psicologo psicoterapeuta, Carlo Riggi vive e lavora a Milazzo (ME). Appassionato di Fotografia, Carlo Riggi espone le sue opere fin dagli anni Novanta. Accompagnando la sua ricerca sull’inconscio con la ricerca in Fotografia, coniuga i suoi interessi esplorando i processi creativi sottesi alla realizzazione e alla fruizione dell'opera fotografica. Nel 2004 viene selezionato tra i migliori giovani fotografi d’Italia per esporre a Rivoli (TO) all'interno di una retrospettiva dedicata a Mario Giacomelli. Autore di diversi articoli di critica fotografica, ha collaborato con diverse riviste come “Gente di Fotografia”, “Nadir Magazine” e “Fotografia E[È]Cultura”. Ha pubblicato libri e articoli di argomento psicoanalitico e fotografico. Nel 2013 inizia la sua collaborazione con GT Art Photo Agency, agenzia fotografica di Milano che ne cura in esclusiva la produzione fotografica. La sua fotografia rivela una natura intima, votata all'interiorità, fuori dal coro delle mode. Mai assoggettate ai dettami estetici comuni, le sue immagini risultano profondamente asservite alla ricerca dell'emozione pura, diventando punto di avvio di derive narrative e nuovi percorsi di senso. Con il libro “Il segno e la Forma” ha formalizzato le linee guida di questo modo di concepire la fotografia, dando il via alla Corrente artistica denominata “Fotografia Transfigurativa”. Orari di apertura con ingresso libero: SPAZIO ARDIRE Milano Piazzale Nizza 3 (Sc. 3, Cit. 40 / 44) Da lunedì a sabato 15.00-18.00 / domenica 10.00-12.30 e 15.30-18 LIBRERIA HOEPLI Milano Via Ulrico Hoepli 5 (Spazio mostre) Da lunedì a venerdì 10.30-19.00 / sabato 10.00-19.30
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Il vaiolo degli scoiattoli grigi sta decimando gli scoiattoli rossi del Galles

Gli ambientalisti: gli scoiattoli rossi del Galles rischiano di essere spazzati via a meno che non venga sviluppato un vaccino Gli scoiattoli rossi (Sciurus vulgaris) in Galles sopravvivono in soli tre siti e, nell’inverno appena passato, in una di quelle aree il vaiolo ne ha ucciso fino all’80% e quasi 11.000 persone hanno firmato una petizione che chiede al governo autonomo gallese di finanziare la ricerca di vaccini. Il governo di Cardiff ha risposto che esaminerà «Prove emergenti e opportunità per sostenere al meglio le popolazioni». A portare il virus del vaiolo dello scoiattolo,...

(greenreport)
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call attive in aprile

Segnaliamo Tre call attive in aprile per Reportage, Street photography e Travel photography.   Fino al 15 maggio è attiva la call gratuita per il 4° Corigliano Calabro Fotografia Book Award, una Call for Dummies per la selezione di un progetto fotografico autoriale da produrre gratuitamente come Libro. l’Associazione Culturale Corigliano per la Fotografia in partnership con Photographers.it ha lanciato la call nell’ambito del Festival Corigliano Calabro Fotografia 2023, previsto dal 29 giugno al 2 luglio 2023. L’obiettivo è dare la possibilità al fotografo vincitore di avere prodotto e promosso il proprio progetto fotografico, che verrà realizzato, stampato e pubblicato dall’Associazione come volume cartaceo e presentato in anteprima al Festival. Gli autori premiati nelle precedenti 3 edizioni sono stati Umberto Verdoliva con “la cantata dei giorni dispari”, Stefano Pia con “Non è l'America” e Francesco Faraci con Atlante Umano Siciliano. Tutte le info a http://www.photographers.it/articolo/4-corigliano-calabro-fotografia-book-award-2660.html   In occasione della prima edizione di SANREMO STREET PHOTO FESTIVAL (dal 23 giugno al 2 luglio) è attiva fino al 31 maggio 2023 la call per immagini singole e storie di street photography, in collaborazione con ISP – Italian Street Photography. La call, attiva tra il 1 aprile e il 31 maggio 2023, servirà ad individuare e selezionare i vincitori delle due categorie, SINGLE SHOTS e STORIES. Dopo il 31 maggio avverranno le selezioni; le immagini singole della categoria SINGLE SHOTS verranno giudicate da una commissione formata da Roberto Bianchi, presidente associazione SpaziVisivi, Angelo Cucchetto, editore di Cities, Federica Berzioli, cordinatore di Il Fotografo, Orietta Bay, curatrice e docente, e Mario Mencacci, fotografo. Le serie della categoria STORIES verranno giudicate dalle due redazioni di CITIES e IL FOTOGRAFO, presenti anche al Festival. Tutte le info a www.sspf.it/contest-g Sono attive le call per TRAVEL TALES AWARD, l’iniziativa estesa per la promozione di progetti autoriali legati alla Fotografia di Viaggio, in collaborazione con la rivista  Il Fotografo,  il gruppo TravelGlobe,  i festival Corigliano Calabro Fotografia, Colorno Photo Life, Plovdiv Photo Salon, e la OTTO Gallery di Roma. la CALL generale per PORTFOLIO E STORIE sarà attiva fino al 16 luglio 2023, ma a fine aprile chiude la call per TTA WORLD PICS, dedicato alle foto singole:  partecipare alle selezioni è facile, basta pubblicare prima del 30 aprile 2023 una foto di viaggio (potente, iconica, significativa, curiosa, rara, unica, insomma che sia un’immagine di valore), su Instagram con l'hashtag #TTA2023. le 100 immagini selezionate concorreranno a ben DUE mostre collettive a due importanti festival di fotografia. Scopri tutti gli sbocchi editoriali ed espositivi in palio a https://traveltalesaward.com/iniziative/ e https://traveltalesaward.com/it-world-pics-2023/
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SANREMO STREET PHOTO FESTIVAL

Nella suggestiva cornice del Forte di Santa Tecla, voluto dalla Repubblica di Genova per reprimere le ribellioni popolari del 1753, costruito in soli 12 mesi e affacciato sul porto della Città dei fiori, dal 23 giugno al 02 luglio 2023 si svolgerà la prima edizione del “SANREMO STREET PHOTO FESTIVAL”. Una 10 giorni ricca di incontri e suggestioni che vedranno come assoluta protagonista la fotografia contemporanea di strada in molte delle sue più interessanti declinazioni. Tra mostre, photo walk, letture portfolio, talk di approfondimento e momenti di incontro con i fotografi e gli esperti del settore il weekend inaugurale del Festival offrirà un programma ricco di opportunità per il pubblico sanremese e per i turisti che in questi primi giorni d’estate affolleranno la Riviera. L’Opening del Festival avrà luogo venerdì 23 giugno alle 18,00, con una presentazione del programma generale della manifestazione e speach dedicati ai singoli autori ospiti. L’obiettivo La manifestazione si propone di diventare un vero punto di riferimento nel panorama della  Street Photography italiana e non solo, e nasce da un’idea dell’Associazione SpaziVisivi , che da tempo anima le iniziative culturali  in ambito fotografico nella città dei Fiori, in collaborazione con il MIC Direzione Regionale Musei Liguria – Forte Santa Tecla,  e con il Patrocinio del Comune di Sanremo e della Regione Liguria “Il mondo si muove velocemente – dichiara Roberto Bianchi , Presidente dell’associazione SpaziVisivi -  e chi meglio dei fotografi di strada può raccontarci al meglio questi cambiamenti!”. I protagonisti Un parterre di  autori di primissimo piano animerà il Festival in questa  edizione di esordio. Tra i 13 protagonisti in mostra nelle suggestive sale interne del Forte Santa Tecla e presenti dal vivo per incontrare il pubblico degli appassionati e raccontare la loro scelta di campo in ambito fotografico, troveremo: Maude Bardet, Richard Bram, Gerard e Mathilda Dubois, Massimiliano Faralli. Julie Hrudova, Salvatore Matarazzo, Mario Mencacci, Stefano Mirabella, Alessandro Prato Atko, Valerie Six, Valeria Tofanelli e Umberto Verdoliva. Il contest In occasione della prima edizione di SANREMO STREET PHOTO FESTIVAL viene lanciata una call per immagini singole e storie di street photography, in collaborazione con ISP-  Italian Street Photography e IL FOTOGRAFO. La call, attiva tra il 1 aprile e il 31 maggio 2023, servirà ad individuare e selezionare i vincitori delle due categorie, SINGLE SHOTS e STORIES: per la categoria SINGLE SHOTS, il vincitore assoluto verrà premiato con un buono d’acquisto Amazon del valore di euro 400, e i primi 10 classificati compariranno con la loro opera in una mostra collettiva all’interno dell’edizione 2023 del Festival, al Forte Santa Tecla. per la categoria STORIES le storie classificate prima, seconda e terza verranno pubblicate come portfolio su un prossimo numero della rivista IL Fotografo o come serie sul numero 13 di Cities, in uscita a fine anno. Dopo il 31 maggio avverranno le selezioni; le immagini singole della categoria SINGLE SHOTS verranno valutate da una giuria composta da Roberto Bianchi, presidente associazione SpaziVisivi, Angelo Cucchetto, editore di Cities, Federica Berzioli, cordinatore di Il Fotografo, Orietta Bay, curatrice e docente, e Mario Mencacci, fotografo. Le serie della categoria STORIES verranno giudicate dalle due redazioni di CITIES e IL FOTOGRAFO, e vi sarà anche la possibilità di una sessione in presenza per la lettura dei progetti direttamente al Festival, che permetterà a fotografi e appassionati presenti nel weekend di mostrare le proprie serie direttamente alle due redazioni. La scelta finale dei tre progetti verrà quindi comunicata successivamente. Le iniziative Nel primo weekend del 24 e 25 giugno alcuni degli Autori presenti terranno dei ws pratici in giro per la città, con un programma strutturato in modo che un appassionato possa seguire più di un autore. Il programma dei ws verrà fornito entro i primi di maggio 2023. In quel weekend  sarà presente la redazione di Cities al completo, che presenterà il nuovo numero del magazine, CITIES 12.  Anche la redazione del IL FOTOGRAFO sarà presente, con il nuovo numero dedicato alla Street! La redazione di Cities proporrà inoltre un forum che coinvolgerà Autori, curatori, esperti con tavole rotonde dedicate a macro aree che riguardano il mondo della street photography. Il format sarà in effetti un evento nell’evento, trasmesso in diretta anche sui canali social dal partner tecnico Hangar Fotografico. Saranno presenti anche alcuni tra i più conosciuti Blogger del settore, come Gianluca De Dominici di Street Rover, che curerà la parte narrativa del parterre del festival con interviste agli autori e testimonianze del pubblico. Nel secondo weekend del 1 e 2 luglio verranno offerte proiezioni di progetti degli Autori e presentazioni di libri di Fotografia, con speach dedicati con gli autori moderati da Orietta Bay. Naturalmente il pubblico potrà visitare le mostre, aperte fino alla conclusione del festival. In quel Weekend Massimiliano Faralli e Mario Mencacci  proporranno uno spettacolare ws a 4 mani, con uscita a Montecarlo. Il dettaglio sul programma del Festival verrà fornito  a breve. Media Partner ISP - Cities - www.italianstreetphotography.com Il Fotografo -  https://ilfotografo.it/   Spazivisivi Piazza Martiri 1 - 18038 Poggio di Sanremo (IM) Tel 346/6644041  info@spazivisivi.it Sito del Festival www.sspf.it
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NOTTE ITALIANA - Milano, la notte e la città

"NOTTE ITALIANA - MIlano, la notte e la città" Nei mitici anni '60 Adamo cantava "la notte, mi fa impazzire", e "La notte" è anche il titolo del celebre film di Michelangelo Antonioni. Anche il Palo della Banda dell'Ortica, protagonista dell'omonima canzone di Enzo Jannacci, era "fisso, che scrutava nella notte", e si potrebbero trovare infinite altre citazioni - musicali, cinematografiche e letterarie - che testimonino quanto la notte sia, nel bene e nel male, un'interprete appassionata, versatile ed eclettica di tutte le atmosfere metropolitane, protagonista incontrastata, suggestiva e intrigante della vita di ogni città. Quindi ho pensato di raccontare Milano attraverso alcune scene non convenzionali che mi sono venute incontro casualmente durante le mie peregrinazioni notturne, in cui ho cercato di fare tabula rasa di qualsiasi conoscenza personale della mia città per riuscire a immedesimarmi nel ruolo di una turista straniera alla ricerca di qualcosa di indimenticabile, vale a dire alla ricerca di scene ed elementi particolari che fossero ben lontani dalle immagini tradizionalmente usate per raccontare questa città. Così è nata questa breve sequenza di fotografie che ho scattato e poi elaborato nel corso degli anni che vanno dal 2013 al 2018, e che ritraggono una Milano notturna reale ma insolita, che rappresenta la città com'è nella mia mente, nella mia coscienza, nei miei sogni segreti. (Donatella Sarchini - 29 marzo 2023)
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STANNO IMPOSTANDO IL MERCATO DEL FUTURO: QUELLO DEI TRAPIANTI. ECCO UN MIO VECCHIO ARTICOLO CON PREZZI IMBATTIBILI

STANNO IMPOSTANDO IL MERCATO DEL FUTURO: QUELLO DEI TRAPIANTI A PAGAMENTO CHE È’ LA ( FINORA) MIGLIORE APPROSSIMAZIONE TROVATA ALL’IMMORTALITÀ’. PAGANDO S’INTENDE.

LA CRISI INTERNAZIONALE DIVENTA DI CIVILTÀ E AFFIORA NELLE MANIERE PIÙ IMPENSATE . ECCO DUE ESEMPI. di Antonio de Martini

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SIAMO AL BIVIO DI UNA ESCALATION MOLTO PERICOLOSA TRA DUE ELEZIONI : MAGGIO 23 E GENNAIO 24. UNO POTREBBE PERDERE LA TESTA.

TRA LE ELEZIONI PRESIDENZIALI TURCHE DEL 14 MAGGIO E QUELLE DI TAIWAN DEL PROSSIMO GENNAIO SI GIOCA CON TORTUOSE ALLEANZE NELLE URNE IL DESTINO DELLA PACE.

Il primo e l’ultimo scoglio da superare senza finire in un allargamento del conflitto, riguardano entrambi il proibire l’accesso ai mari aperti per Russia ( il Mediterraneo) e Cina ( il Pacifico).

L’Asia, potenza terrestre bicefala, ha bisogno di impadronirsi di porti e rotte marittime non soffocate dalle potenze marinare – USA e alleati- mentre queste spendono risorse , intessono reti, ricorrono alla pirateria, per evitare che la Cina , la fabbrica del pianeta, e la Russia, miniera del mondo, riescano a bypassarli sui liberi mercati e ne rendano inutili gli sforzi ultradecennali per mantenere l’ intermediazione progettuale, commerciale , finanziaria, valutaria e di difesa che li ha arricchiti per tutto lo scorso secolo, caratterizzato dalla disponibilità di lavoro asindacalizzato e materie prime a basso costo che l’Asia fornisce grazie a istituzioni robustamente condotte su sudditi rassegnati.

Il sistema si é retto sulla bipartizione del lavoro: occidente che possiede, finanzia e commercializza in nome del principio della libertà di commercio e oriente che produce e accetta crescite economiche al rallentatore.

Da qualche anno, lo abbiamo raccontato negli articoli pubblicati sul blog questa settimana ( su Cina e Giappone) i paesi asiatici, in questo secolo, hanno imparato la lezione dalla violenza subita per abbracciare il libero commercio , sono diventati da imitatori, innovatori, hanno abbandonato ogni ideologia e sono diventati formidabili concorrenti commerciali dei paesi occidentali che credevano intoccabili le loro posizioni privilegiate.

Si é verificato in grande, insomma, quel che é avvenuto da noi in Italia, nella grande distribuzione: la Cirio o la Barilla hanno aperto nuovi mercati di prodotti e i supermercati, gestendone la clientela, conoscendo i produttori e la logistica, la politica dei prezzi, hanno creato prodotti identici a costo inferiore, senza affrontare le spese di ricerca, personale comunicazione e riducendo i costi di intermediazione grazie alla conoscenza del paese e la distribuzione dei clienti.

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ANCHE IL GIAPPONE FU CONVINTO AL LIBERO COMMERCIO CON LA FLOTTA E IL SUO SUPER SUCCESSO AL NUOVO GIOCO, SCHIACCIATO CON LE ATOMICHE.

CENTOSETTANTA ANNI FA, IL COMMODORO MATTEW PERRY DELLA MARINA USA CONVINSE MANU MILITARI IL GIAPPONE AD APRIRSI AI COMMERCI. DA ALLORA LO STOP AND GO CON CUI TENTANO DI RALLENTARNE LA CRESCITA.

Una decina di anni dopo che la flotta inglese piegò la Cina alle esigenze del «  libero commercio » , specie dell’oppio, la Marina da guerra USA, si presentò con quattro navi da guerra e – a nome del presidente Millard Fillmore– consegnò una lettera ultimatum: accettate il libero scambio o vi bombardiamo.

Il Giappone, come la Cina, surclassati dalla superiorità tecnologica anglosassone, si piegarono a firmare trattati di commercio «  ineguali » e iniziarono il loro processo di ammodernamento, specie delle FFAA.

Mezzo secolo dopo, la flotta giapponese sbaragliava quella Russa a Tsushima allarmando il mondo occidentale che tentò in un primo momento negoziati limitativi del nuovo arrivato e quaranta anni dopo li annichiliva con due bombe atomiche sganciate in quattro giorni.

Schiacciati i « paesi giovani » ( Germania, Giappone e Italia) e regolato il nuovo ordine mondiale per ottanta anni, gli USA hanno fatto appello proprio agli sconfitti della seconda guerra mondiale per attuare una politica di «  Containement » a carico di due dei vincitori della guerra passata che a loro volta brigano per un posto al sole: CIna e Russia.

Degli accadimenti occidentali e del riarmo tedesco e italiano, sappiamo l essenziale. Meno noto quel che sta avvenendo in Oriente, dove il Giappone – ottenuto il via libera dagli USA- ha stanziato 315 miliardi di dollari per il prossimo quinquennio raddoppiando gli stanziamenti della Difesa, per far fronte all « espansionismo cinese» assieme alla Corea del Sud e alle Filippine, ma é fuori dubbio che la decisione USA di riarmare il Giappone ( col triplo dei fondi stanziati dalla Germania) é la notizia più importante dell’emisfero ed ha suscitato più sospetti tra gli alleati ( Taiwan, Corea del Sud, Filippine, Indonesia, tutti vittime dei giapponesi nel conflitto scorso), che tra i cinesi.

Si tratta del secondo grande contrordine lanciato al Giappone. All’indomani della guerra, non si lesinarono sforzi per ottenere la conversione delle industrie belliche dalla produzione di carri armati a quella di automobili, e lavatrici. L’azzeramento dei bilanci della difesa produsse un effetto moltiplicatore sulle produzioni «  civili » e oggi Hiroshima e Nagasaki si presentano come due modernissime città rispetto a New York che mostra segni di obsolescenza in tutti i servizi pubblici ( dalla raccolta dei rifiuti e a traporti e illuminazione ) .

Gli anni ottanta videro già un Giappone capace di produrre a costi minori merci e servizi di maggior pregio coi quali invasero anche gli USA.

Il secondo «  contrordine » sta arrivando e – complice la periodica minaccia della Corea del Nord e dei suoi periodici test missilistici a lunga gittata, il Giappone ha fatto più volte proposta di riarmare e mirato a diventare una potenza nucleare.

Finora la resistenza americana in materia ha tenuto, ma l’annuncio del mega stanziamento giapponese e il nuovo ruolo della Cina nell’agone internazionale , le sue ambizioni geostrategiche, il riarmo navale lasciano ritenere che una escalation nell’area del Pacifico sia imminente e , con essa, l’autorizzazione ad esercitare l’opzione nucleare anche per i figli del Sol Levante.

315 miliardi di dollari sul quinquennio rappresentano il terzo stanziamento del mondo per armamenti , dopo gli USA e la Cina e già l’Australia h appena ottenuto di dotarsi di sommergibili a propulsione nucleare. Il primo ministro nipponico Fumio Mishida in un discorso alla base militare di Asaka ( a nord di Tokyo) ha parlato alle truppe di « progressi tecnologici impensabili » Fino a pochi anni fa.

Di certo, non pensava alle alabarde.

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I CINESI CERCANO LA RIVINCITA SULLA LIBERTÀ DI COMMERCIO DAL 1842. VI RICORDA QUALCOSA?

di Mario Maldini

TRARRE DALLA CINA LE RISORSE PER TENERE L’INDIA……questa sentenza, mirabile nella sua sintesi, venne pensata da qualcuno, in Inghilterra, all’inizio dell Ottocento.

Mentre in Europa infuriavano le guerre napoleoniche. e gli inglesi combattevano per la vita e per la morte, quelli fra loro che si occupavano di Oriente guardavano lontano dal vecchio continente, consapevoli che la sorgente del loro potere e della loro ricchezza stava da quelle parti.

Dominare l’India, per gli inglesi che l’avevano presa da pochi anni in modo fortunoso, quasi fortuito, era come per un gatto dominare un cinghiale: occorreva aguzzare l’ingegno. Tanto per cominciare occorreva avere le risorse per pagare gli indiani mansueti e castigare quelli riottosi alla dominazione britannica.

La Cina era, già allora, la nazione più popolosa del mondo, e anche la più ricca: un mercato ( come pensano gli anglo ) di trecento e trenta milioni abitanti. I cinesi però non desideravano trafficare con gli stranieri, erano dominati da un Imperatore disinteressato a quel che accadeva fuori dai suoi confini, vendevano sì molti prodotti ai mercanti europei, ma non compravano  da loro quasi niente. Così, ogni anno, fiumi di argento e oro fluivano da tutto il mondo per acquistare merci cinesi; non si poteva continuare in questo modo. I cinesi avevano anche uno sguardo razzista sugli europei; al massimo erano barbari cotti ( che avevano assorbito qualcosa di cinese), ma di solito erano barbari crudi  ( tutti gli altri ). Massimo disinteresse, insomma, da parte dell’Impero Celeste, verso la crescente penetrazione europea in Asia, in un tempo nel quale le cineserie erano di gran moda in Inghilterra, Francia  e negli altri paesi.  

Così, dopo qualche decennio di tentativi e falliti approcci tesi ad aprire la Cina al commercio europeo e inglese, questi ultimi passarono all’azione. Nel 1839 inizia la Guerra dell’Oppio; britannici ( e francesi ) bombardano i porti cinesi, nel 1841 prendono Canton e la restituiscono dietro pagamento di un riscatto.   Gli europei hanno navi e cannoni potenti, sulle coste fanno quel che vogliono, vincono sempre, umiliano i cinesi, che cominciano a pensare che l’Imperatore Manchu  avesse perso il favore del Cielo, il che in Cina significava la fine della dinastia.

I cinesi si oppongono alla penetrazione europea soprattutto su un punto: il libero commercio dell’oppio nel loro paese, il modo scelto per riequilibrare la bilancia dei pagamenti. I cinesi comprano quantità enormi di oppio, il consumo si diffonde, gli europei glielo portano dall’India, se lo fanno pagare bene; come gradito sottoprodotto ottengono la disgregazione della società locale e possono sostenere che i cinesi sono inferiori perché sono un popolo di drogati marci.

Fra i più accaniti nel volere la guerra, il liberale Lord Palmerston, capo del governo inglese. Dopo varie tragedie, nel 1860 il consumo dell’oppio diventa legale in Cina. Nel frattempo era scoppiata la Rivoluzione Tai Ping ( significa Regno della Pace) ; 

 un profeta autoproclamato che sosteneva di essere fratello di Gesù, incendia la Cina profonda con istanze comunitarie e contadine. Venne represso da inglesi, francesi ed eserciti imperiali cinesi ( in tal caso d’accordo ) che massacrarono decine di milioni di persone.La libertà di commercio e la libertà di delinquere coincidono, in questa lunga storia cinese, che loro chiamano Il Secolo dell’Umiliazione;  lo schema può essere assimilato alla sequenza Rivoluzione Colorata – Intervento Militare straniero – Riclassificazione dell’Illecito che diviene Diritto e Norma.

Non per una volta ma di continuo; occorre vendere “ prodotti sconosciuti ieri, indispensabili oggi, superati domani “   come notò un contemporaneo.  Fiacca la risposta dei cinesi che avevano tutto contro: a fine secolo i patrioti si organizzano e danno vita alla Società del Pugno e dell’Armonia, che gli europei chiamarono con disprezzo Rivolta dei Boxer, come se si fosse trattato di una sommossa di sportivi invasati.

 Le successive generazioni cinesi, che si trovarono a vivere in un paese asservito allo straniero, impoverito, umiliato, sprofondato nella dipendenza dalla droga, seppero trovare la via della Riscossa.

Nel 1911 l’Imperatore fu deposto, e fu proclamata la Repubblica, guidata da Sun Yat Sen, dichiarato estimatore di Mazzini e Garibaldi.

Poi le guerre contro i giapponesi, la proclamazione del regime comunista, la rinascita della Nazione, a prezzo di un mare di morti.

Nella Cina moderna non entra più l’oppio britannico, gli stranieri che commettono reati non vengono più giudicati da tribunali del loro paese. Le navi, i magazzini e gli edifici di ogni genere che inalberassero una bandiera di qualche stato europeo ( si potevano comprare tranquillamente) erano sottratti ad ogni norma di diritto cinesi; oggi sono lontani ricordi, non dimenticati però.

 Europei e cinesi ricchi vivevano in paradiso, il 99 per cento dei cinesi era precipitato all’inferno, noi chiamammo questo Libertà di Commercio. Era soprattutto   Libertà di Delinquere: oggi  chiamiamo GLOBALIZZAZIONE  e  AFFERMAZIONE  DEI DIRITTI CIVILI  le stesse cose.

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Aldo Moro: un sequestro, una cappa di piombo e un sogno

Wu Ming 1: voce

Luca Demicheli: basso elettrico e loop machine

Melologo basato sull'improvvisazione, eseguito dal vivo il 3 marzo 2023 alla Casa del Popolo di Sottolongera, Trieste, nell'ambito della serata«Da La Q di Qomplotto a Ufo 78», organizzata dal collettivo Burjana.

Testi tratti dal romanzo di Wu Ming Ufo 78 (Einaudi, Torino 2022), capitolo 13, Primo movimento, «Roma, giovedí 16 e venerdí 17 marzo», e 6, Terzo movimento, «Torino, martedí 9 maggio».

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E’ LA VALMY ASIATICA. LA CINA SI FA PORTAVOCE DI DUE TERZI DEL MONDO: DALLA RUSSIA ALL’INDIA, DALL’AZERBAJAN ALLO YEMEN.

Nel ventesimo anniversario dell’attacco all’Irak, Il Presidente cinese XI Jinping ha piazzato tre “ banderillas” sul dorso del toro americano distratto dal panno rosso: la ripresa delle relazioni diplomatiche tra Iran e Arabia Saudita, la visita di Stato a Mosca ad onta del “ mandato d’arresto” CPI a Putin e la visita in Cina dell’ex presidente di Taiwan.

A conclusione, la ciliegina sulla torta : “ Nessun paese può dettare l’ordine mondiale,” vecchio o nuovo che sia. Non si poteva dir meglio.

L’annuncio della ripresa dei rapporti diplomatici tra sauditi e iraniani con la mediazione cinese, mi ha ricordato la battaglia di Valmy contro la prima coalizione.

Non successe praticamente nulla, cannoneggiamenti lontani, una scaramuccia con quattrocento morti, ma gli storici l’hanno identificata come il momento in cui la rivoluzione francese fece il suo ingresso in Europa.

Il compromesso Iran-Arabia ha identica valenza. Ha dato diritto di cittadinanza alla politica di rifiuto dell’uso della forza, alla scelta indiana della neutralità e rivitalizzato i paesi non allineati a partire dall’Azerbaijan ultima recluta. La prossima tentazione potrebbe averla la Turchia.

Con questa mossa. La Cina é comparsa sul palcoscenico del mondo mediorientale come autorevole arbitro imparziale, partner affidabile e patrono dell’idea di sicurezza collettiva. Non c’é stato bisogno di sconfessare le politiche dei vari Kerry, Bush, Obama, Clinton, Trump, Biden. A ricordarli, é rimasto solo Netanyahu, sconfessato dall’ex capo del Mossad Efraim Halevy ( su Haaretz) che propone un appeasement con l’Iran con toni che riecheggiano Kissinger.

Con la visita a Mosca XI Jinping ha delegittimato la pagliacciata della Camera Penale Internazionale, ormai specializzatasi nei mandati di arresto a carico dei nemici degli Stati Uniti ( Hissen Habré, Gheddafi, Milosevic, ) e gestita da un mercante di cavalli pakistano tipo Mahboub Ali.

Poi, con la prossima visita di dieci giorni dell’ex presidente di Taiwan, Ma Ying Jeou, ha mostrato di non aver bisogno di dar voce al cannone per affermare la consustanziazione tra l’isola e il continente e di considerare superato l’uso della forza in politica estera, inutile l’accerchiamento dell’AUKUS nel Pacifico, assennando con questo un colpo contemporaneo anche alla mania russa di imitare servilmente gli americani anche – e sopratutto- nei difetti.

Da giovedì, Putin dovrà scegliere tra l’accettazione dei dodici punti del piano di pace cinese e l’isolamento internazionale. La strategia sarà però quella cinese che considera la guerra uno strumento obsoleto e non la brutalità cosacca vista finora.

Come potrà l’ONU rifiutare il ruolo di sede arbitrale del mondo che la Cina gli offre senza squalificarsi definitivamente ? I paesi del Vicino e Medio Oriente, dopo i pesantissimi tributi di sangue pagati per decenni, sono ormai tutti consapevoli e convinti della inutilità delle guerre – dirette come con lo Yemen o per procura come con la Siria- e della cruda realtà delle rapine fatte a turno a ciascuno di loro:Iran, Irak, Libia, Siria, con la violenza e agli altri paesi dell’area con forniture , spesso inutili, a prezzi stratosferici: Katar, Arabia Saudita, o col selvaggio impadronirsi di risorse minerarie come col Sudan e la Somalia.

Certo, senza il conflitto in atto che ha predisposto alcuni schieramenti ( specie africani) e senza la capacità di mobilitazione di quindici milioni di uomini, la voce della Cina non risuonerebbe alta come rischia di accadere, ma anche con questo accorgimento, assieme alla discrezione assoluta di cui hanno goduto i colloqui di Pechino, l’effetto sarebbe minore, ma ugualmente evocativo in un mondo che non sente il bisogno di una dittatura a matrice primitiva.

Ora Biden, tra un peto e l’altro, dovrà decidersi a leggere i dodici punti di XI e smettere di litigare con Trump sul costo di una puttana, oppure affrontare il mondo intero col sostegno di Sunak e Meloni.

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I sabotaggi dei gasdotti Nord Stream hanno messo a rischio focene e merluzzi del Baltico

Le esplosioni hanno smosso i sedimenti tossici di una discarica sottomarina della guerra fredda Le guerre, oltre ad avere gravi impatti sulle vite umane e sulle infrastrutture, hanno anche ripercussioni sull’ambiente, che devono essere valutate e documentate. Il 26 settembre 2022, autori sconosciuti – gli occidentali dicono un commando ucraino, i russi e un’inchiesta giornalistica del premio Pulitzeri Seymour Hersh un’azione militare organizzata da statunitensi e norvegesi che hanno piazzato bombe a tempo con la copertura di manovre navali NATO – hanno deliberatamente fatto saltare...

(Greenreport)
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«Aristodemo Cocconi», terzo racconto in musica estratto da «Veglione rosso»

Un audioracconto per ognuno dei dodici correggesi uccisi dai fascisti prima della Seconda guerra mondiale, le cui storie sono raccontate in Veglione rosso; uno per ognuno dei dodici mesi del 2023. Testi di Wu Ming 2, musiche di Stefano Pilia e dell'Ensemble Concordanze.

Aristodemo Cocconi nasce il 7 marzo 1880 e vive a Canolo di Correggio, dove possiede un podere insieme alla moglie e ai due figli. Contadino di mestiere,è anche socio della latteria sociale e molto attivo nella cooperazione così come nel sindacato.

È militante del Partito socialista, come lo sono il padre e il fratello Giovanni, assessore della giunta socialista di Correggio. Nell’agosto del 1920 i Cocconi sono in prima fila durante uno sciopero, in occasione del quale un interminabile corteo di contadini manifesta in bicicletta.

La vita militante della famiglia Cocconi attira così l’attenzione degli agrari e delle loro squadracce fasciste.
Il 14 agosto 1921, due noti fascisti correggesi gli sparano alla testa a pochi metri da casa,mentre altri nello stesso momento incendiano la casa del fratello, che il 15 aprile dell’anno seguente sarà nuovamente vittima di violenza, colpito da un attentato dinamitardo, fortunatamente senza esito mortale.

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Agenzia di Moda, piccola o grande

Scegliere un’agenzia di moda piccola o una grande? Questo sembra proprio un vero e proprio dubbio amletico ma in realtà è una scelta alla quale tutti coloro che vogliono entrare nel mondo della moda o del cinema prima o poi si pone. La moda ed il cinema sono due settori molto sviluppati nello stivale quindi è normale che l’agenzie di moda sono molto diffuse un po' su tutto il territorio nazionale. Bisogna tenere presente due elementi importanti quando si va a scegliere l’agenzia moda: la sua serietà e la sua grandezza. In realtà non si può tracciare un vero e proprio discrimine tra le grandi e le piccole agenzie perché vi sono degli aspetti positivi in entrambe le tipologie. Vi sono differenti correnti di pensiero che portano verso una soluzione rispetto ad un’altra anche se è necessario comprendere meglio cosa significa affidarsi ad una agenzia in base alle sue dimensioni. Agenzia di moda di grandi dimensioni: tutte le caratteristiche  Quando si parla di agenzie grandi e molto ben affermate si intendono colossi nel campo della moda che forniscono modelle e modelli per i principali clienti in Italia e nel mondo quindi si parla di un mondo che in pochi riescono a vedere. Non si deve infatti essere un professionista con anni di esperienza ma si deve anche esser disposti ad orari massacranti ed un’ottima conoscenza delle lingue straniere naturalmente l’inglese in primis. Queste potrebbero essere le buone notizie perché quelle brutte sono davvero poco simpatiche. Non è per niente facile riuscire ad ottenere degli incarichi per queste agenzie perché può essere molto complicato farsi selezionare. Proprio per la loro natura internazionale i provini sono molto selettivi tanto che è estremamente difficile essere ammessi. Altri aspetti negativi sono i pagamenti che molto spesso tendono ad essere posticipati di qualche mese dopo la conclusione della prestazione. Questi inoltre vengono decurtati in base alle spese che sono state affrontate dall’agenzia durante il lavoro. Allora conviene rivolgersi ad una di piccole dimensioni? Un’agenzia di moda piccola, come altre strutture, possono essere più apprezzate di altre rispetto ad una più grande perché a ragione o a torto dà quel aspetto di essere curato con maggiore attenzione di una grande agenzia. In effetti in questo caso potrebbe essere solo una diceria perché sono quelle che riescono ad offrire lavoro con maggiore intensità. Non bisogna farsi strane idee perché se opti per questa soluzione è molto difficile che diventerai famosa ma avrai la possibilità di guadagnare dal tuo sogno, cosa non da poco. Si deve quindi essere molto pragmatici e puntare su un obiettivo che è più facilmente raggiungibile. Inoltre la cosa interessante è che quasi mai queste agenzie richiedono il contratto d’esclusiva quindi è possibile lavorare come freelance per altre agenzie e clienti. Alla fine in questo modo si va a guadagnare del denaro per vivere e magari anche per metterne da parte. Quindi scegliere un’agenzia di moda piccola o una grande? La risposta a questa domanda è estremamente soggettiva perché le persone tendono ad avere delle differenti priorità. Mentre le aspirazioni possono essere uguali ciò che varia da individuo ad individuo è il modo con cui si vede il mondo. Se quindi vuoi diventare famosa e sognare il mondo patinato allora devi procedere con le agenzie di moda grandi mentre se vuoi abbassare le aspettative ma con la possibilità di avere più facilmente degli ingaggi allora la scelta non può che essere per una di piccole dimensioni. Sicuramente la scelta alla fine deve farla la persona che vuole cominciare la propria carriera in questo mondo anche se bisogna ricordare che qualche volta non è conveniente  mirare troppo in alto.
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BIDEN ABBASSA LA CRESTA. DA “CI SARANNO CONSEGUENZE” A ” VOGLIAMO COMPETERE”

ALL’INTERVENTO A MUSO DURO DEL NUOVO MINISTRO DEGLI ESTERI QUIN GANG , IL GOVERNO USA ABBASSA I TONI E CERCA DI RAFFREDDARE LA POLEMICA. SI RIVELA LA TIGRE DI CARTA PROFETIZZATA DA MAO.

Il tono minaccioso e la lista delle posizioni criticabili della Cina rispetto alla guerra Ucraina ( mancata condanna della Russia all’ONU, rafforzamento della collaborazione economica russo-cinese, possibilità di invio di armi e munizioni ai russi) si sono dissolte come neve al sole.

Il tono irritante del dipartimento di stato e i solenni avvertimenti a non toccare Taiwan anche. Lo sceriffo si é reso conto di avere a che fare con un osso duro ed é diventato più conciliante. Niente più oscure minacce di ritorsioni: qua la mano !

Nel link sottostante troverete il testo che Biden finse di snobbare, inducendo molti alla imitazione, e che adesso dovrà imparare a memoria. E’ il decalogo cinese per essere coerenti col concetto di pace.

https://corrieredellacollera.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=35641&action=edit

In effetti, la storia degli Stati Uniti é caratterizzata dalla violenza e dall’espansione il suo budget assomma al 40% di quello di tutti i paesi del mondo messi insieme ed hanno 800 basi militari sparse in paesi esteri, senza contare le flotte. Difficile dire che lo fanno per la pace.

Aver fatto notare queste verità che sono sotto gli occhi di tutti, la Cina si é vista sbeffeggiare dal presidente Joe Biden che ha snobbato il documento, implacabile ma pacato. Poco dopo il nuovo ministro degli Esteri cinese, ha cambiato il tono ed ha dichiarato che se gli USA continueranno con questi comportamenti miranti a soggiogare, prima psicologicamente, poi economicamente, la Cina, ” lo scontro sarebbe inevitabile”. Una notizia d’agenzia ha fatto circolare la cifra dei coscritti possibili: 20 milioni.

Gli USA – che sono già stati impressionati dal richiamo alle armi di trecentomila uomini fatto dalla Russia e memori della definizione di “unwise” data da Henri Kissinger all’atteggiamento bullesco di affrontare due crisi in contemporanea – hanno cambiato tono e smesso di cercare di stanare la Cina. Ancor oggi non sono riusciti a capire fino a che punto il celeste impero sia coinvolto con l’impero del male. Il timone punta a neutrale.

XI JINPING ha infatti confermato che non c’é stata nessuna cessione di armi ai duellanti, non ha dedicato una sola riga all’Europa e si é concentrato sui temi anticinesi degli USA: Taiwan, TIK TOK vessata quotidianamente, Huawei, le strumentali campagne per i diritti umani a favore degli Uiguri ( una delle sedici etnie presenti in Cina); la costruzione di una catena strategica attorno alla Cina ( AUKUS) , mirante a mortificarla nel suo mare, l’appoggio dato alla Filippine per il contenzioso per le isole Spratly, il riarmo accelerato giapponese. Tutte questioni sollevate ( o risollevate) dagli USA nell’ultimo anno miranti a indebolire XI.

La superiorità intellettuale cinese ha fatto fronte a tutte questi ostacoli affrontati senza ai usare toni aggressivi.

In questo secondo link troverete un estratto di un documento americano che tratta a un dipresso degli stessi temi del cinese, ma lo fa concentrandosi sulla Russia, al punto che affronta la situazione globale senza mai nominare Cina e India, nel tentativo di affrontare un avversario alla volta. Forse pensano che i cinesi siano tanto sciocchi da non averci pensato.

https://corrieredellacollera.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=35317&action=edit

L’ultimo link é al più completo documento Rand sulla Russia: Extending Russia ci ho messo un pò a capire che intendevano l’espansione delle spese russe a causa di guerre e rivolte ( indicate analiticamente) fino al punto da provocarne il crollo. Ed é qui che risalta il concetto di competitive advantage, ossia ottenere un vantaggio competitivo provocando una proxy war ( guerra per procura). Non si sono resi conto che , a partire da oggi, molti, sentendo parlare di competition la prenderanno per un sinonimo di guerra. Dovranno spolverare il vocabolario.

https://www.rand.org/pubs/research_reports/RR3063.html

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4 Corigliano Calabro Fotografia Book Award

Nell’ambito del Festival Corigliano Calabro Fotografia 2023, previsto dal 29 giugno al 2 luglio 2023, l’Associazione Culturale Corigliano per la Fotografia in partnership con Photographers.it lancia la call per il 4° Corigliano Calabro Fotografia Book Award, una Call for Dummies  per la selezione di un progetto fotografico autoriale da produrre gratuitamente come Libro. Tema della call: progetti di reportage fotografico, focalizzati su tematiche etiche e sociali in Italia, sia come fotografia documentaristica sia come ricerca. L’obiettivo è dare la possibilità al fotografo vincitore di avere prodotto e promosso il proprio progetto fotografico, che verrà realizzato, stampato e pubblicato dall’Associazione come volume cartaceo e presentato in anteprima al Festival, quest’anno in programma dal 29 giugno al 2 luglio 2023. ATTENZIONE, i progetti sottoposti NON devono già essere stati pubblicati come libro,  conditio sine qua non per l’adesione alla call. Il progetto sarà premiato al Festival alla presenza dell’autore invitato dal presidente della commissione giudicante Francesco Cito, che con il patron del Festival Gaetano Gianzi e l’owner di Photographers.it Angelo Cucchetto sceglieranno e decreteranno il vincitore dopo la chiusura della call, prevista per il 15 maggio 2023. Il progetto vincitore dell’anno scorso è stato  “la cantata dei giorni dispari” di Umberto Verdoliva, omaggio dell’autore a Napoli, che lo ha accolto negli ultimi anni come sede di lavoro, e inno lirico  ad una delle più belle città del mondo. Il progetto vincitore della seconda edizione del premio nel 2021 è stato  Non è l'America di Stefano Pia, divenuto un libro di successo  apprezzato da molti appassionati di Fotografia e che ha trasformato il suo autore in un testimone per la sua città e la sua regione, orgoglio ben riposto. Il vincitore della prima edizione del premio nel 2020 è stato Francesco Faraci con Atlante Umano Siciliano, pubblicato nel  2020, un affresco sulla sua terra di grande spessore poetico, per un autore ormai ben apprezzato nel settore. L’alto livello e spessore dei precedenti progetti vincitori è di buon augurio per la quarta edizione, siamo sicuri arriveranno progetti in gara molto interessanti. www.coriglianocalabrofotografia.it   Cos’è una Call for dummies? È una selezione progettuale per un libro fotografico che l’autore presenta in pdf: un progetto con l’ossatura definita, anche se non rifinita e pronta per la stampa. Il “dummy” verrà valutato dalla giuria e il vincitore avrà l’opportunità unica di vedere il suo progetto finalizzato, pubblicato, presentato al Festival e promosso. REGOLAMENTO 01. CALL Il “4° Corigliano Calabro Fotografia Book Award” si svolge nell’ambito del Festival Corigliano Calabro Fotografia 2023 ed è promosso dall’Associazione Culturale Corigliano per la Fotografia in partnership con Photographers.it.  La selezione è aperta a tutti gli ambosessi maggiorenni e si sviluppa su un’unica sezione dedicata a progetti fotografici personali. Il tema generale della call è: progetti di reportage fotografico, focalizzati su tematiche etiche e sociali in Italia, sia come fotografia documentaristica sia come ricerca. 02. ISCRIZIONE Le selezioni del concorso iniziano il 20 febbraio 2023 e si concludono alla mezzanotte del 15 maggio 2023. L’iscrizione alle selezioni è gratuita. Gli autori devono presentare un “dummy”, ovvero un progetto del libro in formato pdf di massimo 64 pagine. Ogni autore è libero di impaginare il libro come preferisce, utilizzare il testo e scegliere lo stile fotografico che desidera, ma I formati delle pagine accettati sono: verticale od orizzontale A4 (21 x 29,7 cm) o Quadrato (20×20 cm). Per iscriversi è sufficiente spedire entro la mezzanotte del 15 maggio 2023 ESCLUSIVAMENTE via wetransfer (https://wetransfer.com/, gratuito) il file PDF, scrivendo nel messaggio anche tutte le info relative all’autore (nominativo, telefono, indirizzo) alla mail angelo@photographers.it.  Lo staff del contest si riserva di richiedere all’autore selezionato le foto del libro in alta risoluzione e post prodotte. 03. SELEZIONE I progetti proposti verranno valutati e selezionati da una commissione composta da: Francesco Cito, Fotografo e presidente della commissione Gaetano Gianzi, patron del Festival Corigliano Calabro Fotografia Angelo Cucchetto, owner di Photographers.it Entro il 31 maggio 2023 verrà deciso e contattato il vincitore, ed il suo progetto sarà prodotto e verrà presentato dalla commissione in anteprima al Festival Corigliano Calabro Fotografia 2023, quest’anno in programma il dal 29 giugno al 2 luglio 2023. Il libro verrà poi finalizzato e stampato in tiratura limitata a cura dell’associazione. Le decisioni dell’associazione culturale Corigliano per la Fotografia e della commissione sono inappellabili. 04. PREMIO Il vincitore assoluto riceverà una proposta di pubblicazione con regolare contratto editoriale per il libro, che sarà prodotto e pubblicato in edizione limitata dall’Associazione culturale Corigliano per la Fotografia e promosso sui canali di dall’associazione e del circuito di Photographers.it Il libro conterrà una breve introduzione scritta di Francesco Cito. Il vincitore inoltre sarà premiato con un soggiorno gratuito in camera doppia di 2 notti a Corigliano in occasione della presentazione del libro, nell’ambito del Festival Corigliano Calabro Fotografia 2023. 05. DIRITTI D’AUTORE I progetti inviati alla Call non verranno usati in alcun modo, ma i partecipanti potranno essere contattati dall’Associazione culturale Corigliano per la Fotografia in merito a possibili altri sbocchi espositivi ed editoriali per i progetti più meritevoli. L’autore selezionato e premiato concederà all’associazione una licenza d’uso completa, non esclusiva, irrevocabile e a tempo indeterminato per il libro prodotto. L’associazione mantiene i diritti di utilizzare le immagini del progetto nell’ambito delle proprie attività associative senza fini di lucro. L’autore, il cui nome verrà sempre indicato, mantiene comunque i diritti morali sulla propria opera nonché la proprietà intellettuale della stessa. 06. ACCETTAZIONE DEL REGOLAMENTO Con l’iscrizione alla Call, l’Autore accetta il presente regolamento e dichiara di possedere la paternità e i diritti di utilizzo dell’immagine presentata e le eventuali necessarie liberatorie. 07. ANNULLAMENTO DELLA CALL Se per qualsiasi motivo la raccolta dei progetti non è in grado di funzionare come previsto, a causa di infezioni da virus informatici, bug, worm, trojan, attacchi, manomissioni, interventi non autorizzati, frodi, guasti tecnici o qualsiasi altra causa che corrompa o influenzi la gestione, la sicurezza, la correttezza, l’integrità o il corretto svolgimento della selezione stessa, Corigliano per la Fotografia si riserva il diritto, a propria esclusiva discrezione, di squalificare qualsiasi individuo che alteri il processo di iscrizione, e/o di annullare, interrompere, modificare o sospendere la call.
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DEP Bypass II - EasyRMtoMP3Converter

Introduzione Secondo articolo della serie DEP Bypass, target: EasyRMtoMP3Converter. Altri post in questa serie: DEP Bypass I - Vulnserver TRUN L’ordine non è casuale, se non viene spiegato qualche dettaglio è perchè è stato spiegato in articoli precedenti. Consiglio di partire dal primo e proseguire in ordine. Lab Setup Per avere un ambiente ad hoc serve: VM con Windows 10 a 32 bit, potete trovarlo qui (se accedete con un computer Windows dovete cambiare l’user agent con Linux/Mac).
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DEP Bypass I - Vulnserver TRUN

Introduzione La Data Exectution Prevention (DEP) è una funzione di protezione della memoria inserita da Windows XP in poi e consente al sistema di contrassegnare una o più pagine di memoria come non eseguibili. Ciò significa che il codice non può essere eseguito da quella regione di memoria, il che rende più difficile lo sfruttamento di buffer overflow. Se un’applicazione tenta di eseguire codice da una pagina di dati protetta, si verifica un’eccezione di violazione dell’accesso alla memoria e, se l’eccezione non viene gestita, il processo chiamante viene terminato.
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«Agostino Zaccarelli», secondo racconto in musica tratto da «Veglione rosso»

Chitarra, fisarmonica e voce sono le tre protagoniste sonore del secondo melologo che abbiamo ricavato da Veglione rosso. Manca il violencello– e soltanto alla fine, col dodicesimo racconto, spiegheremo il motivo di quest’alternanza tra i tre strumenti. Per ora ci limitiamo a dire che c’è una logica, parallela – o meglio: isomorfa – rispetto a quella che si nasconde nei testi. A voi scoprirle!

Agostino nasce nel 1899 da una famiglia di vecchie tradizioni socialiste. Già nel 1914 partecipa alle riunioni antimilitariste che i socialisti organizzavano in tutto il comune. Inizia quindi da giovanissimo a essere militante e tutti gli attribuiscono grandi capacità oratorie, con le quali riesce a entusiasmare giovani e anziani. Diventa dirigente del Circolo giovanile socialista di Correggio e, in campo provinciale, amico e spalla del segretario Camillo Montanari. Successivamente, l’esperienza militare gli dà modo di conoscere molti altri dirigenti del movimento giovanile che cominciavano a elaborare un pensiero più propriamente comunista, ispirandosi alla corrente gramsciana de L’Ordine Nuovo. Al congresso giovanile del luglio 1920, il suo discorso riceve le pubbliche lodi degli onorevoli Prampolini, Storchi e Zibordi. È poi tratto in arresto per aver partecipato, ancora soldato, a un convegno del giornale «L’Avanguardia».

Viene ucciso all’ingresso del cortile della Casa del popolo di Correggio, come il suo compagno Mario Gasparini, l’ultimo giorno dell’anno 1920.

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LOGOS et ICONOS

Star-ring in collaborazione con DivergenteMente ETS e DIS-EQUALITY APS lancia, a conclusione del progetto 100 parole x 100 fotografi, uno straordinario evento benefico in cui la fotografia e la parola incontrano la realtà della vita di persone “divergenti” dalla norma . 100  Parole x 100 fotografi, il progetto culturale fortemente voluto da Star-ring che si è concretizzato in una collana di 4 volumi, il quarto e ultimo in uscita a marzo 2023, dedicati al  fecondo incontro tra logos e iconos, è giunto al suo step finale. Il progetto che ha visto la partecipazione complessiva di 100 fotografi e ha raccolto partecipazioni eccellenti come quella di Michele Smargiassi, autore del saggio in quattro puntate collocato in apertura di ogni volume della collana, punta ad una conclusione prestigiosa. L’evento finale con cui si celebrerà il successo del progetto 100 parole x 100 fotografi sarà così articolato: LOGOS et ICONOS, una mostra collettiva in cui verrà esposta una significativa selezione delle opere prodotte durante il progetto 100 parole x 100 fotografi  (www.100parolex100fotografi.it/) dai 100 fotografi partecipanti.    Parteciperanno alla mostra 25 autori con 25 opere in grande formato. La mostra sarà ospitata dal 16 al 23 marzo presso Still Fotografia a Milano. Il 24, 25 e 26 marzo  il progetto sarà presentato in uno stand dedicato al Mia Fair (https://www.miafair.it/) con un depliant illustrativo e copie dei 4 volumi, per illustrare alla platea degli addetti ai lavori il progetto e la sua finalità benefica in modo particolare. L’opening della mostra da Still Fotografia previsto per il 16 marzo alle 18.30 sarà un evento nell’evento. Le opere in mostra infatti,  in tiratura limitata e numerata 2/5 (la prima copia già prenotata dagli autori) saranno acquistabili con prenotazione direttamente sul sito del progetto www.100parolex100fotografi.it/ tra il 16 marzo e il 31 marzo,  e il ricavato verrà devoluto a sostegno delle iniziative messe in campo in tema di inclusione da DivergenteMente ETS (https://divergentemente.webnode.it/)  e DIS-EQUALITY APS (https://dis-equality.webnode.it/). Gli Autori in mostra La mostra LOGOS et ICONOS  presenta 25 opere, stampate in grande formato, dei 25 autori Attilio Bixio, Susy Cagliero, Gabriele Calamelli, Adriano Cascio, Alessandro Cirillo, Michele Di Donato, Giovanni Firmani, Corrado Formenti, Roberto Gabriele, Giuliana Gibelli, Mario Lensi, Roberto Menardo, Simona Ottolenghi, Giovanni Paolini, Marco Parenti, Pia Parolin, Mattia Pasini, Gianni  Pezzotta, Alessandro Rosati, Andrea Scirè, Claudio Spoletini, Carlo Traini, Nico Vigenti, Mario Voria, Alessandro Zaffonato. Ogni opera sarà in mostra anche nella sezione dedicata LOGOS et ICONOS www.100parolex100fotografi.it/logos-et-iconos/, prenotabile e quindi acquistabile in tiratura 2/5 con stampa fine art, nei formati decisi dagli autori (tendenzialmente 60x40) tra il 16 e il 31 marzo 2023. Le 25 opere offrono esempi notevoli delle possibili correlazioni tra Fotografie e Parole, matrimonio di lunga data spesso difficile, che ha subito in 150 anni mutamenti ciclici ed evoluzioni impensabili.  Ogni copia 2/5 di ogni opera è acquistabile con un contributo alle associazioni di euro 150, e verrà successivamente spedita controfirmata e numerata dall’autore all’acquirente benefico. IL progetto benefico DivergenteMente - Percorsi & Progetti ETS, è un'associazione che opera a livello nazionale, nel campo della advocacy (formativa e informativa) sulle neurodivergenze. L'obiettivo dell'associazione è quello di contribuire a modificare il paradigma culturale imperante sulle meurodivergenze, che porta a considerarle come realtà da adeguare alla norma ad ogni costo.  In qualità di Main-partner del progetto 100 parole x 100 fotografi in questa fase finale L’ETS ha scelto di devolvere i fondi raccolti in parti uguali a: “DOCTOR IS IN”, lo  sportello informativo online per le famiglie delle persone ( bambini/e e ragazzi/e) neurodivergenti ( Autistici , adhd , apc , dop , doc  pda, hikikomori) che si propone di fornire informazioni e consulenze  sulle tematiche fondamentali per le famiglie  come : il percorso diagnostico ( come  e dove avviarlo), il percorso terapeutico ( come e  dove avviarlo), i diritti scolastici e i rapporti con la scuola ( sostegno , educatore alla comunicazione , Pei e Pdp), il parent e il sibling training ( come e dove  avviarlo) il tutoring domestico (come e dove trovare un tutor , come sceglierlo). Lo sportello offrirà in due giorni alla settimana, per 4 ore con slot prenotabili di 15 minuti una prima consulenza d’indirizzo del tutto gratuita. Un punto di partenza efficace dal quale le famiglie potranno avviare il loro percorso personale all’interno dle mondo delle neurodivergenze in modo efficace e corretto.  "AMARETERAPIA", il progetto messo a punto dal 2012 da DIS-EQUALITY APS che si propone di offrire un percorso di possibilità alle persone con disabilità, (fisica e/o psichica), per praticare sport legati al mare come la vela, il nuoto, la subacquea, la canoa, il canottaggio, la pesca. Ad oggi DIS-EQUALITY ha portato in mare più di 1.500 persone con disabilità incluse in equipaggi accessibili e diversamente uguali. Alcune di queste straordinarie persone accompagnate dal presidente e Fondatore di DIS-EQUALITY Berti Bruss, saranno presenti all’opening della Mostra il 16 marzo alle 18.30 presso Still Fotografia coi loro skipper e ci racconteranno le magnifiche emozioni che l’esperienza di libertà dell’andare a vela in mare  aperto per intere giornate  ha  regalato loro. www.100parolex100fotografi.it/ https://divergentemente.webnode.it/ https://dis-equality.webnode.it/
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DIVULGARE LA CULTURA E LA REALTÀ DEI NATIVI AMERICANI: LA MISSION DELLA ATTIVISTA MILANDRI

Basta ascoltarla parlare, o leggere uno dei suoi libri, per capire che Raffaella Milandri ha dedicato, da 15 anni a questa parte, tutte le sue energie vitali alla causa dei Nativi Americani e, più in generale, dei Popoli Indigeni. “Non sono nata scrittrice, fotografa e giornalista, ma lo sono diventata, per poter divulgare la importanza della diversità e della multiculturalità, che sono le vere e uniche maestre di vita, in questo mondo in cui ci si schiera solo da una parte o dall’altra, senza dialogo e senza voler ascoltare l’altro. Ho sempre avuto la passione dei Popoli Indigeni e dei Nativi Americani, sin da piccola quando leggevo Tex Willer e, da ragazza, Jack London. Dopo un periodo come direttore commerciale e amministratore aziendale, ho lasciato tutto e ho iniziato a viaggiare per conoscere le realtà che tanto mi affascinavano. Finiti i soldi,  son tornata a lavorare per mantenere economicamente la mia passione e la mia curiosità”. Tra il 2006 e il 2018, la Milandri scatta oltre 100.000 fotografie, durante i suoi viaggi in Alaska, in Papua Nuova Guinea, in Camerun, India e tanti sperduti angoli di mondo, sempre alla ricerca di Popoli da salvare, di diritti umani da salvaguardare. Mentre la macchina fotografica e la telecamera diventano sue compagne inseparabili, per documentare inchieste scottanti e a volte molto pericolose, inizia, dal 2011, la sua produzione letteraria: il suo sguardo è diretto come la sua scrittura, mossa da una curiosità vorace verso la dicotomia “Popoli Indigeni”, ossia “gli altri”, e “Popoli Occidentali”, ossia “noi”.  La diversità di cultura la annichilisce, rimanendo conquistata dai Popoli Indigeni e in particolare dai Nativi Americani, e soffrendo nel paragonare il loro di stile di vita e la loro filosofia al “nostro”, che le sembra a volte sterile e troppo materialista. Se la colonializzazione è stata l’inizio dei mali di questo mondo, oggi la globalizzazione appare ugualmente devastante e dominatrice, non portando benefici ma soprattutto spazzando via culture e differenze solo in nome delle risorse naturali, del consumismo, insomma del denaro. Le potenze coloniali sono state sostituite da multinazionali e entità sovranazionali che pilotano gusti, consumi, ma anche abbigliamento, linguaggi, religioni, educazione. E, quindi, cultura. “Ho scritto molto negli ultimi dieci anni, ho scritto disperatamente per divulgare le voci e le testimonianze che ho ascoltato, i messaggi che ho raccolto in remoti villaggi di popoli discriminati, di cui molti ignorano l’esistenza. Ho promosso petizioni e campagne: per i Dongria Khond in India, per i Bakà in Camerun, per i Nativi Americani, per la ILO 169”. Chiediamo alla Milandri se i suoi appelli siano stati ascoltati: “Ho realizzato presto, pur avendo avuto alcuni spazi in tv nazionale, che siamo, in Italia senz’altro, troppo incentrati su noi stessi per prestare la dovuta attenzione a problematiche internazionali. Tranne magari le guerre, il terrorismo e i cambiamenti climatici, che fanno più audience di popoli a rischio di estinzione”. Raffaella Milandri ha realizzato un nuovo libro sui Nativi Americani, di cui negli anni è diventata una dei massimi esperti italiani; le domandiamo di illustrarcene i contenuti: “In Italia, ma anche all’estero, i Nativi Americani sono oggetto di una disinformazione incredibile. Chi pensa che siano quasi estinti, chi crede che vivano ancora nei teepee. Eppure ci sono, anzi con il Census 2020 sono risultati oltre nove milioni negli Stati Uniti. Ci sono centinaia di tribù e riserve, di diverse tipologie, pur se la maggioranza di loro vive in aree metropolitane, al di fuori delle riserve. Studiano, lavorano, cercano di proteggere la loro cultura e le loro usanze. Ho voluto realizzare una Guida alle Tribù e Riserve Indiane degli Stati Uniti, non solo per divulgare preziose informazioni  storiche, legislative e culturali, ma anche per poter aiutare il turismo nelle riserve, e quindi le economie tribali”.
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L’Italia tra sicurezza energetica e transizione ecologica

Roma, 15/02/2023, Aspenia

A un anno dall’inizio della guerra in Ucraina, che ha sconvolto un mondo energetico già in forte tensione dopo la ripresa post-Covid, l’Europa si trova di fronte a un “trilemma”: da un lato deve affrontare la questione della sicurezza energetica, trascurata negli anni precedenti a favore dei progetti di green deal; da un altro ha la necessità di realizzare, con obiettivi realistici e concreti, la transizione verde che resta, dal punto di vista dell’Unione, un grande volano di crescita potenziale; infine non può ignorare il tema della sostenibilità economica della tran

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