Un nuovo super microscopio svela la vita dentro le cellule


I'm very pleased to announce the release of a new version of GNU PSPP. PSPP is a program for statistical analysis of sampled data. It is a free replacement for the proprietary program SPSS.
Changes from 2.0.1 to 2.1.0:
Please send PSPP bug reports to bug-gnu-pspp@gnu.org.
Il Gruppo Gedi e il Gruppo Sae comunicano di aver firmato il contratto preliminare di cessione a quest'ultimo de La Stampa. Lo riferisce una nota, secondo cui la cessione comprende anche le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale, nonchè le attività di staff e di supporto alla redazione.
L'acquisizione avverrà attraverso un veicolo di nuova costituzione, controllato dal Gruppo Sae, nel quale si prevede anche l'ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest. Il progetto, prosege la nota, mira a garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l'indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio. Il perfezionamento dell'operazione è previsto entro il primo semestre del 2026. La cessione è subordinata all'espletamento delle usuali procedure sindacali e burocratiche previste dalla legge.

Finalmente, dopo una lunga attesa e diversi rinvii, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha pubblicato i primi dati sulla campagna referendaria. Il monitoraggio dei tempi di argomento e dei tempi di parola sulla riforma costituzionale della giustizia, relativo al periodo 12–21 febbraio, smentisce alcuni luoghi comuni e conferma qualche impressione consolidata.
Innanzitutto i dati non mostrano l’esistenza di TeleMeloni, la formula con cui si indica una Rai schierata a favore del governo. Anzi, se si prendono in considerazione i telegiornali – generalmente considerati più “politicizzati” e monitorati dai partiti – nel periodo di riferimento è stato dato più spazio alle ragioni dell’opposizione che a quelle del governo. Il Tg1, ritenuta l’ammiraglia di TeleMeloni, ha dato il 52,3 per cento di spazio al No e il 47,7 al Sì.
Il dato non si riferisce al minutaggio in valore assoluto, ma al cosiddetto “tempo di parola riparametrato”, che è calcolato dall’Agcom con una ponderazione che tiene conto della fascia oraria e degli indici di ascolto. Il Tg2 ha dato il 53 per cento di spazio al No e il 47 al Sì. Numeri analoghi per il Tg3: 52,9 per cento per il No e 47,1 per il Sì. Il rapporto complessivo sulla programmazione della rete, quindi tenendo conto dei programmi di informazione extra–tg, si inverte per Rai 1 (52,2 per cento Sì e 47,8 No) e Rai 3 (51,5 Sì e 48,5 No), ma si tratta di un sostanziale equilibrio considerando che la differenza in valore assoluto è di pochi minuti. E’, in ogni caso, uno scarto che sta abbondantemente dentro la soglia di tolleranza del 10 per cento che, automaticamente, esenta da qualsiasi addebito o rilievo in considerazione della libertà editoriale delle testate e delle variabili della cronaca.
Le cose cambiano quando si passa agli altri gruppi televisivi, Mediaset e La7. Nel caso della tv della famiglia Berlusconi, che si è espressa pubblicamente a favore del referendum, in realtà c’è una differenziazione fra le tre reti. Italia 1 non si è praticamente occupata del referendum (4 minuti in tutto, 3 dei quali a favore del No). Canale 5 mantiene un sostanziale equilibrio, sia nel Tg5 che nella programmazione complessiva, con un tempo di parola riparametrato a favore del Sì al referendum del 53,4 per cento e del 46,6 per cento a sostegno del No. Siamo sempre all’interno della fascia di tolleranza, ma se si considerano i valori assoluti la differenza è davvero trascurabile: il fronte del Sì ha avuto 48 secondi in più di tempo di parola. Diverso è il discorso per Rete 4, il canale di informazione e approfondimento del gruppo. Qui il Sì è nettamente sovrarappresentato, con un tempo di parola riparametrato pari al 64,2 per cento, di contro il No ha avuto a disposizione il 35,8 per cento del tempo: circa 30 punti di differenza. Si tratta di quello che polemicamente viene definito “retequattrismo”, ovvero l’informazione che fa agenda setting sui temi che piacciono alla destra (sicurezza e immigrazione, ad esempio), e che ha come conduttori di punta Nicola Porro (Quarta Repubblica e 10 minuti), Paolo Del Debbio (Dritto e Rovescio) e Mario Giordano (Fuori dal coro), ma ci sono anche Bianca Berlinguer (E’ sempre Cartabianca) e Tommaso Labate (Realpolitik) in quota sinistra.
Ma rispetto a La7, il vituperato “retequattrismo” è caratterizzato da maggiore equilibrio. La rete di Urbano Cairo è infatti quella più squilibrata in assoluto, fra tutti i gruppi e tutti i canali: lo spazio dato ai contrari alla riforma Nordio è infatti più del doppio di quello concesso ai favorevoli. Il tempo di parola riparametrato su tutta la programmazione, dal 12 al 21 febbraio, è stato per il Sì del 29,6 per cento e per il No del 70,4 per cento: 40 punti di differenza. D’altronde basta guardare i programmi di Lilli Gruber (Otto e mezzo), Giovanni Floris (diMartedì), Corrado Formigli (Piazzapulita), Diego Bianchi (Propaganda live), Marianna Aprile e Luca Telese (In onda), Massimo Gramellini (In altre parole) per rendersi conto non solo che le ragioni del Sì sono sottorappresentate ma spesso sono del tutto assenti.
Lo squilibrio nella tv di Cairo è peraltro superiore a quello di Rete 4 rispetto a quanto le percentuali mostrino. Perché il rapporto 64/36 di Rete 4 è riferito a 5 ore e 33 minuti di tempo di parola riparametrato complessivo: significa che il Sì ha parlato per circa 3 ore e 33 minuti, mentre il No circa 2 ore (con una differenza di circa un’ora e mezza). Nel caso di La7, invece, il rapporto 70/30 è riferito a un tempo di parola “riparametrato” complessivo di 15 ore e 41 minuti: significa che il Sì ha parlato per 4 ore e 39 minuti, mentre il No per 11 ore e 2 minuti (con una differenza di circa 6 ore e 20 minuti). Vale a dire che, in valore assoluto di tempo riparametrato, lo squilibrio de La7 a favore dell’opposizione è quattro volte più grande dello squilibrio di Rete 4 a favore del governo.
L’Authority ha il dovere di far rispettare la legge sulla par condicio e dovrebbe richiamare le reti a un maggiore equilibrio informativo, come prevede la sua delibera. Ma non l’ha ancora fatto. D’altronde l’Agcom ha rilasciato in ritardo questi primi dati riferiti al 12–21 febbraio e, inspiegabilmente, non ha contemporaneamente pubblicato quelli della settimana successiva 22-28 febbraio. Il 22 marzo, giorno del referendum costituzionale, è alle porte: senza dati aggiornati né richiami tempestivi non c’è possibilità di par condicio.

La sede di FdI in via della Scrofa, quella della stampa Estera a Palazzo Grazioli, Largo Chigi, a un passo dal palazzo che ospita il governo, e Piazza Venezia. Quattro allarmi bomba a Roma in pochissime ore e in un'area della città di qualche chilometro. Tutti in centro e tutti, per fortuna, rientrati. Cos'è successo? Non è una psicosi dovuta all'escaltion bellica in Medio Oriente. Anche se il collegamento viene quasi spontaneo.
I quattro casi sono simili a due a due. Sia nella sede di FdI, sia a Palazzo Grazioli è stata nel pomeriggio una telefonata a far scattare l'allarme. Per quanto riguarda piazza Venezia e Largo Chigi invece, tra ora di pranzo e poco dopo, è stato il ritrovamento di due valige abbandonate a destare il sospetto delle forze dell'ordine. A piazza Venezia la verifica è stata più breve, mentre a Largo Chigi, dopo aver chiuso alcune vie limitrofe, gli artificieri hanno verificato in poco tempo la situazione: anche in questo caso nessuna bomba.
A Via della Scrofa invece è stata una chiamata anonima a costringere l'evacuazione dell'intero palazzo che oltre al partito di Giorgia Meloni ospita anche la sede del giornale il Secolo d'Italia. Anche a Palazzo Grazioli è stata una telefonata fatta da una voce non identificata a costringere tutti i giornalisti e i dipendenti della stampa estera a riversarsi in strada. Gli avverimenti sono arrivati quasi in contemporanea al numero unico di emergenza 112. In entrambi i casi sono intervenuti sul posto gli artificieri (dei Carabinieri a Palazzo Grazioli e della polizia a Via della Scrofa) per una bonifica degli edifici.
Alcuni giorni fa un allarme del genere c'era stato anche a MIlano: nella sede della Lega di via Bellerio. Anche in quel caso però si trattava di un falso allarme.


C’è una storia, tra tutte le storie di quella bestia passata ieri sera a miglior vita, che dice più di ogni altra chi era davvero Nitto Santapaola, detto ‘u licantropo, il boss della mafia catanese, vassallo sanguinario di Totò Riina e dei Corleonesi. Una storia che non riguarda carabinieri, né poliziotti, né giornalisti assassinati. Una storia che riguarda quattro bambini di San Cristoforo, quartiere incastonato nel ventre del centro storico di Catania, un quartiere abbandonato dove, tra i banchi dei macellai direttamente sul marciapiede e le interiora appese davanti alle botteghe, si impara presto che bisogna arrangiarsi.
I ragazzini si chiamavano Giovanni La Greca e Lorenzo Pace, di quattordici anni, Riccardo Cristaldi e Benedetto Zuccaro, di quindici anni. Una mattina d’estate del 1976 scomparvero. E questa era una di quelle storie che le mamme raccontavano ai figli, per fare loro paura. In una città nella quale, fino alla primavera degli anni Novanta, non si usciva nemmeno la sera. Qualche giorno prima di sparire, uno di loro aveva commesso l’errore più grave della sua breve vita: aveva scippato la madre del Licantropo. Gli uomini di Santapaola li prelevarono, li torturarono, li trasportarono a cento chilometri da Catania. Furono strangolati con delle corde e gettati in un pozzo. I corpi non furono mai trovati. Le famiglie credevano fossero fuggiti di casa. La città, che tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta contava un morto ammazzato al giorno, inghiottì anche quella storia, come aveva inghiottito tutto il resto. Come finì con l’inghiottire anche l’omicidio di Pippo Fava, voce spavalda in una città che aveva deciso di non sentire: gli spararono cinque colpi davanti al Teatro Stabile, in via dello Stadio. Fava aveva accusato il mondo imprenditoriale e politico catanese di essere legato a doppio filo con Santapaola. A quei tempi si parlò di delitto “passionale”. Ma chi non ha vissuto Catania negli anni Ottanta, anche solo nei racconti, fa fatica a capire. Pensa all’isola, al sole, al mare, al centro storico e alla sua movida allegra. Non sa.
Un morto al giorno, con la regolarità della messa delle sette alla madonna del Carmelo, del caffè mattutino da Savia su via Etnea. Ma ieri sera è morto anche lui, Santapaola, nel carcere dov’era rinchiuso dal 1993, a Opera. La notizia ha attraversato Catania piano, quasi sottovoce, con scarso interesse probabilmente. Sono storie vecchie, e la memoria è corta. ‘U Licantropo d’altra parte aveva ottantasette anni, e da fantasma che faceva abbassare gli occhi per il terrore s’era ormai trasformato in un vecchio fotografato in aula con i capelli bianchi. Ma quel soprannome, Licantropo, gli calzava ancora a pennello. Negli anni della mattanza aveva una doppia vita. Di giorno era un uomo rispettabile. Faceva l’ortolano, il venditore di scarpe, aveva un piccolo negozio di cucine. Poi, nel 1981, aprì la più grande concessionaria Renault della Sicilia. All’inaugurazione c’erano il prefetto e il questore. Tutta la Catania che conta seduta ai suoi tavoli, a mangiare e a brindare. Di notte era altro. Quando lo arrestarono, i poliziotti scelsero per l’operazione il nome in codice “Luna Piena”. Quattrocento agenti. Undici anni di latitanza finiti in un casolare nelle campagne di Mazzarino, all’alba, mentre dormiva. Accanto a lui la moglie Carmela Minniti, poi assassinata, che non lo aveva mai lasciato in tutti quegli anni. Vicino al giaciglio una pistola carica, che quella notte non usò. “Tutte le cose finiscono”, pare avesse detto Santapaola. E ieri è finita, davvero.

È morto oggi nel carcere di Opera, a Milano, Nitto Santapaola. Il boss di Cosa Nostra, 87 anni, era detenuto al regime del 41bis, il carcere duro. La procura di Milano ha disposto l'autopsia. Ritenuto il mandante di stragi e omicidi, incluso l'attentato di Capaci del maggio 1992 in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta. L'arresto un anno più tardi, all'alba del 18 maggio 1993 in un casolare a Mazzarrone, nel catanese, dopo 11 anni di latitanza.

We have released version 7.3 of Texinfo, the GNU documentation format.
It's available via a mirror (xz is much smaller than gz, but gz is available too just in case):
https://ftpmirror ... exinfo-7.3.tar.xz
https://ftpmirror ... exinfo-7.3.tar.gz
Please send any comments to bug-texinfo@gnu.org.
Full announcement:
https://lists.gnu ... -03/msg00007.html
Understanding Sector Investing Sector investing entails the strategic allocation of investment capital across distinct segments of the economy. Each sector forms a unique category of business activities, including but not limited to technology, healthcare, and finance. By comprehending the intricacies of investing in these diverse industries, investors can craft portfolios that align with the specific […]
The post Sector Investing: How to Invest in Different Industries appeared first on InfoShop.
Fifteen months have passed since our last Guix/Hurd on a Thinkpad X60 post and a lot has happened with respect to the Hurd.
And most of you will have guessed, unless you skipped the title of this post, the rumored x86_64 support has landed in Guix!
Here is a not-so-short overview of our Hurd work over the past 1.5 years:
The build daemon fails when invoking guix authenticate on the
Hurd bug was fixed. This was our
most pressing problem as it meant that we could not keep our
substitutes up to date. It took 15 comments and 13 weeks to get it
resolved. Phew!
Installer support for (cross)-installing the Hurd. Also adding developer support for running the installer directly from the source tree; Guix 1.5.0 lets you install the Hurd on bare metal.
Add support for a cross-built gnumach, allowing the removal of an ugly workaround when cross-building for the Hurd.
Update rumpkernel to 0-20250111.
Support for different childhurd types, a.k.a. 64-bit childhurds in da house.
The syslogd used by default is now from the Shepherd streamio, gnumach, and the Shepherd, to make the kernel log work.
Update hurd to 0.9.git20251029, gnumach: to 1.8+git20250731.
Now that the go-team branch has been merged, gccgo now
works (native only).
Fix proc server for zombie processes which caused a shepherd test to fail.
Fix all the dependencies of the guix package, again:
Resurrect password hashing.
Installer: Fixes for the Hurd.
Installer: More clearly mark the Hurd as experimental.
Installer: Add Hurd x86_64 as an option. This took 15 comments, uncovering and fixing several bugs.
Add support for x86_64-gnu, aka the 64-bit
Hurd. The initial patch
set consisted of 31 patches. This patch
set
took
four iterations and 208
messages before its final
58 patches were merged to
`core-packages-team'. Janneke writes: "Lo and behold, the 64-bit
Hurd boots! Again, thanks to the help from the kind folks over at
libera #hurd and their excellent work. Do something like:"
./pre-inst-env guix system image --image-type=hurd64-qcow2 \
gnu/system/examples/bare-hurd64.tmpl
Pushed a `core-packages-team' with (this one) GCC 14 commit. Let the
fun begin :)We had a lot of fun...
Request for merging "core-packages-team" branch: 247 commits, took 114 comments 8 weeks and 24 iterations with 247 commits from 9 people before presenting the initial merge.
The actual merge "core-packages-team": 85 more commits to a total of 332, by 17 people and 27 weeks before actual merge. 173 packages with build fixes to relax GCC 14's strictness, 109 package updates to fix build with GCC 14.
With this all in place we can have ci build a 64-bit hurd image, and
Report what packages still need to be fixed for that image to build.
For convenience we added i586-pc-gnu and x86_64-pc-gnu cross
toolchains.
Summarizing, building the Guix manifest for the 32-bit Hurd
(i586-gnu) should work really well. Sadly, for the 64-bit Hurd
(x86_64-gnu) is still a bit problematic as some tests in e.g.,
openssl, python, cmake, .... hang. This is still under
investigation.
We're so glad you asked! Usually, adding a new architecture should just take a couple of commits:
x86_64-pc-gnu target, aka
64-bit
Hurd,
and thenx86_64-gnu, aka the 64-bit
Hurd.pretty neat, right? So, what's the story with the 64-bit Hurd? There are two problems: 64-bit Hurd support was added in GCC 14, while Guix was still at GCC 11. This means we "only" had to
The second step involves building for all architectures and fixing all breakage. Sometimes, fixing one architecture breaks another.
When Guix supported cross-building with GCC 14, and supported the
64-bit Hurd, we could create and boot a 64-bit childhurd. After that,
we could start building 64-bit Hurd packages...but only after also
This, however does not support offloading. For that, we would need to:
Update gcc, gcc-toolchain, libgccjit to 14, and
Make sure that all packages in
commencement.scm
successfully build natively on x86_64-hurd, which took only
some 35
commits.
This can simply be verified by building the hello package:
guix build --system=x86_64-gnu helloHowever, GCC 14 is not a regular update: it is waaay more strict with respect to C code compilation. This means that, before actually switching, we had to fix 173 package builds and update another 109 packages to not break all of Guix. This took a total of 17 people and 35 weeks to complete.
You can understand that we are excited that the NLnet Foundation has been sponsoring this work!
Easiest is to change your 32-bit childhurd definition into 64-bit, by adding
(type 'hurd64-qcow2)to your hurd-vm-configuration. And if you don't have a
hurd-vm-configuration yet?. Easy, in that case just add
(use-service-modules virtualization)
[..]
(hurd-vm-configuration
(type 'hurd64-qcow2))into your your hurd-vm-service-type definition[^0]. And if you
don't have a hurd-vm-service-type yet? Easy, in that case just add
(use-service-modules virtualization)
[..]
(service hurd-vm-service-type
(hurd-vm-configuration
(type 'hurd64-qcow2)))to your operating system definition. Reconfigure your system and you'd be able to:

(if you don't have a childhurd
definition in your
~/.ssh/config you will have to use something like: ssh -p 10022 root@localhost[^1]).
And if you don't have a Guix operating system definition...The 64-bit Hurd is now an option in the installer:

and can be installed in a VM. Make sure to use --machine q35
with qemu.
To build a disk image for a virtual machine, do:
./pre-inst-env guix system image --image-type=hurd64-qcow2 \
gnu/system/examples/bare-hurd64.tmplYou may run it like so:
guix shell qemu -- qemu-system-x86_64 -m 2048 -M q35 \
--enable-kvm \
--device e1000,netdev=net0 \
--netdev user,id=net0,hostfwd=tcp:127.0.0.1:10022-:2222 \
--snapshot \
--hda /gnu/store/...-disk-image(note that the 64-bit Hurd does not seem to show a login prompt)
and use it like:
ssh -p 10022 root@localhost
guix build -e '(@@ (gnu packages commencement) gnu-make-boot0)'or even, if you build the image with at least --image-size=3G:
guix build helloUpstream has added support for Intel i8254x Gigabit Ethernet using RumpNET.
Damien Zammit wrote:
This adds a working rump driver for /dev/wmX cards, which are Intel i8254x Gigabit Ethernet devices. (See man.netbsd.org for "wm(4)") This should be easily extended to support other NICs by contributing some makefile foo to netbsd/rump.
Example usage[^2]:
settrans -fgap /dev/rumpnet /hurd/rumpnet
settrans -fgap /dev/wm0 /hurd/devnode -M /dev/rumpnet wm0
settrans -fgap /servers/socket/2 /hurd/pfinet -i /dev/wm0
ifup /dev/wm0With our updated hurd and rumpkernel packages, this should be available in Guix now too. Please let us know if you got it to work! (If you tried and didn't get it to work, we'd also like to know!)
One of the most frequently asked questions is probably: Does X work on the Hurd yet? The canonical answer to that question is: Please read the GNU/Hurd FAQ.
A good summary of the current status was presented by Samuel Thibault in his GNU/Hurd progress at FOSDEM'26, in which he also makes compelling arguments for the Hurd, such as: Freedom from the system administrator and sharing the GNU heritage and values it's no coincidence that Guix also solves a part of that problem, allowing any user to install packages.
Debian GNU/Hurd has been a reality for some years now, reaching 75% of Debian packages being available for the Hurd.
As a comparison, in Guix only about 1.7% (32-bit) and 0.9% (64-bit) of packages are available for the Hurd. These percentages fluctuate a bit but continue to grow (both grew with a couple tenth percent point during the preparation of this blog post), and as always, might grow faster with your help.
So while Guix GNU/Hurd has an exciting future, please be aware that it lacks many packages and services, including Xorg.
If you would simply like to install the Hurd on bare metal running your favorite window manager (e.g.: i3, icewm, etc.) or lightweight desktop environment (Xfce) right now, then installing Debian GNU/Hurd is a good choice. Though we hope to catch up to them soon!
Last October, the 64-bit Hurd was reported to run on bare metal. Now that Guix 1.5.0's installer also lets you install the Hurd on bare metal, we'd be thrilled to year from you if you manage to replicate this!
In an earlier post we tried to answer the question “Why bother with the Hurd anyway?” An obvious question because it is all too easy to get discouraged, to downplay or underestimate the potential social impact of GNU and the Hurd.
Echoing Samuel Thibault's talk we would like to add: because it offers a better:
guix pull is known to work but only by pulling from a local branch
doing something like:
mkdir -p src/guix
cd src/guix
git clone https://git.guix.gnu.org/guix.git master
cd master
git branch keyring origin/keyring
guix pull --url=$HOME/src/guix/masterkinda like we did it in the old days.
Other interesting task for Guix include:
guix pull from a non-local URL work on the Hurd,guix system reconfigure work on the Hurd,We tried to make Hurd development as easy and as pleasant as we could. As you have seen, things start to work pretty nicely and there is still plenty of work to do in Guix. In a way this is “merely packaging” the amazing work of others. Some of the real work that needs to be done and which is being discussed and is in progress right now includes:
ext2,With the exception maybe of adding RumpNET NICs, these tasks look daunting, and indeed that’s a lot of work ahead. But the development environment is certainly an advantage. Take an example: surely anyone who’s hacked on device drivers or file systems before would have loved to be able to GDB into the code, restart it, add breakpoints and so on—that’s exactly the experience that the Hurd offers. As for Guix, it will make it easy to test changes to the micro-kernel and to the Hurd servers, and that too has the potential to speed up development and make it a very nice experience.
During the preparation of this blog post a patch set fixing SMP for the 64-bit Hurd, (well, gnumach actually) was presented by Damien Zammit. So most probably we'll have 64-bit multiprocessing real soon now! It seems however, that we will need new bootstrap binaries for that.
Join #guix and #hurd on
libera.chat or the mailing
lists and get involved!
[0]: Note: with an up-to-date guix this is no longer necessary!
Actually, as the 64-bit Hurd uses rumpdisk exclusively, and
gnumach by default uses still it builtin IDE drivers, we also
need to tell gnumach about that by adding the (kernel-arguments '("noide")).
(use-service-modules virtualization)
[..]
(hurd-vm-configuration
(type 'hurd64-qcow2)
(os (operating-system
(inherit %hurd-vm-operating-system)
(kernel-arguments '("noide")))))We expect this to be the the default in the future.
[1]: You may have to override your childhurd's openssh-service
definition, something like
(services
(modify-services (operating-system-user-services %hurd-vm-operating-system)
(openssh-service-type
config =>
(openssh-configuration
(inherit config)
(authorized-keys `(("root"
,(local-file "/home/janneke/.ssh/janneke.pub"))))))))but you can also take inspiration from the bare-hurd64.tmpl
template.
[2]: Note that while is comes straight from a commit to the Hurd git
repository, this is a Debian-specific recipe, Guix does not have
ifup, and per this updated wiki
page
there's probably extra networking interface configuration needed
too (in Debian you're intstructed to -- imperatively -- edit
/etc/network/interfaces).
Siamo davanti a un paradosso, quello "di chi sostiene di difendere l’ambiente e allo stesso tempo compie probabili reati ambientali e impedisce la ripiantumazione delle alberature”. Così l'assessora alla Sicurezza di Bologna Matilde Madrid commenta le proteste che a Bologna stanno andando avanti da due mesi a opera del comitato Mu.Basta. Questa associazione si sta battendo contro la costruzione di un Museo dei Bambini – acronimo "MuBa", da cui il comitato prende il nome – che si chiamerà "Futura" e che dovrebbe sorgere all’interno del parco bolognese Mitilini Moneta Stefanini nel quartiere Pilastro. Ma il dissenso non viene espresso solo con le parole: nella scorsa notte infatti, secondo le prime ricostruzioni della polizia e della Digos, alcune persone avrebbero danneggiato una telecamera di videosorveglianza e tranciato dei cavi di un escavatore della ditta incaricata dei lavori del Museo. Questo sabotaggio ha comportato uno sversamento di olii nel terreno, inquinandolo: "E a questo punto noi siamo costretti a fare una denuncia contro ignoti e dovremmo vedere se sarà necessario fare una bonifica o meno. Poi magari è un danno molto localizzato che si risolve con poco, però è un problema in più", commenta Madrid che aggiunge: "Si può ovviamente contestare tutto, c'è libertà di critica, però sabotare un escavatore di una ditta ci sembra un accanimento. Venissero a protestare con gli striscioni in comune e la smettessero di sabotare i mezzi di un'impresa".
Da inizio gennaio, il comitato Mu.Basta sta organizzando pranzi sociali, presidi permanenti e assemblee pubbliche per impedire che gli alberi del parco Mitilini Moneta Stefanini vengano tagliati per fare spazio a "un edificio di tre piani di cemento". Ma quell'area non resterà priva di alberi perché, proprio secondo il progetto, è previsto il trapianto di altri nove e in generale nel parco ne varranno piantati 38 nuovi. Parlando con il Foglio, l'assessora Madrid non solo smonta le rivendicazioni del Mu.Basta, ma precisa, facendo emergere le contraddizioni del comitato, che il riampianto delle nove alberature è per il momento rimandato perché "lo stesso comitato ha occupato quella zona e non permette di fare questa operazione in sicurezza. E soprattutto se guardiamo ai parchi vicini nello scorso anno di alberi ne abbiamo piantati 360. Quindi tutto ci si può dire tranne che non facciamo attenzione a tenere insieme la questione ambientale con quella sociale". Sulle loro pagine social e durante le manifestazioni, il comitato Mu.Basta ha inoltre lamentato che la decisione di costruire un museo dentro il parco è stata "calata dall'alto". L'assessora non ci sta: "E' assolutamente falso, è dal 2022 che facciamo dei percorsi di partecipazione a cui ovviamente queste realtà non hanno preso parte perché probabilmente l'obiettivo non era contribuire a un buon progetto, ma limitarsi a contestarlo a progetto concluso".
La cittadinanza bolognese dunque, diversamente da quanto sostenuto da Mu.Basta è stata coinvolta fin dall'inizio, a partire dai bambini a cui è dedicato il Museo perché, spiega l'assessora, "sono stati loro a scegliere il nome 'Futura'". Il comitato contro questo parco però è soltanto l'ultima associazione bolognese che lotta in difesa del verde: due anni fa per esempio il comitato Besta, aveva difeso il verde del parco Don Bosco impedendo la realizzazione di una scuola. Però Madrid è sicura: nonostante le proteste di questi comitati "vogliamo andare avanti con il progetto. Sono gli stessi cittadini che ci fanno sapere che sono con noi. Poi è chiaro che questi pochi che si mettono di traverso, urlano e fanno atti violenti nel dibattito pubblico sembra che siano cento volte di più. Ma noi abbiamo dalla nostra la forza di come abbiamo costruito queste idee, questi progetti: con la partecipazione di centinaia e centinaia di cittadini, di associazioni, di scuole e di bambini".

A Milano il tram 9 proveniente da piazza della Repubblica è deragliato all'angolo tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto. Il mezzo ha invaso il binario su cui viaggiano i tram che circolano nella direzione opposta ed è andato a schiantarsi contro un ristorante di viale Vittorio Veneto. Diversi i passeggeri a bordo. Alcune persone sarebbero rimaste incastrate sotto il mezzo. Al momento il bilancio provvisorio dell'incidente è di due morti e oltre trenta feriti. La vittima accertata è un uomo italiano di sessant'anni, non era un passeggero del 9. I vigili del fuoco hanno accertato anche una seconda vittima. Si tratta di un uomo, in precedenza in codice rosso.
L'Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu) è intervenuta con 19 mezzi: 3 automediche, 1 auto infermieristica, 13 ambulanze e 2 mezzi di coordinamento maxiemergenze. Il report provvisorio dei pazienti, oltre a un decesso e a un codice rosso, indica 6 pazienti in codice giallo e 32 pazienti in codice verde.
Sul luogo del deragliamento sono arrivati il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l'assessore ai trasporti Arianna Censi e il procuratore della Repubblica Marcello Viola. Sul posto anche il procuratore capo di Milano Marcello Viola. Si indaga per omicidio colposo e lesione colpose. Il fascicolo è affidato alla pm di turno Elisa Calanducci.
"Abbiamo sentito qualcosa sotto, poi il tram è deragliato e siamo stati tutti sballottati", hanno raccontato i passeggeri a bordo: "Il tram ha virato, ha preso una certa velocità e ha colpito un edificio". A quanto si evince, il tram deragliato è del nuovo modello Tramlink, che ha iniziato a circolare da pochi mesi a Milano. Si tratta di tram bidirezionali capaci di invertire il senso di marcia in caso di necessità. "È difficile avventurarsi in analisi su quello che è successo, ci saranno le indagini", ha detto il sindaco Sala, spiegando poi che "il mezzo è nuovo, il conducente molto esperto e in servizio da solo un'ora, quindi non era in straordinario. La cosa un po' particolare è che ha saltato una fermata", che si trova proprio pochi metri prima del punto in cui il tram è deragliato. Il fatto che il conducente abbia saltato la fermata "aggiunge un elemento di più a quello che è successo. Però ci saranno le indagini, è inutile che mi metta io a fare ipotesi".
La premier Giorgia Meloni ha espresso "profondo cordoglio per il grave incidente avvenuto a Milano. A titolo personale e a nome dell'intero Governo, manifesta la propria vicinanza alle famiglie delle vittime, esprime solidarietà alla città di Milano e rivolge un sentito augurio di pronta e completa guarigione ai feriti", si legge in una nota di Palazzo Chigi.
"Atm è profondamente scossa per il gravissimo incidente di questo pomeriggio in viale Vittorio Veneto a Milano". Così in una nota la società del trasporto pubblico di Milano, dopo il deragliamento del tram. "In questo momento di immenso dolore – ha scritto Atm – il pensiero dell'azienda va prima di tutto alla famiglia della persona che ha perso la vita e a tutti i feriti. A loro rivolgiamo tutta la nostra vicinanza".
Articolo in aggiornamento

A Rogoredo “avevamo due problemi e ne abbiamo risolto uno solo”, per usare la sintesi caustica di Filippo Facci. Un poliziotto accusato di omicidio è stato arrestato, a macchia d’olio si indaga sulle sue corruttele e violenze sugli stessi pusher e clienti della droga, forse le complicità di altri agenti (schema Serpico). Ma che si estirpino i comportamenti criminali di uno o più tutori deviati dell’ordine non risolve l’altro problema: Rogoredo rimane la zona di spaccio, violenza, degrado, abdicazione al controllo da parte dello stato della politica delle forze (sane) dell’ordine.
Il colpevole sarà punito, ma Rogoredo resta “la più grande piazza di spaccio d’Italia” che nessuno vuole vedere, al massimo si manda un cronista a piangerci sopra. E dopo il lampo delle Olimpiadi tornerà al suo buio. Per dirla con Facci: “Sino a prova contraria è stata Rogoredo a corrompere il poliziotto, non certo il contrario”. I media con il loro racconto non di rado distorsivo, e i politici afflitti da doppia demagogia – chi ora fa una penosa retromarcia e chi si lancia in goffi balzi in avanti – stanno invece contribuendo a nascondere la gravità del secondo problema. Annotare che l’osmosi quotidiana nella palude della droga, della possibilità di ricatto, del denaro nero sia una tentazione difficile da respingere è il minimo. Non giustifica nulla, sono i fatti. Stupisce il finto scandalo delle anime belle.
Intervistato, il capo della Polizia Vittorio Pisani è stato durissimo su Carmelo Cinturrino e gli eventuali complici. “Abbiamo indagato noi”. Sul controllo che come in ogni istituzione dovrebbe essere esercitato a monte, si vedrà. Ma resta l’altro problema, Rogoredo. E qui interviene la narrazione distorsiva. Sul Corriere di martedì Nando Dalla Chiesa discettava che il bosco della droga è un “non luogo che la città evita”, “Milano rinuncia al controllo del territorio”. Chi vi rinunci, però, non lo spiega. Nel 2016 erano arrivate le ruspe per la grande bonifica. Nel 2017 Italia Nostra si era intestata la riqualificazione green. Non è successo nulla, o molto poco. Agosto 2025: il boschetto della droga è tornato ufficialmente l’inferno che è sempre rimasto. In più, il ritorno dell’eroina. Nonostante i brillanti risultati annunciati a dicembre dal prefetto di Milano Claudio Sgaraglia: più 50 per cento di sequestri di droga, qualche dozzina di arresti. Ma continua a mancare un vero controllo del territorio la deterrenza, la bonifica di spacciatori e clienti. Dai giornali piovono lacrimevoli e a tratti surreali racconti del bosco di Rogoredo: lo scopo è raccontare il clima di violenza contro i pusher. Il metodo di Cinturrino “che era poi semplice: menare, e menare ancora”. La casa dove abitava? “Avevano tutti paura”. Paura della delinquenza? Ai giornali non risulta. E’ un gioco non innocente, picchiare contro la Polizia. Poi c’è il consueto “psicologo ed educatore” per il contributo buonista, astratto: “Non serve un approccio repressivo, è tutta gente che ha una storia, ha una sofferenza dentro”. “Non serve disboscare, il bosco ce l’hai dentro”. Elly Schlein vuole le scuse alla famiglia del pusher ucciso. In nome di quale legalità? Nessuno risolve Rogoredo.

We're pleased to announce the release of GNU MediaGoblin 0.15.0. See the release notes for full details and upgrading instructions.
This is a relatively small release to resolve installation issues on Debian Trixie and Bookworm.
This version has been tested on Debian Bookworm (12), Debian Trixie (13), Ubuntu 22.04, Ubuntu 24.04 and Fedora 43. This release drops support for Debian Bullseye (11) and Ubuntu 20.04.
To join us and help improve MediaGoblin, please visit our getting involved page.
There are several main categories into which kernel releases may fall:
| Version | Maintainer | Released | Projected EOL |
|---|---|---|---|
| 6.18 | Greg Kroah-Hartman & Sasha Levin | 2025-11-30 | Dec, 2028 |
| 6.12 | Greg Kroah-Hartman & Sasha Levin | 2024-11-17 | Dec, 2028 |
| 6.6 | Greg Kroah-Hartman & Sasha Levin | 2023-10-29 | Dec, 2027 |
| 6.1 | Greg Kroah-Hartman & Sasha Levin | 2022-12-11 | Dec, 2027 |
| 5.15 | Greg Kroah-Hartman & Sasha Levin | 2021-10-31 | Dec, 2026 |
| 5.10 | Greg Kroah-Hartman & Sasha Levin | 2020-12-13 | Dec, 2026 |
Many Linux distributions provide their own "longterm maintenance" kernels that may or may not be based on those maintained by kernel developers. These kernel releases are not hosted at kernel.org and kernel developers can provide no support for them.
It is easy to tell if you are running a distribution kernel. Unless you downloaded, compiled and installed your own version of kernel from kernel.org, you are running a distribution kernel. To find out the version of your kernel, run uname -r:
# uname -r 5.6.19-300.fc32.x86_64
If you see anything at all after the dash, you are running a distribution kernel. Please use the support channels offered by your distribution vendor to obtain kernel support.
Here are some questions we routinely receive about kernel release versions. See also the main "FAQ" section for some other topics.
Linux kernel follows a simple release cadence:
So, to find the approximate date of the next mainline kernel release, take the date of the previous mainline release and add 9-10 weeks.
You can also subscribe to the releases calendar that forecasts key development dates for the upcoming kernels:
Longterm kernels are picked based on various factors -- major new features, popular commercial distribution needs, device manufacturer demand, maintainer workload and availability, etc. You can roughly estimate when the new longterm version will become available based on how much time has elapsed since the last longterm version was chosen.
The "projected EOL" dates are not set in stone. Each new longterm kernel usually starts with only a 2-year projected EOL that can be extended further if there is enough interest from the industry at large to help support it for a longer period of time.
No. The major version number is incremented when the number after the dot starts looking "too big." There is literally no other reason.
A long time ago Linux used a system where odd numbers after the first dot indicated pre-release, development kernels (e.g. 2.1, 2.3, 2.5). This scheme was abandoned after the release of kernel 2.6 and these days pre-release kernels are indicated with "-rc".
"Chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica. Di solito si attende almeno il rinvio a giudizio, ma questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità, quindi per noi va destituito subito". Parlando al Corriere della Sera il capo della polizia Vittorio Pisani non usa giri di parole a proposito dell'agente Carmelo Cinturrino che ha confessato di aver ucciso il pusher Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo qualche giorno fa e di aver mistificato le circostanze per farle apparire come un atto di legittima difesa. "Subito dopo il fermo disposto dall’autorità giudiziaria, ho dato disposizione al questore di Milano di nominare il funzionario istruttore per avviare il procedimento disciplinare per la sua destituzione dalla Polizia di Stato. Il processo penale ha dinamiche che richiedono tempo - continua Pisani - mentre l’azione disciplinare ha senso se è tempestiva, altrimenti rischia di perdere di significato". L'indagine infatti è ancora in corso, ma il capo della polizia sottolinea che bisogna chiarire "innanzitutto la posizione degli altri poliziotti coinvolti, per i quali si potrebbero configurare ulteriori contestazioni sul piano giuridico, oltre al favoreggiamento e l’omissione di soccorso". L'attività ispettiva sarà dunque "estesa all’intero commissariato, d’intesa con l’autorità giudiziaria. Finora non l’abbiamo fatto per evitare di danneggiare l’indagine, ma dopo la discovery possiamo procedere".
Nelle ultime settimane ci sono state molte polemiche sul nuovo decreto sicurezza, non ancora in vigore. Tra le altre misure, prevede anche lo “scudo penale per le forze dell'ordine" che commettono ipotetici reati con "evidente causa di giustificazione", ma secondo Pisani questo "scudo" non avrebbe impedito l’accertamento dei fatti di Rogoredo: "Non credo che avrebbe ostacolato alcunché, perché la necessità di sparare non appariva evidente. La norma non prevede alcuna immunità, bensì una modifica procedurale non solo per le forze dell’ordine ma per tutti i cittadini", ha spiegato il capo della polizia. "E il fatto che un pm debba decidere in un tempo breve e predefinito se esiste o meno una causa di giustificazione, può essere positivo per assumere le iniziative adeguate anche solo nell’impiego del dipendente coinvolto nel caso. Ma di certo questa modifica è stata determinata anche da altro". Ovvero "dalla deformazione mediatica subita dall’informazione di garanzia, trasformatasi da strumento di tutela dell’indagato con funzione difensiva in atto d’accusa all’interno di un processo mediatico, sempre più frequente, che anticipa il processo penale. Di cui, nel nostro paese, si sta perdendo la cultura, con grave lesione della presunzione d’innocenza". Pisani ha sottolineato anche che "l’azione della polizia sul piano dell’ordine pubblico non è e non può essere condizionata dalle contingenze politiche; non è avvenuto in passato e non avviene ora. Noi dobbiamo tutelare la sicurezza di tutti e al tempo stesso la libertà di manifestazione, in un esercizio di equilibrio tra le due esigenze".
Il capo della polizia ha evidenziato come in questo caso il rapporto tra autorità giudiziaria e polizia "sia stato di massima fiducia e non è mai venuto meno. E quando, a seguito del sopralluogo, sono emersi i primi indizi su comportamenti al di fuori delle regole di appartenenti all’istituzione, l’input alla Squadra mobile è stato di approfondire al massimo ogni aspetto della vicenda". Specificando come non ci sia mai stata "alcuna percezione di ostilità. Poi ci possono essere diversità di valutazione sugli elementi che emergono dalle indagini, ma questa è la normale dinamica del procedimento penale". Come accaduto durante la manifestazione di fine gennaio a Torino a sostegno del centro sociale Askatasuna sfociata nella violenza: in quel caso "la polizia ha effettuato alcuni fermi, la procura ha chiesto provvedimenti cautelari in carcere e il gip ha concesso misure più tenui". Pisani ritiene inoltre che la scena del poliziotto aggredito dai manifestanti violenti non possa in alcun modo giustificare un uso eccessivo della forza da parte della polizia "perché la solidarietà istituzionale non significa copertura di comportamenti illeciti, né può giustificare azioni di piazza al di fuori delle regole. Se si dà l’ordine di caricare o di sciogliere una manifestazione è perché ce ne sono i presupposti di fatto e di diritto".

Ieri pomeriggio un lavoratore di 31 anni, un pilota marittimo, è deceduto nel porto di Livorno. Ennesima tragedia nel nostro scalo che si va ad aggiungere alle decine di incidenti sul lavoro che vengono periodicamente segnalati.
USB ha proclamato sciopero immediato per tutto il personale portuale e marittimo. Uno sciopero di 24 ore che partirà dalla mezzanotte del 24 febbraio, alle 00 di oggi 25 febbraio.
Saranno garantiti i servizi pubblici essenziali.
USB si stringe al dolore dei familiari, della moglie e dei colleghi del lavoratore deceduto.
Basta morti sul lavoro
USB Livorno












The NTP Pool is migrating its central infrastructure from Equinix Metal to two smaller, globally distributed clusters. Equinix Metal is sunsetting later this year, so the project must move.
Equinix Metal — originally Packet — hosted the NTP Pool’s central infrastructure for almost seven years. The web application, databases, DNS zone building, monitoring pipelines, observability, development and beta environments all ran there. It was the backbone that kept the entire pool management system running.
The relationship started with Packet, whose team went out of their way to help during an emergency migration in 2019. Equinix continued that same level of support after acquiring Packet. Their generosity made it possible for a volunteer-run project to operate infrastructure at a scale that would otherwise be out of reach. We would gladly have stayed — Equinix Metal was an excellent home for the project.






















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È aperta la call for proposal per partecipare come speaker alla prossima Conferenza GARR, che si terrà dal 19 al 21 maggio all’Università di Pisa.
Il servizio di trasporto scolastico continua a presentare, in diversi territori, gravi criticità di natura sistematica e strutturale. Si tratta di problematiche note da tempo, affrontate in modo frammentario e prive di un intervento organico e risolutivo. Una gestione priva di visione complessiva non fa che rinviare la soluzione dei problemi, destinati puntualmente a riproporsi.
USB Livorno, nell’ambito della vertenza già aperta sul servizio in appalto presso i Comuni di Livorno e Rosignano Marittimo, è in attesa dell’incontro con le committenze, all’interno di un percorso di confronto avviato anche grazie al tentativo di ricomposizione promosso dalla Prefettura di Livorno. Il confronto coinvolge la ditta appaltatrice B&B Service e le Amministrazioni comunali interessate.
La vertenza riguarda questioni centrali: l’adeguamento salariale, la garanzia di pari condizioni economiche a parità di qualifica e mansioni e il riconoscimento di istituti compensativi a fronte di nastri lavorativi che superano ampiamente l’orario part-time contrattualizzato. Rivendicazioni che mirano a ristabilire equità e coerenza tra quanto previsto formalmente e quanto richiesto concretamente al personale.
Con il nuovo bando nel Comune di Rosignano Marittimo, che ha visto la riconferma dell’azienda, si registra inoltre una riduzione oraria per le assistenti scuolabus, figura che svolge una funzione imprescindibile e non sostituibile di vigilanza, tutela e accompagnamento in sicurezza degli alunni durante le fasi di salita, discesa e accesso agli edifici scolastici. Nell’appalto del Comune di Rosignano Marittimo l’assistente è prevista esclusivamente per la scuola dell’infanzia con presenza a bordo del mezzo, e con funzione di accompagnamento a terra per gli alunni della scuola secondaria di primo grado.
A fronte di contratti part-time minimi di dieci ore settimanali, già ampiamente superati negli anni dal ricorso strutturale allo straordinario, si assiste ora a un ulteriore taglio di personale e ore complessive. È prevista una sola assistente, anziché due, sul servizio dedicato alle scuole secondarie di primo grado, con una riduzione del 50% della sorveglianza. L’alternanza forzata delle assistenti comporta il rischio concreto che gli alunni di due scuole secondarie di primo grado rimangano privi della necessaria sorveglianza al momento dell’arrivo, con impossibilità di accompagnamento in sicurezza all’interno degli edifici scolastici e conseguente attesa all’esterno, in qualunque condizione meteorologica.
Permangono inoltre criticità sul servizio dedicato alle scuole primarie: due corse con circa cinquanta bambini ciascuna risultano affidate a un solo autista, in assenza della figura di supporto. In tali condizioni, il conducente è chiamato a garantire contemporaneamente la guida del mezzo e la gestione di un elevato numero di minori, assumendosi responsabilità improprie anche sotto il profilo civile e penale. Una situazione che rappresenta un evidente rischio per la sicurezza dei bambini e per la tutela dei lavoratori. Sarebbe dunque necessario prevedere la presenza della figura dell’assistente sulle corse maggiormente critiche, attraverso una ridistribuzione delle ore di accompagnamento oggetto di taglio, destinandole prioritariamente ai servizi caratterizzati da elevata affluenza e maggiore complessità.
A tutto ciò si aggiunge l’assenza della Polizia Locale nei momenti di accosto degli scuolabus, con un aumento significativo dei rischi connessi alle operazioni di salita e discesa e conseguente pericolo per la sicurezza degli alunni e delle lavoratrici che svolgono la funzione di assistente
Ci troviamo di fronte a un peggioramento complessivo del servizio, frutto di una logica di contenimento dei costi che rischia di comprimere un servizio essenziale per la comunità. Quando le risorse destinate ai servizi pubblici vengono progressivamente ridotte e le gare continuano a essere aggiudicate al massimo ribasso, le conseguenze ricadono inevitabilmente sulla qualità delle prestazioni rese ai cittadini, sulle condizioni economiche e normative dei lavoratori e sui livelli di sicurezza per utenti e personale.
USB non intende assistere passivamente a questo processo. Porteremo con determinazione tali criticità al tavolo di confronto e, in assenza di risposte concrete e adeguate, ci riserviamo di attivare tutte le iniziative sindacali necessarie a tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e del diritto della cittadinanza a un servizio di trasporto scolastico sicuro e di qualità.
Sosterremo le lavoratrici e i lavoratori in ogni sede e rivolgiamo un appello ai genitori degli alunni e delle alunne che usufruiscono del servizio affinché sostengano la necessità di mantenerlo efficiente, nel rispetto della dignità e della sicurezza dei propri figli e di chi ogni giorno si assume la responsabilità della loro tutela.

Venerdì 13 febbraio alle ore 10.00 si è svolto l’incontro in Prefettura, alla presenza della vicecapo Gabinetto del Prefetto, nell’ambito della procedura connessa allo stato di agitazione proclamato dalla RSU della Regione Toscana.
Erano presenti, oltre alla RSU, la Presidente Stefania Saccardi, il Presidente Eugenio Giani e la delegazione trattante di parte datoriale di Giunta e Consiglio.
Nel corso del confronto, pur registrando un clima formale di dialogo e dichiarazioni di disponibilità da parte della controparte politica, non sono emersi atti concreti né impegni vincolanti in grado di garantire il pieno ripristino delle risorse sottratte al fondo del personale.
Per questa ragione USB Pubblico Impiego, insieme alle altre OO.SS. della RSU di Regione Toscana, confermano senza riserve la prosecuzione dello stato di agitazione che ha già visto un primo presidio partecipatissimo lo scorso mercoledì 11 febbraio.
La vertenza resterà aperta fino all’adozione di provvedimenti ufficiali e verificabili che assicurino il reintegro integrale delle somme dovute. Non riteniamo sufficienti rassicurazioni generiche o dichiarazioni di principio.
Rivolgiamo un sentito ringraziamento a tutte e tutti per il sostegno e la partecipazione dimostrati finora, elementi determinanti per la forza della nostra iniziativa.
È confermato l’incontro con il Presidente Giani per domani 17 febbraio alle ore 17.00 in piazza Duomo.
Invitiamo lavoratrici e lavoratori a garantire una presenza ancora più ampia e determinata:
INSIEME, LA NOSTRA VOCE SARÀ IMPOSSIBILE DA IGNORARE.
Gli organi competenti in materia di ordine pubblico sono stati regolarmente informati.
La vertenza resta aperta e la mobilitazione deve rafforzarsi ancora di più!
Noi non ci fermeremo! Perché difendere le lavoratrici e i lavoratori pubblici, significa difendere l'intera struttura dello stato sociale!

Understanding Dividend Investing Dividend investing is a strategy focused on earning passive income through regular payments from owning stocks in particular companies. Investors who choose this method benefit from the dual prospects of income generation and potential capital appreciation. What Are Dividends? Dividends are portions of a company’s earnings distributed to shareholders. Typically, these payments […]
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Negli ultimi tempi nella nostra città, il tema della "sicurezza" tiene banco quasi quotidianamente. Bastano due schiamazzi in più in qualche via del centro, per innescare dibattiti serrati, convocare tavoli istituzionali, interrogazioni ai Ministeri, incontri nelle scuole e via dicendo.
Eppure basta spostarsi di qualche centinaio di metri, in area portuale e interporto per entrare nel vero far west cittadino: Il settore della logistica. Lavoratori picchiati dai padroni, licenziamenti, contratti applicati da 6 euro lordi l'ora (multiservizi). Continui cambi di appalto in cui i lavoratori, in barba alla normativa, perdono tutti i diritti. Precarietà endemica, minacce, sospensioni, denunce e continui infortuni sul lavoro.
Questa sicurezza non è abbastanza importante per le istituzioni e i partiti?
Da mesi USB sollecita l'apertura di un tavolo cittadino, a Sindaco, Prefetto, autorità di sistema, ispettorato e Asl. Da mesi senza nessun riscontro. Si preferisce "affrontare" la singola vertenza solo quando innesca problematiche di ordine pubblico. Poi cala il silenzio.
Eppure le problematiche che da mesi denunciamo, non sono l'eccezione ma la normalità. Deve scappare il morto per svegliare la città e le sue istituzioni?
Ci rifiutiamo di farci trascinare solo nello scontro, a volte anche fisico, tra lavoratori e società in appalto. Esistono dei soggetti che hanno enormi responsabilità. Stiamo parlando delle varie committenze e multinazionali. Quelle che vengono invitate nelle grandi occasioni. Armatori, società di trasporti, colossi della logistica. Questo sistema serve per abbattere il costo del lavoro e mantenere i lavoratori perennemente sotto ricatto aumentando a dismisura la produttività.
Nei piazzali della Mercurio la nuova società assumerà i lavoratori storici con contratto a tempo indeterminato?
Tra poco più di un mese nei piazzali Bertani, scadranno i contratti a 70 movimentatori storici. Saranno stabilizzati a tempo indeterminato come richiesto dal sindacato?
La B.S autotrasporti che ha l'appalto DHL, continuerà ad ignorare le richieste del sindacato? Servono altri due giorni di scioperi e picchetti, con il rischio di essere denunciati, per poter semplicemente discutere con un'azienda?
Torniamo a chiedere la convocazione di un tavolo cittadino sulla logistica portuale. Un tavolo per la "sicurezza" dei lavoratori e delle lavoratrici. Per la "legalità". Se usiamo questi termini abbiamo più probabilità di ottenere qualcosa?
In ogni caso non abbiamo intenzione di mollare di un centimetro. Andremo avanti con scioperi e denunce fino a quando la situazione non migliorera'.
USB Categoria Operaia Logistica

L’11 febbraio USB Pubblico Impiego Toscana ha portato sotto il Consiglio regionale un doppio presidio: da una parte le lavoratrici e i lavoratori della sanità per lo scorrimento delle graduatorie e le assunzioni; dall’altra, insieme alla RSU e alle altre organizzazioni sindacali, contro il taglio di 4 milioni di euro al salario accessorio dei dipendenti regionali. Una giornata di lotta vera, partecipata, determinata. Una giornata che ha costretto la politica regionale ad assumersi impegni precisi.
Una delegazione di lavoratrici e lavoratori provenienti da diverse province toscane è stata ricevuta, a margine dei lavori consiliari, dal presidente della Commissione Sanità Matteo Biffoni e da vari consiglieri regionali membri della commissione: Luca Romanelli, Jacopo Ferri, Marco Guidi e Alessandro Franchi.
Assente l’assessora alla sanità Monia Monni, impegnata in un viaggio istituzionale.
Abbiamo denunciato con forza una situazione ormai insostenibile:
blocco delle assunzioni;
mancato scorrimento delle graduatorie;
ricorso sistematico a interinali con contratti precari e costi superiori rispetto all’assunzione diretta;
drammi personali e professionali per centinaia di idonei lasciati in attesa.
Dal presidente Biffoni siamo stati informati che, su nostra richiesta, è già stato fissato un incontro con la ASL ai primi di marzo per affrontare nel merito la questione. È stato inoltre istituito un canale di comunicazione diretto con la Commissione Sanità.
I lavoratori sono stati chiarissimi: o si risolve, oppure la mobilitazione si alzerà di livello. Siamo pronti a incatenarci sotto la Regione, a ricorrere alle vie legali, fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo, se necessario.
Non accetteremo che graduatorie pubbliche vengano ignorate mentre si spendono più soldi per precarizzare il servizio e il lavoro delle operatrici e degli operatori sanitari.
Parallelamente, una delegazione di USB Pubblico Impiego e delle altre OO.SS. della RSU è stata ricevuta in Aula Consiliare.
In un primo momento erano presenti la presidente Saccardi e alcuni consiglieri; durante l’esposizione delle rivendicazioni si è unito anche il presidente Eugenio Giani, che – a quanto pare – non era stato informato della convocazione delle organizzazioni sindacali.
Abbiamo ribadito con fermezza:
le ragioni dello stato di agitazione;
la gravità del taglio di 4 milioni di euro al fondo del salario accessorio;
l’inaccettabilità di far pagare ai dipendenti regionali errori politici e scelte di programmazione sbagliate.
Siamo convocati in Prefettura venerdì per il tentativo di conciliazione. Il presidente Giani ha assunto l’impegno a essere presente.
Nel frattempo è arrivata una convocazione per il 17 febbraio alle ore 17 in Sala Pegaso, a seguito della nostra richiesta di un confronto strutturato e costante con chi detiene la delega al personale.
L’11 febbraio non è stata una semplice protesta.
È stato un passaggio politico chiaro: USB non accetta tagli, blocchi, silenzi e scaricabarile. La lotta per la sanità fa tutt'uno con quelle delle lavoratrici e dei lavoratori della Regione Toscana, perché la matrice è comune: la difesa dello stato sociale, del lavoro pubblico, vale a dire di quell'insieme di servizi e attività necessarie a rispondere ai bisogni delle cittadine e dei cittadini.
Ieri abbiamo aperto tavoli, imposto confronti, costretto la Regione ad assumersi responsabilità. Ma gli impegni dovranno tradursi in atti concreti.
Per la sanità: scorrimento immediato delle graduatorie e piano straordinario di assunzioni.
Per i dipendenti regionali: ripristino delle risorse sottratte al salario accessorio.
Attendiamo i prossimi sviluppi. Ma una cosa è certa:
USB NON ARRETRA.
NOI NON MOLLIAMO.

«Anche quest’anno il Team Formazione del C.R.T. avvierà il nuovo corso di preparazione agli esami ministeriali previsti per il prossimo autunno.»
«L’inizio delle lezioni è previsto per la seconda settimana di marzo.
Nel corso delle prime tre lezioni sarà richiesto agli interessati di effettuare l’iscrizione A.R.I. Radio Club.»
Il corso indirizzato a tutti i toscani si svolgerà online, ma chi è interessato a un corso in presenza a Livorno e chi desidera qualsiasi informazione può trovare i nostri recapiti nella pagina dei contatti di ARI Livorno.
Per tutte le informazioni vedere la pagina ufficiale.
La Sezione ARI di Empoli organizza la Seconda Edizione dell'evento radioamatoriale A.R.D.F. Toscana, che si terrà il 6 giugno 2026 sul territorio toscano.
La presentazione sarà condotta dal socio di Empoli Paolo IZ5PHM giovedì 12 febbraio 2026 sulla piattaforma Jitsi.

La federazione del Sociale, su iniziativa di Slang USB Livorno, avvia un nuovo percorso al fianco dei caregiver familiari, un percorso che nasce dall’ascolto di testimonianze dirette e dall’osservazione del loro punto vista e posizionamento rispetto alla riforma prevista dalla legge di bilancio 2026, inserita nei decreti attuativi per la disabilità.
Si tratta di una denuncia netta di una misura inadeguata che rappresenta un passo indietro e si configura come un “welfare dell’illusione”, incapace di offrire risposte concrete alle esigenze di chi quotidianamente assiste familiari con disabilità o gravi patologie.
I caregiver familiari, per chi ancora non lo sapesse (e sono in molti) sono tutte quelle persone che si prendono cura quotidianamente di un familiare non autosufficiente senza che questa attività costituisca una professione riconosciuta. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che svolgono già un altro lavoro e che hanno ulteriori carichi familiari; e, come accade troppo spesso per tutto ciò che riguarda il lavoro di cura, sono in larga prevalenza donne.
Persone che, di fronte a una necessità, si trovano a garantire assistenza continuativa e sostegno fisico ed emotivo a un familiare non autosufficiente, assumendo un ruolo essenziale per la tenuta sociale del Paese. Un ruolo che comporta conseguenze pesanti sulla vita quotidiana e sull’equilibrio psicologico: livelli elevati di stress, rischio concreto di burnout, difficoltà a conciliare i tempi di vita e di lavoro, assenza di spazi personali di riposo e di svago.
Tutto questo avviene, nella maggior parte dei casi, senza alcuna formazione specifica, senza adeguati strumenti di supporto e senza forme di supervisione o tutela, scaricando interamente sulle famiglie, in particolare sulle donne, il peso di un’assistenza che dovrebbe essere riconosciuta, sostenuta e condivisa dal sistema pubblico.
A ciò si aggiungono le criticità introdotte dalla riforma che, nella sua formulazione attuale, genera ulteriore incertezza giuridica e sociale, attribuendo al ruolo del caregiver familiare una definizione ibrida e contraddittoria. La disciplina si fonda su criteri frammentati e talvolta incoerenti, che spaziano da requisiti di natura parentale o assistenziale a parametri di tipo economico e retributivo, richiamando impropriamente la logica di un contratto collettivo nazionale, senza tuttavia assicurare la necessaria chiarezza normativa.
Il termine “caregiver” viene così ricondotto a una mansione che, per essere riconosciuta, dovrebbe coincidere con lo status di familiare convivente in condizioni di indigenza tali da giustificare l’intervento pubblico. Ne deriva una definizione di fatto inapplicabile o fortemente limitativa, che contribuisce a creare un “vuoto sociale” istituzionalizzato, con effetti lesivi sull’identità, sulla dignità e sui diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che svolgono tale funzione senza un adeguato riconoscimento giuridico e sociale. Requisiti di accesso particolarmente stringenti e un’assegnazione di risorse chiaramente insufficiente rispetto al fabbisogno reale, riservata esclusivamente a chi assiste persone con disabilità grave, con la conseguente esclusione di tutti coloro che garantiscono cure e assistenza continuativa a soggetti che, pur necessitandone, non rientrano nei criteri di riconoscimento della grave disabilità.
Il sindacato si associa alla denuncia della riforma e ne contesta l’impianto complessivo, che introduce sistemi di controllo e di misurazione dello stress assimilabili a quelli previsti per il lavoro professionale, senza tuttavia riconoscere al caregiver lo status, i diritti e le tutele proprie di una lavoratrice o di un lavoratore. L’inserimento di tali meccanismi in un modello di welfare fondato su bonus e incentivi rischia di trasformare il caregiver familiare in una figura subordinata, sorvegliata e condizionata, priva di un reale riconoscimento sindacale e di adeguate garanzie contrattuali.
Particolarmente grave è inoltre la previsione di tutele lavorative parziali e insufficienti. Pur prevedendo periodi di congedo, il disegno di legge non assicura la piena retribuzione e prevede una tutela solo formale del posto di lavoro, scaricando sulle famiglie il costo economico e previdenziale dell’assistenza. Una scelta inaccettabile, che espone migliaia di caregiver al rischio di impoverimento e precarizzazione e che contraddice i principi di equità e solidarietà su cui dovrebbe fondarsi il sistema di welfare pubblico.
Una riforma varata in pochi mesi, che gli stessi caregiver definiscono inefficace e contraddittoria, destinata ad aprire baratro profondo, identitario, sociale e umano piuttosto che a colmare lacune e ingiustizie.
Può la vita di una persona essere misurata solo con parametri di indigenza e demansionamento?
Se ai caregiver familiari si applicano i test per lo stress dei professionisti e si usano strumenti di controllo aziendali nel welfare dei bonus, chi siamo davvero?
E soprattutto: dove sono i nostri diritti sindacali e le tutele fondamentali?
Questo si chiedono oggi i caregiver, in un momento fondativo segnato dall’assenza di chiarezza.
Proprio da queste contraddizioni nasce l’intento di questo contributo: lanciare una proposta, un appello, avviare al più presto un dibattito pubblico e costruire una linea di azione condivisa per garantire tutela, riconoscimento e dignità ai caregiver familiari.
La Federazione del sociale con Slang-USB Livorno si impegna a sostenere tutte le iniziative necessarie per superare questa grave inadeguatezza, promuovendo mobilitazioni, campagne e interlocuzioni con le istituzioni, affinché i caregiver familiari non siano più considerati soltanto in termini di parametri burocratici e di indigenza, ma finalmente riconosciuti per il loro ruolo cruciale.
Federazione del sociale nazionale
Slang USB Livorno

Askatasuna vuol dire libertà! Torino è partigiana. Contro il governo, la guerra e l’attacco agli spazi sociali”
Torino è Partigiana! e sta scendendo in piazza in questo momento con una moltitudine di altri collettivi da tutta Italia per rivendicare insieme che i centri sociali e gli spazi autogestiti non sono un fine ma devono continuare ad esistere come mezzo a disposizione di tutt* per continuare ad organizzarsi e costruire comunità antifasciste.
Per chi non può esserci di persona può seguire gli interventi sulla diretta di RadioBlackOut dai cortei: https://radioblackout.org/2026/01/diretta-dal-corteo-nazionale-torino-e-partigiana/

| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 4 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 13 | 0 | 4 | 65 | - | 0.5 | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 13 | 0 | 5 | 73 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 14 | 0 | 4 | 35 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 15 | 0 | - | 47 | - | 0.3 | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 15 | 0 | 4 | 16 | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 16 | 0 | - | 37 | - | - | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 22 | 1 | - | 81 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 9 | 0 | - | 25 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 9 | 0 | 6 | 45 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | n.d. | 0 | - | n.d. | 6.2 | - | 0.3 | - |
The year 2026 opens with a succession of US manoeuvres that continue to shake the global balance, while subterranean currents roil the international scene: the military attack on Venezuela has…
The post China and Russia Should Cooperate to Help the United States Achieve an “Orderly Decline” appeared first on Another World.
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 8 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 10 | 0 | - | 19 | 3.8 | - | 0.4 | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 10 | 0 | - | 42 | - | 0.4 | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 11 | 0 | - | 40 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 14 | 0 | 7 | 47 | - | 1.4 | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 16 | 0 | - | 38 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 17 | 0 | 15 | 38 | - | - | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 17 | 1 | - | 52 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 23 | 0 | 11 | 51 | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 7 | 0 | 3 | 40 | - | - | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 9 | 0 | 5 | 31 | - | - | - | - |
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 6 | - | - | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 10 | 0 | 6 | 62 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 11 | 0 | - | 36 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 11 | 0 | - | 48 | 4.2 | - | 0.7 | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 11 | 0 | 7 | 47 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 19 | 0 | 12 | 62 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 19 | 0 | 9 | 86 | - | 1.5 | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 26 | 1 | - | 90 | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 5 | 0 | 3 | 43 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 6 | 0 | - | 26 | - | 0.4 | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 6 | 0 | - | 37 | - | - | - | - |
The US operation in Venezuela on 3 January 2026 marked a turning point in Chinese strategy towards Washington. Beijing interpreted the failure of Chinese-manufactured JY-27A radars to detect F-35s and…
The post China’s Posture After Venezuela: Accelerated De-Dollarisation and Conflict Preparation appeared first on Another World.
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 3 | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 10 | 0 | - | 19 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 10 | 0 | - | 19 | - | - | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 10 | 1 | - | 61 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 12 | 0 | 8 | 26 | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 14 | 0 | 11 | 41 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 17 | 0 | - | 20 | 3.5 | - | 0.9 | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 21 | 0 | 17 | 47 | - | 1.2 | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 7 | 0 | 4 | 36 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 8 | 0 | - | 19 | - | 0.5 | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 8 | 0 | 5 | 22 | - | - | - | - |
This is a release focussing on bug fixing, in particular regressions from the release 1.28.0.
Selected new features ✨:
Improved performance 🏎️:
Many bug fixes 🐛
This release has been made by @Alkarex, @Frenzie, @Inverle and newcomers @ciro-mota, @eveiscoull, @hackerman70000, @Hufschmidt, @johan456789, @martgnz, @mmeier86, @netsho, @neuhaus, @RobLoach, @rupakbajgain.
Full changelog:
transliterator_transliterate fallback (when the php-intl extension is unavailable) #8427lastUserModified database column also during mark-as-read action #8346session.cookie-lifetime #8446CURLOPT_ACCEPT_ENCODING #8376, simplepie#960, simplepie#962<template> element #8443.gitignore to ignore installed extensions #8372
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Newsletter Autistici/Inventati – gennaio 2026
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[English version below]
Siamo arrivati a un quarto di secolo di vita (25 ANNI!) e Autistici/Inventati esiste e Resiste ancora!
Se usi i nostri servizi, magari vuoi sapere che cosa fanno gli esseri umani dietro questa piattaforma tecnologica (che non sta in piedi per magia).
Ecco alcune delle cose che abbiamo fatto quest’anno:
# INFRA
* infrastruttura potenziata
L’infrastruttura di A/I si e’ potenziata aggiungendo due nuovi server moderni per gestire tutta la parte web, garantendo piu’ spazio e migliore performance: questi ultimi due server usano solo memorie a stato solido (SSD), quindi addio ai vecchi hard disk piu’ lenti, piu’ energivori, piu’ rumorosi e piu’ fragili, sicuramente i siti web e noblogs ne gioveranno, ma anche tu!
# EMAIL
* Thunderbird su telefoni
Le mail su telefono e la loro configurazione automatica sono state una rogna che per un po’ di tempo ci ha fatto penare. Ora abbiamo finalmente identificato e risolto il problema, e da adesso in poi l’autoconfigurazione di app sul telefono come Thunderbird e K9 sara’ molto piu’ semplice! Fateci sapere come va, intanto per usare la nostra mail sul telefono bastera’ fare login con il vostro account e da pannello cliccare su “Setup on Mobile”. Ad aspettarvi troverete un comodo QR code da scansionare nel vostro pannello utente dove dovrete solo aggiungere la vostra password.
# NOBLOGS
* statistiche
Abbiamo rinnovato il sistema di statistiche, parole chiave: anonimato e chiarezza
In pratica Noblogs si e’ rinnovato ed abbiamo deciso di riscrivere il sistema di analisi delle visite, per cui ora le statistiche di uso di quali persone e quali bot visitano il sito sono disponibili nella bacheca di amministrazione nella sezione “Analytics”.
Per maggiori informazioni leggere https://cavallette.noblogs.org/2025/02/9949
* form di contatti
Abbiamo aggiunto un nuovo form di contatto cifrato per noblogs (in rodaggio).
Qualche mese fa un collettivo ci ha contattato proponendoci un nuovo plugin per noblogs, sviluppato da loro, che permette di contattare i responsabili del blog in maniera sicura e confidenziale. Questo plugin crea un form in grado di inviare messaggi crittati usando PGP. Visto che il plugin precedente aveva qualche problema e non era piu’ sviluppato abbiamo deciso di adottare questa nuova soluzione. Ora abbiamo un nuovo plugin su noblogs, ed inoltre ci fa molto piacere stringere collaborazioni di questo tipo con persone affini al progetto. Fateci sapere se vi piace, il nuovo sistema di form si trova nella sezione plugins e si chiama “Contact Form”.
* docs e search
Sempre riguardo noblogs, abbiamo scritto una serie di articoli/guide su alcune questioni ricorrenti che ci vengono poste da chi amministra i blog, li trovate qui’:
https://docs.noblogs.org/
e stiamo facendo esperimenti con un nuovo sistema di ricerca dei contenuti (in fase di test):
https://search.noblogs.org
# SPAM
Nonostante l’antispam riconosca la maggior parte dei tentativi di phishing, puo’ capitare che riceviate messaggi all’apparenza provenienti da noi che vi chiedono di entrare nel vostro account per qualche motivo.
Ricordiamo che noi non mandiamo mai messaggi contenenti link HTML da cliccare, che tutte le nostre comunicazioni ufficiali sono sempre firmate con GPG, in duplice lingua italiano e inglese.
Inoltre se non avete certezza di disservizi sappiate che comunichiamo sempre anche sul nostro blog https://cavallette.noblogs.org
In generale cliccare su link contenuti all’interno di messaggi di posta elettronica e’ uno dei modi migliori per farsi rubare dettagli personali come le password.
# NO PASSWORD?
* il gatto, questo sconosciuto
Capita regolarmente che utenti si dimentichino la password e anche la risposta alla domanda del gatto (il meccanismo per il recupero dell’account). Vogliamo qui ricordarvi l’importanza del gatto: se dimenticate la password del vostro account (o se non la sapete proprio perche’ l’avete salvata sul cellulare e non la digitate mai e poi il cellulare si rompe), l’unico modo che avete per tornare in possesso della mail e’ rispondere alla domanda di riserva che avete impostato (che noi chiamiamo domanda del gatto). Quindi e’ fondamentale che questa risposta voi la sappiate, anche se e’ una domanda che avete impostato 10 anni fa.
Vi invitiamo quindi a verificare se la ricordate o a reimpostarla, qui alcuni suggerimenti, la domanda/risposta deve essere semplice e indimenticabile:
– “il nome del mio primo gatto” (sempre che non l’abbiate scritto pubblicamente online!)
– “la canzone (o poesia, o libro) preferita di quanto eri adolescente scritto tutto minuscolo e con gli spazi” (in modo che sappiate che sia “cocco e drilli” e non “CoccoEDrilli”
– “il nome della montagna che vedevi dalla finestra del bagno nella casa dello zio luigi”
– “il soprannome con cui mi chiamava nonna Adelaide”
insomma, cose magari relative a quando eravate giovani, che solo voi sapete e che non dimenticherete finche’ campate.
Esempi che vanno meno bene:
– “il mio numero di telefono” (probabilmente associabile con facilita’)
– “il cognome da nubile della bisnonna materna” (qualcuno che vi conosce o che indaga su di voi potrebbe saperlo).
Se la dimenticate non possiamo fare reset, ci dispiace ma avete perso quell’account.
Poi la vita continua, nel caso ci chiederete un account nuovo.
# RISORSE
Come ogni anno battiamo cassa perche’ resistiamo anche grazie alle vostre donazioni che ci permettono di pagare le bollette dei server e le altre spese, che in totale ammontano a circa 20000EUR l’anno. Finche’ continuerete a sostenerci noi potremo dedicarci a migliore l’infrastruttura, a mantenere sicure le vostre comunicazioni e a fornire strumenti digitali a supporto delle vostre vite e delle vostre lotte.
Se vuoi contribuire anche tu con quello che riesci vai su: https://www.autistici.org/donate
Restiamo umani
GRAZIE MILLE DI CUORE! Buon 2026!
un abbraccio
A/I
+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
Collettivo Autistici/Inventati
https://www.autistici.org
blog: https://cavallette.noblogs.org
donazioni: https://www.autistici.org/donate
aiuto: help@autistici.org
+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
We have reached a quarter of a century (25 YEARS) and Autistici/Inventati is still going strong!
If you use our services, you may want to know what the human beings behind this technological platform actually do (hint: it doesn’t run on magic).
Here’s what we’ve done this year:
# INFRASTRUCTURE
* Upgraded the Infrastructure
The A/I infrastructure has been upgraded with the addition of two new modern servers to manage the entire web side, ensuring more space and better performance. These two servers use only solid state drives, so say goodbye to the old, slower, more energy-intensive, noisier, and more fragile hard disks. Websites and Noblogs will certainly benefit, and so will you!
* Email on Phones
Email on phones and automatic configuration have been causing us problems for some time. We have now finally identified and resolved the issue. From now on, the auto-configuration of apps on your phone such as Thunderbird and K9 will be much easier! Let us know how it goes. In the meantime, to use our email on your phone, simply log in with your account and click on “Setup on Mobile” in the panel. You will find a convenient QR code to scan in your user panel, where you will only need to add your password.
# NOBLOGS
* Statistics
We have revamped the statistics system. Our focus: anonymity and clarity.
In practice, Noblogs has been refreshed and we have decided to rewrite the visit analytics system. Now statistics on which people and bots visit the site are available in the user panel under the “Analytics” section. For more information, read https://cavallette.noblogs.org/2025/02/9949
* Contact Form
A new encrypted contact form for noblogs is currently being tested.
A few months ago a collective contacted us proposing a new plugin for noblogs, developed by them, that allows to contact the managers of the blog in a safe and confidential manner. This plugin creates a form that can send encrypted messages using PGP. Since the previous plugin had some problems and it was no longer developed we decided to adopt this new solution. Now we have a new plugin on noblogs, and also we are very pleased to tighten collaborations of this type with people related to the project. Let us know if you like, the new form system is located in the plugins section and is called “Contact Form”.
* Docs and Search
Still on the subject of noblogs, we have written a series of articles/guides on some recurring questions that we are asked by blog administrators. You can find them here:
https://docs.noblogs.org/
We are also experimenting with a new content search system (currently in the testing phase):
https://search.noblogs.org
# SPAM
Although our anti-spam system recognizes most phishing attempts, you may receive messages that appear to come from us asking you to log into your account for some reason.
Please note that we never send messages containing HTML links to click on, and that all our official communication, in both Italian and English, is always signed with GPG.
Furthermore, if you are unsure about service disruptions, please note that we always communicate on our blog https://cavallette.noblogs.org
In general, clicking on links contained in emails is one of the best ways to have your personal details, including passwords, stolen.
# NO PASSWORD?
* The Cat, This Stranger
It often happens that users forget their password and even the answer to the cat question (our account recovery mechanism). We would like to remind you of the importance of the cat: if you forget your account password (or if you don’t know it because you saved it on your cell phone and never type it in, and then your cell phone breaks), the only way you can regain access to your email is by answering the recovery question you set (We call it The Cat’s question). Therefore, it is essential that you know this answer. Even if you set 10 years ago!
We therefore invite you to check if you remember it or reset it. Here are some suggestions. The question/answer should be simple and unforgettable:
– “the name of my first cat” (unless you wrote it online!)
– “Your favorite song (or poem, or book) from when you were a teenager, written in lowercase letters and with spaces” (so that you know it’s “the pit and the pendulum” and not “ThePitAndThePendulum”)
– “The name of the mountain you could see from the bathroom window in Uncle Luigi’s house”
– “the nickname my grandmother Adelaide used to call me”
In short, things that may be related to when you were young, that only you know and that you will never forget as long as you live.
Examples that are less suitable:
– “my phone number” (probably easy to guess)
– “my maternal great-grandmother’s maiden name” (someone who knows you or is investigating you might know this).
If you forget it, we can’t reset it. We’re sorry, but you’ve lost that account.
Life will goes on,but you’ll have to ask us for a new one.
# RESOURCES
Like every year, we are asking for donations because we survive thanks to your contributions. These allow us to pay our server bills and other expenses, which total around €20,000 per year. As long as you continue to support us, we can focus on improving our infrastructure, keeping your communications secure, and providing digital tools to support your lives and struggles.
If you as well want to contribute: https://www.autistici.org/donate
Stay human.
THANK YOU SO MUCH! Happy 2026!
Hugs
“Assalto alle piattaforme” è il libro di Kenobit, uscito settimana scorsa per Agenzia X. https://agenziax.it/assalto-piattaforme
Di sperimentazioni come queste ne sentivamo il bisogno e ci piace leggere la testimonianza diretta da un artista che nei social c’è cresciuto e ad oggi condivide una visione mondiale di “via d’uscita”.
O come dice lui nella sua newsletter:
Parla del rapporto tossico che abbiamo con le piattaforme commerciali, analizza i meccanismi che ci rubano il tempo, racconta il grande inganno della content creation e propone un percorso concreto per smettere di sostenere il capitalismo digitale e rivendicare una dimensione online che non inquini il mondo e le nostre vite. È frutto di due anni di sperimentazione (cominciati proprio qui, sulla Settimana Sovversiva), tecnologica e umana, e spiega nel modo più semplice possibile le alternative e le pratiche che possono liberarci.
Se volete il libro è anche “in ascolto” a puntate sul Castopod di Kenobit stesso.
https://podcast.kenobit.it/@assaltoallepiattaforme
La soluzione comprende la convergenza e federazione di chi crea e legge contenuti sul protocollo Activity pub, e la presa di responsabilità del proprio hosting, da sole o in compagnia. Va bene, se non ne avete mai proprio sentito parlare, un introduzione all’argomento può essere questo video: https://videos.elenarossini.com/w/petiQESS6xH5B68Pysqfug
Visto che le tecnologie federate ci piacciono, in quanto danno un potere di scelta alle persone, da uno dei nostri servizi è possibile integrarsi. Infatti da NoBlogs è possibile pubblicare sul Fediverso e partecipare a queste nuove reti sociali (opt-in), se ti interessa leggi qui e qui. Ugualmente è possibile rimanere “non-correlati”, fuori dal fediverso, e per entrambe le scelte:
NoBlogs non conserva i Log di chi vi legge!
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 2 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 11 | 0 | - | 26 | - | 0.2 | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 11 | 0 | - | 34 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 12 | 0 | 8 | 51 | - | 0.6 | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 15 | 1 | - | 66 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 16 | 0 | 10 | 43 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 6 | 0 | 4 | 27 | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 8 | 0 | - | 17 | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 8 | 0 | 4 | 26 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 9 | 0 | - | 20 | 2.6 | - | 0.5 | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 9 | 0 | 3 | 38 | - | - | - | - |
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 14 | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 10 | 0 | - | 19 | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 14 | 0 | 11 | 41 | - | - | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 15 | 0 | 9 | 32 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 17 | 0 | - | 20 | 3.5 | - | 0.9 | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 18 | 1 | - | 98 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 19 | 0 | 16 | 39 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 21 | 0 | 17 | 47 | - | 1.2 | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 30 | 0 | - | 50 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 36 | 0 | 27 | 56 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 8 | 0 | - | 19 | - | 0.5 | - | - |
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 6 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 13 | 0 | - | 62 | - | 0.5 | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 13 | 0 | 9 | 35 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 17 | 0 | - | 59 | 3.4 | - | 1.1 | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 19 | 0 | - | 59 | - | - | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 20 | 0 | 13 | 76 | - | - | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 22 | 1 | - | 91 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 23 | 0 | 15 | 79 | - | 1.2 | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 27 | 0 | - | 42 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 28 | 0 | 19 | 47 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 38 | 0 | 29 | 63 | - | - | - | - |
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 7 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 10 | 0 | - | 44 | - | 0.5 | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 12 | 0 | 10 | 22 | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 15 | 0 | - | 38 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 17 | 0 | - | 51 | 2.7 | - | 0.8 | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 18 | 0 | 13 | 51 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 20 | 0 | 12 | 68 | - | 0.7 | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 23 | 0 | 15 | 61 | - | - | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 23 | 1 | - | 76 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 24 | 0 | - | 40 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 24 | 0 | 17 | 53 | - | - | - | - |
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 6 | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 10 | 0 | - | 13 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 10 | 0 | - | 25 | - | - | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 11 | 1 | - | 39 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 13 | 0 | - | 11 | 2.0 | - | 0.6 | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 16 | 0 | 10 | 37 | - | 0.5 | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 16 | 0 | 10 | 45 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 25 | 0 | 16 | 50 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 7 | 0 | - | 15 | - | 0.4 | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 9 | 0 | 6 | 11 | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 9 | 0 | 7 | 11 | - | - | - | - |
Introduzione
Nel mondo della preparazione (prepping), tutto ruota attorno a tre concetti chiave: autonomia, versatilità e conservazione nel tempo. In quest’ottica, gli oli essenziali rappresentano uno strumento estremamente interessante infatti: sono concentrati, multifunzionali, relativamente stabili (se ben conservati) e possono coprire numerose esigenze come la cura della persona, l’igiene, supporto al benessere fino alla protezione degli ambienti e delle scorte.
Questo articolo nasce per spiegare in modo chiaro e pratico cosa sono gli oli essenziali, perché la qualità è fondamentale, come utilizzarli in sicurezza e soprattutto quali non dovrebbero mai mancare nel kit di un prepper.
Ah certo, da puntualizzare… Questa è la mia visione, ovviamente a seconda delle varie esigenze e necessità potrebbero esserci oli più idonei rispetto ad altri

Cosa sono gli oli essenziali
Gli oli essenziali sono estratti aromatici altamente concentrati ottenuti da parti di piante officinali (fiori, foglie, cortecce, radici, semi o resine). Non sono oli nel senso classico del termine, ma miscele complesse di molecole volatili prodotte dalla pianta come sistema di difesa, comunicazione e adattamento all’ambiente; proprio per questo la loro densità è più vicina all’acqua che all’olio.
Ogni olio essenziale racchiude il fitocomplesso della pianta: decine (a volte centinaia) di principi attivi che agiscono in sinergia. È proprio questa complessità che rende gli oli essenziali così versatili e difficili da sostituire con prodotti di sintesi.
È importante comprendere che queste sostanze sono esattamente gli “utensili” biochimici che la pianta utilizza per comunicare e difendersi: servono a respingere microrganismi patogeni, insetti e predatori, oppure a trasmettere segnali ad altre piante e all’ambiente circostante permettendogli, addirittura, di avvertire i loro simili di eventuali pericoli.
Un esempio? Avete presente l’odore dell’erba appena tagliata? Quell’aroma così familiare non è un profumo: è il risultato di molecole rilasciate in seguito a una ferita! In natura quel segnale indicherebbe la presenza di un erbivoro attivando risposte difensive nelle piante vicine e in alcune specie addirittura di sintetizzare velocemente sostanze tossiche con “l’intento” di dissuadere il predatore.
Queste molecole hanno quindi funzioni ben precise nel mondo vegetale, ma una caratteristica fondamentale degli oli essenziali è che in alcuni casi svolgono effetti diversi, o addirittura complementari, nell’organismo umano. È proprio questa interazione tra biochimica vegetale e fisiologia umana che rende gli oli essenziali così interessanti dal punto di vista funzionale.

I metodi di estrazione più comuni sono:
Perché la qualità è fondamentale (soprattutto per un prepper)
Nel contesto della preparazione, la qualità non è un dettaglio: è una variabile critica.
Buy once, cry once! Compra una volta, piangi una volta ovvero piangi quando paghi il conto. Cosa significa? Niente togliere ai filtri a carbone attivo del discount ma sicuramente un sistema a gravità in acciaio inox (tipo Berkey) o un filtro a fibra cava certificato (come un Sawyer o un Katadyn) sono nettamente superiori di qualità, resistenza e filtrazione.
| Tipo | Filtro economico | Filtro di qualità |
| Costo iniziale | 15-20€ | 50-60€ |
| Capacità filtrante | 1000-2000 litri | Oltre 370.000 litri (certificati) |
| Costo per litro | 0,01€/litro | 0,00016€/litro |
| Durata | Spesso usa e getta | Lavabile o riutilizzabile |
Lo stesso concetto ha validità per gli oli essenziali!
Un olio essenziale di bassa qualità può essere:
Un olio essenziale di alta qualità, invece, garantisce:
Per un prepper, pochi oli ma puri e certificati valgono molto più di una collezione mediocre.
A cosa servono gli oli essenziali
Gli oli essenziali non sono “rimedi miracolosi”, ma strumenti naturali multifunzione, in pratica un coltellino svizzero biologico. In un’ottica di autosufficienza possono essere utilizzati per:
1. Igiene e protezione
2. Supporto al benessere fisico
3. Protezione delle scorte
4. Ambiente e morale
Come utilizzare gli oli essenziali (uso consapevole)
Gli oli essenziali sono talmente potenti che se gestiti male potrebbero addirittura creare irritazioni per questo bastano poche gocce e soprattutto saperli usare, ma tranquilli perché tra poco vedremo quelli che sono più innocui e quelli più critici a cui fare maggiore attenzione. Un prepper deve conoscerli e rispettarli.
Uso ambientale
Uso topico (sempre diluito se possibile)
Uso pratico

Nota importante: l’uso interno da integratore richiede formazione specifica. In un contesto prepper è spesso evitabile ma se necessaria vedremo poi come assumerli.
Ovviamente questo non è un consiglio a farne uso perché come spiegavo pocanzi possibili effetti collaterali non sono così rari se utilizzati male.
Gli oli essenziali non sono delicati: sono concentrati estremi.
Per dare un’idea concreta, una singola goccia può contenere l’equivalente dei principi attivi di decine o centinaia di grammi di pianta fresca.
Per questo motivo, un utilizzo sicuro richiede conoscenza, dosi corrette e buon senso.
Conservazione: un punto chiave per il prepper
La corretta conservazione determina la reale durata di un olio essenziale.
Regole fondamentali:
Durata media:
Un prepper dovrebbe ruotare gli oli come fa con il cibo: controllo periodico e uso consapevole.
Ma cosa lo dico a fare a voi… Già sapete!
Il kit di oli essenziali del prepper
Di seguito una selezione essenziale ma completa, pensata per coprire il maggior numero di esigenze con il minimo ingombro.
1. Tea Tree (Melaleuca alternifolia)
2. Lavanda vera (Lavandula angustifolia)
3. Eucalipto radiata
4. Limone (spremuto a freddo)
5. Menta piperita

6. Origano compatto (uso esperto)
7. Incenso (Boswellia carterii)
Perché gli oli essenziali hanno senso nella prepping
In uno scenario di emergenza o isolamento prolungato, gli oli essenziali offrono:
Non sostituiscono la medicina d’emergenza, ma rappresentano un livello intermedio intelligente tra rimedi improvvisati e farmaci.
Conclusione
Prepararsi significa anche conoscere strumenti antichi con mentalità moderna. Gli oli essenziali, se scelti bene e usati con rispetto, possono diventare alleati preziosi per il prepper consapevole.
Nel prossimo articolo si affronterà in maniera più dettagliata il dosaggio consigliato (previo consulto medico) e come combinarli in soluzione.
Meglio pochi flaconi, ma buoni. Meglio conoscenza, che accumulo cieco.
Davide – Erborista
Erboristeria “Il Cerchio nel Grano”
L'articolo Oli essenziali e preparazione: guida pratica per il prepper proviene da Associazione Italiana Preppers.
La mattina di domenica 18 gennaio, nella sala principale della Casa delle culture di Trieste, Rodrigo Nunes ha presentato il suo libro Né verticale né orizzontale. Una teoria dell'organizzazione politica (Alegre, 2025) in dialogo con la redazione della rivista Charta Sporca e con gli scrittori e attivisti Wu Ming 1, Igor Štiks e Andrea Olivieri.
Molti gli interventi durante la discussione, tra cui quello di Gian Andrea Franchi dell'associazione Linea d'ombra (autore di Per un comunismo della cura, Derive Approdi 2025) e di Riccardo Laterza, consigliere comunale della lista civica Adesso Trieste.
N.B. Durante l'introduzione e nei primi minuti dell'intervento di WM1 si sentono i rumori della sala che si "assesta", spostamenti di sedie eccetera. Proseguendo con l'ascolto, la qualità migliora notevolmente.
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 5 | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 10 | 0 | - | 11 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 10 | 0 | 7 | 47 | - | - | - | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 11 | 0 | - | 11 | - | 0.4 | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 11 | 0 | - | 20 | 2.4 | - | 0.6 | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 12 | 0 | 8 | 26 | - | 0.5 | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 14 | 1 | - | 62 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 27 | 0 | - | 46 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 33 | 0 | 18 | 58 | - | - | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 9 | 0 | 6 | 13 | - | - | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 9 | 0 | 7 | 11 | - | - | - | - |
| STAZIONE | COMUNE | ZONA | PM10 µg/m³ Media G. |
PM10 Nro.super.ti |
PM2.5 µg/m³ Media G. |
NO2 µg/m³ Max O. |
SO2 µg/m³ Max O. |
CO mg/m³ Max m.m.8h |
Benzene µg/m³ Media G. |
H2s µg/m³ Max O. |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| GR-MAREMMA | GROSSETO | Zona Costiera | - | - | - | 4 | - | - | - | - |
| LI-CARDUCCI | LIVORNO | Zona Costiera | 10 | 0 | 6 | 29 | - | 0.5 | - | - |
| GR-URSS | GROSSETO | Zona Costiera | 11 | 0 | 8 | 17 | - | - | - | - |
| MS-COLOMBAROTTO | CARRARA | Zona Costiera | 14 | 0 | - | 24 | - | - | - | - |
| LU-VIAREGGIO | VIAREGGIO | Zona Costiera | 15 | 0 | 11 | 52 | - | - | - | - |
| GR-SONNINO | GROSSETO | Zona Costiera | 17 | 1 | - | 55 | - | - | - | - |
| MS-MARINA-VECCHIA (Attiva dal 28/04/2015) | MASSA | Zona Costiera | 21 | 0 | 14 | 41 | - | - | - | - |
| LI-LAPIRA | LIVORNO | Zona Costiera | 8 | 0 | - | 10 | 1.7 | - | 0.4 | - |
| LI-COTONE | PIOMBINO | Zona Costiera | 8 | 0 | - | 16 | - | 0.4 | - | - |
| LI-CAPPIELLO | LIVORNO | Zona Costiera | 8 | 0 | 5 | 11 | - | - | - | - |
| LI-PIOMBINO-PARCO-VIII-MARZO | PIOMBINO | Zona Costiera | 9 | 0 | - | 21 | - | - | - | - |
| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 63 µg/m³ |
| AR-REPUBBLICA | Zona Valdarno Aretino e Valdichiana | AREZZO | PM10 | 57 µg/m³ |
| GR-SONNINO | Zona Costiera | GROSSETO | PM10 | 52 µg/m³ |
| PT-MONTALE | Zona Prato Pistoia | MONTALE | PM10 | 52 µg/m³ |
| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| FI-MOSSE | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 62 µg/m³ |
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 58 µg/m³ |
| FI-LAVAGNINI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 52 µg/m³ |
The Linux Foundation has announced a second year of sponsorship for the ongoing maintenance of the Linux manual pages (man-pages) project, led by Alejandro (Alex) Colomar. This critical initiative is made possible through the continued support of Google, Hudson River Trading, and Meta, who have renewed their sponsorship to ensure the long-term health of one of the most fundamental resources in the Linux ecosystem.
Since 2020, Alex Colomar has been the lead maintainer of the man-pages, providing detailed documentation for system calls, library functions, and other core aspects of the Linux API. While Alex initially maintained the project voluntarily, sponsorship beginning in 2024—supported by Google, Hudson River Trading, Meta, and others—has enabled him to dedicate more time and focus to improving the quality, accessibility, and accuracy of the Linux man-pages.
Over the last year, Alex’s work has resulted in major improvements that benefit both developers and maintainers across the Linux ecosystem. Highlights include:
fcntl(2), futex(2), and keyctl(2) have been refactored into more focused, maintainable units.diffman-git(1), mansect(1), and pdfman(1) help developers compare versions, extract specific sections, and generate printable documentation. Some are now included by default in major Linux distributions.The man-pages project continues to be one of the most relied-upon open documentation resources in computing, providing millions of developers with accurate and accessible information directly from the command line. Its continued maintenance is vital to the long-term health of Linux and open source software at large.
The post Celebrating the Second Year of Linux Man-Pages Maintenance Sponsorship appeared first on Linux.com.
| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| FI-MOSSE | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 88 µg/m³ |
| FI-LAVAGNINI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 76 µg/m³ |
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 68 µg/m³ |
| PO-ROMA | Zona Prato Pistoia | PRATO | PM10 | 66 µg/m³ |
| PO-FERRUCCI | Zona Prato Pistoia | PRATO | PM10 | 62 µg/m³ |
| PT-MONTALE | Zona Prato Pistoia | MONTALE | PM10 | 61 µg/m³ |
| PI-SANTA-CROCE-COOP | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | SANTA CROCE SULL'ARNO | PM10 | 57 µg/m³ |
| AR-REPUBBLICA | Zona Valdarno Aretino e Valdichiana | AREZZO | PM10 | 56 µg/m³ |
| FI-BASSI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 54 µg/m³ |
| FI-BOBOLI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 54 µg/m³ |
| LU-MICHELETTO | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | LUCCA | PM10 | 54 µg/m³ |
| LU-SAN-CONCORDIO | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | LUCCA | PM10 | 52 µg/m³ |
| FI-SIGNA | Agglomerato di Firenze | SIGNA | PM10 | 51 µg/m³ |
| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| FI-MOSSE | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 89 µg/m³ |
| FI-LAVAGNINI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 75 µg/m³ |
| FI-BASSI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 65 µg/m³ |
| FI-BOBOLI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 65 µg/m³ |
| FI-SCANDICCI | Agglomerato di Firenze | SCANDICCI | PM10 | 64 µg/m³ |
| PO-ROMA | Zona Prato Pistoia | PRATO | PM10 | 61 µg/m³ |
| PO-FERRUCCI | Zona Prato Pistoia | PRATO | PM10 | 60 µg/m³ |
| LU-FORNOLI | Zona Collinare Montana | BAGNI DI LUCCA | PM10 | 59 µg/m³ |
| FI-SIGNA | Agglomerato di Firenze | SIGNA | PM10 | 56 µg/m³ |
| PI-SANTA-CROCE-COOP | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | SANTA CROCE SULL'ARNO | PM10 | 54 µg/m³ |
| LU-MICHELETTO | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | LUCCA | PM10 | 52 µg/m³ |
| PT-MONTALE | Zona Prato Pistoia | MONTALE | PM10 | 52 µg/m³ |
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 51 µg/m³ |
| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| FI-MOSSE | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 71 µg/m³ |
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 58 µg/m³ |
| FI-LAVAGNINI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 56 µg/m³ |
| AR-REPUBBLICA | Zona Valdarno Aretino e Valdichiana | AREZZO | PM10 | 52 µg/m³ |
| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 51 µg/m³ |
At dawn on January 3, 2026, as Caracas awakened to the roar of explosions tearing through the darkness above the Fuerte Tiuna military complex, President Nicolás Maduro and his wife…
The post Venezuela Oil: The Phantom Barrel That Feeds Financial Empire appeared first on Another World.
bookworm). This point release mainly adds corrections for security issues, along with a few adjustments for serious problems. Security advisories have already been published separately and are referenced where available.
trixie). This point release mainly adds corrections for security issues, along with a few adjustments for serious problems. Security advisories have already been published separately and are referenced where available.
“Situational Awareness (SA): vedere prima, reagire meglio”
Nel mondo del prepping si tende spesso a concentrare l’attenzione su scorte, attrezzature e piani di emergenza. Tutti elementi importanti, ma non sufficienti.
La vera base della preparazione individuale e familiare è una competenza spesso sottovalutata: la consapevolezza situazionale, nota anche come situational awareness.
Essere consapevoli di ciò che accade intorno a noi, comprenderne il significato e anticiparne le possibili evoluzioni consente di ridurre i rischi, evitare decisioni impulsive e affrontare le emergenze in modo razionale, senza ricorrere a comportamenti estremi o allarmistici.
Questo concetto è pienamente coerente con la cultura della protezione civile, che pone al centro la prevenzione, l’autoprotezione e il comportamento responsabile del cittadino prima, durante e dopo un’emergenza.
La consapevolezza situazionale è la capacità di osservare l’ambiente, interpretare correttamente le informazioni disponibili e valutare come una situazione potrebbe evolvere nel tempo.
È un principio adottato in ambiti come l’aviazione, la sanità d’emergenza e la protezione civile, dove la corretta lettura del contesto è fondamentale per ridurre il rischio e coordinare interventi efficaci.
Nel prepping civile, questa competenza consente di anticipare criticità e adottare comportamenti adeguati, in linea con le indicazioni delle autorità competenti.
La consapevolezza situazionale può essere descritta attraverso tre livelli progressivi, pienamente compatibili con l’approccio della protezione civile.
I livelli sono:
Questo concetto è ampiamente utilizzato in ambito aeronautico, militare, sanitario e nella protezione civile, ma risulta altrettanto applicabile alla vita quotidiana e al prepping civile.
Il primo livello è la percezione:
Consiste nel notare ciò che accade e ciò che cambia rispetto alla normalità. Segnali come un’interruzione improvvisa dell’energia elettrica, un traffico anomalo o l’indisponibilità di servizi essenziali rappresentano elementi che, se osservati con attenzione, permettono una prima valutazione della situazione.
Esempi concreti possono essere:
Riconoscere ciò che non rientra nella routine è il primo passo verso una corretta valutazione del rischio.
Il secondo livello è la comprensione:
In questa fase si attribuisce un significato a ciò che si è osservato. Un blackout che coinvolge più comuni, come accaduto in diverse aree d’Italia, non è solo un disagio temporaneo, ma un evento che può avere conseguenze su mobilità, comunicazioni e accesso ai servizi. È lo stesso principio utilizzato dalla protezione civile per distinguere un evento locale da una criticità più ampia.
Esempi concreti di disagi possono essere:
Il terzo livello è la proiezione e riguarda la previsione degli sviluppi:
Ovvero la capacità di anticipare possibili sviluppi. Durante eventi come alluvioni, frane, ondate di calore o forti perturbazioni meteo, prevedere gli effetti secondari consente di adottare comportamenti di autoprotezione e di non ostacolare eventuali operazioni di soccorso.
Quando si parla di pericoli, spesso si pensa a eventi eccezionali o a scenari estremi. In realtà, molte delle situazioni più rischiose nascono in contesti assolutamente ordinari: una piazza affollata, un concerto, una discoteca, una manifestazione, una serata di festa. Nella maggior parte dei casi, non è l’evento in sé a trasformarsi in tragedia, ma il modo in cui le persone reagiscono quando qualcosa cambia improvvisamente.
La consapevolezza situazionale è proprio questo: la capacità di leggere ciò che sta accadendo intorno a noi, coglierne i segnali iniziali e capire quando è il momento di allontanarsi prima che una situazione diventi pericolosa.
Molti episodi avvenuti negli ultimi anni, come il panico in Piazza San Carlo a Torino nel giugno del 2017 o diversi incidenti in locali e discoteche, mostrano un elemento comune: il pericolo non nasce sempre da un crollo, da un incendio o da un’aggressione, ma dalla dinamica della folla. Quando le persone si spaventano tutte insieme, il movimento collettivo diventa incontrollabile. A quel punto non conta più quanto si è forti o veloci: si viene semplicemente trascinati.
Un caso reale: Piazza San Carlo a Torino
Senza ripercorrere nel dettaglio i fatti avvenuti in Piazza San Carlo a Torino, si vuole portare all’attenzione del lettore una conseguenza significativa della fuga incontrollata della folla. Dopo il diradamento delle persone e quando la macchina dei soccorsi è riuscita ad agire, si è infatti verificato un consistente ritrovamento e conseguente accumulo di scarpe e calzature di vario tipo (vedi foto). Nel video dell’articolo linkato è inoltre possibile osservare chiaramente l’effetto della cosiddetta “marea umana”.
Questo elemento, apparentemente secondario, è in realtà molto significativo.
In caso di calca dovuta al cosiddetto effetto “marea umana”, è estremamente facile perdere le calzature, che rappresentano l’unica protezione dei piedi contro oggetti taglienti come cocci di vetro o altri materiali presenti a terra.
La perdita delle scarpe aumenta in modo rilevante il rischio di ferimenti e, di conseguenza, anche il rischio di cadute.
In un contesto di movimento incontrollato della folla, una caduta può rapidamente trasformarsi in una situazione potenzialmente letale a causa del calpestamento.
Questo episodio mostra in modo molto chiaro che, in simili contesti, la consapevolezza situazionale non serve a “gestire” il panico quando è ormai in atto, ma soprattutto a non trovarsi all’interno della dinamica di panico quando questa si innesca.

Considerazioni preventive
La prima e più efficace misura di riduzione del rischio sarebbe stata evitare di trovarsi in una situazione di questo tipo. Per la natura stessa dell’evento, il rischio di comportamenti violenti o di movimenti di massa incontrollati era oggettivamente elevato. È tuttavia importante ricordare che dinamiche simili possono verificarsi anche in contesti ritenuti meno critici, come mercatini, sagre paesane o altri eventi molto affollati.
In termini pratici, alcune semplici attenzioni avrebbero potuto ridurre l’esposizione al rischio:
Un caso reale: tragedia Crans Montana
Altro caso reale è la tragedia avvenuta nella discoteca di Crans-Montana, è utile soffermarsi su alcuni elementi che aiutano a comprendere come, in contesti chiusi e molto affollati, il rischio principale non sia rappresentato solo dall’evento iniziale, ma soprattutto dalle conseguenze che esso genera in termini di comportamento collettivo e gestione dello spazio.
In situazioni di questo tipo, caratterizzate da elevata densità di persone, scarsa visibilità, rumore e stimoli sensoriali intensi, anche un evento inizialmente limitato — come un principio d’incendio, del fumo o un guasto tecnico — può innescare una reazione a catena estremamente rapida.
Inoltre anche l’osservazione delle condizioni del luogo che si va ad occupare per l’evento può lasciare adito a considerazioni personali sulla effettiva sicurezza che questo luogo possa avere.
Il panico, unito alla necessità istintiva di allontanarsi dal pericolo, porta molte persone a muoversi simultaneamente verso le stesse vie di uscita, generando sovraffollamento, compressione e, nei casi peggiori, situazioni di schiacciamento.
In ambienti chiusi, la perdita di orientamento è uno dei primi effetti collaterali del panico. La combinazione di luci, fumo, musica ad alto volume, struttura non correttamente adeguata alle norme di sicurezza e confusione rende difficile comprendere dove ci si trovi e quale sia il percorso più sicuro per uscire.
In queste condizioni, le persone tendono a seguire il flusso della massa, anche quando questo conduce verso colli di bottiglia o zone già congestionate, aggravando ulteriormente la situazione.
Questo tipo di eventi mostra con chiarezza come, in contesti ad alta densità di persone, il fattore critico non sia solo la presenza del pericolo, ma la dinamica della folla che si genera in risposta ad esso.
Considerazioni preventive
Dal punto di vista della prevenzione individuale, alcune semplici attenzioni possono contribuire a ridurre l’esposizione al rischio in contesti simili:

Anche in questo caso, emerge con chiarezza un principio fondamentale: chi si muove per tempo spesso riesce a evitare di trovarsi coinvolto nella fase più pericolosa dell’evento.
Una lezione generale
La tragedia di Crans-Montana, come altri eventi simili, ricorda che nei luoghi chiusi e affollati il rischio maggiore non è quasi mai legato solo all’evento iniziale, ma alla combinazione tra locali inadeguati, panico, disorientamento e dinamiche di massa.
La consapevolezza situazionale, intesa come attenzione all’ambiente e capacità di riconoscere per tempo i segnali di criticità, rappresenta uno degli strumenti più semplici ed efficaci per ridurre l’esposizione a questo tipo di rischi.
Spesso i segnali ci sono. Prima che una situazione degeneri, l’ambiente cambia: il rumore aumenta, le persone iniziano a voltarsi tutte nella stessa direzione, si percepisce tensione, qualcuno inizia a spingere o a muoversi in modo disordinato. Chi è completamente immerso nel proprio telefono o distratto da quello che sta facendo tende a non notare nulla. Chi invece mantiene un minimo di attenzione all’ambiente circostante si accorge che qualcosa non va, quando c’è ancora tempo per allontanarsi con calma.
Lo stesso principio vale per i rischi di aggressione o rapina. Questi eventi raramente avvengono “dal nulla”. Nella maggior parte dei casi sono preceduti da una fase di osservazione, in cui qualcuno cerca una persona distratta, isolata o disorientata. Una persona che cammina con aria consapevole, che guarda intorno a sé e che sembra sapere dove sta andando, è molto meno attraente come bersaglio rispetto a chi appare completamente assorbito dal telefono o spaesato.

Anche nei locali affollati o nei grandi eventi, la consapevolezza situazionale comincia ancora prima che succeda qualcosa. Entrare in un posto e notare dove sono le uscite, quali sono i passaggi più stretti, dove si concentra più gente, non è paranoia: è semplice buon senso. Se durante la serata si vede che una zona diventa eccessivamente piena, che si fa fatica a muoversi o a respirare, quello è già un segnale di rischio. Oltre una certa densità, le persone smettono di muoversi come individui e iniziano a muoversi come una massa. In quel momento, il controllo personale si riduce drasticamente.
Uno degli errori più comuni è pensare: “Aspetto ancora un attimo e vedo come va”. Purtroppo, quando la situazione peggiora davvero, non c’è più tempo per decidere. Chi si muove per tempo, invece, spesso riesce semplicemente ad andarsene senza nemmeno capire, se non dopo, quanto fosse vicino al problema.
In fondo, la consapevolezza situazionale non è uno stato di allerta permanente e non significa vivere con paura. Significa mantenere un filo di attenzione verso l’ambiente in cui ci si trova, sufficiente per riconoscere quando qualcosa sta cambiando in modo anomalo.
La sua funzione più importante non è aiutare a reagire nel caos, ma evitare di trovarsi nel caos.
Ed è proprio questo che la rende uno degli strumenti più semplici e più efficaci di prevenzione personale e collettiva.
Nei prossimi articoli affronteremo alcuni aspetti psicologici della Consapevolezza Situazionale, tra cui il Gray Man, Normai Bias, Effetto spettatore etc.
Nel contesto italiano, caratterizzato da un territorio fragile e da una frequente esposizione a rischi naturali, la consapevolezza situazionale rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione non strutturale, esattamente come promosso dalla protezione civile.
Essere consapevoli significa:
Inoltre la consapevolezza situazionale permette di:
Molte emergenze non diventano crisi per chi riesce a leggere correttamente i segnali iniziali.
Il prepper consapevole non si sostituisce alle istituzioni, ma collabora indirettamente attraverso comportamenti corretti e responsabili.
La consapevolezza situazionale non equivale a vivere in costante allerta. È invece una forma di attenzione equilibrata, simile a quella promossa nelle campagne di informazione della protezione civile.
Al contrario, si basa su:
Conoscere il territorio in cui si vive, i principali rischi locali (idrogeologici, sismici, climatici) e le procedure di emergenza previste dal proprio comune consente di riconoscere più facilmente le anomalie e di reagire in modo appropriato.
Anche semplici abitudini quotidiane contribuiscono a rafforzare questa capacità, rendendo il cittadino parte attiva del sistema di protezione civile.
Alcuni esempi pratici:
Una cattiva applicazione della consapevolezza situazionale può risultare controproducente.
Tra gli errori più frequenti si riscontrano:
La protezione civile insegna che informazione corretta e comportamento adeguato sono elementi chiave della sicurezza.
Allenare questa competenza significa sviluppare una mentalità preventiva.
Osservare l’ambiente, analizzare eventi passati e conoscere i piani comunali di emergenza permette di costruire una base solida di consapevolezza. Anche la partecipazione a esercitazioni, incontri informativi o attività di volontariato contribuisce a rafforzare questa capacità.
Più avanti si affronteranno anche esercizi per affinare la propria SA, come ad esempio:
Prepararsi non significa aspettarsi il peggio, ma sapere cosa fare se accade.
La consapevolezza situazionale accompagna ogni fase dell’emergenza.
Prima
Prima che si verifichi un evento, è fondamentale conoscere il territorio, i principali rischi locali e le procedure di emergenza. Informarsi attraverso canali ufficiali, preparare un piano familiare e osservare i segnali precoci consente di agire con anticipo e lucidità.
Durante
Durante l’emergenza, la priorità è mantenere la calma, valutare l’evoluzione della situazione e adottare comportamenti di autoprotezione. Seguire le indicazioni delle autorità, evitare spostamenti inutili e non diffondere informazioni non verificate contribuisce alla sicurezza propria e al buon funzionamento del sistema di soccorso.
Dopo
Dopo l’evento, la consapevolezza situazionale aiuta a comprendere quando il pericolo è realmente cessato. È importante continuare a informarsi, verificare eventuali danni, evitare zone a rischio e collaborare con
In linea con i principi della protezione civile, l’Associazione Italiana Prepper suggerisce di:
La consapevolezza situazionale è uno strumento di responsabilità individuale al servizio della sicurezza collettiva.
Nel prepping moderno, la consapevolezza situazionale rappresenta la prima e più importante risorsa.
Scorte e strumenti sono utili, ma senza la capacità di comprendere la realtà e anticiparne le evoluzioni perdono gran parte della loro efficacia.
Essere prepper significa essere attenti, informati e responsabili, contribuendo alla propria sicurezza e a quella della comunità.
L'articolo Consapevolezza situazionale: la prima vera risorsa del prepper proviene da Associazione Italiana Preppers.
On January twenty-third, 2026, yet another extension granted by a Trump administration that has transformed the TikTok question into a juridical farce will expire, where every deadline becomes negotiable as…
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The script of perpetual war unfolds simultaneously across four global fronts — Ukraine, Iran, Taiwan, and Venezuela — where the Pentagon’s machinery manufactures crisis, denies evidence, and transforms sovereignty into…
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| Stazione | Zona omogenea | Comune | Sigla inquinante | Valore |
|---|---|---|---|---|
| FI-SIGNA | Agglomerato di Firenze | SIGNA | PM10 | 115 µg/m³ |
| PT-MONTALE | Zona Prato Pistoia | MONTALE | PM10 | 110 µg/m³ |
| PO-ROMA | Zona Prato Pistoia | PRATO | PM10 | 108 µg/m³ |
| PO-FERRUCCI | Zona Prato Pistoia | PRATO | PM10 | 99 µg/m³ |
| LU-CAPANNORI | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | CAPANNORI | PM10 | 89 µg/m³ |
| PI-SANTA-CROCE-COOP | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | SANTA CROCE SULL'ARNO | PM10 | 76 µg/m³ |
| FI-LAVAGNINI | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 67 µg/m³ |
| FI-MOSSE | Agglomerato di Firenze | FIRENZE | PM10 | 67 µg/m³ |
| LU-FORNOLI | Zona Collinare Montana | BAGNI DI LUCCA | PM10 | 57 µg/m³ |
| LU-MICHELETTO | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | LUCCA | PM10 | 57 µg/m³ |
| PT-SIGNORELLI | Zona Prato Pistoia | PISTOIA | PM10 | 55 µg/m³ |
| FI-SCANDICCI | Agglomerato di Firenze | SCANDICCI | PM10 | 54 µg/m³ |
| AUTOLAB-FI-BORGO-SAN-LORENZO | BORGO SAN LORENZO | PM10 | 53 µg/m³ | |
| LU-SAN-CONCORDIO | Zona Valdarno Pisano e Piana Lucchese | LUCCA | PM10 | 51 µg/m³ |
È stata presentata al CD la proposta di partecipare con il nominativo di Sezione IQ5LI al prossimo contest Bande Basse Italia.
Per vostra guida questa competizione si svolgerà dalle ore 13:00 UTC di sabato 10/01/2026 fino alle 12:59 UTC della domenica 11/01 nei modi SSB e CW.
La postazione è stata reperita dal socio organizzatore nei pressi del paese del Gabbro.
Le attrezzature saranno quelle della Sezione i.e.: IC7400, alimentatore dedicato, amplificatore lineare Heatkit SB220, antenne filari e dipoli, cavi, PC, e attrezzature per la logistica.
La manifestazione è aperta a tutti coloro che abbiano il piacere di condividere esperienza radio e conviviale.
A tale proposito, chi è intenzionato ad approfondire l’argomento, può intanto rivolgersi ad Alessandro IW5ELA.
È stato programmato anche un eventuale incontro tipo briefing in sezione per il giorno 04/01/26.
Va da sé che questa manifestazione potrebbe essere la prima occasione del nuovo anno per rinfrescare le proprie esperienze e capacità operative, e un’ottima palestra per chi, invece, è ancora alle prime armi.
Con questo vi salutiamo e rinnoviamo gli auguri per un sereno 2026.
CD/CS
KOV
December 2025 delivered one of those declarations that typically belong to conspiracy theory territory, except this time it emanated directly from someone with every interest in maintaining silence: Dame Hannah…
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Identity, which should serve as private refuge against the world’s indifference, periodically transforms into a weapon of war, and history proceeds in cycles where this metamorphosis repeats with minimal variations…
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They want dogs, and they have been getting them for decades without even hiding it, building this civilization of surveillance with the obsessive meticulousness of the rancher who knows exactly…
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One could begin with a rhetorical question, but that would be a waste of time that nobody has any desire left to invest in useless formalities, because the answer is…
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There is no need to wait for a dystopian future, because that future is already operational in Californian laboratories where billionaires with more money than sense of restraint have decided…
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Ciao Community,
se stai leggendo queste righe, è perché siamo arrivati al momento che nessuno voleva scrivere: Androidiani.com chiude, sia come blog che come forum.
Il 24 Novembre 2008 nasce androidiani.com: un’idea di Sebastiano Montino e Andrea Baccega che credono in Google e Android.

In Italia il primo vero dispositivo Android e’ l’HTC Dream marchiato TIM. I lettori storici si ricorderanno che TIM aveva pero’ rimosso l’intero comparto Google e che, di fatto, il telefono era castrato: niente Android Market (l’attuale Play Store) e assenza di molte applicazioni che rendevano Android interessante.
Nottate insonni portarono al primo root e firmware partorito da Androidiani.com. Fu probabilmente quello che diede il giusto slancio al sito che nei suoi 17 anni di vita, si è affermato come la piattaforma con la più grande community attiva nel panorama nazionale con circa 700.000 utenti attualmente iscritti al forum, 38.000 articoli pubblicati sul blog e 400.000 visitatori unici al giorno nei suoi momenti di picco.
Sono risultati pazzeschi, e non li ha fatti “un brand”: li ha fatti una community ostinata, curiosa, competente e spesso pure troppo avanti per i tempi.
Il logo in testata del sito racchiude gran parte dello spirito di Androidiani. L’idea era quella di creare un’isola, un miraggio, un luogo in cui appassionati e nerd di Android potessero ritrovarsi per scambiare opinioni, hack o semplicemente chiacchierare.
Mantenendo una gestione estremamente snella, ci è sempre piaciuta l’idea di permettere a chiunque di esprimersi nel forum o di scrivere sul blog. Dopo i primissimi anni, Androidiani aveva raggiunto un equilibrio stabile: noi fondatori intervenivamo sempre più raramente e i contenuti continuavano ad arrivare senza difficoltà.
Lo “spirito di androidiani” ha ben piu che funzionato. Basta dare uno sguardo al forum per rendersi conto dell’enorme archivio di thread, guide, risposte, fix, esperienze, confronti, litigi e paci fatte…
Mentre Androidiani si trasformava, anche il mondo Android evolveva. Se inizialmente la sua natura open source e fortemente “smanettona” ne rappresentava l’essenza, col tempo il sistema operativo del robottino verde è diventato sempre più stabile, riducendo progressivamente la necessità di interventi invasivi come il root o l’installazione di firmware modificati.
È la fine di un’era perché l’ecosistema Android, quello che ci ha fatto innamorare all’inizio, si è in buona parte… rovinato: si è “normalizzato”, sterilizzato, incastrato in dinamiche dove il divertimento tecnico e il gusto di smanettare contano molto meno di prima.
Nel 2008 i forum rappresentavano il culmine della condivisione della conoscenza. Sopravvivere per 17 anni nel digitale significa attraversare vere e proprie epoche di cambiamento.
Per dare un’idea del contesto, androidiani esisteva prima di WhatsApp, Instagram, Twitch, Tinder o Telegram. Questi servizi, insieme a molti altri, hanno profondamente trasformato il modo in cui i contenuti vengono prodotti, distribuiti e consumati su Internet. Non è quindi difficile comprendere come tutto il cosiddetto “vecchio Internet” si sia progressivamente trovato in difficoltà.
Le motivazioni che ci hanno portato a questa decisione sono diverse.
Ci assumiamo la nostra parte di responsabilità: in alcuni passaggi storici il progetto avrebbe potuto essere indirizzato meglio.
Allo stesso tempo, la trasformazione di Internet e del panorama Android, unita a una burocrazia tutt’altro che snella, ci ha costretti a interrogarci sul senso stesso della sua prosecuzione.
Tutto rimarrà online: creeremo una versione statica e disponibile ai posteri. Distruggere un archivio digitale così enorme come questo è un crimine all’umanità.
In 17 anni hanno contribuito attivamente decine se non centinaia di persone, alle quali va il nostro più sentito ringraziamento. Tra queste vogliamo ricordare in modo particolare:
A tutti loro va un ringraziamento sincero per la passione e il tempo dedicati. È doveroso ringraziare anche tutti voi… i lettori e gli iscritti al forum, che hanno reso Androidiani un progetto vivo e reale. (se ci siamo dimenticati di te, sì, proprio di te, segnalacelo che ti aggiungiamo, son passati davvero troppi anni)
Un enorme grazie alla community. In tutti questi anni ci avete dato tempo, fiducia, energia e pazienza. Avete commentato, corretto, aiutato perfetti sconosciuti alle 2 di notte, condiviso guide, ROM, kernel, trick, “non mi si accende più”, “bootloop”, “aiuto ho brickato”, e sì: anche flame inutili (ma senza quelli non sarebbe stato un vero forum).
E proprio perché è una chiusura vera, ci teniamo a dirlo bene: GRAZIE. Davvero.
Grazie ancora per aver condiviso questo progetto con noi. Buona vita a tutti/e
Andrea e Sebastiano
This is a major release, just in time for the holidays 🎄
Selected new features ✨:
userdate:PT1H for the past hourImproved performance 🏎️:
Selected bug fixes 🐛:
Breaking changes 💥:
This release has been made by @Alkarex, @Frenzie, @Inverle, @aledeg, @andris155, @horvi28, @math-GH, @minna-xD and newcomers @Darkentia, @FollowTheWizard, @GreyChame1eon, @McFev, @jocmp, @larsks, @martinhartmann, @matthew-neavling, @pudymody, @raspo, @scharmach, @scollovati, @stag-enterprises, @vandys, @xtmd, @yzx9.
Full changelog:
userdate:PT1H for the past hour #8093\b and \B for regex search using PostgreSQL #8141~ subsequent-sibling #8154
Retry-After rules for proxies #8029, #8218data: to CSP in subscription controller #8253Retry-After #8195f.kind to ease migrations from FreshRSS versions older than 1.20.0 #8148config.custom.php during install #8033window.bcrypt object #8166chart.js v4 update #8298WordPress.com HTTP duplicates with WebSub Automattic/pushpress#16cli/health.php compatibility with OpenID Connect #8040cli/access-permissions.sh to detect the correct permission Web group such as www-data, apache, or httpexec() function for git update #8228DOMDocument::saveHTML() scrambling charset encoding in some versions of libxml2 #8296php-intl #8334<select> #8190Promise to async/await: #8182move #8214lib_rss.php with potential breaking changes for some extensions #8193,#[Deprecated] #8325--no-progress #8315

Un brano dedicato al field recorder raccontato ne Gli uomini pesce di WM1.
Note di Luca Casarotti.
Della vita affollata di SonicAlly si sa molto. Del suo metodo di lavoro, anche, si sa qualcosa. Eccolo che sistema i microfoni per una registrazione d’ambiente. Adesso invece è a casa, vestito da fan di Stockhausen (perché si dovrebbe non esserlo, poi?), mentre cava musica dall’ambiente che ha registrato. Musica a metronomo lentissimo, sentiamo: dai 10 ai 40 battiti per minuto. Il close-up è stretto, ma non tanto da lasciarci vedere cosa c’è sullo schermo del suo computer. Che programmi audio userà Sonic? È uno di quelli hardcore, che si scrivono il software con cui suonano? Ma no, avrei trovato il suo repository su GitHub. I compositori-programmatori spesso fanno così: pubblicano il disco e mettono a disposizione anche il codice sorgente.
Alla prima occasione, comunque, devo chiedergli un po’ di technicalities. Qui intanto c’è un mio brano ispirato alla sua musica. L’ho registrato l’estate scorsa, insieme agli altri che finiranno nel primo di tre dischi a titolo La fortuna e il controllo, e scrivendolo farò finta che non sia pericolosissimo annunciare un progetto prima di averne realizzato almeno la metà. Il titolo allude allo spunto compositivo comune ai tre dischi: ossia, indirizzare in tempo reale un evento sonoro imprevisto e parzialmente imprevedibile, dove il controllo in tempo reale è in capo all’esecutore umano, mentre l’evento imprevisto è prodotto dalla macchina suonante. Insomma, un modo d’improvvisare e di scrivere fin troppo chiaramente (e quindi non molto) allegorico: non lo direste mai, ma c’entra anche Brian Eno.
In ciascun volume sarà diversa la tecnica esecutiva. Nel primo, quello già registrato, tutti i brani sono realizzati con il software: gli strumenti fisici torneranno nel secondo e nel terzo volume.
Anche la decisione di dedicare questo brano a Sonic non è stata predeterminata: piuttosto, è apparsa ovvia al primo riascolto. L’improvvisazione ha, appunto, un metronomo lentissimo; non ci sono vere e proprie registrazioni ambientali, ma i campioni audio che ho usato sono deformati al punto tale da sembrare un soundscape di fabbrica abbandonata. Come i suoni delle strutture metalliche battute dal vento, registrati all’ex zuccherificio Eridania, che ascoltiamo nell’album più recente di Sonic. Il titolo kafkian-ginzburghian-prosperiano, Un altro gioco di pazienza, è un monito al musicista: che non abbia fretta d’intervenire sui suoni nelle sue mani; che li lasci piuttosto, prima di rimpiazzarli, esprimere nell’interezza del loro corso. Possiamo dire: un tentativo di ecologia del suono?
Luca Casarotti ha due personae. Una di storico del diritto, con la quale scrive principalmente per Jacobin; l’altra di musicista e critico musicale, con la quale ha scritto principalmente per All About Jazz. Su Giap entrambe le personae si sono affacciate a più riprese. Nell’archivio del blog si trovano sue improvvisazioni sia in solo sia con Wu Ming 1, e diversi interventi a commento della musica suonata nell’ambito della Wu Ming Foundation.




Come trasferire un dominio
La mattina del 15 novembre 2025 Wu Ming 1 ha presentato il romanzo Gli uomini pesce alla libreria Lovat di Trieste, in dialogo con Andrea Olivieri, tra le altre cose autore del bellissimo Una cosa oscura, senza pregio (Alegre, 2019).
L'incursione in città, come già quella di Wu Ming 4 di due settimane prima, è avvenuta in barba a certi ambienti cittadini e al sindaco in persona, che in un'intervista televisiva ci aveva dichiarati, senza giri di parole, presenze sgradite. Una lunga polemica, durata settimane, che abbiamo ignorato.
Verso la fine della registrazione si fa riferimento anche a questo, ma per il resto si parla d'altro. Di territori e corpi, di confini e sconfinamenti, di s/memorie della pandemia, di movimenti come ecosistemi e di «mediazioni al rialzo».
A quasi due anni dall’introduzione della famiglia Gemini, Google entra in una nuova fase del suo percorso nell’intelligenza artificiale con il debutto di Gemini 3.
Nel corso degli anni, ogni generazione di Gemini ha ampliato le capacità del modello precedente, fino ad arrivare oggi a un punto di svolta con Gemini 3, progettato per combinare tutte le funzioni della piattaforma in un modello più intelligente, più naturale da guidare e soprattutto più capace nel ragionamento avanzato.
Le novità principali riguardano la capacità di Gemini 3 di cogliere sfumature, intenti e indizi sottili nelle richieste dell’utente. Il modello è stato progettato per comprendere meglio il contesto, riducendo la necessità di prompt complessi e interazioni ripetitive e Google sottolinea come, in soli due anni, l’AI sia passata dal semplice riconoscimento di testi e immagini alla comprensione dell’ambiente circostante, con un livello di percezione molto più vicino a quello umano.
Gemini 3 debutta fin da subito in prodotti come AI Mode nella Ricerca, che introduce risultati dinamici e visualizzazioni più interattive generate al volo, e nell’app Gemini, ora potenziata dal modello di nuova generazione. Parallelamente, sviluppatori e aziende possono iniziare a utilizzarlo in AI Studio, Vertex AI e nella nuova piattaforma Google Antigravity, pensata per il paradigma degli agenti AI.
Gemini 3 rappresenta un passo significativo verso l’AGI (Artificial General Intelligence) grazie alla sua capacità di ragionare, pianificare e interagire in modo coerente attraverso più modalità: testo, immagini, video, audio e codice.
Sul fronte dei benchmark, Gemini 3 Pro registra risultati superiori rispetto a Gemini 2.5 Pro in ogni categoria. Tra i punteggi più rilevanti troviamo:
1501 Elo su LMArena, primo al mondo
91,9% in GPQA Diamond
23,4% in MathArena Apex, nuovo stato dell’arte
81% su MMMU-Pro e 87,6% su Video-MMMU per il ragionamento multimodale
72,1% su SimpleQA Verified, con un miglioramento sostanziale nell’accuratezza dei fatti
Le risposte risultano più concise, meno ridondanti e più orientate a un ragionamento autentico, un approccio che Google descrive come la volontà di dire ciò che serve sapere, non ciò che l’utente vuole sentirsi dire.

Accanto al modello principale, Google introduce anche Gemini 3 Deep Think, una modalità progettata per spingere ulteriormente il ragionamento complesso. Nei test interni supera perfino Gemini 3 Pro, con risultati come:
41% in Humanity’s Last Exam
93,8% in GPQA Diamond
45,1% in ARC-AGI, ad oggi uno dei punteggi più alti mai registrati
Questa modalità, dedicata alle attività più difficili, sarà resa disponibile inizialmente ai tester di sicurezza e successivamente agli abbonati Google AI Ultra.
Uno degli aspetti più rilevanti della nuova generazione è la capacità di Gemini 3 di aiutare l’utente a imparare in modo personalizzato. Il modello può sintetizzare informazioni provenienti da fonti diverse, come documenti manoscritti, video didattici o articoli scientifici, trasformandole in flashcard, visualizzazioni, spiegazioni guidate o interi percorsi di studio.
L’integrazione con la Ricerca Google consente ora di generare layout interattivi, simulazioni e contenuti dinamici direttamente dalla query, sfruttando la multimodalità nativa del modello.
Sul fronte dello sviluppo, Gemini 3 si conferma come uno dei modelli più potenti per il vibe coding e la programmazione agentica superando i precedenti record su benchmark come WebDev Arena e SWE-bench Verified e supporta nuovi ambienti di sviluppo come Google Antigravity, una piattaforma che trasforma l’AI da semplice assistente a vero co-sviluppatore.
Gli agenti di Antigravity possono accedere direttamente all’editor, al terminale e al browser, pianificando e realizzando interi flussi software in autonomia, convalidando il codice durante il processo. Il sistema è integrato anche con Gemini 2.5 Computer Use per il controllo del browser e con il modello di editing visivo Nano Banana.
Rispetto ai modelli precedenti, Gemini 3 migliora anche la capacità di pianificare attività complesse in più passaggi. Il modello guida ora workflow di lungo periodo in modo più coerente, come dimostrato dai risultati su Vending-Bench 2, benchmark dedicato alla pianificazione a orizzonte esteso.
Questo permette a Gemini 3 di gestire autonomamente operazioni come la pulizia della casella Gmail, l’organizzazione di itinerari di viaggio o la coordinazione di attività multi-step, sempre con supervisione dell’utente.
Google afferma inoltre che Gemini 3 è il modello più sicuro mai realizzato dall’azienda, grazie a un numero record di valutazioni interne ed esterne. Il modello riduce l’inclinazione a seguire ciecamente richieste rischiose e presenta maggiore resistenza alle tecniche di prompt injection e agli abusi tramite strumenti informatici.
Diverse organizzazioni indipendenti — tra cui Apollo, Vaultis e Dreadnode — hanno condotto test autonomi, mentre enti pubblici come l’AISI britannica hanno partecipato alle verifiche preliminari.
A partire da oggi, Gemini 3 è disponibile da ora nell’app Gemini, per gli abbonati AI Pro e AI Ultra in AI Mode nella Ricerca, per gli sviluppatori tramite API Gemini, AI Studio, Google Antigravity e Gemini CLI e per le aziende tramite Vertex AI e Gemini Enterprise
La modalità Deep Think, dopo i test di sicurezza, sarà disponibile nelle prossime settimane agli abbonati Ultra.
[IT] Dobbiamo fare della manutenzione straordinaria ad un server, quindi alcuni servizi (noblogs e siti web) saranno temporaneamente irraggiungibili per qualche ora nella serata di oggi 18 Nov.
[EN] We need to perform some extraordinary maintenance of our servers. As a result, some services (noblogs and websites) will be temporarily unavailable for a few hours today Nov 18th.
La presente Rubrica intende offrire agli studiosi l’occasione - allo stato inedita - per intercettare, analizzare e approfondire ad un primo e sintetico esame le tematiche di tono costituzionale in materia di finanza pubblica sottese a ricorsi, ordinanze e pronunce della Corte costituzionale via via pubblicate nella Gazzetta Ufficiale, Serie speciale della Corte costituzionale, garantendo così un continuo aggiornamento nel merito.
Le brevi note di commento - per una pronta ricerca da parte del lettore - recano, nel titolo, i numeri dei ricorsi e delle ordinanze di remissione, oltreché delle sentenze pubblicate in Gazzetta.
L’Osservatorio - curato da Clemente Forte e Marco Pieroni – presenta peculiare attualità, anche per la frequenza delle questioni di legittimità costituzionale di cui viene investita la Corte costituzionale in argomento (solo nell’ultimo decennio, ad esempio, si concentra circa il 40% delle questioni concernenti l’art. 81, terzo comma, Cost.), questioni che vanno sin d’ora analizzate, anche tenuto conto dell’impatto ordinamentale della nuova Governance fiscale europea, approvata nell’aprile 2024, nel vigente sistema costituzionale interno.

trixie). This point release mainly adds corrections for security issues, along with a few adjustments for serious problems. Security advisories have already been published separately and are referenced where available.



Nell'autunno 2025 il filosofo e attivista brasiliano Rodrigo Nunes ha girato l'Italia presentando – in italiano – il suo libro Né verticale né orizzontale. Una teoria dell'organizzazione politica (traduzione di Enrico Gullo, Alegre, 2025).
Libro e tour sono arrivati con tempismo perfetto, poco dopo le grandi mobilitazioni e gli scioperi generali contro il genocidio palestinese. Nunes è partito da Palermo il 20 ottobre e, risalendo la Penisola, ha toccato diverse città e importanti situazioni di movimento e lotta – come quella dell'Ex GKN a Firenze – per concludere il tour il 7 novembre ad Avigliana (TO), ospite del movimento No Tav valsusino.
Wu Ming 1 ha affiancato Nunes in tre occasioni: a Ferrara il 29 ottobre (a cura della Comune di Ferrara), a Bologna il 4 novembre (ospiti dell'Ex Centrale di via Corticella) e, appunto, ad Avigliana.
Quest'ultimo evento era nell'ambito di «Avere vent'anni è avere sogni grandi», la rassegna celebrante il ventennale della Battaglia del Seghino (31 ottobre 2005) e della riconquista popolare del presidio di Venaus (8 dicembre 2005). Per approfondimenti, si veda il libro di WM1 Un viaggio che non promettiamo breve (Einaud, 2016).
Nella conversazione, durata più di due ore, si è parlato dei movimenti come ecologie; dei cicli di lotte del 2001-02, del 2011 e del 2019; di come dieci anni fa il pendolo delle lotte abbia oscillato tra orizzontalismo e verticalismo, con tentativi di costruire «partiti dei movimenti»; di come si possa avere leadership senza leaderismo, eccetera. Con tanti esempi e racconti, e una coda sulla pandemia.
Tra le intervenute, la punkastorie femminista Filo Sottile.
Buon ascolto.
Moltitudini in marcia contro gli imperi: contadini d’Inghilterra con roncole e forconi nell’anno del Signore 1381; cardatori, popolo minuto di opifici, arti e mestieri nella rivolta dei ciompi del 1378; artigiani boemi nella rivolta hussita e taborita del 1419; seguaci di Hans il pifferaio e ancora contadini d’Alsazia, Svevia e Ungheria; braccianti e minatori di Turingia, smossi dai dodici articoli della predicazione anabattista.
La storia europea medievale e moderna è attraversata da rivolte contadine che, nella lettura del Vangelo, hanno trovato il canale per contestare radicalmente l’ordine sociale esistente e i padroni della Terra. Il 18 ottobre 2025 Wu Ming 4 è intervenuto al festival Montefedi di Bergamo, sunteggiando gli anni di lavoro dalla stesura di Q (1995-1998) alla traduzione del romanzo di William Morris Il sogno di John Ball (Alegre, 2025), in dialogo con Francesca Tasca del Centro Culturale Protestante, studiosa del movimento valdese e autrice del libro Storia dei Valdesi (Claudiana, 2024).
Dopo la presentazione a Vianna, vivo porta ufficialmente in Italia la nuova serie flagship X300, composta da X300 e X300 Pro. Il lancio è accompagnato da due giornate di workshop organizzate in collaborazione con l’Istituto Italiano di Fotografia (IIF), dedicate al mondo dell’imaging mobile e rivolte a professionisti e appassionati del settore.
Durante le due Masterclass, i partecipanti hanno potuto sperimentare da vicino le nuove tecnologie fotografiche sviluppate da vivo insieme a ZEISS, marchio storico nel settore ottico. I workshop hanno offerto sessioni teoriche e pratiche, con set fotografici allestiti ad hoc per mettere alla prova le capacità del comparto fotografico della serie X300.
La novità più importante è la fotocamera Teleobiettivo APO ZEISS da 200 MP, disponibile su vivo X300 Pro. È la prima volta che la tecnologia APO ZEISS, tipica delle lenti professionali per fotografia naturalistica o astronomica, viene integrata su uno smartphone.

Grazie a una miniaturizzazione ingegneristica avanzata, vivo è riuscita a mantenere gli standard ottici APO in un modulo compatto, eliminando le aberrazioni cromatiche e garantendo scatti nitidi, definiti e fedeli nei colori anche in condizioni di luce difficili.
Per arricchire ulteriormente l’esperienza fotografica, vivo X300 Pro è compatibile con due accessori dedicati: il Kit Teleobiettivo ZEISS esterno 2,35x, che amplia le possibilità creative garantendo un bokeh naturale e una resa più dettagliata, e l’Imaging Grip Kit, pensato per offrire una presa più stabile e un controllo manuale più preciso durante gli scatti professionali.
La serie X300 introduce anche una fotocamera frontale Ultra Wide-Angle ZEISS da 50 MP con Auto Focus, che insieme all’algoritmo proprietario vivo Portrait Engine promette ritratti ad alta risoluzione e scatti nitidi da qualsiasi distanza.
Le modalità fotografiche si arricchiscono con funzioni come ZEISS Natural Portrait, che punta a restituire toni della pelle realistici e sfumature delicate; Night Portrait, ottimizzata per scatti notturni più luminosi e definiti; e Portrait Snapshot, che migliora la resa a tutte le lunghezze focali.
Sul fronte video, la serie vivo X300 mira a raggiungere un livello tecnico di fascia professionale: entrambi i modelli supportano la registrazione 4K a 120 fps, mentre X300 Pro introduce video Dolby Vision e registrazione Log 4K a 10 bit, portando un look cinematografico anche sui contenuti girati da smartphone. I video ritratto 4K a 60 fps, con stabilizzazione avanzata e resa cromatica naturale, rendono X300 Pro un dispositivo ideale anche per i creator e i vlogger.
Con il nuovo AI Image Studio, vivo punta a semplificare l’esperienza di scatto grazie a strumenti intelligenti. L’AI One-Shot Multi-ritaglio genera automaticamente diverse composizioni fotografiche di una stessa immagine, mentre AI Landscape Master riconosce le condizioni atmosferiche e ottimizza i parametri per migliorare la resa dei paesaggi o applicare stili creativi.
Sotto il profilo tecnico, vivo X300 Pro è equipaggiato con un display AMOLED LTPO da 6,78 pollici con risoluzione QHD+, refresh rate dinamico fino a 120 Hz e luminosità di picco superiore a 3000 nit, ideale per una visione ottimale anche sotto luce diretta. A muovere il dispositivo c’è il chipset Snapdragon 8 Gen 3, accompagnato da 16 GB di RAM LPDDR5X e 512 GB di memoria interna UFS 4.0, per prestazioni di fascia premium. La batteria da 5400 mAh supporta la ricarica rapida da 90W, garantendo tempi di ricarica estremamente ridotti.
Il più “compatto” vivo X300 condivide buona parte delle caratteristiche del fratello maggiore, ma adotta un display AMOLED da 6,78 pollici Full HD+ sempre a 120 Hz e lo stesso livello di luminosità di picco. È alimentato dal chip Dimensity 9300+, realizzato da MediaTek, e mantiene 16 GB di RAM e 512 GB di storage UFS 4.0. Anche in questo caso la batteria è da 5400 mAh con supporto alla ricarica rapida da 90W. Entrambi i modelli integrano un sistema di raffreddamento a camera di vapore, audio stereo potenziato e un set completo di sensori di ultima generazione, tra cui lettore d’impronte ultrasonico sotto il display e sensori di luce ambientale a doppio canale.
Insieme alla serie X300, arriva sul mercato italiano il nuovo OriginOS 6, basato su Ultra-core Computing, Memory Fusion e Dual Rendering. L’interfaccia offre un’esperienza più fluida, con design moderno e funzioni intelligenti per la produttività quotidiana.
L’interfaccia Origin Design introduce un linguaggio visivo rinnovato e animazioni più dinamiche, mentre Origin Island rende la navigazione più intuitiva grazie a suggerimenti contestuali e funzioni adattive. Con vivo Office Kit, gli utenti possono collegare il telefono al PC e utilizzare lo schermo del computer come estensione del dispositivo. Il sistema include inoltre strumenti basati su intelligenza artificiale come AI Creation, per riscrittura e traduzione dei testi, e l’integrazione con Google Gemini per un’assistenza avanzata su più dispositivi.
Per la sicurezza, vivo Security centralizza le funzioni di protezione e privacy in un framework unificato, rendendo più semplice il controllo dei dati personali.
La serie vivo X300 è già disponibile in Italia con le seguenti configurazioni:
vivo X300 (16 GB + 512 GB): 1.099 €
vivo X300 Pro (16 GB + 512 GB): 1.399 €
Entrambi i modelli sono acquistabili anche in bundle con caricabatterie da 90W e cuffie wireless TWS 3e, con sconti dedicati su accessori come il Kit Teleobiettivo ZEISS esterno 2,35x e l’Imaging Grip Kit.
Sono previste promozioni esclusive con MediaWorld, Euronics e WINDTRE, inclusa la possibilità di acquisto a rate a tasso zero e offerte tariffarie dedicate con GIGA illimitati in 5G.
Infine, vivo offre un anno di garanzia estesa, cinque anni di copertura sulla batteria e una riparazione gratuita del display per i modelli X300 Pro acquistati entro il 4 gennaio 2026 tramite i canali ufficiali.
Display: AMOLED 6,78” Full HD+ (2800×1260), refresh rate 120 Hz, luminosità di picco 3000 nit
Processore: MediaTek Dimensity 9300+
RAM: 16 GB LPDDR5X
Memoria interna: 512 GB UFS 4.0
Fotocamere posteriori:
Principale ZEISS 200 MP (sensore Ultra-Sensing HPB, OIS CIPA 4.5)
Ultra-wide 50 MP
Teleobiettivo 50 MP
Fotocamera frontale: 50 MP Ultra Wide-Angle ZEISS con Auto Focus
Batteria: 5400 mAh, ricarica rapida 90W
Audio: stereo, Hi-Res
Sistema operativo: OriginOS 6 basato su Android 15
Connettività: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4, NFC, USB-C
Altro: lettore d’impronte ultrasonico sotto il display, IP68
Display: AMOLED LTPO 6,78” QHD+ (3200×1440), refresh rate variabile 1–120 Hz, luminosità 3000 nit
Processore: Qualcomm Snapdragon 8 Gen 3
RAM: 16 GB LPDDR5X
Memoria interna: 512 GB UFS 4.0
Fotocamere posteriori:
Principale ZEISS Gimbal-Grade 50 MP
Teleobiettivo APO ZEISS 200 MP (OIS, 2,35x ottico)
Ultra-wide 50 MP
Fotocamera frontale: 50 MP Ultra Wide-Angle ZEISS con Auto Focus
Batteria: 5400 mAh, ricarica rapida 90W
Video: fino a 4K 120 fps, Dolby Vision, Log 10-bit
Audio: stereo, Hi-Res, supporto Dolby Atmos
Sistema operativo: OriginOS 6 basato su Android 15
Connettività: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4, NFC, USB-C
Altro: lettore d’impronte ultrasonico, IP68, supporto Imaging Grip Kit e Kit Teleobiettivo ZEISS

Qualche settimana fa, i fan del popolare Nova Launcher hanno ricevuto una brutta notizia. A settembre, lo sviluppatore Kevin Barry ha annunciato di aver finalmente lasciato Branch Metrics, l’azienda che ha acquisito il launcher nel 2022. Sebbene sembrasse la fine per Nova Launcher, la scorsa settimana gli utenti hanno iniziato a notare un nuovo aggiornamento 8.1.3 sui loro dispositivi, a cui ora si è già aggiunta una nuova release.
Quando è uscito l’aggiornamento 8.1.3, un altro ex sviluppatore di Nova, Rob Wainwright, ha pubblicato un post per condividere una piccola panoramica delle novità introdotte. Secondo lui, si trattava in gran parte di vecchi lavori che non erano ancora stati distribuiti agli utenti:
Si prega di notare che nessuno del team originale di Nova Launcher lavora più presso Branch Metrics. Sebbene la maggior parte delle modifiche in questo aggiornamento siano state apportate dal team originale più di un anno fa, non possiamo garantire nulla in merito alla raccolta o all’analisi dei dati.

Ieri, sul subreddit di Nova Launcher, l’utente Dankees98 ha notato un nuovo aggiornamento 8.1.4 in arrivo per i beta tester. Come probabilmente potrete intuire tutti dalla rapidità dell’update, non sembra che ci siano nuove funzionalità, e la versione è invece focalizzata sulla stabilità e sulla correzione di bug. La domanda più importante riguarda ora come potrebbe evolversi la situazione dell’app e se sia ancora sicuro utilizzare questo launcher rispetto ad altre alternative ancora attive e controllate.
Negli ultimi due anni, Google ha infuso l’intelligenza artificiale di Gemini in ogni aspetto dei suoi dispositivi e servizi. Ora, secondo le ultime notizie provenienti proprio dal colosso americano, anche la più famosa app di navigazione, Google Maps, riceverà numerosi funzioni legate all’intelligenza artificiale.
Tra le funzioni più amate c’è il controllo vocale di Maps tramite Assistant, che consente di avere le mani libere e di pianificare e modificare i percorsi al volo. Ora però con Gemini, Google promette di portare questa esperienza ad un livello superiore.
Se non si sa esattamente dove si vuole andare, si potrà semplicemente descrivere il tipo di posto e lasciare che Gemini faccia tutto il lavoro sporco. Un’altra novità molto interessante riguarda l’integrazione con Lens: si potrà infatti usare la fotocamera del proprio dispositivo e far sì che Maps risponda alle domande sui luoghi che vede, ottenendo maggiori informazioni su ciò che offrono, proprio come una vera e propria guida turistica.
Alcune di queste novità sono già attive da ieri, mentre l’integrazione con Lens sarà disponibile poco più avanti nel corso del mese e la stessa tempistica sembra valere per la navigazione basata su Gemini, prevista entro le prossime settimane.
Autoformazione: catturare il traffico da un'applicazione android - Unit hacklab @ ZAM
Hai un oggetto furbo, che funziona solo con un'app? Sei curiosa di sapere cosa dice ai server dell'azienda produttrice l'app che monitora quanta cacca hai fatto oggi? Hai comprato un vecchio dispositivo di un'azienda fallita e vorresti farlo funzionare in …




In this second part, we’ll turn theory into practice. You’ll see how the architecture translates into a working environment, through a containerized lab setup that connects two SONiC-VPP routers and Linux hosts.
Understanding the architecture is foundational, but the true power of this integration becomes apparent through a practical, container-based lab scenario.
The demo constructs a complete L3 routing environment using two SONiC-VPP virtual routers and two Linux hosts, showcasing how to configure interfaces, establish dynamic routing, and verify end-to-end connectivity.
The demonstration is built using a containerized lab environment, orchestrated by a tool like Containerlab. This approach allows for the rapid deployment and configuration of a multi-node network topology from a simple declarative file. The topology consists of four nodes:
These nodes are interconnected as follows:
Once the lab is deployed, a startup script applies the initial L3 configuration to all nodes.
With the interfaces configured, dynamic routing is established between the two routers using the FRRouting suite integrated within SONiC. The configuration is applied via the vtysh shell.
This BGP configuration ensures that router1 learns how to reach PC2’s network via router2, and router2 learns how to reach PC1’s network via router1.
The final phase is to verify that the configuration is working correctly at every layer of the stack.
This practical demonstration, using standard container tooling and declarative configurations, powerfully illustrates the operational simplicity and robustness of the SONiC-VPP architecture for building high-performance, software-defined L3 networks.
The elegance of the SONiC-VPP integration is matched by its impressive performance and its applicability to a wide range of modern networking challenges.
By offloading the data plane from the kernel to a highly optimized user-space framework, this solution unlocks capabilities that are simply unattainable with traditional software-based routing.
The performance gains are impressive.
VPP is consistently benchmarked as being much faster than kernel-based forwarding, with some sources claiming a 10x to 100x improvement in packet processing throughput.2
This enables use cases like “Terabit IPSec” on multi-core COTS servers, a feat that would have been unthinkable just a few years ago.3 Real-world deployments have validated this potential.
A demonstration at the ONE Summit 2024 showcased a SONiC-VPP virtual gateway providing multi-cloud connectivity between AWS and Azure. The performance testing revealed a round-trip time of less than 1 millisecond between application workloads and the cloud provider on-ramps (AWS Direct Connect and Azure ExpressRoute), highlighting its suitability for high-performance, low-latency applications.4
This level of performance opens the door to a variety of demanding use cases:
While the raw throughput figures are compelling, a more nuanced benefit lies in the nature of the performance itself.
The Linux kernel, for all its power, is a general-purpose operating system. Its network stack is subject to non-deterministic delays, caused by system interrupts, process scheduling, and context switches. This introduces unpredictable latency, which can be detrimental to sensitive applications.12
VPP, by running in user space on dedicated cores and using poll-mode drivers, sidesteps these sources of unpredictability. This provides not just high throughput, but consistent, low-latency performance. For emerging workloads at the edge, such as real-time IoT data processing, AI/ML inference, and 5G network functions, this predictable performance is often more critical than raw aggregate bandwidth.16 The key value proposition, therefore, is not just being “fast,” but being “predictably fast.”
The SONiC-VPP project is not static; it is an active area of development within the open-source community.
A key focus for the future is to deepen the integration by extending the SAI API to expose more of VPP’s rich feature set to the SONiC control plane. Currently, SAI primarily covers core L2/L3 forwarding basics.
However, VPP has a vast library of advanced features. Active development efforts are underway to create SAI extensions for features like Network Address Translation (NAT) and advanced VxLAN multi-tenancy capabilities, which would allow these functions to be configured and managed directly through the standard SONiC interfaces.6
A review of pull requests on thesonic-platform-vpp GitHub repository shows ongoing work to add support for complex features like VxLAN BGP EVPN and to improve ACL testing, indicating a healthy and forward-looking development trajectory.6
The integration of the SONiC control plane with the VPP data plane is far more than a clever engineering exercise.
It is a powerful testament to the maturity and viability of the disaggregated networking model. This architecture successfully combines the strengths of two of the most significant open-source networking projects, creating a platform that is flexible, performant, and free from the constraints of proprietary hardware.
It proves that the separation of the control and data planes is no longer a theoretical concept but a practical, deployable reality that offers unparalleled architectural freedom.
The synergy between SONiC and FD.io VPP, both flagship projects of the Linux Foundation, highlights the immense innovative power of collaborative, community-driven development.1
This combined effort has produced a solution that fundamentally redefines the router, transforming it from a monolithic hardware appliance into a dynamic, high-performance software application that can be deployed on commodity servers.
Perhaps most importantly, this architecture provides the tools to manage network infrastructure with the same principles that govern modern software development.
As demonstrated by the L3 routing demo’s lifecycle-building from code, configuring with declarative files, and deploying as a versioned artifact, the SONiC-VPP stack paves the way for true NetDevOps. It enables network engineers and operators to embrace automation, version control, and CI/CD pipelines, finally treating network infrastructure as code. 7
In doing so, it delivers on the ultimate promise of software-defined networking – a network that is as agile, scalable, and innovative – as the applications it supports.
The post Disaggregated Routing with SONiC and VPP: Lab Demo and Performance Insights – Part Two appeared first on Linux.com.
Mercoledì 8 ottobre 2025 Wu Ming 2 ha presentato il suo romanzo Mensaleri insieme a Christian Raimo. Si è parlato di letteratura e lavoro, società del controllo, scrittura collettiva, comicità, commedia all'italiana, stregoneria capitalista e plustempo.
Buon ascolto
The networking industry is undergoing a fundamental architectural transformation, driven by the relentless demands of cloud-scale data centers and the rise of software-defined infrastructure. At the heart of this evolution is the principle of disaggregation: the systematic unbundling of components that were once tightly integrated within proprietary, monolithic systems.
This movement began with the separation of network hardware from the network operating system (NOS), a paradigm shift championed by hyperscalers to break free from vendor lock-in and accelerate innovation.
In this blog post, we will explore how disaggregated networking takes shape, when the SONiC control plane meets the VPP data plane. You’ll see how their integration creates a fully software-defined router – one that delivers ASIC-class performance on standard x86 hardware, while preserving the openness and flexibility of Linux-based systems.
Disaggregation today extends to the software stack, separating the control plane from the data plane. This decoupling enables modular design, independent component selection, and more efficient performance and cost management.
The integration of Software for Open Networking in the Cloud (SONiC) and the Vector Packet Processing (VPP) framework represents the peak of this disaggregated model.
SONiC, originally developed by Microsoft and now a thriving open-source project under the Linux Foundation, has established itself as the de facto standard for a disaggregated NOS, offering a rich suite of L3 routing functionalities hardened in the world’s largest data centers.1 Its core design philosophy is to abstract the underlying switch hardware, allowing a single, consistent software stack to run on a multitude of ASICs from different vendors. This liberates operators from the constraints of proprietary systems and fosters a competitive, innovative hardware ecosystem.
Complementing SONiC’s control plane prowess is VPP, a high-performance, user-space data plane developed by Cisco and now part of the Linux Foundation’s Fast Data Project (FD.io).
VPP’s singular focus is to deliver extraordinary packet processing throughput on commodity commercial-off-the-shelf (COTS) processors. By employing techniques like vector processing and bypassing the traditional kernel network stack, VPP achieves performance levels previously thought to be the exclusive domain of specialized, expensive hardware like ASICs and FPGAs.
The fusion of these two powerful open-source projects creates a new class of network device: a fully software-defined router that combines the mature, feature-rich control plane of SONiC with the blistering-fast forwarding performance of VPP.
This architecture directly addresses a critical industry need for a network platform that is simultaneously programmable, open, and capable of line-rate performance without relying on specialized hardware.
The economic implications are profound. By replacing vertically integrated, vendor-locked routers with a software stack running on standard x86 servers, organizations can fundamentally alter their procurement and operational models. This shift transforms network infrastructure from a capital-expenditure-heavy (CAPEX) model, characterized by large upfront investments in proprietary hardware, to a more agile and scalable operational expenditure (OPEX) model.
The ability to leverage COTS hardware drastically reduces total cost of ownership (TCO) and breaks the cycle of vendor lock-in, democratizing access to high-performance networking and enabling a more dynamic, cost-effective infrastructure strategy.
To fully appreciate the synergy of the SONiC-VPP integration, it is essential to first understand the distinct architectural philosophies and capabilities of each component. While they work together to form a cohesive system, their internal designs are optimized for entirely different, yet complementary, purposes. SONiC is engineered for control, abstraction, and scalability at the management level, while VPP is purpose-built for raw, unadulterated packet processing speed.
SONiC is a complete, open-source NOS built upon the foundation of Debian Linux. Its architecture is a masterclass in modern software design, abandoning the monolithic structure of traditional network operating systems in favor of a modular, containerized, microservices-based approach. This design provides exceptional development agility and serviceability.
Key networking functions, such as:
each run within their own isolated Docker container. This modularity allows individual components to be updated, restarted, or replaced without affecting the entire system, a critical feature for maintaining high availability in large-scale environments.
The central nervous system of this distributed architecture is an in-memory Redis database engine, which serves as the single source of truth for the switch’s state.
Rather than communicating through direct inter-process communication (IPC) or rigid APIs, SONiC’s containers interact asynchronously by publishing and subscribing to various tables within the Redis database. This loosely coupled communication model is fundamental to SONiC’s flexibility. Key databases include:
The cornerstone of SONiC’s hardware independence, and the very feature that makes the VPP integration possible, is the Switch Abstraction Interface (SAI). SAI is a standardized C API that defines a vendor-agnostic way for SONiC’s software to control the underlying forwarding elements. A dedicated container, syncd, is responsible for monitoring the ASIC_DB. Upon detecting changes, making the corresponding SAI API calls to program the hardware. Each hardware vendor provides a libsai.so library that implements this API, translating the standardized calls into the specific commands required by their ASIC’s SDK. This elegant abstraction allows the entire SONiC control plane to remain blissfully unaware of the specific silicon it is running on.
While SONiC manages the high-level state of the network, VPP is singularly focused on the task of moving packets as quickly as possible. As a core component of the FD.io project, VPP is an extensible framework that provides the functionality of a router or switch entirely in software. Its remarkable performance is derived from several key architectural principles.
The first and most important is vector processing. Unlike traditional scalar processing, where the CPU processes one packet at a time through the entire forwarding pipeline, VPP processes packets in batches, or “vectors”. A vector typically contains up to 256 packets. The entire vector is processed through the first stage of the pipeline, then the second, and so on. This approach has a profound impact on CPU efficiency. The first packet in the vector effectively “warms up” the CPU’s instruction cache (i-cache), loading the necessary instructions for a given task. The subsequent packets in the vector can then be processed using these cached instructions, dramatically reducing the number of expensive fetches from main memory and maximizing the benefits of modern superscalar CPU architectures.
The second principle is user-space operation and kernel bypass. The Linux kernel network stack, while powerful and flexible, introduces performance overheads from system calls, context switching between kernel and user space, and interrupt handling. VPP avoids this entirely by running as a user-space process. It typically leverages the Data Plane Development Kit (DPDK) to gain direct, exclusive access to network interface card (NIC) hardware. Using poll-mode drivers (PMDs), VPP continuously polls the NIC’s receive queues for new packets, eliminating the latency and overhead associated with kernel interrupts. This direct hardware access is a critical component of its high-throughput, low-latency performance profile.
Finally, VPP’s functionality is organized as a packet processing graph. Each feature or operation-such as an L2 MAC lookup, an IP4 route lookup, or an Access Control List (ACL) check-is implemented as a “node” in a directed graph. Packets flow from node to node as they are processed. This modular architecture makes VPP highly extensible. New networking features can be added as plugins that introduce new graph nodes or rewire the existing graph, without requiring changes to the core VPP engine.
The design of SAI was a stroke of genius, originally intended to abstract the differences between various hardware ASICs.
However, its true power is revealed in its application here. The abstraction is so well-defined, that it can be used to represent not just a physical piece of silicon, but a software process. The SONiC control plane does not know or care whether the entity on the other side of the SAI API is a Broadcom Tomahawk chip or a VPP instance running on an x86 CPU. It simply speaks the standardized language of SAI.
This demonstrates that SAI successfully abstracted away not just the implementation details of a data plane, but the very notion of it being physical, allowing a purely software-based forwarder to be substituted with remarkable elegance.
| Feature | SONiC | VPP |
| Primary Function | Control Plane & Management Plane | Data Plane |
| Architectural Model | Containerized Microservices | Packet Processing Graph |
| Key Abstraction | Switch Abstraction Interface (SAI) | Graph Nodes & Plugins |
| Operating Environment | Kernel/User-space Hybrid (Linux-based) | Pure User-space (Kernel Bypass) |
| Core Performance Mechanism | Distributed State Management via Redis | Vector Processing & CPU Cache Optimization |
| Primary Configuration Method | Declarative (config_db.json, Redis) | Imperative (startup.conf, Binary API) |
The integration of SONiC and VPP is a sophisticated process that transforms two independent systems into a single, cohesive software router.
The architecture hinges on SONiC’s decoupled state management and a clever translation layer that bridges the abstract world of the control plane with the concrete forwarding logic of the data plane. Tracing the lifecycle of a single route update reveals the elegance of this design.
The process begins when a new route is learned by the control plane. In a typical L3 scenario, this happens via BGP.
This entire flow is made possible by the architectural decision to use Redis as a central, asynchronous message bus.
In a traditional, monolithic NOS, the BGP daemon might make a direct, tightly coupled function call to a forwarding plane driver. This creates brittle dependencies. SONiC’s pub/sub model, by contrast, ensures that each component is fully decoupled. The BGP container’s only responsibility is to publish routes to the APPL_DB; it has no knowledge of who will consume that information.
This allows the final consumer the data plane-to be swapped out with zero changes to any of the upstream control plane components. This decoupled architecture is what allows VPP to be substituted for a hardware ASIC so cleanly and implies that other data planes could be integrated in the future – simply by creating a new SAI implementation.
The handoff from syncd to the data plane is where the specific SONiC-VPP integration occurs.
In a standard SONiC deployment on a physical switch, the syncd container would be loaded with a vendor-provided shared library (e.g., libsai_broadcom.so). When syncd reads from the ASIC_DB, it calls the appropriate standardized SAI API function (e.g., sai_api_route->create_route_entry()), and the vendor library translates this into proprietary SDK calls, to program the physical ASIC.
In the SONiC-VPP architecture, this vendor library is replaced by a purpose-built shared library: libsaivpp.so. This library is the critical foundationof the entire system. It implements the full SAI API, presenting the exact same interface tosyncd as any hardware SAI library would.
However, its internal logic is completely different. When syncd calls a function like create_route_entry(), libsaivpp.so does not communicate with a hardware driver. Instead, it translates the SAI object and its attributes into a binary API message that the VPP process understands.
It then sends this message to the VPP engine, instructing it to add the corresponding entry to its software forwarding information base (FIB). This completes a “decision-to-execution” loop, bridging SONiC’s abstract control plane with VPP’s high-performance software data plane.
| Component (Container) | Key Process(es) | Role in Integration |
| BGP Container | bgpd | Receives BGP updates from external peers using the FRRouting stack. |
| SWSS Container | zebra, fpmsyncd | zebra manages the RIB. fpmsyncd receives route updates from zebra and publishes them to the Redis APPL_DB. |
| Database Container | redis-server | Acts as the central, asynchronous message bus for all SONiC components. Hosts the APPL_DB and ASIC_DB. |
| SWSS Container | orchagent | Subscribes to APPL_DB, translates application intent into a hardware-agnostic format, and publishes it to the ASIC_DB. |
| Syncd Container | syncd | Subscribes to ASIC_DB and calls the appropriate SAI API functions to program the data plane. |
| VPP Platform | libsaivpp.so | The SAI implementation for VPP. Loaded by syncd, it translates SAI API calls into VPP binary API messages. |
| VPP Process | vpp | The user-space data plane. Receives API messages from libsaivpp.so and programs its internal forwarding tables accordingly. |
In the second part of our series, we will move from architecture to action – building and testing a complete SONiC-VPP software router in a containerized lab.
We’ll configure BGP routing, verify control-to-data plane synchronization, and analyze performance benchmarks that showcase the real-world potential of this disaggregated design.
VPP Guide — PANTHEON.tech
https://pantheon.tech/blog-news/vpp-guide/
The post Disaggregated Routing with SONiC and VPP: Architecture and Integration – Part One appeared first on Linux.com.
When teams consider deploying Kubernetes, one of the first questions that arises is: where should it run? The default answer is often the public cloud, thanks to its flexibility and ease of use. However, a growing number of organizations are revisiting the advantages of running Kubernetes directly on bare metal servers. For workloads that demand maximum performance, predictable latency, and direct hardware access, bare metal Kubernetes can achieve results that virtualized or cloud-hosted environments simply cannot match.
Virtualization and cloud abstractions have delivered convenience, but they also introduce overhead. By eliminating the virtualization layer, applications gain direct access to CPUs, memory, storage devices, and network interfaces. This architectural difference translates into tangible benefits:
Bare metal provides power and control, but it comes with its own challenge: managing servers at scale. This is precisely where Bare Metal as a Service (BMaaS) steps in.
metal-stack is an open-source platform that makes bare metal infrastructure as easy to consume as cloud resources. It provides a self-service model for physical servers, automating provisioning, networking, and lifecycle management. Essentially, it transforms racks of hardware into a cloud-like environment—while retaining the performance advantages of bare metal.
Key capabilities of metal-stack.io include:
By using metal-stack.io, organizations don’t need to compromise between the raw speed of bare metal and the automation of cloud infrastructure—they can have both.
Deploying Kubernetes on bare metal requires assembling several components into a complete ecosystem. With metal-stack at the foundation, additional layers ensure resilience, security, and operational visibility:
This layered approach turns bare metal clusters into production-ready platforms capable of handling enterprise-grade workloads.
Bare metal Kubernetes shines in scenarios where hardware performance and low latency are non-negotiable. Some standout use cases include:
In each of these cases, bare metal Kubernetes provides both the performance edge and the flexibility of modern orchestration.
For organizations interested in exploring this model, the path forward is straightforward:
This incremental approach reduces risk and allows teams to build confidence before moving critical workloads.
Running Kubernetes on bare metal delivers unmatched performance, efficiency, and control—capabilities that virtualized and cloud-based environments cannot fully replicate. Thanks to open-source solutions like metal-stack.io, organizations no longer need to choose between raw power and operational simplicity. Bare Metal as a Service (BMaaS) extends the agility of the cloud to physical servers, enabling DevOps teams to manage Kubernetes clusters that are faster, more predictable, and fully under their control.
Ready to explore further?
For high-performance computing, latency-sensitive applications, and hardware-intensive workloads, Kubernetes on bare metal is not just an alternative—it is often the best choice.
The post Kubernetes on Bare Metal for Maximum Performance appeared first on Linux.com.
Da oggi AI Mode, la modalità di Ricerca Google basata su intelligenza artificiale, è disponibile in 36 nuove lingue, tra cui l’italiano, e in quasi 50 nuovi Paesi e territori, per un totale di oltre 200 aree coperte in tutto il mondo. L’espansione include gran parte dell’Europa e segna il debutto ufficiale di questa funzione anche in Italia, sia nella pagina dei risultati di ricerca sia nell’app Google per Android e iOS.
AI Mode rappresenta la forma più avanzata di ricerca mai proposta da Google: una modalità progettata per gestire domande complesse, articolate e multidimensionali, grazie a una versione personalizzata dei modelli Gemini ottimizzati per la Ricerca.
Rispetto alla ricerca tradizionale, AI Mode consente di formulare richieste più lunghe e dettagliate, che in passato avrebbero richiesto più interrogazioni separate. Gli utenti che l’hanno provata per primi, spiega Google, tendono a porre query due o tre volte più estese rispetto alla media.
Un esempio pratico? È possibile chiedere:
“Vorrei capire i diversi metodi di preparazione del caffè. Crea una tabella che confronti gusto, facilità d’uso e attrezzatura necessaria.”
A questo punto, l’utente può continuare con una seconda domanda, ad esempio:
“Qual è la macinatura migliore per ciascun metodo?”
Dietro le quinte, AI Mode sfrutta una tecnologia definita query fan-out, che scompone la domanda in sottotemi ed esegue ricerche parallele per ciascuno. In questo modo, la piattaforma è in grado di esplorare il web più in profondità e proporre contenuti più ricchi, pertinenti e aggiornati.

Un altro aspetto distintivo di AI Mode è la multimodalità: l’utente può porre domande non solo tramite testo, ma anche con la voce o con un’immagine.
Basta toccare l’icona del microfono per chiedere qualcosa a voce, oppure scattare o caricare una foto per ottenere informazioni visive contestuali — una funzione utile, ad esempio, per riconoscere oggetti, prodotti o monumenti.
Nonostante la crescente integrazione dell’IA, Google ribadisce che l’obiettivo di AI Mode resta quello di facilitare la scoperta di contenuti provenienti dal web, fornendo sempre link diretti alle fonti.
Secondo l’azienda, strumenti come AI Overview (la panoramica automatica di risultati basata su IA) stanno già mostrando che, dopo aver visualizzato i suggerimenti dell’IA, le persone visitano una varietà più ampia di siti web e trattano i contenuti con maggiore attenzione, trascorrendo più tempo sulle pagine visitate.
AI Mode si basa inoltre sugli stessi sistemi di ranking e qualità usati per la Ricerca classica, ma introduce nuovi approcci per valutare l’affidabilità delle informazioni. Quando il sistema non è sufficientemente sicuro della risposta, vengono mostrati i risultati web tradizionali, garantendo trasparenza e controllo.
In occasione dell’Amazon Prime Day, tado° propone sconti fino al 50% sulla propria gamma di termostati e teste termostatiche della linea tado° X, prodotti progettati per ottimizzare i consumi e ridurre le bollette energetiche grazie all’intelligenza artificiale.
Secondo l’azienda, le famiglie che utilizzano i prodotti tado° risparmiano in media fino al 22% sui costi di riscaldamento, riducendo al contempo le emissioni di CO₂.
Con la nuova piattaforma AI Assist, disponibile tramite abbonamento all’app tado° (3,99 € al mese o 29,99 € all’anno), i dispositivi della gamma X acquisiscono un ulteriore livello di automazione intelligente.
Tra le funzioni più interessanti ci sono:
Preheat Before Arrival, che preriscalda automaticamente l’ambiente prima del rientro a casa;
Adaptive Heating, che utilizza l’intelligenza artificiale per apprendere le abitudini dell’utente e le caratteristiche termiche di ogni stanza, ottimizzando l’attivazione del riscaldamento in base alle condizioni reali.
Prezzo: 99,99 € (50% di sconto)
Disponibile su Amazon
Il kit di base include il Termostato Intelligente X e il Bridge X Thread. Pensato per sostituire facilmente i termostati tradizionali, è compatibile con caldaie, valvole di zona e sistemi di riscaldamento a pavimento. Il design minimale e l’interfaccia intuitiva lo rendono ideale anche per chi si avvicina per la prima volta alla domotica.
Grazie all’integrazione con l’ottimizzatore di pompe di calore X, permette una gestione precisa stanza per stanza, migliorando sensibilmente l’efficienza energetica complessiva.
Prezzo: 164,99 € (40% di sconto)
Disponibile su Amazon
Il Trio Pack comprende tre Teste Termostatiche Intelligenti X, perfette per ampliare un sistema esistente o per il controllo individuale di più radiatori.
Caratterizzate da un nuovo design a forma di T con display touch ad alta risoluzione, offrono una regolazione precisa della temperatura e un’estetica moderna. Sono inoltre compatibili con la maggior parte dei radiatori e vengono fornite con sei adattatori universali e un selettore di montaggio per semplificare l’installazione.
La batteria rimovibile e ricaricabile via USB-C elimina la necessità di sostituire pile, e il blocco bambini integrato aggiunge un livello extra di sicurezza.
Prezzo: 59,99 € (40% di sconto)
Disponibile su Amazon
Ideali per chi desidera aggiungere un punto di controllo intelligente in più alla propria casa, queste teste termostatiche si installano facilmente e offrono funzioni di programmazione automatica, geolocalizzazione e rilevamento finestre aperte.
Google ha avviato il roll-out dell’aggiornamento di ottobre 2025 dei Play Services, che corregge alcuni bug e aggiunge delle nuove funzionalità.
Come di consueto, si tratta di un update che riceveranno tramite il Play Store tutti i dispositivi Android: non solo gli smartphone ma anche tablet, orologi Wear OS, TV, Android Auto e PC.
Alcune delle feature sono rivolte a tutti gli utenti, mentre altre interessano specificamente gli sviluppatori.
Di seguito vi riportiamo il changelog parziale, ricordandovi che alcune funzionalità, sebbene presenti, potrebbero non essere implementate immediatamente, mentre altre potrebbero essere aggiunte nei prossimi giorni:
WhatsApp continua a espandere e rinnovare le proprie funzionalità per mantenere la piattaforma competitiva nel panorama delle app di messaggistica istantanea. Tradizionalmente, l’app si è sempre basata sul numero di telefono per identificare e collegare gli account, ma questa impostazione potrebbe presto cambiare: nei più recenti aggiornamenti beta, infatti, è comparsa un’opzione per la prenotazione dei nomi utente (username).
L’introduzione di questa funzione avvicinerebbe WhatsApp a concorrenti come Telegram e Signal, che da tempo offrono la possibilità di comunicare senza condividere il proprio numero di telefono, semplicemente tramite un identificatore univoco.
La novità è stata individuata nella versione 2.25.28.12 della beta di WhatsApp per Android, dove tra le impostazioni è comparsa una nuova sezione dedicata proprio alla prenotazione del nome utente. Questo suggerisce che l’azienda stia preparando il terreno per un lancio pubblico della funzione, permettendo agli utenti di scegliere e registrare in anticipo il proprio username.
Questa fase preliminare servirebbe a garantire equità nella distribuzione dei nomi, evitando che gli utenti più rapidi possano accaparrarsi i nomi più popolari o riconoscibili prima dell’attivazione ufficiale. Inoltre, consentirebbe a Meta di testare il sistema su larga scala, verificandone stabilità e sicurezza.
Oltre a rappresentare un’evoluzione tecnica, l’introduzione dei nomi utente ha anche implicazioni importanti in termini di privacy. Attualmente, per contattare qualcuno su WhatsApp è necessario conoscere il suo numero di telefono, il che può essere percepito come un’informazione piuttosto sensibile. Con l’arrivo degli username, invece, sarà possibile interagire con altri utenti senza rivelare il proprio numero personale, aumentando la riservatezza nelle conversazioni, in particolare con nuovi contatti o in contesti pubblici.
Secondo le informazioni contenute nella versione beta, WhatsApp ha già stabilito alcune linee guida tecniche per la creazione degli username:
Il nome non può iniziare con “www.”
Deve contenere almeno una lettera
Sono ammessi solo caratteri minuscoli, numeri (0-9), punti e trattini bassi
Spazi o caratteri speciali non sono consentiti
Queste restrizioni mirano a garantire uniformità e compatibilità tra le diverse piattaforme e dispositivi, oltre a prevenire abusi o tentativi di phishing legati all’uso di nomi simili a domini web o marchi noti.
Al momento non è stato comunicato un calendario ufficiale per l’implementazione pubblica della funzione. Tuttavia, la presenza dell’opzione di prenotazione nella beta suggerisce che lo sviluppo sia già in una fase avanzata e che il rollout potrebbe iniziare nei prossimi mesi.
Come di consueto, WhatsApp procederà con un rilascio graduale, così da poter monitorare il comportamento del sistema, correggere eventuali bug e ottimizzare la gestione dei nomi duplicati o delle collisioni di username.
A poco più di un mese dal debutto di Pixel 10 iniziano già a circolare indiscrezioni sul suo successore. Secondo fonti vicine allo sviluppo, il futuro Pixel 11 potrebbe segnare un cambiamento significativo: il passaggio dal modem Samsung Exynos 5400i al nuovo MediaTek M90, integrato nel Tensor G6.
Alla fine del 2024 si era parlato di un possibile utilizzo di modem MediaTek già sulla serie Pixel 10, ipotesi poi smentita dal mantenimento dell’Exynos. Ora però, secondo Mystic Leaks, Google starebbe effettuando test interni preliminari con il MediaTek M90. Le prove emergono da uno screenshot della riga di comando, in cui compare la versione baseband “a900a”, mentre il bootloader riporta il nome in codice “spacecraft” (per confronto, sul Pixel 10 era “deepspace”).
Il modem M90 è stato presentato da MediaTek al MWC 2025 di Barcellona. Tra le specifiche dichiarate:
Velocità di picco fino a 12 Gbps in download.
Supporto dual 5G SIM dual-active, con gestione dati su entrambe le schede.
AI integrata per migliorare l’efficienza energetica e le prestazioni generali del dispositivo.
Connettività satellitare, un requisito ormai imprescindibile per i flagship.
Non è stato comunicato il process node, mentre sappiamo che l’Exynos 5400i utilizzato finora è realizzato a 4 nm. MediaTek ha fissato la disponibilità dei primi sample ingegneristici per la seconda metà del 2025.
Negli ultimi due anni, l’Exynos 5400i ha contribuito a ridurre i problemi di surriscaldamento che avevano caratterizzato i modem precedenti dei Pixel. Tuttavia, MediaTek sostiene che il nuovo M90 offra un consumo medio ridotto del 18%, un dato che potrebbe convincere Google a valutare la transizione, anche in un’ottica di ulteriore allontanamento dalla filiera Samsung.
Lato SoC, Tensor G6 (indicato con il nome in codice Malibu) sarà il cuore del Pixel 11. In passato si era parlato di una produzione basata sul nodo N3P di TSMC (con architettura 1+6 core), ma nuove indiscrezioni hanno suggerito un salto verso il processo a 2 nm di TSMC, il che renderebbe Tensor G6 uno dei SoC più avanzati in circolazione al momento del lancio.
In occasione delle Feste delle Offerte Prime, Dreame propone su Amazon e sul proprio sito ufficiale numerose promozioni valide fino all’8 ottobre. L’iniziativa coinvolge robot aspirapolvere, aspirapolvere senza fili, dispositivi per la pulizia dei pavimenti e prodotti per la cura dei capelli, con sconti consistenti rispetto al prezzo di listino.
Aqua10 Ultra Roller Complete – Il nuovo top di gamma integra il sistema AquaRoll
, che mantiene il rullo sempre pulito grazie a un risciacquo continuo, evitando ricontaminazioni. Con una potenza di aspirazione di 30.000 Pa, sfrutta la tecnologia FluffRoll per catturare polvere e macchie anche nelle fughe. L’innovazione AutoSeal protegge tappeti e moquette dall’umidità, mentre la funzione ThermoHub igienizza il rullo a 100 °C. Prezzo: da 1.499 € a 1.199 € (7-8 ottobre).
X50 Ultra Complete – Pensato per la pulizia profonda anche negli angoli, utilizza il sistema MopExtend RoboSwing e la navigazione VersaLift per raggiungere zone difficili, come sotto i mobili. Le doppie spazzole HyperStream riducono i grovigli di capelli, mentre la base PowerDock automatizza lavaggio e asciugatura del mop. Prezzo: da 1.499 € a 999 € (7-8 ottobre).
L40 Ultra AE – Un modello all-in-one con aspirazione Vormax da 19.000 Pa, spazzole retrattili e mop autopulente a 75 °C. Pensato per un’igiene ottimale anche dopo cicli intensi. Prezzo: da 699 € a 540 € (fino all’8 ottobre).
L10s Ultra Gen 2 – Un robot che punta su intelligenza e praticità: aspirazione 10.000 Pa, sistema MopExtend, base automatica e navigazione ottimizzata con 3DAdapt. Prezzo: da 499 € a 399 € (7-8 ottobre).
H12 Pro FlexReach – Ultra maneggevole, con snodo a 180°, 18.000 Pa di potenza e asciugatura rapida a 90 °C in 5 minuti. Prezzo: da 449 € a 259 € (7-8 ottobre).
H14 Pro – Con una testina flessibile a 180°, sistema di autopulizia ad acqua calda e autonomia fino a 40 minuti, garantisce copertura fino a 300 m². Prezzo: da 499 € a 349 € (fino all’8 ottobre).
H15 Pro – Integra il braccio robotico DescendReach GapFree per una pulizia da bordo a bordo. La spazzola viene lavata a 100 °C e asciugata a 90 °C in 5 minuti. Prezzo: da 599 € a 404 € (fino all’8 ottobre).
R20 – Aspirapolvere senza fili con motore a 150.000 giri/min, potenza di 190 AW e autonomia di 90 minuti. Prezzo: da 279 € a 229 € (fino all’8 ottobre).
AirStyle Pro Multistyler – Un kit 7 in 1 per styling e asciugatura rapida con flusso d’aria ad alta velocità. Prezzo: da 349 € a 246 € (fino all’8 ottobre).
Pocket Neo – Asciugacapelli pieghevole da soli 300 g, ideale per i viaggi. Eroga 300 milioni di ioni negativi per proteggere i capelli e viene fornito con due accessori. Prezzo: da 129 € a 94 € (fino all’8 ottobre).
Le offerte sono disponibili su Amazon e sul sito ufficiale di Dreame, fino all’8 ottobre o esaurimento scorte.
Android 16 è disponibile già da tempo per gli utenti Pixel e, più recentemente, per alcuni dispositivi Samsung, Motorola e Sony. A brevissimo si aggiungerà alla lista anche OnePlus, che ha annunciato ufficialmente la disponibilità di OxygenOS 16 a partire dal 16 ottobre 2025.
La nuova versione del sistema, basata su Android 16, porta con sé il motto “Intelligently Yours”, che sembra alludere all’integrazione sempre più profonda dell’intelligenza artificiale all’interno dell’esperienza utente. Un indizio arriva dalla conferma che Gemini, l’assistente AI di Google, sarà parte integrante della funzione Mind Space. Quest’ultima rappresenta un ambiente personale dove raccogliere appunti, articoli, screenshot e altri contenuti: grazie a Gemini, sarà possibile non solo recuperarli con facilità, ma anche elaborarli in maniera proattiva.

Un esempio mostrato da OnePlus riguarda proprio la pianificazione di un viaggio: un semplice comando a Gemini consente all’assistente di attingere alle informazioni già salvate in Mind Space e trasformarle in un piano organizzato, senza bisogno di richieste puntuali e frammentate.
Al momento, oltre alla data e a questa anticipazione sulle funzionalità AI, non sono stati forniti ulteriori dettagli ufficiali. Sarà quindi necessario attendere il 16 ottobre per capire meglio quali dispositivi riceveranno l’aggiornamento e in quali tempi, con la speranza che il rollout sia rapido e ampio, evitando le lunghe attese che spesso caratterizzano il mondo Android.
Lo sviluppo di One UI 8.5 sta procedendo rapidamente, con i primi firmware trapelati che hanno già svelato diverse novità in arrivo sui dispositivi Galaxy. Dopo la prima build non definitiva, che presentava elementi grafici incompleti e qualche imperfezione, è ora disponibile un nuovo firmware che mostra ulteriori affinamenti dell’interfaccia e diverse migliorie.
La prima versione trapelata di One UI 8.5 mostrava icone non rifinite e dettagli grafici provvisori. Nella nuova build, Samsung ha già corretto alcuni di questi aspetti. Ad esempio, i pulsanti della lista widget nel pannello rapido, che inizialmente risultavano poco curati, ora presentano un aspetto coerente con il resto dell’interfaccia.

Oltre ai ritocchi estetici, il nuovo firmware introduce diversi cambiamenti funzionali e stilistici:
Digital Wellbeing ha ricevuto un piccolo restyling, con pulsanti più grandi che ne semplificano l’utilizzo.

Nella schermata di personalizzazione della lockscreen, toccando l’icona di un’app nei collegamenti rapidi si apre un pop-up con l’intera lista delle app disponibili.
L’app Telefono utilizza ora una barra inferiore composta solo da icone. Nella nuova build questa barra si estende per tutta la larghezza dello schermo, anche se i pulsanti effettivi restano concentrati al centro.
L’app Meteo segue l’approccio di Impostazioni, spostando la barra di ricerca in basso quando si attiva la funzione di ricerca. Inoltre, il nome della località viene messo in evidenza con un riquadro nella parte alta dello schermo.

Nel menu di modifica foto con Galaxy AI presente in Galleria, la grafica è stata aggiornata, mentre la barra di navigazione inferiore mostra ora tutte le schede disponibili senza richiedere lo scorrimento laterale.

In app come Meteo, Impostazioni e Galleria compare un effetto gradiente nella parte superiore e inferiore della schermata: un accorgimento che anticipa visivamente l’elemento successivo quando si scorre.
Il menu del registratore dello schermo è stato ridisegnato con pulsanti più grandi e icone dedicate che chiariscono la funzione di ogni opzione.

Va ricordato che One UI 8.5 è ancora in una fase di sviluppo iniziale. Le modifiche viste in questi firmware trapelati rappresentano soltanto una parte delle novità che Samsung introdurrà con la release finale. Come spesso accade, ulteriori cambiamenti potrebbero arrivare nelle prossime build interne, con affinamenti sia grafici che funzionali.
Samsung non ha ancora annunciato una data precisa per il debutto di One UI 8.5, ma è probabile che il rollout inizi in concomitanza con i prossimi top di gamma della serie Galaxy S26, per poi estendersi gradualmente anche ad altri modelli.
Con il patrocinio e l’impegno di Roberto “baldoria” BUX, dopo una lunga pausa di ri...ri..riflessione la nostra sezione, IQ5LI, ha intenzione di organizzare nuovamente l'evento denominato "Caccia alla Volpe" che nulla ha a che vedere con inseguimenti di poveri animali e non ha nulla di sanguinario, naturalmente.
Si tratta semplicemente di "cacciare" segnali radio opportunamente nascosti su frequenze radioamatoriali.
L evento si svolgerà nell’arco di una mattinata, di domenica, il giorno 19 ottobre 2025 con partenza alle ore 9.00 (chi c'è, c’è… chi non c’è ed è arrivato tardi, peggio per lui) e terminerà alle ore 12.00 esatte.
Si fa notare che, trattandosi di un evento che si svolge su territorio comunale, e che essendo NON competitivo, ma solo goliardico e sperimentale, i partecipanti si dovranno attenere strettamente a tutto ciò che la legislatura corrente indica riguarda la circolazione stradale, diritto civile e buona educazione, per tutto il resto.
Gli equipaggi dovranno trovarsi alle 08:15/ 08:20 presso la nostra sezione ARI in via don Bosco, 7, dove saranno consegnate le buste con le indicazioni per scovare la prima volpe . Iniziando la competizione alle 09:00, i partecipanti potranno portarsi, nel frattempo, nei luoghi da loro scelti in attesa del primo segnale.
All'arrivo del/i primo/i cacciatore/i presso la prima volpe verrà accesa la seconda, su frequenza diversa ., gli equipaggi che continueranno ad arrivare alla prima, troveranno una busta numerata progressivamente in ordine all’arrivo stesso, contenente le nuove indicazioni e la frequenza del secondo segnale.
Detta busta va conservata fino al termine della caccia, al fine di dimostrare che almeno il primo obbiettivo è stato raggiunto.
Anche presso la seconda postazione si troveranno buste numerate progressivamente e queste faranno fede per la classifica finale. In caso di concorrenti scarsi……. o che, malauguratamente, non dovesse arrivane in tempo alla seconda volpe, per la classifica finale, farà fede la sequenza di arrivo alla prima ..
Di sicuro, però, confidando nella maestria e capacità dei concorrenti…siamo certi che questo non avverrà, Hi !!!
Finita la “caccia”, alle 13.00 / 13.15 ci troveremo tutti insieme presso il ristorante dove, oltre al pranzo, ci sarà la premiazione dei primi 3 equipaggi, nonché dell’…ultimo, che per punizione, pagherà il caffè all’equipaggio primo classificato (questo è scritto nel regolamento).
Alla partenza verrà consegnata e fatta firmare una dichiarazione per l’assunzione di responsabilità, che di fatto obbliga i concorrenti a rispettare il codice della strada indicandolo come unico responsabile del proprio comportamento.
Gli equipaggi devono essere necessariamente in numero minimo di almeno due persone, non obbligatoriamente tutti radioamatori, in modo da poter gestire radio e automezzo nel miglior modo possibile.
Vi preannunciamo che non ci sarà bisogno di cartografia dettagliata della città o di un navigatore satellitare, ma sicuramente è consigliabile l’uso di una buona antenna direttiva, anche di soli 3 elementi in VHF, da abbinare ad una semplice radio tipo Baofeng, in modo da trovare la direzione del segnale, oppure usare qualsiasi altra apparecchiatura a scelta dei partecipanti, che diano lo stesso risultato . E qui si scatena l'estro dell’OM, che ci farà vedere di sicuro, bizzarrie e accrocchi vari adatti allo scopo...
Si consiglia per i neo patentati o novizi per l’evento, di frequentare la sezione in modo da avere qualche consiglio dagli Oldman (uomini vecchi non Oldham hi).
Si ricorda che l’importante non e' vincere ma …..arrivare primi per avere un anno di tempo per poter cantare vittoria e sbeffeggiare gli altri equipaggi ….e un anno e' luuuuunnggooo, hi.
Per l’occasione al ristorante, sarà possibile partecipare con amici e familiari, comunicandone il numero alla la segreteria di sezione con almeno una settimana di anticipo.
Per il momento è tutto, ne parliamo in Sezione o sui social..
Grazie e buona fortuna
IQ5LI
Lo sviluppo del prossimo importante aggiornamento Samsung per dispositivi mobili è in pieno svolgimento. Un flusso incontrollato di novità dalle build trapelate di One UI 8.5 ha già rivelato numerose nuove funzionalità che possiamo aspettarci dall’aggiornamento. Il mese scorso, abbiamo visto indizi che Samsung si stesse preparando a modifiche di design ispirate a iOS nell’app Impostazioni, ed oggi scopriamo le modifiche alle icone dell’app.
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Abbandonando il design piatto che ha caratterizzato One UI per diversi anni, Samsung sta passando ad un aspetto 3D per le icone. Il leaker Ice Universe ha presentato oggi su Weibo delle immagini aggiornate delle icone delle app.
Questa modifica è in linea con i recenti aggiornamenti dell’app Impostazioni, in cui le bolle contenenti le diverse opzioni di menu appaiono leggermente in rilievo. Sebbene le app di sistema abbiano un aspetto notevolmente diverso, sembra che Samsung stia applicando lo stesso effetto anche alle icone di altre app popolari, tra cui YouTube e Google Play Store, nonché a una serie di app di terze parti.
In particolare, questa non è la prima volta che Samsung sperimenta con le icone 3D. Se siete utenti Samsung di lunga data, ricorderete subito allora le versioni successive dell’interfaccia TouchWiz di Samsung.
Come quasi tutti i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, Gemini ha coltivato fin dall’inizio un aspetto minimalista. All’apertura dell’app, si presenta una schermata iniziale ordinata e, negli ultimi mesi, Google ha testato piccole modifiche all’interfaccia utente. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni sembra che Google stia considerando un cambio più radicale del modo in cui gli utenti interagiscono con l’app.
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Nella versione 16.38.62.sa.arm64 dell’app Google è stata individuata una schermata iniziale Gemini riprogettata durante i test. Il layout attuale accoglie l’utente con un messaggio di benvenuto e scorciatoie per gli strumenti principali, come “Crea immagine” e “Ricerca approfondita“. Nel nuovo design, questi pulsanti si spostano verso l’alto per far spazio a un feed scorrevole di suggerimenti.
I suggerimenti visualizzati fungono da spunti di conversazione con un solo tocco. Alcuni evidenziano le capacità di Gemini in fatto di immagini, come “Datemi un look vintage”. Altri mettono in risalto abilità diverse, come l’invio di un notiziario quotidiano, un quiz di biologia di base o la programmazione di un piccolo gioco. Ovviamente essendo queste versioni ancora beta e non pensate per il pubblico, non si sa ancora quando e se questa nuova interfaccia farà capolinea su tutti gli smartphone nella versione stabile.
This is a security-fix and bug-fix release for FreshRSS 1.27.x.
A few highlights ✨:
healthcheckframe-ancestorsThis release has been made by @Alkarex, @Frenzie, @Inverle, @aledeg, @math-GH and newcomers @beerisgood, @nykula, @horvi28, @nhirokinet, @rnkln, @scmaybee.
Full changelog:
Retry-After #7875no-cache.txt #7907.yml and SERVER_DNS example #7858overflow-wrap instead of word-wrap #7898make target to generate the translation progress #7905entry_before_update and entry_before_add hooks for extensions #7977
Stamani, in sezione, abbiamo ricordato le nostre sedi passate ed è spuntato il video dell’inaugurazione della sede sugli Scali Rosciano nel 1982. L’avevamo già riproposto, ma diversi anni fa... i novices, forse non l’hanno mai visto, e forse ne vale la pena... la qualità è quella che è, visto che è stato riversato su piattaforme diverse (se non erro RVM, CDRom, supporto digitale...) ma è sintomatico di quello spirito che gli OM dovrebbero avere, come si dice oggi, di default.
Buona visione
Manca ormai solo una settimana all’uscita di Mensaleri, il nuovo romanzo scritto da Wu Ming 2.
Chi ha dato un’occhiata alla quarta di copertina, sa che la vicenda si svolge a Mensaleri, il villaggio operaio costruito accanto alla cartiera Mensa, sul fiume Leri, nei primi anni dell’Italia unita. Lo stabilimento, dopo diversi passaggi di mano, chiude i battenti nel 1993, nonostante le lotte e i presidi.
Ma a tramutare lo sconcerto in speranza, si presenta un imprenditore di grido, bisnipote del mitico Fondatore. La sua proposta è un irresistibile progetto di rigenerazione del sito industriale: un museo, un centro congressi, un laboratorio di ricerca sul riciclo della carta, le sedi di quattro grandi marchi di moda, un nuovo quartiere. E uno spettacolo teatrale, affidato alla regista Toni Pohlmann, scritto e recitato dalla gente del paese, per celebrarne la prima età dell’oro, all’alba della seconda.
In anteprima, Wu Ming 2 legge il primo capitolo. Buon ascolto e appuntamento in libreria tra una settimana.




















Buongiorno a tutti, come annunciato nei giorni precedenti RRP si rinnova e abbandona le segnalazioni online.
RRP continuerà la sua attività ma sarà incentrata su tematiche più radiotecniche e meno social.
Una rete nata per dare supporto amatoriale in caso di necessità non può appoggiarsi a internet, oggi più che mai sentiamo la necessità di avvicinarci alla classica comunicazione via etere.
Qui di seguito troverete le linee guida per le comunicazioni, potete scaricarle, stamparle e volendo plastificare per renderlo impermeabile.
Ricordiamo inoltre il nostro gruppo per le vostre segnalazioni sul territorio su Telegram all’indirizzo: http://t.me/reteradio
e il nostro gruppo Gestione emergenze all’indirizzo http://t.me/prepper_italia
Grazie a tutti.
RETE_RADIO_PREPPER_RRP-Linee_guida_comunicazioni
Solidarietà a "Riconvertiamo SeaFuture"
Unit hacklab Milano si unisce alle voci che si alzano contro la militarizzazione dell'industria marittima. SeaFuture, nata come mostra di tecnologie nautiche civili, negli ultimi anni è stata trasformata in una vetrina per le tecnologie di guerra e di morte.
Solidarietà a Riconvertiamo SeaFuture per la …
Uno dei server di posta è al temporaneamente irraggiungibile per un problema con il provider relativo. UPDATE: era un problema hardware, è stato risolto.
One of our email servers is currently unavailable, due to an issue with the upstream provider. UPDATE: the hardware problem has been resolved.
Il Ministero della Diaspora ha chiamato influencer americani e israeliani nei siti di distribuzione della GHF per contrastare la narrativa secondo cui Israele starebbe affamando la popolazione.
http://dlvr.it/TMfl3Q

L'articolo HAARETZ: ISRAELE HA CHIAMATO INFLUENCER A GAZA PER DIMOSTRARE CHE LA FAME A GAZA È CAUSATA DA ONU E HAMAS proviene da Giubbe Rosse News.
A few highlights ✨:
429 Too Many Requests and 503 Service Unavailable, obey Retry-Afterc: for categories like c:23,34 or !c:45,56Content-Security-Policy: frame-ancestorsThis release has been made by @Alkarex, @Inverle, @the7thNightmare and newcomers @Deioces120, @Fraetor, @Tarow, @dotsam, @hilariousperson, @pR0Ps, @triatic, @tryallthethings
Full changelog:
429 Too Many Requests and 503 Service Unavailable, obey Retry-After #7760c: for categories like c:23,34 or !c:45,56 #7696s parameter of streamId #7695Content-Security-Policy: frame-ancestors #7677referrerpolicy, ping #7770clean_hash() #7813, FreshRSS/simplepie#48:newest updated to PHP 8.5-alpha and Apache 2.4.65 #7773FRESHRSS_INSTALL and FRESHRSS_USER variables #7725onbeforeunload #7554<video poster="..."> and <image> #7636<code> inside of <pre> #7797data-auto-leave-validation #7785chart.js to 4.5.0 #7752, #7816
Un provider presso cui ospitiamo uno dei nostri server sta avendo dei problemi oggi, alcune caselle di posta sono temporaneamente irraggiungibili. Stiamo aspettando ulteriori notizie.
AGGIORNAMENTO: Problema risolto alla fine.
One of the providers that host our servers is having some issues today. As a consequence, some mailboxes are temporarily unavailable. We’re waiting for more news to understand how to proceed.
UPDATE: The issue has been resolved, all affected mailboxes are online again.
Un’analisi del Centro Studi Assoprovider sulle differenze regolamentari tra Italia e Unione Europea Il Centro Studi Assoprovider ha pubblicato il primo di una serie di report dedicati al confronto tra la normativa italiana e quella degli altri Paesi dell’Unione Europea, con particolare attenzione agli impatti sugli operatori di prossimità. Questo primo approfondimento riguarda la Delibera […]
L'articolo Primo report comparativo UE: Delibera AGCOM n. 156/23/CONS proviene da Assoprovider.

📣 AssoTG – Primo notiziario internazionale Italia-Spagna sulle TLC! In seguito all'accordo di collaborazione con AOTEC annunciato oggi, siamo orgogliosi di presentare la prima edizione internazionale di AssoTG con contenuti bilingue italiano-spagnolo e sezione in inglese per i partner internazionali. 🔍 Nella puntata del 27 luglio 2025: • L'accordo quadro AssoProvider-AOTEC e le sue implicazioni […]
L'articolo AssoTG – 28 Luglio 2025 proviene da Assoprovider.
Assoprovider e AOTEC alleate per la regolamentazione digitale UE
Assoprovider ha firmato un accordo con AOTEC, principale associazione spagnola degli operatori locali di telecomunicazioni.
Obiettivo: rafforzare la voce degli operatori di prossimità, condividere buone pratiche e contribuire alla definizione della futura regolamentazione digitale europea, inclusa la consultazione sul Digital Networks Act
L'articolo Assoprovider e AOTEC: un’alleanza per rafforzare la voce degli operatori di prossimità in Europa proviene da Assoprovider.
The NTP Pool is upgrading its monitoring system to support more monitors and provide better coverage for all servers. The current monitoring system (v2) supports a smaller number of monitors with just “active” and “testing” states. The new monitoring system (v4) can support many more monitors, makes them easier to provision and operate, and introduces a new “candidate” state for better resource management.
With the new monitoring infrastructure, we’ll have a world-class globally distributed monitoring system to match the unparalleled NTP service. The monitoring system will better test local conditions across the world and give us new and better tools to diagnose network problems across countries and networks.




















«– I romanzi radiofonici, giovanotto, – mormorò Josefina Sánchez, come se commettesse un sacrilegio. – Stanno diventando sempre più strambi.»
(Mario Vargas Llosa, La zia Julia e lo scribacchino)
Nel biennio 2022-2023 portammo in tour Radio Ufo 78, un radiodramma/concerto, un melologo, una sghemba e psichedelica suite con scrittori, musicisti e «caverna dell'antimateria».
I due scrittori erano Wu Ming 1 e Jadel Andreetto, quest'ultimo in doppia veste, in quanto bassista del Bhutan Clan.
I musicisti erano quelli del Bhutan Clan, appunto: band cresciuta a Bologna sonorizzando trekking urbani e serate letterarie, nel contesto del cantiere culturale permanente Resistenze in Cirenaica.
Per varie ragioni il gruppo si è sciolto come tale nel 2024, ma le sperimentazioni proseguono sotto l'egida di Melologos, «laboratorio di fonologia narrativa» che ora è al lavoro su Gli uomini pesce.
«Caverna dell'antimateria» è come chiamavamo, in omaggio al pittore situazionista Giuseppe Pinot Gallizio, l'ambiente sonoro pazientemente ingegnerizzato in studio che ogni tanto erompeva nell'esecuzione dal vivo.
I testi dello spettacolo erano in gran parte tratti da Ufo 78, ma alcuni brani – come già avveniva nel romanzo – gettavano ponti verso un altro mondo narrativo: quello del «Ciclo di Tanino & Karl» di Jadel Andreetto & Guglielmo Pispisa. Finora ne sono usciti due episodi: Tutta quella brava gente (firmato con lo pseudonimo «Marco Felder», Rizzoli 2019) e La parola amore uccide (Rizzoli, 2022). Anzi, tre, perché il terzo è in forma di podcast: Morte di un giallista bolzanino (RaiPlaySound, 2023).
Radio Ufo 78 era un'unica suite della durata di circa un'ora e 15 minuti. Prima di salire sul palco, chiedevamo al pubblico di applaudire soltanto alla fine.
Dopo una prova aperta allo Spazio Stria di Padova, sempre disponibile per i nostri lanci di ballons d'essai, Radio Ufo 78 si mise in strada. La formula era anfibia e strana e non proponibile ovunque, gli incastri di impegni non erano semplici... Insomma, riuscimmo a mettere in fila solamente sette date. Di alcune resta testimonianza.
La migliore registrazione, realizzata a tracce separate dal mixer (ringraziamo il fonico Gianluca Fabbri), è quella della serata in piazza a S. Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini. Era la sera del 9 luglio 2023, l'evento era organizzato da Rapsodia, su iniziativa del nostro amico Emiliano Visconti.
Stefano D'Arcangelo di Melologos ha lavorato su quelle tracce, per far emergere ogni suono con la massima chiarezza, e oggi, alla buon'ora, possiamo rendere disponibile all'ascolto Radio Ufo 78, per chi non c'era alle serate e anche per chi c'era e vuole riascoltarlo. Lo facciamo a due anni esatti da quell'esibizione.
La formazione:
Wu Ming 1 – voce e vociferazioni
Jadel Andreetto – voce e basso
Giroweedz – basso e ingegneria sonora
Bruno Fiorini – chitarra
Stefano D'Arcangelo – tastiere, elettronica, antimateria
Michele Koukoussis – batteria
Con la partecipazione di Filo Sottile (nella parte di Carmen) e Donatella Allegro (nella parte di Milena).
La sera del 13 giugno 2025 Wu Ming 1 – in dialogo con Maria Calabrese della Biblioteca Popolare Giardino, che ha organizzato la serata, e col collega scrittore Girolamo De Michele – ha presentato Gli uomini pesce alla Scuola di Viale K, Ferrara. Vicinissimo a dove, nel romanzo, Dante dà appuntamento ad Antonia
Si è parlato di «plurinomio fantastico», giochi di parole, poetica del perturbante e decostruzione del maschile, ma anche del non-umano in letteratura dopo le riflessioni di Amitav Ghosh, di "intelligenze" artificiali e di molte altre cose. In sala c'erano circa 40°, ma voi potete ascoltare l'audio dove volete, anche dentro una ghiacciaia. Buon ascolto.
This article was contributed by Vedrana Vidulin, Head of Responsible AI Unit at Intellias (LinkedIn).
As AI becomes central to smart devices, embedded systems, and edge computing, the ability to run language models locally — without relying on the cloud — is essential. Whether it’s for reducing latency, improving data privacy, or enabling offline functionality, local AI inference opens up new opportunities across industries. LiteLLM offers a practical solution for bringing large language models to resource-constrained devices, bridging the gap between powerful AI tools and the limitations of embedded hardware.
Deploying LiteLLM, an open source LLM gateway, on embedded Linux unlocks the ability to run lightweight AI models in resource-constrained environments. Acting as a flexible proxy server, LiteLLM provides a unified API interface that accepts OpenAI-style requests — allowing you to interact with local or remote models using a consistent developer-friendly format. This guide walks you through everything from installation to performance tuning, helping you build a reliable, lightweight AI system on embedded Linux distribution.
Before you start, here’s what’s required:
First, we make sure the device is up to date and ready for installation. Then we install LiteLLM in a clean and safe environment.
Update the package lists to ensure access to the latest software versions:
| sudo apt-get update |
Check if pip (Python Package Installer) is installed:
| pip –version |
If not, install it using:
| sudo apt-get install python3-pip |
It is recommended to use a virtual environment. Check if venv is installed:
| dpkg -s python3-venv | grep “Status: install ok installed” |
If venv is intalled the output would be “Status: install ok installed”. If not installed:
| sudo apt install python3-venv -y |
Create and activate virtual environment:
| python3 -m venv litellm_envsource litellm_env/bin/activate |
Use pip to install LiteLLM along with its proxy server component:
| pip install ‘litellm[proxy]’ |
Use LiteLLM within this environment. To deactivate the virtual environment type deactivate.
With LiteLLM installed, the next step is to define how it should operate. This is done through a configuration file, which specifies the language models to be used and the endpoints through which they’ll be served.
Navigate to a suitable directory and create a configuration file named config.yaml:
| mkdir ~/litellm_configcd ~/litellm_confignano config.yaml |
In config.yaml specify the models you intend to use. For example, to configure LiteLLM to interface with a model served by Ollama:
| model_list: – model_name: codegemma litellm_params: model: ollama/codegemma:2b api_base: http://localhost:11434 |
This configuration maps the model name codegemma to the codegemma:2b model served by Ollama at http://localhost:11434.
To run your AI model locally, you’ll use a tool called Ollama. It’s designed specifically for hosting large language models (LLMs) directly on your device — without relying on cloud services.
To get started, install Ollama using the following command:
| curl -fsSL https://ollama.com/install.sh | sh |
This command downloads and runs the official installation script, which automatically starts the Ollama server.
Once installed, you’re ready to load the AI model you want to use. In this example, we’ll pull a compact model called codegemma:2b.
| ollama pull codegemma:2b |
After the model is downloaded, the Ollama server will begin listening for requests — ready to generate responses from your local setup.
With both the model and configuration ready, it’s time to start the LiteLLM proxy server — the component that makes your local AI model accessible to applications.
To launch the server, use the command below:
| litellm –config ~/litellm_config/config.yaml |
The proxy server will initialize and expose endpoints defined in your configuration, allowing applications to interact with the specified models through a consistent API.
Let’s confirm if everything works as expected. Write a simple Python script that sends a test request to the LiteLLM server and save it as test_script.py:
| import openai client = openai.OpenAI(api_key=“anything”, base_url=“http://localhost:4000“)response = client.chat.completions.create( model=“codegemma”, messages=[{“role”: “user”, “content”: “Write me a Python function to calculate the nth Fibonacci number.”}])print(response) |
Finally, run the script using this command:
| python3 ./test_script.py |
If the setup is correct, you’ll receive a response from the local model — confirming that LiteLLM is up and running.
Optimize LiteLLM performance on embedded devices
To ensure fast, reliable performance on embedded systems, it’s important to choose the right language model and adjust LiteLLM’s settings to match your device’s limitations.
Not every AI model is built for devices with limited resources — some are just too heavy. That’s why it’s crucial to go with compact, optimized models designed specifically for such environments:
Selecting a model that fits your setup isn’t just about saving space — it’s about ensuring smooth performance, fast responses, and efficient use of your device’s limited resources.
A few small adjustments can go a long way when you’re working with limited hardware. By fine-tuning key LiteLLM settings, you can boost performance and keep things running smoothly.
Restrict the number of tokens
Shorter responses mean faster results. Limiting the maximum number of tokens in response can reduce memory and computational load. In LiteLLM, this can be achieved by setting the max_tokens parameter when making API calls. For example:
| import openai client = openai.OpenAI(api_key=“anything”, base_url=“http://localhost:4000“)response = client.chat.completions.create( model=“codegemma”, messages=[{“role”: “user”, “content”: “Write me a Python function to calculate the nth Fibonacci number.”}], max_tokens=500 # Limits the response to 500 tokens)print(response) |
Adjusting max_tokens helps keep replies concise and reduces the load on your device.
Managing simultaneous requests
If too many requests hit the server at once, even the best-optimized model can get bogged down. That’s why LiteLLM includes an option to limit how many queries it processes at the same time. For instance, you can restrict LiteLLM to handle up to 5 concurrent requests by setting max_parallel_requests as follows:
| litellm –config ~/litellm_config/config.yaml –num_requests 5 |
This setting helps distribute the load evenly and ensures your device stays stable — even during periods of high demand.
A Few More Smart Moves
Before going live with your setup, here are two additional best practices worth considering:
LiteLLM makes it possible to run language models locally, even on low-resource devices. By acting as a lightweight proxy with a unified API, it simplifies integration while reducing overhead. With the right setup and lightweight models, you can deploy responsive, efficient AI solutions on embedded systems — whether for a prototype or a production-ready solution.
Running LLMs on embedded devices doesn’t necessarily require heavy infrastructure or proprietary services. LiteLLM offers a streamlined, open-source solution for deploying language models with ease, flexibility, and performance — even on devices with limited resources. With the right model and configuration, you can power real-time AI features at the edge, supporting everything from smart assistants to secure local processing.
We’re continuously exploring the future of tech, innovation, and digital transformation at Intellias — and we invite you to be part of the journey.
The post How to Deploy Lightweight Language Models on Embedded Linux with LiteLLM appeared first on Linux.com.
La sera del 22 marzo 2025 ha debuttato allo Spazio Stria di Padova Sonic Suite aka The Gustafsson Files, reading/concerto tratto dal romanzo di Wu Ming 1 Gli uomini pesce, in particolare dai capitoli in cui è in scena il musicista Arne aka Sonic in arte SonicAlly/Fonica Mente.
Si tratta di un progetto assemblato dall’attore Marco Manfredi, dallo scrittore e musicista Jadel Andreetto e dai musicisti Stefano D’Arcangelo (ex-Bhutan Clan, ex-Compagnia Fantasma) e Bartolomeo Sailer in arte Wang Inc.
La suite dura un’ora, qui proponiamo all’ascolto un brano.
Testo della conferenza tenuta da Wu Ming 4 al teatro di Dozza (BO) il 2 settembre 2023, nell’ambito delle celebrazioni per Tolkien 50.
Un’attualizzazione di certe tematiche tolkieniane alla luce delle urgenze ambientali, al di là di qualsivoglia intento celebrativo e – ovviamente – in direzione ostinata e contraria rispetto alle kermesse e mostre governative. Si parla di Mordor, Jorn de Précy, «riformisti sarumaniani» e Jacques Camatte.
This is a bug-fix release for FreshRSS 1.26.x
A few highlights ✨:
This release has been made by @Alkarex, @Inverle and newcomers @CarelessCaution, @the7thNightmare
Full changelog:
bgcolor, text, background, link, alink, vlink #7606
Come ormai dovreste sapere, in quanto “Associazione riconosciuta” (Associazione AI ODV) possiamo ricevere le donazioni tramite il 5×1000, ossia a chi destinare una piccola parte delle tasse che si pagano.
La cosa vale solo per chi paga le tasse in Italia.
Per questo, se pensate di avere una qualche affinità con il nostro progetto e se volete che continui a funzionare, vi invitiamo a destinarci il vostro 5×1000.
Chi sceglie di destinare il suo 5×1000 alla nostra associazione può farlo apponendo la propria firma in uno degli appositi spazi sulla dichiarazione dei redditi (Modello 730, Modello Redditi, Unico PF) e indicare il nostro codice fiscale che è 93090910501. La firma va apposta nell’apposito riquadro “Sostegno degli Enti del Terzo Settore…” che di solito è il primo a sinistra nella scheda. Nel riquadro va scritto il nostro codice fiscale che è 93090910501.
Chi fa la dichiarazione on-line deve seguire la stessa procedura, anche se non deve mettere una firma con la penna…
Anche chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi può destinarci il suo 5×1000, basta compilare la scheda della CU (“Certificazione Unica”) che viene data dal proprio datore di lavoro, inserendo nell’apposito riquadro il nostro codice fiscale che è 93090910501. La scheda compilata va inserita in una busta chiusa sulla quale va scritto in modo leggibile: Destinazione 5X1000 IRPEF, il proprio Nome e Cognome, e il proprio codice fiscale. La busta deve essere consegnata (non si paga nulla) presso gli uffici postali, i sportelli bancari o gli intermediari abilitati.
Nel 2024 abbiamo ricevuto 3.577 euro. Ringraziamo tutte e tutti quelli che ci hanno mostrato in questo modo il loro sostegno. Per avere un’idea delle nostre spese potete guardare questa pagina.
Achieving and maintaining compliance with regulatory frameworks can be challenging for many organizations. Managing security controls manually often leads to excessive use of time and resources, leaving less available for strategic initiatives and business growth.
Standards such as CMMC, HIPAA, PCI DSS, SOC2 and GDPR demand ongoing monitoring, detailed documentation, and rigorous evidence collection. Solutions like UTMStack, an open source Security Information and Event Management (SIEM) and Extended Detection and Response (XDR) solution, streamlines this complex task by leveraging its built-in log centralization, correlation, and automated compliance evaluation capabilities. This article explores how UTMStack simplifies compliance management by automating assessments, continuous monitoring, and reporting.
UTMStack inherently centralizes logs from various organizational systems, placing it in an ideal position to dynamically assess compliance controls. By continuously processing real-time data, UTMStack automatically evaluates compliance with critical controls. For instance, encryption usage, implementation of two-factor authentication (2FA) and user activity auditing among many others can be evaluated automatically.

Figure 1: Automated evaluation of Compliance framework controls.
“message”: [{“The certificate received from the remote server was issued by an untrusted certificate authority. Because of this, none of the data contained in the certificate can be validated. The TLS connection request has failed. The attached data contains the server certificate”.}]’’authenticationDetails": [
{ "authenticationStepDateTime": "2025-04-29T08:15:45Z", "authenticationMethod": "Microsoft Authenticator", "authenticationMethodDetail": "Push Notification", "succeeded": true, "authenticationStepResultDetail": "MFA requirement satisfied"}’’One of UTMStack’s standout features is its intuitive, no-code compliance automation builder. Organizations can easily create custom compliance assessments and automated monitoring workflows tailored to their unique regulatory requirements without any programming experience. This flexibility empowers compliance teams to build bespoke compliance frameworks rapidly that update themselves and send reports on a schedule.

Figure 2: Compliance Framework Builder with drag and drop functionality.
UTMStack’s no-code interface allows users to:
This approach significantly reduces the administrative overhead, enabling compliance teams to respond swiftly to evolving regulatory demands.
Beyond automation, UTMStack serves as a centralized compliance dashboard, where controls fulfilled externally can be manually declared compliant within the platform. This unified “pane of glass” ensures that all compliance assessments—automated and manual—are consolidated into one comprehensive view, greatly simplifying compliance audits.
Moreover, UTMStack offers robust API capabilities, facilitating easy integration with existing Governance, Risk, and Compliance (GRC) tools, allowing seamless data exchange and further enhancing compliance management.
For CMMC compliance, organizations must demonstrate rigorous data security, availability, processing integrity, confidentiality, and privacy practices. UTMStack automatically evaluates controls related to these areas by analyzing continuous log data, such as firewall configurations, user access patterns, and audit trails.
Automated reports clearly detail compliance status, including specific control numbers and levels, enabling organizations to proactively address potential issues, dramatically simplifying CMMC assessments and future audits.

Figure 3: CMMC Compliance Control details
Compliance Control Evidence Remediation
When a framework control is identified as compliant, UTMStack automatically gathers the necessary evidence to demonstrate compliance. This evidence includes logs extracted from source systems and a dedicated, interactive dashboard for deeper exploration and analysis. Conversely, if the control evaluation identifies non-compliance, UTMStack employs an AI-driven technique known as Retrieval-Augmented Generation to provide remediation steps to security analysts and system engineers.
Compliance controls for each framework are not only evaluated but also provide dashboards for better understanding and navigation:

Figure 4: Compliance automation dashboards.
UTMStack’s API-first approach enables compliance automation workflows to integrate effortlessly into existing IT ecosystems. Organizations leveraging various GRC platforms can easily synchronize compliance data, automate reporting, and centralize compliance evidence, thus minimizing manual data handling and significantly improving accuracy and efficiency.
Compliance management doesn’t have to be complicated or resource-draining. UTMStack’s open source SIEM and XDR solution simplifies and automates compliance with major standards such as CMMC, HIPAA, PCI DSS, SOC2, GDPR, and GLBA. By continuously monitoring logs, dynamically assessing compliance controls, and providing a user-friendly, no-code automation builder, UTMStack dramatically reduces complexity and enhances efficiency.
Organizations can easily customize and automate compliance workflows, maintain continuous monitoring, and integrate seamlessly with existing compliance tools, making UTMStack an invaluable resource for streamlined compliance management.
We’re continuously improving UTMStack and welcome contributions from the cybersecurity and compliance community.
Your participation helps shape the future of compliance automation. Join us today!
The post Automating Compliance Management with UTMStack’s Open Source SIEM & XDR appeared first on Linux.com.
Italian Linux Society ha partecipato alla consultazione pubblica AGCOM 31/25/CONS. Obiettivo: Libera scelta del modem anche per le connessioni in fibra.
Continua la lettura… (ulteriori 5 minuti di lettura)
This is a security-focussed release for FreshRSS 1.26.x, addressing several CVEs (thanks @Inverle) 🛡
A few highlights ✨:
Notes ℹ:
This release has been made by @Alkarex, @Frenzie, @hkcomori, @loviuz, @math-GH
and newcomers @dezponia, @glyn, @Inverle, @Machou, @mikropsoft
Full changelog:
<iframe srcdoc=""> #7494, CVE-2025-32015<button formaction=""> #7506Content-Security-Policy HTTP headers to favicons #7471, CVE-2025-31136Referrer-Policy: same-origin #6303, #7478ext.php #7479, CVE-2025-31134mod_filter to ensure that AddOutputFilterByType works #7419
Il 28 aprile 2025, un blackout su vasta scala ha colpito Spagna, Portogallo e parte della Francia, lasciando milioni di persone senza elettricità per diverse ore. Le prime ricostruzioni parlano di un guasto alla rete elettrica europea interconnessa, evidenziando quanto possa essere fragile l’infrastruttura energetica moderna. Anche se l’Italia non è stata coinvolta direttamente, il rischio esiste anche da noi e non va sottovalutato.
In Italia, il Dipartimento della Protezione Civile riconosce i blackout come rischio potenziale. Il “Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico (PESSE)” prevede misure di coordinamento tra Protezione Civile, Terna e ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), oltre all’uso di sistemi di allerta come IT-alert. Tuttavia, come dimostrano i precedenti storici, anche il nostro Paese ha vissuto momenti critici.
28 settembre 2003 – Il più grande blackout italiano della storia recente
Un guasto alla rete svizzera, seguito da una cascata di errori nella gestione della rete interconnessa europea, provocò un blackout totale in Italia durato circa 12 ore. Furono coinvolti 57 milioni di persone. Le cause furono tecniche, ma mostrarono la vulnerabilità dei sistemi elettrici interdipendenti.
2004 e 2007 – Blackout localizzati per carico eccessivo
Anche in anni successivi si verificarono blackout estivi dovuti al sovraccarico delle reti durante le ondate di calore, soprattutto nelle grandi città come Milano e Roma.
Blackout regionali e temporanei si verificano ancora oggi durante eventi meteo estremi (es. nevicate, incendi, alluvioni), con impatti variabili da alcune ore a giornate intere in zone rurali.
Un riferimento importante viene dalla storia astronomica: il cosiddetto Evento di Carrington, la più potente tempesta solare geomagnetica mai registrata, avvenuta nel settembre 1859. Colpì la Terra con tale intensità che:
Se un evento simile colpisse oggi, secondo la NASA potrebbe mandare in tilt reti elettriche, satelliti, sistemi GPS, e internet globale, causando blackout su scala continentale per settimane o mesi. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e diverse agenzie nazionali monitorano costantemente il sole per prevenire conseguenze simili, ma non esiste difesa perfetta contro eventi di tale portata.
Nel concreto, un blackout può causare:


✓ Prima del blackout:
✓ Durante il blackout:

✓ Dopo il blackout:
Piccoli accorgimenti per agevolarvi nel momento dell’emergenza
In Casa


In Auto
Ricordiamo che se la Protezione Civile e le associazioni annesse, hanno divulgato questi consigli è per il semplice motivo che si verificano tutt’oggi incidenti a seguito di blackout.
Non tutti gli abitanti di un paese hanno le stesse condizioni casalinghe, c’è chi è più organizzato e chi è più indigente, per tanto vanno considerati sempre le situazioni peggiori.
Dai blackout locali italiani al rischio di eventi geomagnetici globali, passando per il blackout iberico del 2025, una cosa è chiara: l’autosufficienza e la preparazione preventiva sono la chiave per affrontare eventi di questo tipo senza panico. L’obiettivo non è allarmare, ma educare alla resilienza, individuale e collettiva.
Come Associazione Italiana Prepper, riteniamo fondamentale promuovere una cultura della prevenzione attiva, in linea con i principi della Protezione Civile, ma potenziata da buone pratiche familiari e comunitarie. Condividi questo articolo, preparati oggi per non trovarti in difficoltà domani.
L'articolo Blackout – Cosa fare e cosa non fare proviene da Associazione Italiana Preppers.

Talos Linux is a specialized operating system designed for running Kubernetes. First and foremost it handles full lifecycle management for Kubernetes control-plane components. On the other hand, Talos Linux focuses on security, minimizing the user’s ability to influence the system. A distinctive feature of this OS is the near-complete absence of executables, including the absence of a shell and the inability to log in via SSH. All configuration of Talos Linux is done through a Kubernetes-like API.
Talos Linux is provided as a set of pre-built images for various environments.
The standard installation method assumes you will take a prepared image for your specific cloud provider or hypervisor and create a virtual machine from it. Or go the bare metal route and load the Talos Linux image using ISO or PXE methods.
Unfortunately, this does not work when dealing with providers that offer a pre-configured server or virtual machine without letting you upload a custom image or even use an ISO for installation through KVM. In that case, your choices are limited to the distributions the cloud provider makes available.
Usually during the Talos Linux installation process, two questions need to be answered: (1) How to load and boot the Talos Linux image, and (2) How to prepare and apply the machine-config (the main configuration file for Talos Linux) to that booted image. Let’s talk about each of these steps.
One of the most universal methods is to use a Linux kernel mechanism called kexec.
kexec is both a utility and a system call of the same name. It allows you to boot into a new kernel from the existing system without performing a physical reboot of the machine. This means you can download the required vmlinuz and initramfs for Talos Linux, and then, specify the needed kernel command line and immediately switch over to the new system. It is as if the kernel were loaded by the standard bootloader at startup, only in this case your existing Linux operating system acts as the bootloader.
Essentially, all you need is any Linux distribution. It could be a physical server running in rescue mode, or even a virtual machine with a pre-installed operating system. Let’s take a look at a case using Ubuntu on, but it can be literally any other Linux distribution.
Log in via SSH and install the kexec-tools package, it contains the kexec utility, which you’ll need later:
apt install kexec-tools -y
Next, you need to download the Talos Linux, that is the kernel and initramfs. They can be downloaded from the official repository:
wget -O /tmp/vmlinuz https://github.com/siderolabs/talos/releases/latest/download/vmlinuz-amd64
wget -O /tmp/initramfs.xz https://github.com/siderolabs/talos/releases/latest/download/initramfs-amd64.xz
If you have a physical server rather than a virtual one, you’ll need to build your own image with all the necessary firmware using Talos Factory service. Alternatively, you can use the pre-built images from the Cozystack project (a solution for building clouds we created at Ænix and transferred to CNCF Sandbox) – these images already include all required modules and firmware:
wget -O /tmp/vmlinuz https://github.com/cozystack/cozystack/releases/latest/download/kernel-amd64
wget -O /tmp/initramfs.xz https://github.com/cozystack/cozystack/releases/latest/download/initramfs-metal-amd64.xz
Now you need the network information that will be passed to Talos Linux at boot time. Below is a small script that gathers everything you need and sets environment variables:
IP=$(ip -o -4 route get 8.8.8.8 | awk -F"src " '{sub(" .*", "", $2); print $2}')
GATEWAY=$(ip -o -4 route get 8.8.8.8 | awk -F"via " '{sub(" .*", "", $2); print $2}')
ETH=$(ip -o -4 route get 8.8.8.8 | awk -F"dev " '{sub(" .*", "", $2); print $2}')
CIDR=$(ip -o -4 addr show "$ETH" | awk -F"inet $IP/" '{sub(" .*", "", $2); print $2; exit}')
NETMASK=$(echo "$CIDR" | awk '{p=$1;for(i=1;i<=4;i++){if(p>=8){o=255;p-=8}else{o=256-2^(8-p);p=0}printf(i<4?o".":o"\n")}}')
DEV=$(udevadm info -q property "/sys/class/net/$ETH" | awk -F= '$1~/ID_NET_NAME_ONBOARD/{print $2; exit} $1~/ID_NET_NAME_PATH/{v=$2} END{if(v) print v}')
You can pass these parameters via the kernel cmdline. Use ip= parameter to configure the network using the Kernel level IP configuration mechanism for this. This method lets the kernel automatically set up interfaces and assign IP addresses during boot, based on information passed through the kernel cmdline. It’s a built-in kernel feature enabled by the CONFIG_IP_PNP option. In Talos Linux, this feature is enabled by default. All you need to do is provide a properly formatted network settings in the kernel cmdline.
Set the CMDLINE variable with the ip option that contains the current system’s settings, and then print it out:
CMDLINE="init_on_alloc=1 slab_nomerge pti=on console=tty0 console=ttyS0 printk.devkmsg=on talos.platform=metal ip=${IP}::${GATEWAY}:${NETMASK}::${DEV}:::::"
echo $CMDLINE
The output should look something like:
init_on_alloc=1 slab_nomerge pti=on console=tty0 console=ttyS0 printk.devkmsg=on talos.platform=metal ip=10.0.0.131::10.0.0.1:255.255.255.0::eno2np0:::::
Verify that everything looks correct, then load our new kernel:
kexec -l /tmp/vmlinuz --initrd=/tmp/initramfs.xz --command-line="$CMDLINE"
kexec -e
The first command loads the Talos kernel into RAM, the second command switches the current system to this new kernel.
As a result, you’ll get a running instance of Talos Linux with networking configured. However it’s currently running entirely in RAM, so if the server reboots, the system will return to its original state (by loading the OS from the hard drive, e.g., Ubuntu).
To install Talos Linux persistently on the disk and replace the current OS, you need to apply a machine-config specifying the disk to install. To configure the machine, you can use either the official talosctl utility or the Talm, utility maintained by the Cozystack project (Talm works with vanilla Talos Linux as well).
First, let’s consider configuration using talosctl. Before applying the config, ensure it includes network settings for your node; otherwise, after reboot, the node won’t configure networking. During installation, the bootloader is written to disk and does not contain the ip option for kernel autoconfiguration.
Here’s an example of a config patch containing the necessary values:
# node1.yaml
machine:
install:
disk: /dev/sda
network:
hostname: node1
nameservers:
- 1.1.1.1
- 8.8.8.8
interfaces:
- interface: eno2np0
addresses:
- 10.0.0.131/24
routes:
- network: 0.0.0.0/0
gateway: 10.0.0.1
You can use it to generate a full machine-config:
talosctl gen secrets
talosctl gen config --with-secrets=secrets.yaml --config-patch-control-plane=@node1.yaml <cluster-name> <cluster-endpoint>
Review the resulting config and apply it to the node:
talosctl apply -f controlplane.yaml -e 10.0.0.131 -n 10.0.0.131 -i
Once you apply controlplane.yaml, the node will install Talos on the /dev/sda disk, overwriting the existing OS, and then reboot.
All you need now is to run the bootstrap command to initialize the etcd cluster:
talosctl --talosconfig=talosconfig bootstrap -e 10.0.0.131 -n 10.0.0.131
You can view the node’s status at any time using dashboard commnad:
talosctl --talosconfig=talosconfig dashboard -e 10.0.0.131 -n 10.0.0.131
As soon as all services reach the Ready state, retrieve the kubeconfig and you’ll be able to use your newly installed Kubernetes:
talosctl --talosconfig=talosconfig kubeconfig kubeconfig
export KUBECONFIG=${PWD}/kubeconfig
When you have a lot of configs, you’ll want a convenient way to manage them. This is especially useful with bare-metal nodes, where each node may have different disks, interfaces and specific network settings. As a result, you might need to hold a patch for each node.
To solve this, we developed Talm — a configuration manager for Talos Linux that works similarly to Helm.
The concept is straightforward: you have a common config template with lookup functions, and when you generate a configuration for a specific node, Talm dynamically queries the Talos API and substitutes values into the final config.
Talm includes almost all of the features of talosctl, adding a few extras. It can generate configurations from Helm-like templates, and remember the node and endpoint parameters for each node in the resulting file, so you don’t have to specify these parameters every time you work with a node.
Let me show how to perform the same steps to install Talos Linux using Talm:
First, initialize a configuration for a new cluster:
mkdir talos
cd talos
talm init
Adjust values for your cluster in values.yaml:
endpoint: "https://10.0.0.131:6443"
podSubnets:
- 10.244.0.0/16
serviceSubnets:
- 10.96.0.0/16
advertisedSubnets:
- 10.0.0.0/24
Generate a config for your node:
talm template -t templates/controlplane.yaml -e 10.0.0.131 -n 10.0.0.131 > nodes/node1.yaml
The resulting output will look something like:
# talm: nodes=["10.0.0.131"], endpoints=["10.0.0.131"], templates=["templates/controlplane.yaml"]
# THIS FILE IS AUTOGENERATED. PREFER TEMPLATE EDITS OVER MANUAL ONES.
machine:
type: controlplane
kubelet:
nodeIP:
validSubnets:
- 10.0.0.0/24
network:
hostname: node1
# -- Discovered interfaces:
# eno2np0:
# hardwareAddr:a0:36:bc:cb:eb:98
# busPath: 0000:05:00.0
# driver: igc
# vendor: Intel Corporation
# product: Ethernet Controller I225-LM)
interfaces:
- interface: eno2np0
addresses:
- 10.0.0.131/24
routes:
- network: 0.0.0.0/0
gateway: 10.0.0.1
nameservers:
- 1.1.1.1
- 8.8.8.8
install:
# -- Discovered disks:
# /dev/sda:
# model: SAMSUNG MZQL21T9HCJR-00A07
# serial: S64GNG0X444695
# wwid: eui.36344730584446950025384700000001
# size: 1.9 TB
disk: /dev/sda
cluster:
controlPlane:
endpoint: https://10.0.0.131:6443
clusterName: talos
network:
serviceSubnets:
- 10.96.0.0/16
etcd:
advertisedSubnets:
- 10.0.0.0/24
All that remains is to apply it to your node:
talm apply -f nodes/node1.yaml -i
Talm automatically detects the node address and endpoint from the “modeline” (a conditional comment at the top of the file) and applies the config.
You can also run other commands in the same way without specifying node address and endpoint options. Here are a few examples:
View the node status using the built-in dashboard command:
talm dashboard -f nodes/node1.yaml
Bootstrap etcd cluster on node1:
talm bootstrap -f nodes/node1.yaml
Save the kubeconfig to your current directory:
talm kubeconfig kubeconfig -f nodes/node1.yaml
Unlike the official talosctl utility, the generated configs do not contain secrets, allowing them to be stored in git without additional encryption. The secrets are stored at the root of your project and only in these files: secrets.yaml, talosconfig, and kubeconfig.
That’s our complete scheme for installing Talos Linux in nearly any situation. Here’s a quick recap:
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Aumenta ulteriormente la scelta di formazione universitaria nella sede di Livorno dell’università telematica Pegaso in via Martin Luther King 13, nei locali della Cna. Questi i quattro nuovi master di primo livello, tutti incentrati su argomenti di grande attualità: "Sicurezza Economico...
Domenica 27 aprile, alle 17.30 al Teatro Roma di Castagneto Carducci per Il Cammino del Jazz, progetto musicale a cura dell'Associazione Rasenna Music Art, appuntamento con il concerto "Dediche" del Rasenna Jazz Messengers con Max Fantolini, pianoforte, Giulio Boschi, contrabbasso. Così come i...
Ancora una truffa agli anziani in città. Sono da poco passate le 17.30 di ieri, martedì 22 aprile, quando in un appartamento del centro di Livorno, dove abitata una coppia di anziani, squilla il telefono di casa. Dall'altra parte della cornetta, una voce piuttosto convincente invita il marito ad...
Non solo il luna park. Alla Rotonda di Ardenza torneranno anche due appuntamenti che ormai sono diventati un classico dell'estate livornese. Stiamo parlando del Festival del Gusto, targato Labronica Eventi, e del Food Rock. Il primo si terrà dal 26 giugno al 6 luglio, il secondo dall'8 al 17...
Sono 400 i posti a messi a bando per partecipare ai corsi velici estivi organizzati dalla Marina Militare che si svolgeranno a luglio, per 10 giorni, all'Accademia Navale di Livorno. Oltre che a Taranto, a La Maddalena e a Venezia. Si tratta di un appuntamento organizzato per conto del ministero...
Dopo aver annunciato il nome del primo ospite, Gaia, che sarà sul palco di Straborgo in piazza Mazzini il 31 maggio, ecco svelato il secondo artista che sarà protagonista della kermesse labronica. Si tratta della band 'I Patagarri', lanciati da X-Factor nel 2024, quando arrivarono in finale con...
È di due persone trasportate in codice rosso all'ospedale di Livorno il bilancio di un incidente sul viale Carducci avvenuto intorno alle 15 di oggi, martedì 22 aprile. Stando alle prime informazioni raccolte, un pedone sarebbe stato travolto da un motorino mentre attraversava sulle strisce...
Si apre già da giovedì 24 aprile il vasto calendario di appuntamenti per l’80esimo anniversario della liberazione dell’Italia dal Nazifascismo. In occasione del 25 aprile, oltre alle cerimonie istituzionali concordate con la prefettura, sono previste numerose iniziative collaterali che partono...
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L'oroscopo di Paolo Fox di oggi, mercoledì 23 aprile. L'astrologo più famoso della televisione, ogni giorno dà le sue previsioni per i nati sotto i segni d'acqua, aria, terra e fuoco. Le anticipazioni sono raccolte tutte le mattine da Radio...
"Falstaff", l'ultimo capolavoro per il teatro lirico di Giuseppe Verdi, chiuderà giovedì 24 e sabato 26 aprile, sempre alle ore 20 la stagione lirica 2024-25 della Fondazione Teatro Goldoni. Si tratta di un nuovo allestimento e coproduzione realizzato con il Teatro nazionale sloveno SNG Opera...
Un 40enne originario del sud Italia è stato denunciato dai carabinieri di Livorno poiché gravemente indiziato di essere l’autore di una truffa ai danni di un uomo del posto. Quest'ultimo aveva messo in vendita su internet una moto e in poco tempo è stato contattato da parte del sedicente...
La Fortezza Nuova, uno dei simboli della città, è pronta a riabbracciare i propri cittadini. L'1 maggio infatti è prevista la riapertura del monumento dopo la conclusione dei lavori che ne avevano imposto la chiusura da metà ottobre. A darne notizia sono stati direttamente i gestori: "Gli...
Nelle tre aree di sua di proprietà i carabinieri del Nucleo tutela ambientale di Grosseto, con l'aiuto della compagnia di Cecina, hanno trovato di tutto: bombole del gas, scarti di lavori edili, infissi in alluminio. Il tutto veniva smaltito senza le necessarie autorizzazioni e per questo un...
Una raccolta di immagini, stampe, riproduzioni, quadri e souvenir riguardanti il culto della Madonna di Montenero. È la particolare collezione della storica dell’arte Francesca Orlandi, una collezione che è diventata un catalogo unico e straordinario: si tratta di "Maria. Magnifico libro di Dio -...
Per Il Cammino del Jazz, progetto musicale a cura dell'Associazione Rasenna Music Art, giovedì 17 aprile, alle 21.15 al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, "Synthesis", concerto della Contrabboschi's ensemble con Stefano Bergamaschi, tromba, Andrea Grillone, pianoforte, Gianluca Salcuni...
Appuntamento con i libri nell'ambito della Dodicesima edizione del Jazz Appreciation Month Livorno Aprile 2025, a cura del Comitato Unesco Jazz Day Livorno, in collaborazione con il Comune di Livorno, il Conservatorio statale Pietro Mascagni, il Club per l'Unesco di Livorno, il Museo di storia...
C'è tempo fino al 19 maggio per presentare domanda per il concorso pubblico per la selezione e l'arruolamento di 17 ufficiali del ruolo tecnico dei carabinieri. Questi i posti disponibili:
5 per la specialità di medicina;
1 per veterinaria;
1 per psicologia;
1 per investigazioni...
Le bellezze di Montenero sono note. Dal fascino del punto panoramico che offre uno sguardo privilegiato sulla città, all'unicità di un luogo speciale quale è il Santuario. Un fiore all'occhiello per Livorno che attira visitatori da tutta la Toscana e non solo. Mercoledì scorso il tema nel suo...
Un 45enne originario di Firenze è stato trovato morto nella mattina di ieri, lunedì 21 aprile, nella stanza di un bed and breakfast in via dei Mulinacci, all'angolo con viale Italia. Secondo quanto ricostruito, sarebbero stati alcuni clienti della struttura a fare la drammatica scoperta quando...
Ai campionati europei di sollevamento pesi che si sono svolti in Moldava brilla la stella di Genna Toko Kegne che sale sul gradino più alto del podio per la seconda volta consecutiva e conquista il titolo continentale nella categoria fino a 76 kg. Una gara pazzesca, giocata kilo su kilo da parte...
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Un 28enne livornese, già noto alle forze dell'ordine, è stato denunciato dai carabinieri per furto aggravato. Nel corso di un servizio di pattuglia, i militari dell'Arma sono stati allertati da una segnalazione arrivata al 112 riguardante un giovane che, munito di torcia, ispezionava l’interno...
Il mondo piange Papa Francesco, morto a 88 anni nella mattina di oggi lunedì 21 aprile, come annunciato dalla Santa Sede. La notizia in poco tempo ha fatto il giro del mondo e tutti i leader mondiali hanno espresso il loro cordoglio per la scomparsa del pontefice. Intanto a San Pietro si prepara...
Papa Francesco è morto. L'annuncio è stato dato nella mattina di oggi, lunedì 21 aprile, dal cardinale Kevin Farrell con queste parole: "Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma...
Un'aggressione apparentemente senza motivo finita con una bottigliata alla testa e i soccorsi a un 16enne trasportato poi in ospedale per le cure del caso. È quanto sarebbe successo intorno alle 23.15 di sabato scorso 19 aprile, nel quartiere della Venezia, dove un ragazzo che si trovava in... 
I titoli di oggi: Trump blocca i chip, il Ceo di Nvidia va a Pechino Zelensky: “La Cina arma Mosca, abbiamo le prove” Trump fiducioso su accordo con la Cina Usa: “Azienda cinese collabora con gli Houti” Tencent lancia strategia su commercio estero e occupazione Xi in Cambogia, firmati 30 accordi Anwar incontra Min Aung Hlaing a Bangkok: focus su ...
L'articolo In Cina e Asia – Trump blocca i chip, il Ceo di Nvidia va a Pechino proviene da China Files.

I titoli di oggi: La Malesia si schiera con la Cina sul commercio durante la visita di Xi a Kuala Lumpur Nvidia denuncia: “Le limitazioni all’export in Cina ci costeranno 5,5 miliardi” La UE chiede alla Cina di rivedere le sue politiche industriali Le poste di Hong Kong sospendono l’invio di pacchi verso gli Usa Trump riceve il rappresentante per ...
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Pechino ha avvisato studenti e turisti di evitare viaggi negli Usa, in risposta alle politiche tariffarie di Trump
L'articolo Dialoghi – Pechino: “Valutate con cautela viaggi negli Usa” proviene da China Files.

A marzo, i fornitori cinesi e gli importatori degli altri paesi hanno accelerato spedizioni e anticipato acquisti per evitare i dazi degli Stati uniti. Nel frattempo, il governo ha cambiato il rappresentante per il commercio internazionale. Solo uno degli ultimi segnali indirizzati alla Casa bianca
L'articolo Cina: il pil corre, per ora. Nominato un nuovo negoziatore sui dazi proviene da China Files.

I titoli di oggi:
Cina, il Pil continua a crescere del 5,4%
La Cina ha un nuovo rappresentante per il commercio internazionale
Cina, prosegue il viaggio di Xi nel Sud-Est asiatico: tappa in Malaysia
La Cina accusa tre agenti americani di cyberattacchi ai Giochi asiatici invernali
Trade war, la Cina blocca gli acquisti di aerei Boeing
Pakistan, il controverso fondatore di Binance nominato consigliere per le criptovalute
Indonesia, smentita l'ipotesi di una base militare russa a Papua
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Manca sempre meno al Far East Film Festival di Udine. China Files tra i web partner della rassegna asiatica per raccontarvi il cinema d’Oriente Torna il Far East Film Festival, la rassegna dedicata al cinema asiatico più importante d’Europa. Come ogni anno, si terrà a Udine, e quest’anno raggiunge la sua ventisettesima edizione, in programma dal 24 aprile al 2 ...
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I titoli di oggi:
Trade war, la Cina blocca l’export di terre rare strategiche
Dazi, il Vietnam guarda a Cina e Corea del Sud
Tensioni tra Londra e Pechino dopo la nazionalizzazione di British Steel
Malesia, Ministro dell’opposizione denuncia sorveglianza dello Stato
Giappone, calo record della popolazione nel 2024
Bangladesh-India, sale la tensione commerciale: Dhaka chiude porti, Delhi revoca diritti di transito
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I titoli di oggi: Xi Jinping in viaggio nel Sud-Est asiatico per rafforzare i legami regionali Cina, l’export cresce +12,4% a marzo Trump: “Esenzioni tariffarie per prodotti tech solo temporanee” Tesla sospende ordini di due modelli in Cina Giappone, politica valutaria al centro dei colloqui con gli Usa Hong Kong, negato ingresso a parlamentare britannica Xi Jinping in viaggio in ...
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I titoli di oggi: USA-Cina, le tensioni si allargano a settori di ricerca medica e intrattenimento Pechino annuncia restrizioni ai suoi controlli sull’export Cina-Ue, Xi riceve Sanchez Nuova Zelanda, affossata la legge sui princìpi del Trattato di Waitangi AUKUS, cresce l’incertezza sulla vendita di sottomarini nucleari all’Australia Svezia, arrestato uomo sospettato di spiare gli uiguri per conto della Cina ...
L'articolo In Cina e Asia – USA-Cina, le tensioni impattano ricerca medica e cinema proviene da China Files.

I titoli di oggi: Trade war, Xi rilancia la “diplomazia del vicinato” Zelensky: “Pechino sa dei mercenari cinesi arruolati da Mosca” Il colosso hongkonghese CK Hutchison difende gli investimenti nei porti di Panama Apple produrrà più iPhone in India per limitare l’impatto dei dazi I dazi di Trump sono un’opportunità per le Filippine I soldati nordcoreani in Russia adottano nuove ...
L'articolo In Cina e in Asia – Trade war, Xi rilancia la “diplomazia del vicinato” proviene da China Files.

Ennesimo botta e risposta a colpi di dazi tra Washington e Pechino. Li Qiang rassicura le imprese, Xi Jinping ammorbidisce la retorica sui vicini asiatici. Tokyo, Seul e Hanoi provano a trattare. Taiwan costretta a usare i chip, ottimismo nelle Filippine
L'articolo La Cina combatte, il resto dell’Asia negozia proviene da China Files.

I titoli di oggi:
L'Ucraina cattura due cittadini cinesi arruolati dalla Russia
Canada: "Canali social legati alla Cina hanno cercato di influenzare le elezioni"
Cina, convocate le aziende private per coordinare la risposta ai dazi americani
Corea del Sud: dieci soldati nordcoreani attraversano il confine
Rutte chiede maggiore cooperazione tra l'alleanza e il Giappone
Gli usa avviano colloqui con il Giappone sui dazi
L'articolo In Cina e Asia – Trump porta i dazi al 104%, la Cina si coordina con l’Ue proviene da China Files.

I titoli di oggi:
Trade war, Pechino rassicura le aziende Usa
Cina, indagato per corruzione il figlio dell’ex vice-premier Liu He
Cina, PCC espelle tre alti funzionari
Primo think tank cinese chiude centro di ricerca per mancanza di lealtà politica
Corea del Nord, prima maratona internazionale dal 2019
Kuala Lumpur chiede risposta unitaria dell’ASEAN ai dazi statunitensi
Taiwan, al via simulazione in caso di attacco dalla Cina
L'articolo In Cina e Asia – Trade war, la Cina “combatterà fino alla fine” proviene da China Files.

Pechino mantiene la linea dura nella nuova battaglia commerciale, anche se ora si rischia l'escalation. Il Quotidiano del Popolo: "Trasformare la pressione in motivazione per accelerare la costruzione di un nuovo modello di sviluppo"
L'articolo Dazi, la Cina non si piega a Trump: “Il cielo non cadrà” proviene da China Files.

Le notizie di oggi:
Pechino promette “misure risolute”, ma vuole trattare con gli Usa
Cina-Cambogia, esercitazioni congiunte nella nuova base navale di Ream
Myanmar, cresce il bilancio delle vittime. Licenziati funzionari UsAid arrivati nel paese
Modi incontra capo ad interim del Bangladesh, poi vola in Sri Lanka
L’Australia intende riacquistare il porto di Darwin dalla cinese Landbridge
Trade war: Vietnam e Taiwan provano approccio morbido
Taiwan, il G7 condanna le esercitazioni cinesi
L'articolo In Cina e Asia – Pechino promette “misure risolute”, ma vuole trattare con gli Usa proviene da China Files.

L’accordo tra Cina e Vaticano sulle nomine vescovili è stato prolungato per altri quattro anni. A che punto sono le relazioni tra i due soggetti? E come stanno i cattolici cinesi? Lo abbiamo chiesto al professor Sisci.
L'articolo La strada della fiducia tra Cina e Vaticano proviene da China Files.