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I Provider di software open source

Hai dei file a cui vuoi poter accedere facilmente da qualsiasi device? Li puoi caricare su NextCloud! Devi scrivere un testo assieme ad un’altra persona che vive lontano? C’é Etherpad! Vuoi inviare un file in modo riservato? Puoi usare Lufi! Ti serve una mappa online? Ma c’é OpenStreetMap! Vuoi condividere uno status ma solo con alcuni amici intimi? Puoi farlo con Friendica! Devi cercare qualcosa sul web? C’é SearX!

Insomma: chi te lo fa fare di usare servizi centralizzati il cui solo scopo é carpire informazioni su di te, se ci sono provider online che mettono a disposizione i migliori software open source?

SIAM PASSATI DALL’ESSER PERSONE CHE UTILIZZANO STRUMENTI AD  ESSER CLIENTI DI SERVIZI CHE CI USANO

La maggior parte degli utenti possiede dei device (smartphone, tablet, computer fisso o portatile…) ma non ha in casa un proprio server personale con cui gestisce ed archivia i propri contenuti. Questo perché esistono dei fornitori commerciali di servizi online (provider come Google, Apple o Facebook) che mettono comodamente e spesso “gratuitamente” a disposizione tutta quella serie di servizi che altrimenti bisognerebbe installare/impostare/aggiornare/riparare da sé. Affidarsi a provider esterni, dunque, a primo acchito risulta comodo perché libera dall’onere di imparare a gestire gli strumenti su cui si regge la propria vita digitale.

E’soprattutto nella seconda metà degli anni 2000 che si affermano i principali provider di servizi online. É in quel momento che si sviluppano aziende e strumenti come Dropbox, Evernote, Facebook, Google Docs, iCloud, Twitter, Whatsapp, YouTube ecc. Nel giro di pochi anni però, tramite acquisizioni e battaglie commerciali, la situazione che si é venuta a creare é che i principali servizi online sono proprietà di soli cinque colossi americani: Amazon, Apple, Facebook, Google, Microsoft.

Cinque aziende commerciali che hanno nelle proprie mani la vita digitale di ogni individuo del pianeta, alcune delle quali sono state fondate con l’esplicito scopo di raccogliere, analizzare e vendere tutte le informazioni che possono sui propri utenti.

Non tutti ci han fatto caso, ma mentre questi provider nascevano e si facevano ogni giorno più forti é avvenuto nelle nostre vite un importantissimo doppio cambio di paradigma. Il tutto é avvenuto in maniera esplicita, alla luce del sole e nient’affatto misteriosa, solo che é avvenuto tanto in fretta e con un tale hype nei confronti della “tecnologia del futuro” che la maggior parte delle persone non se n’é curata: 1) si é passati dallo “strumento come strumento” allo “strumento come servizio” ed alla 2) cessione volontaria dei propri dati sensibili in cambio dell’utilizzo di tali servizi.

Il concetto, insomma, é che si é passati dal “possiedo carta e penna su cui scrivo quel che mi pare e poi se voglio lo tengo chiuso in un cassetto oppure lo consegno a chi mi pare ma sempre senza dover render conto a nessuno della mia scelta” al “Posso usare la fantastica penna di lusso e la fantastica carta della ditta X per scrivere tutto quel che mi pare, alla sola condizione che la ditta X leggerà tutto ciò che scrivo e ne farà quel che vorrà”.

Tu, utente, non “hai” Whatsapp. Quando dici che “hai Whatsapp” stai dicendo una stronzata.

Non hai idea di quali informazioni su di te il software di Whatsapp trasmette ai server  di Facebook(i millisecondi che sei stato fermo su una foto? se ne hai allargato un dettaglio? se l’hai salvata? se hai salvato una schermata con quella porzione di chat? quanti errori grammaticali fai? in quali ore dormi? quali sono le persone di cui cancelli le chat?).

Non sai in che modo questi dati vengono interpretati (il numero di emoji usati in relazione alle volte in cui usi certe parole? quali sono le parole che usi solo con certe persone? i tuoi riferimenti culturali più comuni in relazione con la mappa dei tuoi spostamenti? le opinioni che hanno su di te i tuoi “amici” e che si scambiano nei messaggi privati?).

Non sai in che modo Whatsapp ti profila (ha intuito che forse tra te e una certa persona c’é una tresca in base all’analisi dei vostri tracciati GPS ed ai messaggi fasulli che avete inviato? ha dedotto le tue debolezze emotive utilizzabili come grimaldello propagandistico da una forza politica che avversi per confonderti le idee?)

L’ultimo punto probabilmente é il più importante. Si sa, che spesso il problema non é in chi trasmette informazioni (tu), ma in chi le legge (Facebook). Se Facebook interpretasse dalla tua attività online che sei potenzialmente una minaccia per il governo in carica e questa informazione fosse venduta proprio a qualcuno che lavora per il governo in carica beh, a seconda della natura di tale governo potresti passare decisamente dei brutti momenti.

 

 

LA SOLUZIONE IDEALE É AVERE IL PROPRIO SERVER A CASA

Possiamo girarci attorno finché si vuole, ma la verità é che l’unico software su cui puoi avere la massima fiducia é software FLOSS installato da te su un tuo device di proprietà, a cui solo tu hai accesso.

Idealmente, dunque, un web veramente libero dovrebbe essere composto da innumerevoli device e server personali su cui sono installati gli strumenti software che ognuno preferisce e per far sì che questo non porti ad una eccessiva frammentazione delle piattaforme, idealmente e pur mantenendo la propria indipendenza, queste dovrebbero comunque possedere un certo grado di interoperabilità (ad essempio costituendo una rete federata). Si tratta di uno scenario tecnicamente realistico, molto vicino a quello delle prime reti BBS all’alba di Internet e che qualcuno sta effettivamente cercando di far prender nuovamente piede. Gli strumenti ci sono e funzionano già a dovere. Quel che gli manca é solamente un’adozione massiccia.

Certo é pur vero che l’idea di fare self-hosting (ossia il possedere un proprio server personalizzato) può spaventare molte persone, nonostante gli strumenti per realizzarlo siano sempre più alla portata di chiunque (come ad esempio YuNoHost un sistema operativo pensato proprio per server casalinghi gestiti da un utente inesperto, già predisposto per ospitare un’Istanza Nextcloud, Matrix, Mastodon, XMPP, WordPress, SearX, Tiny Tiny RSS, Wallabag e praticamente tutto quel che riguarda la vita digitale di ognuno).

Capiamoci: siamo nel 2019; i computer esistono ormai da eoni, ma anche a voler restare stretti e concentrarci solo sul periodo in cui questi sono entrati in massa nelle case, stiam parlando comunque di 25-30 annima la conoscenza media di questi strumenti é perlopiù limitata all’utilizzo più superficiale. La situazione può essere paragonata allo scenario in cui milioni di automobilisti che, pur sapendo guidare, ignorassero totalmente cosa siano il motore, le pastiglie dei freni o la batteria, ma si accontentassero di sapere che girare il volante a sinistra fa girare a sinistra anche le ruote, credendo così di sapere come funziona un’automobile.

Il fatto é che, come già detto, siamo nel 2019: non si pretende certo che tutti diventino dei provetti meccanici-hacker, ma almeno che si diffonda una conoscenza generale giusto un minimo più accorta. Insomma: basterebbe che si sapesse che sotto il cofano c’é una cosa chiamata motore e più o meno in base a quali princìpi funziona.

La cosa ancor più drammatica é che le conoscenze base per potersi muovere in campo informatico (una spolverata di teoria, imparare ad installare un sistema operativo, compiere operazioni di maintenance, usare motori di ricerca come si deve ed alcuni concetto-base di sicurezza informatica) possono essere apprese con un corso di sette giorni, meno che per la patente, ma nonostante l’utilizzo dei device informatici sia una costante su base quotidiana per milioni di persone, ancora troppo poche hanno “fatto il corso di sette giorni”.

STRUMENTI FLOSS

Come già esposto in altri articoli, esistono da anni diversi strumenti FLOSS (ossia software aperto, gratuito e liberamente utilizzabile) che non hanno nulla da invidiare ai loro corrispettivi commerciali. Anzi, in molti casi gli strumenti FLOSS sono pure tecnicamente più avanzati delle loro controparti, tanto che moltissimo software che utilizziamo quotidianamente (come Chrome o Whatsapp) non é che una versione modificata di software FLOSS. L’unica pecca del software FLOSS, semmai, deriva dal fatto che essendo utilizzao da meno utenti, spesso ha una quantità minore di contenuti: la quantità di roba che vien pubblicata sui social open durante una giornata equivale forse a quella che su Facebook vien pubblicato in un minuto. Di conseguenza vi é anche minor spinta a venir incontro agli interessi di un pubblico che si trova altrove. Si tratta della classica situazione del gatto che cerca di mordersi la coda: gli utenti non adottano un sistema se non ci son gran quantità di contenuti, ma non possono esserci gran quantità di contenuti se non ci sono utenti.

Per dirla in altro modo, tornando alla metafora automobilistica: finché tutti continueranno a voler usare ruote di legno, quel tizio strano che ha avuto l’idea di fare ruote di gomma resterà confinato nella sua bottega a fare le ruote di gomma una-ad-una per i suoi clienti affezionati, ma non riuscirà mai a metter su una fabbrica per produrle in serie. Questo a meno che non ci sia una forte spinta ad adottare in massa tali ruote di gomma, ma si tratta di una spinta che non verrà mai dalle grandi aziende produttrici di ruote di legno.

Una selezione di strumenti e piattaforme commerciali libere e la loro controparte commerciale

 

 

SERVIZI VISIBILI vs. VANTAGGI INVISIBILI

Una delle difficoltà maggiori riguardanti il software FLOSS é il riuscir a far capire il loro valore ad una popolazione che, come già detto, ha giusto delle vaghe conoscenze informatiche. Spiegare i vantaggi degli strumenti FLOSS a chi é privo di ogni base informatica spesso suona difficile come cercar di spiegare com’é possibile che gli aerei si librino nell’aria ad una popolazione vive nel terrore che la Luna caschi dal cielo.

Per esempio: quando si parla di privacy e protezione dei dati personali sul web, solitamente l’immagine che viene evocata dall’utente comune é quella del tizio parte-hacker-parte-007-parte-esattore-di-Equitalia che traffica sul web per carpire informazioni piccanti o spiacevoli sulla tua persona, ossia uno scenario da film complottista che, pur non essendo impossibile, nella maggior parte dei casi risulta alquanto improbabile: a chi mai interessa cosa faccia nella vita privata il signor Gino del quinto piano? Certo però che quelle stesse informazioni diventano estremamente interessanti se acquisibili in massa assieme a quelle di milioni di altre persone…

In realtà ciò che avviene nella maggior parte dei casi é che le informazioni dettagliatissime che hai fornito su di te vengono utilizzate all’interno dei cosiddetti big data per impostare argomentazioni politiche, saggiare il terreno su certi argomenti senza tener conto dello scarto fra vita reale e vita sul web e soprattutto, per modificare il discorso pubblico prevalente su determinate questioni.

Il tuo profilo, il tuo singolo profilo utente, di per sé ha scarso valore (a meno che tu non sia un VIP o un noto criminale). Ma se il tuo profilo fa parte di un bouquet di milioni di profili allora la cosa cambia!

Quel che avviene é che i committenti hanno modo di influenzare quali e quante informazioni riceverai, facendo sì che sui social certe notizie appaiano nella tua Timeline ma non in quella del tuo vicino o che ti venga suggerito si seguire certi contatti e non altri. Le informazioni che hai fornito su di te sono uno strumento impagabile affinché queste modifiche riescano ad essere cucite proprio apposta per te.

Non é un caso se milioni di persone vengono portate a credere a cose del tutto false o a consolidare idee che, se non ci fosse controllo sui contenuti che ricevono, non sarebbero difese con tanta irrazionalità. Chi manipola quel ti vien detto, non fa altro che indirizzare il tuo modo di pensare.

In poche parole, scegliere di utilizzare le grosse piattaforme centralizzate del data-mining (letteralmente “estrazione dati”, ossia ciò che fanno Facebook, Google ecc) equivale a buttarsi nel mare in cui viene effettuata la più imponente e specialistica pesca a strascico del mondo: una pesca a strascico smart che se da un lato coinvolge tutti i pesci nel mare, nessuno escluso, dall’altro non uccide i pesci, ma li lascia in acqua, studiandoli tanto a fondo da capire come fare a far sì che ogni singolo pesce poi nuoti nella direzione che il pescatore desidera.

In sostanza più informazioni personali forniamo alle grandi compagnie di data mining e più aiutiamo chi manipola le informazioni sui media mainstream; più aiutiamo chi vuole seminare odio in maniera mirata; più aiutiamo le società di marketing a renderci dipendenti dai loro prodotti. Un esempio su tutti? In Italia, da anni, il numero di crimini violenti é in calo costante. Non é una novità: ogni anno i quotidiani pubblicano i nuovi dati e da anni, appunto, si annuncia che sono calati rispetto all’anno prima. Eppure la percezione diffusa é che invece siano in aumento. Stessa cosa per il numero di stranieri residenti in Italia: oltre il 73% degli italiani ne sovrastima il numero. Certo, la percezione pubblica non viene modificata dai soli social, anche i media hanno un ruolo fondamentale in questo, ma é innegabile che oggi il grosso di questo lavoro avvenga proprio sui social.

 

I recenti scandali legati a Facebook, Cambridge Analytica, la Brexit,il Russiagate ed i sospetti di intervento esterno sui social durante diverse campagne elettorali non sono che l’aspetto più macroscopico e noto dell’intreccio fra big data, politica e manipolazione dell’opinione pubblica.

Ecco, tutto questo fa parte di ciò che l’utente medio fa fatica a vedere e tra un’app per mandare immagini di gattini con musichette carine ed un’app che fa lo stesso ma meno pubblicizzata e usata da meno utenti, sceglierà la prima, anche se la seconda ha caratteristiche migliori ed é più adatta a proteggerne le informazioni personali.

Socialità quantitativa e strumenti che necessitano apprendimento raso-zero sono, purtroppo, i fattori determinanti per la scelta delle piattaforme da utilizzare. Restando all’esempio automobilistico, é come dire che il mondo preferisce le auto senza specchietti, frecce, cinture di sicurezza ed altri dispositivi di protezione “perché é roba da nerd maniaci” e si é adattato a ritenere che beh, é normale che ogni automobilisca faccia qualche incidente e perda qualche arto.

 

 

PROVIDER OPEN SOURCE

Se proprio non si ha modo o voglia di self-hostare i propri strumenti software, un buon compromesso fra self-hosting ed il ricorso ai provider di servizi commerciali come Facebook o Google é quello di rivolgersi a dei provider online di software open source.  In pratica, se Google mette a disposizione i suoi strumenti (Google Calendari, Contatti, Drive, Mail, Ricerca, Documenti, Fogli, Presentazioni, ecc…) ed anche Apple fa altrettanto con i propri (iCloud, Contatti, Pages, Numbers, ecc…), così come fa Facebook (Facebook, Messenger, Instagram, Whatsapp) e tutti quei provider che mettono a disposizione il proprio unico strumento (L’azienda Evernote mette a disposizione lo strumento Evernote, l’azienda Twitter mette a disposizione lo strumento Twitter ecc.) esistono anche diversi provider che invece mettono a disposizione applicazioni FLOSS che, se l’utente volesse, potrebbe tranquillamente scaricarsi e installare su un tuo server personale, essendo tutto software aperto e liberamente scaricabile (quindi, chiunque abbia le necessarie competenze tecniche, può verificare cosa fa davvero il software “sotto il cofano” e come).

La comodità di questa soluzione é indubbia: hai un server sempre attivo accessibile 24/24 che viene mantenuto efficiente, aggiornato e riparato da qualcun’altro cosicché tu possa accedervi senza problemi.

L’idea alla base dei provider di applicazioni FLOSS é che anziché esserci solo 4 o 5 colossali provider cui si rivolgono tutti, possano invece esserci centinaia, migliaia, milioni  di server che offrono una vastità di strumenti che però siano compatibili tra loro o addirittura federati.

Una piccola digressione: Framasoft é un provider che fornisce una propria Istanza Mastodon, mentre Bida é un altro provider che fa altrettanto. Pur essendo due provider distinti (sotto un certo punto di vista é come dire Apple e Facebook) entrambi mettono a disposizione lo stesso strumento, Mastodon, che ha la peculiarità di essere federato. Ciò significa che gli utenti che usano l’Istanza Mastodon di Framasoft e quelli che usano l’Istanza Mastodon di Bida potranno interagire fra loro come se fossero su un’unica grande chat. Volendo fare un paragone, sia iChat che Whatsapp, i software di chat di Apple e Facebook, sono stati entrambi sviluppati in base ad XMPP, che é software FLOSS. Questo vuol dire che tecnicamente sarebbe semplicissimo far dialogare tra loro Whatsapp ed iMessage, ma ciò non avviene puramente a causa di bagarre commerciali.

A questo punto però sorge spontanea una domanda: perché non fidarsi di Facebook e Google ma fidarsi di un provider open source? Si tratta pur sempre di dover riporre fiducia in qualcuno che (presumibilmente) non si conosce ed a cui si affidano i propri dati personali. L’osservazione é in effetti corretta e l’unica risposta sensata é che così come non ci si può fidare dell’uno non ci si dovrebbe fidare nemmeno dell’altro.

Ma ci sono dei “ma”.

Innanzitutto i maggiori provider di servizi commerciali come Facebook e Google sono ESPLICITAMENTE basati sulla lettura, analisi e compravendita dei contenuti che noi forniamo. Da cosa guadagnano Facebook e Google? Qualcosina sì dalla pubblicità, ma il grosso dei guadagni, quello che ha rende Mark Zuckerberg uno degli uomini più ricchi del mondo, é la vendita delle informazioni degli utenti.

  • ETICA DICHIARATA: Dall’altra, la maggior parte dei provider open source é realizzata e mantenuta da persone, comunità e collettivi che esplicitamente combattono l’utilizzo a fini commerciali delle informazioni degli utenti. Ci si può fidare o meno, ma rivolgersi ai big equivale alla certezza che la vendita dei propri dati avvenga.
  • SOFTWARE NON TRACCIANTE: Il software utilizzato é caratterizzato dal fatto di chiedere solo i dati strettamente necessari per funzionare (talvolta non chiedono proprio nulla) in modo da ridurre al minimo le possibilità di profilazione dell’utente. Certo, un provider potrebbe aver modificato il software sul suo server senza dichiararlo, ma come vedremo nei prossimi punti, potrebbe essere un’opzione poco interessante per il provider stesso.
  • FRAMMENTAZIONE INTERNA: I vari servizi offerti dai provider di software open source sono spesso scollegati fra loro. Questo significa che di solito non c’é un’unico nome utente e password per tutti i servizi. In questo modo se anche usassi in contemporanea l’Istanza Mastodon ed i fogli di calcolo dello stesso provider, lui potrebbe credere che ciò venga fatto da due utenti diversi.
  • FRAMMENTAZIONE PERSONALE: Nulla t’impedisce di rivolgerti a più provider contemporaneamente, frammentando le tue informazioni personali un pò qua ed un po là. Se due o più profider forniscono gli stessi software (per esempio NextCloud), usare l’uno o l’altro non comporterà alcuna difficoltà di apprendimento. Ad esempio puoi usare l’Istanza Mastodon del provider A, il server Matrix del provider B e gli strumenti office del provider C e gestirli come se fossero di tre utenti differenti, in modo che nessuno di questi abbia la totalità delle informazioni sul tuo conto.
  • FRAMMENTAZIONE GLOBALE: Se le informazioni di tutti stanno su Facebook e Google, é sufficiente acquistare informazioni da quei due provider per avere un database su milioni di persone. Se invece questi milioni di utenti fossero sparpagliati su migliaia di server interconnessi da poche migliaia di utenti l’uno, chi volesse farsi un database altrettanto massiccio dovrebbe contattare (o hackerare) uno-ad-uno migliaia di server. Lo sforzo sarebbe di per sé immane. Se poi si considera che, come visto, le informazioni che si troverebbero in mano sarebbero molto meno dettagliate ed interessanti di quelle fornite da Facebook, é chiaro che i server di servizi FLOSS risultano strutturalmente poco utili per chi vuol commerciare informazioni personali.

 

 

CHE STRUMENTI VENGONO MESSI A DISPOSIZIONE?

Gli strumenti messi a disposizione dai provider sono un’infinità e spaziano dagli strumenti per ufficio (scrittura collaborativa, fogli di calcolo, mappe mentali), web hosting (tipo Dropbox, iCloud, Google Drive ecc.), social, chat personali, strumenti per programmatori… Per farla breve: pensa ad un servizio online che usi comunemente ed e sappi che ne esiste anche la versione libera e aperta, fatta eccezione giusto per i fornitori di media mainstream coperti da copyright come Spotify o Netflix e iTunes, ecco, ma se pensi a Evernote, Dropbox, Twitter, Facebook, Google Maps, Gmail, Whatsapp, le ricerche su Google, iWork e tutti quegli strumenti che usi quotidianamente online beh, ognuno di questi ha la sua controparte libera!

Alcuni di questi strumenti sono parzialmente sovrapponibili; un esempio é l’applicazione Turtl che é sia un gestore appunti (Notebook) che uno strumento per archiviare link interessanti (Bookmark manager) che fa dunque un pò quello che fa Evernote ed un pò quello che fa Pocket. Questo per dire che in alcuni casi la definizione usata per classificare questi strumenti può essere poco esaustiva.

Altra cosa interessare é che uno stesso provider può mettere a disposizione più strumenti che fanno la stessa cosa (ad esempio due diversi tipi di calendario o di strumenti di scrittura). La cosa può confondere un attimo chi non é abituato a dover scegliere tra opzioni diverse con uno stesso provider, ma va tutta a favore della personalizzazione (ti trovi scomodo ad usare EtherPad? Nessun problema: abbiamo anche PadLand!)

Certi strumenti software sono molto popolari e vengono messi a disposizione da diversi provider (per esempio, chi offre un servizio di data hosting nel 99% dei casi utilizza NextCloud), che però ne personalizzano un pò l’estetica, a volte alcune funzioni e spesso anche il nome (per esempio, il server Nextcloud messo a disposizione da Framapiaf viene chiamato “Framadrive”). Altri invece, sono più rari.

 

 

ELENCO PROVIDER OPEN SOURCE

Questo post non é incentrato sulle funzionalità dei singoli strumenti software e qui si vuol solo elencare una serie di provider di strumenti FLOSS che, volendo, un utente potrebbe anche installarsi su un proprio server. Pertanto l’elenco non comprende siti che mettono a disposizione un unico strumento software (tipo mastodon.social che mette a disposizione solamente la propria Istanza Mastodon) e/o strumenti software non hostabili privatamente (tipo DuckDuckgo)

 

 

AUTISTICI & INVENTATI

PAESE: Italia

FINANZIAMENTO: Donazioni

A/I é il principale riferimento italiano per quanto riguarda collettivi antagonisti e anticapitalisti impegnati per i diritti digitali. Offre tutta una serie di strumenti con un fortissimo occhio di riguardo a sicurezza e protezione dati.

  • Server IRC
  • Email
  • Mailing List
  • Webhosting / Blog
  • Altro, a richiesta

 


 

 

 

BIDA

PAESE: Italia

FINANZIAMENTO: Donazioni e sottoscrizioni

  • Calendario (Quand – basato su Studs)
  • Data Storage (Nextcloud)
  • Libreria Online (Ola)
  • Social (Mastodon)

 


 

 

 

 

CISTI

PAESE: Italia

FINANZIAMENTO: Donazioni

  • Social (Mastodon)
  • Scrittura collaborativa (Cryptpad)
  • Presentazioni (Cryptpad)

 

 

 

CRYPTPAD

PAESE: Francia

FINANZIAMENTO: Parte in donazioni, parte a pagamento

Cryptpad é una compagnia francese che realizza e mette a disposizione una serie di propri strumenti focalizzati su privacy e sicurezza online.

  • Data hosting
  • Git
  • Presentazioni
  • Scrittura collaborativa
  • Sondaggi

 


 

 

 

DISROOT

PAESE: Olanda

FINANZIAMENTO: Donazioni

Disroot é un’organizzazione di hacktivisti di impronta libertaria impegnata a far conoscere le tecnologie aperte ed a diffondere una maggior cultura della privacy informatica.

 


 

 

FENEAS

PAESE:

FINANZIAMENTO: Il progetto é finanziato direttamente dai suoi membri attivi

FeNeAs é un’associazione no profit il cui scopo é diffondere l’utilizzo di strumenti digitali federati

  • Data hosting (NextCloud – accessibile solo ai membri attivi)
  • Git (Gitlab)
  • Scrittura collaborativa (Etherpad)
  • Social (Friendica)
  • Social (GangGo)
  • Social (Matrix)

 


 

FRAMASOFT

PAESE: Francia

FINANZIAMENTO: Donazioni

Framasoft é un’importante associazione francese il cui scopo é quello di diffondere l’uso di tecnologia FLOSS. Framasoft organizza incontri, corsi ed un gran numero di attività diverse. In particolare sta portando avanti il progetto di de-googleizzare il web, facendo conoscere tutti gli strumenti già esistenti ed utilizzabili anche senza dover per forza rivolgersi alle big company dell’informatica. Gli strumenti che offre Framasoft sono davvero tantissimi e non sarà possibile elencarli tutti, ma ci si prova. Una caratteristica particolare é che Framasoft ribattezza gran parte degli strumenti offerti “Frama(qualcosa)”. Il sito é in francese ma gran parte é tradotto in inglese e sempre più pagine sono tradotte anche in italiano.

  • Bin (Framabin – basato su PrivateBin)
  • Calendario (Framadate – basato su Studs)
  • Calendario (Framagenda – basato su NextCloud)
  • Data Storage (Framadrive – basato su Nextcloud)
  • Disegno vettoriale (Framavectoriel – basato su SVG-Edit)
  • File sharing (Framadrop – basato su Lutim)
  • Fogli di calcolo (Framacalc – basato su EtherCalc)
  • Formulari online (Framaforms – basato su Drupal e Webform)
  • Games (Framinetest – basato su Minetest)
  • Git (Framagit)
  • Image sharing (Framapic – basato su Lutim)
  • Libreria Online (Framabookin – basata su Calibre e BicBucStriim)
  • Mailing list (Framalistes)
  • Mappe mentali (Framindmap – basato su Wisemapping)
  • Mappe online (Framacarte – basato su uMap)
  • Motore di ricerca (Framabee – basato su SearX)
  • Notebook collaborativo (Framanotes – basato su Turtl)
  • Notebook collaborativo (Framemo – basato su Scrumblr)
  • Online bookmarking (MyFrama – basato su Shaarli)
  • Online bookmarking (Framabag – basato su Wallabag)
  • Presentazioni online (Framaslides – basato su Strut)
  • Progetti collaborativi (Framaestro)
  • RSS reader (Framanews – basato su Tiny Tiny RSS)
  • Scrittura collaborativa (FramaPad – basato su EtherPad)
  • Social (Framasphère – basato su Diaspora)
  • Social (Framateam – basato su Mattermost)
  • Social (Framapiaf – basato su Mastodon)
  • Sondaggi (Framadate – basato su Studs)
  • Sondaggi (Framavox – basato su Loomio)
  • URL Shortener (Frama.link – basato su Lstu)
  • Video Hosting (Framatube – basato su PeerTube)
  • VOIP (Framatalk – basato su Jitsi Meet)

 


 

 

 

LIBREM ONE

PAESE: USA

FINANZIAMENTO: Servizi a pagamento

Librem é il marchio dei prodotti e servizi open dell’azienda Purism. Purism produce computer desktop e smartphone di alta fascia che promettono una alta attenzione al rispetto della privacy e della sicurezza informatica. I servizi della linea Librem derivano da strumenti FLOSS che però vengono fortemente personalizzati e rinominati “Librem(qualcosa)”; per esempio, il server Mastodon offerto da Framasoft si chiama FramaPiaf.

  • Contact management (Librem Contacts)
  • Data Storage (Librem Files)
  • MailOnline Backup (Librem Backup)
  • Social (Librem Chat – basato su Matrix)
  • Social (Librem Social – basato su Mastodon)
  • VPN (Librem Tunnel)

 


 

 

 

NIXNET

PAESE: ?

FINANZIAMENTO: Donazioni

Nixnet é creato e gestito apparentemente da una sola persona, Amolith, che mette a disposizione gli stessi strumenti che lui utilizza. Molto servizi sono utilizzabili anche attraverso TOR e c’é forte attenzione su sicurezza e criptatura dei messaggi.

  • Bin (PrivateBin)
  • Blogging (Plume)
  • Calendario (Framadate)
  • Data Storage (Nextcloud)
  • Finance Manager (Firefly III)
  • Git (Gitea)
  • Motore di ricerca (SearX)
  • Information Manager (BookStack)
  • Online bookmarking (Wallabag)
  • Project Management (Taiga)
  • RSS Bridging
  • Scrittura collaborativa (CodiMD)
  • Social (Mastodon)
  • Social (Matrix)
  • VOIP (Mumble)
  • VPN (Wireguard)

 


 

OPENCLOUD

PAESE: Lussemburgo

FINANZIAMENTO: Autofinanziamento

  • Data hosting (NextCloud)
  • Social (Friendica)
  • Social (Matrix)
  • Social (Mastodon)
  • Sondaggi (Dudle)
  • Lavoro collaborativo (Kopano)

 


 

RISEUP

PAESE: USA

FINANZIAMENTO: Donazioni

RiseUp é un collettivo di Seattle ma con membri sparsi in tutto il mondo. É attivo dal 1999 e si adopera per una società libera ed una lete altrettanto libera.

  • Mail
  • File sharing (Upload)
  • Lavoro collaborativo (Crabgrass)
  • Scrittura collaborativa (Etherpad ?)
  • Social (XMPP)
  • VPN

 


 

TCHNCS

PAESE: Germania

FINANZIAMENTO: ?

  • Bin (HasteBin)
  • Data Storage (Nextcloud)
  • Email
  • Games (Minetest)
  • Git (GitLab)
  • Social (Mastodon)
  • Social (Matrix)
  • Social (XMPP)
  • Project Management (Taiga)
  • Video Hosting (PeerTube)
  • VOIP (Mumble)

 

 

3x1t (“Exit”)

PAESE: Italia

FINANZIAMENTO: ?

A cura dell’associazione Bije di Verona, che si occupa di diffondere l’utilizzo di strumenti FLOSS

  • Mail
  • Data hosting
  • Social (XMPP)

 

 


Grazie ad https://mastodon.bida.im/@hannahliu e https://ins.mastalab.app/@metalbiker per lo scambio su Mastodon da cui é nata l’idea per questo articolo.

 

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Matrix bridge: connettersi con tutti i social da una sola App

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Avevamo già spiegato cos’é il protocollo Matrix e come iniziare ad usarlo.

Riassumendo molto brevemente: Matrix é un protocollo di comunicazione aperto e liberamente utilizzabile da chiunque (ognuno puà farsi il suo server Matrix) creando una rete di chat potenzialmente infinita, le cui caratteristiche di sicurezza ed espansione permettono e promettono di fare un sacco di cose. Insomma: si tratta di uno strumento estremamente interessante.

Una delle caratteristiche più interessanti é la capacità di Matrix di dialogare con altre piattaforme. Detto in soldoni: con Matrix si può creare un “gruppo” in cui possono dialogare utenti Matrix, utenti Whatsapp, Telegram, IRC ecc. lasciando che ognuno usi l’App che preferisce. Questo é il “bridging”

(Una nota: questo articolo vuole solamente spiegare il concetto di “bridge” dando giusto un accenno terra-terra a come funziona e non vuol certo essere un manuale sull’utilizzo dei bridge)

Chi ha già letto gli articoli precedenti sa che Matrix non é un servizio di chat come Twitter ma é un protocollo, come l’email: Gmail, ProtonMail, Hotmail sono tutti servizi che usano i protocolli email, ognuno coi propri server e con caratteristiche personali che però, interagiscono fra loro (da Gmail puoi mandare una email a Hotmail, giusto?).

Non ti “registri all’email” ma “crei un account su ProtonMail”. Non ti “registri a Matrix”, ma “crei un account su un server Matrix”.

Prendiamo dunque ad esempio il server Matrix di Feneas: https://chat.feneas.org, Una volta registrati si può dialogare con qualsiasi utente registrato su qualsiasi server Matrix (ancora una volta: se ti registri su Yahoo puoi scambiarti le email con chiunque abbia un indirizzo email, indifferentemente dal server a cui si é registrato).

In Matrix ogni conversazione avviene in “stanze”. Sono sostanzialmente come i gruppi di Whatsapp, solo che qui anche la chat tra te ed una sola altra persona avviene in una stanza.

Qui incontriamo dunque i “bridge”, ossia quegli strumenti che permettono di collegare una stanza Matrix con il proprio corrispettivo su altre piattaforme.

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Un “bridge” (letteralmente “ponte”) é sostanzialmente un programma che si occupa di sincronizzare Matrix con una certa piattaforma in modo da farli comunicare assieme.

Per ogni piattaforma dunque servità un bridge apposito. Dunque ce ne sono diversi. Non solo: per certe piattaforme esiste più di un bridge che magari adottano soluzioni e caratteristiche diverse. Bisogna tener conto che tutto il processo di bridging tra Matrix e le altre piattaforme é ancora un work in progress: alcuni bridge funzionano bene, altri così-così, ed insomma, la “scena” del bridging é ancora molto attiva. Alcune piattaforme sono fatte in modo da poter essere, almeno sulla carta, facilmente collegabili con un bridge mentre altre sono decisamente più ostiche.

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Il funzionamento ideale di una stanza Matrix “bridged” (da qui in poi renderò “bridged” con “sincronizzata”) con una piattaforma diversa, ad esempio Telegram, dovrebbe essere abbastanza banale: io che ho un account Matrix entro nella stanza e chatto normalmente, da Matrix, mentre un’altra persona che ha Telegram vedrà quel che ho scritto nella stanza, a cui però accede attraverso Telegram.

Un esempio lo si può vedere nella stanza pubblica Telegram-FOSS. La stanza é sincronizzata con Telegram ed IRC, pertanto gli utenti che vi partecipano lo fanno da tutte e tre le piattaforme.

 

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Questa é la stanza pubblica Telegram-FOSS così come viene visualizzata online. Sono visibili le interazioni fra utenti Telegram (segnalati tra parentesi) ed IRC (privi di indicazione tra parentesi perché la stanza nasce come stanza IRC e dunque sono gli altri account a dover specificare la loro piattaforma)

Si, ma, in soldoni, come funzionano questi bridge? Come si installano e come si attivano?

Dunque, ogni bridge é un programma che va a dialogare con Matrix: non é parte integrante di Matrix! Questo vuol dire che se creo un account su un server Matrix non é scontato che questo abbia anche dei bridge e se ne ha, non é detto che li abbia tutti!

La maggior parte dei server Matrix offre perlopiù il solo bridge ad alcuni server IRC (Freenode e pochi altri ancora).

Come dicevamo, la “scena” riguardante la realizzazione dei bridge é ancora un work in progress e dunque é probabile che nel giro di qualche tempo sempre più server avranno di default un numero maggiore di bridge.

Come si fa allora ad usare un bridge se i server Matrix non li offrono di default? La prima soluzione possibile é quella di farsi il proprio server Matrix installandoci tutti i bridge che si desiderano, ma ovviamente per fare ciò é necessario avere un server e saperci mettere le mani.

Ma esiste un altro modo: un bridge, dicevamo, é un programma che sincronizza una stanza Matrix con l’equivalente di una diversa piattaforma (canale IRC, gruppo Whatsapp ecc…), ma non é indispensabile che il bridge si trovi sullo stesso server Matrix che deve sincronizzare.

Potenzialmente, dunque, un bridge potrebbe essere installato sui server di Whatsapp per offrire ai propri utenti la possibilità di interagire con gli utenti Matrix (ok, Facebook aborre un’idea del genere e dunque non succederà mai, ma tecnicamente la cosa sarebbe possibile).

Ma il bridge può anche essere installato su un server che non c’entra nulla con gli altri due. Un esempio é t2bot.io, che offre alcuni bridge per Matrix.

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i bridge offerti da t2bot.io

 

Si, ma, materialmente, per fare questa sincronizzazione, dal lato utente come funziona? Cosa clicco? Dove devo digitare?

Beh, qui la cosa cambia da bridge a bridge: ognuno ha un approccio diverso così come caratteristiche e funzionamento. Due diversi bridge per Whatsapp possono funzionare in modo molto diverso, per intenderci.

Ma giusto per dare un’idea vediamo un esempio di sincronizzazione con Telegram usando il bridge messo a disposizione di t2bot.io

riot.png

SU TELEGRAM

  1. Creare un canale Telegram
  2. Invitare il bot @matrix_t2bot nel canale (basta digitare @matrix_t2bot nella casella di ricerca per trovatlo)
  3. Nel gruppo, digitare il comando /id Il Bot fornirà un <codice>

SU MATRIX

  1. Creare una stanza Matrix (la stanza deve essere accessibile da chiunque ed avere un indirizzo locale)
  2. Invitare il bot @telegram:t2bot.io nella stanza
  3. Nella stanza, digitare il comando !tg bridge <codice>
  4. Il bot chiederà una conferma. Digitare !tg continue

Fatta! Adesso in quel canale potranno dialogare sia utenti Telegram che utenti Matrix. (Maggiori dettagli qui: https://t2bot.io/telegram )

 

A questo punto quel che vien scritto in quella stanza Matrix apparirà nella stanza Telegram e viceversa. Tuttavia i messaggi provenienti dall’ “altra piattaforma” appariranno come se fossero pubblicati dal bot e non dalla persona che li ha scritti (Telegram Bot ha scritto: “ciao!”). Per far si che i messaggi vengano attribuiti all’utente che li ha effettivamente scritti, ora che si son sincronizzate le stanze vanno sincronizzati gli account!

SU MATRIX

  1. Aprire una chat privata con l’utente @telegram:t2bot.io
  2. Digitare il comando !tg login ed attendere un pò
  3. Dopo una certa attesa il bot fornirà delle istruzioni da seguire; solitamente contenenti un link ad una pagina in cui bisognerà scrivere il numero di telefono del proprio account Telegram (+39 12 34567890) ed il proprio account Matrix (@nomeutente:nomeserver)

A questo punto il bot sincronizzerà i due account ed inviterà a sincronizzare anche altre stanze/gruppi. Questo, va ricordato, é UN bridge Matrix/Telegram e nulla toglie che ne possano essere sviluppati degli altri che funzionino in modo più semplice ed intuitivo.

Idealmente in una stanza Matrix con tutti i bridge immaginabili, si potrebbe far dialogare assieme utenti Mastodon, Whatsapp, IRC, XMPP, Matrix, Telegram, Slack, Discord, iMessage, Skype. Ma potrebbero intervenire anche utenti via SMS ed Email.

Con il bridge Mastodon o un eventuale bridge ActivityPub inoltre Matrix verrebbe definitivamente a far parte del Fediverso e l’abbinata Matrix-ActivityPub potrebbe in effetti fungere da vero nodo collettore tra innumerevoli piattaforme decentralizzate, federandole.

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IL RITORNO DELLA GUERRA ‘RISOLUTIVA’

La guerra di Corea è probabilmente l’ultima che gli Stati Uniti abbiano combattuto con l’intento strategico e la volontà di vincerla sul campo. Come sappiamo, è finita in un pareggio. Da quel momento in avanti, gli USA – che pure sono certamente il paese più guerrafondaio dell’era moderna – hanno fatto delle forze armate, e quindi della guerra, essenzialmente uno strumento di deterrenza, volto a contenere i nemici comunisti – URSS, Repubblica Popolare Cinese – nella loro espansione politico-ideologica oltre i confini (rispettivamente) dell’est europeo e della Cina continentale.
A partire dalla fine degli anni cinquanta del novecento, gli Stati Uniti non hanno mai preso seriamente in considerazione l’ipotesi di uno scontro diretto con una delle due potenze socialiste; hanno ovviamente ingaggiato un confronto per cercare di raggiungere la supremazia nucleare, ed altrettanto ovviamente hanno elaborato strategie e tattiche in funzione di un ipotetico scontro di tal genere, ma si è trattato di pure ipotesi di scuola. Sul piano concreto, questa possibilità non è mai stata veramente considerata possibile, né tantomeno desiderabile.

Fintanto che è esistita l’Unione Sovietica, questa ha anzi costituito uno dei pilastri su cui si è fondata l’egemonia americana sull’Europa occidentale. Fedele agli accordi spartitori di Yalta, Washington non è mai intervenuta direttamente contro Mosca, anche quando (Berlino ‘53, Budapest ‘56, Praga ‘68) ne avrebbe avuto un ottimo pretesto. E quando il confronto militare c’è stato, si è collocato in periferia, ed è sempre stato indiretto. Vietnam ed Afghanistan docet.
Se guardiamo alla storia dell’espansionismo militare statunitense, ed alla infinita serie di guerre e guerricciole che ha alimentato, dalla seconda metà del secolo scorso in avanti, ci rendiamo però conto di come le vittorie militari, quelle sul campo di battaglia e quelle strategiche, non solo non si sono quasi mai concretizzate, ma probabilmente non erano nemmeno messe in conto.
La grande strategia egemonica americana si è basata sulla deterrenza, piuttosto che sulla vittoria.
Tutti i paesi che, per una ragione o per un’altra, si sono trovati a dover confrontarsi militarmente con gli USA, hanno pagato un prezzo elevatissimo, che ha quasi sempre comportato la devastazione pressoché completa. E quanto più alta e duratura è stata la sfida all’egemone, tanto più è stato duro il prezzo da pagare.

Oltre ai già citati Vietnam ed Afghanistan, ricordiamo l’Iraq, la Siria, la Libia… Tutte guerre che, da un punto di vista strategico, possiamo considerare perdute. Ma che sono costate a quei paesi un prezzo tale che, a distanza di decenni, non ha consentito loro di riprendersi.
Questo è l’assioma su cui si è costruita la strategia imperialista americana: semplicemente, la deterrenza del potere distruttivo.
Nei confronti delle potenze avverse – Russia e Cina – la strategia prevedeva il contenimento (da qui l’enorme rete di basi militari lungo i confini di questi due paesi), nella convinzione che prima o poi sarebbe avvenuta la loro caduta per strangolamento, o che – nella peggiore delle ipotesi – sarebbero rimaste confinate nei propri spazi.
Ragione per cui le forze armate degli Stati Uniti non si sono mai veramente preparate a scontrarsi con le forze armate sovietiche o con quelle cinesi – men che meno con entrambe.

Il conflitto in Ucraina, da questo punto di vista, rappresenta un giro di boa. Gli Stati Uniti, e la loro armata imperiale allargata, la NATO, non si erano mai impegnati in questa misura in un confronto diretto con una delle potenze antagoniste. Non si erano mai impegnati in un conflitto che non fosse marcatamente asimmetrico. Non si erano mai impegnati in una guerra d’attrito prolungata.
E lo hanno fatto senza prima mettersi in condizione di condurre e sostenere un conflitto di tal genere.
Non erano pronti strategicamente (capacità di produzione bellica industriale, riserve di armi e munizioni), non erano pronti al combattimento (sistemi d’arma mai effettivamente testati sul campo, misconoscenza delle capacità del nemico), non erano pronti sotto il profilo dottrinario (strategie e tattiche, strutturazione delle forze armate, sostanzialmente identiche a quelle dei precedenti conflitti asimmetrici).
La battuta d’arresto era inevitabile.

Il conflitto russo-ucraino segna, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, il passaggio ad una fase in cui la deterrenza viene destrutturata, la devastazione si registra nel campo occidentale, e l’inadeguatezza della potenza imperiale si manifesta nella sua piena evidenza.
Questo passaggio, parzialmente oscurato dal difficile scontro politico interno nel paese egemone, richiede pertanto una radicale riconversione complessiva delle politiche imperiali, che deve necessariamente investire sia il piano logistico-strutturale che quello più squisitamente operativo militare. Un processo, questo, che non può chiaramente essere portato a termine in breve tempo, e che quindi apre ad una stagione di interludio, in cui la capacità dello strumento militare non è più in grado di esercitare la propria storica funzione deterrente, e non è ancora in grado di passare ad una in cui la deterrenza viene sostituita dalla capacità di sconfiggere il nemico sul campo.

Il mutamento del quadro geopolitico e strategico complessivo, di cui questa crisi militare statunitense è in parte il prodotto, ma che ne è al tempo stesso causa, finisce pertanto col determinare una estrema instabilità – di cui ciò che accade in Palestina è la manifestazione più evidente – che a sua volta va ad incidere sui tempi e sui modi con cui gli USA cercheranno di rispondere alla crisi.
Ciò che possiamo vedere già adesso, comunque, è la direzione di massima intrapresa. E che potremmo riassumere nel passaggio dalla guerra come deterrenza alla guerra come soluzione.
La prossima guerra Washington la deve vincere, deve sconfiggere il nemico e metterlo in ginocchio. E poiché non sarà un paese debole, ma una delle grandi potenze belliche del pianeta, e quindi tra l’altro dotato di armamenti nucleari tali da distruggere l’America, non sarà per niente facile.
Lo schema, con ogni probabilità, sarà lo stesso della seconda guerra mondiale. Il grosso delle truppe lo dovrà mettere l’Europa, e sarà questo il campo di battaglia.

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Linux Foundation Announces an Intent to Form the OpenWallet Foundation

A Consortium of Companies and Non Profit Organizations Collaborating to Create an Open Source Software Stack to Advance a Plurality of Interoperable Wallets

DUBLIN—September 13, 2022—The Linux Foundation, a global nonprofit organization enabling innovation through open source, today announced the intention to form the OpenWallet Foundation (OWF), a new collaborative effort to develop open source software to support interoperability for a wide range of wallet use cases. The initiative already benefits from strong support including leading companies across technology, public sector, and industry vertical segments, and standardization organizations.

The mission of the OWF is to develop a secure, multi-purpose open source engine anyone can use to build interoperable wallets. The OWF aims to set best practices for digital wallet technology through collaboration on open source code for use as a starting point for anyone who strives to build interoperable, secure, and privacy-protecting wallets.

The OWF does not intend to publish a wallet itself, nor offer credentials or create any new standards. The community will focus on building an open source software engine that other organizations and companies can leverage to develop their own digital wallets.  The wallets will support a wide variety of use cases from identity to payments to digital keys and aim to achieve feature parity with the best available wallets.

Daniel Goldscheider, who started the initiative, said, “With the OpenWallet Foundation we push for a plurality of wallets based on a common core. I couldn’t be happier with the support this initiative has received already and the home it found at the Linux Foundation.”

Linux Foundation Executive Director Jim Zemllin said, “We are convinced that digital wallets will play a critical role for digital societies. Open software is the key to interoperability and security. We are delighted to host the OpenWallet Foundation and excited for its potential.”

OpenWallet Foundation will be featured in a keynote presentation at Open Source Summit Europe on 14 September 2022 at 9:00 AM IST (GMT +1) and a panel at 12:10 PM IST (GMT +1). In order to participate virtually and/or watch the sessions on demand, you can register here

Pramod Varma, Chief Architect Aadhaar & India Stack, said, “Verifiable credentials are becoming an essential digital empowerment tool for billions of people and small entities. India has been at the forefront of it and is going all out to convert all physical certificates into digitally verifiable credentials via the very successful Digilocker system. I am very excited about the OWF effort to create an interoperable and open source credential wallet engine to supercharge the credentialing infrastructure globally.”

“Universal digital wallet infrastructure will create the ability to carry tokenized identity, money, and objects from place to place in the digital world. Massive business model change is coming, and the winning digital business will be the one that earns trust to directly access the real data in our wallets to create much better digital experiences,” said David Treat, Global Metaverse Continuum Business Group & Blockchain lead, Accenture. “We are excited to be part of the launch and development of an open-source basis for digital wallet infrastructure to help ensure consistency, interoperability, and portability with privacy, security, and inclusiveness at the core by design.”

Drummond Reed, Director of Trust Services at Avast, a brand of NortonLifeLock, said, “We’re on a mission to protect digital freedom for everyone. Digital freedom starts with the services used by the individual and the ability to reclaim their personal information and reestablish trust in digital exchanges. Great end point services start with the core of digital identity wallet technology. We are proud to be a founding supporter of the OpenWallet Foundation because collaboration, interoperability, and open ecosystems are essential to the trusted digital future that we envision.”

“The mobile wallet industry has seen significant advances in the last decade, changing the way people manage and spend their money, and the tasks that these wallets can perform have rapidly expanded. Mobile wallets are turning into digital IDs and a place to store documents whereby the security requirements are further enhanced,” said Taka Kawasaki CoFounder of Authlete Inc. “We understand the importance of standards that ensure interoperability as a member of the OpenID Foundation and in the same way we are excited to work with the Linux Foundation to develop a robust implementation to ensure the highest levels in security.”

“Providing secure identity and validated credential services are key for enabling a high assurance health care service. The OpenWallet Foundation could contribute a key role in promoting the deployment of highly effective secure digital health care systems that benefits the industry,” said Robert Samuel, Executive Director of Technology Research & Innovation, CVS Health.

“Daon provides the digital identity verification/proofing and authentication technology that enables digital trust at scale and on a global basis”, said Conor White, President – Americas at Daon, “Our experience with VeriFLY demonstrated the future importance of digital wallets for consumers and we look forward to supporting the OpenWallet Foundation.”

“We are building and issuing wallets for decentralized identity applications for several years now. Momentum and interest for this area has grown tremendously, far beyond our own community. It is now more important than ever that a unified wallet core embracing open standards is created, with the ambition to become the global standard. The best industry players are pulling together under the OpenWallet Foundation. esatus AG is proud to be among them as experience, expertise, and technology contributor,” said Dr. Andre Kudra, CIO, esatus AG 

Kaliya Young, Founder & Principal, Identity Woman in Business, said, “As our lives become more and more digital, it is critical to have strong and interoperable digital wallets that can properly safeguard our digital properties, whether it is our identities, data, or money. We are very excited to see the emergence of the OpenWallet Foundation, particularly its mission to bring key stakeholders together to create a core wallet engine (instead of another wallet) that can empower the actual wallet providers to build better products at lower cost. We look forward to supporting this initiative by leveraging our community resources and knowledge/expertise to develop a truly collaborative movement.”

Masa Mashita, Senior Vice President, Strategic Innovations, JCB Co., Ltd. said, “Wallets for the identity management as well as the payment will be a key function for the future user interface. The concept of OpenWallet will be beneficial for the interoperability among multiple industries and jurisdictions.”

“Secure and open wallets will allow individuals the world over to store, combine and use their credentials in new ways – allowing them to seamlessly assert their identity, manage payments, access services, etc., and empower them with control of their data. This brings together many of our efforts in India around identity, payments, credentials, data empowerment, health, etc. in an open manner, and will empower billions of people around the world,” said Sanjay Jain, Chairman of the Technology Committee of MOSIP.

“The Open Identity Exchange (OIX) welcomes and supports the creation of the OpenWallet Foundation. The creation of open source components that will allow wallet providers to work to standards and trust framework policies in a consistent way is entirely complementary to our own work on open and interoperable Digital Identities. OIX’s Global Interoperability working group is already defining a ‘trust framework policy characteristics methodology,’ as part of our contribution to GAIN. This will allow any trust framework to systematically describe itself to an open wallet, so that a ‘smart wallet’ can seamlessly adapt to the rules of a new framework within which the user wants to assert credentials,” said Nick Mothershaw, Chief Identity Strategist, OIX.

“Okta’s vision is to enable anyone to safely use any technology”, says Randy Nasson, Director of Product Management at Okta. “Digital wallets are emerging as go-to applications for conducting financial transactions, providing identity and vital data, and storing medical information such as vaccination status. Wallets will expand to include other credentials, including professional and academic certifications, membership status, and more. Digital credentials, including their issuance, storage in wallets, and presentation, will impact the way humans authenticate and authorize themselves with digital systems in the coming decade. Okta is excited about the efforts of the OpenWallet Foundation and the Linux Foundation to provide standards-based, open wallet technology for developers and organizations around the world.”

“The OpenID Foundation welcomes the formation of the OpenWallet Foundation and its efforts to create an open-source implementation of open and interoperable technical standards, certification and best practices.” – Nat Sakimura, Chairman, OpenID Foundation.

 “We believe the future of online trust and privacy starts with a system for individuals to take control over their digital identity, and interoperability will create broad accessibility,” says Rakesh Thaker, Chief Development Officer at Ping Identity. “We intend to actively participate and contribute to creating common specifications for secure, robust credential wallets to empower people with control over when and with whom they share their personal data.”

Wallet technologies that are open and interoperable are a key factor in enabling citizens to protect their privacy in the digital world. At polypoly – an initiative backed by the first pan-European cooperative for data – we absolutely believe that privacy is a human right! We are already working on open source wallets and are excited to collaborate with others and to contribute to the OpenWallet Foundation,” said Lars Eilebrecht, CISO, polypoly.

“Digital credentials and the wallets that manage them form the trust foundation of a digital society. With the future set to be characterised by a plurality of wallets and underlying standards, broad interoperability is key to delivering seamless digital interactions for citizens. Procivis is proud to support the efforts of the OpenWallet Foundation to build a secure, interoperable, and open wallet engine which enables every individual to retain sovereignty over their digital identities,”  Daniel Gasteiger, Chief Executive Officer, Procivis AG.

“It is essential to cross the boundaries between humans, enterprises, and systems to create value in a fully connected world. There is an urgent need for a truly portable, interoperable identity & credentialing backbone for all digital-first processes in government, business, peer-to-peer, smart city systems, and the Metaverse. The OpenWallet Foundation will establish high-quality wallet components that can be assembled into SW solutions unlocking a new universe of next-level digitization, security, and compliance,” said Dr. Carsten Stöcker, CEO Spherity & Chairman of the Supervisory Board IDunion SCE.

“Transmute has long promoted open source standards as the foundation for building evolved solutions that challenge the status quo. Transmute believes any organization should be empowered to create a digital wallet that can securely manage identifiers, credentials, currencies, and payments while complying with regulatory requirements regarding trusted applications and devices. Transmute supports a future of technology that will reflect exactly what OpenWallet Foundation wants to achieve: one that breaks with convention to foster innovation in a secure, interoperable way, benefitting competitive companies, consumers, and developers alike,” said Orie Steele, Co-Founder and CTO of Transmute.

“The Trust Over IP (ToIP) Foundation is proud to support the momentum of an industry-wide open-source engine for digital wallets. We believe this can be a key building block in our mission to establish an open standard trust layer for the Internet. We look forward to our Design Principles and Reference Architecture benefitting this endeavor and collaborating closely with this new Linux Foundation project,” said Judith Fleenor, Director of Strategic Engagement, Trust Over IP Foundation.

For more information about the project and how to participate in this work, please visit: openwallet.foundation

About the Linux Foundation

Founded in 2000, the Linux Foundation and its projects are supported by more than 3,000 members. The Linux Foundation is the world’s leading home for collaboration on open source software, hardware, standards, and data. Linux Foundation projects are critical to the world’s infrastructure including Linux, Kubernetes, Node.js, ONAP, Hyperledger, RISC-V, PyTorch, and more. The Linux Foundation’s methodology focuses on leveraging best practices and addressing the needs of contributors, users, and solution providers to create sustainable models for open collaboration. For more information, please visit us at linuxfoundation.org.

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The Linux Foundation has registered trademarks and uses trademarks. For a list of trademarks of The Linux Foundation, please see our trademark usage page:  https://www.linuxfoundation.org/trademark-usage. Linux is a registered trademark of Linus Torvalds.

Media Contact:

Dan Whiting
for the Linux Foundation
+1 202-531-9091
dwhiting@linuxfoundation.org

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Meta Transitions PyTorch to the Linux Foundation, Further Accelerating AI/ML Open Source Collaboration

PyTorch Foundation to foster an ecosystem of vendor-neutral projects alongside founding members AMD, AWS, Google Cloud, Meta, Microsoft Azure, and NVIDIA 

DUBLIN – September 12, 2022 –  The Linux Foundation, a global nonprofit organization enabling innovation through open source, today announced PyTorch is moving to the Linux Foundation from Meta where it will live under the newly-formed PyTorch Foundation. Since its release in 2016, over 2400 contributors and 18,0000 organizations have adopted the PyTorch machine learning framework for use in academic research and production environments. The Linux Foundation will work with project maintainers, its developer community, and initial founding members of PyTorch to support the ecosystem at its new home.

Projects like PyTorch—that have the potential to become a foundational platform for critical technology—benefit from a neutral home. As part of the Linux Foundation, PyTorch and its community will benefit from many programs and support infrastructure like training and certification programs, research, and local to global events. Working inside and alongside the Linux Foundation, PyTorch will have access to the LFX collaboration portal—enabling mentorships and helping the PyTorch community identify future leaders, find potential hires, and observe shared project dynamics. 

“Growth around AI/ML and Deep Learning has been nothing short of extraordinary—and the community embrace of PyTorch has led to it becoming one of the five-fastest growing open source software projects in the world,” said Jim Zemlin, executive director for the Linux Foundation. “Bringing PyTorch to the Linux Foundation where its global community will continue to thrive is a true honor. We are grateful to the team at Meta—where PyTorch was incubated and grown into a massive ecosystem—for trusting the Linux Foundation with this crucial effort.”

“Some AI news: we’re moving PyTorch, the open source AI framework led by Meta researchers, to become a project governed under the Linux Foundation. PyTorch has become one of the leading AI platforms with more than 150,000 projects on GitHub built on the framework. The new PyTorch Foundation board will include many of the AI leaders who’ve helped get the community where it is today, including Meta and our partners at AMD, Amazon, Google, Microsoft, and NVIDIA. I’m excited to keep building the PyTorch community and advancing AI research,” said Mark Zuckerberg, Founder & CEO, Meta.

The Linux Foundation has named Dr. Ibrahim Haddad, its Vice President of Strategic Programs, as the Executive Director of the PyTorch Foundation.  The PyTorch Foundation will support a strong member ecosystem with a diverse governing board including founding members: AMD, Amazon Web Services (AWS), Google Cloud, Meta, Microsoft Azure and NVIDIA. The project will promote continued advancement of the PyTorch ecosystem through its thriving maintainer and contributor communities. The PyTorch Foundation will ensure the transparency and governance required of such critical open source projects, while also continuing to support its unprecedented growth.

Member Quotes

AMD

“Open software is critical to advancing HPC, AI and ML research, and we’re ready to bring our experience with open software platforms and innovation to the PyTorch Foundation,” said Brad McCredie, corporate vice president, Data Center and Accelerated Processing, AMD. “AMD Instinct accelerators and ROCm software power important HPC and ML sites around the world, from exascale supercomputers at research labs to major cloud deployments showcasing the convergence of HPC and AI/ML. Together with other foundation members, we will support the acceleration of science and research that can make a dramatic impact on the world.”

Amazon Web Services

“AWS is committed to democratizing data science and machine learning, and PyTorch is a foundational open source tool that furthers that goal,” said Brian Granger, senior principal technologist at AWS. “The creation of the PyTorch Foundation is a significant step forward for the PyTorch community. Working alongside The Linux Foundation and other foundation members, we will continue to help build and grow PyTorch to deliver more value to our customers and the PyTorch community at large.”

Google Cloud

“At Google Cloud we’re committed to meeting our customers where they are in their digital transformation journey and that means ensuring they have the power of choice,” said Andrew Moore, vice president and general manager of Google Cloud AI and industry solutions. “We’re participating in the PyTorch Foundation to further demonstrate our commitment of choice in ML development. We look forward to working closely on its mission to drive adoption of AI tooling by building an ecosystem of open source projects with PyTorch along with our continued investment in JAX and Tensorflow.”

Microsoft Azure

“We’re honored to participate in the PyTorch Foundation and partner with industry leaders to make open source innovation with PyTorch accessible to everyone,” Eric Boyd, CVP, AI Platform, Microsoft, said. “Over the years, Microsoft has invested heavily to create an optimized environment for our customers to create, train and deploy their PyTorch workloads on Azure. Microsoft products and services run on trust, and we’re committed to continuing to deliver innovation that fosters a healthy open source ecosystem that developers love to use. We look forward to helping the global AI community evolve, expand and thrive by providing technical direction based on our latest AI technologies and research.”

NVIDIA

“PyTorch was developed from the beginning as an open source framework with first-class support on NVIDIA Accelerated Computing”, said Ian Buck, General Manager and Vice President of Accelerated Computing at NVIDIA. “NVIDIA is excited to be an originating member of the PyTorch Foundation to encourage community adoption and to ensure using PyTorch on the NVIDIA AI platform delivers excellent performance with the best experience possible.”

Additional Resources:

  • Visit pytorch.org to learn more about the project and the PyTorch Foundation
  • Read Jim Zemlin’s blog discussing the PyTorch transition
  • Read Meta AI’s blog about transitioning PyTorch to the Linux Foundation
  • Read this blog from Soumith Chintala, PyTorch Lead Maintainer and AI Researcher at Meta, about the future of the project
  • Join Soumith Chintala and Dr. Ibahim Haddad for a fireside chat on Thursday, September 15, at 3pm GMT / 11am ET / 8am PT
  • Learn more about PyTorch training opportunities from the Linux Foundation
  • Follow PyTorch on Facebook, LinkedIn, Spotify, Twitter, and YouTube

About the Linux Foundation

Founded in 2000, the Linux Foundation and its projects are supported by more than 3,000 members. The Linux Foundation is the world’s leading home for collaboration on open source software, hardware, standards, and data. Linux Foundation projects are critical to the world’s infrastructure including Linux, Kubernetes, Node.js, ONAP, Hyperledger, RISC-V, PyTorch, and more. The Linux Foundation’s methodology focuses on leveraging best practices and addressing the needs of contributors, users, and solution providers to create sustainable models for open collaboration. For more information, please visit us at linuxfoundation.org.

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The Linux Foundation has registered trademarks and uses trademarks. For a list of trademarks of The Linux Foundation, please see our trademark usage page:  https://www.linuxfoundation.org/trademark-usage. Linux is a registered trademark of Linus Torvalds.

Media Contact

Dan Whiting

for the Linux Foundation

202-531-9091

dwhiting@linuxfoundation.org

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Open 3D Foundation Welcomes New Members OPPO and Heroic Labs as Community Optimizes Software to Embrace Mobile-First Gaming

Foundation growth driven by organizations seeing new use cases that require modular solutions to build the future of 3D technology

SAN FRANCISCO – September 7, 2022 – As gaming increasingly becomes a mobile-first experience, OPPO and Heroic Labs are joining as Premier and General members, respectively, of the Open 3D Foundation (O3DF). The two companies are working with the community to optimize the open-source Open 3D Engine project for mobile gaming.

OPPO is a global technology company focused on delivering consumer devices, notably mobile phones, and advocating for advancing cloud-native technologies. Heroic Labs is a creator of scalable, social infrastructure for cloud services and app server development. In joining O3DF, OPPO and Heroic Labs will collaborate with other O3DF members to accelerate standardization of 3D graphics development across a diversity of mobile platforms. 

This collaboration will happen inside a newly proposed O3DE (Open 3D Engine) Mobile Device Working Group, through which the O3DE community aims to build portable libraries and interfaces that can be used across a myriad of environments, freely available under the Apache 2.0/MIT license model. We invite all of those interested in shaping the development of 3D graphics standards for mobile devices to review and comment on this open proposal.

“We’re excited to welcome OPPO and Heroic to the community, and we look forward to their contributions in helping advance 3D graphics standards through the O3DE project,” said Royal O’Brien, general manager of Digital Media and Games at the Linux Foundation and executive director of O3DF. “These newest members personify the value of O3DE’s modular architecture, which makes it easier for developers to build 3D solutions that combine the technologies best suited to a diverse set of use cases. Mobile gaming is a great example of how that modular approach fosters extensibility and adaptability from our core technology.” 

“Today, 3D graphics technology has become an essential element of modern society, with application domains ranging from visual effects, gaming and medical imaging to next-generation content like Metaverse,” said Hansen Hong, director of OPPO Software Technology Planning. “We are excited to join the Open 3D Foundation as a Premier member at the early stage of its development. Through our collaboration within the Foundation, we are eager to contribute to the Open 3D Engine with mobile platforms as our focus. Together with the Mobile Device Working Group, we will bring smoother and more user-friendly mobile development experiences to O3DE developers, while generating more efficient yet immersive and realistic rendering applications for mobile users. “

“At the heart of our mission is making game development easy for everyone,” said Mo Firouz, co-founder and chief operations officer at Heroic Labs. “This goal is accelerated by joining O3DF and actively participating in the establishment of 3D graphic development standards that will benefit every level of game creation. Creating this future in community with other O3DF members aligns with our overall commitment to accessibility through open source.”

A Burgeoning Community
Over 25 member companies have joined O3DF since its launch in July 2021. Newest members include OPPO and Heroic Labs, as well as Microsoft, LightSpeed Studios and Epic Games. Other Premier members include Adobe, Amazon Web Services (AWS), Huawei, Intel and Niantic. In May, O3DE announced its latest release, focused on performance, stability and usability enhancements. The O3D Engine community is very active, averaging up to 2 million line changes and 350-450 commits monthly from 60-100 authors across 41 repos.

Attend O3DCon

O3DF will host O3DCon October 17-19 in Austin, Texas. The event will convene a vibrant, diverse community focused on building an unencumbered, first-class, 3D engine poised to revolutionize real-time 3D development across a variety of applications—from game development, metaverse, digital twin and AI, to automotive, healthcare, robotics and more. Early bird pricing expires September 16.

About the Open 3D Engine

Open 3D Engine (O3DE) is the flagship project managed by the Open 3D Foundation (O3DF). The open-source project is a modular, cross-platform 3D engine built to power anything from AAA games to cinema-quality 3D worlds to high-fidelity simulations. The code is hosted on GitHub under the Apache 2.0 license. To learn more, please visit o3de.org and get involved and connect with the community on Discord.com/invite/o3de and GitHub.com/o3de.

About the Open 3D Foundation

Established in July 2021, the mission of the Open 3D Foundation (O3DF) is to make an open-source, fully-featured, high-fidelity, real-time 3D engine for building games and simulations, available to every industry. The Open 3D Foundation is home to the O3D Engine project. To learn more, please visit o3d.foundation.

About the Linux Foundation

Founded in 2000, the Linux Foundation and its projects are supported by more than 2,950 members. The Linux Foundation is the world’s leading home for collaboration on open source software, hardware, standards, and data. Linux Foundation projects are critical to the world’s infrastructure including Linux, Kubernetes, Node.js, ONAP, Hyperledger, RISC-V, and more. The Linux Foundation’s methodology focuses on leveraging best practices and addressing the needs of contributors, users, and solution providers to create sustainable models for open collaboration. For more information, please visit us at linuxfoundation.org

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The Network Evolves: ONE Summit Presents Collaborative and Transformative Program Across Networking, Edge, IoT

  • Industry experts will share their knowledge across 5G, factory floor, agriculture, government, Smart Home, and Robotics use cases
  • Speakers from  50+ companies, 20 end users, 16 countries during ONE Summit 
  • Industry experts across the expanding open networking and edge ecosystems confirmed to present insights during ONE Summit North America, November 15-16, in Seattle, WA

SAN FRANCISCO, August 31, 2022 LF Networking, the facilitator of collaboration and operational excellence across open source networking projects, announced the ONE Summit North America 2022 session schedule is now available. Taking place in Seattle, WA November 15-16, ONE Summit is the one  industry event that brings together decision makers and implementers for two days of in-depth presentations and interactive conversations around 5G, Access, Edge, Telco, Cloud, Enterprise Networking, and more open source technology developments. 

“LF Networking is proud to set a high bar with the quality of content submissions for this year’s ONE Summit, and to offer an innovative line-up of diverse sessions,” said Arpit Joshipura, General Manager, Networking, Edge, and IoT, the Linux Foundation. “We will also touch on gaming, robotics, 5G network automation, factory floor, agriculture and more, with a strong program based on the power of connectivity.” 

The event will feature an extensive program of 70+ diverse business and technical sessions that cover cutting-edge topics across five presentation tracks: Industry 4.0; Security; The New Networking Stack; Operational Deployments (case studies, success & challenges); and Emerging Technologies and Business Models. 

Conference Session Highlights:

ONE Summit returns in-person for the first time in two years in its best format ever! The use-case driven content is strong in breadth and depth and includes sessions from open source users with whom LF Networking is engaged for the first time. Attendees will have a choose your own adventure experience as they select from a variety of content formats from interactive sessions, panels, in-depth tutorials, to lightning talk sessions with quick glances of future- looking thought processes. 

  • Real-world deployment stories of open source in action, from:
    • leading telco and enterprise organizations including TELUS, Google,  Deutsche Telekom, Red Hat, Verizon, Nokia, China Mobile, Equinix, Netgate, Pantheon and others. 
    • government and academic institutions including DARPA, the Naval Information Warfare Center (NWIC), UK Government, University of Southern California, Jeju National University, Georgia Tech, and others. 
  • Use case examples across the Metaverse, Robotics, Smart Home, Digital Twins, 5G Automation, Edge Orchestration, AI/ML, Kubernetes Orchestration, and more. 
  • Hands-on experiential learning and technical deep-dives in IoT and edge deployments led by expert practitioners.
  • Lightning talks offer the opportunity to quickly learn about security and emerging technologies.
  • Sessions contributing insight into open source projects across the ecosystem, including Akraino, CAMARA, eBPF, EdgeX Foundry, EVE, Nephio, OAI, OIF, ONAP, OpenSSF, ORAN-SC, SONiC, and more.

Registration

ONE Summit attendees engage directly with thought leaders across 5G, Cloud Native and Network Edge and expand knowledge of open source networking technology progression. Register today to gain fresh insights on technical and business collaboration shaping the future of networking, edge, and cloud computing.

Corporate registration is offered at the early price of US$995 through Sept. 9. Day passes are available for US$675 and Individual/Hobbyist (US$350) and  Academic/Student (US$100) passes are also available. Members of The Linux Foundation, LF Networking, and  LF Edge receive a 20 percent discount off registration and can contact events@linuxfoundation.org to request a member discount code. Members of the press who would like to request a press pass to attend should contact pr@lfnetworking.org

To register, visit  https://events.linuxfoundation.org/one-summit-north-america/register/. Corporate attendees should register before September 9, 2022 for the best rates. 

Developer & Testing Forum

ONE Summit will be followed by a complimentary, two-day LF Networking Developer and Testing Forum (DTF), a grassroots hands-on event organized by the LF Networking projects. ONE Summit attendees are encouraged to extend the experience, roll up sleeves, and join the incredible developer community to advance the open source networking and automation technologies of the future. Session videos from the Spring 2022 LFN Developer & Testing Forum, which took place June 13-16 in Porto, Portugal, are available here.

Sponsors

ONE Summit  is made possible thanks to generous sponsors, including: Diamond sponsor Dell Technologies; Gold sponsor kyndryl; Silver sponsor Futurewei Technologies; and Bronze sponsors Data Bank and Netris.ai. 

For information on becoming an event sponsor, click here or email for more information and to speak to the team.

About the Linux Foundation

Founded in 2000, the Linux Foundation is supported by more than 2,000 members and is the world’s leading home for collaboration on open source software, open standards, open data, and open hardware. Linux Foundation’s projects are critical to the world’s infrastructure including Linux, Kubernetes, Node.js, and more. Learn more at linuxfoundation.org.


The Linux Foundation has registered trademarks and uses trademarks. For a list of trademarks of The Linux Foundation, please see its trademark usage page: www.linuxfoundation.org/trademark-usage. Linux is a registered trademark of Linus Torvalds. ###

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Open 3D Foundation (O3DF) Announces Keynote Lineup for O3DCon—Online and In-Person in Austin, October 17-19

Keynotes, workshops and sessions will explore innovations in open source 3D development and use of Open 3D Engine (O3DE) for gaming, entertainment, metaverse, AI/ML, healthcare applications and more

SAN FRANCISCO—August 30, 2022—The Open 3D Foundation (O3DF) today announced a slate of keynote speakers for O3DCon, its flagship conference, which will be held October 17-19 in Austin, Texas and online. O3DCon will bring together technology leaders, indie developers and academia to share ideas and best practices, discuss hot topics and foster the future of 3D development across a variety of industries and disciplines. The schedule is available at https://events.linuxfoundation.org/o3dcon/program/schedule/

Industry luminaries will headline the keynote sessions, including:

  • Bill Vass, vice president of engineering, Amazon Web Services
  • Bryce Adelstein Lelbach, principal architect, NVIDIA and standard C++ Library Evolution chair, “C++ Horizons”
  • Deb Nicholson, executive director, Python Software Foundation and founding board member, SeaGL (the Seattle GNU/Linux Conference), “Open Source is a Multiplier”
  • Denis Dyack, founder, Apocalypse Studios, “The Successes, Challenges and Future of O3DE”
  • Mathew Kemp, game director, Hadean, “Supercharging Gameworld Performance Using the Cloud”
  • Nithya Ruff, head, Open Source Program Office, Amazon and chair, Linux Foundation Board of Directors, “Game On! How to Be a Good Open Source Citizen” 
  • Omar Zohdi, technical ecosystem manager, Imagination Technologies, “O3DE and the Future of Mobile Graphics Development”
  • Royal O’Brien, executive director, Open 3D Foundation and general manager of Digital Media & Games, Linux Foundation, “State of the Open 3D Foundation”
  • Sheri Graner Ray, CEO and founder, Zombie Cat Studios, “How Big Is Your Dream? Rethinking the Role of Passion in Development”
  • Stephen Jacobs, director of Open@RIT and professor at the School of Interactive Games and Media, Rochester Institute of Technology, “Open in Academia, Science and Why O3DE Should Be Part of It All”

Early Bird Registration Ends September 16
Register today at https://events.linuxfoundation.org/o3dcon/register/. Organizations interested in sponsorships can contact sponsorships@linuxfoundation.org.

“After celebrating our first year in July and recognizing the immense growth of our community, we’re excited to connect with them at this year’s O3DCon,” said Royal O’Brien, executive director of O3DF. “Since O3DF’s inception, we’ve grown to 25 member companies, including Epic Games, LightSpeed Studios and Microsoft, and we’ve announced a new O3DE release. This year’s O3DCon will feature a diversity of use cases that go way beyond gaming, including metaverse, cloud, open source licensing, digital twin in healthcare and lots more. If your organization is building 3D stacks for a new generation of applications, O3DCon is an event designed to help you get there.”

The three-day O3DCon conference schedule will also include sessions, lightning talks, panel discussions and exhibits exploring innovations and best practices in open 3D development, open source licensing, interoperability across 3D engines and the benefits of using O3DE to revolutionize real-time 3D development. Sessions of note include:

Attendees can also participate in a slate of hands-on workshops and training sessions on the first day of the conference, October 17.

About the Open 3D Engine (O3DE) Project
O3DE is the flagship project managed by the O3DF. The open source project is a modular, cross-platform 3D engine built to power anything from AAA games to cinema-quality 3D worlds to high-fidelity simulations. The code is hosted on GitHub under the Apache 2.0 license. The O3D Engine community is very active, averaging up to 2 million line changes and 350-450 commits monthly from 60-100 authors across 41 repos. To learn more, please visit o3de.org and get involved and connect with the community on Discord.com/invite/o3de and GitHub.com/o3de.

About the Open 3D Foundation (O3DF)
Established in July 2021, the mission of the O3DF is to make an open source, fully-featured, high-fidelity, real-time 3D engine for building games and simulations, available to every industry. The O3DF is home to the O3DE project. To learn more, please visit o3d.foundation.

About the Linux Foundation
Founded in 2000, the Linux Foundation and its projects are supported by more than 2,950 members. The Linux Foundation is the world’s leading home for collaboration on open source software, hardware, standards and data. Linux Foundation projects are critical to the world’s infrastructure including Linux, Kubernetes, Node.js, ONAP, Hyperledger, RISC-V and more. The Linux Foundation’s methodology focuses on leveraging best practices and addressing the needs of contributors, users and solution providers to create sustainable models for open collaboration. 

For more information, please visit us at linuxfoundation.org

Media Inquiries:

pr@o3d.foundation

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The Linux Foundation has registered trademarks and uses trademarks. For a list of trademarks of The Linux Foundation, please see our trademark usage page: https://www.linuxfoundation.org/trademark-usage. Linux is a registered trademark of Linus Torvalds.

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