30 milioni di euro per orfani di femminicidio, dispersione scolastica e musica per l’inclusione
Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile mette sul piatto 30 milioni di euro per sostenere gli orfani di femminicidio, contrastare la dispersione scolastica e promuovere la musica come strumento di inclusione sociale. È quanto deciso dal Comitato di indirizzo strategico del Fondo, che ha approvato tre nuovi bandi destinati ai bambini e agli adolescenti più vulnerabili, che saranno avviati nel corso del 2026. Il loro scopo è arrivare dove il disagio sociale rischia di essere più forte: nelle famiglie spezzate dalla violenza, nelle periferie prive di opportunità culturali e tra gli adolescenti che rischiano di abbandonare la scuola e i percorsi formativi.
I tre bandi
Tra le iniziative più significative c’è la seconda edizione di “A braccia aperte”, dedicato agli orfani di vittime di crimini domestici. Dopo un femminicidio, infatti, i figli rimasti affrontano non soltanto la perdita di un genitore, ma anche traumi con conseguenze psicologiche, educative e relazionali profonde. Il bando punta a costruire reti territoriali stabili capaci di accompagnare questi minori nel lungo periodo, attraverso interventi multidisciplinari di sostegno.
Il bando “Note di comunità, invece”, punta sulla forza educativa della musica: nelle zone più svantaggiate, in cui la coesione e la società è fragile e gli spazi culturali aggregativi sono poveri, orchestre, bandi e cori giovanili possono essere veri e propri presidi sociali. Il bando vuole sostenere proprio questi progetti musicali, capaci di coinvolgere bambini e adolescenti in esperienze formative e relazionali positive.
Il bando “Futuro per me. Percorsi di seconda opportunità”, invece, vuole essere una risorsa per i giovani tra i 14 e i 21 anni che hanno abbandonato gli studi o sono a rischio di esclusione formativa e lavorativa. L’obiettivo? Intercettare le situazioni più fragili e costruire percorsi flessibili e personalizzati, capaci di riattivare motivazione, competenze e fiducia nel futuro.
Cos’è il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile
Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile è nato nel 2016 da un protocollo d’intesa tra le fondazioni di origine bancaria rappresentate dall’Associazione di fondazioni e casse di risparmio – Acri, il Governo e il Terzo settore, con lo scopo di sostenere interventi sperimentali rivolti ai minori che vivono condizioni di svantaggio economico, sociale e culturale.
A gestire i programmi del Fondo è l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro costituita a questo scopo nel giugno 2016 e interamente partecipata da Fondazione Con il Sud. In questi anni, attraverso bandi e iniziative territoriali, sono stati avviati oltre 800 progetti in tutta Italia, coinvolgendo circa 650mila bambini e ragazzi insieme alle loro famiglie. Le attività hanno messo in rete oltre 10mila organizzazioni tra Terzo settore, scuole ed enti pubblici e privati, con un investimento complessivo di circa 500 milioni di euro.
Le scelte di indirizzo strategico del Fondo sono definite da un apposito Comitato di indirizzo strategico nel quale sono pariteticamente rappresentate le Fondazioni di origine bancaria, il Governo, le organizzazioni del Terzo Settore e rappresentanti di Inapp e dell’Istituto Einaudi per l’economia e la finanza – Eief.
Foto in apertura da Pixabay
L'articolo 30 milioni di euro per orfani di femminicidio, dispersione scolastica e musica per l’inclusione proviene da Vita.it.

