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Savona – Vado primo porto container italiano nella classifica della World Bank
VADO LIGURE – L’amministratore delegato di Vado Gateway, Santi Casciano, ha commentato i dati pubblicati dal “The Container Port Performance Index (CPPI) 2025“ del World Bank Group, che vedono lo scalo di Savona – Vado, posizionato al 51° posto (mentre era 87° nel 2024) della classifica mondiale dei porti contenitori su un totale di oltre 400 analizzati.
Il Container Port Performance Index misura il tempo di permanenza delle navi portacontainer in porto, considerando gli effetti combinati di accesso nautico, disponibilità di ormeggi, produttività della movimentazione merci, operazioni di cantiere e coordinamento tra le parti interessate. Basandosi su dati effettivi relativi agli scali delle navi, anziché su indicatori autodichiarati, il CPPI riflette il funzionamento dei porti all’interno delle reali reti di trasporto marittimo globali e fornisce una base coerente per il benchmarking delle prestazioni.
Sviluppato dalla Banca Mondiale e da S&P Global Market Intelligence, il CPPI è diventato un punto di riferimento consolidato per confrontare l’efficienza portuale tra diverse località, regioni e fasce di reddito, nonché per monitorare le prestazioni nel tempo.
Ai primi dieci posti della classifica figurano i porti di Fuzhou (Cina), Dalian (Cina), Salalah (Oman), Mawan (Cina), Chiwan (Cina), Tanger Med (Marocco), Ningbo (Cina), Hamad Port (Qatar), Hong Kong (Hong Kong SAR, Cina) e Kobe (Giappone).
«Il ritorno del porto di Savona – Vado al vertice della classifica italiana del Container Port Performance Index 2025 rappresenta un riconoscimento significativo per l’intera comunità portuale e per tutti gli attori che contribuiscono con il loro lavoro quotidiano all’efficienza operativa dello scalo» – ha dichiarato Santi Casciano – «È un risultato importante perché si basa su uno degli indicatori di produttività più rilevanti per il nostro settore, vale a dire il tempo effettivo di permanenza di una nave in porto, un parametro che rappresenta non solo un indicatore della produttività dei porti, ma anche un elemento determinante per la resilienza e l’affidabilità delle catene logistiche globali in un contesto caratterizzato da forti tensioni geopolitiche e ridefinizione delle rotte marittime internazionali».

Continua l’amministratore delegato del terminal vadese: «Come unico terminal contenitori del porto di Savona-Vado siamo orgogliosi di aver contribuito a questo risultato, a dimostrazione della validità del percorso intrapreso da Vado Gateway dall’avvio dell’operatività avvenuto nel febbraio 2020. Una traiettoria di crescita fatta di investimenti e sviluppo delle competenze che, in pochi anni, hanno consentito al Container Terminal di Vado Ligure di assumere un ruolo importante nella geografia terminalistica internazionale.
Il ritorno di Savona – Vado al vertice della classifica italiana del Container Port Performance Index rappresenta per noi uno stimolo a proseguire lungo questa rotta, continuando a lavorare insieme alle istituzioni e a tutti gli stakeholder del cluster portuale per rafforzare il ruolo di Vado Gateway come hub portuale e logistico strategico nel Mediterraneo, creando valore per il territorio, i clienti e l’intero sistema logistico nazionale».
Secondo l’INDEX:
Nel 2025, le prestazioni portuali globali hanno mostrato un leggero peggioramento rispetto al 2024, ovvero tempi di rotazione delle navi mediamente più lunghi. Questa tendenza maschera significative variazioni regionali. I porti delle economie a reddito medio-alto e ad alto reddito hanno generalmente registrato tempi di rotazione più brevi, grazie a infrastrutture più solide, una maggiore intensità di utilizzo delle gru e un migliore coordinamento. Diversi porti dell’Asia orientale e meridionale si sono nuovamente classificati tra i migliori, mentre alcuni porti in Europa e Nord America hanno continuato a riprendersi dalla precedente congestione. I porti dell’Africa subsahariana, spesso caratterizzati da vincoli di capacità e da strutture commerciali dominate dalle importazioni, hanno generalmente registrato tempi di rotazione più lunghi.
L’edizione 2025 evidenzia l’esposizione dei porti alle interruzioni della catena di approvvigionamento globale. Gli ultimi anni hanno visto ripetuti shock, tra cui la volatilità legata alla pandemia, i cambiamenti geopolitici delle rotte e gli eventi climatici. Queste interruzioni influenzano i modelli di arrivo delle navi, creano congestione e allungano i tempi di permanenza in porto. Allo stesso tempo, le prestazioni portuali stesse influenzano lo stress della catena di approvvigionamento. Tempi di rotazione più lunghi riducono la capacità di carico effettiva e propagano i ritardi nelle reti globali, rafforzando la volatilità. L’analisi dei dati CPPI per il periodo 2020-2025 conferma una forte relazione bidirezionale tra le prestazioni portuali e lo stress della catena di approvvigionamento. I periodi di maggiore stress sono associati a tempi di permanenza delle navi più lunghi, mentre prestazioni portuali più deboli amplificano le interruzioni ritardando gli scali successivi e riducendo la capacità. Questa interazione sottolinea il ruolo dei porti efficienti come stabilizzatori del commercio globale.
Fornendo una serie storica coerente e dati, consente ai responsabili politici, alle autorità portuali, agli operatori e ai partner per lo sviluppo di valutare le tendenze delle prestazioni e confrontare i porti con strutture analoghe. L’indice supporta quindi un processo decisionale basato su dati concreti, volto a migliorare l’efficienza, la resilienza e il funzionamento complessivo delle catene di approvvigionamento marittime globali.
VADO GATEWAY
Vado Gateway comprende il nuovo Container Terminal deep-sea, infrastruttura portuali tecnologicamente avanzata e l’adiacente Reefer Terminal, il più grande hub del Mediterraneo per la logistica della frutta.
Operativo dal febbraio 2020, il nuovo Container Terminal di Vado Ligure a regime sarà in grado di movimentare annualmente circa 900 mila TEUs (contenitori da 20 piedi), con un obiettivo di intermodalità su ferro del 40%.
I TEUs movimentati nel 2025 all’interno dei due terminals vadesi sono stati complessivamente circa 600mila (+58,4% sul 2024), di cui 24% export, 37% import e 33% transhipment.
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Crisi di Hormuz, Trump annuncia l’accordo: mercati scettici, traffico incerto e noli in crescita
Le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump su un presunto accordo imminente con l’Iran hanno alimentato nuove speranze di una possibile normalizzazione della situazione nello Stretto di Hormuz.
«Oggi abbiamo concluso la guerra con l’Iran» ha annunciato Trump, specificando che sarebbe stato raggiunto «un grande accordo», la cui firma potrebbe arrivare nei «prossimi giorni». Da parte iraniana il portavoce del Ministero degli Affari Esteri ha confermato l’esistenza di una proposta attualmente al vaglio della leadership di Teheran, precisando che gran parte della bozza sarebbe stata accettata, pur permanendo alcune «red lines» ancora da superare.
È evidente un po’ di scetticismo collettivo per un accordo in grado di porre fine alle ostilità e di garantire la piena riapertura dello Stretto di Hormuz, come svolta positiva per il commercio marittimo globale e per la stabilità delle catene logistiche internazionali. L’invito alla prudenza è diffuso. Lo scetticismo è comprensibile alla luce dei numerosi annunci su un’intesa imminente lanciati da Trump nel corso degli ultimi due mesi, senza che finora si sia giunti a una soluzione definitiva della crisi.
Dall’inizio del conflitto, nello stretto di Hormuz l’United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO) ha ricevuto 67 segnalazioni di incidenti, di cui 36 riguardanti navi direttamente colpite e 9 episodi con esplosioni di droni o missili avvenute a breve distanza dalle unità mercantili. Il dato viene ripreso dall’analista danese di shipping, Lars Jensen.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha reso noto attraverso un messaggio pubblicato sulla piattaforma X di aver intercettato e fermato una petroliera accusata di aver violato il blocco imposto nello Stretto di Hormuz. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità statunitensi, si tratterebbe della petroliera M/T *Jalveer*, unità battente bandiera della Guinea-Bissau. L’episodio rappresenta il terzo intervento di questo tipo registrato nell’ultima settimana, a conferma delle persistenti tensioni che continuano a interessare una delle principali rotte marittime strategiche per il commercio energetico mondiale.
Permane inoltre una forte divergenza nella comunicazione ufficiale dalle due parti. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) continua infatti a sostenere che lo stretto sia aperto alla navigazione commerciale, mentre l’Iran afferma il contrario. «Osservando le navi con AIS attivo non si rilevano cambiamenti nei modelli di navigazione che possano indicare una reale riapertura nel corso dell’ultimo giorno», rileva Jensen.
Noli container ancora in crescita
Le tensioni geopolitiche continuano a riflettersi anche sul mercato dei container. I noli spot rilevati dal World Container Index (WCI) hanno registrato ulteriori aumenti, sebbene con una velocità inferiore rispetto a quella osservata nella settimana precedente. E’ quanto rilevato ceo di Vespucci Maritime.
Sulle rotte Asia-Nord Europa i livelli tariffari risultano ora superiori di circa 300 dollari per FEU rispetto al picco stagionale registrato nel 2025, mentre sulla direttrice Asia-Mediterraneo il differenziale positivo raggiunge i 1.039 dollari per FEU.
Diversa la situazione sul Transpacifico, dove i valori restano ancora al di sotto dei massimi dello scorso anno. Le tariffe verso la West Coast statunitense risultano inferiori di 1.231 dollari per FEU rispetto ai picchi del 2025, mentre sulla East Coast il divario negativo è di 1.415 dollari. Jensen ricorda tuttavia che il picco dello scorso anno fu particolarmente accentuato e di breve durata, anche a causa degli effetti della guerra commerciale.
Storicamente, osserva l’analista, il massimo stagionale sulle rotte Asia-Europa tende a verificarsi tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, mentre nel Pacifico viene generalmente raggiunto già a metà giugno.
Le compagnie preparano nuovi aumenti
Nel frattempo le compagnie marittime stanno introducendo nuovi aumenti tariffari. Come evidenziato dall’analista:
CMA CGM
CMA CGM ha annunciato un Peak Season Surcharge (PSS) di 4.000 dollari per FEU (container da 40 piedi) sulle spedizioni da Asia, Estremo Oriente e Subcontinente indiano verso gli Stati Uniti a partire dal 10 luglio. Considerando che gli attuali noli spot del WCI si attestano intorno a 4.700 dollari per FEU verso la West Coast e a 5.900 dollari verso la East Coast, l’applicazione integrale del sovrapprezzo porterebbe le tariffe oltre i livelli raggiunti nel 2024 durante la fase più critica della crisi del Mar Rosso.
La compagnia francese ha inoltre comunicato una tariffa FAK (Freight All Kinds) di 6.300 dollari per container da 40 piedi dall’Asia al Nord Europa a partire dal 1° luglio, accompagnata da un ulteriore PSS di 1.000 dollari per TEU sui contratti di durata superiore a 30 giorni. Attualmente il WCI sulla stessa rotta si colloca poco sotto i 3.800 dollari per FEU.
Per il Mediterraneo, CMA CGM ha fissato nuovi livelli FAK pari a 7.700 dollari per il Mediterraneo occidentale e 8.500 dollari per il Mediterraneo orientale, introducendo contestualmente un PSS di 2.800 dollari per container da 40 piedi. Il tasso spot verso Genova supera oggi di poco i 5.100 dollari per FEU.
HMM
Anche la compagnia sudcoreana HMM ha annunciato un General Rate Increase (GRI) di 3.000 dollari per container da 40 piedi sulle rotte transpacifiche dirette verso Stati Uniti, Canada e Messico con decorrenza dal 15 luglio.
Il mercato continua quindi a muoversi in un contesto di forte incertezza, nel quale l’evoluzione della crisi in Medio Oriente e l’eventuale riapertura effettiva dello Stretto di Hormuz restano i principali fattori destinati a influenzare sia la sicurezza della navigazione sia l’andamento dei noli nelle prossime settimane.
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Assarmatori, Annual meeting 2026: “Istruzioni per non navigare nel buio” – Programma
ROMA – Si terrà martedì 16 giugno presso l’Hotel Parco dei Principi di Roma l’Assemblea Annuale di Assarmatori, appuntamento dal titolo: “Istruzioni per non navigare nel buio”.
Ad aprire i lavori la relazione di Stefano Messina, presidente della Associazione degli armatori italiani, dell’Unione Europea e dei Paesi terzi che operano in Italia servizi marittimi regolari.
L’evento vede la partecipazione di esponenti del Governo, delle istituzioni, delle Forze Armate, dell’industria armatoriale e del mondo dei porti, con una tavola rotonda per un confronto sulle principali sfide e prospettive del settore. Nel corso dell’Assemblea sarà inoltre conferito il Premio Assarmatori 2026.
La partecipazione all’evento è aperta previa registrazione al link:
Programma
10:30 – Apertura dei lavori
Relazione del Presidente di Assarmatori, Stefano Messina
11:00 – Saluti Istituzionali
Raffaele Fitto, Vice Presidente Esecutivo della Commissione europea (videomessaggio)
Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare
Giuseppe Valditara, Ministro per l’Istruzione e il Merito
Amm. Sq. Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare
Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (videomessaggio)
12:00 Tavola rotonda:
Mariaceleste Lauro, CEO Gruppo Lauro e Board Member Assarmatori
Marco Minniti, Presidente Fondazione Med-Or
Roberto Petri, Presidente Assoporti
Vincenzo Romeo, CEO Nova Marine Carriers e Vice Presidente Assarmatori
12:45 – Intervento istituzionale
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy
13:00 – Premio Assarmatori 2026
13:15 – Conclusioni
Edoardo Rixi, Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Modera– Pietro Roth, giornalista
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Vard (Fincantieri) sigla un accordo con Rosund Drift per la costruzione di una nave Fishery avanzata
Fincantieri, ha annunciato l’accordo della propria controllata, la norvegese VARD, società leader internazionale nella costruzione di navi speciali, per la progettazione e costruzione di un’unità fishery avanzata per la società norvegese Rosund Drift AS, operatore con sede ad Ålesund e parte di un consolidato consorzio attivo nella pesca oceanica.
La nuova nave sarà realizzata sulla base del collaudato design VARD 8 02, una piattaforma sviluppata per rispondere alle crescenti esigenze di sostenibilità ed efficienza che caratterizzano l’evoluzione dell’industria della pesca. Progettata per operazioni di pesca oceanica, l’unità sarà in grado di supportare sia attività di pesca di fondo sia operazioni miste, assicurando una gestione accurata del pescato, elevati standard qualitativi del prodotto e una significativa riduzione dell’impatto ambientale.
In linea con l’obiettivo di massimizzare il valore delle catture e minimizzare l’impronta ecologica delle operazioni, la nave sarà equipaggiata con avanzati sistemi di propulsione ed energia ibrida, studiati per ottimizzare i consumi di carburante e ridurre le emissioni. A bordo saranno inoltre installate soluzioni di stoccaggio flessibili e serbatoi dedicati all’insilaggio della biomassa, favorendo il pieno utilizzo delle risorse marine. Completerà la dotazione un moderno impianto per la lavorazione dei gamberi, integrato con un sistema di cottura a vapore in grado di garantire elevati standard di qualità e conservazione del prodotto.
La nave avrà una lunghezza di circa 80,4 metri e una larghezza di 16,7 metri con scafo rinforzato per la navigazione in acque con presenza di ghiacci. Sarà equipaggiata con le soluzioni integrate SeaQ di Vard Electro, tra cui il sistema di accumulo di energia (Energy Storage System) e un sistema integrato di gestione dell’energia, che consentiranno operazioni più intelligenti ed efficienti, riducendo al contempo consumi ed emissioni di gas serra.
L’unità sarà inoltre dotata di un sistema di plancia di ultima generazione e di avanzate attrezzature di coperta – fornite dalla controllata Seaonics – per garantire operazioni sicure anche in condizioni meteo difficili. Gli spazi abitativi saranno progettati per assicurare elevati standard di comfort, sicurezza e benessere dell’equipaggio, con ambienti moderni e aree dedicate alla vita di bordo e al tempo libero.
Lo scafo sarà realizzato presso il cantiere Vard di Braila – Romania – mentre le attività di allestimento, prove, collaudo e consegna sono previste nel terzo trimestre del 2028 presso lo stabilimento Vard Brattvaag in Norvegia.
Questo nuovo contratto rafforza ulteriormente la solida posizione di VARD nel mercato delle unità avanzate per la pesca industriale e mette in evidenza il ruolo del Gruppo Fincantieri nel promuovere innovazione, sostenibilità e sviluppo tecnologico nell’industria cantieristica a livello globale.
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