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Mahmood è boom: diventa virale in India e guadagna più di 3,3 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Stupore sui social: “Tra le top allucinazioni successe a lui”

Una canzone di Mahmood è diventata virale in India. Ed è la prima volta che un artista (contemporaneo) italiano venga ascoltato, in poco meno di un mese, da decine di milioni di persone in Asia meridionale. Mahmood, soprattutto grazie alle due partecipazioni all’Eurovision Song Contest – secondo posto nel 2019, con “Soldi” e sesto posto nel 2022, con “Brividi” featuring Blanco – si è fatto apprezzare sia in Europa (soprattutto) che oltreoceano ma, col brano “Mashooqa”, ha bussato alla porta del mercato musicale indiano. La traccia, pubblicata lo scorso 19 maggio, fa parte della colonna sonora del film di Bollywood “Cocktail 2”, nonché il sequel di una celebre commedia romantica del 2012.

Di “Mashooqa” Mahmood ha firmato e interpretato tutte le parti in italiano. All’artista di “Tuta Gold” è stata affidata sia l’intro: “Sai mi chiedo perché mi seduci quando ti avvicini. Parli con la gente e non capisco mai perché lo fai. Sembriamo amici che finiranno nei guai”, che altre due strofe. “Scusa se ti guardo e non so più cosa dire. Resta con me fino alla fine (…). Baby cosa c’è? Parlami di te. Resta fuori con me nel weekend. Baby, non lo so, forse partirò. Dammi un segno perché in fondo tu qua vicino dimmi cosa ci fai. Mi chiedi ‘Baby, quanti posti vedrai?’. Andiamo nel Brunei, UK, LA, se sai di fake ti saluterò”.

La produzione, curata da Pritam (oltre 49 milioni di ascoltatori mensili su Spotify), si è ben sposata col timbro di Mahmood. Oltre al cantante italiano, hanno partecipato al brano anche il paroliere Amitabh Bhattacharya (quasi 37 milioni di “ascoltatori” mensili) ed i cantanti Raghav Chaitanya (oltre 10 milioni di ascoltatori) e Ruaa Kayy (oltre 4 milioni di ascoltatori). Su YouTube, il videoclip di “Mashooqa” ha oramai raggiunto le 30 milioni di visualizzazioni. Su Spotify conta quasi 7 milioni di ascolti mentre, in India, il brano si trova alla cinquantaduesima posizione su Apple Music e alla ventiseiesima su Shazam.

Gli ascoltatori mensili di Mahmood sono schizzati alle stelle, passando dai 2 milioni di un mese fa, agli attuali 5,3 milioni. L’aumento, del 165%, è significativo: ma sarà anche duraturo? Difficile dirlo, anche se è plausibile possa esserci un calo nelle prossime settimane. Al due volte vincitore del Festival di Sanremo, oltre alla sua bravura, stanno ben fruttando i corposi “incroci” di ascoltatori con i colleghi indiani e l’hype del pubblico per l’imminente uscita della pellicola. Sarebbe interessante e a tratti sorprendente se l’artista italiano riuscisse a “fidelizzare” anche solo una piccola percentuale dei nuovi attuali ascoltatori indiani.

La partecipazione di Mahmood è stata fortemente voluta dal producer Pritam perché “Cocktail 2” è stato girato in parte in Sicilia. Perciò, per Pritam, sarebbe stato più rappresentativo che un artista italiano scrivesse e cantasse alcune strofe del brano che fa da colonna sonora al film. Oltre che dal beatmaker, la voce di Mahmood è stata apprezzata da moltissimi utenti indiani. “Il leggendario Pritam con Mahmood! Che collaborazione bomba”, “La nostra India con l’Italia, la hit era assicurata”, hanno scritto due utenti sul web. “I 5M di ascoltatori saliti per una hit in India tra le top allucinazioni successe a lui”, ha postato una fan page dell’artista, su X.

Nei prossimi mesi, però, Mahmood rischierà di essere maggiormente impegnato nel provare a chiarire delicate questioni extra-musicali. L’artista, infatti, pur non risultando parte del procedimento né imputato o accusato nella causa civile, verrà sentito davanti al giudice per testimoniare e rispondere alle domande sia dell’avvocato difensore dell’ex stilista di Burberry e Ginvechy, Riccardo Tisci, che dell’accusa, rappresentata dai legali di Patrick Cooper. Nella causa civile, Cooper accusa Tisci di averlo drogato e aggredito sessualmente a New York nel giugno 2024. Tisci ha negato le accuse. Gli atti successivi hanno portato la difesa dello stilista a chiedere di sentire Mahmood in Italia tramite la Convenzione dell’Aja, sostenendo che il cantante possa essere un testimone di prima mano su circostanze rilevanti della serata.

Intanto, il 12 giugno, Mahmood si trovava a Parigi, a Le Fier Gala, un grande evento di beneficenza nato per celebrare il Mese del Pride e raccogliere fondi a sostegno dei diritti e della protezione della comunità LGBTQIA+.

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“Il Covid mi ha troncato l’adolescenza. Canto l’inquietudine della gioventù, ma non mi sento di parlare per la Gen Z. Sanremo? Per ora non ci penso”: parla Faccianuvola, scommessa di Spotify Radar

Faccianuvola si presenta così in jeans e t-shirt, seduto su un divanetto, con l’aria timida. Mani incrociate, sguardo un po’ sfuggente. Negli occhi la luce della sua età: ventitré, ventiquattro anni. Nel look uno stile vintage, ispirato a Franco Battiato, che è pure uno dei suoi riferimenti. Con il secondo disco “il dolce ricordo della nostra disperata gioventù” Alessandro Feruda, questo il vero nome, è stato uno dei cantautori rivelazione dello scorso anno. Lo pseudonimo viene da un libro horror, “Casa di foglie” di Mark Danielewski. “E sceglierlo è stato un caso. Avevo trovato questa frase che iniziava con “a face in a cloud”, la usavo su Instagram e per pubblicare degli esperimenti su Soundcloud –, racconta a FqMagazine –. Poi ho iniziato a cantare in italiano e l’ho tradotta”.

Il nome, forse, può ingannare. Ma nelle cartoline musicali di faccianuvola non ci sono grigi e condense da temporale, bensì un paesaggio bucolico tra boschi, monti e corsi d’acqua. Un’immaginario in cui confluiscono cantautorato, hyperpop e cura nelle produzioni. Le atmosfere, ispirate a Battiato. Classe 2002, valtellinese, Feruda è cresciuto tra canti alpini e padani e, già da piccolo, con le dita sui tasti del pianoforte. Ora, insieme a Sara Gioielli, Angelica Bove, prima stanza a destra, Visino Bianco ed Emili Kasa è tra gli artisti selezionati da Spotify per il programma Radar 2026, dedicato agli emergenti e giunto alla sesta edizione italiana.

La musica è una passione che hai fin da piccolo?
Non vengo da una famiglia di musicisti. Ma mio papà suona la tromba, riusciva anche con la fisarmonica, c’era una tastiera in giro per casa. Non ho scelto di cominciare perché non ne avevo le facoltà, ma i miei genitori hanno notato la mia attrazione per la musica: ero capace di memorizzare le melodie che ascoltavo, ricantavo le canzoni. Mi hanno mandato a fare solfeggio e propedeutica.

Negli anni hai continuato a studiare?
Ho sempre studiato, principalmente pianoforte, ma anche il sassofono classico. Nella classica i sassofoni sono poco considerati perché non sono accettati nelle orchestre sinfoniche. Mancano tanti arrangiamenti, ma al tempo stesso nessuno lo vuole fare e io ho avuto la fortuna di suonare in molte orchestre importanti, anche sopra il mio livello. I sassofonisti classici sono pochissimi.

Il tuo nome d’arte e il titolo del tuo secondo disco sono ispirati a dei libri. Cosa ti piace della lettura?
Amo molto la letteratura. È sempre stato il mio piano B segreto per quando la mia carriera musicale cadrà a picco (ride, ndr). Potrò iscrivermi in una facoltà letteraria e togliermi questa soddisfazione. Mi piace molto leggere e in quest’ultimo periodo è diventata un’evasione.

In cosa ti aiuta?
Ogni tanto ho bisogno di un posto dove mi possa sentire per un attimo fuori dal mondo. Prima questo ruolo ce l’aveva la musica. Ora però la musica è tutto e mi serve un’altra strada per farlo: la letteratura è perfetta per me, più del cinema o dei musei.

Nella musica, chi sono i tuoi riferimenti?
Paolo Conte per la parola. E poi Battiato: mi piace il percorso artistico che ha avuto, la sua evoluzione. È riuscito a fare l’avanguardia, a vendere i dischi e tornare sull’avanguardia. Ho apprezzato proprio il suo modo di stare al mondo, di reagire ai tempi che cambiavano, nelle interviste ha avuto sempre un approccio lucido sulla realtà accanto a lui. Riusciva a stare un passo indietro e guardare le cose con un occhio un po’ distaccato. Spero un giorno di poter costruire anche io questa abilità. Lui, ovviamente, rimane il maestro.

Il tuo secondo disco si chiama “il dolce ricordo della nostra disperata gioventù”. Come mai questo titolo?
Avevo già diverse canzoni pronte a cui non avevo trovato un legame. E alla fine a metterle insieme è stato un libricino di Fleur Jaeggy sul suo amore adolescenziale: “I beati anni del castigo”. In un passaggio parla di gioventù idilliaca e disperata. Ho voluto musicare questo concetto perché ho avuto la sensazione che fosse ciò che stavo cercando di dire. É stata una lettura arrivata nel momento giusto perché poi ho riaperto il libro e non mi ha fatto lo stesso effetto.

Perché, da ventiquattrenne, descrivi il ricordo di una gioventù che definisci disperata?
La gioventù si riferisce all’adolescenza, è una retrospezione sul periodo di crescita che è stato troncato inevitabilmente ai 18 anni con il Covid. La pandemia ha proprio segnato la fine di un periodo. Il termine ‘disperata’ mi sembrava catturare quello che volevo dire: un senso di inquietudine, di smania di fare. La disperazione non è solo tristezza, si porta dentro anche un’urgenza. Forse il concetto è reso meglio dalla parola inglese ‘desperate’, che cattura ancora di più il voler fare, agire.

Il periodo del Covid ti ha cambiato come persona?
Direi di sì, ma mi sembra sempre di avere idee e convinzioni diverse. E più prendi consapevolezza delle cose, meno hai certezze. Da quel periodo sono cambiato tanto: il taglio di capelli, modo di vestirmi, idee sul mondo, sulla politica, i gusti musicali.

Nell’album si sente anche un po’ di nostalgia. Di cosa?
Non so come dire. In un certo senso, di quando si stava male. È la sensazione che certe emozioni, con quella forza, non torneranno più. Perché quando hai 15 anni sei una spugna e, per ogni esperienza, è sempre la prima volta.

“Disperata gioventù non vuol tornare a casa sua”. Oggi cosa cerca la tua generazione?
La frase è un’immagine presa dalla mia vita: io non stavo mai a casa, non volevo mai tornare ed ero contento fuori. Parlare per una generazione mi viene difficile. L’intento dell’album non era questo, anche se poi un po’ è successo, molta gente si è immedesimata e mi ha fatto piacere. Non pensavo di arrivare a così tante persone, l’ho fatto involontariamente.

Al tuo live del MI AMI c’erano a vederti tantissime persone, te lo aspettavi?
Non lo pretendevo, bastava meno (ride, ndr). Però è stato bellissimo.

Tra la folla c’era Stefano De Martino. Pensi di proporre un brano per Sanremo 2027?
Sì, è venuto anche a salutarmi. Per Sanremo non lo so, non ci penso. Non è per quello che faccio musica, ma non mi va neanche di dire di no proprio perché si cambia. Sicuramente per chi scrive canzoni, andare al Festival della canzone sulla carta dovrebbe fare solo piacere. Quindi, chissà.

Cosa dobbiamo aspettarci dai progetti futuri?
Sto giocando tanto con la musica, ma non ho ancora chiaro verso quale direzione andare. L’unica cosa che so è che vorrei creare discontinuità, per il prossimo album fare il cantautore più che il produttore. Poi magari vorrei avere una band, togliere l’autotune e imparare a cantare visto che faccio il cantante. Le mie influenze, però, sono sempre quelle. A livello autoriale rubo da Paolo Conte, voglio che la parola sia più al centro del mio prossimo progetto.

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Paul Simonon “THE ROYAL EXCHANGE” Live in Florence!

Paul Simonon “THE ROYAL EXCHANGE” Live in Florence!

Per i 50 anni della radio che nel maggio 1981 organizzò il leggendario concerto dei Clash, Controradio e Superduper presentano un evento imperdibile: il ritorno a Firenze di Paul Simonon, bassista della band, assieme alla sua incredibile crew di DJ.

CONTRORADIO e SUPERDUPER sono orgogliose di presentare The Royal Exchange Live in Florence! Domenica 28 Giugno 2026, nello Spazio MOTEL della Manifattura Tabacchi di Firenze, una serata unica che porta nel cuore di Firenze uno degli uomini che ha fatto la storia del rock mondiale: Paul Simonon, leggendario bassista dei Clash, insieme alla sua crew di DJ londinesi The Royal Exchange. Un evento che nasce da un’amicizia coltivata nel tempo tra Paul e il team di SUPERDUPER, e che oggi diventa una celebrazione collettiva di tutto ciò che i Clash hanno rappresentato e continuano a rappresentare: libertà, contaminazione, stile, energia.

THE ROYAL EXCHANGE
Nata a Londra, The Royal Exchange è la crew con cui Paul Simonon porta in giro per il mondo un sound che attraversa generazioni e generi senza chiedere il permesso. Con lui sul palco: Dan Donovan (Big Audio Dynamite), Jason Mayall aka Cumbia Kid, Dj Noodle, Dj Gonchan e CC Rider. Sei voci di una stessa anima sonora che spazia dallo spaghetti western al rocksteady, dal garage rock ai b-sides più oscuri, passando per il rock’n’roll più viscerale.

LA SPAGHETTI GANG
Ad accogliere i londinesi, una formazione di DJ locali di rango assoluto — la Spaghetti Gang — che rappresenta il meglio della scena italiana con radici nel punk, nel reggae, nel soul e nel rock. Nel roster: Dome La Muerte (Not Moving), Count Ferdi (The Bluebeaters), Hervé (The Peawees), Black Albino, Aladino (The Rads), Fresco.

UN CERCHIO CHE SI CHIUDE
La serata non poteva trovare partner più significativo di Controradio, la storica radio fiorentina che festeggia i 50 anni di attività e che nel maggio 1981 organizzò il leggendario concerto dei Clash a Firenze. Quarantacinque anni dopo, quello spirito torna in città — e non per celebrare il passato, ma per dimostrare quanto quel seme sia ancora radicato nel presente, capace di germogliare e fare rumore oggi come allora. Perché questa non è una serata da nostalgici: è una serata per chi sa che certe idee non si archiviano.

 

 

LOCATION
Lo Spazio MOTEL alla Manifattura Tabacchi — uno dei luoghi più affascinanti e carichi di storia industriale di Firenze — sarà la cornice perfetta per una serata che mescola l’estetica del vecchio e del nuovo, del locale e dell’internazionale.

 

Paul Simonon & The Royal Exchange Crew
Domenica 28 Giugno 2026
Spazio MOTEL, Manifattura Tabacchi, Firenze Ore 18:00 – 00:00
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Info: marketing@superduperhats.com

Paul Simonon
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La 7/a edizione del festival “Dei Suoni I Passi”

La 7/a edizione del festival “Dei Suoni I Passi”

Il festival “Dei Suoni I Passi”, sentiero di musiche e parole lungo la Via degli Dei, in corso fino al 21 giugno 2026 . Sabato 13 giugno dopo Bologna e Castiglione dei Pepoli, tappa a Marradi per il progetto nel 150/imo dalla nascita della Aleramo. Si prosegue domenica 14 giugno a Firenzuola con una grande festa

Per la settima edizione del festival “Dei Suoni i Passi”, concerti, natura, cammini, incontri, nuovi ascolti e nuovi sguardi da Bologna a Firenze lungo la Via degli Dei (fino al 21 giugno, programma su www.fabbricaeuropa.net), sabato 13 giugno a Marradi debutta la nuova produzione “La veglia Sibilla”, con l’attrice e cantante Monica Demuru e il musicista Pierfrancesco Mucari. Si partirà alle ore 18 dal Teatro degli Animosi di Marradi, e, attraverso strade suggestive, si raggiungerà un luogo magico a cavallo tra il passato e il presente, tra il paese e la spontaneità della natura che vivifica ogni spazio. Un casolare vissuto e abbandonato, dove muoversi, dal sottosuolo, per vari piani, fino al letto da veglia, seguendo percorsi acustici. Il pubblico si immergerà nelle atmosfere della casa resa sonora grazie alla spazializzazione del suono ad opera del sax e degli scacciapensieri di PierFrancesco e della recitazione e del canto di Monica.

Si prosegue domenica 14 giugno a Firenzuola, località Cornacchiaia, nella meravigliosa Pieve di San Giovanni Battista Decollato, la festa al tramonto, momento conviviale con il batterista attivo sulla scena nazionale e internazionale Mattia Galeotti, accompagnato dal percussionista e inventore di un particolare “litofono”, strumento a percussione che utilizza la pietra, Nazareno Caputo, dal producer Marco Dalmasso e dal trombettista Charles Ferris, protagonisti di una jam che unirà suoni della natura, elettronica e beat travolgenti. Ad arricchire la serata, la presenza speciale del chitarrista Riccardo Onori e del trombonista Francesco Cangi.

Nello splendido Palazzo dei Vicari a Scarperia, in occasione della Notte Romantica dei Borghi più belli d’Italia, sabato 20 giugno sarà protagonista Mauro Ermanno Giovanardi, cantautore raffinato e poliedrico, da più di vent’anni sulla scena musicale italiana come interprete, autore, performer, produttore discografico e direttore artistico. Tra i creatori della scena underground in Italia, ha fondato nel 1993 i La Crus, band dirompente che cambia le regole della musica alternativa italiana. In scaletta brani da “E poi scegliere con cura le parole”, il nuovo lavoro appena pubblicato e brani noti e meno noti della storia della canzone italiana.

Domenica 21 tra Fiesole e Firenze, nella storica Villa Il Palmerino, scrittura intima e ricerca sonora si fondono nel concerto in solo di Naomi Berrill violoncellista, polistrumentista, compositrice e cantante irlandese. Dopo aver completato la sua formazione classica tra Scozia, Svizzera e Italia, ha sviluppato una ricerca personale che utilizza il violoncello non solo come strumento solista, ma come estensione della voce. Il suo lavoro unisce composizione, arrangiamento e improvvisazione, attraversando diversi linguaggi musicali. Questa versatilità l’ha portata a collaborare con artisti provenienti da ambiti differenti, tra cui Danusha Waskiewicz, Giovanni Sollima, Mario Brunello, Vincent Courtois, Ernst Reijseger e Alessandro Lanzoni.

Gli eventi sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. A esclusione del 13 giugno a Marradi (biglietto 5 euro).

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[2026-06-13] Red Contest @ CSA Intifada

Red Contest

CSA Intifada - Via XXV Aprile, Ponte a Elsa
(sabato, 13 giugno 19:30)
Red Contest

Red Contest, al CSA Intifada di Empoli l'ultima semifinale: quattro artisti in gara per conquistare la finale

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Il conto alla rovescia è iniziato. Sabato 13 giugno il CSA Intifada di Empoli ospiterà l'ultima selezione della semifinale del Red Contest, il concorso musicale dedicato a band e cantautori che scrivono e interpretano musica originale in lingua italiana.

Una serata all'insegna della musica emergente, della partecipazione del pubblico e della valorizzazione di nuovi talenti, che decreterà chi accederà alla finalissima in programma l'11 luglio al Circolo ARCI Il Botteghino di La Rotta, nel comune di Pontedera.

Sul palco dell'Intifada si esibiranno quattro progetti musicali provenienti da esperienze e percorsi artistici differenti:

Amira Gamira.wav. Ego Nel Pagliaio, Masu Tere$kova

Gli artisti si contenderanno il passaggio all'ultimo atto della manifestazione davanti a una giuria di qualità e al pubblico presente, chiamato a svolgere un ruolo decisivo nella scelta dei finalisti. Uno degli aspetti caratteristici del Red Contest è proprio il coinvolgimento diretto degli spettatori. Durante la serata, infatti, a ogni consumazione effettuata al bar verrà consegnata una scheda di voto.

Perché il voto sia considerato valido sarà necessario indicare il nome di due artisti. Il risultato finale sarà determinato dalla combinazione dei voti del pubblico e delle valutazioni espresse dalla giuria di qualità.

Un sistema che punta a valorizzare sia il gradimento degli spettatori sia gli aspetti tecnici e artistici delle esibizioni.

L'appuntamento prenderà il via alle 19.30 con la cena organizzata negli spazi del centro sociale, mentre i concerti inizieranno alle ore 21.
L'ingresso sarà a offerta libera, permettendo a tutti di partecipare e sostenere l'iniziativa.
Il Red Contest rappresenta ormai una realtà consolidata nel panorama musicale indipendente toscano. Il concorso è aperto a band e cantautori che producono musica originale e scrivono testi in italiano, offrendo ai partecipanti importanti opportunità di crescita artistica e visibilità.

Tra i premi previsti per i vincitori figurano un'esperienza di registrazione audio-video presso l'Elfland Studio di Ponsacco, interviste e passaggi radiofonici su Punto Radio, oltre a numerose occasioni di esibizione in realtà sociali e politiche del territorio.

L'iniziativa è organizzata da Festa Rossa e dal Circolo ARCI Il Botteghino, con l'obiettivo di promuovere la musica originale e creare spazi di incontro tra artisti emergenti e pubblico.

Appuntamento all'11 luglio per la finaleLa serata del 13 giugno rappresenterà dunque l'ultimo passaggio prima dell'evento conclusivo del concorso. I vincitori delle semifinali si ritroveranno sabato 11 luglio al Circolo ARCI Il Botteghino di La Rotta per la finale del Red Contest 2026, dove verranno assegnati i premi e sarà proclamato il progetto musicale vincitore.

Per gli appassionati di musica indipendente e per chi desidera scoprire nuovi talenti della scena italiana, l'appuntamento del CSA Intifada si presenta come un'occasione da non perdere, tra concerti dal vivo, partecipazione attiva e la possibilità di contribuire direttamente alla scelta dei finalisti.

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Ode al moto perpetuo  

Io canto l’equilibrio del moto perpetuo
Io canto la vita che si muove silente
Io sussurro nell’aria in cui circolo e nuoto
Io mi avvito per strade, seguo tutta la gente
E fra tutta la gente porto il genio fecondo
Dell’ingegneria che sconfigge la fretta
Senza strepito o fumi che inquinino il mondo
Lode eterna, signori, per la mia bicicletta.
Lode eterna al pedale, al manubrio, alla ruota
Al fanale di dietro, alla dinamo avanti
Al campanellino, alla sua unica nota
Alla voce argentina che vi squilla l’attenti.
State attenti che questo è il vero progresso
Ed è il nesso che lega una tecnologia
Che senza ridurre il mondo ad un cesso
Ti moltiplica la tua stessa energia.

“La rivoluzione – compagni – arriverà in bicicletta”
Suola e pedale
Questo è il vero ideale.
Senza fretta – compagno – boicotta il motore
Senza fare rumore
Calpesta il potere.
Occhio al ginocchio
È lo stinco che stendo.
La rivoluzione sta già pedalando!

Il vibrante mormorio della ruota dentata
Dente a dente si insinua, dente a dente incatena
La catena trattiene l’energia liberata
E la libra veloce, precisa e serena
E la bicicletta – metaforicamente –
Simboleggia una vita che non sia foglia al vento
Ma passione e pensiero, sia corpo e sia mente
In cui si resta in piedi finché c’è movimento.
Circolare a tutti i movimentisti
Lettera aperta a chi vive lottando:
Ciclicamente, internazionalisti
Unitevi in ogni parte del mondo!
Non avrete da perder le vostre catene
Ma da stenderle fra le due ruote in tensione
Libertari, anarco-ciclisti conviene
Arrivarci a pedali alla rivoluzione!

“La rivoluzione – compagni – arriverà in
bicicletta!”
La salita ora è pesa
Verrà la discesa!
Senza fare rumore  boicotta il motore
Senza fare rumore
Calpesta il potere.
Occhio al ginocchio
È lo stinco che stendo
La rivoluzione sta già pedalando!

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30 milioni di euro per orfani di femminicidio, dispersione scolastica e musica per l’inclusione

Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile mette sul piatto 30 milioni di euro per sostenere gli orfani di femminicidio, contrastare la dispersione scolastica e promuovere la musica come strumento di inclusione sociale. È quanto deciso dal Comitato di indirizzo strategico del Fondo, che ha approvato tre nuovi bandi destinati ai bambini e agli adolescenti più vulnerabili, che saranno avviati nel corso del 2026. Il loro scopo è arrivare dove il disagio sociale rischia di essere più forte: nelle famiglie spezzate dalla violenza, nelle periferie prive di opportunità culturali e tra gli adolescenti che rischiano di abbandonare la scuola e i percorsi formativi.

I tre bandi

Tra le iniziative più significative c’è la seconda edizione di “A braccia aperte”, dedicato agli orfani di vittime di crimini domestici. Dopo un femminicidio, infatti, i figli rimasti affrontano non soltanto la perdita di un genitore, ma anche traumi con conseguenze psicologiche, educative e relazionali profonde. Il bando punta a costruire reti territoriali stabili capaci di accompagnare questi minori nel lungo periodo, attraverso interventi multidisciplinari di sostegno.

Il bando “Note di comunità, invece”, punta sulla forza educativa della musica: nelle zone più svantaggiate, in cui la coesione e la società è fragile e gli spazi culturali aggregativi sono poveri, orchestre, bandi e cori giovanili possono essere veri e propri presidi sociali. Il bando vuole sostenere proprio questi progetti musicali, capaci di coinvolgere bambini e adolescenti in esperienze formative e relazionali positive.

Il bando “Futuro per me. Percorsi di seconda opportunità”, invece, vuole essere una risorsa per i giovani tra i 14 e i 21 anni che hanno abbandonato gli studi o sono a rischio di esclusione formativa e lavorativa. L’obiettivo? Intercettare le situazioni più fragili e costruire percorsi flessibili e personalizzati, capaci di riattivare motivazione, competenze e fiducia nel futuro.

Cos’è il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile

Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile è nato nel 2016 da un protocollo d’intesa tra le fondazioni di origine bancaria rappresentate dall’Associazione di fondazioni e casse di risparmio – Acri, il Governo e il Terzo settore, con lo scopo di sostenere interventi sperimentali rivolti ai minori che vivono condizioni di svantaggio economico, sociale e culturale.

A gestire i programmi del Fondo è l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro costituita a questo scopo nel giugno 2016 e interamente partecipata da Fondazione Con il Sud. In questi anni, attraverso bandi e iniziative territoriali, sono stati avviati oltre 800 progetti in tutta Italia, coinvolgendo circa 650mila bambini e ragazzi insieme alle loro famiglie. Le attività hanno messo in rete oltre 10mila organizzazioni tra Terzo settore, scuole ed enti pubblici e privati, con un investimento complessivo di circa 500 milioni di euro.

Le scelte di indirizzo strategico del Fondo sono definite da un apposito Comitato di indirizzo strategico nel quale sono pariteticamente rappresentate le Fondazioni di origine bancaria, il Governo, le organizzazioni del Terzo Settore e rappresentanti di Inapp e dell’Istituto Einaudi per l’economia e la finanza – Eief.

Foto in apertura da Pixabay

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BallAbile Reiv, il rave che ancora non c’era

AA Melegnano, alle porte di Milano, l’inclusione sociale ha trovato una nuova e rivoluzionaria frequenza acustica. La cooperativa sociale Eureka! ha investito trent’anni di risparmi per trasformare una cascina del Cinquecento, Cascina Cappuccina, in un polo socioeducativo all’avanguardia e in un’officina di autonomia. Questo spazio innovativo abbatte le barriere sensoriali e architettoniche, dimostrando che il divertimento e la socialità sono diritti di ogni essere umano.

Il cuore pulsante di questa trasformazione si manifesta in due anime strettamente connesse: da un lato, l’abbattimento dei limiti fisici attraverso la “Cattedrale” del suono, un salone dotato di un sound system immersivo e pannelli fonoassorbenti pensato specificamente per tutelare le persone con neurodivergenze dalle “trappole sensoriali” dei locali commerciali; dall’altro, il superamento dell’assistenzialismo.

Qui, infatti, i ragazzi con neurodivergenze non sono semplici ospiti dei servizi diurni, ma abitanti e cittadini protagonisti: imparano l’indipendenza quotidiana nei Servizi di Formazione all’Autonomia – Sfa, lavorano nei 60mila metri quadrati di orti e serre della cooperativa Eureka Verde e arrivano alla consolle come dj tecnici e trascinanti durante il BallAbile Reiv. Un ecosistema di un welfare a chilometro zero e a energia pulita, capace di unire l’housing sociale per fasce vulnerabili con l’outdoor education, ridefinendo l’idea stessa di divertimento notturno e integrazione nel territorio milanese e lodigiano.

La cattedrale del suono

Uno dei paradossi del divertimento moderno è che spesso, per chi soffre di neurodivergenze, i luoghi della socialità si trasformano in trappole sensoriali. I volumi esasperati e le distorsioni acustiche dei normali locali commerciali possono infatti innescare crisi o profondi malesseri psicofisici. Per disinnescare questo rischio, Eureka! ha messo in campo un investimento di ben 80mila euro per il trattamento acustico della “Cattedrale”, il grande salone della cascina destinato agli eventi.

«Abbiamo installato pannelli fonoassorbenti su tutte le pareti per eliminare le riflessioni sonore contro i muri, quelle distorsioni che costringono ad alzare il volume a livelli dannosi», spiega Guglielmo Prati, musicista, dj e presidente del Circolo Culturale Cascina Cappuccina. Il risultato è un sound system immersivo di nuova concezione che, anche a volumi contenuti, permette alla musica di propagarsi con una qualità purissima e di arrivare dritta al corpo attraverso le vibrazioni fisiche. 

Raccontare le professioni del sociale non è un atto di cronaca, ma un atto culturale e politico. È la scelta di portare finalmente sotto i riflettori chi lavora nell’ombra, chi svolge un mestiere che la società finge di rispettare e che invece tratta con noncuranza. Lo facciamo su VITA magazine di maggio.
SOCIAL WORKER, SENZA DI LORO PERDIAMO TUTTI

Un’innovazione tecnologica ed etica che “fa respirare” il cervello. Nicolò è un ragazzo con una grave ipoacusia che durante il BallAbile Reiv ha “riempito” la pista: non potendo sentire pienamente con le orecchie, percepiva perfettamente la spazialità della musica attraverso il corpo. «La dimensione della festa è fondamentale per l’essere umano, è il luogo in cui esprimersi con creatività senza la paura del giudizio o del diverso», ricorda la presidente e fondatrice di Eureka!, Eleonora Bortolotti

Dai laboratori alla console: i ragazzi non sono ospiti, sono abitanti

A Cascina Cappuccina l’inclusione rifiuta lo schema della delega e dell’assistenzialismo. I giovani con disabilità intellettiva che frequentano lo Sfa e il Centro diurno non sono semplici utenti passivi, ma cittadini protagonisti. Frequentano la cascina dalle 9 alle 16 per percorsi pluriennali volti a conquistare quei piccoli, enormi pezzi di indipendenza quotidiana: dal sapersi fare la colazione all’imparare a prendere l’autobus da soli, fino al delicato lavoro di distacco emotivo dalle famiglie d’origine. 

Questo percorso passa anche dalla consolle. Molti dei ragazzi ospiti della Casa di Robi – la struttura residenziale dedicata al “Dopo di noi” – hanno infatti seguito un laboratorio esperienziale per dj utilizzando lo stesso impianto professionale destinato agli artisti internazionali. Il risultato? Durante il BallAbile Reiv, a far ballare la folla c’erano proprio loro, talmente tecnici e trascinanti che il Circolo Culturale sta ora pensando di produrli musicalmente. 

L’esperienza di Melegnano: terra, musica e diritti

Il polo di Melegnano dimostra come la cooperazione sociale possa generare un welfare a chilometro zero, capace di tenere insieme la tutela dei minori e il pronto soccorso sociale con la transizione ecologica (la cascina viaggia interamente a energia solare e rinnovabile certificata). I 60mila metri quadrati di frutteti, orti e grandi serre ospitano l’AgriSfa e la cooperativa di inserimento lavorativo Eureka Verde, dove persone con neurodivergenze trovano contratti di qualità nella manutenzione del verde e nella cura degli animali (cavalli, asini e oche), sperimentando il valore terapeutico dell’outdoor education in tutte le stagioni. 

Stiamo attenti ai bisogni e ai desideri degli abitanti e costruiamo insieme quello che serve ma che ancora non c’è

Eleonora Bortolotti, presidente Eureka!

Allo stesso tempo, gli spazi della cascina diventano un rifugio temporaneo di housing sociale per donne in fuga dalla violenza con i loro figli o per padri separati. Realtà umane diverse, che la sera si mescolano agli abitanti del vicino quartiere popolare Montorfano e ai giovani della movida milanese e lodigiana durante i festival musicali del Circolo. «Stiamo attenti ai bisogni e ai desideri degli abitanti e costruiamo insieme quello che serve ma che ancora non c’è», conclude la presidente Bortolotti. 

Foto inviate da Eureka!

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