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È morto il cardinale Camillo Ruini. Le ingerenze nella politica, la vicinanza alla destra, il rapporto con Berlusconi: storia del Richelieu italiano

Il Richelieu della politica italiana. Non c’è forse definizione più calzante per il cardinale Camillo Ruini, morto a 95 anni. Il porporato emiliano è stato per 17 anni, dal 1991 al 2008, vicario generale per la diocesi di Roma e per 16 anni, dal 1991 al 2007, presidente della Conferenza episcopale italiana. Inoltre, è stato fondatore e presidente per 16 anni, dal 1997 al 2013, del Progetto culturale della Chiesa italiana. Teologo raffinato e uomo che ha avuto la totale fiducia di san Giovanni Paolo II, verso cui ha sempre conservato una devozione profonda, Ruini è stato più volte autore di pressanti ingerenze nella vita politica del Paese, orientando il voto sia nelle urne che nelle aule parlamentari. Nel conclave del 2005 fu tra i grandi elettori di Ratzinger. Amico e sostenitore di Benedetto XVI, gli chiese ripetutamente, insieme ad altri porporati vicini al Papa tedesco, di sostituire l’allora cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Ratzinger, però, non volle mai farlo. Da qui, il duro giudizio di Ruini su quel regno: “Il pontificato di Benedetto XVI è stato insidiato dalla sua scarsa attitudine a governare e questa è una preoccupazione che vale per ogni tempo, compreso il prossimo futuro”.

Dopo le dimissioni di Ratzinger, nel 2013, ormai in pensione e ultraottantenne già da un paio d’anni, quindi non elettore, Ruini non nascose il suo gradimento per il cardinale arcivescovo di New York, Timothy Michael Dolan. Disastroso per lui il pontificato di Papa Francesco. Prima del conclave del 2025, il porporato aveva formulato quattro auspici per il dopo Bergoglio: “Confido in una Chiesa buona e caritatevole, dottrinalmente sicura, governata a norma del diritto, al suo interno profondamente unita”. Subito dopo la fumata bianca, Ruini scelse il Fatto per esprimere la sua soddisfazione per Prevost: “L’elezione di Leone XIV ha prodotto con sorprendente rapidità un fondamentale risultato: riunificare la Chiesa cattolica. Questo è il primo motivo per il quale sono felice di questo nuovo Papa”. E aggiunse: “Tentando una breve analisi delle ragioni che hanno prodotto un tale risultato, probabilmente le ritroviamo in alcuni segni, come il forte accento posto sulla fede e sulla preghiera, o anche la stola e la mozzetta che ha indossato. Quei non pochi fedeli che, a torto o a ragione, erano a disagio per le – vere o presunte – aperture dottrinali di Papa Francesco si sono sentiti rassicurati”. E ancora: “Poi, naturalmente, ci sono le doti personali di Papa Leone, cominciando dalla sua umiltà e semplicità per arrivare alla grande testimonianza di amore e di servizio al prossimo che ha dato nelle varie fasi della sua vita: valga per tutte ciò che ha fatto in Perù per i migranti e in particolare per la redenzione delle prostitute”.

Inoltre, Ruini sottolineò che “il clima che respiriamo oggi nella Chiesa cattolica può definirsi di gioia e di pace. Confidiamo nel Papa, nella sua saggezza e carità di pastore, perché questo clima permanga e metta radici, ma nessun credente può esimersi dal fare la propria parte a tale scopo. Dobbiamo ricuperare e rinsaldare la volontà di essere figli, figli di Dio, ma anche figli della Chiesa. E così sentirci uniti a formare il corpo di Cristo, che ha molte e diverse membra, ma è uno solo. Lungo questo itinerario Papa Leone ci è di guida”. Il 10 giugno 2025 il cardinale fu ricevuto in udienza privata da Prevost.

Ruini nacque a Sassuolo, il 19 febbraio 1931. Studiò a Roma, alla Pontificia Università Gregoriana, dove ottenne la licenza in filosofia e teologia, e all’Almo Collegio Capranica. Nel 1954 venne ordinato sacerdote e nel 1983 Wojtyla lo nominò vescovo ausiliare di Reggio Emilia-Guastalla. Iniziò così l’ascesa inarrestabile di “don Camillo” che lo vide, dopo appena tre anni di episcopato, nel 1986, segretario generale della Conferenza episcopale italiana e cinque anni dopo, nel 1991, vicario generale per la diocesi di Roma, presidente della Cei e cardinale. Alla guida della Chiesa italiana Ruini vi rimase ininterrottamente fino al 2007, quando gli succedette, per volontà di Benedetto XVI, il cardinale Angelo Bagnasco. L’anno successivo lasciò anche l’incarico di vicario generale per la diocesi di Roma. Gli subentrò il cardinale Agostino Vallini. Ma Ratzinger, che lo stimava moltissimo, lo richiamò in servizio, affidandogli, nel 2010, la presidenza della Commissione internazionale di inchiesta su Medjugorje, costituita presso la Congregazione per la dottrina della fede. Incarico che portò a termine quattro anni dopo, nel 2014, all’inizio del pontificato di Francesco. Sempre nel 2010, il Papa tedesco gli affidò anche la presidenza del Comitato scientifico della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI. Incarico terminato nel 2015.

Gli anni da emerito Ruini li ha trascorsi all’ombra del Cupolone, nel Pontificio Seminario Romano Minore, assistito dalla sua fedelissima perpetua Pierina. Di lui rimangono indelebili le forti prese di posizione. Sempre in trincea in favore dei cosiddetti “valori non negoziabili”, espressione non amata da Bergoglio, Ruini intervenne sempre duramente contro l’aborto e l’eutanasia. Nel 2006 negò le esequie religiose a Piergiorgio Welby che, da anni ammalato di distrofia muscolare, aveva manifestato pubblicamente la richiesta di sospendere l’accanimento terapeutico sul suo corpo. Ruini parlò di “decisione sofferta”, motivata “dal fatto che il defunto, fino alla fine, ha perseverato lucidamente e consapevolmente nella volontà di porre termine alla propria vita: in quelle condizioni una decisione diversa sarebbe stata infatti per la Chiesa impossibile e contraddittoria, perché avrebbe legittimato un atteggiamento contrario alla legge di Dio”. Il porporato disse di aver preso quella decisione “nella consapevolezza di arrecare purtroppo dolore e turbamento ai familiari e a tante altre persone, anche credenti, mosse da sentimenti di umana pietà e solidarietà verso chi soffre, sebbene forse meno consapevoli del valore di ogni vita umana, di cui nemmeno la persona del malato può disporre”.

L’anno prima il cardinale aveva condotto una durissima battaglia contro i referendum abrogativi della legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita e la ricerca scientifica sulle cellule staminali, invitando i cattolici a disertare le urne per non far raggiungere il quorum. I referendum fallirono e Ruini cantò vittoria: “Sono favorevolmente colpito dalla maturità del popolo italiano”. Netta fu anche la sua posizione contro il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali e delle coppie di fatto. Il cardinale sostenne che l’introduzione di queste normative “comprometterebbe gravemente il valore e le funzioni della famiglia legittima fondata sul matrimonio e il rispetto che si deve alla vita umana dal concepimento al suo termine naturale”.

Pur avendo celebrato, nel 1969, il matrimonio di Romano Prodi con Flavia Franzoni, si schierò apertamente contro il governo del professore bolognese, nel 2007, sul disegno di legge, ribattezzato Dico (diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi), che avrebbe creato uno status giuridico per le coppie omosessuali, una sorta di unione civile. Anni dopo, Ruini ammetterà: “Prodi era mio amico, è vero. Ma non sulle unioni civili! Abbiamo fermato questo progetto. Ho fatto cadere il suo governo! Ho fatto cadere Prodi! Le unioni civili: questo era il mio campo di battaglia”. Da sempre molto vicino a Silvio Berlusconi, il porporato invitò la Chiesa a dialogare con Matteo Salvini negli anni in cui Bergoglio non voleva incontrarlo per le sue posizioni sui migranti. Linea che Francesco ha mantenuto durante tutto il suo pontificato, mentre, il 29 agosto 2025, il vicepremier leghista è stato ricevuto in udienza privata da Leone XIV. Entusiasta, infine, il giudizio di Ruini sulla prima premier italiana: “Meloni governa bene”.

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Papa Leone XIV: “La remigrazione non è una risposta cristiana, significa lavarsi le mani del problema”

I valori cristiani come elemento identitario dell’Europa. Così il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, ha più volte affrontato il tema del rapporto tra religione e politica. Ma dietro alle parole si nascondono fatti che lo smentiscono. Lo dimostrano le parole di Papa Leone XIV che uscendo da Castel Gandolfo ha deciso di rilasciare una breve dichiarazione a chi gli ha chiesto che cosa ne pensasse della remigrazione, al centro del programma del generale in pensione: “Non mi sembra una risposta cristiana – ha dichiarato – Semplicemente dire ‘questo migrante lo mandiamo via’ è come se noi ci lavassimo le mani del problema, non mi sembra, diciamo, una risposta cristiana”.

Quanto le parole del Pontefice possano avere presa nell’elettorato di Futuro Nazionale è tutto da vedere, ma con esse il Vaticano ha ufficialmente preso posizione su un tema che è diventato uno dei cavalli di battaglia di tutta l’estrema destra europea, da AfD in Germania ai seguaci di Tommy Robinson in Regno Unito, fino, ovviamente, a coloro che supportano le battaglie di chi il concetto di remigrazione l’ha inventato: l’estremista austriaco Martin Sellner. Un concetto che non si ferma alla semplice espulsione di irregolari sul territorio europeo, ma mira a una più ampia deportazione di persone immigrate, inclusi i loro discendenti nati su suolo europeo, verso i Paesi di origine etnica o geografica.

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Sorelle scomparse nell'aquilano, spunta un uomo misterioso

La pista principale seguita dagli investigatori è quella di una fuga programmata, come farebbe pensare anche il fatto che le due sorelle avrebbero portato con loro abiti, trucchi ed altri effetti personali

© RaiNews

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Tragedia del Moby Prince, il testimone: “Una scena apocalittica, la nave era illuminata dal fuoco interno, come una caldaia con fiamme vive”

Roma,  16 giugno 2026 – “Vi devo dire che quando sono arrivato a Livorno, era mezzanotte, non si sapeva ancora il nome della nave che era entrata in collisione con l'Agip Abruzzo”. Lo ha affermato in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro del Moby Prince (140 morti il 9 aprile del 1991), Salvatore De Gaetano, all'epoca ingegnere e direttore tecnico della flotta Snam. «Arrivo a Livorno - ha aggiunto - e vedo una scena apocalittica: 20 ambulanze sul molo e un nebbione pazzesco che nell'ultimo tratto non si vedeva assolutamente niente». De Gaetano, dopo aver ricevuto l'autorizzazione a uscire dal comandante della capitaneria Albanese spiega di essere andato sotto bordo della Agip Abruzzo per verificare l'accaduto. “Sono uscito in mare - ha proseguito De Gaetano - con la pilotina insieme al capo dei piloti e a un miglio e mezzo o due dall'uscita del porto e nella nebbia vedo una nave che si avvicinava che sembrava una nave da crociera e pensai che in qualche modo stava entrando in porto. Quando ci siamo passati vicino, verso mezzanotte, ho visto che era la Moby Prince, che i rimorchiatori avevano appena agganciato e stavano trascinando in porto. Fuori non c'era una fiamma, era illuminata dall'interno solo dal fuoco, e all'esterno non c'era una fiamma, ma tutti i finestrini che ho visto della Moby erano come lo spioncino di una caldaia con dentro fuoco vivo». 

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Lutto nel giornalismo: morto Antonio Pastore, per 25 anni voce “dal basso” del Mattino di Caserta

Si è spento ieri all’età di 75 anni. Aveva collaborato da Napoli anche con Il Manifesto, scelta che diceva molto della sua attenzioni alle contraddizioni sociali e alle istanze di chi non ha potere. I funerali mercoledì alle 10.00 nella chiesa del Buon Pastore a Caserta

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Espulso tunisino con precedenti tra cui stalking ad una minore livornese

Livorno 16 giugno 2026 Espulso tunisino con precedenti tra cui stalking ad una minore livornese Livorno, espulso cittadino tunisino con precedenti per droga e violenze: trasferito a Tunisi La Polizia di Stato ha portato a termine nei giorni scorsi un’operazione di contrasto all’immigrazione irregolare che ha condotto all’espulsione dal territorio nazionale di un cittadino straniero …

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Al via "Procida racconta", Chiara Gamberale: "Le storie ci salveranno"

Da mercoledì a sabato la rassegna, con Mario Calabresi, Chiara Valerio, Maria Grazia Calandrone, Boosta, Rosario Pellecchia e Veronica Lucchesi sull’isola alla ricerca di personaggi per i loro racconti. La scrittrice e direttrice artistica della rassegna: “Non li leggo mai in...

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Parco Pertini e Caritas: il Prefetto dispone controlli straordinari. “Lo Stato reagirà con fermezza”

Livorno 16 giugno 2026 Parco Pertini e Caritas: il Prefetto dispone controlli straordinari. “Lo Stato reagirà con fermezza” Il Prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, ha convocato una riunione urgente con i vertici provinciali delle Forze di Polizia a seguito dei gravi episodi verificatisi nell’area del Parco Pertini e, da ultimo, della violenta rapina ai danni di …

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Vai in arresto cardiaco sulla spiaggia della Carbonifera: drammatici soccorsi per una 37enne

PIOMBINO – Momenti di drammatica apprensione nella mattinata di oggi (16 giugno) sul litorale di Piombino, dove una giovane donna di 37 anni, originaria di Torino, è stata colpita da un improvviso arresto cardiaco mentre si trovava sulla spiaggia in località Carbonifera.

La macchina dei soccorsi si è messa in moto in pochissimi istanti grazie all’allarme immediato lanciato dai presenti che hanno assistito alla scena. La centrale operativa del 118 ha inviato sul posto l’ambulanza con i volontari della Croce Rossa di Venturina, che hanno iniziato subito le manovre di rianimazione cardio-polmonare nel tentativo disperato di far ripartire il cuore della 37enne.

Vista la gravità assoluta del quadro clinico e la necessità di un trasferimento immediato in un centro specializzato, sul litorale è stato fatto atterrare anche l’elisoccorso regionale Pegaso. L’équipe medica di bordo ha preso in carico la donna, stabilizzandone i parametri per il volo. La giovane è stata quindi caricata a bordo dell’elicottero e trasportata a tutta velocità, in codice rosso, all’ospedale Misericordia di Grosseto, dove si trova adesso ricoverata. 

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Palumbo (FdI): abbandono di bottiglie, il Sindaco faccia l’ordinanza per limitare la vendita di alcol da asporto

Palumbo (FdI): abbandono di bottiglie, il Sindaco faccia l'ordinanza per limitare la vendita di alcol da asporto

Livorno 16 giugno 2026 Palumbo (FdI): abbandono di bottiglie, il Sindaco faccia l’ordinanza per limitare la vendita di alcol da asporto “È estremamente difficile contenere il fenomeno della Malamovida, che andrebbe governata con controlli capillari, ma anche favorendo aperture di nuovi locali notturni lontano dai centri abitati. E come la scorsa estate, paghiamo anche l’assenza quasi …

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Nasce a Livorno il Cupla provinciale: un maxicoordinamento da 39mila iscritti a tutela dei pensionati autonomi

LIVORNO – Una svolta importante per la rappresentanza e la tutela della terza età sul territorio labronico. Presso la sede della Confcommercio di Livorno è stato ufficialmente costituito il Cupla provinciale, il Coordinamento Unitario dei Pensionati del Lavoro Autonomo. Il nuovo organismo unisce sotto un’unica sigla le principali associazioni dei pensionati legati alle categorie economiche e agricole della provincia: 50&Più Confcommercio, Anp Cia, Cna Pensionati, Anap Confartigianato, Fipac Confesercenti e Federpensionati Coldiretti.

Si tratta di un vero e proprio gigante della rappresentanza sociale: a livello provinciale, infatti, il coordinamento dà voce a oltre 39mila aderenti tra anziani e pensionati. L’obiettivo primario del Cupla è quello di presentarsi compatto di fronte alle istituzioni locali e regionali, superando le frammentazioni per incidere con maggiore forza sul tavolo delle trattative riguardanti le politiche sociali, sanitarie e del welfare territoriale.

La guida del neonato coordinamento livornese è stata affidata a Loretta Raffaelli, presidente provinciale di 50&Più Confcommercio, nominata coordinatrice provinciale del Cupla. “Il Cupla provinciale nasce per promuovere tutela, partecipazione attiva e rappresentanza delle persone anziane – ha spiegato Raffaelli durante la conferenza stampa di presentazione –, valorizzando il loro ruolo fondamentale all’interno della società e delle comunità locali”.

Al suo fianco, nel ruolo di vice-coordinatrice, ci sarà Patrizia Bini, presidente provinciale di Cna Pensionati, che ha aggiunto: “Vogliamo costruire una rete forte e inclusiva, capace di valorizzare l’esperienza degli anziani come risorsa per tutta la comunità, collaborando attivamente con gli enti locali, il terzo settore e i cittadini per un territorio più coeso e attento alle persone”.

Il programma operativo del Cupla per i prossimi mesi si concentra su sfide cruciali per la qualità della vita degli anziani, a partire dal miglioramento dei servizi socio-sanitari di prossimità e dal contrasto alla solitudine. Al centro dell’agenda ci sono anche la difesa del potere d’acquisto delle pensioni e lo sviluppo di progetti dedicati all’invecchiamento attivo e alla solidarietà tra generazioni diverse.

Oltre ai vertici composti da Loretta Raffaelli e Patrizia Bini, il comitato direttivo del Cupla della provincia di Livorno vede la partecipazione dei rappresentanti di tutte le sigle fondatrici: Primo Bellucci per l’Anp Cia, Franco Bientinesi per l’Anap Confartigianato, Roberto Niccolini per la Fipac Confesercenti e Daniela Larocchia per Federpensionati Coldiretti.

Alla sigla dell’accordo ha preso parte anche il direttore di Confcommercio Livorno, Federico Pieragnoli, che ha voluto esprimere le proprie congratulazioni ai componenti del nuovo organismo, sottolineando la portata politica dell’operazione. Secondo Pieragnoli, la nascita di un coordinamento così ampio è un passaggio fondamentale per il dialogo istituzionale, l’unico strumento in grado di incidere concretamente sulle decisioni politiche a livello locale e nazionale, oltre a rappresentare una solida voce guida sia per i giovani sia per chi si trova ancora in attività lavorativa.

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Completato il Giardino Alzheimer Friendly: uno spazio terapeutico aperto alla città

Completato il Giardino Alzheimer Friendly uno spazio terapeutico aperto alla città

Livorno 16 giugno 2026 Completato il Giardino Alzheimer Friendly: uno spazio terapeutico aperto alla città Un luogo di cura, inclusione e condivisione pensato per migliorare la qualità della vita delle persone affette da Alzheimer e delle loro famiglie. In piazza Italo Piccini è stato inaugurato il completamento del Giardino Alzheimer Friendly SVS, il primo spazio …

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Via Palazzuolo: altre 5 botteghe per il progetto Recreos

Via Palazzuolo: altre 5 botteghe per il progetto Recreos

 Cinque nuovi artigiani entrano a far parte del progetto Recreos di Fondazione Cr Firenze e Comune di Firenze per la rigenerazione di via Palazzuolo. Saranno inaugurate domani pomeriggio le botteghe Flor Rubaja Jewelry, Campucc10, Edoardo Lietti Studio, Toi Rilegatura e Max Poglia Saretta Studio: oggi il presidente di Fondazione Cr Firenze Bernabò Bocca e la sindaca Sara Funaro hanno fatto visita ai nuovi artigiani.

Nell’elenco delle nuove aperture del progetto Recreos figurano una bottega di gioielli, un’associazione culturale che promuove mostre e progetti sociali, uno studio di progettazione, uno dedicato alla rilegatura e un’agenzia creativa. Oltre alle 5 botteghe, tra le novità c’è l’apertura della sede dell’Associazione nazionale carabinieri 181/o nucleo ‘Pegaso’ Firenze. Domani sarà inaugurata anche la ludoteca Giamburrasca, la cui sede comunale è stata temporaneamente chiusa per lavori di ristrutturazione.

“Le nuove aperture segnano una svolta nel progetto Recreos – afferma in una nota Bocca -. Dopo una fase iniziale più lenta del previsto, stiamo vivendo una nuova fase di crescita caratterizzata da una maggiore fiducia da parte del quartiere. Questo è senz’altro un elemento molto positivo, perché la riuscita del nostro percorso di rigenerazione è strettamente legata alla disponibilità dei proprietari dei fondi dell’area. Entro la fine dell’anno apriranno, inoltre, altre quattro botteghe, portando a quattordici il numero degli spazi rigenerati”.

“L’apertura di cinque nuove botteghe rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di rigenerazione di via Palazzuolo, cinque nuove realtà artigiane che scelgono di investire in questa strada, portando creatività, competenze, lavoro e nuove opportunità – sottolinea la sindaca Funaro – Il progetto Recreos è particolarmente importante e innovativo perché non riguarda soltanto il recupero degli spazi e la valorizzazione dell’artigianato ma punta a dare risposte concrete ed attese a 360 gradi in una strada su cui come amministrazione stiamo lavorando con diversi strumenti, a partire dalla polizia di prossimità attiva in più aree della città, tra cui questa, con presidi diffusi e un lavoro costante sui servizi. Obiettivo è lavorare per una via Palazzuolo che sia sempre più viva, sicura, inclusiva.

NELL’AUDIO LA SINDACA DI FIRENZE SARA FUNARO

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Cala del Leone sommersa dai rifiuti, volontari in azione: “La spiaggia non è una discarica”

Cala del Leone sommersa dai rifiuti, volontari in azione

Livorno 16 giugno 2026 Cala del Leone sommersa dai rifiuti, volontari in azione: “La spiaggia non è una discarica” Cala del Leone ripulita dai volontari: un gesto d’amore per l’ambiente che richiama tutti al senso civico Plastica, vetro, polistirolo, lattine, bottiglie e migliaia di mozziconi di sigaretta abbandonati a pochi metri dal mare. È questa …

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Il Tribunale dispone il sequestro del carcere

SOLLICCIANO - Il tribunale di Firenze ha notificato il decreto di sequestro preventivo relativo ad alcuni reparti detentivi del carcere di Sollicciano a Firenze. Lo comunica il Dap, facendo sapere di aver "risolto alcune problematiche, effettuando ristrutturazioni di singoli reparti detentivi. Essendo però necessario un intervento di maggiore portata, è stata già finanziata per la complessiva riqualificazione dell'istituto la somma Continue Reading

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Sollicciano: oltre 200 i detenuti nelle celle sequestrate

Sollicciano: oltre 200 i detenuti nelle celle sequestrate

Secondo una stima che emerge in queste ore, basata sui detenuti delle sette sezioni del carcere di Sollicciano che il tribunale di Firenze ha ordinato di sequestrare per motivi di igiene e sicurezza della struttura, sarebbero oltre 200-230 i reclusi di cui l’Amministrazione penitenziaria deve organizzare il trasferimento in altre carceri.

 Attualmente a Sollicciano, compresa la sezione femminile, ci sono oltre 600 detenuti reclusi in condizioni di sovraffollamento che sono state lamentate a più riprese, e dai soggetti più diversi, ormai da anni.

“È una conseguenza inevitabile considerato lo stato di enorme degrado in cui versa il carcere di Sollicciano. È un atto inedito perché in tanti anni di avvocatura non avevo mai visto un fatto simile e va reso merito ai magistrati, dalla Procura alla sorveglianza, perché hanno messo il dito in una piaga a tutti evidente e sollecitando una soluzione a questo problema”. Così il Garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, commenta la notizia del sequestro preventivo di reparti del carcere fiorentino.

    “È – continua – un esempio e una sollecitazione nei confronti di altre carceri perché, non scordiamolo, Sollicciano non è l’unico penitenziario in Italia ad avere grandi problemi. Il provvedimento adottato può a ben vedere definirsi di qualità sotto questo profilo”

“Il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria di alcune sezioni del carcere di Sollicciano e il trasferimento dei detenuti in altre strutture certifica il fallimento del ministero della Giustizia. Da anni, di fronte a una situazione terribile e disastrosa, il ministero rilancia promesse poi puntualmente non mantenute, senza mettere in campo un progetto credibile di radicale riqualificazione. L’intervento della magistratura riguarda una struttura che è sotto la responsabilità e la gestione del ministero”. Così Federico Gianassi, deputato dem e segretario del Pd Firenze.

    “Sollicciano non può più essere lasciato in queste condizioni – aggiunge in una nota -: servono risorse e interventi immediati, serve un piano complessivo accompagnato da grande determinazione istituzionale e politica per realizzarlo. Ora basta fughe, il ministero ci metta la faccia”

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Sollicciano, sequestrate sette sezioni del carcere fiorentino: violate norme su salute e sicurezza, 200 detenuti da trasferire

Una decisione che non ha precedenti per porre rimedio ad un “vulnus” ben noto ma su cui da anni si attendono risposte istituzionali mai arrivate. Il tribunale di Firenze ha disposto sequestro preventivo di sette sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano, con trasferimento dei detenuti ospitati nelle stesse, a causa delle condizioni igienico-sanitarie delle celle e di alcuni spazi comuni. Il provvedimento riguarda tre sezioni del reparto giudiziario, tre del reparto penale maschile, più la sezione ‘Accoglienza’.

Si tratta della risposta ad una inchiesta della stessa Procura nata da numerose segnalazioni e ricorsi presentati dai detenuti ai magistrati di sorveglianza in cui si denunciava la situazione di degrado del carcere situato alla periferia ovest ovest del capoluogo toscano, da anni sotto osservazione per un sovraffollamento arrivato a superare picchi del 170% (640 detenuti a fonte di 367 posti disponibili) e che ha portato in anni recenti a numerosi sconti di pena concessi ai detenuti come risarcimento per condizioni di detenzione “inumane e degradanti”, contrarie all’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

In particolare una nota della procuratrice di Firenze Rosa Volpe evidenzia che alla base dell’inedito provvedimento di sequestro di sette sezioni del carcere di Sollicciano (le sezioni 1, 2 e 7 del reparto giudiziario maschile e delle sezioni 9, 10 e 12 del reparto penale nonché della sezione Accoglienza) vi siano gravi violazioni delle norme in materia di pulizia dei locali di lavoro”, “abitabilità dei dormitori” e impiantistica elettrica previste dal Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. Il decreto di sequestro, aggiunge la procuratrice Volpe, è stato emesso dal gip di Firenze “all’esito di sopralluoghi svolti e di approfonditi accertamenti, consistiti nell’audizione di numerosi testimoni, nell’acquisizione ed esame di documentazione anche fotografica dello stato di tutti gli spazi dei reparti penale e giudiziario maschile dell’Istituto e delle varie sezioni”. Col provvedimento è stato inoltre disposto il trasferimento di tutti i detenuti che si trovavano nelle sette sezioni in altre strutture di reclusione: si tratta di circa duecento detenuti.

Questione su cui è arrivata anche la reazione del ministero della Giustizia, con via Arenula che ha sostanzialmente messo le mani avanti sottolineando le iniziative allo studio del Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, per risolvere la vergognosa situazione di Sollicciano. Preso atto delle complesse e urgenti condizioni strutturali dell’istituto penitenziario, il Dap ha risolto alcune problematiche, effettuando ristrutturazioni di singoli reparti detentivi. Essendo però necessario un intervento di maggiore portata, è stata già finanziata per la complessiva riqualificazione dell’istituto la somma di nove milioni di euro, a valere sul fondo previsto dalla legge di bilancio 2025″, si legge in una nota del ministero. “Nell’ambito di questa procedura in atto”, prosegue il comunicato di via Arenula, “il 15 maggio scorso si è proceduto all’aggiudicazione della progettazione dei lavori per la completa riqualificazione della Casa circondariale e, allo stesso tempo, per velocizzare i lavori, si sta valutando di anticipare parte di essi, stralciando alcuni interventi prioritari dalla progettazione complessiva. Proprio in virtù di questi lavori programmati, si è previsto un trasferimento di detenuti con destinazione in altri istituti penitenziari, dove sono presenti sezioni o reparti di recente ristrutturazione, che consentono, ad oggi, di ospitare nuovi ingressi. Si darà perciò corso”, annuncia il ministero, “ai lavori necessari nei reparti oggetto di sequestro e al trasferimento dei detenuti secondo quanto già previsto”.

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Celle sequestrate a Sollicciano, Pantagruel: “atto senza precedenti che conferma i nostri allarmi di anni”

Celle sequestrate a Sollicciano, Pantagruel: “atto senza precedenti che conferma i nostri allarmi di anni”

“Il provvedimento di sequestro preventivo emesso dalla Procura di Firenze per le condizioni disumane e insalubri di Sollicciano rappresenta un atto senza precedenti, ma per noi di Pantagruel costituisce la conferma di ciò che denunciamo pubblicamente e instancabilmente da anni” questo il commento dell’associazione.

“Le nostre relazioni, i nostri appelli e i costanti gridi d’allarme- denuncia Pantagruel-  rimasti troppo a lungo inascoltati trovano oggi un riscontro formale e incontrovertibile nella magistratura“.

Secondo l’associazione “le celle invase dall’umidità, l’inabitabilità dei dormitori, la sporcizia e il rischio costante legato agli impianti elettrici fatiscenti non sono ‘emergenze’ dell’ultima ora, ma una realtà strutturale degradante con cui i detenuti e gli operatori sono costretti a convivere ogni giorno, in aperta violazione dell’Articolo 27 della Costituzione” .

Pantaguel  vive il carcere quotidianamente attraverso i propri volontari e  accoglie “questo atto come un punto di non ritorno” . Tuttavia l’associazione esprime ” forte preoccupazione per le modalità del trasferimento immediato dei detenuti. Lo sfollamento verso altre strutture rischia di sradicare ulteriormente queste persone dai loro percorsi di reinserimento e dai legami territoriali e familiari, oltre a sovraccaricare altri istituti già al collasso”.

“La magistratura  -conclude Pantagruel- ha fatto il suo dovere di fronte all’illegalità diffusa della struttura; ora la politica e le istituzioni non possono più girarsi dall’altra parte. Non basta chiudere le sezioni o spostare i corpi: serve un ripensamento radicale dello spazio e della dignità della pena a Firenze. Chiediamo un tavolo di confronto immediato che includa il terzo settore per monitorare la destinazione e i diritti di chi oggi viene trasferito.”

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Incidente, donna in bici investita da un’auto: è in gravissime condizioni

Cecina, 15 giugno 2026 – Un gravissimo incidente stradale è avvenuto a Cecina. Una donna di 77 anni che si stava muovendo in bicicletta è stata investita da un’auto. L’impatto le ha provocato un grave trauma cranico. 

Lanciato l’allarme al numero unico di emergenza 112, sul posto si sono precipitati i sanitari del 118. All’arrivo dei soccorsi, la donna è stata trovata in arresto cardiaco

Il personale sanitario è riuscito a rianimarla e a stabilizzarla attraverso le manovre di emergenza e la ventilazione assistita.

La donna è stata quindi trasferita in un primo momento al pronto soccorso di Cecina, ma è stato poi necessario l’intervento dell’elisoccorso Pegaso. 

La 77enne è stata quindi elitrasportata in condizioni critiche all’ospedale Cisanello di Pisa, dove è stata affidata alle cure specialistiche. 

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A Mykonos con le amiche per l’addio al nubilato: muore in un incidente a 37 anni, Sara Ceccantini lascia una figlia

Sara Ceccantini era arrivata a Mykonos, isola greca che attrae turisti da tutto il mondo, per una vacanza con le amiche: per l’addio al nubilato prima di sposare il suo fidanzato. Aveva 37 anni ed era residente ad Agazzi, frazione del Comune di Arezzo, impiegata alla sede di Prada di Valvigne, nel comune di Terranuova. Aveva una figlia di tre anni. È morta in un tragico incidente stradale.

A quanto pare un frontale, secondo le poche informazioni al momento arrivate dalla Grecia. Forse un’altra vettura avrebbe invaso l’altra corsia. Per ulteriori particolari e approfondimenti saranno necessarie altri accertamenti, almeno alcune ore. Sull’incidente le autorità greche hanno aperto un fascicolo per l’ipotesi di reato di omicidio stradale. La 37enne si trovava con alcune amiche sull’isola. Chiuso lo stabilimento Prada di Valvigne, per decisione del patron del gruppo, Patrizio Bertelli. Il matrimonio era in programma sabato prossimo.

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Ucciso a colpi di pistola in strada: l’omicidio del 23enne Antonio La Forgia a Molfetta

Si chiamava Antonio La Forgia il 23enne ucciso nella notte a Molfetta, in provincia di Bari, a colpi di pistola. È morto nonostante i soccorsi, subito dopo essere arrivato in condizioni gravissime all’ospedale Don Tonino Bello. Sull’episodio indagano i Carabinieri, coordinati dalla Procura di Trani, che stanno ricostruendo le ultime ore di vita del giovane. Le indagini si stanno concentrando su un giovane che sarebbe fuggito in scooter. Al momento non si esclude alcuna pista.

La Forgia era già noto alle forze dell’ordine. Sarebbe stato colpito nei pressi di una rotatoria non lontano dalla zona industriale. Secondo le prime ricostruzioni, almeno cinque i colpi di pistola che avrebbero raggiunto la vittima, uno dei quali avrebbe raggiunto La Forgia alla testa. Non è chiaro se si trovava alla guida della sua auto quando è stato raggiunto dai colpi d’arma da fuoco.

Sul luogo del delitto è intervenuta anche la Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Bari. La salma è stata trasferita all’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari. Sul corpo sarà disposta l’autopsia. Al vaglio di chi indaga anche le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza nella zona della litoranea di ponente, nei pressi del cimitero.

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Gli anarchici e la campagna per Cospito: “Tra gli obiettivi gli studi dove registra La7”

C’erano anche gli studi televisivi dove si registrano i programmi di La7 tra i possibili obiettivi nel mirino dei sette anarchici arrestati questa mattina dalla Digos di Roma. Le indagini della Polizia di prevenzione, coordinate dalla Procura di Roma, hanno infatti accertato che la cellula, dopo aver pianificato le proprie attività in un casale nei pressi di Vicovaro (Roma), si sia resa responsabile dell’azione compiuta il 14 febbraio 2026 ai danni della rete ferroviaria dell’Alta velocità Roma-Firenze e Roma-Napoli, nell’ambito delle azioni programmate in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

Gli studi “De Paolis”, sulla via Tiburtina, sono molto noti in città, per decenni alternativa naturale a quelli di Cinecittà. Da un’intercettazione dell’11 gennaio 2026, uno degli anarchici indagati, Francesco Benedetti, dice alla compagna Francesca Cannatello (non colpita da misure): “Franci, ma tu entri da Kfc… (…) te lo fai de giorno vestito da operaio… vai co i guanti, te giochi proprio n’altra carta”. La parola “Kfc” – annotano gli investigatori – “ha portato facilmente alla catena fast food statunitense (…) Si è quindi concentrata l’attenzione su uno store sito in via Tiburtina 541, in prossimità del centro sociale Intifada di via di Casal Bruciato 15, dove i tre protagonisti la sera precedente avevano partecipato all’evento musicale”. Qui però, secondo la Digos, viene rivelato il vero obiettivo del gruppo: “Lo store (…) si presta, per localizzazione, come luogo utilizzabile per raggiungere anche un’altra destinazione da colpire, poiché a fianco di Kfc sono presenti gli studi televisivi “De Paolis” (all’interno vengono registrati programmi televisivi prevalentemente prodotti da La7″.

Le indagini sono partite da quelle relative alla rete di supporto alla latitanza di Salvatore Vespertino, arrestato in Spagna febbraio 2025 per l’attentato nel 2017 presso la sede di Casapound a Firenze. Tra gli obiettivi principali della cellula c’era quello di rilanciare la mobilitazione per Alfredo Cospito, l’anarchico a cui è stato rinnovato per altri due il regime di 41 bis. Nell’ordinanza cautelare vengono citate una serie di intercettazioni. In un audio carpito dagli investigatori, sempre Benedetti afferma: “Con grossa fatica ma qualcosa bisogna fare…costringere un po’ lo Stato a fa i conti…che tenere un anarchico in 41 bis è comunque aver rotture di scatole!”. Negli atti viene anche citato un colloquio in cui due indagati “discutono di un sopralluogo che potrebbe coinvolgere la catena fast food McDonald’s… in relazione alla volontà di rilanciare la mobilitazione a favore di Cospito” e affermano: “Pensiamo che sia meglio partire piano…renderla pubblica in una sorta di escalation!”.

ll tema della mobilitazione pro-Palestina, secondo gli investigatori, “appare da subito per i partecipanti un ottimo aggregatore per i giovani e per ottenere visibilità o meglio riconoscibilità del gruppo in quanto promotori di ”certe pratiche'”. Prevedono gli indagati, anche la possibilità di coordinarsi con altri gruppi di azione “sparsi per tutta l’Italia (…) sono capaci e disposti a mettere in campo un cerio tipo d’intervento”. Alcuni riconducibili anche al centro anarchico “Casa Santa” di Predappio. Non solo. Nico Aurigemma, il romano del gruppo, indicato come senza fissa dimora, fa un parallelo anche con gli altri paesi: “Mi sembra una discussione molto italiana (…) In questo Paese si tenta di tutto per sfuggire alla repressione (…) In Francia e in Germania, c’è un livello di costanza di diffusione dell’azione che è abbastanza elevato nel sono che ci sono decine e decine di tralicci che bruciano, cioè robe elettriche che succedono, bum, bim, bam, sabotaggi ai treni… cioè un livello in crescendo”.

Nelle motivazioni per la custodia cautelare, infine, il gip afferma: “Il tragico decesso degli anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone (i due anarchici morti per una esplosione di un ordigno rudimentale che stavano fabbricando a Roma, ndr) ha generato una serie di movimenti, proclami, manifestazioni, attentati (recentemente in Grecia) che vedono la concentrazione, soprattutto in territorio romano, di militanti anarchici per una serie di incontri ed eventi, in parte preannunciati, ma che in parte si possono reputare clandestini In un contesto simile diviene ancor più tangibile il rischio di azioni violente e di particolare impatto”.

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Fiom, Salvetti rilancia il salario minimo: “Se un Comune può farlo, non capisco perché il Governo no”

Fiom, Salvetti rilancia il salario minimo: "Se un Comune può farlo, non capisco perché il Governo no"

Livorno 16 giugno 2026 Fiom, Salvetti rilancia il salario minimo: “Se un Comune può farlo, non capisco perché il Governo no” Il tema del lavoro dignitoso e della giusta retribuzione torna al centro del dibattito politico cittadino. Intervenendo al congresso organizzato per celebrare i 125 anni dalla nascita della Fiom Cgil, il sindaco Luca Salvetti …

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Travolta da un’auto mentre viaggia in bici a Cecina: 77enne grave a Cisanello

CECINA – Una donna di 77 anni si trova ricoverata in condizioni gravi all’ospedale Cisanello di Pisa a seguito di un drammatico incidente stradale consumatosi poco prima delle 7 del mattino di oggi a Cecina.

L’anziana stava viaggiando in sella alla sua bicicletta quando, per cause ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine, è stata violentemente travolta da un’automobile.

L’impatto è stato devastante: la donna è stata sbalzata dal mezzo a due ruote impattando violentemente contro il parabrezza della vettura e poi sul manto stradale, riportando un grave trauma cranico. All’arrivo dei soccorritori del 118, attivati immediatamente dai testimoni, il quadro clinico è apparso da subito critico, tanto che il cuore della 77enne si era già fermato.

I sanitari hanno avviato sul posto le manovre di rianimazione cardiopolmonare, riuscendo a far ripartire il battito cardiaco dell’anziana. Una volta stabilizzata e intubata per essere ventilata meccanicamente, la paziente è stata trasferita d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina. Si è trattato tuttavia di una sosta tecnica, necessaria per monitorare i parametri vitali in un ambiente protetto in attesa dell’arrivo dell’elisoccorso regionale Pegaso, preventivamente allertato per ridurre al minimo i tempi di percorrenza verso una struttura specializzata.

Atterrato nei pressi del presidio ospedaliero cecinese, l’elicottero ha preso a bordo la donna per il successivo e rapidissimo trasporto verso il reparto di neurorianimazione del policlinico di Cisanello, dove la 77enne si trova ricoverata. 

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Malore mentre lavora in ditta a Guasticce: operaio 53enne in ospedale

COLLESALVETTI – Intervento d’urgenza del 118 questa mattina (16 giugno) all’interno di un’azienda di Guasticce, nel comune di Collesalvetti, per un gravissimo malore che ha colpito un operaio di 53 anni mentre si trovava sul posto di lavoro.

L’uomo ha accusato un improvviso e violento dolore al torace, sintomo che ha fatto scattare immediatamente l’allarme alla centrale operativa dei soccorsi. I sanitari, giunti sul posto in codice rosso, hanno prestato le prime cure all’operaio riscontrando un quadro clinico estremamente delicato, compatibile con un infarto miocardico acuto in corso.

Vista la gravità della situazione e la necessità di intervenire nel minor tempo possibile, i medici hanno attivato la procedura d’urgenza salvavita: il 53enne è stato quindi trasferito a tutta velocità in ospedale e condotto direttamente nel reparto di emodinamica per essere sottoposto alle procedure interventistiche necessarie a liberare l’arteria ostruita.

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Cecina, grave donna investita da un’auto. Trasportata con il Pegaso a Cisanello

CECINA- Una donna di 77 anni è stata investita da un’auto mentre si trovava a bordo della sua bicicletta. E’ accaduto poco prima delle sette del mattino a Cecina. La donna, al momento dell’arrivo dei soccorsi coordinati dal servizio 118, si trovava in arresto cardiaco. Ripresa e ventilata è stata trasportata, in codice rosso, al pronto soccorso di Cecina per Continue Reading

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Fara (Eurispes): "La devianza giovanile è fenomeno complesso e delicato della società"

(Adnkronos) - ''La devianza giovanile – spiega il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara – è uno dei fenomeni più delicati e complessi della nostra società. La complessità del problema rende indispensabile un approccio multidisciplinare, che tenga conto dell’attività di contrasto, esplori dinamiche e tendenze, si interroghi su origini e motivazioni, per rispondere al diffuso allarme sociale senza cadere in facili semplificazioni. Il mondo giovanile non è un gruppo sociodemografico omogeneo, ed è bene non cadere nella tentazione di trattarlo come se lo fosse, anche quando si prendono in esame gli episodi di devianza e criminalità. Ad alcuni ragazzi il futuro è stato semplicemente negato, arruolati dalla criminalità organizzata, o esclusi da un normale percorso scolastico e dal sostegno di una famiglia. Ma anche i contesti apparentemente meno problematici possono generare comportamenti antisociali o criminali: una devianza 'borghese', 'normalizzata', che si esprime con vandalismo, bullismo, comportamenti autodistruttivi. Per molti ragazzi la devianza esprime il disagio derivante dal confronto con una società di cui non si sentono realmente parte, né tantomeno protagonisti. L’attività di ricerca ed analisi conferma un diffuso malessere giovanile che si manifesta, in alcuni casi, in una silenziosa esclusione sociale, in altri, in comportamenti antisociali e, talvolta, criminosi''.

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Fara (Eurispes): "La devianza giovanile è fenomeno complesso e delicato della società"

(Adnkronos) - ''La devianza giovanile – spiega il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara – è uno dei fenomeni più delicati e complessi della nostra società. La complessità del problema rende indispensabile un approccio multidisciplinare, che tenga conto dell’attività di contrasto, esplori dinamiche e tendenze, si interroghi su origini e motivazioni, per rispondere al diffuso allarme sociale senza cadere in facili semplificazioni. Il mondo giovanile non è un gruppo sociodemografico omogeneo, ed è bene non cadere nella tentazione di trattarlo come se lo fosse, anche quando si prendono in esame gli episodi di devianza e criminalità. Ad alcuni ragazzi il futuro è stato semplicemente negato, arruolati dalla criminalità organizzata, o esclusi da un normale percorso scolastico e dal sostegno di una famiglia. Ma anche i contesti apparentemente meno problematici possono generare comportamenti antisociali o criminali: una devianza 'borghese', 'normalizzata', che si esprime con vandalismo, bullismo, comportamenti autodistruttivi. Per molti ragazzi la devianza esprime il disagio derivante dal confronto con una società di cui non si sentono realmente parte, né tantomeno protagonisti. L’attività di ricerca ed analisi conferma un diffuso malessere giovanile che si manifesta, in alcuni casi, in una silenziosa esclusione sociale, in altri, in comportamenti antisociali e, talvolta, criminosi''.

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Fara (Eurispes): "La devianza giovanile è fenomeno complesso e delicato della società"

(Adnkronos) - ''La devianza giovanile – spiega il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara – è uno dei fenomeni più delicati e complessi della nostra società. La complessità del problema rende indispensabile un approccio multidisciplinare, che tenga conto dell’attività di contrasto, esplori dinamiche e tendenze, si interroghi su origini e motivazioni, per rispondere al diffuso allarme sociale senza cadere in facili semplificazioni. Il mondo giovanile non è un gruppo sociodemografico omogeneo, ed è bene non cadere nella tentazione di trattarlo come se lo fosse, anche quando si prendono in esame gli episodi di devianza e criminalità. Ad alcuni ragazzi il futuro è stato semplicemente negato, arruolati dalla criminalità organizzata, o esclusi da un normale percorso scolastico e dal sostegno di una famiglia. Ma anche i contesti apparentemente meno problematici possono generare comportamenti antisociali o criminali: una devianza 'borghese', 'normalizzata', che si esprime con vandalismo, bullismo, comportamenti autodistruttivi. Per molti ragazzi la devianza esprime il disagio derivante dal confronto con una società di cui non si sentono realmente parte, né tantomeno protagonisti. L’attività di ricerca ed analisi conferma un diffuso malessere giovanile che si manifesta, in alcuni casi, in una silenziosa esclusione sociale, in altri, in comportamenti antisociali e, talvolta, criminosi''.

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Quad in Quota, 160km tra le montagne dell'Agordino: le immagini del raduno

(Adnkronos) - Montagna, motori, avventura, amicizia, passione. Questi i quattro elementi che riassumono lo spirito di 'Quad in Quota', raduno dedicato agli appassionati del settore che si è evolto in Veneto, nell'Agordino. Il percorso di 160km si è snodato tra i comuni di Falcade, Canale d'Agordo, Cencenighe e Alleghe.

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Sabotaggi sull’Alta velocità, sgominata cellula terroristica di matrice anarchica

(Adnkronos) - Una cellula terroristica di matrice anarchica è stata sgominata dalla polizia nell'ambito di un'indagine della procura di Roma. La Digos della Capitale ha eseguito sette misure cautelari. Gli arrestati sono accusati di associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico. In particolare, due di loro sono ritenuti responsabili dell'attentato del 14 febbraio 2026 ai danni della rete ferroviaria dell'Alta Velocità Roma-Firenze, con l'uso di esplosivi rudimentali. In un video le immagini delle riunioni segrete che si tenevano in un casolare del Lazio.

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Archeologia subacquea, recuperati reperti a Lampedusa

(Adnkronos) - I fondali di Lampedusa restituiscono numerosi reperti antichi che diventeranno oggetto di studio archeologico. Nell’ambito delle attività di tutela del patrimonio culturale sommerso, la Soprintendenza del mare della Regione Siciliana, i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Palermo, il Nucleo carabinieri subacquei di Messina e la Motovedetta carabinieri di Lampedusa, hanno svolto un’attività finalizzata alla ricognizione e al recupero di reperti archeologici. Le operazioni hanno interessato due distinte aree e hanno consentito il recupero di materiali riconducibili a un ampio arco cronologico, compreso tra la tarda età repubblicana romana e l’epoca tardoantica. Essendo dissabbiati e a una profondità ridotta, avrebbero potuto essere oggetto di facile depredazione.

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Tir prende fuoco, km di code sulla A19 Palermo-Catania

(Adnkronos) - Dalle ore 10.20 circa, alcune squadre dei Vigili del fuoco di Palermo sono impegnate sulla autostrada A19 tra Villabate e Bagheria, direzione Catania, per l'incendio di un autoarticolato trasportante batterie esauste. L'incendio è attualmente sotto controllo e si sta provvedendo alla rimozione del mezzo coinvolto. L'autostrada è stata temporaneamente chiusa e allo stato attuale risulta riaperta una singola corsia.

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Muore in un incidente a Mykonos, era nell’isola per il suo addio al nubilato

Muore in un incidente a Mykonos, era nell’isola per il suo addio al nubilato

Tragedia a Mykonos, una delle più note isole della Grecia. Una donna di 37 anni, Sara Ceccantini, residente ad Arezzo e impiegata in un’importante azienda del Valdarno, ha perso la vita a seguito di un gravissimo incidente stradale avvenuto nella giornata di ieri. Secondo le prime informazioni raccolte, la donna si trovava sull’isola greca insieme ad altre persone per il suo addio al nubilato. Proprio nelle prossime settimane avrebbe dovuto sposarsi con un coetaneo valdarnese.

Le circostanze dell’incidente sono ancora in fase di accertamento e le notizie che arrivano dalla Grecia risultano al momento frammentarie. La conferma della tragedia è giunta nelle ultime ore anche nell’azienda in cui la donna lavorava, dove già dalla mattinata avevano iniziato a circolare le prime indiscrezioni. La notizia ha suscitato profondo cordoglio tra colleghi, amici e conoscenti.

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Anm Toscana, processo a femminicida è sospeso a garanzia sua difesa

Anm Toscana, processo a femminicida è sospeso a garanzia sua difesa

La sospensione del procedimento penale contro Lorenzo Innocenti, l’architetto 38enne imputato dell’omicidio della compagna Eleonora Guidi, 34enne, nella loro casa di Rufina (Firenze) l’8 febbraio 2025, è “un effetto diretto e necessario dell’accertata incapacità dell’imputato, finalizzato alla tutela della sua autodeterminazione” perché deve “egli esser posto nella condizione di comprendere lo svolgimento del processo e di parteciparvi utilmente ai fini della propria difesa”. Lo sottolinea la giunta esecutiva toscana dell’Anm.

“Tale sospensione – si legge – ha peraltro natura temporanea, perdurando sino al momento in cui venga verificato, attraverso periodici accertamenti peritali, l’eventuale recupero della capacità processuale, all’esito del quale il procedimento potrà essere riattivato e proseguire secondo le regole ordinarie”.

“L’esigenza di assicurare l’accertamento della verità e la realizzazione della giustizia nei confronti della vittima – fa osservare l’Anm – non può, pertanto, essere disgiunta dal rispetto delle garanzie fondamentali riconosciute all’imputato tra le quali assume rilievo centrale il pieno esercizio del diritto di difesa; principio che costituisce il fondamento della decisione adottata”.

“Il processo – ricorda la giunta toscana dell’Anm – è stato sospeso ed è stata disposta la scarcerazione con applicazione di una misura di sicurezza e prescrizioni di natura terapeutica nei confronti dell’imputato” perché è “ritenuto, allo stato, incapace di partecipare consapevolmente al giudizio, sulla base dell’accertamento peritale che è stato svolto”. Per l’Anm, “pur nella piena comprensione del profondo dolore dei familiari della vittima per la perdita subita e dell’esigenza di verità e giustizia”, “occorre sottolineare che l’esercizio della funzione giurisdizionale deve svolgersi nel rispetto dei diritti di difesa e partecipazione consapevole al processo di tutte le parti”.

“In particolare – spiega l’Anm -, le disposizioni che regolano il processo penale (artt. 71 e ss. c.p.p.) stabiliscono che, ove sussista fondato motivo di ritenere che l’imputato, a causa di infermità mentale, non sia in grado di partecipare coscientemente al procedimento, e qualora tale condizione non presenti carattere di irreversibilità, il giudice è tenuto a disporre la sospensione del processo. Ciò in quanto, in presenza di tale infermità, l’imputato non sarebbe in grado di esercitare in modo consapevole ed effettivo i propri diritti di difesa”.

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Tribunale dispone il sequestro di reparti del carcere di Sollicciano

Tribunale dispone il sequestro di reparti del carcere di Sollicciano

Il tribunale di Firenze ha notificato il decreto di sequestro preventivo relativo ad alcuni reparti detentivi del carcere di Sollicciano a Firenze. Lo comunica il Dap, facendo sapere di aver “risolto alcune problematiche, effettuando ristrutturazioni di singoli reparti detentivi. Essendo però necessario un intervento di maggiore portata, è stata già finanziata per la complessiva riqualificazione dell’istituto la somma di 9 milioni di euro, a valere sul fondo previsto dalla legge di bilancio 2025”.

“Nell’ambito di questa procedura in atto – prosegue il Dipartimento – il 15 maggio scorso si è proceduto all’aggiudicazione della progettazione dei lavori per la completa riqualificazione della Casa circondariale e, allo stesso tempo, per velocizzare i lavori, si sta valutando di anticiparne parte di essi, stralciando alcuni interventi prioritari dalla progettazione complessiva”.

“Proprio in virtù di questi lavori programmati – prosegue – si è previsto un trasferimento di detenuti con destinazione in altri Istituti penitenziari, dove sono presenti sezioni o reparti di recente ristrutturazione, che consentono, ad oggi, di ospitare nuovi ingressi. Si darà perciò corso ai lavori necessari nei reparti oggetto d

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Fine vita: presidente Cnr: “non ci sono strumenti per autosomministrazione farmaci letali”

Fine vita: presidente Cnr: “non ci sono strumenti per autosomministrazione farmaci letali”

“Allo stato attuale alla presidenza dell’ente non risultano reperibili ed esperibili strumenti in commercio per la auto-somministrazione di farmaci che siano impiegabili nella procedura di morte medicalmente assistita per persone immobilizzate o impossibilitate né risultano allo studio progetti relativi”. L’ha detto il presidente del Cnr, Andrea Lenzi nella sua audizione sul disegno di legge sul fine vita che si sta tenendo al Senato davanti alle commissioni Giustizia e Affari sociali.

Lenzi ha citato il caso di una donna toscana, chiamata sui media Libera, affetta da sclerosi multipla che, su istanza promossa nel 2024, è morta per auto-somministrazione di un farmaco letale, “usando un cosiddetto dispositivo a comando oculare su autorizzazione del tribunale di Firenze data direttamente a un dipendente del Cnr, i cui costi di produzione sono stati a carico dell’Asl toscana nordovest”. E ha aggiunto: “L’eventuale immissione in commercio di un dispositivo di questo tipo, indipendentemente dalla necessità, presupporrebbe che il Cnr fosse un ente che opera con finalità produttive ovvero di commercializzazione di prodotti e non invece come un ente che ha come funzione primaria la ricerca scientifica”.

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Irregolari sul territorio nazionale e pericolosi per l’ordine pubblico: due stranieri espulsi dalla polizia di Livorno

LIVORNO – La polizia, nella settimana appena trascorsa, ha portato a termine due operazioni di contrasto all’immigrazione clandestina, conclusesi con l’espulsione dal territorio nazionale di due stranieri irregolari, resisi responsabili di molteplici condotte violente nella città di Livorno.

In particolare, nella mattinata di mercoledì (10 giugno) gli agenti dell’Ufficio immigrazione della questura di Livorno hanno intercettato e trattato per l’espulsione un cittadino tunisino di particolare spessore criminale, da anni presente sul territorio, si è reso protagonista di numerosi reati che avevano destato grave allarme sociale nella comunità livornese.

L’uomo, con a carico svariati precedenti penali, era da tempo attivo nel panorama delinquenziale cittadino, in particolare nei settori dello spaccio di sostanze stupefacenti e dei reati contro la persona.

Da ultimo, il soggetto era stato colpito dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento, con contestuale applicazione del braccialetto elettronico anti-stalking, a seguito dei maltrattamenti perpetrati nei confronti di una ragazza livornese minorenne. Espletate le formalità di rito e ottenuta la convalida del provvedimento di accompagnamento coatto, il personale della polizia ha provveduto, nel corso del pomeriggio, al suo trasferimento all’aeroporto di Roma Fiumicino, dove​ è stato imbarcato su un volo di linea diretto a Tunisi.

​Il giorno successivo, l’Ufficio immigrazione ha dato esecuzione al provvedimento di espulsione dal territorio nazionale di un cittadino brasiliano, resosi responsabile in passato di numerosi episodi di violenza e lesioni personali. Il soggetto, già noto da anni alle forze dell’ordine per la sua spiccata pericolosità sociale, più di recente si è reso responsabile anche dell’aggressione ai danni di un conducente di un autobus di linea cittadino e dell’aggressione a un poliziotto in servizio.

​Il cittadino brasiliano, dopo la convalida del provvedimento da parte del Ggudice di pace, è stato accompagnato all’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino per l’imbarco su un volo diretto a San Paolo, assistito da una scorta internazionale per l’intera durata del viaggio.

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Assalto a colpi di machete al ristorante etnico, un cliente sventa il colpo: feriti in tre

LIVORNO – Paura sugli Scali delle Cantine, a pochi passi da via Garibaldi, dove ieri (15 giugno) intorno alle 16 due malviventi hanno assaltato un ristorante etnico. Armati di machete e spray al peperoncino, i banditi sono arrivati a bordo di uno scooter: uno di loro ha spaccato la vetrata del locale, mentre il complice ha spruzzato la sostanza urticante per seminare il panico e neutralizzare i presenti.

Il colpo è però sfumato grazie al coraggio di un cliente seduto ai tavoli. L’uomo non si è lasciato intimorire e ha bloccato da dietro il rapinatore armato che si stava dirigendo verso la cassa. La reazione improvvisa ha convinto i due malviventi a desistere e a fuggire a tutta velocità in sella alle due ruote.

Sul posto sono intervenute le volanti della Polizia di Stato e le ambulanze della Misericordia di Livorno. Il bilancio è di tre feriti trasferite in ospedale: madre e figlia che gestiscono il locale, colpite da gravi crisi respiratorie e ferite da taglio causate dai vetri infranti, e lo stesso cliente eroe, che ha riportato una lieve lesione da arma da taglio durante la colluttazione. Lievemente intossicata anche una soccorritrice.

Gli agenti hanno avviato le indagini e acquisito i filmati delle telecamere per dare un volto ai fuggitivi.

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Va all’Elba per fare la stagione e porta con sé due etti di cocaina e hashish, lavoratore arrestato

Isola d'Elba, 16 giugno 2026 – Era arrivato all’Isola d'Elba per lavorare durante la stagione estiva, ma nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato circa 200 grammi di sostanze stupefacenti tra cocaina e hashish, oltre a un bilancino di precisione. Per un uomo italiano di 45 anni, impiegato sull’isola come lavoratore stagionale, sono così scattati l'arresto e i successivi arresti domiciliari.

I controlli antidroga

L'operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile elbano nell'ambito dei controlli intensificati per contrastare lo spaccio sull'isola d’Elba durante il periodo di maggiore afflusso turistico. L'uomo era stato individuato a seguito di alcune attività investigative e monitoraggi sul territorio che hanno portato gli investigatori a eseguire una perquisizione domiciliare per approfondire la sua situazione.

Un’intuizione suffragata dai controlli: all'interno dell'abitazione sono stati infatti trovati circa 200 grammi complessivi di cocaina e hashish. Un quantitativo che, secondo gli investigatori, sarebbe incompatibile con il semplice uso personale. A rafforzare l'ipotesi dello spaccio anche il ritrovamento di un bilancino di precisione, normalmente utilizzato per la suddivisione delle dosi.

Il lavoratore messo agli arresti domiciliari

La droga è stata sequestrata e sarà sottoposta agli accertamenti tecnici previsti dalla normativa. Per il 45enne sono scattati gli arresti domiciliari.

L'attività si inserisce nel più ampio piano di controlli che i carabinieri stanno portando avanti sull'intero territorio elbano. Con l'aumento delle presenze estive, l'Arma ha intensificato pattugliamenti, verifiche su strada e perquisizioni mirate per contrastare il fenomeno della diffusione degli stupefacenti e individuare eventuali canali di approvvigionamento e distribuzione della droga.
 

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Un servizio a spese dei cittadini, intervento della GdF

I finanzieri del Comando Provinciale di Lucca, nell’ambito delle attività a contrasto delle frodi nel settore delle acise sui consumi in collaborazione con personale di Enel – Distribuzione, hanno deferito alla locale Procura della Repubblica due soggetti per aver ideato realizzato un allaccio abusivo alla rete elettrica nazionale prelevando illecitamente energia per le proprie abitazioni ed attività economiche. Con un Continue Reading

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LE CARAMELLE DEL FUTURO? FUNZIONALI, DAI CONTRASTI ESTREMI E CON MENO ZUCCHERI OGGI SONO CONSUMATE DA 9 ITALIANI SU 10

LE CARAMELLE DEL FUTURO? FUNZIONALI, DAI CONTRASTI ESTREMI E CON MENO ZUCCHERI

OGGI SONO CONSUMATE DA 9 ITALIANI SU 10

 

Un’indagine realizzata da Unione Italiana Food con il contributo delle principali aziende del settore confetteria ha messo in luce il futuro delle caramelle, sia dal punto di vista dell’innovazione di prodotto che di processo.

Un prodotto dalla storia pluricentenaria particolarmente amato dai nostri connazionali – le consuma il 95% degli italiani e circa 1 italiano su 3 lo fa almeno 3-4 volte a settimana – che sta evolvendo velocemente verso il binomio gusto e salute. Fra i principali trend dei prossimi anni, le caramelle nutraceutiche arricchite con vitamine e sali minerali, quelle adatte a regimi alimentari specifici, fino a inedite proposte gourmet dagli ingredienti ricercati. A giugno torna l’appuntamento con il Candy Month, l’occasione perfetta per celebrare le caramelle.

 

Un comparto all’avanguardia, capace di intercettare le esigenze dei consumatori moderni, anche giovani, proponendo nuovi prodotti, gusti, formati e ricette. Basti pensare che ogni anno vengono lanciate sul mercato in media 10-15 nuove caramelle, a fronte di circa 35-40 ricette realizzateUnione Italiana Food, l’Associazione, aderente a Confindustria, che rappresenta le principali aziende produttrici di caramelle, ha realizzato lo scorso aprile un’indagine con il contributo dei principali player del settore per mettere in luce, dal punto di vista dell’innovazione, come saranno le “caramelle del futuro” [1].

 

INGREDIENTI A BASE VEGETALE, COLORANTI FUNZIONALI E MENO ZUCCHERI NELLE CARAMELLE DI DOMANI

Tra i punti chiave, su cui c’è l’impegno condiviso dal 100% delle aziende oggetto dell’intervista, troviamo la riduzione degli zuccheri, che rappresenta il tema di ricerca e sviluppo prioritario dell’intera categoria.

Strettamente collegata a questo è anche la futura introduzione nelle caramelle – indicata dall’83% delle aziende – di ingredienti a base vegetale.

Il 50% delle aziende afferma inoltre che in futuro ci sarà un sempre maggior utilizzo di coloranti funzionali come spirulina blu e viola, curcuma, succo di barbabietola, carota nera.

Allo stesso tempo i nuovi trend riguarderanno prodotti adatti a regimi alimentari specifici, come quelli in linea con il “vegan friendly”, e le caramelle nutraceutiche, capaci di coniugare gusto e salute attraverso l’arricchimento con nutrienti funzionali, tra cui vitamine, fibre, estratti vegetali e probiotici.

 

NUOVI GUSTI: DAI CONTRASTI INTENSI FINO ALLA CARAMELLA “GOURMET”

Dall’indagine realizzata da Unione Italiana Food emerge che, per il 67% delle aziende del settore l’evoluzione del gusto è alla base della caramella del futuro, attraverso due tendenze dominanti.

Da una parte il settore sta puntando sulle caramelle dai contrasti estremi – come il binomio caldo e freddo o livelli di acidità amplificati – in grado di offrire esperienze sensoriali intense e sorprendenti in linea con i gusti delle nuove generazioni.

Dall’altra il comparto lancia la sfida del posizionamento gourmet, che riflette un’evoluzione verso la ricercatezza degli ingredienti e della ricetta, avvicinando la caramella al mondo del food premium.

MATERIE PRIME: SI PUNTA SULLA RISCOPERTA DEGLI INGREDIENTI REGIONALI

La valorizzazione del territorio entra nelle caramelle di domani soprattutto attraverso la qualità certificata delle materie prime: l’83% del comparto indica che in futuro verranno ancora più utilizzate eccellenze DOP e IGP come liquirizia di Calabria, nocciola del Piemonte e agrumi di Sicilia.

 

LE SFIDE DEL SETTORE: TRA INDUSTRIA 4.0, INTELLIGENZA ARTIFICIALE E SOSTENIBILITÀ

Per quanto riguarda l’innovazione di processo, le aziende del settore mostrano una forte convergenza su Industria 4.0 e Intelligenza Artificiale. L’automazione industriale è una priorità condivisa per ottimizzare efficienza e sicurezza lungo la linea di produzione. Parallelamente, l’AI emerge come strumento strategico non solo per la produzione, ma anche per la previsione delle tendenze di gusto dei consumatori e lo sviluppo di nuove ricette. Lato sostenibilità, invece, i dati più significativi che emergono dall’indagine riguardano in primis l’adozione di fonti energetiche rinnovabili, indicata dall’83% delle aziende, e a seguire l’utilizzo di packaging eco-compatibili (67%).

 

“Il mondo intorno a noi cambia rapidamente, e con esso cambia il modo in cui i consumatori vivono il momento del comfort food”, afferma Paolo Casoni, Presidente del settore Confetteria di Unione Italiana Food. “In questa direzione, le caramelle in futuro rappresenteranno sempre più un’esperienza multidimensionale. Le aziende stanno lavorando a prodotti capaci di coniugare il piacere del palato con il benessere psicofisico delle persone, come caramelle con vitamine, sali minerali e probiotici con meno zuccheri e calorie. Anche il settore si sta evolvendo rapidamente, mettendo al centro l’innovazione tecnologica e utilizzando l’intelligenza artificiale anche come ausilio alla preparazione delle ricette, salvaguardando la grande tradizione italiana e proiettandola piuttosto verso il futuro.”

 

GIUGNO È IL “CANDY MONTH”: IL 95% DEGLI ITALIANI CONSUMA CARAMELLE, AGRUMI IL GUSTO PREFERITO

Quale mese migliore per raccontare le caramelle di domani, se non giugno, durante il quale si festeggia il Candy Month, il mese dedicato al mondo delle caramelle in tutte le loro forme e sapori? Nata nel 1974 negli Stati Uniti, questa ricorrenza continua a rendere omaggio ad un evergreen del comfort food che ha saputo conquistare gli italiani e attrarre anche le giovani generazioni.

Infatti, secondo una recente indagine commissionata da Unione Italiana Food ad AstraRicerche, nel nostro Paese quasi la totalità della popolazione (95%) consuma caramelle e circa 1 italiano su 3 (31%) lo fa almeno 3-4 volte a settimana. Tra chi le consuma spesso, troviamo soprattutto abitanti di Sicilia (37%), Lombardia (35%), Campania (33%) e Puglia (33%)[2].

Il gusto più amato dai nostri connazionali? È quello agli agrumi (44%), che si posiziona in testa alla classifica dei sapori più apprezzati, seguito dalla menta forte o balsamica (39%) e dalla liquirizia (36%). Completano la “top 5” dei gusti più desiderati il gruppo composto da “menta, eucalipto, anice” (34%) e dai frutti di bosco (27%).

[1] Indagine Unione Italiana Food attraverso le principali aziende del settore, 2026

[2] Indagine “Italiani e gusti di caramelle”, AstraRicerche 2024

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Cresce l’indipendenza economica donna ma su investimenti decide piú l’uomo

Cresce l’indipendenza economica donna ma su investimenti decide piú l’uomo

L’indipendenza economica delle italiane è migliorata ma resta ancora molta strada da fare specie sul fronte delle decisioni finanziarie e degli investimenti.

È quanto emerge dal focus dell’Osservatorio Findomestic dedicato alla finanza al femminile e realizzato in collaborazione con Eumetra e Research Dogma. Il 90% delle donne intervistate dispone di entrate personali, più o meno regolari e continuative, il 65% le gestisce direttamente e il 70% si considera molto o abbastanza competente nella gestione delle proprie attività finanziarie. Tra gli uomini le percentuali sono lievemente superiori: il 69% gestisce autonomamente le entrate e il 78% si ritiene competente in materia finanziaria. Resta una distanza da colmare quando si parla di conto corrente personale a uso esclusivo: a dichiarare di averne uno è il 59% delle donne rispetto al 64% degli uomini. L’11% dichiara, invece, di non averne. L’80% delle donne dichiara poi di essere coinvolta nella gestione economico-finanziaria del proprio nucleo familiare, allo stesso livello degli uomini (82%). Differenza invece “ancora marcata” riguardo alle decisioni finanziarie concrete: il 52% degli uomini le prende in autonomia contro il 29% delle donne che tendono a fare maggiore affidamento su familiari, amici o colleghi più esperti (57% contro il 41% degli uomini). Anche perché si sentono meno confidenti: il 72% si sente sicura nella gestione del denaro, ma solo il 24% si definisce “molto sicura” (contro il 32% degli uomini). Comunque l’87% delle donne si dichiara molto o abbastanza interessata a gestire in prima persona le proprie risorse, una quota superiore anche a quella degli uomini (84%). “La ricerca – spiega Annamaria Russo, direttrice Brand, Communications & Esg di Findomestic Bancaso – fotografa un’Italia più evoluta rispetto ai vecchi schemi gerarchici del ‘capofamiglia finanziario’: i divari di genere non sono scomparsi, ma si fanno più circoscritti e aprono lo spazio a una finanza al femminile capace di valorizzare competenze, cautela, risparmio e visione di lungo periodo”.

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Trovato con la cocaina e l’hashish, arrestato lavoratore stagionale a Capoliveri

CAPOLIVERI – Nel corso di uno dei recenti servizi predisposti nell’ambito della strategia di contrasto ai traffici illeciti, i militari del Nucleo operativo e radiomobile hanno arrestato un uomo di 45 anni, proveniente da un’altra regione italiana ma impiegato come lavoratore stagionale sull’Isola d’Elba.

Secondo quanto emerso dalle attività investigative che hanno portato ad attenzionarlo ed a perquisirne il domicilio, l’uomo è stato trovato in possesso di circa 200 grammi complessivi di sostanza stupefacente, cocaina e hashish, quantitativo ritenuto dagli investigatori incompatibile con il solo uso personale, anche in considerazione del fatto che, unitamente alla sostanza, l’uomo deteneva anche un bilancino di precisione.

La droga è stata sottoposta a sequestro e sarà oggetto degli accertamenti tecnici previsti dalla normativa vigente, mentre il 45enne è stato posto agli arresti domiciliari. L’operazione è il risultato di un’attività capillare che i carabinieri stanno portando avanti sull’intero territorio elbano. Pattugliamenti, controlli su strada, osservazioni e perquisizioni rappresentano gli strumenti attraverso i quali le forze dell’ordine stanno cercando di arginare il fenomeno che, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico, rischia di diffondersi maggiormente.

L’attenzione dell’Arma resta altissima e le attività di prevenzione e repressione vengono svolte quotidianamente e riguardano residenti, lavoratori stagionali e turisti, con l’obiettivo di individuare eventuali canali di approvvigionamento e distribuzione della droga.

A seguito di apposita udienza, il giudice del tribunale di Livorno, ha convalidato l’operato dei carabinieri e disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.

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minore salvato da capitaneria dopo trauma su scoglio

La Sala Operativa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Piombino ha ricevuto una segnalazione di soccorso relativa ad un minore che, a seguito di un tuffo dallo Scoglio d’Orlando, aveva riportato un trauma all’arto inferiore destro con conseguenti escoriazioni, rimanendo impossibilitato a raggiungere autonomamente la vicina spiaggia, alle spalle del porto turistico di Salivoli. Ricevuta la richiesta di assistenza, è stato immediatamente Continue Reading

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Devono portare un uomo in carcere ma dà in escandescenze: i poliziotti costretti a usare il taser

PIOMBINO – Momenti di altissima tensione questa mattina (16 giugno) all’interno di un’abitazione a Piombino, dove gli agenti del locale commissariato di polizia sono stati costretti a utilizzare il taser per neutralizzare un uomo di 33 anni.

L’uomo, un cittadino straniero già sottoposto agli arresti domiciliari, era evaso nei giorni scorsi, spingendo l’autorità giudiziaria labronica a emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per aggravamento della misura.

Quando i poliziotti si sono presentati nel suo appartamento per dare esecuzione al provvedimento e trasferirlo in cella, il 33enne ha improvvisamente dato in escandescenza, scatenando il caos. In preda a un forte stato di agitazione, l’uomo ha recuperato alcuni frammenti di vetro all’interno della stanza e ha iniziato a brandirli come armi improprie, minacciando apertamente gli operatori. Non solo: nel tentativo di bloccare l’arresto, il 33enne si è fiondato verso la finestra dell’appartamento, minacciando di gettarsi nel vuoto e creando una situazione di estremo pericolo per la propria vita e per la sicurezza degli agenti presenti.

A interrompere la condotta violenta e a scongiurare il peggio è stato il tempestivo utilizzo della pistola a impulsi elettrici. Grazie al taser, gli operatori sono riusciti a immobilizzare il soggetto in piena sicurezza e a procedere al suo contenimento senza che nessuno riportasse ferite. Al termine delle formalità di rito è stato condotto alla casa circondariale a disposizione dei magistrati.

L’uomo, che alle spalle ha già una lunga scia di precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio e contro la persona – tra cui violenze, minacce e resistenza –, deve adesso rispondere anche delle pesanti condotte messe in atto durante il blitz di stamani. Oltre all’aggravamento della misura che lo ha portato dietro le sbarre, è stato infatti denunciato per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, tentate lesioni e minaccia aggravata. Essendo la fase delle indagini preliminari ancora aperta, l’indagato resta da ritenersi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Como, scontro tra due auto: una sfonda il muretto e precipita nelle acque del lago. Morto un uomo, salvata una donna

Grave incidente stradale nella notte tra lunedì e martedì a Brienno, in provincia di Como. Secondo quanto ricostruito, due autovetture si sono scontrate – lungo la strada provinciale Regina Margherita, tra i comuni di Brienno e Argegno – e, a seguito del violento impatto, uno dei veicoli ha sfondato il muretto di protezione a margine della carreggiata, precipitando per alcune decine di metri nelle acque del lago di Como.

A bordo vi erano due persone: i vigili del fuoco – intervenuti poco dopo la mezzanotte – sono riusciti trarre in salvo una giovane donna, successivamente affidata alle cure del personale sanitario: è stata ricoverata in codice rosso. Per il secondo occupante, invece, si è reso necessario l’intervento del Nucleo Sommozzatori Regionale dei vigili del fuoco, che, al termine delle ricerche subacquee, ha individuato e recuperato il corpo senza vita dalle acque del lago. Sul posto sono intervenuti un’autopompa, la squadra SAF (Speleo Alpino Fluviale) del Comando di Como e un’autogru del Comando di Varese. Sono in corso gli accertamenti delle autorità competenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

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“Non ha pagato fatture e bollette”: amministratore scappa in Thailandia lasciando i condòmini con migliaia di euro di debiti

Le tapparelle sono abbassate. Sul citofono nessuno risponde. Davanti all’ingresso dello studio, qualche condomino si ferma ancora, quasi per riflesso, come si fa davanti a una porta dietro la quale si spera di trovare una spiegazione. O almeno qualcuno disposto a fornirla. Invece niente. A Foggia, da settimane, il nome dell’amministratore di condominio più discusso della città rimbalza da un’assemblea all’altra, attraversa gruppi WhatsApp infuocati e finisce sulle scrivanie degli avvocati. Una storia che sembra uscita da una sceneggiatura scritta a metà tra il giallo di provincia e la commedia all’italiana. Con una differenza: qui nessuno ride davvero. Tutto comincia dalle bollette.

O meglio, dalle bollette che avrebbero dovuto essere pagate e che invece, secondo le denunce presentate dai condòmini, sono rimaste lì, impilate come una torre di Jenga pronta a crollare. Nel grande complesso residenziale di viale Pinto il conto è da capogiro: oltre 221 mila euro di debiti accumulati. Circa 150 mila euro verso l’Acquedotto Pugliese, il resto tra energia elettrica, pulizie e altre forniture. Numeri che fanno girare la testa più velocemente di una riunione condominiale convocata per decidere il colore dell’androne. Eppure il vero problema non è la cifra. È che quella cifra potrebbe essere soltanto l’inizio. Camminando tra i palazzi coinvolti, la sensazione è che ogni portone nasconda una storia simile. Una verifica tira l’altra. Un estratto conto ne richiama un altro. E quello che sembrava un caso isolato sta assumendo le dimensioni di una possibile voragine economica che, secondo alcune stime ancora da verificare, potrebbe superare il milione di euro. C’è chi parla di due milioni. C’è chi preferisce non fare conti e aspettare gli accertamenti.

Ma c’è soprattutto chi deve pagare. «Abbiamo capito che qualcosa non quadrava circa otto mesi fa», raccontano Mauro Zuppardi e Pina Cutolo, due dei residenti diventati il volto della protesta. La scoperta arriva quasi per caso, come spesso accade nelle storie peggiori. Una telefonata all’impresa delle pulizie. Una domanda fatta senza particolari sospetti. Una risposta che cambia tutto. Arretrati superiori a 15 mila euro. Da quel momento i condòmini si trasformano in investigatori improvvisati. Nessun distintivo, nessuna sirena. Solo faldoni, ricevute e una quantità di caffè probabilmente incompatibile con qualsiasi prescrizione medica. Scoprono che l’assicurazione del condominio è scaduta. Che su una palazzina grava un decreto ingiuntivo. Che esistono problemi con la fornitura dell’acqua. Poi arriva il colpo più duro. Agli sportelli dell’Acquedotto Pugliese emerge un debito di circa 150 mila euro accumulato dal 2021. Da qui immediatamente i condòmini convocarono l’amministratore che con molta tranquillità rispose minimizzando «di stare tranquilli, non vi preoccupate è una prassi normale» e per evitare di alzare il polverone aggiunse «I conti torneranno al posto. C’è un piano di rientro». Anzi, più di uno. Il problema, sostengono oggi i condòmini, è che nessuno di quei piani sarebbe mai arrivato realmente al traguardo.

E come in ogni storia che inizia a sfiorare il surreale, spunta un dettaglio che sembra scritto da uno sceneggiatore particolarmente fantasioso. Secondo quanto riferito ad alcuni residenti dall’ente Acquedotto Pugliese, negli anni la fornitura dell’acqua sarebbe stata sospesa più volte. E ogni volta qualcuno avrebbe rimosso i sigilli consentendo all’acqua di continuare a scorrere mentre il debito cresceva nell’ombra. Per evitare nuovi distacchi, l’Acquedotto Pugliese ha concesso una rateizzazione chiedendo però un anticipo immediato. Così molte famiglie si sono ritrovate davanti a un paradosso degno di un manuale di burocrazia creativa: pagare una seconda volta bollette che avevano già versato attraverso le quote condominiali. «Stiamo pagando tutto due volte», ripetono. E nelle assemblee quella frase è diventata una sorta di slogan involontario. La vicenda esplode definitivamente quando un altro stabile cittadino, in via Rovelli, resta senz’acqua per quasi due giorni. Anche lì l’amministratore è lo stesso. Anche lì i residenti devono anticipare denaro per ottenere il riallaccio.

Da quel momento il passaparola corre più veloce di qualsiasi comunicazione ufficiale. Ogni condominio controlla i propri conti. Ogni verifica apre nuove domande. Ogni domanda sembra portare nella stessa direzione. Particolarmente delicato è il capitolo relativo ai movimenti bancari. Alcuni condòmini, dopo aver richiesto chiarimenti, avrebbero ottenuto documentazione dalla quale emergerebbero trasferimenti di somme dai conti condominiali verso il conto personale dell’amministratore. Saranno le indagini a stabilire responsabilità e destinazione effettiva del denaro. Ma è proprio qui che la storia cambia tono e diventa quasi cinematografica. Quando i sospetti iniziano a trasformarsi in contestazioni formali, l’amministratore comunica di dover raggiungere la Thailandia, dove risiederebbe la moglie. Poi il silenzio. Telefono spento. Studio chiuso. Nessuna risposta.

A Foggia la notizia viaggia ormai accompagnata da una battuta amara che cambia a seconda del quartiere ma mantiene sempre lo stesso concetto: tutti sanno dove sarebbero dovuti finire i soldi. Nessuno sa dove siano finiti davvero. Oggi una trentina di condòmini si è affidata all’avvocato Giovanni Marseglia, che ha presentato una querela alla Guardia di Finanza ipotizzando i reati di truffa e appropriazione indebita. Gli accertamenti sono in corso e sarà la magistratura a chiarire l’effettiva portata della vicenda. Intanto, nei cortili e negli androni dei palazzi coinvolti, resta una certezza condivisa da tutti. Per anni l’unica cosa che sembra aver funzionato con assoluta puntualità è stata la raccolta delle quote condominiali. Il problema, adesso, è capire quale strada abbiano preso dopo aver varcato la soglia della cassa.

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Massa, morte Bongiorni: pm Massa chiude indagini per omicidio e rissa

Massa, morte Bongiorni: pm Massa chiude indagini per omicidio e rissa

Notificati dalla procura di Massa gli avvisi di conclusione delle indagini sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, 47enne ucciso a calci e pugni davanti al figlio in una piazza della città apuana la sera dell’11 aprile 2026.

Gli avvisi sono per i due maggiorenni Ionut Alexandru Miron, 23 anni, e Eduard Alin Carutasu, 19 anni, entrambi in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla presenza di minori, e per rissa. Caduta l’aggravante dei futili motivi.

La procura ha chiuso le indagini anche per il cognato di Bongiorni, Gabriele Tognocchi, indagato per il reato di rissa.
Secondo quanto invece si apprende da fonti legali, la procura minorile di Firenze ha ancora le indagini aperte, sia a carico del 17enne, l’ex pugile, che avrebbe tirato a Bongiorni il pugno esiziale, e che è sempre ristretto nell’istituto penale minorile di Firenze. Risulterebbero inoltre indagati altri quattro minori che avrebbero preso parte alla rissa e che si allontanarono.
Quella sera di aprile ci fu una colluttazione per un rimprovero che Bongiorni e il cognato avrebbero fatto ai giovani mentre passeggiavano con i familiari in piazza Palma. Ci furono parole pesanti, poi una colluttazione, in cui il gruppetto uccise Bongiorni e ferì in modo grave Tognocchi. Il parapiglia fu ricostruito dai carabinieri di Massa anche con l’ausilio di immagini di telecamere oltre alle testimonianze. Il figlio di Bongiorni, 11 anni, è sempre sotto choc: assistette alla scena, vide il padre finire a terra a causa dei colpi ricevuti alla testa e lo chiamò più volte. Ma ormai il genitore stava morendo senza nessuna possibilità di recupero a causa di un’emorragia cranica massiva causatagli dall’aggressione.

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Mercoledì 17 giugno si riunisce il consiglio comunale. Gli argomenti all’ordine del giorno

Livorno 16 giugno 2026 Mercoledì 17 giugno si riunisce il consiglio comunale. Gli argomenti all’ordine del giorno Il Consiglio comunale è stato convocato dal Presidente Pietro Caruso, nella Sala Consiliare del Palazzo Civico, per mercoledì 17 giugno alle ore 9.00, con prosecuzione pomeridiana, per discutere i seguenti argomenti:  1. Comunicazioni del Presidente del Consiglio, del …

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I pescatori faccia a faccia con lo squalo Mako: “Una scena dal film. Saltava fuori dall’acqua e tirava, come impazzito”

Montale, 16 giugno 2026 – “Una scena dal film, lo squalo saltava fuori dall’acqua e tirava, come impazzito, un’emozione incredibile”. Simone Beoni ha ancora gli occhi che brillano mentre racconta l’avventura vissuta sabato scorso, quando insieme al suo amico e compagno di pesca Fabio Sagnibene, ha allamato uno squalo mako nelle acque marine livornesi, davanti a Calafuria, ad un miglio circa dalla costa.

Lo squalo mako

La passione per la pesca

Come ogni fine settimana Simone e Fabio partono per Calambrone da dove prendono il largo con la loro barca a motore per praticare il drifting, una tecnica di pesca d’altura in cui si catturano tonni e altri pesci di ragguardevoli dimensioni. Simone Beoni ha 35 anni, lavora in una importante azienda tessile montalese, la Biagioli Modesto Filati, come responsabile della cardatura, il suo amico Fabio Sagnibene, 42 anni, residente a Montemurlo, lavora come vivaista.

Simone Beoni

Non sono pescatori di professione ma sono spinti da una grandissima passione che li porta ogni giorno col pensiero alle imprese che li attendono nel fine settimana. “Il sabato è dedicato unicamente alla pesca - precisa Simone – mentre la domenica ai bagni in mare con la fidanzata”.

https://www.lanazione.it/video/squalo-mako-catturato-al-largo-di-calafuria-wny6fdj7

L'incontro con lo squalo

Simone e Fabio pescano specialmente tonni, anche molto grandi, e li riportano a casa dove li dividono con gli amici, ma mai avevano fatto un incontro come quello di sabato sera. “In tanti anni di pesca – racconta Simone – non avevamo mai vissuto un’esperienza simile. Eravamo circa a cinque miglia da Calambrone, da dove eravamo partiti e a un miglio dalla costa in corrispondenza di Calafuria. Erano le 21 di sera e il sole stava tramontando, quando all’improvviso abbiamo visto la canna piegarsi di colpo e subito dopo lo squalo è schizzato fuori dalla superficie dell’acqua per ripiombare sotto, si dimenava in modo furioso, era impressionante”.

All’improvviso abbiamo visto la canna piegarsi di colpo e subito dopo lo squalo è schizzato fuori dalla superficie dell’acqua

"Abbiamo capito subito che si trattava di uno squalo Mako, una specie che si riconosce facilmente dalle pinne e dalla fisionomia. La stima che possiamo fare è che fosse uno squalo di cinquanta o sessanta chili di peso. Quando lo squalo è arrivato nei pressi della barca abbiamo tagliato la lenza e lo abbiamo liberato, come era giusto e corretto fare. Abbiamo fatto un video ma niente può dare l’idea di quello che abbiamo visto e provato. L’impressione è stata enorme e ancora ci rimane in mente il ricordo di quei minuti che abbiamo vissuto insieme Fabio ed io”.

https://www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/squalo-mako-livorno-e640bcc7

Una specie rara nel Mediterraneo

Lo squalo mako, nome scientifico Isurus oxyrinchus, è definito squalo pelagico, cioè che vive prevalentemente in mare aperto, lontano dalle coste, ed è presente in tutto il mondo incluso il Mediterraneo. Non è affatto facile vederlo e uno dei più frequenti avvistamenti è avvenuto nel Salento, nelle acque vicine a Gallipoli dove lo squalo, come si può vedere in un video postato nei social, ha anche colpito l’imbarcazione dei pescatori. Nulla del genere è capitato a Simone e Fabio, che hanno avuto e avranno molto da raccontare ai loro amici e conoscenti. Ieri erano tutti e due al loro posto di lavoro, ma il pensiero sicuramente volava al prossimo fine settimana e alla nuova battuta di pesca nel mare di Livorno.
 

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Denunce online: attivo il nuovo servizio della Polizia di Stato

E’ operativo, in via sperimentale, il nuovo servizio della Polizia di Stato “Denunce online”.

Il portale, raggiungibile all’indirizzo https://denunceonline.poliziadistato.it/, offre ai cittadini un servizio di trasmissione telematica di pre-denuncia, da formalizzare, entro le successive 48 ore, presso un Ufficio della Polizia di Stato, previo appuntamento da fissare tramite il servizio di prenotazione, sempre sulla stessa piattaforma.

Al momento, il nuovo sistema di denunce online è attivo, per la fase di sperimentazione, presso la questura di Rieti, la questura di Frosinone ed i commissariati di Cassino, Fiuggi e Sora, il Centro operativo per la Sicurezza cibernetica Lazio e le sezioni dipendenti di Frosinone, Rieti, Viterbo e Latina, il Compartimento Polizia ferroviaria Lazio e i dipendenti posti di Frosinone, Orte, Roma Ciampino, Roma Termini e la sottosezione di Roma Tiburtina e, infine, presso il Compartimento Polizia stradale Lazio e Umbria e le sezioni di Frosinone e Rieti.

Le fattispecie per le quali è possibile presentare una pre-denuncia sono: furto, frode informatica, truffa, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento, diffamazione online.

È invece operativo, in tutta Italia, sempre a partire da oggi, il sistema di denunce online per la segnalazione di smarrimento di beni personali come: cellulare, tablet, computer portatile, chiavi, denaro, passi di accesso al veicolo, carta d’identità cartacea o elettronica, contrassegno parcheggio invalidi, libretto o tessera postale, targa, bancomat e carta di credito.

In questi casi, è sufficiente effettuare la segnalazione di smarrimento online , sul portale, senza doversi presentare presso l’ufficio di Polizia per la formalizzazione della stessa. Il verbale protocollato sarà poi disponibile, entro 96 ore dall’invio, all’interno dell’area personale del portale “Denunce Online”.

Il documento, scaricato dalla piattaforma, sarà valido per la successiva richiesta di rilascio di una copia, per l’emissione di un nuovo documento o per altre eventuali richieste.

Il link al portale “Denunce Online” è infine disponibile anche nell’app IO nella sezione “Servizi” del Ministero dell’Interno – Dipartimento della pubblica sicurezza.

 

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Aggressione choc allo stadio: tifosi contro i giocatori

A Massafra ultras invadono il campo per colpire i calciatori del Taranto dopo la sconfitta. Non è un caso isolato: tra assalti, sassaiate e aggressioni, cresce l’emergenza violenza nel calcio italiano

© RaiNews

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125 anni di Fiom, apposta targa in piazza dei Domenicani

Livorno 15 giugno 2026 125 anni di Fiom, apposta targa in piazza dei Domenicani     La Fiom è nata a Livorno il 16 giugno 1901 nella sede della Fratellanza Artigiana, dove si svolse il congresso fondativo. Oggi pomeriggio, per celebrarne i 125 anni di storia, è stata apposta una targa celebrativa proprio presso l’ex …

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Francesco De Carlo, da Roma ai palchi di New York

Dal quartiere Portuense al successo internazionale, il comico racconta “Limbo”, uno spettacolo che unisce mondi diversi e celebra le proprie radici, dimostrando che proprio nel mezzo delle differenze si può trovare la chiave per vivere meglio

© RaiNews

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Trasporto eccezionale, la chiusura della Fi-Pi-Li tra gli svincoli di Livorno Porto e Stagno

Firenze, 15 giugno 2026 – A causa del transito di un trasporto eccezionale, la superstrada Fi-Pi-Li sarà chiusa tra gli svincoli di Livorno Porto e di Stagno (R33) in entrambe le direzioni dalle ore 22 del 17 giugno alle ore 6 del 18 giugno. Lo ha deciso l'ufficio viabilità della Città metropolitana di Firenze. 

Ai consueti problemi  di una superstrada spesso bloccata tra code e incidenti, si aggiunge questa chiusura divenuta necessaria, però,  per un altro motivo, ovvero agevolare il passaggio di un trasporto eccezionale.

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Livorno, arrestato ex calciatore di Serie B: guida in stato di ebbrezza e resistenza

Livorno, 15 giugno 2026 – È stato arrestato a Livorno Matteo Gai, ex attaccante di Serie B e allenatore delle giovanili del Livorno, fermato il 14 giugno dopo un incidente stradale.

Il 51enne è accusato di evasione, guida in stato di ebbrezza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. La polizia municipale lo ha controllato in via Montebello: era alla guida di un’auto intestata alla madre ed è risultato positivo all’alcol test.

Secondo quanto ricostruito, avrebbe tentato di allontanarsi durante il rientro ai domiciliari. Due agenti sono rimasti lievemente feriti.

Gai ha giocato tra Serie B e Serie C e ha allenato nelle giovanili del Livorno. Attesa l’udienza di convalida.

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‘Suona la Martinella, Firenze si ribella’, striscione per passeggiata Vannacci

‘Suona la Martinella, Firenze si ribella’, striscione per passeggiata Vannacci

L’iniziativa, si spiega in una nota, vuole essere un momento pubblico di riaffermazione dei valori antifascisti, democratici e costituzionali che appartengono alla storia e all’identità di Firenze

Uno striscione con la scritta “Suona la Martinella, Firenze si ribella”, un richiamo alla campana ‘la Martinella’ che nell’agosto del 1944 chiamò all’insurrezione popolare e partigiana per la liberazione di Firenze dal nazifascismo, sarà esposto la mattina del 19 giugno al Memoriale delle deportazioni in viale Giannotti, dove nel pomeriggio partirà la Passeggiata identitaria promossa da Futuro nazionale con la presenza di Roberto Vannacci. Lo annunciano Aned, Anpi, Arci e Cgil Firenze.

“Le posizioni sostenute da Vannacci sono incompatibili con i principi di uguaglianza, inclusione e pari dignità sanciti dalla Costituzione italiana – sottolineano i promotori dell’iniziativa -. A Firenze, città medaglia d’oro alla Resistenza, non c’è spazio per chi professa razzismo e sessismo, per chi categorizza le persone in gruppi sulla base di caratteristiche come etnia, origine nazionale, orientamento sessuale o altre identità, contribuendo a creare pregiudizi ed ostilità, coltivando una visione divisiva della società contraria ai principi e ai valori costituzionali”.

Per i promotori, “il Memoriale non è soltanto uno spazio di commemorazione ma un luogo che parla al presente, ricordandoci le conseguenze della perdita dei diritti, della discriminazione e dell’indifferenza. Difendere la memoria significa oggi difendere i valori costituzionali nati dalla Resistenza e contrastare ogni forma di razzismo, sessismo e intolleranza”.

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Livorno, principio d’incendio spento dai vigili del fuoco

LIVORNO - I vigili del fuoco del comando di Livorno sono intervenuti questo lunedì mattina, intorno alle 7.30, per un principio di incendio causato dal surriscaldamento dei dischi dei freni posteriori di un rimorchio di un autoarticolato. L'autotrasportatore si è fermato nei pressi dell'ingresso del casello autostradale direzione Genova e ha provveduto a sganciare il semirimorchio. Appena giunta sul posto, Continue Reading

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Area pedonale in Piazza Garibaldi: ecco chi può accedervi. In via del Pettine i parcheggi scooter

Livorno 15 giugno 2026 Area pedonale in Piazza Garibaldi: ecco chi può accedervi. In via del Pettine i parcheggi scooter Area pedonale in piazza Garibaldi e circolazione e sosta in via del Pettine: ecco l’ordinanza che disciplina le modalità   Chi può accedere   Livorno, 15 giugno 2026 – A seguito della Deliberazione della Giunta …

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Firenze: Polizia Municipale sequestra e-bike truccate e multa monopattini senza targa

Firenze: Polizia Municipale sequestra  e-bike truccate e multa  monopattini senza targa

I controlli della polizia Municipale sono stati fatti, come si legge in una nota di Palazzo Vecchio, nelle zone di piazza Dalmazia, via Mariti e via di Terzolle nei pressi dell’area verde, via Baracca nelle vicinanze del Giardino Medaglie d’oro e nelle aree verdi di via Morandi e via Locchi.

I controlli della Polizia Municipale hanno portato al sequestro di  quattro e-bike irregolari  mentre 34 conducenti di monopattini sono stati sanzionati per mancanza di targhino (23 conducenti) o casco (11). In alcuni casi le persone fermate sfrecciavano a oltre 40 km/h (ma in un caso la velocità poteva arrivare a 54 km/h) con e-bike modificate per aggirare i limiti di legge.

I controlli sono stati fatti, come si legge in una nota di Palazzo Vecchio, nelle zone di piazza Dalmazia, via Mariti e via di Terzolle nei pressi dell’area verde, via Baracca nelle vicinanze del Giardino Medaglie d’oro e nelle aree verdi di via Morandi e via Locchi.

“Tanti cittadini ci segnalano la pericolosità di questi mezzi – dichiara l’assessore alla sicurezza e polizia municipale Andrea Giorgio -. Stiamo facendo un lavoro importante sia per la formazione di chi guida questi veicoli sia di maggior attenzione al rispetto delle regole del codice della strada. Penso al percorso avviato con Casa Rider e rivolto in particolare ai ciclofattorini che utilizzano le e-bike. A questo si affianca l’attività della polizia municipale perché anche i controlli e le sanzioni sono fondamentali per la sicurezza sulle strade della città”.

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Uno squalo Mako di 2 metri all’amo di due pescatori: “Ha colpito più volte la barca, ho avuto paura”

Livorno, 15 giugno 2026 - Nella giornata di ieri, domenica 14 giugno, uno squalo Mako di circa due metri ha abboccato all'amo di due pescatori arrivati a Livorno per dilettarsi nella pesca al tonno.

Cercavano tonni, hanno pescato uno squalo

Simone Beoni, 35 anni di Pistoia, e il suo compagno di barca Fabio Sagnibene, 42 anni di Montemurlo, si trovavano a bordo della propria imbarcazione per praticare quella che i pescatori chiamano "drifting", un tipo di pesca il cui principale obiettivo sono appunto i tonni ma che in questo caso ha portato a galla qualcosa di ben diverso. 

https://www.lanazione.it/la-spezia/cronaca/squalo-mako-3d7c00b6

https://www.lanazione.it/video/squalo-mako-catturato-al-largo-di-calafuria-wny6fdj7

La pesca a Calafuria

I due pescatori si trovavano a circa un miglio di distanza dalla costa, nei pressi di Calafuria, più precisamente all'altezza della Torre del Boccale quando dopo aver pasturato con delle sarde qualcosa di inquietante ha fatto capolino dall'acqua. "Avevamo appena pasturato quando dall'acqua ho visto emergere una grossa pinna nera - ha infatti raccontato Beoni -. Neanche il tempo di avvistarlo e renderci conto che si trattava di uno squalo Mako che aveva già abboccato all'amo". 

https://www.lanazione.it/la-spezia/cronaca/squalo-golfo-poeti-a732fbe4

Un 'salto' dello squalo ripreso in un video dai due pescatori

Lo squalo ha colpito più volte la barca

Si può immaginare come i due pescatori siano stati colti da un momento di panico e paura, anche perché come ha spiegato Beoni l'esemplare ha più volte colpito l'imbarcazione. "La paura c'è stata non lo nego, sembrava di trovarsi in un film, lo squalo ha iniziato a dimenarsi come un matto e saltare fuori dall'acqua, a un certo punto si è avvicinato alla barca nuotando con tutta la testa di fuori e la bocca aperta nel tentativo di liberarsi". 

La paura c’è stata, non lo nego

L’animale è stato subito liberato

Non appena possibile al termine di una lotta di oltre venti minuti Beoni e Sagnibene sono riusciti a tagliare la lenza e a rimettere in libertà lo squalo. Sebbene non si tratti del primo avvistamento di uno squalo lungo il tratto di costa livornese, non si può certo ignorare questo nuovo episodio, avvenuto non troppo lontano dalla terra ferma e soprattutto in delle acque molto frequentate.

https://www.lanazione.it/video/il-racconto-del-pescatore-ho-visto-spuntare-una-pinna-era-uno-squalo-mako-v9elw3ty

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“Spostate quell’azienda”, la protesta a Vicopisano

"Spostate quell'azienda", dicono ora a Vicopisano. E' trascorsa una settimana esatta dall’incendio alla Delca Eenergy  e, se finora i dati ambientali sono abbastanza rassicuranti, restano molti dubbi tra chi vive e lavora nella zona. Troppo grande la paura nelle prime ore dopo il rogo (scoppiato lunedì 8 giugno), troppo forti le preoccupazioni dei giorni successivi per il possibile inquinamento dell’aria Continue Reading

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Santa Margherita Ligure, stop agli smartphone per i bagnini: chi viola le regole rischia il brevetto

Niente smartphone durante il servizio per gli assistenti bagnanti delle spiagge di Santa Margherita Ligure. Lo prevede una nuova ordinanza dell’Ufficio circondariale marittimo, che integra le disposizioni già in vigore sulla sicurezza balneare introducendo alcune prescrizioni specifiche.

Tra le novità principali volute dalla Capitaneria di Porto c’è l’obbligo di utilizzare dispositivi elettronici esclusivamente per esigenze di servizio o situazioni di emergenza. L’uso del telefono per attività personali, quindi, non è consentito durante l’orario di sorveglianza. Insomma, niente messaggi su WhatsApp né possibilità di sbirciare i social. Anche se la situazione è tranquilla e il bagnino è esperto, come riporta Repubblica Genova. Limiti anche agli auricolari: potranno essere utilizzati solo su un orecchio, così da garantire la piena percezione di quanto accade nell’area affidata al controllo.

L’ordinanza è stata elaborata anche alla luce delle osservazioni presentate dalle associazioni di categoria del settore balneare e turistico con l’obiettivo dichiarato di rafforzare le condizioni di sicurezza lungo il litorale e ridurre il rischio di distrazioni durante il servizio di salvataggio. Per chi non rispetterà le nuove disposizioni sono previste segnalazioni alle federazioni competenti, che potranno valutare eventuali provvedimenti sul mantenimento del brevetto professionale.

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Davanti alla pressione mafiosa e agli attentati incendiari a Palermo, dov’è la strategia straordinaria dello Stato?

Gli attentati incendiari che da mesi colpiscono Palermo, gli imprenditori sotto pressione e gli arresti eseguiti nelle ultime ore raccontano una realtà che non va assolutamente sottovalutata. Siamo di fronte a una pressione mafiosa di particolare virulenza che tenta di riaffermare controllo del territorio, capacità intimidatoria e dominio economico.

Le autorità locali dimostrano di essere all’altezza della situazione. Magistratura, Prefettura ed inquirenti stanno svolgendo il proprio compito con professionalità, determinazione e spirito di servizio. Quando arrivano gli arresti, vengono sequestrati patrimoni e individuati gli autori di attentati ed estorsioni, il merito è di quelli che lavorano sul territorio, con organici e risorse mai proporzionati alla complessità delle sfide che devono affrontare.

Ed è proprio qui che nasce una domanda che la politica nazionale dovrebbe avere il coraggio di affrontare. Da tempo i segnali erano evidenti. La pressione criminale cresceva, gli episodi intimidatori si moltiplicavano, gli imprenditori lanciavano allarmi sempre più preoccupati e, in attesa dei tempi necessari allo sviluppo delle indagini, avevano bisogno di vedere una risposta straordinaria di controllo del territorio. Non stiamo parlando di un’emergenza improvvisa esplosa nel giro di pochi giorni ma di una situazione che avrebbe dovuto indurre, da mesi, una riflessione strategica sul tipo di risposta da costruire in via immediata a sostegno delle istituzioni locali.

Se una città viene considerata così problematica da richiedere ripetute visite del Ministro dell’Interno e la convocazione di comitati da lui presieduti ai massimi livelli istituzionali, significa che il problema ha assunto una dimensione che supera la gestione ordinaria. E se è davvero così, la domanda diventa inevitabile: dov’è la strategia straordinaria dello Stato? Altrimenti si crea il paradosso che, da una parte, si comunica che lo Stato è presente e, dall’altra, si lascia che siano quasi esclusivamente le strutture territoriali a sostenere il peso della risposta.

Il Sindaco di Palermo lo ha detto con parole che meritano attenzione: la solidarietà non basta, serve una risposta straordinaria dello Stato. E da tempo chiede che il centro sostenga le autorità locali. E con lui lo chiedono a gran voce tutti gli organismi, enti e cittadini. Ciò che si è visto finora è soprattutto una continua narrazione della sicurezza in cui emergono ringraziamenti, celebrazioni e rassicurazioni. Quasi nessun rinforzo reale. Nessun rafforzamento visibile delle strutture investigative. Nessuna strategia capace di sostenere concretamente chi combatte ogni giorno questa battaglia.

Del resto, è esattamente questo che dovrebbe fare uno Stato moderno quando ritiene che un territorio stia affrontando una sfida straordinaria. Negli ultimi anni, invece, si moltiplicano le zone rosse, anche a Palermo, si annunciano controlli, si diffondono statistiche e si realizza una narrazione permanente della sicurezza non accompagnata dalle risorse necessarie a trasformarla in risultati.

L’esito finale è quello che emerge anche in altre città italiane. A Milano, ad esempio, si scopre che dodici zone rosse dovrebbero essere controllate da appena sedici agenti di polizia locale, poco più di uno per area, al punto che la stessa stampa parla apertamente di “controlli farsa”. È la fotografia perfetta della differenza tra annunciare e realizzare.

È lo stesso rischio di Palermo e di altre realtà del Paese. Penso a Foggia e al Gargano, dove negli anni successivi al grande intervento di sistema avviato nel 2017 lo Stato dimostrò quanto potesse essere efficace una strategia che mise insieme investigatori, controllo del territorio, Procure, Prefettura e forze di polizia in un’unica azione coordinata. Oggi, progressivamente, quell’intervento di sistema si è ridotto e si stanno riaffacciando fenomeni criminali che sembravano appartenere al passato perché quella strategia non appare più sostenuta con la stessa determinazione di allora. Altri tempi, altri ministri e capi della Polizia.

Per questo Palermo non riguarda soltanto Palermo. Riguarda l’idea stessa di sicurezza che vogliamo costruire. Sarebbe davvero bello se al termine dell’ennesimo Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica annunciato a Palermo e presieduto dal Ministro dell’Interno non leggessimo il solito comunicato fatto di ringraziamenti, rassicurazioni sulla presenza dello Stato e di telecamere, ma l’illustrazione di una strategia operativa e organizzativa straordinaria, immediata e concreta, capace di sostenere il lavoro dei magistrati e di tutte le istituzioni locali che ogni giorno combattono questa battaglia, sindaco compreso.

Perché la mafia non teme le dichiarazioni, le statistiche o le conferenze stampa. Teme gli uomini, le indagini, il controllo del territorio e la continuità dell’azione dello Stato.

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Gorgona, la libertà passa dal teatro. L’emozione dei detenuti-attori

Isola di Gorgona, 15 giugno 2026 – “E chi me lo doveva dire che un giorno avrei fatto emozionare le persone?”. Sullo sfondo di un mare ‘a patana’, come dicono qui a Livorno quando le onde scompaiono e il vento trova pace, Michele si racconta, insieme agli altri detenuti di Gorgona. Spiega cosa ha provato nelle vesti di attore, dopo la messa in scena dell’ultimo spettacolo, “Le Città Invisibili”, curato dalla Compagnia Teatro popolare d’arte di Lastra a Signa, in provincia di Firenze. Qui, nell’unica isola carcere d’Europa, tutto si trasforma in metafora, non solo le parole. Le onde, che oggi si nascondono, ma sanno bene come mugghiare e ferire durante le tempeste; il mare che a volte è un ponte e altre un invalicabile confine; i gatti, che sembrano liberi, ma che non se ne possono andare davvero e finiscono per rifugiarsi nelle celle insieme ai detenuti. E il teatro che diventa strumento per guardarsi allo specchio, per provare a chiudere un sipario e riaprirlo su qualcosa di diverso.

Attori alla Gorgona

Il teatro sull’isola-carcere

“Quando interpretiamo i diavoli – racconta Louis, un altro detenuto attore – sento di lasciare me stesso proprio lì, sotto quel ponte, dove andiamo in scena. E di correre via diventando ciò che voglio essere”. Il teatro, a Gorgona, lo ha portato sette anni fa la Compagnia popolare d’arte, guidata da Gianfranco Pedullà. Stagione dopo stagione, sono stati messi in scena Omero, Ovidio e Shakespeare, all’interno del progetto “Il Teatro del Mare”, davanti agli spettatori arrivati appositamente in barca dalla terraferma. Poi, con “Le Città Invisibili”, i detenuti hanno scelto di raccontare loro stessi, le proprie tempeste, le emozioni, mantenendo i racconti di Italo Calvino come un tenue fil rouge, insieme agli arcani maggiori dei Tarocchi. Il percorso di scrittura teatrale a cura dello stesso Pedullà, di Chiara Migliorini e Francesco Giorgi ha viaggiato così attraverso sogni e incubi, rimpianti e desideri di chi da molti anni vive in carcere. “Sentite come è leggero il sacco dei miti e come è pesante quello dei rimpianti” dice l’attore che interpreta il Matto, aspettando il pubblico in cima alle scale, accanto alla chiesetta dell’isola, dove i fiori di cappero mostrano i sottilissimi stami purpurei, che pure sfidano il sole cocente e la salsedine.

I sacchi dei ricordi

“Ci sono i sacchi delle cose dette e quelli delle cose non dette. E poi i sacchi dei ricordi e i sacchi da buttare per fare spazio ad altri sacchi”. Gli stessi in cui provano a fare spazio loro, i detenuti dell’isola. Uomini di ogni parte del mondo e di età differenti che, per le regole stesse del carcere, hanno già scontato pene molto lunghe e hanno reati gravi alle spalle, spesso contro la persona. Ma che, durante la detenzione, si sono anche distinti per buona condotta, predisposizione al lavoro e alla socialità. “Siamo una comunità – spiegano incontrando gli spettatori a fine spettacolo – chi non sa stare con gli altri non è adatto a vivere qui. La mattina lavoriamo 4 ore, durante il giorno possiamo partecipare a corsi e laboratori”. Anche il teatro, che all’inizio li ha visti quasi tutti diffidenti. E poi li ha stregati. “Mi sono avvicinato perché Pedullà è calabrese come me – racconta un altro attore, 17 anni di carcere già scontato -. Posso essere sincero? Il teatro non mi convinceva per nulla. Poi Gianfranco mi disse: ‘Prova, se non ti piace te ne vai’. La prima volta mi tremavano le gambe e da allora non ho più smesso. Ho cercato di dare una mano anche fra un’udienza e l’altra, quando la testa era altrove”.

Un percorso itinerante

Lo spettacolo, come già in altre edizioni, è un percorso itinerante in cui detenuti e spettatori si muovono, sotto la scritta azzurra che campeggia sul porticciolo riportando l’articolo 27 della Costituzione: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità, ma devono tendere alla rieducazione del condannato”. Pubblico e attori percorrono insieme i vicoli dell’isola carcere, i giardinetti dei colloqui con i familiari, la spiaggia dove il mare è vietato a chi deve scontare la pena. Passano in pertugi, scale e passaggi, che si aprono come crepe nell’antico villaggio dei pescatori. “C’è più vita di quanto non si possa credere nelle crepe. Voi avete attraversato le nostre” dicono a un passo dal mare ,mostrando le ultime carte dei Tarocchi. Il Mondo, il luogo in cui è possibile rinascere. E la Morte, perché ogni fine ha bisogno di un nuovo inizio.

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“Serve il medico di emergenza”. Rosignano, anche il sindaco scende in piazza

Rosignano, 15 giugno 2026 – “Oltre 200 firme in appena 2 ore, molte persone che già ci contattano per chiedere quali saranno i prossimi appuntamenti per venire ai nostri banchetti”. Così il gruppodi maggioranza Rosignano nel Cuore sulla manifestazione per chiedere il medico di emergenza. “Rosignano: 30mila residenti, 120mila turisti, 0 medici di emergenza” recita lo striscione esposto sul lungomare Colombo a Caletta dove si svolgeva la festa del pesce.

Un'iniziativa aperta a tutti i cittadini

“La nostra iniziativa, come già detto nelle settimane passate, è aperta a tutti i cittadini – spiaga Rosignano nel Cuore – le associazioni e le forze politiche che vogliano aderire, indipendentemente dal proprio colore, è una battaglia che secondo noi dovrebbe essere trasversale. Ringraziamo chi ha partecipato i e chi lo farà anche alle iniziative future. Nei prossimi giorni pubblicheremo date e luoghi dei prossimi appuntamenti, vi aspettiamo a firmare”. A soiegare i motivi della richiesta anche il sindaco Claudio Marabotti che ha partecipato al presidio.

Il declassamento del servizio

“Il medico di emergenza è stato sostituito dall’infermiere – spiegano i 5 Stelle che fano partte della maggioranza – per cui abbiamo massima stima ma producendo, di fatto, un declassamento del servizio, medico e infermiere infatti per legge sono figure diverse ed il secondo purtroppo ha possibilità di intervento minori.

In caso di bisogno il medico dovrà arrivare da Cecina oppure, se già impegnato, da Livorno, con un notevole aumento dei tempi. Questo sistema a nostro avviso presenta una falla enorme: è sbagliato tenere un medico di emergenza in comuni dove c’è già un pronto soccorso attrezzato e raggiungibile in pochi minuti, lasciando invece scoperto il territorio di Rosignano, uno dei più vasti e popolati delle Valli Etrusche.

La raccolta firme per l'automedica

Noi non rimaniamo in silenzio di fronte a questa ingiustizia, abbiamo organizzato per questo un presidio di protesta sul lungomare Colombo in località Caletta, nell’ex area di posizionamento della padella in occasione della festa del pesce. Contestualmente è iniziata una raccolta firme per chiedere l’automedica a Rosignano”.

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Sorelle scomparse in Abruzzo da una casa-famiglia: maxi operazione di ricerca. Al vaglio i rapporti con i genitori

È passata una settimana da quando Alisya, 16 anni, e sua sorella Sarah, di 12 anni, sono scomparse dalla casa-famiglia “Ofh Hope” di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. Le ricerche si sono concentrate nelle ultime ore nel lago di Barrea, non lontano dal luogo della sparizione: i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno effettuato una ricognizione dello specchio d’acqua. Si sono soffermati in particolare sotto i due ponti, mentre droni e unità cinofile continuano a perlustrare il territorio dell’Alto Sangro. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Sulmona, Stefano Iafolla, proseguono a tutto campo, ma non hanno ancora fornito elementi utili per il ritrovamento delle due sorelle.

Le due minori, scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno, stando alle prime ricostruzioni degli investigatori, sono uscite da una porta-finestra lasciando dietro i sé i cellulari. Ad attenderle all’esterno non si esclude la possibilità che ci fosse un’auto. Le telecamere nel comune abruzzese hanno ripreso il passaggio di alcuni mezzi fra le 2 e le 5 del mattino. Gli agenti hanno aperto un fascicolo per sottrazione di minori, mentre i carabinieri stanno verificano ogni possibile pista, compresa appunto l’eventualità che qualcuno abbia aiutato le due ragazzine ad allontanarsi dalla struttura. I carabinieri della compagnia di Castel di Sangro hanno effettuato diversi sopralluoghi nella casa-famiglia, in particolare nelle camere da letto delle ragazze che sono state poste sotto sequestro. A tre giorni dalla scomparsa erano state perquisite, senza risultati, anche le abitazioni dei genitori e quella dei nonni materni.

Le due sorelle sono entrate nel circuito delle case-famiglia tre anni fa, dopo una difficile separazione dei genitori. Inizialmente la più grande, Alisya, era stata ospitata in una struttura di Cassino, per poi essere trasferita a Civitella Alfedena. Sarah invece dopo un periodo sempre a Cassino, era stata trasferita a Colli sul Velino, in provincia di Rieti. Sono state ricongiunte solo un anno fa nella struttura abruzzese da cui sono scomparse, dopo due anni di separazione. Mentre erano ospitate nelle case-famiglia, a entrambi i genitori era stata revocata la responsabilità genitoriale a causa della “conflittualità” a seguito del divorzio. A fine maggio però il Tribunale per i minori di Cassino l’aveva restituita solo al padre. L’uomo sta seguendo le operazioni di ricerca tra Barrea e Villetta Barrea accompagnato dal proprio legale, Francesco Riccardi. “Ci tengo a dire che non è vero che Alisya e Sarah non mi volevano né vedere né sentire – ha fatto sapere il padre smentendo le informazioni rivelate nei giorni passati dal legale della ex moglie -, il mercoledì precedente alla scomparsa, mi hanno contattato tramite Whatsapp e mi hanno raccontato tutto quanto avevano fatto durante la giornata”. Il padre ha anche denunciato i gestori della struttura dove le adolescenti erano ospitate in quanto “corresponsabili” della loro scomparsa, lamentando una presunta mancanza di controlli.

La madre invece ha lanciato un appello rivolto direttamente alle sue figlie: “Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata e ricordate che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme. Mamma vi aspetta”. Questo il contenuto di un audio che la donna ha consegnato al proprio avvocato, Enrico Mastantuono. La donna, a differenza del marito, non ha mai riottenuto la responsabilità genitoriale e, stando a quanto riferito dal legale, l’ultima volta che ha visto le due minori era il 17 maggio, uno degli incontri regolari che avvenivano nella casa-famiglia. “So che le ragazze hanno sempre rifiutato di incontrare il padre – ha detto Mastantuono – erano speranzose di poter tornare con la mamma, come testimoniano le numerose lettere che scrivevano con affetto alla mia assistita”. Per questo motivo l’avvocato ha fatto sapere che il provvedimento che ha ridato la potestà al padre “è soggetto a impugnazione“. Tutte accuse smentite dal legale del padre: “La verità è che un Tribunale minorile ha disposto l’allontanamento delle minori dalla madre due anni fa – ha detto Riccardi -. Molte relazioni di esperti attestano condotte materne pericolose e inadeguate. C’è anche un tribunale civile che pronuncia la decadenza della potestà genitoriale materna e condanna la madre a risarcire il danno alle figlie e al mio assistito”.

Intanto, dalle indagini è emersa anche una vecchia lettera scritta a gennaio dalla più grande delle due ragazze, in cui spiegava quanto fosse brutto stare senza i propri genitori, a cui ricordava di volere molto bene. “Molti pensieri invadono la mia testa, è come se non ci fosse un domani”, scriveva sei mesi fa. Alisya fa le superiori, mentre la sorellina frequenta la scuola media.

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Bologna, il bus si ferma oltre la pensilina: stacca a morsi un pezzo di orecchio all’autista

Ha fermato il bus qualche metro dopo la pensilina, non accorgendosi della richiesta di fermata. È bastato questa piccola svista del conducente del mezzo per far infuriare un passeggero che, non appena salito a bordo, lo ha aggredito sputandogli addosso e staccandogli a morsi un pezzo di orecchio. L’episodio, come riporta Il Resto del Carlino, è avvenuto nella mattina del 13 giugno a Bologna, in piazza Minghetti.

Il conducente del bus 96 Tper ha cercato di allontanare il suo aggressore e da lì è nata la colluttazione. L’autista è stato medicato dai sanitari del 118 mentre il passeggero è fuggito dopo essersi accorto dell’arrivo della polizia. Gli agenti hanno acquisito le registrazioni della videosorveglianza del mezzo per identificarlo. Stando alle prime ricostruzioni si tratta di un uomo sulla sessantina, italiano e di circa un metro e 65 di altezza.

L’assessore alla mobilità del capoluogo emiliano, Michele Campaniello, ha parlato di “atto di inaudita e inaccettabile violenza” e di “un’offesa profonda a tutta la comunità civile” che “nessun disservizio, vero o presunto, potrà mai giustificare”.

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Morti due alpinisti sul Monte Pasubio: salvato il terzo membro della cordata. Nove vittime nel weekend

Altri due giovani alpinisti sono morti mentre stavano scalando il versante vicentino del Monte Pasubio. Sono un ragazzo di 26 anni e una ragazza di 25: con loro anche un terzo compagno di cordata che è però rimasta illeso ed è stato recuperato dall’elisoccorso di Trento mentre ancora era appeso alla parete. Le due vittime si aggiungono alla lunga lista che ha segnato un fine settimana drammatico per gli escursionisti delle montagne italiane. Il 12 giugno erano morti tre alpinisti sul Gran Paradiso, mentre nella mattina di sabato altri quattro hanno perso la vita tra il versante francese del Monte Bianco, il Cervino e il ghiacciaio della Brenva.

La tragedia è avvenuta poco prima delle 12, nella zona dello Sojo d’Uderle, un’area nota agli escursionisti ma che presenta tratti esposti e impegnativi. I ragazzi che hanno perso la vita sono precitati per circa 100 metri e l’allarme è scattato poco dopo con l’immediato intervento dei soccorritori. Le operazioni di recupero e salvataggio del terzo amico che era con loro sono state rese più complesse dalle difficili condizioni meteo e dalla forte presenza di nebbia. Le salme non sono ancora state recuperate e sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

Immagine d’archivio

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Migranti, sbarcata a Livorno la nave Ong Solidaire con 35 naufraghi

Livorno, 15 giugno 2026 - Ha attraccato intorno alle 11.30 di questa mattina, 14 giugno, al porto di Livorno la nave ong Solidaire, con a bordo 35 migranti soccorsi nei giorni scorsi nelle acque del Mediterraneo durante un'operazione di ricerca e salvataggio a sud di Malta. Con loro in origine c'erano anche 23 minori non accompagnati che però, come spiegano dalla prefettura di Livorno, sono stati fatti sbarcare preliminarmente al porto di Civitavecchia (Roma). Per la maggior parte i naufraghi sono di origine bengalese, ma ci sono a bordo anche somali ed egiziani. Le operazioni sono coordinate dalla Prefettura, che ha spiegato che dopo le procedure di screening volte all'identificazione e all'accertamento dello stato di salute e di vulnerabilità dei naufraghi, salvati nel corso di un'operazione di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, i migranti adulti sono stati destinati dal Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno all'accoglienza presso un centro di accoglienza in provincia di Siena dove saranno accompagnati. Mentre per i minori già sbarcati in Lazio è previsto il trasferimento in Abruzzo, in una apposita struttura in provincia di Chieti.
Maurizio Costanzo 

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“Duce, Duce”, “musulmano pezzo di me***” e “deportiamoli”: ecco i cori e i saluti romani al corteo per la “remigrazione” a Roma

Sono alcune migliaia le persone che hanno raggiunto Roma ieri, rispondendo all’appello del ‘Comitato per la Remigrazione e Riconquista’, per sfilare proprio in favore della proposta di legge sulla remigrazione. Tra i leader del movimento Luca Marsella, già portavoce di Casapound Italia. La manifestazione si è caratterizzata per i centinaia e centinaia di tricolori sventolati tra le strade del quartiere Prati della capitale. Slogan e cori contro gli antifascisti, i comunisti e i musulmani. Intonato più volte l’inno d’Italia. Non sono mancati cori inneggianti a Mussolini – “duce, duce, duce” – alle camicie nere e alcuni saluti romani. Il corteo, da piazza della Libertà, è arrivato in piazza del Risorgimento, procedendo su via Cola de Rienzo, come da accordi

A metà percorso, verso piazza Risorgimento, i manifestanti hanno invitato una signora affacciata alla finestra della sua abitazione a fare il saluto fascista. Accolta la richiesta, i partecipanti hanno risposto a loro volta con il saluto romano e applausi per poi modificare le parole di un brano riprodotto alle casse con inni a Mussolini. Dalle finestre c’è anche chi ha contestato il corteo. Numerosi poi i negozianti che hanno momentaneamente chiuso i locali commerciali al passaggio della manifestazione.

Video Agenzia Vista

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Scambio di provette all’Istituto dei Tumori di Milano: a una paziente somministrata la terapia sbagliata

L’Istituto nazionale dei Tumori di Milano è considerato un polo di eccellenza nella sanità lombarda. Eppure, a gennaio 2026, come riporta il Corriere della Sera, proprio nella struttura è stato commesso un errore a causa dello scambio di campioni di biopsie. Il primo prelievo era stato eseguito su un paziente ammalato gravemente, che però non è stato sottoposto a terapie e che doveva solo fare delle analisi di controllo: non ha avuto problemi in seguito all’errore. Il secondo campione è stato invece preso da una paziente ammalata ma a uno stadio meno grave: nonostante ciò, a causa dello scambio di provette, è stata sottoposta a cicli chemioterapici con maggiori effetti collaterali e un più alto indice di rischio. La paziente ha scoperto solo dopo che quelle cure non fossero necessarie. Intanto l’Ats di Milano ha fatto sapere che manderà i suoi ispettori per un controllo.

L’Istituto è corso subito ai ripari, comunicando alla paziente che non si trova in pericolo di vita. Non è escluso ora che la vittima dell’errore possa procedere legalmente contro l’ospedale, che comunque ha fatto sapere di aver già attivato l’assicurazione per quantificare il risarcimento dovuto. Per Maria Teresa Montella, direttrice generale dell’Istituto dal gennaio 2025, “il rischio zero purtroppo non esiste, malgrado la formazione sulla sicurezza che ritengo un punto nevralgico in ospedale – dice al Corriere -. In una struttura che si occupa esclusivamente di tumori, il rischio è ancora più alto”. Subito dopo si è scusata con la vittima e con la sua famiglia: “Faremo di tutto perché l’errore non accada di nuovo“.

Come procedura interna, l’Istituto, tramite il proprio Risk management, ha inviato una mail a un primario, alla direzione generale, sanitaria e medica, ad alcuni tecnici e ai medici. Nell’oggetto c’era scritto: “Evento sentinella: errata attribuzione campioni biologici” e invitava i destinatari a una riunione urgente per discutere dell’accaduto. Gli eventi sentinella sono particolarmente gravi secondo l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), e sono quelli che possono causare morte o gravi danni al paziente. Come si legge sul portale dell’Agenzia: “Determinano una perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del Servizio sanitario“.

Un piccolo estratto del contenuto del messaggio, visionato dal Corriere, spiega di come gli operatori sanitari si siano accorti dell’errore: “La valutazione del campione operatorio rilevava un aspetto morfologico non usuale. Procedendo al confronto con il precedente campione bioptico, si osservava una differente morfologia tra biopsia iniziale e materiale operatorio”. Più semplicemente, si sono accorti che il materiale prelevato al paziente durante l’intervento era diverso da quello della prima biopsia fatta perché apparteneva a un altro paziente.

“Andremo a controllare”, ha confermato il direttore generale di Ats Milano, Silvano Casazza. All’Istituto nazionale dei Tumori arriveranno quindi gli ispettori: “Lo scopo è capire come mai si è verificato questo evento, se sono state decise azioni migliorative e se vengono rispettate”. L’episodio è stato comunque segnalato anche al ministero della Salute per evitare che questi eventi possano riaccadere. Le segnalazioni, oltre a essere utili per il risarcimento dei pazienti, sono necessarie per prendere consapevolezza dell’errore e capire dove intervenire diventando casi di studio: tutto contro una cultura che la direttrice Montella definisce del “no blame“, “nessuna vergogna”. I numeri di segnalazioni sono infatti aumentati negli ultimi anni e solo l’anno scorso, riporta il Corriere, ne sono state fatte 177 tra gli ospedali pubblici e privati lombardi.

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Venezia, a 17 anni uccide la zia e getta il corpo nel fiume trasportandolo su una carriola: ha confessato nella notte

Ha 17 anni, sarà maggiorenne solo tra qualche mese. Ha confessato di aver ucciso a coltellate la zia e di aver gettato il suo corpo nel fiume dopo averlo trasportato su una carriola. È accaduto a San Stino di Livenza, nel veneziano. Il giovane ha raccontato l’accaduto durante la notte messo alle strette dal pubblico ministero Carmelo Barbaro della Procura di Pordenone che indaga sul caso. Il magistrato ha poi trasmesso il caso alla Procura dei minori di Trieste. Sul posto per i rilievi ci sono i carabinieri e il medico legale Antonello Cirnelli. Il movente dell’omicidio sarebbe legato a gravi dissidi familiari dovuti a una presunta eredità che stava contrapponendo la vittima e il fratello, cioè il padre del ragazzo.

Il ragazzo, cittadino italiano, originario proprio di San Stino di Livenza, avrebbe riferito al pm di aver ucciso la donna, Chiara Guerra, 53 anni, giovedì scorso e di aver poi trasportato il corpo nella zona tra via Canaletta e via Verdi, gettandolo vicino a una chiusa del canale Malgher che scorre nei pressi dell’abitazione dove è accaduto l’omicidio. Un’area intorno alla quale si stanno concentrando le ricerche dei vigili del fuoco. La scomparsa della donna era stata denunciata dai parenti nella giornata di ieri. Dopo alcune ore di indagini, gli investigatori hanno messo alle strette il giovane la cui ricostruzione dei giorni precedenti presentava alcune lacune.

Il cadavere, nonostante le ricerche siano state avviate ieri sera, non è stato ancora trovato. Sul caso stanno operando i vigili del fuoco del locale distaccamento ai quali da stamani si sono aggiunti in rinforzo i sommozzatori del reparto specializzato di Venezia. Sospese durante la notte, le ricerche sono riprese all’alba.

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Docente e attivista di Extinction Rebellion fermata e perquisita in aeroporto per tre volte in pochi mesi. “Ma non ho precedenti”

Tre perquisizioni “casuali” in aeroporto nel giro di pochi mesi, due in entrata e una in uscita dall’Italia. È accaduto ad Annalisa, professoressa torinese e attivista di Extinction Rebellion, il movimento che manifesta per la giustizia climatica con azioni non violente. È stata lei stessa a rendere pubblico l’accaduto con un post sui social, poi diffuso da XR con un comunicato di denuncia. “Venerdì 5 giugno – racconta al fattoquotidiano.it – stavo rientrando dal Canada con mio marito, convalescente perché aveva fatto un incidente. A Malpensa abbiamo appoggiato i passaporti sul lettore digitale: con il suo il tornello si è aperto, con il mio è apparsa una x rossa sul display. Io me l’aspettavo, era la terza volta che capitava. A quel punto l’addetto aeroportuale mi ha fatto passare e mi ha detto di dare il passaporto al poliziotto che stava nel gabbiotto. L’agente ha digitato i dati sul pc, poi ha guardato lo schermo per 5 minuti buoni senza dirmi cosa stava capitando. In tutti e tre i casi mi hanno detto che era ‘un problema della macchina’”.

L’attivista ha filmato con lo smartphone sia i colloqui con i funzionari dello scalo, sia le risposte evasive degli agenti che l’hanno trattenuta per circa un’ora. “Stiamo controllando i suoi precedenti”, spiega uno di loro in un video condiviso su Instagram, rispondendo a una domanda dell’interessata, che replica: “Io non ho precedenti”. “A quel punto – prosegue Annalisa – un agente mi ha chiesto di andare con lui in ufficio. Entro e mi fanno sedere in una saletta con altre persone per lo più non italiane. Mi hanno tenuta lì altri 20 minuti, poi mi hanno chiesto di rintracciare il mio bagaglio perché dovevano controllarlo. Ci hanno accompagnati alla dogana e lì hanno chiesto a un funzionario doganale di perquisire la mia valigia. Lui era visibilmente seccato di doverlo fare e ha anche scherzato con me. Stavolta mi sono impuntata e alla fine ho ottenuto un verbale”. Si tratta di un documento della Polizia di frontiera, indirizzato alla Dogana di Malpensa, in cui si dà atto della perquisizione, mentre nelle occasioni precedenti il verbale le è sempre stato negato. “Mi è accaduta la stessa cosa alla partenza per Montréal, il 25 maggio. Ho rischiato di perdere un volo da 1.800 euro comprato d’urgenza. Per passare ho dovuto mostrare la chat con mio marito dove c’era la sua foto nel letto d’ospedale. La prima invece è stata a dicembre 2025 alle tre di notte, stavo rientrando dal Marocco dove studia mia figlia”, racconta Annalisa. Le richieste dei funzionari in quel caso sono state documentate con una registrazione audio da suo figlio, che viaggiava con lei.

Secondo Extinction Rebellion, negli ultimi due anni ci sono state “decine di segnalazioni di blocchi al controllo passaporti, in uscita e rientro nell’area Schengen, per persone che hanno anche solo occasionalmente partecipato a proteste del movimento”. Ora il documento rilasciato all’attivista è in mano agli avvocati Marino Careglio e Gianluca Vitale, che valutano iniziative per capire sulla base di quali informazioni sia stata trattenuta. Le denunce a suo carico infatti sono state tutte archiviate con formula piena (perciò non ne resta traccia sul casellario), così come la gran parte di quelle che hanno colpito gli aderenti al movimento in tutta Italia. L’unica banca dati istituzionale che potrebbe menzionare anche gli attivisti usciti indenni da inchieste e processi è il C.e.d., che raccoglie i cosiddetti precedenti di polizia. Del resto, nel report sulle attività di ordine pubblico svolte nel 2024, XR è definito “movimento ambientalista oltranzista”, da includere nel novero delle sigle dell’“estremismo di sinistra” insieme agli antagonisti e al “fronte comune di mobilitazione contro l’approvazione del Ddl 1660”, ovvero il Ddl Sicurezza. “So di altri di noi che hanno fatto accesso agli atti per capire se sono nel Ced della Polizia, ma hanno dato esito negativo”, afferma Annalisa. Una questione su cui ora il pool legale vuole vederci chiaro. “Mi fa rabbia che la gente non capisca quanto sia preoccupante”.

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Coppa Barontini, emozioni incredibili: vince il Borgo, secondo il Labrone. Il Venezia si incaglia sotto il ponte

Livorno, 13 giugno 2026 – Nella lotta contro il tempo vince il Borgo Cappuccini, con il Labrone secondo che arriva davvero vicinissimo alla vittoria. Tutto anche a causa dell’incredibile incidente accaduto all’armo del Venezia: sotto il ponte dei Francesi la barca si incastra in una parete del ponte stesso. L’equipaggio si blocca e non terminerà la sua prova.

Fuori dai giochi dunque, mentre il Borgo in un disperato serrate finale riesce appunto a impiegare cinque secondi in meno rispetto allo stesso Labrone, che ha fatto una grandissima gara. Terza piazza per il San Jacopo. Un’edizione 2026 insomma da ricordare ma che vede nell’incidente del Venezia un momento decisivo. Venezia che arrivava dalla vittoria della Risiatori ed era tra i favoriti. 

Grande successo di pubblico per un sabato sera 13 giugno con tanta gente sulle spallette della Venezia. Non sono mancati i tifosi, quelli veri, dei vari armi. Con fuochi d’artificio e fumogeni al passaggio delle varie barche. Contorno perfetto a una serata di emozioni. Nella categoria femminile a dieci remi, la vittoria è invece andata al Labrone. Adesso tutti guardano all’ultima gara del trittico, quel Palio Marinaro che si corre sabato 27 giugno davanti alla Terrazza Mascagni. 

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Si accascia a terra mentre lavora in strada, muore operaio 63enne

Campiglia Marittima, 13 giugno 2026 – Si è accasciato a terra mentre stava lavorando in strada. Ed è morto nonostante i tentativi di cure e rianimazione dei medici. Un operaio di 63 anni, di origine albanese, questa mattina, sabato 13 giugno, ha accusato un malore improvviso. E’ accaduto in via Cerrini a Campiglia Marittima. L’uomo, intorno alle 12, è crollato in strada mentre stava lavorando alla segnaletica provvisoria di via Cerrini. 

L’allarme dei colleghi

Il 63enne è stato in poco tempo soccorso dagli operatori del 118 allertati dai colleghi dell’operaio. Sul posto è intervenuta la Croce Rossa di Venturina ed è stato richiesto arrivato anche l’elisoccorso Pegaso. L’operaio è stato defibrillato più volte nel tentativo di far ripartire l’attività cardiaca. Dopo le prime manovre rianimatorie attivate sul posto è stato trasferito in codice rosso all’ospedale Le Scotte di Siena. Le sue condizioni sono rimaste gravissime, fino al decesso. 

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Nicolò e Gabriele, gli amici di 23 anni morti all’Elba: la vacanza appena iniziata e il tragico incidente in scooter

Isola d’Elba (Livorno), 13 giugno 2026 – Erano da poco sbarcati dal traghetto a Portoferraio, pronti a godersi i primi giorni di vacanza, ma quel viaggio tanto atteso si è trasformato in una tragedia che sconvolge. Un incidente stradale che è costato la vita, nella prima serata di venerdì 12 giugno, a due ragazzi di appena 23 anni. Le vittime sono Nicolò Guazzelli, nato a Massa e residente a Pietrasanta, e Gabriele Seragini, nato a Pietrasanta e residente a Seravezza.

https://www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/incidente-mortale-elba-eg3fq2hx

L’incidente con lo scooter a noleggio

Non erano ancora le 19. I due ragazzi avevano preso a noleggio uno scooter a Portoferraio. Insieme erano saliti in sella, diretti verso la zona di Campo nell’Elba. Il viaggio, però, si è interrotto bruscamente in via dell’Acquedotto a Marina di Campo, sulla strada che costeggia l'aeroporto della Pila.

La curva dove è avvenuto il tragico incidente stradale

Lo scontro con l’auto

Per cause che i carabinieri della stazione di Portoferraio e la polizia municipale stanno ancora cercando di accertare con precisione, lo scooter con a bordo i due giovani si è scontrato frontalmente con una Kia. A bordo dell'auto si trovava una famiglia di Novara (padre, madre, due figli e la nonna), rimasta sotto choc a causa dell'impatto. 

https://www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/incidente-mortale-isola-delba-gpvrz6bx
Nicolò Guazzelli, 23 anni

I soccorsi disperati

Uno dei due ragazzi è morto sul colpo, l’altro successivamente in conseguenza delle gravi ferite riportate. Imponente la macchina dei soccorsi che è stata mobilitata. Presente l’équipe medica della Pubblica Assistenza di Campo nell’Elba e del Santissimo Sacramento di Portoferraio. E’ stato fatto levare in volo anche l’elisoccorso Pegaso 3. 

Sul luogo del disastro, data la gravità dell'accaduto, è intervenuto personalmente anche il sindaco di Campo nell'Elba, Davide Montauti. La notizia ha fatto immediatamente il giro dell'isola e, nel giro di poche ore, ha raggiunto la Versilia, dove risiedono le famiglie di Nicolò e Gabriele. 

Le due salme sono a disposizione dell’autorità giudiziaria. Sul posto sono intervenuti per i rilievi i carabinieri di Campo nell’Elba e poi quelli del nucleo radiomobile di Portoferraio. 

Nicolò, il padre autista della squadra di calcio

Nicolò Guazzelli, 23 anni, era residente a Pietrasanta. Il padre Luca è un autista di scuolabus e del Asd Seravezza Pozzi Calcio, molto conosciuto in Versilia. Il presidente della squadra Lorenzo Vannucci “esprime il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla famiglia di Luca Guazzelli, autista della società, per la tragica scomparsa del figlio. In questo momento di immenso dolore, il pensiero della società va all’amico Luca e ai suoi familiari, ai parenti e a tutte le persone che hanno voluto bene a un ragazzo che inseguiva la vita in vacanza con gli amici, condividendo il loro lutto con affetto e partecipazione. Il Seravezza Pozzi Calcio si stringe con commozione attorno alla famiglia Guazzelli, porgendo le più sentite condoglianze e un abbraccio sincero in un momento così difficile”.

Gabriele Seragini, 23 anni

Gabriele, promessa del pugilato

Lutto nel mondo del pugilato versiliese. Gabriele Seragini era un pugile che si allenava nella palestra di Stiava, frazione del comune di Massarosa. “Una notizia tristissima – commentano dalla palestra in un post su Facebook –. A causa di un incidente stradale mentre si trovava in vacanza all’isola d’Elba è deceduto Gabriele Seragini, un nostro pugile e bravissimo ragazzo”. “È stato per diverso tempo un nostro agonista – scrive Niccolò Bresciani, maestro di pugilato – L’ho allenato, ho condiviso molto con lui. La società Boxe Pietrasanta si unisce al dolore dei suoi familiari e amici. A lui mandiamo un pensiero e lo ricordiamo come un ragazzo solare, un atleta di talento”. 

Pietrasanta, annullata partita del Torneo delle contrade

La Contrada Africa Macelli del Carnevale di Pietrasanta comunica che a seguito della morte dei due ragazzi “nostri tifosi e contradaioli”, stasera è stata annullata la partita del Torneo delle contrade. “Non ci sono parole per notizie come queste, solo dolore e tristezza. Ci striamo alle loro famiglie per la tragica scomparsa”. 

Il dolore a Pietrasanta: “Mancano le parole”

"Davanti a una tragedia così mancano davvero le parole – il cordoglio del Comune di Pietrasanta e del sindaco Alberto Stefano Giovannetti –. So bene che in momenti come questo non c’è modo di portare consolazione o di alleviare un dolore così straziante per i genitori, i parenti e gli amici. A nome di tutta la città di Pietrasanta e dell’amministrazione comunale voglio esprimere la nostra vicinanza più sincera ai familiari di Nicolò e Gabriele, uniti anche dalla passione per una delle nostre contrade del Carnevale, l’Africa Macelli. Un pensiero anche alla comunità di Seravezza, colpita insieme a noi da questo dramma”. 

Il Comune di Seravezza: “Dolore e vicinanza”

Anche Seravezza esprime profondo dolore per quanto accaduto. “Il sindaco Lorenzo Alessandrini – si legge in una nota – e tutta l’amministrazione comunale esprimono profondo cordoglio alle famiglie Seragini e Guazzelli per la tragica scomparsa dei giovanissimi Gabriele e Niccolò. L’amministrazione comunale rinnova grande vicinanza e partecipazione a questo immenso dolore che accomuna due famiglie e due comunità”.

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I 75 anni dal ritorno di Mascagni a Livorno: “Riappropriarsi dell’identità cittadina”

Livorno, 13 giugno 2026 – Pietro Mascagni è senza dubbio uno dei cittadini più illustri della nostra città, oggi Livorno lo celebra fregiandosi dell’aver dato i natali ad uno dei compositori più grandi della musica italiana, ma non tutti forse sanno che in passato non è sempre stato così. Dopo la sua morte infatti Mascagni dovette attendere sei anni per poter far ritorno nella sua Livorno, il perchè? Si riteneva che fosse stato troppo vicino al fascismo e che quindi non meritasse di esser seppellito in città. Solo nel 1951 il celebre compositore potè far ritorno nella sua patria natale, accolto finalmente dalla sua gente quest’anno ricorre il 75esimo anniversario di quel giorno ragion per cui il Comune di Livorno insieme alla Fondazione Goldoni, a Modigliani Produzioni e al Mascagni Festival ha deciso di celebrare la ricorrenza con una due giorni all’insegna dei capolavori del maestro livornese.

Il convegno “Il ritrovato abbraccio”

Il 19 giugno infatti l’Hotel Palazzo ospiterà il convegno intitolato “Il ritrovato abbraccio” all’interno del quale Mario Menicagli, Fulvio Venturi, Enrico Mannari, Massimo Sanacore e Fabio Bertini ripercorreranno le ragioni dell “esilio” di Mascagni fino al ricongiungimento con la sua città.

La Messa in Gloria a Montenero

Il 20 giugno invece alle 21 nella piazza del Santuario di Montenero andrà in scena la Messa in Gloria in fa maggiore per soli, coro e orchestra, ilpreludio dello spettacolo vedrà invece l’esecuzione dell’Inno al Sole tratto dall’opera “Iris“.

Le voci dei protagonisti

“Ricordare i 75 anni dal ritorno della salma di Pietro Mascagni a Livorno è un modo per riappropriarsi dell’identità cittadina - ha spiegato l’assessora Rafanelli -. Segna il momento in cui Livorno rivendica la propria storia e il proprio orgoglio attraverso il legame con il suo illustre cittadino, la cui figura è stata per troppo tempo messa in ombra”. La mente dietro al progetto è quella di Mario Menicagli, che ha dichiarato: “Quella per i 75 anni dal ritorno di Mascagni a Livorno è una celebrazione più che doverosa, il rientro della salma fu un evento grandioso e molto mediatico già per l’epoca”. Ad impreziosire quella che sarà una vera e propria anteprima del Mascagni Festival, la sera del 20 giugno la partecipazione del maestro Marco Fornaciari (violino solista) e di Emanuele Barresi che interpreterà il discorso con cui l’allora sindaco Furio Diaz accolse la salma di Mascagni in città. L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

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Lo scooter a noleggio, poi lo scontro fatale: tragedia all’Isola d’Elba, morti due giovani di 23 anni

Isola d’Elba (Livorno), 12 giugno 2026 – Terribile doppio incidente mortale all'Isola d'Elba. Erano arrivati sull’isola in una splendida giornata di sole e avevano affittato uno scooter a Portoferraio, ma nel tardo pomeriggio di oggi, 12 giugno, sono rimasti vittime di uno scontro fatale contro un’auto in via dell’Acquedotto a Marina di Campo, si tratta di una strada che costeggia l'aeroporto della Pila. 

https://www.iltelegrafolivorno.it/cronaca/incidente-mortale-isola-delba-gpvrz6bx

Le vittime

Le vittime sono due ragazzi giovani di 23 anni, sarebbero originari di Seravezza e Pietrasanta. Ancora non è chiara la dinamica dell'incidente ma secondo quanto emerso entrambi sono stati  sbalzati a terra dal veicolo a causa del forte impatto, uno di loro è morto sul colpo. L'altro, le cui condizioni sono apparse immediatamente molto gravi, non ce l'ha fatta ed è morto poco dopo in seguito ai gravi traumi riportati per il violento impatto. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione operati dai sanitari. Sempre secondo una prima ricostruzione entrambe le vittime indossavano il casco. Ferite le due persone che erano a bordo dell'auto, una Kia, ma le loro condizioni al momento non destano particolari preoccupazioni. Nella macchina una famiglia di Novara composta da padre, madre, due figli e la nonna.

https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/sequestro-bambina-stazione-q04u83ht

I soccorsi

Imponente la macchina dei soccorsi intervenuta: la Pubblica Assistenza di Campo nell' Elba, il Santissimo Sacramento di Portoferraio, i carabinieri della stazione di Portoferraio la polizia municipale. Si è attivato anche l'intervento dell’elisoccorso Pegaso 3, ma purtroppo non è stato necessario. Secondo quanto emerso sul posto è intervenuto anche il sindaco di Campo nell'Elba Davide Montauti. 

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Incidente mortale all’Isola d’Elba, due giovani perdono la vita

Marina di Campo (Livorno), 12 giugno 2026 – Tragedia all’Isola d’Elba dove due giovani hanno perso la vita in un incidente stradale. Secondo le prime informazioni i due erano a bordo di uno scooter noleggiato a Portoferraio quando, per cause in corso di accertamento si sono scontrati con un’auto. L’impatto è stato violentissimo, tanto che uno dei due sarebbe morto sul colpo. L'altro poco dopo l’arrivo dei soccorsi. Da accertare la provenienza delle due vittime.

L’incidente è accaduto a Marina di Campo in via dell'Acquedotto nel pomeriggio di oggi, 12 giugno. Sul posto sono intervenuti il Santissimo Sacramento di Portoferraio la pubblica assistenza di Marina di Campo, i carabinieri di Portoferraio e Pegaso tre.

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Addio al dottor Sirio Malfatti, pioniere delle Cure Palliative

Livorno, 12 giugno 2026 – Ha dedicato la propria vita ad accompagnare i pazienti nei momenti più difficili, contribuendo a costruire e sviluppare un modello di assistenza che oggi rappresenta un punto di riferimento per tutta la sanità toscana. Livorno piange il dottor Sirio Malfatti, medico tra i pionieri delle Cure Palliative a livello regionale e nazionale, scomparso nelle scorse ore.

Profondo cordoglio: “Una figura di straordinaria sensibilità”

L’Azienda USL Toscana nord ovest, la direzione ospedaliera di Livorno, la zona distretto livornese e l’intera comunità sanitaria hanno espresso profondo cordoglio per la perdita di una figura che ha lasciato un segno indelebile nella medicina del territorio, sia sul piano professionale che umano.

Nel corso della sua lunga carriera, si legge in una nota, il dottor Malfatti si è distinto per competenza, sensibilità e straordinaria capacità di ascolto, interpretando la professione medica come un autentico servizio alla persona. Un approccio che lo ha portato a mettere sempre al centro il paziente, la sua dignità e i suoi bisogni, contribuendo a diffondere una cultura dell’assistenza capace di guardare alla persona nella sua interezza.

Il suo fondamentale ruolo nelle cure palliative

Tra i soci fondatori dell’associazione Cure Palliative di Livorno, Malfatti ha avuto un ruolo determinante nella crescita di una realtà che negli anni è diventata un punto di riferimento fondamentale per il sostegno ai malati e alle loro famiglie, offrendo accompagnamento e supporto in momenti particolarmente delicati della vita.

A ricordarne il valore è la direttrice delle Cure Palliative dell’Azienda USL Toscana nord ovest, Costanza Galli: "La perdita del dottor Sirio Malfatti – dice la direttrice – ci addolora profondamente. È stato un medico molto valido dal punto di vista professionale e umanamente impareggiabile nella relazione con i pazienti e i loro familiari. A lui, insieme alla dottoressa Antonella Mazzoni, si deve la nascita delle Cure Palliative a Livorno. Ha anticipato una concezione dell'assistenza capace di accompagnare la persona nella sua globalità, non soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo umano, psicologico e relazionale. È una grande eredità quella che ci lascia, fatta di competenza, visione e profonda umanità, che cercheremo di portare avanti ogni giorno nel nostro lavoro”.

Un professionista che si distingueva per la sua capacità di ascolto

I ricordi tratteggiati restituiscono il profilo di un professionista capace di guardare oltre la malattia, promuovendo un modello di cura basato non solo sugli aspetti clinici, ma anche sull’ascolto, sulla relazione e sul sostegno alle famiglie. Una visione che, quando iniziò il suo percorso nelle Cure Palliative, era ancora poco diffusa e che oggi costituisce uno dei pilastri dell’assistenza ai pazienti affetti da patologie inguaribili.

Nel ricordarne la figura, l’azienda sanitaria ha espresso vicinanza ai familiari, agli amici, ai colleghi e a tutte le persone che hanno avuto modo di conoscerlo e lavorare al suo fianco. L’eredità professionale e umana lasciata dal dottor Malfatti continuerà infatti a rappresentare un riferimento per gli operatori delle Cure Palliative e per quanti credono in una medicina fondata sulla competenza, sull’ascolto e sulla centralità della persona.

L’ultimo saluto al dottor Sirio Malfatti è previsto per domani, sabato 13 giugno, alle ore 15, nella chiesa della sala mortuaria dell’ospedale di Livorno.

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Tragedia a Rosignano: muore sul lavoro un 33enne

Oggi, giovedì 4 giugno, a perdere la vita a soli 33 anni è un uomo, un lavoratore di origini straniere, precipitato nel vuoto all’interno dello stabilimento della ditta Omp in via degli Artigiani a Rosignano.
Ma c’è un dettaglio in questa vicenda che pesa più degli altri e che trasforma il dolore in rabbia: l’operaio indossava i dispositivi di sicurezza previsti.
Troppo spesso, di fronte agli incidenti sul lavoro, si cerca l’errore umano, la distrazione, la fatalità o la noncuranza delle regole da parte della vittima. Questa volta no. Il lavoratore, dipendente di una ditta esterna, era salito su quel solaio a 6-7 metri d’altezza e dalle prime informazioni sembrava protetto da tutto ciò che doveva tenerlo al sicuro.
Il cedimento improvviso del solaio ha squarciato il velo di una sicurezza apparente, trasformando un normale turno di manutenzione in una trappola mortale. La caduta, terminata tragicamente contro un macchinario in funzione, non ha lasciato scampo.

I tentativi disperati dei sanitari e dei Vigili del Fuoco di strapparlo alla morte si sono infranti contro la realtà di un decesso constatato sul posto. Ora scatteranno le indagini, si cercheranno le responsabilità legali e tecniche di quel solaio venuto giù.

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Chiude TiscaliNews: qualcuno racconterà

Oggi è l'ultimo giorno di pubblicazione di TiscaliNews. L'azienda ha deciso di chiudere la redazione e la testata. Un giorno qualcuno racconterà di come sia stato stato possibile far finire in condizioni tanto critiche uno degli ultimi miracoli industriali e tecnologici italiani.  Un giorno...

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Un doppio binario investigativo, soldi che evaporano all’estero e un mosaico di nomi che affiorano dai telefoni sequestrati. L’inchiesta della Procura di Milano sul presunto giro di escort, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione entra nella sua fase più delicata: quella in cui i...

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La Federazione delle Associazioni Italia-Israele contro la risoluzione del Consiglio comunale di Firenze: “Hamas è un gruppo terroristico, Nardella chiarisca”

Il presidente Bruno Gazzo contro il documento approvato dalla maggioranza: “C’è da domandarsi se le richiamate 'pace, giustizia e dignità dei popoli' enunciati nell’atto possano basarsi su presupposti che non hanno alcun rapporto con la realtà”

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Firenze, sembrava un incendio, si scopre che erano stati assassinati: un fermato per l’omicidio di una coppia di anziani

Clamorosa svolta nell'indagine sul fatto di Bagno a Ripoli dello scorso 5 dicembre. I coniugi ritrovati senza vita nella loro abitazione non sarebbero morti a causa del rogo, ma per una spietata aggressione. Ipotesi usura. Lei picchiata e poi forse strangolata

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