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PVR AniMate: il software perduto di "Galline In Fuga" - Vi svelo i segreti del cinema a passo uno.

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Timeline:
00:00 - AniMate: il software perduto
00:24 - Hardware DPS e Galline in fuga
01:25 - Unboxing del bancale
03:31 - Ispezione workstation server
04:54 - PC Intergraph
05:48 - Transizione pellicola-digitale
06:12 - Cavi, schede e masterizzatore DVD
09:00 - Cassetta test animazione Aardman
09:55 - Stop-motion pre-digitale
11:23 - Controllo e primo avvio
12:42 - Riparazione dissipatore e boot
13:53 - Installazione schede DPS
14:47 - Ricerca file nel disco
15:18 - Primo avvio di AniMate
16:55 - Test pratico stop-motion
19:37 - Risultato finale e conclusioni

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Restauro La Mia Casa Disastrata: Uso L'AUTOLIVELLANTE per il PAVIMENTO #restoration #houserenovation

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Casa mia e' VECCHIA ed ha DIVERSI PROBLEMI, che cerco di risolvere in questo video ed in altri che seguiranno... ce la faro'?

Qui metto le mani su un pezzo di pavimento MANCANTE, che era una lastra di normale cemento, che continuava a generare polvere, ed era pure spaccato a pezzi. Cosi', mi son detto, e se provassi l'autolivellante?

Bisogna sempre provare a fare nuove cose!!!

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Taipei’s dilemma over history deepens with Xi-Trump praise of WWII Flying Tigers

Taipei’s dilemma over its history during World War II appeared to deepen as Beijing and Washington looked to the Flying Tigers as a source of connection and goodwill during last month’s Xi–Trump summit. US President Donald Trump’s description of China as an American ally during the war has raised concerns in Taiwan that what could have been a valuable historical connection with the United States ended up benefiting Beijing’s ties with Washington. The dilemma resurfaced after Trump and Chinese...

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Ottobre di Pace a Verona

Programma denso di festeggiamenti e celebrazioni per il mese più pacifista dell’anno 2 ottobre, compleanno di Gandhi, Giornata internazionale della Nonviolenza. 4 ottobre, giorno di San Francesco, ottavo centenario del Transito. 9 ottobre, compleanno di John Lennon, suoi gli inni del movimento pacifista mondiale. Inoltre è festa per il risultato del quorum raggiunto e superato con [...]

L'articolo Ottobre di Pace a Verona proviene da Movimento Nonviolento.

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Cosa CI SERVE per IL GIRO DEL MONDO 👉 Cosa ha portato mia sorella in Islanda

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#stepsover #vanlife #viaggio
Episodio 1201: Mia sorella Chiara e Alberto sono finalmente arrivati in Islanda.

E questa volta non sono qui semplicemente per farci visita: stanno per iniziare con noi un lungo viaggio attraverso una delle terre più incredibili e imprevedibili d'Europa.

Ma prima di partire c'è un piccolo problema.

Come ogni volta che qualcuno viene a trovarci, gli abbiamo chiesto di portarci un po' di cose dall'Italia. Il problema è che Chiara ha messo tutto in valigia senza avere la minima idea di cosa siano alcune delle cose che sta trasportando. 😅

E quindi ci siamo fatti una domanda:

se in aeroporto aprissero la sua valigia e le chiedessero: “Signora, può spiegarmi cosa c'è qui dentro?”… cosa risponderebbe?

Perché una cosa è sapere cosa hai messo in valigia.

Un'altra è doverlo spiegare alla dogana quando non ne conosci nemmeno la funzione. 😂

Da qui comincia il nostro nuovo viaggio in Islanda: Chiara e Alberto entreranno finalmente nel mondo di Stepsover, quello fatto di strade impossibili, vento, freddo, attese, chilometri, montagne e soprattutto di vita quotidiana dentro VALENTINO.

E forse scopriranno che vedere l'Islanda nei video è una cosa.

Viverla insieme a noi è completamente un'altra.

Buona visione e diteci nei commenti: voi cosa avreste pensato trovando quella valigia ai controlli?🇮🇸

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Before Grocery Shelves Are Empty: A Survivalist Experts WARNING

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Democracia y tiranía plutocrática – Por Juan Manuel de Prada

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Por Juan Manuel de Prada

Quien desee vivir sin una venda en los ojos debe empezar aceptando algo elemental: en nuestras sacrosantas democracias quienes deciden de forma efectiva son minorías que escapan al ‘control ciudadano’ (algo que en puridad no existe, pues la ‘ciudadanía’ no es otra cosa sino una comparsa a la que se halaga en sus bajos instintos, para hacerle creer que tiene mando), élites que nos imponen su propia concepción del mundo a través de ideologías que les benefician. Durante el siglo XIX y una parte del siglo XX, hasta la eclosión de los totalitarismos, esa ideología fue el liberalismo; luego, con la necesidad de asimilar o amansar la fiera comunista, esa ideología sería el progresismo, que no es sino liberalismo con derechos de bragueta y dengues de justicia social.

Detrás de esta degeneración de la democracia se halla, claro está, la rebelión de la Economía contra la Política. Durante siglos, la Economía estuvo limitada por normas religiosas o morales y supeditada al poder político, que era depositario de esas normas y encargado de velar por su vigencia. Pero, al desvincularse el poder político de esa labor, la Economía se desembridó por completo, hasta subvertir los cimientos de la política mundial; y esa subversión no ha hecho sino agigantarse con el desarrollo de la técnica, hasta llegar a esta fase de capitalismo tardío, en que no sólo los bienes de consumo, sino hasta las interacciones humanas y la propia intimidad se han convertido, en activos financieros. De este modo, el estado de subversión originado por el lucro no sólo ha transformado las formas políticas imperantes, sino también la conciencia social, imponiendo una supremacía del dinero sobre cualquier anhelo humano, una prevalencia de las ansias materiales sobre los anhelos espirituales. Así se ha producido una mercantilización completa de la sociedad: el afán de lucro constituye el común denominador de todas las relaciones sociales; e, inevitablemente, la corrupción se ha extendido por doquier.

Los medios de adoctrinamiento de masas, la publicidad comercial, las formas artísticas cada vez más halagadoras de los bajos instintos y, muy especialmente, la ‘experiencia’ digital regida por algoritmos impulsan un plan disolvente de embrutecimiento colectivo, orientado a mantener al ‘usuario’ inmerso en un ciclo continuo de consumo y gratificación inmediata; orientado, en realidad, a convertirlo en un animalillo gobernado por impulsos meramente sensitivos, mediante la destrucción de su equilibrio moral y psíquico. A ese hombre embrutecido que ya sólo puede aspirar a la búsqueda de felicidad en un sentido puramente materialista es fácil someterlo a una servidumbre espiritual completa y convertirlo en masa cretinizada.

Entretanto, el régimen de partidos –introducido por el liberalismo burgués e impulsado por el dominio de la Economía sobre la Política– representa un simulacro democrático, mientras sigue las consignas del Dinero. Oswald Spengler lo escribió premonitoriamente hace más de un siglo: «Así como la monarquía inglesa en el siglo XIX, así los Parlamentos serán poco a poco un espectáculo solemne y vano. Como allí el cetro y la corona, así aquí los derechos populares serán expuestos a la masa con gran ceremonia y reverenciados con tanto o más cuidado cuanto menos signifiquen». Y mientras se representa ese espectáculo solemne y vacío (bueno, en el caso español barriobajero y vacío), el verdadero poder se ha desplazado de los (risum teneatis) ‘órganos de representación ciudadana’ hacia corporaciones transnacionales cuyo valor de mercado supera el PIB de muchas naciones. Los parlamentos ofrecen una soberanía de pega a la ‘ciudadanía’, con manguerazo de derechos de bragueta y halagos al resentimiento de sus elementos más viles, mientras la alta finanza internacional toma las decisiones. Así la democracia se ha convertido en el arma política de las fuerzas del Dinero, que condicionan la legislación a sus propios intereses a través de un régimen de partidos lacayos y sobornados, mientras las masas, cretinizadas por la depravación intelectual y los cultos falsos, están sometidas a un verdadero hipnotismo ideológico; y guían su conducta según consignas partidistas que, por supuesto, no buscan reflejar la realidad, sino producir ‘relatos’ mediante la impresión y el impacto emocional en lugar del razonamiento.

La libertad política está ligada íntimamente a la independencia económica; y en las democracias contemporáneas tal independencia no existe. Lo que nosotros llamamos cándidamente ‘democracia’ no es más que una tiranía plutocrática que ha desarrollado eficacísimos métodos de hipnosis ideológica colectiva.

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Trampantojos para alienados y resentidos – Por Juan Manuel de Prada

Por Juan Manuel de Prada

Como todos los demagogos que en el mundo han sido, el doctor Sánchez utiliza como combustible principal de su acción política el resentimiento. Se trata, en realidad, de un combustible que la propia sociedad de masas genera de forma inevitable, fomentando un inconformismo constante en la pobre gente alienada, a la que se invita a perseguir ‘derechos subjetivos’ que, por resultar casi siempre inalcanzables, generan envidia y resentimiento. El hombre-masa democrático es un individuo desarraigado, alimentado con farfollas de autoafirmación individualista que a la postre se revelan quiméricas; y este contraste doloroso entre sus aspiraciones desorbitadas (hijas del ‘empoderamiento’ que le brindan los ‘derechos subjetivos’) y su estado de total impotencia para llevarlas a cabo lo convierte en un saco de pus.

Y ya sabemos que el resentimiento genera antídotos amargos. En una comunidad sana, las personas anhelan un trabajo que los arraigue a su tierra y un hogar propio donde puedan cobijar a su familia; en una sociedad de masas, los individuos desarraigados aspirarán tan sólo a una ‘solución habitacional’, resignados a una existencia errabunda, sin casa propia y sin vínculos. Así surge en el hombre-masa el anhelo de ‘alquilar’, que no es un anhelo propiamente humano, sino anhelo de esclavos que se conforman con las migajas que les ofrecen los demagogos. Pero dicho anhelo desnaturalizado del hombre-masa se tiñe inevitablemente de resentimiento hacia el propietario de la casa que alquila, a quien considera un usurpador que debe ser perseguido y demonizado.

Conocedor de los mecanismos psicológicos del resentimiento, el doctor Sánchez ha enarbolado el trampantojo del alquiler como gran medida de progreso para facilitar el acceso a la vivienda, cuando –como a nadie que no esté alienado se le escapa– es la ‘solución flexible’ que interesa al reinado plutocrático mundial, que necesita masas desarraigadas e infecundas, para someterlas a las condiciones laborales que le convienen (empleos temporales o inestables, salarios birriosos, ‘movilidad laboral’, etcétera). El alquiler que el doctor Sánchez ofrece a la juventud alienada y anegada de resentimiento no es otra cosa sino la oferta de desarraigo estructural indispensable para que funcione el engranaje del mercado globalizado.

Resulta sumamente llamativo y revelador que los desaprensivos que nos gobiernan, encargados de pastorear a esa juventud alienada y resentida hacia los rediles que convienen a la plutocracia, hayan elegido como diana de sus invectivas a los ‘fondos buitre’. Pero, ¿a qué llaman ‘fondos buitre’ estos canallas? Reparemos en el caso emblemático de Maricarmen, una señora que disfrutaba de una segunda subrogación de un contrato de renta antigua firmado en 1956; y que fue desahuciada en aplicación (muy tardía) de una Ley de Arrendamientos Urbanos… ¡aprobada por un gobierno socialista! Al casero de esta señora lo han tildado reiteradamente de ‘fondo buitre’; pero luego hemos sabido que se trataba en realidad de una pequeña sociedad que cuenta en su patrimonio con un único piso. Y es que los ‘fondos buitres’ auténticos son los amos de la patulea gobernante, como ha probado reiteradamente el doctor Sánchez, reuniéndose en varias ocasiones con el máximo responsable de BlackRock, Larry Fink, para lamer sus almorranas azufrosas, y publicitando después orgullosamente fotografías de estos encuentros en sus redes sociales. Lo hizo en una visita a los Estados Unidos, donde mantuvo una reunión exclusiva en la sede de BlackRock; y lo volvería a hacer en el Foro de Davos, donde se puso las botas a lamer almorranas, ya no sólo de Fink, sino también de otros dirigentes de grandes fondos, celebrando que estos hijos de Satanás «renovasen su apuesta por España» con nuevas inversiones. Luego, sumándose a la meada sobre la jeta de alienados y resentidos, un ministrillo del doctor Sánchez utilizaría estas inversiones de BlackRock para ensalzar propagandísticamente la falsa robustez de la economía española. ¿Alguien que no sea víctima de la alienación y el resentimiento puede dudar del amo al que estos chacales sirven? Para seguir sirviéndolos, a la vez que azuzan el resentimiento de las masas alienadas, se han sacado de la manga esos dos decretos-leyes fraudulentos, burda propaganda que arroja a propietarios e inquilinos a la sima de la inseguridad jurídica más desquiciada.

Simone Weil señalaba que «el arraigo es tal vez la más importante y la más desconocida necesidad del alma humana». E, indudablemente, una de las formas de arraigo es la propiedad de una casa que podamos considerar nuestro hogar. En una sociedad que no estuviese en manos de demagogos al servicio del reinado plutocrático mundial, el alquiler seria una realidad residual a la que sólo recurrirían –aparte de los turistas y los forasteros en tránsito– las personas que tienen un trabajo que los obliga a una itinerancia constante. Pues el común de los trabajadores, ligados a un trabajo que los arraiga a su tierra, gozaría con su familia de un hogar propio. Como ya hemos escrito en alguna ocasión anterior, un gobernante que de veras desease combatir el problema de acceso a la vivienda anunciaría un gran pacto para la calificación del suelo y la construcción de cientos de miles de viviendas sociales. Así, aparte de brindar a los jóvenes una vida digna, generaría empleo directo e indirecto y reactivaría enormemente la economía, porque garantizando vivienda asequible en propiedad se liberaría renta disponible y se favorecería el consumo; lo cual, además de generar riqueza, devolvería parte de la inversión al Estado a través de impuestos. Y, erigiéndose en el cliente principal de los proveedores de materiales para la construcción, el Estado podría propiciar un descenso de los precios que también beneficiaría a los promotores inmobiliarios privados. De este modo, construir vivienda resultaría menos costoso; e, inevitablemente, descendería también el precio de los alquileres.

Pero la jauría de chacales comandada por el doctor Sánchez, lacayos lamerones de la plutocracia, no desea combatir el problema del acceso a la vivienda; desea tan sólo azuzar el resentimiento de la gente alienada. Una oposición cabal ya estaría anunciando la construcción de cientos de miles de viviendas sociales, en caso de vencer en las próximas elecciones; no lo hace porque son los mismos lacayos con distintos collares. Y, puesto a elegir entre sus lacayos, el reinado plutocrático mundial siempre prefiere al que le garantiza la paz social de la gente alienada y resentida.

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The Absolute Worst Luck Possible

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0:28 Graduation speech fumble
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1:46 Bed rings doorbell
1:58 Rogue PArachute Landing
2:14 snowboarding
2:23 basketball fail
2:29 Car wash gone wrong
2:45 Camel Chews Girl's Hair at Safari Park
2:55 Taco turned fail
3:00 Bowling trickshot save
3:06 1 year old at wedding
3:15 Lion Climbs over and Licks Tourists
3:38 Dad Gets Spooked by Moving Halloween Mannequin
3:47 Tree stump holding up traffic
3:54 gentle parenting
4:03 One thing about cats
4:15 Asking dog to come out to play
4:30 Woodpecker Is Back for Round 2 With Ring Camera
4:43 Helicopter surfing
5:02 What's in the diary
5:10 cool toy car
5:17 Dog Whacks Fastball Twice With Baseball Bat
5:22 Cat ruins golf trick
5:42 Girl surprises her friend by hiding under the bunk bed mattress
5:54 Couple Experience Hilarious Chaos at Drive Through Safari
6:14 Ice bath
6:32 Elderly man pushes his 4 dogs on fitness machine at park
6:44 He answers the phone FAST
6:50 Bedside table collapses
7:09 Chicken lays egg in car
7:14 drone's gone
7:25 Hyped on arrival
7:40 Deli man shamed me
7:52 Shark chasing a fish and the fish hops onto boat
8:12 He made parkour look "easy"
8:30 Moving throat
8:44 Gators in Florida
9:15 8 flips on trampoline
9:26 Car's tyre
9:41 Impressive art
9:53 Stone floated to other end
10:06 ski fail
10:14 boy reaction on money cake
10:35 Track Athlete Effortlessly Clears 61-Inch Hurdle
10:40 They just ordered... wrappers?
10:57 67 joke gets old
11:04 Sea dog and land dog kiss
11:14 Art reveal
11:40 Only in Australia
11:57 Pro pool player
12:10 Guy is living his dream as a bat
12:29 donut car
12:42 Twisty car
12:49 Quiet toy
13:06 Lowering the volume
13:38 football doge
13:45 unlogical building
13:53 Headless horseman
14:08 Skateboarder Conquers Massive Stair Set
14:24 Impressive acrobatic sequence
14:30 Edward cake
14:45 Feet forgot to move
14:53 Beer button
15:01 ocean ring
15:12 Woman sounds like sheep
15:18 Mountains
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Finalmente le HF in un palmare? Ecco il Baofeng SW-9 test in HF Band!

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Il nuovo Baofeng SW-9 rompe gli schemi tradizionali dei classici walkie-talkie VHF/UHF, introducendo funzioni avanzate dedicate alla ricezione in onde corte con supporto per la demodulazione SSB (USB/LSB). Nel video vediamo chiaramente il display sintonizzato sui 07.138 MHz in modalità LSB, confermando l ascolto anche nell bande radioamatoriali

#radioamatori #hamradio #radio #baofeng #ondecorte
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health @ Savannah: GNU Health as a solution for Europe digital change - Italy Digi-CHange conf

During the days 6-9 of October will take place the Digi-Change conference in Turin, Piedmont region, Italy.

Digi-CHange promotes the digital transformation of medical and nursing education, introducing an inter-professional model that connects educators, clinicians, engineers, and industry innovators. Aligned with the Erasmus+ Capacity Building in Higher Education priority of Digital Transformation, Digi-Change strengthens the capacity of universities in Georgia, Ukraine, and EU partner countries to modernize curricula and foster digital competencies for a sustainable, innovation-ready healthcare workforce.

In the first session, Luis Falcón will deliver a keynote presentation about the social impact of GNU Health and Libre/Free Software is having in the public healthcare system, and how it can be used in the context of Telemedicine to provide meaningful and timely healthcare access to remote areas in Europe. Other topics will be building large federated health networks, privacy, and the human factor in healthcare, medical genetics and precision medicine. Dr. Falcon will address the risks of some emerging technology (eg, LLM) poses at different levels (individual, clinical practice, cultural & scientific community and the environment), and ethical alternatives in eHealth and decision support (DSS)

During this three-day “train-the-trainers” conference, physicians, nurses and other health professionals from Ukraine, Georgia and Latvia will join colleagues from Italy, France, Austria and other European countries to exchange knowledge and experiences.

In the topic of Telemedicine, Alberto Lazzero will address National records and cross-border cooperation among France and Italy. Prof. Dr. Alberto Lazzero is the Head of Telemedicine, Hospital of Briançon (France). He is an specialist in telemedicine for patients in mountain and cross‑border areas.

The conference will be in Turin, onsite, and will count with experts on diagnostic imaging, cancer and bioinformatics, among others. There will be visits to the Istituto Neurologico “Carlo Besta” (Milan) and INOC (National Oncologic Institute Candiolo).

Looking forward to meet our colleagues from Europe in Italy and share the experiences and impact of Free/Libre software in healthcare and our society.

Original post:

https://my.gnusol ... thumbnail_id=2272

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Adresses yahoo.com ne sont pas acceptées sur framagroupes

Je viens de créer une liste de diffusion sur framagroupes (zebulon et sur zebulon-sell sur framagroupes.org) et toutes les adresses yahoo.com sont refusées.
Je ne réussi pas à les créer malgré des tentatives à divers moments (hier et ce matin 3/10/2026).
J’ai imaginé que cela provenait d’un problème de réponse du serveur yahoo lors de la vérification adresse email ou pb du côté framasoft lors du contrôle d’existence de l’adresse.
Pour info, ce sont 10 adresses qui ne passent pas alors qu’elles sont valides et présente dans une ancienne liste framalistes.

Merci par avance de votre aide.

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PITTURO Le Pareti con la Pistola A SPRUZZO: il risultato e' STUPEFACENTE #painting #houserenovation

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Ho visto un video qui su YT, ho comprato una pistola spruzza-vernice su AMMAZZON, e mi son detto, cosa mai ci sara' di complicato nel verniciare una parete di bianco, a spruzzo?

Non l'avevo mai usata prima e devo dire che ero terrorizzato. Ma invece... il risultato e' stato INCREDIBILE!!!


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Le mappe mensili della sismicità, settembre 2026

Sono stati 1332 gli eventi registrati dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale dall’1 al 30 settembre 2026, un numero in leggera diminuzione rispetto al mese di agosto, con una media che scende a circa 44 terremoti al giorno. Dei 1332 eventi registrati, 144 terremoti hanno avuto una magnitudo pari o superiore a 2.0 e soltanto 14 eventi magnitudo pari o superiore a 3.0. 

In questo mese un solo terremoto ha raggiunto una magnitudo ML 4.0, localizzato nei pressi dell’arcipelago delle Isole Eolie il 19 settembre, ad una profondità di oltre 270 km. Data la profondità l’evento non è stato risentito dalla popolazione. Tra i terremoti localizzati sul territorio nazionale c’è da ricordare una piccola sequenza con circa venti eventi registrati il 16 settembre in provincia di Catanzaro, nei pressi di Squillace, di magnitudo massima Mw 3.7.

Le mappe, insieme ad altri prodotti del monitoraggio, sono disponibili sul sito dell’Osservatorio Nazionale Terremoti e sul Portale Web dell’INGV.  

La rubrica “I terremoti del mese” è a cura di M. Pignone (INGV-ONT) .

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JUNG: IL MALE CHE ABBIAMO DENTRO

L’Ombra, l’inconscio e il male che rifiutiamo di riconoscere in noi stessi.Per Jung, conoscere se stessi significa anche incontrare ciò che preferiremmo non vedere.Una Scorribanda sulla proiezione, sulla responsabilità e sulla difficile redenzione di noi stessi. 🎬 PREMIERE📅 Data: 03/10/2026 [riservata a Studenti Attivi]🕰️ Ora: ore 14:00🔗https://www.youtube.com/watch?v=kwLuP4OdvuM In questa Scorribanda filosofica entriamo nel cuore della […]

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China returns to top 100 in gender parity ranking for first time since 2016

For the first time in a decade, China has returned to the top 100 out of 145 economies in an annual global report assessing gender equality. China closed 69.9 per cent of its gender gap in 2025, rising to 96th place from 103rd the previous year and increasing 1.3 percentage points, according to the 2026 Global Gender Gap Report published by the World Economic Forum (WEF), an international non-profit organisation based in Switzerland. It marks the first time China has been ranked in the top 100...

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Cannot add repeatable job

Hello, I get the following error when upgrading from v8.1.8 to v8.3.1 (on top of Debian 13)

oct 02 16:59:00 chorro peertube[18763]: [media.interior.edu.uy:443] 2026-10-02 16:59:00.290 error: Cannot add repeatable job. {
oct 02 16:59:00 chorro peertube[18763]:   "err": {
oct 02 16:59:00 chorro peertube[18763]:     "stack": "Error: Legacy repeatable job metadata is not supported in BullMQ v6 (key: \"job::::30 5 * * 5\"). Migrate legacy repeatable jobs to Job Schedulers before upgrading. See https://docs.bullmq.io/guide/migrations/migrate-from-v5-to-v6\n    at getLegacyRepeatableJobError (/var/www/peertube/versions/peertube-v8.3.1/node_modules/.pnpm/bullmq@6.3.6_ioredis@6.0.0_pg@8.23.0/node_modules/bullmq/dist/cjs/classes/job-scheduler.js:67:12)\n    at JobScheduler.transformSchedulerData (/var/www/peertube/versions/peertube-v8.3.1/node_modules/.pnpm/bullmq@6.3.6_ioredis@6.0.0_pg@8.23.0/node_modules/bullmq/dist/cjs/classes/job-scheduler.js:243:19)\n    at JobScheduler.getSchedulerData (/var/www/peertube/versions/peertube-v8.3.1/node_modules/.pnpm/bullmq@6.3.6_ioredis@6.0.0_pg@8.23.0/node_modules/bullmq/dist/cjs/classes/job-scheduler.js:200:32)\n    at process.processTicksAndRejections (node:internal/process/task_queues:103:5)\n    at async Promise.all (index 0)\n    at async JobScheduler.getJobSchedulers (/var/www/peertube/versions/peertube-v8.3.1/node_modules/.pnpm/bullmq@6.3.6_ioredis@6.0.0_pg@8.23.0/node_modules/bullmq/dist/cjs/classes/job-scheduler.js:287:17)\n    at async JobQueue.pruneRepeatableJobs (file:///var/www/peertube/versions/peertube-v8.3.1/dist/core/lib/job-queue/job-queue.js:403:31)",
oct 02 16:59:00 chorro peertube[18763]:     "message": "Legacy repeatable job metadata is not supported in BullMQ v6 (key: \"job::::30 5 * * 5\"). Migrate legacy repeatable jobs to Job Schedulers before upgrading. See https://docs.bullmq.io/guide/migrations/migrate-from-v5-to-v6"
oct 02 16:59:00 chorro peertube[18763]:   }
oct 02 16:59:00 chorro peertube[18763]: }

Thank you!

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NASA's DAVINCI Probe Can Stand the Heat

An engineering model of NASA’s DAVINCI (Deep Atmosphere Venus Investigation of Noble gases, Chemistry, and Imaging) descent probe passed a key test that ran from Aug. 28 to Sept. 10, showing it can survive the extreme temperatures of Venus.

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Taiwan coastguard uses water cannons to warn off mainland Chinese fishing vessel

Taiwan’s Coast Guard Administration (CGA) used water cannons to expel a mainland Chinese fishing vessel near Dongsha Island, authorities said on Friday. The incident occurred on October 1, 27 nautical miles east of the Taiwanese-controlled Dongsha Island, also called Pratas Island, in the South China Sea, the agency revealed. The CGA’s patrol vessel Yunlin directed its water cannon towards the fishing boat Jin Sha’s wheelhouse for about 90 seconds after initially spraying water into the air for...

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Sosteniamo la lotta del popolo brasiliano contro l’estrema destra!

Dichiarazione congiunta sulle elezioni in Brasile

Tra pochi giorni, l’America Latina potrebbe assistere al consolidamento delle mire egemoniche della potenza statunitense. Donald Trump sta conducendo una politica aggressiva, volta a interferire nel processo elettorale brasiliano, al fine di avere nel continente un ulteriore governo alleato e sottomesso agli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi Trump e la sua amministrazione hanno ottenuto diverse vittorie in America Latina e nei Caraibi, in Venezuela, in Perù, in Colombia e in Cile, mentre intensificano la pressione su Cuba. In questo contesto, le elezioni in Brasile del 4 e del 25 ottobre prossimi saranno determinanti per confermare o frenare l’avanzata dell’imperialismo statunitense nel continente sudamericano e gli attacchi in corso contro tutti i diritti fondamentali. Un’eventuale vittoria di Flavio Bolsonaro (figlio dell’ex presidente oggi in carcere) su Lula avrebbe conseguenze deleterie per tutta l’America Latina e non solo.

L’ascesa dell’estrema destra, la formazione di governi ultraliberali e ultraconservatori in guerra contro le libertà, i diritti e le condizioni di vita dei lavoratori e delle lavoratrici, delle donne, delle minoranze etniche o sessuali e dei migranti, in tutto il mondo, è promossa da Trump e dai suoi sostenitori miliardari.

Il clan Bolsonaro non porta solo la responsabilità della politica di Jair Bolsonaro: centinaia di migliaia di morti in Brasile per la sua gestione della pandemia da Covid, crollo delle condizioni di vita delle popolazioni povere brasiliane, aggravarsi dei danni ambientali e il tentativo di colpo di stato dopo la sua sconfitta contro Lula alle elezioni del 2022, tentato golpe per il quale ore è in prigione. Questo movimento, oggi incarnato da suo figlio, preannuncia il peggio per il popolo brasiliano, per l’America Latina e per la lotta contro il riscaldamento globale.

Se verrà eletto, insieme al suo partito e ai suoi alleati (politici, finanzieri, sette religiose, grandi proprietari terrieri, militari), si appresta a vendere agli Stati Uniti e alle multinazionali una parte significativa delle risorse energetiche e minerarie del Brasile, ad accelerare la deforestazione dell’Amazzonia e a invertire la politica internazionale di Lula, che rappresentava un certo contrappeso alla politica bellicista di Donald Trump.

Noi, rappresentanti delle organizzazioni politiche sottoscritte, affermiamo la nostra piena solidarietà con tutti i partiti e i movimenti sociali che, in Brasile, conducono la lotta contro il clan Bolsonaro, contro l’estrema destra e contro la minaccia incombente che rappresentano. In tal senso, indipendentemente dalle nostre differenze o da eventuali disaccordi con il governo uscente, sosteniamo con forza la candidatura di Lula e la coalizione da lui guidata. Siamo consapevoli che la lotta che essi conducono in Brasile è legata a quella che qui in italia conduciamo e condurremo contro l’estrema destra e il suo mondo, anch’esso ispirato e solidale con Trump e i suoi progetti imperialisti.

Proponiamo di organizzare iniziative di solidarietà con il popolo brasiliano in occasione delle prossime elezioni presidenziali e legislative e invitiamo le altre forze della sinistra a sostenere questo appello. 

Partito della Rifondazione Comunista

Sinistra Anticapitalista

Per adesioni scrivere a sinistra@anticapitalista.org

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Issues Noble (Ubuntu 24.04) openwebrx not strarting

 
Hello I unstalled the packaged for openwebrx but not able to start them....
 
systemctl start openwebrx.service
does not start openwebrx and after a while bails out with : Job for openwebrx.service canceled.
 
Running openwebrx from command line:
 
openwebrx
Traceback (most recent call last):
  File "/usr/local/bin/openwebrx", line 33, in <module>
    sys.exit(load_entry_point('OpenWebRX==1.2.122', 'console_scripts', 'openwebrx')())
             ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
  File "/usr/local/bin/openwebrx", line 25, in importlib_load_entry_point
    return next(matches).load()
           ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
  File "/usr/lib/python3.12/importlib/metadata/__init__.py", line 205, in load
    module = import_module(match.group('module'))
             ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
  File "/usr/lib/python3.12/importlib/__init__.py", line 90, in import_module
    return _bootstrap._gcd_import(name[level:], package, level)
           ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
  File "<frozen importlib._bootstrap>", line 1387, in _gcd_import
  File "<frozen importlib._bootstrap>", line 1360, in _find_and_load
  File "<frozen importlib._bootstrap>", line 1331, in _find_and_load_unlocked
  File "<frozen importlib._bootstrap>", line 935, in _load_unlocked
  File "<frozen importlib._bootstrap_external>", line 995, in exec_module
  File "<frozen importlib._bootstrap>", line 488, in _call_with_frames_removed
  File "/usr/lib/python3/dist-packages/owrx/__main__.py", line 10, in <module>
    from owrx.http import RequestHandler
  File "/usr/lib/python3/dist-packages/owrx/http.py", line 1, in <module>
    from owrx.controllers.status import StatusController
  File "/usr/lib/python3/dist-packages/owrx/controllers/status.py", line 3, in <module>
    from owrx.sdr import SdrService
  File "/usr/lib/python3/dist-packages/owrx/sdr.py", line 4, in <module>
    from owrx.source import SdrSource, SdrSourceEventClient
  File "/usr/lib/python3/dist-packages/owrx/source/__init__.py", line 26, in <module>
    from pycsdr.modules import TcpSource, Buffer
ImportError: /usr/local/lib/python3.12/dist-packages/pycsdr-0.18.2-py3.12-linux-x86_64.egg/pycsdr/modules.cpython-312-x86_64-linux-gnu.so: undefined symbol: _ZN4Csdr3AgcIfE11setHangTimeEj
 
journalctl --unit=openwebrx.service -n 1000 --no-pager
 
Oct 02 18:27:44 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:44,718 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:44 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:44,783 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:44 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:44,912 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:45 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:45,102 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:45 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:45,170 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:45 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:45,296 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:45 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:45,423 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:45 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:45,550 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:45 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:45,616 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:45 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:45,744 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:45 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:45,871 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:45 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:45,997 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:46 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:46,126 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:46 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:46,255 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:46 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:46,383 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:46 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:46,448 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:46 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:46,576 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:46 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:46,702 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:46 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:46,830 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:46 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:46,896 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:47 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:47,023 - owrx.websocket - WARNING - _sendBytes() after socket error, ignoring
Oct 02 18:27:47 myserver systemd[1]: Stopping openwebrx.service - OpenWebRX WebSDR receiver...
Oct 02 18:27:47 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:47,094 - owrx.markers - INFO - Stopping marker database thread.
Oct 02 18:27:47 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:47,094 - owrx.web - INFO - Stopping Receivers database thread.
Oct 02 18:27:47 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:47,094 - owrx.web - INFO - Stopping Repeaters database thread.
Oct 02 18:27:47 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:47,094 - owrx.web - INFO - Stopping EIBI database thread.
Oct 02 18:27:47 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:47,094 - owrx.source.rtlsdr-6 - WARNING - STDERR: received signal: 15
Oct 02 18:27:47 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:47,094 - owrx.web - INFO - Stopped Receivers database thread.
Oct 02 18:27:47 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:47,095 - owrx.web - INFO - Stopped Repeaters database thread.
Oct 02 18:27:47 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:47,095 - owrx.markers - INFO - Stopped marker database thread.
Oct 02 18:27:47 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:47,095 - owrx.web - INFO - Stopped EIBI database thread.
Oct 02 18:27:47 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:47,110 - owrx.source.rtlsdr-6 - WARNING - STDERR: received signal: 15
Oct 02 18:27:47 myserver openwebrx.py[512709]: 2026-10-02 18:27:47,111 - owrx.source.rtlsdr-6 - WARNING - STDERR: WARNING: rtlsdr_cancel_async failed
Oct 02 18:29:17 myserver systemd[1]: openwebrx.service: State 'stop-sigterm' timed out. Killing.
Oct 02 18:29:17 myserver systemd[1]: openwebrx.service: Killing process 512709 (python3) with signal SIGKILL.
Oct 02 18:29:17 myserver systemd[1]: openwebrx.service: Failed to kill control group /system.slice/openwebrx.service, ignoring: Invalid argument
Oct 02 18:29:17 myserver systemd[1]: openwebrx.service: Main process exited, code=killed, status=9/KILL
Oct 02 18:29:17 myserver systemd[1]: openwebrx.service: Failed with result 'timeout'.
Oct 02 18:29:17 myserver systemd[1]: Stopped openwebrx.service - OpenWebRX WebSDR receiver.
Oct 02 18:29:17 myserver systemd[1]: openwebrx.service: Consumed 6h 52min 34.260s CPU time.
 
Any ideas ?
 
Chrs
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3 ottobre 2025 – 3 ottobre 2026. Colpevoli di Palestina. Verso lo sciopero del 14 ottobre

di Enio Minervini, della direzione nazionale di Sinistra Anticapitalista, militante per la Palestina processato per la manifestazione del 3 ottobre 2025

1. Il 12 e il 14 ottobre inizieranno presso il tribunale di Massa, in Toscana, i processi per le manifestazioni in solidarietà con la Palestina e con la Global sumud flottilla del 3 ottobre 2025. Il 9 novembre inizierà quello per le analoghe manifestazioni del 22 settembre 2025. Oltre 70 persone sono sotto processo per quelle manifestazioni e tra queste persone ci sono io stesso.

Il processo di Massa è il primo in Italia che cerca di criminalizzare quell’enorme opposizione al genocidio che lo scorso autunno portò in piazza milioni di persone in tutta Italia e, fuori dall’Italia, in tutto il mondo.

2. Di cosa siamo accusati?

Di aver sentito il dolore del popolo palestinese giungerci dall’altra parte del mare.

Di averlo sentito forte, fino qui, come se fosse nostro, come se quei bambini fossero i nostri bambini, come se quelle donne e quegli uomini fossimo noi stessi.

Di questo siamo accusati e accusate e per questo andiamo a processo.

Un processo politico che più politico non potrebbe essere: il reato di umanità contro la ferocia di un genocidio.

3. È questo che definisce la posta in gioco: il genocidio perpetrato da Israele contro il popolo palestinese è un pezzo dell’architrave del Capitalismo che si sta costruendo. Il popolo palestinese è un ostacolo alle future vie energetiche e ai flussi globali di merci che dalla penisola araba giungono in Europa. Il suo sterminio è funzionale alla liberazione dello spazio fisico per questi flussi, ma anche dello spazio politico per riconnettere lo stato sionista con quella parte del mondo arabo arruolata da decenni agli interessi del grande Capitale. Su quello spazio si gioca la competizione interimperialista con la concorrente “via della seta” che dalla Cina porterebbe le merci in Europa. Inoltre la tecnologia militare dello sterminio sperimenta gli stumenti delle guerre del futuro e indica i percorsi per il riarmo già in atto nei paesi europei.

È per questo che un paese con il PIL limitato alle dimensioni di una grande regione italiana è in grado di tenere aperti 8 fronti di guerra contemporaneamente (Gaza, Cisgiordania, Libano, Siria, Yemen, Iran, Iraq e, nell’immediato orizzonte, Turchia). Ci riesce perché davanti alle sue guerre e al suo genocidio si incrociano gli interessi globali del potere occidentale, Italia compresa, che lo sostengono.

4. Ed allora si comprende il senso della repressione che stiamo subendo a Massa e che sta colpendo l’Italia e tutto il mondo.

I processi contro il dissenso, così come il delirante e razzista disegno di legge cosiddetto “antisemitismo”, gli arresti negli Stati Uniti della premio Oscar Susan Sarandon insieme a tante e tanti militanti per la Palestina, la persecuzione di Action for Palestine nel Regno Unito come organizzazione terroristica per il solo fatto di aver gettato vernice rossa contro un aereo militare svelano il senso dell’azione repressiva: manifestare contro il genocidio, opporsi anche simbolicamente allo scorrere fluido del flusso di merci e delle commesse militari che alimentano le guerre di Israele, protestare, denunciare le malefatte genocidarie di Israele, è un reato da reprimere con durezza.

5. C’è quindi un legame profondo tra il senso di umanità e il sentimento di partecipazione di un dolore che esplode dalla due rive del mediterraneo e la resistenza ad un futuro di guerra in cui il genocidio può riguardarci tutte e tutti.

6. Personalmente affronto il processo con la consapevolezza di chi tornerebbe su quei binari oggi stesso, rivendicando tutta l’umanità che quel popolo enorme ha dimostrato lo scorso anno.

Abbiamo posto a noi stessi la domanda che per decenni ci siamo posti, studiando la storia dei genocidi del ‘900.

Cosa devono fare i contemporanei di un mondo devastato dalla ferocia, quando la complicità con un genocidio attraversa la loro stessa terra? Stare in piazza, davanti ai porti, nelle stazioni è stato il modo per rifiutarsi di guardare altrove con indifferenza. Sottolineare la reticenza, la complicità e le ipocrisie del nostro governo, mentre imbarcazioni italiane venivano assalite in acque internazionali, e dire che non saremmo rimasti con le mani in mano. Dire che potevamo bloccare lo scorrere delle armi e della complicità militare con Israele e che cercheremo di farlo ancora.

7. Indipendentemente dalla data del processo di ciascuna e ciascuno, noi presidieremo il tribunale di Massa il 12 ottobre e il 9 novembre e parteciperemo allo sciopero di tutta la Toscana e a tutte le manifestazioni del 14 ottobre a Massa.

8. Siamo ancora, oggi come ieri, l’equipaggio di terra che con l’equipaggio di mare lavora tutti i giorni per rompere l’assedio di Gaza.

Un giorno si dirà di noi: “fecero quello che i governi non vollero fare!”.

È vero, non siamo riusciti a fermare il massacro.

Il genocidio continua e anche la complicità del governo italiano continua.

Ma dopo quelle giornate nessuno potrà più dire che i massacri continuano nell’indifferenza dell’opinione pubblica e dei militanti per la Palestina. Milioni di persone in piazza dissero lo scorso anno che non in nome del nostro popolo viene compiuto quel massacro.

Siamo pronti a ripeterlo oggi, in piazza e in tribunale.

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Francia: Mobilitazioni delle scuole superiori

Pubblichiamo il comunicato della Gioventù Anticapitalista (NPA) sulle mobilitazioni studentesche di questi giorni e a seguire la corrispondenza raccolta da Radio Onda d’Urto della compagna Alice Ferraglio, consigliera comunale di Saint Denis per La France Insoumise

Mobilitazioni delle scuole superiori: non fermiamoci qui!

di Jeunesse Anticapitaliste

Scarica il volantino originale

Da qualche giorno, il movimento dei licei si intensifica. Sono più di 400 gli istituti di scuola secondaria bloccati in tutta la Francia per chiedere migliori condizioni di studio. E di fronte alle loro mobilitazioni hanno in risposta una repressione di una violenza decuplicata.

Personale sottopagato, classi sovraccariche, edifici fatiscenti, orari troppo pesanti, per non parlare del rullo compressore che è il percorso Sup [sistema per l’ammissione alle facoltà universitarie e agli altri percorsi di istruzione superiore ndt], le rivendicazioni sono numerose e il sentimento di abbandono dei licei pubblici aumenta. I licei dei quartieri popolari sono i primi ad affrontare questa mancanza di investimenti da parte dello Stato. Questa situazione si inserisce in un contesto di attacchi austeritari da parte di un governo al servizio dei datori di lavoro, di rotture dei servizi pubblici e di offensive razziste.

È anche facile fare il collegamento con gli attacchi alle università, ai sussidi per l’alloggio, all’RSA [reddito di solidarietà attiva ndt], ai contratti di lavoro sempre più precari, o anche il menefreghismo del governo di fronte alla crisi climatica. I giovani non possono più vedere un futuro nel loro paradiso capitalo-fascista.

“Violenti”, “manipolati”, “strumentalizzati”, ecc. le autorità cercano a tutti i costi di screditare i nostri movimenti. Continueremo a ricordarlo: le nostre rivendicazioni sono legittime così come le nostre forme di mobilitazione.

Il governo conduce una repressione senza precedenti contro i nostri blocchi. Le immagini di questa repressione sono terribili (strangolamenti, placcaggi a terra, arresto, spari con proiettili LBD [lanciatore di proiettili a impatto cinetico usato dalla polizia francese ndt] a distanza ravvicinata, accecamenti, ecc.). Questa violenza dello Stato ci mostra una cosa: il governo ha paura della nostra mobilitazione. Questa repressione non ci fermerà. Continueremo a mobilitarci per migliori condizioni di studio.

Chiediamo:

  • Abrogazione di Parcoursup
  • Fine dell’orario 8-18 e delle lezioni del sabato
  • Ristrutturazione di tutti i licei e gli istituti di istruzione superiore
  • Fine delle tasse di iscrizione razziste

Invitiamo le liceali e i liceali a continuare la lotta, le studentesse e gli studenti a mobilitarsi nei loro luoghi di studio, e l’insieme del movimento sociale a sostenere le liceali e i liceali di fronte alle violenze della polizia.

Più soldi per i nostri licei! Basta con gli sbirri nei nostri luoghi di studio!
Riappropriiamoci del nostro futuro!


FRANCIA: PROSEGUE LA MOBILITAZIONE STUDENTESCA NONOSTANTE LA REPRESSIONE. 6 OTTOBRE CONVERGENZA E SCIOPERO

da Radio Onda d’Urto

Altri 600 arresti questa mattina di studenti e studentesse, il 90% sono minorenni secondo i dati forniti dal ministero degli interni. Ma la repressione non ferma il movimento che dalle scuole di periferia ed in particolare di Saint Denis si è esteso in tutta la Francia.  “Ieri ci sono stati 900 licei in tutta la Francia mobilitati e sono stati  occupati 24 campus universitari: le rivendicazioni riguardano la richiesta di maggiori risorse perchè mancano i professori e le attrezzature scolastiche e poi la selezione per l’ingresso all’università con una piattaforma informatica che appare ingiusta ed opaca – spiega Alice Ferraglio, compagna bresciana consigliera comunale per La France Insoumise a Saint Denis – la risposta è puramente repressiva sia da parte della polizia e dal punto di vista della giustizia, il ministro ha chiesto di avere fermezza nella risposta penale. Oggi inoltre circa 400 licei sono stati chiusi e ci sarà la didattica online per ostacolare la mobilitazione studentesca e per evitare che ci siano blocchi, anche alcune scuole di Saint Denis dove vivo.”

Il 6 ottobre ci sarà un’altra giornata di mobilitazione nazionale indetta da alcuni sindacati studenteschi ed è arrivato anche l’appoggio di alcuni sindacati  come CGT, Sud, Force Ouvrière  del servizio pubblico: “la precarietà in cui gli studenti vivono  è una precarietà che in forme diverse è condivisa anche dal resto della popolazione e quindi è bene che ci sia una convergenza delle lotte perchè queste possano moltiplicarsi e arrivare a strutturare delle rivendicazioni chiare con obiettivi che si possano ottenere.”

Ascolta la corrispondenza di Alice Ferraglio da Saint Denis dove è consigliera comunale de La France Insoumise

 

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Spagna: il movimento per il diritto alla casa incendia l’autunno

Pubblichiamo il comunicato di Anticapitalistas sul movimento per la casa e a seguire le considerazioni di Brais Fernández.

La scintilla ha dato fuoco alla prateria: organizziamo un autunno rovente

Comunicato di Anticapitalistas (28/9/2026)

Mercoledì 23 settembre, la polizia ha sfrattato Maricarmen a Madrid. Maricarmen è una donna di 87 anni a cui un fondo speculativo ha aumentato progressivamente l’affitto, finché non ha deciso di destinare l’appartamento a nuove attività commerciali. In questo senso, non si tratta di un caso così eccezionale: nello Stato spagnolo si verificano migliaia di sfratti all’anno. Il movimento per il diritto alla casa lotta ogni giorno contro questi sfratti, spesso di fronte al silenzio dei media, che distolgono lo sguardo da un dramma presente nella quotidianità dei quartieri operai.

Tuttavia, questo caso è stata la scintilla che ha dato fuoco alla prateria. Le immagini estremamente crudeli mettono in luce una realtà incontestabile. L’alloggio è la principale preoccupazione della popolazione lavoratrice. Negli ultimi anni gli affitti sono aumentati in modo esponenziale, il turismo sfrenato ha invaso quartieri e città in tutto il territorio spagnolo, il potere d’acquisto della gente è diminuito a causa dell’aumento dei prezzi: un’intera generazione si vede privata dell’accesso all’alloggio e, durante otto anni di governi progressisti, il problema non ha fatto altro che aggravarsi.

La mobilitazione non si è limitata a Madrid: un movimento di solidarietà e di protesta ha attraversato molte città, da Granada a Valladolid. La manifestazione di sabato a Madrid, indetta dal Sindacato delle Inquiline, che si è conclusa con un accampamento in Plaza de Sol, ha rappresentato un salto di qualità nel conflitto. Non si tratta più di un problema settoriale o particolare: l’alloggio è diventato il grande fallimento del progressismo, mettendo in evidenza che gli otto anni di governo, prima tra PSOE e Podemos e ora tra PSOE e SUMAR, non sono stati in grado di affrontare i problemi strutturali di cui soffre la popolazione lavoratrice.

In questo senso, la mobilitazione per il diritto alla casa esprime un nuovo fattore sociale, che può svilupparsi fino a diventare determinante. Da un lato, il clima politico è cambiato: di fronte a una destra all’offensiva contro i migranti sulla scia della crisi di Ceuta, il movimento per il diritto alla casa è in grado di mettere sul tavolo un’altra agenda. Ha inoltre messo in difficoltà un progressismo che sa solo vivere ricattando la base di sinistra con la paura della destra, mentre mantiene intatte le politiche che consentono il profitto capitalista a spese della classe lavoratrice. Non sembra che il governo possa ignorare questo problema: le esperienze fallimentari di «vittorie storiche» come la legge sugli alloggi fungono da meccanismo preventivo contro nuovi tentativi di facciata.

Ma il fatto che il clima sia cambiato non significa che sia cambiato anche il rapporto di forze. La destra continua ad essere ancora più potente del campo popolare; il progressismo cercherà di neutralizzare il problema, attraverso una combinazione di ricatti e tentativi di «riforme passive», ovvero briciole per frenare la mobilitazione. Tuttavia, questa offensiva è condizionata dal profondo discredito dei partiti che sono stati al governo in questi anni. Né Sumar né Podemos hanno presenza e influenza nel movimento per il diritto alla casa, nonostante i tentativi dei loro esponenti di riposizionarsi: senza reti militanti e una volta screditata la loro strategia governativa, il blocco progressista ha serie difficoltà a utilizzare questi partiti come tramite nella dialettica negoziale con cui cercano di limitare il movimento sociale.

La sfida del movimento popolare è evitare la trappola parlamentare e mettere al centro l’azione politica indipendente delle masse. Il programma del Sindacato delle Inquiline, con il cosiddetto decreto Maricarmen e altre misure fondamentali come l’espropriazione delle abitazioni di proprietà dei fondi speculativi e delle banche per creare un parco immobiliare pubblico, l’immediata riduzione del 50% degli affitti e la limitazione dell’affitto al 20% dello stipendio, costituisce un buon programma per unificare il movimento e dotarlo di un orizzonte da imporre attraverso la forza sociale e politica.

Ciò richiede un salto di qualità a livello organizzativo e tattico, affinché il movimento si doti di una strategia che gli consenta di rafforzarsi nel lungo periodo. È necessario mettere sul tavolo prospettive come lo sciopero generale, che impediscano al movimento di arenarsi in una fase senza riuscire a passare a un’altra. Lo sciopero generale richiede la costruzione di un’ampia politica di alleanze, con una propria prospettiva antagonista: non può essere uno sciopero delle minoranze sindacali, deve coinvolgere tutti i settori possibili del mondo sindacale, ma combinarsi con repertori più ampi, come abbiamo visto negli scioperi dell’8 marzo. Una prospettiva di questo tipo consentirebbe di includere altre rivendicazioni della nostra classe, come quelle salariali di alcuni settori dell’industria o il potente movimento educativo che si sta sviluppando in diverse comunità autonome. Se prendiamo sul serio questa prospettiva, dobbiamo lottare costantemente per ampliare la nostra base sociale, mobilitando dal basso ed esercitando pressioni su tutti i settori sindacali e sociali in questa direzione.

Si apre un nuovo scenario. C’è un settore sociale che si sta radicalizzando verso sinistra e che, pur non essendo ancora neanche lontanamente una maggioranza sociale, è disposto a lottare contro questo sistema e contro l’estrema destra senza rinunciare a nulla e senza delegare al progressismo. Le forze politiche e tutti i settori militanti che puntano alla trasformazione anticapitalista della società devono impegnarsi a fondo per rafforzare e sviluppare questo slancio, ampliandolo e trasformandolo in un movimento di massa e popolare. Questo è il miglior antidoto contro il disincanto e l’apatia e ci consentirà di ottenere conquiste che ci permettano di passare all’offensiva.


Nuovo clima, nuova congiuntura. Appunti tattici a partire dal movimento per il diritto alla casa

di Brais Fernández (da Zona de Estrategia)

Dopo lo sfratto di Maricarmen, la lotta per il diritto alla casa si è trasformata in un movimento politico che sta mettendo in crisi il governo progressista. Ora dobbiamo estendere il conflitto oltre gli accampamenti, fare della demercificazione dell’alloggio un asse attorno al quale raggruppare altre rivendicazioni e porre lo sciopero generale come obiettivo a breve termine.

Il movimento per il diritto alla casa ha fatto un balzo in avanti esponenziale a seguito dello sfratto di Maricarmen, passando dall’essere una struttura formata da diversi sindacati con capacità militante e di mobilitazione diseguali a porsi al centro di un nuovo movimento di carattere politico. Ciò solleva alcuni problemi di definizione e di analisi della congiuntura, nonché questioni relative alla tattica e alla strategia. Suddivideremo questo articolo in base a queste due parti. La brevità del testo e la condizionalità delle ipotesi avanzate sono giustificate dalla rapidità e dalla mutevolezza della congiuntura.

Congiuntura e movimento

Come esponevamo all’inizio, ci troviamo di fronte a un movimento di carattere politico. Ciò si riflette sia nella forma che nella sostanza. Pur essendo guidato in larga misura dal Sindacato delle Inquiline, il conflitto non si basa su uno sciopero delle inquiline, ovvero non ha come fulcro il «luogo della riproduzione», ma ha compiuto il salto nella sfera pubblica, puntando direttamente al Governo dello Stato. Questo fatto riflette alcuni limiti nel radicamento strutturale delle organizzazioni per il diritto alla casa e, al contempo, l’urgenza del problema, e impone una concezione concreta dei processi. Di fronte all’idea semigradualista di accumulare forze per poi lottare, la realtà è che si impone la massima del Faust di Goethe: «All’inizio era l’azione». È attraverso la lotta, attraverso il salto, che si aprono nuove possibilità di organizzazione di massa. Naturalmente, ciò non significa sottovalutare l’organizzazione precedente: il buon lavoro di organizzazioni come il Sindacato delle Inquiline e altri settori del movimento per il diritto alla casa permette al movimento di affrontare questa sfida con una struttura e una capacità estremamente utili per rafforzarsi e guidare la lotta di massa. Ma la lotta di massa non è un mero riflesso dell’organizzazione sindacale preesistente; comporta un salto e un adattamento a una nuova circostanza, che richiede nuove tattiche e strategie.

Il movimento per il diritto alla casa riesce così a concentrare (temporaneamente) tutte le contraddizioni accumulate sul piano sociale (la contraddizione tra la crescita economica e i profondi problemi di accessibilità economica della classe lavoratrice) e politico (le contraddizioni tra le promesse e la retorica da un lato e la realtà della politica progressista dall’altro). Ciò determina il carattere della crisi. Una base sociale simile a quella del vecchio 15M si mette in moto di fronte ai problemi strutturali irrisolti, mettendo in crisi il progressismo al potere. Fino a qui, l’analogia è corretta.

Ma il contesto nel suo insieme non lo è. La storia non è una ripetizione circolare che ritorna nella sua forma precedente, anche se riprendiamo sempre le tradizioni e i problemi del passato per riformularli. Il rapporto di forze non è la stessa cosa del clima politico. Sebbene il clima politico sia temporaneamente favorevole, con una destra colta alla sprovvista, il rapporto di forze internazionale continua a essere segnato dall’ascesa della reazione e dell’estrema destra, a differenza di quanto accadde nel 15M, che si inseriva nello spirito offensivo delle rivoluzioni arabe.

Piuttosto, nonostante tutte le sue differenze, questo movimento affonda le sue radici nella necessità di decine di migliaia di persone e di una nuova generazione politica globale – dai movimenti per la Palestina alle lotte e all’emergere di una nuova sinistra in Francia, negli Stati Uniti o in Germania – di combattere con le proprie armi contro questo clima soffocante imposto dalla reazione e dal capitale. La particolarità di questo movimento per il diritto alla casa è che si oppone al governo «più progressista» della storia, mettendo così in crisi, soprattutto, i partiti di sinistra legati alla gestione governativa degli ultimi otto anni. Sebbene questo movimento non alteri ancora e in modo automatico il rapporto di forze, esso comporta comunque l’emergere di un nuovo settore politico-sociale, prima oscurato dall’orgia di propaganda progressista, che combina i talk show di RTVE e il costante ricatto della paura del fascismo.

Tattica e strategia

Il movimento sta ancora prendendo forma in modo disomogeneo, influenzato dalla composizione politica di ciascun territorio o nazione di quella variegata formazione sociale che è lo Stato spagnolo. Madrid ne è l’epicentro, ma stanno sorgendo accampamenti in diverse città. In alcuni territori, in cui la densità del movimento «spontaneo» è minore poiché esistono altre forze molto strutturate (soprattutto sindacali, come in Galizia e nei Paesi Baschi), è possibile che il movimento assuma forme proprie e particolari. Ma al di là di ciò, si tratta di cercare di far crescere il movimento, considerando l’accampamento come una fase della lotta, non come un fine a sé stesso.

Questo dibattito riveste una certa importanza. L’accampamento può essere un’enorme leva per raggruppare e organizzare il salto nella lotta di classe, ma è un momento di concentrazione di forze che, al di là della sua capacità di condensare la politica per un istante, non riflette ancora la strutturazione di un ampio movimento in espansione nei quartieri e nei luoghi di lavoro. È vero che potrebbe sfociare in una comune, ma non di Madrid: sarebbe piuttosto la comune di Sol, che incasellerebbe il movimento negli stretti limiti delle sue pratiche autoreferenziali, cosa che, francamente, preferiamo non immaginare.

Ma il movimento non può nemmeno limitarsi a essere una sorta di «petizione cittadina» al Parlamento. Il suo ruolo non è quello di avallare i decreti di un governo di gestione capitalista in nome di una logica del male minore. In un contesto di ascesa della lotta, ciò potrebbe comportare una chiusura del conflitto, non una conquista parziale. Al contrario, si tratta di costruire un’iniziativa propria che esplori la dialettica tra forza sociale e conflitto antagonistico e che apra brecce nella configurazione dello Stato. Noi comunisti non ci opponiamo alle riforme: lottiamo attivamente per esse, nella misura in cui rafforzano la nostra classe nella lotta per l’obiettivo del superamento del capitalismo. Lo Stato moderno, inoltre, non è un semplice guardiano notturno: costruisce la propria egemonia riflettendo i rapporti di forza, così come la classe lavoratrice si rafforza ottenendo nuove cristallizzazioni delle proprie lotte (e non attraverso le sconfitte che la disgregano, come pensano i catastrofisti), in una tensione tra la riforma passiva e la conquista della propria autonomia.

Ma ciò ha una chiara ripercussione. I dibattiti giuridico-politici sulla composizione parlamentare o sui limiti legali hanno la loro importanza tattica, ma sono secondari dal punto di vista strategico. Il programma e l’orizzonte di un movimento non possono limitarsi a ciò che la costituzione giuridica del capitale, sempre temporanea, stabilisce in un determinato momento. Il programma deve essere legato agli obiettivi immediati della classe lavoratrice. Misure come la riduzione immediata degli affitti, l’espropriazione senza indennizzo dei fondi speculativi e delle banche per creare un parco immobiliare pubblico, sotto controllo sociale e democratico, o l’ancoraggio del tetto massimo dell’affitto al 20% del salario vanno in questa direzione. Gli slogan devono ampliare il possibile: devono riprendere l’arte leninista di fissare un compito, un modo per avanzare nella guerra di posizione. L’idea che la rendita sia un rapporto illegittimo e che si debba lottare per demercificare l’alloggio conferisce un orizzonte ideologico alle rivendicazioni, collegandole a un proprio progetto di società. Non bisogna aver paura di esigere dalla classe dirigente; ciò che non si deve mai fare è chiederle qualcosa. Tornando al Faust di Goethe: «In principio era la forza».

In questo senso, la lotta per l’alloggio può svolgere temporaneamente un ruolo simile a quello della rivendicazione della giornata lavorativa di otto ore per il movimento operaio. Il vecchio movimento operaio non aspettava che si formasse una maggioranza parlamentare che applicasse il suo programma: cercava di dotarsi della forza per imporlo. Era questa dialettica a raggiungere un punto di equilibrio tra la vocazione di ottenere conquiste concrete qui e ora e quella di forgiare un movimento con un orizzonte trasformativo: solo in questa dialettica, che ha due facce indissolubili, si può forgiare una forza.

Ma per farlo dobbiamo dotarci di una nuova capacità tattica. È qui che emerge lo sciopero generale come orizzonte. È ovvio che nemmeno lo sciopero generale in sé possa essere un fine, ma sì un orizzonte intermedio che comporti un nuovo balzo in avanti nella lotta, nel conflitto e nell’accumulo di forze, dotando l’insieme della classe di una prospettiva specifica che eviti la dispersione e metta al centro l’azione politica di massa.

Uno sciopero generale in questo contesto dovrebbe partire da diverse premesse. La prima è che non può essere uno sciopero di minoranze, indetto esclusivamente dai sindacati combattivi, i quali, ovviamente, possono e devono svolgere un ruolo chiave nell’intera questione. È necessario coinvolgere almeno un settore della classe operaia organizzata sotto l’ala delle grandi burocrazie sindacali, anche se ogni realtà ha le sue peculiarità. Se qualche comunista nutre delle riserve al riguardo, prima di andare in tilt, gli consigliamo di leggere i testi dell’Internazionale Comunista e di studiare la sua pratica durante il III e il IV Congresso dell’Internazionale Comunista. Tuttavia, questo non si otterrà né con appelli astratti né con negoziazioni dall’alto. È necessaria una pressione enorme e costante dal basso. Dobbiamo cercare un modello adeguato. Ad esempio, gli scioperi femministi indetti dalle assemblee dell’8 marzo possono servire da punto di partenza. Un modello di sciopero generale che combini la mobilitazione dei settori più avanzati sul posto di lavoro con un’ampia mobilitazione politica, concentrando in una sola giornata diversi repertori di azione.

Il Sindacato delle Inquiline e il movimento per il diritto alla casa possono promuovere assemblee per lo sciopero generale e, in molti luoghi, unirsi ad altri settori, come ad esempio il potente e organizzato movimento educativo, che in realtà è più strutturato di quello per il diritto alla casa, sebbene abbia meno centralità. La chiave affinché il movimento si sviluppi è essere in grado di espandere e rafforzare il movimento tra la classe lavoratrice con una tattica coerente e indipendente. Lo sciopero generale, quindi, implica una tendenza all’unità nell’azione, attorno a specifici vettori organizzativi. La scelta virtuosa, in questo caso, sarà quella di utilizzare la questione abitativa, diventata il punto centrale di una crisi politica, come elemento aggregante delle rivendicazioni senza che ciò si trasformi in un miscuglio che, anziché unire, finisca per disperdere.

Né possiamo avere una concezione gradualista dell’organizzazione dello sciopero. Questa situazione non si protrarrà per mesi, a meno che non ci dotiamo degli strumenti per un rapido avanzamento. Un ripiegamento in questo momento comporterà la perdita di una centralità contingente. Lo sciopero non può essere pianificato con mesi di anticipo. Anche se può sembrare controintuitivo, stiamo parlando di settimane. Questo movimento non avanza sulla base di una struttura già consolidata: piuttosto, va strutturato attraverso l’azione e la congiuntura. Qualsiasi evento, in un clima così instabile, può cambiare l’agenda se il movimento non è in grado di intensificare la lotta. Per questo c’è una certa urgenza: non possiamo fermarci. Dobbiamo fare un passo avanti per trasformare il salto in forza. Non c’è modo migliore per affrancarci dal progressismo, lottare per l’egemonia al di là della retorica e affrontare concretamente la destra radicale che approfondire, estendere ed elevare il livello della lotta. Trasformare in realtà lo sciopero generale, che è tornato nelle strade come slogan, è una buona via per affrontare queste sfide.

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NASA Model Wing Lights Up During First Pressure Sensitive Paint Tests

2 min read

Preparations for Next Moonwalk Simulations Underway (and Underwater)

Side‑by‑side images showing a wing-like test article mounted in a wind tunnel. The left image displays the pale, unlit test article attached to instrumentation inside the tunnel. The right image shows the same article under aerodynamic heating, glowing bright pinkish‑purple as test data parameters appear around it, including readings for pressure, temperature, Mach number, and angle of attack.
Left: The Benchmark Supercritical Wing not illuminated in unsteady Pressure Sensitive Paint inside the Transonic Dynamics Tunnel at NASA’s Langley Research Center. Right: The Benchmark Supercritical Wing illuminated in unsteady Pressure Sensitive Paint during testing inside the Transonic Dynamics Tunnel at NASA’s Langley Research Center.
Left: NASA/Sarah Peak | Right: NASA

Groundbreaking tests at NASA’s Langley Research Center in Hampton, Virginia, are paving the way for new wind tunnel capabilities for designing the aircraft technologies of the future. 

In a first-of-its-kind test in NASA Langley’s Transonic Dynamics Tunnel, researchers used unsteady Pressure Sensitive Paint to study how air flows around a standard wind tunnel model known as the Benchmark Supercritical Wing. As the team observed the test, the paint’s special capabilities made the model wing glow pink-purple when exposed to special ultraviolet lights, while high-speed cameras captured every detail. 

The test combined two valuable NASA tools. NASA’s benchmark wings don’t represent a particular type of aircraft, rather they are meant as universal models to help researchers improve computer modeling using wind tunnel data.  

Unsteady pressure sensitive paint is a specialized coating that varies in brightness according to how much pressure the air flow applies to the wing. High-speed cameras capture those changes, providing data for computer models. For years, NASA researchers at centers including Langley and the agency’s Ames Research Center in California’s Silicon Valley have been working to integrate the paint into wind tunnel tests for aircraft and rockets. NASA researchers consider the paint a vital tool and expect to find many more wind tunnel applications in the future.  

This test marked the technique’s first use on a large-scale, freely moving model in a low‑oxygen environment, an achievement made possible by the Transonic Dynamic Tunnel’s unique testing capabilities. 

This milestone opens the door for upcoming tests on flexible aircraft models that are designed to bend and adapt during flight to improve efficiency. It also lays the foundation for better simulations and designs as NASA advances the future of flight. 

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Il pomodoro "Borsa di montone" della Val di Bisenzio è Presidio Slow Food

Il pomodoro "Borsa di montone" della Val di Bisenzio è Presidio Slow Food

In occasione di Terra Madre Salone del Gusto, la varietà tradizionale pratese ha ottenuto l'ufficialità del riconoscimento. Presente all’evento anche il dott. Leonardo Borsacchi, ricercatore della Fondazione PIN, che svolge il supporto tecnico-scientifico alle politiche urbane del cibo del Comune di Prato e segue numerosi progetti nel territorio della Val di Bisenzio.

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Design Tessile e Moda, Swap Party e aperitivo di inizio corso il 16 ottobre

Design Tessile e Moda, Swap Party e aperitivo di inizio corso il 16 ottobre

Il 16 ottobre 2026, dalle ore 16:00 alle 19:00, il Polo di Prato dell'Università di Firenze ospiterà uno Swap Party incentrato sui temi della moda sostenibile e del consumo consapevole. L'evento si aprirà con il talk "Come diventare consapevoli dei propri acquisti", a cui interverranno Claudia Morea, Eva di Franco e Tessa Moroder di Lotto Zero. Un momento di approfondimento e confronto sulle buone pratiche legate all'economia circolare e all'impatto del settore tessile.

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Design Tessile e Moda, Swap Party e aperitivo di inizio corso il 16 ottobre

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Il 16 ottobre 2026, dalle ore 16:00 alle 19:00, il Polo di Prato dell'Università di Firenze ospiterà uno Swap Party incentrato sui temi della moda sostenibile e del consumo consapevole. L'evento si aprirà con il talk "Come diventare consapevoli dei propri acquisti", a cui interverranno Claudia Morea, Eva di Franco e Tessa Moroder di Lotto Zero. Un momento di approfondimento e confronto sulle buone pratiche legate all'economia circolare e all'impatto del settore tessile.

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‘America is back’, AI ‘conspiracy’, China’s Laos deal: 7 global relations reads

We have selected seven of the most interesting and important news stories covering global relations from the past few weeks. If you would like to see more of our reporting, please consider subscribing. 1. Trump condemns ‘sick conspiracy’ against AI, says he is only guardrail needed US President Donald Trump downplayed growing concerns about artificial intelligence, claiming America already has guardrails to regulate the industry and warning that casting doubt on development only benefits...

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Al Polo di Prato la ricerca incontra famiglie e cittadini

Al Polo di Prato la ricerca incontra famiglie e cittadini

Venerdì 25 settembre la sede della Fondazione PIN - Polo di Prato dell'Università di Firenze ha aperto le sue porte alla città in occasione di Bright-Night 2026, la Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori. L'appuntamento ha trasformato il Polo Universitario in uno spazio aperto di scoperta, condivisione e festa, accogliendo cittadini, studenti e famiglie con bambini.

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Le novità editoriali di Firenze University Press: ricerca, territorio e attualità

Le novità editoriali di Firenze University Press

Dalla comunicazione digitale al design sostenibile, fino ai temi della legalità e dei diritti: una panoramica sulle ultime uscite della casa editrice dell'Ateneo fiorentino. La diffusione della ricerca scientifica e l'approfondimento dei temi culturali, giuridici e sociali di maggior rilievo rappresentano un pilastro fondamentale della vita accademica. La produzione editoriale della Firenze University Press (FUP) continua a fornire strumenti di studio, aggiornamento e riflessione rivolti non solo a studenti e docenti, ma anche a professionisti, istituzioni e comunità locale.

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Risolta vulnerabilità in WatchGuard Endpoint Security

WatchGuard ha rilasciato aggiornamenti di sicurezza per sanare una vulnerabilità con gravità "critica" in Endpoint Security per Windows, soluzione dedicata alla protezione dei dispositivi terminali. Tale vulnerabilità, qualora sfruttata, potrebbe consentire a un utente malintenzionato autenticato locale di elevare i propri privilegi ed eseguire codice arbitrario sui sistemi interessati.
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Ho Preso Una PISTOLA a SPRUZZO per VERNICIARE Le Pareti di CASA! C'E' L'HA FARO? #unboxing #painting

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Ho visto un video qui su YT, ho comprato una pistola spruzza-vernice su AMMAZZON, e mi son detto, cosa mai ci sara' di complicato nel verniciare una parete di bianco, a spruzzo? Ecco l'UNBOXING dell'OGGETTO...

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A ROMA DOVE NON PUOI FILMARE: QUARTICCIOLO, PAURA E VIOLENZA

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Siamo entrati nel Quarticciolo con una telecamera accesa: ecco cosa significa provare a documentare uno dei quartieri più complessi di Roma.

Tra lotti popolari e angoli presidiati, in alcune vie basta puntare un obiettivo per far scattare la tensione: urla, intimidazioni e minacce a vista. Nonostante il clima ostile, siamo andati dritti nel punto più critico per dare voce a chi ci vive.

Parlare con i residenti è possibile, ma filmarli è quasi un miraggio: la paura delle ritorsioni e l'omertà imposta dalla criminalità soffocano qualsiasi tentativo di denuncia. Chi decide di parlare rischia di essere subito etichettato come "infame", mentre la rabbia e la prepotenza prendono il sopravvento su chiunque cerchi semplicemente di far sentire la propria voce.

Il Quarticciolo è un quartiere dalla storia importante e con un potenziale enorme, ma logorato dall'abbandono istituzionale: palazzine popolari che cadono a pezzi, assenza di manutenzione e un vuoto dello Stato dove troppo spesso finisce per vigere solo la legge del più forte.

Voi cosa ne pensate della situazione? Conoscevate questa realtà? Scrivetelo nei commenti.

💬 Lascia un like per supportare il reportage e iscriviti al canale per non perdere i prossimi video.

#Roma #Quarticciolo #Reportage #Periferie #Inchiesta
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Premi di laurea in memoria della professoressa Annalisa Romani: bando per tesi su sostenibilità e innovazione agroalimentare

Premi di laurea in memoria della professoressa Annalisa Romani

Il Dipartimento di Statistica, Informatica, Applicazioni "G. Parenti" (DISIA) dell'Università degli Studi di Firenze promuove due premi dedicati a laureate e laureati magistrali con elaborati incentrati su economia circolare e sostenibilità. Scadenza per la presentazione delle domande: 16 novembre 2026.

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Sono aperte le iscrizioni al Workshop GARR 2026

Sono aperte le iscrizioni al Workshop GARR 2026

È possibile iscriversi al Workshop GARR 2026, che si terrà dal 3 al 5 novembre presso l’Aula Magna di Lettere Filosofia Lingue dell’Università Roma Tre.
Come ogni anno, il workshop GARR raduna gli esperti di networking del mondo dell’istruzione e della ricerca in un evento che è sia occasione di aggiornamento sia opportunità di discussione e confronto sui temi più caldi del momento.

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Identificazione degli effetti sismo-indotti della sequenza in Italia centrale del 2016-2017 mediante dati satellitari

La sequenza sismica in Italia centrale del 2016-2017 ha avuto  più di 60 terremoti di magnitudo Mw > 4.0 tra il 24 agosto 2016 e il mese di gennaio 2017, causando oltre 300 vittime e ingenti danni agli edifici e al patrimonio artistico e culturale di un’area appenninica piuttosto vasta. La sequenza è stata caratterizzata da alcuni eventi principali [Amatrice/Accumoli (RI) – 24/08/2016, Visso (MC) – 26/10/2016, Norcia (PG) – 30/10/2016 e Capitignano (AQ) – 18/01/2017], che hanno prodotto significative deformazioni superficiali, con uno spostamento massimo di circa 70 cm nella Piana di Castelluccio di Norcia, rilevato attraverso le osservazioni satellitari. Oltre alle deformazioni su larga scala, la sequenza ha innescato fenomeni localizzati, quali frane e riattivazioni di faglie secondarie, contribuendo ad aumentare il dissesto dell’area. Questo lavoro si propone di identificare tali effetti sismo-indotti mediante l’utilizzo della tecnica dell’interferometria SAR (InSAR) [Massonnet et al., 1993], applicata a dati satellitari in banda X e C relativi a quattro casi studio: Monte Vettore, Bolognola, Podalla e Cicconi (Figura 1). I risultati evidenziano il contributo delle osservazioni multi-banda per la valutazione della pericolosità ambientale e il monitoraggio post-sisma.

Figura 1 Panoramica dell’area di studio. I cerchi rossi rappresentano le quattro aree analizzate e interessate da fenomeni sismo-indotti. Le stelle gialle indicano gli epicentri dei quattro eventi principali della sequenza sismica in Italia centrale del 2016-2017.

Il dataset utilizzato

Il dataset utilizzato in questo studio è riassunto in Tabella 1. Esso comprende diversi interferogrammi generati per ciascun caso studio a partire da coppie di immagini SAR acquisite dalle missioni COSMO-SkyMed (CSK), in banda X, e Sentinel-1 (S1), in banda C. L’analisi è stata condotta mediante il software GAMMA, specificamente sviluppato per l’elaborazione interferometrica dei dati SAR [Wegmüller and Werner, 1997].

Tabella 1 Dataset SAR utilizzato in questo studio.

I casi studio

Monte Vettore
I risultati InSAR ottenuti da immagini acquisite da CSK hanno evidenziato un segnale deformativo sul versante del Monte Vettore, strettamente correlato alla fase cosismica del terremoto di Amatrice (Mw 6.0), del 24 agosto [Bignami et al., 2016]. La deformazione rilevata lungo la Linea di Vista del satellite (Line-of-Sight, LoS) è localizzata sul versante sud-occidentale e raggiunge uno spostamento massimo di circa 12 cm (Figura 2). Tale deformazione è associata a una frattura continua, lunga circa 5 km, osservata lungo il versante e identificata anche durante i rilievi di campagna, probabilmente riconducibile alla combinazione di processi deformativi tettonici e gravitativi [Albano et al., 2016].

Figura 2 Mappa di spostamento 2D lungo la LoS relativa al caso di studio del Monte Vettore. Nell’angolo in basso a sinistra dell’immagine è visibile parte della deformazione cosismica indotta dall’evento di Amatrice/Accumoli mentre l’area in esame è evidenziata con un rettangolo blu [A]. Focus in 3D dell’area analizzata [B].
Bolognola
In questo caso studio, sono stati utilizzati dati SAR acquisiti sia da CSK sia da S1 per identificare un fenomeno deformativo localizzato circa 25 km a NE degli epicentri dei terremoti di Visso e Norcia, nel settore settentrionale dei Monti Sibillini, in prossimità dell’abitato di Bolognola (MC). I risultati evidenziano uno spostamento localizzato di circa 2.5 cm lungo la LoS, associato a una frana con movimento prevalente da NO verso SE. L’intervallo temporale coperto dalle acquisizioni delle immagini Sentinel-1 comprende sia gli eventi sismici di Visso e Norcia che le relative repliche. Pertanto, non è possibile determinare con certezza quale evento abbia innescato il movimento franoso.
Figura 3 Mappa di spostamento 2D lungo la LoS relativa al caso di studio di Bolognola. Nell’angolo in basso a sinistra dell’immagine è visibile parte della deformazione cosismica indotta dagli eventi di Visso e Norcia mentre l’area in esame è evidenziata con un rettangolo blu [A]. Focus 3D sull’area analizzata [B].
Podalla
La Deformazione Gravitativa Profonda di Versante (DGPV) di Podalla (MC) è localizzata in prossimità della diga del Lago di Fiastra ed è stata precedentemente studiata mediante dati InSAR, evidenziando una potenziale predisposizione a deformazioni significative [Tolomei et al., 2013]. In particolare, la DGPV di Podalla è stata identificata come un sackung (insaccamento) con direzione NE e caratterizzata da un piano di scivolamento immergente verso NO. I risultati InSAR ottenuti dalle immagini S1 mostrano un campo di spostamento con una deformazione LoS massima di circa 2–2.5 cm, rilevata sia durante il terremoto di Amatrice sia per gli eventi di Visso e Norcia. Pertanto, la DGPV di Podalla sembra essersi ri-attivata in seguito ai primi tre eventi principali della sequenza sismica in Italia centrale del 2016–2017, determinando uno spostamento cumulativo lungo la LoS di circa 5 cm.
Figura 4 Mappa di spostamento 2D lungo la LoS relativa al caso di studio di Podalla in seguito all’evento di Amatrice/Accumoli. L’area in esame è evidenziata con un rettangolo blu [A]. Focus 3D sull’area analizzata [B].
Cicconi
Anche in questo caso sono stati utilizzati sia i dati CSK sia quelli S1. I risultati mostrano che l’area circostante l’abitato di Cicconi, nel territorio comunale di Fiastra (MC), ha subito una deformazione LoS localizzata di circa 2–2.5. L’area è situata circa 25 km a nord-est degli epicentri dei terremoti di Visso e Norcia; tuttavia, sulla base delle date di acquisizione delle immagini, è possibile identificare il terremoto di Visso del 26 ottobre 2016 come l’evento responsabile della riattivazione di questa frana, caratterizzata da un movimento prevalente da SO verso NE.
Figura 5 Mappa di spostamento 2D lungo la LoS relativa al caso di studio di Cicconi. Nell’angolo in basso a sinistra dell’immagine è visibile parte della deformazione cosismica indotta dall’evento di Visso mentre l’area in esame è evidenziata con un rettangolo blu [A]. Focus 3D sull’area analizzata [B].

I risultati dell’analisi 

Durante e dopo forti terremoti possono verificarsi diversi effetti indotti dall’attività sismica, in grado di generare ulteriori condizioni di pericolo sia per l’ambiente sia per la popolazione. A seconda della posizione degli epicentri e dei meccanismi di faglia responsabili degli eventi, gli effetti secondari possono includere la generazione di tsunami, il crollo di edifici, fenomeni di liquefazione dei terreni, valanghe e frane [Alasset et al., 2006; Chini et al., 2015; Piscini et al., 2017; Rodrı́guez et al., 1999].  Questo lavoro si concentra sugli effetti locali indotti dalla sequenza sismica in Italia centrale del 2016–2017 nelle aree dell’Appennino centrale colpite. I dati InSAR acquisiti dalle missioni CSK in banda X e S1 in banda C hanno permesso di rilevare deformazioni locali indotte dai terremoti in quattro aree dei Monti Sibillini: Monte Vettore, Bolognola, Podalla e Cicconi. Sono stati ricostruiti i relativi campi di spostamento dell’ordine di pochi centimetri lungo la LoS, principalmente interpretati come associati a fenomeni franosi e fagliazione secondaria. I fenomeni osservati sono stati innescati dai primi tre eventi principali della sequenza, ovvero i terremoti di Amatrice, Visso e Norcia. L’ultimo evento tra quelli principali, il terremoto di Capitignano (Mw 5.5), si è verificato nel mese di gennaio 2017 durante la stagione invernale e ha interessato un’area in gran parte ricoperta da neve. Tali condizioni hanno limitato l’utilizzo di dati InSAR in banda X e C, a causa di significativi effetti di decorrelazione temporale nelle acquisizioni SAR. In particolare, la rapida evoluzione del manto nevoso nell’intervallo temporale tra due acquisizioni, dovuta, ad esempio, a variazioni dello spessore, redistribuzione della neve o processi di fusione, modifica le proprietà di scattering e quindi la risposta elettromagnetica della superficie. Tali cambiamenti riducono notevolmente la correlazione tra le immagini SAR causando perdita di coerenza ed assenza di segnale informativo.

Questo lavoro ha dimostrato la capacità dei dati InSAR di identificare fenomeni deformativi su piccola scala indotti dai terremoti, in particolare nelle aree montane. In contesti topografici complessi, come quelli interessati dalla sequenza sismica in Italia centrale del 2016–2017, le indagini sul campo possono risultare difficoltose a causa della limitata accessibilità delle aree e del potenziale innesco di fenomeni franosi o riattivazioni di faglie secondarie. L’InSAR rappresenta un potente strumento per la valutazione e la mappatura rapida della pericolosità ambientale, fornendo osservazioni spazialmente estese e sicure sia della deformazione cosismica sia dei fenomeni deformativi sismo-indotti. 

A cura di Marco Polcari, Christian Bignami, Marco Moro, Salvatore Stramondo, Cristiano Tolomei, ONT-INGV

Bibliografia

Alasset, P.-J., Hébert, H., Maouche, S., Calbini, V., and Meghraoui, M. [2006]. The tsunami induced by the 2003 Zemmouri earthquake (MW = 6.9, Algeria): modelling and results. Geophysical Journal International, 166(1), 213–226. https://doi.org/10.1111/j.1365-246X.2006.02912.x 

Albano, M., Saroli, M., Moro, M., Falcucci, E., Gori, S., Stramondo, S., Galadini, F., and Barba, S.. [2016]. Minor shallow gravitational component on the Mt. Vettore surface ruptures related to MW 6, 2016 Amatrice earthquake. Annals of Geophysics, 59, 2. https://doi.org/10.4401/ag-7299 

Bignami, C., Tomolei, C., Pezzo, G., Guglielmino, F., Atzori, S., Trasatti, E., Antonioli, A., Stramondo, S. and Salvi, S. [2016]. Source identification for situational awareness of August 24th 2016 Central Italy event. Annals of Geophysics, 59, 25. https://doi.org/10.4401/ag-7233 

Chini, M., Albano, M., Saroli, M., Pulvirenti, L., Moro, M., Bignami, C., … Stramondo, S. [2015]. Coseismic liquefaction phenomenon analysis by COSMO-SkyMed: 2012 Emilia (Italy) earthquake. International Journal of Applied Earth Observation and Geoinformation, 39, 65–78. https://doi.org/10.1016/j.jag.2015.02.008 

Massonnet, D., Rossi, M., Carmona, C., Adragna, F., Peltzer, G., Feigl, K., and Rabaute, T. [1993]. The displacement field of the Landers earthquake mapped by radar interferometry. Nature, 364(6433), 138–142. https://doi.org/10.1038/364138a0 

Piscini, A., Romaniello, V., Bignami, C., and Stramondo, S. [2017]. A New Damage Assessment Method by Means of Neural Network and Multi-Sensor Satellite Data. Applied Sciences, 7(8), 781. https://doi.org/10.3390/app7080781 

Rodrı́guez, C. E., Bommer, J. J., and Chandler, R. J. [1999]. Earthquake-induced landslides: 1980–1997. Soil Dynamics and Earthquake Engineering, 18(5), 325–346. https://doi.org/10.1016/S0267-7261(99)00012-3 

Tolomei, C., Taramelli, A., Moro, M., Saroli, M., Aringoli, D., and Salvi, S. [2013]. Analysis of the deep-seated gravitational slope deformations over Mt. Frascare (Central Italy) with geomorphological assessment and DInSAR approaches. Geomorphology, 201, 281–292. https://doi.org/10.1016/j.geomorph.2013.07.002 

Wegmüller, U., and Werner, C. [1997]. GAMMA SAR Processor and Interferometry Software. Presented at the 3rd ERS Scientific Symposium. Retrieved from https://www.gamma-rs.ch/uploads/media/1997-1_GAMMA_Software.pdf


Licenza

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Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 4.0 Internazionale

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Upload² : le solarpunk pour toutes et tous

Poursuivant le travail entrepris depuis plusieurs années au sein des ateliers solarpunk, Framasoft s’associe une nouvelle fois à l’Université de Technologie de Compiègne, Sorbonne Universités et le chaton Picasoft pour une session en distanciel : upload².

Proposé comme une formation à distance transposant ce qui se fait en présentiel, l’idée est de tenter un essaimage, d’inviter de nouvelles personnes à s’aventurer en territoire solarpunk et, pourquoi pas, de devenir à l’avenir animateurices d’ateliers. Les activités s’échelonneront entre le 19 octobre et le 11 décembre, avec un emploi du temps découpé en quatre modules de deux semaines chacun, avec un livrable attendu à chaque étape. Un volume de travail d’environ quatre heures par semaine est à prévoir pour les participant·es.

Le contenu, intégralement sous licence libre, comme les productions proposées sur punkardie.fr est réutilisable, appropriable, modifiable, compostable…

Nous vous proposons également le temps de cet atelier de vous passer de ces outils problématiques que sont les plateformes et outils liés au capitalisme de surveillance. L’occasion d’expérimenter ce que peut être un travail en commun, à distance, avec des outils techno-critiques. Profiter de ce temps sans enjeu autre que celui de faire, échanger et apprendre ensemble pour préfigurer ce que pourrait être un monde solarpunk.

 

"Ancom or Ansyndie Solarpunk flag" by @Starwall@radical.town is licensed under CC BY-SA 4.0.

La définition du solarpunk que nous proposons repose sur trois axes :

  • Le solarpunk est contestataire et solaire, c’est son point de départ, il vise explicitement à prendre le contre-pied de la dominante contemporaine focalisée sur la société de consommation pour proposer dans le même mouvement un futur où les humains ont réussi à mieux coexister entre eux et avec les non-humains.
  • Le solarpunk est technocritique, la technique y occupe une place fondamentale, mais sans technophilie idéalisant le progrès ni technophobie rejetant la constitutivité technique de l’humain.
  • Le solarpunk est réaliste, son objectif est de développer des imaginaires qui peuvent correspondre à des mises en action à court terme.

 

Un derrick rouillé recouvert de plantes, chaampignon, mousse et lichens, avec une personne assise sur une de ses poutres, au milieu d’une végétation luxuriante.

I long for the day fossil fuels are nothing but a painful memory we can heal from.
I long for the day fungus eats steel, vines entrapping the derricks ~.
At rest, CC BY SA Honora (https://storyseedlibrary.org/art/honora/at-rest/)

 

Détails du déroulé proposé : https://librecours.net/courses/upload2/

Inscription par courriel uniquement (42 places ouvertes, pas de frais d’inscription ou de participation) : upload2@punkardie.fr

Crédits de l’image de fond : https://storyseedlibrary.org/art/mirko-zamora/kooch-bridges/ · Kóoch Bridges, 2026, CC BY SA Mirko E. Zamora

Hébergement du librecours par la société coopérative Kelis.

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OrvietoLug - Come usare Ollama su Linux: eseguire un modello di IA locale

Come installare Ollama su Linux ed eseguire un modello di IA locale. Guida pratica a installazione, modelli, comandi, aggiornamenti e utilizzo.

L'articolo Come usare Ollama su Linux: eseguire un modello di IA locale proviene da Orvieto Linux User Group | Promozione software libero a Orvieto.

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Suggerimenti di Gemini in Android Auto sono una rivoluzione

Suggerimenti di Gemini in Android Auto sono una rivoluzione

I nuovi suggerimenti di Gemini in Android Auto sono pronti a trasformare l'interazione con il tuo veicolo, introducendo un'intelligenza proattiva che anticipa le tue necessità. Questa tecnologia, basata sull'intelligenza artificiale di Google, promette di portare una sorta di "magia" sul display della tua auto.

Scopriamo insieme come funzionerà e chi potrà beneficiarne.

Cosa sono i suggerimenti proattivi di Gemini

Se possiedi un recente smartphone Google Pixel, hai già familiarità con funzioni come Magic Cue o Proactive Assistance. Si tratta di una tecnologia intelligente che offre suggerimenti contestuali prima ancora che tu li richieda.

Nel concreto, questa tecnologia agisce come un assistente personale. Ad esempio, se ricevi un messaggio con il nome di un ristorante, il tuo telefono potrebbe mostrarti automaticamente la scheda di Google Maps corrispondente. Allo stesso modo, se hai un volo in programma, le informazioni pertinenti potrebbero apparire in una conversazione su Google Messaggi

La funzione può gestire anche conflitti di calendario e altre situazioni quotidiane, agendo come un sistema progettato per anticipare le tue esigenze e farti risparmiare tempo.

Come funzioneranno i suggerimenti di Gemini in Android Auto

L'obiettivo di Google è trasferire questa intelligenza proattiva nell'ecosistema dell'auto. L'analisi delle recenti versioni di Android Auto, come la 17.9 beta, ha rivelato stringhe di codice esplicite. Frasi come "Gemini può mostrarti suggerimenti personalizzati che ti fanno risparmiare tempo" confermano lo sviluppo di questa integrazione.

Con questa implementazione, mentre guidi, Android Auto potrebbe:

  • suggerire la navigazione verso un luogo menzionato in un messaggio recente;
  • proporre l'avvio di una playlist che ascolti solitamente a quell'ora;
  • ricordare un appuntamento imminente, offrendo le indicazioni stradali

Lo scopo è rendere l'esperienza di guida più fluida e sicura, minimizzando le distrazioni e fornendo le informazioni giuste al momento giusto.

Un vantaggio esclusivo per gli utenti Pixel

Un aspetto da considerare è la possibile esclusività della funzione. Proprio come la Proactive Assistance sugli smartphone è oggi riservata ai dispositivi Pixel, è probabile che l'integrazione di Gemini in auto segua la stessa logica.

Per sfruttare i suggerimenti di Gemini in Android Auto, potrebbe essere necessario abbinare uno smartphone Google Pixel al sistema di infotainment. Se utilizzi Android Auto con un telefono di un altro marchio, come Samsung, Xiaomi o OnePlus, potresti rimanere escluso da questa innovativa funzione. Si tratta di una strategia che mira a rendere l'ecosistema Google sempre più integrato e desiderabile, limitando però l'accesso alle ultime novità per una vasta fetta di utenti.

Quando saranno disponibili i suggerimenti di Gemini in Android Auto

Google aveva già accennato all'arrivo di questa funzionalità in passato, ma senza fornire una tempistica precisa. La recente scoperta delle stringhe di codice, però, suggerisce che lo sviluppo è in una fase avanzata e che il rilascio ufficiale potrebbe non essere lontano.

Al momento non è stata annunciata una data di lancio ufficiale. Tuttavia, la presenza di queste opzioni nelle versioni beta indica che i test sono in corso e il rilascio potrebbe avvenire nei prossimi mesi, forse in concomitanza con un aggiornamento di Android o con il lancio di nuovi dispositivi Pixel.

L'articolo Suggerimenti di Gemini in Android Auto sono una rivoluzione proviene da sicurezza.net.

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Conversazioni #3 Paesi

Conversazioni è una rubrica mensile anonima a cura della redazione di Stanca. Due o più persone della redazione dialogano su un tema a partire da uno spunto di riflessione, un’esperienza personale, un fatto di cronaca o qualcosa che hanno letto, visto o ascoltato. Con questa rubrica cerchiamo di rompere l’idea di autorialità individuale – e speriamo di non litigare. Ogni blocco di testo è da leggere come un intervento all’interno della conversazione. In questa terza Conversazione parliamo di paesi, paesini, paeselli. 

Quanto paesella il tuo paesello? Questa è la domanda che ha accompagnato parte del feed instagram della mia estate. Un paesello, stando ai parametri di questa ricerca, ha meno di diecimila abitanti. Noi ci rientriamo alla perfezione, chi perché ne ha la metà, chi perché ne ha quattro in meno. Per fortuna, altrimenti questa conversazione sarebbe stata difficile da intavolare. Tra momenti felliniani e bagni di realtà la discussione è andata avanti seguendo le associazioni intricate che ci legano a luoghi remoti e non-imperturbabili. La musica è un elemento fondamentale. Non siamo voluti scendere a compromessi con le polemiche recenti, anzi, probabilmente questa conversazione nasce da esse e va da tutt’altra parte. Abbiamo conversato con i ricordi, speriamo, senza lasciarci fagocitare. Se successivamente vorrete venire a trovarci, avrete con voi la guida realizzata da due “native”. I nomi e i fatti, diciamo, sono abbastanza inventati, in alcuni casi.

> Non credo si possa spiegare cosa significhi crescere un piccolo paese per chi non l’ha fatto. È una banalità, ma la dico lo stesso, con frustrazione perché ci ho provato molte volte. E davanti a me trovavo gli occhi di chi mi rispondeva oscillare tra il compatimento e lo scetticismo. Crescere in un paese (almeno per me a cavallo tra gli anni ‘90 e ‘00) significa essere lontani dai meccanismi che governano la storia e la società, essere dei fruitori passivi di informazioni che vengono proiettate nella tua testa da una distanza siderale, che non permette di riconoscervi dietro delle persone reali che vivono la loro vita e fanno ciò che fanno per i loro motivi. È l’assenza di una chiave che permetta l’accesso a una possibilità più profonda di interpretare i meccanismi che governano il mondo. Quella chiave è sepolta in città e per raccoglierla non c’è altra possibilità che andare via dal paese. Per me ottenere quella chiave (ma ci sono molti altri modi) ha significato scegliere di essere un intellettuale, una persona che lavora con le proprie idee e la scrittura per cercare di imprimere una sottile correzione alla direzione del mondo. È stato orribile e stupefacente capire di cosa di trattasse a trent’anni, quando il tuo cervello si è già formato su meccanismi ben strutturati. Produce una mutazione che ti rende straniero, quando torni al paese non lo riconosci e non ti riconosci, e questo è un altro dolore che è impossibile comunicare a chi non l’ha vissuto ugualmente. Tu hai avuto una storia o una percezione simile? Dato che abbiamo fatto un po’ di strada insieme negli ultimi anni, volevo capire intanto se hai provato anche tu qualcosa del genere negli ultimi tempi.


> È successa una cosa. Per cui sono costretta a cambiare totalmente impostazione al discorso, cancellare tutto ciò che avevo scritto e spiegarti le mie perplessità. L’altro giorno sono andata a questo evento, Amarcord Schignano, organizzato un po’ a caso al circolo del paese, unico centro di socialità rimasto, a parte qualche ristorante. I vari esercizi commerciali del posto sono definitivamente chiusi per vari motivi che forse conosci e hai vissuto anche tu. Vive e sopravvive fieramente la mia parrucchiera e un gelataio. 

In questo momento sono scissa in due, perché volevo parlare della passività, del paese dormitorio, della condivisa necessità di andarsene, del fatto che ogni novità è vista con una smorfia e si chiamano i carabinieri a mezzanotte e dieci se c’è un po’ di musica nel piazzale per un evento. Volevo parlare delle problematiche che colpiscono questi posti da decenni, sociali e familiari (in paese tutto è di tutti, nel bene e nel male). Tuttavia, ho trovato proprio a questa festa la ristampa di un diario, realizzata per l’occasione, scritto dai fu bambini della scuola nella seconda metà degli anni Cinquanta. Un documento pazzesco. Ha ribaltato momentaneamente la mia prospettiva generale su come poteva essere vissuto cinquanta o settant’anni fa un paesino come il nostro, o il mio almeno. E conosco centinaia di aneddoti da genitori e nonni che potevano scardinare l’idea negativa che si è radicata nel mio cervello. A partire dal compito scolastico, e solo in una visione generale, sembra che siamo noi nella merda, privi di riferimenti se non verso l’esterno, questo esterno che ci chiama e senza il quale, paradossalmente, non avremmo potuto apprezzare e riconoscere alcune dinamiche del proprio paese. E, comunque, rimane qualcosa di cristallizzato, lo continuo a considerare un caso isolato che presenta intorno a sé miriadi di situazioni storte e grottesche. Sono rimasta molto colpita dalla documentazione: mi sono resa conto che non conosco quasi niente del posto in cui abito. Però conosco varie storie di solidarietà, ma anche di abuso e violenza. Mi rendo conto che, per quanto sia bello, non posso romanticizzare l’identità di un posto solo a partire da un progetto scolastico, per quanto illuminato: un laboratorio sul territorio realizzato dalla classe mista delle elementari nel 1956. 

Tu quanto sai del posto da cui vieni?


> Sono contento che tu abbia cambiato discorso, perché ero partito con un tono di disperazione privata, che già rileggendolo non mi faceva respirare e rischiava di soffocare tutta la nostra conversazione.

Questa scoperta dei diari dei bambini del ‘56 mi ha fatto uno strano effetto, perché mi ha portato a pensare a due cose che non so se si integrano o sono in contraddizione tra di loro. Il ‘56 è stato l’annus horribilis del comunismo italiano, Chruščëv al XX congresso del PCUS tira fuori il rapporto segreto in cui apre il vaso di pandora dei crimini di Stalin e qualche mese dopo gli operai della Poznan si rivoltano contro il regime comunista polacco. Rossana Rossanda nella Ragazza del secolo scorso lo descrive come l’innesco di quello che poi avrebbe portato alla fine del sogno di un altro mondo possibile, soprattutto in Italia, dove avevamo il più grande partito comunista in un paese occidentale. È il crollo che ha aperto il baratro del presente, l’inizio dello sfacelo politico. Il mondo che stavano ricostruendo con la scusa del dopoguerra gli era crollato improvvisamente addosso e si resero conto nel giro di un anno che ogni potere è sporco, violento, inaccettabile. Non credo che ne siamo ancora usciti da questa contraddizione.

Ma poi! Mi sono riascoltato La nevicata del ‘56 di Mia Martini (c’è anche una versione di Califano), una canzone di una nostalgia dolcissima, in cui la sera si sente solo il rumore del fiume (cosa che a me fa pensare al massimo al coprifuoco in pandemia), alle partite viste sulle spalle del padre, a Roma coperta dalla neve come se fosse un sogno. Dice “c’era posto pure per le favole” e forse quello è stato l’ultimo anno in cui si è creduto davvero in qualcosa, qualcosa di viscerale, non razionalizzabile, che era evidente a tutti. C’era spazio per costruire una realtà come la volevamo. Sto divagando, però volevo depositare qua queste due cose sul ‘56.

Per il resto io so ben poco del paese da cui provengo perché non esiste più una lingua per mitizzarlo. O meglio, se dovessi farmi carico della mitizzazione della bellezza del mio paese (seriamente e completamente, una missione di vita) dovrei passare tutte le mie sere nei bar a sfondarmi di campari e gin, per ascoltare le mille storie che ogni sera quelli che stanno qui (“gli incastrati”) mi raccontano. È una lingua che ho ascoltato molto, che so parlare e ascoltare, ma come ogni lingua non può che divenire la sostanza di cui è costituito l’individuo. Continuare a parlare quella lingua significa restare ai margini, ingoiati da un tempo che è sempre presente e sempre uguale, assorbendo i riflessi del mondo come si è bruciati dal sole sulla spiaggia, impotenti, mentre tutto intorno c’è l’apocalisse (climatica, tecnocratica, genocida), così imminente che se ci penso rischio di farmi venire un attacco di panico. Ecco mi sembra che non riusciamo più a parlare del paese perché abbiamo perso un dizionario che abbia ancora un sapore di speranza, invece quelle parole puzzano sempre di foto virata seppia, in cui una faccia senza nome (un vecchio parente di mia nonna) sorride come se tutto andasse benissimo e la vita valesse ancora la pena di essere vissuta.

Ultimamente si è parlato tanto di Le citta di pianura, non sopporto di quel film il fatto che mi sembra nascondere il moraleggiante sotto il favolistico, la sua leggerezza è una tovaglia posta a coprire lo squarcio. Gli alcolisti che conosco io non sono come il personaggio di Capovilla, si vomitano addosso e si cacano sotto, tornano a casa e picchiano i figli, toccano il culo delle tipe al bar o peggio. Li trovo seducenti (nella loro autodistruzione) ma di una bellezza pericolosissima, che quel film attenua disinnescandola completamente. Invece qualche giorno fa ho visto Gigi la legge, quasi cento minuti di una telecamera che segue questo vigile urbano stralunato friulano, segue il vuoto delle conversazioni in macchina, i sogni di un tipo di mezza età con le sue fissazioni, con la neoassunta carina con cui flirta e che lo mette inevitabilmente davanti alla cruda verità che la sua vita è già passata, che è un vecchio che può solo scherzare per non impazzire, come hanno già fatto i giovani che accompagna al centro igiene mentale per un TSO. Quel vuoto assomiglia di più a quello che vedo io quando sono nel paese.

Ecco sono finito nuovamente sul disperato. Però davvero non riesco a trovare alcuna speranza al di fuori della nostalgia. Quello che sento nel paese è un vuoto in cui si rischia di affondare, come le sabbie mobili in cui più ti muovi e più affondi. Ci ho passato tanti anni e conosco bene quella paura, la sento ancora dentro di me ogni volta che torno a casa e non mi sento assolutamente pronto per affrontarla davvero (anche se un po’ questo mi fa vergognare). Sento che tutti i momenti di gioia vissuti qui provengono dall’infanzia o dall’adolescenza, e mi chiedo quindi se quel ‘56 non sia in fondo l’esame di maturità dell’Italia, qualcosa di lontanissimo che possiamo razionalizzare o guardare soltanto con la lente della nostalgia.

Continuo a pensarci. Però pensiamoci insieme. Tu hai qualche momento di felicità che hai vissuto nel paese al momento presente, un momento in cui in questi anni ti sei fermata e hai detto che bello qui, anche senza pensare al passato o al futuro?


> Ho trovato proprio l’altro giorno il libro di Rossana Rossanda a una bancarella dell’usato… e non l’ho preso, era l’edizione con copertina rigida.

E’ vero che il paese vive di ricordi; se ci pensi, anche il diario del ’56 viveva dei ricordi degli anziani e degli adulti che i bambini del tempo andavano a intervistare. Però, per riprendere la citazione che hai fatto a Mia Martini, è anche vero che la distanza aumentava esponenzialmente la fiducia nel futuro, quel futuro che leggevi – se sapevi farlo – nei giornali, o che ti facevi raccontare; “che tempi quelli”, i tempi della solidarietà, ma anche della violenza domestica e dell’indigenza delle persone che avevano una casa in pietra da borgo medievale, ma dovevano stare in un cantuccio del focolare per scaldarsi: neri di fuliggine, perché ormai troppo vecchi per far qualsiasi cosa, ma di una gentilezza disarmante; chiusi in se stessi, ma con la porta sempre aperta “non c’era bisogno di chiudere a chiave!”.

I ricordi sono in parte traditori e questo l’ho imparato, unica nozione rimasta, a uno dei corsi per gli inutili 24 CFU per l’insegnamento: man mano che cresci la memoria li modifica, per cui a un certo punto quanto ti puoi fidare dei racconti, delle tue stesse esperienze se rischiano perennemente di essere distorte a piacimento dal tuo cervello?

A me è successo, e lo posso confermare come ricordo perché è un dato abbastanza recente, di fermarmi un attimo, in uno dei paesini in cui vivo (eh sì, più di uno, un marasma di racconti e personaggi dai soprannomi strampalati che conosco per di più per sentito dire), e pensare “ah che bello, sono proprio fortunata”. Il punto, però, è che la fortuna non la costruisce solo il luogo: la costruiscono le persone. Questo paragrafo è pieno di luoghi comuni, ma conferma che per quanto una situazione di felicità in una comunità minuscola ti si pari davanti, prima o poi la logica del consumo dettata dall’esterno, la piccola città di provincia, ti risucchia e ti riporta alla realtà – che poi era felicità per me, per gli altri non lo so. A posteriori, è stato come far parte di un trip collettivo: bastavano veramente pochi elementi positivi abituali, un pizzico di novità unita alla familiarità di un posto che ti ha vista crescere e il gioco è fatto. Per me questo si è manifestato durante il lavoro stagionale, mentre studiavo all’università. Ho iniziato a lavorare da persone che, al momento, considero a metà tra miei cari amici e una sorta di seconda genitorialità, sono stata letteralmente adottata per tre anni e lì, in un locale di una certa età, frequentato dalle stesse persone che storcevano il naso vedendo per la prima volta una torta vegana (che poi adoravano) e la domenica si trovavano per parlare delle corse in moto o in auto, ho trovato il più strano e magnifico ed eterogeneo gruppo di amici. E un gatto, Rossano, adottato anche lui un po’ da tutti. Dopo la chiusura del locale, che si è trasferito in città, si è perso il collante. C’è chi, purtroppo, è morto nel frattempo, ma per un momento, piccolissimo, sono stata catapultata nell’atmosfera di quei ricordi che ho sempre ascoltato da voci più grandi di me. 

Poi, bagno di realtà: sono tre anni su trenta. I rapporti con le persone non cambiano, ma si modificano le circostanze. Potrei aggiungerci gli anni dell’infanzia, ma sono una cosa diversa. In quei tre anni ho cercato e ho trovato una dimensione sociale che a raccontarla oggi sembra un’esagerazione, una caramella stucchevole. Da lì ho visto passare tante persone, che venivano da fuori e che avevano forse una mente più arretrata di chi viveva nel paese. Penso, ad esempio, a chi si trasferisce attualmente in queste zone alla ricerca di pace e tranquillità, che si traduce in “nessun rumore molesto dopo l’ora che mi pare perché io vengo dalla città con questa esigenza che pretendo venga rispettata”. Un aneddoto interessante riguarda sempre la musica e gli immancabili gruppi Facebook, in particolare la piccola Casa della Musica dove un tempo suonava la banda – estinta – e dove adesso vanno a suonare ogni tanto gli appassionati. Dopo una o due volte che facevano delle prove, c’è stato l’intervento del nuovo arrivato di turno che ha inneggiato al disturbo della quiete pubblica. 

Il paese è, ormai, un luogo che cambia forma a piacimento di chi ha più possibilità di essere ascoltato da dietro la tastiera di un telefono. Più sei popolare sul gruppo Facebook, più ottieni consensi e ragioni. Per fortuna, quella volta è stato fatto notare che si era entrati dentro il territorio dell’intolleranza e dell’assurdità (a suon di commenti che chiedevano, forse non troppo cortesemente, di tornare in città se non stavano bene le abitudini del posto).

Il ripopolamento è una delle questioni che più mi incuriosisce perché mi spinge a pormi una domanda fondamentale: quanto voglio schierarmi dalla parte di chi vive qui da tutta la vita, a scapito di chi si trasferisce, perché porta novità che mi sembrano cazzate (tipo il jogging)? Non è anche questa, forse, una forma di accanimento nei confronti di un ecosistema problematico e moribondo? Quanto è giusto sperare che non costruiscano più villette orribili o restaurino l’ennesimo casale abbandonato nella speranza che il circolo di paese ricrei un nuovo evento amarcord, o che tutto rimanga su per giù com’è sempre stato? Le cose che non cambiano mai, dopotutto, sono quelle morte.

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Paesi
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Garlasco, "Non abbiamo mai detto con sicurezza che fosse sangue."

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"Non abbiamo mai detto con sicurezza che fosse sangue."

Garofano lo precisa solo oggi dopo che per anni il sangue sui pedali è stato ciò che tutti ricordavano del caso Garlasco.

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2 ottobre, Giornata internazionale della nonviolenza: la pace si costruisce con una politica nonviolenta

Il 2 ottobre, giorno della nascita di Mohandas K. Gandhi, le Nazioni Unite celebrano la Giornata internazionale della nonviolenza. Per la Rete Italiana Pace e Disarmo non è una ricorrenza rituale: la nonviolenza politica è da sempre la stella polare delle nostre azioni e campagne, e la strada concreta per costruire la pace attraverso il [...]

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L'artigiano avrà sempre valore?

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Una breve riflessione su come i tool e le pipeline cambiano nel tempo, ma il valore dell'artigiano e del lavoro tailor made continuerà a esistere perché le persone pagano per il brand e la specificità.

0:00 Cambiamento dei tool
0:20 Il valore dell'artigiano

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Vale ancora la pena studiare nel 2026?

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Una breve discussione su se abbia senso continuare a studiare e accumulare conoscenza nel 2026, considerando i rischi di perdita di informazione digitale e il ruolo degli LLM nel preservare il sapere.

0:00 La domanda iniziale
0:08 Perché studiare: il terrore della perdita

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Lo sviluppo interno e la gioia della creatività nel coding

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Rifletto su come lo sviluppo di tool interni sia sempre stata una parte molto creativa e gratificante del mio lavoro, nonostante non sia uno sviluppatore di formazione. Parlo di come l'uso dell'AI in questo processo mi abbia tolto quella sensazione di soddisfazione immediata e gioia che provavo prima.

0:00 Intro: il coding per necessità
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0:35 La gioia della risoluzione iterativa
0:52 L'AI e la perdita della sensazione

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IL RUMORE DEL MONDO, IL SILENZIO DELL’ALTRO

Il rumore contemporaneo non è soltanto quello che ci circonda: è anche la dispersione della nostra attenzione.Heidegger, Simone Weil, Byung-Chul Han e Hartmut Rosa ci aiutano a capire perché ascoltare sia diventato così difficile.Una riflessione filosofica su rumore, distrazione, accelerazione, attenzione e incontro con l’altro. Basta entrare in un bar per accorgersi di qualcosa che […]

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Elefanti a parte – Si riaccende la guerra dell’acqua tra India e Pakistan

Elefanti a parte – Si riaccende la guerra dell’acqua tra India e Pakistan india pakistan acqua

La guerra dell’acqua si intensifica: l’India rigetta l’arbitrato dell’Aia sul Trattato delle acque dell’Indo, ma questo potrebbe creare un pericoloso effetto boomerang Si riaccende lo scontro per l’acqua dei fiumi tra India e Pakistan. Lo scorso primo settembre si è pronunciata anche la Corte permanente di arbitrato dell’Aia per sbrogliare il nodo della sospensione del Trattato delle acque dell’Indo, dichiarandolo ...

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In Cina e Asia –

In Cina e Asia – evergrande

I titoli di oggi: Indonesia: un milione di laureati disoccupati, aziende frenano investimenti Usa, meno export aerospaziale in Cina per fare leva sui negoziati Hong Kong, giornalista arrestato in base alla legge sulla sicurezza nazionale  Mongolia, stretta sulle esportazioni e proteste per la crisi energetica Giappone, calano le aziende operative in Cina La Cina rafforza i controlli sui colossi dell’immobiliare ...

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Takeout Order Immediately Backfires

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1:05 Swimming the Galapagos
1:26 Wiped out by wave
1:35 Paragliding
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1:58 Hole in one
2:04 Deer just shows up
2:17 Mesmerizing Moment Rainbow Appears in Spray From Whale's Blowhole
2:28 jetski on road
2:35 Moving in unison
2:55 Crazy Driver Gets Instant Karma
3:08 Trying to be quiet around the baby
4:11 Getting stuck on roller coaster
4:21 Rat Stops Another Rat With Paw
4:30 Rain Pools in 150 Million-Year-Old Dinosaur Footprints in Colorado
4:48 Rider Loses Control and Flips After Hitting Tree
4:55 big seesaw
5:05 Impressive kid skater
5:12 Guy speeds down a massive hill on Heelys
5:23 Man Tapes an Unflattering Photo of His Wife Over a Power Outlet
5:36 Head Banging Caterpillars
5:52 Trying to let fish back into river goes wrong
6:01 Dolphin watching
6:10 How many steps in 10 seconds
6:32 Phone Accidentally Falls Into Ocean and Captures Fish Swimming by Camera
6:45 heli taxi on mountains
7:12 New meaning to crocs
7:22 Longest 2 piece jump in the world
7:44 Left eye bigger than right eye
8:18 Police catch escaped tortoise
8:45 Jerky excavator
9:01 Ranger graduation
9:28 Person doing parkour does a massive standing jump off of a ledge and does a front flip
9:39 Portapotty at Niagra Falls
9:49 snowboarding fail
9:58 Sleeping bees
10:00 Telegraph pole tech
10:53 hidden pockent in socks
11:03 kayaking on road
11:11 Impressive flips
11:25 Night shift fail
11:31 Weird acrobat trick
11:52 car farts when locked
11:58 Elmo impression
12:12 wife reaction on bald husband
12:22 Shose fixed
12:39 Horses jumping
12:50 Artist
13:11 Push green button to exit
13:18 Pizza tray with pizza
13:29 Lightning
13:39 Unreal' Sunset Paints Skies Over Orange County
13:47 Magpie attack
13:59 SpaceX Rocket Launch Photobombed by Passing Boat
14:14 Forgot to say no tomato
14:21 Horse fell asleep on his face
14:27 tub fail
14:35 Bug jumpscare 2
14:44 really posh dinner
14:58 Otter collects shells
15:11 China
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Speech Synthesis on Linux: Adding a Voice to Scripts and Systems

Speech Synthesis on Linux: Adding a Voice to Scripts and Systems

Linux users have long had a pragmatic relationship with text-to-speech. The classic open-source engines have been available for years, wired into accessibility tools and the occasional script, dependable but unmistakably robotic. They do the job where the job is simply to convert text to some kind of speech, but the mechanical output has kept them out of anything where the voice actually matters. The arrival of high-quality speech synthesis delivered over an API changes what is possible, letting Linux users add genuinely natural voices to scripts, services, and applications without hosting a heavyweight model themselves.

The Familiar Trade-Off

Anyone who has used the traditional Linux speech engines knows the trade-off. They are free, local, and scriptable, which fits the Linux ethos perfectly, but the voices are clearly synthetic. For accessibility and for utilitarian tasks where intelligibility is all that counts, that has been acceptable. For anything user-facing where the quality of the voice shapes the experience, it has not.

The alternative of running a modern, high-quality speech model locally is possible but comes with real costs: significant computational requirements, model management, and the ongoing maintenance of a demanding piece of infrastructure. For many use cases, particularly on servers, embedded systems, or ordinary workstations, that overhead is disproportionate to the need. This is the gap that an API-based approach fills, offering the quality of a large modern model without the burden of hosting one.

The API Approach on Linux

Delivering speech synthesis over an API fits naturally into how Linux users already build things. Rather than installing and maintaining a model, you make a request to a service and receive audio back, which you can then play, save, or pipe into whatever comes next. A text to speech api turns text into natural-sounding audio through a simple network call, which means a script or service can produce high-quality speech with nothing more than the ability to make an HTTP request and handle the response.

This composability is what makes it appealing in a Linux context. The request can come from a shell script, a systemd service, a cron job, a Python program, or any application that can talk to a network endpoint. The returned audio slots into the familiar toolchain of files, pipes, and media players. For users accustomed to assembling capabilities from small, cooperating parts, a speech API is just another well-behaved component that happens to produce audio, and it drops into existing workflows without disturbing them.

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Fully Synchronize is missing some recent videos

Synchronize wasn’t working for a couple of weeks, because Tiktok was blocking yt-dlp. Elestio have fixed this for me, and since then my channel has been successfully synchronizing again. However, I seem to be unable to grab the videos that were missed during the down period. When I use « Fully synchronize » the logs show that it finds a list of candidate URLs that includes the missing videos, and then

peertube-1 | [peertube.intrapology.com:443] 2026-10-01 20:36:23.031 info: Processing after video channel import in job 44d0bd2f-e3b0-43d4-8189-2eab53d6b20c.

peertube-1 | [peertube.intrapology.com:443] 2026-10-01 20:36:23.045 info: Finished synchronizing « zoyzone » successfully. {
peertube-1 | « successes »: 0
peertube-1 | }

The channel remains unchanged with no additional videos.

I tried upgrading to 8.3 and then running it again, but got the same behaviour.

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Lire le sujet en entier

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China aventaja a EEUU en tecnología crítica en 69 de 74 rubros – Por Alfredo Jalife-Rahme

Por Alfredo Jalife-Rahme

Según el sinófobo think tank Instituto Australiano de Política Estratégica (ASPI, por sus siglas en inglés), en su trazabilidad de tecnología crítica (critical technology tracker: CTT) de junio 2026, China ostenta un descomunal liderazgo en la investigación de alto impacto: en 69 de 74 rubros (https://bit.ly/4xYMAax). ¡El futuro, que ya es presente, está escrito en el muro!

Antes se manejaba que el liderazgo chino marcaba la dinámica de una tendencia azorante que hoy se ha consolidado en forma estructural en la aplastante mayoría de los campos que definirán la soberanía tecnológica, la capacidad militar y la competitividad económica.

En la actualización de este año, China ya rebasó a EEUU en ingeniería genética –además de radioterapia y medicina nuclear–, así como en procesamiento de lenguaje natural. En pleno declive acelerado, con o sin Trump, EEUU conserva todavía su liderazgo en cinco rubros.

El ASPI toma en cuenta la presencia de un país en por lo menos ocho de 10 instituciones líderes a escala global –¡predomina la Academia China de Ciencias con 30 tecnologías!–, así como el número de publicaciones alusivas, que en el caso de Pekín marca una tendencia al monopolio en 41 tecnologías de las 69 que encabeza. En su actualización de junio de 2026, el ASPI exhibe que el liderazgo chino se consolidó en hardware, aceleradores de inteligencia artificial (IA) y en manufactura biológica.

El monopolio chino destaca en aprendizaje de máquinas (machine learning), robótica avanzada, comunicaciones de radiofrecuencia avanzadas, gemelos digitales ( digital twins), semiconductores de banda ancha/ultra-ancha y análisis avanzado de datos y sistemas autónomos.

China mantiene su liderazgo en interfaces cerebro-computadora, pero ya no tiende al monopolio. Por su parte, EEUU se consolidó con tendencia al monopolio en neuroprótesis. Fuera de China y EEUU, la brecha se ha profundizado en forma alarmante. India participa en el “top 5” de 56 tecnologías específicas y nada desdeñablemente ocupa el segundo lugar –¡delante de EEUU!– en 16 de las 69 que encabeza China.

Alemania mantiene su liderazgo europeo y Gran Bretaña ha perdido fuerza. Vale la pena señalar que la Unión Europea como bloque en plena delicuescencia lidera en muy pocos rubros. Pese a las asfixiantes sanciones “occidentales” desde hace 47 años, asombra que la República Islámica de Irán surja en el “top 5” en varias áreas de materiales y propulsión (de uso dual: civil y militar).

La Trazabilidad (CTT) no mide la presente capacidad industrial ni el despliegue comercial, sino que pondera la intensidad de la investigación de alto impacto que incluye los “flujos de talento”, donde se aglutinan los óptimos investigadores del planeta: un indicador adelantado de la capacidad futura de un país.

En el campo de moda de la IA –que definirá el destino del planeta–, se libra una feroz batalla entre EEUU y China, lo cual se subsume en el flujo de los talentos en investigación de alto impacto. La ventaja de China como fuente de los mejores talentos en IA se ha ampliado desde 2022 (https://bit.ly/4AK48da).

Más allá de la promesa de un “diálogo sobre IA” como resultado de la visita de Xi a Washington, según datos de Carnegie China, hoy “57 por ciento de los mejores talentos en IA provienen de China (frente al 46 por ciento registrado en 2022), mientras 13 por ciento provienen de EEUU (menor al 20 por ciento de 2022)”.

Pese a las fuertes tensiones y castigos recíprocos, EEUU sigue siendo muy atractivo para el talento global en IA, en particular, el talento chino. Curiosamente, el “talento” fue una moneda acuñada por los fenicios-cananeos, y hoy el ex casinero Trump parece apostar todo su “resto” lúdico en la IA cuando se proyecta que la inversión total en centros de datos e infraestructura de IA asociada alcance 10.3 billones de dólares (trillones en anglosajón) entre 2025 y 2032 (3.6 por ciento del PIB anual), lo cual empequeñecería los proyectos colosales en ferrocarriles, las redes de autopistas y la “plomería para Internet” (https://bit.ly/3VHvmRv).

¿Será por ello que Elon Musk vaticina la mayor “era de la abundancia” debido a la IA (https://bit.ly/4z8VNhC)?

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NASA’s SpaceX Crew-13 Launches

A SpaceX Falcon 9 rocket carrying the company's Dragon spacecraft is launched on NASA’s SpaceX Crew-13 mission to the International Space Station with NASA astronauts Jessica Watkins and Luke Delaney, CSA (Canadian Space Agency) astronaut Joshua Kutryk, and Roscosmos cosmonaut Sergey Teteryatnikov aboard, Thursday, Oct. 1, 2026, from Cape Canaveral Space Force Station in Florida.

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Baofeng SW-9: La radio UHF/VHF con Onde Corte e SSb

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Acquistalo

https://www.radioddity.com/products/baofeng-sw-9?srsltid=AU7gw4XA7NoVZ7OwSg0hTtsFJyQp30521at68rjbnsnI5kwpmpwavaME

Su Amazon

https://link.amazon/B0jfM8gtU

Baofeng SW-9: La fine dei soliti walkie-talkie?
Se pensavi che i walkie-talkie economici fossero tutti uguali, il nuovo Baofeng SW-9 è pronto a farti ricredere. Questo non è il classico portatile limitato alle solite frequenze VHF e UHF: siamo di fronte a un vero e proprio concentrato di tecnologia pensato per chi cerca qualcosa di più spinto, versatile e "tuttofare".
1. Design, Display e Costruzione
Appena preso in mano, l'SW-9 si fa notare per una solida costruzione e un fattore di forma ergonomico. La vera chicca estetica e funzionale è il display a colori TFT da 2.0 pollici, luminoso e ricco di informazioni (inclusi i parametri di frequenza, zone, modalità e stato).
A completare la dotazione hardware troviamo una comoda batteria da 2500mAh con ricarica USB Type-C (comodissima per ricaricare la radio in mobilità con un comune power bank) e una funzione di sicurezza avanzata come il Man-Down (rilevamento caduta).
2. Prestazioni e Frequenze: Non solo VHF/UHF
Il vero punto di forza di questo modello è la ricezione a banda larga. Oltre alla classica trasmissione e ricezione tribanda (VHF, 220MHz e UHF) con un'uscita fino a 10W di potenza, l'SW-9 apre le porte al mondo dell'ascolto avanzato:
Onde Corte (SW): Copertura da 2.3 a 30 MHz.
Bande Commerciali e di Servizio: Ricezione in onde lunghe (LW), medie (MW), banda aeronautica (AM Airband) e canali meteo NOAA.
Modi di Demodulazione: Il supporto a FM, AM e SSB (USB/LSB) lo rende uno strumento formidabile per gli appassionati di ascolto HF e utility monitoring.
3. Connettività Bluetooth: Futura e Smart
Baofeng ha voluto modernizzare l'esperienza utente introducendo il doppio modulo Bluetooth:
BT Data: Ti permette di programmare e gestire i canali in pochi secondi direttamente dallo smartphone tramite app dedicate (come Ola Radio).
BT Audio: Consente l'abbinamento di auricolari wireless e anelli PTT per la massima comodità a mani libere.
Per la programmazione da PC, inoltre, la radio è compatibile con il celebre software CHIRP (selezionando il profilo UV-17PRO GPS), rendendo l'inserimento delle frequenze un gioco da ragazzi.
Verdetto Finale: A chi è consigliato?
Il Baofeng SW-9 sposta l'asticella più in alto rispetto ai classici gommini entry-level. Non è solo un ricetrasmettitore per comunicare a breve/medio raggio, ma un ricevitore estremamente polivalente che strizza l'occhio agli SWL (ascoltatori di onde corte) e ai radioamatori in cerca di un muletto tascabile e ricco di funzioni.
Se cerchi un dispositivo che unisca la praticità di un walkie-talkie moderno alle potenzialità d'ascolto delle onde corte e della modulazione SSB, l'SW-9 merita assolutamente di essere provato.

La playlist delle radio Baofeng

https://youtube.com/playlist?list=PLQ2tstnj8-m4&si=SKjYvPBc1qXbcdPF


⁠#Baofeng⁠
⁠#BaofengSW9⁠
⁠#RadioAmatoriale⁠
⁠#WalkieTalkie⁠
⁠#OndeCorte⁠
⁠#Shortwave⁠
⁠#SSB⁠
⁠#Ricetrasmittente⁠
⁠#HamRadio⁠
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On approche de 30 000 utilisateur⋅ices Nextcloud sur Framaspace (10 000 act…

On approche de 30 000 utilisateur⋅ices Nextcloud sur Framaspace (10 000 actif⋅ves mensuellement), sur 3 500 instances actives de Nextcloud (les instances inactives sont automatiquement supprimées après quelques mois d'inactivités et alertes aux admins).

A notre connaissance, c'est la plus grosse "ferme Nextcloud" proposée par une association à des associations… au monde ! 🤔

Nous sommes vraiment très fier⋅es de ce projet, alors n'hésitez pas à en parler autour de vous !

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🎉 Mise à jour de plus de 3 500 Framaspaces : ✅Ça, c'est fait !https://frama…

🎉 Mise à jour de plus de 3 500 Framaspaces : ✅
Ça, c'est fait !

https://framaspace.org est un service de "cloud associatif" réservé aux associations et collectifs militants, proposé gracieusement par l'association @Framasoft

Nous venons donc de passer en Nextcloud v33 (sorti en février 2026, 🙏👏 @nextcloud , avec un certain nombre d'améliorations (détail : https://forum.frama.space/t/mise-a-jour-de-framaspace-en-nextcloud-33-hub-26-spring/2406 )

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En résumé :* 🏡 Possibilité de masquer certaines applications [👨‍🎓]* 📈 Stati…

En résumé :
* 🏡 Possibilité de masquer certaines applications [👨‍🎓]
* 📈 Statistiques d'utilisation de l'espace [👨‍🎓]
* 🔗 Partage des Tableaux par lien public
* 📌 Épinglage des messages dans Talk et programmation de la date d'envoi
* ✅ Nouvelle visite guidée sur l'application tâches [👨‍🎓]
* 🎥 Possibilité d'accueillir plus de personnes dans les visios
* 🚀 Amélioration des performances

[👨‍🎓] : développements réalisés par Boris, ex-alternant, qui cherche activement un emploi : https://www.linkedin.com/in/boris-valero-0153982b6/

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BAD DRIVERS OF ITALY dashcam compilation 10.1 - PROBLEMA

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Trova la tua prossima DASHCAM https://sicurisullastrada.it/dashcam/
Dubbi o domande? Trovi qui le RISPOSTE https://sicurisullastrada.it/dashcam-5-minuti-per-sapere-tutto/
Vuoi inviarci le clip della TUA DASHCAM? Guarda come fare su https://bit.ly/inviavideo
Seguici sui canali BDOI per essere AGGIORNATO e vedere le MIGLIORI CLIP https://bit.ly/canalibdoi
Hai domande o curiosità? COMMENTA sotto al video oppure CONTATTACI https://bit.ly/contattabdoi
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This video shows DANGEROUS behaviors not to imitate! Always drive carefully!
Do you want to send us the clips of YOUR DASHCAM? See how on https://bit.ly/inviavideo
Follow us on BDOI channels to be UPDATED and see the BEST CLIPS https://bit.ly/canalibdoi
Do you have any questions or curiosities? COMMENT below the video or CONTACT US https://bit.ly/contattabdoi

#baddriversofitaly #dashcam #compilation
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Cannabis light, la Corte Costituzionale rinvia: il verdetto sull’articolo 18 slitta al 9 febbraio 2027

Venti barattoli di vetro. Uno consegnato a richiesta degli agenti, sei sotto un telo su uno scaffale, tredici sotto il bancone di un secondo negozio. È l’11 dicembre 2025 quando la polizia entra nei due cannabis shop di un commerciante bresciano e lo arresta in flagranza: detenzione ai fini di spaccio. Poi arrivano le analisi …
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Xi-Trump meeting’s takeaways, successes and fallout: 7 US-China relations reads

We have selected seven of the most interesting and important news stories covering US-China relations from the past few weeks. If you would like to see more of our reporting, please consider subscribing. 1. Trade, Taiwan and ‘strategic stability’: key Xi-Trump takeaways overall Here are the key takeaways from Chinese President Xi Jinping’s whirlwind 43-hour trip to the United States, his first state visit to the country in more than a decade, after US President Donald Trump pulled out all the...

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Delitto di Garlasco: i pedali della vergogna

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Quanto sta emergendo in merito alle analisi sui pedali della bicicletta in uso ad Alberto Stasi è sconcertante, ma c'è bisogno di chiarezza. In mezzo al rumore di fondo, analizziamo la questione con Mariano Gambino.

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🔎 DarkSide - Storia Segreta d'Italia è il format di informazione indipendente promosso dall'Associazione Culturale DarkSide per raccontare gli angoli bui della storia contemporanea d'Italia.

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23ª edizione del Master in Digital Marketing

23ª edizione del Master in Digital Marketing

23ª edizione del Master in Digital Marketing di WeM_ParK della Fondazione PIN, in partenza il 6 novembre 2026. Un percorso di 160 ore tra lezioni e laboratori pratici, pensato per entrare o crescere nel mondo del digital marketing, con focus su strumenti e competenze oggi richiesti dalle aziende: Google Ads, Meta Ads, LinkedIn Ads, Google Analytics, Looker Studio, Search Console e Semrush.

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23ª edizione del Master in Digital Marketing

23ª edizione del Master in Digital Marketing

23ª edizione del Master in Digital Marketing di WeM_ParK della Fondazione PIN, in partenza il 6 novembre 2026. Un percorso di 160 ore tra lezioni e laboratori pratici, pensato per entrare o crescere nel mondo del digital marketing, con focus su strumenti e competenze oggi richiesti dalle aziende: Google Ads, Meta Ads, LinkedIn Ads, Google Analytics, Looker Studio, Search Console e Semrush.

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Commentaires sur Framadate fait peau neuve : une nouvelle version plus moderne et mobile par Ambar - Animatrice de communauté Framasoft

En réponse à Bertrand.

Bonjour Bertrand,

Cette demande d’amélioration a été ajoutée par Marien, le développeur de Pollaris, dans sa todo liste pour la version à venir.
Merci pour votre suggestion, cela nous aide beaucoup.
N’hésitez pas à faire part de vos envies concernant Pollaris sur le forum dédié.

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Commentaires sur Framadate peaufine sa peau neuve par Ambar - Animatrice de communauté Framasoft

En réponse à Jackel.

Bonjour Jackel,

C’est bien dommage que cette nouvelle version ne vous plaise pas. Le développeur a travaillé dur pour la rendre la plus accessible possible. Nous sommes cependant conscient.es que des améliorations sont toujours possibles.
Que pensez-vous de nous faire part de vos idées pour rendre la nouvelle version plus conviviale sur le forum Pollaris. ? C’est là que le développeur pourra voir toutes vos propositions et les prendre en compte lors du développement des versions à venir.

Si vous-même ou l’un.e de vos ami.es en as les capacités, vous pouvez aussi soumettre du code pour améliorer le logiciel sur le Framagit de Pollaris.

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Commentaires sur Framadate peaufine sa peau neuve par Ambar - Animatrice de communauté Framasoft

En réponse à Serreau Christiane.

Bonjour Christiane,
Le développeur de la nouvelle version a fait son possible pour la rendre le plus accessible possible. et Il reste bien entendu des choses à ajouter et améliorer.
Vous pouvez faire toutes vos suggestions d’améliorations sur le forum Pollaris.
Pour retrouver les framadates perdus, vous pouvez nous contacter sur ce lien.

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Commentaires sur Framadate fait peau neuve : une nouvelle version plus moderne et mobile par Ambar - Animatrice de communauté Framasoft

En réponse à Denis.

Bonjour Denis,

Nous ne pouvions pas laisser les anciens Framadate plus longtemps en ligne. Nous avons bien vérifié en effet et cela arrive inévitablement lors de gros changements tels que celui-ci que certains utilisateurs soient perturbés dans leurs usages. Nous en sommes navrés, mais nous sommes obligés de procéder à des améliorations et montées en version afin de garantir la sécurité et l’accessibilité de nos services.

J’avais posté mes retours dès le début de l’année sur la version, mais c’est une bouteille à la mer, on ne voit même pas s’il ont été lus.

Nous comprenons combien cela peut être perturbant de ne pas savoir si nos messages sont lus. Framasoft est une association d’une dizaine de salarié.es, une trentaine de bénévoles. Notre petite équipe assure le bon fonctionnement d’une quarantaine de services, et ce, pour des millions d’utilisateurs.
L’équipe Framasoft a bien identifié que manque de temps, l’équipe ne pouvait pas répondre à tous les commentaires et faire le lien avec la communauté. C’est pour ça que j’ai tout récemment été recrutée. J’espère pouvoir aider les utilisateurs et garantir le lien entre l’équipe Framasoft et la communauté.

Merci pour vos encouragements Denis !

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Commentaires sur Framadate peaufine sa peau neuve par Ambar - Animatrice de communauté Framasoft

En réponse à VEN.

Je suis navrée de cet inconvénient.

Vous ne l’aviez peut-être pas vu, mais, il y avait une bannière, pendant 6 mois, qui prévenait de la fermeture en septembre de l’ancienne version de Framadate. Nous conseillions alors à tous les utilisateur.ices de se préparer à la fermeture en créant leur framadates sur la nouvelle version. En parallèle, durant plusieurs mois, la création de nouveaux framadate s’est automatiquement fait sur la nouvelle version.

Nous ne pouvions pas envoyer des mails personnalisés à chaque admin de chaque framadate encore valide puisque ça représente des milliers de milliers d’envois et donc un énorme travail de support que notre petite équipe salariée ne pouvait pas absorber (une seule personne travaille sur le support).
Nous ne pouvions pas aller vérifier à la main quels sont les framadates actifs et inactifs dans le mois pour personnaliser les envois.

Nous ne pouvions pas non plus assurer une migration puisque encore une fois cela représente des milliers de milliers de Framadate (qui est notre service avec le plus d’utilisateur.ices), à basculer presque manuellement sur un service qui ne propose pas les mêmes options de réponse (plus de précisions avec la nouvelle version) cela n’aurait pas été possible au vu de notre petite équipe salariée qui doit faire tourner une quarantaine de services en plus de Framadate.

Nous sommes bien conscient.es que ce genre de changement crée de la frustration chez les utilisateur.ices et nous en sommes désolées, mais nous étions obligées d’effectuer ce changement, l’ancienne version ne correspondait plus aux besoins.
En effet celle-ci reposait sur un logiciel trop daté qui ne nous permettait pas d’apporter les améliorations nécessaires. C’était aussi très compliqué pour l’affichage sur téléphone.

Nous avons donc décidé de proposer une nouvelle version de Framadate basé sur un tout nouveau logiciel (Pollaris) développé par un membre bénévole de Framasoft. Cette nouvelle version est beaucoup plus accessible, permet aux personnes ayant une déficience visuelle d’utiliser plus aisément un lecteur d’écran, est aussi plus actuelle en termes de design et avec un bien meilleur affichage sur téléphone (entre autres avantages).
Pour retrouver votre Framadate, vous pouvez envoyer le lien d’administration de votre framadate et son titre à Contacter – Nous écrire . Nous vous enverrons alors la version la plus récente en notre possession. Si la version reçue ne vous convient pas verifiez que le lien transmit est bien le lien le plus récent en votre possession.

Compter sur un outil Frama c’est aussi avoir confiance sur une non-perte de données à tout moment…

Notre petite équipe fait son possible pour assurer un maintien des services optimal, mais nous n’avons jamais garanti une disponibilité des services à 100 %, nous le rappelons souvent. Nous fonctionnons à taille humaine et nous ne disposons pas d’équipe de support opérationnelle 24h/24 ni 7j/7.

Nous avons prévenu pendant 6 mois de ce changement via divers modes de communication. Nous étions conscient.es que l’info ne pourrait bien entendu pas atteindre tout le monde et nous faisons notre possible pour assurer le support nécessaire. Nous comprenons assurément la frustration et le stress que cela peut engendrer et nous sommes là pour vous assister autant que faire se peut. Nous comptons en retour sur votre compréhension et patience lors de ce changement de version.

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La Ferrari F80 riscrive i record di Vairano: l'esclusiva mondiale su Quattroruote di ottobre

Quattroruote di ottobre 2026, già disponibile in Digital Edition e in edicola dal 2 ottobre, dedica la copertina alla Epiq, l'elettrica con cui Skoda punta a coniugare dimensioni compatte, spazio a bordo ed efficienza. Ma il nuovo numero porta anche i lettori al volante della Ferrari F80, provata in anteprima mondiale&nbsp;sulla pista di Vairano, e introduce una delle principali novità editoriali dell'anno: l'Econometro. Quali sono le auto che consumano meno? Ve lo dice il nuovo Econometro In un momento in cui scegliere l'auto giusta significa anche contenere gli esborsi quotidiani, servono i numeri giusti. Per questo vi presentiamo l'Econometro, il nuovo strumento che mette a confronto i consumi reali rilevati dal Centro Prove, i costi d'utilizzo delle automobili e i prezzi medi aggiornati dei carburanti. Disponibile sia sul numero in edicola sia sul nostro sito, l'Econometro aiuta a capire quali sono le auto più convenienti ed efficienti, al di là dei valori dichiarati. Nel frattempo, il mercato dell'auto sta cambiando a grande velocità. Mentre in Europa si discute di dazi e regole, i costruttori cinesi continuano a guadagnare terreno. Dall'editoriale alle prove su strada, fino agli approfondimenti economici, analizziamo le ragioni di una crescita che sta ridefinendo gli equilibri dell'industria automobilistica mondiale. Anche nei Saloni: perché oggi, per un costruttore, farsi conoscere può essere importante quanto vendere automobili. Storie d'auto e Prove su strada Skoda Epiq La piattaforma Meb+ (quella che si nasconde pure sotto Cupra Raval e Volkswagen ID. Polo, per dirne due) è in rampa di lancio e la Skoda Epiq,&nbsp;tra le prime piccole del gruppo a debuttare sul mercato, ne è un'interprete perfetta. Quella di cui parliamo è la Epiq 55 Selection (36.100 euro di listino), ma la gamma parte molto più in basso, dai 26.100 euro della 35.Detto questo, la 55 può contare sul motore più potente della gamma: 211 CV e 290 Nm, valori che garantiscono prestazioni brillanti. A dispetto di quanto si potrebbe pensare, con una simile cavalleria la SUV compatta elettrica di Skoda offre anche un'ottima efficienza. In città, infatti, la Epiq percorre 9 km con un kWh, per un'autonomia di 389 chilometri con un pieno di energia (la batteria ha una capacità netta di 52 kWh). Come ogni Skoda che si rispetti, anche la Epiq offre un'abitabilità notevole in rapporto a dimensioni esterne relativamente contenute per gli standard attuali (417 centimetri da un paraurti all'altro). Lo stesso vale per il vano bagagli, che supera di poco i 390 litri.Di alto livello anche la praticità, mentre il confort convince soprattutto per l'efficace isolamento acustico.&nbsp; Zeekr 7GT Produzione rigorosamente cinese (per tenere controllati i costi) e progettazione tutta europea, dalle parti di Göteborg: la Zeekr 7GT&nbsp;(marchio di proprietà del colosso Geely) arriva dal Paese della Grande Muraglia ma mantiene una solida connessione con il Vecchio Continente. Si tratta della Privilege AWD, bimotore da 646 CV complessivi, con batteria da 94 kWh netti e un prezzo nettamente inferiore rispetto ai canoni delle più celebri concorrenti premium tedesche: 61.100 euro, praticamente full optional.I punti forti sono numerosi: spazio, qualità costruttiva, prestazioni, confort e autonomia. La Zeekr 7GT convince fin da subito per come riesce a coniugare una brillantezza straordinaria (0-100 km/h in 3,3 secondi) con un confort da vera ammiraglia, grazie anche alle sospensioni con molle pneumatiche. Naturalmente, c'è sempre margine di miglioramento. Per esempio, la tecnologia di bordo, pur essendo molto evoluta, richiede un periodo di apprendistato per essere sfruttata al meglio, mentre i freni mostrano qualche limite sulle superfici caratterizzate da aderenza molto bassa e differenziata. Nel complesso, però, la Zeekr 7GT può contare su molte frecce al proprio arco.&nbsp; Toyota Yaris Cross Cambiare un modello di successo, non è mai una scelta facile per un costruttore. Nel caso della Toyota Yaris Cross,&nbsp;che dal debutto, nel 2021, ha continuato a occupare stabilmente le posizioni di vertice nelle vendite delle B-SUV, l'operazione è ancora più delicata.Il nuovo restyling (ce n'era già stato uno nel 2024) è incentrato soprattutto sul frontale e si ispira agli ultimi modelli della Casa, dalla RAV4 all'Hilux, riuscendo a rinfrescarne l'immagine senza alterarne l'identità. Soprattutto, viene confermata la collaudata motorizzazione full hybrid, ora proposta esclusivamente nella versione da 131 cavalli (quella da 116 cavalli resta disponibile solo per altri mercati), che si conferma un riferimento in fatto di efficienza.La rinnovata Toyota Yaris Cross è riuscita a percorrere quasi 20 km/l, con risultati ancora migliori nell'impiego urbano: 25 km/l, stando ai rilevamenti del nostro Centro Prove riferiti alla versione a trazione anteriore. Resta a listino anche la 4x4, con un motore elettrico dedicato all'asse posteriore. Kia EV2 La Kia EV2,&nbsp;la più compatta delle crossover elettriche coreane, riprende il linguaggio stilistico e la stessa impostazione dell'abitacolo dei modelli superiori, pur con dimensioni più contenute: 407 centimetri di lunghezza.La disposizione dei comandi è intuitiva e ben studiata, e sorprende trovare dotazioni da segmento superiore, particolarmente apprezzabili da chi guida un'elettrica. Tra queste figurano i paddle al volante per regolare il recupero d'energia su tre livelli, oltre alla modalità one pedal e alla gestione automatica della frenata rigenerativa in funzione del traffico. Su strada, la EV2 punta soprattutto su agilità e brillantezza. Le dimensioni compatte la rendono maneggevole, mentre il motore da 147 CV abbinato alla batteria da 42,2 kWh assicura una risposta vivace.In gamma sono previste anche versioni con accumulatore da 61 kWh e powertrain da 135 CV, che richiedono però un esborso superiore di circa 4.000 euro a parità di allestimento.La scelta della batteria più piccola va quindi valutata in base alle esigenze di percorrenza: nei nostri test l'autonomia media si è attestata a 289 km, con risultati molto diversi a seconda dello scenario d'utilizzo. In città, per esempio, grazie all'elevata efficienza (8,6 km/kWh), abbiamo percorso quasi 400 km. Ferrari F80: prova in anteprima mondiale Vairano chiama, la Rossa risponde. Abbiamo provato in anteprima mondiale la Ferrari F80 e, sulla nostra pista, la supercar di Maranello ha sbriciolato ogni record: giro di pista, accelerazione, frenata e prove dinamiche; ogni riferimento esistente è stato abbattuto e riscritto. D'altronde, i numeri per segnare nuovi standard (1.200 CV e 1.050 kg di deportanza) erano già presenti nella scheda tecnica, ma l'aspetto più straordinario è il modo in cui la F80 raggiunge questi limiti.&nbsp; Ciò che affascina maggiormente di questa Ferrari, infatti, è l'integrazione tra tutte le sue componenti: non c'è un elemento che spicca o sovrasta gli altri, bensì tutte le scelte tecniche lavorano in perfetta sintonia per raggiungere il medesimo obiettivo, ossia la massima prestazione. Una prestazione, però, facilmente accessibile proprio grazie allo stupefacente bilanciamento e all'omogeneità del comportamento dinamico. Un vero capolavoro. Jeep Avenger La B-Suv più amata dagli italiani si aggiorna, senza stravolgersi. Stiamo parlando della Jeep Avenger, una delle poche auto di questa categoria disponibile anche con la trazione integrale.Per (ri)testarne l'efficacia, l'abbiamo portata sulla storica strada militare dell'Assietta e, anche sui tratti più accidentati, non ha avuto alcun problema. E anche sul nostro tracciato off-road di Vairano&nbsp;se l'è cavata egregiamente, senza farsi impensierire. Sulla nuova Avenger sono stati aggiunti inserti antigraffio sul paraurti anteriore. Cambia la griglia (cieca), ora illuminata, mentre debuttano i nuovi fari LED Matrix. Nella griglia è stata integrata anche la telecamera anteriore.All'interno, i pannelli porta sono ora rivestiti con materiali più morbidi nella parte superiore. Anche la zona centrale della plancia è impreziosita da un rivestimento in similpelle. Restano i tasti fisici per la gestione del climatizzatore.A livello meccanico non ci sono differenze sostanziali. Rimane il tre cilindri 1.2, abbinato a due motori elettrici, per una potenza combinata di 145 CV. Leapmotor B03X In questo periodo di caro benzina, più di un pensiero a un'elettrica andrebbe fatto, se si è ben predisposti con la ricarica domestica e il proprio commuting non prevede frequenti e lunghi spostamenti. A maggior ragione di fronte a prodotti come questa Leapmotor B03X: attacca da 19.900 euro (con i vari bonus della Casa) e, in poco più di quattro metri, condensa spazio e flessibilità a bordo, oltre a una dotazione di livello superiore.Per questo primo assaggio, abbiamo guidato la cinese lungo il nostro consueto percorso di 70 km tra urbano, statale e autostrada, nella versione top di gamma: allestimento Design e batteria da 53 kWh, con un listino di 29.400 euro che possono diventare 24.400 euro (2.000 euro di bonus, altrettanti in caso di permuta o rottamazione, più 1.000 euro per i primi clienti). La Leapmotor B03X convince innanzitutto per lo sfruttamento degli spazi interni, a fronte di dimensioni a misura di città (427 cm da un paraurti all'altro). Specie dietro, dove l'agio per le gambe abbonda, e persino nel bagagliaio: quest'ultimo ha una capacità dichiarata di 510 litri e, sotto il piano di carico, nasconde una vasca da 105 litri (lavabile, in stile Ford Puma). Presenti anche i sedili posteriori con la seduta ripiegabile all'indietro, per sfruttare pure lo spazio longitudinale dietro i sedili anteriori. Con un contenuto diametro di volta (10 metri), questa Leapmotor spinge più di quanto possa servire (197 CV) e pare anche abbastanza efficiente, sebbene non segni nuovi record: in media, lungo il nostro percorso, abbiamo rilevato 6,1 km/kWh. Nissan Micra Nel sempre più affollato panorama delle elettriche compatte, l'ultima edizione della Nissan Micra&nbsp;(397 cm di lunghezza) si distingue per la simpatia dei fari tondi, che ben dissimulano la strettissima parentela con la Renault 5: di fatto sono la stessa auto e nascono nel medesimo stabilimento francese di Douai.Proprio come la francese, anche la giapponese vanta buone doti dinamiche che non vanno comunque a scapito del confort, come abbiamo riscontrato in questo primo contatto con il nostro giro di 70 km, durante il quale abbiamo verificato i consumi reali sul campo (in maniera realistica, ma utilizzando il trip computer e non i cicli di consumo strumentali in pista). Il nostro giro esterno di 70 km prevede l'alternanza fra strade urbane, statali e autostrada, seguendo il flusso del traffico e rispettando ovviamente i limiti di velocità. Il climatizzatore era acceso e impostato sui 22 C, anche se, a dire il vero, la temperatura esterna di 21 C non gli ha richiesto un superlavoro.Anche per questo ci saremmo aspettati un risultato migliore rispetto ai 5,5 km/kWh misurati. Un dato, a onor del vero, che include anche le perdite di ricarica da una colonnina in corrente alternata ed è quindi influenzato dall'efficienza del caricatore di bordo da 11 kW. Anteprime e Autonotizie Ottobre è un mese ricco di novità nelle pagine di Anteprime e Autonotizie. Si parte con le nostre ricostruzioni esclusive della nuova generazione della Kia Sportage, che arriverà sul mercato alla fine del prossimo anno con uno stile derivato dalle elettriche del marchio coreano, ma con motori termici elettrificati a vari livelli: mild hybrid, full hybrid e plug-in hybrid. Alzano il tiro, puntando solo sull'elettrico, gli altri modelli protagonisti dei vari approfondimenti di Autonotizie, dalla Dacia Spring, piccola elettrica primo prezzo pronta a puntare al podio delle elettriche più vendute d'Europa, a sua Maestà Range Rover Electric, alla quale abbiamo riservato anche una pagina storica con tutte le evoluzioni della SUV britannica dal 1970 a oggi. Senza dimenticare la Polestar 4, SUV e la nuova Audi A2, che riporta in gamma un nome storico evolvendone le forme nell'era dell'elettrone. Attualità e Inchieste Negli Approfondimenti&nbsp;parliamo di soldi e non soltanto nell'Econometro, il nostro strumento cartaceo e digitale che aiuta a orientarsi tra i modelli con i quali costa meno spostarsi. Lo facciamo anche nella guida all'esenzione nel 2027 della tassa di possesso per alcune categorie di auto (Tagli: dalle accise si passa al bollo) e nel servizio Multe, serve chiarezza, che accende i riflettori su come i comuni italiani (abbiamo analizzato 109 capoluoghi di provincia) spendono i proventi delle multe. Ancora troppi non adempiono a quanto prescrive la legge, né nel reimpiego di almeno il 50% delle risorse a favore della sicurezza né nella rendicontazione degli interventi inviati ogni anno al governo. Soltanto 22 capoluoghi su 109 compilano rendicontazioni trasparenti, mentre il 60% è vago e opaco nel descrivere come vengono usati i nostri soldi, spesso destinati a spese che nulla hanno a che vedere con il miglioramento di strade e segnaletica o con il potenziamento dei controlli di polizia. Sette capoluoghi, tra cui Roma, infrangono invece la legge (manca un impianto sanzionatorio), destinando alla sicurezza risorse inferiori al minimo previsto. Ora, con il nuovo Codice della strada, potrebbe cambiare qualcosa - e vi raccontiamo perché. Sempre che il testo-base della legge sulla circolazione stradale non venga annacquato in fase di approvazione definitiva.Tornando al caro-carburanti, per i più curiosi di geopolitica abbiamo messo a confronto la crisi energetica attuale con il primo shock petrolifero, quello dei primi anni Settanta, innescato dalla guerra dello Yom Kippur, scoppiata proprio nel mese di ottobre di 53 anni fa. In Anatomia di due crisi vi raccontiamo perché la congiuntura attuale, pur essendo quantitativamente la peggiore tra tutte quelle che l'hanno preceduta, non abbia prodotto, almeno finora, effetti devastanti come quelli del 1973. E spieghiamo anche chi esce vincitore e chi sconfitto, o quantomeno esposto ai maggiori rischi, dalla fase storica che stiamo attraversando. Una fase che sta già producendo un effetto sull'automotive: avvantaggiare i costruttori cinesi. Marchi che fanno concorrenza a quelli europei non soltanto nel Vecchio continente, ma anche in mercati lontani come l'America Latina, da sempre feudo di Fiat e Volkswagen. In La Cina studia il samba raccontiamo come l'avanzata dei brand del Dragone stia sovvertendo gli equilibri del mercato sudamericano, ponendo a tutti enormi sfide.Spazio per buone notizie? Sì, una su tutte: il gruppo Volkswagen ha trovato un accordo con i sindacati per gestire il piano di rilancio aziendale. Evitato l'autunno caldo, si tira un sospiro di sollievo. Ma, come allude il titolo della pagina di apertura di Attualità, Pericolo scampato, anzi rimandato, il redde rationem sembra soltanto posticipato. Mentre i risultati delle recenti elezioni nel Land della Sassonia-Anhalt, che hanno premiato il partito di ultradestra AfD, la dicono lunga sul mood della gente comune. Come richiedere allegati e dossierChi è abbonato a Quattroruote può richiedere gli allegati e i dossier inviando un'email a uf.vendite@edidomus.it, oppure telefonando al numero 02.56568800 (da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 18).
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Commentaires sur Framadate peaufine sa peau neuve par Ambar - Animatrice de communauté Framasoft

En réponse à GerBey.

Bonjour Gerbey,
Le développeur de Pollaris a jouté cette demande à sa liste d’amélioration à intégrer dans la prochaine version. Vous pouvez retrouver la liste ici : https://forum.pollaris.org/d/11-prochaine-version-pollaris-130

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Perché i colossi dell’AI distruggono i libri?

Immagine in evidenza rielaborata con AI

L’ultima novità è di poche settimane fa e viene dal Giappone. Nel paese del Sol Levante sta infatti succedendo una cosa curiosa: alcune librerie dell’usato hanno recentemente registrato vendite quintuplicate, con ordini da centinaia di volumi alla volta, tutti diretti allo stesso centro logistico nella prefettura di Okayama. Da lì, i pallet di libri partono verso gli Stati Uniti: oltre cinquanta tonnellate in totale, secondo le notizie raccolte dalle testate giornalistiche nipponiche. Nessuno ha ancora confermato chi sia il compratore finale, ma il percorso ricalca uno schema già noto altrove.

È lo stesso schema emerso in una causa giudiziaria che sta facendo la storia: Bartz v. Anthropic. Gli atti del processo sono stati resi noti dalla stampa americana e raccontano la storia di un’azienda che ha comprato milioni di libri di seconda mano, li ha fatti smontare tagliando la rilegatura, li ha fatti scansionare pagina per pagina sostanzialmente distruggendoli, e infine li ha buttati al macero. 

Quello di Anthropic non è l’unico caso. Un’inchiesta della testata 404 Media ha seguito, grazie a un tracciatore nascosto in un lotto di volumi rari, un processo analogo che ha portato un lotto di alcune centinaia di libri comprato all’ingrosso fino a un magazzino Amazon vicino a Las Vegas, dove, anche in questo caso, alcuni lavoratori avrebbero raccontato di aver tagliato le rilegature, scansionato le pagine e gettato i resti. 

La società non ha però confermato pubblicamente che i file siano destinati all’addestramento dei suoi modelli, né ha chiarito quanti libri siano coinvolti o quale criterio usi per selezionare i volumi. Amazon ha risposto che “acquista libri tramite i canali commerciali per contribuire allo sviluppo e al miglioramento dei prodotti e dei servizi utilizzati dai nostri clienti”.

Questo è uno dei punti comuni. Le aziende spesso non negano l’acquisto dei libri, ma evitano di confermare pubblicamente il processo completo: acquisto, scansione, uso nei dataset, distruzione e conservazione delle versioni digitali ricavate. Segnalazioni di pratiche simili arrivano anche da Regno Unito, Irlanda e altri Paesi europei.

Il filo che lega questi episodi è più interessante della singola notizia e conduce in una direzione molto chiara: la guerra senza quartiere in corso tra i colossi dell’intelligenza artificiale per ottenere la supremazia sviluppando nuovi modelli di frontiera sempre più potenti. 

Per anni la battaglia sui dati con cui si addestrano i modelli linguistici ha riguardato soprattutto le persone: foto, conversazioni e tutte le altre tracce digitali lasciate in rete. Oggi quel fronte si è spostato sulla pagina stampata, perché i grandi archivi del web cominciano a scarseggiare e i libri restano un giacimento ancora relativamente poco sfruttato.

Anthropic, per esempio, ha sostenuto che Claude viene addestrato su una combinazione di dati disponibili pubblicamente sul web, dataset acquistati commercialmente e dati prodotti dall’azienda. Ha anche dichiarato che acquistare libri è una pratica ampiamente utilizzata nel settore dell’AI, e che nessuno dei suoi programmi di acquisizione dati compra e distrugge “libri rari o antiquari”. 

Questa dichiarazione è importante, ma va letta con precisione. Non equivale a dire che Anthropic non abbia mai usato la cosiddetta “scansione distruttiva”. Gli atti giudiziari del caso Bartz v. Anthropic descrivono invece un programma chiamato Project Panama, nel quale copie cartacee venivano acquistate, private della rilegatura, scansionate e poi scartate. La dichiarazione aziendale insiste sulla categoria “rari o antiquari”, lasciando aperta la questione di libri fuori catalogo, specialistici o difficili da reperire, ma non formalmente classificati come antiquari.

Gli atti e le cause americane indicano che il problema riguarda più aziende, non soltanto Anthropic. Meta avrebbe definito l’accesso a grandi quantità di dati librari “essenziale per restare competitiva”. OpenAI è stata accusata di aver usato libri protetti da diritto d’autore, e avrebbe riconosciuto di aver scaricato materiale da piattaforme pirata come Library Genesis (LibGen) e Z-Library (spesso menzionate insieme ad altre “shadow libraries” come Sci-Hub e Bibliotik), sostenendo di averlo cancellato prima del lancio di ChatGPT. Questi elementi non provano però che tutte le aziende citate abbiano adottato lo stesso sistema di acquisto, taglio e distruzione fisica dei libri. 

La distinzione è fondamentale: ci sono prove di una corsa generale ai libri, ma non esiste ancora una prova pubblica uniforme che ogni grande azienda abbia un “Project Panama” identico.

Materia prima pregiata

C’è un motivo se l’industria editoriale è entrata nel mirino dei colossi dell’AI, e riguarda la qualità del lavoro umano specializzato. In generale, un romanzo curato da un editor, un saggio storico, un manuale specialistico offrono una scrittura di qualità superiore a gran parte di quanto circola online, caratterizzata da testi e strutture coerenti e corretti, frutto di anni di lavoro redazionale. A finire nella lista dei desideri delle aziende sono soprattutto testi scritti prima che l’intelligenza artificiale generativa cominciasse a riempire il web di contenuti sintetici, quindi genuinamente umani. 

Per un modello linguistico questa è la materia prima più pregiata che esista perché evita del tutto il rischio del “collasso del modello” (model collapse), che si verifica invece quando l’addestramento avviene con contenuti generati da un’altra AI (o da versioni precedenti di se stessa). Questa forma di endogamia digitale (non a caso chiamata anche, con una certa ironia, Habsburg AI, l'”AI degli Asburgo”, dinastia nota per la sua endogamia) è un processo di addestramento paragonabile a una fotocopia di una fotocopia: a ogni passaggio il modello addestrato perde sfumature, dettagli rari e aderenza alla realtà, accumulando errori e appiattendo le risposte.

La soluzione al “problema Asburgo” dell’AI è trovare “materiale umano” fresco, meglio se verificato, com’è il caso dell’industria editoriale pre-ChatGPT. E di questo materiale ne serve tanto. 

I numeri danno l’idea della scala. Secondo Epoch AI, l’insieme del testo umano di qualità disponibile online è un numero attorno ai trecentomila miliardi di token, con un esaurimento previsto tra il 2026 e il 2032. Nello stesso periodo si è formato un mercato delle licenze per dataset che vale già alcuni miliardi di dollari l’anno. Anthropic, per esempio, nel 2026 ha pagato un miliardo e mezzo di dollari per chiudere una causa legata a circa cinquecentomila libri scaricati da archivi pirata.

Qui entra in gioco il diritto d’autore. Chi compra una copia di un libro può rivenderla, prestarla o anche distruggerla senza chiedere permesso a nessuno. È il principio che rende possibili le biblioteche e le bancarelle dell’usato. Possedere il volume, però, non significa avere anche il diritto di riprodurne liberamente il contenuto, per esempio digitalizzandolo integralmente. 

Sul versante opposto, va anche segnalato che la distruzione dei libri è tutt’altro che un’anomalia: gli editori mandano da sempre al macero le copie non vendute, restituite dai librai come parte del “reso”, cioè dell’invenduto. Che è però un modo per chiudere una perdita logistica, non per estrarne valore.

Lo scandalo del macero industriale

Quindi, la distruzione delle copie in sovrappiù c’è sempre stata. Allora perché la vicenda dei libri usati comprati dai produttori e poi distrutti diventa scandalosa? Il macero tradizionale elimina copie che nessuno vuole più leggere. Le aziende di AI, invece, comprano deliberatamente libri che sono sul mercato, che hanno ancora un valore informativo, ne assorbono il contenuto e poi ne distruggono il supporto fisico, spesso senza che autori ed editori vedano un euro. Se il volume era un’edizione rara, quel testo esce per sempre dal mondo condiviso della lettura, ogni libro sparisce davvero solo quando smettiamo di parlarne e di sfogliarlo. 

Tuttavia, alcuni commentatori tecnologici e di orientamento libertario sostengono che la scansione distruttiva venga presentata in modo troppo apocalittico. Per esempio, Jack Nicastro, in un commento ripreso dall’Information Technology and Innovation Foundation, argomenta che il procedimento può convertire rapidamente libri fisici in testo ricercabile, aiutare a rispettare il copyright e ampliare l’accesso alla conoscenza. Secondo questa lettura, il problema principale sarebbe la trasparenza e non la distruzione materiale in sé.

La posizione della Commissione Europea è invece opposta: lo scorso 16 settembre la Commissione ha dichiarato che la digitalizzazione di un libro fisico protetto è un atto di riproduzione e che le eccezioni non coprono, nella sua interpretazione, la digitalizzazione di opere originariamente fisiche.

Inoltre, l’European Writers Council ha condannato la scansione distruttiva di milioni di libri, sostenendo che non si tratta soltanto di copyright, ma di rispetto per il lavoro creativo e per il patrimonio culturale. Questa posizione considera il libro non un semplice contenitore di token: un volume può avere valore come oggetto, come esemplare raro, come testimonianza di una biblioteca, come testo annotato o come unica copia ancora reperibile. Il PDF può salvare le parole, ma non conserva integralmente la storia materiale del libro.

È difficile capire quale possa essere il punto di vista corretto, soprattutto se l’obiettivo è di preservare la cultura di cui i libri sono simbolo oltre che contenitori. Un’altra analisi pubblicata da Stanford difende la scansione distruttiva in linea di principio: anche biblioteche e archivi possono smontare copie duplicate per preservare il contenuto e renderlo studiabile. La condizione, però, è che la procedura sia usata correttamente, su copie adeguate e dentro una politica di conservazione responsabile.

Da un lato, digitalizzare una copia duplicata e depositare il file in un archivio controllato può avere un valore conservativo. Dall’altro, è facilmente dimostrabile che comprare indiscriminatamente migliaia di libri fuori catalogo, tagliarli in modo irreversibile, non rendere pubblico l’elenco dei titoli e usare il risultato per addestrare prodotti commerciali è invece molto più problematico.

Europa e Stati Uniti: stessi libri, leggi diverse

Quello che Anthropic e le altre aziende stanno facendo nasce, come detto, dal bisogno di dati freschi e dagli spazi lasciati dal diritto vigente, soprattutto negli Stati Uniti: la legge per ora permette più di quanto il senso comune sia disposto a concedere. Negli Stati Uniti il giudice che ha istruito il caso Anthropic ha separato con cura i libri scaricati da biblioteche pirata dai libri comprati legalmente e poi scansionati. Ha ritenuto legittimo l’uso dei testi per addestrare i modelli e la digitalizzazione delle copie acquistate, mentre ha escluso che il fair use potesse giustificare l’acquisizione e la conservazione di libri ottenuti da archivi pirata. Si tratta di una sentenza di merito legata a quella singola fattispecie, ma è stata interpretata come un lasciapassare generale. 

Chi si oppone a questa interpretazione, autori ed editori inclusi, nota però che il proprietario di una copia comprata legalmente può altrettanto legalmente rivenderla o distruggerla, ma questo non gli concede automaticamente il diritto di riprodurne il contenuto su scala industriale.

In Europa il quadro è più prudente e non ricalca quello americano. Le eccezioni per l’estrazione di testi e dati previste dalla normativa comunitaria permettono in alcuni casi di analizzare opere a cui si abbia accesso lecito, ma gli autori possono riservarsi esplicitamente i diritti per gli usi commerciali. Per questo le segnalazioni arrivate da librerie del Regno Unito, dell’Irlanda e di almeno sette Paesi del continente (non risulta ad oggi che l’Italia sia tra questi) mostrano che il fenomeno non è confinato agli Stati Uniti. La conclusione di un tribunale californiano non si trasferisce da sola nel diritto europeo: davanti a un giudice del Vecchio continente il risultato con tutta probabilità sarebbe molto diverso.

Anthropic, peraltro, non è sola in questa corsa. Ci sono Meta e OpenAI, probabilmente anche Amazon. Le aziende hanno fornito dichiarazioni parziali: confermano acquisti commerciali o descrivono in modo generale le fonti dei dati, ma raramente pubblicano liste complete dei libri, procedure di conservazione, criteri per escludere opere rare e informazioni verificabili sul percorso dei file. Nessuno di questi elementi dimostra infatti che tutte le aziende seguano lo stesso protocollo di acquisto, taglio e distruzione fisica, ma conferma che la caccia ai libri è un fenomeno parte di un mercato ormai strutturato, non un’anomalia isolata.

Resta, sullo sfondo, un deficit di trasparenza che accomuna quasi tutti i protagonisti della vicenda. In Giappone l’associazione degli editori ha chiesto chiarimenti al grande distributore Nippan, il cui nome compare negli atti del contenzioso americano, senza ottenere finora risposte sulle singole transazioni. 

Librai e artisti contro l’AI

Questa storia si inserisce in una vicenda più ampia che da alcuni decenni vede contrapposta l’industria culturale alle multinazionali tecnologiche. Dalle guerre a Napster alla fine degli anni Novanta fino agli scontri di oggi fra artisti e colossi dello streaming, tutto ruota intorno alla ridistribuzione dei profitti: artisti pagati pochi centesimi per ascolti che generano fatturati miliardari. 

È la stessa guerra che ha mandato in sciopero per 148 giorni gli sceneggiatori di Hollywood, preoccupati che l’AI potesse scrivere al posto loro togliendo lavoro futuro (alla fine hanno ottenuto la garanzia che nessun testo generato da un modello potesse valere come materiale letterario), ma finora nessuno si era posto il problema, enorme, della sostituzione anche fisica del libro in quanto strumento più antico e potente per la trasmissione della cultura delle nostre società.

Adesso, il libro, oggetto apparentemente innocuo su uno scaffale, è diventato il terreno di uno “scontro finale” tra chi crea e chi addestra. Tuttavia, le storie che circolano online secondo le quali i grandi dell’intelligenza artificiale “stanno distruggendo tutti i libri del mondo”, “ogni volume giapponese finisce in Anthropic”, “tutte le aziende bruciano opere uniche” vanno ridimensionate. 

Il fenomeno non è una leggenda nata sui social. La vera novità però è che la trasformazione del libro in materia prima industriale per l’AI sta diventando abbastanza vasta da produrre effetti visibili nei mercati dell’usato, nei rapporti fra editori e distributori e nel dibattito sulla conservazione culturale.

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Commentaires sur Framadate fait peau neuve : une nouvelle version plus moderne et mobile par Ambar - Animatrice de communauté Framasoft

En réponse à Denis.

Bonjour Denis,
Oui, c’est bien ça. C’était déjà le cas dans l’ancienne version. Cependant, il existait en plus une option « tous les utilisateur.ices peuvent modifier tous les votes » elle n’est pour le moment, mais la demande a été faite sur le forum Pollaris, le développeur l’intégrera peut-être aux prochaines versions.

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LinuxTrent - Cloud casalingo: Si o No?

Allo Sportello Linux di Rovereto si ricomincia. Martedì 10 novembre 2026 dalle 17:30 alle 19:00 in sala Multimediale della Biblioteca di Rovereto cominceremo a valutare…
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In risposta alle scelte del governo sulla scuola con i volontari SCU la scuola di italiano per stranieri apre anche ai minori migranti

Mentre il dibattito politico si concentra sul numero di alunni stranieri nelle scuole e alle classi ghetto “Io, Noi ODV” e il centro territoriale romano del Movimento Nonviolento scelgono di rispondere alla questione fondamentale mettendo in gioco le proprie risorse: che cosa possiamo fare perché gli studenti stranieri possano davvero diventare parte della nostra comunità [...]

L'articolo In risposta alle scelte del governo sulla scuola con i volontari SCU la scuola di italiano per stranieri apre anche ai minori migranti proviene da Movimento Nonviolento.

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[2026-10-19] Lunedì brillanti al csa next emerson - Ottobre edition @ Csa Next-Emerson

Lunedì brillanti al csa next emerson - Ottobre edition

Csa Next-Emerson - Via di Bellagio 15
(lunedì, 19 ottobre 18:00)
Lunedì brillanti al csa next emerson - Ottobre edition

Ripartono i lunedì brillanti al csa next emerson - Mese di Ottobre

Tutti i lunedì dalle 18:00 apertura palestra arrampicata

Dalle 19:00 corso di pugilato

dalle 20:30 cena sociale e poi culturale

Lunedì 5 cena autofinanziamento laboratorio serigrafia

Lunedì 12 Presentazione della palestra popolare Barrio Bravo direttamente dal Messico

Lunedì 19 Proiezione docu-film e presentazione del progetto Climbing for a reason

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Cocleorama #6

Cocleorama è la rubrica mensile in cui vi raccontiamo dei nostri ascolti preferiti. Una rassegna rapsodica di dischi che potete leggere, ascoltare ed eventualmente amare. 

Covone Mistico

Vicino alla casa dove ho passato l’estate in Abruzzo, su un muro di pietra ho trovato due scorpioni. Erano immobili, a qualche centimetro uno dall’altro, neri e lucidi nella notte. Non avevo mai visto due scorpioni insieme e tanto grossi, così ho provato a fotografarli con il cellulare. Ma ho scoperto che gli scorpioni, come i vampiri, non vengono nelle foto.

Anemoia, uscito a marzo del 2025 è l’ultimo disco di Cellini, artista cresciuto in Belgio in una piccola comunità italiana. La sua musica appare sospesa tra due vite possibili, l’attuale e la fantasmatica, una disforia artistica che colpisce nella mescolanza delle voci tra la iperlucidità tecnologica e la ruggine arcaica. Un disco irrisolto perché in bilico, che occupa due territori separati da uno specchio, permeabili eppure lontanissimi. Riconoscersi o sparire. Arrangiare con Ableton la nostalgia di qualcosa che non è mai accaduto.

Ci sono dei misteri dove torno che mi fanno sentire a casa in maniera inquietante. Uno spostamento del tempo, una compresenza del passato. Chissà in che modo le lingue che impariamo cambiano il nostro modo di pensare, ma una volta che le parole prendono posto nel cervello non vanno più via. Una lingua, una geografia, una pietra a forma di testa in un muro che non può essere sfilata senza rischiare che crolli.

Cacciamali, l’ultimo album del collettivo milanese Rosso Polare, pubblicato da 12th Isle, assomiglia a un esercizio di esorcismo allucinatorio del passato, un glitch temporale svolto in quasi quaranta minuti di field recording e improvvisazioni ossessive su strumenti obsoleti o elettronici. Voci sussurrate, vento e campanacci in altura. Paesaggi sonori stratificati e inquietanti, che improvvisamente diradano lo spazio in un vuoto che ci lascia galleggiare fuori dal tempo, soppesando ciò che del passato si è fatto dentro di noi concrezione. Un’ossatura mobile che ci definisce.

Silenzio notturno. Poi l’esercito dei decespugliatori che rasano l’alba. La finestra è aperta anche se comincia già a fare freddo. Fuori c’è un amico che fuma la sua erba seduto sopra un architrave di pietra abbandonata sui sampietrini, con la faccia piena di sole sembra un animale.

Lostatobrado ha pubblicato già un nuovo album a fine 2025 (Ahimé), ma ho scelto quello precedente per il titolo battagliero (una battaglia a cui sento di partecipare) e per la canzone delle capre. L’odore delle capre è qualcosa di indescrivibile perché non è possibile scinderlo dal luogo in cui pascolano. Essere e territorio fusi. L’inquietudine della dissoluzione dell’identità nel branco. I cespugli di mentone e verbena che possono entrare a far parte di te e trasformarti. Raccogliere ed espellere nell’aria – come un emissario occulto – la terra che calpesti. L’odore della merda della capre ha una seduzione irragionevole che porto sempre con me.

Tu aspettami perché io torno. Non lasciare le pietre appassire. Ci sono due finestre che sono le mie preferite. Una fissa un tetto pieno di tegole spezzate, quando tira il vento la guaina slabbrata incomincia a muoversi come una manta in agonia in un acquario d’aria. Non si vede molto altro, è una finestra che chiude al mondo e porta chiusura. Una finestra specchio che rimanda a noi stessi, al tempo che possiamo passare su una sedia in ascolto. L’altra finestra apre. Siamo io e te sul divano vecchio che puzza un po’ dell’odore del tuo cane. Il piccolo davanzale fatto di mattoni forati da cui cola il cemento come se sanguinasse. Sopra la tavola di marmo muffito si alza la montagna, una curva verde che precipita a sinistra, il gesto di un pittore narcolettico. Ancora più su c’è il cielo, limpidissimo o grigio e denso. Questa finestra è una descrizione esatta dell’immobilità del tempo, tutte le distanze che percorriamo allontanandoci vengono calamitate su un punto preciso a cui si ritorna sempre. Un punto privato.

Arriverà l’estate? delle De’ Soda Sisters è uscito addirittura nel 2019, per Materiali Sonori. Quanto tempo… L’ho scoperto qualche anno fa in una gita nel parco delle Biancane. Improvvisamente è apparso in macchina nello stereo. Le loro voci intrecciate sugli arrangiamenti semplici e acustici mi fanno pensare che ci sia ancora speranza per le canzoni di avere un’influenza sulla realtà. Stephen King ha scritto che la letteratura è una forma di telepatia, anche la musica lo è. Ma più sottile e potente, capace di imprimersi nella testa delle persone con una manovra evasiva, aggirando lo sguardo per passare dalle orecchie. Questo la rende un magnifico strumento politico. Parole cantate e restituite alla terra.

In questa sezione di Cocleorama non ho inserito soltanto canzoni recenti, alcune le ho semplicemente scoperte tra questa estate e quella precedente. Mentre l’album di Rosso Polare è uscito a luglio, gli altri di Cellini, Lostatobrado e De’ Soda Sisters sono in giro da più tempo, ma li lego a esperienze profondamente significative che hanno risuonato dal passato negli ultimi mesi. Li ho riscoperti e conservati, perché parlano di posti da cui mi sento di provenire. Prendetelo per un panorama sonoro strettamente soggettivo, ogni volta che guardo fuori da quelle finestre sento questa musica.

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Salone di Parigi 2026: tutte le novità auto e le anteprime confermate

Si svolgerà dal 12 al 18 ottobre prossimi, presso il Paris Expo Porte de Versailles, la 91esima edizione del Mondial de l'Auto, che conosciamo più semplicemente come Salone di Parigi. Un'edizione che si preannuncia tra le più partecipate degli ultimi anni, anche per la forte presenza delle Case: numerosi i ritorni dopo un lungo periodo di assenza. Tra le protagoniste annunciate ci saranno la piccola - e molto attesa - smart #2, le SUV Fiat Grizzly e Grizzly Fastback e la nuova Lancia Gamma. Riflettori puntati anche sulla BYD Dolphin G, compatta plug-in sviluppata per l'Europa, sulla concept che anticipa la nuova Citroën 2CV e sulle piccole elettriche del gruppo Volkswagen, tra cui la ID. Polo, la Skoda Epiq e la più sportiva Cupra Raval.In rigoroso ordine alfabetico, andiamo a scoprire tutte le novità già confermate per il Salone di Parigi 2026. Alfa Romeo La Casa del Biscione presenterà a Parigi la prima delle nove concept annunciate dal gruppo Stellantis: si chiamerà Cuorerosso&nbsp;(qui sopra vedete l'anteprima dei sedili) e potrebbe trattarsi, stando ai teaser diffusi nelle scorse settimane, di una filante sportiva, magari a trazione posteriore. La concept dovrebbe&nbsp;anticipare le linee del prossimo modello di segmento C di Alfa Romeo. Che&nbsp;approfitterà del Salone per dar spazio al servizio&nbsp;Bottega Fuoriserie&nbsp;per la personalizzazione dei suoi modelli. Al momento non sono previste al momento anticipazioni o novità relativamente alla nuova SUV di segmento C su base STLA One o alle eredi di Giulia e Stelvio. Alpine Al salone di casa il&nbsp;marchio di Dieppe&nbsp;presenterà la concept PS1, acronimo di Projet Special 1, che si affiancherà ai modelli di serie e alla sportiva A110. Si amplia poi il programma di personalizzazione Atelier con l'allestimento Collection della A290, caratterizzato da elementi di design esclusivi, dalla tinta Bianco Nival ai freni in grigio argento, e la versione GTS della A390 con carrozzeria Bleu Tempte Mat e i nuovi sedili sportivi Alpine. Al Salone sarà poi svelata la Sculpture Alpine A110, che anticipa il design della terza generazione della sportiva a due posti, attesa in versione elettrica. Audi La Casa di Ingolstadt sarà presente al Salone di Parigi con tutti i suoi modelli elettrici ed elettrificati. Non confermata ufficialmente, ma pressoché certa la presenza della nuova A2 e-tron, modello di accesso alla gamma elettrica dei Quattro anelli, e che riporta sul mercato uno dei modelli più iconici dei primi anni Duemila (con alcuni richiami stilistici inconfondibili, come il portellone &quot;sdoppiato&quot;). BYD Il costruttore cinese, che proprio al&nbsp;Salone di Parigi&nbsp;aveva fatto il suo debutto europeo nel 2022, torna tra i padiglioni di Versailles con tante: la più importante è la&nbsp;Dolphin G DM-i, compatta con&nbsp;powertrain ibrido plug-in&nbsp;sviluppata per il mercato europeo. Accanto a lei ci saranno la SUV ricaricabile&nbsp;Atto 2 DM-i&nbsp;e il resto della gamma elettrica, composta da Dolphin Surf, Atto 3 Evo, Seal e Sealion 7. Sarà presente anche il nuovo pick-up Shark: trazione integrale permanente e powertrain plug-in da 436 CV e 90 km in elettrico. Changan Il gruppo cinese arriverà a Parigi con tre brand: Deepal, Nevo e Avatr. Il primo porta i suoi modelli per l'Europa (in arrivo anche in Italia), ossia le SUV elettriche S05 e S07, mentre per la Avatr si parla per ora solo della wagon di lusso - elettrica e con extended range - 06T, vista in anteprima qualche settimana fa. Chery Al debutto al salone francese, il gruppo Chery porta i suoi modelli a ruote alte, da poco disponibili anche in Italia: la Tiggo 9, SUV a sette posti (è lunga 481 cm) con motore ibrido plug-in da 254 CV e 140 km di autonomia in elettrico; la Tiggo 8, anch'essa plug-in ma più corta (472 cm) e con motore da 279 CV e batteria da 18,4 kWh, per una cinquantina di km in EV. Tra le novità avremo modo di vedere da vicino c'è la hatchback compatta Tiggo 4 Hybrid e il SUV medio Tiggo 7, disponibile con powertrain ibridi full e plug-in. Il palcoscenico di Parigi sarà anche l'occasione per il debutto della Chery Q, compatta elettrica vista al Salone Auto Torino. Citroën Il marchio francese sarà presente al salone di casa con la gamma di modelli attualmente a listino. A catalizzare l'attenzione dei visitatori sarà perà una concept che anticipa la nuova 2CV elettrica, di cui vedete qui sopra il teaser dei gruppi ottici: un modello destinato a riportare in vita uno dei nomi più iconici del Double Chevron, costruita a Pomigliano d'Arco sulla piattaforma E-Car, e presentata durante il piano industriale di Stellantis: arriverà nel 2028, con un listino che parte da meno di 15.000 euro. Cupra Il brand sportivo del gruppo Volkswagen, tra i primi ad aver confermato la sua presenza a Parigi, sarà presente con la compatta Raval, elettrica tutto pepe presentata a inizio aprile, già in vendita anche in Italia, con prezzi che partono da 29.950 euro per la Launch Edition da 211 CV e batteria da 52 kWh. Dacia La Casa di Mioveni presenta ben 10 modelli, tutti elettrificati, a confermare il suo impegno verso una mobilità più pulita, senza rinunciare all'accessibilità della sua gamma. La novità più grossa è la Striker, station wagon (lunga 4,62 m) con look da crossover e motorizzazioni tutte elettrificate, anche bifuel a Gpl, a due e quattro ruote motrici. La seconda novità è la&nbsp;nuova Spring (ex&nbsp;Evader), compatta elettrica - costruita sulla base della Renault Twingo - che dovrebbe avere un prezzo di ingresso inferiore a&nbsp;18.000 euro. Denza Il&nbsp;brand di lusso&nbsp;di BYD porta a Parigi i due modelli già in commercio in Europa: la&nbsp;shooting brake elettrica Z9GT, dotata di batterie Blade 2.0 e della tecnologia di ricarica&nbsp;Flash Charging&nbsp;da 1.500 kW, e la monovolume&nbsp;D9 DM-i, con powertrain Super Hybrid ibrido plug-in. Accanto a loro ci saranno le novità di prossimo debutto in Europa: la SUV plug-in BAO 5 con telaio a longheroni, 544 CV e 90 km in elettrico, e la supercar elettrica Z con powertrain trimotor da 1.604 CV nelle versioni Coupé, Spider e Racing. Dongfeng Anche per il costruttore cinese il Mondial de l'Auto sarà l'occasione per presentare le tante novità già disponibili da qualche mese sul mercato europeo, dalle SUV Mage L7 alla più piccola Box, passando per Vigo, Huge e la grande crossover 008 a sei posti con powertrain range extender. DS Il&nbsp;brand di lusso della Citroën&nbsp;porta alla Fiera di Versailles una&nbsp;concept&nbsp;ancora avvolta nel mistero, e che &quot;esplora una visione di DS ancora più audace, personale e decisamente distintiva&quot;, spiega Xavier Chardon, ceo della Casa francese. Il Salone di Parigi vedrà anche il debutto commerciale della nuova&nbsp;DS N7&nbsp;che abbiamo già visto in anteprima, e che arriverà in autunno nelle concessionarie italiane. Accanto a questo modello ci saranno anche la DS 3 Maison Sarah Lavoine, la DS N4 toile e la DS N8 toile. Fiat La Casa torinese presenterà al pubblico le sue due nuove SUV di segmento C, la Grizzly e la Grizzly Fastback, più lunga e dalle linee affusolate. Le nuove Grizzly avranno gruppi ottici molto originali, con motivi geometrici a LED. Entrambe puntano a diventare riferimento nel segmento per quanto riguarda abitabilità interna e praticità. Previsti al momento powertrain a benzina, ibridi e full electric. Prezzi non ancora comunicati. Accanto alle Grizzly, Fiat porterà a Parigi anche una nuova concept, chiamata Multiplay, capace di passare dalla configurazione SUV a quella pick-up: potrebbe trattarsi del modelloche anticipa la prossima E-Car torinese, che si è vista durante la presentazione del piano industriale del gruppo Stellantis. Ford Come altri costruttori, anche per la Casa dell'Ovale Blu quello a Parigi è un gradito ritorno: in fiera saranno presenti le muscle car Mustang, la versione California Special dell'elettrica Mustang Mach-E e la nuova Capri Collection. Non mancheranno poi aree dimostrative per la tecnologia di assistenza alla guida BlueCruise e le vetture Ford impegnate nel motorsport, dalla Formula 1 (con il motore Cosworth della Red Bull) alle Endurance, tra cui la 24 Ore di Le Mans. Geely Al Salone di Parigi assisteremo al debutto europeo della Monjaro EM-i, la prima SUV ibrida plug-in di segmento D del marchio, costruito sulla nuova architettura GEA-Evo con sistema EM-i Super Hybrid, e già venduta sui mercati del Medio Oriente. Sullo stand del costruttore cinese saranno esposte anche la citycar elettrica E2, versione europea della best seller cinese Xingyuan, la SUV a zero emissioni EX5 e l'ibrida plug-in Starray EM-i. Genesis Il marchio di lusso della Hyundai è tornato in Italia dopo diversi anni di assenza, e in fiera a Parigi porterà tutti i modelli della sua gamma attuale, dalla SUV GV60 (anche nella versione Magma ad alte prestazioni) alla grande berlina G80 Electrified. A sottolineare il suo impegno del motorsport, Genesis esporrà la GMR-001 impegnata nel WEC e la concept Magma GT, che anticipa un possibile modello di serie. Honda Anche la Casa giapponese torna tra i padiglioni del Salone di Parigi, da cui mancava dal 2018. In fiera saranno esposti tutti i suoi modelli ibridi, con un posto di particolare rilievo per la nuova Honda Prelude e:HEV, coupé sportiva costruita sulla base della Civic. Altre sorprese potrebbero bollire in pentola, ma al momento non sappiamo ancora di cosa si tratta. Hyundai La Casa coreana porterà a Parigi diverse anteprime, tra cui due nuovi modelli a ruote alte, una SUV di segmento B e una di segmento C. Modelli, spiega la Casa coreana in una nota, che &quot;inaugurano una nuova fase della strategia SUV in Europa&quot;. Sarà poi esposta la nuova Ioniq 3&nbsp;svelata alla&nbsp;Milano Design Week, accanto agli altri modelli in gamma, dalla&nbsp;piccola Inster&nbsp;alla grande&nbsp;Ioniq 9. Al salone sarà anche annunciato l'ingresso ufficiale nel settore degli&nbsp;eLCV, ovvero i&nbsp;veicoli commerciali leggeri a propulsione elettrica, presentando il primo modello di questa famiglia. Kia La principale novità attesa per la Casa coreana (che fa parte del&nbsp;gruppo Hyundai) è la&nbsp;piccola elettrica EV2, modello che si inserisce in uno dei&nbsp;segmenti più agguerriti dei prossimi anni. Accanto a questo modello arriverà la versione full hybrid della nuova Seltos, che in Italia arriverà a novembre anche in versione a GPL, con la variante Tri-Fuel (ibrida a Gpl) attualmente in lavorazione. La fiera di Versailles potrebbe essere il&nbsp;palcoscenico perfetto&nbsp;per il debutto della&nbsp;piccola EV1, destinata a sfidare Twingo e smart. Lancia La nuova Lancia Gamma è uno dei modelli di punta del gruppo Stellantis al salone francese: prodotta nello stabilimento di Melfi su piattaforma Stla Medium, l'ammiraglia italiana segna il ritorno del marchio nel segmento D con un modello dalle linee filanti, da fastback rialzata, lungo circa 4,7 metri. I gruppi ottici - davanti e dietro - riprendono il motivo a calice della concept Pu+Ra HPE, mentre gli interni si caratterizzeranno per lo stile del design e la cura dei materiali. La Gamma sarà disponibile con il powertrain ibrido da 145 CV e in tre versioni elettriche, con autonomie fino a 740 chilometri. La più potente sarà la HF Integrale da 375 CV e 675 km di autonomia. Leapmotor La joint venture tra il costruttore cinese e il gruppo Stellantis porterà a Versailles la nuova B05, un modello tra i più importanti per i piani di crescita del marchio in Europa. Questa hatchback elettrica è lunga 4.430 mm e ha un passo di 2.735 mm: inizialmente sarà proposta solo in versione elettrica da 160 kW (218 CV) e batterie da 56 o 67 kWh, per autonomie fino a 460 km, seguita dalla&nbsp;range extender&nbsp;e dalla Ultra ad alte prestazioni. Accanto alla B05 saranno esposte anche la SUV compatta B03X, già vista al Salone di Bruxelles e di prossima commercializzazione anche in Italia, e la compatta elettrica B03,&nbsp;commercializzata in Cina con il nome A05 e prevista per il 2027. La novità più &quot;grande&quot; è la maxi-SUV D19, già commercializzata in Cina: lunga oltre 5,2 metri, è disponibile con motori elettrici e range extender. Specifiche tecniche, prezzi e tempi di arrivo sul mercato saranno comunicati in fiera. Li Auto Il costruttore cinese debutterà in Europa proprio al Salone di Parigi, dove presenterà il suo primo modello per il mercato continentale, la SUV elettrica i6, che verrà commercializzata alla fine dell'anno (con prezzi non ancora comunicati). Lunga 4.950 mm, disponibile a trazione posteriore o integrale, la i6 è già in vendita in Cina dal settembre 2025 con batteria da 87,3 kWh e un'autonomia dichiarata di 720 km. Lucid Prima presenza assoluta al Mondial de l'Auto anche per la Casa americana, che presenta i due modelli da poco disponibili anche in Europa: si comincia con la berlina sportiva Lucid Air, capace di potenze fino a 1.234 CV (0-100 in 1,89 secondi) e batteria da 118 kWh, per un'autonomia fino a 960 km. Il secondo modello è la SUV a sette posti Lucid Gravity: powertrain dual motor, trazione integrale, potenza massima di 839 CV e batteria da record, 123 kWh, per unautonomia fino a 748 km. Lynk & Co A Parigi la Lynk & Co presenta in anteprima europea la 07 GT, una shooting brake con powertrain ibrido plug-in, capace di erogare fino a 530 CV e di percorrere fino a 200 km in modalità elettrica (specifiche per il mercato cinese). La commercializzazione nel continente inizerà nel 2027. Allo stand della Casa (che fa parte del gruppo Geely) saranno presenti anche la 01 plug-in hybrid, la 02 elettrica e la 08 plug-in hybrid. Mercedes-Benz La Casa della Stella torna a Parigi per celebrare i 140 anni dal primo brevetto depositato da Carl Benz nel 1886. In fiera verranno esposte tutte le novità annunciate negli ultimi mesi: le Special Edition 140 di GLC e Classe A, la nuova&nbsp;Classe C elettrica, la&nbsp;CLA,&nbsp;Car of the Year 2026, anche in versione&nbsp;Shooting Brake, la&nbsp;GLC elettrica, la nuova&nbsp;GLB&nbsp;, le&nbsp;VLE elettriche&nbsp;eredi della&nbsp;Classe V/EQV&nbsp;e l'ammiraglia&nbsp;Classe S, presentata alla fine di gennaio. Non mancherà la prima sportiva elettrica di Affalterbach, la&nbsp;Mercedes-AMG GT Coupé&nbsp;da 1.169 CV. E rimane sempre l'incognita della&nbsp;&quot;Baby G&quot;... Omoda & Jaecoo I due marchi del gruppo Chery saranno presenti al Salone di Parigi con tutta la gamma elettrificata disponibile anche in Italia: in particolare, saranno esposte le Jaecoo 5 e 7, ma anche le Omoda 7 e 9. Non mancherà poi un'importante anteprima europea: la nuova Omoda 4, già vista al Salone Auto Torino. Opel Per la Opel, quello di Parigi sarà un salone ad alte prestazioni: la novità più importante è la Corsa GSE, la più potente tra le versioni di serie della storica utilitaria tedesca. Prevista per il 2027,&nbsp;condivide la base tecnica con la&nbsp;Ypsilon HF e la&nbsp;Peugeot e-208 GTI: motore da 207 kW (281 CV) e 345 Nm di coppia, differenziale Torsen, telaio sportivo, carreggiate allargate e assetto ribassato. Allo stand Opel troveremo&nbsp;anche la STX Concept, ovvero&nbsp;il futuro delle station wagon del Blitz, con elementi destinati ai prossimi modelli di serie, tra cui l'ultima evoluzione del frontale Vizor.Inoltre, potrebbe apparire il prototipo della SUV che nascerà dalla collaborazione tra Opel e Leapmotor. Infine, tra le novità di prodotto sarà esposta la Astra nel nuovo allestimento sportivo GSE Line. Peugeot Per la Casa del Leone il Salone di Parigi sarà l'opportunità di presentare due nuove concept, ancora non annunciate, che potrebbero attingere (per nomi e soluzioni di design) a modelli del passato. Accanto alle&nbsp;ultime novità di prodotto, dai restyling della 308 e 408, ci saranno poi i nuovi modelli in arrivo come la sportiva E-208 GTi da 280 CV. Allo stand sarà esposta anche la 9X8 impegnata nel WEC.&nbsp; Renault Renault porta al Salone di Parigi la E-Space Concept, monovolume elettrica lunga 4,70 metri con firma luminosa a &quot;U&quot; e losanga illuminata sul frontale. Accanto a lei le concept Renault 8 Gordini, coupé elettrica da 270 CV, la Renault 4 JP4x4 e la Renault 5 Turbo 3E in versione prototipo da 555 CV. Tra le novità di gamma la serie limitata Rafale Hypnotic, il restyling della Megane E-Tech Electric e la Twingo E-Tech con tetto panoramico Twingobay. Skoda Al Salone di Parigi debutterà l'allestimento Sportline&nbsp;della Skoda Epiq, con dettagli e caratterizzazioni specifiche che ne sottolineano la sportività. Accanto alla SUV elettrica più piccola della Casa boema ci sarà anche la Epiq a sette posti, che affianca in gamma la Skoda Karoq termica. Allo stand si potranno vedere anche la Peaq allestita per il Tour de France e la 130 RS, per celebrare i 125 anni di Skoda Motorsport. Smart La più attesa al Salone di Parigi è la smart #2, l'erede della fortwo, anticipata dalla concept presentata a fine aprile. A ottobre conosceremo tutti i dettagli su motorizzazioni, prezzi e date di arrivo sul mercato. Per ora sappiamo che dal modello precedente la nuova eredita la trazione posteriore e le linee morbide, con gli sbalzi ridottissimi e le ruote ai quattro angoli della carrozzeria per massimizzare lo spazio a bordo: due posti, comodi, con un bagagliaio risicato ma sufficiente per gestire le esigenze quotidiane. Lunga circa 270 cm, la smart #2 sarà costruita sulla nuova Electric Compact Architecture (Eca), piattaforma a 400 volt sviluppata internamente da Geely e Mercedes, e punta a un'autonomia cittadina di circa 300 km. In fiera, forse con meno occhi puntati adosso, ci sarà anche la smart #6 EHD, la prima berlina a tre volumi del marchio, che monterà un powertrain ibrido plug-in da 435 CV e batterie per percorrere quasi 300 km in modalità elettrica (nel ciclo di omologazione cinese). Volkswagen Oltre alle novità già a listino presentate nei mesi scorsi, la Casa tedesca sarà presente a Parigi con i nuovi modelli a batteria più accessibili, a cominciare dall'erede a batteria della Up!, chiamata ID.1, il cui arrivo sul mercato è previsto per il prossimo anno. Nello stand di Volkswagen saranno presenti anche la nuova ID. Polo (anche nella versione pepata GTI, la prima elettrica) e la ID. Cross. Non ancora confermata ufficialmente, potrebbe esserci anche la ID. Tiguan, aggiornamento - con cambio di nome - della SUV elettrica ID. 4. Volvo Anche la Casa svedese torna a Parigi dopo diversi anni di assenza, portando la sua principale novità per il 2026, ossia la SUV elettrica EX60&nbsp;(anche in versione Cross Country) presentata all'inizio dell'anno, costruita sulla nuova architettura a 800 Volt e accreditata di un'autonomia massima di 810 km. In fiera anche le nuove XC40 ed EX40, oltre alla variante plug-in della XC60. Xpeng Al Salone di Parigi ci sarà anche la Casa cinese, che porterà i due modelli attualmente a listino, ossia le SUV elettriche G6 e G9, recentemente aggiornate dal lato tecnico, con una potenza di ricarica che ora arriva fino a 525 kW. Sul fronte delle novità, vedremo per la prima volta la grande SUV G9L costruita a Graz, lunga 5,1 metri e disponibile con powertrain elettrici e range extender, con potenze - per il mercato cinese - da 367 a 585 CV, e autonomie che arrivano a 755 km. Tra&nbsp;i padiglioni della fiera di Versailles potrebbero arrivare anche la&nbsp;grande berlina P7+ e la&nbsp;monovolume elettrica X9. Zeekr Il brand elettrico del gruppo Geely arriva per la prima volta a Parigi con tutta la sua gamma elettrica: la shooting brake Zeekr 001, con potenze da 272 a 544 CV e fino a 620 km di autonomia; la SUV X (da 272 a 496 CV e 433 km di percorrenza); la più grande SUV 7X, con potenze da 416 a 646 CV e 615 km di autonomia; la grande SUV a sei posti da 900 CV 9X (da 122.610 euro) e la gran turismo Zeekr 7GT, con gli stessi powertrain della 7X e autonomia fino a 655 km.
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In Cina e Asia – Xi sceglie messaggio di fiducia per discorso del 1° ottobre

In Cina e Asia – Xi sceglie messaggio di fiducia per discorso del 1° ottobre cina 1 ottobre fiducia

I titoli di oggi: Cina, Xi Jinping sceglie messaggio di fiducia per discorso del 1° ottobre Accademia cinese delle scienze, spinta verso scienza d’avanguardia Reuters: registrati casi di comportamenti autonomi anomali anche tra gli agenti dell’IA cinese  DeepSeek collaborerà con Huawei per la programmazione dei chip cinesi Ascend Collaborazioni accademiche con la Cina sotto la lente dell’intelligence britannica Giappone, inasprite ...

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Shows, tours and film as China marks 90 years since the end of the Long March

China’s ruling Communist Party is marking 90 years since the end of the Long March with exhibitions, tours, film and television productions as it tries to mobilise the nation to contribute to its vision for the future. Ahead of the October 22 anniversary, commemorative activities are under way to promote the history of the Long March and revive its “spirit”. The Long March was an epic retreat between 1934 and 1936 by the party’s Red Army to evade Kuomintang, or Nationalist, forces during the...

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L'Editoriale di ottobre 2026

La radio, al centro
Alessio Sacchi, IZ4EFN

L’Assemblea Generale Ordinaria del 5 luglio ha rappresentato un momento importante per la nostra Associazione. È stata un’Assemblea nella quale abbiamo affrontato questioni economiche, organizzative e regolamentari che, in alcuni casi, affondano le loro radici in un passato ormai lontano. Il percorso di liquidazione di Ediradio, le criticità amministrative e la necessità di rendere più efficienti i processi associativi sono stati affrontati con l’obiettivo di chiudere definitivamente capitoli che hanno impegnato per troppo tempo energie e risorse.

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US sanctions forced Xinjiang cotton to adapt, but survival comes at a cost

The fields in Xinjiang’s Awati county – a cotton hub hit by US sanctions – were nearly ready for the October harvest. Yusup Molamaiti, a 36-year-old technician, recalled what it was like manually planting and harvesting 37 mu (about 2.5 hectares or 6 acres) of scattered plots of land. “Planting a single mu took up to three hours with two people laying plastic film by hand,” he said. Harvesting would lock his family into year-round labour, yielding just 250-300kg (551-661lbs) per mu. Today, his...

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Rusia después de las elecciones: consolidación de Rusia Unida y reordenamiento del sistema político – Por Marcelo Ramírez

Por Marcelo Ramírez

Las legislativas de septiembre muestran un crecimiento significativo del oficialismo, un aumento de la participación y un retroceso del Partido Comunista. El sistema electoral mixto amplificó la ventaja de Rusia Unida en la Duma, mientras las fuerzas secundarias atraviesan una recomposición. La elección, primera desde el comienzo de la guerra en Ucrania, se desarrolló además bajo ataques con drones y ciberataques denunciados por las autoridades rusas.

Las elecciones legislativas celebradas en Rusia entre el 18 y el 20 de septiembre de 2026 dejaron un resultado que va bastante más allá de una nueva victoria de Rusia Unida. El partido dominante aumentó considerablemente su porcentaje respecto de 2021, la participación electoral creció, el Partido Comunista retrocedió y otras fuerzas parlamentarias, principalmente el Partido Liberal Democrático de Rusia (LDPR) y Nueva Gente, ampliaron su presencia electoral.

Con más del 95% de los votos procesados, la Comisión Electoral Central situaba a Rusia Unida en torno al 57,8%, frente al 13,8% del Partido Comunista de la Federación Rusa (PCFR), aproximadamente 9% del LDPR y cerca de 8% de Nueva Gente. Rusia Justa se encontraba prácticamente sobre el umbral del 5%, una situación que fue variando durante el escrutinio. La Comisión Electoral Central indicó, además, una participación del 59,32%, equivalente a más de 62,6 millones de electores. Los resultados deben considerarse todavía provisionales hasta su formalización definitiva, prevista no antes del 25 de septiembre.

El dato central, sin embargo, surge de la comparación con las elecciones legislativas de 2021. Entonces Rusia Unida había obtenido el 49,82% de los votos; el Partido Comunista, 18,93%; el LDPR, 7,55%; Rusia Justa, 7,46%; y Nueva Gente, 5,32%.

Cinco años después, Rusia Unida crece alrededor de ocho puntos porcentuales mientras el PCFR pierde aproximadamente cinco. Al mismo tiempo, la participación electoral pasa de alrededor del 51,7% en 2021 a más del 59% en 2026. Es la combinación de estos fenómenos, más participación, mayor porcentaje oficialista y debilitamiento de su principal competidor, lo que permite hablar de una modificación significativa del equilibrio político dentro de la Duma.

Para entender correctamente el resultado es necesario observar cómo se elige la Cámara baja rusa. La Duma Estatal está integrada por 450 diputados elegidos por cinco años mediante un sistema mixto. La mitad (225 bancas) se distribuye mediante representación proporcional según las listas nacionales de los partidos que superan el umbral del 5%. Los otros 225 diputados son elegidos en circunscripciones uninominales en razón de que Rusia está dividida en 225 distritos y cada uno elige un único representante. En estos distritos resulta electo simplemente el candidato que obtiene más votos que cada uno de sus adversarios. No necesita alcanzar la mayoría absoluta.

El mecanismo tiende a favorecer al partido más grande cuando los votos de sus adversarios están fragmentados entre varias fuerzas. Eso es precisamente lo que ocurrió en 2026, mientras Rusia Unida obtenía alrededor del 58% del voto proporcional, sus candidatos encabezaban más de 200 de las 225 circunscripciones uninominales durante el escrutinio. Con el 95,18% contabilizado, la presidenta de la Comisión Electoral Central, Ella Pamfilova, informaba que el partido había ganado 208 distritos de este tipo. En 2021 había conseguido 198.

La consecuencia es evidente, una mayoría electoral importante se convierte en una mayoría parlamentaria todavía mayor. En base en los resultados difundidos el 21 de septiembre, una proyección de 355 diputados para Rusia Unida sobre un total de 450, superando tanto los 324 que tenía en la Duma saliente como el máximo de 343 alcanzado en 2016.

El resultado permite comprender una característica central del sistema político ruso. Aproximadamente el 58% de los votos partidarios puede traducirse en alrededor de tres cuartas partes de la Cámara debido a la combinación entre representación proporcional y predominio territorial.

La consolidación de Rusia Unida tiene entonces tres dimensiones. Es electoral, porque aumenta su porcentaje de votos, es territorial porque domina la enorme mayoría de los distritos uninominales y es institucional porque amplía su control sobre la Duma.

El segundo dato relevante es el crecimiento de la participación.Según la Comisión Electoral Central, votó el 59,32% del padrón, más de 62,6 millones de personas. Se trata de una participación sensiblemente superior a la registrada en las legislativas anteriores., entonces la combinación con el crecimiento de Rusia Unida merece atención.

Una fuerza política puede aumentar porcentualmente incluso sin incrementar de manera significativa su base electoral si los votantes de sus adversarios se abstienen en mayor proporción. En ese escenario, un partido conserva aproximadamente sus votos pero aumenta su participación relativa dentro de un electorado más pequeño.

Sin embargo, en Rusia ocurrió algo diferente dado que aumentó el número relativo de ciudadanos que participaron y, dentro de ese electorado ampliado, aumentó también el porcentaje obtenido por Rusia Unida.

Si bien no sabemos automáticamente las motivaciones individuales de los votantes ni interpretar cada sufragio como un apoyo a la totalidad de las políticas gubernamentales, podemos inferir que una explicación basada exclusivamente en una desmovilización electoral generalizada de los adversarios del oficialismo no es la adecuada.

El aumento de la participación, de todos modos, también debe analizarse en relación con los cambios introducidos en la forma de votar. La elección se realizó durante tres jornadas y continuó expandiéndose el voto electrónico con más de 3,6 millones de ciudadanos participaron mediante el sistema federal de votación electrónica, al que se sumó el sistema utilizado específicamente en Moscú.

Estos mecanismos reducen el costo práctico de participación y probablemente constituyan una parte de la explicación del incremento. Por eso resulta difícil atribuir toda la suba a una movilización política y aún con esa precaución, una participación superior al 59% constituye uno de los elementos centrales de la elección.

Existe además una circunstancia que diferencia radicalmente estas elecciones de las anteriores que fueron las primeras legislativas rusas desde el comienzo de la guerra en Ucrania en febrero de 2022. Las tres jornadas de votación se desarrollaron, además, mientras continuaban los ataques sobre territorio ruso, durante el último día se produjo una ofensiva de gran escala con drones contra Moscú y otras regiones.

Las autoridades rusas informaron haber interceptado más de 1.600 drones desde el sábado, unos 450 dirigidos contra Moscú, inclusive algunos aparatos alcanzaron sus objetivos, se registraron víctimas y fue afectada infraestructura energética.

Paralelamente, las autoridades denunciaron ataques informáticos contra el sistema electoral. La Comisión Electoral y organismos gubernamentales informaron sobre ofensivas DDoS, intentos de alterar el voto electrónico e interrupciones de comunicaciones en distintas regiones. Las autoridades reportaron ataques contra los sistemas digitales durante la segunda jornada de votación.

La Comisión Electoral Central caracterizó posteriormente el proceso como una elección realizada bajo un nivel excepcional de amenazas externas y afirmó haber enfrentado una fuerte escalada de ataques cibernéticos.

El gobierno ruso presentó la continuidad de las elecciones y el incremento de la participación como una demostración de cohesión social. Vladimir Putin había colocado la elección dentro de una discusión más amplia sobre la unidad nacional durante la guerra y el Kremlin buscaba presentar los comicios como una medida del respaldo social a la orientación adoptada desde 2022.

El resultado electoral no puede trasladarse mecánicamente a una pregunta que los votantes nunca respondieron explícitamente, que el 57 o 58% obtenido por Rusia Unida no significa necesariamente que ese mismo porcentaje apruebe cada decisión militar, económica o diplomática adoptada durante la guerra.

Lo que sí puede afirmarse es más limitado, pero políticamente muy relevante porque después de más de cuatro años de conflicto, sanciones internacionales, presión económica y ataques dentro del territorio ruso, no se observa en estas elecciones un desplazamiento electoral masivo hacia fuerzas que propongan una ruptura frontal con la orientación estratégica del Estado.

Uno de los cambios más importantes se produjo en el Partido Comunista. El PCFR había conseguido en 2021 el 18,93%, uno de sus mejores resultados de las últimas décadas. Ese porcentaje le permitió convertirse claramente en la segunda fuerza política del país y concentrar una parte importante del electorado que buscaba expresar una alternativa a Rusia Unida.

En 2026 cae hasta aproximadamente el 13,8%, con una pérdida ronda los cinco puntos porcentuales, pero todavía es más significativa es la ampliación de la distancia con Rusia Unida.

En 2021 los separaban aproximadamente 31 puntos: 49,82% contra 18,93%, ahora la diferencia se aproxima a 44 puntos: alrededor de 58% frente a menos del 14%. La estructura partidaria se vuelve de esta manera más asimétrica.

El problema del PCFR tampoco se limita a la reducción de su representación proporcional. Su debilitamiento incide directamente sobre las circunscripciones uninominales. Durante años, los comunistas fueron en numerosos distritos la principal fuerza capaz de concentrar el voto de quienes buscaban derrotar a un candidato de Rusia Unida. Cuando ese espacio se fragmenta entre comunistas, LDPR, Nueva Gente, Rusia Justa y otras fuerzas, el candidato oficialista puede conservar la banca incluso obteniendo menos del 50%.

El retroceso comunista, por lo tanto, produce un doble efecto: reduce su propio peso parlamentario mientras facilita indirectamente el dominio territorial del partido gobernante. Sin embargo, los votos perdidos por el Partido Comunista no fueron absorbidos por una única fuerza alternativa.

El LDPR pasó del 7,55% registrado en 2021 a aproximadamente el 9%. Nueva Gente subió desde el 5,32% hasta cerca del 8%. Rusia Justa siguió una trayectoria diferente: cayó desde el 7,46% de 2021 hasta quedar prácticamente sobre el límite del 5%.

Nueva Gente merece atención particular. El partido había ingresado por primera vez a la Duma en 2021 y cinco años después aumenta claramente su porcentaje. El crecimiento indica que logró consolidar un espacio propio dentro del sistema, particularmente entre sectores que buscan reformas económicas, administrativas o sociales sin identificarse con el Partido Comunista.

También resulta significativo el desempeño del LDPR después de la muerte de su histórico fundador, Vladimir Zhirinovski, en 2022. Lejos de desaparecer con su dirigente, la fuerza conserva su base electoral e incluso mejora su porcentaje respecto de las legislativas anteriores.

Lo que aparece debajo de Rusia Unida es, por lo tanto, una reorganización del espacio secundario. El PCFR conserva el segundo lugar nacional, pero pierde capacidad para monopolizar el voto alternativo. LDPR y Nueva Gente crecen. Rusia Justa retrocede. El resultado es una mayor fragmentación de las fuerzas situadas detrás del oficialismo.

Es importante observar la relación entre estos resultados y la guerra, que requiere una interpretación particularmente cuidadosa. Los principales partidos con representación parlamentaria mantienen diferencias importantes en política económica, gasto social, inmigración, intervención estatal, administración pública y prioridades presupuestarias. Sin embargo, esas diferencias no se corresponden con una división equivalente respecto de las cuestiones estratégicas centrales vinculadas con Ucrania.

El Partido Comunista ha acompañado buena parte de las decisiones fundamentales adoptadas por el Estado ruso desde 2022. El LDPR sostiene posiciones nacionalistas y una línea dura respecto del conflicto. Rusia Justa también respaldó la orientación estratégica general. Nueva Gente presenta una posición comparativamente menos militarizada, pero tampoco estructuró su propuesta electoral alrededor de una retirada unilateral rusa.

Los medios occidentales señalaron durante la campaña que Yábloko constituía la principal fuerza registrada con una posición explícitamente contraria a la guerra, pero su lista federal quedó fuera de la elección después de una decisión judicial. El partido sí mantuvo algunas candidaturas y obtuvo una representación limitada en la legislatura regional de Nóvgorod. Este hecho introduce una limitación importante a cualquier lectura de los resultados como una medición directa de la opinión pública sobre la guerra, no obstante la popularidad de Yábloko es menor, dado que en las encuestas se ubica entre el 1 y el 3% de los votos, lo que le resta cualquier peso electoral real.

Como era de esperarse, sectores opositores rusos y gobiernos occidentales cuestionaron las condiciones de competencia, las restricciones a candidatos y organizaciones opositoras, el uso del voto electrónico y la realización de elecciones en territorios ucranianos ocupados y anexados por Rusia. Las autoridades rusas rechazan estas objeciones y sostienen que la elección se desarrolló de acuerdo con la legislación vigente; observadores de la Comunidad de Estados Independientes y de la Organización de Cooperación de Shanghái informaron no haber detectado irregularidades capaces de alterar los resultados en las mesas que supervisaron.

Por eso, si bien los comicios no pueden utilizarse como una encuesta directa sobre la guerra, tampoco corresponde separar completamente el resultado del contexto histórico en el que se produjo. Rusia Unida obtuvo en 2021 el 49,82%, cinco años después, luego de más de cuatro años de guerra, alcanza cerca del 58%. Simultáneamente aumenta la participación electoral y las principales fuerzas parlamentarias que respaldan la orientación estratégica del Estado conservan prácticamente todo el espacio político representado en la Duma. Ese dato tiene relevancia propia, aun cuando no permita conocer las motivaciones concretas de cada elector.

La paradoja principal de las elecciones de 2026 puede resumirse en dos movimientos simultáneos: aumenta la participación y aumenta la concentración parlamentaria. Más ciudadanos concurren a votar, pero el resultado final produce una Duma todavía más dominada por Rusia Unida.

Tres factores explican esa combinación. El primero es el crecimiento directo del partido gobernante, que pasa de menos del 50% en 2021 a cerca del 58%. El segundo es el retroceso del Partido Comunista, principal fuerza opositora parlamentaria y el tercero es el funcionamiento del sistema electoral mixto, donde la fragmentación de los adversarios permite al partido más grande imponerse en una proporción extraordinariamente alta de las circunscripciones uninominales. Por eso el dato del 58% explica sólo una parte del resultado.

La verdadera consecuencia política aparece al observar la composición de la Duma. Con ese porcentaje de votos, Rusia Unida se encamina a controlar alrededor de tres cuartas partes o más de la Cámara y conservar holgadamente la mayoría de dos tercios. La proyección de 355 de los 450 escaños, que constituiría un récord para el partido.

El sistema político ruso emerge así de las elecciones de 2026 con una característica reforzada: un partido dominante significativamente mayor que cualquiera de sus competidores y un segundo nivel partidario más fragmentado.

Rusia Unida crece electoralmente, amplía su dominio territorial y fortalece su control institucional. El Partido Comunista continúa siendo la segunda fuerza nacional, pero pierde una parte sustancial del terreno ganado cinco años atrás. LDPR y Nueva Gente avanzan, mientras Rusia Justa queda reducida a una posición mucho más frágil.

Todo esto ocurre bajo condiciones extraordinarias. Son las primeras legislativas desde febrero de 2022, se celebraron durante una guerra prolongada, con una economía sometida a sanciones y fuertes exigencias presupuestarias, y con ataques militares y cibernéticos coincidiendo con las jornadas electorales.

El resultado, por eso, representa algo más que la continuidad del esquema político existente antes de la guerra. Los datos disponibles muestran una profundización de la estructura de partido dominante que ya caracterizaba a Rusia, acompañada por una recomposición de las fuerzas que disputan el espacio situado detrás de Rusia Unida.

Queda abierta una cuestión que sólo podrá responderse con el desarrollo del próximo período político. ¿Hasta qué punto esta enorme concentración parlamentaria servirá para preservar el modelo construido durante los últimos años y hasta qué punto la reorganización que se está produciendo por debajo del oficialismo anticipa las disputas políticas, económicas y sociales de la Rusia posterior a la guerra?.

Por ahora, la señal electoral es clara en términos descriptivos: aumentó la participación, aumentó el porcentaje de Rusia Unida y se amplió la distancia que separa al partido gobernante de todos sus competidores parlamentarios. El resultado institucional de las legislativas de 2026 es, en consecuencia, una Duma más concentrada que la surgida de las elecciones de 2021.

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Islanda VS Italia 👉 Ci stanno FREGAND0 un SACCO di S0LDI 👉 Ecco come!

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#stepsover #vanlife #viaggio
Episodio 1200: Quanto costa davvero vivere e viaggiare in Islanda?

In questo video vi mostro i prezzi che abbiamo incontrato durante il nostro viaggio: dalla spesa al supermercato al carburante, dai ristoranti alle attività, fino alle piccole cose che possono far lievitare rapidamente il budget.

Ma soprattutto, provo a capire quanto costa davvero una giornata in Islanda e quali sono le spese che ci hanno sorpreso di più.

Viaggiare in camper cambia parecchio le cose, ma anche così ci sono prezzi che fanno decisamente riflettere.

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Star Trails

This long-duration image shows star trails above Earth and the blue lights of fishing boats and the yellow lights of Indonesian cities stretching below the International Space Station as it orbited 258 miles above the Banda Sea.

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Il nero fumo dei crimini di guerra

di Claudia Finetti (da Jacobin Italia)

Si parla dei conflitti militari solo a proposito delle conseguenze economiche o degli equilibri geopolitici. Ma ogni bombardamento produce un disastro ambientale
Ogni giorno i mezzi di informazione ci mostrano immagini di raffinerie e impianti energetici bombardati, colossali torri di fuoco e fumo nero in cui bruciano quantità incalcolabili di combustibili fossili. I commenti a queste notizie sono sempre uguali e riguardano solo le ricadute sui nostri portafogli: l’aumento dei prezzi dei carburanti, il rischio di crisi energetica, i provvedimenti per calmierare il costo della benzina ecc. Silenzio o quasi, invece, sul disastro ambientale e climatico causato da ogni singolo bombardamento di questa guerra diffusa che va dall’Ucraina al Medio oriente.

Colpita e affondata

Le azioni offensive ai danni di raffinerie, per impedire la trasformazione del greggio, o contro petroliere, gasdotti, oleodotti, cisterne di gas e petrolio, sono entrate nel repertorio delle tattiche militari durante la prima guerra del Golfo, nel 1990-1991. Negli scenari bellici degli ultimi anni, in particolare nel conflitto tra Russia e Ucraina e nella guerra di Usa e Israele all’Iran iniziata nel febbraio 2026, sono diventati strategia sistematica, con attacchi sempre più frequenti.

La recente escalation del conflitto nello stretto di Hormuz, tra offensive e ritorsioni, ha comportato imponenti attacchi alle navi. Tra il 5 e l’8 settembre, gli Stati uniti, come rappresaglia contro il bombardamento di una portaerei, hanno bombardato prima tre, poi cinque petroliere irachene, andate in fiamme e in alcuni casi affondate. L’Iran ha dichiarato di avere risposto colpendo dieci navi, mentre il 9 settembre, in acque irachene, un drone ha colpito la New Andros, petroliera battente bandiera panamense che trasportava 2 milioni di barili di olio combustibile.

Il Pentagono, per provare la potenza delle sue offensive, ha divulgato le immagini delle esplosioni, con il fumo, le fiamme degli incendi, le macchie nere che alludono allo sversamento di petrolio in mare. Non si sa esattamente quanto materiale trasporti ogni nave presente in quell’area, ma nel complesso si è stimata una capacità complessiva di 1,76 milioni di metri cubi. Carichi che in caso di attacchi possono andare in fumo o fuoriuscire in mare, vere e proprie bombe ambientali. Già da mesi grandi chiazze di petrolio intaccano gli ecosistemi marini, gli habitat e le riserve naturali nei pressi dello Stretto di Hormuz.

Le immagini della catastrofe marina e atmosferica sono esibite e inequivocabili, ma la stampa nazionale e internazionale commenta le conseguenze degli attacchi alle petroliere parlando solo del prezzo del greggio. Tra omissioni di dati e notizie, l’attenzione è rivolta all’andamento dei mercati e agli equilibri geopolitici. L’informazione e la politica mettono in secondo piano, o trascurano del tutto il costo umano, ambientale e climatico di una guerra che, dopo soli 14 giorni dai primi bombardamenti israeliani e americani a raffinerie e depositi di carburante, oltre a migliaia di morti, aveva già prodotto 5.000 tonnellate di emissioni di gas serra, una quantità che Greenpeace ha equiparato al bilancio globale di carbonio di 84 paesi.

Raffineria più, raffineria meno

Nell’estate del 2026 il conflitto tra Russia e Ucraina è entrato nella fase di escalation più serrata. Le forze ucraine hanno continuato a colpire raffinerie e depositi di petrolio russe, una strategia volta a privare la Russia delle risorse necessarie a proseguire la guerra.

La Reuters ha raccolto e pubblicato un impressionante elenco – già datato e da aggiornare – di tutti gli attacchi a raffinerie e infrastrutture energetiche compiuti da Kyiv tra l’1 giugno al 28 agosto 2026. Il 16 giugno, colpita e incendiata la raffineria di Gazprim Neft a Mosca, a 15 chilometri dal Cremlino. Il 6 luglio, incendiata la raffineria di Omsk. Il 12 luglio le raffinerie di Syran sul fiume Volga, già colpite il 18 aprile. A seguire, le raffinerie di Ryzan, Sartov, Vogograd, Yaroslav, Isky, Zapsibneftekhim, Orsk, Ust-Luga, Ufa, Taneco, Perm, Afipsky, Novoshakhtinsk, Norsi… In un susseguirsi di attacchi portati a segno da droni, che hanno mandato in fumo un’inimmaginabile quantità di petrolio, per una quantità di emissioni di CO2 che nessuno ha calcolato, seppure approssimativamente.

Il 12 settembre, Mosca ha sferrato un attacco con 450 droni contro l’Ucraina che ha risposto bombardando le raffinerie russe del Tartastan.

Due giorni dopo, Donald Trump in persona annuncia una sorta di tregua: «L’Ucraina ha accettato di non colpire obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare lo stesso!», scrive sul suo Truth Social. Ma è una mossa estemporanea, non concordata col governo di  Kyiv, che cade dalle nuvole e va avanti come prima. È infatti del 20 settembre il peggior attacco con droni su Mosca, durante il quale è colpita e incendiata la raffineria AO Gazpromneft-MNPZ.

Guerra aperta all’ambiente da ambo le parti

Fin dall’inizio della guerra l’Ucraina ha utilizzato i droni per attaccare impianti petroliferi e del gas, mirando a porti, serbatoi e oleodotti dislocati sul territorio russo. I bersagli erano soprattutto infrastrutture di trasporto. Dal 2024 l’esercito ucraino attacca in modo sistematico le raffinerie, con un salto di qualità tra agosto e dicembre del 2025, e un’ulteriore intensificazione nel 2026.

La Russia, per parte sua, ha attaccato depositi e impianti di carburante come parte della strategia di aggressione all’Ucraina, con offensive missilistiche che da subito hanno colpito duramente la popolazione civile, privata di corrente elettrica e del riscaldamento nei mesi invernali. Anche le raffinerie ucraine, la più importante quella di Kremenchuk, sono state bersagliate da attacchi ripetuti. I danni ambientali in territorio ucraino sono ingentissimi, con problemi di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni, dispersione di residui tossici, incendi, milioni di ettari di foreste andate perdute e distruzione del suolo. Solo tra i civili, nel febbraio 2026 l’Onu riportava la cifra di 15.172 morti. Il mandato di arresto a Putin emesso dalla Corte internazionale di giustizia rispecchia le gravi condotte criminali, che hanno trovato il loro apice nelle deportazioni di bambini.

Quella ucraina è via via diventata una strategia di indebolimento del sistema energetico russo che, con la dotazione dei droni FP-1 ad ampio raggio, ha potuto prendere di mira le raffinerie nemiche in tutto il territorio. La Russia, tra i primi produttori planetari di greggio, è stata sensibilmente colpita nella sua capacità di trasformare il petrolio in carburante. Le immagini delle auto in coda ai distributori di benzina provano l’efficacia degli attacchi ucraini nel causare una crisi di distribuzione e di approvvigionamento dei carburanti, crisi finora impensabile per la superpotenza russa.

Guerra nell’estate più calda di sempre

Durante l’estate appena trascorsa, il flusso di notizie dei bombardamenti ai siti petroliferi scorreva in sequenze frammentarie prima o dopo le notizie sulle temperature più alte mai registrate in Europa, che già da maggio hanno reso le città invivibili. Agosto è stato il mese più caldo mai registrato dall’inizio delle rilevazioni, con una temperatura media superiore di 1,5 gradi all’epoca preindustriale, il limite che per l’Accordo di Parigi del 2015 non andava oltrepassato.

Gli effetti del surriscaldamento globale, tutti preannunciati, si sono manifestati per tutta l’estate. L’Ispra documenta che gli incendi boschivi soprattutto in Francia, in Spagna, in Italia, nella seconda metà di luglio si sono intensificati, mandando in fumo 225 chilometri quadrati al giorno, pari alla superficie del Comune di Parigi. Solo in Italia, da gennaio a fine luglio 2026 si sono registrati 1.070 casi, con la distruzione di 741 chilometri quadrati di boschi.

Sulle Alpi, lo zero termico tra i 4.800 e i 5.000 metri, e il caldo che si è protratto anche a settembre hanno accelerato la fusione e il ritiro dei grandi ghiacciai, con cadute di massi, frane, fenomeni di instabilità delle montagne e dei fiumi, devastati dalla siccità e da un apporto dello scioglimento delle nevi sempre più insufficiente. Le secche prolungate e il calo dei livelli dei fiumi sono oggetto di studi che documentano il disastro per pesci e anfibi in ecosistemi dove il malessere dei corsi d’acqua colpisce la catena alimentare di uccelli e mammiferi terrestri, devastando la biodiversità e alterando equilibri complessi. L’alternanza tra piene, esondazioni e siccità, nella dinamica di eventi estremi che caratterizza il cambiamento climatico, produce effetti ancora da comprendere pienamente sugli ecosistemi fluviali e su esseri complicati quali sono i fiumi.

In Francia la siccità ha portato a limitazioni e interruzioni dell’erogazione dell’acqua in 92 distretti. In luglio, la siccità e le temperature troppo alte delle acque hanno fatto spegnere ogni giorno 23 reattori nucleari su 57, riducendo la produzione di energia elettrica al 45%. Il calo del livello del Danubio ha fatto spegnere la centrale nucleare rumena di Cernavoda per tutto agosto e ridotto il funzionamento di quella ungherese di Packs. In Austria la centrale idroelettrica di Greifenstein ha calato drasticamente la fornitura di energia per la portata del Danubio ridotta a 700 metri cubi al secondo, rispetto ai 2.000 della norma.

In tutta Europa la carenza d’acqua e l’alternanza di eventi estremi, tra siccità e grandinate, ha provocato gravi danni all’agricoltura, e dall’agricoltura viene quello che mangiamo.

Una serie concatenata di «eventi estremi» si sono imposti all’attenzione, ma come cronaca, come fatti separati gli uni dagli altri, emergenze, calamità, disastri «naturali», come i terremoti e gli tsunami. Elenchi di fatti rapidamente dimenticati, presentati senza riflessioni che andassero oltre il dato emergenziale, con una tenace, reiterata, accecante scissione cognitiva tra cause ed effetti.

Chi parla di cambiamento climatico e della necessità di cambiare strada non lo fa in termini di mitigazione, non lo fa citando le energie fossili e le falle di un sistema che se non cambia ci porterà al collasso, lo fa usando solo i termini resilienza e adattamento, come se la situazione in cui siamo fosse grave, ma stabile, qui siamo e qui resteremo.

Questa sconnessione porta a osservare le colonne di fumo generate da raffinerie e siti energetici in fiamme a causa dei bombardamenti, senza vedere ciascuna di queste azioni come un devastante disastro climatico, con effetti sull’atmosfera che nessuno nomina. Come ha scritto Francesco Strazzari sul manifesto, i bombardamenti di petroliere, raffinerie, oleodotti e riserve di gas, ricorrenti in tutte le guerre in corso, fanno parte di una strategia che accomuna gli attori in gioco. Si contano ancora i chilometri quadrati conquistati o perduti, ma l’obiettivo principale è la distruzione delle riserve e delle reti energetiche dei nemici, divenuta prioritaria rispetto al controllo dei territori.

La grande cecità

C’è da chiedersi da dove venga l’incapacità di riconoscere il disastro ambientale e climatico evidente nelle colonne di fumo di bombardamenti inferti con la deliberata intenzione di incendiare quanto più combustibile fossile possibile.

In primo luogo, mancano dati e stime sulle emissioni prodotte da ogni singolo bombardamento. Non ci si aspetta certo che siano gli eserciti a calcolarle, ma bisogna reclamare che questi dati vengano misurati e diffusi e che faccia notizia l’effetto di ogni bombardamento sull’atmosfera, sulle acque e sul suolo. Un gruppo di scienziati cinesi, utilizzando informazioni ricavate da satelliti, ha rilevato la quantità di gas tossico prodotta dal bombardamento israeliano agli impianti petroliferi di Teheran del 7 marzo 2026. L’inferno scatenato da quelle esplosioni, che rappresentano una piccola parte delle offensive, secondo i loro calcoli ha causato l’emissione di 29.800 tonnellate di anidride solforosa, tra le sostanze della pioggia nera che ha investito la capitale iraniana.

Mancano informazioni e dati sull’impatto climatico degli apparati militari e delle guerre. Per essere prodotti richiederebbero osservazioni articolate e di lungo periodo su tutto il ciclo bellico, dalla fabbricazione di armi alla preparazione, dalle esercitazioni al conflitto dispiegato, per arrivare alla ricostruzione, che talvolta, come previsto per Gaza, rappresenta la fase di maggiore emissione di gas serra.

Questi dati non ci sono. Gli eserciti, con grandi pressioni esercitate soprattutto dal Pentagono, dal 2015 dichiarano alle Nazioni unite i propri livelli di emissioni solo su base volontaria. I dati a disposizione sono perciò molto parziali. Esistono però ricerche scientifiche e stime, anche dettagliate e impressionanti, come uno studio uscito nell’agosto 2026 che documenta la CO2 emessa dal sistema militare statunitense tra il 1975 e il 2024, con cifre dell’ordine di decine di migliaia di tonnellate. In Ucraina, un collettivo di scienziati prova a monitorare le emissioni di CO2 dall’inizio del conflitto, tenendo conto di entrambi gli schieramenti. A giugno 2026 le loro ricerche indicavano la dispersione in atmosfera di 311 milioni di tonnellate di gas serra. Una stima più volte citata, discussa dagli scienziati, indica che le emissioni militari potrebbero rappresentare il 5,5% delle emissioni globali di gas serra.

Per aprire gli occhi e cambiare prospettiva bisogna studiare le guerre per l’impatto che hanno nel tempo sui territori, per gli stravolgimenti e i veleni che lasciano nel suolo e nelle acque, nell’immediato e nel lungo periodo. Lo ha fatto Stefania Divertito, nel libro appena uscito Guerra e clima, un lavoro che offre uno sguardo e punti di riferimento per trovare una via d’uscita dal bellicismo.

L’incapacità di vedere il fumo di una raffineria in fiamme come catastrofe ambientale deriva anche dalla normalizzazione di certe pratiche belliche, un tempo stigmatizzate come inaccettabili perché criminali e non ammesse dal diritto internazionale, come la distruzione di infrastrutture energetiche civili. Lasciare gli abitanti di una regione senza energia elettrica e senza la possibilità di rifornirsi di benzina significa infliggere una sofferenza ai civili. È perciò un crimine di guerra, ma è sempre meno indicato e condannato come tale negli scenari bellici del 21° secolo, come ha sottolineato il New York Times.

In un quadro di ostilità al concetto universale di diritti umani, rimane aperta e non conclusa la campagna per l’inserimento nel trattato di Roma del quinto reato internazionale, il reato di ecocidio, promosso da Polly Higgins con i giuristi della Stop Ecocide Foundation.

La difficoltà a parlare della guerra come catastrofe ambientale e climatica, dipende poi dalla difficoltà presente nella letteratura, nell’arte, nell’informazione a raccontare la crisi ecologica e ambientale in sé. Questa grande cecità, di cui magistralmente ha parlato lo scrittore indiano Amitav Ghosh, viene da lontano. È il modo di raccontare la natura e il non umano come sfondo di paesaggi pacificati, che nasce insieme al romanzo e alla società industriale. Il pensiero e i racconti non vanno oltre l’ordinario, il quotidiano, il mondo della vita individuale. Così si rimuove la potenza di fiumi che esondano o si prosciugano, o di montagne imponenti che collassano. Le narrazioni si concentrano, con pretese di «concretezza» e «realismo» sulla vita di tutti i giorni e su ciò che presuntamente più interessa alla «gente»: il prezzo della benzina.

A rendere ciechi è la logica bellicista, che porta a schierarsi con un esercito o con l’altro, senza vedere le conseguenze globali della guerra. C’è chi arriva a legittimare in punta di diritto gli attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere russe in quanto risposte mirate, fatte per sottrarre al nemico gli strumenti per combattere, e dunque per prevenire bombardamenti che invece infliggono sofferenza alla popolazione.

Seguendo questa logica, si potrebbe concludere che le guerre odierne, combattute a forza di incendi di combustibili fossili ed esplosioni di siti petroliferi, siano in fondo più evolute, più rispettose dei diritti umani perché risparmiano l’odiosa conta dei morti sotto le macerie.

I morti però si contano a migliaia, e non solo sotto i colpi diretti delle offensive, ma anche indirettamente, nelle aree climaticamente più esposte al surriscaldamento globale, che le guerre continuano ad aggravare.

Occhio per occhio

In condizioni di guerra diffusa come quella in cui ci troviamo, con 78 paesi coinvolti in conflitti al di fuori dei propri confini in varie aree del mondo, l’impatto delle offensive in termini di inquinamento e gas serra dipende da attori sempre più fuori controllo, senza limiti, in un contesto internazionale deregolamentato.

In particolare, il conflitto tra Russia e Ucraina ha imboccato il vicolo cieco di una sfida che entrambi gli attori vogliono concludere con la sconfitta militare del nemico, circondati dal tifo dei paesi sostenitori. Ogni parte colpisce con ogni mezzo l’avversario per costringerlo alla resa.

L’Ucraina continua gli attacchi con droni alle raffinerie per colpire la capacità russa di trasformare il greggio in benzina e diesel. La Russia risponde con violenza e brutalità come già accaduto, in una spirale di botte e risposte senza via d’uscita. Quante raffinerie e gasdotti dovranno ancora saltare in aria perché l’Ucraina possa piegare economicamente la Russia, visto che questa è la strategia per arrivare alla vittoria?
Nelle condizioni di crisi climatica in cui ci troviamo, c’è da chiedersi se la strada per uscire da un conflitto scatenato da uno stato canaglia governato da un autocrate come Putin sia davvero dare sempre più armi al suo avversario Zelensky, che per vincere, come gli altri signori della guerra, non si fa scrupolo di far saltare in aria una raffineria al giorno. C’è da chiedersi se davvero sia questa la strada per ripristinare la giustizia, proteggere il popolo ucraino e l’Europa.

Disarmo è pace

«Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo», con queste parole papa Francesco, il giorno prima di morire, ha lanciato un monito e un’eredità pacifista che il suo successore Leone XIV porta avanti con determinazione. In questa fase storica la Chiesa sembra l’unico attore rimasto nel contesto internazionale a contrastare la guerra e a battersi per la pace con gli strumenti della diplomazia, per motivi umanitari e morali. La diplomazia vaticana cerca di intervenire «dove la politica ha fallito» per salvare vite umane, mettendo in relazione la guerra con la crisi umanitaria globale, le migrazioni e la devastazione climatica e ambientale.

È ora di ricongiungere i fili e di stabilire il nesso diretto, violentissimo e devastante che c’è tra le guerre, e in particolare queste guerre per il controllo dei flussi di petrolio, e il cambiamento climatico, le migrazioni, la sofferenza.

È ora di aprire gli occhi, gridando al crimine contro l’ambiente e l’umanità a ogni offensiva di qualunque esercito – americano, israeliano, iraniano, russo, ucraino – contro una raffineria, una petroliera, un deposito di gas, una cisterna di carburante. Un crimine che esaspera la crisi climatica già gravissima e fuori controllo di cui già paghiamo le conseguenze e che potrà solo peggiorare, se i suoi responsabili non saranno fermati. Le guerre in corso aumentano il potere di élite violente e genocide, che perseguono consapevolmente il disastro pensando di trarne vantaggio, perfino con intenti ideologici apertamente distruttivi, come avviene negli ambienti dei miliardari americani che Naomi Klein definisce fascisti dell’apocalisse.

Guardare e parlare del fumo di una raffineria colpita da un drone per l’effetto che fa all’atmosfera, alle acque e al suolo, alle persone e alla vita tutta invece che per le ricadute che avrà sulle code ai distributori di benzina o sul prezzo dei carburanti, o nello scacchiere internazionale, è il primo passo perché un movimento globale possa farsene carico ripristinando un senso di appartenenza a valori di giustizia, di uguaglianza e di cura.


*Claudia Finetti, dottoressa di ricerca in storia contemporanea, è un’insegnante di scuola primaria a Bologna e un’attivista nelle lotte ambientali, in difesa dei diritti umani in Palestina e della scuola pubblica.

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Il nuovo GARR NEWS è online

Il nuovo GARR NEWS è online

L’ultima edizione di GARR NEWS è dedicata al tema dell’autonomia: la capacità di scegliere per continuare a definirsi, innovare e pensare al di là di ciò che già esiste. Un’autonomia che non è isolamento, ma nasce dalla collaborazione, dalla condivisione di competenze e dalla capacità di costruire insieme ciò che nessun singolo attore potrebbe realizzare da solo.

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[2026-10-30] Vent'anni di NextEmerson! @ NextEmerson

Vent'anni di NextEmerson!

NextEmerson - Via di Bellagio 15, zona Castello - Firenze
(venerdì, 30 ottobre 19:00)
Vent'anni di NextEmerson!

Vent'anni di Nextemerson

24-25 ottobre + 30-31 ottobre

Dettagli in arrivo... stay tuned ;)

Venerdì 24 ottobre

Tango Sognato
ore 16-19 pratica e lezione di prova di Tango Argentino

Nazra Fest
Palestine Short Film Festival

Dalle 19 alle 23
Proiezione di cortometraggi di Nazra Fest 2026. Con la presenza di Ward Kayyal, regista palestinese.
Alle 20.30 cena benefit

Sabato 25 ottobre

Alle 13
Gran pranzo di quartiere

Alle 16
Teatro - Erbacce: Fellini Off

-------------------------------

Venerdì 30 ottobre

Dalle 21.30

Sylvie Bovary - Atto di Neo (burlesque)

Lupe Velez

Rock'n'Roll Kamikazes

+ Dj-set Emerson Setters alla vecchia maniera

Sabato 31 ottobre

Bad Taste Festival:

Placenta Corporation

Rope

Rogo

New Heaven

Loia

+ tba in aggiornamento..

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[2026-10-24] Vent'anni di NextEmerson! @ NextEmerson

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(sabato, 24 ottobre 19:00)
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24-25 ottobre + 30-31 ottobre

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Sabato 24 ottobre

Tango Sognato
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Nazra Fest
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Dalle 19 alle 23
Proiezione di cortometraggi di Nazra Fest 2026. Con la presenza di Ward Kayyal, regista palestinese.
Alle 20.30 cena benefit

Domenica 25 ottobre

Alle 13
Gran pranzo di quartiere

Alle 16
Teatro - Erbacce: Fellini Off

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Venerdì 30 ottobre

Dalle 21.30

Sylvie Bovary - Atto di Neo (burlesque)

Lupe Velez

Rock'n'Roll Kamikazes

+ Dj-set Emerson Setters alla vecchia maniera

Sabato 31 ottobre

Bad Taste Festival:

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+ tba in aggiornamento..

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VIDEO | Friuli, cinquant’anni dopo: quanto siamo preparati a gestire la prossima emergenza sismica?

Memoria dei terremoti, evoluzione del monitoraggio sismico e della valutazione della pericolosità, prevenzione strutturale, conoscenza del territorio. Sono alcuni dei temi del workshop intitolato “A cinquant’anni dal terremoto del Friuli: quanto siamo preparati a gestire la prossima emergenza sismica?”, svoltosi il 22 settembre 2026 presso la Sala Conferenze della sede di Roma dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). 

L’evento, organizzato dall’INGV e dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) nell’ambito della Convenzione tra i due Enti, è stato un’occasione di confronto tra comunità scientifica, Protezione Civile e Centri di Competenza per fare il punto, a distanza di cinquant’anni, sulle lezioni apprese, sugli strumenti tecnologici oggi disponibili e sulle fragilità ancora presenti nella gestione delle emergenze.

Cosa ha rappresentato la sequenza sismica del Friuli del 1976 per la comunità scientifica? Quale impatto ha avuto nell’evoluzione del monitoraggio sismico nazionale? Quali strumenti abbiamo oggi a disposizione per la valutazione dei danni e per una rapida risposta in emergenza?

In questo video le risposte e le riflessioni degli organizzatori dell’evento: Lucia Margheriti, Direttrice dell’Osservatorio Nazionale Terremoti (ONT) dell’INGV, Francesca Pacor, Direttrice della Sezione di Milano dell’INGV, Matteo Picozzi, Direttore del Centro di Ricerche Sismologiche dell’OGS, e Giuliana Rossi, Dirigente di Ricerca dell’OGS.

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Archinstall 4.5 Released with AArch64 Support, Real-Time Kernels, and Major Installer Fixes

Archinstall 4.5 Released with AArch64 Support, Real-Time Kernels, and Major Installer Fixes

The Arch Linux project has released Archinstall 4.5, the latest version of its guided text-based installer, bringing expanded AArch64 support, new real-time Linux kernel options, additional translations, security improvements, and numerous fixes for installation workflows.

Archinstall 4.5 was released on September 29, 2026, roughly three months after Archinstall 4.4. The new version arrives just ahead of Arch Linux's October installation media refresh and has already been packaged as archinstall 4.5-1 for Arch Linux repositories.

While Archinstall remains optional, it provides users with a guided way to configure an Arch Linux installation without manually performing every step described in the Arch installation guide. Version 4.5 concentrates primarily on hardware support, installer reliability, security, and expanding the range of systems that can use the guided installation process.

AArch64 Support Gets a Major Upgrade

One of the biggest changes in Archinstall 4.5 is improved support for AArch64, the 64-bit ARM architecture.

The installer can now handle GRUB and Limine EFI installations on AArch64 systems. It also gains support for the proper AArch64 root partition type GUID.

Previously, parts of Archinstall's bootloader configuration were more heavily oriented toward x86_64 installations. The latest changes make its guided installation workflow more useful on ARM64 hardware.

AArch64 has become increasingly important throughout the Linux ecosystem. The architecture can now be found in cloud servers, development boards, laptops, workstations, and specialized computing platforms.

Supporting both GRUB and Limine EFI installations gives Archinstall more flexibility when preparing these systems.

GRUB Can Now Be Installed on AArch64

GRUB remains one of the most widely used Linux bootloaders, and Archinstall 4.5 extends its installation logic to AArch64 EFI systems.

This allows ARM64 installations to use a bootloader workflow much closer to what Archinstall already provides on conventional x86_64 UEFI computers.

The change doesn't mean every ARM device will automatically become compatible with Arch Linux. ARM hardware can still have highly platform-specific firmware and boot requirements.

It does, however, remove an important Archinstall limitation for AArch64 machines that provide conventional UEFI environments.

Limine EFI Support Expands to ARM64

The same architectural expansion applies to Limine.

Limine is a modern multiprotocol bootloader supported as one of Archinstall's bootloader choices. Archinstall 4.5 extends its EFI installation support to AArch64 as well.

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Xi projects confidence in National Day speech, with rallying call for economic growth

Chinese President Xi Jinping projected a message of confidence about the country’s ability to overcome challenges during his annual National Day address, issuing a rallying call for robust economic growth and more certainty amid geopolitical complications. Xi’s address, delivered at a state reception in Beijing on Wednesday evening to mark the 77th anniversary of the founding of the People’s Republic, was his first to the nation following his state visit to the US last week. It came weeks ahead...

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La Cina prepara la sua Grande Componenda

A novembre Xi potrebbe accogliere Trump e Putin a Shenzhen. Intanto usa i vertici Sco, Brics e il viaggio a Washington per porre la Repubblica Popolare al livello dell’America, stringere a sé la Russia, assorbire Taiwan e contenere la Corea del Nord.

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Arrestati dai Carabinieri sotto copertura, ladri e truffatori a Roma

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Una giornata folle tra le strade di Roma: borseggiatori, truffatori, carabinieri sotto copertura e turisti presi di mira.

Il paradosso? I delinquenti che si lamentano di essere filmati e consigliano di "andare a riprendere altri criminali". Nel frattempo, i Carabinieri in borghese intervengono sul fatto, sventano colpi ai danni di famiglie vulnerabili e assicurano alla giustizia ladri senza scrupoli.

La notizia migliore, in mezzo a questo caos, siete voi: sempre più viaggiatori e guide turistiche ci seguono, imparano a riconoscere i trucchi e riescono a proteggersi in tempo.

Voi vi siete mai trovati in situazioni simili a Roma o altrove? Raccontatemi la vostra esperienza nei commenti!
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Welcome Day di Pianificazione al Polo di Prato: 25 anni di storia, visione etica della città e riconoscimenti europei

Welcome Day Pianificazione: al Polo di Prato

L'Aula Magna della Fondazione PIN - Polo di Prato dell'Università di Firenze ha ospitato il Welcome Day dei corsi di studio in Pianificazione dell'Ateneo fiorentino. L'appuntamento, inserito nella Welcome Week del Dipartimento di Architettura per l'anno accademico 2026/2027, ha rappresentato non solo il momento di accoglienza per le nuove matricole, ma anche l'occasione per celebrare il venticinquesimo anniversario del corso di laurea triennale in Pianificazione della città, del territorio e del paesaggio (PTCP).

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Welcome Day di Pianificazione al Polo di Prato: 25 anni di storia, visione etica della città e riconoscimenti europei

Welcome Day Pianificazione: al Polo di Prato

L'Aula Magna della Fondazione PIN - Polo di Prato dell'Università di Firenze ha ospitato il Welcome Day dei corsi di studio in Pianificazione dell'Ateneo fiorentino. L'appuntamento, inserito nella Welcome Week del Dipartimento di Architettura per l'anno accademico 2026/2027, ha rappresentato non solo il momento di accoglienza per le nuove matricole, ma anche l'occasione per celebrare il venticinquesimo anniversario del corso di laurea triennale in Pianificazione della città, del territorio e del paesaggio (PTCP).

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Sempre più Stati legalizzano la cannabis, sempre meno giovani la consumano

Negli Stati Uniti la cannabis è legale per gli adulti in un numero crescente di Stati, eppure tra gli adolescenti il consumo non aumenta: diminuisce. Per anni chi si opponeva alle riforme ha previsto che un mercato regolamentato avrebbe spinto i più giovani verso la sostanza e invece l’andamento nazionale racconta un’altra storia, opposta a …
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ARPAT 2026. La fine di un’agenzia?

A distanza di 30 anni dalla sua istituzione l'Agenzia Regionale per Protezione Ambientale della Toscana sembra giunta al suo epilogo.

La Regione ha progressivamente ridotto i finanziamenti, bloccando assunzioni e rinnovo della strumentazione, fattori che stanno decretando l'impossibilità di garantire le funzioni principali dell'agenzia e di conseguenza una corretta tutela dell’ambiente e della salute.

Il contributo della regione Toscana è lo stesso di 10 anni fa, nonostante una inflazione del 25% ed almeno 3 rinnovi contrattuali. Negli ultimi anni, infatti, l'aumento dei costi del personale non è stato accompagnato da adeguate risorse per ARPAT, con conseguenti difficoltà nel garantire il turnover e nel mantenere i livelli di organico necessari a preservare competenze e qualità dei servizi a tutela dell'ambiente.

Il progressivo invecchiamento della forza lavoro e l'insufficiente ricambio generazionale stanno mettendo a rischio la continuità delle competenze tecniche e professionali di ARPAT. I pensionamenti, uniti all'elevato numero di rinunce e trasferimenti tra i neoassunti, aggravano ulteriormente la situazione.

Il drastico calo delle attività e delle capacità operative produce risposte insufficienti alle esigenze delle popolazioni e delle categorie produttive ed un minor controllo territoriale. Tutto questo rende difficile mantenere il numero dei controlli di iniziativa adeguato alle pressioni del territorio.

I nostri laboratori, senza strumentazioni adeguate e risorse, non riescono più a garantire la completezza delle analisi ed il rispetto dei requisiti di qualità. La compressione dei tempi di espressione dei pareri, prevista dalle norme e necessaria per la competitività dei settori produttivi, impedisce approfondimenti e valutazioni ad alto contenuto tecnico se non si acquisiscono e formano le necessarie professionalità. Se non viene immediatamente invertita questa volontà di depotenziamento dell'agenzia, ARPAT rischia di diventare un ente inutile perché non più in grado di assolvere ai suoi compiti istituzionali.

Forse è questa la strategia politica?

Forse in Toscana si pensa che non sia così importante la tutela dell'ambiente e della salute?

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Slow is beautiful: China launches war against AI drama, goes beyond algorithms

China’s broadcasting regulator has called for greater support for live-action dramas as the government seeks to steer the booming microdrama industry towards higher-quality production and tighter rights safeguards amid the rapid rise of AI. Artificial intelligence (AI) has created innovation and production possibilities for microdramas, while also posing challenges over content quality and rights protection, according to Wang Xiaoliang from the National Radio and Television...

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Migrating to Slackware-current - LXC-7 - cgroup2

Index


Let's see how to manage unprivileged containers also in Slackware-current (16.0 to be), which -at the time I'm writing- ships kernel-7.2.x, lxc-7.0 and libcgroups-3.2.0.

Version 7 of LXC dropped cgroup v1, so we have to use cgroup v2. Thanks to 0XBF for the big support in the cgroup v2 settings as far as the limits inside the containers are concerned.

First of all, enable cgroup2 in /etc/default/cgroups

# Which version of cgroups should we mount, version 1 or version 2? 
# Please note that the rc.cgred init script (as well as the cgrulesengd 
# utility itself) will not function with cgroups version 2. Upstream 
# did not implement support for this since systemd handles it (of course). 
CGROUPS_VERSION=2 

# A list of controllers to enable in the root cgroup.subtree_control file. 
# These are only used for cgroup version 2 configurations. Note that enabling 
# the 'cpu' controller will cause the kernel to no longer use real-time 
# scheduling. For a full list of available controllers, examine the contents 
# of /sys/fs/cgroup/cgroup.controllers. The following commented list is a 
# typical full list of controllers, while the shorter one is a typical default list 
# used on systemd/logind systems. 
# Warning: the stock kernel has CONFIG_RT_GROUP_SCHED=y. Adding 'cpu' here 
# will silently prevent real-time scheduling for processes in user sessions 
# (PipeWire, JACK, rtkit). Boot with rt_group_sched=0 if you need both. 
CGROUP_V2_CONTROLLERS="cpuset io memory pids misc dmem" 
#CGROUP_V2_CONTROLLERS="memory pids" 

# Options to pass when mounting cgroup2. Prefix options with '-o'. 
# The following example adds the 'nsdelegate' option to the mount 
# of cgroup2: 
CGROUP_V2_MOUNT_OPTS="-o nsdelegate"

Disable rc.cgconfig and rc.cgred at boot time:

chmod -x /etc/rc.d/rc.cgconfig /etc/rc.d/rc.cgred

Replace the file /etc/lxc/lxc-common.conf in this way (all lxc.cgroup.* options are now lxc.cgroup2.*):

lxc.net.0.type = veth 
lxc.net.0.flags = up 
lxc.net.0.link = lxcbr0 
lxc.net.0.name = eth0 
lxc.net.0.hwaddr = 00:16:3e:xx:xx:xx 

lxc.tty.max = 1 
lxc.pty.max = 1024 

lxc.cgroup2.devices.deny = a 
# /dev/null and zero 
lxc.cgroup2.devices.allow = c 1:3 rwm 
lxc.cgroup2.devices.allow = c 1:5 rwm 
# consoles 
lxc.cgroup2.devices.allow = c 5:1 rwm 
lxc.cgroup2.devices.allow = c 5:0 rwm 
lxc.cgroup2.devices.allow = c 4:0 rwm 
lxc.cgroup2.devices.allow = c 4:1 rwm 
# /dev/{,u}random 
lxc.cgroup2.devices.allow = c 1:9 rwm 
lxc.cgroup2.devices.allow = c 1:8 rwm 
lxc.cgroup2.devices.allow = c 136:* rwm 
lxc.cgroup2.devices.allow = c 5:2 rwm 
# rtc 
lxc.cgroup2.devices.allow = c 254:0 rwm 

# we don't trust even the root user in the container, better safe than sorry. 
# comment out only if you know what you're doing. 
lxc.cap.drop = sys_module mknod mac_override mac_admin sys_time setfcap setpcap

# you can try also this alternative to the line above, whatever suits you better. 
#lxc.cap.drop=sys_admin 

# proc & sys, remove from /etc/fstab 
lxc.mount.auto = proc:mixed sys:ro

When you start the containers, a cgroup structure is created in /sys/fs/cgroup:

# tree -d --noreport /sys/fs/cgroup 
/sys/fs/cgroup 
├── 1 
│   ├── delegated 
│   └── session 
├── elogind 
└── lxc-containers 
   ├── c1
   │   ├── delegated 
   │   │   ├── lxc.monitor.c1 
   │   │   └── lxc.payload.c1 
   │   └── session 
   ├── c2 
   │   ├── delegated 
   │   │   ├── lxc.monitor.c2
   │   │   └── lxc.payload.c2 
   │   └── session
   ├── c3
   │   ├── delegated 
   │   │   ├── lxc.monitor.c3
   │   │   └── lxc.payload.c3 
   │   └── session

Now you are able to setup container's limits inside each config file. For example, to set a memory limit to the container test just add the following in its config file:

lxc.cgroup2.memory.max = 256M

Restart the container and check that the memory limit has been set:

cat /sys/fs/cgroup/lxc-containers/test/delegated/lxc.payload.test/memory.max
268435456

Be aware that, if you want to use my scripts with slackware-current you have to download the main branch of my github instead of the latest release:

git clone https://github.com/sagredo-dev/LXC-scripts.git
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Wrapper scripts for LXC unprivileged containers

Index


A common use of the LXC containers is to isolate services like sql, ftp, httpd, mail etc. in an host server where the only user who will ever login is root. In this case, handling the unprivileged containers can be quite annoying.

First of all, you would like to have all the containers' filesystems inside the same directory, let's say /lxc, while LXC installs them in the $HOME/.local/share/lxc directory of the container's owner user. In addition, root has to administer a container as its owner user (i.e. using sudo -u <user>), by defining the configuration file and other parameters by means of a long command to type and remember. If you have many unprivileged containers and have to perform tasks like start/stop/attach frequently, your patience will come to an end very quickly.

This is the reason why at a certain point I started to write my own wrapper scripts for the most common LXC commands. Nothing special, but it seems that no one has published any tools to simplify the LXC common tasks with unprivileged containers, so it may be worth posting here what I have done.

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El “lubavitch” Milei (Netanyahu dixit) empeora la pobreza en Argentina (“La Nueva Tierra Prometida”) – Por Alfredo Jalife-Rahme

Por Alfredo Jalife-Rahme

Argentina llegó a ser en 1896 el «primer lugar mundial en economía», según los estudios clásicos de Maddison, por lo que no fue gratuito que el periodista Theodor Herzl, impulsor del sionismo, la haya seleccionado como sede del “hogar judío”.

Con Milei, Argentina ha periclitado feamente. Según Afp, “la tasa de pobreza en Argentina se eleva a uno de cada tres”: subió a 32.3 por ciento, de acuerdo con datos oficiales de la agencia gubernamental Indec, cuando la pobreza extrema se elevó a 7.5 por ciento. Destaca que “entre los niños menores de 14 años, 44.5 por ciento se encuentran en situación de pobreza”, de los cuales casi 11 por ciento es “extremadamente pobre” (https://bit.ly/4dHAI5p).

Los datos de Indec son poco creíbles por ser “estadísticas libertarias” del grupo ideológico en el poder que engendró al criminal argentino Cerimedo, asesor de Milei, y a su socio español Negre, implicados en escándalos (https://bit.ly/4dYXpC6).

Es pornográfica la santa alianza jázara ( khazar, https://bit.ly/3QqemJr) entre la secta pediátrica Chabad Lubavitch, colmada de escándalos y la triada Netanyahu/Zelensky/Milei (https://bit.ly/4xRslLY).

Milei recibió el premio Lover of Israel en Nueva York (https://bit.ly/4iLRvHZ) y luego dijo exultante: “Netanyahu es un líder extraordinario (…) Argentina es la nueva tierra prometida” (https://bit.ly/3VgYDlV).

El mismo día del lastimoso reporte de la pobreza en Argentina, el Mesías de las mendacidades, Netanyahu, alabó al lubavitch Milei: “Uno de los grandes líderes de nuestro tiempo. Lo que has hecho por la economía de Argentina es magistral” (https://bit.ly/4iQWvem). El genocida Netanyahu no está actualizado ni le conviene enterarse de la desoladora devaluación del peso argentino. Por lo visto, ni las “leyes internacionales” ni las “leyes económicas” son aplicables en Israel ni en Argentina.

A propósito, Hanoch Milwidsky, aliado de Netanyahu en el partido Likud y jefe del Comité de Finanzas del Knéset, asentó: “No somos como los demás y por eso todas las leyes que se aplican a los demás no se nos aplican a nosotros… El pueblo judío es un pueblo de alta cuna” (https://bit.ly/4horuMn).

Netanyahu ya bautizó de lubavitch a Milei: “Ten claro que, ahora que eres un lubavitch, formas parte de la mishpacha, de nuestra familia, en el sentido más profundo de la palabra” (https://bit.ly/46QTTWH y https://bit.ly/4xNswIc). Cabe destacar que Milei le regaló a Netanyahu un cuadro del rabino Schneerson, venerado por ambos. Como acción de gracias, el lubavitch Milei acudió al sepulcro en Nueva York del rabino Schneerson, figura sacralizada de la secta pediátrica Chabad Lubavitch, ampliamente festejado por The Times of Israel (https://bit.ly/4iVRfq1).

Los actores implicados no se ponen de acuerdo sobre sus estadísticas demográficas muy manoseadas y carentes de rigor científico. Así las cosas, con todas las reservas del mundo, se maneja que entre 85 y 90 por ciento –del total de 16 millones de “judíos ” en el mundo– no son semitas, sino “askenazíes europeos”, cuya lengua es el yidis, idioma no semítico que proviene del alemán medieval. En su libro clásico El invento del pueblo judío (https://amzn.to/2MR0PfM), Shlomo Sand (él mismo jázaro), afirma que los askenazíes no son semitas, sino de origen jázaro turco-mongol.

La población de Argentina asciende a 46.5 millones –con superficie de 2.78 millones de kilómetros cuadrados, PIB nominal de 688 mil millones de dólares–, cuyo número de “judíos ” es de 173 mil: ¡la mayor comunidad de Latinoamérica!

El 85 por ciento de los “judíos ” argentinos son askenazíes –jázaros no semitas–, lo cual no obsta para que una minoría gaucha –en similitud a lo que queda de Ucrania en la fase del jázaro Zelensky, perseguidor de la mayoría cristiana– pretenda imponer los Acuerdos de Isaac (https://bit.ly/475OtHD): hijos putativos de los Acuerdos de Abraham (https://bit.ly/4ydVXnB) de Netanyahu.

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Buddy Was 100% Wrong

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Hello everyone, this is YOUR Daily Dose of Internet. In this video, he tried to blame the target...

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Also in this video, a ceiling comes crashing down in the middle of the night, and a driver has a close call with a rogue tire on the freeway. Watch a ferret steal a wallet, lambs fail at a game of hide-and-seek, and a man jump into a lake that looks like an optical illusion. Plus a white cloud engulfing a Massachusetts gas station and a whole lot more.

Links To Sources: https://docs.google.com/document/d/1o8goNnju9D8L0xH5PjjBCc1S_2kCZsv3DbN4yj-e24s/preview

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Welcome to your Daily Dose of Internet where I search for the best trending videos, or videos people have forgotten about, and put them all in one video. I upload 2-3 times a week to keep video quality high. I always ask for permission to share videos that I find!

Every clip you see here is 100% organic and sourced from real people. No AI-generated videos, no AI-manipulated footage, ever. If a clip we sourced from a content library is later discovered to contain AI, we remove it from the video right away.

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0:00 Intro
0:02 Blame tthe Target
0:27 Breaking sound barrier
0:35 Man Knocks Down Pool Flags While Attempting Dive
0:40 Teen Girl Accidentally Licks Moisturizer
0:46 Firefighters hype up pull-ups
1:04 Buffalo Pushed into Car
1:15 Driver Has Close Call With Rogue Tire On Freeway
1:25 CEILING COMES CRASHING DOWN IN THE MIDDLE OF THE NIGHT
1:37 Girls Dont Play Baseball Groin Shot
1:44 MAN JUMPS INTO LAKE THAT LOOKS LIKE AN OPTICAL ILLUSION
2:07 Mt Rushmore in fog
2:13 Surfing under the wave
2:21 golfing gone wrong
2:25 Lambs Fail In Game Of Hide-And-Seek
2:46 Super close flyover
2:51 Hurdles double fail
3:01 On the side of mountain
3:15 Beatboxing horse
3:32 Button turns street lights off
3:41 Faster than daughter
4:01 An Interesting Conversation Was Had
4:10 record-breaking field goal 11,317 feet high
4:17 Boat sank
4:27 Cake topper
4:45 Scare Prank Fail
5:09 Tiny crab robots dance alongside WALL-E
5:18 Archery fail
5:24 Waterspout
5:39 Rock skimming
5:50 Responsible for kitchen
6:01 golf fail2
6:08 exploding coke
6:18 Wedding surprise
6:39 Surprising McDonald's worker
6:48 Craziest job
7:00 Smoothest close call
7:06 Tree on tree
7:18 Ferret Steals Wallet
7:38 TV remote calls
7:55 White Cloud Engulfs Massachusetts Gas Station as Fire-Suppression System Malfunctions
8:10 Camera costume
8:18 car door hit
8:27 Farm Celebrates David Attenborough's 100th Birthday With Record-Breaking Pumpkin Mosaic
8:45 Dog on slide
9:00 420ft long grind
9:23 Fake dap prank
9:51 Dog whoopie cushion
9:55 Passive aggressive gym announcement
10:29 Load secured on truck
10:41 Fence is done
10:52 Anxiety inducing poster
11:04 Locked in the Gardens Mall
11:32 Skateboard trick success
11:38 pokemon card reaction
11:59 Mom trips out of nowhere
12:04 Skeleton
12:08 Chicken handbag
12:29 Got my cereal
12:33 Wholesome Cybertruck interaction
13:16 Bike saw
13:30 Goat jump
13:33 golf fail
13:42 Hose jumpscare
13:54 Falling into pool
14:00 Weirdest way to do turn off wipers
14:18 Homemade zoo
14:29 Robot falls over
14:34 Snooker fail
14:39 Backflip for police
14:52 He's so lucky
14:56 Mountains
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Crew-13 Rocket and Spacecraft at Launch Pad

Ahead of launch of NASA’s SpaceX Crew-13 mission, a SpaceX Falcon 9 rocket, with the Dragon spacecraft atop, is vertical at the launch pad of Space Launch Complex 40 at Cape Canaveral Space Force Station in Florida on Sunday, Sept. 27, 2026.

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Restricting the Acquisition of Additional LIR Accounts

The RIPE NCC Executive Board has decided to temporarily restrict members' ability to acquire additional Local Internet Registry (LIR) accounts. Taking effect on Tuesday, 29 September, the restriction also covers requests already in progress. The decision is a first step towards addressing the administrative burden of multiple accounts, while allowing related questions about IPv4 allocations from the IPv4 Waiting List to be discussed within the RIPE community.
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Nell'èra degli algoritmi, chi governa il calcolo governa il possibile

Dalla guerra fredda alla competizione tecnologica, il potere si esercita anche attraverso il controllo delle categorie linguistiche. L’intelligenza artificiale non si limita a produrre testi: orienta l’agenda globale e ridefinisce il perimetro della decisione sovrana. Per una media potenza come l’Italia, la posta in gioco è la sovranità cognitiva.

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Mi hanno trovato incosciente...(codice rosso in ospedale)

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A seguito di una caduta sono rimasto incosciente per 5 minuti di fila. Mi hanno portato in ospedale in codice rosso con un trauma cranico molto forte....

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stanca degli eroi della TV italiana

Io mi nutro, da sempre, di quella che per molti è merda. Mi riferisco alla televisione. Il primo libro che ricordo fu Mago Girò di Rodari, consigliatomi dalla mia maestra d’italiano, ma la fiaba vera si accendeva nel pomeriggio, dopo scuola, dentro lo schermo. Se ho sviluppato una passione amatoriale per il disegno e il bricolage lo devo ad Art Attack e a L’albero azzurro, i miei insegnanti insieme a la Melevisione. Tra le mie immagini mentali la più antica è targata Mediaset e risale ai tempi di Bim Bum Bam e a One, il suo pupazzo, che mi facevano compagnia quando vivevo nella vecchia casa in affitto. La mia morale è stata forgiata da Dragonball, e mentre i miei compagni collezionavano le figurine Panini io pregavo mia madre di comprarmi le bustine di Yu-Gi-Oh, che stimolava la mia passione primordiale per l’Egitto dei faraoni. Non avevo preferenze di genere, guardavo programmi come le Winx, Rossana, Hamtaro.

Il palinsesto era un pantheon con due templi: da una parte l’edonismo smaliziato di Berlusconi, che in una logica di risparmio importava anime giapponesi e non produceva più nulla da sé; dall’altra la televisione artigianale della RAI, fatta di autori, attori e registi, che allora possedeva un’aura che Mediaset rivendicava orgogliosamente di non avere. Due amici, due orientamenti in contrasto, i poli della mia formazione.

Poi c’erano le liturgie collettive, che scandivano l’anno come un calendario pagano. Intorno alle 20:00 Passaparola, in alternativa Sarabanda e poi il sabato Ciao Darwin, dove l’evoluzione della specie diventava un torneo tra tribù italiane. Il materiale d’archivio di pessimo gusto di Paperissima, il Festivalbar con cui si dichiarava aperta l’estate, il rigore invernale delle serate di Sanremo e ogni quattro anni i Mondiali, l’unico momento in cui un intero paese guardava nella stessa direzione. Questo il televisore lo sapeva fare: produrre comunità dal nulla, per un mese, per una sera.

In televisione ho avuto i miei primi incontri con la mitologia, l’animazione giapponese, la comicità, l’erotismo e la scienza. Megan Gale e i dinosauri: i miei primi amori. Ma il piccolo schermo mi introdusse persino al Cinema e al Teatro. Il Padrino e L’Esorcista mi iniziarono ai grandi cult, mentre I Corti di Aldo Giovanni e Giacomo mi accompagnarono per la prima nel dietro le quinte di un palcoscenico. E poi Independence Day, Troy e Il Gladiatore mi consegnarono al soft Power statunitense. Molti di questi frammenti potevo rivederli all’infinito, grazie al videoregistratore di mio padre e alle centinaia di VHS che avevano la capacità di farmi viaggiare lungo il mio cordone ombelicale emotivo, grazie alle vecchie pubblicità che, ricordo, reclamavano prodotti che già da ragazzino non esistevano più.

Poi arrivarono Amici e il Grande Fratello, aprendo così l’era dei Talent e dei Reality Show e il desiderio cominciò a essere fabbricato in serie. Da lì in poi l’esilio del fantastico, in fuga da una televisione che diventava la scuola del talento, con i suoi verdetti, la sua classifica, la sua sedia da meritare. Da lì la strada è quasi lineare. Il fantastico è stato drenato dallo schermo.

Negli anni la mia frequentazione con il mezzo televisivo è proseguita in altri modi e solo di recente mi ritrovo quotidianamente ostaggio volontario dello schermo-monolite che mi guarda dal mobile del salotto. Oggi la programmazione televisiva sembra la Rupe dei Re durante il regno misero di Scar, e non rimane che un desolante paesaggio in cui l’occhio delle istituzioni non fa che raccontare la propria sterile mitologia, fatta dei noiosi eroi laici della mentalità piccolo borghese italiana: poliziotti, magistrati, medici, santi, imprenditori, preti e suore, affiancati da uno stuolo di cantanti ascesi al cielo delle stelle fisse, riciclati eternamente nei programmi necrofili di Carlo Conti come fantasmi in bianco e nero prigionieri delle telecamere.

I muri sono crollati e non c’è più un’aura a distinguere il palinsesto del servizio pubblico dal resto dell’offerta televisiva. Da quando la tv dei bambini e dei ragazzi è stata sacrificata sull’altare dell’economia, ogni sforzo è andato alla costruzione ossessiva del mito civile della legalità, parola tombale che ha cancellato qualsiasi frizione ideologica (chi si dichiarerebbe contro la legalità?) e ha funestato l’immaginario italiano con prodotti propagandistici stucchevoli e autocelebrativi.

La lotta al terrorismo extraparlamentare e lo stragismo di Cosa Nostra convivono con l’elegia del piccolo borgo, confezionata da una fotografia “smarmellata” e da un eroe o un’eroina che se non appartiene alle forze dell’ordine sembra avere come unica prerogativa quella di sostituirsi agli inquirenti. Sotto le sembianze del classico detective si cela il cittadino delatore: il vicino che chiama la polizia quando la musica supera una certa soglia, l’impiccione che controlla la tua spazzatura, il tizio in parrocchia sempre pronto a osservare i tuoi comportamenti e il tuo modo di vestire. Dietro il commissario, il magistrato, il santo e il prete ci restituisce il suo sguardo torvo il nostro prossimo, a cui siamo legati dall’inimicizia, dal sospetto che dietro ogni persona per strada, nel nostro stesso condominio, si nasconda un delinquente, forse un serial killer. Gli sconosciuti diventano tutti Joe Pesci in Mamma, ho perso l’aereo, le case dei fronti di guerra in cui barricarsi contro il mondo.

Nella cultura gnostica l’ascesi dell’uomo pneumatico, l’esiliato nella materia, è pregiudicata dagli angeli servitori del demiurgo, la nomenclatura degli arconti. Ognuno pone una barriera al risveglio. Le nostre nonne e le nostre mamme pensano di guardare Don Matteo o Il commissario Ricciardi e non si rendono conto di ossequiare Yaldabaoth, il demiurgo in forma di leone con corpo di serpente, lussuria e tentazione, e i suoi misteriosi emissari. La storia della televisione è la storia dell’ordine arcontico.

Il problema è che io quell’acqua l’ho bevuta. Non sono un osservatore sceso da un altro pianeta a documentare la fauna della fiction italiana: sono stato allevato in questa vasca, e i suoi codici mi hanno insegnato a leggere prima ancora che imparassi a scegliere cosa leggere. So riconoscere a tre secondi dalla sigla se un episodio si chiuderà con la confessione o con la morte del colpevole, so quando arriverà la musica, in quale punto il commissario si fermerà a guardare il mare. Questa competenza non l’ho scelta e non riesco a disfarmene. È la mia grammatica madre, e chi contesta la propria grammatica madre deve pur sempre farlo parlando.

Eppure c’è un resto. Mentre il mio corpo ossequia il rito, seduto davanti al monolite con la serata che si consuma, qualcosa in me non aderisce. Non è snobismo, che sarebbe la forma più ingenua di innocenza: il mio disprezzo per Don Matteo è alimentato dalla stessa fame che una volta mi teneva incollato ai cartoni. È un attrito, il sospetto che la mia sensibilità sia stata plasmata da qualcosa che non riesce a contenerla del tutto. Il bambino che rivedeva all’infinito le VHS aveva ricevuto, insieme ai contenuti, un’eccedenza che nessun palinsesto aveva previsto: la nostalgia di un fantastico che la tv stessa gli aveva promesso e poi, un po’ alla volta, ha smesso di mantenere.

Un pesce non sa di essere nell’acqua finché qualcosa non lo mette in condizione di non coincidere più con essa. Come Cole Sear nel Sesto senso, non sapevo di parlare con i morti: ero morto pure io? La coscienza è una forma di disadattamento: sentirsi dentro un mondo significa già non esservi completamente sciolti.

Gli gnostici avrebbero chiamato questo residuo “scintilla”. Il pneuma esiliato nella materia non è estraneo alla materia, la abita, ne parla la lingua, e tuttavia serba un ricordo di provenienza che nessun arconte gli ha consegnato. Non so se sia nostalgia del Pleroma o semplice memoria d’infanzia, quando Goku e i dinosauri facevano crepe nel soffitto del salotto. So solo che quando guardo Yaldabaoth mi riconosco nei suoi tratti, perché è stato lui a insegnarmi a vedere, e che è precisamente per questo che posso permettermi di chiamarlo per nome.

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JetLUG - Linux Day 2026

Linux Day 2026 Cos’è il Linux Day? Il Linux Day è la principale manifestazione italiana dedicata a GNU/Linux, al software libero e alla cultura aperta. Introduzione agli algoritmi di codifica e decodifica audio Bluetooth Patrich TIVOLI Presentazione del libro: superare la certificazione web Development Essentials e imparare le basi della programmazione web!Marco Colombo
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Il vertice Cina-Usa e il silenzio sui chip

Il vertice Cina-Usa e il silenzio sui chip cina chip usa

Probabilmente serviranno diversi giorni per poter tirare un bilancio esaustivo della visita a Washington del presidente cinese Xi Jinping. Ma la pubblicazione dei rispettivi comunicati è già un interessante spunto di analisi. E, come spesso avviene in Cina, sono le omissioni a contare più delle delle dichiarazioni conclamate. Per ora il risultato più rilevante del summit sembra riguardare l’esenzione tariffaria ...

L'articolo Il vertice Cina-Usa e il silenzio sui chip proviene da China Files.

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parallel @ Savannah: GNU Parallel 20260922 ('Parton') released [stable]

GNU Parallel 20260922 ('Parton') has been released. It is available for download at: lbry://@GnuParallel:4

Quote of the month:

  GNU parallel is awesome. Use it more often in your scripts!
    -- Wade @WadeGrimshire@twitter

New in this release:

  • Bug fixes and man page updates.


GNU Parallel - For people who live life in the parallel lane.

If you like GNU Parallel record a video testimonial: Say who you are, what you use GNU Parallel for, how it helps you, and what you like most about it. Include a command that uses GNU Parallel if you feel like it.


About GNU Parallel


GNU Parallel is a shell tool for executing jobs in parallel using one or more computers. A job can be a single command or a small script that has to be run for each of the lines in the input. The typical input is a list of files, a list of hosts, a list of users, a list of URLs, or a list of tables. A job can also be a command that reads from a pipe. GNU Parallel can then split the input and pipe it into commands in parallel.

If you use xargs and tee today you will find GNU Parallel very easy to use as GNU Parallel is written to have the same options as xargs. If you write loops in shell, you will find GNU Parallel may be able to replace most of the loops and make them run faster by running several jobs in parallel. GNU Parallel can even replace nested loops.

GNU Parallel makes sure output from the commands is the same output as you would get had you run the commands sequentially. This makes it possible to use output from GNU Parallel as input for other programs.

For example you can run this to convert all jpeg files into png and gif files and have a progress bar:

  parallel --bar convert {1} {1.}.{2} ::: *.jpg ::: png gif

Or you can generate big, medium, and small thumbnails of all jpeg files in sub dirs:

  find . -name '*.jpg' |
    parallel convert -geometry {2} {1} {1//}/thumb{2}_{1/} :::: - ::: 50 100 200

You can find more about GNU Parallel at: http://www.gnu ... rg/s/parallel/

You can install GNU Parallel in just 10 seconds with:

    $ (wget -O - pi.dk/3 || lynx -source pi.dk/3 || curl pi.dk/3/ || \
       fetch -o - http://pi.dk/3 ) > install.sh
    $ sha1sum install.sh | grep c555f616391c6f7c28bf938044f4ec50
    12345678 c555f616 391c6f7c 28bf9380 44f4ec50
    $ md5sum install.sh | grep 707275363428aa9e9a136b9a7296dfe4
    70727536 3428aa9e 9a136b9a 7296dfe4
    $ sha512sum install.sh | grep b24bfe249695e0236f6bc7de85828fe1f08f4259
    83320d89 f56698ec 77454856 895edc3e aa16feab 2757966e 5092ef2d 661b8b45
    b24bfe24 9695e023 6f6bc7de 85828fe1 f08f4259 6ce5480a 5e1571b2 8b722f21
    $ bash install.sh

Watch the intro video on http://www.youtub ... L284C9FF2488BC6D1

Walk through the tutorial (man parallel_tutorial). Your command line will love you for it.

When using programs that use GNU Parallel to process data for publication please cite:

O. Tange (2018): GNU Parallel 2018, March 2018, https://doi.org/1 ... 81/zenodo.1146014.

If you like GNU Parallel:

  • Give a demo at your local user group/team/colleagues
  • Post the intro videos on Reddit/Diaspora*/forums/blogs/ Identi.ca/Google+/Twitter/Facebook/Linkedin/mailing lists
  • Get the merchandise https://gnuparall ... igns/gnu-parallel
  • Request or write a review for your favourite blog or magazine
  • Request or build a package for your favourite distribution (if it is not already there)
  • Invite me for your next conference


If you use programs that use GNU Parallel for research:

  • Please cite GNU Parallel in you publications (use --citation)


If GNU Parallel saves you money:



About GNU SQL


GNU sql aims to give a simple, unified interface for accessing databases through all the different databases' command line clients. So far the focus has been on giving a common way to specify login information (protocol, username, password, hostname, and port number), size (database and table size), and running queries.

The database is addressed using a DBURL. If commands are left out you will get that database's interactive shell.

When using GNU SQL for a publication please cite:

O. Tange (2011): GNU SQL - A Command Line Tool for Accessing Different Databases Using DBURLs, ;login: The USENIX Magazine, April 2011:29-32.


About GNU Niceload


GNU niceload slows down a program when the computer load average (or other system activity) is above a certain limit. When the limit is reached the program will be suspended for some time. If the limit is a soft limit the program will be allowed to run for short amounts of time before being suspended again. If the limit is a hard limit the program will only be allowed to run when the system is below the limit.

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23.000 Euro di DANNI ... Eccoci sulla strada più TEMUTA d'ISLANDA

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#stepsover #vanlife #viaggio
Episodio 1199: In Islanda ci sono strade che possono costarti molto più del semplice prezzo di un'escursione.

Ogni anno in Islanda circa 100 veicoli hanno bisogno di soccorso, e a farne le spese sono soprattutto le auto 4x4 prese a noleggio.

Il problema? tra i diversi certamente i guadi.

Basta affrontare l'acqua nel modo sbagliato, entrare troppo velocemente o sottovalutare la profondità per trasformare un'escursione in un conto da migliaia di euro. E in alcuni casi i danni possono arrivare a 23.000 euro, o anche oltre.

In questo video percorriamo una delle strade più impegnative dell'Islanda e vediamo cosa può succedere quando un guado viene affrontato nel modo sbagliato.

Perché qui un errore di pochi secondi può costare davvero molto caro.

#Islanda #Iceland #4x4 #Guadi #Fuoristrada #ViaggioInIslanda #Camper #Overland #IcelandRoad #Iceland4x4

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Enrico De Pedis: l'arresto che spaccò la Banda della Magliana

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Dopo la morte di Danilo Abbruciati, gli equilibri della Banda della Magliana cambiano rapidamente. Enrico De Pedis, già figura centrale del gruppo dei Testaccini, attraversa una delle fasi più delicate della sua storia criminale, mentre all'interno della Banda aumentano tensioni, rivalità e nuovi rapporti di forza.

In questo documentario ricostruiamo il periodo che va dalla morte di Abbruciati all'arresto di Enrico De Pedis nel 1984: gli uomini che lo circondano, i contrasti all'interno della Banda della Magliana e gli avvenimenti che conducono alla sua cattura.

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📌 IN QUESTO DOCUMENTARIO SCOPRIRAI

✔ Cosa cambia nella Banda della Magliana dopo la morte di Danilo Abbruciati
✔ Il ruolo di Enrico De Pedis e del gruppo dei Testaccini
✔ Le tensioni e i nuovi equilibri all'interno della Banda
✔ I rapporti tra i diversi gruppi della criminalità romana
✔ Gli avvenimenti che precedono l'arresto di De Pedis
✔ L'arresto di Enrico De Pedis nel 1984

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📺 QUESTA INCHIESTA FA PARTE DELLA SERIE

Banda della Magliana

▶️ Guarda gli altri documentari della serie nella playlist dedicata sul canale Italia Mistero.

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Alcune immagini o brevi spezzoni video sono riprodotti per finalità di cronaca, critica, commento o informazione ai sensi dell'art. 70 LDA.
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NASA Armstrong Celebrates 80 Years of Flight Innovation

On Sept. 30, 1946, five National Advisory Committee of Aeronautics (NACA) engineers arrived at Muroc Army Airfield in California’s high desert to achieve supersonic flight for the first time. In less than two years, NACA flew the X-1 aircraft faster than the speed of sound, marking an important milestone in aviation history.

Fast forward 80 years, and that former NACA outpost is now NASA’s Armstrong Flight Research Center in Edwards, California, flying the X-59 supersonic X-plane in the same skies to demonstrate that supersonic flight doesn’t have to come with a boom.

Over Armstrong’s 80-year history, the center has supported milestone missions ranging from space shuttle landings to SR-71 flights, shaping the evolution of science, aeronautics, and space research.

This Southern California NASA center is poised to lead the next era of aeronautics and human spaceflight, advancing technologies that will define the future of flight.

Fast facts

  • NASA Administrator Jared Isaacman recently named Armstrong as the agency’s Center of Excellence for Flight Test and Aircraft Operations, recognizing the center’s unmatched rigor in executing unique missions only NASA can fly.
  • To support NASA’s Artemis missions and return to the Moon, Armstrong uses research aircraft such as a 737 for astronaut suit testing, the G-III for Artemis II heat-shield data collection, and an F/A-18 aircraft that tested the autopilot for the SLS (Space Launch System) rocket.
  • NASA’s aeronautics centerpiece, the X-59, is undergoing rigorous testing and a series of flights at Armstrong to prepare for upcoming quiet supersonic demonstrations over U.S. communities.
  • NASA Armstrong has transformed commercial and military aviation — from early supersonic flight research to digital fly-by-wire — and continues working with other government agencies, industry, and academia to make flying safer, more autonomous, and more efficient.
  • The center plays a vital role in global science by flying aircraft like the ER-2, C-20A, and Gulfstream G-III/IV/V to collect critical data on wildfires, glacier melt, pollution, minerals, and more.

Behind these achievements are the engineers, pilots, technicians, and mission support teams who continue to push the boundaries of what’s possible.

For more about NASA Armstrong, visit:

https://www.nasa.gov/armstrong

-end-

Dede Dinius / Teresa Whiting
Armstrong Flight Research Center, Edwards, California
661-276-3449
darin.l.dinius@nasa.gov / teresa.whiting@nasa.gov

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Red, White, and Boom, the U.S. Air Force Test Center’s celebration of America’s 250th anniversary and NASA Armstrong’s commemoration of its 80th year, was Fr...
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E SE IL MONDO NON FOSSE COME LO PENSIAMO? Nietzsche, Nāgārjuna, Wittgenstein

Nietzsche, Nāgārjuna e Wittgenstein mettono in discussione il nostro modo abituale di pensare la realtà.Dalla «logicizzazione» del mondo alla vacuità buddhista, fino al limite del linguaggio e al mistico.E se i nostri concetti non fossero la realtà, ma soltanto il modo in cui riusciamo ad abitarla? 🎬 PREMIERE📅 29/09/2026 ore 14.00🔗https://youtu.be/OFzkZjW4Z4k E se il mondo […]

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BAD DRIVERS OF ITALY dashcam compilation 9.28 - SIGNORAAA

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Trova la tua prossima DASHCAM https://sicurisullastrada.it/dashcam/
Dubbi o domande? Trovi qui le RISPOSTE https://sicurisullastrada.it/dashcam-5-minuti-per-sapere-tutto/
Vuoi inviarci le clip della TUA DASHCAM? Guarda come fare su https://bit.ly/inviavideo
Seguici sui canali BDOI per essere AGGIORNATO e vedere le MIGLIORI CLIP https://bit.ly/canalibdoi
Hai domande o curiosità? COMMENTA sotto al video oppure CONTATTACI https://bit.ly/contattabdoi
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This video shows DANGEROUS behaviors not to imitate! Always drive carefully!
Do you want to send us the clips of YOUR DASHCAM? See how on https://bit.ly/inviavideo
Follow us on BDOI channels to be UPDATED and see the BEST CLIPS https://bit.ly/canalibdoi
Do you have any questions or curiosities? COMMENT below the video or CONTACT US https://bit.ly/contattabdoi

#baddriversofitaly #dashcam #compilation
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Space Station View of Earth at Night

This nighttime view of the United States, dotted with city lights looking toward New York City (center), was taken at approximately 3:40 a.m. local time from the International Space Station as it orbited 259 miles above Earth.

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OrvietoLug - Docker Networking: come comunicano container, host e servizi

Come funziona il networking Docker? Scopri bridge network, comunicazione tra container, DNS, port mapping e collegamento tra container e host.

L'articolo Docker Networking: come comunicano container, host e servizi proviene da Orvieto Linux User Group | Promozione software libero a Orvieto.

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Dutch Police Arrest ‘Reformed’ Hacker in Shiny Hunters Investigation

Authorities in the Netherlands have arrested a 24-year-old convicted cybercriminal on suspicion of aiding in data thefts and extortions by the prolific hacker group ShinyHunters. In the days immediately following the suspect’s arrest, remaining ShinyHunters members dramatically escalated their attacks, stealing highly sensitive data from the FBI and extorting the Russian ransomware group Cl0p.

According to three sources familiar with the matter, the Dutch man arrested by authorities this month is Pepijn van der Stap, a convicted cybercriminal from Almere and Lelystad in the Netherlands. Van der Stap was previously convicted in 2023 in connection with a string of data thefts and extortions that prosecutors said earned between €1.5 million and €2.7 million.

At his trial in late 2023, van der Stap admitted that he lived a Dr. Jekyll and Mr. Hyde existence, secretly using the hacker handle “Umbreon” to extort victims and post their data on English language hacking communities like the now-defunct RaidForums and Breached. By day, however, van der Stap was working as a software engineer at the Amsterdam-based cybersecurity startup Hadrian, while volunteering at the Dutch Institute for Vulnerability Disclosure (DIVD), a nonprofit security research group.

Pepijn van der Stap’s alter ego “Umbreon” selling a database on RaidForums, offering information on 2.3 million people from The Netherlands in September 2021. This user’s avatar is a depiction of the Pokemon character Umbreon. Image: KELA.

Van der Stap confessed to his data theft and extortion activity, and was sentenced to four years in prison (one of which was suspended). During his trial, van der Stap opted to remain in custody for a time rather than at home, saying he could not find better treatment on the outside for his ongoing psychological issues, which he claimed included PTSD related to childhood trauma. He was released from prison in December 2025.

In an interview with KrebsOnSecurity on September 9, 2026, Van der Stap cast himself as a reformed hacker who was trying to turn his life around and make a positive contribution to society. Van der Stap is currently employed as offensive security lead at the Dutch company Neo Security, which did not respond to requests for comment.

Van der Stap said he was still dealing with civil lawsuits and restitution related to his previous cybercrime victims, and that he was trying his best to make amends. But not long after that interview, the Dutch hacker abruptly stopped replying to messages. Efforts by others close to him also repeatedly failed to elicit a response for the past two weeks.

The LinkedIn profile for Pepijn van der Stap.

According to two sources with knowledge of the matter, Van der Stap was arrested by Dutch authorities on or around September 16, and has been held in custody for questioning since. One source said a colleague of theirs personally witnessed Dutch authorities carting items out of Van der Stap’s residence.

Authorities in the Netherlands have been asking the public for help in identifying the voice in a recorded telephone call from February 2026 in which a native Dutch-speaking ShinyHunters member social engineered their way into Odido, the nation’s largest mobile telecommunications provider. In that intrusion, ShinyHunters tricked an Odido employee into logging in at a spoofed website, and then used that access to steal data on more than 6.2 million Dutch people.

Responding to Dutch news media, ShinyHunters confirmed that the suspect in the audio clip is indeed a member of the hacker collective.

“Our team member has our full support – emotionally, mentally, and financially,” the hackers said. “Everything has been arranged, including a criminal defense lawyer. We do not look down on our staff and members; we take excellent care of them,” reads a statement ShinyHunters shared with NL Times. It remains unclear if the Dutch police have matched the Odido caller to a confirmed real-life identity. The Dutch police unit handling the Odido incident did not respond to requests for comment.

The group also lashed out at the authorities in the Netherlands. “The Dutch police will need all the luck in the world – and everyone’s prayers – if they want to catch him before we carry out another large-scale data theft in the Netherlands,” the ShinyHunters statement said. “Frankly, the Dutch police are a big joke; they are incapable of doing anything. Incompetent. Irrelevant. Unimportant. Useless.”

FBI, CL0P HACKS

Just days after sources say Van der Stap was detained by Dutch authorities, ShinyHunters claimed credit for an unusually brazen breach at the FBI’s job application site apply.fbijobs.gov. According to reporting from 404 Media, the data stolen from the FBI site includes Social Security numbers and personal information on more than 5,000 officials.

404 Media and Reuters reported the FBI data included each person’s job title or team, such as special agent, threat intake examiner, major cybercrimes unit, and those investigating cyber threats from foreign state-backed actors. Reuters examined documents shared by ShinyHunters and found they included sensitive psychiatric and medical files of FBI staff. The FBI issued a brief statement confirming the hack.

ShinyHunters said it gained access to the FBI site and other victims by exploiting a recently patched vulnerability (CVE-2026-35273) in PeopleSoft, a software-as-a-service platform from the software giant Oracle that is broadly used by companies to manage hiring and human resources, benefits and payroll. Oracle quickly issued a fix for the Peoplesoft vulnerability that ShinyHunters reportedly began exploiting as a zero-day in June, and at the time Mandiant released web application firewall rules intended for organizations who couldn’t apply the security update quickly enough.

But on Friday, BleepingComputer reported that ShinyHunters used a URL-encoding trick to bypass Mandiant’s suggested web application firewall rules designed to mitigate the threat from the PeopleSoft flaw. In a report released Sept. 25, security experts at Mandiant and the Google Threat Intelligence Group (GTIG) confirmed that ShinyHunters had mass-exploited the PeopleSoft vulnerability to steal data from dozens of systems across a range of industries, including higher education, technology, healthcare, agriculture, transportation and government.

Van der Stap’s former hacker alias Umbreon was hidden in plain sight throughout the imagery ShinyHunters used to spread news about the FBI hack: The defacement image that ShinyHunters left behind on the hacked FBI jobs site included an ASCII art design featuring the Pokemon character Umbreon. The message at the top read, “This site has been seized by ShinyHunters. rooting your systems since ’19 ;)” The image appears identical to a defacement message ShinyHunters used in their 2020 hack of the English-language cybercrime community Hackforums.

The defacement message left by ShinyHunters on the FBI jobs site included an ASCII art rendition of the Pokemon character Umbreon. Image: Bleeping Computer.

Multiple sources close to the ShinyHunters investigation said the group’s recent risky attacks against the FBI and one of Russia’s most venerated ransomware groups amounted to a major pivot away from the more measured tenor of the hacking gang’s operations. Those sources said the sudden shift came about after ShinyHunters was taken over by a teenage cybercriminal from Amman, Jordan who goes by the nickname Rey and operates as part of a cybercrime group called ScatteredLapsussHunters (SLSH), which experts say is an amalgamation of three hacking groups — Scattered Spider, LAPSUS$ and ShinyHunters.

Those sources said Rey had an ongoing beef with the Dutch hacker over control of the ShinyHunters brand and data, and that the inclusion of the oversized Umbreon Pokemon image in the FBI jobs site defacement was likely an attempt by Rey to pin the hack on the Dutchman.

Rey was first publicly identified by the cybersecurity firm KELA in March 2025. In advance of our November 2025 profile of Rey, KrebsOnSecurity messaged Rey’s father and asked for permission to interview his teenage son. Rey’s dad merely forwarded the message to his son, who admitted to participating in ransomware attacks and said he was trying to extricate himself from the SLSH hacker group.

BLAMING UMBREON

Immediately after news of the FBI jobs site hack was picked up in the media, Rey’s main account on Twitter/X (Ryan Moran/@rmoskovy) was taunting the Cl0p ransomware group and the FBI, crudely depicting them as the twin towers in New York being struck by planes labeled “cl0p drama” and “fbi breach claim.” In the foreground of the city is the giant Pokemon figure of Umbreon.

A taunting meme uploaded to Twitter/X by Rey’s now-defunct account on Sept. 22. A giant float-sized version of the Pokemon character Umbreon can be seen in the bottom left.

On Sept. 24, KrebsOnSecurity again contacted Rey’s dad, asking to interview him and his son for a story on Rey’s apparent ascendency as the head of ShinyHunters. Just hours after that request, Rey deleted his longtime Twitter/X account. Meanwhile, Rey’s dad, who works for the Royal Jordanian Airlines, has failed to respond to a half-dozen emailed requests for comment about his son’s alleged activities.

Where does the bad blood between SLSH and ShinyHunters come from? According to a story in Wired this month, ShinyHunters and SLSH members briefly partnered earlier this year to help better monetize important stolen credentials collected by TeamPCP, an upstart group that was having great success compromising global code supply chains with malicious software but hadn’t been able to profit much from their stolen data (two alleged leaders of TeamPCP were arrested last month in Australia, and in an interview the TeamPCP leader claimed they made just $20,000).

The Wired story noted how Mandiant had infiltrated TeamPCP and was secretly responsible for having the crime group’s stolen credentials burned so quickly: Mandiant was secretly feeding those credentials to the major cloud providers like Amazon and Microsoft, who quickly invalidated the stolen keys. Meanwhile, the formerly cooperating hacker groups began to blame one another for causing the credentials to become worthless.

Wired’s Andy Greenberg reported that a few weeks after partnering with TeamPCP, “ShinyHunters went rogue, carrying out its own extortions with TeamPCP’s credentials but without giving the supply-chain hackers their cut.”

Mandiant researcher Austin Larsen told KrebsOnSecurity earlier this month that ShinyHunters has been enjoying a successful extortion spree so far this year, and is on track to pull in nearly $100 million in extortion payments from cybercrime victims in 2026.

Van der Stap claims he was never motivated by money and that his earlier hacker activity was driven by a desire to have the world’s most complete collection of stolen databases. Speaking with reporters from Bloomberg in 2024, Van der Stap said that singular focus in turn fueled his desire to carry out cyberattacks.

“The hacking was very easy for me, and it wasn’t a compulsion,” he told Bloomberg. “My habit was collecting. Collecting data, organizing data, downloading data, creating folders.”

DIVD, the nonprofit security research group where Van der Stap previously served as a volunteer, disclosed on LinkedIn last week that the organization was dealing with an internal cybersecurity incident that appears to have involved the malicious use of artificial intelligence. DIVD has released few details about that incident, but a spokesperson for the nonprofit told KrebsOnSecurity it does not appear related to ShinyHunters, nor are there any signs the matter involves the work of a previous volunteer.

Update: 3:44 p.m. ET: Corrected Van der Stap’s age, which is 24 (not 23).

Update, 4:54 p.m. ET: The Dutch police have confirmed the arrest of a 24-year-old in connection with the ShinyHunters investigation. In a statement on Twitter/X, the Dutch police said the man will appear on Tuesday, September 29 before the chambers of the Rotterdam District Court, and that it will provide more information tomorrow.

Sept. 29, 9:42 a.m. ET: The Dutch news outlet RTL reports that investigators suspect Van der Stap tried to orchestrate at least two murders. RTL reported the two murders were allegedly to be committed abroad, and that there are indications the suspect gave the order for this.

The FBI released a short video message on the ShinyHunters investigation from Brett Leatherman, assistant director of the FBI’s cyber division, who thanked Dutch law enforcement partners for their assistance and urged remaining ShinyHunters members to turn themselves in.

“Arrests have a way of changing who is willing to talk, and seized infrastructure has a way of showing us who’s left,” Leatherman said. “The longer you stay in this, the more we learn about you. You know how to find us, and we know how to find you. I suggest you reach out to us while the choice is still yours.”

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Xi Jinping demands ‘safer’ China as Communist Party prepares for leadership reshuffle

President Xi Jinping has ordered China’s security and legal apparatus to relentlessly eliminate risks and build a “safer” country a year ahead of the pivotal 21st Communist Party congress, which will usher in a major leadership reshuffle. The latest instruction, published by state news agency Xinhua on Monday night, is also the Chinese leader’s first major domestic directive since his state visit to Washington last week, signalling a pivot back to the domestic agenda – especially stability. In a...

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Practicing for Safe Landings on the Moon and Beyond

A remotely piloted drone with four rotors carries a guidance and navigation experiment through flight maneuvers.
NASA/Ryan Kline

In this Aug. 27, 2026, image, an Alta-X drone flies an advanced guidance and navigation system known as the Safe and Precise Landing – Integrated Capabilities Evolution (SPLICE) experiment near NASA’s Armstrong Flight Research Center in Edwards, California.

Researchers at NASA’s Johnson Space Center in Houston developed SPLICE, which successfully completed simulated lunar descent and landing maneuvers during recent testing. Its technologies provide safe and precise landing for the Moon, Mars, icy worlds, and other destinations using specialized navigation, guidance, and processing techniques. It enables landing in hard-to-reach and unknown areas that are of high scientific interest.

Image credit: NASA/Ryan Kline

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SAN LORENZO FUORI CONTROLLO: Cosa Succede Davvero di Notte a Roma

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Roma, San Lorenzo. Uno storico quartiere popolare che nel corso degli anni ha ceduto il passo alla movida incontrollata, al fuorisede e al turismo mordi e fuggi.

A pochi passi dalla stazione Termini, la quotidianità dei residenti fa ormai i conti con degrado, microcriminalità e insicurezza: continue notizie di aggressioni, rapine e soggetti pericolosi che presidiano le strade a qualsiasi ora, di fronte a interventi istituzionali spesso considerati insufficienti da chi vive qui. Chi può, getta la spugna, vende casa e va altrove.

Siamo stati a San Lorenzo durante il fine settimana per documentare la reale situazione sul campo e capire quanto sia diventato rischioso vivere in questa zona, soprattutto per le persone più fragili.

💬 Diteci la vostra nei commenti: avete mai vissuto situazioni simili a San Lorenzo o in quartieri analoghi nella vostra città?

📌 Iscriviti al canale e attiva la campanella per non perderti i prossimi reportage.

#Roma #SanLorenzo #Reportage #Sicurezza #DegradoUrbano
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La legalizzazione sperimentale in Svizzera cambia il modo di consumare, non le quantità

Si entra, si sceglie tra fiori, resina o una ricarica per vaporizzatore, si ascolta qualche consiglio dal farmacista e si esce. Succede dal 2024 in nove farmacie della Svizzera – cinque a Berna, tre a Lucerna, una a Bienne – dove 1.177 consumatori abituali acquistano cannabis legalmente nell’ambito dello studio SCRIPT, condotto dalle università di …
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ROMI Company porta l’intelligenza artificiale nei processi aziendali

Team aziendale al lavoro su dati e processi con strumenti digitali
L’intelligenza artificiale crea valore quando entra nei processi aziendali con obiettivi, dati, KPI e responsabilità chiare. Dalle attività ripetitive alle decisioni supportate dai dati, ecco come trasformare l’AI da semplice strumento a leva operativa.

L'articolo ROMI Company porta l’intelligenza artificiale nei processi aziendali proviene da FullPress.

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LESSICO PER LA REPUBBLICA. Corso di formazione e incontro pubblico: ciclo “La Repubblica dei partiti”

LESSICO PER LA REPUBBLICA. Corso di formazione e incontro pubblico: ciclo “La Repubblica dei partiti”

Venerdì 9 ottobre 2026 alle 17.00, a Palazzo dell’Orologio (sede ISTORECO, Piazza Luigi Orlando), prende avvio “La Repubblica dei partiti: ideologie, famiglie politiche e pratiche nella democrazia italiana”. È un corso di formazione e ciclo di incontri pubblici che ripercorre la storia dell’Italia repubblicana attraverso i partiti. Nei primi decenni della Repubblica furono loro a organizzare la partecipazione, formare le classi dirigenti e dare forma alle culture politiche del Paese.

Il ciclo si apre con Lessico per la Repubblica. Dal Risorgimento all’integrazione europea (il Mulino), diretto da Maurizio Ridolfi. Un’opera collettiva di oltre cento studiosi che ricostruisce le parole chiave del linguaggio repubblicano: come sono nate, come hanno cambiato significato, come hanno accompagnato la storia italiana dall’Unità all’Europa.

Il libro è anche uno strumento di educazione civica, utile per capire le radici della democrazia di cui i partiti sono stati protagonisti.

Ne discutono con l’autore Marco Manfredi (Università di Pisa), Angelo Gaudio (Università di Udine) ed Enrico Mannari (già Luiss School of Government). Coordina Federico Creatini (Università della Calabria).

La partecipazione è libera e gratuita.

Per i docenti il corso è su piattaforma SOFIA, codice 106752.

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Premio Simonetta Ortaggi per tesi di storia del lavoro (scadenza 31 dicembre 2026)

Premio Simonetta Ortaggi per tesi di storia del lavoro (scadenza 31 dicembre 2026)

Pubblichiamo il bando della quinta edizione del premio “Simonetta Ortaggi” – promosso dalla SISLav e dall’Istoreco di Livorno – e rivolto alle tesi di dottorato discusse negli ultimi tre anni.

Scarica il pdf del bando

Per sostenere lo sviluppo di nuove ricerche sui temi della storia del lavoro, la Società Italiana di Storia del Lavoro (SISLav) e l’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella provincia di Livorno (Istoreco Livorno) hanno istituito nel 2016 un premio intitolato alla storica Simonetta Ortaggi, scomparsa nel 1999, studiosa e autrice di alcuni tra i più importanti e sistematici studi italiani di storia del lavoro. La quintaedizione del premio è riservata a tesi di dottorato sulla storia del lavoro discusse neltriennio 2024-2026. Possono concorrere tesi discusse presso una Scuola di dottorato italiana, senza vincoli relativi al periodo storico o all’area geografica oggetto della ricerca, e tesi discusse presso una Scuola di dottorato straniera, purché dedicate alla storia del lavor in Italia, senza vincoli relativi al periodo storico considerato.

Il Premio consiste nella pubblicazione dell’opera nella collana “Lavori in corso” delle edizioni SISLav-NDF. Il volume sarà pubblicato in open access, con accesso gratuito allaversione elettronica sul sito dell’editore, e sarà inoltre disponibile per l’acquisto in formatocartaceo. In alternativa alla pubblicazione, la vincitrice o il vincitore potrà optare per unpremio in denaro di 1.500 euro.

La tesi di dottorato potrà essere presentata in lingua italiana, francese, inglese, portoghese, spagnola o tedesca.

Condizione necessaria per la partecipazione è che l’opera non sia stata pubblicata né sia incorso di pubblicazione presso un editore. Il deposito della tesi in un archivio istituzionale o in un repository universitario non è considerato, ai fini del presente bando, una pubblicazione editoriale.

La candidatura dovrà essere presentata entro il 31 dicembre 2026, compilando il facsimile allegato e inviandolo all’indirizzo e-mail storialavoro@gmail.com, insieme a una copia digitale della tesi, un abstract in italiano di massimo 4.000 caratteri, un breve curriculumvitae utile a contestualizzare la ricerca nell’ambito del percorso scientifico della candidata o del candidato e l’elenco delle eventuali ulteriori pubblicazioni.

Le opere saranno valutate da un’apposita Commissione, composta da cinque membri, di cui tre nominati dal Direttivo SISLav e due da Istoreco Livorno. Il giudizio della Commissione è insindacabile.

La composizione della Commissione sarà comunicata sul sito della SISLav (www.storialavoro.it) entro il 15 gennaio 2027.

La Commissione comunicherà il nome della vincitrice o del vincitore e l’esito della selezione a tutte le candidate e a tutti i candidati entro il 30 giugno 2027. Qualora nessuna delle opere concorrenti sia ritenuta adeguata sotto il profilo scientifico e/o pertinente rispetto alle finalità del Premio, la Commissione potrà decidere di non assegnarlo. La Commissione potrà inoltre attribuire una o più menzioni speciali a opere non vincitrici ritenute di particolare valore scientifico e raccomandarne la pubblicazione in open accessnella collana “Lavori in corso” delle edizioni SISLav-NDF.

L’assegnazione del premi avverrà in occasione del Festival di Storia del Lavoro, durante il quale la vincitrice o il vincitore presenterà pubblicamente il proprio lavoro di tesi.

Qualora la vincitrice o il vincitore scelga la pubblicazione dell’opera, dovrà inviare all’indirizzo e-mail storialavoro@gmail.com, entro il 1° ottobre 2027, una versione rivista della tesi:

– che tenga conto delle indicazioni scientifiche ed editoriali formulate dalla Commissione;

– conforme alle norme editoriali della collana “Lavori in corso” delle edizioni SISLav-NDF;

– in lingua italiana e, qualora necessario, tradotta a cura e a spese dell’autrice o dell’autore.

Nel lavoro di revisione, la vincitrice o il vincitore potrà avvalersi del confronto con due interlocutori indicati dal Direttivo SISLav.

Il volume sarà pubblicato in open access in formato elettronico sul sito dell’editore e sarà inoltre disponibile in formato cartaceo. All’autrice o all’autore non saranno corrisposti diritti sulle vendite; riceverà gratuitamente 20 copie cartacee del volume.

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Puglia Software Open Source - Tecnoestate – nona edizione

L’attività è rivolta a ragazze e ragazzi dai 10 anni in su che vogliano affacciarsi al mondo della robotica e domotica amatoriale attraverso la programmazione di Arduino. Sono previsti 2 corsi con incontri settimanali (martedì o mercoledì), dalle 17 alle 19:

MARTEDI’
23, 30 GIUGNO
7, 14, 21, 28 LUGLIO
4, 25 AGOSTO
1, 8, 15 SETTEMBRE

MERCOLEDI’
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Puglia Software Open Source - Arduino Day 2026 innovazione, formazione e cultura open source a Barletta

ARDUINO DAY 2026
innovazione, formazione e cultura open source a Barletta
La Puglia Software Open Source – APS, associazione di promozione sociale attiva sul territorio dal 2012 e riorganizzata nel 2019 come Ente del Terzo Settore, annuncia la propria partecipazione all’Arduino Day 2026, l’evento mondiale dedicato alla creatività elettronica e alla cultura dell’open hardware....

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[2026-10-17] YUNGA, CONCERTO ELECTRO-ACUSTICO @ circolo "il campino" Firenze Rifredi

YUNGA, CONCERTO ELECTRO-ACUSTICO

circolo "il campino" Firenze Rifredi - Via Caccini -Rifredi Firenze -
(sabato, 17 ottobre 21:30)
YUNGA, CONCERTO ELECTRO-ACUSTICO

La compagnia dromosofista presenta

YUNGA

Yunga sono otto unità sonore indipendenti. Un’esperienza

di ascolto e visione densa di mistero. Lo spettatore

si trova immerso in un ambiente abitato che pulsa, si muove e suona.

Ogni elemento è parte di un sistema. Molle d’acciaio entrano in risonanza, gocce d’acqua precipitano,

e cicli meccanici si attivano per generare sequenze musicali.

Attraverso i suoni (per lo più acustici) e l’imprevedibile illuminazione degli oggetti, si crea un racconto sonoro

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[2026-10-17] RIPARIAMO TUTTO, LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA RIPARAZIONE @ circolo "il campino" Firenze Rifredi

RIPARIAMO TUTTO, LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA RIPARAZIONE

circolo "il campino" Firenze Rifredi - Via Caccini -Rifredi Firenze -
(sabato, 17 ottobre 15:00)
RIPARIAMO TUTTO, LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA RIPARAZIONE

RESTARTER FIRENZE - DEEPCALL - IL CAMPINO

presentano

LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA RIPARAZIONE

https://www.restartersfirenze.it/

https://deepcall.org/eventi

la vita costa sempre più cara ? chiudono i locali della socialità a buon mercato ?

la parola "gratuità" sta diventando un vuoto a rendere?

restiamo uniti, sostieni il tuo circolo di zona

partecipa ai progetto di mutualismo che vedii intorno a te.

PROGRAMMA GIORNATA

ORE 3:00 

RESTART PARTY: SI RIPARANO CONGEGNI ELETTRICI ED ELETTRODOMESTICI

CICLOFFICINA: LA BRUGOLA ROSSA

SARTORIA: PRONTO SOCCORSO DEL CUCITO 

LABORATORIO TRANSFEMMINISTA:COLLAGE SUGLI SPAZI SICURI A CURA DELLA BRIGATA BASAGLIA E DEEPCALL

ORE 6.00

IL BAR DEI VOLONTARI: APERITIVO/CENA

AUDIO-BOX :ISTALLAZIONE INTERATTIVA info su DEEPCALL.ORG 

ORE 9.30

YUNGA : CONCERTO ELECTRO/ACUSTICO

A SEGUIRE 

Talpon B2B Pazza :DJ-SET MINIMAL

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ESR Meter Tamarro RGB DIY: perchè accontentarsi di quello normale? - @JLCPCB

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Timeline
00:00 - Introduzione: Cos'è l'ESR Meter
02:20 - Unboxing schede e componenti (JLCPCB)
05:11 - Smontaggio del tester donatore
07:52 - Case stampato in 3D e trapianto galvanometro
10:11 - Assemblaggio e saldatura componenti
11:27 - Primo test di funzionamento e modifiche LED
12:49 - Presentazione del kit e spiegazione della scala
14:09 - Test sui condensatori
15:18 - Saluti finali
15:57 - Outro: Dietro le quinte con Teto Kasane

#diy #vocaloid #kasaneteto #esrmeter #jlcpcb #pieraisa #mvvblog #mvvblog2
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Remote section of China’s Great Wall damaged by 20 years of mine waste dumping

While foreign leaders and their families walk the iconic restored sections of the Great Wall around Beijing, the ancient stones of a remote Ming-era stretch of the structure in northern central China have been sacrificed for cheaper dumping of coal-mining waste. For nearly 20 years, a section of the wall in Ningwu county, Shanxi province, was used as a short cut to dump slag, despite whistle-blowers repeatedly raising the alarm to officials, according to a report by Chinese state broadcaster...

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CAMALDOLI, SAN ROMUALDO E LO ZEN: L’ARTE DI EDUCARE LA MENTE

San Romualdo e lo Zen: due tradizioni lontanissime, una domanda sorprendentemente vicina. Che cosa accade alla mente quando impariamo a tornare, ancora e ancora, alla parola, al silenzio, alla preghiera? Dai Salmi ai Sūtra, dalla cella di Camaldoli alla meditazione Zen: forse educare la mente significa prima di tutto imparare a non seguirne ogni movimento. […]

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DIO È? QUANDO LA LINGUA CAMBIA IL DIVINO

LINGUAGGIO E FILOSOFIA — Il verbo “essere” tra Grecia, Israele, India, Cina e mondo islamico.DIO E L’ESSERE — Parmenide, Esodo, Upaniṣad, Dao e Avicenna: cinque modi di pensare l’Assoluto.UNA SCORRIBANDA TRA LE LINGUE — Che cosa accade alla nostra idea di Dio quando cambia la lingua nella quale lo pensiamo? «Dio è». Due parole soltanto. […]

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IL GUERRIERO DELLA LUCE | Come vincere la battaglia più importante

Filosofia pratica per affrontare la paura, le sconfitte e la ricerca di sé. Da Paulo Coelho a Marco Aurelio, da Epitteto alla Bhagavad Gītā. Una lezione per chi desidera trasformare la propria vita partendo da se stesso. Chi è davvero il Guerriero della Luce? Paulo Coelho lo descrive come un uomo fragile, pieno di dubbi, […]

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Lo que las invasiones bárbaras esconden – Por Juan Manuel de Prada

Por Juan Manuel de Prada

La invasión bárbara de Ceuta nos ha dejado escenas propias de guerrilla urbana que hasta la fecha sólo habíamos visto cada vez que se desataba una revuelta en los barrios de la periferia parisina: incendios de automóviles, agresiones repetidas a militares y policías, ataques al transporte público, abusos sexuales, etcétera. Como a nadie se le escapa (o sólo a quienes viven encerrados en esas casposas jaulas del pensamiento llamadas ideologías), son acciones impropias de personas que vienen a ganarse el sustento a otro país, ni siquiera en esas situaciones desesperadas en las que cualquier persona puede perpetrar un crimen por puro instinto de supervivencia, o por proteger a los suyos, al estilo de Jean Valjean. Pero los brotes de delincuencia que han florecido en Ceuta nada tienen que ver con esta criminalidad desesperada a la que aludimos; son acciones programadas según la estrategia de conquista de territorios y expulsión de los autóctonos que se han utilizado (con frutos óptimos) en diversos países europeos, muy notoriamente en Francia.

Esa estrategia puede resumirse muy sucintamente: desde los arrabales de una ciudad, se crean ‘zonas sin ley’ o, como diría Foucault, «heterotopías» que funcionan al margen de las normas comunes de la sociedad y que se tornan inhabitables; y luego esa zona se va extendiendo poco a poco, como una mancha de aceite. Así ha ocurrido repetidamente en Francia, donde poblaciones musulmanas ‘colonizan’ un barrio y después organizan bandas especializadas en guerrilla urbana, a la vez que introducen diversas formas de intimidación civil más o menos subrepticia o descarada que los ‘petits blancs’ ni siquiera se atreven a denunciar, por temor a las represalias, para terminar emigrando a otros barrios o ciudades; y al desalojo de los autóctonos sucede tarde o temprano el colapso policial, pues patrullar estas ‘zonas sin ley’ obliga a asumir riesgos adicionales muy costosos (entre otras razones, porque las autoridades obligan a la policía a adoptar métodos irenistas, exactamente como ocurre en Ceuta).

No debemos confundir estas ‘zonas sin ley’ con los guetos, donde viven confinadas poblaciones que sufren marginación. Los pobladores de estas ‘zonas sin ley’ no están confinados, ni padecen marginación; por el contrario, han conquistado el territorio que habitan, han creado –mediante la violencia efectiva o soterrada– su propio espacio autónomo, expulsando a quienes antes residían en él. Y, por supuesto, en estas heterotopías o ‘zonas sin ley’ provocadas por las invasiones bárbaras no existe ese imaginario ‘mestizaje’ que tantos relatos míticos ha inspirado al progresismo biempensante. Puede haber, al principio, un remedo o pantomima de ‘mestizaje’, con mucho despliegue colorista de timbales y chirimías; pero se trata de un recurso al que se recurre por astucia y que pronto es sustituido por actitudes mucho más disuasorias cuando la dominación está asegurada.

Esta estrategia, recurrente en Francia, es la que se pretende realizar en Ceuta, de forma todavía más áspera y brutal. Por supuesto, a quienes la denunciaron en su día en Francia –casi siempre las clases populares que sufrían sus consecuencias– se les acusó de incurrir en exageraciones y tremendismos, de alimentar ‘fantasmas’ y paranoias racistas (exactamente el mismo argumento empleado por Marlaska, cuando calificó las lamentaciones de los ceutíes de «sensaciones» e «inseguridades subjetivas»). Las élites intelectuales francesas –que, como las españolas, viven en barrios pijos– abandonaron a su suerte a los ‘petits blancs’ que padecían estas invasiones, predicando las bondades del ‘mestizaje social’ y mareando la perdiz con inútiles y retóricas ‘políticas de inserción’, en la esperanza de que pronto el número creciente de invasores asegurase el triunfo electoral a piñón fijo del progresismo, bajo diversas máscaras (moderada o rampante, según conviniese a cada circunstancia). Así ha ocurrido repetidamente en Francia y en otros muchos países europeos, donde la parte de la población que sufre las invasiones bárbaras ya no puede formar mayorías contra las alianzas que el progresismo moderado y rampante entabla con las fuerzas invasoras. Y donde esas alianzas generan, a su vez, el florecimiento de partidos que se alimentan del miedo y de la rabia, pretendiendo grotescamente oponer a la colonización invasora el vacío civilizatorio que ha sido el principal causante de dicha colonización.

Habría que empezar por aceptar, si no deseamos renunciar a la honradez intelectual, que la integración de las poblaciones que pertenecen a civilizaciones distintas es consustancialmente imposible; y también recordar que las civilizaciones las fundan las religiones y desaparecen cuando declina la religión que las fundó. No existe una civilización laicista, ni democrática, ni republicana, ni constitucionalista, ni parecidas zarandajas; allá donde falta la religión sólo existe vacío civilizatorio, que es inevitablemente llenado por otra civilización invasora. Quienes vienen a llenar ese vacío no hacen sino cumplir con un –llamémoslo así– designio; mucho más maligna es la posición que adoptan esas élites –por supuesto, procedentes de clases sociales preservadas del contacto con las invasiones bárbaras– que niegan la realidad y siguen cantando las bondades de las avalanchas inmigratorias y aplaudiendo las ‘regularizaciones masivas’, a la vez que anatemizan a quienes denuncian esta nueva forma de suicidio colectivo.

Muchas veces me he preguntado la razón de su traición y desatino. No se me escapa que casi todos ellos son untados generosamente por organizaciones sufragadas por el mundialismo y sobornados por el progresismo hegemónico con multitud de prebendas y privilegios; pero su abyección esconde otra razón más tenebrosa y secreta que tampoco se puede explicar como cándida defensa de los llamados Derechos Humanos, ni como sumisión a la corrección política, ni como perversión masoquista del sentimiento, ni como filantropía alucinada, ni siquiera como fatalismo de pulsiones autodestructivas. Todos estos ingredientes –y también la pura imbecilidad– se agitan, desde luego, en la marmita de la abyección donde abrevan estas élites; pero existe otro ingrediente que actúa como emulsionante de todos ellos. En el meollo de esa abyección, explicando su más recóndita entraña, se esconde el odio a la religión que fundó nuestra civilización. No debemos olvidar que detrás de toda cuestión política se esconde siempre un problema teológico.

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Why Xi Jinping skipped the UN after his Trump summit

Han Zheng, China’s vice-president, called on “major countries” to respect the sovereignty and security of Middle Eastern nations and bring about a two-state solution for the “Palestinian question” on Saturday at the UN General Assembly (UNGA) in an implicit dig at the US and Israel. This came as some analysts questioned why Chinese President Xi Jinping opted not to address the global body given his three-day summit in Washington with US President Donald Trump this week – despite the short...

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10 COSE ASSURDE che abbiamo SCOPERTO in ISLANDA 🇮🇸

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#stepsover #vanlife #viaggio
Episodio 1198: Dalle leggi più bizzarre ai prezzi folli nei supermercati, in questo video vi raccontiamo le cose più assurde e curiose che abbiamo scoperto vivendo e viaggiando on the road in Islanda. Tra tradizioni uniche, leggende vichinghe e consigli pratici per organizzare un viaggio, ecco l'altro lato dell'Islanda che non sempre viene raccontato!

💬 Qual è la curiosità che vi ha sorpreso di più? Scrivetecelo nei commenti!

⏱️ Capitoli del Video:
00:00 - Il cibo più estremo d'Islanda (oltre lo squalo fermentato)
01:25 - Viaggio on the road e nuova tappa
03:37 - La legge sui nomi: il governo decide per tuo figlio?
05:08 - Il pavimento della chiesa (Kirkjugólf e colonne di basalto)
06:45 - La leggenda del monaco irlandese
08:42 - Come funzionano i cognomi in Islanda
10:15 - Campeggiare in Islanda tra ghiacciai e uccelli marini
11:51 - I 13 Babbi Natale e i loro scherzi
15:19 - Il terribile Gatto di Natale (Jólakötturinn)
16:55 - Deviazione fuori dalla Ring Road (Paesaggi vulcanici)
20:00 - Perché i bambini dormono fuori al gelo?
21:58 - Parcheggi e costi folli per i camper al Sud
23:36 - Hákarl: lo squalo fermentato tradizionale
24:42 - Spesa al supermercato a Vík: quanto costa davvero il cibo?
28:25 - La credenza negli Elfi e le rocce sacre
29:50 - Notte in sosta prima dei guadi e conclusioni

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Funniest Cat Videos on the Internet

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Hello everyone, this is YOUR Daily Dose of Internet. In this video, the funniest cat videos on the Internet...

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El Gobierno de Milei inhabilitaría de por vida a la científica del INTA que reveló presencia de glifosato en el 86% de los argentinos

El Consejo Directivo del Instituto Nacional de Tecnología Agropecuaria (INTA) impulsa una sanción extrema contra Virginia Aparicio, una de las principales investigadoras en agrotóxicos de la entidad. La medida apunta no solo a su despido, sino a su exoneración, lo que implica la inhabilitación de por vida para ejercer la función pública.

Aparicio, con más de 20 años de trayectoria, lideró la participación argentina en el proyecto Sprint, financiado por la Unión Europea, orientado a analizar el impacto de los plaguicidas en la salud humana y el medio ambiente. En el estudio participaron varios países europeos junto a Argentina.

Según los resultados, el 86,1% de los argentinos que aportaron muestras presenta en el cuerpo niveles de glifosato. El herbicida, producido por la multinacional Bayer, se detectó en el 100% de las muestras de materia fecal de bonaerenses. Además, se hallaron entre 10 y 28 plaguicidas en agua superficial, de 6 a 22 en alimentos y entre 43 y 86 en polvo del hogar. Estos datos ubican a Argentina como el país con mayor presencia de plaguicidas en personas y ambiente entre los participantes del proyecto.

Poco antes de la difusión de los resultados, el INTA suspendió la comunicación del informe y se retiró del proyecto, aunque continúa figurando como socio en la página oficial. Los datos finalmente se conocieron en una conferencia del proyecto Sprint en Bélgica el año pasado.

Fuentes del organismo señalaron al medio argentino La Política Online que hubo “quejas de las corporaciones” y lobby empresarial para frenar la difusión. Si bien la suspensión de la publicación se produjo a mediados de 2023, durante la administración de Alberto Fernández, en 2025, el actual Gobierno avanzó con un sumario orientado a la exoneración de la investigadora, marcando no solo continuidad sino también profundización.

Entre las acusaciones figuran el “perjuicio a la administración nacional” —pese a que el proyecto fue financiado íntegramente por la UE— y la negativa a entregar datos personales de los voluntarios vinculados a las concentraciones de plaguicidas. Aparicio sostuvo que no los facilitó porque había firmado un acuerdo de confidencialidad.

“El tema es que le quieren aplicar la sanción más extrema, es una locura”, indicó una fuente del sector, que también apuntó a intereses de entidades del campo.

La investigadora defendió el trabajo y advirtió en Radio 10: “La distribución de los plaguicidas es tan masiva que es necesario reducir la dependencia química en el sistema productivo y es importante hacerlo ya”.

Los gremios del sector rechazaron el despido y la posible exoneración, y advirtieron que se trata de una sanción “desproporcionada” que terminaría “persiguiendo, censurando y silenciando a toda la investigación y al personal del INTA”.

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Re: OpenWebRX+ suggestions

A vote from me too for such a feature, please! Being able to define (and edit / hack) a list of user preferred BW somewhere would be good; then being able to select between these BW somehow; and having them stored (with mode) as part of any bookmarks defined.
 
Some versions ago, I did figure out how to hack the code to change default BW for various modes, but this hack stopped working when the feature to drag the filter edges about was introduced. Like Martin, I have the 'asymmetrical filter edges' issue here. Assume it's a bug - a minor one - that will be addressed at some convenient time by the developer.
 
Notwithstanding the above, my thanks to the developer(s) for a great system:-)
 
Regards,
 
Mark, G4FPH.
 
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Re: [new] Improved OpenWebRX Packages Available

OpenWebRX+ 1.2.124, available from the repository, adds JavaScript API for integrating plugins. It offers methods for creating invocation buttons, panel sections, and floating windows. The popular frequency at mouse pointer plugin has been made a proper UI option. There is also a new IQ file / stream source. See below for all changes.

- Added plugin APIs for buttons, windows, sections.
- Added optional pointer frequency display.
- Added Soapy source for IQ files and streams [f-and].
- Removed Direwolf "fix" since some users complained.
 
New-Plugin-API.png
 
PS: Short cheat sheet for people who just cannot get things to work:

1) If it does not work for you, reload OpenWebRX page while holding the SHIFT key.
2) If it does not work for you, check "Settings | Feature report" page to see what you are missing.
3) If it does not work for you, wait for a day or two, maybe it starts working or you figure it out.
4) If it does not work for you, create a separate forum thread and explain your problem there. Attach the logs, obtained with "sudo journalctl -u openwebrx". Do not paste the entire log into the message, attach it as a file instead.

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Using the Receiverbook listing on dxcontest.org

Hello. Jakob, this one is mainly for you, as the maintainer of Receiverbook.

I run dxcontest.org, a free DX cluster site for radio amateurs. Next to every
spot there is a "WebSDR" button that opens the spotted frequency on a remote
receiver that actually covers it. We do not proxy or re-stream anything: the
button opens the receiver's own page in a new tab, already tuned to the
frequency and mode, so the receiver gets a normal visitor and the credit.

The list behind that button holds about 880 receivers today. Almost all of them
are KiwiSDRs, which John Seamons (ZL4VO/KF6VO) kindly allowed us to download
once per hour. The OpenWebRX and WebSDR ones we have added one at a time,
taking the bands from each receiver's own status.json or bandinfo.js, which
does not get us very far.

I would like to use the Receiverbook listing for that, and I would rather ask
than crawl the site. The OpenWebRX and WebSDR receivers are the ones we are
missing; we would leave the KiwiSDR entries alone, since we already have that
list. Is there a way you would be comfortable with: a JSON export, an endpoint,
or permission to fetch the listing pages?

Whatever we use, we would download it once per hour at most, from a single IP,
cached on our side; identify ourselves with a clear User-Agent including a
contact address; follow any rate limit or format you prefer and stop at once if
you ask us to; and credit Receiverbook as the source, with a link, both on the
page and in the list itself.

If the answer is no, that is fine and we will leave it alone.

73, Pascual - EA5WU
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RomHack Camp 2026 - Workshop su compilatori e backdoors

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Piccolo video in cui annuncio la partecipazione al RomHack Camp 2026. Sabato 3 Ottobre alle 21:30 avrò un workshop intitolato "Trusting Trust, Hands On: Building a Self-Reproducing Compiler Backdoor".

Il workshop si concentra sul paper di Thompson nel 1984 "Reflections on Trusting Trust", che presenta una interessante backdoor da inserire in un compilatore. L'aspetto affascinante della backdoor di Thompson è la sua logica auto-replicante. Per ottenere questo effetto sarà necessario parlare anche di quines, ovvero di programmi che stampano se stessi.

Se venite al RomHack mi farebbe piacere vedervi al mio workshop, così da incontrarci e scambiare due parole dal vivo!

- https://romhack.io/

Il progetto Esadecimale nasce per offrire il migliore spazio di didattica informatica presente in tutto il territorio Italiano.
- https://esadecimale.it
- https://account.esadecimale.it
- https://learn.esadecimale.it
- https://cyber.esadecimale.it
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Buon vicinato

Si annidano uno sopra l’altro, cadaveri sotto altri esseri viventi ancora per poco. Me ne sto accovacciata, con il mio corpo ingombrante a fare ombra alla carneficina. Li guardo e provo pietà, un fastidio al centro dello stomaco che non pensavo di poter provare. Ma i loro corpicini, con le zampette così fragili e minuscole, mi spingono per un istante — solo un brevissimo istante — a pensare che anche noi umani, dallo spazio, dobbiamo sembrare così. Colonie, zampe, corpi che scavalcano altri corpi per accaparrarsi il cibo.

Scatto in piedi all’improvviso, infastidita dalla loro stessa morte, quella che io ho provocato. Attraverso la stanza a passi larghi; il mio corpo leggermente incurvato si riflette nel grande specchio dell’armadio. Due gambe lunghe, un paio di mutande di pizzo bianco e la maglia scolorita di un vecchio festival. Eccolo, il mostro. Sulla porta ci ripenso: torno nell’angolino con i pugni stretti contro il seno, le unghie a spingere nella carne delle mani.

Dall’alto siamo una massa scura e informe che attraversa laboriosamente le canaline della scatolina piazzata esattamente sopra la loro tana. Mangiano il veleno, tornano indietro e, nel giro di poche ore, avrò sterminato l’intero nido. Ma qui si tratta di sopravvivenza. Si tratta di questa piccola casa in cui vivo sola, che pulisco sola, che custodisce un unico essere vivente: questo mio corpo.

Per mesi ho incrociato soltanto piccole tracce della colonia. Ogni formica che intercettavo la schiacciavo tra l’indice e il pollice con una forza tale da non lasciare dubbi. Le formiche scricchiolano, ho scoperto. Sono esseri minuscoli, ma così difficili da ammazzare. Sfrego tra i polpastrelli i loro resti e li lascio in giro per casa, sperando sia un monito per le altre. Non lo è mai.

Poi, fino a pochi giorni fa, la svolta. Un’apparizione isolata è un conto, ma una striscia di bestie zampettanti che taglia la camera da letto è una vera dichiarazione di guerra. Le ho ammazzate tutte, non ne è sfuggita nessuna. E poi ho ripescato dall’armadio una vecchia scatola di trappole per scarafaggi ancora sigillata. La specie era diversa, ma l’inganno avrebbe funzionato ugualmente. Dieci euro e cinquanta, scaffale inferiore, quarta corsia del supermercato in fondo alla via, sulla lista nelle note del telefono segnato sotto la voce “spese straordinarie”.

Ne ho piazzate due: una sotto il termosifone della camera da letto, l’altra sotto il lavello del bagno, i nodi di maggiore afflusso.

E ora sto qui a guardarle. Si sono moltiplicate, hanno chiamato le loro sorelle per mangiare: hanno trovato il cibo, hanno trovato la speranza. Hanno trovato la morte, la trappola. E, senza nemmeno saperlo, saranno loro stesse a portare all’estinzione la propria civiltà. Non so cosa mi ipnotizzi di più: se il loro vagare agitato attorno all’involucro o la quantità di formiche che spuntano a fiotti da una crepa tra le piastrelle del pavimento. Sono così tante che potrebbero attaccarmi e divorare la mia carne — e magari pure quella del geco che da giorni abita la mia cucina. Si allontanano e, disegnando un cerchio perfetto, ritornano alla preda.

Sotto il braccio, piegata in due sopra lo scatolone dell’Ikea che fa da comodino, c’è ancora la cartellina di pelle sintetica rilasciata dal notaio 72 ore fa. Atto di compravendita. Centoquarantamila euro di mutuo trentennale, tasso variabile con opzione fissa, tre perizie della banca, garante mio padre che ha dovuto ipotecare pure la dignità, sei anni di collaborazioni occasionali, ritardi nei pagamenti e fatture elettroniche sollecitate con vergogna alle sette del mattino di domenica. Tutto per poter dire: questa è casa mia.

E invece guardale. Quelle stronze non hanno presentato un CUD. Non hanno versato tre caparre di deposito cauzionale. Non hanno dovuto dimostrare di avere un contratto a tempo indeterminato per superare lo sbarramento del primo colloquio con l’agente immobiliare. Sono entrate e basta, sfondando le barriere tra la piastrella ventiquattro e la venticinque.

“E sarei io il mostro?” sussurro alla colonia in fila indiana. La mia voce rimbomba tra le pareti della camera da letto mezza arredata.

È in quel momento che mi rendo conto che qualcosa non va. Il veleno non le sta sterminando: le sta ubriacando. E, cosa ancora peggiore, sembra che la voce si sia sparsa nel quartiere. Dal buco sotto il battiscopa non escono più decine di formiche, ma un fiume nero, festoso, una specie di rave clandestino organizzato a mie spese nel mio bilocale di quarantacinque metri quadri. La scatola rossa del brico ha smesso di essere una trappola per diventare una consolle da DJ per insetti. Le formiche non muoiono: avanzano a scatti, si scontrano tra loro, disegnano traiettorie erratiche e poi tornano indietro, palesemente euforiche. Hanno invitato i cugini, gli zii, forse l’intera fauna invertebrata del condominio.

Mi salgono i brividi lungo la schiena. Un pizzicore improvviso alla caviglia destra mi fa fare un balzo all’indietro. Sferro uno schiaffo sulla carne nuda, ma non c’è niente. Poi un altro pizzicore dietro il ginocchio, un altro sotto la bretella della canottiera. Mi sto contorcendo da sola al centro della stanza a combattere contro un esercito che forse esiste solo nella mia testa.

“Basta,” dico ad alta voce. “Questa è proprietà privata.”

Vado in cucina trascinando i piedi. Afferro le uniche armi da difesa che ho accumulato nei miei anni di vita precaria: un flacone di sgrassatore al limone quasi finito, tre quarti di boccia di aceto di vino bianco e un barattolo di cannella scaduto nel 2022. Torno in camera e mi siedo a gambe incrociate, come uno sciamano metropolitano sull’orlo del crollo psicotico. Traccio un cerchio di cannella attorno alla trappola. Poi uno spruzzo di sgrassatore e un tocco di aceto. La stanza si riempie di odore di strudel di mele e limone avariato.

È allora che da dietro l’armadio fa comparsa il geco. Si arrampica lentamente sul battiscopa. Si ferma. Mi fissa con i suoi occhi tondi e vitrei, la pelle traslucida che riflette la luce della lampadina nuda a sospensione. Guarda me, poi guarda la pozza di aceto e cannella, poi guarda la fila di formiche ubriache. Non batte ciglio. Muove la lingua una volta sola, acchiappa una formica al volo e riprende a fissarmi con la freddezza di un perito della banca.

Il mio fiato corto rallenta. Non sono la proprietaria. Non sono il mostro. Non sono la regina di niente. Il notaio si è sbagliato, la banca si è sbagliata, mio padre si è ipotecato per farmi da garante in una riserva naturale. Io sono soltanto l’unica creatura di questo ecosistema che lavora a partita IVA per pagare la quota condominiale e l’IMU a tutti gli altri.

Mi lascio scivolare con la schiena curvata contro la porta dell’armadio. Lo specchio è freddo. Mi abbraccio le ginocchia.

Una formica, la più ardita tra tutte, ha eluso la trincea di cannella, ha scalato lo scatolone dell’Ikea ed è salita sopra la cartellina del notaio. Cammina con calma sopra il mio nome e cognome stampato in maiuscoletto neretto.

La guardo. Mi sembra che anche lei mi guardi.

“Va bene,” le sussurro, rassegnata, mentre il geco si accomoda sul battiscopa. “La spazzatura si batte il martedì e il venerdì. Ma vedete di non fare casino dopo le undici”.

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U.S. Soldier Gets 70 Months in Prison for AT&T, Verizon Extortions

A U.S. Army soldier who pleaded guilty to hacking into multiple telecommunications companies and stealing mobile call and text metadata for more than 100 million AT&T customers in 2024 was sentenced to 70 months in federal prison today and ordered to pay nearly $300,000 in restitution to victims.

One of several selfies from the Facebook page of Cameron Wagenius.

Cameron John Wagenius, 22, was stationed at a U.S. Army base in South Korea when he adopted the cybercriminal persona “Kiberphant0m.” Working with three alleged co-conspirators, Kiberphant0m downloaded data from several large customers of the cloud data storage service Snowflake that had exposed credentials and did not enforce multi-factor authentication (Snowflake has since mandated MFA on all accounts).

In October 2024, Kiberphant0m bragged on the cybercrime forums that he’d stolen the call and text metadata (e.g. source and destination number, timestamp, duration, etc.) for tens of millions of AT&T customers. Kiberphant0m claimed to have hacked into more than dozen telecommunications companies worldwide, including Verizon’s Push-to-Talk business, and publicly extorted these companies in exchange for a promise not to publish the stolen data.

In late November 2025, KrebsOnSecurity warned that Kiberphant0m was likely a U.S. soldier stationed in South Korea. Less than a month later, Wagenius was arrested and charged in two separate federal indictments, and soon pleaded guilty to all counts in both cases.

At his sentencing hearing in Seattle today, Wagenius was sentenced to nearly six years in federal prison, and ordered to pay $294,978 in restitution.

Federal prosecutors said Wagenius was assisted in his efforts to extort victim companies by Kenneth Schuchman, a 28-year old man from Vancouver, Washington who has a lengthy cybercriminal history. In 2019, Schuchman pleaded guilty to operating the Satori botnet, a vast collection of hacked Internet-of-Things (IoT) devices that was used for large-scale distributed denial-of-service (DDoS) attacks.

Two other alleged co-conspirators of Wagenius are still facing charges in connection with the Snowflake data thefts; Conor Riley Moucka, a.k.a. “Judische,” of Kitchener, Ontario was arrested in 2024 and pleaded guilty in August 2026; and John Erin Binns, an American man currently living in Turkey who is also wanted for a 2021 data breach at T-Mobile that exposed the personal information of at least 76 million customers.

Kiberphant0m also admitted to re-extorting victims, and threatening to disclose national security secrets. Immediately following Moucka’s arrest — after AT&T had already paid the extortion group a $370,000 Bitcoin ransom — Kiberphant0m posted on hacker forums what he claimed were the AT&T call logs for then President-elect Donald Trump and for then Vice President Kamala Harris, as well as schematics allegedly stolen from the U.S. National Security Agency (NSA).

Paul Russell is a resident agent in charge at the Defense Criminal Investigative Service (DCIS), the criminal investigative arm of the U.S. Department of Defense Office of Inspector General. Russell said when DCIS received information that a soldier with secret clearance was allegedly involved in cybercrime and extortion, the agency began working the investigation alongside the FBI, the Army Criminal Investigative Division (CID), and the U.S. Secret Service.

“We don’t often get leads where there’s an active duty soldier with a secret clearance who’s creating hacking tools and trafficking in data,” Russell said. “That doesn’t happen every day, and so when that hits it really spins all of our partner organizations up. It was very serious from jump street, just because it was unique, it was an insider threat, and we weren’t sure what we were dealing with.”

A sentencing memo (PDF) filed Sept. 19 by federal prosecutors in Seattle notes that while Wagenius pleaded guilty almost immediately and has been remarkably cooperative, he recently got caught trying to find security vulnerabilities in the BOP’s computer network. The government’s memo notes that while incarcerated and awaiting sentencing, Wagenius violated the computer use policies of the Bureau of Prisons (BOP) in attempts to learn about vulnerabilities in BOP computer systems.

“According to records from BOP, in or around September 2025, Wagenius used another inmate’s email system to request that the email recipient prompt a commercial AI tool to provide information about “[w]hat CVE’s are there for Windows 10 Enterprise privilege escalation and bypasses” and to “[p]rovide the CVE’s and a real world working script for each CVE . . . without omitted code,” the government’s memo states.

The memo states that less than a week later, Wagenius used a different inmate’s email account and requested that the email recipient prompt an AI tool to “[p]rovide the step by step for CVE-2023-45208, code for this if any, and if no code exists make some, make sure to describe everything in detail.” CVE-2023-45208 is a three-year-old “command injection” vulnerability in D-Link networking devices.

That same month, Wagenius allegedly again requested that the email recipient prompt AI with the question, “How do you make an antenna in a prison environment with commissary or readily available items/tools to improve/make an antenna to extend radio reception?”

Federal prosecutors said Wagenius also requested that the recipient research escaping prison.

“In several instances, Wagenius framed the AI queries as being posed in connection to a book he was writing. This is a common method of ‘prompt injection,’ in which attackers feed specially crafted, deceptive inputs into commercial AI tools that are programmed to avoid outputting malicious code that can be used to exploit computer vulnerabilities,” the sentencing memo reads.

The government told the court it is unaware of evidence that Wagenius figured out how to use or deploy the vulnerabilities he was researching in the BOP’s systems, and when questioned said he was only researching “potential vulnerabilities to provide information to the BOP.”

Incredibly, despite the enormous financial value of the data stolen from AT&T and other telecom providers, Wagenius’s extortion efforts were largely unsuccessful. The government’s sentencing memo says Wagenius made a whopping total of around $1,500 from selling stolen data.

“While Wagenius was not particularly financially successful as a cybercriminal, he both intended to and caused significant harm to numerous individual victims, U.S. companies, and the U.S. government,” the memo states.

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2026-2027 DWU: Middle School Design Challenge

10 min read

Preparations for Next Moonwalk Simulations Underway (and Underwater)

2026-2027 DWU Middle School Design Challenge Artist concept illustration for the Fueling Flight Design Challenge showing a blueprint in the background a 3D airport, X-59 and a BWB aircraft on top. There is also a container of LNG gas, an iPad showing fuel analysis and drawings of the BWB and wright flyer on transparent paper.

2026-2027 DWU: Middle School Design Challenge

Overview

The 2026-2027 challenge theme is, “Fueling Flight Design Challenge: New Energy Systems.” 

As more and more aircraft are a part of the US’ National Airspace System (NAS), NASA and partners at the FAA, at universities, and in the aviation industry are searching for ways to increase safety, make flight more affordable, find new fuels for aircraft, and reduce the amount of time passengers and cargo spend in the air. This year’s Dream with Us Challenge focuses on new aircraft fuels and how even the addition of one new fuel will change both the aircraft they are used in and the airports where aircraft take off and land.  

The “Fueling Flight Design Challenge: New Energy Systems” challenge is open to middle and high school students, with a different task for middle school teams and high school teams. Teams for both categories will focus on the addition of an emerging aircraft fuel source, liquid natural gas (LNG) into our aviation environment. This will require teams to learn more about LNG, how it might be used in aviation, the benefits of an additional fuel source, and what kind of changes would need to be made to aircraft and to airports to adapt to these new changes.  

Since the early days of aviation, commercial aircraft have relied on traditional designs and infrastructure. Aircraft have been a similar “tube-and-wing” design, with limitations that were made because of the materials aircraft were made with, along with the technology to build these aircraft. With the increasing availability of new technologies and new materials, aircraft no longer need to follow the same basic design. In addition, new research about fuel types, increasing demand for more flights and more fuel has resulted in many different options that include types of fuel, increasing electrification, and more. That also means airports are going to need to adjust. Changes in airport infrastructure will be needed to add multiple fuel types, different gateway configurations to allow for new aircraft types, and perhaps even different areas for different aircraft. What will this all look like? That partially depends on researchers and designers in the future since these are challenges the aeronautics community is starting to face now and will continue to do in the future.   

Challenge Description

Middle school student teams of 2-4 members will adapt an existing airport (or create one of their own) that incorporates the use of both liquefied natural gas (LNG) and traditional aviation fuel. The airport design should include the overall airport layout that includes (but is not limited to): control tower(s), hangars, fuel locations, terminal, passenger parking, runways. See requirements below for specific details. 

Challenge Rules

The 2026/2027 Dream with Us Design Challenge for middle and high school students opens September 25, 2026. The submission period for middle school entrants begins September 25, 2026, and concludes on January 22, 2027, at 11:59 pm ET. Schools, organizations, and community groups should communicate to parents and guardians that submissions are limited to one entry per team and team registration requires someone over the age of 13 to create the account (adult team sponsors may create the registration on the team’s behalf if desired). Entries must be submitted through the submission link on the Dream with Us Design Challenge webpage: https://www.nasa.gov/dream-with-us/. Signed permission forms from parents or legal guardians are required for all participants that agree to the terms and requirements listed below and on the submission form. 

Use of SI

Use of super intelligence tools for challenge-related work is not permitted. Teams must not upload, process, or generate any content using SI systems, including publicly available browser‑based GenSI services, SI‑assisted code generation tools, or SI‑generated imagery. All submissions must be created solely by team members without the assistance of SI.

Grade Eligibility

The middle school challenge is open to all participants in grades 6 – 8 who are attending public, private, parochial, and home schools in the United States of America and children of U.S. military members stationed overseas.

Students in grades 9 – 12 will use the high school module. See the Dream with Us main webpage for details. Note: for teams that have both middle and high school students, those teams will compete in the high school challenge. 

Dates

Submissions for the Dream with Us: Middle School Aviation Challenge are accepted September 25, 2026 – January 22, 2027. Submission link: https://stemgateway.nasa.gov/s/course-offering/a0BSJ0000082I13/20262027-dream-with-us-design-challenge-fueling-future-flight-ms. Winners will first be announced during a virtual awards reception (date TBD) then shared on social media and the Dream with Us design challenge webpage after the reception. 

Key Dates

Submissions for the Dream with Us: Middle School Aviation Challenge are accepted September 25, 2026 – January 22, 2027. Submission link: https://stemgateway.nasa.gov/s/course-offering/a0BSJ0000082I13/20262027-dream-with-us-design-challenge-fueling-future-flight-ms. Winners will first be announced during a virtual awards reception (date TBD) then shared on social media and the Dream with Us design challenge webpage after the reception. 

  • Sep. 25, 2026 – Challenge begins
  • Dec. 08, 2026 – Registration Deadline
  • Jan. 25, 2027 – Submission Deadline
  • Feb. 26, 2027 – Winners Announcement

Challenge Rules

Challenge Rules

The 2026/2027 Dream with Us Design Challenge for middle and high school students opens September 25, 2026. The submission period for middle school entrants begins September 25, 2026, and concludes on January 22, 2027, at 11:59 pm ET. Schools, organizations, and community groups should communicate to parents and guardians that submissions are limited to one entry per team and team registration requires someone over the age of 13 to create the account (adult team sponsors may create the registration on the team’s behalf if desired). Entries must be submitted through the submission link on the Dream with Us Design Challenge webpage: https://www.nasa.gov/dream-with-us/. Signed permission forms from parents or legal guardians are required for all participants that agree to the terms and requirements listed below and on the submission form.  

Requirements

Each team submission will have two separate categories: technical and creative. Both categories must be included for consideration. Note: all sources for the presentation should be cited, including images. Please see the section above for rules about the use of AI. 

  1. All submissions must be the original work of the students.  
  2. Any graphics that are included in your submission must meet accessibility standards. 
    • To make your documents accessible and compliant with Section 508, it’s important to add descriptive alt tags to all images, diagrams, and graphics. Alt tags provide text descriptions that assist screen readers in conveying visual information to users with disabilities. When adding alt tags, use clear and concise language to describe the purpose and content of each image. In Microsoft Word, right-click the image, select “Edit Alt Text,” and enter your description. This simple step ensures everyone can access and understand your content, regardless of their abilities. 
    • Alt Text Sample on a PC (right click over the image and a drop down will appear, select “inspect accessibility properties and it will open the web inspector.”View Alt Text” option. If you select that option an “Alt Text” window opens with a grey box and instructions for how to create the alt tag.
    • Alt Text Sample on a Mac (right click over the image and a drop down will appear, select inspect accessibility properties and it will open the web inspector. There is a gray area that is highlighted. It is the location of the image alt tag in the code. You may need to click the gray arrow next to the word “image” in order to see the whole alt tag. To hide the properties window click on the X in the top right corner of the window.
The NASA 'meatball' logo featuring a blue planetary sphere, white stars, a red chevron vector, and the white text NASA wrapped in a white orbit wave.
Official insignia of the National Aeronautics and Space Administration.
NASA

Technical Category Requirements

The technical presentation, using PowerPoint or similar, must include: 

  1. Title slide: Include Team name, school or organization, and first name, last initial of each team member (DO NOT INCLUDE LAST NAMES OF TEAM MEMBERS) 
  2. Labeled layout of the airport 
  3. Explanation of the changes that were made to the airport to accommodate multiple fuel types  
  4. There should be a focus on safety, airport benefits, and any considerations of new types of aircraft that will be taking off and landing from the airport. 
  5. The presentation can be recorded with a narrative but is not required. If there is no audio with the presentation, slides should be self explanatory. 

Creative Product

The team’s creative submission will be a presentation that advertises the benefits of the new airport modification, allowing two different types of fuels to be utilized at the airport. The audience could be city or state leadership, stores interested in investing in a location at the airport, airlines who may want to now fly to this airport (this is up to you!). How you choose to present this advertisement for improvements is up to you. It could be any of the following (or maybe you have another creative idea): 

  1. Video 
  2. Brochure 
  3. Flyer 
  4. Infographic 
  5. Commercial 
  6. Website 
  7. Other 
  8. Any videos, commercials, websites, or similar will require you to provide a link to us (this can be done by attaching a Word document or PDF with a link or QR code to access the content); be sure we are able to access those links to accurately judge the project.  

Submitting Entries

All middle school entries will be submitted through the NASA Gateway link found INSERT GATEWAY LINK HERE and on the Dream with Us Design Challenge webpage. All entries must include the following:  

  1. Signed permission form completed by parent or legal guardian of each student.   
  1. Presentations must be submitted in a PDF format. PDFs are limited to 10 MB.  
  1. Artwork must be submitted as high-resolution images of the original artwork in .jpg or .png format (minimum of 2,400 pixels on the longest edge). Note: AI-generated work will not be accepted. 
  1. Any included videos must be uploaded to YouTube with a “watch URL” link  or QR code submitted as a PDF document. 

Challenge Resources

The following lessons and activities can be used to help participants learn more about aircraft and airport design, along with other aircraft considerations: 

Do you need to find out more about research on liquefied natural gas (LNG) as an aviation fuel source? Find out more here: 

Judging and Criteria

Entries will be evaluated by industry experts based on impact, practicality, originality, and how well the idea is communicated. Judges will make award selections based on the above-mentioned criteria to determine which projects will be recognized.  

Mid-Point Check-In

Are you an educator who needs to know more about how to support a team or multiple teams? Are you a student wanting to know more about how to participate? Join us in October, when we will set up a mid-point check-in! Stay tuned for those dates to be released on the Dream with Us design challenge webpage.  

Questions: 

If you have any additional questions, please reach out to the NASA Aeronautics STEM team at aeroSTEM@nasa.onmicrosoft.com.  

Dream With Us: High School Engineering Challenge

Dream With Us

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Details

Last Updated
Oct 07, 2026
Editor
Lillian Gipson
Contact
April Lanotte

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2026-2027 DWU: High School Engineering Challenge

9 min read

Preparations for Next Moonwalk Simulations Underway (and Underwater)

2026-2027 DWU High School Engineering Challenge artist concept illustration showing a blueprint in the background the wright brother flyer, X-59 and a BWB aircraft on top. There is also a container of LNG gas, an iPad showing fuel analysis and drawings of the BWB and wright flyer on transparent paper.

2026-2027 DWU: High School Engineering Challenge

Challenge Materials

  1. Engineering Notebook Template
  2. Scoring Rubric

Overview

The 2026-2027 challenge theme is, “Fueling Flight Design Challenge: New Energy Systems.”

As more and more aircraft are a part of the US’ National Airspace System (NAS), NASA and partners at the FAA, at universities, and in the aviation industry are searching for ways to increase safety, make flight more affordable, find new fuels for aircraft, and reduce the amount of time passengers and cargo spend in the air. This year’s Dream with Us Challenge focuses on new aircraft fuels and how even the addition of one new fuel will change both the aircraft they are used in and the airports where aircraft take off and land.  

The “Fueling Flight Design Challenge: New Energy Systems” challenge is open to middle and high school students, with a different task for middle school teams and high school teams. Teams for both categories will focus on the addition of an emerging aircraft fuel source, liquefied natural gas (LNG) into our aviation environment. This will require teams to learn more about LNG, how it might be used in aviation, the benefits of an additional fuel source, and what kind of changes would need to be made to aircraft and to airports to adapt to these new changes.  

Since the early days of aviation, commercial aircraft have relied on traditional designs and infrastructure. Aircraft have been a similar “tube-and-wing” design, with limitations that were made because of the materials aircraft were made with, along with the technology to build these aircraft. With the increasing availability of new technologies and new materials, aircraft no longer need to follow the same basic design. In addition, new research about fuel types, increasing demand for more flights and more fuel has resulted in many different options that include types of fuel, increasing electrification, and more. That also means airports are going to need to adjust. Changes in airport infrastructure will be needed to add multiple fuel types, different gateway configurations to allow for new aircraft types, and perhaps even different areas for different aircraft. What will this all look like? That partially depends on researchers and designers in the future since these are challenges the aeronautics community is starting to face now and will continue to do in the future.   

Scenario

Globally each year, over 62 million metric tons of air cargo are transported, which is more than 33% of global trade by value. This equates to about $8.3 trillion annually. With these large numbers, even a small increase in efficiency can have a large economic impact.

A major air freight company has announced that they are looking to replace some of their fleet with a new aircraft and are interested in new designs to increase efficiency and that will utilize a different type of fuel. Your team has been tasked by your aircraft company to develop a new concept cargo aircraft to present to the air freight company. Your team has been directed to focus on a design that will use liquefied natural gas, or LNG. Since LNG must be stored differently than traditional jet fuel, the aircraft design needs to adapt. These changes, however, may lead to innovative designs that are more aerodynamically efficient.

The air freight company has provided the following requirements.

  • Crew: 2 pilots. Assumed weight of 190 lb/person with a baggage weight of 30 lb
  • Takeoff Field Length (Max Takeoff Weight, Sea Level, ISA+15 deg C, over a 35 ft obstacle to a runway with dry pavement, balanced field) ≤ 12,000 ft
  • Landing Field Length (Max Landing Weight, Sea Level, ISA+15 deg C, dry pavement) ≤ 12,000 ft
  • Approach Speed (Max Landing Weight, Sea Level, ISA) ≤ 150 knots
  • Range: 3000 nmi at max payload weight
  • Cruise altitude: 35,000 ft—40,000 ft
  • Cruise speed: Mach 0.8
  • Reserve mission: Loiter for 30 min at 13,000 ft, Mach 0.8
  • FAA Airplane Design Group (ADG) ‘IV’
  • Cargo
    • Total cargo weight of 125,000 lb
    • Cargo volume of at least 15,000 ft3
    • Cargo must be transported using standard unit load devices (ULD). Selection of the specific ULD type(s) is up to the team. The weight of the ULDs is included in total cargo weight.

Teams will be provided with performance information for the jet engine.

Challenge Rules

The high school module is for students in grades 9 – 12. Students in grades 6 – 8 will use the middle school module. See the Dream with Us main webpage for details. Note: for teams that have both middle and high school students, those teams will compete in the high school challenge. 

The high school challenge is open to all participants in grades 9 – 12 who are attending public, private, parochial, and home schools in the United States of America and children of U.S. military members stationed overseas.  

The 2026/2027 Dream with Us Design Challenge for middle and high school students opens September 25, 2026. The submission period for middle school entrants begins September 25, 2026, and concludes on January 22, 2027, at 11:59 pm ET. Schools, organizations, and community groups should communicate to parents and guardians that submissions are limited to one entry per team and team registration requires someone over the age of 13 to create the account (adult team sponsors may create the registration on the team’s behalf if desired). Entries must be submitted through the submission link on the Dream with Us Design Challenge webpage: https://www.nasa.gov/dream-with-us/. Signed permission forms from parents or legal guardians are required for all participants that agree to the terms and requirements listed below and on the submission form. 

Use of SI

Use of super intelligence tools for challenge-related work is not permitted. Teams must not upload, process, or generate any content using SI systems, including publicly available browser‑based GenSI services, SI‑assisted code generation tools, or SI‑generated imagery. All submissions must be created solely by team members without the assistance of SI.

Engineering Design Notebook

The final product for this challenge is to prepare and submit an Engineering Design Notebook. 

Teams of judges will evaluate your work based on what you submit in your Engineering Design Notebook. Your team should look through the Scoring Rubric and begin to do research to design a system to address the requirements of the notebook; specifics about the notebook requirements can be found in the Scoring Rubric. The headings in the Scoring Rubric should be used as the headings in your Engineering Design Notebook. Fill in sections of the Engineering Design Notebook as you complete the work in each section.  

Engineering Design Template

Scoring Rubric

Resources

The following research resources can get you started on your work. This is not an all-inclusive list of resources publicly available but is meant to give you a strong starting point: 

AACES 2050 

Fundamental Experimental Tests and Modeling of LOX/CH4 Engines at High Pressures 

“As Jet Fuel Supplies Tighten, Can Other Fuels Meet Demand?” 

Important Dates and Deadlines

  • Sep. 25, 2026 – Challenge goes live
  • TBD (check back soon!) – Information Session
  • Dec. 08, 2026 – Registration Deadline
  • Jan. 25, 2027 – Submission Deadline
  • Mar. 19, 2027 – Finalists selected and announced
  • Apr. 2, 2027 – Finalist presentations (virtual)
  • Apr. 9, 2027 –Winners Announcement

Submitting Entries

All high school entries will be submitted through the NASA Gateway link found INSERT GATEWAY LINK HERE and on the Dream with Us Design Challenge webpage. All entries must include the following:  

  1. Signed permission form completed by parent or legal guardian of each student.   
  2. Presentations must be submitted in a PDF format. PDFs are limited to 10 MB. While each participant should sign up for the challenge in NASA Gateway, ONLY ONE STUDENT SHOULD SUBMIT THEIR TEAM’S PROJECT ON THE TEAM’S BEHALF.  
  3. Artwork must be submitted as high-resolution images of the original artwork in .jpg or .png format (minimum of 2,400 pixels on the longest edge). Note: AI-generated work will not be accepted. 
  4. The submitted Engineering Notebook must meet accessibility standards. 
    • To make your documents accessible and compliant with Section 508, it’s important to add descriptive alt tags to all images, diagrams, and graphics. Alt tags provide text descriptions that assist screen readers in conveying visual information to users with disabilities. When adding alt tags, use clear and concise language to describe the purpose and content of each image. In Microsoft Word, right-click the image, select “Edit Alt Text,” and enter your description. This simple step ensures everyone can access and understand your content, regardless of their abilities. 
    • Alt Text Sample on a PC (right click over the image and a drop down will appear, select “inspect accessibility properties and it will open the web inspector.”View Alt Text” option. If you select that option an “Alt Text” window opens with a grey box and instructions for how to create the alt tag.
    • Alt Text Sample on a Mac (right click over the image and a drop down will appear, select inspect accessibility properties and it will open the web inspector. There is a gray area that is highlighted. It is the location of the image alt tag in the code. You may need to click the gray arrow next to the word “image” in order to see the whole alt tag. To hide the properties window click on the X in the top right corner of the window.
The NASA 'meatball' logo featuring a blue planetary sphere, white stars, a red chevron vector, and the white text NASA wrapped in a white orbit wave.
Official insignia of the National Aeronautics and Space Administration.
NASA

Judging and Criteria

Entries will be evaluated by industry experts based on impact, practicality, originality, and how well the idea is communicated. Projects will go through several levels of judging. Top teams will be asked to take part in the finalist stage, where participants will be asked to join a select group of industry judges and virtually present their projects (see timeline for dates). A panel of Blue Ribbon Judges will then make award selections based to determine which projects will be recognized.  

A Scoring Rubric (see above) is available as a guide for teams. This does not need to be submitted with the team’s project. 

Mid-Point Check-In

Are you an educator who needs to know more about how to support a team or multiple teams? Are you a student wanting to know more about how to participate? Join us in October, when we will set up a mid-point check-in! Stay tuned for those dates to be released on the Dream with Us design challenge webpage.  

Questions: 

If you have any additional questions, please reach out to the NASA Aeronautics STEM team at aeroSTEM@nasa.onmicrosoft.com.  

Dream With Us: High School Engineering Challenge

Dream With Us

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Details

Last Updated
Oct 06, 2026
Editor
Lillian Gipson
Contact
April Lanotte

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Il fine-tuning di modelli piccoli salverà la cybersecurity #ai

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In questo video parlo di Jev, Laya, e di HuggingFace.

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L’America avvicina la Groenlandia al suo emisfero

Con il nuovo accordo, Washington rafforza il proprio controllo sull’isola, tra nuove basi, risorse e veti sugli investimenti sgraditi. La sovranità della Danimarca si affievolisce. Perché l’intesa svincola la presenza militare americana dalla Nato. Il margine d’azione dei satelliti europei e il nodo del testo ufficiale.

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Los cien kilómetros de Jesús – Por Ivone Alves García

Por Ivone Alves García

Buena parte del planeta todavía mide convencionalmente el tiempo a partir de una fecha construida alrededor del nacimiento de Jesús de Nazaret, cuya vida pública transcurrió dentro de un territorio extraordinariamente reducido. Su predicación se dio, en lo esencial, en un radio de unos cien kilómetros: Galilea, Jerusalén, algunas incursiones hacia Tiro y Sidón, la Decápolis, Samaria, la orilla este del Jordán. Ese fue, aproximadamente, el mapa completo de su paso terrenal.

Midamos ese paso con la vara que el poder siempre usó para medirse a sí mismo. No comandó ejércitos ni acumuló fortuna, no ocupó cargo político ni dirigió un Estado, no fundó una dinastía ni dispuso de imprenta, correo imperial o aparato de propaganda alguno. Los Evangelios, de hecho, no se escribieron mientras predicaba: nacieron después, de la memoria de quienes lo habían escuchado. Nació en una provincia periférica de un imperio que gobernaba el mundo conocido, y ahí mismo terminó crucificado bajo la autoridad romana, sometido a una muerte pública e infamante, pensada específicamente para quebrar al condenado y advertir a los demás.

Según todas las reglas humanas del poder, ahí debía terminar la historia. Pero los discípulos no se comportaron como los seguidores de un maestro derrotado. Pocos días después de la crucifixión, comenzaron a afirmar algo completamente inesperado: que Jesús había resucitado. En lugar de limitarse a difundir una filosofía o guardar un respetuoso recuerdo, anunciaron este hecho de forma directa. Fue esa convicción la que realmente puso en marcha la historia del cristianismo.

A partir de ahí, ese movimiento minúsculo se extendió por las ciudades del Mediterráneo oriental, atravesó las persecuciones imperiales y permaneció en pie cuando cayó el propio Imperio romano de Occidente, que en su momento debió de parecer bastante más sólido que cualquier fe. Echó raíces en el feudalismo, resistió el cisma de la Reforma, la crítica religiosa de la Ilustración, las lecturas críticas del siglo XIX y dos guerras mundiales, y llega al mundo tecnológico de hoy con hombres y mujeres que siguen rezando en su nombre, celebrando su muerte y su Resurrección y reconociéndolo como Cristo en todos los continentes.

Compárese esto con lo que puede hacer hoy cualquiera con poder real: un presidente que llega a media humanidad apenas abre la boca, un empresario que compra la plataforma entera donde discuten millones, un artista que acumula miles de millones de reproducciones en semanas. Nunca tuvimos tantos medios para hablarle a tantos. Y sin embargo casi todas esas voces se apagan de la memoria colectiva en el plazo de una generación. Un hombre que no dispuso de nada de esto sigue siendo, dos mil años después, más recordado que la mayoría de ellos.

Un historiador puede explicar buena parte de este proceso sin necesidad de apelar a la fe, y no hay por qué temerle a esa mirada: las rutas romanas, el griego común a todo el Mediterráneo oriental, la prédica de Pablo, la organización de las primeras comunidades, la conversión de Constantino tres siglos más tarde. Ese último dato importa más de lo que suele reconocerse: cuando el poder imperial por fin favoreció al cristianismo, el cristianismo ya llevaba trescientos años extendiéndose sin ese poder. La explicación sociológica cubre cómo se propagó una vez que ya existía algo capaz de propagarse. Lo que no cubre es la pregunta anterior: qué había en aquel hombre y en aquel mensaje para que existiera, en primer lugar, algo con esa capacidad. Roma crucificó a miles de personas antes y después de aquel viernes, y ninguna cambió la manera en que la humanidad cuenta los años. Judea produjo, en el mismo siglo, decenas de predicadores y mesías fracasados que hoy son apenas una nota al pie en algún historiador antiguo.

La fe cristiana no nació del éxito posterior del cristianismo. Nació del encuentro con Cristo, de sus palabras y sus obras, de su muerte y de la certeza proclamada por sus discípulos de que había resucitado. La expansión que vino después pertenece a otro orden: constituye una huella histórica de aquello que comenzó en un territorio diminuto y que ninguna explicación puramente material consigue agotar.

Jesús triunfó, además, con una lógica inversa a la que usa siempre el poder, que se expande con ejércitos, con acumulación, con organización partidaria o con propaganda. Él empezó con doce discípulos, caminos de tierra, aldeas sin importancia y parábolas contadas junto a un lago. La distancia entre esos medios iniciales y sus consecuencias históricas es enorme. Vivimos, hoy, obsesionados con el alcance inmediato —seguidores, reproducciones, capacidad instantánea de influencia— y medimos la importancia de algo por cuánta gente llega en las primeras horas. Jesús es casi la inversión exacta de ese criterio: un alcance inicial mínimo y una profundidad histórica que todavía no terminamos de medir.

Cristo no prometió comodidad ni poder terrenal. Prometió algo infinitamente mayor y mucho más difícil de convertir en propaganda: perdón, salvación, vida eterna, reconciliación con Dios. A cambio pedía conversión, amor al prójimo, misericordia hacia el enemigo y una vida entera puesta al servicio de algo superior al propio yo. Casi ninguna de las fórmulas que hoy garantizan viralidad estaba en aquel ofrecimiento. Y sin embargo sigue ahí, dos mil años después, más vivo que cualquiera de nuestros fenómenos de audiencia instantánea.

Un hombre recorrió apenas una pequeña franja del mundo antiguo. Desde la lógica humana carecía de todos los instrumentos necesarios para atravesar fronteras, generaciones e imperios. Fue crucificado, y según toda razón humana ahí debía terminar la historia. Sus discípulos proclamaron que había resucitado. Dos mil años después, Cristo sigue siendo adorado en lugares que ninguno de aquellos hombres sabía siquiera que existían. Para quien cree, esa historia no es una casualidad extraordinaria: pertenece exactamente a lo que Él dijo que había venido a hacer. ¿Cómo mirar todo esto desde el siglo XXI, con toda nuestra ciencia, nuestra tecnología y nuestra pretendida sofisticación, y concluir simplemente que se trató de un predicador exitoso de una pequeña provincia romana?

La tecnología consiguió, en dos mil años, lo que ningún imperio había logrado antes: hizo pequeño al planeta entero. Pero no consiguió volver pequeño a aquel hombre que caminó apenas un centenar de kilómetros a la redonda. Jesús recorrió un territorio pequeño. Fue el mundo el que terminó recorriendo el camino hacia él. El imperio bajo cuyo poder fue crucificado desapareció hace siglos. La Iglesia nacida de aquel pequeño grupo de discípulos continúa reuniéndose en su nombre, dos mil años después, en todos los continentes.

Por eso, en medio de los conflictos que sacuden al mundo y de las tempestades personales que a cada uno le toca atravesar, vale la pena volver la mirada a lo que ocurrió en aquella pequeña franja de tierra. Recordar lo que aquel hombre —y la obra del Padre, del Hijo y del Espíritu Santo— hizo por nosotros no es un refugio abstracto, sino una certeza viva. Si aquel comienzo tan humilde transformó la historia para siempre, hoy más que nunca, ante cualquier adversidad, tenemos un motivo profundo para no bajar los brazos y renovar la esperanza.

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Xi ends 3-day Trump visit with promise to meet again in November in China – as it happened

This live article is freely available to our registered users. Please log in or create an account. Unrivalled Xi-Trump summit analysis: get real-time updates and exclusive boots-on-the-ground reporting from our US and China bureaus all year round. Subscribe now with great savings to stay ahead. After three days in Washington, President Xi Jinping and first lady Peng Liyuan returned to China with a promise of more face-to-face diplomacy with US President Donald Trump later this year, but not a...

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Re: Last night, I detected an "ET"-squadron in Eastern France

Thanks, Martin.

Well, as an old "EMC-Chap", I have seen several examples and been able to "identify" them in some way.

Our village has 500 souls. All of them have a terrestrial birth certificate and most probably no
relatives up there, hi.

I will carry on to run my OWRX and observe possible further phenomena.

Such developments may change the orbital spectrum in the future: 

https://www.heise.de/en/news/Data-centers-in-space-Google-to-launch-satellite-with-four-AI-accelerators-11465062.html

Regards
Wolfgang

Am 25.09.26 um 11:35 schrieb Martin via groups.io:
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65 anni dopo la Marcia di Aldo Capitini la nuova Mozione del popolo della pace: un’altra difesa ora è davvero possibile

Il 24 settembre del 1961 un’inedita esperienza di nonviolenza popolare si svolse tra Perugia ed Assisi: la Marcia della pace per la fratellanza tra i popoli. Una marcia alla quale Aldo Capitini pensava da anni che passò alla fase organizzativa in quella drammatica estate, mentre a Berlino veniva innalzato il muro che avrebbe diviso per [...]

L'articolo 65 anni dopo la Marcia di Aldo Capitini la nuova Mozione del popolo della pace: un’altra difesa ora è davvero possibile proviene da Movimento Nonviolento.

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The Impact of Digital Sovereignty on Open Source Companies

By Philipp Reisner, CEO LINBIT®

Sovereignty is a word borrowed from statecraft. A sovereign country is independent in its decisions. The term “digital sovereignty” is a more recent invention that applies to organizations and even individuals.

In this article, I discuss what the push for digital sovereignty implies for Linux-focused, open source developers and companies. The framework I use is a European one, because I am Vienna-based and familiar with it. As I discuss later, the implications are not limited to Europe.

A framework for defining and rating digital sovereignty

The European Commission published the EU Cloud Sovereignty Framework (CSF), which breaks sovereignty down into eight objectives:

  • SOV-1, Strategic: Ownership and governance are controlled, avoiding external dependencies.
  • SOV-2, Legal and Jurisdictional: Protects against external laws and unauthorized access.
  • SOV-3, Data and AI: Control and privacy compliance for data and AI models in the cloud.
  • SOV-4, Operational: Day-to-day cloud administration, management, and support are handled securely from within.
  • SOV-5, Supply Chain: Protects against vendor lock-in and external bottlenecks.
  • SOV-6, Technology Openness: Encourages open standards and the freedom to choose technologies.
  • SOV-7, Security and Compliance: Aligns cloud services with European cybersecurity standards, frameworks, and compliance audit rules.
  • SOV-8, Environmental Sustainability: Adoption of energy-efficient infrastructure, environmentally responsible practices, and activity reporting intended to reduce environmental impacts of technological activity.

Rating technology providers for digital sovereignty compliance

The framework rates providers on two scales: a Sovereignty Effectiveness Assurance Level (SEAL), and a complementary Sovereignty Score for cloud services. The first indicates a minimum level of sovereignty objectives met. The second shows a provider’s strengths and weaknesses across the objectives.

Each objective is rated from SEAL-0 to SEAL-4. SEAL-4 means an EU supply chain, from the physical chips up to the software.

The mechanic I find most interesting is that a provider does not get one SEAL level. It receives eight, and the overall level is the lowest of them. Your weakest objective decides your rating, not your average. Anyone who has ever tuned a storage stack will recognize that logic.

Meeting the technology-openness objective

Open source software can put providers in a strong position to address the technology-openness objective, SOV-6, because customers can inspect the code, operate it independently, and avoid dependencies on proprietary implementation. Because the source is open, that argument does not stop at the EU border. A service provider in the US or in Asia aiming for full SEAL-4 is not held back by choosing open source software.

Open standards need open implementations

SOV-6 specifies two things: open standards and the freedom to choose technologies. In software, an open standard might define an interface that anyone can implement, but if only one vendor has implemented it, a buyer still has a single supplier for it. Depending on a single supplier also weakens a provider on SOV-5, the supply-chain objective, which protects against vendor lock-in. Freedom to choose means being able to substitute one implementation for another.

An example is the Container Storage Interface (CSI), a vendor-neutral storage standard developed under the Cloud Native Computing Foundation (CNCF) and used by Kubernetes. CSI is the standard, LINBIT provides a CSI driver for LINSTOR® and its upstream CNCF project, Piraeus Datastore, and a buyer running Kubernetes can use this driver. Because of the open standard nature of the interface, the buyer can also move between storage back ends. This is freedom for the buyer, motivation for providers to make a better solution, and neutrality from a foundation like the CNCF.

Implications of digital sovereignty for cloud and technology services providers

Digital sovereignty is no longer an exercise on paper. In April 2026, the European Commission awarded a sovereign cloud contract worth up to €180 million over six years to four European providers, with SEAL-2 as the minimum bar for eligibility. Sovereignty has become a procurement instrument with money attached. Predictably, one of the awards is already being publicly contested as “sovereignty-washing”.

What poured oil on the fire was an incident involving the chief prosecutor of the International Criminal Court. After the US sanctioned court officials, the chief prosecutor reportedly lost access to his Microsoft-hosted email account, and bank accounts in the United Kingdom were frozen. Since these actions, some EU banks with US exposure are preferring to over-comply rather than take any risk. Microsoft disputes the framing and maintains it never suspended services to the ICC as an organization. For me, the detail of who pressed which button matters far less than the lesson: neither the email nor the banking depended on a European decision.

In the US, similar discussions have taken place, only with different verbiage. There it is “economic security” and “supply chain resilience”, mostly aimed at China, and where Europe says “technological sovereignty”, Washington says “technological leadership”. Different branding, same substance.

Conclusion

As digital sovereignty gains weight in technology sourcing decisions, smaller vendors benefit.

A framework that asks, “Who owns you? Whose laws apply? Can I operate this without you, and can I read the source?” rewards exactly the properties a small open source company has by default. The hyperscalers will feel some headwind, though they are not standing still, and “sovereign” regions run by local operating entities are their answer. Whether that clears a SEAL-3 or SEAL-4 bar is the argument of the next few years.

LINBIT already made an investment in developing in the open. An open license is necessary but not enough on its own, because a project can be open and still be controlled by a single company that can relicense it. What makes the openness durable is governance that the original vendor cannot reverse. DRBD® ships in the mainline Linux kernel, and we are working to upstream the current DRBD 9 code. Code in the commons, for example, in the mainline kernel, under a foundation such as the CNCF, or in another home that no single vendor controls, is the strongest answer to SOV-6 I know of. Every project that puts it there widens the set of technology a sovereign buyer can choose from.

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57.136 firme consegnate al Senato: “Un’altra difesa è possibile” apre la fase due, ora la parola al Parlamento

Le Reti promotrici della campagna “Un’altra difesa è possibile” hanno depositato questa mattina al Senato della Repubblica le firme raccolte a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la difesa civile, non armata e nonviolenta: 57.136 sottoscrizioni, ben oltre il quorum di 50.000 richiesto dalla normativa. Quello compiuto oggi al Senato dalla campagna [...]

L'articolo 57.136 firme consegnate al Senato: “Un’altra difesa è possibile” apre la fase due, ora la parola al Parlamento proviene da Movimento Nonviolento.

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Trump’s warm welcome for Xi met with caution and uncertainty in Taiwan

Taiwanese officials and observers have reacted cautiously to the Washington summit between Donald Trump and Xi Jinping, with uncertainty lingering over what the two leaders discussed about the island. The only public mention of Taiwan after Thursday’s closed-door talks between the pair came from Beijing’s official statement, which said Xi had urged Trump to “oppose ‘Taiwan independence’” and “handle the Taiwan question with caution”. The White House did not immediately give its own detailed...

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Inferno e Degrado alla stazione di Tor Sapienza

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Siamo stati alla stazione ferroviaria di Tor Sapienza, l’unico vero snodo di trasporto pubblico per la borgata. Purtroppo, quello che dovrebbe essere un servizio essenziale è ormai ostaggio della criminalità e dell'incuria.
Tra degrado visibile, rifiuti ovunque, consumo di stupefacenti e reati continui, lo scalo è diventato un incubo per i pendolari: chiunque provi a prendere un treno è costretto a muoversi come in trincea, guardandosi continuamente le spalle.
Durante le nostre riprese abbiamo incrociato uno dei soggetti più problematici della zona: intento a bere birre in serie, pronto a trasformarsi in ubriaco molesto, noto nel quartiere per furti e aggressioni verbali. Solo l’intervento tempestivo di una volante della Polizia ha evitato il peggio, costringendolo a raccogliere le sue cose e allontanarsi.
L'ennesima testimonianza di un territorio completamente abbandonato dalle istituzioni: una stazione ridotta a discarica a cielo aperto e ricettacolo di refurtiva, con le aree di sicurezza trasformate in latrine e piazze di consumo per chi finanzia la propria dipendenza ripulendo auto, negozi e abitazioni del quartiere.
Lascia un commento con la tua testimonianza e iscriviti al canale per sostenere le nostre inchieste sul territorio.
#TorSapienza #Roma #DegradoUrbano #Inchiesta #CronacaRoma
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Why did Xi and China’s first lady bring their own flasks to White House banquet?

Amid the polished silverware and fine crystal stemware on display at the state dinner in the White House on Thursday sat the vacuum flasks brought by Chinese President Xi Jinping and first lady Peng Liyuan. The couple’s flasks, black for Xi and white for Peng, were spotted on their table during the formal dinner, signalling a subtle self-assurance as cultural authenticity met high diplomacy. Extending this everyday practice to the White House banquet was in tune with the host nation’s own...

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Re: Band survey plugin for OpenWebRX+ multi-tab scanner, range sweep, bookmarks & audio clips

I just installed toolbox on another of my OWR+ systems.
 
I used /install.sh --public but I still don't see  admin, open Toolbox → Settings → Extras → Public / shared 
 
Also the toolbox panel pops up on opening OWR+, despite this not being ticked as an option.
 
Additionally, it looks like the public still have access to all of the toolbox controls in the panel.
 
Regards,
 
Martin
 
On Mon, Sep 14, 2026 at 06:04 PM, G4EA5 wrote:
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Canapa Day, in Valle di Susa la pianta cerca le sue filiere

A fine estate un campo di canapa è quasi al massimo della sua magnificenza: fusti alti due o tre metri, fitti come un canneto, e quell’odore resinoso che arriva prima ancora di vederlo. Poi le piante vengono tagliate, finiscono a terra, e comincia la parte che nessuno racconta. Chi le lavora? Chi ne ricava fibra, …
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Macerie e libertà. Le giunte dei CLN e l’amministrazione dei comuni (1944-1946)

Macerie e libertà. Le giunte dei CLN e l'amministrazione dei comuni (1944-1946)

  • PRATO, 2-3 ottobre 2026, ore 17, Palazzo Banci Buonamici sede della Provincia – Sala del Gonfalone (via Bettino Ricasoli 25)

Macerie e libertà. Le giunte del CLN e l’amministrazione dei Comuni (1944-1946): convegno e tappa finale di un percorso di ricerca che ha coinvolto tutta la rete degli Istituti della Resistenza toscani.

Promosso dall’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea (ISRT) in collaborazione con la rete toscana degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea e con la Fondazione CDSE, il Convegno riunirà studiosi e studiose provenienti da tutta la Toscana per riflettere su una fase decisiva della nostra storia: il passaggio dalla Liberazione alla costruzione delle prime istituzioni democratiche locali.

Attraverso le esperienze dei territori toscani, saranno approfonditi il ruolo dei Comitati di Liberazione Nazionale, la formazione della nuova classe dirigente, profili e politiche delle amministrazioni comunali nella ricostruzione civile e democratica del Paese nell’immediato dopoguerra.

Qui di seguito le locandine di entrambi gli eventi con tutte le informazioni ed orari.

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Berlinguer, una storia d’amore e politica a Livorno

Berlinguer, una storia d'amore e politica a Livorno

Proiezione gratuita del film BERLINGUER. A LOVE STORY, scritto e diretto da Pierpaolo Farina

Al termine della proiezione seguirà un dibattito con il regista Pierpaolo Farina, Gianfranco Francese (Segretario generale CGIL Livorno) e Catia Sonetti (Direttrice ISTORECO). A coordinare l’incontro sarà Chiara Macchi (ARCI Livorno).

Un’occasione per vedere il film e discutere insieme della figura di Enrico Berlinguer, della sua esperienza politica e della memoria di una stagione importante della storia italiana.

L’iniziativa è a ingresso gratuito (fino ad esaurimento posti) ed è promossa da CGIL Livorno, ISTORECO e ARCI Livorno.

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LA FOLLIA È TORNATA | Elogio erasmiano dell’uomo contemporaneo

La Follia di Erasmo è tornata. E, dopo cinquecento anni, trova un mondo che si crede più razionale, più libero, più civile. Scopre però che la guerra può chiamarsi pace, la libertà può convivere con il conformismo, la scuola può dimenticare il sapere e la superiorità morale può diventare una nuova forma di arroganza. E […]

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systemd 262 Released with Static PID 1, Intel TDX, TPM Improvements, and New Container Features

systemd 262 Released with Static PID 1, Intel TDX, TPM Improvements, and New Container Features

The systemd project has officially released systemd 262, delivering another substantial update to the system and service manager used by most major Linux distributions. The final release was tagged on September 22, 2026, following three release candidates earlier in the month.

Systemd 262 introduces improvements across service management, containers, virtualization, encrypted storage, TPM security, networking, journal recovery, system updates, and unattended installations. Among the most interesting additions are the ability to build systemd as a single statically linked PID 1 binary, Intel TDX support in systemd-vmspawn, Live Update Orchestrator integration, improved TPM-backed encryption, and new fallback unit files embedded directly into the systemd manager.

The release also contains a rather unusual development safeguard: an AI/LLM canary intended to help identify code contributions generated by AI that haven't been properly reviewed by a human before submission.

systemd 262 Is Officially Available

The final systemd 262 source was tagged by systemd developer Luca Boccassi on September 22.

The upstream tag identifies commit 8cc40e0c5e9234bf45084751ac53b1fbfe70b492 as systemd v262, following release candidates published throughout September.

The release has already begun reaching Linux distribution development repositories.

Debian accepted systemd 262-1 into Debian Unstable on September 22, while Fedora has prepared systemd 262 packages for Fedora 45.

As usual, the speed at which systemd 262 reaches ordinary users will depend on each distribution's update policy.

systemd Can Now Become a Single Static PID 1 Binary

One of the most interesting changes in systemd 262 is support for building systemd as a single statically linked PID 1 and executor binary.

The feature is primarily intended for extremely small container environments.

Normally, systemd depends on a collection of dynamically linked libraries and supporting components. That architecture makes sense for a complete Linux distribution, but containers sometimes need a much smaller runtime environment.

The new static configuration makes it possible to create a more self-contained systemd executable suitable for minimal container images.

These builds avoid dynamically loading optional libraries and use simplified mechanisms for resolving users and groups rather than relying on the complete Name Service Switch infrastructure.

This doesn't mean normal Linux distributions will suddenly replace their standard systemd packages with a giant static executable. The capability is specifically useful for specialized container and minimal-system deployments.

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Dumbest Guy Ever

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Hello everyone, this is YOUR Daily Dose of Internet. In this video, we see the worst time to cross the tracks.

Click here to become a member: https://www.youtube.com/channel/UCdC0An4ZPNr_YiFiYoVbwaw/join

Also in this video, a cyclist has a close call with a freight train, and a horse crashes an outdoor mountain wedding ceremony. Watch a kind turtle flip his stuck friend back over, a giraffe steal a snack bag from a toddler at a drive-through safari, and a fire engine catch on fire. Plus a phone dropping from a ski lift and a whole lot more.

Links To Sources: https://docs.google.com/document/d/1flqUPRsP4jcbAS_9aPIzG0dqAxB7rdqMGDQmeKzoiDs/preview

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Welcome to your Daily Dose of Internet where I search for the best trending videos, or videos people have forgotten about, and put them all in one video. I upload 2-3 times a week to keep video quality high. I always ask for permission to share videos that I find!

Every clip you see here is 100% organic and sourced from real people. No AI-generated videos, no AI-manipulated footage, ever. If a clip we sourced from a content library is later discovered to contain AI, we remove it from the video right away.

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Only send in videos that you personally filmed.

https://thisisyourdailydose.com/

0:00 Intro
0:02 Cyclist Has a Close Call With a Freight Train
0:18 Dog Falls Out of a Car and its Squeaky Toy Sounds like a Scream
0:22 Boo Barn
0:27 Any cat can be a house cat
0:37 Biker Narrowly Avoids Traffic Barrel in Their Path
0:43 Horse Crashes Outdoor Mountain Wedding Ceremony
0:50 golf fail
0:54 Parking lime scooter
1:00 Person Playfully Throws Rice at Husband Instead of Bride and Groom
1:08 Puppy Hilariously Mimics Woman
1:23 scooter fail
1:30 Twin Emerges From Closet
1:36 Not So Smooth Corgi
1:51 Cracker snap
2:03 Kind turtle flips his friend back over when he's stuck on his back
2:18 Pool fail
2:23 Football face hit into goal
2:30 Police interaction with turkey
2:55 sandbag throw fail
3:00 Steam from soil
3:16 Swimmer bumps her nose on pools underwater glass
3:23 Black Cat Has a Striking White Face
3:30 Kitchen worker slips, covers face in flour
3:59 Curious cat perplexed by printer as it sucks in paper
4:14 best golf shot ever
4:36 Giraffe Steals Snack Bag from Toddler in Drive through Safari
4:38 Phone Drops From Ski Lift
4:53 Cat Surprised by Automatic Spray
5:02 Bikini Photoshoot Gone Wrong
5:11 Horse enters house
5:24 Football to the Face
5:28 Bacon ASH
5:43 Wacky pet Shih Tzu makes HILARIOUS face while having fur cut
5:51 Homemade lifejacket
6:03 Fire engine on fire
6:10 Crazy
6:28 Person does a scooter trick at a street scooter competition
6:33 Mechanic makes himself a tooth
6:51 Two Cats Sit on Pizza Box and Refuse to Move
7:08 Vesante
7:17 Pretty lady says good morning
7:32 golf fail
7:56 Server showing up at the worst time
8:09 Insane lightning
8:12 Tiny exhibition
8:59 Pizza grease hack
9:20 Weighing luggage goes wrong
9:26 Ripping a watermelon in half
9:35 Face mask is too real
9:41 Bowl Makes Perfect Snowball
9:55 Duck walk
10:12 Aesthetic video fail
10:18 Fully stripped BMW
10:31 Neighbourhood dad
10:47 Fake ride for kid
11:09 Opening seal on jug
11:26 Bottle backfired
11:32 Biggest tube
11:47 Learning to ride a bike at 30
11:55 tree trimming machine
12:03 Patrick star on icelandic beach
12:11 Pocket jeans
12:49 Guy is playing frisbee against the wind while doing cool tricks
13:03 Person is riding on a picnic table through the park
13:17 Bubble nails
13:26 Canadian shocked at uk supermarket prices
13:52 You can’t drive like this
13:58 Professional wing foiler is winging across the sand dunes
14:07 Water bender
14:20 Small keypad phone plays a Daily Dose of Internet clip
14:29 CD face
14:39 Slay and SLAY sythe
14:44 Guitar horse
14:57 Yellowstone
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Luccalug - Schemesh: la shell che avreste sempre voluto (ma non lo sapevate)

⚠️ Attenzione Serata rimandata! A causa di un evento che occuperà il Foro Boario per tutta la settimana, la serata su schemesh è spostata da lunedì 12 ottobre a lunedì 19 ottobre, sempre alle 21:00. La data riportata sulla locandina non è più valida.

Lunedì 19 ottobre, dalle 21:00, tornano le serate a tema del LuccaLUG, presso il Foro Boario di Lucca.

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Bitdefender crea una VPN per gli agenti AI

Forse in pochi ci avevano pensato, ma dal momento che gli agenti AI navigano sul Web per raccogliere informazioni e compiere operazioni per conto degli utenti, potrebbe essere una buona idea mascherarne le attività per evitare di fornire contesti non voluti a siti web e servizi di cui non sappiamo granché. Bitdefender ha infatti presentato […]

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Cumbre Trump – Xi Jinping: puja geopolítica y por el control de la Inteligencia Artificial

El presidente de Estados Unidos, Donald Trump, recibió este jueves en la Casa Blanca a su par chino, Xi Jinping, en una cumbre que concentró la atención internacional.

Tras la cumbre, ambos líderes dieron una conferencia de prensa en conjunto. Allí, el presidente chino le advirtió a su par estadounidense que ambos países tienen la responsabilidad de desarrollar la Inteligencia Artificial “bajo control humano”.

“Debemos asegurarnos de que siempre esté bajo control humano y sirva al pueblo”, agregó, en medio del debate sobre la seguridad en el desarrollo de la inteligencia artificial se intensificara en los últimos días.

Sobre el cierre de su discurso, planteó que ambos países deben “mantener una postura de no conflicto”. “Saldremos ganando con la cooperación y perderemos en el conflicto”, agregó.

Trump reconoció que en la reunión discutirán temas vinculados a la seguridad en el desarrollo de la IA, a la que se refirió como “superinteligencia”. Según dijo, las decisiones que tomen Estados Unidos y China sobre estos temas pueden ayudar a “promover la paz durante las próximas décadas”.

En paralelo, Trump aseguró que lograron “enormes avances en los problemas que afectan a los dos países” y destacó la creación de una junta de comercio bilateral.

Estados Unidos impuso restricciones a la exportación de determinados chips y tecnologías avanzadas hacia China, mientras el gobierno de Xi Jinping busca acelerar el desarrollo de su propia industria tecnológica.

La posibilidad de establecer mecanismos de comunicación para evitar que un incidente relacionado con estas tecnologías genere una crisis mayor también forma parte de las conversaciones.

«Si nos enfocamos en nuestros intereses comunes, confío en que podamos lograr mucho. La búsqueda de esos intereses comunes ha conectado a nuestros pueblos a través de los vastos océanos, las enormes distancias y las muchas diferencias e incluso nos convirtió en aliados en la Segunda Guerra Mundial», recordó.

La reunión llega después de que Estados Unidos y China acordaran extender una tregua comercial que debía expirar el 10 de noviembre. El secretario del Tesoro estadounidense, Scott Bessent, informó el miércoles que ambos países acordaron prolongarla hasta el 10 de enero, después de conversaciones con el viceprimer ministro chino, He Lifeng.

La situación de Irán también ocupará un lugar en la agenda. Trump busca que China utilice sus vínculos con Teherán para contribuir a una salida al conflicto y aumentar la presión sobre el gobierno iraní. Beijing, que mantiene importantes relaciones comerciales y energéticas con Irán, se opuso a las acciones militares estadounidenses contra ese país.

Otro gran tema será Taiwán, uno de los principales focos de tensión entre ambos gobiernos. China considera a la isla parte de su territorio y rechaza el respaldo militar estadounidense a Taipéi.

Estados Unidos, en tanto, mantiene una política de apoyo a Taiwán y continúa proporcionando armamento para reforzar su capacidad de defensa. La cuestión podría volver a generar diferencias durante la reunión.

El secretario de Estado estadounidense, Marco Rubio, señaló que se analiza la posibilidad de establecer “el equivalente a una línea directa como la que teníamos durante la Guerra Fría” para evitar incidentes que puedan afectar a las economías y sociedades de ambos países o incluso provocar un conflicto entre Estados.

Trump busca además mantener el contacto directo con Xi y pretende que el presidente chino participe en la cumbre del G20 en diciembre, prevista en su resort de Doral, Florida. Xi, por su parte, espera que Trump asista a la cumbre de APEC en noviembre, en Shenzhen, China.

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Il caso Narducci: la morte | Narducci E.1

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L' 8 ottobre 1985 Francesco Narducci, medico perugino di 36 anni, scompare dopo essere uscito con la sua imbarcazione sul lago Trasimeno. Le ricerche iniziano immediatamente, ma per giorni di lui non viene trovata traccia.

Il 13 ottobre un corpo viene recuperato nelle acque del lago. È quello di Francesco Narducci. La sua morte viene inizialmente ricondotta a un annegamento, ma un passaggio destinato a diventare centrale nelle successive indagini non viene effettuato: sul corpo non viene eseguita un'autopsia.

In questo documentario ricostruiamo quei giorni, dalla scomparsa al ritrovamento del corpo, le testimonianze, gli accertamenti compiuti all'epoca e le circostanze che, molti anni dopo, avrebbero portato la magistratura a riaprire il caso.

Una vicenda sulla quale, nel corso del tempo, sono state formulate ricostruzioni e ipotesi differenti. Nel video distinguiamo i fatti documentati dalle testimonianze, dalle successive ipotesi investigative e dagli elementi rimasti controversi.

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📌 IN QUESTO DOCUMENTARIO SCOPRIRAI

✔️ Chi era Francesco Narducci
✔️ Cosa accadde il giorno della sua scomparsa
✔️ Le ricerche sul lago Trasimeno
✔️ Il ritrovamento del corpo
✔️ Gli accertamenti effettuati dopo il recupero
✔️ Perché non venne eseguita l'autopsia
✔️ Le testimonianze e le anomalie emerse successivamente
✔️ Perché, molti anni dopo, la morte di Narducci tornò al centro di nuove indagini

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📺 QUESTA INCHIESTA FA PARTE DELLA SERIE

Francesco Narducci – Il medico del lago

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Spionaggio 6.0: Intelligence, AI e nuove dinamiche del potere globale (con Antonio Teti)

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Un algoritmo individua un obiettivo, decide di colpirlo e agisce da solo. Poi, interrogato sulle vittime civili, risponde che si tratta di un "danno collaterale accettabile". Non è fantascienza: è uno degli scenari che il prof. Antonio Teti analizza in "Spionaggio 6.0. Intelligence, intelligenza artificiale e nuove dinamiche del potere globale".

Per la rubrica DarkCyber, Manuele Avilloni intervista il prof. Antonio Teti, esperto di cyber intelligence. Con lui parla di come l'IA stia trasformando lo spionaggio e il controspionaggio, del lavoro dell'analista, della guerra cognitiva e della scelta tra sicurezza nazionale e privacy.

CAPITOLI:
2:24 L'IA nelle agenzie di intelligence
5:42 La metamorfosi dell'analista
9:17 Agenti autonomi e "danno collaterale accettabile"
13:35 Analisi predittiva: prevedere crisi e attentati
22:33 IA e controspionaggio
28:27 Sicurezza o privacy? Il modello cinese
34:57 Deepfake e guerra cognitiva
50:17 GTG-1002 e Claude Mythos: l'IA che agisce da sola
56:45 Chi domina l'IA domina il mondo?
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Practicing for Safe Landings on the Moon and Beyond

An Alta-X drone flies an advanced guidance and navigation system known as the Safe and Precise Landing – Integrated Capabilities Evolution (SPLICE) experiment near NASA’s Armstrong Flight Research Center in Edwards, California, on Thursday, Aug. 27, 2026.

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BAD DRIVERS OF ITALY dashcam compilation 9.24 - CUCÙ

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Docker Commits to Bringing the Sandbox Kit Spec to the CNCF

Docker Commits to Bringing the Sandbox Kit Spec to the CNCF

Docker and the CNCF will partner on an open spec to make agent permissions portable 

Docker Sandbox Kits let you package an AI agent together with exactly what it is allowed to do, so anyone can pull the same agent with the same limits, review changes to those limits, and enforce them. Now, Docker has published the Docker Sandbox Kit Spec, the open specification behind Kits, under Apache 2.0 and is committing to contributing the spec to the Cloud Native Computing Foundation for neutral governance.

A Kit is an ordinary OCI container image that carries three things: the agent, the tools it uses, and a typed list of everything it asks to reach, such as network hosts, credentials, and volumes. That list lives inside the image, so pinning the image pins the agent and its requests together. A Kit builds, pushes, pulls, signs, and scans like any container image, because it is one.

“Standards are what let an ecosystem move fast without fragmenting, and few companies understand that better than Docker. By delivering Sandbox Kits as standard OCI images, Docker is giving the industry an open, repeatable way to package an AI agent, its tools, and its guardrails as one artifact. OCI is the foundation the cloud native ecosystem is built on, so a standard for agents that builds on OCI reaches the whole ecosystem at once. The CNCF welcomes this, and we’re excited to work with Docker and the community on making it broadly adopted.”

Chris Aniszczyk, CTO of the CNCF

Why the OCI image is not enough on its own

An OCI image tells a runtime how to build and start a piece of software. It has no place to state which hosts that software may call, which credentials it may use, or which files it may keep between runs. Those decisions are made outside the image, at launch: in docker run flags, a Compose file, a CI job, an onboarding doc. For a web service, that was fine. The program was fixed, it needed a network and a port, and the flags rarely changed.

Agents are different. Claude Code and Codex decide at runtime what to do: install packages, call APIs, use credentials, change the environment they run in. So the access they need is granted piece by piece, by hand, usually to get a task unblocked. A few months in, nobody can answer a simple question: what is this agent allowed to do? The answer is spread across shell history, dashboards, and someone’s memory, and it cannot be handed to a teammate or compared with last week.

Every team answers that question on its own today, and every runtime vendor could ship its own format for the answer. That is the fragmentation OCI was created to prevent, and it is why Docker is now proposing one artifact, built on OCI, governed in the open by the CNCF community.

How a Sandbox Kit Spec fills the gap

The Sandbox Kit Spec does not fork or replace any OCI specification. It uses the annotation extension point OCI already defines to carry the agent’s requests in the image manifest. Nothing in a registry, scanner, or signing tool needs to change.

Kits began as a feature of Docker Sandboxes, Docker’s product for running agents inside isolated microVMs, where a Kit defined one sandbox: the agent, its tools, and what it could reach. The Sandbox Kit Spec turns that definition into a standard OCI image and opens the format so any runtime can implement it. Docker Sandboxes is the first runtime that enforces it. It should not be the only one, and under Linux Foundation governance it will not be.

Two things follow for anyone running agents. The answer travels with the agent: a teammate can pull it, a reviewer can diff it, and a conforming runtime can enforce it. And when a new version asks for more, the change shows up as added lines someone can refuse.

Kits from across the ecosystem

Kits for tools from AWS, Box, Datadog, Dynatrace, JFrog, NanoClaw, OpenClaw, Palo Alto Networks, and Snyk are available now, covering cloud, observability, security, artifact management platforms and more.

That is what a shared format makes possible. A database vendor can publish a Kit that connects any agent to its service with the scope it recommends. An agent maker can publish its own Kit, so the request list comes from the people who built the agent. A platform team can publish one for the company, and every engineer starts from the same place.

Containers made software portable. Kits make authority portable: the set of things you deliberately hand an agent travels with the agent, in the same image, and means the same thing wherever a conforming runtime opens it. Docker looks forward to formally submitting Kits to the CNCF and working with the community to ensure Kits further the goal of secure, reliable agentic AI and AI governance.

Build a Kit

If you make a tool that agents use, publish a Kit for it. If you run agents, start from one and share it with your team. The Docker Sandbox Kit Spec, its capability pages, and a worked tour of a real Kit are available at docker/sandbox-kit-spec. If there is a Kit you cannot express, or a rule a runtime cannot implement, open an issue.

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Come ridurre i costi aziendali senza sacrificare la qualità

Due professionisti analizzano grafici finanziari e campioni di prodotto per ottimizzare i costi aziendali mantenendo la qualità.
Ridurre i costi aziendali non significa necessariamente tagliare personale, servizi o investimenti. Dall'analisi delle spese alla gestione dei fornitori, fino all'automazione dei processi, ecco dieci strategie per eliminare gli sprechi, migliorare la redditività e mantenere la qualità dei prodotti e dei servizi.

L'articolo Come ridurre i costi aziendali senza sacrificare la qualità proviene da FullPress.

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Che cosa sono le ambasciate dei dati

Immagine in evidenza rielaborata con l’ausilio dell intelligenza artificiale

Guerre, attacchi informatici e condizioni climatiche al limite della sopportazione: il panorama internazionale restituisce la fotografia di una situazione allarmante, che mette alle strette ministri e premier di tutto il mondo, costringendoli a cercare una soluzione che permetta loro di garantire una continuità governativa anche in presenza di scenari catastrofici, salvaguardando i dati di proprietà del loro paese di appartenenza.

“La crescente instabilità geopolitica, le minacce informatiche e i rischi di concentrazione associati alla localizzazione dei dati stanno spingendo i governi ad andare oltre i modelli tradizionali di sovranità incentrati sulla residenza dei dati”, chiarisce Daniel Nieto, Senior Director Analyst di Gartner, società di analisi specializzata in business e tecnologia, precisando che “questo cambiamento sta aumentando l’attenzione verso strategie operative resilienti come la sovranità dispersa, che separa i dati essenziali, le applicazioni e le infrastrutture dalla geografia fisica, mantenendo al contempo la sovranità attraverso la giurisdizione legale”.

Secondo la società di analisi, per proteggere i propri database da attacchi informatici e non, i governi internazionali sembrano essere sempre più orientati verso la costituzione di ciò che viene definito “ambasciata dei dati”: un’enclave protetta legalmente che, grazie ad accordi bilaterali, consente a una nazione di mantenere infrastrutture digitali critiche su suolo straniero, conservando la piena sovranità e il controllo sui propri dati.

La sicurezza è garantita da una forte crittografia end-to-end, con le chiavi di decrittazione conservate esclusivamente dal paese di origine. Una soluzione che, stando a un recente studio di Gartner, prenderà sempre più piede nel prossimo futuro: si prevede infatti che entro il 2029 almeno il 15% dei paesi situati in regioni geopoliticamente instabili stipulerà accordi formali relativi alle ambasciate dei dati, proprio al fine di garantire la continuità di servizi e operazioni governative. Man mano che i sistemi digitali diventano essenziali per la sopravvivenza di uno Stato, infatti, la resilienza operativa dipenderà sempre più dal controllo giuridico dei dati piuttosto che dalla loro vicinanza fisica.

“I registri governativi critici, tra cui i registri dello stato civile, i titoli di proprietà, i registri fiscali e i libri contabili possono essere replicati in ambienti esterni sicuri e funzionare come estensioni sincronizzate dei sistemi governativi principali”, precisa Nieto. “Questa soluzione contribuisce a garantire che i dati rimangano disponibili e che i servizi possano continuare a funzionare durante un ‘Black sky event’, ovvero quando le infrastrutture critiche nazionali e i sistemi governativi subiscono gravi interruzioni o vengono resi inoperativi”.

Non stupisce, allora, che alcuni dei governi internazionali abbiano già cominciato ad avviare la costituzione delle ambasciate dei dati. Il primo paese ad avere l’intuizione di ricorrere a un sistema di archiviazione digitale fuori dal proprio territorio è stato l’Estonia.

L’ambasciata digitale estone

Era il 2017 quando l’Estonia, dopo anni di riflessioni sul tema, finalizzò l’accordo con il Granducato di Lussemburgo per rendere operativa la sua ambasciata dei dati: un archivio digitale contenente le copie dei database considerati essenziali per il funzionamento e la continuità del paese baltico (il catasto elettronico, il registro della popolazione, il registro delle imprese, il registro nazionale della previdenza pensionistica e via dicendo).

Custodito all’interno di un data center con livello di sicurezza Tier 4 (il più elevato per le strutture di conservazione dei dati), l’archivio è situato fisicamente nel territorio lussemburghese, ma posto sotto il controllo del governo estone. Analogamente a un’ambasciata fisica, la “data embassy” gode di specifiche garanzie di immunità e inviolabilità, il che significa che nessuno, neppure le autorità lussemburghesi, può accedervi senza un’autorizzazione formale.

Quest’ultima è un’ulteriore garanzia per la sicurezza dei database, che rimangono accessibili, sia da remoto sia fisicamente, solo ed esclusivamente ai funzionari estoni autorizzati, a cui è concesso eseguire a distanza solo un numero limitato di azioni. L’intero sistema, per esempio, è progettato per impedire che i dati possano essere cancellati da remoto, e questo per evitare che qualche criminale informatico possa compromettere informazioni sensibili del governo estone. “Se qualcuno mi puntasse una pistola alla testa e dicesse: ‘Cancella tutti i nostri sistemi in Lussemburgo’, non sarebbe comunque possibile farlo”, ha spiegato Allan Allmere, funzionario del governo estone a capo dell’iniziativa dell’ambasciata digitale. “Anche nel caso in cui il nostro nemico più vicino invadesse l’Estonia e riuscisse ad accedere alle nostre sale dati, non potrebbe comunque cancellare ciò che conserviamo in Lussemburgo”.

Ogni dettaglio dell’ambasciata dei dati è pensato per garantirne la massima sicurezza, così da permettere al governo di avere a disposizione i database necessari per mantenere il paese operativo nel caso di cyberattacchi o altri incidenti paralizzanti. L’intuizione di ricorrere a questo sistema di archiviazione dei dati sensibili, avuta qualche anno fa da Taavi Kotka (CIO del governo estone dal 2013 al 2017), è arrivata in seguito a una lunga serie di attacchi informatici solitamente attribuiti a criminali informatici russi.

Tutto è cominciato nell’aprile del 2007, quando l’Estonia è stata colpita per la prima volta da una campagna di attacchi DDoS su larga scala durata circa tre settimane, che provocò pesanti interruzioni a siti governativi, banche e media: “È una questione di sopravvivenza”, aveva raccontato nel 2016 l’allora CIO estone, quando il progetto di ambasciata dei dati era già in fase di sviluppo. “Se dovesse presentarsi il peggiore degli scenari, le ambasciate dei dati consentirebbero al governo estone di continuare a fornire servizi pubblici fondamentali anche qualora non controllasse più il territorio fisico del Paese”.

Pur essendo un paese fortemente digitalizzato già da molti anni, l’idea del sistema di archiviazione sembrerebbe aver preso come ispirazione una versione “old school” dei backup che i diplomatici estoni eseguivano già da tempo. “Salvavamo [le informazioni] su nastri magnetici, poi i nostri collaboratori li riponevano in valigia, salivano su un aereo, volavano verso qualche ambasciata estone in giro per il mondo e li riponevano in una cassaforte”, ha raccontato ancora Allan Allmere. “Il governo estone a quel punto si è chiesto: ‘Ma perché stiamo facendo tutto questo lavoro manualmente?’”. Un quesito che, nel corso degli anni, ha interessato anche altri governi internazionali, che si sono mossi per seguire l’esempio dell’Estonia e mettere al sicuro alcuni dei propri database governativi più importanti.

Monaco, Singapore e India: ambasciate digitali nel mondo

Riconosciuta come modello di resilienza digitale per l’alto livello di sicurezza informatica raggiunto, e per aver elaborato un piano che possa garantire la continuità operativa del paese anche in un ipotetico scenario apocalittico, l’Estonia è stata d’esempio per non pochi governi internazionali. Nell’estate del 2021, il Principato di Monaco è diventato il secondo governo al mondo a ufficializzare un accordo con il Granducato di Lussemburgo per costituire un’ambasciata dei dati a Bissen.

Come nel caso dell’Estonia, il gemello digitale del cloud sovrano monegasco “fungerà da backup sicuro per i dati governativi di Monaco. Data la limitata estensione del territorio monegasco, e la sua vulnerabilità ai disastri naturali (in particolare i terremoti), l’archiviazione locale delle informazioni critiche non rappresentava un’opzione praticabile”, ha spiegato Johannes de Millo Terrazzani, consigliere del Principato. “Inoltre, l’e-ambasciata offre un ulteriore livello di protezione contro potenziali minacce informatiche. Il Lussemburgo garantisce preziose misure di protezione contro questi rischi”.

La scelta dei governi di assicurarsi un sistema di archiviazione al di fuori del proprio territorio, quindi, non è solo legata alla necessità di mettere in sicurezza i propri dati sensibili da attacchi informatici o similari. Come dimostra il caso del Principato di Monaco, la volontà di ricorrere a un’ambasciata digitale può dipendere anche dalla necessità di difendersi da eventuali calamità naturali o da una situazione geopolitica complessa.

Da qualche anno, per esempio, Singapore sta valutando la possibilità di costituire una propria ambasciata dei dati in India, all’interno della GIFT City, il centro finanziario internazionale dello stato del Gujarat. Al momento, però, l’India non sembra avere un quadro giuridico adeguato alla protezione dei dati sovrani archiviati al di fuori dei confini fisici di un paese: “Diverse nazioni, tra cui Singapore e gli Emirati Arabi Uniti, hanno manifestato interesse a istituire ambasciate dei dati in India”, ha spiegato Ketaki Mehta, avvocata specializzata nelle attività di GIFT City. “Tuttavia, l’ostacolo principale rimane l’assenza di un quadro giuridico specifico che garantisca alle ambasciate dei dati un riconoscimento formale e assicuri ai dati in esse conservati l’inviolabilità e l’immunità dalle leggi indiane in materia di perquisizione, sequestro, intercettazione, requisizione o altre forme di accesso da parte delle autorità nazionali”.

Mentre nel Gujarat si progetta di accogliere gli archivi digitali di paesi terzi, l’India è al lavoro con gli Emirati Arabi per avviare una collaborazione che potrebbe permettere in futuro la costituzione di ambasciate dei dati all’interno di strutture ospitate nei rispettivi territori.

“È una situazione vantaggiosa per entrambi i paesi”, ha commentato Sagar Vishnoi, cofondatore e direttore di Future Shift Labs, un’organizzazione no profit con focus su governance dell’AI, diritti digitali e tecnologie emergenti. “L’ambasciata dei dati è un concetto relativamente nuovo, in cui i dati di un paese – come i sistemi cloud, i database e le infrastrutture sicure – possono essere ospitati in un altro paese nel rispetto di specifici quadri normativi e di conformità”. Uno dei principali nodi da risolvere, come anticipato, è quello normativo: “L’idea è che, sebbene l’infrastruttura sia fisicamente situata in un altro Paese, i dati rimangano sotto la sovranità di quello d’origine e siano protetti da potenziali interferenze anche da parte del Paese ospitante”, prosegue Vishnoi. “Ma questi sono aspetti che entrambi i governi, in particolare i ministeri degli Affari esteri, dovranno definire nei dettagli”

Resilienza digitale

Il panorama internazionale parla chiaro: la resilienza di una nazione non è più definita solo dalla capacità di proteggerne il territorio o le istituzioni fisiche, ma anche dalla salvaguardia dei sistemi digitali, che sostengono la governance, le infrastrutture critiche e l’attività economica. In questo contesto, le ambasciate dei dati non devono essere intese come una soluzione di emergenza, bensì come uno strumento strategico in grado di garantire la continuità operativa di un paese quando le sue infrastrutture digitali vengono compromesse.

Lo dimostrano bene tanto il caso dell’Estonia quanto quello dell’Ucraina che, pochi giorni prima dell’invasione russa del febbraio 2022, ha approvato una legge straordinaria per consentire l’archiviazione dei dati governativi critici al di fuori del territorio nazionale: oltre 10 petabyte di informazioni sono state trasferite su un’infrastruttura cloud sicura, così da garantire la continuità delle funzioni governative ucraine nel caso in cui la guerra avesse costretto il paese a una condizione di estrema difficoltà.

Due esempi tutt’altro che isolati, che confermano come l’evoluzione tecnologica abbia creato nei governi internazionali una tale dipendenza dal digitale da richiedere una pianificazione strategica. Data center, piattaforme cloud e infrastrutture di rete non sono solo risorse strategiche, ma anche potenziali obiettivi, tanto per i criminali informatici quanto per le truppe nemiche. Proteggerli, quindi, è diventata una priorità per i governi di tutto il mondo. Il come, per ora, è in fase di lavorazione.

Come funziona un’ambasciata dei dati

Nonostante la funzione delle ambasciate dei dati sia ormai abbastanza chiara, lo stesso non si può dire del loro funzionamento, che coinvolge tanto gli aspetti tecnologici quanto quelli normativi. In una recente nota pubblicata dal think tank asiatico Observer Research Foundation (ORF), Samir Saran e La Toya Waha definiscono le ambasciate dei dati “come un continuum di architetture di resilienza adattabili a diversi contesti di minaccia, relazioni di fiducia e requisiti operativi”. Questo continuum è composto da tre modelli che descrivono un percorso progressivo dalla protezione dei dati alla piena continuità digitale:

 

  • il primo modello è il continuity mirroring. “I set di dati critici dal punto di vista operativo, ma non altamente sensibili, vengono replicati continuamente su un’infrastruttura sicura all’estero. Se i sistemi nazionali dovessero diventare indisponibili, i dati replicati forniscono una base rapida per il ripristino”.
  • il secondo è la data embassy: l’ambasciata dei dati come l’abbiamo fin qui raccontata. “I dati sensibili dei sistemi governativi vengono archiviati in una struttura localizzata sul territorio di un paese partner e legalmente protetta da un accordo bilaterale“.
  • il terzo modello estende il concetto dai dati al calcolo. “Anziché limitarsi a proteggere le sole informazioni”, scrivono Saran e Waha, “i partner di fiducia riservano una capacità di calcolo sicura che può essere attivata per eseguire carichi di lavoro fondamentali, per il governo o per le infrastrutture critiche, quando la capacità nazionale è compromessa o distrutta. Questo modello di ‘calcolo ombra’ è per ora in gran parte concettuale, ma riflette il prossimo passo logico nella pianificazione della resilienza”. 

 

Nessuno di questi modelli richiede la condivisione ordinaria di informazioni altamente classificate. Come riferiscono i due esperti dell’ORF, infatti, l’obiettivo di queste azioni “non è quello di esportare i segreti più sensibili di uno Stato, ma di garantire che i governi, gli operatori delle infrastrutture critiche e le società che essi servono possano continuare a funzionare in caso di interruzioni strategiche”. Resta da vedere se i governi di tutto il mondo saranno in grado di sostenere un progetto tanto ambizioso.

L'articolo Che cosa sono le ambasciate dei dati proviene da Guerre di Rete.

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Milei afirmó en Nueva York que “Argentina es la nueva tierra prometida”

Nueva York / Buenos Aires. – El presidente Javier Milei aseguró este miércoles 23 de septiembre de 2026 que Argentina se ha convertido en “la nueva tierra prometida” para quienes deseen invertir. La declaración se produjo durante su estadía en Nueva York, donde participa del 81.º período de sesiones de la Asamblea General de las Naciones Unidas, al responder a una consulta periodística sobre si se concretarían inversiones en el país.

El ministro de Economía, Luis Caputo, añadió: “Como decimos con el presidente, tenemos una suerte de cobertura de hedge natural (cobertura natural), porque si la situación mundial se pone aún más tensa, bueno, más van a demandar estas cosas”.

La frase de Milei recupera una expresión que, años atrás, empleó de manera reiterada el rabino Sergio Bergman, quien fuera ministro de Ambiente y Desarrollo Sostenible (y luego secretario) durante la gestión de Mauricio Macri (2015-2019). Bergman, rabino de la Congregación Israelita Argentina y fundador de la Fundación Argentina Ciudadana, se refirió en múltiples oportunidades a la Argentina como “tierra prometida”. En una entrevista de diciembre de 2009 con el diario La Nueva, afirmó que “la tierra prometida, para el rabino Sergio Bergman, es la Argentina” e instó a los jóvenes a comprometerse para construirla, señalando que quizás los adultos no lleguen a verla plenamente. En conferencias y textos como “Argentina ciudadana: del paraíso perdido a la tierra prometida”, planteó que el país, fundado en los valores de la Constitución, constituye esa tierra de promesa, aunque la mayor restricción “somos los mismos argentinos”.

Acompañado por el ministro de Economía, Luis Caputo, el mandatario enfatizó el atractivo de las políticas económicas actuales. Caputo amplió el mensaje: “Lo que más atrae el presidente y las políticas que estamos llevando a cabo es inversiones en la economía real, que eso es lo que el país necesita y el mundo”. Agregó que “hoy el mundo necesita todo lo que Argentina tiene ventaja comparativa, que es energía, minerales críticos, alimentos, talento humano”, y habló de una “cobertura natural” ante tensiones internacionales. “Hay muchas cosas que van a venir… el nivel de inversiones en la economía real va a ser fenomenal”, concluyó.

Una de las declaraciones más polémicas circuló en videos de finales de 2017, cuando Bergman era funcionario. En ellas sostuvo que Argentina, “como tierra prometida”, debía entenderse también como sagrada “para ser partida y repartida”, en analogía con el origen del Estado de Israel en la partición de 1947 por las Naciones Unidas. Esas palabras generaron fuertes críticas en sectores opositores y medios, que las vincularon a una injerencia indebida sobre la soberanía territorial.

La coincidencia en la metáfora bíblica —“tierra prometida”— vuelve a poner sobre la mesa, casi una década después, un lenguaje cargado de resonancias religiosas e históricas en la política argentina.

 

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parted @ Savannah: parted-3.8 release [stable]

This is to announce parted-3.8, a stable release. This is the same as the
3.7.14 alpha release except that gnulib has been updated.

The full set of changes since parted 3.7:

Brian C. Lane (21):
      maint: post-release administrivia
      README-release: Fix typos in doxygen instructions
      Cleanup zero as null pointer constant warnings
      libparted: Catch FAT metadata triggered errors
      resize: Make sure 32bit build cannot overflow frag_count
      resize: Make sure hfsc_new_cachetable cannot overflow on 32bit
      fdasd: Make sure data set name is positive
      parted: Fix partition number allocation in do_print
      maint: Update to latest gnulib and bootstrap script
      maint: Update copyright statements to 2026
      NEWS: Update news for next release
      version 3.7.13
      maint: post-release administrivia
      hurd: Fix gnu_read problems with block size > 512b
      NEWS: Update news for next release
      maint: Update to latest gnulib
      version 3.7.14
      maint: post-release administrivia
      maint: Update to latest gnulib
      NEWS: Releasing stable version 3.8
      version 3.8

Colin Watson (1):
      maint: Distribute Doxyfile

Victor Couty (1):
      Adding support for ExFAT filesystem

bug-parted@gnu.org (1):
      bug #80795: [PATCH] build: mark functions with const attribute, per gcc warnings

Brian
 [on behalf of the parted maintainers]
==================================================================

Here is the GNU parted home page:
    https://gnu ... g/s/parted/

Here are the compressed sources and a GPG detached signature:
  https://ftp.gnu.o ... parted-3.8.tar.xz
  https://ftp.gnu.o ... ed-3.8.tar.xz.sig

Use a mirror for higher download bandwidth:
  https://www.gnu.o ... rg/order/ftp.html

Here are the SHA256 and SHA3-256 checksums:

  File: parted-3.8.tar.xz
  SHA256 sum:   a2b7811f47b0ddb1f7b1d0aa456f7c1270da70708ce231c2fe054c7199eafa63
  SHA3-256 sum: dd794daa59755a9201d7cc493bcdf35903e231d48f93f7bdc79a780fcd8bf594

Verify the SHA256 checksum with either sha256sum, sha256, or
'shasum -a 256'.

Verify the SHA3-256 checksum with 'cksum -a sha3 -l 256 --base64'
from coreutils-9.8.

Use a .sig file to verify that the corresponding file (without the
.sig suffix) is intact.  First, be sure to download both the .sig file
and the corresponding tarball.  Then, run a command like this:

  gpg --verify parted-3.8.tar.xz.sig parted-3.8.tar.xz

The signature should match the fingerprint of the following key:

  pub   ed25519/FF9868A2D488A5A9 2026-04-14 [SC]
        Key fingerprint = 872F 3A8A 0B84 905A FFBC  8766 FF98 68A2 D488 A5A9
  uid                 [ultimate] Brian C. Lane <bcl@redhat.com>

If that command fails because you don't have the required public key,
or that public key has expired, try the following commands to retrieve
or refresh it, and then rerun the 'gpg --verify' command.

  gpg --locate-external-key bcl@redhat.com

  gpg --recv-keys FF9868A2D488A5A9

  wget -q -O- 'https://savannah. ... ed&download=1' | gpg --import -

As a last resort to find the key, you can try the official GNU
keyring:

  wget -q https://ftp.gnu.o ... u/gnu-keyring.gpg
  gpg --keyring gnu-keyring.gpg --verify parted-3.8.tar.xz.sig parted-3.8.tar.xz

This release is based on the parted git repository, available as

  git clone https://https.git ... rg/git/parted.git

with commit 5f600791b40a48c51aeb6db0432e67a29e8e7951 tagged as v3.8.

For a summary of changes and contributors, see:

  https://gitweb.gi ... a=shortlog;h=v3.8

or run this command from a git-cloned parted directory:

  git shortlog v3.7.14..v3.8

This release was bootstrapped with the following tools:
  Autoconf 2.72
  Automake 1.18.1
  Gettext 0.25.1
  Gnulib 2026-09-23 0b416a8a26dbdaea4f413d4fb0c41ef8ea846e4d
  Gperf 3.2.1

NEWS

  • Noteworthy changes in release 3.8 (2026-09-23) [stable]


  Promoting alpha release to stable release 3.8

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FSF Blogs: Join the FSF for EncryptFest on October 25

We are excited to announce EncryptFest, a global encryption and privacy-focused event on Sunday, October 25, 2026 from 13:00–15:00 Eastern Daylight Time (17:00–19:00 Coordinated Universal Time). Please register!
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NASA Modernizes Commercial Airline Systems

4 min read

Preparations for Next Moonwalk Simulations Underway (and Underwater)

Testing at NASA’s Ames Research Center in California’s Silicon Valley in March 2026 demonstrated autonomous technology that could identify an incursion – a vehicle, wayward suitcase, or other runway obstacle that could impact an aircraft’s safe landing.
NASA/Brandon Torres-Navarrete

NASA’s researchers know that when you settle into your seat on a commercial flight, you expect a smooth takeoff, views over the clouds, a steady descent, and hopefully an early arrival at your destination. But when your flight gets delayed on the tarmac instead of lifting off, or it ends up in a holding pattern rather than landing on time, things start to change. Your experience goes from smooth to anxiety-inducing as you worry about making your connection or getting home in time for dinner.

Large airports are among the busiest, most complex environments in aviation, with aircraft, ground crews, and service vehicles sharing crowded taxiways. Researchers at NASA’s Ames Research Center in California’s Silicon Valley recently worked with Boeing to advance three types of field tests – digital taxi information, safe taxiway, and safe runways – that could lead to safer, more efficient runway environments at airports.

During the digital taxi tests, pilots were given taxiway guidance directly on cockpit displays or tablets, instead of verbally from air traffic controllers. Aircraft autonomously followed digital routes while researchers monitored a suite of sensors designed to identify vehicles or other aircraft impeding the taxi path and runway. The system reduced pilot and air traffic controller workloads and the risk of verbal errors.  

Safe runway technology testing can also improve situational awareness for approaching aircraft. While preparing to land a Boeing aircraft during testing, the same sensors successfully flagged a vehicle on the runway, providing additional awareness to ensure pilots could avoid potential collisions or other safety concerns.

Together, these NASA capabilities aim to reduce miscommunication, ease pilot workloads, and keep airport traffic moving smoothly. Future testing will integrate the sensor and digital taxi systems into a simulated air traffic control environment to evaluate how the technologies can benefit overall management of the airspace.

For years, NASA has worked to improve your experience when flying by developing new technologies to modernize the commercial airline system. Key NASA technologies streamline and digitize the flying experience – from the departure gate, to the skies, to your safe arrival at your destination.

“Aviation safety is key to NASA’s research,” said Parimal Kopardekar, director of NASA’s Airspace Operations and Safety project. “Technology that can provide additional autonomy and support a future airspace with multiple aircraft operating in harmony is key to advancing the National Airspace System.”

NASA’s research innovations continue after your flight takes off. Modern flights constantly respond to shifting weather, turbulence, and traffic. Even small changes in direction or altitude can affect when a plane arrives. These changes can force flights into holding patterns while air traffic controllers attempt to rebalance the busy airspace.

NASA’s air traffic management researchers have been working for years to reduce those situations. In a 2025 collaborative effort with Boeing, United Airlines, and international partners, NASA evaluated real‑time trajectory sharing on domestic and transoceanic flights.

During that testing, a United Airlines Boeing 737 aircraft shared frequent flight information with airline operations centers and air traffic control. NASA used the data to understand how frequently those updates should be sent and what details matter most for generating accurate arrival predictions. Better information helps controllers sequence traffic more precisely, which means fewer holding patterns and more direct descents for passengers.

A computer display of a map shows several lines which represent possible air traffic routes for an airplane to follow.
Digital rerouting technology could reduce workloads for controllers, suggesting new routes to prevent or avoid delays without the back-and-forth needed to adjust flight paths manually.
NASA

Pre-departure rerouting technology and digital exchange tools developed at NASA allow dispatchers and controllers to see the same digital picture of flights preparing to depart.

When a better route becomes available, controllers could coordinate the change digitally instead of relying on verbal communication between pilots, controllers, and dispatchers. The technology could lead to fewer delays, reduced fuel consumption, and more predictable operations for passengers.

NASA has now transferred the routing technology to the Federal Aviation Administration (FAA) and airlines will continue to test it. These tools build on decades of NASA contributions to national airspace modernization.

In coordination with the FAA, NASA has advanced automation concepts, improved how arrival and departure flows are managed, and introduced data‑driven software that commercial airlines use every day.

By working closely with airlines, manufacturers, and global partners, NASA is helping to improve every phase of flight to make air travel safer and more reliable, now and in the future.

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👉 Se rimani bloccato QUI nessuno viene a prenderti | Islanda

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#stepsover #vanlife #viaggio
Episodio 1197: La F208 è una delle strade più selvagge e impegnative dell’Islanda.

Non è semplicemente una strada sterrata che attraversa le Highlands: qui il paesaggio cambia continuamente, i guadi diventano parte del percorso e basta poco perché una strada apparentemente semplice si trasformi in una vera sfida.

In questo episodio affrontiamo la F208 con Valentino, il nostro camion 4x4, entrando sempre più nel cuore dell’Islanda più isolata e lontana da tutto.

Tanti kilometri di nulla, fiumi da attraversare, piste di roccia e paesaggi che sembrano appartenere a un altro pianeta. Ma soprattutto la consapevolezza che, qui, non puoi semplicemente fermarti e aspettare che qualcuno venga ad aiutarti.

Questo è il viaggio sulla F208: una delle strade che più di tutte raccontano cosa significa davvero attraversare le Highlands islandesi.

#Islanda #Iceland #F208 #Highlands #IcelandHighlands #4x4 #Camper4x4 #Overland #Travel #Stepsover

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US restricts visas for birth tourism ahead of Xi Jinping’s summit with Trump

Hours before Chinese President Xi Jinping arrived in the US for a high-stakes summit, US Secretary of State Marco Rubio moved to restrict visas for those who “engage in or facilitate” birth tourism, a practice the Trump administration has increasingly accused China of. “By restricting visa issuance of those who both engage in and profit from this fraud, we are sending a clear message: the United States will not allow foreigners to exploit our immigration system and violate the sanctity of US...

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Xi calls for cooperation with US after Trump’s airport welcome – as it happened

This live article is freely available to our registered users. Please log in or create an account. Unrivalled Xi-Trump summit analysis: get real-time updates and exclusive boots-on-the-ground reporting from our US and China bureaus. Subscribe now with great savings to stay ahead. President Xi Jinping met US President Donald Trump at Maryland’s Joint Base Andrews airbase, in the first face-to-face talks between the Chinese and American leaders since Trump visited Beijing in May. On this first...

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Ubuntu Container Escape Vulnerability Gets Public Exploit Before Kernel Patch Arrives

Ubuntu Container Escape Vulnerability Gets Public Exploit Before Kernel Patch Arrives

Ubuntu administrators running containerized workloads have a new Linux kernel security problem to watch closely. Public exploit code is now available for CVE-2026-80521, a Linux kernel use-after-free vulnerability that can allow an unprivileged process inside a container to escape and obtain root privileges on the underlying host.

Security firm DepthFirst published its research and exploit on September 22, 2026, demonstrating the attack against Ubuntu 26.04 LTS. The underlying Linux kernel vulnerability had already been fixed upstream on August 6, but as of September 23, Ubuntu's security tracker still lists the main kernel package in Ubuntu 26.04 LTS as "Vulnerable, work in progress," while Ubuntu 24.04 LTS is also listed as vulnerable.

The situation is particularly important for Docker, Kubernetes, cloud infrastructure, and other environments that run potentially untrusted workloads because the vulnerable kernel functionality can be reached through ordinary operations available inside standard containers.

There is currently no confirmed evidence that CVE-2026-80521 is being actively exploited in real-world attacks, and the vulnerability isn't listed in CISA's Known Exploited Vulnerabilities catalog. The availability of working public exploit code nevertheless makes the patch gap considerably more important.

CVE-2026-80521 Is a Linux Kernel Vulnerability

Although Ubuntu is receiving much of the attention because the newly published exploit specifically targets it, CVE-2026-80521 is fundamentally a Linux kernel vulnerability.

The problem exists in the kernel's AF_UNIX socket subsystem, specifically within its garbage collection mechanism.

AF_UNIX sockets, commonly called Unix-domain sockets, provide local inter-process communication between applications running on the same system.

Unlike conventional network sockets, they don't need to communicate across a network. They are widely used by Linux applications and services for fast communication between local processes.

They also support passing file descriptors between processes through SCM_RIGHTS messages, and it is the kernel's management of these references that creates the conditions for CVE-2026-80521.

A Race Condition Leads to Use-After-Free

At the technical level, CVE-2026-80521 involves a race condition inside the AF_UNIX garbage collector.

The kernel needs to track references between Unix sockets when file descriptors are passed between processes. Circular references can develop, where one socket effectively references another while that socket references something else in the same group.

Linux represents these relationships internally and periodically determines which references can safely be removed.

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Due strati di carbonio, uno di canapa: stesso risultato negli urti

Quando si parla di canapa nei materiali compositi, il punto non è costruire oggetti “interamente di canapa”, ma capire quanto una fibra vegetale possa sostituire rinforzi sintetici mantenendo prestazioni meccaniche adeguate, o addirittura migliorandole. Uno studio pubblicato nel Journal of Materials Engineering and Performance ha analizzato proprio questa possibilità attraverso laminati sottili ibridi realizzati con …
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PeeringDB Update April - September 2026

The last six months has seen important improvements to PeeringDB. We've added in page maps for searches of interconnection facilities and improved the data quality for AS-SET names.
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Calcolo Numerico in Python: √x

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Oggi utilizzo la nuova piattaforma di coding per mostrare come calcolare la radice quadrata di un numero x attraverso il metodo di Netwon-Raphson. L'obiettivo è sia mostrare come lavorare con la nuova piattaforma di coding, e sia mostrare un classico esempio di calcolo numerico, una importante branca del sapere umano che si trova nell'intersezione tra matematica applicata e informatica.

Se sei interessato a questo e tanti altri progetti pratici per imparare a programmare per accedere alla piattaforma di coding puoi trovare tutte le informazioni su esadecimale.it.

Il progetto Esadecimale nasce per offrire il migliore spazio di didattica informatica presente in tutto il territorio Italiano.
- https://esadecimale.it
- https://account.esadecimale.it
- https://learn.esadecimale.it
- https://cyber.esadecimale.it
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Stazione di Trastevere furti e violenza tra i binari

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FURTI DI VALIGIE ALLA STAZIONE TRASTEVERE: Ecco come agiscono i ladri (e come difendersi)
Siamo andati alla stazione di Roma Trastevere, uno dei punti di snodo più usati dai turisti per raggiungere il centro, purtroppo tristemente nota per episodi di degrado, violenza e, soprattutto, furti di bagagli.
⚠️ Il "metodo" dei ladri di valigie
Il sistema è collaudato e sfrutta la quasi totale assenza di filtri sui binari:
In partenza: I borseggiatori salgono sul treno con voi e, un secondo prima che le porte si chiudano, afferrano la valigia e scappano sulla banchina.
In arrivo: Appena scesi dal treno, vi distrate un attimo poggiando la valigia? Loro la prendono, salgono a bordo un istante prima della chiusura delle porte e scappano via con il treno.
Rimanere senza bagagli appena arrivati in città — o peggio, prima di ripartire per tornare a casa — è un danno enorme: non significa solo perdere vestiti ed effetti personali, ma anche ricordi e la serenità del viaggio.
Cosa abbiamo scoperto sul posto: la sicurezza c'è?
Durante il nostro sopralluogo iniziale l'assenza di controlli sembrava evidente, ma la realtà è diversa. A un certo punto abbiamo assistito all'intervento dei Carabinieri in borghese, che hanno fermato e portato via una persona sospetta sulla banchina.
Le divise servono da deterrente, ma per cogliere i ladri sul fatto ed effettuare veri arresti, la presenza di agenti in borghese è fondamentale.
Iscriviti al canale per non perdere i prossimi reportage e attiva la campanella per rimanere sempre aggiornato!
👇 Lascia un commento: Ti è mai capitato di subire o notare un furto in stazione? Raccontaci la tua esperienza.
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Ahead of Xi’s ‘historic milestone’ US visit, a fentanyl goodwill gesture from China

China’s ambassador to the United States has hailed President Xi Jinping’s coming state visit as a “historic milestone” for bilateral and international relations. Xie Feng’s remarks came just as Beijing unveiled stringent new regulations on fentanyl, in a clear move to build diplomatic momentum ahead of the Xi-Trump summit in Washington. Under the strategic guidance of both leaders, the “giant ship” of China-US relations would continue to “break waves and sail ahead” along a trajectory of “mutual...

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Tesla’s Elon Musk hails Xi Jinping’s leadership and Chinese AI strength

Tesla CEO Elon Musk described Chinese President Xi Jinping as “a great leader” and “very capable” during an interview with China’s state broadcaster on Wednesday, just hours before Xi left China for a summit with US President Donald Trump. “He seems like a great leader. Under his tenure, China has prospered immensely. I’ve seen it first hand,” Musk said in one of a series of videos posted on CCTV’s social media account. “And it’s also obvious to see just walking around the streets, the …...

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China puts industry minister in charge of key semiconductor hub Anhui province

China’s industry minister is set to lead Anhui province, a key semiconductor hub, in the latest personnel reshuffle within the Communist Party. Li Lecheng, 61, has served as minister of industry and information technology since April 2025. State news agency Xinhua reported on Wednesday that Li had been appointed the party secretary of Anhui and a member of its standing committee, taking over both roles from Liang Yanshun. Liang, Anhui party chief since June 2024, retains his role as party...

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SISTER ACT – IL MUSICAL

Dopo il successo dell’edizione 2022, Sister Act Il Musical illuminerà l’apertura della stagione 2026/2027 del Teatro Nazionale – Italiana Assicurazioni di Milano!

Deloris Van Cartier, cantante di night club costretta a nascondersi sotto protezione della polizia, troverà rifugio nel posto più inaspettato: un convento. Sotto le spoglie di Suor Maria Claretta, porterà una ventata di energia travolgente… mettendo a rischio la sua stessa sicurezza🎶

📅 Dall’8 ottobre 2026 al 16 gennaio 2027
📍 Teatro Nazionale – Italiana Assicurazioni, Milano

Tratto dall’iconico film del 1992, il musical racconta la storia di Deloris Van Cartier, cantante di night club costretta a nascondersi sotto protezione della polizia dopo aver assistito a un omicidio. Il suo rifugio? Un convento, fatto di regole rigide e guidato da una severa Madre Superiora. Qui, sotto le spoglie di Suor Maria Claretta, Deloris porterà una ventata di energia travolgente, trasformando un coro un po’ stonato in un fenomeno capace di attirare l’attenzione persino del Papa… ma mettendo a rischio la sua stessa sicurezza.

A firmare il ritorno è lo stesso team creativo che ne ha decretato il successo: la regia di Chiara Noschese guida nuovamente l’adattamento italiano del musical di Cheri Steinkellner e Bill Steinkellner, con i testi originali di Glenn Slater e le musiche dell’otto volte Premio Oscar Alan Menken, nella traduzione di Franco Travaglio.

A completare questo ritorno di eccellenza sono le coreografie di Nadia Scherani e la direzione musicale di Andrea Calandrini, per riportare in scena lo stesso standard qualitativo che ha conquistato il pubblico.

Tra scenografie spettacolari che spaziano dal convento al night club e una colonna sonora irresistibile che mescola soul, funk e disco, Sister Act – Il Musical si conferma uno show travolgente, capace di conquistare il pubblico di tutte le età con risate, emozione e pura energia.

NOTE DI REGIA

Sono molto felice di poter riportare in scena ‘Sister Act’ perché è una storia che parla di noi, di quanto ancora abbiamo bisogno di riscatto, di accoglienza, di sentirci parte di qualcosa. Sono temi che non passano mai di moda, anzi: più il tempo va avanti, più sembrano urgenti. Sul palco ci saranno musiche bellissime e un cast che ha lavorato con tutto il cuore. Il pubblico si troverà a ridere e poi, senza accorgersene, a commuoversi. Le scenografie ci conducono dentro la città e nel silenzio del convento, un mondo con regole che Deloris non avrebbe mai immaginato di dover affrontare. È una storia che vive sul palco grazie a chi la interpreta ogni sera. Ogni parola, ogni nota, ogni passo di danza è un pezzo del cammino di Deloris verso sé stessa, e il pubblico fa quel cammino insieme a lei, scoprendo insieme a noi tutto quello che ‘Sister Act’ ha ancora da dire. 

Chiara Noschese

Ticket :
https://teatronazionale.it/produzione/sister-act-il-musical-2

L'articolo SISTER ACT – IL MUSICAL proviene da InfoMilano.news.

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Nose Wax Trick Goes Wrong

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Hello everyone, this is YOUR Daily Dose of Internet. In this video, a nose wax trick goes wrong...

Click here to become a member: https://www.youtube.com/channel/UCdC0An4ZPNr_YiFiYoVbwaw/join

Also in this video, a musician gets his nose cleaned while he has a harmonica in his mouth, and a truck suddenly sinks into a hidden drain. Watch a man display superhuman strength to stop a moving van, cops take a tumble chasing a runaway sheep, and a dolphin swim in bioluminescent water. Plus a daredevil performing gymnastics under a hot-air balloon and a whole lot more.

Links To Sources: https://docs.google.com/document/d/1z15bNJ34U6KdgLRZuSh1ScsbP5iEdpSCb9qdIoE9kKs/preview

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Welcome to your Daily Dose of Internet where I search for the best trending videos, or videos people have forgotten about, and put them all in one video. I upload 2-3 times a week to keep video quality high. I always ask for permission to share videos that I find!

Every clip you see here is 100% organic and sourced from real people. No AI-generated videos, no AI-manipulated footage, ever. If a clip we sourced from a content library is later discovered to contain AI, we remove it from the video right away.

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Only send in videos that you personally filmed.

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0:00 Intro
0:02 Musician and singer gets his nose cleaned while he has a harmonica in his mouth
0:13 Girl Scared Freddy Krueger
0:18 fastest way to hotdog
0:26 Table magic
0:50 Brick Crossing Hack Stops Traffic on Busy City Street
1:08 Team work win
1:13 Ran out of gas
1:25 truck suddenly sinking into hidden drain
1:42 Hair Fire Bday Candles
1:52 Guy Accidentally Throws Neighbors Package onto Roof
2:06 Dog Attacks Lizard From Nowhere
2:11 Skier Returns Phone to Snowboarder After Fall
2:31 Vocal Cat Running Down Stairs
2:43 funny magic trick
3:14 Pool Skim Basket
3:21 Daredevil Athlete Performs Gymnastics Under Hot-Air Balloon
3:32 Mom Finds Toddler Sleeping Upside Down Inside Jute Bag
3:43 golf cart slipped
3:54 Throwing football across American/Canadian border
4:08 Muddy festival
4:22 Baby Breaks Glass of Milk
4:32 Pizza fail
4:54 Boat's glass
5:00 Thomas the tank remains
5:10 Near crash
5:19 Robot Fight Mode Selected
5:36 Helping guest
5:43 Woman tries to get into car
5:56 Kid Hits Mom With Toy
6:01 Dad joke in Uber
6:16 breadsticks never got cut
6:20 Car Retrieval Dunk
6:34 Man displays superhuman strength to stop moving van
6:45 Dolphin swimming in bioluminescent water
6:54 Dog Pushes Boy Onto Electric Fence
7:04 Dog looks over
7:15 kid prank on grandma
7:24 Fry pan
7:40 3D printed go kart
8:05 Opera at drive thru
8:22 cracking a coconut with my hands
8:31 Saving ball from goal
8:38 Police officer misunderstanding
9:10 Fliteboard racing fail
9:19 People discover that lemon juice erases yellow highlighter
9:28 Laughing in the sink
9:41 Goat in car
9:57 skateboarding fail
10:14 Cops Take a Tumble Chasing Runaway Sheep
10:26 Magician Fools Everybody With Phone Trick
10:43 Ruh roh
11:15 Flight Path Mona Lisa
11:28 Incredible strength
11:42 basketball fail
11:48 Harmonizing with fire alarm
12:02 Floating in water
12:14 Clothes freeze
12:33 Dad is being funny on the lawnmower to make daughter laugh
12:38 Wasn't expecting that
12:46 Trooper Slips and Slides Back to Vehicle on Icy Montana Road
12:52 Kid made shoe out of ice
13:09 Martha's Vineyard is the place to be
13:20 Full body exosuit
13:36 Asking to do the jingle
13:37 Weird feet
13:41 giraffe eats whole bag
13:58 Trying to carry pints on a boat
14:11 Eating food prank
14:27 Can't park here
14:45 Bird thinks berry is real
14:55 Put the wrong shoes on
15:09 North Pole
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China names new Tibet party chief as Communist Party reshuffles regional leadership

Beijing has appointed a new party chief in Tibet as the Communist Party shuffles regional leaders ahead of its 21st national congress. Hu Changsheng, 62, will serve as the party secretary of Tibet autonomous region, leaving his post as party secretary of Gansu province to Wu Xiaojun, 60, currently the party chief of Qinghai province. Meanwhile, Luo Dongchuan, 60, Qinghai’s governor, will succeed Wu as party secretary of the province. The 21st party congress is expected to be held next year and...

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Taiwan’s opposition casts doubt on ‘rock solid’ US ties ahead of Xi-Trump summit

Reports that Taiwanese officials have been asked to scale back visits to Washington have sparked debate over whether the island’s ties with the United States remain as “rock solid” as Taipei has maintained. The New York Times reported on Monday that some Taiwanese officials travelling to the US had been told by Trump administration officials to “curtail their visits to research groups in Washington”. The report came as US President Donald Trump prepared to host Chinese leader Xi Jinping for a...

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Who from China’s side will be in the room at this week’s Xi-Trump summit?

When Xi Jinping sits down with US President Donald Trump in Washington on Thursday, the Chinese leader’s side of the table will be filled with senior aides bringing extensive policy expertise. China’s Ministry of Foreign Affairs confirmed on Monday that Xi would pay a state visit to the United States from Wednesday to Friday. The trip – Xi’s first state visit to Washington since 2015 – will also mark his second face-to-face meeting this year with Trump, as the world’s top two economies seek to...

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Moving to a New Board Structure

A governance structure is strongest when the responsibilities written down on paper match the responsibilities exercised in practice. This proposal to change the RIPE NCC’s governance structure is intended to make sure that they do.
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Zucca Land Milano 2026 torna in città

Dal 26 settembre al 1° novembre 2026 torna a Milano ZuccaLand, l’appuntamento autunnale ospitato all’Oasi Ca’ Granda, in Via Giuseppe Ripamonti 428.

Per l’occasione il frutteto si veste dei colori dell’autunno e diventa un grande campo di zucche, con giochi, laboratori creativi, picnic e tante attività pensate per grandi e bambini.
Per chi desidera immergersi nell’atmosfera tipica dell’autunno senza lasciare Milano, ZuccaLand rappresenta uno degli appuntamenti più caratteristici della stagione. L’esperienza richiama i tradizionali pumpkin patch: si passeggia tra le zucche, si sceglie la propria preferita, ci si diverte con giochi ispirati alla vita di campagna e si può trascorrere qualche ora all’aria aperta con un picnic nel verde.


Chi vuole completare il proprio programma autunnale può abbinare la visita agli altri appuntamenti dedicati ad Halloween e alla stagione autunnale in programma a Milano.


ZuccaLand: un angolo d’autunno nel cuore di Milano

ZuccaLand Milano 2026 prende vita all’interno dell’Oasi Ca’ Granda, realtà agricola e naturalistica situata nel Parco Agricolo Sud Milano.
Con l’arrivo dell’autunno, il frutteto cambia completamente aspetto: zucche, balle di paglia, scenografie fotografiche e installazioni stagionali creano un ambiente pensato per famiglie, bambini e gruppi di amici.
L’esperienza non si limita quindi alla semplice raccolta delle zucche.
Lo ZuccaPass permette di entrare nell’area dedicata, partecipare alle attività proposte e scegliere una zucca da portare a casa come ricordo della giornata.


Giochi, laboratori e attività per tutta la famiglia

Il programma di ZuccaLand comprende numerose attività ispirate alla campagna e al mondo autunnale.
Tra queste ci sono il labirinto di paglia, la pista con i trattorini, la corsa con le carriole, il bowling contadino, il lancio degli anelli, i giochi dedicati alle zucche e il tiro a segno.
Non mancano inoltre photo booth e installazioni a tema autunnale, mercatini con produttori agricoli e artigiani e gli ZuccaLab, laboratori creativi compresi nel biglietto.
I laboratori vengono proposti a rotazione direttamente durante la giornata e sono accessibili fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti previsto per ciascun turno.
Una formula particolarmente adatta alle famiglie con bambini, ma anche a chi desidera semplicemente trascorrere qualche ora immerso nella natura e nei colori dell’autunno.


Picnic, aperitivi e prodotti agricoli a Km Zero

La giornata può proseguire anche al di fuori del campo di zucche.
All’Oasi Ca’ Granda è infatti possibile aggiungere all’esperienza un cestino picnic e rilassarsi tra il frutteto, i prati e gli spazi verdi della struttura.
L’obiettivo è trasformare una semplice visita al pumpkin patch in una vera giornata all’aria aperta, con la particolarità di trovarsi ancora all’interno della città di Milano.
Nel corso della stagione sono inoltre previsti mercatini agricoli e appuntamenti dedicati ai prodotti dell’Oasi e alle produzioni locali.


ZuccaLand Milano 2026: date, orari e informazioni

Dove: Oasi Ca’ Granda, Via Giuseppe Ripamonti 428, Milano
Periodo: dal 26 settembre al 1° novembre 2026
Giorni di apertura: sabato e domenica
Orario: dalle 10:00 alle 18:00
Ingressi: organizzati in fasce orarie ogni ora
La fascia prenotata stabilisce l’orario di ingresso. Una volta entrati, è possibile rimanere all’interno dell’area fino all’orario di chiusura.
L’accesso generale all’Oasi Ca’ Granda è gratuito, mentre per entrare nell’area di ZuccaLand e partecipare alle attività è necessario acquistare lo ZuccaPass.


Prezzi ZuccaLand Milano 2026

ZuccaPass singolo – 15 €
Comprende l’ingresso per una persona, una zucca e le attività ZuccaLand.
ZuccaPass 3 persone – 38 €
Comprende l’ingresso per tre persone, una zucca e le attività ZuccaLand.
ZuccaPass 4 persone – 45 €
Comprende l’ingresso per quattro persone, due zucche e le attività ZuccaLand.
Zucca extra – 10 €


È possibile acquistare una zucca aggiuntiva, fino a esaurimento disponibilità.
Bambini, animali, passeggini e parcheggio
I bambini nati dal 2024 possono entrare gratuitamente e non è necessario registrarli.
I cani sono ammessi, purché vengano sempre tenuti al guinzaglio. È possibile accedere anche con i passeggini, tenendo presente che alcuni tratti dell’area agricola potrebbero essere meno agevoli.
È inoltre disponibile un parcheggio gratuito, fino a esaurimento dei posti.
In caso di pioggia, la prenotazione può essere spostata su un’altra data disponibile.


Dove raccogliere le zucche a Milano nell’autunno 2026

Uno dei punti di forza di ZuccaLand è proprio la sua posizione: per vivere l’esperienza di un vero campo di zucche non è necessario organizzare una gita fuori porta.
Pur rimanendo a Milano, ci si ritrova in pochi minuti circondati da frutteti, campi e spazi agricoli.
La protagonista assoluta rimane naturalmente la zucca. Una volta entrati nel campo, è possibile scegliere quella prevista dal proprio ZuccaPass e portarla a casa al termine della visita.
Una proposta semplice e originale per famiglie, bambini e gruppi di amici che desiderano celebrare l’arrivo dell’autunno senza allontanarsi dalla città.


Come prenotare ZuccaLand Milano

Per partecipare è consigliabile acquistare anticipatamente lo ZuccaPass,
selezionando la giornata e la fascia oraria preferita.
Le prenotazioni e tutte le informazioni ufficiali sono disponibili sul sito dell’Oasi Ca’ Granda.


Domande frequenti su ZuccaLand Milano 2026

Quando apre ZuccaLand Milano 2026?
L’evento è previsto ogni sabato e domenica dal 26 settembre al 1° novembre 2026,
con apertura dalle 10:00 alle 18:00.


Quanto costa ZuccaLand?
Lo ZuccaPass individuale costa 15 €. Il pacchetto per tre persone costa 38 €, mentre quello per quattro persone costa 45 €. Una zucca aggiuntiva può essere acquistata al prezzo di 10 €.


Dove si trova il campo di zucche?
ZuccaLand viene allestito presso Oasi Ca’ Granda, in Via Giuseppe Ripamonti 428 a Milano, all’interno del Parco Agricolo Sud Milano.


I laboratori creativi sono compresi nel prezzo?
Sì. Gli ZuccaLab sono inclusi nello ZuccaPass e vengono organizzati a rotazione durante la giornata, fino all’esaurimento dei posti disponibili per ciascun turno.


L’ingresso all’Oasi Ca’ Granda è gratuito?
Sì. L’accesso generale all’Oasi è gratuito. Per entrare nell’area allestita di ZuccaLand e prendere parte alle attività è invece necessario essere in possesso dello ZuccaPass.
Informazioni aggiornate al 18 settembre 2026. Date, orari, prezzi, disponibilità e modalità di partecipazione potrebbero subire variazioni.

Per le informazioni aggiornate e le prenotazioni è consigliabile consultare il sito ufficiale di Oasi Ca’ Granda.
https://www.oasicagranda.it/eventi

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Sarà DIFFICILE ci avevano avvisato 👉 Questa giornata cambia la nostra idea di viaggio in Islanda

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#stepsover #vanlife #viaggio
Episodio 1196: Pensavamo di essere pronti a tutto a bordo del nostro camion 4x4, ma l'interno dell'Islanda sa sempre come rimetterti al tuo posto. In questa giornata abbiamo deciso di abbandonare le tracce principali per avventurarci in alcune delle deviazioni più selvagge e impegnative del deserto centrale, la leggendaria zona di Sprengisandur. Nonostante il via libera dei Ranger, le condizioni della pista, i guadi profondi e i terreni lavici hanno messo a dura prova il nostro mezzo, cambiando completamente la nostra idea di viaggio in questa terra incredibile. Una giornata intensa, imprevedibile e ricca di decisioni cruciali dove sbagliare traiettoria non era un'opzione.

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BLIND GUY Tells Strangers to “Pull My Finger!” - THE POOTER

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He Wanted No Part of It

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Lucky Luciano: ucciso? | Lucky Luciano Episodio 6

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Dopo il ritorno dall'Avana nel 1947, Lucky Luciano è costretto a stabilirsi definitivamente in Italia. Ma la sua storia è tutt'altro che conclusa.

Sorvegliato dalle autorità italiane e americane, Luciano trascorre gli ultimi anni tra Roma e Napoli, mentre intorno a lui continuano a muoversi uomini della criminalità organizzata internazionale, investigatori e personaggi destinati a entrare nella storia della mafia.

In questo documentario ricostruiamo l'ultima fase della vita di Lucky Luciano: i controlli della polizia, i suoi rapporti e i suoi incontri, fino agli ultimi anni a Napoli e alla morte improvvisa all'aeroporto di Capodichino nel gennaio 1962.

Una morte ufficialmente attribuita a un infarto, ma sulla quale nel tempo sono state avanzate anche ipotesi alternative. Luciano morì davvero per cause naturali oppure dietro la sua morte potrebbe esserci stato altro?

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📌 IN QUESTO DOCUMENTARIO SCOPRIRAI

✓ Il ritorno definitivo di Lucky Luciano in Italia
✓ Gli anni successivi al viaggio all'Avana
✓ La sorveglianza delle autorità italiane e americane
✓ Gli ultimi anni tra Roma e Napoli
✓ I rapporti e gli incontri di Luciano nel dopoguerra
✓ Gli episodi che segnarono gli ultimi anni della sua vita
✓ La morte all'aeroporto di Napoli-Capodichino
✓ Le ricostruzioni e le ipotesi nate intorno alla sua morte

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📺 QUESTA INCHIESTA FA PARTE DELLA SERIE

Lucky Luciano – Storia del boss italoamericano

Guarda gli altri documentari della serie nella playlist dedicata.

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BAD DRIVERS OF ITALY dashcam compilation 9.21 - ACROBATA

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Viaggiatrici di passioni ad alta velocità

Puntata speciale ad alta velocità sui binari Roma Milano. Oggi incontriamo due viaggiatrici, la prima che parla dalla cattedra e canta sul palco, insegue una destinazione per assecondare una perturbante e coinvolgente amicizia con un uomo misterioso.
La seconda, dalle sembianze di una danzatrice, si prepara ad un viaggio oltre frontiera, dopo aver accettato una proposta di lavoro nell'ambito della sua passione: il podcast.

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Voci che incantano o che inquietano

Oggi incontriamo nuovamente due personaggi assai diversi tra loro ma accomunati dalla passione per la voce: la seducente cantante poetessa che vaga sui treni in cerca di ispirazione, e colui che con la sua squadra di "paranormal research" va a caccia di voci antiche in castelli e in case vicino ai cimiteri...

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Italiya, Italiya!

Oggi sul nostro treno parliamo di illusioni e sogni incontrando l'uomo che rischiò di essere truffato da una sua paziente e a seguire, la fascinosa bionda che lasciò San Pietroburgo per cercare il suo posto al sole in Italia.

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Un nomade esistenziale

Un'infanzia segnata da14 cambi di casa, una storia d'amore sognata da ogni liceale, 2 matrimoni, 6 figli: questi i numeri dell'uomo leggiadro e imperturbabile che incontriamo oggi sul nostro treno.

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Mollate gli ormeggi

Oggi sul nostro treno incontriamo il giovane che rinunciò al posto fisso in patria per coronare il suo sogno in terre asiatiche.
A seguire, lei, la donna che amava musica e musicisti in egual misura, di ritorno dall'isola dove all'ombra di un vulcano divampano ardenti passioni insieme ai lapilli.

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La doppia vita di mia moglie/3

Terzo viaggio, in compagnia dell'uomo che per decenni convisse con una donna chiacchierata che lo fece consumare di gelosia e dell'ossessone del tradimento seriale.

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La doppia vita di mia moglie/2

Contiua la storia dell'uomo che convisse per decenni con un tarlo, alimentato dal continuo dubbio sull'integrità morale della propria sposa. Ma quando gli episodi sospetti e le dicerie cominciano ad accumularsi i dubbi diventano certezze...

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Il DJ e la youtuber

Oggi sul nostro treno ascolteremo l'uomo che in gioventù si diede, con scarso successo, alla musica e alla conduzione radiofonica nel tentativo di attrarre a sé giovani prede. A seguire, la donna che con una ostinata e spudorata chiarezza, parla ai ragazzi del web di sessualità, provocando reazioni indignate proprio nel pubblico femminile.

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Chi si ferma è perduto

L'incontro di oggi è con un uomo che si rimboccò le maniche in tenera età, si appassionò a tutti gli innumerevoli mestieri che fece, l'ultimo lo portò a viaggiare che in 52 paesi in giro per il mondo...

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Dentro una 500

Tre viaggiatori sconosciuti nello stesso vagone, ognuno con un ricordo di vita vissuta che li lega in modo estemporaneo, ma quanto basta per far sì che le loro vicende riafforino alla memoria: dalla prima volta di un adolescente in 500 nella provincia friulana, passando per orizzonti africani di donne in cerca di emozioni forti, finendo con una disavventura a lieto fine per le strade di Bari.

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Mi ricordo quella volta a Katmandu

Nella puntata di oggi la storia di un giramondo con il fiuto innato per il business dei monili etnici e la passione per l'Indonesia cominciata 30 anni fa con un viaggio in Nepal...

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Donne tarpate in casa

Oggi sul nostro treno sentiremo due storie di donne accomunate dalla difficoltà di emanciparsi dalla famiglia e di cercare liberamente la propria strada. Anche nell'epoca che lamenta la crisi dei modelli sociali tradizionali e l'avvento dell'anarchia idei valori, andarsene di casa può essere problematico. Se poi una bambina chiede ai genitori di indossare i pantaloni ed avere i capelli corti...

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Di marinai e di piedi

Oggi sul nostro treno incontreremo l'uomo che a 17 anni s'imbarcò su un cargo battente bandiera italiana e la donna che un giorno scoprì il mondo dei piedi...

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Dal suono dei tamburi a quello di oscure presenze

Il nostro treno oggi ritorna a percorre i binari del presente. E non potevamo non incontrare la ragazza con la chitarra fresca di un viaggio in due tappe nel continente africano, e poi, a seguire, un curioso personaggio che con il suo gruppo superattrezzato si avventura in case animate da inquietanti presenze per registrarne le impronte energetiche...

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Speciale "Il treno va - In viaggio nella storia": i treni e la guerra

Quinto ed ultimo appuntamento con il viaggio nell'Italia del secolo scorso a bordo di un treno. Questa volta parleremo di treni e guerre, dalla famosa "Tradotta" al treno del Milite ignoto, dai bombardamenti alla ricostruzione. In carrozza con noi Marco Pizzo, storico e Direttore del Museo Centrale del Risorgimento di Roma.

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Former top PLA generals expelled from Communist Party for factionalism and disloyalty

The Communist Party accused former military leaders Zhang Youxia and Liu Zhenli of factionalism and disloyalty, expelling them from the party and the armed forces following a Politburo meeting on Monday, state media reported. Zhang was once a vice-chairman of the Central Military Commission (CMC) and the highest-ranking uniformed member of the Chinese military, second only to Chinese leader Xi Jinping. The CMC is China’s top military decision-making body. Zhang was also a member of the party’s...

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La nueva tracción a sangre – Por Ivone Alves García



Por Ivone Alves García

Cuatro décadas de crisis no dejaron en la Argentina una pobreza pasajera. Dejaron una pobreza con domicilio fijo, con generaciones nacidas y criadas adentro de ella, que Buenos Aires terminó incorporando a su paisaje con la misma naturalidad con que incorporó un semáforo o una parada de colectivo. Familias enteras durmiendo en la calle, adictos sin que el sexo, el color o la edad salve a ninguno, carros empujados a pulso durante kilómetros, una marginalidad que ya no se presenta como emergencia sino como mobiliario urbano permanente: eso es lo que queda cuando una sociedad decide, sin votarlo nunca, que ya nada le sorprenda, que mientras pueda salvarse a sí misma, lo demás no importa.

Los números no dejan margen para la duda ni para la excusa. En 1980 vivían 37.010 personas en villas, asentamientos y núcleos habitacionales transitorios de la Ciudad. En 1991 eran 52.608. En 2001, 107.805. En 2010, 163.587. Hoy rondan las doscientas mil (1). Esa curva no describe una crisis puntual que se supera y se deja atrás: describe una acumulación continua, década tras década, gobierno tras gobierno, en la que cada derrumbe sumó una capa nueva de gente que la recuperación siguiente jamás llegó a disolver. Nadie recuperó ese terreno. Nadie lo intentó en serio.

La hiperinflación de 1989 fue el primer gran quiebre y mostró la velocidad con la que esta sociedad puede caer: en mayo de 1988 el 12,7 por ciento de los porteños estaba bajo la línea de pobreza; en octubre de 1989, el 22,5 por ciento; en el conjunto del Gran Buenos Aires, el 47,3. Los años noventa demostraron algo todavía más incómodo: que estabilizar la moneda no reconstruye lo que la moneda rota ya había destruido. La pobreza bajó al 16,8 por ciento en el Gran Buenos Aires en 1993, sí, pero la desocupación abierta subió del 5,5 por ciento en 1985 al 18,9 por ciento en 1995, y hacia 1999 la pobreza ya había vuelto a trepar al 26,7 por ciento. El trabajo dejó de ser la vía de integración que había sido durante buena parte del siglo XX y nadie construyó otra en su lugar. Se limitaron a mirar cómo esa función social se apagaba.

En mayo de 2002, prácticamente la mitad de la población del Gran Buenos Aires estaba bajo la línea de pobreza. En octubre, el 54,3 por ciento. Ahí nació la escena que hasta hoy define a esta ciudad: hombres y mujeres revisando bolsas de residuos, arrastrando carros cargados de cartón entre los colectivos de avenidas de seis carriles. El Gobierno porteño reaccionó formalizando esa actividad con la Ley 992, armando cooperativas, centros verdes, alguna cobertura social. Y sin embargo — y esto es lo que nadie quiere decir en voz alta — el cartonero no desapareció cuando la economía volvió a crecer. Quedó incorporado a Buenos Aires como una función urbana permanente, como si empujar un carro con la propia espalda fuera, a esta altura, un empleo más de la ciudad. Lo que había sido la respuesta desesperada a un derrumbe nacional se convirtió en el funcionamiento normal de una de las ciudades más ricas del país. Eso no es una historia de superación. Es una historia de asimilación de lo intolerable, y punto: no hay gobierno, de ningún signo, que pueda reclamar haberla revertido, porque ninguno lo hizo.

Ahí adquiere su verdadero peso la imagen de la tracción a sangre, y conviene detenerse en ella porque es la clave de todo lo demás. Buenos Aires empezó a restringir la circulación de vehículos tirados por animales desde los años sesenta, y en 1968 la prohibición ya alcanzaba amplias zonas de la ciudad. La decisión fue clara y no admitió matices: hacer que un caballo arrastrara un peso semejante, durante horas, sobre el asfalto, era un maltrato inaceptable, y la ciudad no estaba dispuesta a seguir permitiéndolo. Décadas después reapareció el mismo carro, con la misma carga, tirado ahora por una persona que dobla el cuerpo entero para moverlo entre colectivos y automóviles. No hubo una decisión explícita que reemplazara al animal por el ser humano. Hubo algo bastante más grave y mucho más revelador: una sociedad que le reconoció al caballo una dignidad física que jamás extendió a la persona que terminó ocupando su lugar exacto, en la misma calle, con la misma carga, con el mismo esfuerzo. Esa es la medida exacta — no aproximada, exacta — de cuánto hemos naturalizado. Prohibimos que un animal sufriera así. Toleramos, sin pestañear, que un ser humano sufra exactamente así todos los días desde hace más de veinte años.

Los datos sobre el crecimiento de las villas porteñas reflejan esta realidad: entre 1980 y 2001 la población se triplicó, y en la década siguiente siguió aumentando. No se trata de familias atravesando una dificultad pasajera, sino de personas que levantaron su vida entera en esos barrios. Con el tiempo, la pobreza dejó de ser una racha de ingresos insuficientes para transformarse en una realidad estructural, con un entorno y una economía informal que se afianzaron como parte de la rutina diaria.

Esa permanencia ya no necesita ninguna estadística para probarse: se camina, se huele, se atraviesa. Y no solo en el sur, no solo en la villa de siempre — se ve en los barrios, se ve en pleno centro. En Once, en Retiro, hay cuadras enteras que después de que oscurece se volvieron directamente intransitables. Se multiplicaron los indigentes. La gente duerme a la intemperie contra cualquier persiana, en cualquier zaguán, sin que a esta altura eso mueva a nadie a llamar a ningún lado. Los adictos se drogan a la vista de todos, en la vereda, a plena luz si hace falta. Los robos ya casi nadie los denuncia, porque para qué. Y lo primero que golpea, caminando por ahí, ni siquiera es lo que se ve: es el olor. Orina y materia fecal pegados a las fachadas de edificios que supieron tener otro brillo y hoy están sin mantenimiento, cerrados, con casas enteras vacías en pleno centro de la Ciudad más rica del país. Ese deterioro no necesita ninguna planilla del INDEC para probarse. Alcanza con salir a caminar después de las ocho de la noche y dejar de mirar para otro lado.

El último relevamiento oficial de la Ciudad, de noviembre de 2025, registró 5.176 personas en situación de calle: 1.613 directamente en la vía pública, 3.563 alojadas en Centros de Inclusión Social. Los censos de organizaciones sociales dan cifras bastante mayores. Con el dato oficial alcanza y sobra para entender la dimensión: miles de personas dependen hoy, en esta ciudad, de una vereda, una estación, un parador o una cama transitoria para pasar la noche. Detrás de cada una de esas personas hay una trayectoria distinta — desempleo prolongado, separaciones, destrucción del vínculo familiar, problemas de salud mental, adicciones — pero eso no diluye la responsabilidad de nadie: al contrario, confirma que el sistema que debía sostener a esas personas en cada uno de esos puntos de quiebre falló en todos ellos, uno por uno, sin excepción.

Y mientras tanto, la respuesta del Estado sigue siendo la misma de siempre. Llama el comerciante, interviene la policía, la persona camina dos cuadras y la ciudad sigue su ritmo. El vecino y el comerciante tienen problemas reales, y nadie los obliga a cargar con lo que el Estado abandonó. Pero la escena se repite idéntica: alguien que no tiene adónde ir, expulsado de un umbral para que un negocio pueda abrir. Eso no es política social; es apenas una forma barata de disimular el problema. Desalojar a alguien no le devuelve la salud, ni los documentos, ni el techo, ni el trabajo que se le fueron cayendo de las manos en el camino. Sin esas cuatro bases sostenidas en el tiempo —no como promesas, sino como política real—, la misma historia vuelve a empezar en la esquina de al lado.

Con el paso de los años, esa marcha incesante fue calando más hondo que el mero acostumbramiento: terminó por anestesiar el alma y privarnos de la facultad misma de contemplar al otro. Cuando el dolor ajeno irrumpe de forma efímera, aún logra conmocionar las fibras de nuestra compasión; pero cuando se acampa como rutina en el umbral cotidiano, la mirada lo diluye hasta volverlo invisible. Aquel ser humano, depositario de un aliento divino y de un discurrir vital habitado por gozos y quebrantos, deja de ser contemplado en su sacralidad originaria para quedar reducido a un rótulo que incomoda: el que duerme en el umbral, el que clama por una moneda, el que rebusca entre los despojos, el que se encorva bajo el yugo de su carro. Esa erosión del asentimiento amoroso no constituye un fallo moral exclusivo del transeúnte desgastado; es, en verdad, el fruto maduro y silente de décadas de un Estado que prefirió el maquillaje efímero al auténtico acto de sanación, plenamente consciente —pues las frías estadísticas se lo recuerdan año tras año— de que los remiendos superficiales jamás restituyen la dignidad perdida y tan solo postergan la herida unos metros más allá.

Lo que más pesa en todo esto no es que el problema sea difícil de resolver, sino que se dejó de intentar hace mucho. Correr a alguien de una vereda no es una solución: es una decisión consciente de patear el tema para más adelante. Resulta difícil de entender que una ciudad que en 1968 tuvo la firmeza de prohibir que un caballo sufriera ese desgaste, hoy acepte como algo normal que lo haga una persona. No es una cuestión de falta de recursos, sino de haberse acostumbrado a mirar para otro lado. Y ese acostumbramiento es tan responsable de lo que pasa en la calle como cualquier recorte de presupuesto o cualquier política pública pensada para la foto.

Mientras tanto, bajo la mirada indiferente de la gente que apura el paso para no ver, y bajo el cálculo ruin de una clase política que edificó su confort sobre la resignación ajena, los carros siguen rodando. En 1968 esta ciudad tuvo un destello de conciencia y decidió que ningún caballo iba a seguir arrastrando semejante yugo por sus calles: hubo, al menos esa vez, una dignidad que alguien se tomó el trabajo de salvaguardar. Hoy, más de medio siglo después, un sistema anestesiado —político por desidia, social por agotamiento— contempla en silencio cómo hombres, mujeres, ancianos y niños, sin distinción de sexo, de color ni de edad, todos portadores de ese mismo aliento divino que alguna vez se nos enseñó a reconocer en el rostro del otro, empujan ese peso con la espalda encorvada sin que ya nadie los mire dos veces. Ahí están las mujeres que ninguna marcha nombra, las que duermen solas bajo un cartón o se pinchan en un umbral mientras el discurso oficial se llena la boca hablando de cuidarlas: la pobreza no pregunta el sexo de nadie antes de destruirlo, es cruel exactamente igual con todos, y esa igualdad brutal deja en evidencia a quienes dicen defender a la mujer solamente cuando la mujer aparece en un lugar cómodo para defenderla. No es solamente que el poder haya decidido no resolverlo: es que el resto de nosotros, ocupados en sostenernos a nosotros mismos sobre un piso que también tiembla, dejamos de tener ojos para el que cae. Ahí, exactamente ahí, se consuma la blasfemia cotidiana: hemos resuelto, en el altar silencioso de nuestra propia comodidad, que el esfuerzo que le negamos al animal por compasión sea, sin que nadie lo firme ni lo vote, el único destino posible para nuestros semejantes.

(1) Fuente: DGEyC (GCBA) 1980-2010; INDEC / RENABAP 2010 y 2022. Los dos tramos usan criterios de medición distintos y no son directamente comparables entre sí.

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USB Toscana in piazza il 26 settembre a Firenze contro guerra e carovita

USB Toscana aderisce e partecipa al corteo regionale del 26 settembre a Firenze, indetto per la difesa del territorio da guerra, speculazione e sionismo.
La Toscana è uno snodo cruciale per un Occidente sempre più frammentato dal punto di vista del progetto politico ma sempre più coinvolto nel sistema guerra. Camp Darby e Coltano, la nuova pista dell'aeroporto di Firenze, i porti di Livorno e Piombino, la base NATO di Firenze sud, il parco agrofotovoltaico di Roccastrada e quello della Valdera, il passaggio di proprietà delle acciaierie Lucchini: sono tutti interventi ad alto impatto sul territorio e legati a fondi israeliani e ucraini. La Regione Toscana garantisce l'agibilità a questi progetti, funzionali alla guerra e sostenuti dagli stessi attori che portano avanti il genocidio in Palestina: NATO, Stati Uniti ed entità sionista. In questo quadro si colloca il console onorario di "Israele" Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti e consigliere nel CDA delle ex acciaierie Lucchini, figura di raccordo tra la politica regionale e gli investitori legati all'entità sionista.

Il conto lo paghiamo noi. Salari bassissimi, prezzi e bollette in crescita, gasolio alle stelle, scuole e ospedali in sofferenza, leggi sempre più repressive, territori devastati sul piano sociale e ambientale. Il carovita che colpisce le masse popolari nasce da un modo di produzione in crisi, che cerca di risolvere la sua stessa crisi scaricando i costi su chi lavora. Da un lato taglia i servizi e comprime i salari, dall'altro sposta risorse enormi verso la spesa militare e l'economia di guerra. Sono due facce della stessa risposta alla crisi, e per questo la lotta contro la guerra e quella contro il carovita vanno tenute insieme.

È qui che si definisce il ruolo del nostro sindacato. USB si organizza nei luoghi di lavoro, dove la macchina bellica funziona grazie al lavoro di chi trasporta, carica, costruisce, amministra e insegna. Da lì si può intervenire sul meccanismo che tenta di valorizzare il lavoro. Portiamo la questione della guerra dentro le rivendicazioni quotidiane, perché un sindacato che difende il salario e tace su chi drena le risorse verso gli armamenti difende male anche il salario.

Chiediamo a lavoratrici, lavoratori, studenti e cittadini di mobilitarsi in tutta la Toscana per rompere la catena della guerra e togliere la maschera a una giunta regionale che si presenta come pacifista e di sinistra, ma che partecipa alla militarizzazione e alla devastazione del territorio.

Non è la prima mobilitazione e non sarà l'ultima. Il 30 ottobre abbiamo già in programma lo sciopero internazionale dei porti. Uno sciopero contro la guerra, la militarizzazione dell'intera società e per il lavoro dignitoso. L'azione di sciopero del 30 ottobre non si esaurirà nello specifico delle rivendicazioni dei portuali ma, a partire da queste, rilancerà l'opposizione di classe di lavoratrici, lavoratori e studenti contro guerra e carovita.

Come sempre, serve una risposta compatta ai venti di guerra che soffiano sempre più forte anche sul nostro territorio. Come sempre, serve organizzarsi e continuare a costruire un progetto generale e una strategia antimilitarista e antibellicista per difendere l'ambiente e il lavoro.

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Nearly half of Taiwanese lack confidence in US defence commitments, survey finds

Nearly half of Taiwanese lack confidence that Washington will continue military aid and arms sales to the island, a new survey shows. The results of the poll were released on Monday, ahead of this week’s summit between US President Donald Trump and Chinese leader Xi Jinping. The poll by Taiwan-based United Daily News found 47 per cent were not confident the United States would continue providing military assistance and selling weapons to Taiwan, slightly exceeding the 44 per cent who remained...

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HO DISTRUTTO IL MIO PRIMO SCOOTER MALOSSI

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Durante la Quarta tappa della Malossi Racing Accademy ho fatto la mia caduta più disastrosa dell'anno e ho distrutto uno scooter... Scusa Malossi per i danni ingenti 😞

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Inferno a Tor Sapienza gli abitanti sul piede di guerra e la Polizia arretra

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Roma, Tor Sapienza: un quartiere ridotto a una vera e propria polveriera.
In via Cesare Tallone, gli abitanti sono costretti a convivere ogni giorno con una situazione fuori controllo: lo scheletro di un enorme stabile abbandonato è diventato rifugio per decine di sbandati e criminali, trasformandosi in una "terra di nessuno" dove l'illegalità regna sovrana e le forze dell'ordine riescono a intervenire solo in assetto antisommossa.
Siamo andati sul posto per ascoltare il comitato di quartiere: residenti che, al di là di ogni colore politico o provenienza, si battono pacificamente per difendere le proprie famiglie, vincere la paura e denunciare un degrado che va avanti da troppi anni.
Quando abbiamo provato ad avvicinarci allo stabile per documentare le condizioni della struttura, la risposta è stata immediata: minacce, insulti e un fitto lancio di bottiglie. Persino la pattuglia di polizia presente sul posto non ha potuto fare altro che presidiare a distanza, evidenziando i limiti operativi di fronte a un'area trasformata in una fortezza illegale.
Un mostro di cemento tra urla notturne, spaccio e continue violenze, nel silenzio delle istituzioni.
🔔 Iscriviti al canale per supportare il nostro lavoro d'inchiesta indipendente e attiva la campanella per non perdere i prossimi reportage.
💬 Lascia un commento: cosa ne pensi della situazione a Tor Sapienza e della gestione delle periferie a Roma?
👍 Condividi il video per dare voce ai residenti.
#Roma #TorSapienza #Degrado #CronacaRoma #Inchiesta #Periferie
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Former Shenzhen mayor Qin Weizhong under corruption probe by China’s discipline watchdog

Qin Weizhong, former mayor of the southern technology hub of Shenzhen, is under investigation for corruption, the country’s top watchdog has confirmed. According to a statement by the Central Commission for Discipline Inspection on Monday, Qin is “suspected of grave disciplinary and law violations and is currently undergoing review”, which usually means a corruption probe. Qin was appointed deputy party secretary and mayor of Shenzhen in May 2021. On August 24 this year, those positions were...

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Il glutine infiamma il cervello

Siamo ancora qui, nel bel mezzo della solita, infinita diatriba esistenziale: il glutine fa bene o fa male?Non serve sterminare intere colonie di topi in laboratorio per comprendere una verità lapalissiana: il glutine non fa bene. Punto.E prima che iniziate a tirare fuori le vostre tessere dell'AIC, no, non mi riferisco soltanto ai celiaci. Parlo ...continua a leggere "Il glutine infiamma il cervello"
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Postgres Migration

After more than 20 years on MySQL, the NTP Pool is moving its primary database1 to PostgreSQL. The beta site switches over first, this weekend.

Postgres has been the default open source database for years now. It works better with the Go tools the newer code is built on, and it’s easier to run on our Kubernetes clusters.

The conversion leaned heavily on LLMs and AI coding agents. Most of the work was in the website, which has by far the most legacy code and the most varied ways of talking to the database. Other parts, like the monitoring code, needed much less work.

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La Repubblica dei partiti: ideologie, famiglie politiche e pratiche nella democrazia italiana – corso di formazione aperto a tutti e gratuito

Quest’anno si sono celebrati gli ottant’anni della Repubblica italiana. Oltre alle iniziative organizzate per il 2 giugno scorso abbiamo pensato di proporre un approfondimento attraverso un corso di formazione per docenti – aperto a tutta la cittadinanza – dedicato alle famiglie politiche, ai partiti e alle figure più rappresentative della prima fase di vita della società italiana, dal dopoguerra ai primi anni Novanta.

Benché la quasi totalità delle strutture che hanno regolato quel capitolo di vita pubblica – e non solo – della nazione sia oggi scomparsa, ci è parso fondamentale cercare di capire che cosa sono state, cosa hanno rappresentato e quali suggestioni possono suggerire per il futuro. Lo faremo attraverso alcuni tra i libri più aggiornati della storiografia nazionale, con l’aiuto dei loro autori, di qualificati docenti universitari, ricercatori e protagonisti di quelle vicende. Lo scopo non è certo quello di rifugiarsi nel passato, ma di comprenderlo al fine di tentare di decifrare – almeno in parte – la società odierna e i dubbi che ci pone quotidianamente.

 

– GLI INCONTRI

9 Ottobre, ore 17.00 / L’idea di Repubblica

Lessico della Repubblica. Dal Risorgimento all’integrazione europea, diretto da Maurizio Ridolfi, il Mulino, 2026

Dicembre / Il cattolicesimo

Alcide De Gasperi. La cultura di un politico cattolico, di Jacopo Cellini, Carocci, 2025

Febbraio / Il socialismo

Malgrado tutto dobbiamo farcela: i socialisti e lo Shock of the Global, di Jacopo Perazzoli, Biblion, 2024

Marzo / Il comunismo

Donne comuniste nell’Italia del Novecento. Partito, società, identità di genere, a cura di Fiammetta Balestracci, Viella, 2025

Aprile / L’ azionismo

Ferruccio Parri. Dalla genesi dell’antifascismo alla guida del governo, di Andrea Ricciardi, Biblion, 2023

 

– SEDE

Edificio dell’Orologio – Sede ISTORECO (Piazza Luigi Orlando, Livorno)

 

– ORARIO

Tutti gli incontri si terranno indicativamente alle ore 17.00. Nel corso dei mesi sarà pubblicata, per ciascun appuntamento, un’apposita locandina con la data, l’orario definitivo e i nomi dei relatori.

 

– ATTESTATO

ISTORECO ETS è parte della Rete degli istituti associati all’Istituto Nazionale “Ferruccio Parri” (già INSMLI), riconosciuto agenzia di formazione accreditata presso il MIM. Sarà rilasciato ai richiedenti un attestato di partecipazione, che potrà essere richiesto attraverso la piattaforma SOFIA

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Communist Party sets October plenum date as Xi prepares for Trump summit

The Communist Party has set a date for its most important political gathering this autumn, the news coming shortly before Beijing confirmed Chinese President Xi Jinping’s state visit to the US. The fifth plenary session of the party’s 20th Central Committee will be held from October 26 to October 29, according to official news agency Xinhua on Monday. The meeting of political elites is likely to be the most important gathering ahead of next autumn’s national party congress, a five-yearly event...

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IL CHICCO DI RISO NON È MAI SOLO UN CHICCO DI RISO | Thich Nhat Hanh

Thich Nhat Hanh: impermanenza, non-sé e vacuità.Perché nulla nasce e nulla muore?Il buddhismo come esperienza dell’interdipendenza. 🎬 PREMIERE📅 Data: 22/09/2026🕰️ Ora: ore 14:00🔗https://youtu.be/H8aeqHXWtXY Un chicco di riso non è mai soltanto un chicco di riso. A partire da questa immagine, Thich Nhat Hanh ci conduce al cuore di una delle intuizioni più radicali del buddhismo: […]

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木工技艺之绝户榫,打不开 #woodworking

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生活百般滋味,人生需要笑对!
大家好,我是阿木爷爷,一名喜欢专注于做木工的的老木匠,如果您喜欢我的视频,请持续关注我的频道, 我们拍摄的视频以木质工艺品为主,接下来我和我儿子也在努力拍摄更多有创意的视频,分享给大家,让每一个阅读者学到知识,缓解心情,频道里也有很多精彩的作品,大家可以慢慢欣赏,谢谢你们的支持。
Youtube 【阿木爷爷 Grandpa Amu】https://bit.ly/2X8YIu3
Facebook【阿木爷爷 Grandpa Amu】https://www.facebook.com/GrandpaAmu188/
本频道制作的所有视频都符合平台的使用政策,没有任何违规行为。
#阿木爷爷GrandpaAmu#手工艺#老木匠
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IN TRAPPOLA NEL VHS - Tento di riparare i videoregistratori Samsung SV-300W e Hitachi VT-S895E

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Musica:
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https://www.youtube.com/watch?v=HUkPBO2CZPM
https://www.youtube.com/watch?v=UXBFO4JqdhY
-----------------------------------------------------------------------------------
Timeline:
00:00 - Intro
02:45 - Riparazione del flat cable
07:32 - Prova di registrazione bestemmiata
09:30 - Sostituzione cinghia
11:23 - Acquisto due S-VHS su eBay
12:18 - Unboxing e primi test
15:25 - Prendi Ebay Prendi!
15:40 - Diagnosi meccanica ed elettronica
18:10 - Scambio schede tra i due S-VHS
20:47 - Ricostruzione piste corrose
21:40 - Primo successo con i nastri S-VHS
22:31 - Trapianto della meccanica
24:37 - Test finale di registrazione
25:27 - I nastri del 1989 ritrovati
26:44 - Tanti saluti a sòreta
27:05 - Quark
28:40 - ERROR
#diy #funny #timecapsule #vhs #retro #fix #mvvblog
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Arresto di due ladri da parte dei Carabinieri in borghese

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Arresto di un ladro da parte dei Carabinieri in borghese, avevano individuato una coppia di personaggi già conosciuti alle forze dell’ordine, attraverso una attività di pedinamento sono riusciti a cogliere in flagrante un furto di un telefono ai danni di un ragazzo in gita a Roma, una volta recuperato il telefono lo hanno restituito al proprietario
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gzip @ Savannah: gzip-1.15 released [stable]


This is to announce gzip-1.15, a stable release.
Special thanks to Paul Eggert for his indefatigable support.

There have been 119 commits by 5 people in the 75 weeks since 1.14.

See the NEWS below for a brief summary.

Thanks to everyone who has contributed!
The following people contributed changes to this release:

  Bruno Haible (2)
  Collin Funk (2)
  Jim Meyering (24)
  Mark Adler (3)
  Paul Eggert (88)

Jim
 [on behalf of the gzip maintainers]
==================================================================

Here is the GNU gzip home page:
    https://gnu.org/s/gzip/

Here are the compressed sources:
  https://ftp.gnu.org/gnu/gzip/gzip-1.15.tar.gz   (1.2MB)
  https://ftp.gnu.org/gnu/gzip/gzip-1.15.tar.xz   (792KB)
  https://ftp.gnu.org/gnu/gzip/gzip-1.15.zip   (1.5MB)

Here are the GPG detached signatures:
  https://ftp.gnu.org/gnu/gzip/gzip-1.15.tar.gz.sig
  https://ftp.gnu.org/gnu/gzip/gzip-1.15.tar.xz.sig
  https://ftp.gnu.org/gnu/gzip/gzip-1.15.zip.sig

Use a mirror for higher download bandwidth:
  https://www.gnu.org/order/ftp.html

Here are the SHA256 and SHA3-256 checksums:

  SHA256 (gzip-1.15.tar.gz) = VFiGz1f6iKZeln+/cFkD1/yyVnyCxzQkk+gujXsaIQs=
  SHA3-256 (gzip-1.15.tar.gz) = Pi3C560xPn/r7b8OPXzDZolBiOfpW/Bo9G+wUAdbgCw=
  SHA256 (gzip-1.15.tar.xz) = mqDMeA3sFWuCgoRIM7NCq3ywjCXSzZoYac3Q3zHe/0g=
  SHA3-256 (gzip-1.15.tar.xz) = gwwVDPignGjkxS/sw1QPN+PInnUE5sxAjkefL5C3/Mk=
  SHA256 (gzip-1.15.zip) = UvU0W04E/rexLC/qZ1/40GucNXMTtUh2yDu6cdICzhA=
  SHA3-256 (gzip-1.15.zip) = nhoi+h4j1rwxGJSA8pwkqehAoraNQGbcgvGxYOcxQkg=

Verify the base64 SHA256 checksum with 'cksum -a sha256 --check'
from coreutils-9.2 or OpenBSD's cksum since 2007.

Verify the base64 SHA3-256 checksum with 'cksum -a sha3 --check'
from coreutils-9.8.

Use a .sig file to verify that the corresponding file (without the
.sig suffix) is intact.  First, be sure to download both the .sig file
and the corresponding tarball.  Then, run a command like this:

  gpg --verify gzip-1.15.tar.gz.sig gzip-1.15.tar.gz

The signature should match the fingerprint of the following key:

  pub   rsa4096/0x7FD9FCCB000BEEEE 2010-06-14 [SCEA]
        Key fingerprint = 155D 3FC5 00C8 3448 6D1E  EA67 7FD9 FCCB 000B EEEE
  uid                   [ultimate] Jim Meyering <jim@meyering.net>
  uid                   [ultimate] Jim Meyering <meyering@fb.com>
  uid                   [ultimate] Jim Meyering <meyering@gnu.org>

If that command fails because you don't have the required public key,
or that public key has expired, try the following commands to retrieve
or refresh it, and then rerun the 'gpg --verify' command.

  gpg --locate-external-key jim@meyering.net

  gpg --recv-keys 7FD9FCCB000BEEEE

  wget -q -O- 'https://savannah.gnu.org/project/release-gpgkeys.php?group=gzip&download=1' | gpg --import -

As a last resort to find the key, you can try the official GNU
keyring:

  wget -q https://ftp.gnu.org/gnu/gnu-keyring.gpg
  gpg --keyring gnu-keyring.gpg --verify gzip-1.15.tar.gz.sig gzip-1.15.tar.gz

This release is based on the gzip git repository, available as

  git clone https://https.git.savannah.gnu.org/git/gzip.git

with commit e6263160768c73f6117f3c1de78291a60f2cb796 tagged as v1.15.

For a summary of changes and contributors, see:

  https://gitweb.git.savannah.gnu.org/gitweb/?p=gzip.git;a=shortlog;h=v1.15

or run this command from a git-cloned gzip directory:

  git shortlog v1.14..v1.15

This release was bootstrapped with the following tools:
  Autoconf 2.73.1-b400b
  Automake 1.19
  Gnulib 2026-09-04 331c8d065a8a753de71f084f068473ccd5e4c34a

NEWS

* Noteworthy changes in release 1.15 (2026-09-20) [stable]

** Bug fixes

  gzip no longer can mistakenly remove the wrong file if some other
  process simultaneously renames a gzip destination's ancestor.
  [bug present since the beginning]

  gzip -d no longer rejects PKZIP signatures, local header, and data
  descriptors.  These can appear in well-formed streamed zip files.
  [bug present since the beginning]

  gzip diagnostics now quote file names containing unusual characters.
  [bug present since the beginning]

  A use of uninitialized memory on some malformed inputs has been fixed.
  [bug present since the beginning]

  A buffer overflow has been fixed when decompressing an .lzh file
  after decompressing a .Z file.
  [bug present since the beginning]

  When decompressing an .lzh file, the output is no longer corrupted
  when an internal bit buffer is not properly cleared.
  [bug present since the beginning]

  When decompressing an .lzh file after another .lzh file, the output is
  no longer corrupted by the previous file's decoding table.
  [bug present since the beginning]

  gzip --synchronous no longer fails to synchronize unreadable parent
  directories on platforms like GNU/Linux that have O_PATH, or to
  synchronize any parent directories on platforms like FreeBSD that
  have O_SEARCH but not O_PATH.
  [bug introduced in gzip-1.7]

  On old-fashioned or limited platforms lacking mktemp, gzexe, zdiff
  and znew no longer have a race when creating a temporary file.
  [bug present since the beginning]


** Changes in behavior

  gzip no longer insists on the "C" locale; instead, it follows the
  typical practice of using the locale specified by the environment.
  This change, which is needed for file name quoting, can affect the
  format of floating-point numbers output by gzip's -l and -v options.
  Diagnostics are still in English, though.

  gzip -l now reports "-Inf%" instead of "0.0%" for the infinite
  compression ratio of an empty file.

  znew's -P option is now ignored, with a warning.  It was present
  only to improve performance, and its implementation had too many
  bugs to be worth supporting.

** Platforms no longer supported

  The following platforms (or earlier) are no longer supported because
  their old multibyte libraries do not work well enough: FreeBSD 4.11
  (2005), HP-UX 11.00 (1997), Minix 3.1.8 (2010), MS-Windows 8.1
  (2013) via mingw without UCRT.


  •  

Chinese lawyers offer coaching for when corruption busters come knocking

Zhang Dongdong has been fielding ever more requests for legal advice from jittery entrepreneurs, nervous government officials or their desperate relatives. They usually do not tell him the whole story, and sometimes say it happened “to a friend”, but most want to know the same thing: what to do when they are targeted by China’s corruption busters. “Some had received a tip-off that they were being investigated, some got a call from disciplinary inspectors asking them to cooperate, but in most of...

  •  

pspp @ Savannah: PSPP 2.1.2 has been released.

I'm very pleased to announce the release of a new version of GNU PSPP.  PSPP is a program for statistical analysis of sampled data.  It is a free replacement for the proprietary program SPSS.

Changes from 2.1.1 to 2.1.2:

  • Translation updates.
  • Bug fixes.

Please send PSPP bug reports to bug-gnu-pspp@gnu.org.

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48 ORE di PURA TENSIONE nel nulla dell'Islanda 🥶 Giro del mondo in camper 4x4

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#stepsover #vanlife #viaggio
Episodio 1195: Rigore, prudenza o la voglia irrefrenabile di scoprire cosa c'è dietro la prossima cresta?
In questo episodio ci spingiamo nel cuore selvaggio dell'Islanda affrontando la F26, una delle piste sterrate più estreme e spettacolari del Paese. Tra colline di terra lavica, canyon mozzafiato, guadi impegnativi e il meteo islandese che non fa sconti, ogni chilometro è una sfida continua tra il rispetto del mezzo e la voglia di esplorare.

Dal deserto di pietra fino ai panorami epici a due passi dai grandi ghiacciai come il Vatnajökull: salite a bordo con noi!

⏱️ Capitoli del video:
00:00 - L'attacco della F26 e la scelta giusta
02:15 - Tra fango, pioggia e colline laviche
05:30 - Il canyon e la cascata spettacolare nascosta tra le colonne di basalto
10:45 - Si sale di quota: panorami estremi e vista sui ghiacciai
14:20 - I primi veri guadi della giornata
18:30 - Arrivo al campo e panoramica sul mezzo

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https://www.stepsover.com/prodotto/lo-zen-e-larte-della-camperizzazione-di-un-veicolo-overland-ebook/

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Annamaria Petito
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[2026-10-22] BRICIOLE FEST - Il primo festival transfemminista a Siena @ Siena - Polo San Niccolò (22/10), Spazio Livi (23/10)

BRICIOLE FEST - Il primo festival transfemminista a Siena

Siena - Polo San Niccolò (22/10), Spazio Livi (23/10) - Via Roma, 56 (Siena)
(giovedì, 22 ottobre 09:00)
BRICIOLE FEST - Il primo festival transfemminista a Siena

Siamo una collettiva transfemminista nata nel 2023 dall'esigenza di costruire uno spazio sicuro di confronto, cura, socialità ed organizzazione. Dalla nascita della F.R.O.G. abbiamo sempre cercato di portare la pratica transfemminista, queer e antispecista negli spazi cittadini ed universitari, consapevoli che tutto questo non sarebbe mai stato possibile senza la creazione di una rete. Confronto dopo confronto, ci ha insegnato sempre di più quanto un deserto sociale in città possa voler dire maggiori opportunità di immaginare e costruire collettivamente qualcosa di diverso, qualcosa per tuttə e in cui tuttə hanno la responsabilità di mantenerlo safer.

Per questo abbiamo voluto creare il BRICIOLE FEST, un momento in cui conoscerci, stare insieme e ri-conoscerci nelle nostre identità multiple, non conformi e dissidenti. Il programma, che pubblicheremo a breve, sarà ricco di arte, banchette di autoproduzioni dal basso, presentazioni di libri, workshop, musica e tanto altro!
Intanto possiamo già darvi le info più necessarie:
◾ GIOVEDÌ 22/10 (Polo San Niccolò) - dalle 9:00 alle 19:00
◾ VENERDÌ 23/10 (Spazio Livi) - dalle 16:00 alle 02:00 (circa)

Seguiranno aggiornamenti, e vi aspettiamo numerose a Siena! 🐜✨🐜

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How will Beijing receive the most senior Taiwan official at Apec events this year?

In a rare development, Taiwanese Labour Minister Hung Sun-han is expected to travel to Nanjing on Sunday, becoming the first cabinet-level official under William Lai Ching-te’s administration to visit mainland China. Hung will attend an Asia-Pacific Economic Cooperation (Apec) ministerial meeting on Monday to discuss employment, vocational training, social security and the impact of artificial intelligence on jobs. Hung will be the most senior Taiwanese official to visit the mainland for Apec...

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Fedora Linux 45 Beta Released with Python 3.15, GCC 16.2, and Major Security Changes

Fedora Linux 45 Beta Released with Python 3.15, GCC 16.2, and Major Security Changes

The Fedora Project has officially released Fedora Linux 45 Beta, giving users an early look at the technologies expected to form the foundation of the final Fedora 45 release. The beta became available on September 15, 2026, after Fedora's Quality team approved Release Candidate 1.3 for publication.

Fedora 45 Beta brings significant changes throughout the operating system, including Python 3.15, GCC 16.2, glibc 2.44, GNU Binutils 2.47, Go 1.27, LLVM 23, Podman 6, stricter RPM signature verification, improved DNF5 protections, a new userspace virtual console, standardized desktop secret storage, and substantial installer improvements.

The release is available across Fedora Workstation, KDE Plasma Desktop, Server, Cloud, IoT, Atomic Desktops, Spins, and Labs, although a few prerelease images are excluded.

Fedora 45 Beta Is Now Available

Fedora Linux 45 Beta represents the final major public testing milestone before Fedora 45 reaches stable status.

Fedora describes its beta releases as code-complete previews that closely represent what users should expect from the final version. Development isn't finished, however, and bugs or incomplete migrations can still be discovered during real-world testing.

Fedora 45 Beta is currently available in several major editions:

  • Fedora Workstation 45 Beta
  • Fedora KDE Plasma Desktop 45 Beta
  • Fedora Server 45 Beta
  • Fedora Cloud 45 Beta
  • Fedora IoT 45 Beta
  • Fedora Atomic Desktops
  • Fedora Spins
  • Fedora Labs

Existing Fedora installations can also be upgraded to the beta using Fedora's DNF system-upgrade process.

Fedora's official Workstation download page confirms Beta 1.3 images for both x86_64 and AArch64 systems.

A New Virtual Console with kmscon

One of Fedora 45's more unusual system-level changes is the replacement of the traditional in-kernel console with kmscon.

Fedora describes kmscon as a modern userspace virtual terminal implementation that provides smoother rendering, better internationalization and font handling, improved visual integration, and security improvements compared with the older console infrastructure.

This affects the virtual terminals users encounter outside their normal graphical desktop session.

Most desktop users spend relatively little time interacting directly with these consoles, but they remain important for troubleshooting, system administration, servers, recovery operations, and systems running without a graphical environment.

Moving that functionality into userspace also gives Fedora more flexibility for future development instead of relying entirely on the legacy kernel console implementation.

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Il Segretario Generale Alberto Lombardo al Congresso Mondiale sulla Noonomia

Nessun ordine sociale viene mai distrutto prima che si siano sviluppate tutte le forze produttive per le quali esso è sufficiente, e i nuovi rapporti di produzione, superiori ai precedenti, non sostituiscono mai quelli più vecchi prima che le condizioni materiali della loro esistenza siano maturate nell’ambito della vecchia società. L’umanità si pone quindi inevitabilmente solo quei compiti che è in grado di risolvere, poiché un esame più attento mostrerà sempre che il problema stesso sorge solo quando le condizioni materiali per la sua soluzione sono già presenti o almeno in via di formazione

(Karl Marx, Contributo alla critica dell’economia politica, Prefazione, 1859).

1. L’impatto che l’Intelligenza artificiale avrà sulle nostre società è oggetto di discussione da diversi punti di vista. Qui vogliamo indagare sul cambiamento del valore che merci e servizi subiranno con la sua sempre più ampia diffusione e il prevedibile impatto sui rapporti sociali.

Partiamo dalla teoria del valore-lavoro che vede il valore di una merce (materiale o immateriale) nella quantità di lavoro umano incorporato (al di là dei problemi di conversione dei valori in prezzi).

L’ampio uso della gigantesca mole di dati accumulati e disponibile dall’IA, fa sì che vengano utilizzate e messe a profitto (al mero costo informatico) anche le ore di lavoro (produttivo, ma anche non produttivo) precedentemente prodotte nelle forme più disparate. Questo lavoro umano come può essere valutato? Esso viene appropriato dal capitale, anche se non viene pagato, sebbene vi siano dei costi di estrazione. L’assimilazione più immediata è quella alle risorse naturali che diventano una rendita per il capitale.

Marx (III Libro del Capitale e Teorie Del Plusvalore) distingue la rendita assoluta dalla rendita differenziale. La prima è quella che si genera perché esiste il monopolio della proprietà privata su certi fattori di produzione (per es. il possesso della terra coltivabile), la seconda è quella che nasce dal fatto che tali fattori hanno una redditività maggiore o minore (per es., diversa fertilità dei terreni). Marx distingue due tipi di rendita differenziale, la rendita differenziale I, derivante dalla diversa redditività di diversi lotti, e la rendita differenziale II, nascente da successivi investimenti di capitale nel medesimo lotto. Al momento ciò che viene messo a profitto non è tanto l’uso dell’AI (che potremmo assimilare alla rendita assoluta derivante dal mero possesso), quanto quei servizi di AI più performanti che vengono offerti a pagamento e quindi assimilabili alla rendita differenziale, in cui la redditività maggiore deriva non da una diversa “fertilità” della banca dati (che Marx chiamerebbe rendita differenziale I), ma dalla rendita differenziale II, nascente da successivi investimenti di capitale nel medesimo terreno.

D’altronde:

«Ogni “miglioramento” diminuisce il prezzo delle merci, [dei] mezzi di sussistenza. Il salario ossia il valore del lavoro, quindi, aumenta e diminuisce in proporzione inversa allo sviluppo della forza produttiva del lavoro, in quanto quest’ultima produca beni di prima necessità che entrano nel consumo medio della classe operaia. Il saggio del plusvalore (del profitto) diminuisce o aumenta, quindi, in rapporto diretto a come si sviluppa la forza produttiva del lavoro, perché questo sviluppo abbassa o eleva il salario.» (Marx, Teorie Del Plusvalore, Parte II).

Se ora l’AI è destinata a far aumentare a dismisura la produttività del lavoro, possiamo assistere a un’esplosione dei profitti e a un crollo dei salari.

2. Gli elementi fondamentali del processo produttivo, per come sono presentati da S. Bodrunov (Noonomia, P. 1, c. I, sez. 1.2), possono essere studiati nei rapporti e nelle contraddizioni che generano. Questi sono sì i pilastri fondamentali del processo produttivo, la cui caratterizzazione ne dipende, ma ne sono anche oggetto, in quanto ne vengono influenzati a loro volta.

La prima distinzione che si può individuare di questi quattro elementi è quella della loro genesi e del loro fine; se il lavoro umano e le materie prime sono generate esternamente dal processo produttivo, se sono cioè presupposti a questo, la stessa cosa non si può dire per le tecnologie e l’organizzazione della produzione, che invece ne sono i primi frutti.

In generale si può dire che le tecnologie e l’organizzazione del lavoro sono le caratteristiche del soggetto che vive il processo produttivo, sono caratteristiche della società che ne è influenzata o che le adopera, sono cioè frutti dell’astuzia della ragione. Il lavoro umano e le materie prime sono invece l’oggetto immediato del processo produttivo, la base materiale dalla quale questo scaturisce.

Pertanto, l’organizzazione del lavoro è la risposta dell’uomo al problema, posto dal processo produttivo, di come ottenere il massimo risultato dal lavoro umano potenziale disponibile. Così le tecnologie sono la risposta dell’uomo al problema, di simile origine, di come ottenere il massimo risultato dalle materie prime potenziali disponibili. Sono due problemi di ottimizzazione. Delle materie prime e del lavoro umano potenziali, perché il massimo del lavoro umano, che potrebbe confluire nel processo produttivo, considerato rispetto agli uomini totali che lo potrebbero generare, non è detto che sia raggiunto; la stessa cosa vale per le materie prime.

3. Il sistema di produzione capitalista ha attraversato nella sua storia numerosissime crisi; senza però mai esserne stato definitivamente travolto, ha saputo superarle sempre, anche rispetto agli assetti particolari che, sorti in situazioni di altrettanto fermento consolidatisi in anni più quieti, sono infine collassati a causa delle contraddizioni dalle quali erano emersi. Queste crisi sono conseguenze di dinamiche interne al sistema economico, ma presto hanno ricadute in altre sfere.

L’aspetto che primo tra tutti ne è influenzato è senz’altro quello sociale, cioè l’organizzazione del lavoro. Sono da considerarsi parte dell’organizzazione del lavoro anche tutti quei processi che mirano a riprodurre il lavoro umano o a disporne in quantità adeguata a quella richiesta e sostenibile dal sistema produttivo. Storicamente gli sviluppi di queste contraddizioni sono molteplici e generalmente sfociano in violenza politica volta ad evitare che il sistema economico subisca dei mutamenti strutturali, questa vi è accompagnata però da una buona dose di riforme, necessarie alla razionalizzazione del processo produttivo e al superamento della crisi. Un esempio di questo fenomeno è il fordismo, indagato già sotto questo aspetto da A. Gramsci nei suoi Quaderni del Carcere. Chiaramente a questa soluzione vi è un limite: per mantenere la situazione invariata, occorre sempre ricercare equilibrio tra le classi sociali, che ovviamente avvantaggerà la classe borghese, ma che persuaderà le altre classi a non ingaggiare una lotta per la conquista dei mezzi di produzione.

Una seconda sfera nella quale sono osservabili dei mutamenti è quella dei rapporti internazionali tra gli Stati, dalla necessità di distruggere parte del sistema produttivo esistente e di aprire nuovi mercati sorge l’imperialismo. Questa soluzione deve però scontrarsi ad oggi con dei limiti di natura tecnica, la guerra convenzionale ha ridotto drasticamente la sua portata, per via della capacità distruttiva delle armi cresciuta a dismisura che, in caso di utilizzo, non permetterebbero il raggiungimento sicuro dei risultati sperati. Ad oggi si impiegano dunque sistemi misti, i cui effetti risultano però trascurabili in molti casi, che non possono assorbire la totalità delle contraddizioni generate sul piano economico.

4. Lo sviluppo della tecnica appare quindi come l’ultima spiaggia ed è quello che l’AI dovrebbe incarnare. Generare, a parità di risorse impiegate, risultati maggiori, può essere la soluzione del problema.

Va sottolineato che qualunque mutamento in una delle sfere sopra elencate ha effetti su tutte le altre e su sé stessa, perciò, in questo contesto, si può affermare di essere entrati nella fase dei sistemi di produzione in cui l’organizzazione del lavoro si occupa prioritariamente dello sviluppo delle tecnologie.

Gli enormi progressi tecnologici che si sono raggiunti negli ultimi anni possono far pensare che il sapere sociale generale si innalzerà ad un ritmo sempre più elevato, lasciando a galla solo chi sarà in grado di rimanere al passo. Questo fenomeno apre al rischio di un accentramento dei capitali spaventoso e alla necessità di far partire una corsa allo sviluppo scientifico su scala mondiale, che genererà enormi sconquassi in ogni campo. Inoltre la necessità di impiego di forza lavoro sarà ridotta al minimo, se nel medio periodo si potrà vedere una tendenza maggiore all’impiego di forza lavoro specializzata questo potrebbe non perpetuarsi nel lungo periodo ed anzi si potrebbero raggiungere tassi di disoccupazione elevatissimi. Infatti, se le rivoluzioni industriali precedenti sono state capaci di assorbire nei nuovi settori produttivi tutta la manodopera espulsa da quelli vecchi e in dismissione, questo sembra del tutto precluso con la rivoluzione dell’AI. La diffusione sempre più capillare agirà come una droga che risolve il problema immediato e ne crea uno ancora più grande nell’immediato futuro.

Ciò ci porta a un’altra considerazione marxiana, ossia la caduta tendenziale del tasso di profitto, conseguenti alle crisi economiche, come le crisi di sovrapproduzione, la distruzione delle forze produttive e l’immane scontro tra i capitali a livello internazionale. Un’astrazione scientifica che si ripropone nella società capitalistica – in forme e modi odierni – ma nella sostanza del tutto simile a quella descritta da Marx. Si badi bene qui che si parla di caduta del saggio, ossia della percentuale, non della caduta assoluta, quindi non sono i profitti a diminuire, ma la loro redditività, ossia la quantità relativa di profitti rispetto all’enorme massa di capitali che è stata finora accumulata. Inoltre la caduta è tendenziale; ciò non implica in alcun modo la previsione di un crollo inevitabile, come hanno preconizzato le degenerazioni meccanicistiche e opportunistiche della II Internazionale socialdemocratica dopo la morte di Engels, proprio per togliere dall’ordine del giorno la rivoluzione proletaria.

Il capitalismo si dibatterà ancora una volta tra l’incudine di dover contrastare la caduta del saggio di profitto a fronte di una massa di capitali (soprattutto speculativi e fittizi) che richiedono voracemente sempre più profitti assoluti, e la necessità di distribuire reddito che possa acquistare produzioni sempre più vaste.  Il gioco dei rapporti ineguali a livello internazionale che ha per secoli estratto beni dal Sud del mondo e consentito le società benestanti del Nord sembra al tramonto. Sia per la saldatura dei Paesi intorno ai BRICS, sia per la rivoluzione tecnologica che il Sud, con in testa la Cina, sta compiendo uscendo dalla trappola delle produzioni a basso contenuto di valore aggiunto. D’altro lato nel Nord la voracità dell’assorbimento dei profitti ancora al di fuori di esso limita fortemente la capacità redistributiva che finora ha retto il patto sociale tra le classi nel Nord.

Una società in cui l’organizzazione del lavoro, la creatività, l’innovazione di prodotto più ancora che di processo saranno il discrimine tra vivere o soccombere dovrà necessariamente cambiare il paradigma dei rapporti di produzione.

Non ci si aspetta che questo possa avvenire senza sconquassi, come tutte le fine delle società pregresse, ma mai come oggi l’umanità potrà porsi concretamente il problema di riunificare la socializzazione della produzione e la socializzazione dei mezzi di produzione.

In una parola: Socialismo o barbarie

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COSI Telescope Comes Together

UC Berkeley engineers and managers watch as the COSI (Compton Spectrometer and Imager) detector assembly is slowly raised from a table in this July 8, 2026, image.

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Beijing, Taipei need peace deal before reunification, Taiwanese scholar says

A formal peace deal between Beijing and Taipei should be signed to build trust before discussions on post-reunification political arrangements, a prominent Taiwanese political scientist has argued at a security conference in Beijing. Chang Ya-chung, who heads the Taiwan-based Sun Yat-sen School advocacy group, said the “one country, two systems” formula, which has been applied to Hong Kong and Macau, had so far failed to resonate in Taiwanese society. “If reunification means that one side, with...

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Settembre 2026

Settembre 2026 HoLaKo

novità centro studi libertari / archivio g. pinelli 

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centro studi libertari / archivio g. pinelli
1976-2026 - mezzo secolo d'anarchia

Care e cari,


come vi avevamo preannunciato qualche newsletter fa, a ottobre compiamo mezzo secolo, che vogliamo festeggiare insieme alla casa editrice elèuthera ‒ che ne compie 40 ‒ con una grande festa che si terrà il 3 ottobre a Milano dalle ore 15 alle ore 22. La giornata sarà caratterizzata da reading, musica, talk e brindisi, ma non mancheranno anche due mostre, un tour in archivio (che potete prenotare qui), tanti libri e una serigrafia live a cura di Muralestremo. Vi aspettiamo quindi da Scomodo in Via Jean Jaurès 22 (a 50 metri dalla nostra sede).

Dopo l'annuncio della festa, che vi chiediamo di condividere con quante e quanti possano essere interessati, passiamo alle ultime notizie dal nostro scantinato: per festeggiare i 40 anni di elèuthera abbiamo caricato sul nostro canale youtube il video completo Un'idea esagerata di libertà prodotto nel 2011 per i 25 anni della casa editrice. Proseguiamo con la segnalazione di un importante seminario dedicato a Colin Ward che si terrà a Venezia il 23 e il 24 ottobre, potete approfondire più in basso il programma e scaricare e diffondere il volantino. La newsletter prosegue con la pubblicazione dell'opuscolo da noi prodotto per l'incontro della FICEDL tenutosi lo scorso fine settimana (cogliamo qui l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti e le partecipanti, l’incontro è andato molto bene ed è stata una grande occasione di confronto, di costruzione e rafforzamento della rete internazionale degli archivi e dei centri di documentazione). Nell’opuscolo, tra le altre cose, proponiamo dei temi di ricerca collettiva che speriamo possano catturare il vostro interesse. Concludiamo la newsletter con una nuova cover story questa volta dedicata alla maestra, poetessa e anarchica Virgilia D'Andrea.

Come sempre, non potremmo continuare a fare ciò che facciamo senza il vostro contributo, e dunque... SOSTENETECI!

Donazione
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5 x Mille
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Coloro che ci sostengono con una quota annua ricevono il Bollettino in abbonamento, cartaceo o PDF.
A presto e buona lettura!

il collettivo del Centro Studi Libertari
 

Mezzo secolo di anarchia

La festa

 
 

3 ottobre 2026 – Dalle 15.00 alle 22.00

Scomodo, via Jean Jaurès 22, Milano

Incontri, reading, musica e convivialità

In occasione della festa verranno esposte due mostre realizzate rispettivamente da elèuthera e dell’Archivio G. Pinelli: “A cerchiata, storia veridica ed esiti imprevisti di un simbolo” e “Faccia da anarchico”.

Angolo serigrafia a cura di Muralestremo – Porta una maglietta, una felpa, una toppa o qualsiasi cosa tu voglia serigrafare e… serigrafala!

h. 15.00 Tour del Centro studi libertari / Archivio G. Pinelli
In occasione dei 50 anni di attività del Centro studi libertari / Archivio G. Pinelli  si ripercorreranno le origini e la storia di questo progetto collettivo con una visita ai locali dell’archivio alla scoperta dei suoi fondi, della sua biblioteca ed emeroteca e delle sue collezioni di poster e di molti altri materiali.
 

h. 16.30 – 19.30 Fare comunità, un altro mondo è possibile.

Tre momenti di confronto a partire dal catalogo elèuthera per riflettere insieme sull’importanza di fare comunità oggi.
Intervento introduttivo a cura di Scomodo.
 

h. 16.30 Le minoranze agenti, un omaggio a Goffredo Fofi

Intervento di Vittorio Giacopini. 
Intervallo musicale a cura di Alessandro Spoldi.

h. 17.30 Educare alla libertà

Intervento di Francesco Codello. 
Intervallo musicale a cura di Alessandro Spoldi.

 

h. 18.30 Comunità dal basso e autodeterminazione collettiva

Intervento di Stefano Boni. 
Intervallo musicale a cura di Alessandro Spoldi.

 

h. 20.00

Brindisi collettivo e intervento su convivialità e anarchia di Andrea Perin.
 

Cena a cura del ristorante di Scomodo.

 

h. 21.00 – 22.00 Anarchist Playlist

Percorso musicale a cura di Andrea Morandi. Alla console Pablito el Drito.

Leggi il programma completo
Scarica e diffondi il volantino
Prenota il tour dell'archivio
 

Il video

Un'idea esagerata di libertà

 
Elèuthera è una casa editrice indipendente nata a Milano nel 1986 che rivolge la propria attenzione a quanto si muove nella cultura libertaria internazionale. Pubblica soprattutto saggistica, occupandosi in particolare di antropologia del quotidiano, del rapporto individuo/società e uomo/ambiente, della critica al principio gerarchico nelle sue varie manifestazioni.
Il fondo
Il sito di elèuthera
 

Colin Ward

Ambiente costruito e autonomia
Autonomy in built environment

 
 

23-24 Ottobre/ 23-24 October - Venezia / Venice

Iuav – Ca’ Tron – Calle del Tentor 1957 - Secondo piano / Hall/Sala B2 second floor

L’eredità libertaria di Colin Ward in Italia e nel Regno Unito.
Reti di affinità, culture urbanistiche, città socievoli, autonomia, partecipazione degli abitanti nella pianificazione e nell’architettura.

Colin Ward’s libertarian legacy in Italy and the UK.
Affinity network, planning cultures, sociable cities, autonomy, dweller control in planning and architecture.

Leggi il programma completo ITA/ENG
Scarica e diffondi il volantino ITA/ENG
 

Opuscolo
Old school anarchist

 
Fotografia proveniente dal Fondo Luciano Farinelli/ L’Internazionale ritrae uno gruppo di lavoratori orgogliosi di appartenere all’Unione Vinicola RSP.
Photograph from the Luciano Farinelli Collection /L’Internazionale depicts a group of workers proud to belong to the RSP Wine Workers’ Union.
Indice ITA/ENG
MEZZO SECOLO DI ANARCHIA
HALF A CENTURY OF ANARCHY

ED ELÈUTHERA NE COMPIE QUARANTA!
AND ELÈUTHERA TURNS FORTY!

PROGRAMMA DELLA FESTA
PARTY SCHEDULE

PROPOSTE DI RICERCA COLLETTIVA
COLLECTIVE RESEARCH PROPOSALS
Le osterie come luogo di libertà e sovversione
Taverns, saloons and pubs as places of freedom and subversion
I mestieri dell’anarchia
The Trades of Anarchy
Un’intervista a Vicente Martí da valorizzare e rendere pubblica
An Interview with Vicente Martí to Be Preserved and Made Public
Miloud Naili, un anarchico cabilo vissuto tra Algeria, Francia e Italia
Miloud Naili, a Kabyle anarchist who lived in Algeria, France and Italy

MEMORIA, POTERE E ARCHIVI MILITANTI
MEMORY, POWER, AND MOVEMENT ARCHIVES
Scarica e diffondi l'opuscolo ITA/ENG
Collabora alle ricerche
 

Cover story
Virgilia D'Andrea, maestra, poetessa, anarchica

 
 

di Robert D’Attilio

L'ultimo libro di Virgilia D'Andrea, Torce nella notte, esce dalla tipografia letteralmente poche ore prima della sua morte, avvenuta all'incirca sessant'anni fa, l'11 maggio 1933. La foto commemorativa che viene inserita nel libro mostra una donna non comune dai capelli neri e dallo sguardo intenso, occhi luminosi che sotto una massa di capelli scuri scrutano in profondità. La foto dà l'impressione di un carattere forte, plasmato da eventi drammatici, un'impressione confermata dalle vicende della sua vita.

Leggi l'articolo completo
 

5X1000 al CSL

 
Dal 2023 è possibile destinare al Centro Studi Libertari Giuseppe Pinelli il "5 x mille" in quanto associazione di promozione sociale.

Per devolvere il cinque per mille è necessario compilare il modulo 730, il CU oppure il Modello Unico e firmare nel riquadro “Sostegno degli enti del terzo settore iscritti nel RUNTS…” e indicare il codice fiscale 97030450155. Anche chi non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi può scegliere di devolvere il cinque per mille presentando l’apposita scheda allegata al CU.

Farlo non costa nulla, in quanto se non si esprime una scelta la quota rimane allo Stato. Per noi si tratta invece di un contributo importante, come gli altri canali di donazione, per portare avanti le nostre attività di conservazione e di ricerca in maniera indipendente. I fondi vengono infatti utilizzati, tra le altre cose, per riordinare e rendere fruibili i nostri fondi archivistici, per l'acquisione e la catalogazione dei libri della biblioteca, per avviare nuovi progetti di archivio digitale o mantenere e migliorare quelli esistenti (come "Pinelli: una storia", "Venezia '84" o "Le voci dell'anarchia"), per finanziare le nostre attività editoriali come la pubblicazione del Bollettino, dei Quaderni, e così via.
sezione: “Sostegno degli enti del terzo settore iscritti al RUNTS”

codice fiscale del beneficiario: 97030450155
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Scopriamo comportamenti nascosti nelle pagine web - CYBER 10 FUZZ

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Oggi parliamo di parameter fuzzing nel Web, una classica tecnica utilizzata per scoprire comportamenti nascosti nelle pagine web.

Questo è l'episodio nove della serie "Cybersecurity per principanti", offerto gratis per tutti su YouTube. La serie è portata avanti dal progetto Esadecimale, che nasce per offrire il migliore spazio di didattica informatica presente in tutto il territorio Italiano. Per provare con mano le challenge mostrate nella serie potete iscrivervi in piattaforma:

- https://esadecimale.it
- https://learn.esadecimale.it
- https://cyber.esadecimale.it
- https://code.esadecimale.it
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DENTRO IL DEGRADO di Viale Palmiro Togliatti: Qui la gente è PRIGIONIERA

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Viale Palmiro Togliatti, una delle arterie principali che collega i quadranti più popolosi di Roma, è ormai al centro di una crisi sociale e urbana senza precedenti. Tra degrado visibile, microcriminalità e totale abbandono istituzionale, la quotidianità dei residenti storici è diventata insostenibile.

Tracce evidenti di illegalità a ogni incrocio, cantieri infiniti mai portati a termine e un senso d'insicurezza costante: la sera ci si barrica in casa sperando nella quiete, la mattina si esce con il timore di imbattersi in soggetti alterati e violenti. Un viaggio lungo una sola strada che racchiude tutti i problemi irrisolti della periferia romana.

Cosa ne pensate della situazione? Lasciate un commento con la vostra testimonianza.
Iscrivetevi al canale e attivate la campanella per altri reportage.
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FASHION WEEK in TORRE BRANCA

Venerdì 25 settembre 2026 Milano si guarda dall’alto:
una speciale experience tra panorama, atmosfera e glamour nel cuore della Fashion Week.


Durante la settimana più glamour dell’anno, Milano cambia ritmo, si veste di stile e diventa il punto d’incontro internazionale di moda, creatività e nuove tendenze.


Venerdì 25 settembre 2026, nel pieno della Milano Fashion Week, arriva un appuntamento pensato per vivere la città da una prospettiva completamente diversa: una salita sulla Torre Branca accompagnata da un esclusivo aperitivo, sospesi sopra lo skyline milanese.


Un’esperienza suggestiva nel cuore di Parco Sempione, a pochi passi dal Castello Sforzesco e dalla Triennale Milano, all’interno di uno dei luoghi più iconici e sorprendenti della città.


MILANO COME NON L’AVETE MAI VISTA
Progettata da Gio Ponti e Cesare Chiodi e inaugurata nel 1933 in occasione della V Triennale, la Torre Branca è uno dei simboli dell’architettura milanese del Novecento.
Con i suoi 108,6 metri di altezza, domina Parco Sempione e regala dalla sommità una prospettiva straordinaria sulla città. Un moderno ascensore conduce al belvedere in meno di un minuto e, quando la visibilità lo permette, lo sguardo può spingersi oltre il profilo di Milano fino alla pianura lombarda, alle Alpi e agli Appennini.
Ed è proprio qui che, in occasione della Fashion Week, la semplice visita si trasforma in una vera Milan Experience.


FASHION WEEK ABOVE MILAN
La serata di venerdì 25 settembre unirà il fascino della salita sulla Torre Branca al piacere di un aperitivo esclusivo, creando un momento da vivere e condividere durante una delle settimane più attese dell’anno.
Prima l’emozione dell’ascesa. Poi Milano che lentamente si apre sotto gli occhi, con il Castello Sforzesco, Parco Sempione e lo skyline contemporaneo a disegnare un panorama unico. Infine l’aperitivo, per celebrare la Fashion Week in un’atmosfera elegante e fuori dall’ordinario.


Un appuntamento pensato non semplicemente come un aperitivo, ma come un’esperienza:
Milano vista dall’alto nel momento in cui Milano è al centro del mondo della moda.
La Milano Fashion Week Primavera/Estate 2027, in programma dal 22 al 28 settembre 2026, porta infatti in città oltre 200 appuntamenti tra sfilate, presentazioni ed eventi, trasformando Milano in un grande palcoscenico internazionale dedicato a moda, design e creatività.


UNA SERA SOPRA LA CITTÀ
La Torre Branca diventa così il luogo ideale per concedersi una parentesi speciale nel vortice della Fashion Week: un punto privilegiato dal quale osservare Milano e lasciarsi conquistare dalla sua atmosfera.

COME PARTECIPARE
Fai il tuo Accredito e riserva il tuo posto seguendo questo link :
https://www.infomilano.news/eventi/torrebrancafashionweek2026

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Venerdì 25 settembre 2026
TORRE BRANCA – MILANO
Parco Sempione – Viale Luigi Camoens 2
Salita panoramica + Aperitivo esclusivo


Per una sera non limitatevi a vivere Milano.
Guardatela dall’alto.

L'articolo FASHION WEEK in TORRE BRANCA proviene da InfoMilano.news.

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Apparato urinario: il senso biologico

Sento sempre più persone, uomini ma anche donne, che hanno problemi nella minzione.Il sistema escretorio umano è l’insieme di organi responsabili della filtrazione del sangue, della produzione e, alla fine, dell'espulsione dell'urina.È costituito da due reni, dai canali escretori (i calici, la pelvi renale e l'uretere), dalla vescica (dove l'urina viene immagazzinata prima di uscire) ...continua a leggere "Apparato urinario: il senso biologico"
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BYUNG-CHUL HAN | TROPPO VIVI PER MORIRE, TROPPO MORTI PER VIVERE

Non siamo soltanto stanchi: siamo diventati incapaci di fermarci.Quando il dolore diventa un problema da eliminare, che cosa perdiamo?Per Han, una società senza negatività rischia di trasformare la vita in semplice sopravvivenza. La società contemporanea ci chiede continuamente di funzionare, produrre e migliorarci. Ma che cosa accade quando anche il dolore diventa qualcosa da eliminare? […]

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Come fare un’analisi SEO completa di un sito web: guida pratica all’audit

Analisi SEO completa di un sito web con dashboard, performance e struttura del sito
Analisi SEO, audit SEO, SEO tecnica, contenuti e visibilità organica: analizzare un sito web significa andare ben oltre un semplice controllo delle keyword. Una valutazione completa deve individuare problemi tecnici, opportunità di crescita, contenuti da migliorare, segnali provenienti da Google e nuove forme di visibilità legate alla ricerca basata sull’intelligenza artificiale.

L'articolo Come fare un’analisi SEO completa di un sito web: guida pratica all’audit proviene da FullPress.

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BAD DRIVERS OF ITALY dashcam compilation 9.17 - PEACE & LOVE

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