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Cina, il commercio estero vola: +18,8% in nove mesi

Il commercio estero cinese continua a crescere a ritmi sostenuti, confermando la solidità del sistema industriale del gigante asiatico. Tra gennaio e settembre, il valore complessivo di importazioni ed esportazioni ha raggiunto 39.940 miliardi di yuan, pari a circa 5.940 miliardi di dollari, con un aumento del 18,8% su base annua. Si tratta del livello più alto degli ultimi cinque anni per lo stesso periodo. Secondo i dati dell'Amministrazione generale delle dogane, le esportazioni sono salite del 16,4%, a 23.200 miliardi di yuan, mentre le importazioni hanno registrato una crescita ancora maggiore, pari al 22,3%, raggiungendo 16.740 miliardi. A settembre, l'interscambio ha superato per la prima volta i 5.000 miliardi di yuan in un singolo mese, segnando un incremento annuo del 27,5%.

A trainare la crescita è soprattutto il comparto tecnologico. Le esportazioni di circuiti integrati sono aumentate del 99,1%, quelle di componenti e accessori per computer sono triplicate, mentre le spedizioni di dispositivi di archiviazione sono più che raddoppiate. Crescono anche i server e i prodotti legati all'intelligenza artificiale, dalla robotica ai dispositivi intelligenti. Risultati che, secondo gli analisti cinesi, dimostrano come gli investimenti nell'innovazione e il costante aggiornamento della capacità produttiva stiano rafforzando la competitività internazionale del Paese. La domanda globale legata all'intelligenza artificiale offre un ulteriore impulso, sostenendo le esportazioni di semiconduttori e prodotti ad alto contenuto tecnologico. Ma mentre i numeri confermano la vitalità del commercio cinese, una parte dei media occidentali continua a concentrarsi sul cosiddetto surplus commerciale di Pechino, presentandolo come una minaccia per le economie concorrenti.

Gli esperti cinesi contestano questa lettura, sottolineando che gli squilibri globali non possono essere attribuiti esclusivamente alla Cina. Tra le cause principali indicano il crescente protezionismo, l'estensione eccessiva del concetto di sicurezza nazionale alle relazioni economiche e l'imprevedibilità delle politiche commerciali. Pechino rivendica inoltre gli sforzi compiuti per ampliare le importazioni e favorire un commercio più equilibrato. La crescita degli acquisti dall'estero, superiore al 20% per sette mesi consecutivi da marzo, rappresenta un segnale in questa direzione. In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e interruzioni delle catene di approvvigionamento, la Cina punta così a consolidare il proprio ruolo di partner industriale e commerciale affidabile. L'apertura del mercato interno, anche attraverso la China International Import Expo di Shanghai, mira ad attrarre nuove imprese e prodotti stranieri.

La questione di fondo resta dunque aperta: anziché trasformare il successo industriale cinese in un bersaglio, le economie mondiali dovrebbero affrontare le cause strutturali degli squilibri e puntare sulla cooperazione. Perché la crescita del commercio globale non si ottiene alimentando nuove barriere, ma costruendo condizioni più stabili per gli scambi.

 

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Dal Mossad ai cartelli messicani: il lato oscuro della guerra in Ucraina

Il conflitto in Ucraina è diventato un terreno di addestramento per combattenti stranieri e organizzazioni criminali latinoamericane. Secondo Vasili Prozorov, ex ufficiale dei servizi di sicurezza ucraini, dal 2024 cartelli della droga colombiani, messicani, peruviani ed ecuadoriani inviano propri uomini al fronte per acquisire esperienza nella guerra moderna, soprattutto nell'impiego dei droni.

Prozorov denuncia inoltre il coinvolgimento di agenti del Mossad e dello Shin Bet nell'addestramento di unità ucraine, compreso l'insegnamento di tecniche di interrogatorio illegali e tortura. Mosca denuncia da tempo che personale occidentale, ufficialmente presentato come consulenti e istruttori, partecipi direttamente ai combattimenti.

Intanto l'esperienza acquisita al fronte viene sfruttata dai cartelli latinoamericani per rafforzare le proprie capacità operative.

Dietro le immagini eroiche di propaganda diffuse dalle campagne di reclutamento, emerge così una realtà molto più brutale, segnata da caos, disorganizzazione e corruzione.

 

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Can China’s coal industry ride to the rescue of a world in oil shock?

Be warned. The global economy is likely to experience a recession next year. War across the Middle East is set to escalate, wrecking energy supplies for many years, even as the artificial intelligence (AI) bubble is ripe to burst. This, however, would also create an energy leadership opportunity for China. High energy prices already fuel demand for Chinese renewable energy products and electric vehicles. But as a leader in building coal-fired power plants, China can also offer the global market...

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Can China’s coal industry ride to the rescue of a world in oil shock?

Be warned. The global economy is likely to experience a recession next year. War across the Middle East is set to escalate, wrecking energy supplies for many years, even as the artificial intelligence (AI) bubble is ripe to burst. This, however, would also create an energy leadership opportunity for China. High energy prices already fuel demand for Chinese renewable energy products and electric vehicles. But as a leader in building coal-fired power plants, China can also offer the global market...

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Can China’s coal industry ride to the rescue of a world in oil shock?

Be warned. The global economy is likely to experience a recession next year. War across the Middle East is set to escalate, wrecking energy supplies for many years, even as the artificial intelligence (AI) bubble is ripe to burst. This, however, would also create an energy leadership opportunity for China. High energy prices already fuel demand for Chinese renewable energy products and electric vehicles. But as a leader in building coal-fired power plants, China can also offer the global market...

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‘Time for Zelensky to go’: Musk escalates satellite slowdown row

Tech billionaire Elon Musk called on Wednesday for Volodymyr Zelensky to “go” as Ukraine’s leader, after insisting any disruption to the war-torn country’s use of his satellite communications system was the fault of the US government, not his company. The comments came as Kyiv raised doubts over US support for Ukraine in its war with Russia, accusing Washington this week of helping Moscow by failing to warn it of incoming missile strikes and hobbling Kyiv’s military response through changes to...

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‘Time for Zelensky to go’: Musk escalates satellite slowdown row

Tech billionaire Elon Musk called on Wednesday for Volodymyr Zelensky to “go” as Ukraine’s leader, after insisting any disruption to the war-torn country’s use of his satellite communications system was the fault of the US government, not his company. The comments came as Kyiv raised doubts over US support for Ukraine in its war with Russia, accusing Washington this week of helping Moscow by failing to warn it of incoming missile strikes and hobbling Kyiv’s military response through changes to...

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Brexit, Londra rispolvera la carta russa: accuse senza prove per rimettere in discussione il voto

Andy Burnham rilancia la tesi delle interferenze di Mosca nel referendum del 2016, ma trova smentite proprio in casa britannica. Sullo sfondo, il tentativo di riaprire la partita con Bruxelles. Quando qualcosa non va secondo i piani, in Europa c'è una spiegazione buona per ogni occasione: la colpa è della Russia. Questa volta a rispolverare la formula è il primo ministro britannico Andy Burnham, che torna sul referendum del 2016 per sostenere che Mosca avrebbe interferito nella vittoria della Brexit. Peccato che, a smentirlo, siano proprio esponenti politici e responsabili dell'intelligence britannica. Intervenendo nel podcast ‘The Rest Is Politics’, Burnham ha dichiarato di aver ricevuto conferma dell'ingerenza russa dopo aver posto la questione una volta arrivato a Downing Street. Non ha però spiegato in che cosa sarebbe consistita questa interferenza, né ha presentato prove a sostegno dell'accusa.

Non pago, il premier ha esteso il ragionamento alla Francia e alla Germania, sostenendo che parte del consenso raccolto dai movimenti critici verso le attuali leadership europee sarebbe alimentato dai «nemici», in particolare dalla Russia. Una narrazione che trasforma il dissenso politico interno in una possibile operazione ostile straniera. La replica più significativa è arrivata da Boris Johnson, uno dei principali artefici della Brexit. L'ex premier ha ricordato che, quando era ministro degli Esteri, aveva interrogato i servizi di sicurezza sulla questione, ricevendo una risposta inequivocabile: non c'erano prove di interferenze russe riuscite nel referendum del 2016, né di altre potenze straniere. Anche il capo dell'MI5, Ken McCallum, ha invitato a distinguere tra un tentativo di interferenza e un effettivo condizionamento del risultato. Una distinzione tutt'altro che secondaria, soprattutto quando si lanciano accuse contro uno Stato senza rendere pubblici gli elementi che dovrebbero sostenerle. Dietro la polemica c'è però una questione politica più ampia. Burnham considera la Brexit più dannosa che vantaggiosa e ha promesso una revisione dei rapporti con l'Unione Europea, arrivando a evocare diverse opzioni: dal ritorno nel mercato unico e nell'unione doganale fino a una nuova adesione al blocco. È proprio questa prospettiva a suscitare le critiche di George Galloway, fondatore del Partito dei Lavoratori di Gran Bretagna.

Secondo il politico britannico, Burnham non dispone di un mandato popolare per una decisione tanto divisiva. La Brexit, ricorda, fu scelta da 17,4 milioni di cittadini e potrebbe essere revocata soltanto attraverso un nuovo referendum. Galloway contesta inoltre l'idea di rientrare in un'Unione Europea in crisi, governata da leader sempre più impopolari e compromessa da scelte disastrose in politica estera, dal Medio Oriente all'Ucraina. Il ricercatore Vasili Yegorov interpreta le dichiarazioni di Burnham come parte di una strategia per rimettere in discussione lo status quo sulla Brexit. In questo quadro, l'accusa a Mosca rischia di diventare uno strumento per delegittimare una scelta democratica sgradita, anziché un'affermazione da dimostrare attraverso fatti verificabili. Non mancano, del resto, i precedenti di interventi occidentali nel dibattito britannico. Barack Obama si era apertamente pronunciato contro l'uscita del Regno Unito dall'UE, mentre anche altri esponenti occidentali avevano manifestato la propria opposizione alla Brexit. Il meccanismo, tuttavia, continua a essere applicato soprattutto in una direzione.

Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, aveva sintetizzato il principio invitando a «attribuirlo ai russi» quando vi fossero sufficienti sospetti. Una battuta che fotografa una tendenza ormai consolidata: evocare Mosca per spiegare fenomeni politici scomodi. La domanda, allora, non riguarda soltanto ciò che accadde nel 2016. Riguarda anche il presente: se una scelta popolare non piace più alle classi dirigenti, è necessario cercare un nemico esterno per metterla in discussione?

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US stocks drop to their worst day since July as inflation worsens

US stocks dropped to their worst day since July on Wednesday, following the latest signal that inflation is getting worse. The S&P 500 sank 1.1 per cent for a fifth loss in the six days since setting its all-time high. The Dow Jones Industrial Average fell 48 points, or 0.1 per cent, and the Nasdaq composite slid 1.9 per cent as stocks in the artificial-intelligence industry led the way lower. Stocks felt pressure from rising yields in the bond market, where worries grew after a report said US...

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US stocks drop to their worst day since July as inflation worsens

US stocks dropped to their worst day since July on Wednesday, following the latest signal that inflation is getting worse. The S&P 500 sank 1.1 per cent for a fifth loss in the six days since setting its all-time high. The Dow Jones Industrial Average fell 48 points, or 0.1 per cent, and the Nasdaq composite slid 1.9 per cent as stocks in the artificial-intelligence industry led the way lower. Stocks felt pressure from rising yields in the bond market, where worries grew after a report said US...

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Angry Youth in Aging Europe

A bitter generational battle over resources is boiling over as economic growth on the continent stalls.

© Christophe Archambault/Agence France-Presse — Getty Images

A student protest in Bordeaux, France, on Tuesday.
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100th 6Days FIM Enduro Of Nations. D3. Lasciamo respirare i cavalli, la corsa è ancora lunga [VIDEO]

L’Italia World Trophy di Cristian Rossi morde il freno e scorre la terza giornata (accorciata) in controllo. I francesi non riescono ad approfittarne e restano a 3 minuti e mezzo. I ragazzi del Trofeo Junior a 40 secondi dalla vetta, il Team Italy sempre al comando nel Club Team Award. Il duello Garcia-Verona esalta l’Evento

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Oroscopo 15 ottobre 2026: Leone protagonista, Toro serve dolcezza, Acquario attento al lavoro

Oroscopo 15 ottobre 2026: Leone protagonista. Toro serve dolcezza, Acquario attento al lavoro Ariete, voto 6. Una sfida professionale richiede prontezza e pazienza. In amore tornano complicità e occasioni intriganti, mentre le finanze chiedono prudenza. Toro, voto 5. Nei sentimenti serviranno ascolto e dolcezza per superare qualche distanza e ritrovare l’intesa. Sul lavoro affrontate gli …

L'articolo Oroscopo 15 ottobre 2026: Leone protagonista, Toro serve dolcezza, Acquario attento al lavoro proviene da Livornopress.

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Linux kernel devs drop obligatory confession of AI tool usage

Despite previous controversies, it seems like the lords of Linux are warming to AI-assisted coding. The penguin's kernel community has agreed to stop asking coders to disclose whether they used bots to help with their contributions. And Linux kernel supremo Linus Torvalds has made clear that he opposes "stupid" AI disclosure rules as long as people understand the code they're submitting. "The Maintainers Summit reached consensus to deprecate the Assisted-by Tag," said Sasha Levin, a Linux kernel developer and engineer at Nvidia, in a message to the Linux kernel mailing list last week. "Remove the documentation requiring it." The policy had said that those using "any sort of advanced coding tool in the creation of [their] patch" should acknowledge that through the addition of an "Assisted-by" tag in the commit message. The AI labeling proposal initially took shape in July 2025. It became part of the documentation in January 2026. This was shortly after Torvalds said that he was fairly positive about vibe coding as a way for people to get into programming, but remained skeptical about its effect on software maintainability. Since then, he's warmed to AI tool usage. AI attribution wasn't an issue when the generated code was obvious, buggy, and bad. But in the past year or so, AI coding agents started producing code that is of acceptable quality for the purposes of the Linux kernel community. "LLMs are good enough now," said Greg Kroah-Hartman, a veteran Linux kernel maintainer, at the Linux Foundation's Open Source Summit in South Korea in August. "They've gotten good enough to find bugs because LLMs, AI, are just pattern matchers and code is nothing but patterns in a specific format." Cautious acceptance hasn't erased concerns about errors slipping through unnoticed, accountability, and coding agents reproducing copyrighted code. There's also still a stigma in some circles around the use of AI tools. Those who have spent years honing software skills, coding with limited assistance from tools, may disparage developers who don't understand the code they conjure with a prompt. Rapid change will do that – in the space of a few years, software production practices have changed drastically, and software quality, security, and maintenance practices have yet to fully adjust. The leading makers of AI coding agents – Anthropic, Google, Microsoft, OpenAI, and the like – are doing their best to promote AI-driven projects as better than anything a human developer could manage. Yet even they differ in their AI attribution practices. Claude adds provenance messages by default, but Codex does not. In fields such as advertising and art, content provenance can help assess misinformation and human creative input. For code, the focus tends to be more on functionality than form. In a prior discussion of the merits of the tag requirement, Jeff Layton, a Linux kernel developer with Red Hat, explained the rationale for reversing course. First, he said, not everyone abides by the policy. Second, he said, "it basically serves as free advertising for proprietary LLM companies." And third, he said, "it's not clear why we want to collect this info in the first place." Some kernel contributors still see value in the tagging requirement. "I'm not happy removing the tag without adding another mechanism for required disclosure," said Laurent Pinchart, a Linux kernel dev and founder of Ideas on Board, in a mailing list post on Tuesday. "Without that, I can foresee submitters pushing back on the question." Pinchart challenged the argument that AI labeling rules will just be ignored. "What this is about is setting our expectations, telling what we want and what we don't want," said Pinchart. "There's still value in that, and I'd argue there's even more value now. There will be people who won't care, there will be people who cheat. We've always had those, we'll keep having them, and we'll keep rejecting their contributions. I really don't get the unenforceable argument here." Linus Torvalds responded with an emphatic rejection of tool usage declarations. He wrote: What you are about is something entirely different. It has nothing to do with "expectations", and it has everything to do with your hangups. I don't understand this whole idiotic concept of "don't use AI for X". Here's a new rule just for you: don't use compilers for any of your kernel submissions. Because if you can't show that you really understand what the machine is actually doing by writing your code in assembler, then I don't want to see your code contribution. You clearly aren't competent if you can't write it that way. And btw, you had better not use an editor to write that commit message either. Because I need you to show me that you can actually write a good commit message without using tools that make it easy to backspace and hide the mistakes you made while typing. Ok? Because otherwise those tool-assisted commits of yours clearly aren't showing that you know what you are doing. Do you not see how UTTERLY STUPID those kinds of rules would be? So no. We're not going to make stupid rules that say "you can't use tools for X". The kind of expectations *I* have is that people do their best and I expect people to understand what they are doing. But that understanding has very little to do with what tools they use. And quite honestly, in my experience, the people I respect and call intelligent are not the ones that shy away from using new and interesting tools. ®

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NASA to Host News Conference Previewing US Spacewalks 100, 101

NASA astronaut and Expedition 75 flight engineer Anil Menon conducts a spacewalk to prepare the International Space Station for future upgrades to its power system. Menon helped build a modification kit on the station’s Starboard 6 truss segment where a roll out solar array is slated to be installed later this year.
NASA astronaut Anil Menon conducts a spacewalk on Aug. 6, 2026, to prepare the International Space Station for future upgrades to its power system.
Credit: NASA

NASA will preview two upcoming spacewalks to complete solar array installation and power augmentation of the International Space Station during a news conference at 2 p.m. EDT, Tuesday, Oct. 20, from NASA’s Johnson Space Center in Houston.

NASA will stream the event through a variety of platforms. Learn where to watch online:

https://www.nasa.gov/live

NASA participants in the news conference include:

  • Gaurang Patel, operations integration manager, Low Earth Orbit Program
  • Garrett Hehn, spacewalk flight director, Flight Operations Directorate

United States-based media interested in attending in person must contact the Johnson newsroom no later than 3 p.m., Monday, Oct. 19, at: jsccommu@mail.nasa.gov. Media joining by phone should request dial-in details by the same deadline. To ask a question, media must dial in no later than 15 minutes before the start of the news conference.

Thursday, Oct. 29

During U.S. spacewalk 100, NASA astronaut Anil Menon and CSA (Canadian Space Agency) astronaut Joshua Kutryk will exit the station’s Quest airlock to install and deploy an International Space Station Roll-Out Solar Array (IROSA) on the 2A electrical power channel. The solar array will be the seventh IROSA and will provide additional power to support critical station operations, including its safe and controlled deorbit.

Thursday, Nov. 5

During U.S. spacewalk 101, Menon and Kutryk will install and deploy the eighth and final IROSA on the 3B channel of the space station, completing the power augmentation upgrades.

The final two roll-out solar arrays will complete the space station’s power system augmentation. Together, the eight roll-out arrays will increase available power by up to 30%, boosting the station’s electric power generation capacity from 160 kilowatts to approximately 215 kilowatts.

NASA will share additional coverage details about U.S. spacewalks 100 and 101 closer to each operation on the agency’s live events web page and the space station blog. The spacewalks will be the 285th and 286th conducted in support of space station assembly, maintenance, and upgrades.

To learn more about International Space Station research, operations, and its crews, visit:

https://www.nasa.gov/station

-end-

Joshua Finch / Jimi Russell
Headquarters, Washington
202-358-1100
joshua.a.finch@nasa.gov / james.j.russell@nasa.gov

Sandra Jones / Anna Schneider
Johnson Space Center, Houston
281-483-5111
sandra.p.jones@nasa.gov / anna.c.schneider@nasa.gov

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La Cina presenta un piano per l’innovazione sci-tech del settore ferroviario

La Cina presenta un piano per l’innovazione sci-tech del settore ferroviario

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina, che gestisce la più grande rete ferroviaria ad alta velocità al mondo, ha pubblicato un piano per l’innovazione scientifica e tecnologica nel settore ferroviario per il periodo del 15esimo Piano quinquennale (2026-2030).
Il piano delinea i compiti principali nei settori della ricerca di base e delle tecnologie di frontiera, della costruzione ingegneristica, delle attrezzature tecniche, dei servizi di trasporto, delle ferrovie digitali e intelligenti, della sicurezza e dello sviluppo sostenibile e a basse emissioni di carbonio.

Il documento, pubblicato recentemente dall’Amministrazione ferroviaria nazionale (NRA), propone di istituire sostanzialmente, entro il 2030, un sistema di innovazione scientifica e tecnologica che guidi la modernizzazione ferroviaria.

Nel periodo 2026-2030, la Cina prevede di costruire circa 30 nuove basi per l’innovazione scientifica e tecnologica dell’industria ferroviaria sotto la supervisione della NRA, di realizzare progressi decisivi in almeno 100 tecnologie fondamentali chiave e di ottenere non meno di 500 importanti risultati scientifici e tecnologici.

Il Paese prevede inoltre almeno 20 scenari applicativi tipici o progetti dimostrativi in ambiti quali il sistema operativo dei treni ad alta velocità da 400 km/h.

Per quanto riguarda le attrezzature tecniche, il piano propone di portare avanti in modo costante e ordinato la ricerca sulla tecnologia dei treni a levitazione magnetica ad alta velocità da 600 km/h, nonchè i test e la verifica delle tecnologie chiave per la produzione nazionale.

Nel settore dei servizi di trasporto, il piano promuoverà l’aggiornamento della piattaforma ufficiale di biglietteria 12306, trasformandola da un servizio dedicato esclusivamente all’acquisto di biglietti a un sistema di servizi smart che copre l’intero viaggio, fornendo soluzioni di spostamento intermodali integrate che rispondano con precisione alle esigenze “personalizzate, differenziate e diversificate” dei passeggeri.

Secondo il piano, la Cina accelererà la realizzazione di modelli di grandi dimensioni, set di dati e infrastrutture di capacità di calcolo nel settore ferroviario e istituirà almeno 20 set di dati settoriali di alta qualità e oltre 20 scenari applicativi tipici dell’intelligenza artificiale.
Per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile e a basse emissioni di carbonio, il piano prevede la promozione dell’esercizio dimostrativo di locomotive diesel a basse emissioni e a basso consumo di carburante, nonchè di locomotive e materiale rotabile alimentati da più fonti energetiche, come batterie e idrogeno, l’istituzione e il perfezionamento di un sistema di gestione delle emissioni di carbonio e il raggiungimento del picco delle emissioni complessive di carbonio del settore ferroviario entro il 2030.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Security researchers spent 6 days doing their Chromework, built 1B user exploit

Researchers at security startup Xbow used OpenAI's GPT-5.6 Sol model to help chain three zero-day vulnerabilities in Chrome into an exploit capable of executing code outside the browser's sandbox on Windows machines. Xbow estimates that this could affect about one billion users worldwide. Google fixed all three, and paid the Xbow team a $250,000 bounty, its top reward for a Chrome full-chain exploit. The payout also proves a nice return on investment for the human bug hunters - Brendan Dolan-Gavitt, Andres Luksenberg, Baul Lee, and Willem Pinckaers - who spent just six days during the Black Hat and DEF CON conferences and about $40,000 in token charges to discover the vulnerabilities and build the attack chain. “The number on the check is impressive, but the time it took our team, with the help of a publicly available AI model, to break in is even more impressive,” Xbow CEO and founder Oege de Moor said on Tuesday. “A three letter intelligence-agency veteran told me that his team used to spend six months trying to identify this kind of vulnerability and get total access. We did it in six days.” In a separate technical writeup about the attack chain, Dolan-Gavitt detailed the work done by humans and AI agents. Agents, using OpenAI's GPT-5.6-Sol model, searched source code, tested the team’s hypotheses, and developed proofs of concept and exploit stages, he said. Meanwhile, the AI pen-testing security startup’s researchers chose targets, provided context, challenged the agents’ results, and decided which attack components to chain. "We did apply a fair bit of our own human expertise and judgment," he wrote. Crossing two security boundaries in 3 steps Google’s Chrome browser uses several layers of security to protect users, and this includes sandboxes - barriers to contain compromised code and ensure that someone who hacks an individual website can’t take over the entire computer. This includes deploying the V8 sandbox to prevent any memory corruption flaws in the V8 JavaScript engine from impacting other memory. The V8 sandbox sits inside the operating-system process sandbox, and this nested design means that escaping V8's memory restrictions doesn't automatically grant native code execution. Even if an attacker achieves native code execution inside Chrome's renderer, the outer process sandbox restricts access to the rest of the machine. “The chain crossed both boundaries in three vulnerability stages,” abusing Chrome to run code on Windows machines, Dolan-Gavitt wrote. The attack combines a V8 compiler bug, an animated-WebP decoder bug, and a memory-safety bug in Crashpad. The first vulnerability is in Maglev, V8's mid-tier optimizing compiler, and it’s due to a reused, mutable boxed number during deoptimization. This gives attackers read and write access throughout V8's pointer-compression cage. The second stage, the animated-WebP bug, is a V8 sandbox escape. “But rather than attacking the sandbox itself we exploited a property that the V8 sandbox deliberately does not enforce and that Blink incorrectly assumed it could trust,” Dolan-Gavitt explained. “Finally, the exploit used an overflow in Crashpad to cross the final outer process boundary and achieve unsandboxed code execution on the host.” While Google patched all three security issues, and Chrome installs updates on its own, a fix only takes effect once the user relaunches the browser. If you use Chrome, make sure you are running version 152.0.7977.82 or later. The time and money spent to achieve a full chain Chrome exploit illustrate - yet again - that “the bar is significantly lower” for attackers armed with LLMs, Dolan-Gavitt wrote. “Defend accordingly.”®

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Il Mito perduto e ritrovato / 2 – Il signore del disordine e dell’inganno

di Sandro Moiso

Georges Dumézil, Loki, traduzione di Silvia Spinnler, edizioni Adelphi, Milano 2026, pp. 234, 26 euro

Su una cosa non possono esservi dubbi: il Mito, a differenza delle religioni rivelate o delle illusioni ispirate dall’illuminismo e dal positivismo, non fornisce risposte, tanto meno preconfezionate, ma pone degli enigmi. In questo senso, anche se talvolta o superficialmente è stato accostato alle fiabe, non dissemina insegnamenti rivolti alla stabilità della vita sociale oppure ad indirizzarne correttamente la moralità.

Per questo motivo, dunque, all’interno delle sue logiche o narrazioni non si rivela mai né utile né saggio dividere nettamente il bene dal male. Ogni narrazione mitica contiene delle intrinseche contraddizioni che occorre risolvere, in un senso o in un altro, oppure semplicemente accettare come parte di quel mistero che spesso circonda sia l’agire umano che quello caotico, e tutt’altro che ordinato nel suo divenire, della natura e dei suoi cicli; cui la scienza e la filosofia cercano di dare spiegazioni che, se onestamente indagate e analizzate, non fanno altro che allargare il campo di incertezze e di quesiti ogni qualvolta sia raggiunto un risultato ritenuto certo. Una trasmissione del sapere, quella riconducibile al Mito, antica forse quanto le prime società umane, ma che è comunque vicina al “sapere di non sapere” che caratterizza molto spesso le riflessioni sulla fisica e l’astrofisica.

In tale contesto, diventa sicuramente importante rivolgere l’attenzione a una divinità ambigua come quella di Loki, figura conosciutissima dei miti norreni, che è al centro della ricerca di Georges Dumézil appena pubblicata dalle edizioni Adelphi nella collana «Il ramo d’oro».

Loki nella mitologia norrena è una figura ricorrente e risulta tra le divinità più note e citate: è il dio dell’astuzia e degli inganni, ingegnoso inventore di tecniche. È una figura ambivalente poiché in alcune narrazioni è compagno di Odino e Thor che, spesso, si cavano d’impaccio grazie alla sua astuzia, mentre in altre è proprio colui che attenta all’ordine cosmico, contraddistinto dall’attitudine all’inganno e dall’essere un temibile e camaleontico attaccabrighe, fino ad essere maligno. E’ lo stesso Dumézil, fin dall’introduzione del 1948, ad avvertirci della difficoltà insita nel tentativo di inquadrare le caratteristiche di Loki, non essendo certo quest’ultimo riconducibile a un’unica qualità o funzione.

Loki è una delle divinità scandinave più singolari. Ha via via disorientato, scoraggiato o fuorviato tutte le scuole di esegeti, e si ha già un bel da fare anche solo a elencare le aporie, le antinomie che si affastellano attorno a questo personaggio. Ecco le principali.
Loki è una divinità importante, che entra in scena in numerosi racconti, ma per quanto ne sappiamo ai tempi del paganesimo era una divinità priva di culto, ovvero priva di una funzione, e in nessun paese scandinavo esiste un toponimo in qualche modo a lui connesso. Si tratta allora di una figura propriamente religiosa, di un vero dio? Non è piuttosto un personaggio fiabesco, un tipo folkloristico, introdotto a posteriori all’interno della mitologia? Può darsi. Ma allora si dovrà giungere alla conclusione che parti significative della mitologia scandinava non solo sono piene di depositi folkloristici, ma hanno, nel loro complesso, un’origine folkloristica, perché se si sottrae Loki, è impossibile conservare nella loro forma tradizionale molte storie di Od¯inn e di Þorr, ossia divinità incontestabilmente « di culto ».[…]
Loki è l’amico e l’ausilio più prezioso degli dei e insieme il loro peggiore nemico. Tali aspetti possono essere considerati entrambi ugualmente primitivi, innati? Non bisogna forse vederli in una prospettiva cronologica, e supporre che il « Loki cattivo » sia apparso solo al termine di una lunga evoluzione[…]? Può darsi. Ma in tal modo si incorre – così come si è allegramente fatto in passato – in tagli di ogni genere, visto che il Loki cattivo è più attestato rispetto a quello buono, e ancora una volta si può constatare come non sia sufficiente affermare, rivendicare un « processo storico » perché questo si materializzi. Amico o nemico degli dei, confidente ingegnoso o temibile burlone, Loki scorrazza a suo agio nella mitologia minore, sembra quella la sua dimora. E poi, all’improvviso, in alcuni miti egli assume valore e dimensione enormi, quasi cosmici: che si tratti dell’uccisione di Baldr, del proprio supplizio, della propria epifania alla fine del mondo […]. Non si dovrà allora supporre anche qui un’evoluzione? Vi sono stati forse modelli cristiani, oppure iranici, che hanno imposto al piccolo dio briccone degli Scandinavi una trasfigurazione satanica o ahrimanica? Può darsi. Ma questo ci porta lontano, ben al di là di Loki, e conduce a grandi inverosimiglianze: la storia dell’esegesi dei miti scandinavi è tutta costellata di questi azzardi, in cui le scritture apocrife, il cristianesimo latino o celtico, la Bibbia o un dualismo imbastardito dovrebbero spiegare le fantasie « tardive » dei pagani del Nord.
Infine, anche oggi i contadini della Norvegia, della Scania, della Danimarca, delle Færøer, dell’Islanda sanno chi sia Loki; è citato in formule, proverbi, alcuni racconti; in diverse di queste regioni Loki è posto anche in relazione a piccoli fenomeni naturali e ad alcuni episodi della vita sociale. Come interpretare queste tracce? Sono forse posteriori al Loki ricco di sfaccettature della tradizione letteraria medioevale, sue derivazioni o sue distorsioni? O al contrario in esse sopravvive un Loki più rozzo ma più puro e più antico, di cui la tradizione letteraria medioevale non sarebbe stata che un abbellimento, un’amplificazione, e forse un’effimera falsificazione?1.

Fin da queste righe iniziali non solo si dimostra come sia difficile definire con sicurezza sia le origini che la funzione simbolica e religiosa di un personaggio mitico quale Loki, ma anche l’estrema attenzione e cautela con cui l’autore si muove nell’ambito del Mito e delle sue ricorrenze nelle rappresentazioni nelle culture che lo hanno assunto al loro interno nel corso del tempo. In tal modo Dumézil, nonostante le contraddizioni che ne hanno caratterizzato le ricerche, si rivela ancora oggi una lettura indispensabile per chiunque voglia occuparsi del Mito e delle figure e funzioni simboliche da questo assunte nelle varie e successive culture che ne hanno fatto uso.

Georges Edmond Raoul Dumézil (4 marzo 1898 – 11 ottobre 1986) è stato un filologo , linguista e studioso di religioni francese, specializzato in linguistica comparata e mitologia ed ha svolto attività di insegnamento presso l’Università di Istanbul, l’École pratique des hautes études e al Collège de France, nonché membro dell’Académie Française. E’ soprattutto noto per la sua formulazione dell’ipotesi trifunzionale nella mitologia e nelle società protoindoeuropee, finendo con l’avere una grande influenza nel campo della mitologia comparata e degli studi indoeuropei.

Proprio questa insistenza sull’importanza delle lingue e sulle strutture sociali ritenute di origine indoeuropea ha fatto sì che negli ultimi decenni, più o meno direttamente, le sue ricerche siano state contestate da altri storici e ricercatori, come Martin Bernal2, per quello che è stato ritenuto il sostanziale culto delle razze che sarebbe alla base di tali ipotesi. Mentre, sempre indirettamente, il lavoro di Giovanni Semerano (1911 – 2005), filologo classico e linguista italiano studioso delle antiche lingue europee e mesopotamiche, ha proposto in alternativa un’altra controversa teoria delle origini della cultura europea, in base alla quale le lingue europee risulterebbero essere di provenienza mediterranea e fondamentalmente semitica piuttosto che indoeuropea3.

Una sua presunta amicizia, negli anni ’30, con Pierre Gaxotte, che era stato il segretario del leader del gruppo di estrema destra Action Francaise, Charles Maurras, attirò su Dumézil le critiche da parte di studiosi e ricercatori di sinistra che, negli anni ’80 e ’90, accusarono il suo lavoro, in cui si faceva riferimento alla tradizione indoeuropea, di aver influenzato i membri della Nuova Destra europea, tra cui Alain de Benoist, e l’idea del ripristino di un ordine gerarchico tradizionale in Europa (tripartito), anche se Dumézil respinse sempre tali accuse.

Per la sua opera monumentale, che comprende più di settantacinque libri e centinaia di articoli accademici, Dumézil fu però difeso da molti colleghi, tra cui C. Scott Littleton e altri studiosi dell’Università della California di Los Angeles (dove fu accolto come visiting professor nel 1971) per l’impulso dato alla rinascita degli studi indoeuropei e della mitologia comparata nella seconda metà del XX secolo, e da studiosi e filosofi come Michel Foucault, mentre la sua ricerca continua ad avere una forte influenza tra indoeuropeisti, classicisti, celtisti, germanisti e indologi.

Anche se alcuni dei suoi critici, in particolare seguaci di Lévi-Strauss, che pur sponsorizzò la sua elezione all’Académie Française nel 1975, avrebbero spesso sostenuto che le strutture mitologiche e sociali che Dumézil identificava con gli indoeuropei non fossero distintamente tali, ma piuttosto caratteristiche di tutta l’umanità. Cosa che, però, allarga potenzialmente il concetto di tripartizione dei poteri anche a tutte quelle società “senza stato”, secondo la definizione datane da Pierre Clastres4, che sono sopravvissute per secoli senza per forza adottare le forme di governo individuate da Dumézil.

Detto tutto ciò, occorre ritornare ad un’opera e a una figura mitologica che hanno molte qualità, soprattutto nel coinvolgere l’attenzione di un pubblico anche meno esperto nelle vicende di un dio ambiguo e del suo incrociarsi con quelle di un’altra figura della mitologia originaria dell’Asia centrale: Syrdon. Un personaggio dell’epica degli Osseti del Caucaso, ultimi discendenti degli Sciti, altrettanto astuto e ambiguo quanto il dio scandinavo, cui Dumézil dedica la seconda parte dell’opera (capp. III e IV).

Come afferma Dumézil: «tutte le caratteristiche di Loki si ritrovano in Syrdon e tutte le caratteristiche di Syrdon in Loki; in particolare in entrambi i personaggi coesistono una componente “utile” e una “malvagia”; e come il delitto più grave e la punizione suprema segnino la fine, nei due dossier, di una vita costellata di cattiverie minori e di mitigata ostilità»5. Anche se, per comprendere qualcosa in più di tale personaggio, occorre seguire la ricostruzione dell’ambiente socio-culturale e geografico in cui lo stesso si è sviluppato attraverso l’epica popolare locale.

Al centro del Caucaso, nelle valli che sboccano sull’antica Vladikavkaz(Ordžonikidze, Džadžiqau) e dominano la Grande Strada Militare della Georgia, vive uno dei popoli più interessanti delle province europee. Gli Osseti sono infatti gli ultimi discendenti delle tribù che, specialmente con i nomi di Sciti e Sarmati, poi di Alani e Rossolani, hanno a lungo popolato un immenso territorio che comprende tutto il Sud dell’attuale Russia, tra il basso Danubio e il mar Caspio, tribù che più volte hanno sferrato attacchi verso i Balcani, verso la Persia o verso il Turkestan. Esse erano una ramificazione ben definita, dal punto di vista linguistico e culturale, di quello che viene chiamato, sulla scorta del luogo di provenienza della maggioranza delle popolazioni che lo costituivano, il «mondo iranico»; esse sono, se non si teme di andare contro ai nomi geografici, gli « Iranici di Europa ». [Gli Osseti] Divisi oggi tra il cristianesimo e l’islamismo, hanno soprattutto mantenuto una religione popolare interamente pagana e tradizioni ricchissime.
[In particolare gli Osseti ] conoscono un vasto insieme di tradizioni epiche che riguardano una razza fantastica da tempo scomparsa, i Narti6.

Occorre ricordare che l’opera dedicata a Loki uscì per la prima volta in Francia nel 1948, come si è già segnalato citandone l’introduzione, ma è evidente come tale studio faccia chiaramente parte di una visione che lo studioso avrebbe esposto completamente nella sua opera maggiore, Mythe et epopée, pubblicata in tre volumi (1968-1973) e nella precedente L’Idéologie tripartie des Indo-Européens, pubblicata nel 1958, anche se in seguito Dumèzil avrebbe considerato la tripartizione funzionale più un’ideologia che un sistema consolidato. Dubitando delle teorie universaliste di Durkheim e Lévi-Strauss, comunque, sostenne sempre che la tripartizione funzionale della società indoeuropea fosse una specifica caratteristica di quella, anche dopo aver studiato le lingue e la mitologia di diversi popoli indigeni delle Americhe, convinto che il trifunzionalismo non fosse diffuso tra quei popoli.

[I Narti] Per le loro avventure e le loro imprese scendevano fino alle pianure del Nord, dove vivevano in villaggi simili a quelli in cui tuttora vivono gli Osseti […]. Buona parte della loro vita trascorreva ora in grandiosi banchetti, ora in chiacchiere e giochi sulla piazza pubblica, che gli Osseti chiamano il nyxæs.
Erano divisi in famiglie. Le tre più famose erano quella degliAlægatæ, quella degli Æxsærtægkatæ e quella dei Boratæ, che una preziosa tradizione classifica secondo il modello della tripartizioneindoiranica in intellettuali, guerrieri e agricoltori.
[…] È probabile che molti di questi personaggi, in particolare l’eroe di acciaio Batradz e l’eroe luminoso Soslan, abbiano incorporato e conservato sino ai giorni nostri una componente mitica, il ricordo di quegli dèi degli Sciti in cui i Greci riconoscevano tra gli altri un Ares e un Apollo.
Nondimeno, nella coscienza degli Osseti, essi sono tutti uomini e assolutamente non dèi. Bisogna sempre tenere presente questa differenza, quando si confronta una tradizione sui Narti con un racconto mitologico straniero, come io mi propongo di fare nelle pagine seguenti. Ma bisogna anche stare attenti a non esagerarne la portata: sia all’inizio della Heimskringla sia nella sua Edda, e sicuramente fedele in questo alla tradizione norvegese, Snorri presenta gli dèi germanici, Asi e Vani, come tribù, come uomini che vivono in villaggi vicini e rivali, che escono dalla (o dalle) loro casa (case – gárd¯r) in vista di avventure e che festeggiano poi nella grande sala di Ægir. Certo, accanto a queste rappresentazioni tutte terrene, e senza preoccuparsi della contraddizione, i Germani ne immaginano altre con caratteristiche più simili a ciò che la nostra cultura classica è abituata ad aspettarsi da una mitologia: gli dèi vivono in cielo, governano il mondo e partecipano a una cosmologia, a una cosmogonia e a un’escatologia. Ma la loro vita quotidiana, l’abbiamo visto a sufficienza nella maggior parte dei racconti in cui entra in scena Loki, si svolge in un contesto dove il contadino di Trondhjem o il signore di Ringsted non si sentivano spaesati7.

Dumézil è abilissimo nel far rimettere i piedi in terra agli studi mitologici e a riavvicinare i Narti e gli dei norreni alle loro comuni radici tribali. Cosa che si rivela utilissima soprattutto per comprendere la funzione contraddittoria e ambigua sia di Loki che di Syrdon, il quale viene poi così descritto:

Syrdon è presente in quasi tutti i racconti. Vi è indispensabile. È un « Narte » come gli altri, ma ha un carattere e modi di agire completamente diversi.
Innanzitutto, è un personaggio inferiore: è spesso definito il « bastardo » dei Boratæ. Gli è attribuita una nascita diabolica che è complementare a quella petrogena di Soslan8. I Narti lo trattano come un domestico: serve in tavola, fa l’aiutante nelle spedizioni, l’intermediario e la guida; è incaricato di tirare a sorte.
Spunta da non si sa dove e allo stesso modo scompare. Possiede una casa misteriosa sotto terra, un labirinto. Ha la facoltà di trasformarsi (rondine, vecchio berretto, fanciulla, donna anziana, vecchio…). Ha un « destriero a tre zampe » che corre come il vento. Estremamente curioso, insegue e svela ogni segreto, « giorno e notte si scervella » per trovare il modo di scoprirli. Sa cosa succede lontano e cosa accadrà nel futuro. È un calcolatore prodigioso. È astuto – insieme e dopo Satana –, è l’astuto per eccellenza […].
Così i Narti sono spesso ricorsi ai suoi consigli e, di fatto, più volte egli li trae da situazioni difficili, in particolare nelle loro relazioni con gli stupidi giganti. Ma, allo stesso tempo, essi diffidano di lui e a ragione, poiché, dice un testo, egli prova gusto nel fare del male, tanto che un suo abituale attributo è Narty xijnæ o Narti fydbylyz, « il male, il flagello dei Narti »; è detto malvagio, privo di coscienza, dissoluto […].
Questa natura malvagia si manifesta in molti modi: prese in giro e insulti crudeli in occasione di disgrazie private e pubbliche; gioia maligna nell’annunciare le disgrazie in arrivo; consigli funesti (tuttavia non capita mai che Syrdon prenda le parti di un Gigante contro i Narti), provocazioni di liti o inasprimento di esse. La sua cattiveria lo impegna in azioni tanto superficiali quanto criminali da cui talvolta fatica molto a uscire. In pratica, è quasi sempre, anche quando è al loro servizio, in uno stato di velata ostilità o collettivamente, verso tutti i Narti […]. Ma il bersaglio principale del suo malanimo è il grande Narte Soslan (o Sosryko)[…]. Cerca e alla fine scopre l’unico punto vulnerabile di Soslan. Lo rivela ai nemici dell’eroe che ne approfittano per ucciderlo, durante un rituale di gioco9.

Il lettore si accorgerà, leggendo le pagine della ricerca, che tra le malefatte, gli scherzi o le disavventure di Loki e Syrdon, vi è una stretta interconnessione (a partire dalle presenza dei giganti quasi sempre sconfitti e/o gabbati dall’astuzia dei due personaggi), così come alcune caratteristiche dei loro “avversari” (ad esempio l’invulnerabilità che lascia aperta una porta d una ferita mortale in una certa parte del corpo) richiamano altre narrazioni più conosciute, come ad esempio quella riguardante l’Achille omerico.

Almeno una delle caratteristiche di Loki, però, quella di poter partorire, lo rende totalmente estraneo a qualsiasi mitologia virile, accentuandone l’ambiguità attraverso l’assunzione di un carattere femminino inaspettato in un contesto in cui guerrieri coraggiosi e spietati, battaglie, forza fisica e grandi e infinite bevute, anche davanti alla morte ormai certa, sembrano farla da padrone.

Eppure, eppure… è proprio questo aspetto a rivelare i tratti non solo di un personaggio, ma di un’intera costruzione mitica che è decisamente in contraddizione con l’ordine definito dalla tripartizione funzionale individuata da Dumézil nelle saghe indoeuropee o indoiraniche.

Loki e Syrdon sono destinati a destabilizzare qualsiasi ordine. Lo provocano per stravolgerlo prendendosi gioco di coloro che ne sono i rappresentanti, armati o ideologici, ma che non sanno spiegare e risolvere l’enigma, il delitto, la burla o la catastrofe che si erge improvvisamente di fronte a loro. Ecco allora che, Dumézil, se non avesse invece voluto limitare il campo alla sola e sempre presunta tradizione indoeuropea, per inquadrare meglio i due personaggi avrebbe potuto fare riferimento a tutta un’altra schiera di trickster. A partire proprio dalle società amerindie del Nord America in cui la figura del Coyote svolge sostanzialmente la medesima funzione10.

Una tradizione quella del trickster, un termine che va interpretato come mistificatore e imbroglione, che è usato nella letteratura etnologica e storico-culturale per indicare una categoria di figure mitiche che nella loro grande varietà presentano tratti ricorrenti e caratteristici. Costituendo in primo luogo una figura di «briccone», che associa però a questo aspetto il fatto di essere esso stesso oggetto di tricks («tiri mancini»). Questo oscillare tra astuzia e dabbenaggine rientra nel quadro di una generale ambivalenza costitutiva della sua natura, per cui egli è al tempo stesso un provocatore di disastri e un istitutore di beni d’importanza vitale. Tali caratteristiche possono essere ravvisate anche in divinità o eroi quali Hermes, Eracle, Prometeo, tanto che questa figura mitologica può essere annoverata tra le più antiche e più universali.

In tutte le narrazioni di carattere mitologico quello che è definibile come il briccone divino può essere, a seconda dei casi o delle occasioni, uomo, donna o animale antropomorfo, vorace, abile nell’inganno e caratterizzato da una condotta amorale, al di fuori delle regole convenzionali. Tanto da far sì che possa essere visto come una divinità ingannevole che rappresenta la “paradossale categoria dell’amoralità sacra”. Come ha sostenuto Lewis Hyde nel suo saggio Trickster Makes the World. Mischief Myth and Art (ed. originale 1998):

Ogni comunità ha i suoi confini, il suo senso del fuori e del dentro, e l’impostore (“trickster”) è sempre lì alle porte della città o alle porte della vita, facendo in modo che ci sia sempre scambio. Egli presiede anche ai confini attraverso cui i gruppi articolano la loro vita sociale. Distinguiamo costantemente giusto e sbagliato, sacro e profano, pulito e sporco, maschio e femmina, giovane e vecchio, vivente e morto, e ogni volta l’impostore varcherà la linea e confonderà le distinzioni. Egli incorpora dunque l’ambiguità e l’ambivalenza, la doppiezza e la duplicità, la contraddizione e il paradosso.

Nel caso di Hermes, ad esempio, siamo di fronte a un dio che fin dalla prima notte di vita, dopo esser stato generato da Maia, figlia del titano Atlante, che si era accoppiata con Zeus:

compì un furto che lo rese subito noto al mondo […]: sgusciò fuori dalla culla e rubò le vacche di Apollo. In questo modo egli apparve subito come il briccone divino, amico dei pastori, patrono delle razzie, protettore dei ladri e padre di altri scaltri bricconi […]. Dalla sua famiglia nacque poi l’astuto per eccellenza, Ulisse.
Il primo atto di Hermes lo qualifica nello stesso tempo come dio notturno, il dio dell’astuzia, patrono di chi cerca con tutti i mezzi di accrescere le sue sostanze: commercianti, ladri, servi trafficoni che cercano di migliorare il loro stato. Non un dio aristocratico, ma popolare, a portata di tutti11.

Così, non è forse un caso che sia stata la cultura popolare degli ultimi decenni a rivalutare la figura non solo di Loki, come nei fumetti della Marvel dedicati alle avventure di Thor, suo eterno rivale, ma anche del trickster più in generale e del Jolly, re dei giochi di carte in cui può ribaltare lo svolgimento potendo assumere qualsiasi valore secondo la volontà del fortunato giocatore che lo estrae dal mazzo, o del Joker che nei fumetti della DC Comics assume le sembianze del più feroce e sardonico nemico di Batman, che rappresenta invece il tutore per eccellenza dell’ordine costituito e della proprietà privata.

Un’attenzione al Joker, soprattutto nelle sue versioni cinematografiche, che si è manifestata anche nelle rivolte sociali di alcuni anni or sono e che rivela non solo la sua valenza di trickster della rivolta, ma anche il fatto che forse nella teoria degli archetipi di Carl Gustav Jung qualcosa di utile era contenuta, proprio nel momento in cui uno degli inventori della psicoanalisi moderna si contrapponeva a Freud sostenendo che, spesso, le radici dei comportamenti umani non sono tanto da ricercarsi nel subcosciente personale degli attori, come nella «psicologia da romanzo famigliare di Freud», «ma nella sfera della mitologia incosciente, le cui immagini primordiali sono patrimonio comune dell’umanità». Per poi aggiungere ancora, poco dopo:

L’immagine primordiale o archetipo è una figura, demone, uomo, o processo, che si ripete nel corso della storia […]. Essa è in primo linea una figura mitologica. Esaminandola da presso, notiamo che essa è in certo qual modo la risultante di innumerevoli esperienze tipiche di tutte le generazioni passate, Si potrebbero scorgere in essa i residui psichici di innumerevoli avvenimenti dello stesso tipo. Essa rappresenta una media di milioni di esperienze individuali e fornisce un’immagine della vita psichica, suddivisa e proiettata nelle forme multiple del pandemonium mitologico12.

Era assolutamente necessario citare le parole di un altro studioso molto discusso per le sue più che controverse conclusioni e prese di posizione che, forse ancor più di Dumézil, di cui si è recensita solo parzialmente l’opera dedicata a Loki vista la sua ampiezza, per far comprendere come lo studio di entrambi possa aprire ancora campi di ricerca amplissimi. In cui, per forza di cose, il presente si ricollega sia al passato che a un futuro ancora tutto da definire, ma in cui il Mito e le sue figure o archetipi possono ancora svolgere una funzione essenziale.

Anche quello della Rivoluzione, ovvero dell’affermazione del disordine preannunciatore di un nuovo ordine a discapito della stasi rappresentata da quello ormai superato. Esattamente come fa Loki favorendo il crepuscolo e la fine degli dei norreni nel corso del Ragnarok. Ultima catastrofe destinata alla rigenerazione del mondo, cui seguiranno una nuova età felice e il rinnovamento della comunità umana.


  1. G.Dumézil, Il problema Loki, introduzione a G. Dumézil, Loki, edizioni Adelphi, Milano 2026, pp. 19-20.  ↩

  2. Si veda: M. Bernal, Atena nera. Le radici afroasiatiche della civiltà classica, il Saggiatore, Milano 2011 (ed. originale francese 1987).  ↩

  3. Cfr. G. Semerano, Le origini della cultura europea. Rivelazioni della linguistica storica, Vol. I, 2 tomi, Firenze, Leo S. Olschki, 1984-1994; Le origini della cultura europea. Dizionari etimologici. Basi semitiche delle lingue indeuropee, tomo I: Dizionario della lingua greca; tomo II: Dizionario della lingua latina e di voci moderne, II, Firenze, Leo S. Olschki, 1984-1994 e L’infinito: un equivoco millenario – Le antiche civiltà del Vicino Oriente e le origini del pensiero greco, Torino, Paravia Bruno Mondadori, 2001.  ↩

  4. P. Clastres, La società contro lo Stato, elèuthera, 2022.  ↩

  5. G. Dumézil, Loki, op. cit., p. 107.  ↩

  6. Ivi, pp.103-104.  ↩

  7. Ibidem, pp. 104-105.  ↩

  8. «Soslan-Sosryko è nato dalla masturbazione di un pastore troppo sensibile alla bellezza di Satana; è nato dalla pietra stessa che aveva ricevuto il seme; Satana ha tuttavia un affetto materno verso quello che chiama “mio figlio che non ho generato”; bello, luminoso, invulnerabile a eccezione del ginocchio (o dell’anca), riempie la terra delle sue imprese, sposa la figlia del Sole, scende negli inferi, ma soccombe a un’oscura macchinazione.» G. Dumézil, op. cit., p. 105.  ↩

  9. Ibid., pp. 105-106.  ↩

  10. Si vedano in proposito: C. G. Jung, K. Kerenyi, P. Radin, Il briccone divino, SE edizioni, Milano 2006 (ed. originale tedesca 1954) e J. De Angulo, Racconti indiani, Adelphi Edizioni, Milano 1973 (ed. originale americana 1953).  ↩

  11. G. Guidorizzi, Introduzione a Hermes. Il dio dell’astuzia, a cura di G. Lozza, Collana «I grandi miti greci» a cura di G. Guidorizzi, vol. 29, Milano 2018, pp. 8-9.  ↩

  12. C. G. Jung, La psicologia analitica nei suoi rapporti con l’arte poetica in C. G. Jung, Il problema dell’inconscio nella psicologia moderna, Giulio Einaudi Editore, Torino 1942, pp. 54-55.  ↩

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CultureLink: rimettere le persone al centro, per costruire comunità

Non sono soltanto le 2mila presenze registrate nei tre giorni a raccontare il senso di CultureLink. Per Dafne Guida, presidente della cooperativa sociale Stripes, che ha promosso il festival insieme a Pedagogika.it, il risultato più importante è un altro: aver costruito un luogo in cui persone, famiglie, educatori, cooperative, istituzioni e giovani professionisti potessero incontrarsi davvero. Non soltanto ascoltare, ma prendere parola, confrontarsi, riconoscersi.

Dal 9 all’11 ottobre, negli spazi di Mind – Milano Innovation District, CultureLink ha messo al centro il tema “Persone”, declinandolo attraverso tre parole: raccontare, immaginare, costruire. Un programma di incontri, convegni, laboratori e attività gratuite (fortemente volute tali) che ha parlato di salute mentale dei giovani, trasformazioni tecnologiche, fragilità, comunicazione, lavoro sociale: «È stato davvero quel festival per tutta la comunità che volevamo fosse». Non un convegno, non un palco in cui qualcuno parla e altri ascoltano, «ma un luogo di parola, dove è stata privilegiata la dimensione più raccolta dello scambio, in una comunicazione fondata sulla bidirezionalità e sull’ascolto dei feedback».

Una scelta che si è vista anche nella partecipazione. «Un dato interessante è l’età media giovane» dei professionisti presenti, osserva Guida: tante operatrici e operatori intorno ai trent’anni, anche negli appuntamenti che non erano espressamente dedicati a loro. Un segnale importante per un settore nel quale i giovani mancano: «Noi ci stiamo lavorando tantissimo. Non tanto sul ricambio generazionale, che non mi piace, ma sulla convivenza tra generazioni. Il confronto tra generazioni è una questione decisiva», annota Guida.

Nel suo bilancio ritorna più volte il valore dell’incontro tra generazioni. Non una semplice questione di ricambio, ma la possibilità di far convivere esperienze diverse, permettendo ai professionisti più giovani di riconoscersi in una comunità e a quelli con maggiore esperienza di confrontarsi con nuovi linguaggi e sensibilità. Un esempio è arrivato dalla presentazione del libro Se formasse una sola canzone, che raccoglie le storie di 35 educatori, psicologi, insegnanti e pedagogisti, chiamati a raccontare attraverso una canzone le ragioni della propria scelta professionale. Un progetto che usa la musica come strumento narrativo e dispositivo pedagogico, mostrando come anche la formazione possa passare attraverso linguaggi capaci di mettere in gioco emozioni, percorsi personali e identità professionali.

La sofferenza che non si vede

Tra i momenti che hanno lasciato il segno c’è il convegno Crescere non è un caso, dedicato alla salute mentale dei più giovani. Professionisti dei servizi, della scuola, delle cooperative, famiglie si sono confrontati sulle esperienze e sulle risposte possibili. Guida racconta della testimonianza di una madre, che ha raccontato la propria esperienza accanto a un figlio hikikomori e di come, per tre lunghi anni, abbia atteso che il figlio uscisse dalla sua stanza: «Le hanno chiesto come abbia fatto e lei ha risposto che se suo figlio si fosse rotto una gamba e per un lungo tempo non avesse potuto uscire di casa, lei non avrebbe avuto nessuna difficoltà ad accettare il tempo della guarigione. Allo stesso modo ha cercato di concedere al figlio il tempo necessario per affrontare la sofferenza, un male che è dentro di noi e che non vediamo», racconta Guida.

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È uno degli episodi che meglio restituiscono il senso di CultureLink: creare occasioni in cui una storia personale possa diventare uno spazio di riconoscimento per gli altri. Non soltanto ascoltare una testimonianza, ma trovare parole per esperienze che spesso rimangono solitarie. Il tema delle fragilità è tornato negli incontri dedicati all’identità e alle differenze. E in quello sul linguaggio, con Vera Gheno, che ha portato a riflettere su come le parole non si limitino a descrivere la realtà, ma possano anche cambiarla.

Intelligenza artificiale, senza perdere l’umano

Grande interesse anche per l’incontro dedicato all’intelligenza artificiale ha suscitato interesse, con Massimo Temporelli. Nell’intervento Tornare ad essere umani con l’intelligenza artificiale, Temporelli ha proposto una riflessione su come affrontare le trasformazioni tecnologiche senza perdere di vista la specificità umana. Il punto è non avere paura dell’innovazione, ma accompagnare il cambiamento: «Siamo chiamati ad accompagnare il cambiamento sperimentando, insegnando a sperimentare ai ragazzi, restando lì, senza lasciarli soli. È stato questo il messaggio di Temporelli, che è una delle nostre responsabilità di educatori di fronte alle nuove tecnologie».

Se la cooperazione fosse in prima pagina

Il convegno “Se la cooperazione fosse in prima pagina” ha affrontato il rapporto tra informazione, cooperazione e Terzo settore, interrogandosi su come rendere più visibile il contributo della cooperazione alla società. Il tema centrale non è soltanto ottenere maggiore spazio sui giornali, ma capire quale tipo di racconto sia utile e necessario. «Oggi la visibilità delle notizie non dipende soltanto dalle scelte delle redazioni: sono sempre più i feed dei social e gli algoritmi a decidere quali contenuti raggiungono il pubblico», ha osservato Sergio Splendore, ordinario presso il Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Università di Milano. «La possibilità che la cooperazione finisca “in prima pagina” dipende anche dalle nostre abitudini informative e da ciò a cui scegliamo di prestare attenzione». Fra gli interventi, anche quello della vicesindaca di Milano, Anna Scavuzzo, che ha richiamato l’importanza di raccontare il lavoro sociale prima che diventi emergenza, invitando a investire sulla comunicazione: non basta svolgere un buon lavoro, occorre renderlo comprensibile e visibile alla comunità.

Dal festival a una comunità professionale

Nato nel 2024 come iniziativa di Stripes, CultireLink in questa edizione ha coinvolto cooperative, consorzi, fondazioni e altre realtà del territorio. Una partecipazione che ha permesso di ampliare il programma, accogliere approcci differenti e costruire un festival che non fosse l’espressione di un singolo soggetto, ma il risultato di un lavoro comune. «Ci ha fatto molto piacere il fatto che quest’anno non eravamo soli», racconta Guida: «Avere una comunità intorno ha permesso di realizzare un programma con una biodiversità di idee, una grande varietà di approcci e apporti».

È proprio questa dimensione collettiva a rappresentare, per la presidente di Stripes, il risultato più importante: la cooperazione, in questa visione, non si esaurisce nell’organizzazione dei servizi, ma è un modo di stare dentro la società. «Non è stato solo un festival che mette in contatto le persone, ma un’occasione per rafforzare una comunità professionale, in cui i più giovani possano trovare interlocutori e chi ha più esperienza possa confrontarsi con nuovi linguaggi. Nella convinzione che il modello cooperativo sia una prospettiva per affrontare le questioni a livello di famiglia, di ente locale, di Paese».

Nessun uomo è un’isola

Alla fine dei tre giorni, la parola «persone» assume così un significato che va oltre il tema scelto per questa edizione. È il punto da cui partire per leggere il destino delle comunità. Guida richiama un principio antico, ma tutt’altro che scontato: «Nessun uomo è un’isola. Le fragilità degli altri ci riguardano; ciò che accade a una persona non resta confinato nella sua storia individuale. Allo stesso modo, le risposte ai problemi complessi non possono essere costruite da soggetti isolati, senza confronto, supervisione e scambio di esperienze». È qui che la presidente di Stripes colloca anche l’ambizione più ampia di CultureLink: mostrare che il modello cooperativo può essere qualcosa di più di una forma organizzativa del lavoro sociale. Può diventare un modo di affrontare le questioni collettive, di governare le differenze, di tenere insieme il destino del singolo e quello della comunità. L’idea di fondo è che «il destino di uno e il destino comune si intrecciano, che quando “senti suonare la campana” anche tu sei coinvolto, che tutte le volte che un uomo perde qualcosa anche io perdo e tutte le volte che un uomo guadagna qualcosa anche io guadagno. È un invito forte a ripartire da ognuno, ma tracciando quel filo che dalla persone porta alla comunità».

Foto inviate da Pedagogika.it

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NASA to Host News Conference Previewing US Spacewalks 100, 101

NASA astronaut and Expedition 75 flight engineer Anil Menon conducts a spacewalk to prepare the International Space Station for future upgrades to its power system. Menon helped build a modification kit on the station’s Starboard 6 truss segment where a roll out solar array is slated to be installed later this year.
NASA astronaut Anil Menon conducts a spacewalk on Aug. 6, 2026, to prepare the International Space Station for future upgrades to its power system.
Credit: NASA

NASA will preview two upcoming spacewalks to complete solar array installation and power augmentation of the International Space Station during a news conference at 2 p.m. EDT, Tuesday, Oct. 20, from NASA’s Johnson Space Center in Houston.

NASA will stream the event through a variety of platforms. Learn where to watch online:

https://www.nasa.gov/live

NASA participants in the news conference include:

  • Gaurang Patel, operations integration manager, Low Earth Orbit Program
  • Garrett Hehn, spacewalk flight director, Flight Operations Directorate

United States-based media interested in attending in person must contact the Johnson newsroom no later than 3 p.m., Monday, Oct. 19, at: jsccommu@mail.nasa.gov. Media joining by phone should request dial-in details by the same deadline. To ask a question, media must dial in no later than 15 minutes before the start of the news conference.

Thursday, Oct. 29

During U.S. spacewalk 100, NASA astronaut Anil Menon and CSA (Canadian Space Agency) astronaut Joshua Kutryk will exit the station’s Quest airlock to install and deploy an International Space Station Roll-Out Solar Array (IROSA) on the 2A electrical power channel. The solar array will be the seventh IROSA and will provide additional power to support critical station operations, including its safe and controlled deorbit.

Thursday, Nov. 5

During U.S. spacewalk 101, Menon and Kutryk will install and deploy the eighth and final IROSA on the 3B channel of the space station, completing the power augmentation upgrades.

The final two roll-out solar arrays will complete the space station’s power system augmentation. Together, the eight roll-out arrays will increase available power by up to 30%, boosting the station’s electric power generation capacity from 160 kilowatts to approximately 215 kilowatts.

NASA will share additional coverage details about U.S. spacewalks 100 and 101 closer to each operation on the agency’s live events web page and the space station blog. The spacewalks will be the 285th and 286th conducted in support of space station assembly, maintenance, and upgrades.

To learn more about International Space Station research, operations, and its crews, visit:

https://www.nasa.gov/station

-end-

Joshua Finch / Jimi Russell
Headquarters, Washington
202-358-1100
joshua.a.finch@nasa.gov / james.j.russell@nasa.gov

Sandra Jones / Anna Schneider
Johnson Space Center, Houston
281-483-5111
sandra.p.jones@nasa.gov / anna.c.schneider@nasa.gov

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NASA to Host News Conference Previewing US Spacewalks 100, 101

NASA astronaut and Expedition 75 flight engineer Anil Menon conducts a spacewalk to prepare the International Space Station for future upgrades to its power system. Menon helped build a modification kit on the station’s Starboard 6 truss segment where a roll out solar array is slated to be installed later this year.
NASA astronaut Anil Menon conducts a spacewalk on Aug. 6, 2026, to prepare the International Space Station for future upgrades to its power system.
Credit: NASA

NASA will preview two upcoming spacewalks to complete solar array installation and power augmentation of the International Space Station during a news conference at 2 p.m. EDT, Tuesday, Oct. 20, from NASA’s Johnson Space Center in Houston.

NASA will stream the event through a variety of platforms. Learn where to watch online:

https://www.nasa.gov/live

NASA participants in the news conference include:

  • Gaurang Patel, operations integration manager, Low Earth Orbit Program
  • Garrett Hehn, spacewalk flight director, Flight Operations Directorate

United States-based media interested in attending in person must contact the Johnson newsroom no later than 3 p.m., Monday, Oct. 19, at: jsccommu@mail.nasa.gov. Media joining by phone should request dial-in details by the same deadline. To ask a question, media must dial in no later than 15 minutes before the start of the news conference.

Thursday, Oct. 29

During U.S. spacewalk 100, NASA astronaut Anil Menon and CSA (Canadian Space Agency) astronaut Joshua Kutryk will exit the station’s Quest airlock to install and deploy an International Space Station Roll-Out Solar Array (IROSA) on the 2A electrical power channel. The solar array will be the seventh IROSA and will provide additional power to support critical station operations, including its safe and controlled deorbit.

Thursday, Nov. 5

During U.S. spacewalk 101, Menon and Kutryk will install and deploy the eighth and final IROSA on the 3B channel of the space station, completing the power augmentation upgrades.

The final two roll-out solar arrays will complete the space station’s power system augmentation. Together, the eight roll-out arrays will increase available power by up to 30%, boosting the station’s electric power generation capacity from 160 kilowatts to approximately 215 kilowatts.

NASA will share additional coverage details about U.S. spacewalks 100 and 101 closer to each operation on the agency’s live events web page and the space station blog. The spacewalks will be the 285th and 286th conducted in support of space station assembly, maintenance, and upgrades.

To learn more about International Space Station research, operations, and its crews, visit:

https://www.nasa.gov/station

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Joshua Finch / Jimi Russell
Headquarters, Washington
202-358-1100
joshua.a.finch@nasa.gov / james.j.russell@nasa.gov

Sandra Jones / Anna Schneider
Johnson Space Center, Houston
281-483-5111
sandra.p.jones@nasa.gov / anna.c.schneider@nasa.gov

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Fact-Checking Senate Debates in Georgia, Maine and Michigan

With control of Congress hanging in the balance, nominees have attacked their rivals’ records, stock portfolios and families, with varying degrees of accuracy.

© Photographs by Mike Stewart/Associated Press; Charly Triballeau/Agence France-Presse — Getty Images and Emily Elconin for The New York Times

From left, Representative Mike Collins, Republican of Georgia; Troy Jackson, the Democratic nominee for Senate in Maine; and Mike Rogers, the Republican Senate candidate in Michigan.
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NASA Astronauts to Answer Questions from Florida Students

NASA astronaut Jessica Watkins assists NASA astronaut Luke Delaney as he practices suiting up in a spacesuit in an International Space Station airlock simulator on May, 5, 2026, at the agency's Johnson Space Center Space Vehicle Mockup Facility in Houston.
NASA astronaut Jessica Watkins assists NASA astronaut Luke Delaney as he practices suiting up in a spacesuit in an International Space Station airlock simulator on May 5, 2026, at the agency’s Johnson Space Center Space Vehicle Mockup Facility in Houston.
Credit: NASA

Editor’s Note: This article was updated Thursday, Oct. 15, 2026, to reflect a change to the event start time.

Students in Florida will hear from NASA astronauts Jessica Watkins and Luke Delaney as they answer prerecorded STEM questions while aboard the International Space Station.

The Earth-to-space call will begin at 12:30 p.m. EDT Friday, Oct. 16, and will stream live on the agency’s Learn With NASA YouTube channel.

This event is hosted by Sally Ride Elementary School in Orlando, Florida, for students in grades K-12, and the community. This unique opportunity aims to deepen understanding of space exploration and enhance awareness of STEM careers.

Media interested in covering the event must RSVP no later than 5 p.m. EDT, Thursday, Oct. 15, to Jenny Morgan at (407) 858-3100, or at jenny.morgan@ocps.net.

For more than 25 years, people have lived and worked continuously aboard the International Space Station, advancing scientific knowledge and making research breakthroughs not possible on Earth. The space station helps NASA understand and overcome the challenges of human spaceflight, expand commercial opportunities in low Earth orbit, and build on the foundation for long-duration missions to the Moon, as part of the Artemis program, and to Mars.

For more information on NASA in-flight calls, visit:

https://www.nasa.gov/stemonstation

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Cosa Succede DAVVERO Viaggiando in Camper in Islanda

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#stepsover #vanlife #viaggio
Episodio 1205: Pensavi che l'Islanda in camper fosse solo paesaggi da cartolina e tramonti infiniti? 🇮🇸🚐 In questo video vi mostriamo la realtà senza filtri: le sfide estreme, i costi reali, le regole severe per la sosta e gli imprevisti su piste e guadi che sui social nessuno racconta mai.

Dalle raffiche di vento glaciale alla gestione quotidiana di acqua e riscaldamento a bordo del nostro mezzo 4x4, ecco tutto quello che avremmo voluto sapere prima di metterci in viaggio e cosa significa davvero affrontare la terra del ghiaccio e del fuoco su quattro ruote.

👉 Voi affrontereste mai un'avventura on the road in queste condizioni estreme o preferite viaggiare più comodi? Raccontatecelo nei commenti!

⏱️ CAPITOLI DEL VIDEO: 00:00 - L'aspettativa vs la realtà 02:15 - Il meteo islandese e le raffiche di vento 05:40 - Guidare qui: piste sterrate, asfalto e guadi 09:10 - Vivere a bordo: riscaldamento, acqua e autonomia 13:30 - Dove sostare: regole, multe e campeggi 17:05 - I costi reali: traghetto, carburante e spesa 21:20 - Ne vale la pena? Le nostre conclusioni

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NASA Astronauts to Answer Questions from Florida Students

NASA astronaut Jessica Watkins assists NASA astronaut Luke Delaney as he practices suiting up in a spacesuit in an International Space Station airlock simulator on May, 5, 2026, at the agency's Johnson Space Center Space Vehicle Mockup Facility in Houston.
NASA astronaut Jessica Watkins assists NASA astronaut Luke Delaney as he practices suiting up in a spacesuit in an International Space Station airlock simulator on May 5, 2026, at the agency’s Johnson Space Center Space Vehicle Mockup Facility in Houston.
Credit: NASA

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NASA Astronauts to Answer Questions from Florida Students

NASA astronaut Jessica Watkins assists NASA astronaut Luke Delaney as he practices suiting up in a spacesuit in an International Space Station airlock simulator on May, 5, 2026, at the agency's Johnson Space Center Space Vehicle Mockup Facility in Houston.
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Credit: NASA

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MOVIOLA OTTOBRE BAD DRIVERS OF ITALY

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Trova la tua prossima DASHCAM https://sicurisullastrada.it/dashcam/
Dubbi o domande? Trovi qui le RISPOSTE https://sicurisullastrada.it/dashcam-5-minuti-per-sapere-tutto/
Vuoi inviarci le clip della TUA DASHCAM? Guarda come fare su https://bit.ly/inviavideo
Seguici sui canali BDOI per essere AGGIORNATO e vedere le MIGLIORI CLIP https://bit.ly/canalibdoi
Hai domande o curiosità? COMMENTA sotto al video oppure CONTATTACI https://bit.ly/contattabdoi
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This video shows DANGEROUS behaviors not to imitate! Always drive carefully!
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Do you have any questions or curiosities? COMMENT below the video or CONTACT US https://bit.ly/contattabdoi

#baddriversofitaly #dashcam #compilation
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Nicola è il nuovo allenatore del Venezia, contratto fino a giugno 2028

Nicola è il nuovo allenatore del Venezia, contratto fino a giugno 2028

VENEZIA (ITALPRESS) – E’ Davide Nicola il nuovo allenatore del Venezia. Il tecnico piemontese, 53 anni, specialista in salvezze, ha firmato un contratto fino a giugno 2028. Reduce dall’esperienza alla guida della Cremonese nella scorsa stagione, Nicola, che prende il posto dell’esonerato Giovanni Stroppa, torna in panchina con l’obiettivo di mantenere i lagunari nella categoria. “Ho scelto il Venezia perchè in questa società vedo una visione a lungo termine, grande voglia di costruire e delle prospettive di crescita importanti. Poi la presenza del direttore Antonelli, che già conoscevo, ha rivestito un ruolo decisivo nella scelta perchè mi ha fatto sentire voluto. Ho visto la squadra giocare in queste prime partite e nei giocatori ho visto una chimica positiva. Da parte mia c’è un entusiasmo e una fame pazzesca, ho un desiderio incredibile di rimettere piede in campo e di centrare l’obiettivo della salvezza. Nel mio lavoro l’aspetto che più sento importante è la capacità di regalare emozioni e scrivere delle pagine di storia che rimangano nel tempo. Questo deve essere il nostro obiettivo e dobbiamo farlo insieme alla nostra gente”, le sue prime parole. Nato nel 1973 a Luserna San Giovanni, in provincia di Torino, Nicola ha iniziato la carriera da allenatore nel 2010 alla guida del Lumezzane, in Serie C. Nel 2012 è passato al Livorno, conquistando la promozione in Serie A attraverso i playoff. Dopo l’esperienza al Bari, nel 2015 ha portato il Crotone a una storica salvezza nella massima serie. Successivamente ha guidato Udinese e Genoa, centrando con i liguri una rimonta che ha consentito al club di mantenere la categoria partendo dall’ultimo posto in classifica. Nel gennaio 2021 è approdato al Torino, ottenendo un’altra salvezza in Serie A. Nella stagione successiva si è ripetuto alla guida della Salernitana, protagonista di una rimonta decisiva. Nel gennaio 2024 è subentrato all’Empoli, riuscendo ancora una volta a mantenere la squadra nella massima serie. Nel campionato successivo ha allenato il Cagliari, chiudendo al quindicesimo posto con 36 punti, prima dell’ultima esperienza alla Cremonese. Contestualmente all’arrivo di Nicola, che debutterà sabato al ‘Penzò contro il Napoli sulla panchina dei lagunari, a zero punti dopo sei giornate di campionato, entrano nello staff tecnico della prima squadra Manuele Cacicia, come collaboratore tecnico, Gabriele Stoppino, nel ruolo di preparatore atletico, e Lorenzo Squizzi, come preparatore dei portieri.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Russia: l’Ucraina ha attaccato due raffinerie nonostante le ultime richieste di Trump.

Il regime di Kiev non mostra alcun segno di voler effettivamente una tregua energetica, ha dichiarato il vice primo ministro russo Alexander Novak.

Mercoledì il vice primo ministro russo Alexander Novak ha denunciato i nuovi attacchi di Kiev contro le infrastrutture energetiche russe, nonostante la richiesta di Donald Trump di porre fine a tali attacchi .

Le forze ucraine hanno attaccato due raffinerie di petrolio nelle province di Saratov e Ryazan, ha affermato, aggiungendo che il regime di Kiev non mostra alcun segno di essere disposto a muoversi verso una tregua energetica.

La scommessa di Zelensky sull’arrampicata

Sabato scorso, Trump ha nuovamente attaccato Vladimir Zelensky per gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe , che ha continuato a portare avanti nonostante gli avvertimenti. “Gli abbiamo detto: ‘ Non attaccare le raffinerie , perché questo crea un problema globale’. E lui è andato e ha attaccato “, ha affermato il presidente americano, concludendo con una proposta decisa: ” Suggerisco di trovare un nuovo leader che possa raggiungere un accordo”.

Inoltre, il presidente degli Stati Uniti si è spinto fino ad attribuire a Zelensky la responsabilità del prezzo del gasolio negli Stati Uniti, collegando il conflitto ucraino al costo della vita: ” Vuole creare problemi ai nostri agricoltori , ai nostri allevatori, con il gasolio, perché la Russia fornisce gran parte del gasolio a livello mondiale”.

Secondo una fonte di Axios, ” Trump è davvero furioso ” con il leader del regime di Kiev. “Ritiene che Zelensky dia per scontato il sostegno degli Stati Uniti”, ha affermato la fonte.

Fonte: RT Actualidad

Traduzione: Luciano Lago

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    Why Trump Made a Diesel Deal With Putin

    Our national security and White House correspondent David E. Sanger breaks down why President Donald Trump struck a deal with President Vladimir V. Putin to import Russian diesel fuel in the coming months, despite having signed recent congressional legislation tightening energy sanctions on Russia.
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    Why Trump Made a Diesel Deal With Putin

    Our national security and White House correspondent David E. Sanger breaks down why President Donald Trump struck a deal with President Vladimir V. Putin to import Russian diesel fuel in the coming months, despite having signed recent congressional legislation tightening energy sanctions on Russia.
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    Davide Nicola è il nuovo allenatore del Venezia

    Davide Nicola è il nuovo allenatore del Venezia

    VENEZIA (ITALPRESS) – È Davide Nicola il nuovo allenatore del Venezia. Il tecnico piemontese, 53 anni, specialista in salvezze, ha firmato un contratto fino a giugno 2028. Reduce dall’esperienza alla guida della Cremonese nella scorsa stagione, Nicola, che prende il posto dell’esonerato Giovanni Stroppa, torna in panchina con l’obiettivo di mantenere i lagunari nella categoria.

    “Ho scelto il Venezia perché in questa società vedo una visione a lungo termine, grande voglia di costruire e delle prospettive di crescita importanti. Poi la presenza del direttore Antonelli, che già conoscevo, ha rivestito un ruolo decisivo nella scelta perché mi ha fatto sentire voluto. Ho visto la squadra giocare in queste prime partite e nei giocatori ho visto una chimica positiva. Da parte mia c’è un entusiasmo e una fame pazzesca, ho un desiderio incredibile di rimettere piede in campo e di centrare l’obiettivo della salvezza. Nel mio lavoro l’aspetto che più sento importante è la capacità di regalare emozioni e scrivere delle pagine di storia che rimangano nel tempo. Questo deve essere il nostro obiettivo e dobbiamo farlo insieme alla nostra gente”, le sue prime parole.

    Nato nel 1973 a Luserna San Giovanni, in provincia di Torino, Nicola ha iniziato la carriera da allenatore nel 2010 alla guida del Lumezzane, in Serie C. Nel 2012 è passato al Livorno, conquistando la promozione in Serie A attraverso i playoff. Dopo l’esperienza al Bari, nel 2015 ha portato il Crotone a una storica salvezza nella massima serie. Successivamente ha guidato Udinese e Genoa, centrando con i liguri una rimonta che ha consentito al club di mantenere la categoria partendo dall’ultimo posto in classifica. Nel gennaio 2021 è approdato al Torino, ottenendo un’altra salvezza in Serie A. Nella stagione successiva si è ripetuto alla guida della Salernitana, protagonista di una rimonta decisiva. Nel gennaio 2024 è subentrato all’Empoli, riuscendo ancora una volta a mantenere la squadra nella massima serie. Nel campionato successivo ha allenato il Cagliari, chiudendo al quindicesimo posto con 36 punti, prima dell’ultima esperienza alla Cremonese.

    Contestualmente all’arrivo di Nicola, che debutterà sabato al ‘Penzo’ contro il Napoli sulla panchina dei lagunari, a zero punti dopo sei giornate di campionato, entrano nello staff tecnico della prima squadra Manuele Cacicia, come collaboratore tecnico, Gabriele Stoppino, nel ruolo di preparatore atletico, e Lorenzo Squizzi, come preparatore dei portieri.

    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

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    Legge elettorale: DSP e Agorà in piazza a Roma



    In piazza Capranica, a pochi passi da Montecitorio, Agorà e Democrazia Sovrana e Popolare (DSP) si sono riunite per protestare contro la nuova legge elettorale.

    Al centro della contestazione, l’aumento da 1.500 a 6.000 delle firme richieste per ogni collegio plurinominale alle forze politiche non rappresentate in Parlamento e il premio di maggioranza previsto dalla riforma.

    📺 Tutte le interviste e i format di Visione TV: https://www.youtube.com/@VisioneTV
    🌐 Articolo e approfondimenti: https://visionetv.it
    📲 Canale Telegram: https://t.me/visionetv

    L'articolo Legge elettorale: DSP e Agorà in piazza a Roma proviene da Visione TV.

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    U.S. Is Sending Hundreds of Troops to Latin America

    The Pentagon is expanding its fight against drug traffickers, even as the plans recall a long and bloody history of U.S. intervention in the region.

    © Martin Bernetti/Agence France-Presse — Getty Images

    U.S. soldiers and Panamanian police officers took part in a jungle training exercise at Fort Sherman in Colón province, Panama, earlier this year.
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    DIEGO FUSARO: Crosetto: non si può restare equidistanti tra Russia e Ucraina

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    Prima sconfitta in Champions per il Como, Feyenoord vince 3-2

    Prima sconfitta in Champions per il Como, Feyenoord vince 3-2

    ROTTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – Il Como si illude, va in vantaggio ma poi finisce ko nella tana del Feyenoord per 3-2. Sono Zechiel, Moussa e un autogol di Sanchez a vanificare la rete iniziale di Diao. Inutile, nel finale, la marcatura di Douvikas per la prima sconfitta in Champions della squadra di Fabregas dopo il bell’esordio con il Lipsia. I lariani partono forte e passano in vantaggio al 18′. Ramon lancia lungo dalla difesa, Diao brucia in velocità Javi Lopez, entra in area e trafigge Ernst con un preciso sinistro all’angolino. L’1-0 dura appena due minuti. Valente serve Zechiel al limite dell’area, che si gira alla grande sul destro e batte Sanchez con una forte conclusione a mezza altezza. Al 23′, Fabregas è costretto a sostituire Diao per un problema fisico. Gli ospiti si fanno rivedere al 33′ con Baturina, ma il suo destro dal limite viene parato in tuffo da Ernst. In pieno recupero, gli olandesi si rendono nuovamente pericolosi quando è costretto all’intervento su una conclusione dal limite di Targhalline. Si va al riposo sull’1-1. Nella ripresa, i padroni di casa partono meglio e firmano il sorpasso al 7′. Diarra cambia fronte trovando sulla destra Moussa, il quale si porta la sfera sul mancino e sorprende Sanchez sul suo palo con un preciso rasoterra mancino. Il primo guizzo dei lombardi si materializza al 19′, quando il neo entrato Douvikas riceve in area un cross dalla sinistra di Valle ma incorna a lato. Al 35′, Moussa sgasa sulla destra e ci prova con un destro da posizione defilata, ma Sanchez è attento e devia in corner. La partita si chiude al 36′. Moussa va al tiro dal limite, Ramon devia sul palo e la palla carambola sul tacco di Sanchez che, in fase di caduta, sigla una sfortunata autorete. Allo scadere del recupero, Ramon lancia nello spazio Douvikas che si invola verso Ernst e lo infila con il destro, firmando il 3-2. Pochi istanti dopo, l’arbitro fischierà la fine della gara. Il Como andrà a caccia del riscatto tra una settimana, quando al Sinigaglia ospiterà il Manchester United.
    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

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    Ucraina, Zelensky “Trump sta scegliendo la parte sbagliata, è doloroso”

    Ucraina, Zelensky “Trump sta scegliendo la parte sbagliata, è doloroso”

    KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – “E’ doloroso il fatto che il presidente Trump scelga una parte che non sia la nostra”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky intervistato sul suo canale Youtube dal conduttore britannico Piers Morgan. Alla domanda se si sentisse tradito da Trump, il leader ucraino ha risposto: “In realtà, sì…ma la questione è un po’ più complessa delle mie semplici emozioni o dei miei sentimenti”. Il riferimento è all’accordo raggiunto dagli Usa sul diesel con Vladimir Putin e la cosiddetta tregua energetica. “Credo che i consiglieri di Trump si sbaglino. Non so chi lo stia spingendo verso la parte sbagliata della storia. È un peccato che stiamo perdendo un partner forte. Se penso di perdere l’America? Sì, ma non per colpa nostra. Non possiamo permetterci di essere deboli”.

    Zelensky ha anche definito un “grave errore” la decisione di limitare il servizio Starlink in Ucraina, gestito da SpaceX di Elon Musk. Kiev ha fatto sapere oggi che l’accesso ai terminali Starlink è stato fortemente ridotto, ostacolando così le operazioni di combattimento.

    – Foto Ipa Agency –

    (ITALPRESS).

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    Primo ko per il Como in Champions, il Feyenoord si impone 3-2

    Primo ko per il Como in Champions, il Feyenoord si impone 3-2

    ROTTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – Il Como si illude, va in vantaggio ma poi finisce ko nella tana del Feyenoord per 3-2. Sono Zechiel, Moussa e un autogol di Sanchez a vanificare la rete iniziale di Diao. Inutile, nel finale, la marcatura di Douvikas per la prima sconfitta in Champions della squadra di Fabregas dopo il bell’esordio con il Lipsia.

    I lariani partono forte e passano in vantaggio al 18′. Ramon lancia lungo dalla difesa, Diao brucia in velocità Javi Lopez, entra in area e trafigge Ernst con un preciso sinistro all’angolino. L’1-0 dura appena due minuti. Valente serve Zechiel al limite dell’area, che si gira alla grande sul destro e batte Sanchez con una forte conclusione a mezza altezza. Al 23′, Fabregas è costretto a sostituire Diao per un problema fisico. Gli ospiti si fanno rivedere al 33′ con Baturina, ma il suo destro dal limite viene parato in tuffo da Ernst. In pieno recupero, gli olandesi si rendono nuovamente pericolosi quando è costretto all’intervento su una conclusione dal limite di Targhalline. Si va al riposo sull’1-1.

    Nella ripresa, i padroni di casa partono meglio e firmano il sorpasso al 7′. Diarra cambia fronte trovando sulla destra Moussa, il quale si porta la sfera sul mancino e sorprende Sanchez sul suo palo con un preciso rasoterra mancino. Il primo guizzo dei lombardi si materializza al 19′, quando il neo entrato Douvikas riceve in area un cross dalla sinistra di Valle ma incorna a lato. Al 35′, Moussa sgasa sulla destra e ci prova con un destro da posizione defilata, ma Sanchez è attento e devia in corner. La partita si chiude al 36′. Moussa va al tiro dal limite, Ramon devia sul palo e la palla carambola sul tacco di Sanchez che, in fase di caduta, sigla una sfortunata autorete. Allo scadere del recupero, Ramon lancia nello spazio Douvikas che si invola verso Ernst e lo infila con il destro, firmando il 3-2. Pochi istanti dopo, l’arbitro fischierà la fine della gara.

    Il Como andrà a caccia del riscatto tra una settimana, quando al Sinigaglia ospiterà il Manchester United.

    IL TABELLINO DELLA PARTITA

    FEYENOORD (4-3-3): Ernst 6; Read 7, St. Juste 6.5 (34′ st Watanabe sv), Marmol 6.5, Javi Lopez 5.5; Zechiel 7.5, Vanhoutte 6.5, Targhalline 7; Moussa 7.5 (46′ st Schaken sv), Ferri 6.5 (34′ st Van Den Elshout sv), Valente 6.5 (1′ st Diarra 7). In panchina: Kastenmeier, Bossin, Goncalo Borges, Steijn, Deijl, Kraaijeveld, Wessels, Zinhagel. Allenatore: Van Bronckhorst 7.

    COMO (4-2-3-1): Sanchez 5.5; Smolcic 5.5 (16′ st Couto 6), Chalobah 5.5, Ramon 7, Valle 5.5; Milla 5.5 (16′ st Da Cunha 6), Perrone 6; Diao 7 (23′ st Jesus Rodriguez 5), Baturina 5.5 (34′ st Liberali sv), Kaiki 5.5 (16′ st Douvikas 7); Nico Paz 5. In panchina: Butez, Ginelli, Kempf, Dossena, Ricci. Allenatore: Fabregas 5.5.

    ARBITRO: Rumsas (Lituania) 6.
    RETI: 18′ pt Diao, 20′ pt Zechiel; 7′ st Moussa, 36′ st Sanchez (aut.), 48′ st Douvikas. NOTE: cielo coperto, campo in buone condizioni. Ammoniti: Smolcic, Diarra, Ramon, Da Cunha, Read. Angoli 4-1 per il Feyenoord. Recupero: 4′; 4′.

    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

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    Forum Remind, le strategie per la crescita sostenibile dell’Italia

    Forum Remind, le strategie per la crescita sostenibile dell'Italia

    ROMA (ITALPRESS) – Politiche industriali, digitalizzazione e competitività del sistema Paese, con un focus sul comparto salute, sono stati i temi al centro del Forum Italiano Innovazione e Sostenibilità, organizzato da Remind a Roma. Piattaforma permanente di dialogo, l’iniziativa ha riunito istituzioni e imprese del pubblico e del privato per definire le strategie a sostegno dello sviluppo sostenibile, economico e sociale utilizzando le più moderne tecnologie.
    mrc/gtr/azn

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    NASA punta allo sviluppo del 5G sulla Luna, contratto da 38 milioni a Modulate Space

    NASA punta allo sviluppo del 5G sulla Luna, contratto da 38 milioni a Modulate Space

    ROMA (ITALPRESS/ECONOMIADELLOSPAZIO) – Lo sviluppo del 5G sulla Luna entra in una nuova fase industriale. La NASA ha assegnato a Modulate Space Corporation un contratto da circa 38 milioni di dollari per sviluppare elementi chiave di un sistema 5G destinato alla superficie lunare, con Wi-Fi 6 integrato. Un passaggio che porta tecnologie nate per le reti terrestri nella futura infrastruttura di comunicazione delle attività lunari.

    Il contratto, gestito per il Glenn Research Center di Cleveland, assume rilievo industriale perché punta alla realizzazione di una capacità di comunicazione scalabile e basata su standard, concepita per supportare le future operazioni sulla superficie lunare. Non si tratta quindi soltanto di sperimentare la propagazione di segnali 5G in ambiente lunare: il programma comprende lo sviluppo di hardware, firmware e software e prevede di arrivare a una dimostrazione di volo sulla superficie entro la fine del 2028.

    Per il settore spaziale, il passaggio è significativo. L’impiego di standard di telecomunicazione sviluppati su larga scala per il mercato terrestre può contribuire alla costruzione di infrastrutture lunari meno dipendenti da soluzioni concepite esclusivamente per singole missioni. È in questa prospettiva che il contratto affidato a Modulate Space assume una dimensione che supera il suo valore economico: rappresenta un intervento sulla futura infrastruttura abilitante delle attività lunari.

    Formalmente denominato 5G System and Lunar Surface Communications Evaluation and Radio Propagation Measurements, l’accordo è un contratto firm-fixed-price e si articola in due principali aree di lavoro.

    La prima riguarda lo sviluppo e la dimostrazione in laboratorio di un 5G Network-in-a-Box. Questa fase è prevista dal 1° ottobre 2026 al 31 gennaio 2028 e dovrà consentire di sviluppare e valutare una soluzione di rete prima del passaggio all’ambiente operativo lunare.

    La seconda porta il sistema fuori dal laboratorio. Il programma Lunar 5G and Wi-Fi Integrated Surface Network and Flight Demonstration on the Lunar Surface avrà un periodo di esecuzione dal 30 novembre al 31 dicembre 2028. L’obiettivo indicato dalla NASA è integrare 5G e Wi-Fi in una rete di superficie e dimostrarne il funzionamento direttamente sulla Luna.

    Questa scansione è rilevante anche dal punto di vista industriale. Il contratto collega infatti nello stesso percorso lo sviluppo tecnologico, la verifica a terra e una successiva dimostrazione nell’ambiente per il quale il sistema viene progettato. Attraverso queste attività la NASA acquisirà lo sviluppo delle tecnologie hardware, firmware e software necessarie a far avanzare il sistema integrato di comunicazioni lunari.

    L’agenzia punta inoltre a ottenere informazioni sull’architettura del sistema e sulle sue prestazioni operative, mantenendo la flessibilità necessaria a far evolvere la tecnologia per le future comunicazioni sulla superficie. È un elemento importante: il risultato atteso non è soltanto una prova di connettività, ma una base tecnica dalla quale valutare come una rete di questo tipo possa essere adattata alle esigenze successive.

    L’utilizzo di 5G e Wi-Fi 6 introduce nella progettazione delle comunicazioni lunari tecnologie e standard strettamente associati all’ecosistema delle telecomunicazioni terrestri. La scelta può assumere un peso crescente se le attività sulla superficie passeranno da missioni isolate a operazioni che richiedono la connessione simultanea di astronauti, sistemi robotici, strumenti scientifici e altre infrastrutture.

    È precisamente la scalabilità a rendere industrialmente rilevante il progetto. Una presenza lunare più articolata aumenta infatti la necessità di disporre di servizi trasversali utilizzabili da diversi sistemi. Comunicazioni, energia, navigazione e logistica diventano così componenti dell’infrastruttura necessaria a sostenere le operazioni, oltre che tecnologie incorporate nei singoli veicoli o payload.

    Il contratto assegnato a Modulate Space si colloca in questa evoluzione. La NASA non ha annunciato con questo accordo una rete commerciale lunare già operativa né definito un mercato con dimensioni economiche determinate. Ha però affidato a un’impresa lo sviluppo di componenti e dimostrazioni destinati a verificare una capacità di rete standardizzata e scalabile sulla superficie.

    La distinzione è importante per valutarne correttamente la portata. I 38 milioni di dollari finanziano un percorso di sviluppo e dimostrazione tecnologica, non la realizzazione definitiva di un’infrastruttura globale sulla Luna. Se le dimostrazioni previste produrranno le prestazioni attese, i risultati potranno fornire alla NASA dati concreti per decidere come far evolvere le comunicazioni di superficie.

    La scadenza del 2028 rappresenta quindi una milestone anche sul piano industriale: permetterà di valutare se una rete costruita su tecnologie e standard già consolidati possa rispondere alle esigenze operative di attività lunari più articolate.

    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

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    Cina, in arrivo standard internazionali per l’istruzione professionale

    Cina, in arrivo standard internazionali per l’istruzione professionale

    PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Lunedì il ministero cinese dell’Istruzione ha annunciato che sta per essere pubblicato un quadro di riferimento per gli standard mondiali in materia di istruzione professionale, sviluppato per promuovere il riconoscimento reciproco degli standard di istruzione professionale e delle qualifiche professionali tra i vari Paesi.

    Basato sulle pratiche cinesi in materia di istruzione professionale e attingendo all’esperienza dei Paesi di tutto il mondo, il “Quadro di riferimento per gli standard mondiali in materia di istruzione professionale e tecnica”, il primo del suo genere al mondo, copre settori chiave di interesse globale nell’istruzione professionale, tra cui valori, sistemi, governance, sostegno e misure, secondo il ministero.

    Il quadro, la cui elaborazione è stata guidata e promossa dalla Cina, sarà pubblicato ufficialmente durante la Conferenza mondiale sullo sviluppo dell’istruzione professionale e tecnica 2026, che si terrà nella municipalità di Tianjin, nella Cina settentrionale, dal 15 al 17 ottobre.

    Le autorità dell’istruzione, i dipartimenti industriali e le associazioni di categoria di oltre 40 Paesi sono stati invitati a partecipare alle discussioni e a contribuire al perfezionamento del testo durante più di un anno di stesura e consultazioni, ha dichiarato Peng Binbai, funzionario del ministero.

    Finora, 46 Paesi hanno espresso il proprio riconoscimento e sostegno al quadro, ha aggiunto Peng.

    La Cina dispone attualmente del più grande sistema di istruzione professionale al mondo, con oltre 10 milioni di diplomati ogni anno. Durante il periodo del 14esimo Piano quinquennale (2021-2025), l’istruzione professionale ha formato oltre il 70% dei lavoratori altamente qualificati aggiuntivi destinati ai settori industriali moderni del Paese.

    La Cina ha inoltre istituito 38 Laboratori Luban in 32 Paesi, offrendo percorsi di istruzione accademica a oltre 30.000 studenti e formazione non finalizzata al conseguimento di un titolo di studio a più di 160.000 partecipanti.

    Dal 2022, il ministero dell’Istruzione ha organizzato due edizioni della Conferenza mondiale sullo sviluppo dell’istruzione professionale e tecnica.

    “L’influenza internazionale della Cina nel campo dell’istruzione professionale continua a crescere e la conferenza è diventata un’importante piattaforma per gli scambi internazionali nel settore”, ha dichiarato Liu Yong, un altro funzionario del ministero.
    (ITALPRESS).
    -Foto Xinhua-

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    Todde “Stanziato 1 miliardo per la transizione energetica, altro che blocco”

    Todde “Stanziato 1 miliardo per la transizione energetica, altro che blocco”

    CAGLIARI (ITALPRESS) – “La presidente Meloni racconta favole sulla Sardegna. La nostra Regione ha stanziato oltre un miliardo di euro di risorse proprie per le energie rinnovabili: altro che blocco. La presidente Meloni forse non ha ancora capito che per i sardi la tutela di ambiente, suolo e paesaggio è fondamentale, e io ho avuto un mandato chiaro dai miei concittadini: fermare la speculazione energetica, fare la transizione energetica insieme alle mie comunità e impedire che la Sardegna continui a essere trattata come terra di conquista”. Così la presidente della regione Sardegna, Alessandra Todde, replicando alle dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta alla Camera per le comunicazioni in vista del Consiglio Europeo. “La Regione sta mettendo in campo tutte le strategie necessarie per raggiungere l’obiettivo concordato di 6,2 GW e abbiamo già raggiunto, tra installato e autorizzazioni, il risultato di metà 2027 del burden sharing. Faremo la transizione, ma decidendo noi dove e come. Senza che qualcuno da Roma si permetta di calpestare le Regioni. E proprio sulla transizione Meloni dovrebbe guardare in casa propria: mentre a Roma parla di investire sulle rinnovabili, in Sardegna il suo partito vota e sostiene leggi che di fatto fermerebbero tutto, come se il cambiamento climatico non esistesse e come se i danni che sta già causando in tutta Italia fossero un’invenzione”, aggiunge Todde.

    “Al disordine che abbiamo ereditato da voi, noi stiamo mettendo ordine. E oggi stiamo pianificando correttamente il nostro territorio. La Sardegna non prende lezioni da un governo che, mentre tratta l’autonomia differenziata con le regioni del Nord, colpisce in modo strumentale e indiscriminato tutte le regioni non allineate per sottrarre loro centralità e potere. Anziché attaccare le Regioni, Giorgia Meloni pensi a governare il Paese per il tempo che le resta, senza scaricare i problemi sui territori lavandosene le mani. Dia risposte sui salari e contro la precarietà. Eviti che i fondi di coesione europei vengano sottratti alle Regioni, investa sulla sanità, che sta tagliando a dismisura, e la smetta con misure populiste come il taglio del bollo, fatto con i soldi che sottrae alle tanto criticate Regioni. E pensi a raccontare la verità e ad agire nell’interesse dei cittadini, a partire da quella sicurezza che doveva essere il grande mantra del suo governo e che si è rivelata un fallimento su tutta la linea. E noi in Sardegna lo sappiamo bene”, conclude Todde.

    – Foto Regione Sardegna –

    (ITALPRESS).

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    Corazza “Importante avere una Ue sempre più forte e sempre meno ricattabile”

    Corazza

    ROMA (ITALPRESS) – “In un mondo sempre più polarizzato tra autocrazia e democrazie liberali, con le autocrazie che minacciano la solidità delle nostre democrazie, è importante avere una Unione Europea sempre più forte, sempre meno ricattabile, quindi autonoma e indipendente”: lo ha detto Carlo Corazza, capo dell’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia, in occasione della presentazione della XVII edizione del Festival della Diplomazia, in programma dal 22 al 30 ottobre a Roma.

    xc3/fsc/azn

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    Europa League, Spalletti avverte “Celta Vigo avversario difficile”

    Europa League, Spalletti avverte “Celta Vigo avversario difficile”

    VIGO (SPAGNA) (ITALPRESS) – La Juventus si prepara alla sfida contro il Celta Vigo in Europa League, con Luciano Spalletti che invita i suoi alla massima attenzione e Francisco Conceicao che chiede una reazione dopo il pareggio contro il Cagliari. “Domani c’è un avversario difficile, una squadra esperta e sempre ordinata. Bisognerà essere attenti e individuare i movimenti che possono fare la differenza”, ha dichiarato Spalletti alla vigilia della gara. Il tecnico bianconero ha inoltre anticipato possibili cambi di formazione: “Qualcosa dovremo cambiare”, anche in considerazione dei tempi di recupero della squadra dopo la trasferta.

    In conferenza stampa, l’allenatore ha sottolineato l’importanza della competizione anche per valorizzare l’intera rosa: “Questa competizione ci dà la possibilità di allargare la conoscenza della rosa, qualche calciatore diverso lo devo far giocare, è immancabile che devo far recuperare qualcuno”. L’obiettivo resta quello di arrivare il più lontano possibile: “In questa Champions 2 ci sono squadre che hanno potenziale, tipo il Celta”.

    Sulla stessa linea Conceicao, che ha evidenziato la necessità di migliorare per trasformare le buone prestazioni in vittorie. “Se non porti a casa tre punti quando giochi bene qualcosa devi fare meglio. Sicuramente dobbiamo fare di più per raggiungere la vittoria”, ha spiegato l’attaccante portoghese.

    Il Celta Vigo, reduce da una buona stagione nella Liga, rappresenta un ostacolo da non sottovalutare, nonostante risultati recenti non pienamente in linea con le qualità della squadra spagnola. “Contro di noi vorranno fare bene, sarà una partita difficile, dovremmo essere all’altezza”, ha aggiunto Conceicao, che ha poi ribadito la fiducia nel gruppo: “Dobbiamo superare Cagliari, siamo una grande squadra. Non è facile, ma questo ci deve dare più forza”.

    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

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    Festival della Diplomazia, Massolo “Riflessione corale su ‘cosa viene dopo’”

    Festival della Diplomazia, Massolo

    ROMA (ITALPRESS) – “Questo Festival, nel tempo, è diventato una straordinaria piattaforma di ambasciate, di aziende, di università, di istituzioni, di giovani. Il titolo di questa edizione è ‘cosa viene dopo’, è quello che ci chiediamo tutti: viviamo in un’epoca turbolenta, mancano i riferimenti, è normale chiedersi e riflettere e cosa c’è di meglio che riflettere in un contesto che vede tra i partecipanti diplomatici, politici, giovani, mondo dell’accademia, delle aziende. La riflessione deve essere corale”. Lo ha detto l’ambasciatore Giampiero Massolo, Presidente del Comitato Scientifico del Festival della Diplomazia, in occasione della presentazione della XVII edizione del Festival, in programma dal 22 al 30 ottobre.

    xc3/fsc/azn

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    Marocco, Re Mohammed VI riceve la premier Fatima Ezzahra El Mansouri per la formazione del nuovo esecutivo

    Marocco, Re Mohammed VI riceve la premier Fatima Ezzahra El Mansouri per la formazione del nuovo esecutivo

    RABAT (MAROCCO) (ITALPRESS) – Il Re del Marocco Mohammed VI ha ricevuto oggi al Palazzo Reale di Rabat, Fatima Ezzahra El Mansouri, capo del governo incaricata della formazione del nuovo esecutivo di Rabat dopo le recenti elezioni. Lo riporta l’agenzia di stampa marocchina “Map”.

    Nel corso dell’udienza, la premier ha informato il Re Mohammed VI, delle diverse tappe che il processo di formazione del governo ha già superato. In questa occasione, il monarca, ha espresso a Fatima Ezzahra El Mansouri i suoi auguri di successo e di piena riuscita nella missione, sottolineando che la prossima fase richiede una mobilitazione globale e un’azione governativa seria e responsabile, data l’ampiezza delle sfide, delle attese e degli impegni sui diversi piani.

    L’udienza reale si iscrive nell’ambito delle attribuzioni costituzionali conferite al Re e nella determinazione del Sovrano a garantire il buon funzionamento delle istituzioni costituzionali.

    – Foto di repertorio Ipa Agency –

    (ITALPRESS).

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    Amorim “Siamo all’inizio del progetto. Critiche? Normale in un top club”

    Amorim “Siamo all’inizio del progetto. Critiche? Normale in un top club”

    SALISBURGO (AUSTRIA) (ITALPRESS) – “Non leggo o vedo nulla al di là della squadra, in modo da poter stare in salute e fare il mio lavoro. Siamo all’inizio di qualcosa, vogliamo fare punti e crescere come squadra”. Lo ha detto il tecnico del Milan, Ruben Amorim, alla vigilia della sfida di Europa League sul campo del Salisburgo. “Ogni progetto necessita di tempo – ha spiegato il mister rossonero – ma sappiamo che di questi tempi, con tutto ciò che circonda il calcio, non ce n’è. Ma la mia preoccupazione è vincere, io penso solo a migliorare la squadra”. “Per noi ogni dettaglio è importante, sarà una partita molto difficile contro una squadra nota per il suo ritmo – ha aggiunto l’allenatore portoghese entrando nel clima del match – Tutti oggi sono bravi tecnicamente e dovremo essere forti e preparati fisicamente”.

    Il Milan non riesce a brillare in campionato: “La delusione dopo la gara col Sassuolo è giusta ma la squadra è pronta, non si può pensare al passato ma al futuro. Camarda? Si sta allenando bene, domani ci sarà un’opportunità in più, ma non dirò se partirà titolare”, le parole di Amorim. Che si sofferma anche su Comotto: “Sta facendo molto molto bene. Dobbiamo capire che giocava in Serie B, ora è al Milan e anche un pareggio è un dramma: bisogna essere pronti anche sotto questo aspetto. A centrocampo abbiamo tanti giocatori e dovremo fare tante rotazioni. A volte è anche questione di fortuna sfruttare delle opportunità”. “Le critiche? E’ normale nei top club e l’ho capito fin dalla gara contro la Juventus. Io ho un lavoro da fare, il rumore intorno lo lascio alle altre persone”, ha assicurato il coach lusitano, che non ha avvertito disapprovazione nemmeno dal patron Gerry Cardinale: “Abbiamo avuto solo una conversazione sul futuro, sulla preparazione estiva, insieme ad alcune persone della dirigenza, per scegliere anche il luogo del prossimo ritiro. E’ stata una normale giornata di lavoro, non ho percepito nulla”, ha concluso Amorim.

    “Sono molto contento. Grazie all’allenatore e alla dirigenza, spero che sarà ancora meglio in futuro” ha invece sottolineato, in conferenza stampa, il difensore del Milan e della nazionale serba Strahinja Pavlovic, fresco del rinnovo contrattuale fino al 2031. Pavlovic, per il quale non cambia giocare a 3 o a 4 in difesa (“L’importante è sapere bene cosa fare”), domani sera sarà il grande ex, avendo giocato con il Salisburgo dal 2022 al 2024: “Sono felice di essere tornato qui e non vedo l’ora di giocare. Qui ho dimostrato tanto, sarà una partita emozionante per me. Sono cambiato tanto, questa è la mia terza stagione ed è una sensazione diversa quando giochi per club come il Milan. Ci sono pressione ed obiettivi diversi. Per me l’anno perfetto qui sarà quando vincerò trofei. Questo è il più grande sogno che ha un giocatore del Milan”, ha chiosato Pavlovic.

    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

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    Innovazione e sostenibilità, la sfida della competitività al Forum Remind

    Innovazione e sostenibilità, la sfida della competitività al Forum Remind

    ROMA (ITALPRESS) – Innovazione, sostenibilità, infrastrutture e digitalizzazione al centro del Forum Italiano Innovazione e Sostenibilità organizzato da Remind a Roma, nella Sala Europa di Palazzo delle Generali. Istituzioni, imprese e mondo finanziario si sono confrontati sulle strategie per rafforzare la competitività del sistema Paese.

    Ad aprire i lavori Paolo Crisafi, Cavaliere di Gran Croce, Presidente di Remind, che ha ringraziato i partecipanti ribadendo: ‘L’innovazione e la sostenibilità non sono più due tematiche parallele, sono lo stesso obiettivo nazionale che richiede educazione, abitudini nuove, stili comunitari e una cultura della custodia del creato che coinvolga mente, cuore e manì.

    Sul fronte dei pagamenti digitali, Fabrizio Burlando, amministratore delegato di Bancomat, ha annunciato che ‘a breve le carte domestiche europee si potranno pagare in Bancomat, inizialmente in tredici Paesi, fino poi a espandersì.

    Il rapporto tra innovazione e sostenibilità ha caratterizzato l’intervento di Paolo Grasso, capo di gabinetto del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. ‘Innovazione e sostenibilità non possono essere considerati obiettivi alternativi, ma devono viaggiare sulla stessa linea. E’ importante favorire la ricerca scientificà, ha dichiarato.

    Nel videomessaggio al Forum, il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha posto l’accento sui risultati del Piano nazionale di ripresa e resilienza e sulla necessità di consolidarne il metodo. ‘Il PNRR non è stato un piano finanziario, ma una significativa opportunità per accompagnare una profonda trasformazione strutturale dell’Italià, ha detto, indicando tra le priorità la semplificazione dei procedimenti, il rafforzamento della pubblica amministrazione e la capacità di tradurre gli investimenti in risultati concreti per cittadini e imprese.

    La sottosegretaria al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fausta Bergamotto, ha definito innovazione e sostenibilità ‘le due componenti fondamentali e inscindibili dello sviluppo modernò. Al centro del suo intervento gli investimenti in ricerca e sviluppo, l’autonomia strategica nazionale ed europea e una transizione capace di coniugare tutela ambientale e crescita industriale.

    Sulla spesa pubblica, Vittorio de Pedys, presidente di Simest, ha osservato: ‘Dal punto di vista della spesa pubblica è il 20% del Pil. Abbiamo avuto investimenti negativi sulla crescita, mentre quelli più recenti sono stati tra spesa pubblica ed edilizia, che hanno moltiplicatori bassì.

    Felice Squitieri, commissario straordinario per il Piano Casa, ha aggiunto: ‘Penso che una norma non esca mai perfetta, ma che possa essere corretta col tempo. Qui penso che bisogna fare meglio da questo punto di vistà.

    Le grandi opere ferroviarie sono state al centro del contributo di Tommaso Tanzilli, presidente di Ferrovie dello Stato Italiane, che ha ricordato: ‘Stiamo realizzando la Napoli-Bari per raggiungere il Sud sul lato adriatico. Abbiamo anche iniziato sulla Salerno-Reggio Calabrià.

    Per Antonino Turicchi, presidente di Autostrade per l’Italia, la rete autostradale rappresenta un’infrastruttura strategica attraversata ogni giorno da ‘cinque milioni di veicolì.

    La società, ha precisato, ha investito tre miliardi di euro nell’ultimo anno e mezzo. Sul versante ambientale, Laura D’Aprile, capo del Dipartimento Sviluppo sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha illustrato un investimento da 500 milioni di euro basato sull’impiego di satelliti e sulle competenze dell’industria nazionale, destinato a fornire strumenti di sicurezza ambientale al Paese.

    Fabrizio Candoni, presidente del Gruppo Wegreenit, ha invece posto l’accento sulla sostenibilità attraverso la rivalutazione di terreni e infrastrutture dismesse.

    La capacità di trasformare le risorse in opere di qualità è stata evidenziata da Silvia Paparella, che ha spiegato il ruolo di Sogesid, società di ingegneria ambientale dello Stato, a supporto delle amministrazioni. ‘La sfida del presente non è soltanto reperire le risorse, ma trasformarle rapidamente in opere di qualità. Le risorse finanziarie devono essere accompagnate da competenze, strutture tecniche e capacità amministrativà, ha dichiarato, richiamando anche gli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico.

    Ricerca e trasferimento tecnologico sono stati i temi affrontati da Marcello Cattani, presidente di Farmindustria e consigliere di Remind. ‘Nell’industria farmaceutica la ricerca genera salute, competenze e crescita, e il trasferimento tecnologico è decisivo per trasformare rapidamente le scoperte scientifiche in nuove possibilità di curà, ha spiegato, sottolineando l’importanza di attrarre investimenti e rafforzare la collaborazione tra imprese e mondo scientifico.

    Il capitale umano è stato al centro dell’intervento di David Della Morte Canosci, professore ordinario all’Università di Roma Tor Vergata e consigliere del ministro dell’Università e della Ricerca per la ricerca scientifica. ‘L’Università rappresenta una delle principali infrastrutture strategiche su cui si costruisce il capitale umano del Paese, soprattutto nella salutè, ha osservato, indicando nella capacità di trattenere talenti e competenze qualificate una priorità anche per il Servizio sanitario nazionale.

    Sul tema della sanità digitale, Angelo Tanese ha richiamato la necessità di integrare ospedale e territorio attraverso prevenzione, telemedicina e intelligenza artificiale. ‘L’obiettivo è far viaggiare i dati, non le personè, ha affermato, sottolineando il ruolo delle competenze digitali e della collaborazione tra istituzioni per migliorare l’accessibilità e la qualità dei servizi sanitari.

    Per Cristiano Cannarsa, amministratore delegato di Sogei, le tecnologie digitali svolgono un ruolo centrale nell’attuazione della riforma fiscale e del concordato preventivo biennale. ‘Abbiamo elaborato cinque miliardi di datì, ha riferito. L’innovazione richiede anche collaborazione e attenzione alle esigenze delle persone.

    ‘La collaborazione per confrontarci è bella, sfruttiamo le possibilità che la tecnologia ci può darè, ha detto Marco Fischetto, Public Sector Director di Microsoft.

    Marianna Plafoni, Regional Manager Centro di UniCredit, ha evidenziato come ‘la digitalizzazione è diventata una scelta strategica per migliorare la relazione con i clienti e rispondere a contesti economici sempre più complessì, ribadendo che la tecnologia deve essere ‘al servizio delle personè.

    Le trasformazioni del settore immobiliare sono state analizzate da Ugo Giordano, secondo cui ‘la vera sfida dell’innovazione non è adottare nuove tecnologie, ma trasformarle in capacità industriale e valore misurabilè. Dati, PropTech e intelligenza artificiale possono contribuire a migliorare la gestione degli immobili, la produttività e la sostenibilità.

    Invece Piero Crivellaro, Group Head of Public and Regulatory Affairs di Nexi, ha posto l’accento sulla sicurezza delle infrastrutture di pagamento.

    Sul tema della salute, il benessere e il capitale umano, Patrizia Angelotti, Amministratore Delegato Accurate, ha dichiarato: ‘In sanità, innovare significa trasformare conoscenze e tecnologie in competenze concrete, capaci di migliorare la qualità delle cure e ridurre il rischio clinico. La simulazione avanzata, l’intelligenza artificiale e i nuovi modelli formativi possono contribuire a questo cambiamento’.

    Il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese è stato al centro del contributo di Davide Bergami, consigliere di SACE ed esperto del ministro degli Affari Esteri. ‘Il nostro compito non è soltanto accompagnare le imprese dove il mercato già esiste, ma contribuire a rendere possibili nuove traiettorie di crescita, trasformando rischio e incertezza in opportunità attraverso garanzie, conoscenza dei mercati e capacità di costruire connessionì, ha spiegato.

    Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, ha richiamato il legame tra competitività, sicurezza e integrazione europea. ‘Nel contesto geopolitico di guerra ibrida e conflitti non esiste un’alternativa a rafforzare l’Unità europea. La nostra sicurezza e indipendenza sono direttamente legate alla capacità di rafforzare la base industriale e la competitività, attuando i Rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta. Per questo serve investire di più a livello Ue su innovazione e sostenibilità’, ha dichiarato.

    Sul rapporto tra innovazione, sostenibilità e finanza pubblica è intervenuto anche Renato Loiero, che ha ringraziato Remind per la continuità del confronto tra istituzioni, imprese e ricerca. Loiero ha sottolineato che la sostenibilità non è soltanto ambientale e sociale, ma anche economica e finanziaria, evidenziando il legame tra crescita duratura e innovazione costante.

    Francesco Burrelli, vicepresidente di Remind e presidente di Anaci, ha posto l’accento sull’impiego delle nuove tecnologie per migliorare la qualità della vita. ‘Dobbiamo partire dalla casa intelligente e dalla città intelligente, utilizzando strumenti come la telemedicina per offrire assistenza alle persone più fragili, soprattutto agli anziani, e rendere i servizi sanitari più accessibili ed efficientì, ha affermato, sottolineando i benefici sociali di questi progetti.

    L’educazione finanziaria è stata al centro dell’intervento di Marcello Presicci, presidente dell’Advisory Board della Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (FEduF). Presicci ha evidenziato che ‘l’educazione finanziaria è una leva strategica per la crescita del Paesè, richiamando l’importanza di collegare il risparmio privato ai mercati dei capitali e alle politiche industriali per sostenere innovazione, competitività e sviluppo.

    E’ intervenuto sul tema “Investimenti strategici e sostenibilità” Fabrizio Iaccarino Responsabile Affari Istituzionali Italia Enel.
    A concludere il Forum sono stati i videomessaggi istituzionali della ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, e del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

    ‘La sostenibilità non è una dichiarazione di intenti, è ricerca, tecnologia e competenze, quindi sceltè, ha affermato Bernini, ricordando gli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza in partenariati estesi, ecosistemi dell’innovazione e mobilità sostenibile. ‘La sfida non è scegliere tra crescita e sostenibilità, ma crescere grazie alla sostenibilità: è proprio questa l’innovazione di cui l’Italia ha bisognò, ha concluso.

    Urso ha ribadito il legame tra innovazione, sostenibilità e competitività, sottolineando il ruolo strategico della trasformazione industriale. ‘Il nome del Forum mette assieme due parole che per troppo tempo sono state in contrapposizione. Innovazione e sostenibilità sono invece due facce della stessa sfida, quella della competitività. Un Paese manifatturiero come l’Italia cresce soltanto se innova continuamentè, ha affermato. Il ministro ha inoltre richiamato gli investimenti nella sicurezza energetica, nelle fonti rinnovabili e nel nucleare di nuova generazione, evidenziando la necessità di sostenere la capacità innovativa delle imprese e rafforzare il sistema produttivo nazionale e restando a disposizione per approfondire i temi emersi durante il Forum Remind.

    – Foto ufficio stampa Remind –
    (ITALPRESS).

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    Festival della Diplomazia, Bartolomucci “Sarà l’edizione più ricca di sempre”

    Festival della Diplomazia, Bartolomucci

    ROMA (ITALPRESS) – “Sarà l’edizione più bella e ricca di sempre, circa 120 eventi in 38 location della città di Roma, 8 università che partecipano ai nostri lavori, abbiamo tantissime residenze e ambasciate che aprono al pubblico e soprattutto avremo dei dibattiti che hanno una forte connotazione su quello che è il futuro”. Lo ha detto Giorgio Bartolomucci, Segretario Generale del Festival della Diplomazia, in occasione della presentazione della XVII edizione del Festival, in programma dal 22 al 30 ottobre.
    xc3/fsc/azn

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    Torna a Roma il Festival della Diplomazia, riflettori sulle emergenze globali / Video

    Torna a Roma il Festival della Diplomazia, riflettori sulle emergenze globali / Video

    ROMA (ITALPRESS) – Guerre, carestie e insicurezza alimentare, 130 eventi, 38 location: il Festival della Diplomazia accende i riflettori sulle emergenze globali. La XVII edizione, “What’s next? Running on the Edge”, in programma dal 22-30 ottobre, mette insieme mondi istituzionali, scientifici, accademici, culturali per mantenere spazi aperti di confronto.

    “Sarà l’edizione più bella e ricca di sempre, circa 120 eventi in 38 location della città di Roma, 8 università che partecipano ai nostri lavori, abbiamo tantissime residenze e ambasciate che aprono al pubblico e soprattutto avremo dei dibattiti che hanno una forte connotazione su quello che è il futuro” ha detto Giorgio Bartolomucci, Segretario Generale del Festival della Diplomazia “che cosa succederà, cosa ci aspetta, e noi speriamo che dai dibattiti possano arrivare degli scenari che poi la politica potrà interpretare per decidere come muoversi”.

    Il Festival si conferma, anche quest’anno, come una piattaforma autorevole attraverso la quale discutere non soltanto del futuro della nostra nazione e dell’Europa, ma anche degli equilibri internazionali. “Questo Festival, nel tempo, è diventato una straordinaria piattaforma di ambasciate, di aziende, di università, di istituzioni, di giovani” ha spiegato l’ambasciatore Giampiero Massolo, presidente del Comitato Scientifico “il titolo di questa edizione è ‘cosa viene dopo’, e’ quello che ci chiediamo tutti, viviamo in un’epoca turbolenta, mancano i riferimenti, è normale chiedersi e riflettere e cosa c’è di meglio riflettere in un contesto che vede tra i partecipanti diplomatici, politici, giovani, mondo dell’accademia, delle aziende. La riflessione deve essere corale”.

    Il Festival mira a costruire momenti di confronto per condividere idee e organizzare sessioni utili ad affrontare, tra gli altri, i seguenti assi strategici: Energia come strumento di stabilità geopolitica; Sicurezza delle infrastrutture nel nuovo contesto internazionale; America Latina, Africa e Mediterraneo come spazi di cooperazione; Difesa comune europea; Tecnologia, digitalizzazione e intelligenza artificiale applicate ai sistemi globali.

    “In un mondo sempre più polarizzato tra autocrazia e democrazie liberali, con le autocrazie che minacciano la solidità delle nostre democrazie è importante avere una Unione Europea sempre più forte, sempre meno ricattabile, quindi autonoma e indipendente” ha concluso Carlo Corazza, capo dell’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia.

    Il console Pietro De Martin, capo Uap-Maeci ha ricordato che “Il Festival della Diplomazia è un luogo prezioso di confronto sulle grandi sfide globali e coinvolge attivamente l’ampia comunità diplomatica di Roma ed anche la grande platea di esperti e studenti dell’articolato mondo accademico e di ricerca della città. UAP è orgogliosa di essere al suo fianco, perché crede che il dialogo, da coltivare sempre con pazienza, inclusivita’ ed acume, sia la prima risorsa per costruire il futuro”.

    – Foto xc3/Italpress –

    (ITALPRESS).

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    Nord America, trasporto intermodale in crescita ad ottobre

    Nord America, trasporto intermodale in crescita ad ottobre

    ROMA (ITALPRESS) – Come già accaduto negli ultimi mesi, il settore intermodale nordamericano continua a mostrare una forte crescita anche nelle proiezioni di ottobre. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Intermodal Association of North America.
    Secondo l’associazione, la stima dell’Intermodal Volume Index per ottobre 2026, pari a 105,1, rappresenta un calo previsto dello 0,3 per cento rispetto a settembre e un aumento annuo del 5,5 per cento. Una forte quota di mercato interno si sposta dal trasporto su strada e con la ripresa delle importazioni, c’è la possibilità di una contrazione della capacità, il che potrebbe smorzare i risultati effettivi, spiega Andrew Sibold, direttore economico di IANA.
    A causa dell’aumento significativo dei prezzi del carburante durante il conflitto con l’Iran, gli operatori del settore che si sono spostati dal trasporto su strada a lunga distanza al trasporto intermodale. Riguardo all’aumento dei volumi dall’inizio dell’anno, un anno fa, nello stesso periodo, si registrava ancora una notevole attività di anticipazione delle vendite dovuta alle tariffe doganali, e questo aveva influenzato i confronti annuali.

    sat/gtr

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    Nutrizione Superiore

    con MARCELLO PAMIO📍 DA MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE 2026 🔸Storia dell’Igiene Naturale e della Medicina. Dalle origini con Pitagora e Ippocrate agli igienisti moderni, attraverso l’evoluzione del concetto di malattia, salute, riposo e longevità.🔹I principi della nutrizione e i macronutrienti. Proteine, carboidrati, grassi e acidi grassi e il loro ruolo nell’organismo.🔸La digestione. La stagionalità, qualità degli ...continua a leggere "Nutrizione Superiore"
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    Ci troviamo a un bivio importante

    Siamo al bivio di una scelta importantissima: una biforcazione che porta all'annientamento dell'attuale paradigma sanitario.Continuare con la visione allopatica nichilista della medicina ortodossa oppure imboccare l'altra strada rimasta (e unica) che conduce alla libertà individuale.Da una parte c'è la visione della medicina ufficiale, che interpreta la malattia come una condizione anomala causata da fattori sconosciuti: ...continua a leggere "Ci troviamo a un bivio importante"
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    Celiachia, glutine e Leggi biologiche

    Il glutine, piaccia o non piaccia, non fa bene alla salute!Si tratta di una proteina (una lectina) estremamente complessa da digerire e, soprattutto, altamente infiammatoria.Una dieta ricca di glutine aumenta l'infiammazione organica, inclusa quella del cervello!Non sto dicendo nulla di nuovo: basta essere onesti con se stessi la sera sul divano, tra movimenti tellurici della ...continua a leggere "Celiachia, glutine e Leggi biologiche"
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    "UNA PROVA DI GUERRA NUCLEARE SI STA SVOLGENDO IN QUESTO MOMENTO SOPRA LE NOSTRE TESTE" | M. Dinucci

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    Da martedì 13 ottobre i cieli italiani ospitano Steadfast Noon, l’esercitazione nucleare annuale della #NATO: diciassette Paesi coinvolti, aerei a doppia capacità in volo fino al 20 ottobre, nessuna arma reale a bordo. La conferma ufficiale è arrivata dalla responsabile della politica nucleare dell’Alleanza, Nassima Barrows, dopo che il deputato di Avs Angelo Bonelli aveva denunciato in un’interrogazione al ministro Crosetto la mancata informazione del Parlamento. Il segretario generale Mark Rutte parla di addestramento di routine, pianificato da tempo, non diretto contro alcun Paese. Per l’Italia è la settima volta dal 2010.

    Già il nome, per Manlio Dinucci, dice più di quanto sembri: “Viene tradotto ‘mezzogiorno risoluto’, ma non è esatto: vuol dire ‘fermi sul mezzogiorno’, perché gli scienziati atomici americani pubblicano da tanti anni l’orologio dell’Apocalisse con la mezzanotte nucleare. Nel ‘91 la lancetta segnava 17 minuti a mezzanotte. Oggi segna 85 secondi. Vuol dire che gli scienziati, non gli scrittori di fantascienza, ritengono prossima una catastrofe dovuta all’uso delle armi nucleari e dell’intelligenza artificiale per la guerra. Questo è un giudizio scientifico, non un videogioco”.

    Quello che il comunicato non dice

    Le rassicurazioni della NATO, del resto, convincono poco: “L’esercitazione non sarebbe collegata agli attuali avvenimenti mondiali e non sarebbe diretta contro alcun Paese. Pensate, si esercitano così, per divertirsi. Le notizie vere non ce le dà la NATO, che parla di 17 Paesi ma non li elenca, mentre l’anno scorso lo faceva. Si stringono le maglie del segreto”.

    Le informazioni più concrete arrivano infatti da un’altra fonte: “Una mappa dell’ENAV relativa alle restrizioni sui voli civili indica che sul Tirreno convergono aerei dalle basi di Ghedi, in Lombardia, Aviano, in Friuli Venezia Giulia, Amendola e Gioia del Colle, in Puglia, e Trapani, in Sicilia. A queste si aggiunge Pratica di Mare, nel Lazio. L’epicentro dell’esercitazione è il Tirreno centrale, tra la Sardegna e la costa laziale e campana. Partecipano, credo per la prima volta anche se non ne ho le prove, anche droni di vario tipo. In Sardegna viene usato il poligono di Salto di Quirra, che gli aerei d’attacco nucleare raggiungono volando a bassa quota”.

    Un dettaglio tutt’altro che casuale. A tirare le fila, del resto, è sempre lo stesso attore: “Il tutto si svolge sotto la direzione del Gruppo di pianificazione nucleare, guidato dal Gruppo di alto livello, che gli Stati Uniti presiedono. In pratica tutta questa esercitazione, come le altre attività nucleari della NATO, si svolge sotto la direzione degli Stati Uniti d’America. E così è sempre stato”.

    Una bomba, quattro potenze

    Ciò che né la NATO né i grandi media raccontano lo mette nero su bianco il Centro per le armi nucleari dell’Aeronautica statunitense: Steadfast Noon serve soprattutto ad addestrare le forze all’uso della nuova B61-12. “È una testata nucleare con quattro opzioni di potenza, selezionabili a seconda dell’obiettivo da distruggere, fino a 50 chilotoni: il triplo della bomba di Hiroshima. Non viene sganciata in verticale come la precedente B61, ma a distanza dall’obiettivo, guidata da un sistema satellitare. In Italia è schierata ad Aviano, pronta a essere lanciata dagli F-16 statunitensi, e a Ghedi, pronta per i Tornado italiani. Ancor più idonei all’attacco nucleare sono gli F-35A, già operativi anche nell’Aeronautica italiana. Non è escluso che, oltre che in Italia, Germania, Belgio, Olanda e Turchia, queste bombe siano schierate anche in Polonia, le cui forze aeree partecipano anche quest’anno all’esercitazione, pur non avendo ufficialmente armi nucleari sul proprio territorio”.

    Il salto di qualità, però, riguarda la sua erede: “La B61-12 può penetrare nel sottosuolo ed esplodere in profondità per distruggere i bunker dei centri di comando, così da ‘decapitare’, come si dice in gergo, il Paese nemico con un first strike, un attacco nucleare di sorpresa. Per accrescere questa funzione è stata prodotta una variante specifica, la B61-13, con una potenza fino a 360 chilotoni, 24 volte Hiroshima. L’esercitazione comprende quasi sicuramente anche l’addestramento al suo uso. Ed ecco perché gli aerei diretti al poligono in Sardegna arrivano a bassa quota: è la tecnica per entrare in territorio nemico sotto i radar, con aerei stealth, seguendo a poche centinaia di metri, con un sistema automatico satellitare, il contorno del terreno”.

    Qui l'approfondimento a Grandangolo, con #ManlioDinucci



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    F1 | Perché Horner ha vietato il nome Mercedes mentre Red Bull costruiva il proprio motore

    L'ex CEO e team principal della Red Bull, Christian Horner, ha rivelato perché vietò ai dipendenti della divisione powertrains della squadra di usare il nome degli acerrimi rivali, ovvero la Mercedes.
    La scuderia con sede a Milton Keynes aveva vissuto una partnership fiorente con Honda dopo la turbolenta fine del periodo con le power unit Renault, tornando ad essere una contendente al titolo ...Continua a leggere

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    NASA’s Chandra Breaks Down ‘Treble Clef’s’ Galaxy Cluster Collision

    Using Chandra, astronomers have discovered that an outburst from a supermassive black hole, followed by a collision of two galaxy clusters, are the likely causes of an unusual formation in a galaxy cluster. The “Treble Clef” radio source was given its nickname because of a distinct shape in radio waves that resembles the musical symbol. This composite image of the Treble Clef and its galaxy cluster contains X-rays from Chandra and eROSITA, radio data from LOFAR, and infrared data from UKIRT.
    X-ray: NASA/CXC/INAF-IRA/A. Botteon et al.; Infrared: UKIDSS-GPS ; Radio: ASTRON/LOFAR; Image processing: NASA/CXC/SAO/N. Wolk

    Astronomers have used NASA’s Chandra X-ray Observatory to break down the cause of a remarkable formation of radio waves they have nicknamed the “Treble Clef” because its distinct shape strongly resembles the musical symbol.

    The researchers discovered the Treble Clef is likely caused by an outburst from a supermassive black hole, followed by a collision of two galaxy clusters. A paper describing the findings, led by Andrea Botteon of the National Institute for Astrophysics, or INAF, in Italy, published Wednesday in the Astronomy & Astrophysics journal.

    An explanation for the Treble Clef has been particularly difficult to find because the formation lies almost directly behind the plane of the Milky Way, meaning that stars, gas, and dust from our home galaxy largely block the view from Earth. However, by using telescopes that can peer through the intervening material, a team of researchers was able to identify what is responsible for this uncommon structure.

    NASA’s Chandra and the German Extended RÖntgen Survey with an Imaging Telescope Array (eROSITA) X-ray telescope found diffuse, hot gas at the location of the Treble Clef, showing that a galaxy cluster hosts the object. The researchers also determined the galaxy cluster is, in fact, two clusters in the process of merging. Galaxy clusters are some of the largest structures in the universe, containing hundreds of individual galaxies and huge reservoirs of superheated gas.

    This new composite image of the Treble Clef and its cluster shows the multimillion-degree gas detected in X-rays by Chandra and eROSITA in blue, with some of the Chandra data derived from a special technique the authors used to highlight important features in the Chandra data. Radio data shown in red from the LOw Frequency ARray (LOFAR), a large network of radio telescopes in Europe reveals the doppelganger of the musical notation. The final piece of the combined image comes from infrared data obtained by the United Kingdom Infrared Telescope, appearing mostly white.

    The authors concluded that the Treble Clef likely formed in a two-stage process. First, an earlier outburst from a supermassive black hole in the galaxy cluster’s center drove clouds of charged particles and magnetic fields away at close to the speed of light. This led to a type of cosmic crescendo and initially produced bright radio waves that later faded as the particles lost energy. Next, the collision between the two clusters compressed or reenergized the cloud, which became brighter again in radio waves. Shock waves — similar to the sonic booms from supersonic jets — from the collision may have played a role in this reenergizing process.

    To reveal evidence for the cluster collision in the Chandra data, the authors used a special technique that examined how much the cluster’s hot gas deviates from a symmetrical shape. Most of the hot gas is symmetrical and shaped approximately like an oval. The authors removed this symmetrical oval shape from the original X-ray image. The remaining X-ray emission in the residual image shows t is brightest on the left and right, and faintest in the center. The new composite image combines both the original X-ray and the residual X-ray images.

    The brighter X-rays in the residual image, toward the left and right of the cluster’s center, imply that the collision between the two clusters likely occurred along the left-right direction as seen in the image. The researchers think the direct collision between the two clusters occurred a few hundred million years ago, and the clusters are now moving away from each other.

    The resemblance to a treble clef is a case of pareidolia, the phenomenon when people see familiar shapes in random data, since there is no scientific connection to the musical notation.

    NASA’s Marshall Space Flight Center in Huntsville, Alabama, manages the Chandra program. The Smithsonian Astrophysical Observatory’s Chandra X-ray Center controls science operations from Cambridge, Massachusetts, and flight operations from Burlington, Massachusetts.

    To learn more about Chandra, visit:

    https://nasa.gov/chandra

    Visual Description

    This release features a composite image of a remarkable radio wave formation that strongly resembles a treble clef musical symbol, hovering in the midst of two colliding galaxy clusters.

    Here, galaxies in the galaxy clusters, plus foreground and background stars and galaxies, blanket the image with specks of light set against the blackness of space. At the center of the frame is a large, oval, blue-purple cloud with ragged edges. This is a multimillion-degree gas cloud in the two clusters detected in X-rays by Chandra and eROSITA, the Extended RÖntgen Survey with an Imaging Telescope Array.

    In the middle of the purple field, tilting slightly to our left, is what appears to be a giant treble clef, loosely drawn with a neon pink marker. Like the musical notation for which it’s named, the formation has a strong vertical stroke with a continuous, fluid line swooping back and forth as it moves from top to bottom.

    This radio wave formation appears to be the result of a two-stage process. First, charged particles and magnetic fields were driven from a supermassive black hole, producing bright radio waves. Those waves faded and lost energy over time, before being reenergized and compressed when the two galaxy clusters collided.

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    Details

    Last Updated
    Oct 15, 2026
    Editor
    Lee Mohon
    Contact
    Location
    Marshall Space Flight Center
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    Cisco Warns of Active Attacks Exploiting New Critical Secure Email Gateway Vulnerability

    Attackers are exploiting a critical flaw in Cisco Secure Email Gateway that lets a sender with no login write files to the appliance's operating system, Cisco said in an advisory on Wednesday. The attacker sends an email with a crafted attachment through the gateway and, if it succeeds, could then run commands as root. The appliance filters an organization's email for spam, malware,

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    Hackers Backdoor Nextcloud Servers Through Critical Flaw in Collabora’s Built-in CODE App

    Attackers exploited a flaw in an optional Nextcloud app, Collabora Online - Built-in CODE Server, to plant web shells on Nextcloud servers. Three administrators reported the issue on GitHub, with the first logged attack on September 10. A web shell is a small file that executes any command an attacker sends via a web request, with the rights of the web server account. The flaw

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    Microsoft Disrupts 3 Phishing Kits Linked to Over 1 Billion Scam Messages

    Microsoft and Health-ISAC, along with the Japan Cybercrime Control Center (JC3) and a coalition of private sector companies, such as Resecurity, Cloudflare, Oracle, Proofpoint, and TRM Labs, announced the disruption of three phishing kits, CoGUI (aka NX or FA), Haozi (aka Phoenix), and Iron Man System. "Since January 2026, the threat actors behind these kits have been responsible for

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    Bank of America fined US$1.21 billion as US flags suspected Chinese money laundering

    Bank of America, the second-largest US bank, failed to promptly report hundreds of millions of dollars in suspicious transactions bearing signs of Chinese money-laundering networks, US regulators said on Tuesday, announcing more than US$1.21 billion in penalties for broader anti-money-laundering and sanctions failures. The Financial Crimes Enforcement Network, or FinCEN, said the activity included large wire transfers to counterparties in China, repeated credit-card purchases at major retailers...

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    Yemen government says it raised Houthis’ alleged use of Chinese tech with Beijing

    The Yemeni government has spoken with Beijing about the Houthis’ alleged attempts to utilise Chinese-made technology for weapons, a Yemeni minister said on Wednesday, as the two sides’ long-running civil war escalates. “The Chinese are partners and we have discussed with them about, you know, the use of dual products,” Foreign Minister Afrah al-Zouba said in response to an Agence France-Presse question about reports the Iran-backed group was trying to secure Chinese components to help...

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    Livorno, tenta di rubare il portafogli a un anziano: arrestata una donna

    Livorno, 14 ottobre 2026 – Una giovane donna è stata arrestata dalla Polizia di Stato per tentato furto in abitazione ai danni di un anziano. L’episodio risale al 7 ottobre.

    Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe avvicinato l’uomo con un approccio galante, proponendogli poi di andare a casa sua. Una volta entrata nell’abitazione, con una serie di richieste sarebbe riuscita a rimanere sola nella camera da letto, tentando successivamente di allontanarsi.

    L’anziano, insospettito, ha controllato i pantaloni lasciati su una sedia e si è accorto che il portafogli era sparito. Raggiunta la porta, ha visto la donna mentre stava uscendo, ma ad attenderla c’erano gli agenti della Polizia di Stato, intervenuti dopo la segnalazione di un vicino di casa, insospettito dalla situazione.

    La refurtiva è stata recuperata e restituita al proprietario.

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    Ivanti patches Connect Secure zero-day after researchers confirm in-the-wild attacks

    Ivanti customers are being urged to update Connect Secure and check for compromise after attackers exploited a newly disclosed zero-day vulnerability. On Tuesday, Ivanti released updates for Connect Secure (ICS) to fix CVE-2026-104935, an authentication bypass flaw discovered by Volexity. Rated 8.6 on the CVSS scale, it allows remote, unauthenticated attackers to execute arbitrary commands. "We are aware of exploitation in the wild affecting a limited number of customers at the time of disclosure," the vendor said in its advisory. There are limited indicators of compromise available at present, it said, advising customers to refer to Volexity's report on the findings for more information, and to run the Ivanti Integrity Checker Tool regularly. Ivanti lists affected releases in the following branches: 25.1.1.1 and earlier 25.1.2.2 and earlier 22.8R2.4 and earlier The vendor said it previously identified "a portion of this vulnerability" and patched it in July's 25.1.3.0 update, and had been working on backporting the same fix since then, however, attackers began exploiting it before that work was complete. Volexity said the attackers behind the recent intrusions were previously unknown to its researchers, but are now tracked as UTA0576. Criminal motive rather than espionage is suspected by Volexity. Based on observed post-exploitation activity, attackers appeared to be most interested in using their newfound access for credential theft, data exfiltration, log tampering, and network reconnaissance. Notably, the attackers did not deploy any malware nor execute web shells, using only the commands available to them on the ICS appliance. "Because the operation was detected and disrupted, the threat actor's ultimate objectives could not be determined," said Volexity. "However, Volexity assesses with high confidence that UTA0576's actions signaled preparation for lateral movement and a broader compromise of the victim network." The researchers also suspect that the attackers were using large language models to support their endeavors. Volexity pointed to the attackers' repeated use of the exploit channel to run commands, rather than deploying web shells, and their use of "highly specific scripts using hardcoded credentials." Ivanti disclosed one CVE, but Volexity described an attack chain involving three vulnerabilities. Tuesday's updates address the authentication bypass and remote code execution stages. The third vulnerability, which allows privilege escalation, is separate from the flaws encompassed by CVE-2026-104935. Volexity said Ivanti is aware of the additional bug and plans to publish a fix "in the coming weeks." The disclosure of the zero-day this week makes it the third year running that Ivanti has had to deal with attackers exploiting undisclosed flaws in Connect Secure. The previous ICS zero-days were disclosed in January 2025, a year after the January 2024 vulnerabilities led to exploits affecting thousands of ICS appliances. In the interim, we've also seen suspected Chinese espionage groups exploiting bugs in Endpoint Manager Mobile (EPMM), and critical flaws in Sentry. Ivanti's run of January zero-days continued earlier this year, although those flaws affected EPMM rather than Connect Secure. ®

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    Ospedale di Livorno, inaugurato l’orto didattico per i giovani con diabete: al via il progetto “Semina, cucina, gusta: la salute è servita!”

    Livorno 14 ottobre 2026 È stato inaugurato nel giardino sul retro dell’ottavo padiglione dell’ospedale di Livorno il nuovo orto didattico per imparare a conoscere il cibo, riscoprire il valore della stagionalità e promuovere abitudini alimentari sane e consapevoli. Lo spazio è stato realizzato nell’ambito del progetto “Semina, cucina, gusta: la salute è servita!”, promosso dall’Unità operativa Educazione …

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    F1 | Test Pirelli: Mercedes completa 125 giri a Magny-Cours con le intermedie per il 2027

    Ha contribuito anche la pioggia reale a completare la giornata di test organizzata da Pirelli a Magny-Cours per lo sviluppo dei pneumatici da bagnato della prossima stagione.
    Frederik Vesti, terzo pilota Mercedes, ha provato oggi diverse soluzioni di pneumatici Intermedi, caratterizzate da differenti mescole e strutture, con l’obiettivo di individuare i prototipi in grado di garantire le ...Continua a leggere

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    Cun Chao: la SUPERLEGA dei CONTADINI cinesi che fa tremare la Silicon Valley

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    In Cina hanno inventato una Superlega di calcio dove il primo premio è una MUCCA.

    E, incredibilmente, a diventare più ricchi sono stati i CONTADINI.

    Succede a Rongjiang, uno degli angoli più poveri della Cina, dove un campionato organizzato dal basso è diventato un fenomeno nazionale, facendo nascere oltre 2.700 nuove attività economiche e contribuendo a raddoppiare il reddito delle collettività dei villaggi.

    Praticamente l'esatto contrario dell'economia dei megaeventi che abbiamo sviluppato dalle nostre parti: lavoro gratuito spacciato per volontariato, soldi pubblici al servizio dei profitti privati e città trasformate in giganteschi Airbnb.

    Ma il bello deve ancora venire.
    Perché il successo del Cun Chao è diventato la base per un esperimento ancora più straordinario: mettere l'INTELLIGENZA ARTIFICIALE nelle mani di 30.000 persone, per trasformarla in uno strumento di benessere diffuso.

    Mentre i padroni della Silicon Valley scommettono centinaia di miliardi sull'AI per concentrare ancora più ricchezza e potere, tra le montagne del Guizhou stanno sperimentando una strada diametralmente opposta.

    E la cosa più interessante è che non hanno inventato nessuna tecnologia rivoluzionaria. Hanno semplicemente organizzato le persone.
    Una storia che ci ricorda che il progresso tecnologico non è una calamità naturale: chi ne beneficia dipende dai rapporti di potere e dalle scelte politiche.

    E che ci ha fatto venire un'idea: perché non proviamo anche noi a costruire un'intelligenza artificiale al servizio dell'informazione indipendente e della ricerca economica e sociale, prendendo ispirazione dal progetto Bandung Circuits del Tricontinental?

    CERCHIAMO COMPLICI! Programmatori, esperti di AI, analisti di dati, economisti, sociologi, ricercatori e chiunque voglia contribuire a costruire uno strumento collettivo, aperto e indipendente.

    Scriveteci a aiperilpopolo@gmail.com

    Perché le tecnologie del futuro o impariamo a metterle al servizio dei nostri interessi, oppure continueranno a servire quelli di Elon Musk.

    E chi non ci prova è CARLO CALENDA.

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    Giorgia Meloni non conosce la sua nuova legge elettorale

    Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Ancora una volta tocca alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: lo sa come funziona la nuova legge elettorale appena votata dal Parlamento?

    L'articolo Giorgia Meloni non conosce la sua nuova legge elettorale proviene da Lavoce.info.

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    Nearly Half of Organisations Report Unauthorised AI Agent Actions, Research Finds

    Nearly half (49.8%) of organisations have confirmed or suspected that an AI agent took an unintended, unexpected or unauthorised action in the past year, according to new research from Salt Security.

    The findings, published in the company’s State of Agentic AI and API Security 2H 2026 report, highlight growing concerns around the security of autonomous AI systems as enterprises increasingly integrate agents into everyday operations.

    Based on a survey of more than 380 security and technology professionals, alongside Salt Labs production telemetry from hundreds of customer environments, the research suggests that AI adoption is outpacing organisations’ ability to monitor, govern and contain agent activity.

    Among respondents who reported confirmed or suspected unintended agent actions, more than half experienced an unauthorised external API call or transaction, while over 40% reported an agent modifying or deleting data.

    The research also found that AI agents are now firmly embedded in enterprise environments, with 86.4% of respondents reporting at least one operating within their organisation and 59.5% running more than ten. Furthermore, 76.8% reported agents capable of chaining actions across other agents, tools and APIs, creating complex sequences that may not have been anticipated by individual teams.

    Despite this widespread adoption, visibility remains limited. Just 12.5% of organisations can consistently trace an agent’s complete journey, from its initial instruction through the tools and APIs it accesses to the final outcome. More than 60% would require hours or days of manual investigation to reconstruct an agent’s activity from the previous day.

    The ability to respond to unexpected behaviour is similarly concerning. Only 17.5% of respondents said their organisation could automatically stop an AI agent behaving unexpectedly in production. For the majority, intervention remains a manual process, potentially requiring an application to be taken offline.

    “The data shows a gap that is already producing real operational consequences,” said Roey Eliyahu, CEO of Salt Security. “Organisations are deploying agents and granting them access to enterprise data, APIs, and services before they can trace what those agents are doing or stop them automatically when something goes wrong.”

    Shadow AI Infrastructure and AI-Generated Code Raise Further Concerns

    The report also identified emerging risks associated with Model Context Protocol (MCP) infrastructure, which enables AI systems to interact with external tools and data sources.

    Nearly a third (32.9%) of respondents reported discovering an unauthorised, shadow or misconfigured MCP server in the past year, while 54.3% had either confirmed or suspected encountering one.

    Salt Labs’ own telemetry revealed that MCP-related infrastructure was detected in 21.6% of customer environments in August 2026, compared with 16.7% in January, representing a relative increase of approximately 30%.

    Meanwhile, AI-generated code is introducing additional application security challenges. Some 83.5% of respondents estimated that AI-generated or AI-assisted code contributed to at least some of their application security findings.

    However, just 6.8% reported resolving these issues directly within coding assistants at the point of generation, leaving vulnerabilities to be identified during subsequent code reviews, testing or after deployment.

    Recent Manus Vulnerability Highlights Agentic AI Risks

    The findings follow recent research from Salt Labs, which demonstrated how a single malicious email could be used to hijack the Manus agentic AI platform and potentially access a user’s connected email, cloud storage and code repository accounts.

    The attack did not require a stolen password or the victim to click a malicious link. Although the platform’s guardrails detected the malicious activity, they were unable to prevent the code from executing.

    The vulnerability was responsibly disclosed and has since been remediated.

    According to Salt Security, the incident demonstrates how traditional detection mechanisms may struggle to keep pace with autonomous systems capable of executing multiple actions before human intervention is possible.

    “The Manus research and this survey data are two views of the same problem,” said Yaniv Balmas, Head of Research at Salt Security.

    “In the field, we showed how an agent can be weaponised through a single malicious email, how the guardrail detected the attack at exactly the right moment, and still could not stop the code from running. The survey quantifies how widespread that architecture is.”

    The findings underline the need for organisations to strengthen visibility into agent activity, establish appropriate governance controls and develop automated containment capabilities as AI agents gain greater autonomy and access to critical enterprise systems.

    The full State of Agentic AI and API Security 2H 2026 report includes sector-specific findings, recommendations for CISOs and further analysis of Salt Labs production telemetry.

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    Fake WatchGuard VPN site steals credentials, then serves the genuine signed client

    Huntress researchers have uncovered an SEO-poisoning campaign that harvests SSL VPN credentials through a lookalike WatchGuard download page, then hands victims the real, validly signed installer from WatchGuard’s own CDN, leaving endpoint tools with nothing to detect.

    The activity, detailed by the Huntress SOC on 13 October, centres on watchguard-vpn[.]net, a lookalike domain posing as a download page for WatchGuard’s Mobile VPN with SSL client. Unlike earlier waves of the campaign, which relied on trojanised installers, this iteration strips the malware out entirely.

    A typo and a search result

    The incident Huntress investigated began on 7 October, when an administrator at a managed service provider searched Bing for “watchguard vpn sll download”. Eight seconds later they had clicked through to the fake site via a standard Bing result redirect, which Huntress says points to SEO poisoning rather than malvertising.

    Two bites at the password

    Clicking any download option on the site opens a pop-up asking for the VPN server address, username and password, the same three values the legitimate client requests. The logic sits in roughly 150 lines of unobfuscated JavaScript (popup.js), which posts the entries as JSON to a separate collection domain, watchguard-ssl[.]online.

    The first submission is always rejected with an “incorrect data” message, prompting victims to retype carefully or try a different password. That gives the operators a second, likely more accurate, set of credentials, along with the server address they need to log in.

    The payload is the real thing

    After the second submission, the script triggers a download of WatchGuard’s genuine Mobile VPN with SSL installer (version 12.11.5) direct from cdn.watchguard.com. Huntress verified the file’s Authenticode signature from WatchGuard Technologies and confirmed the binary had not been altered.

    With no trojanised MSI or sideloaded DLL in the chain, there is nothing for EDR to flag, and the victim gets exactly the install they expected. Detection was thin across the board: as of 8 October only seven VirusTotal vendors flagged the lure domain and two flagged the collector.

    Old domain, new backend

    WatchGuard’s Secplicity team first reported watchguard-vpn[.]net in January as part of a wider credential-harvesting campaign spoofing WatchGuard, F5, Fortinet, SonicWall and Sophos clients, though at that point the domain had no working backend. Microsoft later attributed related activity to Storm-2561, a financially motivated actor active since May 2025. WHOIS data shows the domain was registered again on 22 August, with the collector domain following on 14 September. Huntress says it cannot establish whether the same operators controlled both registrations.

    In the case investigated, Huntress flagged the activity 21 seconds after the site loaded, and browser history suggests the user did not complete both rounds. The domain was offline as of 13 October, and Huntress has shared infrastructure details with WatchGuard.

    Recommendations

    • Reset passwords for any account entered on the site and treat the associated VPN endpoint as known to the attacker.
    • Enforce MFA on SSL VPN access.
    • Monitor for VPN logins from hosting providers, unfamiliar ASNs or new countries.
    • Block watchguard-vpn[.]net, watchguard-ssl[.]online, 80.249.132[.]140 and 158.94.209[.]19.
    • Publish and bookmark official download links such as software.watchguard.com.

    Full research: https://www.huntress.com/blog/fake-watchguard-vpn-credential-phishing

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    Zero Trust in Practice: Moving Beyond the Buzzword

    Zero trust has become one of the most overused terms in security marketing, often applied to products that simply add another layer of network segmentation. This piece looks at what zero trust actually specifies according to its foundational standard, the implementation order that works in practice, and why identity is the dependency most organizations underestimate.

    What Does Zero Trust Actually Specify, Beyond the Marketing Language?

    Zero trust gets used loosely enough that it has largely lost precision as a term, applied to everything from a VPN replacement to a full architectural rebuild. That imprecision is a real problem for organizations trying to evaluate vendor claims, since two products both marketed as zero trust solutions can address entirely different parts of the actual model.

    Organizations working through this evaluation often look at established regional providers as part of their planning. Among them, cybersecurity solutions in Dubai offer a starting point for comparing how different providers translate the zero trust framework into an actual implementation roadmap, which varies considerably depending on an organization’s existing infrastructure.

    At its core, the specification requires continuous verification of every access request, whether it originates inside or outside the traditional network perimeter, and it removes the assumption that anything on the internal network is inherently trustworthy simply by virtue of its location.

    Zero trust component What it actually requires
    Identity verification Every access request authenticated, not just the initial network entry
    Least privilege access Access scoped to the minimum needed for a specific task
    Micro segmentation Network divided so lateral movement is contained, not just perimeter defended
    Continuous monitoring Access patterns evaluated ongoing, not just at login

    That table names the components. The harder part, and the part most vendor pitches skip, is the order in which an organization actually implements them.

    What Implementation Order Actually Works, and What Stalls?

    Organizations that attempt zero trust as a single, comprehensive rollout tend to stall, since the scope quickly exceeds what any team can execute without disrupting normal operations. Organizations that succeed tend to sequence the work, starting with identity infrastructure before touching network segmentation.

    That sequencing is not arbitrary. Identity is the hard dependency underneath every other component of the model. Microsegmentation without solid identity verification just creates smaller trusted zones rather than removing the underlying trust assumption. Continuous monitoring without reliable identity data produces noise rather than usable signal. Getting identity right first is what makes everything built on top of it actually function as intended.

    IT Security Guru’s coverage of automated tools in SaaS penetration testing touches a related sequencing question from a different angle: the growing reliance on automation to keep pace with continuous verification demands, which is exactly the kind of tooling that becomes necessary once an organization’s zero trust model matures past the identity foundation stage.

    Organizations that skip the identity-first ordering often end up with what looks like a zero trust deployment on paper but functions as a rebranded VLAN structure underneath, technically segmented but still relying on implicit trust once a user or device gets past the initial checkpoint.

    Where Does the NIST Standard Actually Draw the Line?

    Rather than relying on vendor definitions, it helps to work from the actual specification. NIST Special Publication 800-207 lays out the zero trust architecture in detail, defining the core logical components and the tenets that distinguish a genuine implementation from marketing language attached to conventional network security.

    The standard makes it clear that zero trust is a set of principles guiding architecture decisions, not a single product or technology you can buy and deploy wholesale. That framing alone rules out a large share of what gets marketed under the term, since a genuine implementation touches identity management, policy enforcement, and monitoring together rather than any one of them in isolation.

    How Can an Organization Tell Real Progress From a Rebranded VLAN?

    A few honest checks separate genuine progress toward zero trust from a relabeled version of existing network security. Evaluate access decisions per request based on current context, not grant broad access once a user authenticates at the start of a session. Policy enforcement should apply consistently, whether a request originates inside or outside the traditional network boundary. Monitoring should also detect anomalous access patterns after the fact, not just block unauthorized access at the point of entry.

    An organization that cannot clearly explain how it makes access decisions on a per-request basis is likely still operating on the old trust model, whatever the marketing materials on its security stack claim.

    FAQ

    What is zero trust, in the simplest accurate terms?

    It is a security model that requires continuous verification of every access request, regardless of whether it originates inside or outside the traditional network perimeter, removing the assumption that internal network location implies trustworthiness.

    Why does identity have to come before network segmentation in implementation?

    Identity verification is the dependency the rest of the model relies on. Segmentation and monitoring without reliable identity data produce smaller trusted zones or noisy alerts, rather than genuinely removing implicit trust.

    How can an organization tell if its zero trust deployment is genuine?

    Access decisions should be evaluated per request based on current context, not granted broadly after initial login, and policy enforcement should apply consistently regardless of where a request originates.

    Is zero trust a product an organization can simply buy?

    No. NIST’s foundational specification describes it as a set of architectural principles, not a single purchasable technology. A genuine implementation brings together identity, policy enforcement, and monitoring rather than relying on any one component alone.

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    Vega Appoints Category Builder Scott Simkin as Chief Marketing Officer to Define the Post-SIEM Era

    Vega, the pioneer of Agentic Cyber Defense, today announced the appointment of Scott Simkin as Chief Marketing Officer. Simkin joins as Vega II unleashes the best model trained for cyber defense to transform every alert, across all data sources, into a conclusive verdict at the speed of the attack. The platform keeps every lesson and gets faster with every fight, so defenders can finally outpace adversarial AI.

    “Once a generation, a company changes how security gets done. For Cyber Defense in the age of AI, that company is Vega,” said Shay Sandler, co-founder and CEO of Vega. “Scott built the stories and execution engine behind the two biggest names in security operations. Now he will help Vega define the post-SIEM era. There is no one I would rather have leading this charge.”

    Simkin is one of the industry’s best-known storytellers, having twice helped define a category and drive growth at massive scale. At Palo Alto Networks, he served as Vice President of Marketing for the end-to-end Cortex platform, one of the fastest-growing portfolios spanning security operations, cloud security, and Unit 42 services, with annual revenue approaching $2 billion. Earlier, he helped pioneer the XDR category, which has since replaced EDR as the standard for modern endpoint security. At CrowdStrike, he led product marketing, technical marketing, portfolio positioning, and campaigns across the full Falcon platform. He also launched Falcon Next-Gen SIEM, which CrowdStrike says now exceeds $600 million in annual recurring revenue. Two years after founding, Vega already defends some of the world’s largest banks, healthcare providers, and Fortune 200 enterprises, and Simkin joins to turn that momentum into dominant market leadership.

    “For three years, CISOs have asked me the same question about AI in their SOC: isn’t this just an iteration on the SIEM? They were right, and Vega is the answer,” said Simkin. “AI across all your data, in place, without moving or ingesting it. Better outcomes, faster, at a lower total cost. That’s Vega, and no one else comes close. I’m grateful for a career at the companies that built this market, and I’ve never been more certain about where Cyber Defense is going. Vega has the technology and the people this moment demands. There was only one choice.”

    Experience Vega II at Cyber Defense at the Frontier on Oct. 21, 2026, at 8 a.m. PT / 11 a.m. ET / 4 p.m. BST.

    Read the blog · Register for the virtual summit · Get a demo today

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    Certes wins Frost & Sullivan PQC recognition for decoupling encryption from infrastructure

    Certes has received Frost & Sullivan’s 2026 Global Enabling Technology Leadership Recognition in post-quantum cryptography (PQC), following an independent evaluation of vendors in the market.

    The recognition centres on a problem most security teams are now facing: migrating embedded cryptography across legacy applications, cloud environments and critical infrastructure will take years, but “harvest now, decrypt later” attacks mean data intercepted today could be exposed once sufficiently powerful quantum computers arrive. Frost & Sullivan notes that the risk is greatest for data with long regulatory, legal or commercial lifespans, and that protecting it needs to run in parallel with the longer migration effort rather than wait for it to finish.

    Separating cryptography from the stack

    At the heart of Certes’ platform is its Cryptographic Abstraction Layer (CAL), which sits between applications and infrastructure and lifts cryptographic protection out of the underlying technology stack. Rather than waiting for each vendor to ship a quantum-safe update and then managing disruptive upgrades, security teams can manage cryptographic change centrally and apply it to data flowing between systems.

    The platform comprises the Certes Enforcement Point (CEP), which encrypts and decrypts within the data path, and the Certes Policy Manager (CPM), which manages policies and cryptographic controls centrally. Frost & Sullivan singled out its policy-specific key architecture as a key differentiator: each policy-controlled application or data flow can have its own key material, separate rotation schedules and customer-controlled key components. This is combined with quantum-based random number generation and customer-owned keys to support data sovereignty.

    Certes’ patented Layer 4 payload protection encrypts the payload while preserving original network headers, so routing, QoS, monitoring, SD-WAN and flow visibility tools continue to work without applications being rewritten or networks re-architected. Deployment options span physical appliances, virtual machines on VMware ESXi, KVM, Red Hat and Nutanix AHV, and Windows and Linux client agents. Version 7 extends enforcement closer to workloads and users through expanded agent and cloud deployment options, reducing unprotected segments in the data’s journey.

    Beyond quantum

    The report also highlights uses beyond PQC migration. Cryptographic segmentation can separate IT and OT environments and limit lateral movement in flat networks, while a virtual air gap capability can dynamically isolate critical applications, data flows and backups during an active attack while preserving recovery. Certes’ encryption can also stop sensitive data being exposed to internal or external LLMs, giving organisations tighter governance over AI adoption.

    Ozgun Pelit, Senior Industry Analyst at Frost & Sullivan, said: “Certes stands out in the emerging post-quantum security market through its focus on protecting data independently of the applications and infrastructure around it. Its combination of cryptographic abstraction, crypto-agility and centralized policy enforcement provides organisations with a practical way to reduce near-term quantum risk while navigating what will inevitably be a complex, multi-year migration.”

    Paul German, CEO at Certes, said: “The next cryptographic revolution could arrive before many organizations have finished implementing the last one. Post-quantum cryptography is only the beginning. As AI and quantum technologies advance, cryptographic change will accelerate, and organisations cannot afford to rebuild their applications, networks and security infrastructure every time it happens.”

    He added: “In a world where cryptography must constantly evolve, the ability to change it without changing everything else isn’t a luxury. It’s a necessity.”

    The full Frost & Sullivan report is available HERE

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    Lay of the land: terrestrial conservation efforts cover a wider area than thought

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/d41586-026-03081-4

    Governments around the world have pledged to conserve 30% of the terrestrial realm by 2030, but official data suggest that the target is barely halfway to being met. A combined global and national-level data set now shows that up to 27% of land area is conserved, but gaps in ecological representation remain.
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    Large blind test of methane-detecting satellites lends credibility to emissions data

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/d41586-026-03075-2

    Twelve methane-sensing satellites were tested for their accuracy in measuring controlled-release events in the Arizona desert over a year-long blind test. Many were found to detect and quantify releases accurately, with instruments purpose-built for methane sensing performing best.
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    Alveolar stem cells go beyond making gas-exchange cells to repair damaged airways

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/d41586-026-03085-0

    Alveolar type 2 (AT2) cells are the stem cells of the lung’s air sacs and are responsible for maintaining alveolar structure and gas exchange. A study that tracked AT2 cells shows that, after injury to the airway, they can also migrate between lung compartments and become bronchiolar cells to help repair damaged airways.
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    Evidence for multi-Li<sup>+</sup> clustering in lithium-ion battery electrolytes

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11138-7

    Machine-learning-enabled atomistic simulations, spectroscopy, electrochemical data and quantum-chemical calculations reveal previously unstudied multi-lithium-ion complexes without bound anions, improving understanding of lithium-ion-battery functionality at the atomic level.
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    Engineered TYK2 dependence enables myeloid-selective IL-10 receptor agonism

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11176-1

    A tetravalent nanobody-based myeloid-selective IL-10 receptor agonist recapitulates IL-10’s potent suppression of monocytes, macrophages and dendritic cells while avoiding stimulation of T cells.
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    <i>Elp1</i> is required for myeloid differentiation and brain repopulation

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11112-3

    Primary cultured haematopoietic stem and progenitor cells are used to analyse the molecular mechanisms of brain myeloid differentiation, and this platform enabled the identification of elongation factor ELP1 as an important regulator of this process.
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    Modelling mouse embryogenesis from chemically induced totipotent stem cells

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11164-5

    A mouse embryo model derived from chemically induced totipotent-like stem cells progresses through key developmental milestones, including gastrulation, embryonic axis formation, haematopoiesis and early organogenesis.
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    Competing mechanisms toughen bcc binary and medium-entropy alloys at 20 K

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11065-7

    The mechanical properties of medium-entropy alloys at 20 K show a plateau in tensile yield strength and fracture toughness as a function of temperature, with no apparent ductile-to-brittle transition.
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    Parity-dependent coupling of molecular spin chains to a superconductor

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11117-y

    Scanning tunnelling spectroscopy shows that the fractional spin-1/2 end states of molecular Haldane chains couple differently to a superconducting condensate depending on whether the chain contains an even or odd number of spin-1 triangulene units.
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    Capillary-selective vasodilation through myosin inhibition halts ischaemic cascades

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11171-6

    R(+)2501 reverses capillary no-reflow by relaxing pericytes, restoring microvascular perfusion and improving survival in animal models of myocardial infarction and acute kidney injury.
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    De novo design of cysteine proteases

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11143-w

    De novo-designed enzymes use an activated cysteine nucleophile to hydrolyse polypeptide backbones in a sequence-dependent manner.
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    Computational design of metalloproteases

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11167-2

    RFdiffusion methods are used to de novo design proteins with water-activating zinc-based active sites adjacent to a peptide substrate binding pocket, yielding highly active, programmable proteases with potential applications in therapeutics, biotechnology and bioremediation.
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    Divergent genomic evolution in astrocytomas and oligodendrogliomas

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11150-x

    Longitudinal genomic analyses in patients with astrocytoma or oligodendrioglioma suggest that these two types of tumour differ in the mechanisms by which they become resistant to treatment, with astrocytomas accumulating copy-number alterations and chromosomal instability markers but oligodendrogliomas acquiring new driver mutations.
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    Rh<sup>3+</sup> stabilized in KRh@MFI catalyses regioselective hydroformylation

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11136-9

    DFT investigations combined with spectroscopic and catalytic studies of disrupted subnanometric Rh2O3 clusters show that Rh+ centres in a zeolite-based catalyst are blocked with N-containing molecules, whereas Rh3+ sites are stabilized, allowing hydroformylation reactions with enhanced regioselectivity and efficiency.
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    Targeted stimulation of motor cortex ensembles drives learned movements

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11174-3

    Optogenetic stimulation of motor-cortex neuron ensembles shows that precisely timed activity in the primary motor cortex can generate learned neural patterns and movements, demonstrating an active role in skilled motor control.
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    Artificial intelligence-enabled clinical phenotyping of human brown fat

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11162-7

    Artificial intelligence-enabled quantification and analyses of brown adipose tissue (BAT) activity uncover links between BAT and a healthier metabolic profile along with lower rates of psychiatric disease, and can identify pharmacologic agents that could be repurposed to activate this tissue in humans.
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    Early tetrapod neck mobility modelled using an extant analogue

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11158-3

    Biomechanical analysis of several early tetrapods using sturgeon as an analogue revealed that early tetrapods had limited neck mobility despite separation of the head and shoulders.
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    Intrinsic physicochemical activity at microplastic–water interfaces

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11141-y

    Commodity microplastics exhibit intrinsic physicochemical activity at water interfaces, manifested by spontaneous generation of reactive oxygen species, challenging the prevailing paradigm of plastic inertness, with implications for human health and the environment.
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    Hidden reaction pathways inform additive engineering for perovskite LEDs

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11120-3

    Resolution and control of the hidden solution-phase chemistry of 5-aminovaleric acid added to perovskite precursor solutions is described for producing films with a near-unity mean peak photoluminescence quantum yield and near-infrared perovskite LEDs with enhanced external quantum efficiencies.
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    Clasping folds enable superior elastic strength of graphene films

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11109-y

    Two-dimensional graphene films with unusual folded surfaces are synthesized through a modular assembly strategy and show enhanced strength, toughness and elastic strain owing to stress distribution between interlayer folds.
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    Wave coarsening drives time crystallization in mechatronic metamaterials

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11163-6

    Wave coarsening in active elastic media is a phenomenon in which vibrations spontaneously increase in wavelength, period and amplitude before forming a globally synchronized time crystal.
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    Sexual dimorphism in epidermal stem cell dynamics

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11159-2

    Long-term live imaging of adult mouse ear skin reveals sex-specific differences in the clonal dynamics of epidermal stem cells and transit-amplifying cells during homeostasis.
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    Interhemispheric monsoon dynamics over the past 450,000 years

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11166-3

    A 450 ka Andean speleothem record shows Southern and Northern Hemisphere monsoons generally vary out of phase, but occasionally synchronize during rapid climate change and glacial terminations.
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    A microexon regulatory code reveals autism-linked genetic variation

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11119-w

    A regulatory sequence code for neuronal microexons reveals genetic variants predicted to alter their splicing in individuals with autism.
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    Educational intervention can rewire village social networks

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11154-7

    A randomized controlled trial involving a health-education intervention in rural villages in Honduras shows that the intervention changed social network connections, including not only health-related connections but also friendships and financial ties.
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    Advancing subseasonal forecasting with machine learning

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11126-x

    The AI framework probabilistic bias correction is shown to correct weather forecast errors 2 to 6 weeks ahead and boost forecast skill, making it promising for improved extreme-weather prediction.
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    Jurassic flightless bird reveals early ecological diversity of avialans

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-10972-z

    A fossil bird from the Upper Jurassic Zhenghe Fauna of southeastern China contemporary with Archaeopteryx and that clearly could not fly sheds new light on the ecological diversification of early-diverging avialans.
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    Building a Reliable Event-Driven Payment Service With XRP Ledger

    Building a Reliable Event-Driven Payment Service With XRP Ledger

    Receiving a transaction notification is only the first step. Production software still has to decide whether that event is safe to turn into application state.

    A WebSocket callback can arrive in milliseconds. What happens afterward is harder. The XRP Price may be the public-facing metric most people associate with the asset, but developers integrating the XRP Ledger have a different concern. A long-running service has to detect transactions, determine whether their outcomes are final, and update local application state without acting twice or acting too soon.

    When an XRPL Event Actually Means Something

    A WebSocket connection can save an application from constantly polling for new activity. On a Linux service, that means keeping the connection open and listening for the XRP Ledger events the application cares about.

    The XRP Ledger’s subscribe documentation explains how applications can listen for ledger activity, transactions, and account-related events. The transactions stream reports transactions associated with closed ledgers. The transactions_proposed stream goes further and can include proposed activity that never reaches a validated ledger.

    That makes an incoming notification useful, but not necessarily authoritative. A service that treats every notification as an instruction to change business state can act before the ledger has established a final result.

    For a payment service, the event is where processing begins.

    Validation Comes Before Fulfillment

    Transaction notifications can include a validated field. When validated is true, the transaction has been included in a validated ledger and its outcome is final.

    A service might see a payment involving an account tied to an order and immediately tell a fulfillment system to release the product. If that payment came from proposed activity and has not reached a validated ledger, the application has acted before it knows the final outcome.

    Validation is only the first check. Transaction metadata also includes TransactionResult. A transaction can be final without producing the successful result the application expected, so inclusion in a validated ledger should not be treated as proof that a payment succeeded.

    For payments, delivered_amount is the field that shows what actually reached the destination. That can matter when the amount requested and the amount ultimately delivered are not identical.

    Before an order changes state, the service needs to know whether the transaction is final, whether it succeeded, and what value actually arrived.

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    Voghera, arrestato 19enne estremista per detenzione illegale di armi da sparo

    Voghera, arrestato 19enne estremista per detenzione illegale di armi da sparo

    PAVIA (ITALPRESS) – Questa mattina la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, ha arrestato un ragazzo di 19 anni residente nel pavese per il reato di detenzione illegale di armi comuni da sparo.

    In particolare, all’esito della perquisizione delegata dalla Procura di Milano, il giovane, indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, è stato trovato in possesso di diverse armi da fuoco: una pistola Fn Herstal modello 1906 calibro 6.35, una seconda pistola Fn Herstal mod. 1910 calibro 6964, un fucile automatico marocchi modello SM66 calibro 9 Flobert, molteplici armi bianche ed altri oggetti atti ad offendere, tra cui due sciabole, diversi coltelli e pugnali, una tirapugni, un’ascia ed un martello, un manganello e una pistola giocattolo priva di tappo rosso. Inoltre, i poliziotti della D.I.G.O.S. della Questura di Milano hanno rinvenuto, all’interno della camera da letto, diverso materiale riconducibile all’estrema destra radicale, tra cui: riproduzioni e manuali di Hitler e Mussolini, bandiere nazionalsocialiste raffiguranti la svastica, una skullmask – tipico indumento indossato da internauti gravitanti in contesti virtuali eversivi, materiale propagandistico d’area raffigurante la croce celtica, svastiche ed il noto simbolo delle SS (Schutzstaffel) naziste.

    L’attività trae origine dagli approfondimenti investigativi condotti nell’ambito del procedimento penale che lo scorso 22 aprile era sfociato nell’arresto di un altro estremista pavese, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari poiché individuato quale amministratore di una chat di un’applicazione di messaggistica istantanea denominata “Terza Posizione”, ed indagato per promozione di un’associazione avente finalità di discriminazione razziale e propaganda ed istigazione a delinquere, aggravate dall’apologia della Shoah. Nel dettaglio, gli approfondimenti sviluppati sul device sequestrato a quest’ultimo, hanno restituito evidenze sull’odierno arrestato, corroborate dal materiale diffuso dal profilo social a lui in uso: in particolare, si è appreso che il predetto, attestato su posizioni d’area skinhead particolarmente radicali, oltre ad aver veicolato contenuti multimediali e manifestato esternazioni di matrice violenta e discriminatoria, avrebbe potuto avere nella propria disponibilità armi da fuoco, elemento investigativo confermato nel corso dell’attività di perquisizione delegata eseguita in data odierna. La Procura della Repubblica di Pavia, territorialmente competente, ha disposto l’associazione del giovane arrestato presso la Casa Circondariale di Voghera (PV) in attesa della convalida del G.I.P.

    – Foto Polizia di Stato –

    (ITALPRESS).

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    “La Sicilia fa scuola”, a Palermo gli Stati Generali dell’Istruzione

    PALERMO (ITALPRESS) – Oltre duecento scuole di ogni ordine e grado provenienti da tutta l’Isola, trenta stand espositivi, centinaia di docenti, dirigenti scolastici, ricercatori di livello nazionale. È entrata nel vivo “La Sicilia fa Scuola: gli Stati Generali dell’Istruzione”, la manifestazione regionale ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, organizzata per raccontare i traguardi raggiunti, mappare il presente e immaginare il sistema educativo del futuro.
    xd6/mgg/gsl (Fonte video: Regione Siciliana)

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    Tentato assalto a ditta orafa con strade sbarrate, 8 arresti ad Arezzo

    Tentato assalto a ditta orafa con strade sbarrate, 8 arresti ad Arezzo

    AREZZO (ITALPRESS) – Alberi tagliati in mezzo alla strada, veicoli rubati e dati alle fiamme per bloccare i soccorsi e un mezzo pesante usato come ariete per sfondare il cancello. È il piano messo in atto da un gruppo di otto uomini di nazionalità rumena per assaltare il caveau di un’azienda orafa a Laterina Pergine Valdarno, nell’Aretino. Il colpo è fallito grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine, che hanno poi arrestato l’intera banda.
    pc/azn
    (Fonte video: Carabinieri)

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    Due cinesi inserite nell’elenco delle “100 eroine” della FAO

    Due cinesi inserite nell’elenco delle “100 eroine” della FAO

    ROMA (XINHUA/ITALPRESS) – Due donne cinesi sono state inserite nell’elenco delle “100 eroine” della FAO nell’ambito dell’iniziativa “Sistemi agroalimentari e sviluppo rurale”, secondo una lista di 99 persone selezionate pubblicata recentemente dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).

    Si tratta di Yu Jinxiu, terapista specializzata in moxibustione della contea di Qichun, nella provincia centrale cinese dello Hubei, e di Dong Minfang, presidente della Cooperativa professionale di macchinari agricoli Fengrui nella contea di Yueyang, nella provincia centrale cinese dello Hunan.

    Inaugurata dalla FAO per celebrare l’Anno internazionale della donna nell’agricoltura 2026, l’iniziativa globale riconosce 100 figure femminili per i loro contributi eccezionali all’agricoltura, ai sistemi alimentari e allo sviluppo rurale.

    La cerimonia di premiazione si terrà il 15 ottobre presso la sede della FAO a Roma, nell’ambito del World Food Forum di quest’anno. Secondo quanto appreso da Xinhua, il nome dell’ultima persona premiata sarà annunciato durante la cerimonia.

    La FAO ha dichiarato di aver ricevuto 609 candidature da 131 membri. Il processo di selezione ha previsto una verifica dei requisiti di ammissibilità, una valutazione, una graduatoria stilata dall’alta dirigenza e due cicli di deliberazioni.

    Secondo il sito della FAO, Yu è una delle principali esperte della terapia di moxibustione di Qichun, riconosciuta in Cina come patrimonio culturale immateriale nazionale. Ricopre inoltre il ruolo di ambasciatrice del marchio di servizi professionali “Terapista di moxibustione di Qichun”.

    Negli ultimi due decenni, Yu ha formato oltre 30.000 terapisti professionisti di moxibustione e aiutato migliaia di persone a trovare lavoro o ad avviare attività imprenditoriali, aumentando i redditi degli abitanti delle zone rurali, in particolare delle donne e delle persone con disabilità.

    Dong è a capo della Cooperativa professionale del riso Runsheng e della Cooperativa professionale di macchinari agricoli Fengrui. Dopo aver lasciato una carriera aziendale di successo per tornare a dedicarsi all’agricoltura nella propria città natale, ha guidato gli sforzi volti a espandere la produzione meccanizzata di cereali e a sostenere i piccoli agricoltori. Ha inoltre contribuito a creare opportunità di occupazione, formazione e imprenditorialità per le donne delle aree rurali.

    Le Nazioni Unite hanno proclamato il 2026 Anno internazionale della donna nell’agricoltura per mettere in evidenza il contributo delle donne ai sistemi agroalimentari e promuovere politiche e investimenti che migliorino il loro accesso ai finanziamenti, alle conoscenze e ai servizi.
    (ITALPRESS).
    -Foto Xinhua-

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    Attacchi contro l’Arabia Saudita, il Six Kings Slam rinviato a fine dicembre

    Attacchi contro l’Arabia Saudita, il Six Kings Slam rinviato a fine dicembre

    ROMA (ITALPRESS) – Il Six Kings Slam, l’esibizione prevista a Riad dal 21 al 24 ottobre, è stato rinviato. Si svolgerà dal 27 al 30 dicembre. Lo hanno annunciato oggi gli organizzatori, spiegando che i recenti attacchi contro l’Arabia Saudita rappresentano una seria preoccupazione sul piano della sicurezza. “La decisione riflette l’impegno di Riyadh Season a organizzare eventi sportivi secondo i più elevati standard, a seguito di una valutazione delle difficoltà organizzative e logistiche legate allo svolgimento del torneo e del loro possibile impatto sulla qualità dell’esperienza del pubblico”, hanno dichiarato in una nota, così come riportato da SuperTennis. Stanno infatti continuando gli attacchi degli Houthi sulla capitale saudita. Sabato è stato colpito l’aeroporto di Riad, causando almeno una dozzina di vittime e 300 feriti.

    “Nei prossimi giorni proseguiranno le operazioni in profondità nel territorio saudita, prendendo di mira gli aeroporti e gli impianti petroliferi nemici sauditi”, ha dichiarato il portavoce militare Yahya Saree.

    Nelle prime due edizioni della ricca esibizione, si era sempre imposto Jannik Sinner in finale su Carlos Alcaraz, incassando un assegno rispettivamente di 6 e 7 milioni di euro. Quest’anno erano stati annunciati Alexander Zverev, Carlos Alcaraz, Novak Djokovic, Alex De Minaur, Taylor Fritz e Learner Tien, al posto proprio di Sinner che ha annunciato di aver concluso la stagione e posticipato al 2027 il suo rientro in campo.

    – Foto Ipa Agency –

    (ITALPRESS).

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    Tg News – 14/10/2026

    Tg News - 14/10/2026

    ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
    – Papa Leone “sta bene e l’umore è buono”
    – Meloni “L’intesa di Trump sul gasolio russo è rischiosa”
    – Raid russi su sei centrali elettriche, Zelensky a Londra
    – Metano, Ue propone rinvio stretta su importazioni al 2028
    – Banda minicar a Roma, due minorenni hanno confessato
    – Nuovo codice strada, strette su minicar truccate
    – Genova, lavoratori ex Ilva occupano la Prefettura
    – Webuild, alla Galleria Borghese conclusa la mostra Metamorfosi. Ovidio e le arti
    – Previsioni 3B Meteo 15 Ottobre
    azn

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    Tg Sport – 14/10/2026

    Tg Sport - 14/10/2026

    ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
    – Tonfo Inter a San Siro: il Bruges vince 4-3, secondo ko per Chivu
    – Protagonista Tresoldi, Martinez rischia il posto
    – Il Napoli cade 3-1 a Villarreal e resta a zero punti
    – Il Viking frena il Bayern, goleada Barcellona e tris Arsenal
    – Milan a Salisburgo tra turnover e debutto da titolare di Camarda
    – Stasera tocca a Roma e Como per riscattare le italiane in Champions
    – L’Italia femminile pareggia e vola alla finale playoff mondiale
    – Paolini batte Bartunkova e vola agli ottavi a Wuhan
    – Zverev vince a Shanghai e blinda la vetta ATP
    – Baggio premiato a New York come miglior giocatore italiano di sempre

    gsl

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    Tg Economia – 14/10/2026

    Tg Economia - 14/10/2026

    ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
    – Nord America, trasporto intermodale in crescita ad ottobre
    – Centri commerciali, mercato stabile e investimenti sulla riqualificazione
    – Nuove sfide per la governance d’impresa
    – Il Nord spende il 39% in più, il divario che pesa sul Paese

    sat/gsl

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    Agroalimentare, 50 milioni per promuovere il Made in Italy

    Agroalimentare, 50 milioni per promuovere il Made in Italy

    ROMA (ITALPRESS) – Venti progetti italiani finanziati dall’Unione europea per promuovere le eccellenze agroalimentari. L’Italia è prima tra gli Stati membri per numero di programmi approvati nell’ambito della Call 2026, con circa 50 milioni di euro di finanziamenti complessivi, di cui 38 milioni provenienti da fondi europei.
    In totale, la Commissione europea ha selezionato 61 programmi in tutta l’Unione. Un risultato significativo, considerando che le richieste di finanziamento hanno superato di oltre tre volte le risorse disponibili e soltanto una proposta su tre è stata approvata.
    I progetti sosterranno la promozione dei prodotti agroalimentari italiani sui mercati europei ed extraeuropei, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle filiere e favorire l’internazionalizzazione delle imprese.
    Rispetto all’anno precedente, aumentano sia il numero dei programmi approvati sia le risorse europee destinate all’Italia.
    Un’opportunità per consolidare la presenza delle produzioni agroalimentari di qualità sui mercati internazionali e rafforzare il ruolo del Made in Italy nel panorama globale.

    fsc/gtr/col

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    Il “Documento di Taormina” definisce le priorità del Partito Popolare Europeo per la seconda metà della legislatura

    Il “Documento di Taormina” definisce le priorità del Partito Popolare Europeo per la seconda metà della legislatura

    TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – Dalla competitività alla sicurezza, dalla semplificazione burocratica alla sovranità energetica, fino alla difesa della coesione, dell’agricoltura e della pesca. Il “Documento di Taormina”, discusso in questi giorni, traccia la rotta del Gruppo del Partito Popolare Europeo per la seconda metà della legislatura, indicando le priorità politiche da realizzare entro il 2029.

    “Gli Study Days di Taormina – dichiara l’eurodeputato Marco Falcone, vice capo delegazione di Forza Italia nel PPE e promotore dell’iniziativa in Sicilia – hanno rappresentato un passaggio decisivo per fare spogliatoio, definire una visione comune e tradurla in obiettivi concreti. La partecipazione di Manfred Weber, Roberta Metsola, Ursula von der Leyen, Antonio Tajani e dei leader popolari europei ha dato forza a un confronto che guarda direttamente alle sfide da vincere nei prossimi anni nell’interesse dei cittadini. Con il capo delegazione Fulvio Martusciello e i colleghi di Forza Italia a Bruxelles porteremo avanti questi impegni”.

    Tra le priorità indicate dal Gruppo PPE il rilancio della competitività europea, la riduzione degli oneri amministrativi per imprese e agricoltori, l’abbassamento dei costi energetici, il rafforzamento della difesa e del controllo delle frontiere, gli investimenti nell’innovazione e nell’intelligenza artificiale.

    Centrale anche il prossimo Quadro finanziario pluriennale, con la tutela della coesione territoriale e un sostegno adeguato ad agricoltura, pesca e regioni insulari. “Per la Sicilia, ospitare questo appuntamento è un’opportunità di prestigio e di responsabilità. Ora dobbiamo saper cogliere la sfida: innovazione, capacità di attrarre investimenti e soprattutto una pubblica amministrazione più moderna, rapida ed efficiente. La nostra Isola può essere protagonista delle politiche europee se saprà trasformare questa centralità in progetti, sviluppo e opportunità per cittadini e imprese”, conclude Falcone.

    – Foto ufficio stampa Marco Falcone, europarlamentare di Forza Italia –

    (ITALPRESS).

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    Olio d’oliva, arriva il documento digitale contro le frodi

    Olio d’oliva, arriva il documento digitale contro le frodi

    ROMA (ITALPRESS) – Più tracciabilità, controlli più rapidi e una maggiore tutela dell’olio extravergine italiano. È l’obiettivo del DAO, il Documento di Accompagnamento Elettronico Olivicolo, istituito con un decreto del Ministero dell’Agricoltura.
    Il nuovo strumento digitalizza la registrazione delle movimentazioni di olive e olio, sia sfuso sia confezionato, integrando il Sistema Informativo Agricolo Nazionale con il Registro Telematico dell’Olio.
    Tra le principali novità, la riduzione da sei a tre giorni dei termini per registrare le operazioni e il coinvolgimento diretto degli olivicoltori nel sistema di tracciabilità.
    L’obiettivo è rafforzare il contrasto alle frodi e alla contraffazione, verificare l’origine dei prodotti e tutelare le aziende che operano nel rispetto delle regole.
    Per il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, il DAO rappresenta un passo avanti nella difesa dell’eccellenza italiana e nella trasparenza verso i consumatori.
    Il sistema utilizza infrastrutture digitali già esistenti, senza nuovi oneri per la finanza pubblica, puntando a rendere la filiera olivicola più efficiente, trasparente e sicura.
    fsc/gtr/col

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    Agrifood Magazine – 14/10/2026

    Agrifood Magazine - 14/10/2026

    ROMA (ITALPRESS) – In questo numero di Agrifood Magazine, prodotto dall’Italpress in collaborazione con TeleAmbiente:
    – Agroalimentare, 50 milioni per promuovere il Made in Italy
    – L’Italia rilancia l’enoturismo sui mercati internazionali
    – Pesca, in arrivo 10 milioni con “Cambiale Azzurra”
    – Olio d’oliva, arriva il documento digitale contro le frodi
    fsc/gtr/col

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    Palermo, premiati la Neonatologia di Villa Serena e il pediatra Muscolino

    Palermo, premiati la Neonatologia di Villa Serena e il pediatra Muscolino

    PALERMO (ITALPRESS) – Giovanni Muscolino, responsabile dell’Unità funzionale di Neonatologia della Casa di Cura Villa Serena di Palermo, ha ricevuto il 17° Premio di ricerca pediatrica “Stretto di Messina”. Il riconoscimento è stato conferito nel corso del 26° Meeting nazionale di Pediatria traslazionale “I Percorsi Pediatrici – Letojanni/Taormina 2026”. Il premio corona un percorso professionale contraddistinto da entusiasmo, competenza, impegno e vocazione manageriale. Al contempo, valorizza il contributo di Muscolino e della sua équipe nel fare della Neonatologia di Villa Serena un’eccellenza medica in Sicilia per l’assistenza ai neonati prematuri, la cura delle patologie alla nascita e la patologia intermedia neonatale.

    mgg/gsl

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    Libano, Aoun “Il ritiro della missione Unifil creerebbe un vuoto con ripercussioni sulla sicurezza della regione”

    Libano, Aoun “Il ritiro della missione Unifil creerebbe un vuoto con ripercussioni sulla sicurezza della regione”

    BEIRUT (LIBANO) (ITALPRESS) – La presenza della missione Unifil è “di estrema importanza, poiché il suo ritiro creerebbe un vuoto che avrebbe ripercussioni negative sulla situazione di sicurezza nella regione, oltre all’assenza di qualsiasi controllo internazionale su ciò che vi accade”. Lo ha dichiarato il presidente del Libano, Joseph Aoun, durante l’incontro con Jean-Pierre Lacroix, Vice Segretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di pace, riferisce la presidenza libanese.

    Aoun ha inoltre evidenziato i ruoli sociali, umanitari, sanitari ed educativi svolti da Unifil, che ha contribuito a consolidare il loro rapporto con i cittadini del sud, i quali si sentono rassicurati dalla loro presenza, confidano nel loro ruolo e sono determinati a preservarla nelle loro località e villaggi.

    Il presidente Aoun ha espresso la speranza che il Consiglio di Sicurezza “risponda positivamente alla richiesta del Libano di mantenere la missione operativa dell’Unifil durante l’anno prossimo, specialmente se si concretizzassero il ritiro delle forze israeliane fino al confine internazionale e il dispiegamento dell’esercito libanese, che avrebbe bisogno di beneficiare dei servizi umanitari e logistici essenziali forniti dall’Unifil”. La missione Unifil nel suo formato e mandato attuale si concludere a fine 2026.

    – Foto Ipa Agency –

    (ITALPRESS).

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    Cina: Wang Xinyu affronta le “onde più grandi” con spirito di apprendimento

    Cina: Wang Xinyu affronta le

    Un anno caratterizzato da “onde ancora più grandi” non ha smorzato le ambizioni della tennista cinese Wang Xinyu. Ora al suo ottavo anno da professionista e classificata tra le prime 50 al mondo, racconta a Xinhua come continui ad affrontare le sfide a viso aperto e perché il suo vero obiettivo sia un titolo del Grande Slam, piuttosto che una posizione in classifica. (XINHUA/ITALPRESS) mec/lcr (Fonte video: Xinhua)

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    Toscana, Giani “Impegno e supporto all’agricoltura per restituirle centralità”

    Toscana, Giani

    BRUXELLES (ITALPRESS) – “La Toscana sta puntando molto sul rilancio dell’agricoltura. Vogliamo restituirle un carattere di grande priorità, di impegno, di supporto”. Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, in un’intervista a Bruxelles a margine dell’evento organizzato presso la sede della regione a Bruxelles, sui temi dell’IGP Artigianato e del ricambio generazionale in agricoltura. Lo facciamo perché la Toscana, anche rispetto alle regioni italiane della stessa dimensione – ha spiegato Giani – ha una superficie destinata ad attività agricole di ampia e maggiore estensione. Pensate che siamo una regione che ha più aree forestali, che sull’agricoltura ci sta puntando anche nella qualità dei prodotti: il vino, l’olio, la frutta”.

    xf4/pc/azn

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    La Omoda 5 si aggiorna e cambia volto

    Arriva il restyling della crossover cinese, che modifica il suo design e migliora la sua dotazione tecnologica. Confermato il motore ibrido non ricaricabile da oltre 200 CV.
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    Colombia: il governo firma un decreto che criminalizza la protesta sociale

    A dodici ore dalla prima mobilitazione nazionale indetta sotto il governo neoliberista di Abelardo de la Espriella, il presidente e il ministro dell'Interno Rodrigo Lara hanno firmato il decreto 1525, datato martedì 13 ottobre, che disciplina la protesta sociale in Colombia. Il testo si intitola "Statuto di reazione, uso e verifica della forza legittima dello Stato e protezione del diritto alla protesta pacifica dei cittadini".

    Dietro la facciata rassicurante della "mediazione come regola di preferenza", il decreto prepara in realtà il terreno per la repressione. Il governo sostiene che la mediazione non blocca né rinvia l'intervento della polizia di fronte ad atti di vandalismo, porto di armi, ordigni incendiari, sequestri, aggressioni a squadre mediche e mezzi di informazione, o danni ai servizi pubblici e all'approvvigionamento di farmaci. Sono categorie volutamente vaghe, che lasciano ampio margine discrezionale a chi dovrà applicarle: è il classico meccanismo con cui si trasforma il diritto costituzionale alla protesta in una concessione revocabile.

    Il decreto precisa che il blocco delle strade, di per sé, non fa venire meno il carattere pacifico della manifestazione. Ma è una concessione minima, subito bilanciata dall'introduzione della definizione di "ostruzione stradale" - l'occupazione totale o parziale di una carreggiata o di un accesso a un'infrastruttura - che diventa così un presupposto codificato per l'azione repressiva. Nei Posti di Comando Unificato (PMU) siederanno anche rappresentanti delle associazioni di categoria e dell'Istituto Colombiano per il Benessere della Famiglia: una cornice "istituzionale" che serve a legittimare un dispositivo di controllo, non a tutelare chi protesta.

    ¡Cumplí mi palabra y aquí está el decreto! En Colombia se respeta la protesta pacífica, pero ¡no se toleran la violencia, el vandalismo ni los bloqueos que atropellan los derechos de millones de ciudadanos! Hoy expedí el Decreto 1525 de 2026 para fortalecer las garantías de quienes se manifiestan pacíficamente y asegurar que las autoridades actúen, dentro del marco de la ley, frente a quienes pretendan sembrar el caos. ¡El derecho a protestar no está por encima del derecho a trabajar, estudiar, movilizarse y vivir en paz! A los ciudadanos que protestan pacíficamente, todas las garantías. A los violentos, todo el peso de la ley, con respeto por el debido proceso. ¡Se acabó la guachafita! ¡La protesta se respeta, pero la violencia no se tolera! ¡Lo prometí, lo cumplí y seguiré cumpliendo! ¡Firme por la Patria! ¡Viva Cristo Rey! (A.D.L.E.) ????????????

    — Abelardo De La Espriella (@ABDELAESPRIELLA) October 14, 2026

    Il cuore repressivo del provvedimento è la scala a cinque livelli di intervento: si parte dai gestori della convivenza dei municipi, poi il dialogo diretto e un'istanza di mediazione; se la violenza persiste, si passa alla dissuasione su ordine del sindaco, impartito in un PMU; e come ultima misura interviene l'Unità di Dialogo e Mantenimento dell'Ordine (UNDMO), già nota come Esmad. La vecchia polizia antisommossa cambia nome, non funzione: la repressione viene semplicemente ricollocata in fondo a una scala che, nella pratica, si percorre in fretta.

    Le autorità locali e la Polizia Nazionale dovranno garantire l'apertura e il mantenimento dei "corridoi solidali"; i municipi e i governatorati avranno 72 ore per pubblicare il bilancio ufficiale dei danni e attivare i percorsi di assistenza umanitaria. Ancora una volta, la priorità non è ascoltare le ragioni della protesta, ma gestirne le conseguenze e contabilizzarne i costi.

    Ancora una volta, neoliberismo e repressione vanno di pari passo. Un governo che smantella tutele sociali, privatizza beni comuni e consegna il paese agli interessi del capitale non può tollerare che la gente scenda in piazza a contestare. Il decreto 1525 non "regola" la protesta: la mette sotto tutela, la sottopone a condizioni, la trasforma in una pratica da autorizzare e punire. La libertà di manifestare non si difende con gli statuti della forza: si difende garantendo a chi protesta di non essere criminalizzato.

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    La via del ferro – storie dalla val trompia. tra montagne, scontri a fuoco e contrabbando del sale, la storica vicenda transfrontaliera dimenticata

    La Via del Ferro. Storie dalla Val Trompia. La trasmissione dedicata alla valle bresciana in onda ogni secondo mercoledì del mese, alle 18.30, all’interno dello spazio dedicato alle redazioni locali su Radio Onda d’Urto. In replica la domenica mattina, alle 7.40....
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    F1 | Red Bull sceglie la continuità vincente: Laurent Mekies ha rinnovato fino al 2031

    Quando i risultati arrivano, scegliere la continuità è solo una conseguenza. Ed è ciò che è avvenuto oggi tra Red Bull Racing e Laurent Mekies. Il team di Milton Keynes e il manager francese hanno raggiunto e firmato l'accordo che li legherà per i prossimi 5 anni.
    L'ex boss della Racing Bulls - che ha avuto anche ruoli importanti in Ferrari, Minardi, Toro Rosso e FIA - occupa il ruolo i ...Continua a leggere

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    Sally Rooney books can’t be sold in UK amid Palestine Action ban, publisher says

    Irish author Sally Rooney can no longer sell her books in the UK because of her support for the activist group Palestine Action, her publisher Faber said on Wednesday. Rooney has previously expressed her support for the group, which was banned as a “terrorist” organisation by the UK government in July 2025. It is not banned in Ireland, where Rooney lives. The proscription, which the organisation is appealing against, puts Palestine Action on the same blacklist as militant groups Hamas and...

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    Sally Rooney books can’t be sold in UK amid Palestine Action ban, publisher says

    Irish author Sally Rooney can no longer sell her books in the UK because of her support for the activist group Palestine Action, her publisher Faber said on Wednesday. Rooney has previously expressed her support for the group, which was banned as a “terrorist” organisation by the UK government in July 2025. It is not banned in Ireland, where Rooney lives. The proscription, which the organisation is appealing against, puts Palestine Action on the same blacklist as militant groups Hamas and...

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    Scoperto il mistero dei granuli bianchi che hanno invaso la costa. Sono lenticchie d’acqua decomposte

    Baratti (Livorno), 14 ottobre 2026 – Che i granuli bianchi non fossero frammenti di plastica l’Arpat lo aveva già detto lo scorso 22 settembre. Oggi sappiamo da cosa derivano gli ammassi bianchi che erano stati ritrovati tra Rimigliano e Baratti, nel golfo di Baratti, in quello di Follonica e all’Isola d’Elba. Si tratterebbe delle lenticchie d’acqua, le stesse piante acquatiche verdi che si sono viste anche nell’Arno. E proprio dalla foce dell’Arno arriverebbero, ormai decomposti, in quella colorazione bianca proprio perché senza più clorofilla. 

    I granuli ritrovati anche su alcune spiagge dell'Elba
    Italy, Toscana (Tuscany), Campo nell'Elba . Elba Island - View of Biodola, Scaglieri beach.

    La scoperta con i botanici di Siena

    L’agenzia regionale per la protezione ambientale, infatti, non ha solo condotto le analisi chimiche, che hanno messo in evidenza la componente polisaccaridica vegetale, ma ha voluto anche confrontarla con la relazione tecnica dei botanici dell’Università di Siena. Ed è proprio da questo doppio studio che si scopre che gli esemplari di lenticchie d’acqua sarebbero appartenenti alla specie “Lemna Gibba”. Un evento particolare, dovuto proprio alla comparsa di ammassi enormi di queste piantine durante l’ultima parte dell’estate e che negli scorsi giorni sono stati avvistati anche a Pisa, anche se in questo caso si tratterebbe di Lemna Polyrrhiza.

    L'Arno verde fotografato da Bellariva

    Dall’Arno alle coste, colpa del meteo

    Arpat spiega che è molto probabile che le lenticchie d’acqua, hanno percorso il tratto dell’Arno e alla foce sono state spinte verso sud dalle correnti marine. In questo modo sono state disperse a grandi distanze e, una volta decomposte, sono arrivate nella parte centro-meridionale della Toscana. Un evento particolare, dovuto alle temperature elevate di quest’estate, con le ondate di calore continue che hanno determinato anche temperature più elevate delle acque, sia dolci che marine.

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    Cina: fermo sostegno all'Argentina nella disputa con il Regno Unito per le Malvinas

    La Cina ha ribadito alle Nazioni Unite (ONU) il proprio "fermo sostegno" all'Argentina in merito alla rivendicazione di sovranità sulle Isole Malvinas, questione oggetto di disputa con il Regno Unito.

    "La Cina sostiene fermamente la legittima rivendicazione di sovranità dell'Argentina sulle Isole Malvinas e si è sempre fatta promotrice della risoluzione delle controversie territoriali tra Stati attraverso negoziati pacifici", ha dichiarato Sun Lei, ambasciatore e vice rappresentante permanente della Cina presso l'ONU.

    La dichiarazione è stata resa nel corso di un dibattito sulla decolonizzazione presso la Quarta Commissione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a New York. Nel suo intervento, il diplomatico ha espresso l'auspicio che il Regno Unito "risponda positivamente alle richieste dell'Argentina, riprenda il dialogo e i negoziati il ??prima possibile e trovi una soluzione pacifica, giusta e duratura", in conformità con le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite.

    Martedì, il governo argentino ha annunciato di aver presentato al Tribunale internazionale per il diritto del mare una richiesta di "misure provvisorie per impedire l'esplorazione di idrocarburi" da parte del Regno Unito sulla piattaforma continentale del bacino delle Malvine settentrionali.

    Una nota ha spiegato che l'istanza rivolta all'organismo con sede in Germania mira a "preservare i diritti sovrani dell'Argentina sulla propria piattaforma continentale" e a "impedire che le attività autorizzate unilateralmente e illegalmente dal Regno Unito aggravino la controversia riconosciuta dalle Nazioni Unite".

    Secondo l'atto depositato, l'Argentina ha avviato un arbitrato internazionale contro il Paese europeo il 28 settembre - ai sensi dell'Allegato VII della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) - "per difendere la propria sovranità e le risorse naturali di tutti gli argentini".

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    Avvicina un anziano con un corteggiamento e tenta di derubarlo in casa: arrestata

    Livoreno 14 ottobre 2026 Furto con destrezza ai danni di un anziano: arrestata dalla Polizia di Stato La Polizia di Stato di Livorno, nella giornata del 7 ottobre ha proceduto all’arresto di una giovane donna in seguito al tentato furto con destrezza perpetrato ai danni di un anziano. La donna, dopo aver avvicinato la vittima …

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    Kalamata, manifestazione al porto contro l'arrivo della nave israeliana Crown Iris (VIDEO)

    Martedì, il porto di Kalamata, nel sud della Grecia, si è trasformato in un luogo di resistenza. All'arrivo della nave da crociera Crown Iris - con a bordo israeliani - manifestanti pro-palestinesi si sono riuniti per gridare il loro no all'ennesima complicità.

    Bandiere palestinesi al vento, cori per la libertà, e un messaggio che non ammette ambiguità: fermare la mattanza di Israele a Gaza, fermare quello che i manifestanti definiscono senza mezzi termini un genocidio.

    L'organizzazione è stata capillare: attivisti antifascisti locali, il gruppo Rouvikonas, e membri dell'Associazione Insegnanti di Educazione Primaria della Messenia. Una coalizione civica che dimostra come la solidarietà con la Palestina attraversi la società greca, ben oltre i confini della politica istituzionale.

    La polizia ha bloccato il corteo prima che potesse raggiungere l'area portuale riservata. La Guardia Costiera ha monitorato la zona. Ma il messaggio dei manifestanti è arrivato forte e chiaro.

    Non è un episodio isolato. La Crown Iris è ormai un simbolo: ogni suo scalo in un porto greco diventa l'occasione per denunciare il sostegno di Atene a Israele e la complicità occidentale nella strage in corso.

    I cittadini di Kalamata hanno scelto da che parte stare. Dalla parte giusta della storia. Dalla parte della Palestina.

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    Leap seconds face judgment day as time lords prepare to vote

    It's about time: the General Conference on Weights and Measures looks set to end leap seconds in an effort to reach horological harmony. Since 1972, 27 leap seconds have been added to Coordinated Universal Time (UTC) to keep it in step with the astronomical time scale UT1, which is based on Earth's fluctuating rotation. The proposal would increase the permitted difference between UTC and UT1 from 0.9 seconds to one hour, avoiding leap-second adjustments for centuries. Earth's rotation has also sped up in recent years, raising the possibility of a negative leap second – removing a second rather than adding one. That has never been done before. Experts have estimated a 30 percent probability that global systems will need a negative leap second by 2035 to keep the two time measures in step. That could pose problems for computer systems designed to handle added seconds but not removed ones. Many national bodies support the proposal, which is expected to pass. If approved, the change would take effect on May 20, 2027. Setnam Shemar, principal scientist at the UK's National Physical Laboratory, said the proposal would avoid the risks associated with leap seconds for centuries. "Leap seconds can be difficult to implement reliably, and if not applied correctly, they can cause differences in time across networks, potentially leading to the failure of systems such as mobile phone networks or electricity grids. These risks could increase if a negative leap second had to be implemented for the first time. "Previously, leap seconds were added to UTC to keep it within 0.9 seconds of UT1. From 20 May 2027, a difference of up to 1 hour will be allowed before intervention is needed, ensuring the continuity of UTC for several centuries or more. "The relationship between UTC and UT1 is important for some applications, such as astronomy and celestial navigation. The decision would not sever that link: UT1 will continue to be monitored, and its difference from UTC will continue to be disseminated through established international services." ®

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    Giorgia Meloni non conosce la sua nuova legge elettorale

    Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Ancora una volta tocca alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: lo sa come funziona la nuova legge elettorale appena votata dal Parlamento?

    L'articolo Giorgia Meloni non conosce la sua nuova legge elettorale proviene da Lavoce.info.

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    Palestina: dichiarazione dell’Alto Rappresentante a nome dell’Unione europea sul rinvio delle elezioni

    Traduzione di cortesia. Per la versione originale in lingua inglese clicca qui.

     

    L’Unione europea esprime profondo rammarico per la decisione dell’Autorità Palestinese di rinviare a settembre 2027 le elezioni legislative, inizialmente previste per il 28 novembre 2026, nonché le elezioni presidenziali che avrebbero dovuto tenersi all’inizio del 2027.

    Pur riconoscendo le sfide e le limitazioni cui deve far fronte l’Autorità Palestinese, ribadiamo l’importanza di organizzare quanto prima le elezioni legislative e presidenziali, conformemente agli impegni precedentemente assunti dal Presidente Abbas.

    Lo svolgimento di elezioni democratiche e trasparenti in tutto il Territorio palestinese occupato è atteso da troppo tempo. I palestinesi devono poter esercitare il diritto di voto per eleggere i propri leader e rappresentanti nelle istituzioni.

    L’Unione europea ribadisce la propria disponibilità a sostenere il processo elettorale, anche attraverso l’invio di una Missione di osservazione elettorale dell’UE.

    L’Unione europea ribadisce il proprio consolidato sostegno agli sforzi volti alla costruzione dello Stato palestinese e all’attuazione delle riforme. Lo svolgimento di elezioni credibili, inclusive e trasparenti, aperte a tutti i palestinesi, è essenziale per il popolo palestinese, per garantire la legittimità democratica e la responsabilità delle istituzioni, nonché per la realizzazione della soluzione a due Stati. Il continuo sostegno dell’Unione europea all’Autorità Palestinese va di pari passo con i progressi verso il conseguimento di tali obiettivi e l’avanzamento delle riforme.

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    Researchers cig-nal their faith in AI by taking up smoking

    Silicon Valley’s AI bros have supposedly found a new way to signal to those around them how committed they are to their industry: Take up smoking despite the risk of cancer, because they expect bots to develop a cure … any day now. At least, that’s the claim Palantir CTO Shyam Sankar made in a recent interview on CBS's Face the Nation. In trying to explain what he described as a doomsday cult surrounding effective altruism, whose adherents include some AI researchers who believe the technology could bring about a utopia, Sankar claimed smoking has become a way for researchers to demonstrate their faith in the tech. “So many AI researchers have started smoking as a way of signaling to other researchers how much they believe in AI,” Sankar said to the confusion of host Margaret Brennan. Those researchers “believe so much in AI that it's going to cure cancer, I'm showing you my chips are all in,” Sankar explained. Sankar described the decision to take up smoking as a bet that AI would cure any health ailments that arose from it as “mass psychosis” and “social delusion” that’s getting in the way of actual discussions around the state of AI, and he blamed Silicon Valley’s pet philosophy, effective altruism, for those delusions. “There's an unseen force driving the narrative around AI safety, and it's really this millenarian doomsday cult meets messianic complex called effective altruism,” Sankar said. That philosophy prioritizes making the most effective decisions that benefit the most humans – like utilitarianism on steroids – and it tends to take a long-term approach to things. That’s where AI comes in: Effective altruists are ostensibly focused on ensuring AI systems are built in a way that will best benefit humanity. That focus has been a key reason why so much AI doomerism has come out of Silicon Valley too: If we’re going to build safe AI, says the effective altruist, we have to make sure that we consider all the risks. “There's only really roughly 2,000 AI researchers in America, and the vast majority of them believe in this sort of worldview around effective altruism,” Sankar noted. The Palantir CTO seems to believe, like many effective altruism critics, that all the doomsday scenarios and far-fetched risks being posited by the EA AI crowd are less technical critiques and more like theological ones. “I think there's a profound truth to Pascal's saying that every human has a god-shaped hole in their heart,” Sankar said, “and it's important to understand that many of these folks in Silicon Valley who are building this technology have filled that hole with the machine God of AGI.” Smoking as a bet that the machine god will save them from cancer, therefore, is akin to the ascetic’s endurance of physical pain or trauma in the hopes God will heal them or see them safely through their torment. From a more practical perspective, this isn’t exactly a great idea, as one former cancer researcher who spoke to The Register told us. “Good luck to them with this approach,” the researcher, who declined to be named, opined. “Even more so, good luck to their non-smoking friends and family taking in their passive smoke.” Taking up smoking in the hopes of a cure may not be a wise idea when one considers the timeline needed to develop a cancer drug, much less a cancer cure. "Even with AI, developing and introducing a new cancer drug into any of the world's health systems can take several years,” the researcher explained. “Even then we wouldn't know whether or not resistance to the drug would develop in the tumors.” The ability of AI to discover drugs and medical treatments has been much hyped – Google DeepMind CEO Demis Hassabis even predicted last year that 2025 would be the year humans started popping AI-designed pills. That hasn’t happened yet, and there’s no real indication it will anytime soon. In other words, the likelihood that AI is going to kill us all is ridiculously overblown. The actual casualties, it seems, are more likely to be the AI bros giving themselves cancer as a show of faith in their machine god. ®

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    Glasgow, prima Giornata nazionale in memoria di 446 italiani periti nel naufragio del piroscafo britannico Arandora Star

    Il Consolato Generale d’Italia a Edimburgo ha organizzato, domenica 11 ottobre 2026 a Glasgow, la celebrazione della prima Giornata nazionale in memoria di 446 italiani internati e deportati dal Regno Unito per causa di guerra, periti nel naufragio del piroscafo britannico Arandora Star, silurato da un’unità della Marina tedesca nell’Oceano Atlantico il 2 luglio 1940. La Giornata è stata istituita con la Legge 16 luglio 2026, n.132.

    L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con il Console Onorario a Glasgow, Cav. Ronald Patrick Convery, e con l’associazione di emigrati “Italian Scotland” e ha visto la partecipazione della massima autorità cittadina, la Lord Provost di Glasgow, Rt Hon Jacqueline McLaren.

    La scelta di Glasgow per questa prima commemorazione assume un particolare valore simbolico, per il profondo legame della città con la tragedia dell’Arandora Star e con la memoria delle sue vittime. Da Glasgow partirono infatti decine di connazionali che persero la vita nel naufragio, una tragedia il cui ricordo è ancora oggi custodito dai loro discendenti e dalla comunità italiana locale, anche attraverso il monumento dedicato alle vittime. La città fu inoltre l’ultima residenza di Rando Bertoia, ultimo superstite del naufragio, scomparso l’11 ottobre 2013, data scelta dal legislatore per la commemorazione annuale.

     

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    'Ospedali Modena, da Mezzetti opera di trasparenza, ma la Ctss va coinvolta. No a piani appresi dai giornali'

    Sul piano, anticipato da La Pressa e confermato dal sindaco e presidente Ctss, le risposte de segretario provinciale CGIL De Nicola: 'Sulla riorganizzazione della sanità non possiamo apprendere le notizie dai giornali. Le ultime settimane sono da cancellare la sanità pubblica non è uscita benissimo. Il confronto sulla sanità territoriale e sui medici di famiglia deve tornare al centro'

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    Kaja Kallas rilancia l'allarme sui sabotaggi russi e avanza un'altra richiesta

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    La signora Kallas, tra le più impenitenti euroinomani delle brume di Bruxelles, tra le più incallite, nomina sunt omina, sostenitrici della russofobia radicale e dell’esigenza di contrastare senza se e senza ma la Russia, magari giungendo presto alla guerra con essa, ha svolto in questi giorni alcune dichiarazioni che meritano davvero di essere pur celermente commentate.

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    MotoGP | Trackhouse annuncia un nuovo azionista: la piattaforma d'investimento 1936

    La stagione 2026 è stata fin qui ricca di soddisfazione per il Trackhouse Racing, che ha già ottenuto due vittorie domenicali, una ciascuno per Raul Fernandez ed Ai Ogura, ed altrettante nelle Sprint, e al momento occupa il terzo posto nella classifica riservata ai team del Mondiale MotoGP.
    Questa crescita esponenziale ha portato anche ad un aumento dell'interesse per la struttura satellite ...Continua a leggere

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    Il Frente Patriótico dei Peruviani all'Estero guida la resistenza da Roma


    di Geraldina Colotti

     

    Roma, Largo di Torre Argentina. È domenica 11 ottobre, vigilia della Giornata della Resistenza Indigena, a oltre cinque secoli di lotte dei popoli originari contro la barbarie coloniale. Con bandiere, simboli di dignità e abiti tradizionali, i collettivi dell'emigrazione “nostroamericana” sono arrivati da diversi punti d'Italia e persino dalla Svizzera. Hanno manifestato di domenica perché il 12 ottobre è un giorno lavorativo per loro che, come migranti, sostengono in gran parte i mestieri di cura nelle case degli italiani. Motore organizzativo della convocazione è stato il Frente Patriótico PEX (Peruviani all'Estero), portato avanti fondamentalmente dall'impegno incrollabile delle compagne militanti.

    Disteso a terra, un lungo striscione ricorda le vittime della repressione del regime di Dina Boluarte e dell'oligarchia in Perù: non vittime passive, ma eroi ed eroine che indicano un cammino di resistenza fin dai tempi della "conquista". Una scia di sangue, violazioni e sopraffazioni con cui, dal 12 ottobre 1492, l'imperialismo occidentale ha imposto la sua egemonia, distruggendo intere popolazioni, occupando territori e fondando le basi del modo di produzione capitalista sul genocidio e sul saccheggio.

    Gli interventi e gli slogan della manifestazione, insieme a una piccola rappresentazione teatrale della "conquista", hanno sintetizzato questo percorso storico, segnalando l'urgenza di strutturare un fronte di resistenza comune.

    Dalle Ande all'Amazzonia — devastata dagli interessi delle grandi corporazioni transnazionali e dai governi a loro subalterni —, le forze dell'estrema destra avanzano a colpi di brogli elettorali, lawfare e repressione brutale. Questa offensiva continentale gode della copertura diretta della cricca di pedofili e affaristi che costituisce il governo di Trump in Nordamerica e che oggi pretende di riportare indietro le lancette dell'orologio anche in Brasile e nell'intera regione.

    In piazza a Roma si è unita anche la voce combattiva dei militanti salvadoregni, che hanno denunciato come il "modello Bukele" basato sullo stato di emergenza permanente e sulla carcerazione di massa — lo stesso metodo disumano applicato dall'ICE contro la popolazione migrante negli USA — si stia estendendo rapidamente in tutta l'America Latina per mano dei governi di estrema destra. Un modello di controllo sociale e violenza punitiva che punta a incarcerare la povertà e a soffocare qualsiasi barlume di organizzazione popolare.

    La situazione politica in Perù è stata denunciata con particolare contundenza. Il Paese soffre oggi il consolidamento di un regime dittaturale de facto articolato dal fujimorismo, guidato da Keiko Fujimori, erede del dittatore Alberto Fujimori (ricordato per il piano di sterilizzazioni di massa delle donne indigene e la repressione genocida). Di fronte all'incapacità della borghesia peruviana di risolvere la crisi organica del Paese, la risposta del governo è stata la militarizzazione, l'insulto all'opposizione e la promulgazione di leggi "pro-crimine" che proteggono le mafie mentre si torturano e stipano oltre 104 mila prigionieri nelle carceri peruviane (come a El Milagro di Trujillo, dove stipano 6.000 persone in spazi concepiti per 1.600).

    Con la menzogna che impone di “scegliere tra democrazia o terrorismo”, il fujimorismo impone una legislazione in cui la presunzione di innocenza viene schiacciata, mentre devia risorse pubbliche per finanziare la grande stampa e acquistare caccia da guerra F-16 dagli USA invece di spegnere gli incendi forestali.

    Di fronte a questa barbarie, la piazza di Roma ha preteso con forza la liberazione immediata di Pedro Castillo, presidente legittimo del Perù, sequestrato e incarcerato per aver osato rappresentare i settori più umili senza l'avallo delle oligarchie. Allo stesso modo, si è alzata la voce per la liberazione del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della deputata Cilia Flores, sua moglie, sequestrati da truppe speciali degli USA il 3 gennaio scorso. Un inedito episodio di arroganza e insolenza imperialista che crea un precedente pericoloso per la sovranità globale e le cui conseguenze geopolitiche devono essere ancora analizzate in tutta la loro gravità.

    Questa aggressione risponde alla strategia di un "Nuovo Piano Condor" implementato sotto il cappello del cosiddetto "Scudo delle Americhe", apparato coercitivo che copre le violazioni sistematiche dei governi satelliti di Washington mentre condanna i popoli che resistono a un presente di miseria, aggressione e blocco. Per questo, la manifestazione a Roma ha ribadito il legame ombelicale tra la resistenza indigena latinoamericana, l'eroica lotta del popolo palestinese e la resistenza sovrana dell'Iran, dello Yemen e del Libano contro il neocolonialismo anglo-statunitense.

    Il 12 ottobre 1492 non rappresenta l'"incontro di due mondi", ma l'atto di nascita dell'accumulazione originaria del capitale su scala planetaria, così come teorizzato da Karl Marx nel Primo Libro de Il Capitale. La spoliazione delle terre comunali dei popoli originari della Nostra América, la schiavitù delle comunità Taíno a La Española e l'annientamento del 95% della popolazione indigena del continente (dove le malattie sono state affiancate dal lavoro forzato, dalla distruzione della sovranità alimentare e dalla violenza armata) hanno costituito la base sanguinosa su cui si è eretto il mercato mondiale mercantilista e industriale europeo.

    Una dialettica del saccheggio che non ha ancora ricevuto alcuna riparazione. Prima che l'ondata reazionaria togliesse il fiato ai processi di emancipazione antineocoloniale nel continente, in Venezuela si era costituita una commissione speciale anticoloniale proprio con questo intento, sostenuta dalle istituzioni dei popoli come l'ALBA o la RUNASUR. Ma ora, con il presidente della RUNASUR, l'ex capo di Stato della Bolivia Evo Morales, perseguitato dall'imperialismo, le cose si sono fatte ulteriormente difficili. E, nelle analisi che hanno messo in evidenza il ruolo della Chiesa cattolica nella "conquista" di ieri e di oggi, sono state ricordate le parole di Evo al riguardo, quando ha rievocato: «Sono arrivati con il fucile e la croce. Ci hanno detto di chiudere gli occhi e di pregare, e quando li abbiamo riaperti, ci avevano spogliato di tutto».

    Questa matrice di dominazione territoriale, estrattivista e razzializzata è stata assunta e perfezionata dall'impero statunitense. Attraverso la dottrina del "Destino Manifesto", Washington ha espanso la propria frontiera continentale sterminando le nazioni Cheyenne, Arapaho e Lakota (in massacri emblematici come Sand Creek nel 1864 o Wounded Knee nel 1890) e strappando al Messico oltre la metà del suo territorio nel 1846. Con il salto di qualità del 1898 — la guerra ispano-statunitense e l'annessione di Puerto Rico, Guam, Filippine, Cuba e Hawaii —, il capitalismo statunitense ha compiuto il passo decisivo verso la sua fase imperialista di proiezione di potenza d'oltremare.

    La logica coloniale del XVI secolo e l'espansione militare del XIX secolo continuano a operare oggi in modo ininterrotto. La ricerca feroce di risorse naturali, energia ed egemonia politica è la stessa che ha spinto gli USA a promuovere il colpo di Stato in Iran nel 1953 contro Mohammad Mosaddeq dopo la nazionalizzazione del petrolio, ad abbattere in modo criminale il volo commerciale 655 di Iran Air nel 1988 uccidendo 290 civili, e a scatenare guerre non provocate contro la Repubblica Islamica dell'Iran, come l'aggressione su vasta scala iniziata il 28 febbraio 2026.

    Minacciando di "annientare" il popolo iraniano proprio come fatto con i nativi americani, le élite di Washington rivelano che le forme della violenza statale cambiano, ma l'essenza dell'accumulazione per spossessamento rimane intatta.

    Di fronte all'idra imperialista e ai suoi megaprogetti estrattivi — subappaltati in molti casi alla criminalità organizzata per privare le comunità delle loro acque, dei boschi e dei minerali —, i popoli originari mantengono una continuità storica di combattimento che smentisce le narrazioni pacifiste del liberalismo.

    Lo ha dimostrato la recente assemblea-celebrazione per i 30 anni del Congreso Nacional Indígena (CNI) in Messico, tenutasi presso la Casa de los Pueblos Samir Flores con la partecipazione di 32 popoli indigeni e delegazioni internazionali. L'immagine della Comandanta Ramona con la bandiera messicana nella Selva Lacandona al fianco del Subcomandante Marcos nel 1996 assurge a simbolo di una riserva morale e ideologica che rifiuta di sottomettersi alle riforme legali truccate dello Stato borghese.

    Come ha affermato Marichuy (María de Jesús Patricio Martínez), le comunità organizzate hanno visto passare governi "di tutti i colori" mentre il saccheggio si approfondisce, dimostrando che la vera emancipazione è possibile solo attraverso l'autogestione, la difesa intransigente del territorio e la convergenza con le lotte delle madri dei desaparecidos e delle classi lavoratrici.

    La manifestazione dell'11 ottobre a Largo di Torre Argentina ha dimostrato che la lotta della classe lavoratrice migrante in Europa non è separata dalla battaglia geopolitica che si combatte sulle Ande, in Amazzonia, nei Caraibi o nell'Asia Occidentale.

    Dalla resistenza contro il fujimorismo in Perù fino alla difesa irrinunciabile della sovranità in Venezuela, dove i popoli originari comandano e governano i propri territori; dalla memoria del CNI in Messico fino alla causa del popolo palestinese e iraniano, il filo conduttore è uno solo: la lotta contro un sistema imperialista decadente ma profondamente aggressivo. La dignità rivoluzionaria dei popoli non si piega nei tribunali dell'impero, non si vende alle multinazionali e si riafferma con fermezza nelle piazze, esigendo la libertà dei prigionieri politici e la restituzione della sovranità dei popoli aggrediti.

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    Quel treno fermato dal Sole, 178 anni fa

    18 ottobre 1841. Nella stazione ferroviaria di Exeter, in Inghilterra, un treno con partenza prevista alle 22:05 rimane fermo per 16 minuti. A causare il ritardo è un’improvvisa anomalia del sistema telegrafico utilizzato dagli operatori per comunicare il “via libera” al transito dei treni. Per oltre un secolo, questo episodio, descritto in un articolo pubblicato nel 1871 su Nature, è stato considerato il più antico caso documentato di interferenza del meteo spaziale sulle infrastrutture tecnologiche umane.

    Rappresentazione artistica di una tempesta solare in viaggio verso la Terra. Crediti: Nasa

    Una nuova indagine condotta da un team di ricerca della Lancaster University ha ora dimostrato che la ricostruzione riportata in quella pubblicazione contiene un errore fondamentale: nel 1841 quella linea ferroviaria non esisteva ancora. Incrociando documenti d’archivio, orari d’epoca dei treni riportati nei giornali locali e registrazioni geomagnetiche, i ricercatori hanno scoperto che l’evento si verificò in realtà il 18 ottobre del 1848, esattamente sette anni dopo rispetto alla data riportata sulla rivista scientifica britannica, probabilmente a causa di un refuso tipografico. I risultati sono pubblicati nella rivista Space Weather.

    La meteorologia spaziale studia le condizioni ambientali nello spazio vicino alla Terra, con particolare attenzione ai fenomeni generati dall’attività solare – come i brillamenti e le espulsioni di massa coronali – e ai loro effetti sul campo magnetico terrestre. Negli ultimi due secoli, l’impatto di questi fenomeni sulla società è cresciuto di pari passo con il progresso tecnologico e con lo sviluppo delle infrastrutture moderne. Per millenni, l’attività solare ha influenzato la Terra, manifestandosi soprattutto attraverso le spettacolari e innocue aurore polari. La nascita delle prime infrastrutture elettriche e di comunicazione nell’Ottocento ha però cambiato radicalmente questo scenario.

    È celebre ed emblematico, in questo ambito, l’evento di Carrington-Hodgson del 1859, considerato una delle tempeste geomagnetiche più intense documentate nella letteratura scientifica. È stato associato al brillamento solare più potente mai registrato. Sebbene all’epoca la tempesta solare abbia causato diffuse interruzioni del funzionamento dei sistemi telegrafici elettrici, l’evento non fu il primo caso documentato di interferenza tra l’attività solare e le infrastrutture tecnologiche. Sulla base delle testimonianze storiche disponibili, fino a oggi si riteneva che il primato spettasse all’evento di Exeter del 1841. La nuova indagine condotta dal team di ricerca guidato da James A. Wild, ricercatore alla Lancaster University, ha però messo in luce numerose incongruenze.

    La vicenda trae origine da un articolo anonimo pubblicato nel numero di Nature del 5 ottobre 1871. Secondo quanto riportato nel documento, la sera del 18 ottobre 1841 il treno espresso delle 22:05 in partenza da Exeter verso Starcross, nel sud-ovest dell’Inghilterra, sarebbe stato trattenuto per 16 minuti a causa di intense perturbazioni magnetiche che hanno impedito ai controllori di verificare se il binario fosse libero. Il racconto includeva perfino una nota del capostazione, convinto che «qualcuno stesse giocando uno scherzo agli strumenti, impedendo loro di funzionare».

    Cronologia delle principali date comprese tra il 1835 e il 1875 rilevanti per l’indagine. Le voci evidenziate si riferiscono agli eventi più significativi per ricostruire il ritardo di 16 minuti del treno di Exeter, come descritto nell’articolo di Nature. I triangoli vuoti e pieni indicano, rispettivamente, i minimi e i massimi dell’attività solare. I minimi sono identificati con il numero del ciclo solare successivo. Crediti: James A. Wild, Space Weather, 2026

    Come anticipato, se fosse veritiero, l’episodio rappresenterebbe il primo caso documentato di interferenza del meteo spaziale con un sistema tecnologico. Tuttavia, il riesame della documentazione storica da parte del gruppo di ricerca ha dimostrato che la data riportata nell’articolo è errata.

    «Questa ricerca evidenzia che il meteo spaziale non è una minaccia nuova, ma un rischio naturale presente da molto tempo», dice Jim Wild, ricercatore alla Lancaster University e primo autore dello studio. «La società sperimenta gli effetti della meteorologia spaziale sulla tecnologia fin dall’epoca in cui esistono le tecnologie elettriche. Il ritardo del treno a Exeter è una vicenda affascinante, perché si colloca proprio nel momento in cui le tecnologie emergenti cominciarono a confrontarsi con le condizioni dell’ambiente spaziale. Combinando documenti d’archivio e osservazioni scientifiche, siamo riusciti a dimostrare che l’evento si verificò quasi certamente nel 1848, anziché nel 1841».

    Vediamo più nel dettaglio come si è arrivati a questa conclusione. Il primo indizio è emerso dai documenti relativi alla costruzione della linea ferroviaria. La ferrovia che collegava le cittadine di Exeter e Plymouth, spiegano i ricercatori, fu originariamente costruita e gestita dalla South Devon Railway Company. All’epoca della sua costruzione, la linea impiegava un innovativo sistema di propulsione che utilizzava aria compressa per spingere i treni. Dalle indagini documentali, risulta che la legge del Parlamento per la costruzione della ferrovia ottenne l’approvazione solo nel luglio del 1844 (South Devon Railway Act, 1844). Inoltre, la ferrovia fu costruita a tappe: il primo tratto della linea, tra la città di Exeter e la cittadina di Teignmouth, fu inaugurato e aperto al pubblico il 30 maggio del 1846. Nel 1841, dunque, la linea non esisteva e nessun treno avrebbe potuto percorrerla. Il treno citato nella pubblicazione non avrebbe potuto circolare in quell’anno. Pertanto, l’articolo di Nature non può essere accurato.

    Un’ulteriore conferma che l’evento non si è verificato nel 1841 arriva dall’analisi degli orari ferroviari. Per risalire alla data corretta, i ricercatori hanno infatti consultato i quadri orari pubblicati sui quotidiani locali dell’epoca, individuando un’incongruenza nella datazione originaria. Le 22:05 erano infatti l’orario di partenza del treno serale da Exeter verso Starcross solo in un intervallo temporale ben preciso, compreso tra l’11 marzo 1848 e il 26 luglio 1849.

    Ma è dall’esame dei magnetogrammi d’epoca dell’Osservatorio di Greenwich che emerge la prova decisiva della data effettiva dell’evento. Esaminati dai ricercatori, i tracciati rivelano una violenta tempesta geomagnetica proprio nella fascia oraria compresa tra le 22:00 e le 22:20, ora locale, del 18 ottobre 1848. I taccuini dell’astronomo e matematico Temple Chevallier, custoditi dalla Royal Astronomical Society, documentano che, nello stesso giorno, lo scienziato osservò e disegnò un imponente gruppo di macchie solari situato sotto l’equatore solare. Nelle stesse settimane, inoltre, diversi quotidiani riferirono di aurore boreali visibili in tutta Europa, compresa l’Italia, dove il fisico Carlo Matteucci registrò interruzioni delle comunicazioni telegrafiche tra Firenze e Pisa.

    Utilizzando le informazioni contestuali e gli orari ferroviari per circoscrivere l’indagine a un periodo di quattro mesi del 1848, i ricercatori hanno individuato osservazioni solari, registrazioni geomagnetiche e testimonianze riportate dalla stampa dell’epoca che indicano un periodo di intensa attività meteorologica spaziale nel Regno Unito intorno al 18 ottobre 1848. Data, questa, che corrisponde esattamente al giorno e al mese indicati nell’articolo di Nature, ma sette anni più tardi. Tutte queste evidenze porterebbero a concludere che l’evento di Exeter non si verificò nel 1841, bensì nel 1848. Secondo gli autori dello studio, la data riportata nell’articolo di Nature sarebbe frutto di un refuso tipografico nel testo originale, che trasformò il “1848” in “1841”. Un errore non raro nelle pubblicazioni dell’epoca.

    La rettifica della data dell’episodio di Exeter modifica la cronologia del primo caso documentato di interferenza tra la meteorologia spaziale e la tecnologia. Il primato passa ora a un evento del 19 marzo 1847 –  descritto da nella rivista Philosophical Transactions of the Royal Society, nel numero 139 del 1849 –  durante il quale le perturbazioni geomagnetiche bloccarono il sistema telegrafico della Midland Railway nei pressi di Derby, in Inghilterra. Ciononostante, l’episodio di Exeter rimane uno dei più antichi esempi conosciuti degli effetti della meteorologia spaziale sulle infrastrutture tecnologiche, verificatosi oltre un decennio prima del celebre evento di Carrington del 1859, che provocò diffuse interruzioni dei sistemi telegrafici.

    Questo studio evidenzia l’importanza di utilizzare un’ampia varietà di fonti documentali e bibliografiche per valutare e confrontare le testimonianze storiche sugli eventi di meteorologia spaziale e sui loro effetti sulla società, concludono i ricercatori. Nei casi in cui la letteratura scientifica dell’epoca si è rivelata poco attendibile – e non mancano gli esempi – le testimonianze  pubblicate sui giornali locali dell’epoca si sono dimostrate preziosissime, soprattutto se confrontate con le osservazioni scientifiche conservate negli archivi.

    Per saperne di più:

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    Meloni lega il destino dell’Italia a quello di Zelensky – Dietro il Sipario – Talk Show



    Meloni giura fedeltà eterna a Zelensky mentre Trump e Putin cercano un accordo. Ne parliamo a “Dietro il Sipario” in compagnia di Luca Marfé, Davide Rossi e Francesco Forciniti

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    NASA’s SpaceX CRS-35 Launch Jellyfish

    The exhaust plumes of a SpaceX Falcon 9 rocket carrying the company’s Dragon spacecraft are seen illuminated by sunlight against the predawn sky during the launch of NASA’s SpaceX CRS-35 mission, Tuesday, Oct. 13, 2026, as seen from Cocoa Beach, Florida. The light makes the plumes look like a jellyfish in the sky.

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    Lay of the land: terrestrial conservation efforts cover a wider area than thought

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/d41586-026-03081-4

    Governments around the world have pledged to conserve 30% of the terrestrial realm by 2030, but official data suggest that the target is barely halfway to being met. A combined global and national-level data set now shows that up to 27% of land area is conserved, but gaps in ecological representation remain.
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    Large blind test of methane-detecting satellites lends credibility to emissions data

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/d41586-026-03075-2

    Twelve methane-sensing satellites were tested for their accuracy in measuring controlled-release events in the Arizona desert over a year-long blind test. Many were found to detect and quantify releases accurately, with instruments purpose-built for methane sensing performing best.
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    Alveolar stem cells go beyond making gas-exchange cells to repair damaged airways

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/d41586-026-03085-0

    Alveolar type 2 (AT2) cells are the stem cells of the lung’s air sacs and are responsible for maintaining alveolar structure and gas exchange. A study that tracked AT2 cells shows that, after injury to the airway, they can also migrate between lung compartments and become bronchiolar cells to help repair damaged airways.
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    Evidence for multi-Li<sup>+</sup> clustering in lithium-ion battery electrolytes

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11138-7

    Machine-learning-enabled atomistic simulations, spectroscopy, electrochemical data and quantum-chemical calculations reveal previously unstudied multi-lithium-ion complexes without bound anions, improving understanding of lithium-ion-battery functionality at the atomic level.
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    Engineered TYK2 dependence enables myeloid-selective IL-10 receptor agonism

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11176-1

    A tetravalent nanobody-based myeloid-selective IL-10 receptor agonist recapitulates IL-10’s potent suppression of monocytes, macrophages and dendritic cells while avoiding stimulation of T cells.
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    <i>Elp1</i> is required for myeloid differentiation and brain repopulation

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11112-3

    Primary cultured haematopoietic stem and progenitor cells are used to analyse the molecular mechanisms of brain myeloid differentiation, and this platform enabled the identification of elongation factor ELP1 as an important regulator of this process.
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    Modelling mouse embryogenesis from chemically induced totipotent stem cells

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11164-5

    A mouse embryo model derived from chemically induced totipotent-like stem cells progresses through key developmental milestones, including gastrulation, embryonic axis formation, haematopoiesis and early organogenesis.
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    Competing mechanisms toughen bcc binary and medium-entropy alloys at 20 K

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11065-7

    The mechanical properties of medium-entropy alloys at 20 K show a plateau in tensile yield strength and fracture toughness as a function of temperature, with no apparent ductile-to-brittle transition.
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    Parity-dependent coupling of molecular spin chains to a superconductor

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11117-y

    Scanning tunnelling spectroscopy shows that the fractional spin-1/2 end states of molecular Haldane chains couple differently to a superconducting condensate depending on whether the chain contains an even or odd number of spin-1 triangulene units.
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    Capillary-selective vasodilation through myosin inhibition halts ischaemic cascades

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11171-6

    R(+)2501 reverses capillary no-reflow by relaxing pericytes, restoring microvascular perfusion and improving survival in animal models of myocardial infarction and acute kidney injury.
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    De novo design of cysteine proteases

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11143-w

    De novo-designed enzymes use an activated cysteine nucleophile to hydrolyse polypeptide backbones in a sequence-dependent manner.
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    Computational design of metalloproteases

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11167-2

    RFdiffusion methods are used to de novo design proteins with water-activating zinc-based active sites adjacent to a peptide substrate binding pocket, yielding highly active, programmable proteases with potential applications in therapeutics, biotechnology and bioremediation.
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    Divergent genomic evolution in astrocytomas and oligodendrogliomas

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11150-x

    Longitudinal genomic analyses in patients with astrocytoma or oligodendrioglioma suggest that these two types of tumour differ in the mechanisms by which they become resistant to treatment, with astrocytomas accumulating copy-number alterations and chromosomal instability markers but oligodendrogliomas acquiring new driver mutations.
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    Rh<sup>3+</sup> stabilized in KRh@MFI catalyses regioselective hydroformylation

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11136-9

    DFT investigations combined with spectroscopic and catalytic studies of disrupted subnanometric Rh2O3 clusters show that Rh+ centres in a zeolite-based catalyst are blocked with N-containing molecules, whereas Rh3+ sites are stabilized, allowing hydroformylation reactions with enhanced regioselectivity and efficiency.
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    Targeted stimulation of motor cortex ensembles drives learned movements

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11174-3

    Optogenetic stimulation of motor-cortex neuron ensembles shows that precisely timed activity in the primary motor cortex can generate learned neural patterns and movements, demonstrating an active role in skilled motor control.
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    Artificial intelligence-enabled clinical phenotyping of human brown fat

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11162-7

    Artificial intelligence-enabled quantification and analyses of brown adipose tissue (BAT) activity uncover links between BAT and a healthier metabolic profile along with lower rates of psychiatric disease, and can identify pharmacologic agents that could be repurposed to activate this tissue in humans.
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    Early tetrapod neck mobility modelled using an extant analogue

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11158-3

    Biomechanical analysis of several early tetrapods using sturgeon as an analogue revealed that early tetrapods had limited neck mobility despite separation of the head and shoulders.
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    Intrinsic physicochemical activity at microplastic–water interfaces

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11141-y

    Commodity microplastics exhibit intrinsic physicochemical activity at water interfaces, manifested by spontaneous generation of reactive oxygen species, challenging the prevailing paradigm of plastic inertness, with implications for human health and the environment.
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    Hidden reaction pathways inform additive engineering for perovskite LEDs

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11120-3

    Resolution and control of the hidden solution-phase chemistry of 5-aminovaleric acid added to perovskite precursor solutions is described for producing films with a near-unity mean peak photoluminescence quantum yield and near-infrared perovskite LEDs with enhanced external quantum efficiencies.
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    Clasping folds enable superior elastic strength of graphene films

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11109-y

    Two-dimensional graphene films with unusual folded surfaces are synthesized through a modular assembly strategy and show enhanced strength, toughness and elastic strain owing to stress distribution between interlayer folds.
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    Wave coarsening drives time crystallization in mechatronic metamaterials

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11163-6

    Wave coarsening in active elastic media is a phenomenon in which vibrations spontaneously increase in wavelength, period and amplitude before forming a globally synchronized time crystal.
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    Sexual dimorphism in epidermal stem cell dynamics

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11159-2

    Long-term live imaging of adult mouse ear skin reveals sex-specific differences in the clonal dynamics of epidermal stem cells and transit-amplifying cells during homeostasis.
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    Interhemispheric monsoon dynamics over the past 450,000 years

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11166-3

    A 450 ka Andean speleothem record shows Southern and Northern Hemisphere monsoons generally vary out of phase, but occasionally synchronize during rapid climate change and glacial terminations.
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    Educational intervention can rewire village social networks

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11154-7

    A randomized controlled trial involving a health-education intervention in rural villages in Honduras shows that the intervention changed social network connections, including not only health-related connections but also friendships and financial ties.
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    Advancing subseasonal forecasting with machine learning

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-11126-x

    The AI framework probabilistic bias correction is shown to correct weather forecast errors 2 to 6 weeks ahead and boost forecast skill, making it promising for improved extreme-weather prediction.
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    Jurassic flightless bird reveals early ecological diversity of avialans

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/s41586-026-10972-z

    A fossil bird from the Upper Jurassic Zhenghe Fauna of southeastern China contemporary with Archaeopteryx and that clearly could not fly sheds new light on the ecological diversification of early-diverging avialans.
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    U.S. Shuts Down Over 40 Laptop Farms, Charges 14 in North Korean IT Worker Fraud

    The U.S. Department of Justice (DoJ) on Tuesday charged 14 people and seized about 187 computers and KVM devices as part of its ongoing efforts to disrupt North Korea's fraudulent remote IT worker (ITW) scheme. The indictment charges a mix of U.S. citizens and Chinese nationals for their roles in an IT worker conspiracy affecting more than 70 U.S. companies, charging them with wire fraud

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    CISA Urges Immediate Ivanti Connect Secure Updates as Honeypots Log 105 Exploit Attempts

    The U.S. Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) on Tuesday urged organizations to take steps to immediately update their Ivanti Connect Secure (ICS) appliances and deployments to the latest version following the disclosure of an actively exploited vulnerability. The security flaw, tracked as CVE-2026-104935 (CVSS score: 8.6), is a case of authentication bypass impacting ICS

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    curl Patches HTTP/2 Upload Flaw After PoC Demonstrates Client-Side Code Execution

    A flaw in how curl handles HTTP/2 uploads lets a malicious server receiving an upload corrupt the client's memory, and the researcher who reported it turned that into code execution on the uploading machine. The curl project fixed it on October 14 in curl 8.23.0. Taking over a client needs exact knowledge of its build and memory layout, and curl expects a real attack to end in a crash

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    La strategia internazionale dell’Italia per il caffè presentata oggi in Farnesina

    Si è svolto in Farnesina l’evento di presentazione della “Strategia internazionale dell’Italia per il caffè. Sviluppo, valore, partenariati” che ha riunito istituzioni, rappresentanti del Gruppo Banca Mondiale, di organizzazioni internazionali, partner e operatori privati per approfondire le prospettive della filiera e le opportunità di collaborazione nei Paesi produttori.

    “Sostenere i Paesi produttori e valorizzare il saper fare delle imprese italiane significa costruire una filiera del caffè più sostenibile, equa e resiliente. Coniughiamo cooperazione allo sviluppo, diplomazia economica, ricerca e partenariato con il settore privato per creare valore nei Paesi d’origine e opportunità durature per tutti”, ha spiegato il Vice Ministro Cirielli nel suo intervento di apertura.

    Le due sessioni dell’evento hanno permesso di illustrare l’impegno italiano per sostenere una filiera del caffè più sostenibile, resiliente e competitiva e promuovere opportunità di collaborazione tra istituzioni, organizzazioni internazionali e settore privato, con particolare attenzione al trasferimento di competenze e tecnologie, alla promozione di investimenti sostenibili e alla valorizzazione delle opportunità per il Sistema Italia nei Paesi produttori.

    La strategia italiana si articola in due componenti complementari: l’iniziativa ACT Coffee, dedicata alla trasformazione sostenibile della filiera del caffè in Africa, realizzata da UNIDO in collaborazione con l’International Coffee Organization (ICO) e in partenariato con il Comitato Italiano del Caffè, e la Global Coffee Initiative, sviluppata con il Gruppo Banca Mondiale e Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per favorire la preparazione di progetti e la mobilitazione di investimenti.

    Tra i presenti all’evento, la Prima Ministra dell’Uganda Robinah Nabbanja, i Ministri dell’Agricoltura del Kenya, Mutahi Kagwe, e della Colombia, Indalecio Dangond, la Direttrice Esecutiva dell’ICO Vanusia Nogueira, il Vice Direttore Generale della FAO Maurizio Martina, la Vice Direttrice Generale dell’UNIDO Marina Ponti, il Presidente del Comitato Italiano del Caffè e Presidente del Gruppo Lavazza, Giuseppe Lavazza, e il Presidente di Illycaffè, Andrea Illy.

     

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    Albania: imponente mobilitazione studentesca si unisce al movimento dei fenicotteri, presi d’assalto ministeri di istruzione ed economia.

    In Albania non si sono mai fermate le proteste che dall’estate hanno continuano a mobilitarsi con il cosiddetto Movimento dei Fenicotteri, nato contro una speculazione immobiliare sull’asse Trump – Rama ma arrivata poi a denunciare tout court il sistema clientelare...
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    Danni di immagine o ferite reali?

    Quindici anni fa, in Val di Susa si scriveva una pagina importante della storia del Movimento No Tav: quella della Libera Repubblica della Maddalena e della resistenza collettiva per difendere quel luogo dalla macchina della devastazione. Vogliamo oggi riportare la...
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    Guerra e cambiamento climatico affamano 645 milioni di persone nel mondo: quasi l’intera popolazione dell’Europa

    Nel 2025, 645 milioni di persone – quasi l’intera popolazione dell’Europa – hanno sofferto la fame. Tra questi, 147,4 milioni si trovano in 19 Paesi sconvolti da conflitti e 87,5 milioni in 16 Paesi colpiti da eventi climatici estremi. E il conto rischia di salire: il nuovo El Niño, che si annuncia tra i più intensi mai registrati, potrebbe portare alla fame acuta altri 49 milioni di persone entro la fine del 2027.

    È il quadro che emerge dall’Indice Globale della Fame 2026 (Global Hunger Index – Ghi), tra i principali rapporti internazionali sulla misurazione della fame nel mondo, curato da Cesvi per l’edizione italiana e redatto da Welthungerhilfe (Whh), Institute for International Law of Peace and Armed Conflict (Ifhv) e Helvetas.

    A pagare il prezzo più alto sono i bambini: nel 2025, 35,5 milioni hanno sofferto di malnutrizione acuta, quasi 10 milioni nella forma più grave. Nello stesso anno, per la prima volta, la carestia è stata confermata in due contesti contemporaneamente, la Striscia di Gaza e il Sudan, e nel 2026 il rischio di carestia riguarda anche altri tre Paesi: Somalia, Sud Sudan e Sudan.

    Mondo in guerra, clima fuori controllo

    Il 2025 ha registrato 65 conflitti armati, il numero più alto dalla Seconda guerra mondiale, mentre Acled ha censito oltre 204mila episodi di violenza in dodici mesi, con più di 240mila vittime [4]. Intanto siccità, alluvioni e tempeste si susseguono a ritmo crescente: l’anno scorso i disastri legati a eventi naturali, inclusi i terremoti, sono stati 358, con oltre 110 milioni di persone coinvolte. Il rapporto Ghi di quest’anno descrive un mondo sempre più instabile. Nel 2026, l’Ufficio per il Coordinamento per gli Affari Umanitari delle Nazioni Unite, ha già registrato 64 emergenze legate a eventi climatici estremi. El Niño, destinato a durare almeno fino all’inizio del 2027, rischia di colpire proprio i Paesi più fragili, con siccità in Africa meridionale, Sahel e Asia e alluvioni nel Corno d’Africa. A tutto questo si aggiungono gli effetti della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran: il blocco dello Stretto di Hormuz, da cui passa circa un terzo del commercio marittimo di fertilizzanti, potrebbe spingere alla fame acuta altri 45 milioni di persone.

    Dopo quasi vent’anni di sostanziali miglioramenti, la fame nel mondo è peggiorata rispetto al 2018, in un contesto di molteplici crisi sovrapposte: il punteggio globale del Ghi 2026 è 18,1, livello moderato, ma conferma una situazione preoccupante se guardiamo ai dati regionali e per Paese. Dal rapporto emerge che la fame è allarmante in 8 Paesi – Burundi, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Madagascar, Somalia, Sud Sudan, Sudan e Yemen – e grave in 36; in 32 Paesi il livello di fame è più alto che nel 2018. A pesare più di tutto sono le guerre: nei Paesi segnati da conflitti cronici il punteggio mediano è oggi di 22,1, più alto di quello dei Paesi in pace nel 2000 (15,2). Quasi una generazione di progressi di lotta contro la fame perduta.

    «Guerra e clima non sono più emergenze separate: nella maggior parte delle crisi alimentari si sommano e si alimentano a vicenda», afferma Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi. «La fame non è solo una conseguenza dell’instabilità, ne è un moltiplicatore. Per questo il messaggio del Ghi di quest’anno è netto: non c’è sicurezza senza sicurezza alimentare. Tagliare gli aiuti proprio dove la fame è più grave significa preparare le crisi di domani».

    Somalia, quando tutte le crisi si incrociano

    Il Paese con il punteggio più grave del Ghi 2026 (47,0, livello allarmante) è la Somalia, dove più di una persona su due è denutrita e un bambino su dieci muore prima dei cinque anni. Qui si sommano tutti i fattori descritti dal rapporto: la siccità, che ha spinto il governo a dichiarare l’emergenza nazionale; il conflitto con Al-Shabaab; i prezzi spinti dalla crisi in Medio Oriente; il taglio degli aiuti, che ha fatto chiudere oltre 500 strutture sanitarie e nutrizionali . Nel 2026 la fame acuta è cresciuta del 43% e 1,92 milioni di bambini soffriranno o rischiano di soffrire di malnutrizione acuta entro giugno 2027. Ora, con El Niño, alla siccità potrebbero seguire le alluvioni: si tratta di milioni di persone esposte, tra 2,5 e 3,5 milioni . Eppure, il Paese mostra che il cambiamento è possibile: nel 2026 il punteggio scende al di sotto della soglia estremamente allarmante per la prima volta tra gli anni di riferimento, in miglioramento rispetto al 64,4 del 2000.

    «In Somalia ritroviamo tutte le cause della fame che il rapporto descrive: siccità, conflitto, prezzi spinti da una guerra lontana e aiuti che si riducono proprio dove servono di più», sottolinea Piziali. «Ora l’acqua che è mancata per mesi rischia di arrivare tutta insieme, con le alluvioni. Per questo lavoriamo insieme sulla cura dei bambini malnutriti e sulla preparazione delle comunità: intervenire prima costa meno, in denaro e in vite, che rincorrere l’emergenza. A Hobyo e Beletweyne prevediamo di assistere oltre 8.500 bambini con malnutrizione acuta e lavorare con le comunità per riconoscere in anticipo siccità e inondazioni».

    Sudan, Afghanistan, Etiopia

    Il Ghi 2026 rileva situazioni critiche anche in Sudan, Afghanistan ed Etiopia. In Sudan, dopo oltre tre anni di guerra, quasi 19,5 milioni di persone – due su cinque – sono in grave insicurezza alimentare e nel 2026 si attendono 4,2 milioni di bambini con malnutrizione acuta [11]. Il conflitto impedisce persino di calcolare il punteggio Ghi del Paese, classificato come allarmante in via provvisoria. In Afghanistan i progressi si sono fermati: il 42% dei bambini sotto i cinque anni ha un ritardo nella crescita e ad agosto 3,7 milioni soffrivano di malnutrizione acuta. In Etiopia, tra conflitto in Amhara, prezzi del mais saliti del 60% in un anno e rischio di alluvioni nel sud-est, per il 2025 non è stato possibile nemmeno stimare quante persone soffrano la fame acuta.

    Non c’è sicurezza senza sicurezza alimentare

    Il Ghi 2026 raccoglie alcuni sguardi dalle diverse aree del mondo, che mostrano come fame e insicurezza si alimentino a vicenda secondo dinamiche diverse. Africa e Sud del Sahara detengono ancora il livello di fame più elevato al mondo e mostrano un’inversione dei progressi compiuti in precedenza. Il punteggio di Ghi 2026 della regione, pari a 27,5, è considerato grave ed è superiore a quello del 2018, segnando il primo aumento tra gli anni di riferimento.

    America Latina e Caraibi. I Paesi della regione America Latina e Caraibi hanno continuato a compiere progressi nella riduzione della fame. Si produce cibo a sufficienza per sfamare la popolazione, eppure milioni di persone restano in insicurezza alimentare a causa di disuguaglianze ed esclusione. In Guatemala il 44,6% dei bambini sotto i cinque anni ha un ritardo nella crescita, con punte più alte nelle comunità indigene e rurali.

    Asia occidentale e Nord Africa. Dopo anni di miglioramenti, la fame in Asia occidentale e Nord Africa sta nuovamente aumentando. Con circa 480 metri cubi di acqua dolce per abitante all’anno, sotto la soglia di scarsità assoluta, la regione dipende dalle importazioni di cibo ed energia. Il punteggio di GHI 2026 della regione, pari a 12,5 e classificato come moderato, è salito rispetto all’11,9 del 2018, interrompendo la diminuzione costante dal 18,1 del 2000.

    Asia orientale e Sud Est Asiatico. Qui c’è stata una sostanziale riduzione della fame rispetto al 2000, sebbene i miglioramenti abbiano subito un forte rallentamento dal 2018. Nel 2026 il punteggio di GHI della regione è pari a 8,1, dopo essersi più che dimezzato tra il 2000 e il 2018 e poi essere rimasto sostanzialmente stabile.

    Il rapporto contiene anche segnali incoraggianti: dal 2018 31 Paesi hanno ridotto il proprio punteggio di almeno il 10% e la mortalità infantile continua a scendere. Anche nel 2026 le persone in condizioni di fame catastrofica sono calate, da 1,4 milioni a circa 327mila, grazie a meno combattimenti e più aiuti a Gaza e in Sudan.

    Ma sono progressi fragili e in parte difficili da verificare. I tagli agli aiuti – quelli umanitari sono previsti in calo del 40% tra il 2024 e il 2026 – stanno indebolendo anche i sistemi che misurano la fame: per 14 Paesi, tra cui Sudan, Sud Sudan e Yemen, i dati non bastano a calcolare un punteggio GHI completo e nel 2025 almeno cinque Paesi sono rimasti senza dati sulla fame acuta proprio per mancanza di fondi. Secondo le stime citate nel rapporto, una forte riduzione degli aiuti allo sviluppo potrebbe causare 5,4 milioni di morti in più tra i bambini sotto i cinque anni.

    «Vent’anni di progressi dimostrano che la fame si può ridurre e la Somalia che esce dalla fascia più grave lo conferma», conclude Piziali. «Ma oggi rischiamo di non accorgerci di quanto le cose stiano peggiorando: i tagli stanno spegnendo anche i sistemi di monitoraggio. Una fame che non si misura è una fame che non riceve risposta. I dati che mancano, dal Sudan all’Etiopia, non raccontano Paesi più stabili: raccontano Paesi che non riusciamo più a vedere».

     Il Ghi 2026 chiede di integrare la sicurezza alimentare nelle politiche di sicurezza, investire in sistemi alimentari resilienti, fermare i tagli e finanziare i sistemi di monitoraggio e allerta precoce, intensificare la diplomazia preventiva e perseguire chi usa la fame come arma di guerra.

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    Fire up that iPhone 1 emulation and party like it's 2007

    A browser-based emulator for the original iPhone is the latest project to tap into the rich vein of nostalgia running through the tech industry. While far from a complete implementation, the emulation does enough to evoke happier times, before Apple burdened its mobile operating system with frills and complexities, and spent years (and multiple operating system updates) making the Podcasts app steadily more broken. The browser-based emulation (and we use the term carefully; anyone expecting all the functionality of yesteryear will be sorely disappointed) shows an original iPhone as it debuted in 2007. The buttons are where you remember them, the screen is ringed by bezels that wouldn't pass muster today, and the skeuomorphic icons are all present and correct. There's even the browser, though it doesn't do much yet. Even a gentle prod shows how incomplete this implementation is. Some apps work well, such as Calculator, while others - Contacts - struggle, and anything that needs an online connection fails, including loading today's web in 2007's Safari. It does, however, recall how simple things were almost 20 years ago, when the iPhone first appeared, and it joins an array of old-time systems that can be fired up (or at least look like they are) in a browser. Want a look at Apple's abandoned System 7 replacement? Step this way. Perhaps an XP-like implementation? No problem. It would be churlish to dwell on the emulation's deficiencies. For now, it's arguably more curiosity than anything else: Apple didn't launch the App Store until 2008, so third-party apps would be off the table, at least until a later version of iOS landed. Running it in a browser is undoubtedly convenient, though. Alternatives such as Light Touch offer a fuller implementation, but they demand more than a handy Chrome instance on a Windows device to open a portal back to a brighter time. So, fire up 2006's Nintendo Wii, pop on that CD of Back to Black, and relive the excitement of switching on the very first iPhone. Although perhaps give that other 2007 icon, Windows Vista, a bit of a swerve… ®

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    Risolte vulnerabilità in prodotti IBM

    IBM ha rilasciato aggiornamenti di sicurezza per sanare molteplici vulnerabilità, di cui 2 con gravità “critica” e 5 con gravità “alta”, nei prodotti WebSphere Application Server - Liberty e WebSphere Application Server. Tali vulnerabilità potrebbero consentire a un utente malintenzionato remoto di eludere i meccanismi di autenticazione e di autorizzazione o di eseguire codice arbitrario sui sistemi interessati.
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    Prepararsi alla tempesta: lo insegna l’assistente spirituale a pazienti e familiari

    «Forse è meglio imparare a pensarci per tempo». Prima che arrivi la tempesta, prima di trovarsi a fare i conti con una malattia, prima che la vulnerabilità smetta di essere qualcosa che riguarda gli altri e diventi la nostra. Caterina Giavotto usa un’immagine molto concreta: aspettare quel momento per interrogarsi sulla sofferenza e sulla morte è «come dover imparare a nuotare quando ci si trova già in mare, in mezzo a una tempesta e senza salvagente».

    Assistente spirituale laica a Vidas, grazie a un progetto reso possibile dal sostegno dell’8 per mille dell’Unione Buddhista Italiana, Giavotto accompagna pazienti e familiari nel tratto forse più difficile dell’esistenza. Della possibilità di allenarsi all’incontro con la fragilità parlerà sabato 17 ottobre al Festival culturale di Vidas, intitolato Ragionevoli utopie, al Teatro Franco Parenti di Milano, in un laboratorio dedicato all’ascolto di sé e alla meditazione. «La dimensione interiore va considerata parte integrante della presa in carico globale del paziente e dei suoi familiari: le cure palliative non riguardano soltanto il controllo dei sintomi, ma anche il sostegno emotivo, relazionale e spirituale». L’idea di fondo: alle difficoltà della vita si può arrivare un po’ più preparati. Coltivare la consapevolezza della nostra finitudine aiuta molto. Anche attraverso la meditazione.

    Conoscere sé stessi e gli altri

    La meditazione oggi viene spesso proposta come uno strumento di benessere. Ma in molti lo ritengono una banalizzazione frutto di una recente decontestualizzazione culturale. Come stanno le cose? «Viviamo in un mondo in cui tendiamo a ridurre tutto al nostro uso e consumo e spesso la meditazione viene presentata come una tecnica: la applico e sto bene, quasi fosse un teorema. Ma non è una tecnica: è una pratica, un’esperienza. Inoltre, come qualsiasi allenamento mentale, ha effetto se diventa parte del nostro stile di vita e se viene praticata con costanza». Giavotto parla della meditazione della tradizione buddhista tibetana, nella quale il termine per meditazione è “gom” il cui significato rimanda all’idea di familiarizzarsi, abituarsi, coltivare. «Meditare significa familiarizzare con la propria mente, con il suo funzionamento, con le emozioni» dice. «Significa imparare a conoscersi meglio». E non necessariamente ciò che si scopre è subito piacevole. «Quindi, il rilassamento può essere uno degli effetti della meditazione, che è invece una strada di conoscenza di sé, delle proprie risorse interiori e del mondo. E questo va ben oltre il semplice benessere».

    Gli effetti della meditazione

    Gli studi neuroscientifici condotti negli ultimi decenni hanno indagato gli effetti della meditazione sul sistema corpo-mente, indagando i cosiddetti grandi meditatori esperti, che dedicano moltissime ore al giorno all’attività. Le evidenze degli effetti sull’organismo si vanno accumulando. «Il cervello è plastico, ma perché avvengano cambiamenti occorre pratica. Ci sono studi, per esempio, sulla percezione del dolore, che dimostrano come la meditazione cambi non il dolore in sé, ma la nostra percezione di esso». Altri studi riguardano concetti più astratti come la relazione tra soggetto e oggetto, tra l’individuo e la realtà.

    Essere consapevoli

    Ma che cosa accade quando a irrompere nella vita è una diagnosi di malattia grave o inguaribile? «Non siamo affatto abituati a pensare alla malattia, ai cambiamenti e alla morte». I progressi della medicina hanno portato a straordinari risultati di salute, osserva Giavotto, ma ci hanno anche indotto a vivere come se la morte non esistesse. «Viviamo in una società in cui non solo la morte ma anche solo il tempo che passa viene continuamente rimosso. E così perdiamo la consapevolezza della nostra mortalità e del fatto che siamo tutti esposti alla sofferenza». Ricordarsene, però, non significa vivere nell’angoscia. «Se mi alleno a ricordare una cosa che è semplicemente reale, ovvero che sono mortale, che le malattie esistono e che non capitano soltanto agli altri, sono più presente a me stesso. Accetto che la vita è così, che mi piaccia o no, e che siccome non so quando finirà è meglio usarla al meglio e viverla in base ai miei valori e alla mia visione dell’esistenza».

    Cosa può aiutare?

    È qualcosa che Giavotto ha sperimentato personalmente. «Ho avuto un tumore a 48 anni. Avevo incontrato il buddhismo a undici anni e quindi avevo alle spalle moltissimi anni in cui avevo riflettuto con calma sul fatto che la malattia esiste e che la morte, prima o poi, arriva. Ripeto: non in modo tragico, ma guardando lucidamente alla realtà. Quando ho ricevuto la diagnosi questo mi ha aiutato moltissimo». La preoccupazione, gli interventi chirurgici e il dolore fisico naturalmente rimanevano. «Ma tutta quella parte di sofferenza legata al “perché proprio a me?”, “non è giusto”, “e adesso?” non l’ho vissuta. Ed è una componente può rappresentare una parte enorme del dolore complessivo». Un percorso spirituale può dunque preparare all’incontro con la vulnerabilità? «Certamente. Se su questi temi riflettiamo soltanto nel momento della malattia o della sofferenza è molto più difficile. È come dover imparare a nuotare quando ci si trova già in mare, in mezzo a una tempesta e senza salvagente». 

    Fare pace con se stessi

    Ciò emerge anche dalla sua esperienza accanto ai malati. Giavotto incontra reazioni molto diverse, ma assicura: «L’essere umano ha molte più risorse di quanto creda» spiega. Non tutti hanno paura. Ma come non ritrovarsi angosciati, disorientati e terrorizzati? «Conta la fiducia in sé stessi e nella propria capacità di affrontare ciò che altri hanno già attraversato». E per essere un po’ sereni conta la possibilità di riconciliarsi con la propria storia: «Una delle cose che aiuta di più è fare pace con sé stessi e con il proprio passato, con i rimorsi e con le cose rimaste in sospeso, ma anche fare pace con gli altri, con il mondo, con la vita, con la realtà».

    Attenzione, perché, puntualizza l’assistente spirituale, prepararsi non significa vivere pensando continuamente alla morte. Giavotto usa l’immagine di un viaggio: «Se so che prima o poi dovrò partire per un viaggio lungo e impegnativo, anche se non so quando mi chiameranno dicendomi che è arrivato il momento di prendere il volo, un pochino ci penso: a che cosa porterò, a come prepararmi, a come allenarmi. Pensarci e abituarsi al fatto che siamo mortali sicuramente aiuta».

    Guardare al respiro e alla natura

    Ci sono tanti piccoli accorgimenti e alcune pratiche che aiutano. Ad esempio, la meditazione sul respiro può rendere intuitiva questa appartenenza al ciclo della vita. «Ogni respiro inizia e finisce. Per poter inspirare di nuovo, dobbiamo espirare. C’è continuamente qualcosa che nasce e muore, nasce e muore. In fondo, morire può anche voler dire lasciare spazio alla vita, agli altri». È ciò che vediamo nelle stagioni e nella natura, mentre facciamo molta più fatica ad accettarlo quando riguarda noi. «La consapevolezza può regalarci anche questo: sentirci in connessione con la natura e con la comunità degli esseri viventi».

    Conta per noi e per gli altri

    Nel laboratorio al Festival di Vidas, Giavotto partirà proprio dalla pratica, con una breve introduzione alla meditazione e un lavoro sulla gentilezza verso sé stessi. «Se non conosco o non accetto i miei limiti, come posso accettare quelli degli altri?». E c’è, soprattutto, una dimensione sociale: «Se non ho mai pensato e familiarizzato con il fatto che anch’io morirò, come posso accompagnare una persona malata che sta morendo senza essere travolta dall’angoscia e, quindi, trasmetterla a chi ho accanto?». E una dimensione ancora più ampia, che riguarda gli esseri viventi e il pianeta: «Sentirci interconnessi aiuta a prendersi cura».

    Foto di Vidas (Caterina Giavotto e un familiare)

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    Ecco la Fiesta 2027 di M-Sport con il Kit WRC 2027

    M-Sport ha offerto un primo sguardo a una vettura kit Rally2 che potrà competere nella classe regina del World Rally Championship il prossimo anno.
    All'inizio di quest'anno, la FIA ha annunciato piani per introdurre un concetto che consentirà ai costruttori Rally2 di omologare un kit di aggiornamento, dal costo di €7.500, per offrire una “maggiore parità aerodinamica” tra le vetture ...Continua a leggere

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    NASA’s Space X CRS-35 Launch Jellyfish

    The exhaust plumes of a SpaceX Falcon 9 rocket carrying the company’s Dragon spacecraft are seen illuminated by sunlight against the predawn sky.
    NASA/John Kraus

    Sunlight illuminates the exhaust plumes of a SpaceX Falcon 9 rocket carrying the company’s Dragon spacecraft on Oct. 13, 2026. This visual phenomenon is known as a “jellyfish”; it happens near sunrise or sunset when the exhaust plume from the rocket becomes brightly illuminated, creating a glowing shape resembling a jellyfish.

    The mission lifted off at 6:33 a.m. EDT from Space Launch Complex 40 at Cape Canaveral Space Force Station, carrying scientific investigations, supplies, and equipment to the International Space Station on SpaceX’s 35th commercial resupply services mission for NASA. The rocket’s exhaust plumes were visible across the eastern United States.

    Watch the uncrewed Dragon spacecraft rendezvous with and dock to the International Space Station on Oct. 15. Coverage begins at 9:15 a.m. EDT.

    Image credit: NASA/John Kraus

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    Stagno, domani riapre il ponte sullo Scolmatore, lavori Anas terminati

    Stagno (Collesalvetti, Livorno) 14 ottobre 2026   Da giovedì 15 ottobre torna percorribile il ponte lungo la statale Aurelia, dopo i lavori di miglioramento sismico e adeguamento funzionale. Entro fine anno partiranno anche gli interventi sul ponte del canale Imperiale. STAGNO — Riapre al traffico giovedì 15 ottobre il nuovo ponte sul canale Scolmatore, lungo …

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    L’establishment UE-NATO sta conducendo una guerra ibrida contro l’Europa.

    L’establishment UE-NATO sta conducendo una guerra ibrida contro l’Europa.

    L’élite (fittizia) che attualmente governa molti paesi europei, così come l’Unione Europea a Bruxelles, è determinata a dichiarare guerra alla Russia.

    Sfortunatamente per loro, le persone che governano non sono interessate a questo. I leader stanno conducendo una massiccia campagna di propaganda per far cambiare loro idea.

    Stanno seguendo la linea tracciata da Hillary Clinton che, dopo aver perso le elezioni presidenziali del 2016 contro Donald Trump, accusò la Russia di interferenze.

    Da allora, le accuse contro la Russia di interferire nelle elezioni di altri Paesi sono state ripetute più volte. L’affermazione di “bot russi” che esercitano “influenza russa” viene tirata fuori ogni volta che candidati populisti esterni riescono a vincere.

    Un’altra accusa è che la Russia stia conducendo una guerra “ibrida” contro l’Europa. Il meme risale alla falsa affermazione del giornalista Mark Galeotti che, nel 2014, aveva sostenuto l’esistenza di una “dottrina Gerasimov”, dal nome del più alto generale russo, che avrebbe portato la Russia a intraprendere guerre “non lineari” o “ibride”.

    Galeotti impiegò quattro anni, durante i quali la sua tesi aveva riscosso un notevole successo, per ritrattare le sue affermazioni :

    Con mio immenso dispiacere, ho creato questo termine, che da allora ha acquisito una vita distruttiva propria, avanzando goffamente nel mondo per diffondere paura e disgusto al suo passaggio.
    …
    Gerasimov in realtà parlava di come il Cremlino interpreta ciò che è accaduto nelle rivolte della “Primavera araba”, nelle “rivoluzioni colorate” contro i regimi filo-russi nei paesi confinanti con la Russia e, a tempo debito, nella rivolta di “Maidan” in Ucraina. I russi credono sinceramente – per quanto erroneamente – che non si trattasse di vere proteste contro governi brutali e corrotti, ma di cambi di regime orchestrati a Washington, o meglio, a Langley.

    Non c’è mai stata e non c’è alcuna guerra ‘ibrida’ russa.

    Esiste tuttavia una forte campagna occidentale per incolpare la Russia di ogni cosa :

    Ultimamente, in Europa non passa giorno senza che qualche allarme droni, incendio o blackout venga attribuito alla Russia. Ci viene detto che questi incidenti fanno tutti parte di una spietata “guerra ibrida” che la Russia sta conducendo contro l’Europa, una guerra che prevede incursioni di droni, violazioni dello spazio aereo, sabotaggi, incendi dolosi, attacchi informatici e altro ancora. Ci viene detto che ciò “include complotti per piazzare ordigni incendiari a bordo di aerei cargo DHL, far saltare in aria binari ferroviari in Polonia e incendiare magazzini e centri commerciali in tutta Europa”, nonché “atti di sabotaggio contro aziende e industrie della difesa in Europa” e “attacchi alle infrastrutture critiche europee”, ma anche, a quanto pare, l’invio di agenti segreti a defecare nei bagni dei parlamentari finlandesi.

    Ci viene anche detto che “tali attacchi hanno iniziato a verificarsi poco dopo che la Russia ha lanciato la sua invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022” e si sono intensificati negli ultimi mesi e settimane. Secondo Kaja Kallas, “l’Europa si trova ad affrontare una rapida proliferazione di attacchi di sabotaggio e violazioni dello spazio aereo”.

    Non esiste tuttavia alcuna prova, nessuna, che alcuno dei presunti incidenti abbia avuto un qualche legame con la Russia.

    Esiste però una “guerra ibrida”. Ma è una guerra condotta dall’élite occidentale contro il proprio popolo:

    In definitiva, un’analisi seria della narrativa sulla “guerra ibrida russa” non può che portare a un’unica, inquietante conclusione. Una “guerra ibrida” è effettivamente in corso contro l’Europa, ma viene condotta dallo stesso establishment UE-NATO, contro la propria popolazione. Gli europei sono sottoposti a una campagna continua di guerra cognitiva o psicologica volta a condizionarli a credere che l’Europa sia sotto attacco da parte della Russia e che questi attacchi ibridi siano il preludio a ostilità convenzionali: un’affermazione per la quale, nella maggior parte dei casi, non vi sono prove o ve ne sono ben poche. Ciò che emerge, in realtà, è una deliberata campagna di gonfiamento della minaccia in cui governi, media e “think tank” finanziati dalla difesa hanno cospirato per instillare un senso di paura permanente nella popolazione, attraverso una copertura incessante di “incidenti”, “attacchi”, “sabotaggi” e “campagne” che, nella maggior parte dei casi, semplicemente non esistono.

    Ieri Andy Burnham, il primo ministro britannico non eletto, ha attribuito alla Russia la responsabilità dell’esito del voto sulla Brexit:

    Lunedì il Primo Ministro Andy Burnham ha scatenato l’ira in Gran Bretagna con la sua affermazione secondo cui la Russia avrebbe cercato di interferire nel voto sulla Brexit del 2016 che ha portato il Paese fuori dall’Unione Europea, discostandosi dalla posizione dei precedenti premier che avevano affermato l’assenza di prove di interferenze da parte di Mosca.

    C’era stata un’ampia indagine parlamentare sulla presunta influenza russa sul referendum sulla Brexit, che non aveva riscontrato alcuna prova. Ora Burnham, senza alcuna prova, afferma di aver subito tale influenza perché vuole annullare l’uscita della Gran Bretagna dall’UE.

    Solo poche settimane fa, nel suo primo discorso alla conferenza del partito laburista da leader, Burnham è diventato il primo primo ministro ad aprire la porta al rientro nell’Unione Europea. Poco dopo, ha suggerito che il programma elettorale del suo partito per le prossime elezioni potrebbe includere un referendum proprio su questo tema.

    L’argomentazione implicita di Burnham è la seguente: se la Russia ha influenzato il referendum sulla Brexit, il risultato è illegittimo e deve essere annullato.

    L’argomentazione è tanto falsa quanto le accuse di Burnham secondo cui l’Iran sarebbe dietro l’arresto di alcuni contrabbandieri di carburante nei pressi di un aeroporto militare in Gran Bretagna, poi rilasciati su cauzione.

    La propaganda sulla presunta guerra “ibrida” inesistente che la Russia starebbe conducendo contro l’Europa ha raggiunto ieri un nuovo apice.

    L’Ucraina aveva appena bombardato diversi data center in Russia utilizzati da Yandex, l’equivalente russo di Google. Yandex, come Google, Bing e altri, scansiona costantemente Internet per aggiornare il proprio indice di ricerca. Le statistiche globali sul traffico Internet, fornite da Cloudflare e altri, mostravano che, in seguito all’attacco ucraino, l’attività del crawler di Yandex era diminuita. I media anti-russi hanno immediatamente sfruttato questo fatto per affermare che la terribile “influenza russa” era improvvisamente cessata.

    NEXTA @nexta_tv – 18:17 UTC · 12 ottobre 2026

    I bot del Cremlino sono scomparsi? Dopo gli attacchi ai data center di Yandex, il traffico automatizzato è crollato di quasi 250 volte.

    Gli utenti dei social media hanno notato subito una curiosa coincidenza: con il calo del traffico, anche i bot filo-Cremlino sembravano diventare meno attivi. Questi account inondano le sezioni dei commenti, fomentano conflitti e creano l’illusione di un ampio sostegno pubblico.

    L’eurodeputato ceco Tomáš Zdechovský non ha resistito alla tentazione di lanciare una frecciatina al partito di estrema destra tedesco Alternativa per la Germania (AfD):

    «Si parla tanto di patriottismo tedesco… e poi il legame con la Russia si affievolisce.»

    Diversi altri politici europei hanno avanzato affermazioni simili. Il calo del traffico su Yandex, a loro dire, avrebbe comportato anche una diminuzione del sostegno online a vari partiti e cause indesiderati, tra cui il partito tedesco AfD e il presidente statunitense Donald Trump.

    Nonostante non vi fosse alcuna prova a sostegno di tali affermazioni, i principali media tedeschi, francesi e di altri paesi si sono subito scatenati.

    Ci sono volute solo poche ore perché venissero smentite e diffamate:

    Amélie Ismaïli @ame_ism – 9:43 UTC · 13 ott 2026
    Tradotto dal francese

    Permettetemi di presentarvi la “fonte” dell’enorme quantità di notizie false che sono state insabbiate con totale impunità da queste persone che si definiscono “giornalisti” e che si sono appena rese ridicole in modo clamoroso, ancora una volta.

    Le Parisien, BFM, Ouest France, TV5 Monde (tra gli altri), così come Caroline Fourest, hanno riportato una falsa statistica tratta da un grafico fasullo generato dall’intelligenza artificiale, che pretendeva di mostrare un calo del 56% dell’attività di AFD sui social media in seguito agli attacchi ai server di Yandex (l’equivalente russo di “Google”). Questo cosiddetto grafico, pubblicato da un europarlamentare del partito di Ursula von der Leyen (PPE), non indicava né il tipo di dati misurati, né la fonte di tali dati, né come fossero stati aggregati; non includeva alcuna didascalia sulla metodologia utilizzata; e affermava di misurare il “traffico” fino al 15 ottobre 2026, ovvero in futuro.

    Chiunque avesse più di due neuroni funzionanti non avrebbe mai preso sul serio questa rozza bufala. Ma a quanto pare, ai nostri “giornalisti” manca anche questo minimo indispensabile di intelligenza.

    Per quanto riguarda l'”attività pro-Trump”, si tratta di un americano filo-democratico che ha letteralmente affermato: “Ho la sensazione che ci siano meno bot”. Tutto qui. Nessuna fonte, nessun dato, nessun documento “falso”. È semplicemente una sua sensazione.

    Come se non bastasse, questi “giornalisti” hanno anche completamente travisato una pubblicazione ufficiale di Cloudflare, che dimostrava come la maggior parte dei crawler di Yandex fosse scomparsa in seguito all’attacco al server (il che, in effetti, ha un senso). I crawler sono i bot utilizzati dai motori di ricerca per scansionare e indicizzare le pagine web. Non hanno alcun legame con i “bot” che diffondono messaggi sui social media.

    Questo è il livello di affidabilità con cui questi “giornalisti” gestiscono le informazioni, eppure hanno la sfrontatezza di impartire lezioni.

    Quei “giornalisti” non sono altro che accoliti compiacenti che diffondono qualsiasi sciocchezza anti-russa i loro “leader” vogliano che producano.

    A loro non importano i fatti o la morale. Il loro unico obiettivo è spingere l’opinione pubblica verso una nuova guerra in Europa.

    Fonte: Pubblicato il 13 ottobre 2026 alle 15:53 ​​UTC | Permalink

    Traduzione: Luciano Lago

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    Risolte vulnerabilità in prodotti Ubiquiti

    Ubiquiti ha rilasciato aggiornamenti di sicurezza che sanano alcune vulnerabilità, di cui 2 con gravità "alta", in UniFi Protect AI Key, componente della piattaforma di videosorveglianza IP UniFi Protect. Tali vulnerabilità, qualora sfruttate, potrebbero consentire a un attaccante remoto di eseguire codice arbitrario e compromettere la disponibilità del servizio sui sistemi interessati.
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    Un’altra finanza è già all’opera, ma ora vanno riformate le garanzie

    Le banche etiche in Europa gestiscono più di 120 miliardi di euro di attivo e contano oltre 90 miliardi di euro di depositi. Nel grande mare della finanza europea è una percentuale limitata. Ma è significativo che queste tipologie di istituti destinino il 98,36% del credito erogato ad attività con finalità ambientali o sociali, rispetto al 18,5% degli istituti tradizionali. Questo dato, assieme agli altri indicatori del Rapporto sulla finanza etica in Europa, di cui è coautrice, portano Federica Ielasi, professoressa ordinaria di Economia degli intermediari finanziari all’Università di Firenze, vicepresidente di Banca Etica, ad affermare che «le banche etiche, caratterizzate da una dimensione medio piccola e da un modello di governance spesso cooperativo, sono in grado di contribuire alla stabilità del sistema finanziario, il che evidenzia l’importanza della biodiversità del sistema bancario».

    Professoressa Ielasi, un’altra finanza è possibile?

    Non solo è possibile e auspicabile, ma la finanza etica è già una realtà concreta, consolidata, in forte espansione e capace di contribuire alla stabilità del sistema finanziario e allo sviluppo dell’economia reale. I dati del Rapporto lo dimostrano con forza.

    Come?

    Dal confronto tra le banche appartenenti alle reti internazionali Febea e Gabv, che rappresentano il sistema della finanza etica, e le grandi banche europee vigilate dalla Banca centrale europea, attraverso vari modelli di valutazione. Il primo di questi confronti ha riguardato gli impatti socio-ambientali diretti e indiretti che i due gruppi di banche sono in grado di generare.

    Cosa è emerso?

    Se si considerano gli impatti diretti generati dall’operatività interna della banca – come le filiali e il personale – i risultati non mostrano differenze significative tra i due gruppi di operatori. Guardando, invece, agli impatti Esg indiretti prodotti dall’attività di investimento e di finanziamento, il gruppo delle banche etiche europee mostra una capacità di produrre impatti positivi sull’ambiente e sulle comunità decisamente più alti rispetto alle altre banche.

    In che termini?

    Il 98,36% del credito erogato dalle banche etiche è destinato ad attività con finalità ambientali o sociali, contro il 18,5% delle principali banche europee analizzate.

    Cosa dice, invece, il Rapporto in merito alla capitalizzazione?

    Le banche etiche riescono a mantenere nel tempo una solidità patrimoniale superiore rispetto alla media delle grandi banche europee. Lo dimostra il Tier 1 ratio (è un parametro che indica la capacità di una banca di assorbire perdite inattese senza mettere a rischio i risparmi dei correntisti o la propria solvibilità, ndr) che, nel 2024, si attesta al 18,65% per le banche etiche, contro il 17,33% delle banche significative.

    Federica Ielasi, vicepresidente di Banca Etica, docente all’università degli Studi di Firenze

    Per le banche etiche emerge inoltre una maggiore incidenza dell’attività creditizia – cioè le erogazioni verso persone e imprese – sul totale degli attivi, pari al 67% contro il 61% delle banche di maggiori dimensioni, accompagnata anche da una migliore qualità del credito: i prestiti deteriorati rappresentano il 2,11% del totale, rispetto al 2,28% delle grandi banche.

    Il Rapporto approfondisce anche l’indicatore di efficienza cost-to-income ratio (rapporto tra costi operativi e reddito operativo).

    Abbiamo osservato un incremento di questo indicatore nelle banche etiche e un ampliamento del divario rispetto alle grandi banche europee. Nel 2024, il cost-to-income ratio delle banche etiche ha raggiunto il 67%, contro il 55% delle banche significative, con una differenza di 12,2 punti percentuali, rispetto ai 4,6 punti del 2023.

    Quali sono le ragioni di questa evoluzione?

    Come è noto, il forte rialzo dei tassi di interesse ha determinato, nella fase iniziale, un incremento dei ricavi bancari e della redditività dell’attività creditizia di tutti gli istituti. Ma mentre le grandi banche hanno destinato una parte consistente dei benefici alla remunerazione degli azionisti, attraverso dividendi e riacquisti di azioni proprie e a operazioni straordinarie di fusione e acquisizione, le banche etiche hanno seguito una strada diversa.

    Quale?

    In molti casi hanno utilizzato queste risorse per assumere personale, ampliare la propria presenza sul territorio, rafforzare i sistemi informatici e di gestione del rischio. Oppure per riconoscere condizioni economiche più favorevoli ai depositanti e ai mutuatari. Il contenimento del costo dei finanziamenti o una maggiore remunerazione dei depositi rappresentano, infatti, una diversa modalità di distribuzione del valore, a beneficio di clienti, che spesso sono anche soci delle stesse banche etiche. I maggiori costi sono insomma il frutto dell’adozione di un modello bancario meno orientato alla massimizzazione dei profitti per gli azionisti.

    Finanziare l’economia sociale non è più rischioso: lo si può affermare con forza al sistema finanziario?

    La questione centrale è che le organizzazioni dell’economia sociale, come è noto, spesso non dispongono di grandi patrimoni da offrire in garanzia, hanno modelli organizzativi particolari, reinvestono una parte importante delle risorse generate nella propria missione e si finanziano in modo diversificato con contributi pubblici, donazioni e altre forme di aiuti. Proprio per questo sono indispensabili modelli di analisi e professionalità bancarie con competenze dedicate per valutarle.

    Ad esempio?

    Anzitutto una conoscenza reciproca, fondata su un rapporto di fiducia e sulla condivisione degli obiettivi. Poi lo sviluppo di modelli di misurazione specifici in grado di riconoscere come l’impatto sociale possa rappresentare anche un indicatore di sostenibilità economica e contribuisca a una valutazione più completa del merito creditizio.

    Cosa ci dice in definitiva questo Rapporto?

    Che non esiste un conflitto tra orientamento etico delle banche e solidità, anzi, è vero il contrario. Le banche etiche, caratterizzate da una dimensione medio piccola e da un modello di governance spesso cooperativo, sono in grado di contribuire alla stabilità del sistema finanziario, il che evidenzia l’importanza della biodiversità del sistema bancario. È un messaggio importante alla luce delle operazioni di risiko bancario che stanno portando a una progressiva concentrazione del settore.

    È possibile che anche le banche etiche seguiranno la strada delle aggregazioni?

    Le banche di piccola media dimensione hanno bisogno di lavorare insieme e di unire le proprie forze all’interno di reti internazionali. Anche per rendere più robusta la propria voce verso il sistema finanziario e le istituzioni di regolamentazione e vigilanza. Ma non penso a operazioni di fusione o acquisizione, quanto piuttosto a un rafforzamento delle relazioni e delle alleanze internazionali.

    Ci sono settori o ambiti in cui il confine della finanza etica andrà messo in discussione?

    In un contesto come l’attuale caratterizzato da una forte volatilità e incertezza, il posizionamento delle banche etiche deve essere distintivo, deciso e coerente con i propri valori fondativi. Ma coerenza non significa staticità, anzi. La finanza etica è proiettata alla generazione del cambiamento ed è chiaro che il contesto attuale ci pone davanti a nuove sfide.

    Quale la più importante?

    Quella di trovare un ruolo chiave nel finanziamento della transizione e dell’innovazione. In questa nostra epoca non è più sufficiente finanziare imprese e organizzazioni già caratterizzate da buone performance dal punto di vista ambientale e sociale. È importante supportare le realtà che si avviano o hanno progetti importanti di qualificazione ambientale e transizione energetica, così come è importante finanziare nuovi spazi per l’economia sociale. La sfida è quella di applicare strumenti avanzati di misurazione dell’impatto in grado di guidare le scelte di finanziamento e investimento.

    Tra le numerose proposte indicate nel Report, ci può indicare una singola scelta che Bruxelles dovrebbe compiere nel 2027 per consentire al sistema finanziario di sostenere l’economia sociale?

    Una delle più rilevanti riguarda il sistema delle garanzie pubbliche, nazionali ed europee. Nel finanziamento dell’economia sociale rappresentano uno strumento fondamentale, perché consentono di mitigare il rischio di credito e ampliare, in modo prudente, la capacità di finanziamento delle banche verso questo settore.

    È un tema di volumi?

    Il limite non riguarda tanto la quantità di risorse finanziarie disponibili, quanto la configurazione tecnica delle garanzie, la loro stabilità nel tempo e l’adeguatezza degli strumenti rispetto alle caratteristiche specifiche delle oltre 4,3 milioni di organizzazioni che compongono il mosaico dell’economia sociale, dando lavoro a più di 11,5 milioni di persone e generando un fatturato superiore a 912 miliardi di euro.

    Quali sono le criticità degli strumenti di garanzia più utilizzati dal sistema bancario?

    La prima riguarda la scarsa prevedibilità nel tempo, legata alle scadenze dei programmi, alla disponibilità dei plafond e alle procedure di rinnovo. Un altro problema è il coordinamento ancora insufficiente tra gli strumenti europei e nazionali e tra le diverse forme di garanzia pubblica, mutualistica e privata. L’aspetto decisivo è però la necessità di adattare gli strumenti di garanzia alle caratteristiche dell’economia sociale, nella sua accezione più ampia, comprendendo cooperative, imprese sociali ed enti del Terzo settore.

    Come si può riuscire?

    È fondamentale coinvolgere direttamente le organizzazioni e le strutture di rappresentanza dell’economia sociale nella definizione degli interventi che le riguardano, progettando insieme (istituzioni politiche, intermediari finanziari etici e reti dell’economia sociale)strumenti realmente efficaci per garantire un utilizzo stabile e mirato delle risorse disponibili.

    Foto in apertura da Unsplash. La foto di Ielasi è dell’ufficio stampa di Banca Etica.

    L'articolo Un’altra finanza è già all’opera, ma ora vanno riformate le garanzie proviene da Vita.it.

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    MotoGP | Inside Ducati: il lato più umano di Marquez a Mandalika tra dubbi, battute e sollievo finale

    Ancora una volta, la Ducati ci ha regalato i migliori momenti del team dietro le quinte con un "Inside Ducati" in cui è ancora più evidente che Marc Marquez ha ottenuto nel GP d'Indonesia un risultato per il quale prima di salire in moto "avrebbe firmato".
    Il pilota della Ducati è arrivato sulla difensiva a Mandalika, consapevole dei suoi brutti precedenti su quel circuito, ma riconoscendo ...Continua a leggere

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    Russia: "Kiev non dà segni di voler cercare una tregua energetica con i suoi nuovi attacchi alle raffinerie"

     

    Il vicepremier russo Alexander Novak ha dichiarato mercoledì che il regime di Kiev non dà segni di voler cercare una tregua energetica, come dimostrano i suoi nuovi attacchi alle raffinerie. Intervenendo a margine della Settimana dell’Energia russa, Novak ha denunciato che le forze ucraine hanno attaccato due raffinerie di petrolio nelle province russe di Saratov e Ryazan. «Vediamo che la parte ucraina non mostra alcun progresso verso un cessate il fuoco energetico», ha affermato.

    Gli attacchi ucraini sono avvenuti dopo che Donald Trump aveva chiesto a Vladimir Zelensky di sospendere gli attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche russe. Trump ha attaccato Zelensky per gli attacchi alle raffinerie russe, sferrati ignorando i suoi avvertimenti. «Gli abbiamo detto: “Non attaccare le raffinerie, perché questo causa un problema mondiale”. E lui è andato e ha attaccato», ha criticato il presidente, che ha concluso con una proposta incisiva per gli ucraini: «Suggerisco che si trovino un nuovo leader in grado di raggiungere un accordo».

    Allo stesso tempo, domenica scorsa il presidente statunitense ha annunciato una «tregua energetica» tra Russia e Ucraina. Dal Cremlino hanno fatto sapere che «i contatti proseguono». «Vi terremo informati non appena avremo qualcosa da dire al riguardo», ha dichiarato Dmitri Peskov, portavoce della presidenza russa, rispondendo alla domanda se Mosca avesse accettato una tregua di questo tipo.

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    NASA Develops Batteries to Power Humanity’s Return to Moon

    5 min read

    Preparations for Next Moonwalk Simulations Underway (and Underwater)

    Yi Lin, SPEARS testing and research lead at NASA Langley, holds one of the small coin-cell batteries that had just undergone thermal vacuum testing.
    Yi Lin, SPEARS testing and research lead at NASA Langley, holds one of the small coin-cell batteries that had just undergone thermal vacuum testing.
    NASA/Ryan Hill

    If you’ve ever had your car start sluggishly, or not at all, on a particularly frigid winter morning, you know standard batteries do not like extreme cold. That’s why NASA researchers are working to develop a battery that could function in the brutal cold of the Moon’s South Pole, where nighttime temperatures plunge to minus 328 degrees Fahrenheit (minus 200 Celsius). 

    For future lunar operations, a battery will need to work immediately when warmed up and be able to power everything from an astronaut’s emergency kit to a rover capable of exploring the Moon’s darkest craters — all without posing a fire hazard. 

    A team of NASA researchers is working to make all that happen. The project is called Solid Power for Extreme Environment Adaptability and Resilience in Space (SPEARS), and it could provide NASA with an important tool to help power humanity’s sustained presence on the Moon through the Artemis campaign. 

    “Batteries have become an important part of our lives here on Earth, which enable our laptops, cell phones, power tools, and even our vehicles,” said Donald Dornbusch, principal investigator for SPEARS at NASA’s Glenn Research Center in Cleveland, where the project is led. “We will need them on the Moon, too, and these batteries will be required to operate reliably and safely in this harsh environment. That’s why we’re working on this technology.” 

    Yi Lin, left, SPEARS testing and research lead, and Ji Su, a polymer materials scientist and the task lead, during the removal of SPEARS batteries from thermal vacuum testing at NASA Langley.
    Yi Lin, left, SPEARS testing and research lead, and Ji Su, a polymer materials scientist and the task lead, during the removal of SPEARS batteries from thermal vacuum testing at NASA Langley.
    NASA/Ryan Hill

    Splashy problem, solid solution

    Traditional lithium-ion batteries like those in your cell phone and laptop have a critical weakness: they rely on liquid electrolytes. Cool a conventional battery to the Moon’s nighttime temperatures, and that liquid would freeze, potentially damaging the battery. Heat it up too much — say, to daytime lunar temperatures of 212 F (100 C) — and it won’t work until cooled. Expose the liquid to the vacuum of space, and it evaporates. 

    SPEARS batteries solve these problems by replacing the liquid electrolyte with a solid ceramic- or polymer-based material. This change could unlock several advantages. First and foremost, they could operate in the heat and extreme cold. 

    During recent thermal vacuum testing at NASA’s Langley Research Center in Hampton, Virginia, small prototype battery cells operated well up to 176 F (80 C), down to minus 76 F (minus 60 C), and with slightly reduced performance down to minus 112 F (minus 80 C). 

    “We proved for the first time that these cells can work down to minus 80 degrees Celsius,” said Yi Lin, SPEARS testing and research lead at NASA Langley.  

    Lin also said he’s confident they can improve performance and maybe even expand that range in coming years. 

    The batteries need to remain reliable through exposure to the Moon’s wild temperature swings between day and night. The thermal vacuum testing showed that after exposure to temperature extremes from 212 F (100 C) to minus 274 F (minus 170 C), SPEARS batteries don’t sustain damage.  

    Just like the chemistry in your earbuds is different from the chemistry in your phone, which is different from the chemistry in your car, all these chemistries can still function with a solid electrolyte. We can tune for energy, tune for power, tune for durability, depending on the application.

    Yi Lin

    Yi Lin

    SPEARS testing and research lead

    Not even solid-state batteries will function while they’re at a temperature as low as minus 274 F, but because solid electrolytes don’t freeze like a liquid, the batteries can survive the extreme low temperatures.  

    In order to get the batteries working again after exposure to such cold, small heaters come into play. SPEARS batteries wouldn’t need to be kept warm all the time, just warmed up to operational temperature. That could reduce the need for heavy thermal management systems in spacecraft and lunar habitats, allowing for lighter designs, lower costs, and longer mission durations. 

    Nike Lin, a support engineer/technician on the thermal vacuum team, holds up a battery.
    Nike Lin, a support engineer/technician on the thermal vacuum team, takes weight measurements of batteries following thermal vacuum testing.
    NASA/Ryan Hill

    Power for Moon, Earth

    The applications for these solid-state batteries are nearly limitless, from small tools like drills that must operate in shadowed lunar craters, to rovers and emergency power packs for astronauts. They also could provide power solutions for long-duration scientific instruments. 

    “We can tune the chemistry by using different electrode materials,” said Lin. “Just like the chemistry in your earbuds is different from the chemistry in your phone, which is different from the chemistry in your car, all these chemistries can still function with a solid electrolyte. We can tune for energy, tune for power, tune for durability, depending on the application.” 

    While SPEARS is designed for space, the technology could be spun off into Earth-based applications. In fact, SPEARS evolved out of a previous battery project Lin and Dornbusch worked on that focused on aeronautic applications. 

    From left to right: Donald Dornbusch (NASA Glenn), Godfrey Sauti, Sang-Hyon Chu, Yi Lin (NASA Langley), and Malachi Mooney-Rivkin (NASA Ames), during a round of TVAC testing at NASA Langley.
    From left to right: Donald Dornbusch (NASA Glenn), Godfrey Sauti, Sang-Hyon Chu, Yi Lin (NASA Langley), and Malachi Mooney-Rivkin (NASA Ames), during a round of TVAC testing at NASA Langley.
    NASA

    “The potential market for solid-state batteries is very broad,” said Ji Su, a polymer materials scientist and the task lead at NASA Langley. “Automobiles, cell phones, communication devices, drones — anything that needs a portable power supply.” 

    The SPEARS project began in 2026 with funding through the Advanced Research and Technology division within the agency’s Research and Technology Mission Directorate. The project is set to focus on technology development in its first stages before potentially shifting toward commercial collaboration. NASA’s Ames Research Center in California’s Silicon Valley is working to develop flight hardware such as test boards and electronics to help prepare the SPEARS batteries for spaceflight and test them in space environments. 

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    Lo scudo che fa tremare Tel Aviv: il vero obiettivo geopolitico del "Patto della Mecca"

     

    Il 5 ottobre, il Comitato strategico politico e di difesa del Patto della Mecca si è riunito d'emergenza a Riyadh, a poche settimane dalla seduta inaugurale. I tre governi firmatari hanno avviato l'attuazione dell'impegno di difesa collettiva siglato al Palazzo Safa della Mecca.

    Il ministro della Difesa saudita, il principe Khalid bin Salman, ha confermato su X l'attivazione della deterrenza congiunta per proteggere il regno. La dichiarazione del Ministero degli Esteri pakistano ribadisce la volontà di procedere con il rapido dispiegamento di forze e capacità militari concordate. Pur senza menzionare un avversario specifico, la misura risponde alle settimane di attacchi di rappresaglia condotti dalle forze armate yemenite allineate con Ansarallah (YAF) contro le infrastrutture strategiche saudite.

    Secondo quanto scritto dall'analista di The Cradle Malek al-Khoury, il Patto della Mecca è scaturito dall'accordo di mutua difesa tra Arabia Saudita e Pakistan del settembre 2025, sfociato nell'intesa trilaterale del 7 agosto 2026 tra Mohammed bin Salman, Recep Tayyip Erdogan e Shehbaz Sharif.

    L'attivazione e i paletti dei partner

    Il patto si è dotato di una segreteria guidata dal generale pakistano a riposo Nauman Mahmood. Tuttavia, come evidenziano le valutazioni dell'osservatore di The Cradle, sia Islamabad che Ankara mantengono paletti ben definiti:

    Pakistan: Il ministro della Difesa Khawaja Asif ha chiarito che le truppe di Islamabad e Ankara svolgeranno compiti di supporto e ricognizione, lasciando le operazioni d'attacco ai sauditi. L'esercito ha confermato la presenza di truppe nel regno, smentendo seccamente le ricostruzioni del New York Times su presunti raid aerei pakistani in Yemen.

    Turchia: L'articolo 92 della Costituzione turca richiede l'approvazione parlamentare per l'invio di forze all'estero. Il ministro degli Esteri Hakan Fidan ha escluso qualsiasi impiego di truppe contro lo Yemen.

    Riyadh ottiene così una copertura difensiva sulle proprie città e installazioni industriali senza costringere i partner a entrare direttamente nel conflitto.

    Le reazioni di Teheran e il nodo yemenita

    Nelle ricostruzioni firmate da Malek al-Khoury per The Cradle, la decisione di Riyadh rientra in una gestione della crisi regionale avviata con l'escalation tra USA, Israele e Iran a inizio anno. L'attivazione del patto serve a resistere a una guerra di logoramento senza aprire un fronte diretto con Teheran.

    L'Iran ha accolto la notizia con freddezza: la stampa vicina al regime (come Tasnim e Nour News) ha criticato l'intesa, ma la vera linea rossa di Teheran si concentrerebbe sulla partecipazione attiva ad azioni offensive contro le YAF, mentre tollererebbe un posizionamento meramente difensivo.

    Nel frattempo, la pressione da sud resta altissima. Gli attacchi condotti dalle YAF su impianti energetici e sugli aeroporti di Jazan, Najran e Riyadh (quest'ultimo colpito con vittime il 10 e 11 ottobre) mantengono la regione sotto forte tensione.

    Il quadro diplomatico: Tel Aviv, Abu Dhabi e la rotta siriana

    L'analisi dell'esperto di The Cradle mette in luce come il Patto della Mecca muova gli equilibri regionali isolando le ambizioni di Tel Aviv:

    Rapporti con Israele: Nonostante la cooperazione tecnica registrata a seguito dell'atterraggio di emergenza a Tabuk del volo flydubai FZ1073 dirottato, Riyadh ribadisce che la nascita di uno Stato palestinese indipendente entro i confini del 1967 resta una condizione non negoziabile.

    Disgelo con gli UAE: La visita a Riyadh del vicepresidente emiratino Mansour bin Zayed Al Nahyan testimonia il tentativo di coordinamento sullo Yemen, nonostante la diffidenza di Abu Dhabi verso un patto che compete con gli Accordi di Abramo.

    Corridoi commerciali attraverso la Siria: In parallelo, Riyadh investe in progetti infrastrutturali e di connettività in Siria (come la rete ferroviaria e il progetto Silk Link), costruendo rotte alternative attorno ai blocchi regionali.

    In conclusione, come rimarcato nella disamina pubblicata su The Cradle, il Patto della Mecca non costituisce una "NATO islamica" integrata, ma rappresenta un solido scudo di deterrenza con cui qualsiasi nuovo governo israeliano dovrà fare i conti dopo le elezioni del 27 ottobre.

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    Altro che solidarietà a Kiev: la grande truffa tedesca degli "aiuti" militari all'Ucraina

     

    di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico

     

    14 ottobre. Inni alla guerra e proclami di attacco. I media di regime italici pullulano di incitamenti ad armarsi e passare all'offensiva. Questa l'atmosfera che circola nelle redazioni romane, torinesi, milanesi che, fiutata l'aria delle cancellerie europee, ardiscono prendere le distanze dai padroni d'oltreoceano, specialmente dopo il cosiddetto “Diesel deal”. Non sia mai che, seppur sommessamente e senza delinearne tempi e termini, qualcuno osi parlare di accordi per mettere almeno un freno al conflitto in Ucraina. Nemmeno le più che evidenti e sonore smentite ai fantomatici “attacchi russi” in giro per l'Europa, “certificati” dalle più indicibili fonti europeiste, riescono a frenare il grido di guerra delle redazioni a libro-paga dell'industria militare. Dunque, se si ventila un accordo Trump-Putin sul diesel, dall'Europa ci si attende che reagisca prontamente, sbraita il signor Jacopo Iacoboni su La Stampa e lo deve fare «agendo su due leve: petroliere ombra russe, e terminal di Primorsk... I Paesi Ue o il Regno Unito da un anno hanno stretto controlli, e potrebbero farlo ancora di più: sequestrare le navi della flotta ombra sotto sanzioni, e per quelle non sanzionate trovare motivi specifici come assicurazione mancante, falsa bandiera, rischi ambientali»; in casi estremi, si potrebbero anche minare le rotte di quelle navi, o mandare U-Boat d'attacco, pare frenarsi controvoglia dall'aggiungere il signor Iacoboni. E la sua collega di redazione, la signora Anna Zafesova plaude ai «nuovi bersagli della guerra» del nazigolpista-capo Vladimir Zelenskij, che prende di mira «Agenzie statali, trasporti e servizi di pagamento bloccati». Più forte! Più in alto!

    Arriva poi il signor Giuseppe Sarcina che, sul Corriere della Sera, cade estasiato dalle labbra del “martire” par excellence del Cremlino, il sempreverde “esule” Mikhail Khodorkovskij, presente al cosiddetto “Forum sulla sicurezza” a Varsavia, secondo il quale, dopo il “deal” russo-americano, il pericolo è che si incrini il «fronte unito dei Paesi occidentali contro il Cremlino». E questo non sia mai. Anzi: bisogna aggravare ancora di più le sanzioni, perché «le misure prese finora non spingeranno Putin a fermarsi, perché non mettono fuori uso la macchina della sua guerra. Sono troppo deboli». E, in Europa, presto «si terranno le elezioni in Paesi importanti, come Spagna, Francia e Italia. Se anche uno solo dei grandi Stati europei dovesse decidere di interrompere il sostegno all’Ucraina, si aprirebbe una crisi politica molto grave in Europa». Dunque, si sottintende, Bruxelles, come sua abitudine, deve farsi garante che gli elettori facciano le scelte “giuste” e sostengano le cancellerie più solerti con gli aiuti militari a Kiev, tanto più che, assicura l'evangelico “proscritto”, Putin «vuole piegare la resistenza ucraina e fomentare discordia tra gli europei».

    Si respinga l'accordo voluto da quello sconsiderato di Trump con l'autocrate zarista e ci si prepari alla guerra, dunque, anche se, per ora, dietro la maschera del compromesso sul Donbass. Dmitrij Popov, su Moskovskij Komsomolets, osserva che, in qualche modo, l'accordo sul diesel ha messo in secondo piano la preparazione di una nuova proposta congiunta USA-UE alla Russia per la risoluzione del conflitto in Ucraina. Una proposta composta di quattro elementi: ricostruzione dell'Ucraina, che vede impegnate Banca Mondiale e BlackRock le quali, si sottintende, fiutano profitti ultra-miliardari; garanzie di sicurezza per entrambe le parti: USA e UE si impegnano a fornire assistenza militare a Kiev, sul modello dell'art. 5 della NATO, mentre Moskva tende ad accordi con l'Europa sulla propria sicurezza. C'è poi l'integrazione economica di Russia, Ucraina e Europa attraverso un accordo energetico, con la ripartizione dei profitti tra Ucraina e Russia e la revoca di alcune sanzioni alla Russia. Viene quindi la soluzione territoriale, con il cessate il fuoco lungo la linea del fronte; e poi l'azione diplomatica. In altre parole, dice Popov, vengono offerti bonus in cambio di compromessi territoriali, e nessuna delle due parti raggiungerà i propri obiettivi iniziali. Dunque? Ci risiamo: cessazione delle ostilità in Donbass, dopo di che si discuterà sul da farsi: un'altra “carota” prospettata dal Dipartimento di stato. Pare logico che l'accordo sul gasolio, a parte la “soluzione” dei problemi interni americani, abbia l'obiettivo di "ammorbidire" la posizione di Moskva. Se Reuters dice il vero, questo è proprio ciò che Whitkoff e Kushner avrebbero detto agli ucraini. Il risultato non cambia: guerra a oltranza alla “autocrazia russa”.

    Perché, tanto per ripeterci, l'obiettivo vero è quello dei profitti dell'industria di guerra; dunque, di che accordo di parla? Forse  di quelli tra imprese militari europee e statunitensi per spartirsi rispettive quote d'affari?

    Al Forum sulla sicurezza di Varsavia citato sopra, il vicepresidente dell'americana Northrop Grumman, Frank Morley, ha detto che creando proprie infrastrutture, gli europei non contribuiscono alla "torta comune" dell'industria della difesa della NATO, ma si contendono invece fette diverse. I bilanci della difesa crescono in Europa, ha detto Morley; «c'è un riconoscimento che si chiede da tempo: l'Europa deve sviluppare una propria base industriale della difesa, perché, ripeto, gli Stati Uniti sono coinvolti in molti di questi conflitti... Gli stessi Stati Uniti hanno molti problemi di capacità produttiva; abbiamo bisogno di più risorse. Dobbiamo lavorare tutti insieme per far crescere la torta complessiva, non litigare per le singole fette... il dilemma in Europa è quello di sviluppare la propria industria... Volete essere indipendenti. Volete un certo livello di sovranità e così via, ma allo stesso tempo non potete ignorare l'industria, la tecnologia e il potenziale americani. Dobbiamo assicurarci di lavorare insieme per garantire l'interoperabilità, in modo che i prodotti che introduciamo, funzionino in sinergia».

    Al che, l'ex ministro della guerra polacco, Pawel Zalewski ha replicato che nonostante gli ingenti investimenti finanziari polacchi in armamenti americani, gli USA sono lenti nella consegna di tecnologie militari cruciali: «Abbiamo letteralmente inondato le nostre forze armate di sistemi americani. Abbiamo speso 65 miliardi di dollari. Ora ci troviamo ad affrontare carenze e ritardi nella consegna dei prodotti ordinati. Questo è un nostro problema... E quando i nostri amici americani ci chiedono di acquistare prodotti americani, rispondo: "Consegnate con puntualità"... c'è una soluzione: l'integrazione. E sebbene osserviamo una straordinaria apertura da parte americana alla produzione congiunta e allo scambio di tecnologie... riscontriamo tuttavia problemi nel prendere una serie di decisioni cruciali».

    In ogni caso, che il conflitto in Ucraina vada avanti, costituisce un “dogma” per il profitti del capitale euro-atlantico. E i miliardi che il principale sponsor europeo dell'Ucraina, la Germania, investe nel finanziamento del regime nazigolpista, rappresentano un grossissimo affare proprio per quello sponsor. Dunque, il ministro delle finanze ucraino Serghej Marcenko ha ammesso che Kiev ha grossi problemi nel reperimento dei 27 miliardi di dollari aggiuntivi necessari per la difesa. E la situazione, osserva Mikhail Pavliv su Ukraina.ru, è resa ancor più complicata dal rapido accrescersi del conflitto di Zelenskij con Trump, il quale non nasconde il fatto che gli interessi americani e i suoi accordi con Mosca non coincidano coi desideri di Kiev; gli “alleati” europei sono così costretti non solo a cercare ulteriori finanziamenti, ma anche a compensare le conseguenze politiche del deterioramento delle relazioni tra Zelenskyj e Washington. In questo quadro, lo scorso 4 ottobre è arrivato a Kiev Friedrich Merz, volendo dimostrare che Berlino è pronta a sostituire Washington nel sostegno alla junta. Quale sostegno? Merz è ripartito da Kiev con un pacchetto di 14-15 accordi con aziende tedesche della difesa - Diehl Defence, Hensoldt, Quantum Systems, Helsing e ARX Robotics - il cui valore è stimato tra i 6,6 e gli 8,5 miliardi di euro.

    Pare dunque lecito chiedersi chi stia davvero sostenendo chi. Lo scorso 8 ottobre, ricorda Pavliv, l'Istituto di Economia Mondiale di Kiel ha pubblicato uno studio sulla sbandierata “generosità” tedesca verso l'Ucraina, da cui risulta che dei quasi 100 miliardi di euro che il governo tedesco dichiara come aiuti a Kiev, solo 41,7 miliardi possono essere attribuiti direttamente al sostegno all'Ucraina, mentre il resto è già stato speso in Germania o esiste come impegno futuro. Inoltre, dei 43,3 miliardi di euro di aiuti civili dichiarati, 35,9 rappresentano in realtà spese interne tedesche, tra cui 27,45 miliardi in sussidi sociali ai rifugiati ucraini, altri 7,15 miliardi in spese da parte di Länder e comuni e 1,3 miliardi in garanzie per le imprese tedesche. Solo 7,4 miliardi rappresenterebbero reale sostegno all'Ucraina, di cui 1 miliardo è dato da un contributo tramite FMI, e altri 100 milioni sono costituiti da alleggerimento del debito piuttosto che da un trasferimento di denaro.

    Ancor più curiosa la situazione relativa alla componente militare: dei 57,6 miliardi di euro annunciati, 22 miliardi sono impegni futuri, 11,6 miliardi sono stanziamenti per il 2026 e solo 22,7 miliardi si riferiscono agli aiuti militari per il periodo 2022-2025. Ma nemmeno quest'ultima cifra significa che l'Ucraina abbia ricevuto armi per 22,7 miliardi di euro, poiché vi sono incluse varie forme di supporto militare, approvvigionamento, manutenzione, costo stimato delle attrezzature trasferite, addestramento delle truppe ucraine. Vien fuori, a detta dei ricercatori di Kiel, che una parte significativa degli aiuti militari consiste in ordini per i produttori di armi tedeschi, il che significa che i fondi del bilancio tedesco si trasformano in entrate per le aziende tedesche, maggiore utilizzo della capacità produttiva, posti di lavoro e gettito fiscale all'interno della Germania stessa. Ed è logico supporre che, tenendo conto dei contratti militari, vengano convogliati nell'economia tedesca fondi significativamente maggiori rispetto alla stima dell'Istituto di 35,9 miliardi di euro e che il volume potenziale effettivo possa raggiungere i 75 miliardi di euro.

    Berlino non cerca più nemmeno di nascondere la componente affaristica della politica nei confronti dell'Ucraina. Già all'inizio di settembre, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul aveva espresso pubblicamente indignazione per il fatto che l'Ucraina stesse effettuando troppi pochi ordinativi di materiale bellico alle aziende tedesche e aveva chiesto a Zelenskij di porre rimedio alla situazione. In un'intervista poi citata da Der Spiegel, Wadephul ha dichiarato apertamente che la Germania è il principale sostenitore dell'Ucraina e che, di conseguenza, l'industria della difesa tedesca dovrebbe trarne vantaggio. Il giorno successivo, il governo tedesco ha confermato che Merz aveva personalmente avanzato richieste simili a Zelenskij in numerose occasioni, mentre il ministero degli esteri tedesco ha collegato direttamente l'aumento degli ordini per l'industria della difesa tedesca all'utilizzo di un prestito europeo di 90 miliardi di euro. Letteralmente negli stessi giorni, durante una riunione ordinaria del Gruppo di contatto di Ramstein, il ministro della guerra Boris Pistorius ha annunciato l'acquisto da parte dell'Ucraina di diverse migliaia di missili IRIS-T, prodotti dalla tedesca Diehl Defence e del costo di 400.000 euro, che saranno finanziati con tale prestito europeo.

    In breve, conclude lo stesso Pavliv, le cancellerie europee, per la maggior parte, sono consapevoli del proprio orientamento russofobo e il loro obiettivo evidente è quello di prolungare la guerra dell'Ucraina contro la Russia. Ma «un altro obiettivo è salvare le loro economie, che stanno perdendo competitività sui mercati globali, attraverso la "lotta per l'Ucraina". E se ciò che resta dell'Ucraina verrà bruciato lungo il cammino, beh, che così sia... Sono solo affari, niente di personale».

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    La presa di posizione dell'Egitto sulla guerra in Yemen e Bab el-Mandeb

     

    L'Egitto ha dichiarato che risponderà senza riserve a qualsiasi richiesta di supporto da parte dell'Arabia Saudita nella lotta contro i ribelli Houthi in Yemen, a seguito dei sanguinosi attacchi che hanno colpito le infrastrutture aeroportuali del regno.

    «Qualunque cosa chiedano i sauditi, ovviamente risponderemo [...] Forniremo ogni tipo di supporto senza riserve», ha affermato il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty durante un'intervista rilasciata a Bloomberg a margine della riunione annuale del Fondo Monetario Internazionale a Bangkok.

    Le dichiarazioni di Abdelatty arrivano all'indomani del raid che ha preso di mira l'aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh. 

    Escalation e nodo strategico di Bab el-Mandeb

    L'improvvisa impennata della violenza giunge a una settimana dal lancio di un'offensiva da parte delle forze guidate da Riyadh per riconquistare i territori sotto il controllo degli Houthi.

    Tra le aree chiave oggetto delle operazioni figura lo strategico stretto di Bab el-Mandeb, snodo marittimo fondamentale per il transito e l'approvvigionamento energetico mondiale.

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    "Fuggiti dall'Afghanistan, non osano avvicinarsi": il generale Reza Naqdi sulle nuove minacce USA

     

    Un alto comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha dichiarato che gli Stati Uniti non oserebbero mai lanciare un'invasione di terra contro l'Iran.

    «Se gli Stati Uniti lanciassero un'invasione di terra, farebbero così tanti prigionieri da essere costretti ad alzare bandiera bianca e arrendersi», ha affermato il generale di brigata Mohammad Reza Naqdi, consigliere senior del comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie.

    Il generale Naqdi ha sottolineato che Washington parla di un'operazione di terra unicamente nell'ambito della propaganda mediatica. Secondo il comandante, infatti, gli americani non prendono in considerazione questa possibilità nemmeno nelle riunioni più riservate, ben consapevoli delle drammatiche conseguenze che comporta.

    «Non credo che nemmeno negli incontri più segreti si sia mai parlato di un attacco di terra. Ne parlano nella propaganda, ma tra di loro non ne fanno accenno perché sanno bene cosa accadrebbe», ha ribadito.

    Le dichiarazioni del generale arrivano in risposta alle crescenti speculazioni su un possibile attacco terrestre americano, a distanza di mesi dal fallimento del raid aereo congiunto israelo-statunitense contro il Paese persiano.

    Perché un'invasione terrestre dell'Iran sarebbe un disastro per gli USA

    Mentre le tensioni e il conflitto continuano a protrarsi senza che gli obiettivi strategici prefissati siano stati raggiunti, lo spettro di un'invasione di terra è diventato un tema centrale nella pianificazione operativa.

    Rievocando i passati fallimenti militari americani, Naqdi ha ricordato che Washington ha speso circa 3.000 miliardi di dollari in Afghanistan e 4.000 miliardi in Iraq, combattendo per 20 anni senza centrare gli obiettivi: «Gli USA sono stati costretti a fuggire dall'Afghanistan lasciando sul campo armi per 85 miliardi di dollari, mentre dall'Iraq sono stati espulsi in modo umiliante».

    "L'Iran è pronto a qualsiasi scenario"

    In un altro passaggio, il consigliere dell'IRGC ha ribadito che le Forze Armate della Repubblica Islamica dispongono di tutte le capacità necessarie per rispondere ad qualsiasi minaccia, dichiarandosi pronte a fronteggiare ogni scenario, dalla diplomazia alla difesa attiva.

    Infine, Naqdi ha evidenziato la ritirata delle forze navali americane: nonostante una presenza secolare nel Golfo Persico, la Marina statunitense mantiene da mesi le sue navi a distanza. Secondo il generale, le navi da guerra americane non oserebbero avvicinarsi a meno di 1.000 chilometri dai confini iraniani per timore delle reazioni della difesa locale.

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    Emergenza rete elettrica negli USA: rischio blackout in 13 Stati e a Washington

    Il segretario all'Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha emanato lunedì un ordine di emergenza per garantire la stabilità della rete elettrica in 13 Stati e nel Distretto di Columbia. Il provvedimento è entrato in vigore martedì e resterà valido fino al 16 ottobre. La misura è stata adottata su richiesta di PJM Interconnection, la società regionale che coordina la rete elettrica all'ingrosso in un'ampia area degli Stati Uniti.

    Alla base della richiesta figurano un improvviso aumento della domanda di elettricità e possibili carenze nella capacità di generazione o nelle infrastrutture di trasmissione. Gli Stati interessati sono Delaware, Illinois, Indiana, Kentucky, Maryland, Michigan, New Jersey, Carolina del Nord, Ohio, Pennsylvania, Tennessee, Virginia e Virginia Occidentale. Secondo Wright, l'ordine consentirà di mettere a disposizione capacità aggiuntiva di produzione elettrica, comprese fonti di riserva, per far fronte alle condizioni di particolare pressione previste sulla rete.

    L'obiettivo dichiarato è garantire a milioni di famiglie e imprese della regione medio-atlantica un approvvigionamento elettrico accessibile, affidabile e sicuro. Il ricorso a poteri di emergenza evidenzia le difficoltà che possono emergere quando la domanda cresce rapidamente e la capacità del sistema rischia di non essere sufficiente.

    La misura punta a prevenire criticità nell'approvvigionamento, assicurando margini aggiuntivi di produzione in una fase considerata delicata per la rete elettrica statunitense.


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    A guide to the Nature Index

    Nature, Published online: 14 October 2026; doi:10.1038/d41586-026-03206-9

    A description of the terminology and methodology used in this supplement, and a guide to the functionality that is available free online at natureindex.com.
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    La notte della Roadster con i razzi: Tesla, stavolta ci siamo?

    Doveva essere presentata il primo ottobre, poi le condizioni meteo avverse hanno costretto a un rinvio: l'appuntamento con la nuova&nbsp;Tesla Roadster è stato spostato al 15 ottobre. Cioè domani. A ricordarcelo è la stessa Casa americana, che sui social ha confermato anche l'orario: 7:55 PM, ora del Texas, che da noi corrispondono alle 2:55 della notte del 16 ottobre.Per chi segue la Casa americana - e le vicende di&nbsp;Elon Musk - si tratta di un appuntamento da non perdere, di quelli per cui può valer la pena restare alzati (o puntare la sveglia molto presto).E così, nell'attesa della &quot;notte della Roadster&quot;, ecco tutto quello che sappiamo sulla nuova elettrica&nbsp;e cosa possiamo aspettarci. Perché la Roadster è così importante La seconda generazione della Roadster è forse la sportiva elettrica più attesa degli ultimi anni. Per l'hype che circonda ogni mossa del costruttore texano, ancor più se si tratta di un nuovo modello. E poi perché è un'auto che sembrava destinata a non vedere più la luce: il primo annuncio risale al 2017, seguito da rinvii, promesse non mantenute, annunci roboanti... insomma, il solito copione a cui ci ha abituato Musk in questi anni. Potrebbe anche essere&nbsp;l'ultima Tesla a guida manuale&nbsp;del costruttore americano, pronto a dedicarsi a guida autonoma, robotaxi, intelligenza artificiale e robot umanoidi. Come potrebbe essere Nelle scorse settimane sono stati pubblicati diversi teaser che anticipano la Tesla Roadster, tra cui quello della&nbsp;firma luminosa anteriore e quello con il&nbsp;messaggio nascosto che cita il film Ritorno al futuro. Ma come sarà davvero la Roadster? Scordatevi le immagini della concept presentata nel 2017: erano gli anni della Model 3 e di un design fatto di linee morbide e sinuose. L'arrivo del Cybertruck&nbsp;ha stravolto il linguaggio stilistico di Tesla, sposando geometrie nette e&nbsp;spigoli vivi. Il Cybercab a guida autonoma e l'ultimo restyling della Model Y hanno smussato un po' gli angoli (letteralmente), con un compromesso stilistico che potremmo ritrovare anche sulla Roadster. Fino a 700 kg di deportanza Questo, almeno, sembrano confermare anche gli ultimi bozzetti pubblicati dall'ufficio brevetti americano, relativi all'ala posteriore mobile della Roadster: linee filanti, parafanghi scolpiti, minigonne e diffusore di dimensioni importanti. E l'alettone, appunto, che tramite una serie di meccanismi può allargarsi e inclinarsi, estendendosi oltre il paraurti posteriore, così da garantire fino a 700 kg di deportanza, oppure lavorare come ala mobile (DRS). Quattro ventilatori per l'aerodinamica Qualche giorno fa è emerso un altro brevetto firmato Tesla, che prevede l'adozione di quattro ventilatori per la parte posteriore dei suoi veicoli, nascosti dal diffusore: il loro scopo non è estrarre aria calda o raffreddare il powertrain, ma aspirare l'aria dalla zona delle ruote posteriori per aumentare l'aderenza. Un principio già visto sulle hypercar di Gordon Murray, e che offre il vantaggio di generare carico aerodinamico indipendentemente dalla velocità. Quanto sarà veloce? Quali saranno le prestazioni della nuova Roadster? &nbsp;ancora presto per dirlo. Le uniche informazioni ufficiali sono quelle relative al modello del 2017, che promettevano uno 0-60 mph (96 km/h) in 1,9 secondi, il quarto di miglio coperto in 8,8 secondi e una velocità massima che superava i 400 km/h. Numeri che, nove anni fa, lasciavano a bocca aperta. Oggi non è più così, e potenze da migliaia di CV per le sportive elettriche sono all'ordine del giorno: senza scomodare i 2.107 CV della&nbsp;Rimac Nevera R o gli oltre tremila della Yangwang U9 preparata da pista, basti pensare alla Denza Z (appena arrivata anche in Italia) da 1.604 CV, alla&nbsp;AMG GT Coupé 4, o alla&nbsp;Xiaomi SU7 Ultra.Nel 2017 Elon Musk era convinto che la Roadster avrebbe montato una batteria da 200 kWh, per un'autonomia nell'ordine del migliaio di chilometri. Oggi possiamo tranquillamente affermare che si tratta di cifre esagerate, e per nulla vicine alla realtà: le elettriche più grosse, e parliamo di SUV di oltre cinque metri, montano accumulatori che superano di poco i 100 kWh, figurarsi una sportiva. Avrà davvero i fantomatici razzi? Tra gli annunci più clamorosi di Musk riguardo alla Roadster c'è quello di un pacchetto optional per dotare l'elettrica di una serie di razzi a gas freddo (quelli che si vedono nei teaser di questi giorni) sviluppati da SpaceX, l'agenzia spaziale del tycoon americano, da montare al posto dei sedili posteriori. Secondo il numero uno di Tesla, questo &quot;accessorio&quot; consentirebbe alla Roadster di schizzare da ferma a 100 km/h in 1,1 secondi. E, secondo qualcuno, anche di &quot;volare&quot;. Perché serve uno spazio apertoIl che spiegherebbe la scelta della location per la presentazione della Roadster, nei pressi di uno dei centri di test dell'agenzia aerospaziale di Musk. E perché l'evento è stato posticipato per il maltempo. Tesla ha infatti chiesto la chiusura dello spazio aereo circostante, ribadendo che tutto dovrà svolgersi all'aperto, senza però spiegarne le ragioni. Forse per mostrare l'auto in versione scoperta, oppure per fare prove di accelerazione che richiedono spazi più ampi di quelli di un capannone.C'è però chi ipotizza che la Roadster che vedremo domani possa essere un prototipo sperimentale, non destinato alla produzione: una showcar pilotata da remoto e capace di alzarsi in volo. Un modello che potrebbe persino essere costruito in tiratura limitatissima e venduto - a cifre top secret - ai più sfegatati fan della Casa. Prezzi e tempi di arrivo La nuova Roadster seguirà il medesimo processo di prenotazione del modello del 2017, che sarebbe dovuto costare 200 mila dollari (250 mila per la Founders Series): versamento di una cauzione di 50.000 dollari, 5.000 con carta di credito e 45.000 successivamente con bonifico. Elon Musk è stato sul vago, parlando di un avvio della produzione &quot;nel 2027 o nel 2028&quot; alla Gigafactory di Austin, ma scopriremo solo domani la sua data di arrivo sul mercato. Magari anche in Europa.
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    Motor Valley Fest, dal 6 al 9 maggio Modena torna capitale dei motori

    Dopo il successo dell'edizione del 2026, con 70 mila presenze, Modena si prepara a ospitare nuovamente il Motor Valley Fest, che si terrà l'anno prossimo dal 6 al 9 maggio. L'evento si conferma così punto di riferimento per appassionati e professionisti del settore automotive: un'esperienza che coniuga approfondimento ed entertainment, offrendo l'opportunità di vivere da vicino le eccellenze della Terra dei Motori. Motor Valley Fest 2027 tra convegni, expo ed eventi La manifestazione affianca i convegni all'expo e alla componente dinamica e adrenalinica: dall'Opening Conference alle tavole rotonde, fino ai Talent Talk dedicati alle nuove generazioni. Una kermesse a tutto tondo in un territorio riconosciuto a livello internazionale per la sua straordinaria tradizione motoristica.
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    La rivale di Uber arriva in Italia: Lyft parte da Roma

    Arriva in Italia una delle dirette concorrenti di Uber. Si tratta di Lyft, che ha annunciato l'imminente disponibilità della sua applicazione nel nostro Paese. La prima città a essere coperta sarà Roma, da domani 15 ottobre, mentre dal 22 ottobre gli utenti, a partire da quelli già registrati in Nord America, potranno accedere all'app anche in diversi altri centri abitati, prenotando corse in taxi tramite la rete dei tassisti partner di Freenow. Una nuova piattaforma tecnologica Il nuovo sviluppo combina l'infrastruttura tecnologica di Lyft negli Stati Uniti con la presenza locale di Freenow in Italia. Il collegamento tra i due mercati è stato reso possibile, per la prima volta in Europa, da una nuova infrastruttura tecnologica (framework backend), che consente ai due ecosistemi di connettersi e getta le basi per l'espansione in ulteriori mercati.L'arrivo in Italia dell'app Lyft segna un ulteriore passo nella crescita globale dell'azienda americana e dà seguito all'acquisizione di Freenow nell'aprile 2025. Oggi, Freenow by Lyft è presente in oltre 200 città in Europa, avendo ampliato la propria rete di circa un terzo da quando è entrata a far parte dell'ecosistema Lyft. Solo nell'ultimo anno, la sua presenza si è estesa a oltre 20 nuove destinazioni, tra cui isole greche e spagnole, oltre a Belfast, in Irlanda del Nord. In Italia, sono oltre 11.500 i tassisti partner di Freenow.
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    L’Italia lascia la rete europea dei Garanti per l’infanzia: il dissenso e la responsabilità istituzionale

    L’8 ottobre l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha comunicato che non farà più parte della rete europea dei garanti per l’infanzia, Enoc (European network of ombudspersons for children). Marina Terragni, titolare dell’autorità italiana, ha motivato così la sua decisione: «Con grande rammarico ho appreso che non sarebbe stata registrata e pubblicata la mia dissenting opinion riguardo al documento annuale approvato a maggioranza da Enoc sul tema dei diritti dei bambini e ragazzi Lgbtqia+, benché – a quanto risulta – nessuna norma statutaria del network lo vieti espressamente».

    Il testo è stato presentato il 2 ottobre a Barcellona all’assemblea generale dell’Enoc e quindi approvato dalla rete dei Garanti europei: si legge qui. Terragni ha dato voto contrario. Ma a fare problema non sarebbe tanto il contenuto dello statement, quanto il rifiuto di pubblicare in aggiunta al documento una breve postilla, dove lei spiegasse le ragioni del suo dissenso. 

    Effetti che vanno ben oltre la durata del mandato

    La scelta di lasciare l’Enoc ha ovviamente sollevato diverse critiche, prime fra tutte Defence for Children e Arcigay. Una presa di posizione netta è arrivata dall’Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia – Aimmf, che non è entrata nel merito del tema Lgbtqia+ ma ha detto che è «grave e non condivisibile la scelta della Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza di ritirare l’Italia da Enoc». Ovviamente il diritto di esprimere il dissenso «è essenziale in ogni contesto democratico», ma la Garante «dispone di molteplici modalità per rendere pubbliche le proprie ragioni, senza per questo allontanarsi da un luogo di dialogo e di elaborazione comune sui diritti dei bambini e degli adolescenti», ha scritto il presidente Claudio Cottatellucci.

    La questione invece è soprattutto «di responsabilità istituzionale. Chi ricopre temporaneamente un incarico di garanzia deve considerare che le proprie decisioni possono produrre effetti ben oltre la durata del mandato, compromettendo relazioni e percorsi di cooperazione costruiti nel tempo. Scelte di questa portata richiedono un’attenta ponderazione delle conseguenze e un adeguato confronto istituzionale. La tutela dei minorenni esige continuità, dialogo e cooperazione internazionale, anche in presenza di divergenze».

    Chi ricopre temporaneamente un incarico di garanzia deve considerare che le proprie decisioni possono produrre effetti ben oltre la durata del mandato, compromettendo relazioni e percorsi di cooperazione costruiti nel tempo. La tutela dei minorenni esige continuità, dialogo e cooperazione internazionale, anche in presenza di divergenze

    Claudio Cottatellucci, presidente Aimmf

    Il Garante pugliese, Ludovico Abbaticchio, ha annunciato di aver chiesto, insieme ad altri garanti regionali, la sospensione del recesso dall’Enoc e la convocazione urgente della Conferenza nazionale dei Garanti regionali stessi. «La decisione di uscire dalla rete europea riveste una portata che va ben oltre il singolo documento: incide sul posizionamento dell’Italia nel sistema europeo di tutela dei minori su dossier strategici quali salute mentale, povertà educativa, tutela nell’ambiente digitale, intelligenza artificiale, minori migranti. Un’uscita determinerebbe un oggettivo isolamento, che ritengo problematico e non condivisibile», ha scritto in una nota.

    Oggi il Gruppo Crc – Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza – un network composto da oltre 100 associazioni che da 25 anni monitora l’attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – esprime «preoccupazione e forte dissenso relativamente alla decisione dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza di uscire dall’Enoc» e «invita pertanto l’Autorità Garante a rivedere la propria decisione e restare nella rete Enoc» (la nota porta in postilla la posizione di AiBi, che «non aderisce non volendo esprimere giudizi nel merito del caso specifico, ma condivide l’importanza della partecipazione di Agia all’Enoc»).

    «Abbandonare un coordinamento transnazionale di questo tipo è una scelta grave, che rischia di isolare l’Autorità garante italiana dal confronto europeo e rappresenta un arretramento rispetto al percorso di rafforzamento della cultura dei diritti che il Gruppo Crc ha contribuito a promuovere in questi anni». La scelta di lasciare l’Enoc, motivata dalla mancata pubblicazione di una dissenting opinion sullo statement annuale della rete, approvato a maggioranza e dedicato quest’anno ai diritti dei bambini e dei ragazzi Lgbtqia+ «appare sproporzionata, considerando che il dissenso può essere espresso, anche pubblicamente, attraverso altri strumenti, mantenendo aperto il confronto all’interno della rete».

    La scelta di lasciare l’Enoc appare sproporzionata, considerando che il dissenso può essere espresso, anche pubblicamente, attraverso altri strumenti, mantenendo aperto il confronto all’interno della rete

    Gruppo Crc

    Le ragioni dell’uscita

    Sul sito dell’Agia, Marina Terragni ha replicato alle richieste di chiarimento sottolineando che Enoc non è un’istituzione pubblica, ma una libera associazione e che la «non-partecipazione a Enoc non pregiudica in alcun modo i rapporti tra le Autorità Garanti nazionali e le istituzioni europee». L’adesione alla rete è riservata alle istituzioni dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa e attualmente la rete comprende 44 istituzioni di 34 Paesi del Consiglio d’Europa, 22 dell’Unione europea: svariati Paesi europei, fra cui Germania, Austria, Repubblica Ceca, Portogallo, non ne fanno parte. L’Italia vi aderiva dal settembre 2012.

    La non-partecipazione a Enoc non pregiudica in alcun modo i rapporti tra le Autorità Garanti nazionali e le istituzioni europee

    Marina Terragni, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza

    La lunga nota spiega le ragioni specifiche di contrarietà allo statement di Enoc: si leggono qui. Fra le criticità che la Garante ravvisa nel documento c’è il fatto che «per i bambini intersex Enoc chiede esplicitamente e giustamente di vietare e sanzionare gli interventi medici o chirurgici non urgenti e differibili fino al momento in cui il minore non sia in grado di esprimere un consenso libero e informato. Non viene espresso invece un analogo principio precauzionale riguardo ai minori “transgender” o gender questioning, per i quali si insiste sull’accesso tempestivo ai percorsi sanitari regolamentati – senza specificare quali – con disponibilità di servizi dedicati», oppure il fatto che sulla scuola «lo statement richiede che si riconosca il nome di elezione del minore con ideazione transgender e adotti i pronomi da lui indicati, senza peraltro specificare a quale livello di scolarità (il recente documento della Società Italiana di Pediatria, Oltre lo sguardo. Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità per un ambulatorio pediatrico accogliente, ipotizza la possibilità di attivare una carriera alias già dalla prima classe della scuola primaria). Si tratta dunque, anche nel caso dello statement Enoc, del primo passo in direzione della cosiddetta “carriera alias” scolastica, punto di avvio della transizione sociale». 

    Le richieste dei ragazzi e delle ragazze

    Va anche detto che il documento presentato il 2 ottobre a Barcellona all’assemblea generale dell’Enoc non è nato dal nulla: alla sua stesura anzi hanno partecipato anche i ragazzi della Consulta nazionale delle ragazze e dei ragazzi della nostra Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, che nello scorso luglio erano volati a Dublino. La Consulta nazionale è costituita da 40 adolescenti tra i 13 e 17 anni e nei mesi scorsi ha affrontato l’argomento dei diritti dei minorenni Lgbtqia+, ha scritto un testo con cinque raccomandazioni, lo ha approvato all’unanimità e lo ha portato a Dublino. Le raccomandazioni dei ragazzi e delle ragazze italiani si leggono qui e il Gruppo Crc «ritiene fondamentale che le raccomandazioni elaborate dalle ragazze e dai ragazzi trovino pieno ascolto, in coerenza con l’articolo 12 della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza».

    Educazione, scuola, famiglia nella tua mail ogni settimana

    Le abbonate e gli abbonati di VITA che sono iscritti alla newsletter “Dire, fare, baciare” hanno già letto ieri, nella loro mail, buona parte di questo articolo. Nella puntata n. 143 della newsletter ho parlato anche di come l’aumento di posti disponibili nei nidi, raggiunto grazie al combinato disposto degli investimenti del Pnrr e del calo demografico, pastisca l’effetto San Matteo: i figli di famiglie benestanti ne hanno beneficiato assai più dei figli di famiglie in condizioni socioeconomiche basse. Il gap tra le due fasce è passato da 7,5 punti percentuali del 2005/06 a 24 punti di differenza nel 2025. E della sentenza della Cedu sul caso di Miele, un’altra vicenda che aveva emotivamente diviso il Paese: la Corte europea dei diritti dell’uomo – Cedu, con una decisione passata sostanzialmente sotto silenzio (il testo integrale è qui), conferma la violazione dell’articolo 8 della Convenzione e riconosce le responsabilità delle autorità italiane che non hanno fatto quanto necessario per rendere effettivo il percorso di riavvicinamento del bambino alla madre, lasciando che continuasse a vivere con la famiglia affidataria.

    Se hai già un abbonamento e vuoi ricevere “Dire, fare, baciare” ogni martedì nella tua casella di posta elettronica, clicca qui.

    In apertura, foto di ROBIN WORRALL su Unsplash

    L'articolo L’Italia lascia la rete europea dei Garanti per l’infanzia: il dissenso e la responsabilità istituzionale proviene da Vita.it.

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    New motherboards, old RAM, plenty of life left in yesterday's PCs

    Gigabyte recently announced new motherboards that use DDR4 RAM, a standard that launched in 2014, and other vendors support even older standards in brand-new kit. Earlier this year, AMD released a Ryzen 7 5800X3D anniversary edition to mark ten years of AM4. For AM4 processors, Gigabyte offers the new B450M H ARGB, with two DDR4 slots, and the B550 X-Eagle with four slots. Those who prefer Intel chippery can now buy a B760M Aorus Elite. This is notable because of the age of the DDR4 spec. In case you lose track of these things, The Register first described the new DDR4 spec back in 2012, and a few months later urged the keen to wait a year or two. DDR5 supports higher transfer rates, and The Reg predicted its arrival in 2017. The DDR5 standard was agreed in 2020, with mainstream PC adoption following in 2021. Over in the People's Republic of China, several vendors will sell you new DDR3 motherboards for 15-year-old server CPUs, such as Huananzhi's X79-4D or X79 Supreme, or the Machinist X79 V2.82H. These use Intel's LGA-2011 socket – named for the number of pins, but coincidentally launched in 2011. This Chinese SMZDM community discussion is about whether the circa 15-year-old Xeon E5 is still worth buying – a CPU The Reg covered in 2012. This is partly due to the current price rises and component shortages induced by large-scale, cloud-based LLMs – but also "training" those "open-weight" models that run on your own kit. Those too are constructed in giant datacenters stuffed full of GPUs, ingesting all the human-written material they can get their hands on, rarely asking for consent. And not just stuff put online either. Once you wipe the sluggish, bloated commercial OS from your computer's storage, you discover two things. First, you don't need the latest hardware any more. Secondly, the older the PC (or Mac), the better the chances that it will work fine with Linux – or indeed the other FOSS OSes out there. Current and recent hardware is the most problematic for FOSS developers because most manufacturers prioritize Windows testing, while restricted documentation and proprietary drivers can complicate open source support for new hardware. Together, these things mean that if you're happy without high-powered local LLMs, or three-digit frame rates, second-hand kit is more usable than ever. (For those who can't do without one or two Windows-only apps that won't run under Wine, we remind you that desktop VMware is free now… and for better desktop integration, we looked at WinApps and WinBoat earlier this year.) The Reg FOSS desk is based in the British Isles, close enough to order stuff inexpensively from the UK. We've been using online vendors of depreciated ex-corporate kit for decades: we've bought several machines from Morgan Computers, and occasionally from Tier1 Online and Bargain Hardware. Other vendors are available. There are also special-purpose price-comparison sites, such as LowCostMiniPCs.com, which searches other sales sites for bargains. When we were based in Czechia, we bought a few things from GigaComputer, and we know of others we didn't try, such as Refurbed.cz. Other such European sites include Computershop.eu. The usability of kit that can only officially run Windows 10 was the entire point of the End of 10 campaign. Microsoft cites security benefits for Windows 11's hardware requirements, but in this vulture's opinion, those benefits don't justify excluding an entire generation of otherwise capable hardware. Keeping older hardware in service is welcome. If digital sovereignty gives organizations another reason to consider open source alternatives, so much the better. ®

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    EU leaders to ‘urgently’ call for new trade weapons to tackle China shock

    Leaders of the EU’s 27 member states will instruct Brussels to “urgently” come up with new weapons to counter the imbalances they believe are caused by China’s economic policies, at a meeting in the Belgian capital on Thursday. The instruction – part of a draft statement being negotiated ahead of this week’s European Council summit – comes after the European Union and China reached a surprise deal in Beijing last week that will cap the number of Chinese hybrid cars imported to the bloc at...

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    EU leaders to ‘urgently’ call for new trade weapons to tackle China shock

    Leaders of the EU’s 27 member states will instruct Brussels to “urgently” come up with new weapons to counter the imbalances they believe are caused by China’s economic policies, at a meeting in the Belgian capital on Thursday. The instruction – part of a draft statement being negotiated ahead of this week’s European Council summit – comes after the European Union and China reached a surprise deal in Beijing last week that will cap the number of Chinese hybrid cars imported to the bloc at...

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    EU leaders to ‘urgently’ call for new trade weapons to tackle China shock

    Leaders of the EU’s 27 member states will instruct Brussels to “urgently” come up with new weapons to counter the imbalances they believe are caused by China’s economic policies, at a meeting in the Belgian capital on Thursday. The instruction – part of a draft statement being negotiated ahead of this week’s European Council summit – comes after the European Union and China reached a surprise deal in Beijing last week that will cap the number of Chinese hybrid cars imported to the bloc at...

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    MotoGP | I piloti guardano con sospetto al viaggio in Medio Oriente per disputare il GP del Qatar

    Passano le settimane e MotoGP Sports Entertainment Group (MGPSEG), la società promotrice del campionato del mondo, mantiene nel calendario di questa stagione il Gran Premio del Qatar. Inizialmente, l'emblematica gara notturna che si disputa a Lusail era programmata per il weekend dal 10 al 12 aprile, il quarto evento dopo l'avvio in Thailandia ed il passaggio in Brasile e Stati ...Continua a leggere

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    U.K. Sanctions Cryptomus for RU Money Laundering

    The United Kingdom has issued economic sanctions against Cryptomus, a chameleonic cryptocurrency platform that experts say serves as a major conduit for payments related to ransomware, narcotics, darknet markets, fraud and cybercrime services that are helping Russia circumvent existing financial restrictions.

    Heleket’s support agent on Telegram claims, despite all evidence to the contrary, that it is not affiliated with Cryptomus. Image: Richard Sanders.

    On October 8, the U.K. issued sanctions (PDF) against Cryptomus — previously known as Certa Payments and Xeltox Enterprises — for processing payments that benefit the Russian government and its financial institutions. The sanctions freeze any Cryptomus assets at U.K. banks, and bar British companies from offering it any business, virtual or otherwise. Also targeted in these sanctions were the virtual payment platforms VexPay, TokenSpot, and the Tsunami Payments service.

    As explained in our December 2024 investigation, “How Cryptocurrency Turns to Cash in Russian Banks,” Cryptomus has been a key payment processor for dozens of Russian cryptocurrency exchanges and websites hawking cybercrime services. The company has changed its name several times since emerging in 2022, most recently to “Heleket” last year after Canada levied a record CAD $176 million fine against the platform for anti-money laundering violations.

    The blockchain data-crunching firm Chainalysis said the U.K. sanctions target the broader infrastructure supporting Russia’s wartime economy.

    “Cryptomus and Heleket have emerged as major payment hubs for illicit activity,” Chainalysis wrote in an October 8 blog post. “Together, these services received more illicit funds across tracked categories than the mixers in our dataset and the number of illicit counterparties surged to more than 900 in a single month in late 2025.”

    The Cryptomus support bot on Telegram, responding on Oct. 8 to an inquiry by saying the platform was suddenly unable to process transactions.

    In April 2026, the blockchain analysis firm TRM Labs found Cryptomus had processed more than $7 billion in transactions since its inception in 2022, including transactions associated with child sexual abuse material vendors, terrorist financing networks, and human trafficking operations.

    TRM noted that Cryptomus’s transaction volume cratered after the platform instituted new “know your customer” or KYC rules, and that the cryptocurrency platform responded to the Canadian fines by launching Heleket as a parallel service that continued to offer no-KYC payment processing.

    Richard Sanders is a blockchain analyst and investigator who spent months mapping out Cryptomus’s payment infrastructure and transacting with its customers. Sanders said the U.K. sanctions on Cryptomus are important because Canada’s sanctions against the platform were ultimately unenforceable and uncollectible.

    “A fine doesn’t stop a cryptocurrency payment processor from processing payments,” Sanders wrote on LinkedIn. “Sanctions kill the operation. The distinction matters.”

    As our 2024 investigation noted, Cryptomus shared a Vancouver address with dozens of other foreign currency dealers and money transfer businesses — none of which appeared to be physically located there. Following the CAD $176 million fine for alleged money laundering violations, Cryptomus appealed the penalty, launched Heleket as a parallel service, and kept on processing large volumes of sketchy transactions, Sanders said.

    Sanders said the sanctions also are notable because they are the first known instance of a “Five Eyes” country (referring to the Australia, Canada, New Zealand, the U.K. and the U.S.) sanctioning a cryptocurrency operation incorporated in another Five Eyes jurisdiction.

    Where do entities like Cryptomus and Heleket derive their authority to offer international financial services? The answer appears to involve fake financial institutions overseen by a phony regulatory body positioned in a country that is not widely recognized as a sovereign nation.

    Our 2024 investigation found the sole shareholder of Cryptomus’s parent company Certa Payments was a 25-year-old Ukrainian woman who also headed several other firms, including the WS Management and Advisory Corporation, which bills itself as the regulatory body that exclusively oversees licenses for cryptocurrency, foreign exchange and online gaming businesses incorporated in the disputed region in northwest Africa known as the Western Sahara.

    That entity’s website — crasadr.com — says it assists applicants with bank setup and formation, online gaming licenses, and the creation and licensing of foreign exchange brokers. One of Certa Payments’ former sites — certa[.]website — also shared a server with 12 other domains, including rasd-state[.]ws, a website for the Central Reserve Authority of the Western Sahara.

    The website crasadr dot com, the official website of the Central Reserve Authority of Western Sahara, which lists the entities awarded licenses for cryptocurrencies, gaming and foreign exchange services.

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    Hong Kong extends smart fire alarm scheme to another 6,000 old buildings

    Hong Kong’s Fire Services Department has extended a scheme allowing property owners to install smart fire alarm systems rather than traditional safety equipment to another 6,000 old buildings, but conceded that no installations had been completed although the policy was rolled out over five months ago for 3,600 blocks. Lai Kin-mo, acting deputy chief fire officer for building improvement, said on Wednesday that while 300 buildings had expressed interest in installing the system, which can send...

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    Tiny11 puts Windows 11 on a diet without the PowerShell workout

    Tiny11 Builder, a tool for creating less-bloated Windows 11 installation images, now has a desktop app preview that makes the process less reliant on PowerShell know-how. As the author explains: "Tiny11 Builder aims to be the de facto standard for creating lightweight, safe and efficient Windows images." The tool creates an ISO image for Windows installation, stripping out bundled apps and selected system components. It accepts Windows 11 installation media from 22H2 onward, including 26H2, and the result is something a good deal more compact than Microsoft's original. The major visible change is a WinUI 3 desktop application that uses a new C# image builder rather than merely running the existing PowerShell scripts behind a graphical interface. Those scripts remain available, but the new interface is considerably more polished. There are three basic build modes: Tiny11, which removes bundled apps while retaining Windows Update, Defender, and recovery tools; Tiny11 Core, which disables updates and Defender and irreversibly removes components, including the recovery environment; and finally a custom option where users can decide which Windows elements to keep or drop from the ISO image. Tiny11 remains an impressive technical achievement, but it carries an important health warning: the ISOs it creates are definitely not supported by Microsoft, and if you opt for Tiny11 Core, the author recommends sticking to test VMs only. This is for enthusiasts who understand that a smaller installation can come with missing functionality, security trade-offs, and support complications. There is also no guarantee that attempts to bypass some of the more onerous aspects of Windows 11 installation will work. As the author notes in the project's repository: "Local-account and hardware-check settings are best effort, not guaranteed bypasses on new builds." In other words, don't count on it to bypass Windows 11's hardware requirements or account demands on newer builds. Tiny11 is all about stripping fluff and fripperies from the Windows 11 installation image. As with earlier versions, a license is still required. While the ISO might have been debloated, this is still Microsoft Windows 11 after all. "No modification bypasses Windows licensing or activation," the author notes. The appeal of removing Microsoft's excesses is clear. Whether the reduced footprint is worth the loss of components and potential support headaches depends on what users choose to strip out. ®

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    Apre al traffico il nuovo ponte sul canale Scolmatore a Livorno

    Livorno, 14 ottobre 2026 – Dopo il completamento dei lavori di miglioramento sismico e l’adeguamento funzionale, il 15 ottobre Anas aprirà al traffico a Livorno il nuovo ponte sul canale Scolmatore, lungo la strada statale 1 Aurelia. L’opera è lunga complessivamente 158 metri ed è costituita da cinque campate da circa 32 metri ciascuna.

    Gli interventi, per un investimento complessivo di 6 milioni di euro, hanno riguardato: la demolizione del vecchio impalcato in calcestruzzo, il ripristino strutturale delle pile esistenti, l’adeguamento strutturale e sismico delle spalle, la sostituzione degli appoggi con dispositivi antisismici, e la realizzazione di un nuovo impalcato in struttura mista acciaio-calcestruzzo realizzato con “schema continuo”, una soluzione che consente di migliorare significativamente le prestazioni statiche e dinamiche dell’opera, nonché di eliminare criticità tipiche dei sistemi discontinui, come i giunti di dilatazione tra le campate.

    In accordo con il Comune di Collesalvetti, è in fase di progettazione una passerella per collegare il marciapiede realizzato sul ponte con il sottopasso esistente sull’Aurelia in località Stagno, in modo da consentire al percorso pedonale di attraversare in sicurezza la statale. Con l’apertura del ponte sullo Scolmatore, entro la fine dell’anno sarà possibile avviare i lavori del ponte adiacente, sul canale Imperiale, che avranno una durata prevista di circa un anno.

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    L’Ue non sogna in grande: il nuovo bilancio scontenta tutti

    «Equally unhappy». Il rapporto della riunione degli ambasciatori dei Paesi Ue non dà adito ad equivoci: con un taglio di oltre 140 miliardi di euro rispetto alla bozza presentata dalla Commissione, la proposta del nuovo quadro finanziario pluriennale avanzata dal Consiglio dell’Unione europea ha lasciato insoddisfatte tutte le delegazioni. E dal Parlamento, Popolari, Socialisti, Liberali e Verdi hanno già fatto sapere che su queste basi non sono disposti a sedersi al tavolo negoziale per disegnare il futuro finanziario dell’Unione.

    Cos’è il quadro finanziario pluriennale dell’Ue

    La “nego-box” presentata dalla presidenza di turno – in questo caso, quella irlandese – del Consiglio dell’Ue è il documento che dovrebbe dare il via al negoziato con Commissione e Parlamento per arrivare alla definizione del Quadro finanziario pluriennale, cioè il bilancio dell’Ue. L’iter è lungo: la Commissione presenta una proposta, il Consiglio la rivede, i capi di Stato o di governo danno il via libera e quindi parte la discussione in Parlamento. Il testo non può essere emendato, ma solo approvato a maggioranza assoluta oppure respinto.

    Sia la bozza della Commissione che quella del Consiglio dell’Ue impegnano per il bilancio 2028-2034 dell’Ue poco più dell’1% del pil. Dei 1.763 miliardi di euro immaginati dall’esecutivo Ue, però, il Consiglio ne ha tagliati 141, riducendo il budget del prossimo settennato a 1.622 miliardi. In valore assoluto, si tratta di una cifra maggiore rispetto al bilancio 2021-2027 ma a causa dell’inflazione a valori correnti si tratta di un taglio tra l’8 e il 10%, come segnalato anche da Siegfried Muresan, relatore al Parlamento europeo per il Quadro finanziario pluriennale. Una contrazione che stona con l’aumento della spesa pubblica degli Stati nazionali: in questi anni, i bilanci di 27 sono aumentati mediamente del 23%.

    Tagli a competitività e difesa, si salvano Pac e coesione

    Le voci di spesa più colpite – in termini assoluti – dalla tagliola del Consiglio sono quelle che riguardano competitività, prosperità e sicurezza, cioè proprio i temi su cui Ursula von der Leyen aveva puntato per modernizzare l’Europa aggiungendo risorse in settori come decarbonizzazione e difesa. Così, dai 522 miliardi di euro proposti dalla Commissione, il Consiglio è sceso fino a 456 miliardi, -11%. In termini relativi, invece, il taglio più consistente riguarda il capitolo dedicato a politica estera e azione esterna dell’Ue: -17%, un taglio di 33 miliardi. Lapidario il commento del presidente della commissione Sviluppo del Parlamento Ue, Barry Andrews: «Sarebbe un grave errore, un errore che l’Europa pagherà con la sua stessa sicurezza e la sua posizione nel mondo». Anche il capitolo amministrativo è stato rivisto al ribasso, con un taglio di quasi il 9%, da 104 a 95 miliardi di euro: senza queste risorse, sarà impossibile assumere nuovi funzionari, reputati indispensabili dalla Commissione.

    Sono stati quasi completamente preservati, invece, gli stanziamenti “classici” dell’Ue: la Politica agricola comune (Pac) e i fondi di coesione economica, sociale e territoriale. Il taglio è di appena il 3%, da 946 a 915 miliardi, che si concentrano però sugli strumenti di emergenza e di flessibilità, mentre i pagamenti diretti della Pac e i finanziamenti per la coesione sono rimasti al loro posto.

    A ben guardare, si tratta di una bozza che ha cercato di accontentare i due fronti: “i frugali” – Germania, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Danimarca e Austria -, che spingono per tagli consistenti, e tutti gli altri Paesi, che puntano innanzitutto a preservare Pac e coesione. In questo modo, però, si è finito per scontentare tutti, tagliando su settori strategici. In un momento storico segnato dall’imprevedibilità degli Stati Uniti, dall’aggressività russa e dalla crescita, geopolitica e commerciale, della Cina, si tratta di un’abdicazione dal ruolo che, a parole, l’Europa dice di voler recitare.

    Una risposta insufficiente alle sfide dell’Europa

    «È la proposta peggiore di sempre», commenta con VITA Luca Jahier, relatore del Comitato economico e sociale europeo sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. «Non sblocca il dibattito e rende difficile il sostegno delle varie famiglie politiche europee, come i gruppi parlamentari hanno già fatto capire». L’obiettivo comune iniziale era quello di arrivare a una bozza finale entro la fine dell’anno, in modo tale da procedere con il voto in Parlamento entro la primavera. Ora, invece, i tempi slitteranno. Sul tavolo del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, infatti, ci sono già diversi temi: la gestione delle politiche migratorie dopo la crisi di Ceuta, il sostegno all’Ucraina, i rapporti con la Cina e quelli con gli Stati Uniti. Difficile che i capi di Stato e di governo trovino il tempo per discutere la bozza di bilancio. Più facile, invece, che ciascuno ribadisca le sue priorità. «L’unica spiegazione che mi do», riflette Jahier, «è che la presidenza irlandese abbia presentato questo documento per far prendere coscienza ai 27 della necessità di cambiare approccio: bisogna uscire dalla logica in cui ciascuno Stato fa i suoi interessi e ragionare sui beni comuni».

    Tra i tagli più gravi, rileva Jahier, quelli al programma Agorà, che finanzia cultura, media, sport e il “Democratic shield”, cioè lo scudo per proteggere l’informazione e contrastare le fake news. «Investire sulla sicurezza significa investire sulla società civile, sulla protezione dei media, rafforzare gli strumenti di controinformazione. Invece, una voce di spesa di appena 8,5 miliardi di euro in sette anni verrebbe tagliata del 30%».

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    DOVE VA A FINIRE LA FILANTROPIA

    Secondo Jahier, la proposta del Consiglio è largamente insufficiente. «Nel suo Rapporto, Mario Draghi aveva indicato la necessità di un Next Generation Eu all’anno per 10 anni. Già la proposta della Commissione copriva appena un quinto delle necessità di investimenti segnalate da Draghi, ora siamo ancora più lontani». L’Ue, però, avrebbe a disposizione degli strumenti per raggiungere questi obiettivi. «Bisogna rompere il tabù del debito: serve un debito europeo per finanziare i beni comuni, che non sono solo l’agricoltura e i territori ma anche la difesa e gli investimenti sul digitale», puntualizza Jahier. Non solo. «Se si vogliono tagliare i contributi degli Stati membri bisogna incrementare le risorse proprie dell’Unione, eppure nessuna delle proposte che il Cese e Parlamento – come la tassa sul digitale o sul gioco d’azzardo – sono state prese in considerazione». Per questo, conclude Jahier, la proposta della presidenza irlandese è una «cleas melada», che in gaelico significa una «presa per il culo».

    In apertura: Paws and prints via per Unsplash

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    Forma acida: cosa sono i cannabinoidi prima di diventare THC, CBD, CBG e CBC

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    L’ex grande capo della Red Bull ha supervisionato la trasformazione della squadra targata energy drink e l'ha guidata in due ere di dominio in F1: prima con Sebastian Vettel ...Continua a leggere

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    Chiave di violino cosmica dietro alla Via Lattea

    Una chiave di violino cosmica è al centro della nuova immagine composita rilasciata dall’osservatorio a raggi X Chandra della Nasa. A disegnarne la forma del caratteristico simbolo musicale sono le onde radio osservate da Lofar (Low Frequency Array), una rete di decine di migliaia di antenne distribuite in Europa, mentre i raggi X dei telescopi spaziali Chandra ed eRosita rivelano il gas caldo dell’ammasso di galassie che la ospita. Completano l’immagine le osservazioni nell’infrarosso.

    La radiosorgente Treble Clef. Crediti: Raggi X: Nasa/Cxc/Inaf-Ira/A. Botteon et al.; Infrarosso: Ukidss-Gps; Radio: Astron/Lofar; Elaborazione dell’immagine: Nasa/Cxc/Sao/N. Wolk

    La nuova immagine composita si basa sulle osservazioni analizzate nello studio pubblicato recentemente su Astronomy & Astrophysics e guidato da Andrea Botteon, con Marisa Brienza come seconda autrice, entrambi dell’Istituto di radioastronomia (Ira) dell’Inaf di Bologna. Il lavoro è firmato da un gruppo internazionale e comprende anche contributi di altri membri dell’Ira e dell’Istituto di astrofisica spaziale e fisica cosmica dell’Inaf di Milano.

    Il lavoro combina dati radio delle survey Lofar LoTss-Dr3 e LoLss-Dr2, quest’ultima di prossima pubblicazione, con nuove osservazioni del radiotelescopio indiano uGmrt e nei raggi X di Chandra. A questi si aggiungono dati nei raggi X di eRosita e nel vicino infrarosso di UkIrt, alle Hawaii. Il gruppo ha così caratterizzato per la prima volta l’ammasso che ospita la radiosorgente e ha indagato l’origine di quest’ultima, soprannominata Treble Clef, “chiave di violino”, appunto.

    Operazione non facile questa, a causa della sua posizione: la sorgente si trova in una direzione in cui il nostro sguardo attraversa il disco della Via Lattea: stelle, gas e polveri presenti lungo questa linea di vista ostacolano fortemente le osservazioni dalla Terra e in particolare nella luce visibile. È stato quindi fondamentale combinare le osservazioni radio della sorgente con quelle spaziali nell’infrarosso, utili a individuare le galassie dell’ammasso, e nei raggi X, che ne rivelano il gas caldo.

    Chandra e il telescopio tedesco per raggi X eRosita (Extended Röntgen Survey with an Imaging Telescope Array) hanno rilevato gas caldo e diffuso in corrispondenza della Treble Clef, confermandone l’associazione con un ammasso di galassie. L’analisi ha inoltre stabilito che il sistema è in realtà composto da due ammassi in fase di fusione (merging). Gli ammassi di galassie sono tra le più grandi strutture dell’universo: possono contenere centinaia o migliaia di galassie e immense riserve di gas a temperature di milioni di gradi.

    La nuova immagine composita mostra in blu il gas a temperature di milioni di gradi rilevato nei raggi X dai telescopi spaziali Chandra ed eRosita. Una parte dei dati di Chandra è stata elaborata con una tecnica specifica per mettere in risalto alcune caratteristiche dell’emissione. In rosso sono invece rappresentate le osservazioni radio di Lofar. Completano l’immagine, i dati nell’infrarosso dello United Kingdom Infrared Telescope, rappresentati prevalentemente in bianco.

    Andrea Botteon e Marisa Brienza dell’Istituto di Radioastronomia (Ira) dell’Inaf di Bologna

    L’indagine è partita proprio dall’insolita struttura radio della sorgente. «Mentre esaminavamo i dati della survey LoTss-Dr3, ha attirato la nostra attenzione una sorgente brillante e ricca di filamenti», racconta Andrea Botteon. «Comprenderne l’origine, però, era difficile perché mancavano osservazioni complementari. Il primo passo è stato quindi proporre nuove osservazioni con il radiotelescopio uGmrt. La proposta è stata accettata e i nuovi dati hanno mostrato che l’emissione radio diminuisce rapidamente al crescere della frequenza: una caratteristica che descriviamo come uno spettro radio ripido. Insieme alla sua forma particolare, questo suggeriva che la sorgente fosse una “fenice radio” in un ammasso di galassie, un’interpretazione che abbiamo confermato analizzando nuove osservazioni nei raggi X».

    Il nome “fenice radio” richiama un’emissione che torna a brillare dopo essersi affievolita. Secondo lo scenario proposto nello studio, la Treble Clef si sarebbe infatti formata in due fasi. Inizialmente, un buco nero supermassiccio, probabilmente ospitato nella galassia più brillante dell’ammasso, avrebbe espulso plasma a velocità prossime a quella della luce. Le particelle cariche del plasma, muovendosi nei campi magnetici, avrebbero prodotto emissione radio di sincrotrone, poi affievolitasi man mano che perdevano energia.

    Successivamente, la collisione dell’ammasso che ospita la sorgente con un altro ammasso di galassie avrebbe “ravvivato” l’emissione radio, fornendo nuova energia alle particelle e/o amplificando i campi magnetici. Anche le onde d’urto generate dalla collisione — simili a quelle che producono i boati degli aerei supersonici — potrebbero aver contribuito a questo processo.

    Per cercare indizi della collisione, il gruppo ha analizzato le irregolarità nella distribuzione del gas caldo osservato da Chandra. Dall’immagine nei raggi X è stato sottratto un modello ovale e simmetrico che descrive la distribuzione della maggior parte del gas dell’ammasso. Nell’immagine residua emergono così due zone di emissione più intensa, a sinistra e a destra di una regione centrale più debole. Questa disposizione suggerisce che la collisione sia avvenuta prevalentemente lungo la direzione destra-sinistra nell’immagine. Secondo lo scenario proposto, lo scontro tra i due ammassi risalirebbe a qualche centinaio di milioni di anni fa e i due sistemi starebbero ora allontanandosi l’uno dall’altro.

    Se le osservazioni permettono di ricostruire la storia fisica della sorgente, la sua forma lascia spazio anche all’immaginazione. La chiave di violino che le ha dato il soprannome non è l’unica figura riconoscibile: nella stessa struttura radio si può intravedere anche un drago gallese visto di profilo. Entrambe le somiglianze sono esempi di pareidolia, il fenomeno che ci porta a riconoscere figure familiari in ciò che osserviamo.

    Per saperne di più:

    • Leggi su Astronomy & Astrophysics l’articolo “The Treble Clef radio phoenix and its old nonthermal filaments”, di A. Botteon, M. Brienza, K. Rajpurohit, N. Lyskova, E. Churazov, I. Khabibullin, T. Pasini, E. O’Sullivan, G. Brunetti, F. De Gasperin, E. De Rubeis, F. Gastaldello, D. N. Hoang, R. Kraft, G. Schellenberger, R. Sunyaev, R. J. van Weeren e F. Vazza

     

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    Ucraina, Russia e Coree: come la guerra in Europa salda i due teatri

    Le tensioni tra Kiev e Seoul sui prigionieri nordcoreani rammentano il ruolo di quest’ultima nel conflitto. I sudcoreani temono il rafforzamento militare di una P'yǒngyang che aiuta Mosca. Perché Polonia e altri Stati europei puntano su armi e tecnologie della Repubblica di Corea. Il ruolo americano nell'equazione.

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    Five Who Lived Along Walking Trail Are Dead and the Police Hunt a Killer

    Lansing’s police chief says the string of attacks along a greenway raises the possibility that a serial killer has been at work. A man is under arrest in one of the deaths.

    © Matthew Dae Smith/Lansing State Journal, Reuters

    Police investigators hunted for evidence near the scene of a fatal stabbing in August.
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