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Jio Platforms, il colosso del miliardario Mukesh Ambani, punta a raccogliere 3,2 miliardi con la più grande Ipo dell’India

Di Yessar Rosendar, Forbes Staff

Jio Platforms, controllata da Reliance Industries del miliardario Mukesh Ambani, punta a raccogliere fino a 302 miliardi di rupie (3,2 miliardi di dollari) in quella che potrebbe diventare la più grande Ipo mai realizzata in India.

I dettagli dell’Ipo di Jio Platforms

Reliance Industries ha comunicato in un documento depositato presso la Borsa nella tarda serata di mercoledì che Jio Platforms ha fissato una forchetta di prezzo compresa tra 1.065 e 1.119 rupie per azione per la sua prima offerta pubblica, che prevede l’emissione di un massimo di 270 milioni di nuove azioni.

Gli investitori istituzionali selezionati (anchor investors) potranno iniziare a sottoscrivere le azioni lunedì, prima dell’apertura dell’offerta agli investitori retail, prevista per il 21 ottobre, e della sua chiusura il 23 ottobre.

Una valutazione da 108 miliardi di dollari

Al prezzo massimo della forchetta, Jio Platforms raggiungerebbe una valutazione di 10.300 miliardi di rupie (108 miliardi di dollari). A questa valutazione, diventerebbe la quarta società indiana per capitalizzazione di mercato, dietro alla controllante Reliance Industries, Bharti Airtel e Hdfc Bank.

Si tratta inoltre di una valutazione più che doppia rispetto ai 4.900 miliardi di rupie del 2020, quando Meta Platforms investì 5,7 miliardi di dollari nella società e Google si impegnò a investirne altri 4,5 miliardi.

Come saranno utilizzati i proventi dell’Ipo

Jio Platforms, guidata in qualità di amministratore delegato da Akash Ambani, figlio maggiore di Mukesh Ambani, prevede di utilizzare circa 275 miliardi di rupie (2,9 miliardi di dollari) dei proventi dell’Ipo per rimborsare il debito, secondo quanto riportato nel prospetto informativo.

Durante l’assemblea degli azionisti dello scorso anno, il presidente di Reliance, Mukesh Ambani, aveva dichiarato che la società avrebbe potuto quotarsi in Borsa entro giugno 2026, ma i piani sono stati rinviati a causa delle tensioni geopolitiche.

Prima dell’Ipo, Reliance deteneva una partecipazione del 66,4% in Jio Platforms, mentre Meta possedeva il 10% e Google l’8%, secondo il prospetto preliminare dell’offerta.

Jio Platforms, oltre 533 milioni di abbonati e ricavi in crescita

Con oltre 533 milioni di abbonati a giugno, Jio Platforms è il più grande operatore di telefonia mobile dell’India. Nell’esercizio chiuso il 31 marzo 2026, i ricavi sono aumentati del 14,6%, raggiungendo 1.500 miliardi di rupie, mentre l’utile netto è cresciuto del 15%, attestandosi a 300 miliardi di rupie.

La società ha rivoluzionato il settore delle telecomunicazioni quando, nel 2016, ha lanciato il proprio servizio offrendo chiamate vocali gratuite e traffico dati a basso costo.

Da allora ha continuato ad ampliare la propria presenza nel settore digitale e prevede di investire 110 miliardi di dollari nei prossimi sette anni in nuovi data center e iniziative legate all’intelligenza artificiale.

Il patrimonio di Mukesh Ambani

Con un patrimonio netto in tempo reale stimato in 83,3 miliardi di dollari, Ambani è tra le persone più ricche dell’India. È presidente di Reliance Industries, conglomerato attivo nei settori dell’energia, della petrolchimica, delle telecomunicazioni, della vendita al dettaglio, dei media e dei servizi finanziari.

L’articolo Jio Platforms, il colosso del miliardario Mukesh Ambani, punta a raccogliere 3,2 miliardi con la più grande Ipo dell’India è tratto da Forbes Italia.

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Effetto Buffett su Bending Spoons: il patrimonio dei 4 fondatori cresce di quasi 5 miliardi in un giorno

L’impennata delle azioni Bending Spoons – fino a +54% nei massimi intraday – seguita alla notizia del nuovo investimento di Berkshire Hathaway da 330 milioni di dollari ha fatto lievitare immediatamente il patrimonio dei quattro fondatori dell’azienda italiana Luca Ferrari, Francesco Patarnello, Matteo Danieli e Luca Querella. Nell’arco di un solo giorno, i quattro ingegneri italiani che hanno dato vita alla società tecnologica sbarcata sul Nasdaq a luglio hanno visto crescere le loro ricchezze del 41,20%.

Risultato: il patrimonio del ceo e cofondatore Ferrari è balzato di 1,3 miliardi di dollari, a 4,4 miliardi, mentre la ricchezza netta degli altri tre cofondatori è aumentata di 1,2 miliardi, attestandosi a $4,1 miliardi ciascuno. Una giornata, quella di ieri, che ha aggiunto un altro importante tassello alla storia di Bending Spoons, grazie alla grande prova di fiducia manifestata nei confronti del suo business da Berkshire Hathaway, la holding fondata da Warren Buffett, le cui scelte di investimento sono da decenni un faro per la comunità finanziaria di tutto il mondo.

LEGGI ANCHE: “I primi 40mila euro, le acquisizioni miliardarie, il modello Real Madrid: la storia di Bending Spoons, il più grande unicorno italiano”

Buffett, investimento da 330 milioni in Bending Spoons

L’ annuncio è stato dato dalla stessa azienda italiana che ha reso noto che, con il nuovo capitale che ha deciso di iniettare nel suo capitale, Berkshire detiene ora una partecipazione complessiva nel gruppo al 4%. In termini operativi, l’iter prevede l’emissione da parte di Bending Spoons di 10 milioni di azioni ordinarie da assegnare a Berkshire al prezzo di 33 dollari per azione.

L’arrivo dei fondi da parte di un investitore del calibro di Berkshire alimenta la prospettiva di nuove acquisizioni da parte di Bending Spoons, la cui strategia si basa sull’acquisizione seriale di società già operative, spesso proprietarie di app, piattaforme digitali e servizi software, come WeTransfer, Vimeo, AOL. Patarnello ha ricordato che “Bending Spoons valuta costantemente le opportunità di M&A”, aggiungendo di ritenere che “l’investimento di Berkshire Hathaway rifletta la fiducia nel nostro team e nella nostra piattaforma e rafforzi ulteriormente la nostra flessibilità finanziaria e la nostra capacità di perseguire acquisizioni interessanti, nell’ambito della nostra più ampia strategia di finanziamento”.

La mossa del colosso americano prelude dunque a possibili nuove acquisizioni da parte del gruppo italiano che, forte del rally imponente delle sue azioni (+80% rispetto al prezzo dell’Ipo), vanta oggi un valore in Borsa di circa 33 miliardi di dollari.

La “nuova” strategia di Berkshire Hathaway

Ma la domanda che circola a Wall Street non è ‘solo’ come deciderà di muoversi Bending Spoons. L’altro interrogativo riguarda la strategia di Berkshire Hathaway, che ha iniziato ad attingere alla sua montagna di liquidità per finanziare nuove acquisizioni. Al 30 giugno di quest’anno, la sua liquidità è scesa infatti dal record di 397,4 miliardi di dollari a 364,7 miliardi, segnando un calo per la prima volta in più di tre anni.

Il cambio di passo si è inserito in una fase di evoluzione della strategia d’investimento del gruppo, sotto la guida del ceo Greg Abel, succeduto a Warren Buffett alla fine del 2025. L’impressione – che il maggiore investimento in Bending Spoons sembra avallare – è che la holding stia iniziando a cambiare pelle, diventando sempre più acquirente di azioni, dopo che era stata venditrice netta di titoli per 14 trimestri consecutivi. Il cash rappresenta tuttora una fetta rilevante del suo portafoglio, pari a circa il 55%. Ma il fatto che il colosso abbia iniziato a mettere a frutto la montagna di cash non è sfuggito agli osservatori di mercato, che si sono soffermati soprattutto sulle azioni su cui il gruppo ha deciso di rafforzare la presa. Indicativa la mossa con cui Berkshire ha aumentato dell’83% la partecipazione in Alphabet, facendola diventare la terza maggiore posizione azionaria del portafoglio.

La decisione di puntare su Bending Spoons

Proprio Alphabet potrebbe spiegare la decisione del gigante Usa di puntare ancora di più su Bending Spoons. Berkshire è di fatto sempre più proiettata a puntare sul settore hi-tech. Resta tuttavia un interrogativo sul prezzo pagato per entrare nel capitale. Come ha osservato Barron’s, confermando le perplessità manifestate settimane fa anche dal Wall Street Journal, Bending Spoons tratta a valutazioni elevate rispetto alle vendite e agli utili attesi: una caratteristica che rende l’investimento meno riconducibile alla ricerca di titoli sottovalutati associata al modus operandi di Buffett.

Il portafoglio della holding rimane diversificato, dalle assicurazioni all’energia, dal trasporto ferroviario al manifatturiero e alla vendita al dettaglio. Ma l’aumento dell’esposizione ad Alphabet e il rafforzamento della partecipazione in Bending Spoons indicano che la tecnologia sta assumendo un peso crescente nelle decisioni d’investimento. Anche in azioni che non vengono considerate a sconto dal mercato.

L’articolo Effetto Buffett su Bending Spoons: il patrimonio dei 4 fondatori cresce di quasi 5 miliardi in un giorno è tratto da Forbes Italia.

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