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Milano, Sala “Su Pgt ascoltiamo critiche, ma serve mediazione di buon senso”

Milano, Sala

MILANO (ITALPRESS) – “Noi da un lato siamo anche un po’ forzati a cambiare, perché finché non cambiano le leggi a livello nazionale è inutile che continuiamo a cercare un confronto che rischia di diventare anche un po’ sterile con le posizioni della Procura”. Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala a margine del Forum della rigenerazione a Milano in merito alla variante al Pgt. “Stiamo cercando di trovare una mediazione di buonsenso, che vuol dire che non possiamo negare i nostri principi e il nostro lavoro sulla rigenerazione, ma dobbiamo ovviamente ascoltare anche le critiche – ha sottolineato il primo cittadino -. Quello che stiamo facendo secondo me ha senso, però non posso che ribadire che una normativa quadro a livello nazionale continua a essere indispensabile, al di là di tutti i bei PGT che le città possono fare”, ha concluso.
xu9/mrc/azn

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Riparte da Milano l’intesa tra i tecnici di radiologia e i medici radiologi

Riparte da Milano l’intesa tra i tecnici di radiologia e i medici radiologi

MILANO (ITALPRESS) – Ha il suo centro strategico a Milano l’intesa tra i TSRM della Federazione nazionale degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) e i Medici Radiologi rappresentati dalla Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM), che i prossimi 7-8 novembre si riuniranno al centro congressi Allianz MiCo per una riflessione sull’evoluzione della radiologia, in occasione del Forum TSRM 2026.

La due giorni, che si svolgerà in parallelo al 52° Congresso nazionale SIRM, segnerà un momento storico di confronto e dialogo per le due professioni, all’insegna di una sinergia sempre più salda in vista del bene comune e dell’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale.

Il Presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio e della FNO TSRM e PSTRP, Diego Catania, dichiara: “La collaborazione tra TSRM e Medici Radiologi non è certo una novità, ma ci auguriamo, attraverso le prossime iniziative congiunte, di rafforzarla ulteriormente. Il Forum di novembre sarà un modo per guardare al futuro dell’area radiologica e allo sviluppo di una vera e propria cultura comune, basata su alcuni pilastri fondamentali: il rispetto delle reciproche competenze, la sicurezza della persona assistita e la garanzia della qualità delle cure”.

Aggiunge la Presidente della Commissione d’Albo TSRM di Milano e della Cda nazionale, Carmela Galdieri: “Il Congresso sarà un’opportunità per condividere e approfondire spunti su questioni di rilievo per le professioni, come il governo di tecnologie sempre più innovative e l’importanza di preservare la dimensione umana della cura. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale s’intreccia a entrambi i temi, sollevando importanti domande sulla gestione dei dati, la privacy dei pazienti e la necessità di mantenere una funzione di controllo sugli strumenti adottati. Il TSRM e il Medico Radiologo, ciascuno per le proprie competenze, contribuiscono a garantire e certificare l’accuratezza dei processi, ponendosi a guida della crescente complessità del sistema”.

La collaborazione tra le due professioni deve quindi estendersi a un piano scientifico e organizzativo, come sottolinea la Presidente di SIRM, Nicoletta Gandolfo: “Occorre definire insieme i documenti e le linee guida per lo sviluppo tecnologico, puntando su efficacia delle procedure, ottimizzazione della dose erogata e sicurezza delle cure: non solo per il paziente, ma anche per il professionista. L’IA, alleata di radiologi e TSRM in tutte le fasi di presa in carico, dallo screening alla diagnosi, dalla stadiazione alla cura, può, se opportunamente governata, consentire un risparmio di tempo a beneficio della comunicazione con la persona assistita. Ne giova la qualità delle cure, sia reale sia percepita”.

All’orizzonte delle due professioni ci sono altri argomenti di stringente attualità, come la Green Radiology e la teleradiologia, vettore di sviluppo per la sanità territoriale. “Nel corso del Forum si parlerà anche di sostenibilità ecologica” precisa Galdieri. “Ci sono molti modi per ridurre l’impatto delle radiologie sull’ambiente, alcuni anche semplici, come lo spegnimento dei dispositivi in stand-by, altri più complessi e attualmente oggetto di studio da parte di nostri colleghi ricercatori, come il modo di smaltire i mezzi di contrasto nelle acque reflue ospedaliere. Un tema importante, da approfondire con i Medici Radiologi per trovare soluzioni condivise”.

“La radiologia di prossimità, intesa sia come teleradiologia sia come radiologia domiciliare, non potrebbe esistere senza la stretta collaborazione tra TSRM e medico radiologo” aggiunge Catania. “Grazie alla condivisione dei processi e alla refertazione a distanza eseguita dal medico, è possibile garantire cure a domicilio dei pazienti fragili e una riduzione dei costi per il sistema”.

Le tante direttrici di innovazione che interessano l’area radiologica non possono che confluire in una riflessione sulle prospettive di ricerca, condivisa dalla Presidente della Commissione di albo nazionale: “La stretta interazione tra TSRM e Medico Radiologo si concretizza spesso in studi scientifici ‘a quattro mani’. Come Commissione di albo, sia a livello territoriale sia a livello nazionale, ci proponiamo di incentivare sempre di più questo tipo di collaborazione, a partire dalla creazione di occasioni per la circolazione delle idee e il confronto tra professionisti. Il Forum di novembre è un passo importante in questa direzione”.

-Foto Ordine TSRM e PSTRP di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio-
(ITALPRESS).

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L’Università di Pavia ospiterà un nuovo radar meteorologico di Arpa Lombardia

L’Università di Pavia ospiterà un nuovo radar meteorologico di Arpa Lombardia

PAVIA (ITALPRESS) – Un nuovo radar meteorologico di Arpa Lombardia sarà installato presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia. Servirà a rafforzare la capacità di osservazione delle precipitazioni, migliorare il monitoraggio degli eventi meteorologici estremi e contribuire alla prevenzione dei rischi naturali. Il radar sarà finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), per un importo di 1.171.200 euro. La collocazione (sul tetto del vano scale dell’edificio 34 del Campus di via Ferrata) è stata individuata per le caratteristiche favorevoli del sito, che offre una posizione strategica per il monitoraggio delle precipitazioni nell’area pavese e milanese, una buona visibilità dell’orizzonte e la disponibilità delle infrastrutture necessarie per l’alimentazione elettrica e la trasmissione dei dati. Il nuovo impianto, che verrà realizzato nei prossimi giorni, si inserisce nel sistema di monitoraggio idrometeorologico di Arpa Lombardia, che comprende una rete di 318 stazioni meteorologiche, 70 stazioni idrometriche e 46 stazioni nivometriche, oltre a tre radar meteorologici in banda X. La necessità di potenziare la rete radar nasce anche dai limiti dei soli pluviometri, soprattutto durante la stagione estiva, quando i temporali possono generare precipitazioni intense e molto localizzate.

In questi contesti, il radar permette di osservare a distanza la distribuzione e l’intensità delle piogge, fornendo informazioni complementari rispetto a quelle raccolte dalle stazioni al suolo. L’installazione di Pavia contribuirà a migliorare la copertura radar ad alta risoluzione spaziale e temporale del sud-ovest della Lombardia, a integrare il monitoraggio dell’area di Milano e della Brianza e a rafforzare complessivamente la rete radar regionale e nazionale utilizzata in primis dal sistema di Protezione civile. Il radar meteorologico trasmette impulsi di onde elettromagnetiche verso l’atmosfera e riceve i segnali riflessi dalle idrometeore, come le gocce di pioggia o la grandine. Dall’elaborazione degli echi di ritorno è possibile ricavare informazioni sulla distanza delle precipitazioni, sulla loro intensità e, attraverso le caratteristiche del segnale, sul tipo di idrometeore osservate. L’antenna ruota continuamente, effettuando scansioni a diverse elevazioni. Secondo le caratteristiche tecniche indicate per il modello WR-JL400-SX, la scansione completa del volume atmosferico richiede circa due minuti. Il sistema opera in banda X con un’antenna a doppia polarizzazione di dimensioni di 2 m e ampiezza del fascio di 1.2 ° . La struttura sarà protetta da un involucro radio-trasparente, denominato radome. La scelta del sito ha considerato anche gli aspetti strutturali, logistici e sanitari.

Il tetto individuato è ritenuto idoneo a sostenere il radar e le strutture accessorie, consente di limitare l’altezza del traliccio e permette di organizzare in sicurezza gli accessi per le attività di installazione e manutenzione. Particolare attenzione è stata dedicata alla valutazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza. La collocazione presso l’Università permette inoltre di evitare la realizzazione di un nuovo traliccio di grandi dimensioni, contenendo gli interventi infrastrutturali e i relativi costi economici e ambientali. La presenza dell’impianto potrà anche favorire opportunità di collaborazione didattica e scientifica tra Arpa Lombardia e Università. Le spese di installazione sono a carico del MASE nell’ambito del finanziamento PNRR, mentre la gestione futura del radar sarà sostenuta da Arpa Lombardia. Il nuovo radar di Pavia si inserisce nel percorso di rafforzamento delle infrastrutture di osservazione ambientale della Lombardia, con l’obiettivo di disporre di dati più completi e tempestivi a supporto del monitoraggio delle precipitazioni e delle attività di prevenzione e protezione del territorio.

“Ospitare il nuovo radar di Arpa Lombardia sul tetto di uno degli edifici del Campus di via Ferrata – spiega Alessandro Greco, Prorettore al Patrimonio Architettonico e Culturale dell’Università di Pavia – è un esempio concreto di come il patrimonio edilizio dell’Ateneo possa diventare un’infrastruttura al servizio del territorio. Per i nostri Dipartimenti di Ingegneria ma anche di Scienze della Terra e dell’Ambiente si apre un’importante opportunità di collaborazione scientifica con l’Agenzia. I dati ad alta risoluzione acquisiti dal radar potranno alimentare progetti di ricerca sull’idrologia, sulla gestione del rischio idraulico, sul telerilevamento e sull’elaborazione dei segnali, oltre a offrire agli studenti la possibilità di sviluppare tesi di laurea su dati reali e su uno strumento di monitoraggio all’avanguardia. È un modo per avvicinare la formazione universitaria alle grandi sfide poste dai cambiamenti climatici e per rafforzare il ruolo dell’Università come partner delle istituzioni nella prevenzione e nella tutela del territorio”.

“L’installazione del nuovo radar meteorologico a Pavia – ha sottolineato la presidente di Arpa Lombardia, Lucia Lo Palo – rappresenta un importante investimento nella capacità di monitoraggio e prevenzione del territorio lombardo. Disporre di strumenti sempre più avanzati significa poter osservare con maggiore precisione l’evoluzione dei fenomeni atmosferici, individuare tempestivamente le situazioni di potenziale criticità e fornire dati fondamentali a chi è chiamato a gestire le emergenze. Il territorio pavese, per le sue caratteristiche e per la sua posizione strategica, potrà beneficiare di un sistema di osservazione ancora più puntuale, integrato nella rete radar di Arpa Lombardia e nel più ampio sistema regionale di monitoraggio dei rischi naturali. La prevenzione passa prima di tutto dalla conoscenza. Investire nella tecnologia, nella ricerca e nella qualità dei dati significa rafforzare concretamente la capacità delle istituzioni di proteggere cittadini, territori e infrastrutture. Come Arpa Lombardia continueremo a lavorare affinché innovazione e competenza scientifica siano sempre più al servizio della sicurezza e della tutela ambientale della nostra regione”.

“L’installazione di questo nuovo strumento rappresenta una dimostrazione concreta dell’impegno di Arpa Lombardia nell’investire in tecnologie avanzate per la previsione dei fenomeni atmosferici e lo studio dei cambiamenti climatici – ha dichiarato il direttore generale di Arpa Lombardia, Fabio Cambielli – . Il radar, acquistato e installato con fondi PNRR del MASE, come previsto dall’Accordo MASE – Arpa Lombardia – Regione Lombardia, verrà ceduto al termine del collaudo dal Ministero all’Agenzia che ha contribuito alle fasi necessarie per arrivare all’installazione e lo manterrà in esercizio. Il radar si integra con la rete radar già operativa dell’Agenzia, composta dagli impianti di Desio, Flero e Bormio, rafforzando la capacità di monitorare le precipitazioni con elevata risoluzione spaziale e temporale e di identificarne la tipologia, distinguendo tra pioggia, neve e grandine. Grazie a queste informazioni sarà ulteriormente potenziato il servizio di allerta precoce, attraverso l’app RadarLOM, che consente di avvisare i cittadini dell’avvicinarsi di temporali intensi e della possibile presenza di grandine. Si tratta di strumenti fondamentali per favorire comportamenti di autoprotezione e aumentare la resilienza dei territori. In un contesto caratterizzato dall’accelerazione dei cambiamenti climatici, che determinano un’intensificazione del ciclo idrologico e una maggiore frequenza di eventi meteorologici estremi, disporre di sistemi sempre più accurati di osservazione e previsione è essenziale, soprattutto in aree densamente urbanizzate e fortemente antropizzate come quelle lombarde, da Milano a Brescia fino a Pavia”.

– foto UniPv –

(ITALPRESS).

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Maxi traffico di anabolizzanti, 16 indagati e sequestri in Campania e Lombardia

Maxi traffico di anabolizzanti, 16 indagati e sequestri in Campania e Lombardia

BOLZANO (ITALPRESS) – Un vasto traffico internazionale e nazionale di farmaci anabolizzanti e stupefacenti pericolosi per la salute pubblica è stato smantellato dai Carabinieri del NAS di Trento, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Bolzano. L’operazione, scaturita da un’indagine avviata nel 2024, ha coinvolto le province di Napoli, Caserta, Pavia e Milano, vedendo impegnati i militari in perquisizioni e sequestri nei confronti di 16 indagati (15 residenti nel Napoletano e uno nel Pavese). Il gruppo criminale gestiva la spedizione giornaliera di centinaia di chili di sostanze dopanti e stupefacenti occultate persino all’interno di confezioni di giochi per bambini, prodotti di bellezza o per la casa ù e riciclandone i proventi tramite criptovalute o pacchi postali con contanti e mittenti fittizi. Nel corso dei controlli, i Carabinieri del NAS hanno scoperto in un box garage nel Napoletano oltre 400.000 dosi suddivise in 560 pacchi, per un valore di mercato stimato in almeno 30 milioni di euro. Un secondo magazzino nel Pavese conteneva ulteriori 4.400 confezioni di anabolizzanti per un valore di 250.000 euro. Complessivamente sono stati sequestrati oltre 125.000 euro in contanti, numerosi orologi Rolex e carte di debito. Il Tribunale di Bolzano ha inoltre disposto il sequestro preventivo di 12 unità immobiliari e dei conti correnti bancari, stimando i profitti illeciti complessivi in circa 9 milioni di euro. Per 11 degli indagati è stato notificato il decreto del GIP che fissa l’interrogatorio preventivo.

pc/mca1

(Fonte video: Carabinieri)

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Scoperto Maxi traffico di anabolizzanti, 16 indagati e sequestri

Scoperto Maxi traffico di anabolizzanti, 16 indagati e sequestri

BOLZANO (ITALPRESS) – Un vasto traffico internazionale e nazionale di farmaci anabolizzanti e stupefacenti pericolosi per la salute pubblica è stato smantellato dai Carabinieri del NAS di Trento, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Bolzano.

L’operazione, scaturita da un’indagine avviata nel 2024, ha coinvolto le province di Napoli, Caserta, Pavia e Milano, vedendo impegnati i militari in perquisizioni e sequestri nei confronti di 16 indagati (15 residenti nel Napoletano e uno nel Pavese). Il gruppo criminale gestiva la spedizione giornaliera di centinaia di chili di sostanze dopanti e stupefacenti – occultate persino all’interno di confezioni di giochi per bambini, prodotti di bellezza o per la casa – e riciclandone i proventi tramite criptovalute o pacchi postali con contanti e mittenti fittizi. Nel corso dei controlli, i Carabinieri del NAS hanno scoperto in un box garage nel Napoletano oltre 400.000 dosi suddivise in 560 pacchi, per un valore di mercato stimato in almeno 30 milioni di euro. Un secondo magazzino nel Pavese conteneva ulteriori 4.400 confezioni di anabolizzanti per un valore di 250.000 euro.

Complessivamente sono stati sequestrati oltre 125.000 euro in contanti, numerosi orologi Rolex e carte di debito. Il Tribunale di Bolzano ha inoltre disposto il sequestro preventivo di 12 unità immobiliari e dei conti correnti bancari, stimando i profitti illeciti complessivi in circa 9 milioni di euro. Per 11 degli indagati è stato notificato il decreto del GIP che fissa l’interrogatorio preventivo.

– Foto: Da video Nas –
(ITALPRESS).

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Violenze e abusi su anziane in Rsa nel Milanese, interdetti 3 operatori

Violenze e abusi su anziane in Rsa nel Milanese, interdetti 3 operatori

MILANO (ITALPRESS) – Grave episodio di maltrattamenti e violenze all’interno di una Residenza Sanitaria Assistenziale in provincia di Milano. I Carabinieri del NAS di Milano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Lodi, hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare interdittiva nei confronti di tre operatori socio-sanitari (OSS).

Il provvedimento, emesso dal GIP su richiesta del Pubblico Ministero, dispone per gli indagati il divieto assoluto di esercitare la professione di O.S.S. in qualsiasi struttura sanitaria o socio-assistenziale, sia pubblica sia privata, sull’intero territorio nazionale. Un’ulteriore operatrice risulta inoltre indagata a piede libero per minacce aggravate.
Le indagini, svolte anche attraverso intercettazioni audio e video, hanno permesso di documentare reiterati e sistematici episodi di violenza ai danni di quattro anziane degenti. Dagli accertamenti sono emerse vessazioni fisiche e psicologiche durante le manovre di igiene e vestizione, con le vittime afferrate per i capelli, colpite con schiaffi al volto e insultate. A carico dei due operatori uomini si aggiunge l’accusa di violenza sessuale: i due, abusando della propria posizione e della vulnerabilità delle anziane, avrebbero perpetrato percosse nelle parti intime nel corso delle quotidiane operazioni di pulizia personale.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Irap e non profit, dalla Lombardia parte l’allarme: «Occorre sciogliere il nodo dei “de minimis”»

L’esenzione dall’Irap riconosciuta dalle singole regioni agli enti del Terzo settore può rientrare nel regime degli aiuti “de minimis”? È un quesito tecnico ma di impatto, che sta suscitando grande preoccupazione. La questione riguarda molte regioni, ma in Lombardia ci si sta iniziando a muovere in modo da risolvere una volta per tutte la questione: se si trova una strada, potrebbe essere poi un modello per tutti.

Il motivo è un passaggio contenuto nella Manovra di Bilancio 2026-2028 con cui la Regione ha confermato l’esenzione dall’imposta per le organizzazioni di volontariato, le ex Onlus e le cooperative sociali. «Si tratta di una misura che in Lombardia esiste da oltre 20 anni», spiega Massimo Ramerino, vicepresidente Associazione generale cooperative italiane – Agci Imprese sociali e responsabile operativo regionale, «e che ha consentito la stabilizzazione di prezzi più bassi. Per questo, oggi la preoccupazione c’è. Se venisse confermata l’ipotesi di un onere per l’Irap, potremmo avere due conseguenze: prezzi bassi e insostenibili nell’erogazione di servizi in appalto non modificabili alla luce dell’attuale Codice e innalzamento delle rette per i cittadini nei servizi in accreditamento o concessione». Per la cooperazione sociale, aggiunge Marta Battioni, responsabile Dipartimento Welfare di Legacoop Lombardia e vice presidente vicaria Legacoopsociali, «si tratta di una difficoltà ulteriore per la sostenibilità delle nostre imprese, in una fase in cui già si registrano importanti aggravi economici».

Un nodo normativo che rischia di costare caro

Facciamo un passo indietro, anzi due. Irap è l’acronimo di Imposta regionale sulle attività produttive: è un tributo locale istituito nel 1997, il cui gettito viene destinato alle Regioni essenzialmente per finanziare la spesa sanitaria. Tutte le attività produttive pagano l’Irap, che siano imprese, enti o professionisti, ma con una base imponibile che viene calcolata in modo diverso a seconda della natura del soggetto. Diverse regioni (non tutte e con modalità differenti) hanno previsto da anni una esenzione o una agevolazione riconosciuta a chi produce e vende sì bene e servizi, ma lo fa per scopi sociali. In Lombardia, per esempio, l’esenzione dall’Irap nasce con la legge regionale 10 del 2003 e ha esentato le Onlus. All’epoca le cooperative sociali ne beneficiavano in quanto Onlus di diritto. Ma con l’entrata a regime della riforma del Terzo settore e la definitiva scomparsa della qualifica di Onlus, dal 1° gennaio 2026 è venuto meno il presupposto giuridico sul quale quella disciplina era costruita: una questione di nomi e definizioni, perché quelle realtà hanno continuato a fare quello che facevano prima.

Il tema riguarda quegli enti che svolgono attività commerciale: organizzazioni iscritte al Runts, i cui ricavi derivanti da attività commerciali (tariffe, servizi a pagamento, vendite) superano le entrate di natura non commerciale (donazioni, quote associative, contributi pubblici) nel corso dello stesso anno fiscale. Un rsa gestita da una fondazione, per esempio, o un’associazione teatrale che vende i biglietti per i suoi spettacoli. La qualifica non dipende da cosa fa l’ente, ma da come si finanzia, cioè se il suo motore economico principale per coprire i propri scopi sociali è o non è la vendita di beni o servizi sul mercato.

La Regione Lombardia così è intervenuta per mantenere le regole esistenti, prima con la legge regionale 2 del 2023 e poi con la legge regionale 20 del 2025: con quest’ultima ha confermato l’esenzione per cooperative sociali, organizzazioni di volontariato ed ex Onlus, ma solo in via transitoria e sperimentale per il 2026 e il 2027. Una norma salutata con favore dal Terzo settore, pur nella consapevolezza dei suoi limiti e del fatto che occorre fare un ulteriore salto, per garantire a tutti gli Enti di Terzo settore l’esenzione dall’Irap, in tutte le Regioni d’Italia e per togliere il limite dei de minimis a tale esenzione. Un nodo di cui anche il Governo è perfettamente consapevole.

«Il problema ha due livelli», spiega Maria Grazia Campese, presidente di Confcooperative Federsolidarietà Lombardia. «Il primo è la scadenza. Chiediamo che la misura diventi strutturale, perché le cooperative sociali sono imprese ad altissima intensità di lavoro e l’Irap pesa direttamente sul costo dei servizi. Se l’esenzione venisse meno, quel costo finirebbe nelle tariffe pagate dalla pubblica amministrazione, nelle rette pagate dalle famiglie, oppure andrebbe a discapito dei margini già minimi delle cooperative. In pratica la Regione recupererebbe come imposta quello che poi pagherebbe come maggior costo dei servizi che essa stessa finanzia».

Il secondo livello è più tecnico. La nuova norma dice esplicitamente che l’esenzione opera “nei limiti del de minimis”. Si tratta della norma dell’Unione Europea che consente agli Stati membri di concedere alle imprese aiuti pubblici di modesta entità senza dover prima richiedere l’autorizzazione alla Commissione europea. Il tetto massimo di contributi ricevibili da una singola impresa per non essere considerati aiuto di Stato si calcola su una finestra mobile di tre anni. Il superamento della soglia comporta la revoca o il recupero delle somme eccedenti con l’aggiunta di sanzioni e interessi.

«Nella legge “storica” del 2003 questa clausola non c’era», continua Campese. «Il riferimento viene dal Codice del Terzo settore. L’articolo 82 consente alle Regioni di ridurre o esentare l’Irap per gli enti del Terzo settore, comprese le cooperative sociali. L’articolo 88 riconduce queste agevolazioni ai regolamenti europei sugli aiuti di Stato in regime di de minimis per cui l’Irap non pagata va conteggiata nel plafond triennale di ogni cooperativa, insieme a contributi e altre agevolazioni. È un cambio di natura importante: per due decenni la stessa esenzione non è mai stata trattata come aiuto».

Cosa chiedono le centrali cooperatove

Le centrali lombarde dell’Alleanza delle Cooperative sostengono che l’esenzione Irap non dovrebbe ricadere nel de minimis. «Secondo il diritto europeo non ogni trattamento fiscale differenziato costituisce un aiuto di Stato», dice Campese. «Perché lo sia, serve tra le altre cose un vantaggio selettivo, cioè un beneficio dato a qualcuno rispetto ad altri soggetti che si trovano in una situazione comparabile. Con la Comfort letter del 7 marzo 2025, la Commissione europea ha riconosciuto che i regimi fiscali di enti del Terzo settore e imprese sociali non sono selettivi. La ragione è che questi soggetti si trovano in una situazione giuridica di fatto diversa da quella delle imprese lucrative: gli utili sono vincolati all’interesse generale, il patrimonio è indivisibile e va devoluto, il capitale non può essere remunerato liberamente. La Commissione richiama la sentenza Paint Graphos della Corte di giustizia, che riguardava proprio il regime fiscale delle cooperative. Le cooperative sociali hanno tutte queste caratteristiche, in forma anche più rigorosa. Siamo consapevoli che la Comfort letter riguarda nello specifico le imposte sui redditi, ma chiediamo un approfondimento tecnico e istituzionale che valuti la possibilità di applicare all’Irap la stessa logica, leggendo l’esenzione come un trattamento coerente con la natura soggettiva degli enti e non come un aiuto. Del resto, nei documenti di bilancio la stessa Regione Lombardia dichiara di avere in corso un approfondimento sulle agevolazioni alla luce dei riscontri della Commissione europea».

Siamo consapevoli che la Comfort letter riguarda nello specifico le imposte sui redditi, ma chiediamo un approfondimento tecnico e istituzionale che valuti la possibilità di applicare all’Irap la stessa logica, leggendo l’esenzione come un trattamento coerente con la natura soggettiva degli enti e non come un aiuto

Maria Grazia Campese, presidente di Confcooperative Federsolidarietà Lombardia

In subordine, se si dovesse confermare che la misura resta nel campo degli aiuti di Stato, le centrali chiedono che si possa applicare almeno il regime previsto per i servizi di interesse economico generale (Sieg), facendo quindi riferimento al tetto di 750mila euro nel triennio invece di 300mila o ancor meglio alla decisione europea 2025/2630 del 16 dicembre 2025 sui servizi di interesse economico generale. «Per i servizi sociali, non prevede tetti di importo e alleggerisce i controlli proprio per gli enti obbligati per legge a reinvestire gli utili», conclude Campese.

Non c’è una “restituzione di massa” in arrivo

«Non c’è una “restituzione di massa” in arrivo», chiarisce Campese. «L’esenzione al momento è confermata e il nuovo regime vale per il 2026 e il 2027. Il primo momento in cui il problema diventa concreto sarà quindi la dichiarazione Irap relativa al 2026, che si presenta nel 2027. Il rischio vero è un altro, ed è più subdolo. Per una cooperativa di medie dimensioni l’Irap esentata può valere decine di migliaia di euro l’anno. Se occupa gran parte del plafond, la cooperativa rischia di non poter più accedere ad altri aiuti: contributi regionali, bandi, sgravi. Inoltre, se un nuovo aiuto porta a superare il tetto, la regola europea esclude dalla copertura l’intero nuovo aiuto, non solo la parte che eccede. Per questo in via prudenziale consigliamo di considerare il tetto da 300mila euro e di monitorare la posizione cooperativa per cooperativa».

Confcooperative Federsolidarietà Lombardia ha avviato una rilevazione in tutta la regione, attraverso le federazioni territoriali e le società di servizi. «Per ogni cooperativa stiamo ricostruendo tre cose: il valore dell’Irap teoricamente dovuta, cioè il beneficio effettivamente ricevuto; gli altri aiuti “de minimis” già ottenuti negli ultimi tre anni; l’eventuale appartenenza a una “impresa unica”, cioè a un gruppo di imprese collegate, perché in quel caso il plafond si calcola sul gruppo e non sulla singola cooperativa. Solo così potremo dire con serietà quante cooperative sono esposte e per quali importi».

Marta Battioni (Legacoop Lombardia) riflette: «I dati parziali per ora in nostro possesso ci inducono prima di tutto a chiedere quanto meno di poter accedere al limite massimo, più alto, riferito al de minimis». Anche Agci non ha al momento un numero certo per quantificare il rischio per le sue aderenti, «ma le cooperative con una certa dimensione di ricavi, direi oltre i 10 milioni di fatturato annuo, superano quasi certamente la soglia», spiega Ramerino, «quindi i servizi dove si potrebbero avere conseguenze sono presumibilmente molti, dato che sono centinaia i milioni di ricavi in Lombardia per servizi alla persona erogati da cooperative sociali che hanno dimensioni medio grandi».

La Lombardia diventi un modello per tutto il Paese

Il “caso Lombardia” sui de minimis in realtà è una questione che riguarda tutta Italia. «L’Irap è un tributo regionale, ma il vincolo del de minimis nasce dal Codice del Terzo settore, quindi il tema ha rilevanza nazionale. Con la fine della qualifica di Onlus ogni Regione ha dovuto ripensare le proprie agevolazioni, e ciascuna lo ha fatto in base al proprio contesto. La Lombardia ha scelto la continuità: ha confermato l’esenzione piena per tutte le cooperative sociali, riconoscendo il valore dei servizi che garantiscono sul territorio. È una base solida da cui partire», conclude Campese. «Il carattere transitorio e sperimentale del biennio 2026-2027 può diventare un’opportunità: abbiamo due anni per costruire insieme un modello stabile, che possa fare da riferimento anche per le altre regioni. La Lombardia ha già avviato un approfondimento sulle agevolazioni alla luce dei riscontri della Commissione europea, e può contare su un sistema di cooperazione sociale tra i più ampi e strutturati del Paese. Anche il contesto europeo va in questa direzione: sia la Comfort letter sulle imposte sui redditi sia la nuova decisione sui servizi di interesse economico generale valorizzano il vincolo legale di reinvestire gli utili. Chiediamo di verificare se la stessa logica possa valere per l’Irap. La nostra proposta è che la Lombardia si faccia promotrice di questo percorso. Prima di tutto per dare certezza alle proprie cooperative, ma anche perché una soluzione costruita qui, solida sul piano europeo, potrebbe essere portata in Conferenza delle Regioni come modello per tutti».

Fotografia di Nellie Adamyan su Unsplash

L'articolo Irap e non profit, dalla Lombardia parte l’allarme: «Occorre sciogliere il nodo dei “de minimis”» proviene da Vita.it.

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Joynup: per organizzare le partite dopo il lavoro

Milano 20.09.2018 (Digital Media) – Nuove sfide per i giovani manager di Milano. Quella principale, però, non si gioca soltanto nel mercato, ma anche in campo e questo è il motto di Joynup – the sporting network, un progetto nato per vivere lo sport in maniera assolutamente innovativa. Si...

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Fintech: il Digital project manager tra le figure più ricercate

Milano 12.09.2018 (Digital Media) - Smart contract e sicurezza informatica, servizi di credito e transazioni digitali. Laddove la finanza incontra il fior fiore delle nuove tecnologie, nasce il settore Fintech, in rapido e continuo sviluppo anche in Italia. Non sono pochi i lavoratori che...

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Donne e tecnologia, InspiringFifty premia le donne migliori nel mondo

Milano 06.09.2018 (Digital Media) – Una iniziativa europea che vuole premiare 50 donne che nel corso della loro carriera sono diventate modello di riferimento e di ispirazione per i giovani nel campo della tecnologia. Si tratta di InspiringFifty, prima edizione italiana. Scienziate, ricercatrici,...

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Filo diretto da Milano all’Everest con la realtà virtuale

Milano 25.08.2018 (Digital Media) - L’attività virtuale Everest VR continuerà a essere proposta, fino a domenica 30 settembre, dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano in collaborazione con Sony Interactive Entertainment Italia. Ogni sabato e domenica i visitatori,...

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Il Digital Space protagonista al Cremona Musica

Cremona 25.08.2018 (Digital Media) – Anche nel 2018, Cremona Musica dedicherà spazio al Digital Space e dunque alle ultime tecnologie nel settore. Del resto, oggi più che mai, musicisti, compositori e insegnanti di musica possono migliorare il proprio lavoro grazie a software pensati per loro,...

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Milano, l'ultima folle sfida: tuffi proibiti nel Naviglio

La rincorsa, il salto del parapetto e il tuffo nel Naviglio Grande. In barba ai divieti. C’è chi si arrampica sulle colonne dei ponti apposta per buttarsi nell’acqua dall’alto. Gesta filmate dagli amici e poi caricate sui social. E se le acque sono solcate da un...

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Da Milano all'Everest con la realtà virtuale

Milano 26.06.2018 (Digital Media) – Tutto pronto, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia 'Leonardo da Vinci' di Milano, per Everest VR. Una nuova avventura virtuale che accompagnerà i visitatori fino al punto più alto del mondo. L'iniziativa prenderà il via il prossimo 7 luglio,...

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