Anthropic to Open Mythos AI to EU's ENISA

En réponse à P.
Merci :-)
The Instagram accounts for the Obama White House and the Chief Master Sergeant of the U.S. Space Force were briefly defaced with pro-Iranian images and messages over the weekend, after instructions began circulating on Telegram showing how to trick Meta’s “AI support assistant” bot into resetting account passwords.

A screenshot from a video released on Telegram claiming to show how Meta’s AI customer support bot could be tricked into resetting a target’s password.
On May 31, word began to spread on several Telegram instant message channels that Meta’s AI bot would happily add an email address to an existing account as part of the bot’s standard password reset flow.
A video released on Telegram by pro-Iran hackers claimed to document a remarkably simple exploit that appears to have involved using a VPN connection with an IP address that is in or near the target’s usual hometown, requesting a password reset for the account, and then choosing to chat with Meta’s AI support assistant. From there, the video shows the attacker told the bot to link the account in question to a new email address, after which the bot dutifully sent that address a one-time code that allowed a password reset.
The Telegram account that posted the video also linked to screenshots of pro-Iran images, videos and messages that defaced the hacked Instagram accounts, saying hackers had used the exploit to hijack a number of valuable (read: short) Instagram account names that allegedly have a resale value of more than a half million dollars.
Meta has not responded to requests for comment on the video’s claims, but Meta’s Andy Stone said on Twitter/X that the issue had been resolved and that they were securing impacted accounts. The security blog thecybersecguru.com reports that Meta pushed an emergency patch over the weekend, and clarified that no back end database was breached.
“Instagram has notoriously poor human support infrastructure,” Cybersecguru wrote. “Recovering a locked account – especially a high-value one can take weeks of back-and-forth with an automated ticketing system. Meta’s solution was to deploy a conversational AI layer to handle common recovery workflows: relinking a lost email address, triggering a password reset, verifying account ownership. The assistant, presumably, was supposed to reduce friction for legitimate users stuck in account-access hell.”
Ian Goldin, a threat researcher at Lumen’s Black Lotus Labs, said we’re entering unchartered security territory as more large online platforms start allowing AI chatbots to handle sensitive account recovery requests. Just like human customer support employees can be social engineered into providing unauthorized access to someone’s account, AI bots are equally eager to help and vulnerable to persuasion and trickery, he said.
“AI chatbots create interesting new attack surface, and we’re likely going to see a lot more of these kinds of attacks,” Goldin said.
Securing your various online accounts means taking full advantage of the most secure form of multi-factor authentication (MFA) offered (such as a passkey or security key). In this case, even using the least robust form of MFA that Instagram offers — a one-time code sent via SMS — likely would have blocked the exploit: The hackers who released the video on Telegram said their exploit failed to work against any accounts that had MFA enabled.

Un fermo NO alla guerra e a ogni escalation militare si alzerà, con voce unica, sabato 6 giugno davanti alla base USAF di Aviano. Sarà una grande manifestazione nazionale, unitaria e nonviolenta promossa da Anpi, CGIl, Tavolo della Pace, Centro Balducci e molti altri, a cui come Movimento Nonviolento- Centro territoriale di Pordenone abbiamo collaborato [...]
L'articolo Aviano, 6 giugno: contro le guerre, il riarmo, le testate nucleari proviene da Movimento Nonviolento.
La guerra in Ucraina si è trasformata da tempo in un tritacarne, ma per avere un’idea di quanto sia costata in termini di vite umane non ci si può affidare ai dati dei belligeranti. Se considerassimo affidabili i dati ucraini sulle perdite russe, tra morti e feriti inabili al combattimento, saremmo ben oltre il milione e 300mila uomini. Quasi specularmente il ministero della Difesa di Mosca quantifica in 1,5 milioni gli ucraini morti o feriti gravi. Tuttavia, pur non avendo cifre ufficiali, esistono report basati su elenchi di nomi verificati che portano le vittime militari complessive a oltre 600mila uomini.
PER PIÙ DI TRE ANNI i media occidentali hanno aperto le notizie del giorno sull’Ucraina citando le cifre fornite dal ministero della Difesa di Kiev sui caduti russi e azzardando le teorie più apocalittiche sulle sorti dei reparti di Mosca. Le quali, in parte, traggono spunto da un assunto impresso su tutti i manuali di teoria militare: chi attacca subisce perdite molto più alte di chi difende, in un rapporto di circa 3 a 1. Siccome la guerra dei russi è stata tutta offensiva, è scontato e quasi certamente vero che gli uomini di Vladimir Putin alla fine avranno un bilancio complessivo molto più alto della controparte.
QUESTA SETTIMANA Anne Keast-Butler, direttrice della Gchq, l’agenzia di intelligence britannica che si occupa di cyberattacchi ha dichiarato che «quasi 500mila soldati russi sono morti dall’inizio della guerra», ma si tratta di stime su dati classificati. Non come quelli che compongono il report che Mediazona (uno dei principali media dell’opposizione del Cremlino) ha compilato e aggiorna costantemente in collaborazione con Meduza (altro media d’opposizione russo) e la versione russa della Bbc. Al 22 maggio 2026 è stata trovata conferma di 221.206 soldati russi caduti in Ucraina dall’inizio dell’invasione. Di questi 7.147 sono ufficiali. Il dato, considerato il più affidabile al momento, è costruito basandosi sugli annunci delle famiglie sui social network, sui funerali, le comunicazioni funebri, gli elenchi ufficiali (laddove disponibili o in qualche modo scoperti) dell’amministrazione civile e militare. Si legge nella premessa: «abbiamo elaborato una stima basata sulla mortalità maschile in eccesso, utilizzando i dati del Registro nazionale delle successioni. Questo metodo statistico, messo a punto in collaborazione con Meduza, contribuisce a ovviare ai limiti derivanti dal fare affidamento esclusivamente sui decessi riportati dai media» e porta la cifra complessiva stimata a 352mila caduti. Non si tengono in considerazione i feriti, che secondo tutti i rapporti internazionali ammontano a diverse centinaia di migliaia.
IL RAPPORTO consegna uno schema evidente dell’evoluzione del conflitto: «nei primi sei mesi di guerra, quando i combattimenti erano condotti dall’esercito regolare, la fascia d’età compresa tra i 21 e i 23 anni registrava il maggior numero di vittime». Successivamente, con il reclutamento forzato dei carcerati, l’afflusso costante di volontari e l’arrivo dei richiamati delle classi precedenti, si arriva a più di 120mila morti confermati tra i 30 e i 45 anni. Questi numeri ci dicono che la guerra è cambiata: dall’ “operazione militare speciale” dei professionisti delle armi, alla carne da cannone reclutata nelle regioni più lontane e mandata a fare numero. Infatti i morti complessivi sono saliti progressivamente settimana dopo settimana, fino a quintuplicare – in media – nel 2025 rispetto al 2022.
ANCHE LA PROVENIENZA dei defunti è emblematica: le regioni che hanno dato più uomini sono le più remote (e in molti casi povere) con in testa la Baschiria (9473) e il Tatarstan (8408). Tuttavia, dell’intera parte occidentale della Federazione, la regione di Mosca è quella che ha pagato il tributo di sangue più alto (5799, ma su 13 milioni di residenti).
VOLODYMYR ZELENSKY hs fornito per la prima volta delle cifre sui caduti ucraini all’inizio di quest’anno: 55mila. Qualsiasi fonte che non sia il governo di Kiev sostiene che tale cifra non sia aderente alla realtà. Secondo il progetto Ua losses, che sta compilando un report simile a quello di Mediazona ma con meno mezzi e collaborazioni, ad oggi siamo ad almeno 91.559 morti confermati, 95.165 dispersi e 4.454 prigionieri. Stupisce – e questa è una specificità ucraina – che in molti casi le autorità militari preferiscano utilizzare l’etichetta “disperso” invece che dichiarare il decesso di un soldato. Tale pratica, come abbiamo più volte raccontato, porta all’esasperazione le famiglie. Meno specifici i dati del centro studi Usa Csis: tra i 100 e i 140mila caduti e quasi 500mila feriti. Mentre la Bbc parla di 200mila caduti.
I DATI SUI CIVILI, al contrario, sono quasi univoci. Gli ucraini uccisi dai bombardamenti russi sono almeno 16mila e 48mila i feriti (dati Onu). Mentre per quelli russi non si hanno stime esatte anche perché al momento i numeri sono esigui e limitati alla seconda metà del 2025 e al ’26, ovvero da quando i droni ucraini hanno iniziato a colpire regolarmente le regioni a ridosso della frontiera.


| Version: | 6.6.142 (longterm) |
|---|---|
| Released: | 2026-06-01 |
| Source: | linux-6.6.142.tar.xz |
| PGP Signature: | linux-6.6.142.tar.sign |
| Patch: | full (incremental) |
| ChangeLog: | ChangeLog-6.6.142 |
2 giugno: celebriamo gli 80 anni della Costituzione italiana. Lavoro, diritti, uguaglianza, decentramento, minoranze, indipendenza stato e chiesa, uguaglianza religioni, tutela dell'ambiente biodiversità e ecosistemi, diritto internazionale, ripudio della guerra: sono questi i principi fondamentali su cui si basa la nostra Repubblica. Tra questi non troviamo le armi e nemmeno chi le benedice. E allora [...]
L'articolo 2 giugno: celebriamo gli 80 anni della Costituzione italiana proviene da Movimento Nonviolento.
| Version: | 6.1.175 (longterm) |
|---|---|
| Released: | 2026-06-01 |
| Source: | linux-6.1.175.tar.xz |
| PGP Signature: | linux-6.1.175.tar.sign |
| Patch: | full (incremental) |
| ChangeLog: | ChangeLog-6.1.175 |
| Version: | 5.15.209 (longterm) |
|---|---|
| Released: | 2026-06-01 |
| Source: | linux-5.15.209.tar.xz |
| PGP Signature: | linux-5.15.209.tar.sign |
| Patch: | full (incremental) |
| ChangeLog: | ChangeLog-5.15.209 |
| Version: | 5.10.258 (longterm) |
|---|---|
| Released: | 2026-06-01 |
| Source: | linux-5.10.258.tar.xz |
| PGP Signature: | linux-5.10.258.tar.sign |
| Patch: | full (incremental) |
| ChangeLog: | ChangeLog-5.10.258 |
With Infosecurity Europe kicking off tomorrow, many of us will be fine tuning our schedules and prepping for the festivities to kick off. The Gurus have been busy collecting a selection of unmissable events to help you plan your trip and ensure you get the most out of your visit.
Here’s a selection of ones we think you’ll enjoy:
Joanna Mendez, Former CIA Chief of Disguise and author
The Deception Playbook: Inside the Mind of a CIA Spy
Keynote Stage
Tuesday, 2nd June @ 10:10 – 10:50
This keynote explores how the principles of espionage, deception and psychological manipulation underpin many of today’s most effective cyber-attacks. Drawing on her experience as the CIA’s former Chief of Disguise, Jonna Mendez shares compelling real-world lessons on trust, influence and human vulnerability, offering security leaders a fresh perspective on social engineering risks and organisational resilience.
Darren Guccione, CEO and Co-Founder, Keeper Security:
Super-Identities at Machine Speed: Securing the Rise of AI Agents
Cyber Strategies Stage
Tuesday, 2nd June @10:00 – 10:25
This session explores the growing security risks posed by AI agents as they become increasingly autonomous within enterprise environments. You’ll learn why traditional identity and access controls are no longer sufficient, and gain practical guidance on securing AI agents through least-privilege access, continuous monitoring and governance frameworks that support emerging UK and EU regulations.
Nico Hulkenberg, F1 Driver, Audi Revolut F1 Team and Lisa Forte, Partner at Red Goat Cyber Security
In the Driver’s Seat with Nico Hulkenberg
Keynote Stage
12:25-12:45
With around 250 Grand Prix races in his career, Nico Hülkenberg is one of the most experienced drivers in the industry. In cyber security we often draw parallels with the Formula 1 world, as both operate with speed, data, risk and teamwork at extremely high stakes. Join Lisa Forte and Nico as they take to the stage, for this racy unmissable conversation.
Mayur Upadhyaya, CEO and Co-founder, APIContext:
Resilience and Cyber Risk Theatre
Tuesday, 2nd June @ 12:45 – 13:15
This session examines how organisations can improve resilience in increasingly automated, machine-to-machine environments where service failures are often difficult to detect. You’ll learn how to identify modern monitoring blind spots across APIs and third-party services, and how continuous external verification can help spot issues early before they affect customers or business operations.
Reporting Active Exploits in 24 Hours: Are You Ready for the CRA?
Resilience and Cyber Risk Theatre
Tuesday, 2nd June @ 15:00 – 15:30
This session focuses on how organisations can prepare their vulnerability management and AppSec processes for the Cyber Resilience Act’s strict reporting requirements. Attendees will gain practical insights into the operational, technical and workflow changes needed to detect, verify and report actively exploited vulnerabilities quickly, while improving cross-team collaboration, automation and compliance readiness.
Tim Ward, CEO and Co-founder, Redflags, and Daniela Waugh, Head of Information Security, S&W Group:
Intelligent Behaviour Change in the Age of AI
Case Studies Stage
Tuesday, 2nd June @ 14:15 – 14:45
This case study session explores how organisations can drive meaningful, long-term security behaviour change by understanding and influencing how people make decisions in the workplace. You’ll learn practical approaches to reducing human risk, fostering a stronger security culture, and using insights from employee interactions with AI tools to identify emerging risks and shape effective governance strategies.
Filigran and Centrica Plc
Case Studies Stage
Tuesday, 2nd June @14:40 – 15:05
This session explores how organisations can make cyber threat intelligence more effective by breaking down security silos and improving the quality of threat data. Through a real-world case study from Centrica, you’ll learn how AI-enhanced intelligence workflows and automated feedback mechanisms can help prioritise threats more effectively, reduce noise, and create a more proactive, intelligence-led security operation.
Meera Tamboli, DFIR Analyst at AVEVA
What 500+ Mentoring Calls Taught Me About Confidence in Cybersecurity
Community@Infosec
Wednesday 3rd June, 10:00 – 10:30
This session explores the personal and professional challenges many people face when building a career in cybersecurity, including imposter syndrome, burnout and fear of failure. Through insights gained from mentoring hundreds of cyber professionals, attendees will learn why community, authenticity and support are critical to building confidence, resilience and long-term success in the industry.
Rik Ferguson, Vice President Security Intelligence, Forescout
“Quantum is still far off, we can wait – can’t we?”
Keynote Stage
Wednesday, 3rd June 2026 @ 11:00 – 11:45
This session explains why post-quantum cryptography (PQC) is a migration challenge that organisations need to address today, rather than a future problem to worry about when quantum computers arrive. You’ll learn how long technology refresh cycles can create hidden risks, what steps should be taken now to avoid crypto-agility issues, and how leading industries are preparing for the transition to quantum-safe security.
The Resiliency Quad: Integrated Framework for Sustaining Human Performance
Community@Infosec
Wednesday, 3rd June @ 13:30 – 14:00
This session introduces the Resiliency Quad, a framework for building sustainable performance through a balanced approach to physical, emotional, technological and developmental resilience. Attendees will gain practical insights into how strengthening these interconnected areas can improve wellbeing, adaptability and long-term effectiveness in both personal and professional settings.
Women in Cyber 10 Year Celebrations!
This year Infosec marks a decade of the Women in Cybersecurity programme with sessions designed to inspire, empower and drive real change. The sessions will explore how women are redefining success in their cybersecurity careers and what’s shifted over the past 10 years. They’ll also highlight how allyship and diverse teams now play a crucial role in strengthening cyber operations. With practical insights, forward looking discussion and a special keynote speaker, this milestone year offers a powerful look at how far the industry has come and what’s next.
Cyber Fest 2025 Cyber House Party (Sold Out) | The Fox, Excel | 3rd June | 17:30 – 23:30pm
Cyber House Party is the industry’s biggest fundraising bash, plus you get to hear colleagues, peers, connections show off their DJing skills. Always a blast! AND they’re raising money for the NSPCC.
Yemurai Rabvukwa, Senior Cybersecurity Associate and Cyber Careers Influencer, Individual Contributor
Navigating the Imposter Monster as a Cyber Professional
Community@Infosec
Thursday, 4th June 2026 @ 10:00 – 10:30
This keynote explores how cybersecurity professionals can overcome self-doubt by reframing imposter syndrome as the Imposter Monster. Attendees will learn a practical framework for building confidence, managing uncertainty and developing a healthier mindset for personal and professional growth.
Peter Coroneos, Founder of Cybermindz
Human Capability Risk in Cybersecurity: When Defender Burnout Becomes a Control Opportunity
Keynote Stage
Thursday, 4th June 2026 @ 11:00 – 11:35
This session explores the often-overlooked link between human performance and cyber resilience, highlighting how stress, burnout, poor sleep and uncertainty can directly affect the effectiveness of security operations. Attendees will learn how to treat workforce wellbeing as an operational risk factor, using measurable performance data and governance frameworks to strengthen decision-making, improve resilience and maintain the long-term effectiveness of cyber defence teams.
Mo Patel / Phil McGowan, Huntress:
Deep Dive Stage
Thursday, 4th June 2026 @ 12:30 – 13:15
This session cuts through the hype around Zero Trust, explaining why it is a security strategy rather than a product. You’ll gain a clearer understanding of the core principles behind Zero Trust, how they address modern security challenges, and what organisations should focus on when building a practical Zero Trust architecture based on continuous verification and least-privilege access.
Nasser Arif, Cybersecurity Manager at NHS
Community@Infosec
Thursday, 4th June 2026 @ 13:30 – 14:00
This session shares the career journey and insights of an award-winning NHS Cyber Security Manager who progressed from volunteer to leading security across multiple NHS Trusts. Attendees will gain perspectives on building positive security cultures, making cybersecurity more accessible and inclusive, and balancing technical expertise with the human side of security.
That’s our take on the hottest line up at Infosec this year, if you do see us at any of the above, say hello!
The post IT Security Guru picks for Infosecurity Europe 2026 appeared first on IT Security Guru.
Launch applications and interact with the desktop using mouse gestures at an entirely new level with Kando.
Nexis lets you manage processes, applications, packages, and disk health with a single tool. We'll help you get started.
This month we explore Solus 4.9, RakuOS 2026.04.15, Trisquel 12.0, and iDeal OS 2026.04.03.
A recent FCC decision won't allow new authorizations for foreign-made consumer routers to be sold in the US.
Keeping Linux machines in a known state requires a configuration management system. Discover how pyinfra simplifies this task with Python's full programming power.
Bottles lets you run Windows apps and games on Linux in clean, isolated environments without dual-booting.
Docker containers and Kubernetes pods might not be as airtight as you think. We'll show you three potential attacks.
Remember the old days when you could buy software and they gave you a permanent copy of the files on a shrink-wrapped CD? It was primitive, but at least you knew what you were getting, and you could rest assured that your new purchase would remain in your cupboard until you or one of your heirs decided to throw it away. The new service-based Internet was sold to the public as a convenience, but under the surface, it made consumer decisions even more complicated and challenged our assumptions about what it even means to "buy" or "own."
Mike Schilli's new home rooftop weather station continuously provides sun, wind, and rain data. High time to create a custom analysis program.
Valve's compatibility layer has transformed the open source platform into a serious gaming contender.
We'll show you some best practices for introducing Claude Code (or another LLM-based coding assistant) while maintaining knowledge and control of the code.
AI is here to stay, and understanding how it works under the hood can mean the difference between frustration and genuinely useful results. This article covers LLM fundamentals, effective prompting, and a structured agentic workflow that puts you in control.
This month in Linux Voice and Elvie.
Exploiting Layer 4 protocol handshakes and the resource limits of Layer 7.
This month, we explore the top FOSS, including a popular BitTorrent Client, a modern 8-bit game, and a slick web browser.
The Fischertechnik Maker Kit Bionic lets you enter the world of walking robots. We'll show you what it takes to bring this robot to life.
In the news: Fedora 44 Gaming Ready; Manjaro 26.1 Preview; Microsoft Issues Warning About Linux Vulnerability; Is AI Coming to Your Ubuntu Desktop?; Framework Laptop 13 Pro Competes with the Best; Latest CachyOS Features Supercharged Kernel; Kernel 7.0 Is a Bit More Rusty; and France Says "Au Revoir" to Microsoft.
The core of an immutable system cannot be changed, but you can bend that rule by overlaying your own stuff using a nifty systemd feature called SysExt.
Use common logic with DIP switches to determine functionality, IP addresses, hostnames, and other functional differences on repetitive hardware arrangements.
This month in Kernel News, AI hunts for linux bugs.

Qualys has discovered a vulnerability in the Linux kernel that can be used to elevate standard user privileges.
Avec ces températures, vous transpirez à grosses gouttes ? Ce n'est pas une excuse pour oublier le #KhrysPresso de @Khrys (ni pour oublier de le publier ! 😱 )
https://framablog.org/2026/06/01/khryspresso-du-lundi-1er-juin-2026/
(Photo de Vesselin Dochkov - CC 0)

The rapid adoption of AI coding assistants is creating a new governance challenge for enterprise security teams, according to research released by Salt Security, which found that nine in ten security leaders are concerned about the security risks associated with AI-generated code. The research, AI Coding Assistants and the New Security Challenge, surveyed 100 IT security leaders across the UK and US and highlights the growing tension between software development speed and security oversight.
According to the study, 67% of organisations now report widespread adoption of AI coding assistants across development teams, reflecting how deeply AI has become embedded in modern software engineering practices. However, governance frameworks have struggled to keep pace. While organisations increasingly rely on AI to accelerate development, 38% still depend primarily on manual reviews to assess AI-generated code, a process many security leaders believe is becoming unsustainable.
Among respondents, 29% identified insecure coding patterns as the biggest risk introduced by AI assistants, while 15% cited concerns about generated code failing to align with internal security policies.
The findings mirror wider industry concerns about the quality and security of machine-generated software. According to figures cited by Salt Security, AI coding assistants now generate nearly half of all code written on platforms such as GitHub, while independent research has found that a significant proportion of AI-generated code contains known vulnerabilities.
“AI coding assistants are fundamentally changing how software is built, but governance has not kept pace,” said Roey Eliyahu, CEO and co-founder of Salt Security.
“Most organisations recognise the risks, but many are still trying to manage AI-generated code using security processes designed for a pre-AI world. That approach does not scale. Security leaders need visibility, consistency and embedded governance across the AI-assisted development lifecycle before code volumes become unmanageable.”
The research also revealed that larger enterprises face greater operational complexity as AI adoption grows. Organisations with more than 500 employees were significantly more likely to report challenges around governance consistency, developer overreliance on AI-generated outputs and policy enforcement across distributed development teams.
The findings coincide with the launch of Salt Code, a new addition to the company’s Agentic Security Platform designed to enforce security policies directly within AI coding assistants such as Claude Code, GitHub Copilot, Cursor, Gemini CLI and Codex. Salt Code is designed to move security controls earlier in the software development lifecycle. Rather than relying solely on traditional security testing tools after code has been written, Salt Code applies organisational security policies during code generation itself.
At the heart of the platform is Salt’s Posture Governance Engine, which allows organisations to define security and compliance requirements once and enforce them consistently across code creation, deployment and runtime environments. The platform includes pre-built policy packs covering frameworks such as the OWASP API Top 10, MCP Security Top 10, LLM Security Top 10 and OpenAPI/Swagger compliance.
According to Salt Security, the approach is intended to address what it describes as “security drift”, or the gradual divergence between organisational policies and actual development practices that can occur as AI-generated code volumes increase.
“AI is writing code faster than organisations can govern it, whether that AI is Claude, Gemini, Copilot, or the next tool a developer downloads tomorrow,” Eliyahu said.
“For the first time, security policy travels with the code itself, from the first prompt through every stage of the pipeline and into runtime. Organisations no longer have to choose between the speed AI enables and the security their business requires.”
Industry analysts have argued that governance will become increasingly important as AI-generated code forms a growing share of enterprise software. Salt’s research suggests that organisations are already recognising the challenge, with security leaders expressing concerns that manual review processes are struggling to scale alongside AI-assisted development.
“I regularly point organisations toward Salt because the full Agentic Security Graph is genuinely differentiating. Salt Code is the piece that ties it together,” said Christopher M. Steffen, CISSP, CISA, CCZ, VP of Research, Information Security, Risk and Compliance Management, Enterprise Management Associates. “With code-level context layered onto runtime behaviour, Salt is building a multi-dimensional defence for agentic systems rather than another single-point tool. That is the direction this market needs to move.”
The company is encouraging organisations to focus on improving visibility into AI-generated code, reducing dependence on manual review, standardising secure development practices and treating AI coding assistants as part of the wider software supply chain.
As enterprises continue to embrace AI-assisted development, the findings suggest that the next phase of adoption may be defined less by productivity gains and more by how effectively organisations can govern and secure the code these systems produce.
The post Nine in Ten Security Leaders Concerned About AI-Generated Code Risks as Salt Security Launches New Governance Tool appeared first on IT Security Guru.
Bonjour à tous,
Avec mon association, nous souhaitons mettre une pétition en ligne. Nous avons fait un “test” en signant nous-même une fois mais, une fois que nous avons cliqué sur le bouton “signer”, une page d’erreur 500 s’affiche et, dans la finalité, la signature n’est pas comptabilisée.
J’ai cru comprendre que cette erreur est déjà arrivée et je voulais savoir comment les autres internautes l’ont résolue ?
Si jamais il y a besoin de changer de site, quelle alternative conseillez-vous ?
En vous souhaitant une bonne journée !!
3 messages - 2 participant(e)s




I can confirm that. A NUC is a very good choice for OWRX(+).
I am also running an Intel NUC5i3 with an RSPdx, an AirSpy HF+, and an RTL-SDR V4.
I have taken my Raspberry Pi out of service.
Regards, Steffen
O zempic è il nome commerciale di un farmaco capace di intervenire sui meccanismi della fame e della sazietà. Rallenta lo svuotamento dello stomaco e attenua l’appetito, inducendo a mangiare meno e portando, nel tempo, alla perdita di peso. Nato per il trattamento del diabete di tipo 2, è diventato in pochi anni l’esempio più noto di una nuova classe di farmaci dimagranti, che spostano il controllo del peso dal piano della volontà individuale a quello della regolazione farmacologica. A prima vista questo spostamento alleggerisce la pressione sul singolo, poiché non gli si chiede più di “mangiare meno e muoversi di più”. E tuttavia, sotto questa trasformazione rimane inalterato il modo in cui guardiamo i corpi grandi: corpi sbagliati, sgradevoli, da correggere e da riportare a una norma. Il corpo grasso viene letto ancora una volta come una responsabilità individuale e, prima ancora, come una colpa.
Se è vero che l’obesità è stata accertata come fattore di rischio per molte patologie, è anche vero che nel discorso pubblico si tende spesso a trasformare questa correlazione in un giudizio, non solo estetico ma anche morale, sul corpo e sulla persona. La grassofobia agisce su tre dimensioni: il pregiudizio, ovvero l’idea che i corpi grandi valgano meno, lo stigma, ovvero l’attribuzione di qualità negative alle persone grasse (ingorde, pigre, trasandate), e infine la discriminazione, cioè l’insieme delle barriere e dei comportamenti che tendono a tagliare fuori le persone grasse dalla vita sociale e lavorativa.
Questa dinamica non si distribuisce però in modo uniforme. Negli ultimi anni, soprattutto nei contesti di attivismo anglofono legati al movimento fat acceptance, si sono diffuse categorie informali come mid-size, small fat, mid fat, super fat e infinifat, utilizzate per descrivere differenze interne a ciò che viene spesso trattato come un gruppo omogeneo. Si tratta di etichette non scientifiche, nate per rendere visibile un dato empirico: la grassofobia tende a intensificarsi con l’aumentare della taglia. Chi occupa posizioni più vicine ai modelli corporei socialmente accettati può ancora abitare e attraversare, con qualche attrito, spazi e pratiche pensati per corpi standard; man mano che ci si allontana da questi parametri lo stigma si fa più esplicito e le barriere più escludenti.
Chi è vittima di atteggiamenti grassofobici ha maggiori probabilità di rimandare visite e controlli, di ricevere diagnosi tardive o trattamenti meno adeguati, e più in generale di sviluppare un rapporto problematico con il sistema sanitario.Anche senza passare in rassegna i dati che documentano ostacoli e trattamenti peggiori nell’accesso a lavoro, scuola e cure, basta guardare agli oggetti più ordinari per vedere come questa logica si traduca nella pratica: sedili di aerei e lettini di ospedale troppo stretti per ospitare certi corpi, brand di abbigliamento che prevedono solo alcune taglie, bilance non tarate su corpi più pesanti. Qui la grassofobia non passa da un giudizio esplicito ma è inscritta in un progetto che decide silenziosamente quali corpi sono previsti e quali no.
Un’analisi pubblicata sull’International Journal of Obesity nel 2025, basata su oltre un milione di risposte raccolte nel tempo, mostra che atteggiamenti negativi verso le persone obese sono diffusi anche tra i medici e gli operatori sanitari, e in alcuni casi risultano persino più marcati tra chi ha un ruolo diretto nella diagnosi e nel trattamento. Questi atteggiamenti non si presentano necessariamente come ostilità aperta; più spesso prendono la forma di associazioni automatiche legate all’idea che il peso sia una questione di volontà, che il corpo grasso indichi scarso controllo o scarsa adesione alle raccomandazioni mediche.
È un tipo di sguardo che tende a semplificare e che può influenzare il modo in cui si interpreta un sintomo o si costruisce un percorso di cura. Le persone che ne sono vittima hanno maggiori probabilità di rimandare visite e controlli, di ricevere diagnosi tardive o trattamenti meno adeguati, e più in generale di sviluppare un rapporto problematico con il sistema sanitario. Secondo alcune ricostruzioni teoriche l’obesità si sarebbe affermata come categoria clinica all’interno di una cornice grassofobica, che a sua volta affonda le sue radici in una storia ben più lunga, legata al colonialismo e alla morale protestante. Ma per comprenderlo occorre fare un passo indietro.
L’epidemia di obesità
Alla fine degli anni Novanta, un articolo sul Journal of the American Medical Association (JAMA) segnò un punto di svolta nel modo in cui parliamo di corpi grassi. Mettendo in fila i dati raccolti tra il 1991 e il 1998, un gruppo di ricercatori dei Centers for Disease Control aveva registrato un aumento significativo della quota di adulti obesi negli Stati Uniti, dal 12 al 17,9% in soli sette anni, con una crescita in tutti gli Stati, in entrambi i sessi e in quasi tutti i gruppi di età. Il fenomeno non era descritto come una semplice tendenza, ma come un’“epidemia di obesità”.
Nello stigma nei confronti dell’obesità delle narrazioni patologizzanti, la responsabilità veniva scaricata sui singoli e sulle famiglie, secondo una logica che ignorava i determinanti sociali, economici e ambientali delle scelte individuali.Questa connotazione di allarme e urgenza diventò centrale nella campagna mediatica successiva, anche attraverso la diffusione di grafici che mostravano la progressione del fenomeno anno per anno, come se si stesse seguendo l’evoluzione di un contagio. “Epidemia di obesità” divenne una formula sempre più accreditata, utilizzata come base scientifica per la “guerra all’obesità” che ne conseguì: a partire dagli anni Duemila si diffusero linee guida che fissavano soglie numeriche di “peso sano”, interventi sulle mense e sui programmi di attività fisica nelle scuole, normative più stringenti sulla produzione di bevande zuccherate e sulle pubblicità di junk food.
In diversi Paesi anglofoni circolavano spot che facevano leva sulla paura del futuro e su una struttura narrativa del tipo “what if”: in un video della campagna Strong4Life, per esempio, si ripercorre a ritroso la vita di un uomo colpito da infarto, risalendo fino all’infanzia. Man mano che il racconto procede, ogni passaggio viene associato a gesti come il consumo di bevande zuccherate o la visione prolungata di programmi televisivi, suggerendo che la condizione finale sia il risultato diretto e cumulativo delle scelte fatte nel corso della vita, spesso dentro lo spazio domestico e familiare. In questo genere di narrazioni la responsabilità veniva scaricata sui singoli e sulle famiglie, secondo una logica che ignorava i determinanti sociali, economici e ambientali delle scelte individuali, ovvero tutto ciò che rende difficile cambiare abitudini: lavoro precario, marginalità sociale, costo elevato del cibo più sano, città progettate per le auto, stress cronico.
Al di là dell’intenzione comunicativa, questi spot veicolavano un’equazione che oggi ci sembra quasi ovvia, quella tra il corpo magro e il corpo sano, ma che un tempo era impensabile. Per buona parte del Novecento le principali preoccupazioni sanitarie erano state la malnutrizione, le carenze vitaminiche, le malattie infettive che attecchivano su corpi troppo gracili. All’epoca si riteneva che qualche chilo in più potesse fornire un piccolo margine di protezione e la magrezza era considerata un segnale di malattia e decadenza sociale.
Col passare dei decenni, polmoniti e tubercolosi arretrarono progressivamente grazie al miglioramento delle condizioni igieniche e abitative e allo sviluppo di vaccini e antibiotici. Nello stesso tempo, l’aumento della popolazione anziana e i cambiamenti nello stile di vita (primi fra tutti l’alimentazione industriale e la crescente sedentarietà) spostarono l’attenzione verso le patologie non trasmissibili come l’infarto, l’ictus e il diabete di tipo 2, con lo studio dei relativi fattori di rischio. I medici cominciarono a monitorare le persone per anni, a confrontare nel tempo parametri come il peso, la pressione e la glicemia, a notare che chi pesa di più, in media, si ammala prima di certe malattie croniche. Tra gli anni Settanta e Ottanta il grasso diventò a tutti gli effetti un campanello d’allarme e un problema di salute pubblica, soprattutto nei Paesi anglofoni.
Chi ha un corpo più vicino ai modelli socialmente accettati può ancora abitare e attraversare, con qualche attrito, spazi e pratiche pensati per corpi standard; man mano che ci si allontana da questi parametri lo stigma si fa più esplicito e le barriere più escludenti.All’inizio degli anni Novanta l’Organizzazione mondiale della sanità si trovò davanti a un problema molto pratico: in ogni Paese si usavano soglie diverse per decidere chi è in sovrappeso e chi no, con risultati difficili da confrontare. Si scelse allora di eleggere a criterio ufficiale l’indice di massa corporea (BMI, Body Mass Index), un indicatore dato dal rapporto tra peso e altezza al quadrato. Sulla base di questo criterio, si suddivideva la popolazione in quattro fasce principali: sotto una certa soglia numerica si parla di sottopeso, in un intervallo intermedio di normopeso, oltre di sovrappeso e ancora oltre di obesità.
Nel 1998 gli Stati Uniti si allinearono a queste soglie e abbassarono il limite tra normopeso e sovrappeso. Così, dall’oggi al domani, milioni di persone che il giorno prima erano considerate nella norma diventarono, per definizione, in sovrappeso. Quando, l’anno dopo, l’articolo del JAMA parlerà di “diffusione dell’epidemia di obesità”, troverà quindi un vocabolario, degli strumenti di misura e un immaginario già pronti ad accogliere quella metafora.
Il BMI: che cosa misura davvero
In origine il BMI non nasce nel campo della medicina e non serve a stabilire se una persona sia sana o malata. Il criterio era stato introdotto nell’Ottocento dal matematico e statistico belga Adolphe Quetelet e poi preso in prestito dalle compagnie assicurative, che lo usavano per calcolare, su grandi numeri, la probabilità di morte associata a determinate caratteristiche fisiche, come il rapporto tra peso e altezza, così da fissare il prezzo delle polizze. Chi si discostava da certi intervalli di peso veniva considerato più costoso da assicurare. Il BMI aveva quindi una finalità statistica e descrittiva, non una finalità clinica. È solo in un secondo momento che questo parametro è stato ripreso dalla medicina per fissare “soglie di normalità”, trasformando una correlazione statistica in un criterio di salute individuale.
Questo slittamento rappresenta un punto decisivo, perché cambia completamente il senso dello strumento: una probabilità statistica più alta in un ampio gruppo di popolazione non significa che qualsiasi persona con un BMI alto morirà prima o sia destinata a una cattiva salute. Il BMI, da solo, non distingue tra muscolo e adipe e non dice nulla su pressione sanguigna, glicemia, livelli di infiammazione, capacità cardiorespiratoria o presenza di malattie. Una persona classificata come “sovrappeso” può avere esami del sangue perfettamente nella norma, fare attività fisica regolare e non avere alcun segnale clinico di malattia. Allo stesso tempo, una persona con un BMI “normale” può avere il diabete o altri problemi di salute. Questo perché l’indicatore non considera il funzionamento dell’organismo, ma esprime solo un rapporto matematico. È proprio in questo passaggio, da criterio statistico a misura di normalità, che il BMI smette di essere solo uno strumento tecnico e diventa parte di un più ampio sistema di valori e significati culturali sul corpo.
L’indice di massa corporea (BMI) in origine aveva una finalità statistica e descrittiva, non clinica. Solo in un secondo momento è stato ripreso per fissare delle “soglie di normalità”, trasformando una correlazione statistica in un criterio di salute individuale.Oggi la valutazione dell’obesità non si basa più esclusivamente sul BMI, che resta uno strumento di primo screening ma viene considerato insufficiente da solo. Uno dei suoi limiti principali è il fatto di essere tarato su popolazioni molto specifiche, prevalentemente europee. Già nel 2004 un gruppo di esperti convocato dall’Organizzazione mondiale della sanità ha mostrato che, in molti Paesi asiatici, il rischio di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari aumenta a valori di BMI più bassi rispetto alle popolazioni europee, portando alla luce la necessità di proporre soglie differenziate. Nella pratica clinica attuale si adotta (o si dovrebbe adottare) un approccio multifattoriale all’obesità che integra altri indicatori, ad esempio la distribuzione del grasso corporeo e una serie di parametri (fisiologici, come la pressione arteriosa, e metabolici, come la glicemia e il profilo lipidico) che servono a stimare l’impatto reale sulla salute.
La letteratura scientifica recente, inoltre, distingue sempre più chiaramente tra obesità come condizione clinica, quando comporta già un danno funzionale o metabolico, e obesità come fattore di rischio, cioè una condizione che aumenta la probabilità di sviluppare determinate patologie nel tempo senza implicare necessariamente la presenza di malattia in atto. Questa doppia lettura rende il concetto molto più elastico e meno lineare di quanto suggerisca l’uso quotidiano del termine.
La costruzione culturale del sapere medico
Il fatto che la medicina, all’inizio, abbia incorporato il BMI in maniera piuttosto frettolosa e acritica può essere letto come l’esito di un contesto storico-culturale in cui il corpo grasso era già caricato di significati negativi, e in cui queste valutazioni hanno progressivamente colonizzato anche i saperi scientifici. Nel libro Fat Phobia (2022), la sociologa Sabrina Strings presenta l’adozione del BMI da parte della medicina come l’effetto di una genealogia in cui si intrecciano razzismo, religione e gerarchie sociali. Il suo lavoro è spesso citato nei dibattiti contemporanei su body positivity, grassofobia e medicalizzazione del peso, perché mette in discussione l’idea che il discorso medico sul corpo sia neutrale o puramente tecnico.
Nello sguardo coloniale il corpo nero, in particolare quello femminile, viene progressivamente associato all’idea di ingordigia e sensualità incontrollata, mentre per contrasto il corpo bianco viene associato all’idea di misura, controllo e sobrietà.Un primo elemento di questa storia è la tratta transatlantica degli schiavi, che tra il Sedicesimo e il Diciannovesimo secolo ha visto la deportazione coatta dall’Africa verso le Americhe, di milioni di persone, impiegate poi nelle piantagioni di zucchero, tabacco e cotone e in altre tipologie di lavoro forzato. Per rendere moralmente e politicamente accettabile la tratta degli schiavi era necessario costruire una differenza oggettiva radicale tra chi schiavizzava e chi veniva schiavizzato, in modo da presentare gli schiavi come persone naturalmente inadatte alla libertà e già predisposte, per loro stessa indole, a essere governate. Nasce così il razzismo scientifico: nello sguardo coloniale il corpo nero, e in particolare quello femminile nero, viene progressivamente associato all’idea di ingordigia e sensualità incontrollata, mentre il corpo bianco viene associato per contrasto all’idea di misura, controllo e sobrietà.
Parallelamente, questa contrapposizione viene sostenuta anche dalla diffusione, tra Europa settentrionale e Nord America, della cultura protestante e di una morale religiosa sempre più attenta al controllo del corpo. Nella morale protestante la frugalità e il dominio sugli appetiti diventano una forma di disciplina quotidiana e insieme un segno visibile di virtù e vicinanza allo stato di grazia, mentre il grasso tradisce un’anima dominata dall’eccesso (“gluttony” nella letteratura storica e teologica anglofona), spiritualmente povera, lontana da Dio. È dall’incrocio di queste due linee che emerge l’idea che il corpo magro e bianco sia l’unico corpo legittimo, moralmente superiore e “adatto” a rappresentare la nazione. Un’idea che attraversa anche la cultura iconografica e visuale, come testimoniano le raffigurazioni realizzate tra Ottocento e Novecento, che propongono un’immagine esuberante e ipersessualizzata della fisicità femminile nera.
Secondo Strings, dunque, la scelta del BMI come indice dello stato di salute è figlia di secoli di rappresentazioni non neutrali del corpo. Figure citate nel libro, come quella del medico George Cheyne, che racconta la propria “conversione” a una dieta quasi ascetica a base di latte, semi, pane e frutta, ci permettono di riconoscere una certa “parentela”, seppur lontana, con la moderna diet culture: dimagrire non è solo una questione di salute, ma molto più spesso è una questione di status.
Oggi impera una cultura per cui il corpo “riuscito” è quello che elimina o nasconde ogni traccia di sforzo e di fatica: deve comunicare uno stile di vita e una posizione sociale più che raccontare una storia e un processo.Dentro uno scenario che trasforma il peso corporeo in un segnale di status e valore personale si inserisce, probabilmente, anche il successo di farmaci come Ozempic. Il controllo del peso, oggi, non passa più soltanto dalla disciplina individuale, ma da una scorciatoia che agisce direttamente sui meccanismi biologici, garantendo una gratificazione rapida. Questo spostamento si colloca in una cultura in cui il corpo “riuscito” è quello che elimina o nasconde ogni traccia di sforzo e di fatica: il corpo deve comunicare uno stile di vita e una posizione sociale più che raccontare una storia e un processo. Anche quando la fatica viene rappresentata (basti pensare ai tanti gym content che popolano Instagram e TikTok) non compare quasi mai nella sua forma “grezza” (con tutto ciò che comporta: disordine, sudore, affanno, scompostezza), ma in una forma estetizzata, levigata e controllata.
Il passaggio dal primato della volontà alla regolazione farmacologica del corpo, comunque, non rompe la struttura precedente ma la riorganizza. Intanto perché agisce sul corpo così come si presenta, lasciando intatte le condizioni socioeconomiche che possono averlo plasmato: i ritmi di lavoro che rendono difficile una gestione regolare dei pasti, la struttura dei prezzi che penalizza il cibo fresco a favore di quello industriale, le città disegnate intorno alla mobilità automobilistica, la riduzione progressiva del tempo non assorbito da lavoro e spostamenti, contesti di vita iperstimolanti che favoriscono una relazione impulsiva con il cibo.
E poi perché il corpo magro, adesso più tecnicamente raggiungibile, resta l’orizzonte desiderabile. La differenza principale si sposta sul piano dell’accesso, con nuove forme di esclusione (chi può permettersi il “corpo Ozempic” e chi no) e una rinnovata ossessione per la magrezza come capitale estetico e sociale.
L'articolo Il corpo calcolato proviene da Il Tascabile.
Comme chaque lundi, un coup d’œil dans le rétroviseur pour découvrir les informations que vous avez peut-être ratées la semaine dernière.
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Plus de 200 personnes seraient décédées des suites d’Ebola en République démocratique du Congo et en Ouganda. Les médias indépendants internationaux parlent d’« une des épidémies les plus importantes de l’histoire récente », empirée par les décisions des États-Unis de Donald Trump.
Alors que le nombre de victimes du virus Ebola ne cesse d’augmenter, le conflit en cours dans l’est du pays ne fait qu’aggraver la situation. Manque de personnels soignants, déplacements des équipes médicales entravés, camps de déplacés… La situation pourrait devenir incontrôlable si les belligérants ne s’entendaient pas pour mettre en place les mesures nécessaires.
En parallèle, Moscou est accusée par l’Ukraine de s’être attaquée à un cargo truc, tandis que trois autres bateaux ont aussi été touchés sans que l’opération ne soit revendiquée.
New law permits real-time biometric surveillance in cases involving serious crime, kidnappings and threats to life
C’est dans le massif des Alpes que la hausse des températures est aujourd’hui parmi les plus visibles en Europe. À 10h du matin aujourd’hui, jeudi 28 mai, le thermomètre a atteint les 10°C sur la pointe Helbronner, un sommet du massif du Mont-Blanc parmi les plus élevés du continent, à 3 466 mètres d’altitude.
Le gouvernement néerlandais vient de bloquer le rachat de la société numérique Solvinity par l’acteur états-unien Kyndryl. En cause : des préoccupations en matière de souveraineté.
underneath the rhetoric of efficiency, modernisation, and citizen empowerment lies a more troubling reality. It is not a mere technical upgrade of public services, but a political choice, long in the making, to forego care and rights of individuals in favour of normalising surveillance, control and exclusion of the most marginalised.

Commercial spyware in Europe has recently made headlines with the now notorious names of Pegasus and Graphite, the expensive, exploitation-driven products at the top end of the market. Much less known is the wide underworld ecosystem of low-cost spyware vendors, often targeting citizens via their smartphones. EDRi member Osservatorio Nessuno has investigated and analysed two separate products, Spyrtacus and Morpheus.
La seconde édition du « Remigration Summit », un évènement identitaire organisé par d’ex-néonazis, a lieu ce 30 mai à Porto. De nombreux partis politiques européens y prônent la déportation des immigrés dans leur pays d’origine.
Britain has created a new breed of political prisoners through the systematic incarceration of people acting to prevent climate breakdown and the annihilation of Gaza

While Trump Brands Anti-Fascism “Terrorism,” Fascists Murder People in the Streets
Le Grec Kristian Gkolomeev a fait mieux que le record du monde du 50m nage libre mais sa performance ne sera pas homologuée.
US Infectious diseases centers launched during COVID have lost their funding under Trump.
L’enlèvement de Nicolás Maduro et de son épouse Cilia Flores par les forces spéciales américaines a marqué le début d’une nouvelle ère au Venezuela : celle d’un protectorat de facto dans lequel Washington gère le pétrole, les finances et le commerce extérieur.
Voir aussi Le banquier français Matthieu Pigasse décroche le contrat pour restructurer la dette du Venezuela (france24.com)
Telltale SSD activity can be measured in the browser using simple JavaScript.
Creating perfect randomness is surprisingly difficult. Even modern random number generators never generate completely ideal random numbers : small systematic errors can result in some numbers appearing slightly more frequently than others. For many applications, this does not matter. In cryptography, however, even the tiniest deviations can be problematic.
Musk says drones used Starlink instead of Starshield, blames military contractor.
La NASA a dévoilé mardi un plan d’investissement massif pour établir, à moyen terme, une base habitable sur la Lune prévue pour les années 2030. L’agence spatiale a fait appel aux géants de la tech que sont Space X et Blue Origin appartenant respectivement aux milliardaires Elon Musk et Jeff Bezos pour mettre en œuvre cette opération gigantesque.
En quelques années, les entreprises qui ambitionnent de faire décoller les usines dans l’espace se sont multipliées. En promettant de révolutionner la production de médicaments et de dépolluer l’industrie, elles attirent les financements privés comme publics. Pourtant, l’intérêt de ces projets ne fait pas l’unanimité.
New Glenn was due to play a starring role in NASA’s Artemis Program.This is the worst disaster in the history of Blue Origin, founded in 2000.
Voir aussi Rocket Report : A dark day for Blue Origin ; Pentagon eyes new launch site (arstechnica.com)
Le météore filait à 120 000 km/h à quelque 64 kilomètres dans le ciel avant d’exploser au-dessus de la région nord-est des États-Unis.
Millions of AI agents and tools around the world have been imperiled by a critical vulnerability that can allow hackers to breach the servers running them and make off with sensitive data and credentials to third-party accounts […]The vulnerability is present in Starlette, an open source framework that its developer says receives 325 million downloads per week.
Instead of links, Google is looking to push users down an AI chatbot rabbit hole. That’s despite the tech’s glaring shortcomings, which the company has yet to meaningfully address, with the company’s flagship AI Overview feature still suffering from a staggering number of hallucinations. Even something as simple as googling the word “disregard” sent the feature into a spiral, forcing the company to jump in after a wave of mockery.
It’s no secret there’s a war going on inside the open source community, with people adopting “AI” on one side, and those that want nothing to do with it on the other. While the former are, by nature, using destructive tactics like mass website scraping, license washing, taking people’s creative works without permission, taking all the RAM and GPUs, and oh, destroying the planet, the latter have mostly stuck to fairly benign things like policies banning “AI” use, “AI” bot blockers, and the occasional honey pot mazes to trap “AI” crawlers. No more. Things are escalating

“CEOs are uniquely prone to AI psychosis because they’re sufficiently distant from the last mile of work that still has to happen to generate most value with AI”[…]these top-level executives aren’t the people who have to review code, discover bugs, and identify calls to hallucinated libraries before software is deployed.
PR executives say UK companies are forcing them to present ordinary automation as artificial intelligence
Artificial intelligence (AI) companies influence policy and regulation using similar techniques to Big Tobacco, Big Pharma and Big Oil, according to a new study.
Corporate leaders are starting to question whether soaring AI spending is delivering meaningful returns.
Ads, rate limits, feature restrictions, price hikes. The AI free ride is over.
The earliest arrests under the Take It Down Act (TIDA) suggest that cops don’t have to work too hard to identify people illegally posting and selling nonconsensual sexualized deepfakes of women online.
Le pape va jusqu’à dénoncer « les nouvelles formes d’esclavage », nées des besoins d’extraction de ressources nécessaires à l’utilisation de l’intelligence artificielle (IA), comme les microprocesseurs.
With the co-founder of Anthropic at his side today in Rome, Pope Leo XIV released a major new encyclical—his first—called “Magnifica Humanitas” (“Magnificent Humanity”). It calls for AI to be “disarmed” in service of the common good.
Voir aussi Is Peter Thiel the target of Pope Leo’s Gandalf quote ? An investigation. (arstechnica.com)
EPA promises immediate investigation after congresswoman brings dirty jars of water to hearing

Les États-Unis ont réinstauré les sanctions prises à l’encontre de Francesca Albanese, une experte de l’ONU spécialiste des territoires palestiniens ayant vivement critiqué Israël, seulement quelques jours après leur levée.
Le ministre suprémaciste a eu le tort de montrer à la face du monde cette réalité d’Israël que le monde ne veut pas voir.
The seizure order, near Jenin refugee camp, is the latest move aimed at expanding military and settler presence in the north of the occupied territory.
Comment faire respecter la loi quand la famille devient le premier relais de la mutilation, au nom de l’honneur et de l’intégration sociale ?
A woman whose husband drugged, raped and filmed himself abusing her for years is speaking out about her experience in a bid to help other victims of similar crimes.
Chaque année, le 22 mai en Martinique et le 27 mai en Guadeloupe, les Antillais·es commémorent l’abolition de l’esclavage dans leurs territoires. Distinctes du 10 mai retenu par l’État français, ces dates hautement symboliques pour les communautés antillaises rappellent la résistance des personnes mises en esclavage.
L’Assemblée nationale abroge définitivement le Code noirLes député·es ont voté à l’unanimité ce jeudi 28 mai pour l’abrogation du Code noir et l’ensemble des textes ayant réglementé l’esclavage dans les colonies françaises aux XVIIᵉ et XVIIIᵉ siècles. Bien que sans effet juridique depuis longtemps, ces textes n’avaient jamais formellement été abrogés après l’abolition définitive de l’esclavage en 1848.
Patrick Balkany, âgé de 77 ans, a été condamné à 15 mois de prison ferme et à trois ans ferme, mais sans mandat de dépôt. Il n’ira donc pas immédiatement derrière les barreaux.
C’est le maire de la capitale, Emmanuel Grégoire, qui a pris cette décision, en lien avec le président de la République, Emmanuel Macron. […] « J’ai souhaité que l’édition 2026 ait lieu le lundi 13 juillet, afin de permettre le respect nécessaire pour le temps national de commémoration des dix ans de l’attentat de Nice »
De nouveaux travaux affinent le profil des personnes qui ne demandent pas le RSA alors qu’elles y ont droit. Et montrent l’impact qu’aurait le recours à la prestation sociale sur le taux de pauvreté.
Saisie par Google et RTE, la Commission nationale du débat public (CNDP) va organiser une concertation autour du projet de datacenter géant de la multinationale américaine à Ozans, près de Châteauroux – et ce bien qu’officiellement, Google n’ait toujours pas pris sa décision.
Un ouvrier de 19 ans est mort dans la nuit du mardi 26 au mercredi 27 mai après avoir travaillé sur un toit par plus de 31 °C.
Les chaleurs exceptionnelles ont semé la pagaille dans les trains, révélant les limites du réseau ferroviaire français face au changement climatique.
La France avait trois ans pour transposer la directive européenne sur la transparence salariale, favorable à l’égalité professionnelle. Le gouvernement repousse désormais ses obligations, invoquant une mésentente entre partenaires sociaux.Qui aurait pu prédire ?
une masseuse bénévole du Paléo avait dénoncé le « comportement inadmissible » du chanteur en 2019. L’affaire s’était conclue par « un accord entre les parties incluant une clause de confidentialité ».
Des militantes du collectif Nous Toutes s’étaient placées dans le public de la pièce « Deuxième partie », dans laquelle joue Patrick Bruel au théâtre Édouard VII.
L’étau se resserre autour du chanteur accusé de nombreuses agressions sexuelles. Une trentaine de femmes ont témoigné contre lui. Rappel des faits alors qu’il vient d’annuler ses dates prévues jusqu’à l’automne.

Première femme en France à diriger un parti politique, le PSU, à la fin des années 1970, Huguette Bouchardeau est décédée à l’âge de 90 ans.
Considéré comme le dernier grand intellectuel français, Edgar Morin est décédé ce 29 mai […] Philosophe et sociologue, directeur de recherche émérite au CNRS, l’auteur de Le paradigme perdu et d’une soixantaine d’autres ouvrages laisse derrière lui une œuvre transdisciplinaire, abondamment commentée et traduite, au service d’une pensée toujours libre et critique de son temps.
Voir aussi Edgar Morin, penseur de la complexité et passionné de l’humanité (humanite.fr)
« Le Monde » a révélé la présence de la ministre à un déjeuner visant à structurer un think thank, fondé par Bolloré, pour promouvoir ses idées conservatrices en vue de 2027.
Le pilier de la presse régionale va mal, et sa direction engage un énième plan d’économie. Suggestion proposée par le syndicat SNJ : arrêter de « trouver des excuses » et sortir des informations.
Kévin Floury a pris la parole lors de la matinale de la chaîne d’info en continu pour défendre les cartes météo jugées trop « rouges » par les climatosceptiques.
ce qu’il décrit comme ses quatre chantiers prioritaires : « école, salaires, frontières, IA ».
Tout le week-end, des internautes se sont étonnés d’être abonnés au compte « Attal président » sans jamais l’avoir demandé […] le compte dispose déjà de 35 000 abonnés sur Instagram et de plus de 50 000 sur X […] Sans rien dire à personne, Gabriel Attal a mis la main sur les comptes de soutien du candidat… Emmanuel Macron en 2022 »
Deux sénateurs de droite dressent un bilan critique de la libéralisation du rail : coûteuse pour les finances publiques, elle fait courir le risque d’une « balkanisation » du réseau et de l’abandon des petites dessertes.
Véritable atteinte démocratique, les préfets pourront permettre aux agriculteurs de continuer à pomper l’eau pendant deux ans, même lorsqu’une mégabassine aura été rendue illégale par la justice !

La vidéosurveillance algorithmique se déploie en France non seulement dans l’espace public, avec la loi JO, mais aussi dans les commerces, sans le cadre juridique nécessaire. Des startups comme Veesion ont lancé une campagne de lobbying de longue haleine pour obtenir la légalisation de ces pratiques, avec le soutien des géants de la distribution et de députés.
Du 22 au 31 mai 2026, les Français·es résidant hors de France éliront 433 conseiller·es des Français·es de l’étranger et 77 délégué·es consulaires
« Il est apparu clairement que nous n’étions plus alignés sur des questions essentielles de valeurs et de conception du rôle d’une organisation comme le WWF dans la société contemporaine […] Ce désaccord est devenu explicite après ma participation, à titre strictement personnel, à un rassemblement transpartisan contre le racisme à Saint-Denis »
De la mise en examen de Sophie Binet après ses prises de position sur les Pfas aux attaques des municipalités du RN contre les syndicats, une même logique est à l’œuvre : affaiblir la démocratie sociale.
À Grenoble, les tensions au sein de l’inspection du travail se sont accentuées à l’approche du 1er mai. Selon les syndicats, des courriers destinés à rappeler aux employeurs la réglementation applicable ce jour-là ont d’abord été bloqués par la direction.
Menacées d’expulsion dans plusieurs villes de droite et RN, comme à Carcassonne, les Bourses du travail sont des lieux essentiels pour l’accès aux droits des salariés et pour leur organisation collective.
Dans les communes dirigées par le Rassemblement national, les attaques contre les syndicats se multiplient. L’extrême droite veut affaiblir les contre-pouvoirs du monde du travail et imposer un ordre réactionnaire au service des politiques antisociales et racistes.
C’est un élément majeur qu’ont identifié Mediapart et Libération. Au bout de plusieurs mois d’analyses de plus de 150 heures d’images produites par les gendarmes et des journalistes, les deux médias ont révélé le 26 mai précisément l’origine du tir de grenade qui a grièvement blessé Serge Duteuil-Graziani le 25 mars 2023 lors de la mobilisation à Sainte-Soline (Deux-Sèvres).
Les militaires n’ont été sanctionnés que pour « propos inadaptés ». Pour ce qui est des tirs tendus filmés sur place, le ministère de l’Intérieur s’en remet à la justice.
À l’appel de la CGT Spectacle, acteurs du monde de la culture, syndicats et partis politiques de gauche se sont rassemblés devant la salle de spectacle détenue par le milliardaire d’extrême droite ce samedi 30 mai, pour appeler à lutter contre la bataille culturelle menée par Bolloré.
Voir aussi Jean-Luc Mélenchon fait de la lutte contre Bolloré un argument de campagne lors de la manif à L’Olympia (huffingtonpost.fr)
Le leader de La France insoumise a manifesté près de la salle de spectacle qui appartient au groupe Canal+, avec plusieurs dizaines de personnes.
L’interprète de « Djadja » a répondu à sa manière aux militants identitaires du groupe Les Natifs, condamnés pour avoir déployé une pancarte raciste à son encontre
Pour les membres du « collectif Némésis », trouver un café ou un estaminet accueillant est devenu un chemin de croix. Contraintes de venir dans la capitale comtoise à cause d’un énième calendrier judiciaire, les militantes d’extrême droite pourront désormais ajouter un nouveau lieu où elles sont « persona non grata ».
Des enseignants-chercheurs et des étudiants multiplient les mobilisations contre les frais différenciés imposés aux étudiants étrangers hors UE. Le gouvernement fait pression pour généraliser, par décret, cette mesure.
La Cour d’appel de Grenoble a rendu, ce 27 mai 2026, un arrêt confirmant la responsabilité d’EDF et de Cédrick Hausseguy dans les fuites de tritium survenues en novembre 2021 à la centrale nucléaire de Tricastin (Drôme). Cette décision fait suite à une procédure engagée par le Réseau “Sortir du nucléaire” (RSDN) dès octobre 2022, après la découverte d’une contamination des eaux souterraines par 900 litres d’effluents radioactifs.
Dix ans après la loi pénalisant les clients, la sénatrice écolo Anne Souyris propose de décriminaliser le travail du sexe. Un texte co-écrit avec les concernées, qui pourrait bousculer un Parlement tenté par de nouvelles lois coercitives.
Sign the solidarity petition if you edit Wikipedia.
Du 30 mai au 13 juin, le mouvement des free parties organise des « manifestives » aux quatre coins du pays pour s’opposer à deux textes législatifs en cours de discussion, et jugés extrêmement répressifs.
Basta ! prépare un nouvel outil de visualisation de sa base de données sur les interventions policières létales. Une manière de faire entrer durablement dans le débat public le sujet des violences policières, lorsque celles-ci sont illégitimes.
À l’heure où les médias télévisés ne relatent que des discours et des opinions, nous voulions remettre les faits au centre des décisions de chacun-e et montrer à toutes et tous que le RN n’agit pas dans votre intérêt. Le RN vote contre notre santé, contre les femmes, contre les personnes précaires, contre les personnes non blanches, contre les travailleurs et travailleuses, contre les demandeurs et demandeuses d’emploi, contre les personnes LGBT+, contre les malades, contre les agriculteurs et agricultrices, contre le vivant, contre l’écologie et contre la démocratie.
Un programmeur américain a créé un système qui analyse l’activité des avions privés et attribue un « niveau d’urgence » global. Une œuvre à mi-chemin entre art, satire politique et surveillance technologique.

En conditions normales, le système de navigation européen Galileo offre des performances deux à trois fois supérieures au GPS américain. Imaginez qu’avec son service haute précision, il peut descendre sous les 25 centimètres. Le tout gratuit et ouvert à tous. Pourtant sur votre téléphone, vos données de déplacement transitent par les serveurs de Google ou d’Apple. Et l’IGN, que l’État français finance à hauteur d’une centaine de millions d’euros par an, reste absent de la majorité des services numériques publics.
After a security researcher published a series of unpatched bugs in Microsoft products, along with code to exploit them, the company is now threatening to take legal action and call the cops on them. Microsoft’s veiled threat reignites a long-running argument over what responsibility, if any, security researchers have to disclose vulnerabilities affecting large and wealthy tech giants.
The bugs, broken apps, and nightmare customer-service bots we can’t escape, presented as a blessed and sacred addendum to Pope Leo XIV’s new encyclical on AI
La réponse du capitalisme à ses propres crises a échoué, en dépit de sa tentation libertarienne actuelle. Mais la gauche le sait-elle ?
Comment les discours de l’extrême droite sur la protection des femmes réactivent-ils des imaginaires coloniaux hérités de la campagne raciste allemande de la « Honte noire » ?
Une étude alerte sur une explosion des épisodes de grêle extrême d’ici 2100. Aux États-Unis comme en Europe, le réchauffement climatique pourrait favoriser des tempêtes capables de produire des grêlons records, et des dégâts considérables.
Le marais de Taligny, en Indre-et-Loire, absorbe les nitrates, freine les crues, soutient les nappes phréatiques et stocke le carbone. Ces fonctions, longtemps ignorées, ont justifié une restauration complète engagée depuis les années 2000. Une réserve naturelle régionale qui rend, silencieusement, des services que l’agriculture industrielle et l’urbanisme continuent de détruire ailleurs.
They seem to reorganize their tissues and then just keep living.
Microeledone galapagensis, a tiny blue octopus, is new to science
des chercheurs lillois travaillent actuellement sur un stérilet masculin implantable et réversible. Une innovation qui pourrait complètement changer la contraception dans les prochaines années.
Retrouvez les revues de web précédentes dans la catégorie Libre Veille du Framablog.
Les articles, commentaires et autres images qui composent ces « Khrys’presso » n’engagent que moi (Khrys).

I titoli di oggi:
Shangri-La Dialogue: Usa e Cina moderano i toni rispetto al 2025
Gli Usa rafforzano i controlli sui chip AI
Cina, espulsa reporter del NYT. Ritorsione degli Usa su giornalista della Xinhua
Cina, nominata la nuova presidente del principale regolatore finanziario del paese
Cina, condannato a 24 anni l'ex abate del Tempio di Shaolin
Myanmar, Min Aung Hlaing in India per la sua prima visita estera da presidente
L'articolo In Cina e Asia – proviene da China Files.


Negli scorsi due mesi, tre episodi avvenuti in Africa hanno sottolineato l’attuale posizione di Taiwan nel panorama geopolitico e, più in particolare, l'influenza indiretta della Repubblica Popolare Cinese (RPC) sul processo decisionale dei paesi africani coinvolti.
L'articolo Cina, Africa e il restringimento dello spazio di Taiwan proviene da China Files.

Por Alfredo Jalife Rahme
El libro del 2005 Cómo los débiles ganan las guerras: teoría del conflicto asimétrico (https://bit.ly/43BOReX), del académico de la Universidad de Chicago y anterior analista de inteligencia militar Ivan Arreguin-Toft, parece constituir el manual de cabecera del agredido gobierno iraní por la superpotencia nuclear EEUU y la mediana potencia nuclear Israel –que goza de la deliberada complicidad del filosionista argentino Rafael Grossi, desacreditado director de la Agencia Internacional de Energía Atómica, quien hace la vista gorda ante los arsenales clandestinos de Netanyahu, quien evade la inspección de la ONU y su firma del Tratado de No Proliferación que EEUU exige en forma asimétrica e inicua a Irán.
En el siglo V a.C., los omnipotentes enviados atenienses –en el célebre Diálogo de los Melios narrado por Tucídides en la Guerra del Peloponeso (https://bit.ly/4akW7j4)– exigieron la capitulación de la isla Melos con la formulación del hiperrealismo político: “Los fuertes hacen lo que pueden y los débiles sufren lo que deben”.
Netanyahu y Trump, ¡2 mil 455 años después! conminaron la misma capitulación perentoria a los iraníes.
En su notable libro Arreguin-Toft arguye en forma persuasiva que las “guerras asimétricas” dependen de la interacción entre las estrategias respectivas del fuerte y el débil, más que del poder material crudo y rudo.
A juicio de Arreguin-Toft, cuando el fuerte y el débil usan estrategias similares suele vencer el primero, mientras que cuando utilizan estrategias opuestas aumentan las probabilidades de una victoria del débil, ya que el endeble vence cuando trastoca la superioridad del fuerte en su propia desventaja política, lo cual implementó al pie de la letra la República Islámica de Irán: “La probabilidad de victoria o derrota en conflictos asimétricos depende de la interacción de las estrategias que usan los actores débiles y fuertes”, ya que “cuando los actores emplean enfoques estratégicos opuestos, los débiles tienen muchas más probabilidades de vencer”.
Arreguin-Toft analiza 197 conflictos asimétricos y alega que los fuertes ganan hasta 75% de los casos en general (cuando los débiles combaten frontalmente contra los fuertes), mientras que, desde la Segunda Guerra Mundial, los débiles logran triunfos mayores a 50% cuando optan por tácticas opuestas (https://bit.ly/4uJZ9FY).Se centra en varios ejemplos desde 1800 que llevan agua a su molino y que van desde la guerra de Vietnam hasta Afganistán, pero que, a mi juicio, hoy no son extrapolables.
El débil gana guerras no porque sea más poderoso, sino porque logra que el poder del fuerte sea políticamente disfuncional, estratégicamente costoso y vulnerable a la atrición.
Dicho de otra forma, la metástasis del impacto geoeconómico/geofinanciero del cierre del estrecho de Ormuz atrapó a EEUU y, por extensión, en su fase declinante a Occidente –según el notable libro La derrota de Occidente (https://bit.ly/4fS6rmd) del galo Emmanuel Todd de hace 2 años–, como bien señaló el presidente Xi frente a su visitante Trump, quien sólo atinó a asentar sin dejar de inculpar de la decadencia de EEUU al binomio Obama/Biden.
Después del derrocamiento espurio del primer ministro soberanista iraní Mohammad Mossadegh (https://bit.ly/4u6J3oy), hace 75 años, pasando por la nacionalista revolución islámica hace 47 años, propongo el teorema más holístico de cuatro puntos diacrónicos: 1.- La singular resiliencia, que no masoquismo malentendido, del martirologio del chiísmo que se condensa en el “síndrome Karbala (https://bit.ly/4a0ZPye); 2.- Sus indetectables misiles hipersónicos que no detentan EEUU ni Israel; 3.- La genial jugada estratégica del cierre del estrecho de Ormuz: yugular geoeconómica/geofinanciera de Trump; y 4.- Su prodigiosa educación científica pública con los primeros sitiales del ranking STEM (Ciencia, Tecnología, Ingeniería y Matemáticas). Amén.
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Trasparenza
Alessio Sacchi, IZ4EFN

Il mondo di oggi ci spinge a considerare la trasparenza non soltanto come una dimensione fisica misurabile – la capacità di lasciar passare la luce – ma anche come un valore etico, culturale e tecnico. Con l’avvento delle tecnologie digitali, degli algoritmi, dei sistemi di intelligenza artificiale e delle infrastrutture dei dati, cresce infatti l’esigenza di comprenderne i processi decisionali, i flussi informativi e la chiarezza delle informazioni.

”MARCONI SUPPORTERS” è un diploma radioamatoriale internazionale organizzato dalla Sezione A.R.I. di Fidenza, con il patrocinio della Fondazione Guglielmo Marconi.
Scopo di questo diploma è l’approfondimento storico - biografico di alcune delle persone chiave che, per quanto ancora oggi forse non molto note al grande pubblico, ebbero un ruolo fondamentale nella crescita personale ed affettiva, scolastica e culturale, accademica, scientifica ed infine imprenditoriale di Guglielmo Marconi.
Il diploma dedica ogni mese dell’anno 2026 al nome di una specifica persona “supporter” di Marconi, ed il nominativo speciale della stazione commemorativa abbinata a ciascun mese incorpora un acronimo del nome di questa persona.