Uk, il ministro della Difesa sbatte la porta e se ne va. Starmer è sempre più in bilico

Per Keir Starmer i giorni a Downing Street sembrano sempre più contati dopo che anche l’ala blairiana e tradizionalmente centrista del Partito Laburista lo ha iniziato a scaricare a seguito delle dimissioni-shock del Ministro della Difesa John Healey assieme al Ministro delle Forze Armate Al Carns. Lasciando nella giornata di ieri Healey, storico seguace di Tony Blair e tra i registi della politica di sicurezza del Partito Laburista prima della vittoria elettorale del 2024, ha definito “incapace” Starmer, criticando i ritardi del piano di riarmo per portare al 3% del Pil le spese militari. Il progetto di Starmer, che ha sostituito Healey con l’ex Ministro della Sicurezza Dan Jarvis, era di portarle al 2,68% del Pil nel 2030. Uno sforzo ritenuto insufficiente, dato che quest’anno la spesa sarà al 2,6%, per centrare il target Nato del 3,5% del Pil in spesa per la Difesa entro il 2035.
Starmer inizialmente aveva addirittura pensato di sacrificare i fondi per la cooperazione internazionale in nome del riarmo ma aveva fatto dietrofront dopo che la corsa al riarmo del primo governo laburista in tre lustri si era scontrato, nel 2024-2025, con le rimostranze della base. La sinistra laburista contesta da tempo i piani di riarmo, ritenendoli eccessivi, mentre Healey è sempre stato custode dell’ortodossia atlantista, del sostegno alla difesa dell’Ucraina e dei grandi piani di approvvigionamento militare.
Healey in passato era stato addirittura pensato come successore di Starmer, e chiedeva un aumento di 18 miliardi di sterline entro il 2030 a fronte di una richiesta di investimenti del suo ministero stimata in 28 miliardi e un’offerta di risorse da parte del governo ben più bassa, di circa 13 miliardi di sterline. Healey, che nella dottrina di difesa di Londra ha rimesso al centro l’Europa dopo le ambizioni di Global Britain del governo di Boris Johnson, ha agito in continuità col predecessore Tory Ben Wallace e si è invece scontrato con la Cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves, che guidando le finanze ha blindato ogni prospettiva di ulteriori aumenti.
L’uscita ordinata per Starmer
Una settimana fa Starmer parlava del rischio di un conflitto tra Nato e Russia in Europa entro il 2030 e ora “in una durissima lettera di dimissioni , Healey ha accusato Starmer e Rachel Reeves, di aver messo a rischio la sicurezza del Paese, affermando che il tanto atteso piano di investimenti per la difesa (Dip) era ben al di sotto di quanto necessario”, nota il Guardian, che aggiunge come “Carns, che avrebbe potuto essere anch’egli un candidato, aveva definito il piano di spesa inadeguato e aveva invitato Starmer a riconsiderarlo”. Il terremoto non è stato fermabile. Le dimissioni di Healey colgono di sorpresa Starmer e sono un contrappasso per un governo che ha fatto del teso clima geopolitico globale e della sfida con la Russia un elemento politico e narrativo per difendere un consenso rapidamente calato dopo il voto vittorioso del 2024 ma ha finito per dividere il Partito Laburista e la sua base.
Starmer è sotto pressione per concedere un’uscita ordinata dopo che il suo esecutivo è stato colpito dallo scandalo per i rapporti del suo ex alleato Peter Mandelson con il finanziere Jeffrey Epstein, dal caos del debito pubblico e dall’insofferenza per l’austerità, da una serie notevole di sconfitte elettorali e dalla raffica di dimissioni dal governo dopo la debacle elettorale in Galles, Scozia e al voto locale inglese di maggio, dove ha vinto la destra nazionalista di Reform Uk e Nigel Farage.
Andy Burnham, sindaco di Manchester, da tempo immagina un passaggio per tornare in Parlamento e poter lanciare la sfida per la leadership di fronte a un governo che a meno di due anni dall’insediamento sembra già al capolinea. Sconfessato da sinistra e dai socialdemocratici più progressisti, ora Starmer inizia a essere sacrificabile anche per le figure di punta del centro e del cuore profondo del potere laburista. Le dimissioni di Healey e l’attacco sul riarmo sembrano una sfiducia di un sistema intera verso il Primo Ministro. Ora probabilmente destinato a capire in che modo la sua uscita da Downing Street sia più una questione di “quando” che di “se”.
L'articolo Uk, il ministro della Difesa sbatte la porta e se ne va. Starmer è sempre più in bilico proviene da InsideOver.

