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Incendi boschivi: in Italia raddoppia la superficie in fumo. Nel 2025 bruciata un’area grande come la provincia di Pistoia

Nel giro di un anno è quasi raddoppiata la superficie di boschi andata in fumo a causa di incendi. Nel corso del solo 2025, si parla di 965 chilometri quadrati, pari all’estensione della provincia di Pistoia. Sono i risultati forniti dal monitoraggio condotto da Ispra con analisi, basate su osservazioni satellitari ad alta risoluzione. Un dato di particolare rilievo riguarda l’incidenza degli incendi all’interno del sistema delle aree protette, dove si è concentrato oltre il 30% della superficie totale bruciata e ben il 38% degli ecosistemi forestali colpiti da incendio a livello nazionale. I dati storici archiviati dalll’European Forest Fire Information System collocano il 2025 tra gli anni ad elevata criticità, superata solo dai picchi registrati negli anni 2007, 2017, 2021 e 2023. Sono dati che arrivano mentre in Italia si verificano le prime emergenze legate alla stagione più calda e mentre il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, fa partire la campagna antincendio boschivo 2026, che si concluderà il 15 ottobre. Stando ai dati di Ispra, a livello territoriale, si conferma la tendenza storica che vede il Meridione e le Isole maggiori come aree maggiormente fragili. In particolare, Sicilia, Calabria e Campania rappresentano i contesti geografici più colpiti, contribuendo per il 71% al totale nazionale delle superfici forestali percorse dal fuoco. Si osserva, inoltre, una tendenza in aumento delle superfici forestali interessate ai roghi in Basilicata, Calabria, e Puglia.

L’emergenza degli ultimi giorni in Puglia e nel Trapanese

Di fatto, nei giorni scorsi, la presidente della quinta commissione del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone, ha convocato con urgenza una seduta per affrontare la “grave emergenza incendi” che ha colpito i parchi regionali di Otranto e Ugento e l’area di Torre San Giovanni, con la distruzione di una struttura balneare e molti ettari di macchia mediterranea. L’incendio nel parco naturale regionale di Ugento, in particolare, ha portato all’evacuazione di 700 turisti più il personale delle strutture ricettive. Spente le fiamme, i turisti sono rientrati nel campeggio e nel resort dai quali erano stati allontanati, ma si stima la perdita di alberi e piante in alcune decine di ettari. Nel frattempo, si è reo necessario un altro intervento nella frazione rurale di Manfio, tra Casarano e Ruffano, per spegnere le fiamme divampate in uliveti e campagne. “Di fronte a quanto accaduto – ha dichiarato Loredana Capone – è necessario fare piena luce sulle cause dei roghi, verificare l’efficacia delle attività di prevenzione e coordinamento degli interventi e individuare tutte le misure necessarie per sostenere i territori colpiti e rafforzare la tutela del nostro patrimonio ambientale”. Nelle stesse ore in cui in Puglia venivano fatti allontanare centinaia di turisti, divampava un incendio nel Trapanese, nelle campagne vicino Montagna Grande, che ha coinvolto un’estesa zona dei boschi.

I dati di Ispra

Considerando l’intero territorio nazionale, nel 2025 il 48% degli incendi divampati ha interessato ecosistemi forestali. In termini di superficie, risultano colpiti circa 123 chilometri quadrati di aree boscate (pari all’estensione del comune di Ancona). Si tratta di circa 57 chilometri quadrati di latifoglie sempreverdi, principalmente rappresentata da leccete, sugherete e macchia alta, circa 36 chilometri quadrati di latifoglie decidue (querceti, castagneti e faggete), più di 24 chilometri quadrati di aghifoglie sempreverdi (boschi naturali e piantagioni di conifere) e 5,79 chilometri quadrati di sistemi forestali misti. Ma Ispra fornisce anche i primi dati del 2026. Dal 1 gennaio al 9 giugno risulta colpita una superficie complessiva di circa 60 chilometri quadrati (pari all’estensione del Lago di Bracciano, in provincia di Roma), 20 di foreste. Attualmente circa il 28% delle aree forestali incendiate si trova nella regione Toscana. La seconda regione attualmente più colpita è la Calabria, con circa il 23%. “I dati del 2025 ci ricordano che gli incendi boschivi non sono soltanto un’emergenza ambientale, ma una sfida che riguarda la sicurezza dei territori, l’economia e la qualità della vita delle persone” spiega Maria Alessandra Gallone, presidente di Ispra e del Sistema nazionale di protezione ambientale, sottolineando la necessità “di investire sempre di più nella prevenzione, nella conoscenza e nella capacità di intervenire tempestivamente. Nessuna istituzione può affrontare da sola questa sfida: serve una grande alleanza tra Stato, Regioni, enti locali, comunità scientifica, sistema della protezione civile, mondo agricolo e cittadini”.

La campagna nazionale antincendio boschivo

Appena lanciata dal ministro Musumeci, la campagna 2026 punta sul rafforzamento della prevenzione e sul ruolo centrale dei sindaci tra i punti chiave delle raccomandazioni. Il documento prevede il potenziamento dell’informazione alla popolazione sui comportamenti corretti, interventi di manutenzione del territorio con pulizia della vegetazione e riduzione del materiale combustibile, l’aggiornamento dei piani di protezione civile e il censimento delle aree colpite. Viene evidenziato “il ruolo strategico dei sindaci, prime autorità di protezione civile, chiamati a organizzare le risorse comunali secondo i piani vigenti, ad adottare misure di prevenzione anche tramite ordinanze e promuovere le attività di informazione ai cittadini”. Alle amministrazioni comunali, inoltre, è richiesta l’applicazione delle misure sugli incendi boschivi, comprese quelle sulle aree già colpite, che non possono avere una destinazione diversa da quella originaria per almeno quindici anni.

L'articolo Incendi boschivi: in Italia raddoppia la superficie in fumo. Nel 2025 bruciata un’area grande come la provincia di Pistoia proviene da Il Fatto Quotidiano.

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