Modalità di lettura

G7, von der Leyen “Quello degli squilibri economici globali è un tema chiave” / Video

G7, von der Leyen “Quello degli squilibri economici globali è un tema chiave” / Video

EVIAN (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Un tema chiave per il G7 di quest’anno è quello degli squilibri economici globali. Ciò significa che alcuni Paesi producono troppo e consumano troppo poco, e naturalmente accade il contrario. Queste dinamiche sono sempre più pericolose per la stabilità dell’economia globale”. Così la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, nel corso di una conferenza stampa a Evian, in Francia, a margine del vertice G7. “Per questo accolgo con grande favore l’attenzione che il Presidente Macron ha dedicato a questo tema – prosegue -. Non da ultimo perché sta diventando sempre più rilevante per l’Unione Europea. Il 2025 verrà ricordato come l’anno in cui, per la prima volta in assoluto, tutti gli Stati membri hanno registrato un deficit commerciale con la Cina. L’Unione Europea ha registrato il suo più grande deficit commerciale di sempre, pari a 360 miliardi di euro. Questo, ovviamente, non è sostenibile. Come sapete, in Europa la nostra strategia è molto chiara: ridurre il rischio, non disaccoppiare. E concretamente questo significa che dobbiamo intensificare e accelerare lo sviluppo delle capacità interne da un lato. Dall’altro, dobbiamo tessere la nostra rete globale di accordi di libero scambio. Perché questo è il mezzo per diversificare le nostre catene di approvvigionamento. Allo stesso tempo, dobbiamo anche proteggere il nostro mercato dalle pratiche sleali. Negli ultimi anni abbiamo sviluppato e implementato la nostra gamma di strumenti, dalle misure di salvaguardia alle misure antisovvenzioni, per contrastare la concorrenza sleale e persino i casi di coercizione”.

“Nel G7, vi è una generale consapevolezza che l’unità e il coordinamento tra i membri del G7 siano fondamentali su questo tema. Tutti noi riscontriamo gli stessi schemi nelle nostre economie. Prendiamo ad esempio la questione delle materie prime critiche – sottolinea von der Leyen -. Dobbiamo collaborare per raggiungere una produzione adeguata di queste materie prime critiche, ed è per questo che stiamo lavorando con il G7 e altri paesi partner a un accordo sulle materie prime critiche. L’unità è la condizione preliminare affinché il G7 possa raggiungere condizioni di parità a livello globale”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

  •  

Eurostat, nel 2025 il tasso di occupazione dei giovani neodiplomati e neolaureati europei sale all’83%

Eurostat, nel 2025 il tasso di occupazione dei giovani neodiplomati e neolaureati europei sale all’83%

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Nel 2025 il tasso di occupazione dei giovani europei tra i 20 e i 34 anni che avevano completato da uno a tre anni il proprio percorso di istruzione secondaria superiore o universitaria ha raggiunto l’83%, in aumento rispetto all’82,3% del 2024. Lo rende noto Eurostat.

Negli ultimi undici anni il tasso è cresciuto di 7,5 punti percentuali. Tra i giovani con un titolo di istruzione terziaria l’occupazione ha raggiunto l’87%, quasi dieci punti in più rispetto al 77,2% registrato tra coloro che avevano conseguito un diploma di livello medio. Malta ha registrato il tasso di occupazione più elevato tra i neodiplomati e neolaureati, con il 91%, seguita dalla Germania con il 90,6% e dai Paesi Bassi con il 90,1%. In fondo alla graduatoria si collocano Grecia con il 62,4%, Italia con il 71,8% e Romania con il 72,7%.

A livello europeo il tasso di occupazione è risultato più alto tra gli uomini, all’84,4%, rispetto all’81,5% delle donne. Per la componente maschile i valori più elevati sono stati registrati in Cechia, Paesi Bassi e Germania, mentre Grecia, Italia e Romania hanno riportato i livelli più bassi. Tra le donne, invece, Malta ha raggiunto il 90,5%, davanti a Germania e Austria. I tassi più contenuti sono stati rilevati in Grecia, Italia e Romania. In 18 Paesi dell’Unione europea il tasso di occupazione dei giovani che avevano recentemente concluso gli studi è stato superiore tra gli uomini. I divari più ampi a favore della componente maschile sono stati registrati in Cechia, Lettonia e Slovenia.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

  •  

Ue, ultimo giorno consultazione su tabacco e nicotina: in 70.000 si sono espressi

Ue, ultimo giorno consultazione su tabacco e nicotina: in 70.000 si sono espressi

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Si chiude oggi la consultazione pubblica avviata dalla Commissione europea sulla revisione della direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) e della direttiva sulla pubblicità del tabacco. L’iniziativa (https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/17612-Tobacco-products-and-tobacco-advertising-revision-of-EU-rules_en) rappresenta uno dei passaggi centrali nel percorso di aggiornamento del quadro normativo europeo, con proposte attese nei prossimi mesi. La consultazione è accessibile attraverso il portale ufficiale della Commissione europea “Have your say”, la piattaforma che consente a cittadini, imprese e stakeholder di contribuire direttamente alla definizione delle politiche Ue. Secondo i dati disponibili, le adesioni hanno superato quota 70.000 a livello europeo, un livello di partecipazione significativo che costituirà una delle basi informative per la successiva valutazione d’impatto. Il confronto si inserisce in un contesto di profonda evoluzione del mercato.
Negli ultimi anni, accanto alle sigarette, si sono sviluppate nuove categorie di prodotti senza combustione. In Italia, il comparto nel suo complesso coinvolge oltre 100.000 persone lungo la catena del valore, tra occupazione diretta e indiretta. Tra i temi più discussi nella consultazione emerge quello dell’impostazione regolatoria. Diversi contributi richiamano il rischio che un approccio uniforme possa portare, nei fatti, a un’equiparazione tra prodotti con caratteristiche differenti – in particolare tra prodotti tradizionali e alternative senza combustione. Secondo questa impostazione, una regolazione non differenziata potrebbe non riflettere pienamente le differenze esistenti tra le categorie e le traiettorie di consumo osservate negli ultimi anni. Il tema ha anche una dimensione di comportamento dei consumatori: negli anni più recenti milioni di fumatori hanno scelto di passare ai nuovi prodotti, abbandonando le sigarette tradizionali. In questo contesto, alcune posizioni evidenziano come eventuali misure che trattino in modo indistinto le diverse categorie potrebbero incidere indirettamente su queste dinamiche di transizione.
Le valutazioni della Commissione dovranno quindi bilanciare gli obiettivi di salute pubblica con gli effetti potenziali sul funzionamento del mercato, sulla struttura delle filiere e sulla capacità di attrarre investimenti nei segmenti innovativi. Con la chiusura odierna termina la fase di raccolta dei contributi, che confluiranno nella preparazione delle future proposte legislative. Resta ancora aperta la possibilità di partecipare attraverso il portale della Commissione: un passaggio che consente di far emergere osservazioni e punti di vista in un processo destinato a incidere sulle prossime regole europee del settore.

– Foto Commissione Europea –

(ITALPRESS).

  •  

Il 52% dei cittadini europei è favorevole all’istituzione degli hub di rimpatrio

Il 52% dei cittadini europei è favorevole all’istituzione degli hub di rimpatrio

ROMA (ITALPRESS) – Il Parlamento europeo ha approvato proposte per l’istituzione di hub di rimpatrio – centri di detenzione situati in Paesi terzi al di fuori dell’UE, destinati ad accogliere i migranti le cui domande di asilo sono state respinte o che non hanno alcun titolo legale per rimanere nell’Unione, in attesa dell’esecuzione definitiva del rimpatrio. Secondo l’ultima rilevazione EuroScope di Polling Europe, condotta tra il 19 e il 27 maggio 2026 su un campione rappresentativo di 5.458 cittadini europei, “il 52% degli intervistati si dichiara favorevole all’istituzione di tali hub, contro il 25% contrario. Il 23% non si esprime”.

Il dato “rivela un consenso diffuso ma non uniforme tra i Paesi”, si legge in una nota. Le rilevazioni per area geografica mostrano “una maggioranza favorevole in tutte le regioni, con punte più elevate in Germania (58%) e Spagna (54%)”. In Italia si registra la quota di favorevoli più bassa (42%). Guardando all’orientamento politico, invece, si nota come gli elettori ESN registrino la quota più elevata di favorevoli (70%), seguiti da ECR (63%), Patriots (61%) ed EPP (58%). Tuttavia, il sostegno rimane maggioritario anche tra gli elettori Renew Europe (57%), S&D (49%), The Left (43%) e Greens (43%).

– foto Polling Europe –

(ITALPRESS).

  •  
❌