Quando il figlio 20enne di Taty Almeida uscì di casa e non tornò più: è morta la madre di Plaza de Mayo
Era il 17 giugno del 1975 quando Alejandro uscì di casa e disse a Taty Almeida: “Mamma, torno subito”. Quella fu l’ultima volta che la donna vide il figlio, di soli vent’anni, sparito nel nulla durante la dittatura argentina. Desaparecido. È morta a 95 anni Taty Almeida, presidente dell’associazione Madri di Plaza de Mayo Línea Fundadora. Aveva continuato a chiedere fino alla fine dei suoi giorni: “Memoria, verdad y justicia”.
“Con un dolore profondissimo dobbiamo condividere la notizia più triste: oggi ci ha lasciati la nostra amata Taty Almeida, presidente delle Madres de Plaza de Mayo – Línea Fundadora”, si legge in una nota dell’organizzazione pubblicata sui canali social. “Le parole ci mancano, non bastano, sentiamo un nodo alla gola. Un dolore immenso, indescrivibile. Grazie per averci insegnato che amare significa resistere, che l’unica battaglia persa è quella abbandonata e che non c’è forza più grande dell’amore. Grazie per il tuo impegno, il tuo attivismo, la tua tenerezza e per ogni parola che sarà sempre un rifugio e un abbraccio”.
“Promettiamo di custodire il tuo ricordo e quello di Alejandro, portando la tua eredità ovunque. E ogni volta che alzeremo la voce per i 30.000 scomparsi, ti terremo presente. Abbiamo la responsabilità di continuare a raccontare la storia affinché non accada mai più; di continuare a gridare forte e chiaro ‘Mai più’; di difendere la memoria, la verità e la giustizia come ci hai insegnato. Ti ricorderemo in ogni ‘Presente, ora e per sempre’, in ogni fazzoletto, in ogni marcia, in ogni abbraccio e in ogni carezza”.
Visualizza questo post su Instagram
Un post condiviso da Madres de Plaza de Mayo- Línea Fundadora (@madresplazademayo.lf)
Almeida era nata il 28 giugno 1930 in una famiglia legata all’ambiente militare. Era un’insegnante. La sua vita venne stravolta dal sequestro dal giovane figlio, studente di medicina e militante politico. Fu l’inizio di un dramma personale e di un impegno politico in prima persona che sarebbe durato oltre mezzo secolo. Sosteneva che il figlio l’avesse “partorita” politicamente, che l’aveva trasformata in una metamorfosi inconcepibile e impensabile prima di quell’episodio vissuto da migliaia di altre madri nella repressione.
Almeida cercò risposte anche tra gli esponenti del regime, tra cui il generale Jorge Rafael Videla che nel 1976 aveva imposto un regime che non ricorreva necessariamente a processi o condanne: con le persone che sparivano nottetempo, prelevate e trasferite in centri di detenzione clandestini, all’insaputa dei familiari. Almeida si unì al movimento delle Madres di Plaza de Mayo nel 1979 e la sua protesta individuale si trasformò in una causa collettiva presentata anche davanti alla Commissione interamericana dei Diritti umani. Era alla guida della Línea Fundadora dal 2024, ribadiva che le attiviste erano riuscite a passare il testimone alle nuove generazioni per mantenere viva la richiesta di memoria, verità e giustizia.
