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Da Luxuria a Pascale, i dibattiti sul palco della Gay Street di Roma: “Diamo spazio anche a chi ha un pensiero diverso”

Dal 16 al 21 giugno la Gay Street di Roma, in via di San Giovanni in Laterano, a pochi passi dal Colosseo, si trasformerà in un palcoscenico dedicato a cultura, diritti e inclusione. Torna infatti “Walk with Pride”, la manifestazione diretta da Ezio Cristo che per sei giorni animerà uno dei luoghi simbolo della comunità LGBTQIA+ della Capitale con talk, spettacoli, concerti, presentazioni e momenti di confronto. A inaugurare l’evento il 16 giugno sarà Vladimir Luxuria, madrina della manifestazione, che taglierà il nastro dando ufficialmente il via alla settimana di appuntamenti. Tra gli ospiti attesi figurano anche Imma Battaglia, Antonella Elia, Priscilla, Francesco Montanari e Gabriele Piazza con lo spettacolo satirico “Eterofobo”.

Uno degli appuntamenti più attesi e discussi è il talk del 17 giugno che vedrà confrontarsi Francesca Pascale, co-fondatrice del movimento Gay Conservatori e Liberali, Alessia Crocini, presidente di Famiglie Arcobaleno, e Nicola Di Bartolomeo del Movimento 5 Stelle. Una scelta che arriva dopo che nelle scorse settimane Pascale aveva denunciato l’esclusione dai talk della Pride Croisette e che gli organizzatori rivendicano come occasione di confronto. “Credo sia stato un errore non dare spazio e voce anche a chi ha un pensiero diverso”, spiega a ilfattoquotidiano.it il direttore artistico Ezio Cristo. “Non stiamo parlando di un partito fascista, ma di un movimento che si definisce gay conservatore. Poi si può essere d’accordo o meno, ma la censura non fa parte della mia idea di comunità. Noi siamo totalmente liberali e riteniamo giusto che sui diritti possano confrontarsi posizioni differenti”. La manifestazione si svolgerà a pochi giorni dal Roma Pride del 20 giugno, ma gli organizzatori respingono l’idea di una contrapposizione diretta. “Non ci poniamo come alternativa al Pride”, precisa Cristo. “Piuttosto proponiamo un’alternativa a quello che è il programma ufficiale di eventi del Roma Pride. È uno spazio aperto dove possono convivere sensibilità diverse”.

Per Cristo la scelta della Gay Street non è casuale. “Io credo molto in un Pride diffuso. La Gay Street è da oltre vent’anni un simbolo per la comunità LGBTQIA+ romana ed è spesso il primo luogo di approdo per chi arriva in città e cerca un punto di riferimento. Qui è nata una parte importante della storia della comunità romana e per questo ci sembrava il luogo naturale per una manifestazione come questa”. Tra gli eventi di maggiore richiamo figura il concerto del 19 giugno di Francesco Sarcina e Le Vibrazioni, mentre il programma prevede anche riconoscimenti a personalità impegnate nella promozione dei diritti, un concorso drag dedicato alla scena performativa italiana e numerosi incontri culturali.

Particolare attenzione sarà dedicata quest’anno alle persone transgender. Non a caso la madrina dell’evento sarà Vladimir Luxuria. “Credo che oggi la questione della transessualità sia uno dei temi più delicati e meno approfonditi all’interno del dibattito pubblico”, osserva Cristo. “La scelta di Vladimir ha un valore simbolico e politico. Vogliamo riportare al centro una discussione che spesso resta ai margini”. Nel programma è previsto anche un incontro dedicato specificamente ai diritti delle persone trans. “Abbiamo deciso di coinvolgere non solo associazioni, ma direttamente persone transgender”, conclude il direttore artistico. “Per noi è importante che a parlare siano anche coloro che vivono quotidianamente queste esperienze”. L’obiettivo dichiarato di “Walk with Pride” è quello di raccontare una società più inclusiva attraverso il dialogo tra arte, cultura e partecipazione civile, valorizzando uno spazio che da anni rappresenta uno dei punti di riferimento della comunità LGBTQIA+ della Capitale.

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Milano, chat sessista dei dipendenti Atm con immagini di passeggere. L’azienda avvia un’indagine interna

Immagini prese dalle telecamere dei mezzi pubblici di Milano che inquadrano parti del corpo delle donne e condivise in una chat dal titolo “Ticinese staff”. A scoprirlo e denunciarlo una passeggera che, nelle scorse ore, ha postato su Instagram una stories in cui diceva di aver visto – mentre era sul tram 15 – la conversazione sul telefono di un signore con la divisa del personale Atm.

L’azienda ha diffuso una nota facendo sapere che “si è prontamente attivata con la massima attenzione per fare piena luce sull’episodio, per verificare il corretto uso degli strumenti aziendali, per tutelare i clienti e le migliaia di dipendenti corretti che lavorano ogni giorno al servizio della città”. E, continuano, “crediamo fermamente nel rispetto come valore fondante e non negoziabile. Agiremo in ogni sede opportuna rispetto a qualsiasi irregolarità commessa”.

A ricondividere la denuncia è stata l’influencer Cyanidue, rilanciata dal sito Mowmag. Nello screenshot, che lei stessa ha ricevuto da un’altra utente, si vede una conversazione con commenti sessisti a una foto rubata di una donna di schiena.

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La Gran Bretagna vieta l’uso dei social per tutti i minori di 16 anni: l’annuncio del premier Starmer

Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato oggi l’imminente divieto di utilizzo dei social media per tutti i minori di 16 anni. La decisione pone la Gran Bretagna all’avanguardia sul tema della protezione dei minori online, ricalcando una legge simile approvata in Australia alla fine dello scorso anno. E ha subito scatenato l’ira delle Big Tech: “I divieti generalizzati allontanano i ragazzi da esperienze curate e supervisionate, indirizzandoli verso servizi anonimi e meno sicuri“, ha affermato un portavoce di YouTube in una dichiarazione.

Durante una conferenza stampa a Downing Street, Starmer ha dichiarato che “il governo vieterà l’accesso ai social media a tutti i minori di 16 anni”. L’annuncio del premier britannico arriva nel primo giorno del vertice del G7 in Francia, dove i leader mondiali dovrebbero discutere le misure per proteggere i bambini dai pericoli online.

Il dibattito è aperto anche all’interno dell’Unione europea. “I leader dell’Ue e la Commissione europea stanno esaminando come rendere gli spazi online più sicuri per i minori, anche attraverso l’introduzione di una maggiore età digitale per l’accesso ai social media“, ha dichiarato sabato sui social il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa. Nel frattempo presto anche il Canada potrebbe seguire l’esempio di Australia e Gran Bretagna: la proposta di legge, denominata Safe Social Media Act, è stata presentata alla Camera dei Comuni dal Ministro della Cultura Marc Miller. La norma canadese prevede che le aziende tecnologiche potranno aggirare il divieto se dimostrano di avere politiche per ridurre al minimo i danni ai minori.

In Italia invece il divieto di accesso ai social da parte dei minori è rimasto congelato a lungo per volontà di palazzo Chigi. E le attuali leggi sono (quasi) lettera morta perché inesistenti i controlli sull’età. Questa settimana è stata annunciata la ripresa dell’iter in Parlamento sul ddl bipartisan 1136 per la tutela dei minori nella dimensione digitale Mennuni Madia. Nel frattempo il deputato dem Stefano Vaccari ha presentato la sua proposta di legge per tutelare i minori nell’accesso alle piattaforme digitali con sistemi di verifica d’età.

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