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Ibrahimovic e Cardinale insieme da Trump mentre nel Milan regna la confusione: tifosi infuriati. “Siamo nella me*da e loro se la spassano”

Anche i rappresentanti del Milan erano presenti al super evento Ufc organizzato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca per il suo 80esimo compleanno. In attesa di novità sul fronte societario rossonero, il patron Gerry Cardinale e il suo braccio destro Zlatan Ibrahimovic, grande appassionato di arti marziali, hanno preso parte alle celebrazioni per il compleanno di Trump, come mostrato da tante immagini diffuse dalle tv americane.

I due dirigenti erano in prima fila per assistere a Ufc Freedom 250, organizzato nella gabbia alta 28 metri nel giardino della Casa Bianca, e i tifosi del Milan non l’hanno presa benissimo. Con il club rossonero ancora senza allenatore (ufficialmente, perché c’è già l’accordo con Amorim) e dirigenti chiave in vista della prossima stagione, dopo il fallimento dell’annata con Allegri in panchina, tanti sostenitori del club rossonero hanno commentato in maniera negativa la presenza – in un evento di puro divertimento – del numero uno di Redbird (e azionista di Paramount, il gruppo che negli Usa detiene i diritti tv della Ufc) e del senior advisor del club. In questi giorni Ibra è anche commentatore dei Mondiali per Fox e, tra l’altro, è stato criticato per non essere andato a vedere la prima partita della Svezia nel torneo (vinta 5-1 contro la Tunisia), che si è giocata proprio poche ore dopo l’evento alla Casa Bianca.

A far infuriare però i tifosi del Milan è stata proprio la presenza all’evento di Ufc. Basta fare un giro sui vari social per percepire il fastidio dei tifosi del Milan dopo l’apparizione in pubblico dei due praticamente unici dirigenti del Milan al momento. “Vergogna“, si legge sotto diversi post Instagram sull’argomento. “Mentre il Milan è nella me*da fino al collo e nella confusione più totale, questi due se la spassano altrove“, scrive qualcuno. C’è chi invece la vede in maniera positiva: nelle scorse settimane si era parlato anche di frizioni tra i due. Vederli insieme, all’evento organizzato d a Trump, sorridendo, ha di fatto smentito quelle voci. È però metà giugno e i rossoneri non hanno ancora un direttore sportivo, in attesa dell’ufficialità di Amorim.

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Amorim sarà il nuovo allenatore del Milan, c’è l’accordo: pronto un ricco biennale. Ora il ds: i nomi sul tavolo

Sarà Ruben Amorim il nuovo allenatore del Milan. Il tecnico portoghese ha raggiunto un accordo con il club rossonero, con cui ha firmato un contratto biennale (fino al 2028), con opzione per un terzo anno. Lo riferisce sul suo sito internet il quotidiano portoghese A Bola, secondo cui Amorim aveva pianificato di non sedersi in panchina in questa stagione dopo aver lasciato il Manchester United a gennaio, ma l’offerta del club italiano, che ha ammesso essere una delle squadre preferite della sua infanzia e che sognava di allenare, si è rivelato troppo allettante. In attesa di capire chi sarà il direttore sportivo (al momento il favorito come Head of Football è Markus Krösche, ma sulla carta il ds sarebbe nel caso Timmo Hardung) e di riassestarsi, i rossoneri hanno così scelto il portoghese in panchina.

A Milano, l’ex allenatore dello Sporting riceverà 3,5 milioni di euro netti a stagione, più bonus per scudetto e qualificazione alla Champions League, competizione mancata dai rossoneri nelle ultime due stagioni. Ruben Amorim, 41 anni, attende solo l’approvazione definitiva di Gerry Cardinale di Red Bird, proprietario del Milan, per recarsi in Italia, firmare il contratto e ambientarsi nella sua nuova città. Amorim avrebbe bruciato sul filo di lana Matthias Jaissle, campione d’Asia con l’Al Ahli, altro nome rimasto a lungo sul tavolo tra i dirigenti rossoneri.

Chi è Ruben Amorim

41 anni, Ruben Amorim è uno degli allenatori più apprezzati della nuova generazione europea. Da calciatore ha vestito soprattutto le maglie di Benfica e della nazionale portoghese, prima di intraprendere la carriera in panchina. Dopo le esperienze con Casa Pia e Braga, si è imposto alla guida dello Sporting CP, riportando il club alla conquista del campionato portoghese dopo quasi vent’anni di attesa e distinguendosi per un calcio moderno, intenso e votato alla valorizzazione dei giovani talenti.

Amorim ha vinto due volte il campionato portoghese nel corso della sua esperienza allo Sporting: prima nel 2020/21, poi nel 2023/24. A novembre 2024 ha deciso di lasciare la squadra che lo ha reso grande per accettare la corte del Manchester United. In Premier League però non è riuscito a incidere: dopo esser arrivato 15esimo il primo anno, è stato esonerato nel corso di questa stagione.

Ora il direttore sportivo: i nomi

Dopo il no di Ralf Rangnick, che rimarrà sulla panchina dell’Austria come commissario tecnico, il Milan guarda altrove per il ruolo di direttore sportivo. Al momento il favorito è Markus Krosche, ma resiste anche Devin Ozek. Krösche in realtà diventerebbe sulla carta l’Head of Football del club rossonero, mentre il direttore sportivo nel caso sarebbe Timmo Hardung, pronto a seguirlo. Al momento Krösche è il direttore sportivo dell’Eintracht Forte, ma sembra ormai vicinissimo all’accordo con il Milan. L’alternativa sarebbe nel caso Devin Ozek, giovanissimo direttore sportivo (ha soltanto 31 anni), attualmente al Fenerbahce.

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Milan, Amorim verso la panchina: che cosa manca per la firma e quale sarà il progetto tecnico del portoghese

Ruben Amorim è tra i profili valutati dal Milan per la panchina. Prima di arrivare a un accordo servono intese su contratto, staff tecnico e programmazione del mercato.

Amorim-Milan: il portoghese scala le preferenze per la panchina

Il Milan lavora alla scelta dell’allenatore per la prossima stagione e Ruben Amorim resta uno dei nomi considerati dalla dirigenza dopo il netto no di Rangnik per il ruolo di ds. Il tecnico portoghese esploso con lo Sporting Lisbona, ma che poi ha sostanzialmente fallito al Manchester United, ha costruito la propria reputazione con un calcio organizzato, una gestione chiara del gruppo e una forte attenzione ai giovani.

La sua candidatura interessa perché porterebbe un’impostazione tattica definita. Amorim utilizza spesso la difesa a tre, chiede intensità nella pressione e vuole giocatori adatti a un calcio dinamico. Per il Milan significherebbe intervenire anche sul mercato, non soltanto cambiare guida tecnica.

La trattativa non riguarda solo l’ingaggio dell’allenatore. Servono accordi sullo staff, sulle competenze sportive e sul tipo di rosa da costruire. Amorim lavora con collaboratori fidati e difficilmente accetterebbe un progetto senza garanzie operative.

Amorim-Milan: contratto, staff e mercato da chiarire

Il Milan deve valutare il costo complessivo dell’operazione. L’ingaggio di Amorim sarebbe da allenatore di fascia alta, pur restando lontano dalle cifre più elevate della Premier League. Lo staff inciderebbe ulteriormente sul monte stipendi dell’area tecnica.

Va considerata anche la situazione contrattuale legata alla sua precedente esperienza. Eventuali indennizzi o accordi di uscita possono incidere sui tempi e sulla struttura dell’intesa. Il Milan vuole evitare operazioni poco lineari e chiudere soltanto dopo aver definito ogni aspetto economico.

La scelta dell’allenatore si intreccia con il mercato. Amorim avrebbe bisogno di difensori adatti alla linea a tre, esterni con corsa e attaccanti capaci di lavorare anche senza palla. Alcuni giocatori dell’attuale rosa potrebbero essere centrali nel nuovo progetto, altri meno compatibili. Con l’arrivo del portoghese perdere Leao, che ha già detto addio ai colori rossoneri (si parla di un’offerta del Chelsea da 60 milioni), potrebbe essere controproducente.

Calciomercato Milan: il bilancio condiziona le scelte rossonere

Il Milan deve muoversi tenendo conto delle risorse disponibili. Senza margini illimitati, ogni scelta tecnica deve avere una traduzione economica sostenibile. Le cessioni potrebbero finanziare parte del mercato, mentre gli ingaggi andranno mantenuti sotto controllo.

Amorim rappresenterebbe un investimento sull’identità tecnica della squadra. Il club dovrebbe però accompagnare l’arrivo dell’allenatore con decisioni coerenti sulla rosa. Senza interventi mirati, il rischio sarebbe quello di inserire un tecnico con richieste precise in un gruppo non del tutto adatto alle sue idee.

La decisione finale dipenderà dalla convergenza tra allenatore, proprietà e area sportiva. Il Milan cerca una guida stabile e riconoscibile, ma vuole evitare una scelta non supportata da struttura e mercato.

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